Cosa succede in città- Pagina 364

Festival dell’innovazione e della scienza a Settimo dal 10 al 16 ottobre

 La IV edizione del Festival della Scienza di Settimo Torinese si rinnova e pensa, in particolare, ai ragazzi dagli 8 ai 14 anni con laboratori sul tema della sostenibilità a cura di Engie Italia e Lego Education.

Visto che gli adulti non sono riusciti a salvare e riequilibrare l’ambiente l’idea è l’occasione di provarci con quelli che saranno gli uomini e le donne di domani proponendo loro di trovare una soluzione.

Per lanciare tale proposta prima li si educa, facendoli esercitare in laboratori di coding creativo e problem solving sul tema della sostenibilità e dopo aver fatto disseminazione culturale saranno loro quelli che domani risolveranno meglio di chi li ha preceduti i problemi del Pianeta che non è casa nostra, ma in cui siamo solamente ospiti.

Siamo nell’era Covid, ci siamo addormentati in un modo e ci siamo svegliati in un altro. Disney non è più la casa della magia. La magia sarebbe uscire fuori dal Coronavirus.

Intanto, a Settimo Torinese, i laboratori continuerannopresso la Biblioteca Archimede in Piazza Campidoglio – con tutte le cautele Covid oltre a quelli di sabato 10 e domenica 11 ottobre alle ore 16:00, in occasione dell’evento “Science Square”, giovedì 15 e venerdì 16 ottobre dalle 16:00 alle 18:00

Le idee restano sepolte nella nostra mente finché non troviamo l’occasione per farle uscire allo scoperto. Nei bambini il pensiero creativo è fortemente più sviluppato che negli adulti, ma bisogna tenerlo allenato per poterlo conservare come dote. Giocare con la sostenibilità significa far nascere nuova consapevolezza, con questo spirito i ragazzi si cimenteranno nei percorsi innovativi dei laboratori, per essere anche loro per un giorno “Inventori di Sostenibilità”

I bambini parteciperanno all’attività presentandosi alla Biblioteca, il laboratorio è a flusso continuo e si trova in uno spazio appositamente allestito con supporti tecnologici (iPad), e Kit individuali LEGO Education. Lo spazio dedicato avrà una capienza di circa 20 persone. L’attività prevede che si possano svolgere più turni. Si stima quindi di poter coinvolgere durante il Festival fino a 200 bambini.

I laboratori sono aperti a tutti e rappresentano la fase pilota di un progetto più ampio: ENGIE BY LEGO EDUCATION: SMART CITY LAB, che ENGIE porterà all’attenzione di 20 classi delle scuole primarie sul territorio coinvolgendo circa 500 bambini a partire dal mese di novembre.

ENGIE, player globale dell’energia, con l’ambizione di accelerare la transizione verso un’economia carbon neutral, promuove per il quarto anno consecutivo il Festival dell’Innovazione e della Scienza al fine di incoraggiare le nuove generazioni a dare il proprio contributo prendendosicura del pianeta.

L’umanità ha bisogno di menti agili e innovative per salvaguardare il nostro pianeta.

TOMMASO LO RUSSO

I “monumenti di carta” della Biblioteca Nazionale

Torna l’11 ottobre la “Domenica di carta”, l’iniziativa promossa dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali e per il Turismo,arrivata alla sua decima edizione, che prevede l’apertura straordinaria degli Archivi di Stato e delle Biblioteche pubbliche con lo scopo di promuovere e valorizzare una parte del nostro inestimabile patrimonio: i “monumenti di carta”.

Attraverso visite guidate, mostre, incontri, proiezioni, spettacoli, l’appuntamento si propone di far conoscere ad un pubblico sempre più ampio quelli che sono i tesori per lo più sconosciuti, custodi della nostra memoria come manoscritti, documenti, libri ma anche disegni, stampe, fotografie, e molto altro. Un viaggio affascinante nel cuore della cultura che ha fatto grande il nostro Paese.

La Biblioteca Nazionale Universitaria di Torino, in collaborazione con la sua Associazione Amici, partecipa con due eventi.

Alle ore 11.15 la presentazione del volume “Mario Pannunzio – La Civiltà liberale”, una selezionata – e ragionata – raccolta dei contributi di numerose e importanti firme, che ricostruisce un ritratto a tuttotondo di Mario Pannunzio, uomo di cultura, giornalista e politico del Novecento. A curarla Pier Franco Quaglieni, massimo studioso dell’eclettico personaggio, che 52 anni fa – all’indomani della sua morte prematura – contribuì a fondare, insieme ad Arrigo Benedetti (che di Pannunzio fu amico d’infanzia e per la vita) e Mario Soldati, il Centro Studi “Mario Pannunzio” di cui è da sempre instancabile direttore e animatore.Sarà presentato da Bruna Bertolo, talentuosa scrittrice storica.

Alle 16.00 conferenza “La tutela del Patrimonio”, dedicata ai recenti restauri bibliografici dei preziosi manoscritti della Biblioteca Nazionale Universitaria di Torino. Con tonnellate di carta custoditi, l’Ente è da sempre in primo piano per la conservazione e cura dell’ingente patrimonio culturale, storico, artistico dei fondi bibliografici che permettono agli studiosi e alla collettività di conoscere meglio il nostro passato per vivere bene il nostro presente e prepararci meglio al nostro futuro.
Saranno esposti i preziosi documenti restaurati negli ultimi cinque anni e presentati in particolare tre dei priù preziosi e recenti: il “Messale romano” (Messale Rosselli), manoscritto membranaceo, miniato, del 1361, commissionato dal domenicano cardinale Francesco Nicolò Rosselli inquisitore generale del Regno d’Aragona, il “Dittamondo” di Fazio degli Uberti manoscritto del XV secolo e il manoscritto del XVI secolo contenente due poemi di Roul Bollart. Oltre ai responsabili dell’Ufficio Manoscritti e Libri rari della Biblioteca, anche il restauratore Valerio Capra che ci addentrerà nelle tecniche di recupero della carta. Il Comandante del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale dell’Arma dei Carabinieri illustrerà il prezioso lavoro quotidiano dei nostri militari per la salvaguardia dell’immenso patrimonio artistico nazionale e le modalità del recupero di tre preziose illustrazioni del manoscritto di Bollart rubate nel 1979 e recentemente recuperate proprio dai Carabinieri e riconsegnate alla Biblioteca.

