Salone e Salone OFF. Torino si conferma capitale del libro

Il Salone Internazionale del Libro 2026 conferma ancora una volta il proprio ruolo centrale nella vita culturale e nell’economia di Torino. La manifestazione, ospitata negli spazi del Lingotto, non rappresenta soltanto il più importante appuntamento italiano dedicato all’editoria, ma è diventata negli anni un evento capace di ridefinire per alcuni giorni il volto della città, attirando migliaia di visitatori, operatori del settore, studenti e turisti culturali provenienti dall’Italia e dall’estero.

Per tutta la durata della rassegna Torino si trasforma in una grande piattaforma culturale diffusa: incontri con scrittori, dibattiti sull’attualità, presentazioni editoriali, spettacoli, podcast dal vivo, appuntamenti dedicati al fumetto, alla divulgazione scientifica e ai nuovi linguaggi digitali animano non soltanto i padiglioni del Lingotto ma anche numerosi spazi cittadini. Tra gli elementi più attesi dell’edizione 2026 figurano le conferenze con autori internazionali, gli appuntamenti rivolti ai giovani lettori del Bookstock e i focus su intelligenza artificiale, informazione e trasformazioni sociali contemporanee.

L’impatto del Salone è evidente anche sul fronte turistico e ricettivo. Federalberghi Torino segnala infatti livelli di prenotazione molto elevati per il periodo della manifestazione: molte strutture alberghiere, soprattutto nelle zone centrali e nell’area Lingotto, risultano quasi complete già diversi giorni prima dell’apertura. Le previsioni indicano percentuali di occupazione delle camere comprese tra l’80 e il 90% nei momenti di maggiore affluenza, a conferma della forte capacità attrattiva dell’evento.

Scopri Torino durante il Salone

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Un ruolo sempre più importante è svolto anche dal Salone OFF, il programma parallelo che porta libri, incontri e spettacoli fuori dalla fiera e dentro la città. L’edizione 2026 coinvolge centinaia di sedi tra Torino e il Piemonte: biblioteche civiche, librerie indipendenti, teatri, musei, scuole, case del quartiere e spazi culturali ospitano reading, concerti, laboratori, incontri gratuiti con autori e attività dedicate a famiglie e bambini. È proprio il Salone OFF a rafforzare il legame tra la manifestazione e il territorio, trasformando l’intera città in un grande palcoscenico culturale aperto e diffuso.

Manifestazioni di questa portata rappresentano ormai uno strumento strategico per l’immagine e l’economia torinese. Torino, dopo la lunga trasformazione seguita alla crisi industriale, ha costruito una parte significativa della propria identità contemporanea puntando su cultura, eventi internazionali, turismo e creatività. Il Salone del Libro, insieme ad altri grandi appuntamenti cittadini, contribuisce a consolidare la reputazione di Torino come città europea della cultura, dell’innovazione e della formazione universitaria.

Le ricadute economiche interessano numerosi settori: alberghi, ristoranti, trasporti, commercio, librerie, musei e servizi culturali beneficiano dell’arrivo di decine di migliaia di persone che soggiornano in città per diversi giorni. A questo si aggiunge un valore immateriale ma fondamentale: il Salone accresce la visibilità internazionale di Torino, favorisce relazioni culturali e professionali e rafforza l’idea di una città dinamica e capace di attrarre investimenti, idee e turismo di qualità.

Per informazioni sul programma completo e sulle iniziative collaterali:

Marina Chiarelli: “Arena Piemonte, salotto culturale”

 “UNA REGIONE CHE HA SCELTO DI STARE AL CENTRO DEL DIBATTITO NAZIONALE SULLA CULTURA, EDITORIA E PRODUZIONE CREATIVA”

