Cosa succede in città- Pagina 416

VERNEA 31, QUANDO LO SPAZIO DIVIENE BUSINESS D’ECCELLENZA

Uffici – spazi di coworking e area relax

Tutti i vantaggi di un coworking , senza rinunciare alla privacy di un ufficio tutto tuo !  Sala Riunioni, Open Space, Sala Relax Living ecc

Come ben noto , il Coworking  è una filosofia tipica delleconomia collaborativa che prevede la condivisione degli spazi di lavoro da parte di professionisti che hanno in comune intenti e valori. La scelta del coworking è un nuovo metodo per concepire il lavoro , permettendo di abbattere i costi fissi di gestione e di ottimizzare le spese. 

Questo metodo lavorativo nasce negli Stati Uniti  quando Brad Neuberg, programmatore informatico freelance, decise di creare il primo spazio di lavoro condiviso in cui ospitare tutti i freelance, stanchi ormai di lavorare a casa da soli e facili prede delle distrazioni dellambiente domestico. Nacque così la Hat Factory di San Francisco, il primo spazio di coworking in cui collaborare e co-creare valore per la propria professione, per la comunità e anche per se stessi.

Ormai, il mondo del lavoro non ha più confini. In questo modo si sviluppano relazioni, gli spazi diventano luoghi di business preziosi, le community prendono forma in ecosistemi e la conoscenza diventa esperienza.  Il cambiamento diviene così culturale, economico e sociale.

Il linguaggio fra le parti condivise però deve mantenere il suo equilibrio e lo stile più appropriato capace di plasmarsi con tutto linsieme se pur con tagli differenti professionali.

La differenza sta quindi nello studio approfondito di questi parametri al fine di ottenere unambiente assolutamente consono a tutte le iniziative lavorative più o meno stabili o di passaggio, una sorta di linguaggio complice nel concepire lo spazio di lavoro come paesaggio confortevole per lo stesso. Una specie di habitat naturale che mette a disposizione degli esseri viventi che lo abiteranno tutto ciò di cui avranno bisogno. Lunico impegno che si richiede è saper cogliere queste preziose opportunità traendone il maggior vantaggio competitivo possibile. Un modo per entrare in contatto con realtà e luoghi dove far convergere competenze e talenti.

In Italia, i primi spazi  di coworking sono stati aperti tra il 2008 e il 2010 , e si sono sviluppati soprattutto  nelle metropoli: in particolare a milano, città che vanta la maggior densità di queste realtà, seguita da Roma.

Attualmente a Torino nascono svariate unità abitative trasformate in spazi di coworking. Tra queste è doveroso annoverare lultima nata :  VERNEA.31

Un restyling fresco e dinamico , creato al fine di donare accoglienza stimolante e grintosa. Una realtà lavorativa assolutamente accattivante, con spazi dal design contemporaneo e professionale.  Una realtà lavorativa questa atta a stimolare successo . Un forte spirito imprenditoriale è alla base dei servizi di Vernea 31. 

Gli spazi di VERNEA 31 hanno come obiettivo quello di dare il non plus ultra della qualità e della professionalità. Limpatto visivo diviene così assolutamente compensativo per quello che sono le emozioni e il desiderio quindi di soddisfare il grande sogno dellaccoglienza più rappresentativa e piacevole.

Gli uffici, arredati con gran gusto , potranno essere operativi in tempo zero. Questa non è un effimera illusione ma realtà allo stato di fatto più immediato, al fine di poter essere subito operativi.

Sale riunioni e sale corsi hanno una capacità abitativa fino a 30 persone, accoglienti e luminose. Lallestimento prevede lavagna e fogli mobili , penne, block-notes e uno schermo.

Possibilità di domiciliazione legale per le attività in quanto consente di utilizzare lindirizzo civico di VERNEA 31 per eleggere la sede legale della propria Azienda.

Ufficio virtuale e segreteria telefonica : una soluzione ideale per ottimizzare i costi .