I tre restauri presentati sono stati resi possibili grazie al contributo del Soroptimist International Club di Torino, del Rotary Club Torino Castello e dell’Inner Wheel Torino Nord Ovest 3, che si uniscono ai molti altri generosi donatori, ricordati tutti nell’allegato elenco, che hanno concorso con impegno e risorse al recupero e conservazione del patrimonio di carta e della memoriadella Nazionale, che ringrazia e ricorderà sempre tra i meritevoli dell’Istituto.

Nell’occasione si potrà anche visitare la mostra “Letture pittoriche palindrome” di Luisella Rolle che con i suoi acquarelli reinterpreta la lettura della nostra città, dei rapporti interpersonali e della cultura con un preciso riferimento a Primo Levi.

Accesso libero nel rispetto delle norme anticovid, prenotazione obbligatoria a eventi@abnut.it

CONTATTI:

Biblioteca Nazionale Universitaria di Torino
Piazza Carlo Alberto, 3 10123 Torino (TO)

eventi@abnut.it

www.bnto.librari.beniculturali.it/

www.facebook.com/B.N.U.Torino

https://www.abnut.it/domenicadicarta2020

Apre a Torino la “stanza della rabbia”

Sarà inaugurata Sabato 10 Ottobre a Torino la seconda Rage Room del marchio ANGER GAMES

Sarà inaugurata Sabato prossimo, 10 Ottobre, la RAGE ROOM a marchio “ANGER GAMES”. Il concept, che ha origine in Giappone e che dagli Stati Uniti si sta sempre più diffondendo anche in Europa, è quello delle stanze della rabbia, ovvero locali dove poter dar libero sfogo alle proprie emozioni e frustrazioni, distruggendo oggetti in totale sicurezza, gridando e perché no, ballando.

Con un adeguato set di protezioni, e nel totale rispetto delle normative Covid-19, a ciascun partecipante viene fornita un’arma base ed un set di vari oggetti con cui divertirsi (piatti, bicchieri, elettrodomestici, piccoli mobili); i 15 minuti di sfogo sono accompagnati da una selezione musicale scelta dal cliente ed immortalati in un video ricordo.

Nella stanza possono entrare al massimo 2 persone contemporaneamente. L’accesso alla room avviene esclusivamente previa prenotazione e l’intera attività dura circa 30 minuti, con vestizione, briefing e debriefing; durante i giorni di apertura la struttura è comunque accessibile a chiunque voglia visitarla e prenotare direttamente la propria stanza.

Si tratta della seconda RAGE ROOM “ANGER GAMES” in Italia, che segue le orme dello storico locale di Legnano (MI), prima attività di questo genere aperta in Italia e attiva da aprile 2018. La nuova location, 150mq moderni ed accoglienti, prevede due stanze polifunzionali, una zona accoglienza dove poter comodamente assistere alle sessioni ed uno spazio esterno utilizzabile per eventi con gruppi più o meno numerosi.

Siamo entusiasti di poter aprire il nostro secondo store in una città bella e moderna come Torino”, spiega Alessandro Marchetti, uno dei soci di Anger Games, “nonostante le difficoltà date dal periodo di pandemia, abbiamo lavorato sodo per portare anche qui questa novità, dopo il grande successo avuto con la storica location di Legnano (MI)”. Luca Auciello è il proprietario dello store di Torino, aperto in Franchising: “Credo molto nell’attività e nel locale che abbiamo creato. Il format è accattivante e moderno; in una società sempre più caotica e schizofrenica le persone sono spesso frenate dal contesto in cui si trovano a vivere ed operare. Anger Games offre quella valvola di sfogo che spesso è richiesta, ma difficilmente trovata. É una novità divertente e perché no, un buon antistress. Mettiamo a disposizione diversi pacchetti standard tra cui scegliere, forniamo tanti extra e organizziamo addii al celibato/nubilato, sessioni di team building, eventi promozionali”.

Anger Games Torino sarà inaugurato con un opening party Sabato prossimo, 10 Ottobre, in Strada del Pascolo, 33 a Torino .A partire dalla prossima settimana sarà aperta, su prenotazione, venerdì dalle 18 alle 22, sabato e domenica dalle 14 alle 21.

eMail: angergames.torino@gmail.com
Web: www.angergames.net

A San Salvario approda l’Alzheimer Café

 Pandan, caffetteria- tavola calda che fonda la sua filosofia sulla cooperazione e la solidarietà, ospita gli incontri del progetto di aiuto rivolto alle famiglie dei malati di Alzheimer. Sabato si è tenuto  il primo appuntamento aperto al pubblico per conoscere specificità e metodi del percorso.

Il servizio di assistenza alle famiglie dei malati di Alzheimer ha una nuova base a Torino, nel cuore di San Salvario. Pandanlocale a conduzione sociale dove inclusione e collaborazione vengono prima di tutto, promuove un ciclo di appuntamenti che proseguirà per tutto il 2020 che vuole essere un sostegno concreto per le famiglie delle persone affette da Alzheimer.

L’Alzheimer Café propone  un percorso che prende in cura il nucleo familiare dei malati di Alzheimer per agire sugli equilibri, sulla comunicazione e sui punti di riferimento che sono stati modificati con l’insorgere della malattia. L’iniziativa infatti ha l’obiettivo di mettere in relazione fra loro chi quotidianamente si prende cura dei pazienti colpiti da questa patologia, non in un contesto medico-sanitario ma in un ambiente accogliente e conviviale,per favorire così il confronto delle esperienze e la condivisione di difficoltà e traguardi.

Il locale di via San Pio V da quest’anno sarà quindi la nuova sede del progetto,diventando ancora di più un luogo dove ci si prende cura in maniera attiva e costante dellefasce più deboli della popolazionePandan ha attivato differenti progetti solidalidall’inserimento lavorativo di persone con disabilità allo sportello finanziario, fino alla filiera sostenibile Ceste di Rapa. La nostra priorità è promuovere un modello di rete lavorativa inclusiva, cooperativa e attenta all’ecosistema – racconta Roberto Vendrame, pedagogista – Per questo abbiamo deciso di dare avvioall’Alzheimer Café, punto di partenza di un percorso di aiuto ai malati e alle loro famiglie più ampio. Nei prossimi mesi, infatti, attiveremo un progetto di formazione rivolto negozianti, ristoratori, referenti delle comunità religiose e associative della zona,per far capire come relazionarsi in maniera corretta e consapevole con questa particolare categoria di pazienti, così da permettere loro di vivere la città con maggiore autonomia”.