«L’Arena Piemonte nasce per essere molto più di uno spazio istituzionale: è il salotto culturale di una Regione che ha scelto di stare al centro del dibattito nazionale sulla cultura, sull’editoria e sulla produzione creativa. Abbiamo voluto costruire un luogo vivo, contemporaneo, capace di raccontare il Piemonte attraverso le sue storie, i suoi territori, il cinema, i libri, le idee e le persone che ogni giorno producono cultura.
Qui il Piemonte si presenta come un sistema culturale unito: dalle montagne ai laghi, dalle colline alle città, dai grandi festival ai piccoli comuni, dalle biblioteche al cinema, fino alle nuove generazioni che rappresentano la vera sfida del futuro. L’Arena Piemonte è il simbolo di una visione politica precisa: investire nella cultura significa investire nello sviluppo, nell’identità e nella competitività dei territori.
Al Salone del Libro portiamo una Regione che non si limita a partecipare, ma che vuole guidare una nuova stagione culturale nazionale, mettendo in rete istituzioni, fondazioni, imprese culturali e comunità locali. Perché oggi la cultura non è più un settore isolato: è un’infrastruttura strategica che crea lavoro, opportunità e coesione sociale».
Così l’assessore regionale alla cultura Marina Chiarelli a proposito dello spazio – eventi della Regione Piemonte al Salone del Libro.

Aperto il bando della Regione, via libera a 5 nuovi distretti del Commercio

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Bongioanni: “Due nasceranno a Torino per rilanciare gli esercizi di vicinato, il presidio del territorio e delle periferie e la qualità della vita”

La Regione Piemonte apre ufficialmente il nuovo bando dedicato ai Distretti del Commercio, iniziativa promossa dall’assessore regionale al Commercio, Agricoltura e Cibo, Turismo, Sport e Post-olimpico, Caccia e Pesca, Parchi Paolo Bongioanni, con l’obiettivo di favorire la nascita di cinque nuovi distretti sul territorio piemontese, due dei quali nel capoluogo torinese.

La misura dispone di una dotazione complessiva pari a 100 mila euro, destinata a sostenere le spese di costituzione e avvio dei nuovi distretti attraverso contributi fino a 20 mila euro per ciascun progetto.

Il bando regionale è consultabile qui:

Bando Distretti del Commercio Regione Piemonte

Le candidature potranno essere presentate entro il 30 giugno, mentre la graduatoria finale sarà resa nota a partire dal 30 luglio.

L’assessore Bongioanni sottolinea la rapidità con cui è stato predisposto il provvedimento: «Abbiamo aperto il bando a tempo di record per rispondere alla richiesta delle amministrazioni, dei territori e delle associazioni di categoria del commercio. Tutti sono consapevoli quanto il distretto sia lo strumento organizzativo necessario per fare massa critica, mettere in rete servizi e organizzazione e rilanciare così quel comparto imprescindibile che è il commercio di prossimità: indispensabile presidio del territorio, baluardo di servizi diffusi, di qualità della vita e sicurezza sociale in particolare in aree difficili come le periferie urbane».

L’assessore evidenzia inoltre le modifiche introdotte alla normativa regionale, che consentiranno a Torino di ampliare il numero dei distretti attivabili: «Per questo ho voluto modificare la normativa precedente che consentiva la presenza a Torino di soli due distretti, portandone il numero a tre: potranno quindi nascere altri due nuovi distretti che andranno a operare accanto a quello già esistente, creando un connettivo commerciale esteso su ulteriori, ampi spazi dell’area urbana e garantendo una copertura ancora più capillare e più rispondente alle specifiche esigenze di ogni quartiere».

Con questa nuova misura salgono a 103 i Distretti del Commercio attivati in Piemonte: 78 risultano già operativi, mentre altri 20 sono in fase di avviamento.

Il bando si rivolge alle amministrazioni comunali. Ogni progetto potrà contare su una spesa ammissibile di 25 mila euro, coperta fino all’80% dal contributo regionale. Per l’attivazione del distretto sarà necessario sottoscrivere un protocollo d’intesa tra il Comune interessato — o più Comuni nel caso di distretti diffusi — e almeno una delle associazioni imprenditoriali maggiormente rappresentative del commercio a livello provinciale. Al progetto potranno inoltre aderire ulteriori soggetti del territorio.