Servizio di domiciliazione postale, consistente nellutilizzare lindirizzo di V.31 come proprio punto di riferimento per la ricezione della corrispondenza di posta e plichi, che può essere sia personale che aziendale.

Gli spazi sono stati studiati minuziosamente , con grande cura del particolare, dallaccoglienza allingresso, allarea break , fino ad arrivare agli uffici e alle sale riunioni. Inoltre sono ideati e gestiti al fine di garantire alta qualità e massima sicurezza.

Il successo genera successo , per questo VERNEA 31 fornisce spazi per singoli  o community di lavoratori di qualsiasi genere.  Non importa essere pensatori o creativi , piuttosto che manager o liberi professionisti. Gli spazi di V 31 possono essere definiti come realizzatori : luoghi che consentano di espandere il network e di dare una forma reale e concreta alle idee e alla professionalità

Un vero e proprio grande salotto del benessere a largo raggio, nello splendore di una condivisione mirata ed elegante , assolutamente capace di generare, proprio per la cura e la progettazione studiata appositamente per le varie occasioni di business, iniziative vincenti.

Monica Di Maria di Alleri Chiusano

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VERNEA 31 – Nichelino 10042 TO – Tel. 011.6272218 – Email: segreteria@vernea31.it

Commemorazione dei Defunti, gli orari dei cimiteri 

Cimiteri e uffici informazioni: orario continuato 8.30-17.30 tutti i giorni da sabato 26 ottobre a domenica 3 novembre, incluso lunedì 28 ottobre, (invece lunedì 4 novembre i cimiteri sono chiusi). Da martedì 5 novembre chiusura cimiteri alle 16.30 e uffici aperti da lunedì a sabato con orario regolare.
Uffici illuminazione votiva I.L.V.C: 8.30-12 e 13-16.30, chiusi domenica 27 ottobre e 3 novembre; presso il Parco chiusi anche lunedì 28 ottobre.
Ingresso con le auto: sospeso da sabato 26 ottobre a domenica 3 novembre, ad eccezione dei veicoli muniti di contrassegno europeo disabili (negli orari consentiti).
Trasporto interno: garantito il servizio di navetta interna al Monumentale e al Parco. Sospesa, da sabato 26 ottobre a domenica 3 novembre, la Linea 102 GTT al Parco.
Trasporto pubblico: non ancora disponibile l’avviso sulle linee GTT potenziate.

Maggiori informazioni su orari Commemorazione dei Defunti

Premio Public Choice Award ai Musei Reali per il recupero della Cappella del Guarini

Fra le tante cose che non vanno in Italia, finalmente una buona notizia: il recupero straordinario della Cappella della Sindone, gioiello architettonico di Guarino Guarini, riceverà martedì 29 ottobre a Parigi l’assegnazione del prestigioso Premio del patrimonio europeo – Premio Europa Nostra 2019 per la categoria Conservazione.

La cerimonia di premiazione dell’European Heritage Awards si terrà al Théâtre du Châtelet alla presenza del Commissario Europeo Tibor Navracsics sotto l’alto patronato del Presidente della Repubblica francese Emmanuel Macron.

A ricevere il premio, per i Musei Reali di Torino, di cui la Cappella è parte integrante, la Direttrice Enrica Pagella e la Direttrice dei lavori di restauro Marina Feroggio.

I lavori di recupero del monumento barocco di Guarini erano stati definiti, per dirla in termini di fiction – un’impresa impossibile.

Non è stato così ed è stata una “scommessa vinta” per la complessità e la difficoltà del restauro in cui nessuno credeva anche per la relativa velocità con cui è stata realizzata.

Il recupero ha visto alternarsi tre diversi cantieri nell’arco di vent’anni. Oggi la Cappella della Sindone è uno dei gioielli barocchi più visitati apprezzati dai visitatori che non mancano di soffermarsi ad ammirare il capolavoro ritrovato.

A poco più di un anno dalla sua riapertura il Premio suggella un successo meritato.