9cento Storie. Donne che cambiano il mondo

Al Polo del ‘900, in partenza cinque settimane dedicate a cinque donne rivoluzionarie raccontate attraverso un format ibrido, tra digitale e reale

 

Giovedì 8 ottobre, primo appuntamento alla scoperta di Rosa Luxemburg: la rivoluzionaria, la teorica, la donna.  Seguono Rita Levi Montalcini, Adriana Zarri Elsa Morante, Hannah Arendt

        

@Polo del ‘900

 

Sono Rosa Luxemburg, Hannah Arendt, Elsa Morante, Adriana Zarri, Rita Levi Montalcini le protagoniste di 9cento Storie, nuovo format di approfondimento in partenza al Polo del ‘900 di Torino, a cura del Centro studi Piero Gobetti con l’Istituto di studi storici Gaetano Salvemini, la Fondazione Vera Nocentini, la Fondazione Donat-Cattin e l’Unione Culturale Franco Antonicelli.

“Le cinque figure che verranno raccontate, anche dal lato più intimo e meno conosciuto, in un parallelismo con l’oggi, sono cinque donne che hanno rivoluzionato la politica, la scienza, la teologia, la letteratura, la filosofia. L’idea alla base di 9cento Storie è quella di riattraversare il Secolo breve dalla prospettiva dei punti di svolta, quando la storia fa un passo in avanti, attraverso le idee, le culture, i valori, le persone.”: Pietro Polito, direttore del Centro studi Piero Gobetti.

Per cinque settimane, dal 2 ottobre al 17 dicembre, a raccontare le protagoniste un mix di appuntamenti digitali e dal vivo. Per ciascuna donna, un video e podcast (sui canali social del Polo) anticipano una lecture serale di approfondimento con esperti e ospiti a confronto.

Prima lecture, giovedì 8 ottobre alle ore 18, dedicata a Rosa Luxemburg, oltre i tratti più noti del suo profilo da rivoluzionaria, alla scoperta della donna. Al dibattito partecipano gli storici: Monica Quirico, Marco Scavino, Federico Trocini, moderati da Marco Brunazzi, vice presidente dell’Istituto di Studi Storici Gaetano Salvemini.

L’evento si tiene al Polo del ‘900 su prenotazione al sito www.polodel900.it e in diretta streaming sulla pagina FB @ilpolodel900.

 

“Ebrea di origini, polacca di sentimenti, russa di cittadinanza e tedesca di acquisizione, Rosa ‘la rossa’ è anzitutto una delle figure più complesse e importanti nel panorama del socialismo internazionale a cavallo tra Otto e Novecento. Aldilà dei tratti più iconici del suo profilo di rivoluzionaria si parlerà della sua profonda umanità e femminilità, forse i tratti che più colpiscono di lei e che, a oltre un secolo dalla morte, contribuiscono a renderne la figura ancora così straordinariamente attuale e affascinante”: Federico Trocini, storico dell’Istituto di Studi Storici Gaetano Salvemini.

 

9cento Storie continua con gli appuntamenti su Rita Levi Montalcini “la piccola signora dalla volontà indomita e dal portamento di una principessa» come la descrive Primo Levi (21 ottobre); Adriana Zarri, la teologa, pensatrice e visionaria (5 novembre); Elsa Morante, “lo scrittore” (3 dicembre) e Anna Arendt, tra politica e filosofia (17 dicembre).

 

“Grazie alle competenze degli Enti Partner e alla contaminazione con il digitale il Polo propone un format ibrido di grande qualità da seguire in Via del Carmine, 14 o sui canali social del Polo. Ci rivolgiamo così a un pubblico più ampio per diffondere nuove chiavi di lettura legate alla vita di queste donne e continuare a trarne ispirazione per l’attualità, affrontando alcuni temi come partecipazione, lavoro, diritti, pensiero critico”: Alessandro Bollo, direttore del Polo del ‘900

9cento Storie è un progetto integrato del Polo del ‘900, a cura del Centro studi Piero Gobetti  in collaborazione con l’Istituto di studi storici Gaetano Salvemini, la Fondazione Vera Nocentini, la Fondazione Donat-Cattin, l’Unione Culturale Franco Antonicelli. I podcast sono realizzati in collaborazione con GRP-Giornale Radio Piemonte e con la consulenza di Valeria Dinamo e Maurizio Petroni.

 

LE PROTAGONISTE

 

Rosa Luxemburg (Zamość 1871 – Berlino 1919)

Di chi è il cadavere che nel maggio 1919 fu ritrovato nel Landwehrkanal di Berlino? È quello di Anna Matschke o quello di Rosa Luxemburg? E, in questo caso, chi è davvero Rosa Luxemburg (1871-1919)? Ebrea di origini, polacca di sentimenti, russa di cittadinanza e tedesca di acquisizione, Rosa ‘la rossa’ è anzitutto una delle figure più complesse e importanti nel panorama del socialismo internazionale a cavallo tra Otto e Novecento. Protagonista del dibattito primonovecentesco sul revisionismo, fautrice dell’internazionalismo socialista e teorica del marxismo consiliarista, Rosa Luxemburg fu non solo una pensatrice politica di altissimo profilo e un’instancabile rivoluzionaria, capace di ispirare generazioni intere di militanti socialisti, ma anche una donna sensibile e appassionata, capace di commuoversi di fronte allo sbocciare di un fiore a primavera. Aldilà dei tratti più iconici del suo profilo di rivoluzionaria, la sua profonda umanità e la sua femminilità a tutto tondo sono forse i tratti che più colpiscono di lei e che, a oltre un secolo dalla morte, contribuiscono a renderne la figura ancora così straordinariamente attuale e affascinante.

 

Rita Levi Montalcini (Torino 1909 – Roma 2012)

«La piccola signora dalla volontà indomita e dal portamento di una principessa» come la descrive Primo Levi, riceve nel 1986 all’età di 77 anni il Nobel per la medicina. Dal 1901 ad oggi si contano solo 16 Nobel assegnati alle scienziate donne su 600.

La sua opera e la sua vita rappresentano un punto di riferimento fondamentale per una società più equa, nella quale si possono superare le disuguaglianze di genere. Perseguitata perché ebrea, non rinuncia a fare ricerca, pur in condizioni precarie e ostili, e tenacemente lo farà per tutta la sua lunga esistenza, affermando il valore della conoscenza e della partecipazione.

Una donna e una scienziata che non si arrende alla mediocrità, alle difficoltà e all’abitudine, coltivando il coraggio di ribellarsi a un destino prestabilito.

