Cosa succede in città- Pagina 339

Che tempo fa su altri mondi? Scoprilo con il Planetario di Torino

Astrotalk – online Sabato 20 marzo 2021 ore 18.00

Appuntamento sabato 20 marzo ore 18.00 sui canali social (Facebook e Youtube) di Infini.to – Planetario di Torino, Museo dell’Astronomia e dello Spazio – con il terzo appuntamento digitale degli Astrotalk, conferenze-spettacolo che uniscono le ultime ricerche in campo astronomico e scientifico alle spettacolari immagini del Planetario digitale.

In questa terza data dell’edizione 2021, insieme al nostro planetarista Emanuele, ospiteremo Giovanna Tinetti, capo del gruppo di astrofisica all’University College di Londra e direttrice dell’UCL Center for Space Exo-chemistry Data di Harwell.

Che tempo fa oggi su GJ1214b? Molto nuvoloso, si prevede pioggia di ferro su WASP12b, in compenso fa bello su WASP43b. Dopo un lungo inverno, si prevede una breve estate torrida su HD80606b, con temperature fino a 2000 °C.
Sembra fantascienza, in realtà gli studi della composizione chimica e dello stato dell’atmosfera degli esopianeti permettono di comprendere molto sulla natura dei pianeti, come la circolazione atmosferica (clima, meteo) o anche come si è formato il pianeta, se nell’orbita dove lo si osserva o se si è formato altrove e ha migrato successivamente. Conoscere la composizione atmosferica è anche fondamentale per comprendere il ruolo della stella nell’evoluzione chimica.
Durante l’incontro parleremo di questi temi, mostreremo alcuni dei risultati più recenti sullo studio delle atmosfere dei pianeti extrasolari e parleremo della futura missione ARIEL dell’Agenzia Spaziale Europea.

Giovanna Tinetti è capo del gruppo di astrofisica all’University College di Londra e direttrice dell’UCL Center for Space Exo-chemistry Data di Harwell.
È Principal Investigator di Ariel, la prossima missione scientifica di classe media (M4) dell’Agenzia Spaziale Europea che sarà lanciata nel 2029. È anche co-fondatrice e co-direttrice di Blue Skies Space Ltd, che mira a creare nuove opportunità per satelliti spaziali scientifici.
Laureata in Fisica Teorica presso l’Università di Torino, Giovanna Tinetti ha continuato la sua carriera accademica come NASA Astrobiology Institute Fellow al Caltech / JPL e poi come European Space Agency Fellow esterno a Parigi, prima di trasferirsi all’UCL nel 2007 come STFC Aurora e poi Royal Society URF Fellow.
È autore/coautore di oltre 200 articoli di ricerca e ha tenuto oltre 260 conferenze, seminari e conferenze pubbliche a livello internazionale.

COME SEGUIRE L’EVENTO

L’appuntamento sarà gratuito e sarà in diretta sulle due pagine ufficiali del Museo:

FACEBOOK – https://www.facebook.com/planetarioditorino

YOUTUBE – https://www.youtube.com/user/PlanetarioDiTorino

Sarà possibile porre domande all’ospite dell’evento tramite la chat di uno dei due social.

Al via la terza sessione della IV edizione di Polis Policy

E’  dedicata al tema del lavoro, tra WelfareState e Welfare Community

 

Al via la terza sessione della IV edizione dell’Accademia di Alta Formazione Polis Policy, dedicata in questo anno di pandemia al tema più  che mai attuale di “Ripartire dalla persona: solo il lavoro salverà l’Italia “.