La normativa prevede l’istituzione di un solo Distretto Urbano del Commercio per ciascun Comune, fatta eccezione per Torino, che potrà arrivare a un massimo di tre distretti.

Attualmente il Distretto Urbano del Commercio già operativo a Torino interessa il centro storico e diverse aree limitrofe, tra cui piazza Vittorio Veneto, i Murazzi, Porta Palazzo, Borgo Dora, San Salvario, Vanchiglia e gli assi commerciali di via Sacchi, via Nizza e piazza Statuto. L’area coinvolge circa 7.800 attività commerciali, oltre 200 strutture ricettive, quasi 1.700 esercizi di somministrazione e numerose attività di servizi alla persona.

Tra le spese finanziabili rientrano:

  • la definizione e la sottoscrizione del protocollo d’intesa necessario alla costituzione del Distretto del Commercio, comprese consulenze specialistiche, attività informative e accompagnamento al partenariato;
  • la predisposizione del programma strategico del distretto, incluse analisi del tessuto economico locale e approfondimenti tecnici;
  • attività di formazione, comunicazione e marketing territoriale finalizzate a coinvolgere il maggior numero possibile di imprese commerciali e promuovere l’iniziativa;
  • eventuali incarichi per la figura del manager di Distretto.

Torna a Torino l’Oral Cancer Day

ANDI Torino rinnova il proprio impegno per la prevenzione del tumore del cavo orale

Anche quest’anno ANDI Torino aderisce all’Oral Cancer Day, la campagna nazionale di sensibilizzazione dedicata alla prevenzione e alla diagnosi precoce del tumore del cavo orale, giunta nel 2026 alla sua ventesima edizione. L’iniziativa rappresenta un importante momento di informazione rivolto alla cittadinanza su una patologia ancora troppo spesso diagnosticata in fase avanzata, quando le possibilità terapeutiche risultano più complesse e l’impatto clinico e psicologico per il paziente può diventare particolarmente significativo.
Il tumore del cavo orale può manifestarsi con segnali iniziali spesso poco evidenti che facilmente vengono sottovalutati. Per questo motivo il ruolo dell’odontoiatra nella prevenzione e nell’intercettazione precoce delle lesioni sospette assume un valore determinante nella tutela della salute pubblica.
I principali fattori di rischio restano il consumo di tabacco, l’abuso di alcol e l’infezione da Papilloma Virus umano (HPV), oggi sempre più riconosciuta come elemento rilevante nello sviluppo di alcune neoplasie del distretto orale e orofaringeo. Proprio per questo, accanto alla diagnosi precoce, assume crescente importanza anche la promozione della prevenzione primaria attraverso una maggiore consapevolezza sanitaria.
Sabato 16 maggio 2026, i professionisti volontari di ANDI Torino saranno presenti in Piazza San Carlo dalle ore 09:00 alle ore 16:00 con un’unità mobile dove sarà possibile effettuare una VISITA DI PREVENZIONE per l’intercettazione di lesioni del cavo orale.

Successivamente, dal 18 maggio al 19 giugno, i cittadini potranno prenotare una visita di screening presso gli studi dentistici dei soci ANDI aderenti all’iniziativa, consultando l’elenco disponibile sul sito: www.oralcancerday.it “La diagnosi precoce continua a rappresentare il nostro strumento più efficace contro il tumore del cavo orale. Sensibilizzare i cittadini significa offrire loro una concreta opportunità di tutela della salute attraverso controlli semplici ma fondamentali” dichiara il Dr. Daniele Cardaropoli, Presidente di ANDI Torino.