Una donna che ha fatto dei suoi sogni la sua vita, lodando e affermando il valore dell’imperfezione, offrendo speranza e futuro a tante altre donne, in particolare a quelle giovani e provenienti dai paesi più svantaggiati.

 

Adriana Zarri (San Lazzaro di Savena 1919 – Strambino 2020)

Teologa, pensatrice, visionaria la Zarri è stata una vera mistica del nostro tempo, non facile da decifrare. Sebbene siano molti i testi di spiritualità che ci ha lasciato – alcuni dei quali di rara intensità – la sua figura di donna votata alla vita monastica risulta a chi l’ha conosciuta da vicino (e per un lunghissimo periodo della sua esistenza) caratterizzata da mille sorprendenti sfaccettature che non si lasciano imbrigliare dentro una scrittura, sia pure carica sempre di un’impronta fortemente personale, come la sua.

La ricchezza della personalità e la estrema varietà degli interessi coltivati confluivano in lei attorno a un asse fondamentale, che dava unità alla sua esistenza: la ricerca insonne di Dio in un rapporto stretto con la terra in tutte le sue componenti, dagli uomini agli animali al mondo vegetale, aderendo alle radici contadine, che hanno segnato profondamente la sua identità umana e religiosa. È sufficiente ricordare la passione di Adriana per i gatti e, finché le è stato concesso dalla salute, l’allevamento degli animali da cortile e la coltivazione dell’orto. Le parole dell’amico teologo Giannino Piana raccontano in profondità Adriana Zarri il suo essere donna: l’appartenenza di genere si riflette decisamente anche sulla sua spiritualità, che ha i connotati di una spiritualità al femminile. Anche a questo proposito emerge tuttavia la sua originalità la sua adesione alle lotte femministe è stata infatti sempre contrassegnata da un vero coinvolgimento e insieme dalla rivendicazione di una grande libertà e indipendenza di giudizio.

 

Elsa Morante (Roma 1912 – Roma 1985)

Elsa Morante ha rappresentato un modello straordinario di donna e intellettuale. Sempre diffidente nei confronti di qualsiasi tipo di femminismo organizzato, realizzava la sua emancipazione quotidianamente senza passare per rivendicazioni esibite. La biografia e le opere della grande romanziera del ‘900 testimoniano oggi l’eccezionalità di una figura che amava essere ricordata come «lo scrittore». L’epiteto non deriva certo da un rifiuto della femminilità, anzi, Morante semplicemente avvertiva un profondo bisogno di uguaglianza e si mostrava, al tempo stesso, attratta da tutte le possibili forme di alterità. Una serie di scritture private e letterarie, edite e inedite, possono servire a comprendere appieno il valore di questa figura di donna complessa e centrale del secolo scorso.

 

Hannah Arendt (Hannover 1906 – New York 1975)

Hannah Arendt è una tra le figure di maggior rilievo della cultura del Novecento: una filosofa politica i cui principali libri (Le origini del totalitarismoLa banalità del maleVita activa) sono stati tradotti in numerosissime lingue e alla cui biografia si sono dedicati film e spettacoli teatrali. Alcune sue analisi sono diventate paradigmatiche ed entrate nel senso comune e il suo profilo ha negli ultimi anni assunto i tratti di un’icona, e in certi casi di una star. Ma Hannah Arendt è stata anzitutto una pensatrice apolide e un’intellettuale in esilio, una donna ebrea che ha vissuto le discriminazioni di un tempo che l’ha costretta a fare i conti con la natura profonda del male. Anche per questa ragione, la sua voce risuona ancora oggi come un limpido richiamo a considerare la dimensione politica dell’agire umano, la necessità di uno spazio pubblico inteso come luogo di incontro e dialogo e il valore irrinunciabile della libertà.

Le pergamene delle lauree in Scienze strategiche consegnate a Palazzo Arsenale

 Esercito Italiano, cerimonia di consegna delle pergamene di Laurea triennale interateneo in Scienze Strategiche al Comando per la Formazione e Scuola di Applicazione.

 

Si è svolta a Torino, presso il cortile centrale della caserma “Alessandro Riberi”, del Comando per la Formazione e Scuola di Applicazione dell’Esercito, nel rispetto delle disposizioni sanitarie in vigore, la cerimonia di consegna delle pergamene di Laurea Triennale Interateneo in Scienze Strategiche a centonove Ufficiali frequentatori del 199° corso “OSARE” e a 26 studenti civili.

Si tratta di Sottotenenti neo-laureati che, dopo il biennio frequentato presso l’Accademia Militare di Modena e l’anno accademico presso la Scuola di Applicazione dell’Esercito, hanno discusso in videoconferenza le tesi nella sessione di giugno e così completato il primo traguardo universitario presso l’Istituto di Formazione militare.

All’evento hanno presenziato il Comandante per la Formazione e Scuola di Applicazione dell’Esercito, Generale di Divisione Salvatore Cuoci, la vice Rettrice per la didattica dell’Università degli Studi di Torino, Professoressa Barbara Bruschi, il Delegato dell’Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia, Direttore del dipartimento di Giurisprudenza, Prof. Carmelo Elio Tavilla e il Presidente della Scuola Universitaria Interdipartimentale in Scienze Strategiche (S.U.I.S.S.), Professor Edoardo Greppi.

Il Generale Cuoci nel corso del suo intervento ha sottolineato: “Questo è un momento importante nella vita di ogni studente, che va celebrato e che rimane nei bei ricordi, avete raggiunto un importante traguardo di studi che culminerà, fra due anni, con il  conseguimento della Laurea specialistica ”.

A decretare il successo del corso di laurea in Scienze Strategiche concorre l’unicità del sistema formativo dell’asse Modena – Torino nel quale Esercito ed Istituzioni Accademiche operano in stretta sinergia attraverso la Scuola Universitaria Interdipartimentale in Scienze Strategiche garantendo una proposta didattica moderna, flessibile e di grande interesse anche per numerosi studenti civili, attratti da possibili sbocchi professionali nei settori della sicurezza, difesa e cooperazione internazionale.  