Il premio è indetto dalla Commissione Europea ed Europa Nostra, principale rete per il patrimonio culturale che ogni anno celebra e promuove l’eccellenza nel campo del patrimonio artistico.

In occasione della cerimonia di premiazione verrà rivelato il vincitore della categoria Public Choice Award, in cui la Cappella della Sindone è stata inclusa e che nei giorni della votazione ha conosciuto un imponente sostegno da parte del pubblico italiano, manifestato in particolar modo attraverso i social e il web.

Tommaso Lo Russo

(foto Bottallo)

Torino e le sue stelle. Gli chef al Centro congressi UI

Dall’esperienza enogastronomica al valore per la nostra città

 

Gli incontri dedicati all’esperienza enogastronomica torinese tornano al Centro Congressi Unione Industriale Torino con un ciclo di eventi dedicati alle sette Stelle Michelin della città, con il supporto di Crédit Agricole e Pasta Berruto e con il patrocinio di Camera di Commercio di Torino, MMM Torino! Torino Capitale del Gusto e Guida Michelin.

L’investimento di idee e progetti condivisi può generare un impatto nella società? A questa domanda proveranno a dare una risposta i più famosi chef torinesi che fanno parte di un ricco comparto di investitori mossi dalla volontà di associare agli obiettivi di sostenibilità economica anche la volontà di produrre un valore condiviso per la comunità.

Dopo il successo dello scorso anno – afferma Giancarlo Bonzo, Amministratore Delegato del Centro Congressi Unione Industriale Torino – e le numerose richieste del pubblico focalizzate sul rapporto tra cibo, benessere e salute abbiamo deciso di ospitare gli chef stellati di Torino. Oggi non c’è trasmissione televisiva o quotidiano o rivista che non abbia una rubrica dedicata al food e all’enogastronomia. Gli chef stellati sono diventati grandi star. Noi però vogliamo presentare al pubblico una ricetta speciale: maestria gourmet e intuito imprenditoriale a dimostrazione che è possibile sposare l’arte dei manicaretti con la strategia della crescita!

In particolar modo gli incontri si concentreranno sul come e sul quanto il settore della ristorazione stia incidendo nella creazione di valore e nel rilancio del turismo enogastronomico a livello di sistema paese. Sono proprio queste nuove “imprese stellate” a puntare sull’innovazione e creatività, trasformando idee in prodotti e servizi, per differenziarsi ed emergere nel nostro territorio. Un lavoro quotidiano per offrire ogni anno a un “esercito” di oltre 110 milioni di visitatori attratti dal richiamo irresistibile dell’enogastronomia, un’esperienza unica quale motivazione stessa del viaggio e della scoperta.

 

Gli incontri del nuovo ciclo “Torino e le sue stelle” danno appuntamento a tutti gli amanti della buona tavola ogni lunedì alle ore 18 al Centro Congressi Unione Industriale Torino di Via Vela 17.

Il primo appuntamento sarà lunedì 28 ottobre 2019, alle ore 18.00 dal titolo “Fare impresa con l’enogastronomia”. Marcello Trentini, proprietario del ristorante di cucina piemontese Magorabin aperto nel 2003, dialogherà con un altro stellato torinese, lo Chef Claudio Vicina del ristorante Casa Vicina, fiore all’occhiello di Eataly Torino Lingotto. Durante l’incontro, moderato dal giornalista de La Stampa Luca Ferrua, interverrà Emanuele Fontana, Responsabile del Servizio Agri Agro del Crédit Agricole Cariparma per illustrare i finanziamenti ad un settore sempre più in espansione. Al centro del dibattito la connessione fra la tradizione culinaria e artistica del nostro Paese, con particolare attenzione a quella piemontese, e il valore e la qualità del tessuto economico-imprenditoriale locale.
Gli ospiti di questo primo appuntamento sapranno rappresentare il connubio tra tradizione e innovazione, rappresentando due illustri esempi di cucina piemontese rivisitata in chiave moderna secondo le richieste del mercato enogastronomico attuale.