“Giardino notturno”, la memoria e la natura fuori dal buio

Alla Swann Art Gallery, sino al 30 maggio

Da un po’ di tempo si va per gallerie e ci s’imbatte sempre in lei, che è vigile, fruttuosa, colma di esperienza e giovanile al tempo stesso, auspicata e coltivata dagli artisti sotto diverse forme, sotto colori e stesure che non possono essere che molteplici, secondo il personale sentire e gli affetti e gli anni che l’hanno ristabilita. La memoria. Richiamata davanti a ogni tela, un vis à vis a cui non si può sfuggire, continuo, quasi una irrinunciabile “udienza” – “è mia vecchia abitudine dare udienza, ogni domenica mattina, ai personaggi delle mie future novelle”, scriveva l’antico scrittore, e qui cambia dopo decenni chi ne gode e il mezzo – a quanto ci ha circondato, ai ricordi, ai panorami, alla “memoria della casa di vacanza dell’infanzia”, alle sagome, magari oggi distorte, in cui ci si è imbattuti, alle stanze, agli angoli nascosti, alla penombra che abbiamo attraversato e a quella natura che abbiamo toccato. Un fondale, un teatro che torna a visitarci, con le sue delimitazioni, una sorta di mistero che si risolleva da tutto quel buio, affatto pauroso e che sino a un attimo prima ci ha circondato, che sta al di là di una siepe più o meno compatta, più o meno difficile da oltrepassare.

Anche la pittura di Alberto Reviglio – circoscritta in quel “Giardino notturno” che sino al 30 maggio la Swann Art Gallery propone, a cura di Riccardo Dellaferrera – nasce da quel guardare oltre la siepe, dall’attraversare il mare di buio, dall’esplodere dei tanti spazi cromatici che invadono le sue tele. Una parte soltanto di una attività estesa, perché Reviglio è felicemente questo e molto altro ancora. Poliedricamente, dal 1984 lavora come grafico, poi guarda a numerosi progetti nel campo dell’editoria, dell’architettura, del design, dello spettacolo; per avvicinarsi immediatamente dopo come autodidatta alla pittura, pastelli, olio, acrilici e collage, non dimenticando quella grande passione che è la fotografia che s’allarga a quella digitale – impalpabili e quasi commoventi le solitudini e i ricami di certi alberi, ad esempio, il trattamento della luce, il bianco e nero o i colori, certe risoluzioni, certi coloriture acquisite che sanno di magico e di mondo sospeso: magari il materiale per un’altra mostra -: e sono mostre, conferenze, direzioni e coordinamenti artistici, video e progetti per libri, laboratori e decorazioni d’interni.

In questo riaffiorare allo sguardo del visitatore, gli acrilici di Reviglio si fanno suggestive simbologie, dove un già impercettibile realismo lascia definitivamente il posto a esiti informali: “è come se, nel buio della tela – sottolinea Dellaferrera -, emergessero frammenti di natura che tentano di rischiarare il mistero, riflessi di un pensiero nutrito nel tempo da suggestioni letterarie e filosofiche che inevitabilmente ci trasportano nel pensiero romantico saldamente ancorate ai fondamenti dell’ontologia occidentale.” Molte tra le opere esposte arricchite di “un vissuto” che si è concretizzato in tecniche miste e soprattutto nella scoperta di vari collage, è come addentrarsi all’interno di una foresta e, sollevando ramo dopo ramo, svelare mondi del tutto inaspettati. Brani d’articoli, titoli che pur camuffati finiscono col campeggiare, immagini scovate tra quotidiani e rotocalchi, un angolo leonardesco che ti metti a sviscerare, oppure ampie macchie di colore che sono come quinte teatrali, che abbracciano altri colori, il rosso sfacciato e vivacissimo o il blu fatto di ombre e di luci che carezzano, che sono la protezione di un violaceo giglio fiorentino. Sono certi cunei rossastri a interessare con un loro personale fascino, sciabolate di luce che entrano tra la selva di violacei e di verdi e di blu e azzurri intensi, sono quei “fiori indicibili” a insinuarsi, a ritagliarsi spazi di vita, a emergere dall’oscurità – che “non viene negata né dominata, ma abitata” – di una grande caverna, in maniera immediata e frastagliata, sono quelle forme informi a colpire l’attenzione, di fiori, d’animali, d’irrisolte maschere di antiche civiltà.