Maria La Barbera

“Argenti preziosi” a Palazzo Madama

In mostra  “opere degli argentieri piemontesi” da inizio Settecento a fine Ottocento. Dal 2 luglio al 15 novembre

“Assaggiatore d’argento”. Mestiere improbabile o, quanto meno, bizzarro? Assolutamente, no! Niente di più concreto e impegnativo, ai tempi dell’antica corte sabauda. Di tal mestiere – mestiere di Stato !– se ne ha infatti contezza (per chi ancora ne avesse ignorato l’esistenza) in apertura della mostra“Argenti preziosi”, curata da Clelia Arnaldi di Balme e allestita (nell’ambito del progetto della Regione Piemonte “L’essenziale è Barocco”), in “Sala Atelier” di Palazzo Madama dal 2 luglio al 15 novembre.

Lì, infatti, s’apprende che già nel lontano 1476 a parlare di “assaggiatore d’argento” era un’antica normativa piemontese, successivamente ripresa e ufficializzata nel 1677 da Maria Giovanna Battista di Savoia Nemours, la seconda Madama Reale, madre dell’editto che ufficialmente istituì – nell’ambito delle attività dell’Università degli Orafi e Argentieri di Torino – proprio la figura (“assaggiatore”) del funzionario statale incaricato del compito assai importante di certificare con un marchio il titolo della lega, ossia la quantità di argento presente nel metallo con cui veniva realizzato ogni oggetto che usciva in allora dalle botteghe cittadine. Di quella Torino che fra inizi Settecento e per tutto l’Ottocento vantò una tradizione di maestri argentieri di assoluta eccellenza ed originalità. A darne prova è proprio la suggestiva mostra di Palazzo Madama che in esposizione vede autentiche mirabilia, selezionate dalle collezioni dello stesso Palazzo juvarriano. In una ricca panoramica che cavalca due secoli d’arte e di storia, si va così dalla comune “argenteria da tavola” (con posate, zuppiere, cioccolattiere, teiere, zuccheriere e quant’altro accanto alle piemontesissime “paiole” o tazze da puerpera dove le donne erano solite sorseggiare il primo brodo dopo il parto) agli “oggetti da arredo” più preziosi, fino agli “argenti destinati al culto”, come un “Reliquiario di San Maurizio” (1740 ca.) – che nel corso del restauro per la mostra ha rivelato la presenza del punzone con San Rocco da riferire a Giovanni Francesco Paroletto, membro di una delle più importanti famiglie di argentieri sabaudi – e il “Calice” di Giovanni Battista Boucheron, realizzato nel 1789 in memoria di Carlo Emanuele III, accanto ad alcuni “argenti ebraici” come un bel piatto per la cena durante le celebrazioni della Pasqua ebraica (Seder) e un calice per la benedizione sul vino recitata nel giorno del riposo (Kiddush). Di Giovanni Battista Boucheron (Torino, 1742 – 1815) la rassegna presenta anche grandiosi “disegni preparatori” alle opere in argento insieme a raffinati “Ritratti” degli argentieri della sua famiglia, autentica culla di generazioni di importanti maestri orfèvres. Vera chicca della mostra, la “Mazza cerimoniale” della Città di Torino, restaurata ed esposta al pubblico per la prima volta. Realizzata in argento sbalzato e cesellato, fra il 1814 ed il 1824, la Mazza veniva portata a mano dall’usciere comunale nelle occasioni ufficiali e riprende i tre progetti della prima Mazza civica eseguita da Francesco Ladatte nel 1769, con tanto di testa taurina e corona, sostituita nel 1849 da quella “turrita”, opera dell’argentiere di corte Carlo Balbino. A proseguire l’iter espositivo, sono le “armi” d’epoca con preziose decorazioni in argento, una serie di “monete” che ripercorrono la storia del Ducato di Savoia e una scelta accurata di disegni di Lorenzo Lavy (Torino, 1720 – 1789), fra i più apprezzati incisori di monete e medaglie della settecentesca Zecca torinese. In chiusura, alcune tavole dell’“Encyclopedie”, una selezione di “bastoni da passeggio” con il pomo d’argento (autentica sciccheria per gli elegantoni del tempo) e un curioso nucleo di “dorini” della seconda metà dell’Ottocento, ornamenti da acconciatura e spilloni in argento lavorato a filigrana, che madame e madamin piemontesi amavano vezzosamente appuntarsi fra trecce e capelli ai dì di festa.

Gianni Milani

“Argenti preziosi”
Palazzo Madama – Sala Atelier, piazza Castello, Torino; tel. 011/4433501 o www.palazzamadamatorino.it
Fino al 15 novembre
Orari: gov. e ven. 13/20; sab. e dom. 10/19

 

Nelle foto

– Giovanni Damodé: “Paiola”, 1740-1750 ca.
– Argentiere piemontese: “Reliquiario di san Maurizio”, argento sbalzato, cesellato e inciso, 1740 ca.
– Giovanni Battista Boucheron: “Calice”, argento cesellato e inciso, argento dorato, 1789
– Manifattura torinese (Luigi Schenone): “Carabina monocanna”, 1857
– “Bastoni da passeggio”

Danzaterapia e Parkinson: si torna a danzare insieme

L’Associazione “è” – affiliata al Comitato Arci Torino – in collaborazione con l’Associazione Italiana Parkinsoniani (AIP) e l’Associazione Amici Parkinsoniani Piemonte (AAPP) vara un nuovo ciclo del progetto E-Motus – Danzaterapia e Parkinson.

Mercoledì 14 ottobre dalle 14 alle 15 nello spazio AIP/AAPP, corso Cincinnato 233/A a Torino, partirà un percorso di dieci incontri a cadenza settimanale ai quali possono partecipare le persone con il Parkinson ma anche i loro famigliari e caregiver che non sono solo accompagnatori, sottolineano gli organizzatori, ma veri e propri destinatari dell’intervento, nell’ottica di una condivisione della salute come è intesa dall’Organizzazione Mondiale della Sanità: stato di completo benessere fisico, psichico e sociale e non semplice assenza di malattia.

La pratica, che negli ultimi mesi si è svolta online, sarà ora adattata alle norme di protezione e distanziamento fisico di prevenzione alla diffusione del Nuovo Coronavirus, in un momento in cui è  possibile ritrovarsi in presenza per valorizzare la socialità e la condivisione.

La Danzaterapia fa tesoro del ruolo primario del corpo come contenitore e comunicatore di emozioni. Danzando si può entrare in contatto con il  mondo interiore, esprimerlo, valorizzarlo e trasformarlo. Si attivano le risorse creative di ognuno, indipendentemente dalle abilità fisiche, come strumenti di consapevolezza e autodeterminazione, favorendo un processo di fioritura personale. Si costruisce una “zona di vita simbolica” dove sperimentare idee e sentimenti, dove portare alla luce complessità e contraddizioni della vita, accogliere e riparare il conflitto, trovare piacere: i mutamenti prendono facilmente corpo nella danza, per arrivare successivamente a esprimersi anche nella vita quotidiana.