Il secondo incontro, lunedì 4 novembre 2019 sempre alle ore 18.00, ospiterà il talentuoso chef Matteo Baronetto che, grazie alla sua prima stella Michelin ottenuta nel 2016, ha saputo far brillare nuovamente uno dei ristoranti più antichi e storici di Torino, Del Cambio che quest’anno festeggia i 262 anni di attività. Dopo la riapertura nel 2014, il ristorante Del Cambio realizza oggi un progetto a 360° dedicato al Buono e al Bello e alla valorizzazione di Torino in Italia e nel mondo, partendo dalla riscoperta delle sue eccellenze enogastronomiche, storiche e architettoniche.
Insieme a lui sarà presente anche l’Amministratore Delegato di un’altra grande eccellenza del nostro territorio Stefano Berruto. Pasta Berruto è un’azienda dalla storia antica e dai sapori moderni, in grado di offrire ai propri consumatori prodotti di qualità nel rispetto dei più importanti valori di sostenibilità e innovazione.
L’incontro sarà moderato dal giornalista Rocco Moliterni.

 

Il terzo incontro, lunedì 11 novembre 2019 alle ore 18.00 moderato dal giornalista di Repubblica Marco Trabucco , sarà interamente dedicato agli chef torinesi che hanno acquisito la prima stella lo scorso anno. Alessandro Mecca, nuova stella dello Spazio 7 della Fondazione Sandretto Re Rebaudengo – regno dell’arte contemporanea a Torino – chef trentaquattrenne e discendente di una nota famiglia di ristoratori torinesi con un grande curriculum alle spalle. Marco Miglioli, chef del ristorante Carignano all’interno dell’Hotel Sitea, grande esempio di eleganza e raffinatezza. Infine, Nicola Somma, responsabile del nuovo e già conosciutissimo Cannavacciuolo Bistrot, ristornate aperto sotto la Mole dal grande chef partenopeo Antonino Cannavacciuolo.

Il quarto e ultimo incontro, lunedì 18 novembre 2019 ore 18.00, dal titolo “Altre stelle per Torino?”, costruirà il suo programma in itinere. A caratterizzare l’appuntamento conclusivo del ciclo Torino e le sue stelle sarà l’attesissima premiazione del 6 novembre 2019 in cui si saprà se, in questo aggiornamento annuale, le valutazioni degli ispettori Michelin avranno confermato le stelle ai nostri paladini o se, addirittura, si siano aggiunte nuove stelle sul nostro territorio.

Al Sant’Anna torna “Vitamine Jazz”

Due appuntamenti al Sant’Anna per la rassegna “Vitamine Jazz” arrivata alla sua terza stagione, organizzata per la Fondazione Medicina a Misura diDonna e curata da Raimondo Cesa. I concerti avranno inizio dalle ore 10.00 nella sala Terzo Paradiso in via Ventimiglia 3.

Martedì 29 ottobre si ascolterà la voce di Nelsi Furtado accompagnata al pianoforte da Emanuele Francesconi.
Nelsi Furtado è originaria di Capo Verde. Il suo repertorio racchiude le canzoni di Cesaria Evora, in chiave intima il soul, il pop, la world music e la canzone d’autore. Partendo dagli standard si estende sino a brani più moderni riarrangiati in chiave jazz.
Emanuele Francesconi, solo nel 2015, ha ricevuto quattro riconoscimenti a livello nazionale per le sue composizioni. Stiamo parlando del primo premio al Barolo Jazz Contest, del premio del pubblico al Chicco Bettinardi, del terzo premio al Ravel International Composition Contest e al Narni Black Soul.

Giovedì 31 ottobre sarà la volta del chitarrista Silvio Del Mastro Calvetti accompagnato dalle percussioni di Fabiana Comerro.
Silvio Del Mastro Calvetti ha già dato più volte il suo contributo alla rassegna con le sue interpretazioni della musica brasiliana.
Anche questa volta dalla sala Terzo Paradiso si sposterà con Fabiana al Day Hospital di Oncologia e poi al Reparto Maternità.