La terza sessione si terrà sabato 20 marzo prossimo e sarà incentrata sulla tematica “Il lavoro tra Welfare State e Welfare Community”. Come sempre l’appuntamento si articolerà in una parte dal titolo ‘Vision’, che costituisce il dibattito vero e proprio,in cui interverranno Tito Boeri, Professore Ordinario di Economia all’Università Bocconi di Milano, e Anna Maria Poggi, Professoressa presso l’Università degli Studi di Torino e componente del Comitato Scientifico di Polis Policy. Dopo questa prima sezione, che si svilupperà dalle 11.15 alle 12.40, la seconda parte, denominata ‘Another Vision’, si protrarrà dalle 14.30 alle 16, e sarà come sempre contraddistinta da un nuovo intervento/dibattito, questa volta tenuto dall’economista  Stefano Zamagni, Presidente della Pontificia Accademia delle Scienze Sociali. In conclusione la sezione intitolata “Another vision”, cui prenderà parte don Andrea Bonsignori, educatore e autore del libro “Il coraggio di essere uguali”.

Polis Policy è un’Accademia di Alta Formazione, una scuola dedicata ai cittadini che desiderino impegnarsi nella “cosa pubblica”, fondata sull’assunto che, soltanto attraverso i valori dell’approfondimento e dell’analisi, si possa supportare la persona nello sviluppo di una consapevolezza, anche critica, oggi più che mai indispensabile, come parte della collettività e della società.

Mara Martellotta 

Informazioni

segreteria@difendiamoilfuturo.it

Tel 01119373401

Al Polo del ‘900 VentiTrenta, dedicata al tema futuro tra immaginazione e costruzione

ASPIRAZIONI, CAPACITÀ E PROGETTI PER CAMBIARE IL PROSSIMO DECENNIO

 

Nell’ambito di Dove portano i Venti, programma culturale 2021 Polo del ‘900,  al via la rassegna VentiTrenta dedicata al tema futuro, tra immaginazione e costruzione.

 

Primo appuntamento online Visioni 2040 e strategia 2025, martedì 16 marzo 2021, ore 17.30 canali web Polo del ‘900

 

 

Nel periodo di grande incertezza che viviamo è possibile immaginare il futuro?

Con il primo appuntamento di Dove portano i Venti, programma culturale 2021 del Polo del ‘900 e dei 22 Enti partner, si apre la rassegna VentiTrenta. Aspirazioni, visioni e progetti per cambiare il prossimo decennio che nel corso del 2021 propone talk, workshop e attività dedicate al tema del futuro e a metodi per immaginarlo e costruirlo, a medio e a lungo termine, a livello locale e globale, d’ispirazione alle azioni da cominciare a compiere oggi.

Si inizia con Visioni 2040 e strategia 2025, martedì 16 marzo, ore 17.30 in streaming sui canali del Polo del ‘900, tra risultati e riflessioni di un esercizio di immaginazione su scenari futuri nella Torino del 2040, condotto da un centinaio di cittadini attraverso metodi di foresight (metodi per esplorare futuri possibili, desiderabili, alternativi), nell’ambito del progetto Felicità Civica, in collaborazione con Associazione Nessuno/Lombroso16.

A raccontare l’evoluzione del progetto e i risultati: Alessandro Bollo, direttore Polo del ‘900; Alberto Robiati, direttore Forwardto; Alessandro Mercuri, presidente Associazione Nessuno; Claudio Marciano, Università di Torino; Stefano Di Polito, project manager Felicità civica; Matteo D’Ambrosio, direttore Istituto Gramsci; Rocco Scolozzi, Università di Trento e alcuni “attivisti” del Laboratorio permanente di felicità civica avviato nel 2021 al Lombroso16.

VentiTrenta. Aspirazioni, visioni e progetti per cambiare il prossimo decennio è realizzato dal Polo del ‘900 insieme agli esperti di FowardTo — Studi e competenze per scenari futuri e molti partner tra cui add editore, Dipartimento di Culture, Politica e Società dell’Università di Torino, Europe Direct Torino, Fondazione Brodolini, Fondazione Goria, ass. Nessuno/Lombroso16, HER – Human Ecosystems Relazioni, Associazione Generativa e CheFare – agenzia di trasformazione culturale