La metodologia DanceCare proposta integra l’impostazione proposta dalla danzatrice argentina Maria Fux con tecniche d’improvvisazione e composizione del teatrodanza. Ne diventa parte integrante la musica, vista come fondamentale motore cinetico ed emozionale. La cornice teorica si organizza attorno ai concetti cardine della psicoanalisi della relazione, della fenomenologia, della riabilitazione e delle neuroscienze.

Nel Parkinson l’attività motoria, la socialità e la possibilità di prendersi cura delle proprie emozioni hanno un ruolo fondamentale nel miglioramento del decorso della malattia. La danzaterapia propone una delicata stimolazione a livello sia motorio sia emotivo in una patologia caratterizzata proprio da disturbi che coinvolgono queste due sfere. Coinvolge aspetti funzionali, cognitivi e psicologici per portarli verso un reciproco sostegno, contribuendo a un maggior benessere psicofisico.

Il progetto è nato in collaborazione con Lyceum Academy di Milano, sviluppato a Torino in collaborazione con Associazione Italiana Parkinsoniani / Amici Parkinsonani Piemonte ed è patrocinato da APID – Associazione Professionale Italiana Danzamovimentoterapia. È a cura di Elena Maria Olivero, danzaterapeuta clinica.

Grazie al crowdfunding su Produzioni dal Basso l’attività manterrà la quota di partecipazione a 50 euro a persona per l’intero percorso.

Per info e prenotazioni: Associazione Amici Parkinsoniani Piemonte
Via Negarville, 8/28. Segreteria 011-3119392 (LUN – VEN 9 -13)
Numero Verde 800884422 (MA – VEN 15 – 18)
info@parkinsoninpiemonte.it
www.parkinsonpiemonte.it

Va in scena Robe da Matt*

ROBE DA MATTI, la Settimana della Salute Mentale di Torino, diventa ROBE DA MATT* e si svolge con eventi trasmessi in dirette online e con eventi dal vivo al Cinema Massimo e in altri luoghi di Torino.

Il tema di questa settima edizione è Il Mondo Capovolto, un titolo e un punto di vista che partono dall’esperienza del lockdown e dalle riflessioni che ne sono seguite ma che si riferisce anche, più in generale, al mondo della follia, delle potenzialità, del diverso, della ribellione, della creatività e della sensibilità.

 

Gli eventi online prevedono presentazione di libririflessioni musicali su rivoluzioni, spirito critico, ribaltamenti e follie fra il rock e la musica classica, un confronto fra psicoterapeuti sul periodo della quarantena e su quello attuale che stiamo vivendo, un omaggio al pensiero e all’umanità di Eugenio Borgna in occasione dei suoi 90 anni, letture sul genio e lo spirito rivoluzionario di Artaud e Basaglia e ancora riflessioni sui femminismi, sulle tracce di patriarcato nell’oggi e anche sul ruolo di libri gialli e noir nella società.

Gli incontri dal vivo prevedono un flash mob in ricordo di Andrea Soldi, proiezioni di un video su vari temi inerenti alla psichiatria e del film Zelig di Woody Allen al Cinema Massimo, la mostra fotografica “Scatti senza barriere. Immagini dal lockdown”, il laboratorio di colorazione individuale “Robe da Mandala”, un reading di pensieri sparsi su dolore e speranza e il salotto di storytelling “Storie da Matti”.

LE INFORMAZIONI COMPLETE

 

Robe da Matti è una kermesse che dal 2014 propone nel mese di ottobre a Torino una serie di eventi scientifici, culturali e di intrattenimento, in collaborazione con enti pubblici e con organizzazioni private che a vario titolo si occupano di salute mentale.

Una manifestazione nata come attività di promozione dell’empowerment e dell’inclusione sociale, con l’obiettivo di far circolare tra operatori, familiari, utenti e cittadini in genere le nozioni e le evidenze scientifiche sul tema, diffondendo esperienze di guarigione dalla “malattia” mentale – testimoniate da pazienti e familiari – ed approcci di “cura” maggiormente efficaci.

Un’iniziativa che considera il termine follia nell’accezione più ampia e complessa del termine.

 

Quest’anno Robe da Matti diventa Robe da Matt* e si svolgerà da lunedì 5 a domenica 11 ottobre 2020.

In seguito alle disposizioni relative al contenimento epidemiologico da Covid.19, questa settima edizione si svolgerà soprattutto online, con eventi presentati in diretta sulle pagine https://www.facebook.com/Robe-da-Matti-1465302607080841https://www.facebook.com/IPsiGtorino e sul canale YouTube https://www.youtube.com/channel/UCCz3tX8U2vfO3iuYv08xE9Ama anche dal vivo con appuntamenti al Cinema Massimo e in altre location di Torino.

La manifestazione viene organizzata e promossa da un insieme di associazioni e gruppi di persone che vedono come capofila l’IPsiG, Istituto Internazionale di Psicopatologia e Psicoterapia della Gestalt.

 

Il tema di questa settima edizione è “Il mondo capovolto”: un titolo e un punto di vista che partono dall’esperienza del lockdown e dalle riflessioni che ne sono seguite.

Il distanziamento che estrania, ma diventa rispetto e premura; la mascherina che nasconde, ma protegge; lo sport che fa bene alla salute, ma può essere rischioso; il web che aliena, ma connette; l’Uomo nel suo recinto e l’Animale libero… Il Diverso che diventa Normale ed il Normale che diventa Anormale.

Il Mondo Capovolto è però anche, più in generale, il mondo della follia, delle potenzialità, del diverso, della ribellione, della creatività e della sensibilità.

 

GLI EVENTI ONLINE

Gli eventi online prevedono presentazione di libri, riflessioni musicali fra rock e musica classica, un confronto fra psicoterapeuti sul tema della quarantena, un omaggio a Eugenio Borgna, letture di Artaud e Basaglia e ancora riflessioni sui femminismi, sul patriarcato e sul ruolo di libri gialli e noir nella società.

Lunedì 5 ottobre sono in programma due presentazioni di libri con interventi degli autori e di altri esperti: alle ore 18 “Fondamenti di Psicopatologia Fenomenologico-Gestaltica: una introduzione leggera” di Gianni Francesetti e alle ore 20:30 “Allucinazioni: sintomi o capacità?” di Maria Quarato.