Cambiamenti climatici: il gioco (serio) di Legambiente

Gli schermi televisivi pullulano di chef, mentre migliaia di persone scendono in piazza in difesa del Pianeta. Greenpeace sabato ha invitato i cittadini di 18 città, tra cui Torino a giocare con “Mistery Food” per ricordare che tra queste due realtà c’è una connessione diretta, che passa per i nostri piatti, per le nostre scelte alimentari e, soprattutto, per le scelte politiche ed economiche di istituzioni e aziende.

In Piazza Carignano è stato allestito un set ispirato alle note competizioni culinarie televisive. I passanti sono stati invitati dal Gruppo Locale di Greenpeace a indovinare gli ingredienti dei piatti esposti, giocando con una mistery food box per scoprire gli ingredienti nascosti. Un gioco – molto serio in realtà – per svelare gli impatti ambientali che si nascondono dietro alle nostre scelte: l’inquinamento prodotto dagli allevamenti intensivi, la deforestazione legata alla produzione di carne e mangimi, la drammatica riduzione delle popolazioni ittiche a causa delle pesca industriale.

In tutte le “mistery food box” c’era un termometro a indicare la grande sfida del nostro tempo, i cambiamenti climatici, ai quali il comparto agro alimentare contribuisce per il 25 per cento in termini di produzione di gas serra, con una parte consistente da attribuire al sistema di produzione di carne, latte e derivati. Una percentuale già troppo alta e destinata ad aumentare se non si interviene con decisione.

“La nostra alimentazione è ormai principalmente basata su modelli di produzione intensiva insostenibili per il Pianeta e se intendiamo seriamente agire per frenare il riscaldamento globale dobbiamo cambiare radicalmente il sistema che porta il cibo nei nostri piatti ” dichiara Federica Ferrario, campagna agricoltura di Greenpeace Italia. “Sono importanti le scelte individuali, ma ancora di più quelle dei decisori politici, italiani ed europei, che devono decidere di utilizzare i fondi pubblici della Politica agricola comune (PAC) per il sostegno delle produzioni ecologiche, e non più per quelle intensive. Occorre una normativa per fermare il commercio di materie prime prodotte distruggendo le foreste e l’impegno a istituire una rete di santuari marini in grado di proteggere almeno il 30 per cento dei nostri mari”.

Alleggerire l’impatto del nostro sistema alimentare vuol dire anche ridurre la produzione e il consumo di alcuni prodotti, come quelli animali o quelli che contribuiscono alla deforestazione, e ognuno di noi può fare qualcosa per andare in questa direzione. I volontari di Greenpeace hanno regalato ai passanti l’Eco-menu: una guida pieghevole con 10 consigli pratici per una spesa amica del Pianeta, invitandoli ad unirsi a loro nell’appello comune “Non Mangiamoci il Pianeta”.

Firma la petizione:
Il pianeta nel piatto

CONTATTI:
Gruppo Locale Greenpeace di Torino
Telefono: 3338826872
Mail: gl.torino.it@greenpeace.org

Domenica 27 ottobre a Torino in ricordo di Anne Frank       

A giugno 2019 sarebbe ricorso il novantesimo compleanno di Anne Frank, adolescente ebrea che, reclusa nel   rifugio di Amsterdam con la sua famiglia, nell’intento di sfuggire alla cattura da parte dei nazisti, scrisse quello che poi divenne il famoso Diario. Anne Frank, nata a Francoforte sul Meno il 12 giugno 1929, fu uccisa nel campo di concentramento e sterminio di Bergen Belsen nel febbraio del 1945. Il padre Otto, unico della famiglia a salvarsi, favorì la pubblicazione e la diffusione degli scritti di Anne. Domenica 27 ottobre presso il Centro Sociale della Comunità ebraica di Torino, Piazzetta Primo Levi 12, alle ore 17, si terrà un pomeriggio di studio curato dall’AEC (Amicizia Ebraico Cristiana)  e dall’ADEI (Associazione Donne Ebree Italiane ).

