Un’occasione di crescita professionale e personale per guide turistiche, accompagnatori e operatori della filiera turistica: dal 26 novembre al 5 dicembre.
Partirà il prossimo 26 novembre e durerà fino al 5 dicembre, il corso di formazione (interamente online) voluto, pensato e progettato da Cityfriend, la start-up innovativa a vocazione sociale nata per sviluppare una nuova cultura del turismo accessibile e inclusivo sul territorio nazionale. Obiettivo principale: rendere più facile e serena l’esperienza turistica delle persone con disabilità e bisogni specifici.
21 ore di formazione su disabilità motorie, intellettive, relazionali, sensoriali con 9 relatori impegnati da tempo nel campo del turismo e della disabilità.
Da Andrea Panattoni, Alessandro Parisi e Luisa Pavesi, fondatori di Cityfriend a Paola Barbieri, training manager; da Giulia La Marca, psicologa, travel blogger e influencer, al medico neurologo Angelo Cerracchio; e poi Arianna Porzi, Presidente ANGSA Piemonte, Franco Lepore, disability manager della città di Torino; e Brunella Manzardo, esperta di disabilità nell’arte.
“Affinché questo avvenga è necessario rafforzare nuove sensibilità e competenze sull’approccio, la conoscenza e l’accoglienza delle diverse disabilità” ricorda Luisa Pavesi, Ceo di Cityfriend.
La formazione presso online si rivolge a:
- guide turistiche
- accompagnatori turistici
- dipendenti di strutture ricettive (hotel, ristoranti, bar)
- dipendenti di realtà culturali (musei, parchi, intrattenimento)
- consulenti per il turismo e imprenditori
- persone che vogliono migliorare la propria professionalità in ambito turistico • diplomati/laureati in corsi relativi al turismo
- figure del mondo sociale e socio-sanitario
Informazioni e programma su:

Prenderà avvio
Il grande dizionario enciclopedico Fedele, il Dizionario della lingua italiana di Felice Battaglia, i grandi classici della politica e della letteratura, la storia della letteratura Latina di Augusto Rostagni sono solo alcune delle sue realizzazioni davvero grandiose. Si dovrebbero anche citare le opere nel campo scientifico e medico che facevano parte del suo catalogo prestigioso. E’ triste leggere che un suo collaboratore abbia avuto ieri il cattivo gusto di scrivere di non essere stato pagato, mentre la sua notorietà è in gran parte dovuta a cosa ha pubblicato presso quel grande e libero editore. Conobbi Carlo Verde che dal 1945 fu a capo della Casa editrice di corso Raffaello e che seppe tenere saldo il timone insieme all’ex genero Luigi Firpo che, in verità, oltre che a collaborare utilmente, vi spadroneggiò in modo un po’ piratesco. A succedere a Verde fu l’amico europeista Gianni Merlini, uomo di vasta cultura e di rara sensibilità. Dopo Merlini fu l’inizio della fine e la vendita alla De Agostini provocò il lento, inesorabile declino del glorioso marchio che venne letteralmente spolpato e svenduto dai nuovi padroni. Forse è stato meglio por fine all’agonia di una storia troppo gloriosa per subire ulteriori offese. Da Corso Raffaello era finita in Lungo Dora. Una metafora molto eloquente della sua crisi. Torino si priva di una delle sue glorie e va notato come ben pochi si siano impegnati per salvare la UTET quando sarebbe stato ancora possibile. Una ennesima vergogna per questa città che ha perso tutto ciò che di prezioso vi è nato. Certo, il discorso dovrebbe anche riguardare la crisi delle grandi opere e la crisi dell’editoria più in generale. Certo, chi fu ai vertici dell’ Azienda commise degli errori, ma oggi è tempo di pianti e non di consuntivi. Un pianto per una morte dolorosa e davvero irreparabile.