Prossimo appuntamento con VentiTrenta, 14 aprile ore 17.30 con Manifesto per il Futuro, esercizio tra utopie e distopie con sessanta giovani under 30. Tutti gli aggiornamenti a polodel900.it

Alberto Robiati, direttore di Fowardto: “Il futuro non è già scritto e deciso, ma aperto a diverse possibilità. Non è statico, ma dinamico: come dice Bruce Sterling il futuro non è un sostantivo, ma un verbo, e dobbiamo praticare la nostra capacità di ‘futurizzare’. Questo è il senso del progetto e della collaborazione tra Forwardto – Studi e competenze per scenari futuri e il Polo del ‘900: la necessità di attivare energie per generare scenari desiderabili e per diffondere competenze che ci rendano protagonisti dei nostri futuri possibili. Quindi dobbiamo trasformare la conoscenza, per esempio del passato, in consapevolezza delle implicazioni future; e dobbiamo capitalizzare le diverse esperienze maturate (es. studi e processi esplorativi) per allargare gli orizzonti di plausibilità, immaginando ciò che potrà essere e ciò che potremo fare. L’obiettivo è lavorare con quelli che possiamo auspicare diventino i ‘leader di domani’, allenando competenze prospettiche e strategiche, pronte a mettere in campo azioni per prepararci e anticipare, da una parte, e progettare e costruire percorsi e condizioni, dall’altra”.

Il Museo Nazionale del Risorgimento celebra il 160° dell’Unità d’Italia e presenta il nuovo logo

 Sarà proiettato sulla Mole Antonelliana il 15 e il 16 marzo. Per tutta la settimana, la facciata ottocentesca di Palazzo Carignano sarà illuminata con il tricolore della bandiera Italiana.

Sono passati 160 anni da quando a Torino, nell’aula provvisoria costruita nel cortile di Palazzo Carignano venne proclamato il Regno d’Italia. Una storia emozionante che il Museo Nazionale del Risorgimento racconta tutti i giorni. Giusto dunque celebrare questo anniversario anche nel momento difficile che si sta vivendo e che rende ancora più urgente la necessità di unità attorno ai valori costituzionali di partecipazione e di cittadinanza attiva.

Nasce da queste riflessioni OGGI È GIÀ STORIA! l’incontro in programma mercoledì 17 marzo 2021 alle ore 11, che a causa delle nuove restrizioni dovute all’emergenza sanitaria sarà proposto in diretta streaming dalla Camera del Parlamento Italiano. Vi prenderà parte in videocollegamento il Ministro della Cultura Dario Franceschini.
Sostenuto dal Consiglio regionale del Piemonte e dalla Città di Torino, l’evento vuole celebrare in particolare quell’Italia e quei cittadini che oggi come centosessanta anni fa sanno spendere la propria vita per una giusta causa. Persone che con il loro impegno e la loro azione sostengono il nostro Paese: i volontari e quanti operano nel terzo settore. Un mondo con cui anche le istituzioni culturali devono dialogare per la costruzione di un vero Welfare Culturale.
“Mai ricorrenza come quella del 17 marzo, giorno dell’Unità, pare più opportuna oggi – dichiara Mauro Caliendo, Presidente del Museo Nazionale del Risorgimento – Un anno di difficoltà che ha accomunato tutto il mondo e che ha dato esempi di altruismo emozionanti e di rinnovata capacità di lavoro comune senza distinzione di nazionalità, in cui il mondo del terzo settore ha ricoperto un ruolo fondamentale. Il “nostro” 17 marzo sarà anche questo. Una giornata di riflessione e di testimonianza del cammino nelle conquiste sociali e del volontariato con la voce di alcuni dei suoi protagonisti”.