Interverranno a narrare le vicissitudini, il significato, la diffusione del Diario di Anne due importanti studiosi: Alberto Cavaglion, storico e letterato, che di recente ha curato la prefazione del Diario uscito nella collana degli Oscar Mondadori. Cavaglion metterà in evidenza fra l’altro come, nella seconda stesura del Diario, Anne Frank risulti essere la sola e unica figura dell’epoca che abbia scritto immaginando la sua fine.Fiorenza Loiacono, psicologa psicoterapeuta ed esperta in tematiche inerenti la Shoah, evidenzierà le diverse declinazioni del Diario all’interno della società, anche alla luce dall’enorme successo raccolto dall’opera nel mondo, ciò che ha reso  quasi mitica la figura di  Anne Frank.

“Lungo petalo di mare”. Sold out per Isabel Allende alla Nuvola Lavazza

La scrittrice sudamericana più amata al mondo ha presentato ieri sera il suo ultimo libro 


In occasione dell’uscita del suo ultimo libro “Lungo petalo di mare” (Feltrinelli) Isabel Allende ha incontrato il numeroso pubblico torinese alla Nuvola Lavazza, a dialogo con la scrittrice con Rosella Postorino.
Ancora una volta la scrittrice di lingua spagnola più letta al mondo riesce a mescolare sapientemente la grande Storia con l’immaginazione, qui in una grande epopea di migrazione, solidarietà, integrazione e passione per la libertà. Attraverso l’odissea di due esuli repubblicani catalani, Roser e Victor, viene ripercorsa la vicenda dei rifugiati del Winnipeg, la nave con cui Neruda portò in salvo più di 2200 persone dalla Spagna al Cile, al sicuro dalle rappresaglie franchiste. Due comparse d’eccezione in questo romanzo Pablo Neruda e Salvador Allende.
E quale voce più autorevole per parlare di rifugiati politici, della crisi dei migranti e dei richiedenti asilo se non quella della Allende, che dopo il colpo di stato scappò dal Cile in Venezuela. È stata quasi un’urgenza per lei scrivere questa storia per spiegare quali erano le motivazioni che hanno spinto tante persone a fuggire dall’Europa. La storia dei rifugiati del Winnipeg rappresenta in fondo la storia dei migranti di oggi, che fuggono da guerre e povertà per trovare un proprio posto nel mondo.
“Per uno scrittore è meraviglioso frugare nel passato per capire il presente, intrecciare la memoria dei personaggi con la memoria collettiva. Gli immigrati del 1939 della Winnipeg, a differenza di quelli odierni, vennero integrati nella società cilena e Neruda si prodigò molto per questo selezionando artisti, musicisti, filosofi, scrittori, tutta quella intellighentia che, insieme alla loro discendenza, ha dato un apporto enorme al Paese. Nonostante la chiesa cattolica e i partiti di destra accusassero i rifugiati di essere comunisti, socialisti, atei, violentatori e criminali, il popolo li accolse a braccia aperte.” E parlando di sradicamento la Allende comprende bene la gente che ha dovuto ricostruire la propria vita in un altrove rispetto alla propria patria, lei stessa ancora oggi non saprebbe dire dove si trovano le sue radici. È nata in Perù, ha vissuto pochi anni in Cile, poi in Venezuela e ora negli Stati Uniti, ma se le chiedono di dov’è lei risponde senza dubbio alcuno che è cilena.
Si illumina quando parla del Cile, del suo magnetismo speciale per chi ci è nato e ci vive e racconta di come molte persone che lo visitano finiscono poi per innamorarsene e andarci a vivere, persino adesso che sta attraversando un momento difficile. “In Cile – spiega – ci sono troppe disuguaglianze. Solo fino a poco tempo fa veniva definito un Paese stabile, prospero, ma le statistiche non riflettono le disparità, il fatto che il potere economico e politico è in mano a pochi.” E aggiunge: “Il sistema economico globale andrebbe modificato perché in questo momento storico il mondo è pieno di queste rivolte popolari che scaturiscono dalla rabbia e non da un’ideologia particolare.”
Il titolo del libro prende spunto da un verso di Pablo Neruda che descrive il Cile come “un lungo petalo di mare, vino e neve” e ogni capitolo si apre con un suo verso. La Allende racconta in un divertente aneddoto come, da ragazza, conobbe il premio Nobel quando era già molto famoso. La invitò nella sua casa di Isla Negra e lei entusiasta accettò pensando che fosse per un’intervista. Rimase sorpresa quando lui ridendo le disse apertamente che la considerava una pessima giornalista perché mai obiettiva, con la tendenza a mettersi sempre al centro e a inventare continue storie. Le consigliò di dedicarsi alla letteratura dove questi difetti si sarebbero trasformati in virtù.
Sul finale concede anche alcune curiosità sulla sua vita privata e ironizza sui “sacrifici economici” che deve sostenere per mantenersi bella alla sua età, strappando caldi applausi. Si sorprende molto quando le chiedono com’è l’amore a 77 anni e lei, scherzandoci su, tutte le volte risponde: “Non sono mica una mummia! È come a 18 anni con la differenza che lo vivo con più urgenza, senza perdere tempo con le meschinità e la gelosia, perché non si sa quanto tempo si ha davanti.”