Come, con le vaste dimensioni e con il suo cuore intimo, colpisce il collage su tela dal titolo “Agnus Dei – Gaza” (2025), un angolo a sé, dove con la stesura s’imprime nella memoria il sottotitolo “Tears”, nel momento in cui le lacrime affondano nelle immagini rossastre di quell’inferno, ognuna da scoprire, dolorose e pulsanti, ravvicinate a quei riquadri neri che stanno a significare la nostra a tratti completa indifferenza, a cui si sovrappongono, come una fitta rete, in grandioso allineamento, fascette cartacee di uso domestico, anch’esse diversamente arrossate, specchio del nostro più o meno autentico interessamento, di una più o meno vana partecipazione, di una crudeltà e di un dolore che troppo spesso stingono.

Elio Rabbione

Nelle immagini, alcune opere di Alberto Reviglio presentate nella mostra “Giardino notturno”, in ultimo “Agnus Dei – Gaza (Tears)”.

Royal Philharmonic Orchestra: Petrenko chiude i concerti del Lingotto

La stagione 2025-2026 de “I Concerti del Lingotto” si chiuderà venerdì 22 maggio alle 20.30 all’Auditorium Giovanni Agnelli di via Nizza 280 con un appuntamento di grande prestigio: sul palco la Royal Philharmonic Orchestra diretta da Vasily Petrenko, insieme alla violinista Anne-Sophie Mutter. Il ritorno dell’orchestra londinese al Lingotto arriva a quindici anni dalla sua ultima esibizione nella rassegna torinese.

Al centro della prima parte del programma il Concerto per violino e orchestra op. 61 di Ludwig van Beethoven, interpretato da Anne-Sophie Mutter, alla sua prima apparizione al Lingotto. Artista dal timbro immediatamente riconoscibile e protagonista di una carriera lunga mezzo secolo, la violinista ha attraversato un repertorio che va dai grandi autori della tradizione viennese fino alla musica contemporanea, ispirando numerose composizioni a lei dedicate.

A chiudere la serata sarà la Quinta Sinfonia di Gustav Mahler, una delle opere più intense del repertorio sinfonico. Scritta tra il 1901 e il 1902 e diretta per la prima volta dallo stesso Mahler a Colonia, la sinfonia rappresenta una svolta nella produzione del compositore: scompaiono infatti il canto e i riferimenti narrativi espliciti, lasciando alla sola orchestra il compito di dare voce a un profondo percorso emotivo. Celebre l’Adagietto per archi e arpa, entrato nell’immaginario collettivo anche grazie al film Morte a Venezia di Luchino Visconti.

Prima del concerto, alle 18.30 in Sala Londra, il musicologo Attilio Piovano terrà un incontro introduttivo dedicato proprio alla Quinta Sinfonia di Mahler.

L’evento fa parte del progetto “Lingotto Musica per la Comunità” e vede come charity partner la Fondazione Ricerca Molinette, realtà nata dalla collaborazione con Università degli Studi di Torino e Città della Salute e della Scienza di Torino, impegnata da oltre vent’anni nel sostegno alla ricerca traslazionale e nel miglioramento delle strutture ospedaliere.

I biglietti sono disponibili online su Anyticket, presso la biglietteria di Lingotto Musica in via Nizza 262/73 su appuntamento o telefonicamente al 3339382545, dal lunedì al venerdì dalle 10 alle 12 e dalle 14.30 alle 17. Il giorno del concerto sarà inoltre attiva la biglietteria al Centro Commerciale Lingotto, in via Nizza 280/41, dalle 18 alle 20.30.

Mara Martellotta

Salute mentale: l’Asl TO5 punta sulla riabilitazione psichiatrica

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Nuove professioniste nei servizi territoriali e ospedalieri per rafforzare presa in carico

La salute mentale è una componente essenziale del benessere complessivo della persona: non un ambito separato, ma una dimensione che attraversa ogni percorso di cura e ne determina qualità ed esiti. È uno spazio complesso, dove ogni persona porta una storia diversa e irripetibile, la diversità diventa risorsa, punto di partenza per costruire percorsi di cura autentici.