Martedì 6 ottobre è in programma alle ore 10:30 “Gialli e Noir: codici o arbitrio? Eccitazione o sedazione? Spettatori o partecipanti?”, un dialogo con Elvio Guagnini, Michela Gecele e Carlo Bondioli sui due generi di narrativa nella società di ieri e di oggi, fra tentativi di “mettere ordine”, aperture al caos, nichilismo, progettualità, analisi e critica sociale, focalizzati attraverso la relazione fra lettori, autori e personaggi.

Sul tema del recente periodo di quarantena, mercoledì 7 ottobre alle ore 10:30 viene proposto “La clinica sottosopra durante il lockdown”, un confronto tra riflessioni, critiche e domande aperte sull’andamento delle richieste, del malessere e della resilienza nel periodo del lockdown e in quello successivo che è ancora in corso, a cura degli psicoterapeuti del Centro Clino Mattia Maggiora. Alle ore 15:30 sarà la volta di “Ascoltando Artaud e Basaglia”, letture e commenti, a cura dell’artista Pierpaolo Capovilla e dello psichiatra e scrittore Pietro Cipriano, di alcuni scritti di Artaud e Basaglia, il genio folle e lo psichiatra rivoluzionario dalla stessa parte della rivolta.

Giovedì 8 ottobre sono in programma due eventi: alle ore 11:00 “Qual è il contrario del patriarcato?” in cui Michela Gecele dialogherà con Denise Cappadonia sulle tracce del patriarcato nell’oggi; alle ore 18:00 “Omaggio a Eugenio Borgna. La gentilezza e il rigore che hanno ispirato generazioni di psichiatri”, celebrazione dell’opera, del pensiero e dell’umanità dello stimato psichiatra, saggista e accademico italiano in occasione dei suoi 90 anni.

Venerdì 9 ottobre alle ore 17:00 è in programma la presentazione del libro “Siamo tutti narcisi? Alla ricerca della relazione perduta” di Michela Gecele e alle ore 20:00 l’evento musicale “Rock: genio, follia e rivoluzione”, riflessioni musicali che metteranno in luce rivoluzioni, spirito critico, ribaltamenti e follie fra il rock e la musica classica con Dario Valle, Tony Valle e Giancarlo Emanuel.

Domenica 11 ottobre si concluderà alle ore 10:30 con l’evento “Carnaval: specchio, doppio o contrario?” in cui Angela Rigucci dialogherà con Paola Fasolo.

 

GLI EVENTI DAL VIVO

Alcuni eventi si svolgeranno dal vivo, salvo ulteriori evoluzioni della situazione Covid, e prevedono un flash mob, proiezioni, una mostra fotografica, un laboratorio di colorazione mandala e un salotto storytelling.

La ASL Città di Torino partecipa organizzando due eventi in due centri territoriali e di terapie riabilitative e psicosociali: lunedì 5 ottobre alle ore 15:30 presso il Centro Territoriale Faber (Via Nomis di Cossilla 2A) attraverso la mostra fotografica “Scatti senza barriere. Immagini dal lockdown”, allestita con le opere dei partecipanti al gruppo fotografia del centro scattate durante il periodo di quarantena (Info e prenotazioni: Sonia 3510731912); martedì 6 ottobre dalle ore 14:30 con presso il Centro Territoriale Giorgio Bisacco (Via Bidone 26) con il laboratorio di colorazione individuale “Robe da Mandala” (Info e prenotazioni: via.bidone@gmail.com Tel: 011 6508562).

Lunedì 5 ottobre è in programma anche “Ululiamo in Piazza Umbria”, ritrovo e flash mob a cura dell’Associazione Il Tiglio Onlus, alle ore 11:30 nei Giardini Piazzale Umbria, in memoria di Andrea Soldi, 45enne di Torino morto cinque anni fa in seguito ad un tentativo di TSO finito tragicamente.

Il 7 ottobre sono in programma due eventi con proiezioni: alle ore 18:00 al Polo Culturale di Via Lombroso 16 “Dal buio alla luce”, video a cura del gruppo di ricerca per la salute mentale “Conoscere per migliorare” su vari temi inerenti alla psichiatria, al quale seguirà un reading di pensieri sparsi, dal dolore alla speranza, con Annamaria Frammartino; alle ore 20:30 il film Zelig di Woody Allen al Cinema Massimo (Via Giuseppe Verdi 18) con introduzione di Grazia Paganelli e Stefano Boni del Museo del Cinema e commenti di Michela Gecele e Gianni Francesetti dell’IPsiG.

Sabato 10 ottobre, dalle ore 14:00 alle 18:00, in Via San Massimo 17 è in programma “Porte aperte alla Casa Maternità Prima Luce” con conversazione introduttiva sul tema “Promuovere la salute mentale: un buon inizio per tutti” a cura di Claudia Alonzi e Lucia Porti (Info e prenotazioni: info@casaprimaluce.it – cell. 3429869124).

Sabato 10 ottobre, dalle ore 17 presso i locali del Centro Mamre (Piazzale Croce Rossa Italiana 185/A), verrà presentato il salotto di storytelling “Storie da Matti”, organizzato dalla Fondazione Mamre in collaborazione con Storytelling Torino, in cui verranno proposte storie che parleranno di follia, disagio e senso di disorientamento, tra condivisione di sorrisi e calore umano (prenotazione obbligatoria: mamre@mamreonlus.org – wa: 3311595831)

La moda balcanica sfila alla Torino Fashion week

L’organizzazione Dress for Success Serbia, in collaborazione con l’organizzazione non governativa tedesca Help-Hilfe zur Selbsthilfe, parteciperà per la prima volta alla Torino Fashion Week che si terrà dal 3 al 9 ottobre

 

Il 4 ottobre sfilerà IDOL Collection ovvero 40 designer tra i quali Ambra Dodaj dall’Albania, HAAD Fashion by Adnan Hajrulahovic da Bosnia ed Erzegovina, Berna Saraci dal Kosovo, Merisa Mehmedovic dal Montenegro e, dalla Serbia, Blackbirdfield by Dragan Smiljanic, Ivana Vorguca, Marija Handmade, Morfium by Jelena Malesevic, Zvonko Markovic  Couture, Nikola Velickovic. Gli stilisti presenteranno la storia e le tradizione dei Balcani attraverso i diversi paesi: Serbia, Bosnia ed Erzegovina, Montenegro, Albania, Kosovo, Macedonia e Croazia. I protagonisti sono designer, brand e gruppi socialmente sensibili come donne, giovani, minoranze nazionali, rimpatriati, persone con disabilità e detenuti. In questo senso la Torino Fashion Week avrà un ruolo chiave per la Serbia e per i Balcani perché per la prima volta verranno presentate collezioni provenienti da diversi contesti sociali con lo scopo di supportare e promuovere una moda balcanica sostenibile.