Quando la Postorino tenta di raccontare i retroscena della sua ultima storia d’amore si infervora perché ci tiene a raccontarli lei in prima persona. Al suo terzo matrimonio la scrittrice, rivela in modo divertito, come ha fatto capitolare la sua ultima conquista con un vero e proprio attacco frontale. Dopo un lungo corteggiamento durato per mesi, nel corso del primo pranzo insieme a New York, si rivolge a Roger, suo attuale marito, esordendo così: “Senti, che intenzioni hai, perché io non ho tempo da perdere!” Dopo i ravioli finiti per traverso, invece di scappare, tre giorni dopo le ha chiesto di sposarlo, trasferendosi a casa di lei con solo il guardaroba, che lei ha buttato perché antiquato, e due biciclette.

L’incontro fa parte della rassegna Aspettando il Salone, Progetto di Fondazione Circolo dei lettori in collaborazione con Associazione Torino, La Città del Libro, con la partecipazione di Scuola Holden – Contemporary Humanities, Colti – Consorzio Librai Torinesi Indipendenti, Biblioteche Civiche Torinesi, TorinoReteLibri e Rete delle Case del Quartiere, e la collaborazione delle case editrici e dei più importanti Festival letterari autunnali italiani.

 

Giuliana Prestipino

“La pace è ogni passo”: il Meic per la convivenza tra i popoli

Dal 25 al 27 ottobre tre giorni di dialoghi e incontri. Elia: “Mobilitare le coscienze contro i nuovi venti di guerra”

22 OTTOBRE 2019 – Dal 25 al 27 ottobre, a Torino, tre giorni di dibattiti e visite alla città nel nome della pace.

Il Movimento ecclesiale di impegno culturale vuole raccogliere una sfida difficile: far incontrare persone dalle appartenenze religiose e culturali diverse per confrontarsi sulla convivenza tra i popoli e sullo sviluppo sostenibile. Il convegno “La pace è ogni passo” dà appuntamento nella Sala Sangalli, a Valdocco (via Maria Ausiliatrice 32) a coloro che vogliono capire qual è la situazione del pianeta e conoscere chi sta già realizzando esperienze concrete di condivisione.

«Parlare di pace oggi, quando i venti di guerra sono tornati a soffiare in terra siriana con l’aggressione al popolo curdo, e il suo seguito di morte, distruzione, esodi di massa, sembra a molti un esercizio inutile e quasi ingenuo», spiega Beppe Elia, presidente nazionale del Meic. «Eppure siamo convinti che, non solo attraverso il necessario dialogo fra i responsabili degli stati, ma anche per mezzo di una grande mobilitazione di coscienze, una discussione franca e coraggiosa sulle ragioni dei conflitti, un impegno di ogni comunità, anche piccola, a seminare gesti di fraternità e a gridare il rispetto della vita e dei diritti di ogni uomo e donna, la pace potrà camminare».