È dentro questa visione che si inserisce il contributo di Giulia Apa e Serena Bailon, tecniche della riabilitazione psichiatrica neoassunte all’Asl TO5: due giovani professioniste che hanno scelto di lavorare ogni giorno accanto alla fragilità, con l’obiettivo di restituire senso, continuità e prospettiva ai percorsi di vita delle persone.

Il 1° marzo 2026 l’Asl TO5 è stata tra le prime in Piemonte a inserire questa figura professionale nel proprio organico in modo permanente: una figura altamente specializzata, capace di coniugare approcci evidence based con una forte attenzione alla dimensione relazionale e alla dignità della persona, costruendo percorsi riabilitativi che coinvolgono non solo il paziente, ma anche la famiglia e il contesto di vita. Un lavoro che si muove nel solco della psichiatria di comunità, orientato alla recovery e all’empowerment.

Le due professioniste sono state inserite all’interno del Servizio Psichiatrico di Diagnosi e Cura (SPDC) dell’Ospedale Santa Croce di Moncalieri e nei Centri di Salute Mentale dei distretti Chieri – Carmagnola e Moncalieri – Nichelino, contribuendo concretamente a rafforzare quel “ponte” tra ospedale e territorio che rappresenta uno degli snodi fondamentali della presa in carico.

«Stiamo raccogliendo la sfida dell’innovazione, portando modelli riabilitativi di comprovata efficacia ma ancora poco diffusi nella pratica quotidiana – spiegano Apa e Bailon – In SPDC realizziamo interventi cognitivo-comportamentali individuali e di gruppo per aiutare i pazienti a dare senso alla crisi, lavorando sulla consapevolezza di malattia e sulla prevenzione delle ricadute».

Un approccio che mette al centro la persona anche nei momenti più delicati: «Nelle situazioni di urgenza utilizziamo tecniche di de-escalation, ampliando gli spazi di ascolto e accoglienza. L’obiettivo è sostenere percorsi di recovery che non si esauriscano nella fase acuta, ma che permettano di seminare continuità terapeutica».

In pochi mesi dall’ingresso in servizio, il contributo delle due professioniste ha già prodotto un’evoluzione concreta nelle attività, grazie anche all’integrazione con le equipe multidisciplinari e al rafforzamento delle reti territoriali.

«Quello che abbiamo avviato è solo l’inizio: vogliamo continuare a costruire percorsi che aiutino le persone a definire e raggiungere i propri obiettivi di vita, trasformando anche la crisi in un’opportunità di consapevolezza e crescita», hanno ancora sottolineato le due tecniche della riabilitazione psichiatrica.

L’assunzione di queste due nuove figure è stata resa possibile grazie al lavoro congiunto tra la Direzione Aziendale, la Direzione delle Professioni Sanitarie e il dipartimento di Salute Mentale e delle Dipendenze: «L’integrazione delle dottoresse Giulia Apa e Serena Bailon nel nostro organico – spiega il direttore del Dipartimento di Salute Mentale, Fabrizio Starace – non rappresenta soltanto un potenziamento numerico, ma un preciso segnale di rinnovamento metodologico e culturale per l’intero Dipartimento di Salute Mentale dell’Asl TO5. Stiamo integrando modelli riabilitativi che superino la logica della sola gestione della crisi per abbracciare un progetto di vita completo. È un passo decisivo verso una psichiatria di comunità moderna, capace di coniugare rigore scientifico e vicinanza umana».

«Le professioni sanitarie si arricchiscono di professioniste di profili che ad oggi non erano presenti in Azienda; questo dà ulteriore valore alla nostra mission e vision verso nuovi modelli organizzativo – assistenziali», aggiunge Gerardina Tartaglia, dirigente della Direzione delle professioni sanitarie.