Help-Hilfe zur Selbsthilfe è un’organizzazione internazionale tedesca con sede a Bonn che assiste e aiuta le persone in difficoltà. È stata fondata nel 1981 e ad oggi supporta persone bisognose in 23 paesi al fine di migliorare le loro condizioni di vita.

Dress for Success Belgrado-Serbia fa parte dell’organizzazione internazionale Dress for Success World Wide fondata nel 1997. Da allora ha sostenuto più di un milione di donne in tutto il mondo con l’obiettivo di responsabilizzare e sostenere coloro che provengono da gruppi economicamente e socialmente vulnerabili in modo che possano raggiungere l’indipendenza economica e l’uguaglianza attraverso il lavoro nel settore moda.

Claudio Azzolini, founder della Torino Fashion Week, sottolinea: “Dopo Italia, mondo islamico, Africa e Cina, l’edizione 2020 della Torino Fashion Week sceglie i Balcani a conferma della vocazione internazionale dell’evento. Come sempre si tratta di stilisti emergenti, ma alcuni già conosciuti e affermati nei loro paesi. L’idea di supportare le donne in difficoltà e offrire loro l’opportunità di far conoscere le proprie creazioni attraverso la TFW è per me fonte di orgoglio. Solo facendo rete possiamo sensibilizzare i diversi paesi e fornire un aiuto concreto attraverso il comparto moda”.

 

Le novità dell’edizione 2020 della Torino Fashion Week non sono finite. Sfilate in streaming presso Rinascente Torino Via Lagrange, talk on line con prestigiosi speakers internazionali del settore moda, 4 giorni di B2B (5-8 ottobre), e-commerce per i fashion designers e un’importante partnership con CBI Camera Buyer Italia: la quinta edizione della Torino Fashion Week si trasforma in digital grazie ad una Web APP innovativa che propone i diversi incontri e connette i protagonisti dell’evento, i buyers e i viewers in ogni parte del mondo. Con Torino Fashion Week 2020 nasce quindi un HUB della moda emergente e si delinea il nuovo futuro del fashion show.

L’evento digital sarà in live streaming dal 3 al 9 ottobre dalle ore 21 e garantirà la spettacolarizzazione della moda grazie alle sfilate che si terranno a porte chiuse presso Rinascente Torino e che avranno per protagonisti i fashion designer torinesi, italiani e internazionali.

Il 9 ottobre alle ore 21 verrà invece consegnato il Torino Fashion Week Award by Rinascente, CNA Federmoda, Banca Cooperativa di Cherasco BCC. Special guest della serata conclusiva sarà Gerardo Orlando, che dopo aver lavorato per Mario Valentino, Romeo Gigli e Ferragamo ha fondato l’omonimo brand affermato in Cina e in Europa e presente in diverse Fashion Week internazionali. Sempre il 9 ottobre gli store torinesi Mondo e Hangover selezioneranno designer emergenti che potranno esporre all’interno dei loro prestigiosi showroom rispettivamente per 1 mese e per 2 mesi. Per la moda inclusiva sfileranno invece le borse create dagli studenti dell’Accademia Italiana di Moda e Couture di Torino per U.I.L.D.M. (Unione Italiana Lotta alla Distrofia Muscolare): bags raffinate e pratiche pensate per donne e uomini con difficoltà motorie.

Grazie all’APP i viewers – ovvero il pubblico, i buyers e gli operatori del settore – potranno seguire sia le sfilate sia la consegna del premio, entrare virtualmente nel backstage e conoscere gli stilisti emergenti, i designer internazionali e i marchi di nicchia attraverso le interviste.

Nuova, veloce e facile da utilizzare, la Web APP include una ricca sezione e-commerce in cui i consumatori avranno la possibilità di acquistare online i capi dei fashion designers emergenti, mentre i buyers e i rivenditori potranno ordinare gli outfit della nuova stagione ed avranno tutta una serie di servizi dedicati.

Naturalmente non mancherà l’anima business del format che garantirà 4 giorni di webinar destinati alle PMI, alle start up e agli imprenditori del settore tessile e fashion e una serie di incontri internazionali online dedicati al B2B e organizzati tramite la piattaforma b2match.

Come ogni anno si terrà infatti il Torino Fashion Match (5-8 ottobre) organizzato da Unioncamere Piemonte nell’ambito della rete Enterprise Europe Network e del Sector Group Textile and Fashion di cui l’ente è partner. La rete EEN, creata dalla Commissione Europea per supportare l’attività imprenditoriale e la crescita delle imprese europee, in particolare delle PMI, si articola in circa 600 punti di contatto organizzati in consorzi dislocati in oltre 50 Paesi. A conferma del successo del B2B Torino Fashion Match, nel 2019 l’evento ha ricevuto il premio come miglior Best Practice tra tutte le attività di B2B svolte nell’ambito dei 17 Sector Groups della rete EEN. La Commissione Europea e la sua Agenzia per le Piccole e Medie Imprese lo hanno premiato per l’impatto innovativo, per la visibilità mediatica che offre alle imprese e alla rete stessa e per il potenziale di networking che genera favorendo la nascita di collaborazioni internazionali.

 

“Il Covid-19 ha segnato una metamorfosi nel sistema moda” sottolinea Claudio Azzolini founder della Torino Fashion Week, che aggiunge: “Il nuovo format segue coerentemente le sue idee primordiali e si adatta ai cambiamenti e all’innovazione per favorire un modello sostenibile nel comparto moda. Pur sperando di poter ridare in futuro una parte di show, la TFW prosegue digitalizzando l’evento e creando una piattaforma online che offrirà agli utenti l’accesso a interviste, webinars e sfilate digitali di brands emergenti che provengono da tutto il mondo. Grazie all’accordo siglato tra TModa, Unioncamere Piemonte e Camera Buyer Italia, inoltre, CBI offre il suo patrocinio ed è presente al B2B Torino Fashion Match con alcuni prestigiosi buyers per effettuare meeting sia in presenza sia virtuali. Un’opportunità unica per i partecipanti alla TFW 2020”.