Il convegno si aprirà venerdì pomeriggio, 25 ottobre, con un’analisi delle crisi mondiali presentata da Paolo Beccegato, vicedirettore della Caritas italiana, che spiega come armi, povertà e nuove schiavitù alimentano la “terza guerra mondiale a pezzi”. Alla sera, Ernesto Olivero, fondatore del Sermig- Arsenale della pace, racconterà come i giovani sono protagonisti di scelte coinvolgenti di giustizia e fraternità.

La mattina di sabato 26 ottobre sarà dedicata alla presentazione di alcune esperienze di collaborazione positiva esistenti in Italia e all’estero: la nonviolenza è raccontata da Angela Dogliotti, del Centro Studi Sereno Regis, il co-sviluppo sostenibile è spiegato da Cleophas Adrien Dioma, del Summit nazionale delle diaspore, e l’esperienza dei corridoi umanitari è ricostruita da Maria Bonafede, della Chiesa valdese di Torino, mentre Edoardo Greppi, dell’Università di Torino, mostrerà come si tutelano i beni culturali in tempo di guerra.

Nel pomeriggio, sono proposte quattro visite a luoghi dove l’incontro tra mondi differenti si sperimenta ogni giorno: un percorso interculturale a Porta Palazzo e San Salvario con le guide di Migrantour, una visita al Museo Egizio accompagnata da guide nordafricane
di Mondi in città, la scoperta delle chiese legate alla Sindone e alla santità torinese con l’Associazione Guarino Guarini e la conoscenza dell’Arsenale della pace del Sermig sono gli itinerari dentro le molte “città della fraternità” che già esistono a Torino.

 

Domenica 27 ottobre, la mattinata sarà dedicata al confronto sul tema della fraternità: dopo l’intervento di Filippo Pizzolato, dell’Università di Padova, sul principio costituzionale di fraternità, rav Ariel Di Porto, della comunità ebraica, il pastore Daniele Garrone, della Facoltà teologica valdese, e l’imam Yahya Pallavicini, di Co.Re.Is. Italia, dialogheranno sul modo in cui tale principio è al tempo stesso elemento di frattura e ricomposizione in ciascuna delle tre confessioni.

La collaborazione con altre associazioni ha reso possibile al Meic la realizzazione del convegno.

Partecipano, infatti, Associazione Amici del Meic, Associazione Guarino Guarini, Azione cattolica di Torino, Centro Studi Sereno Regis, Centro culturale protestante, Migrantour-Viaggi solidali, Mondi in città onlus. Hanno aderito Noi siamo Voi, Comitato Interfedi, Missioni Don Bosco, Ufficio pastorale sociale e del Lavoro, con il patrocinio di Città di Torino e Città Metropolitana di Torino e con il contributo della Fondazione CRT.

Sciopero generale, ma metro e bus dovrebbero funzionare

Lo sciopero generale di 24 ore per venerdì 25 ottobre è stato  indetto dai sindacati  Cub, Sgb, Si-Cobas, Usi-Cit e Slai Cobas, obbiettivo  l’aumento dei salari, la riduzione dei carichi di lavoro e la cancellazione di Jobs Act e della legge Fornero. In città però i trasporti pubblici dovrebbero essere attivi per quanto riguarda metropolitana, autobus e tram eccetto  per le gestite dal vettore Ca.Nova: 20 – 39 – 21 – 80 – 81 – 82 – 83 – 35n – 1n – 40 – 41 – 43 – 45 – 45b – 47 – 48 – 53 – 54 – 70 – 73 – 78 – 79b – OB1 – linee 1,2,3 – Autolinee 335, 354, 435, 442, 432, 545, 73, 103, 103 Extra, 128, 201, 96 Extra, 224, 121, 92, – Scuolabus Moncalieri e Nichelino – Servizio Me-Bus dell’area Sud Ovest.