“Una celebrazione che metterà al centro chi si dedica agli ultimi – sottolinea Ferruccio Martinotti, Direttore del Museo Nazionale del Risorgimento – Chi già ci conosce sa bene che questo ha rappresentato una delle cifre più significative del mio primo mandato museale; chi ancora non ci conosce prenderà contezza che il ruolo del Museo, parte attiva in costante dialogo con le diverse declinazioni della polis, proseguirà come e più di prima”.
“Seppur in un contesto storico del tutto differente, credo non sia azzardato mettere a raffronto l’età risorgimentale con i nostri giorni, segnati duramente dalla pandemia – afferma Stefano Allasia, Presidente del Consiglio regionale del Piemonte – Anche oggi abbiamo bisogno di speranze, di progetti e di unità di intenti per sconfiggere un nemico che si chiama covid, per favorire la rinascita del Paese. C’è davvero bisogno di un nuovo impulso che voglio definire anch’esso in certo qual modo “risorgimentale”, perché abbiamo la necessità di creare nuove opportunità di lavoro, aiutare chi ha più bisogno, ricostruire l’economia e dare nuovo slancio alle imprese”.
Per l’Assessora alla Cultura della Città di Torino Francesca Leon: “Una Nazione si raccoglie e riconosce nei suoi fondamenti storici e culturali, nei passaggi importanti che ne hanno costituito l’humus pulsante che ha permesso di coagulare pensieri divenuti azioni che hanno costruito quell’unità che, tuttora, rappresenta il necessario collante che soprattutto in questo momento difficile, va rafforzato con azioni che puntino ad uno sviluppo equo, sostenibile, in un quadro europeo. Una sfida che occorre perseguire perché il progresso sia a favore di tutte le cittadine e i cittadini. Questo anniversario ribadisce, una volta di più, la necessità di rafforzare il percorso avviatosi 160 anni fa, in una prospettiva sempre più inclusiva, che alimenti il senso di appartenenza e di coinvolgimento dell’intera cittadinanza”.
Dopo i saluti istituzionali, porteranno la loro testimonianza quattro protagonisti del mondo del volontariato torinese: Ernesto Olivero, Fondatore del Sermig, Suor Giuliana Galli, Presidente della Fondazione Mamre.
Ci saranno poi Barbara Spezini, Direttrice dell’Associazione Articolo 10 e Maria Chiara Guerra, Responsabile dei progetti Atelier Héritage e Next-Land, due realtà con le quali il Museo Nazionale del Risorgimento ha realizzato importanti sinergie, in coerenza con la scelta che ha compiuto da tempo: promuovere la cultura come strumento vero di inclusione.
Previsti gli interventi di Francesco Profumo, Presidente della Compagnia di San Paolo, e Giovanni Quaglia, Presidente della Fondazione CRT.
La riflessione sul tema della partecipazione e della cittadinanza attiva sarà affidata alla Professoressa Annamaria Poggi, docente di Diritto Costituzionale dell’Università di Torino. Le conclusioni saranno affidate al Ministro della Cultura Dario Franceschini.

L’incontro si chiuderà con il filmato degli allievi del Liceo Classico Musicale Cavour di Torino che in streaming eseguiranno “Il canto degli Italiani”. Interverrà l’attrice Elena Ruzza, dell’Associazione Terra Terra.
Si ringrazia il CCW-Cultural Welfare Centre per il supporto dato alla progettazione dell’evento.
A causa delle nuove restrizioni dovute all’emergenza sanitaria, l’incontro sarà trasmesso in diretta streaming sul sito ww.museorisorgimentotorino.it e sulla pagina Facebook @MuseoRisorgimentoTorino.