«L’ingresso dei tecnici della riabilitazione psichiatrica rappresenta un passo importante per la nostra Azienda – dichiara il Direttore Generale dell’Asl TO5, Bruno Osella – Investire in professionalità giovani e altamente qualificate significa rafforzare la capacità del sistema di rispondere in modo sempre più efficace e umano ai bisogni di salute mentale. È anche attraverso queste scelte che costruiamo una sanità pubblica più vicina alle persone, capace di innovare e di prendersi cura della complessità».

«Quello dell’Asl TO5 è un segnale importante di attenzione verso una salute mentale sempre più orientata alla presa in carico globale della persona – sottolinea l’assessore alla Sanità della Regione Piemonte, Federico Riboldi – Investire in nuove professionalità e in modelli di cura fondati sulla continuità tra ospedale e territorio significa rafforzare la capacità del sistema sanitario di accompagnare i pazienti nei percorsi di recovery, valorizzando relazione, ascolto e inclusione. Esperienze come questa dimostrano come la sanità pubblica possa innovare non solo attraverso la tecnologia, ma anche attraverso competenze capaci di costruire percorsi di cura più vicini ai bisogni delle persone e delle loro famiglie».

Chieri, 14 maggio 2026

nella foto (da sx): il direttore di Dipartimento Fabrizio Starace, le tecniche della riabilitazione psichiatrica Giulia Apa e Serena Bailon e il responsabile area dipartimento del comparto Angelo Scalici

OGR, torna The Phair con la partecipazione di 42 gallerie italiane e internazionali

Dal 22 al 24 maggio, presso la Sala Fucine

Dal 22 al 24 maggio prossimi, dalle 12 alle 20, presso la Sala Fucine delle OGR Torino, si terrà la settima edizione di The Phair – Photo Art Phair, evento imperdibile per gli appassionati di fotografia e arte contemporanea. The Phair, con gallerie selezionate, tra cui le torinesi Benappi ( che presenta un progetto dedicato a Michelangelo Pistoletto con l’opera “Fotografa sulla scala rossa” e dedicata al fotografo Ugo Mulas), Biasutti & Biasutti, Febo e Dafne, offrirà un’esperienza immersiva tra maestri affermati e talenti emergenti, in un viaggio visivo unico. L’edizione 2026 si arricchisce con il nuovo “Talks Program – The Phair”, un ciclo di incontri esclusivi dedicati al collezionismo e al mondo della fotografia. Si tratta di un’opportunità straordinaria per scoprire il modo di orientarsi nel mondo della fotografia dialogando con artisti, curatori e collezionisti di fama internazionale e responsabili di musei.

L’allestimento identitario della fiera prevede spazi espositivi uniformi, una scelta che valorizza le opere e restituisce un’esperienza di visita fluida e continua, concepita come un racconto unico. Nel tempo dell’immagine, insieme testimonianza e costruzione, la fotografia si conferma un linguaggio privilegiato per interrogare il presente. Tra documento e interpretazione, tra permanenza e trasformazione, ogni opera apre uno spazio di lettura e una soglia attraverso la quale osservare la complessità del reale. L’edizione 2026 di The Phair comprende 42 gallerie nazionali e internazionali: tra quelle torinesi ricordiamo la Biasutti & Biasutti, la Febo e Dafne, la Tucci Russo, la Franco Noero, la Gagliardi & Domke e la Giorgio Persano. Sono presenti anche gallerie di Milano quali la Colombo’s Gallery, la C+N Gallery Cane Paneri, la Galleria Valeria Bella, La Fabbrica EOS, The Lanterns Art, la Marco Rossi Arte Contemporanea (presente a Milano, Pietrasanta, Roma, Torino e Verona), gallerie d’arte romane come la Raoul Messina e gallerie d’arte straniere come l’Albumen Gallery di Londra, la Giager Art di Berlino, la Galerie Ira Leonis di Arles e la Willas Contemporary di Stoccolma.

È presente una riflessione che si specchia nelle immagini svelate e che anticipa alcune delle ricerche visive presenti in fiera: da un lato l’indagine sulla natura e sulla sua dimensione simbolica e trasformativa nello scatto “Clematis Tangutica” dell’artista svedese Helen Schmitz, presentato da Willas Contemporary, che si concentra sui dettagli affascinanti delle piante, dall’altro lo sguardo intimo e narrativo sullo spazio urbano nell’opera “Sigos mes passos” della fotografa cubana Keila Guilarte, proposta da Talullah Studio Art, in cui l’usura estrema della scarpetta diventa testimonianza di una dedizione assoluta e incarna l’impegno necessario per tracciare il proprio cammino. In questo dialogo tra pratiche differenti si collegano anche la ricerca di Nick Brandt e le sue opere presentate sempre da Willas Contemporary, che provengono dai 4 capitoli della serie “The Day May Break”. Affrontano con forza il tema della distruzione ambientale e del cambiamento climatico, tanto sulle persone più vulnerabili quanto sul mondo animale e naturale. Questi lavori, realizzati tra Kenya, Zimbabwe, Bolivia, Fiji e Giordania sono attualmente visibili anche alle Gallerie d’Italia di Torino nel contesto di EXPOSED Torino Photo Festival. Il dialogo tra uomo e ambiente emerge nel lavoro di Rune Guneriussen, della Marco Rossi Arte Contemporanea, mentre Paul Cupido MC2 Gallery introduce una dimensione contemplativa ispirata al concetto giapponese di “Mu”. La fiera accoglie poi i riferimenti iconici della cultura visiva tra i quali Giovanni Gastel, nella galleria Photo & Contemporary, tra eleganza e ironia; Andrea Warhol, Bob Dylan, della Colombo’s Gallery, in dialogo attraverso gli sguardi di Oliviero Toscani e Paolo Brillo.

Mara Martellotta

Motrice avvolta dalle fiamme: vigili del fuoco in azione

Una motrice ha preso fuoco dando origine a un rogo violento. È successo stamane a Roreto di Cherasco, esattamente in via Cuneo, all’ingresso del borgo. Sul posto sono intervenute due squadre dei vigili del fuoco del distaccamento di Alba, che hanno circoscritto l’area nelle prossimità del capannone Dimar.

La densa nube di fumo scuro, visibile da lontano, non ha provocato intoppi al traffico, nonostante l’ora di punta. Il veicolo, dal quale l’autista è riuscito a sganciare il rimorchio prima che venisse avvolto dalle fiamme, si trovava infatti fuori dalla carreggiata.

I caschi rossi hanno spento il principio d’incendio e messo in sicurezza la zona. La motrice è stata completamente distrutta dalle fiamme.

VI.G

Traffico illegale di ricambi auto e rifiuti: 5 denunce, 19mila euro di multe

Bilancio pesante per i controlli della polizia stradale sul fronte ambientale. Nel mese di aprile, il Compartimento per il Piemonte e la Valle d’Aosta, coordinato dal Servizio Polizia Stradale del Ministero dell’Interno, ha setacciato le province di Torino, Asti e Biella. Risultato: 34 persone identificate, di cui 5 denunciate all’Autorità Giudiziaria per reati legati alla gestione illecita di rifiuti, con segnalazione immediata alle autorità amministrative. Non solo: fioccate violazioni amministrative per un totale di circa 19mila euro. L’operazione ha messo sotto torchio attività abusive, con sequestri e chiusure lampo.

In particolare, a Torino, un’officina di meccatronica è stata fermata per abusivismo – priva delle autorizzazioni obbligatorie – e chiusa con sequestro preventivo dell’attrezzatura per la confisca.

Durante l’ispezione, un soggetto è stato ammanettato: beccato con un passaporto e una patente contraffatti validi per l’estero, più due ordini di cattura separati per aggressioni e furti, con una condanna da espiare di 11 anni di galera.

Le indagini penali sono attualmente nella fase preliminare. Pertanto, gli indagati sono presunti non colpevoli fino alla sentenza definitiva.

VI.G