Il nuovo logo del museo, creato dagli studenti dello IED
In occasione delle celebrazioni per i 160 anni dell’Unità d’Italia il Museo Nazionale del Risorgimento si presenta con un nuovo logo e una nuova immagine, per dare un segnale forte di quanto i temi che hanno portato all’Unità nazionale siano tutt’oggi estremamente attuali. Un’identità rinnovata per cogliere le nuove sfide che oggi il Museo è chiamato ad affrontare: utilizzare gli strumenti che la Storia mette a disposizione per comprendere il passato e saper leggere il presente, misurandosi con uno scenario internazionale ed entrando in relazione con le generazioni più giovani attraverso linguaggi contemporanei.
Per questo motivo la progettazione del nuovo logo è stata affidata agli studenti dell’Istituto Europeo di Design, diventando oggetto delle tesi del corso Triennale in Graphic Design. Un progetto aperto e inclusivo, realizzato dai giovani designer con una visione capace di cogliere appieno il senso e la missione di un’istituzione come il Museo Nazionale del Risorgimento e proporne una lettura rinnovata e attuale.
“Mai come oggi è importante mettere il potere della creatività al servizio della comunità e riconoscere il ruolo delle professioni creative nel generare nuove idee e processi che contribuiscano alla valorizzazione del nostro patrimonio storico e culturale – dichiara Paola Zini, Direttore IED Torino – Questa importante collaborazione sottolinea l’impegno dell’Istituto Europeo di Design nel trasmettere una cultura del progetto che prepari i nostri studenti a essere interpreti della contemporaneità, capaci di coinvolgere un pubblico sempre più ampio nel racconto e nell’esperienza della nostra storia e tradizione”.

Grazie alla collaborazione con IREN il nuovo logo sarà proiettato sulla Mole Antonelliana nelle serate del 15 e 16 marzo e per tutta la settimana la facciata ottocentesca di Palazzo Carignano verrà illuminata con il tricolore della bandiera italiana.
“Siamo orgogliosi di essere al fianco del Museo Nazionale del Risorgimento per questa importante celebrazione, mettendo a disposizione il nostro know how nell’ambito dell’illuminazione artistica – afferma Renato Boero, Presidente IREN – Siamo fortemente convinti dell’importanza che la cultura riveste per i nostri territori nel creare una identità condivisa e nel valorizzare la bellezza che li caratterizza, a maggior ragione in un periodo molto difficile come quello che stiamo vivendo”.
Al logo si aggiunge la nuova campagna di comunicazione del Museo, a cura dell’agenzia Undesign, che attraverso manifesti e azioni digitali lancia un messaggio forte, con cui guardare al futuro facendo tesoro della nostra Storia: Risorgimento!

Giornata Internazionale dei Planetari – online. L’Universo in un clic

Domenica 14 Marzo 2021, dalle ore 15.00 alle ore 22.00 l’evento digitale organizzato da Infini.to

Domenica 14 marzo Infini.to – Planetario di Torino, Museo dell’Astronomia e dello Spazio vi aspetta online. Pianeti, stelle, buchi neri e altri oggetti celesti entreranno nelle case dei partecipanti attraverso gli schermi dei computer, dalle ore 15.00, grazie alla tecnologia del Planetario digitale che si trova all’interno del Museo.

Un appuntamento da non perdere, ricco di incontri per tutti e interamente live, pensato per passare un pomeriggio e una serata insieme e con l’obiettivo di raccogliere fondi per la realtà museale attualmente costretta alla chiusura a causa della difficile situazione sanitaria.

L’evento è organizzato in occasione della Giornata Internazionale dei Planetari, promossa dall’Associazione dei Planetari Italiani (PLANIt).

Il pomeriggio è rivolto alle famiglie, ma anche a tutti gli appassionati del cielo: si parte alle ore 15.00 con “Un viaggio fantastico tra stelle e animali del cielo” uno spettacolo del Planetario realizzato dallo Staff di Infini.to per bambini 3-7 anni, seguito da attività di laboratorio.

Alle ore 17.00 vi aspettiamo per accompagnarvi “Tra lune e pianeti del nostro Sistema Solare”, mentre prima di cena, alle ore 19.00, appuntamento per un “Aperitivo sotto le stelle”, una pausa stellare, con la musica giusta e il racconto del cielo di queste serate.

La giornata non finisce qui: dopo cena doppio appuntamento con “Il viaggio lo decidi tu”, alle ore 20.30 e, a seguire, saremo ospiti della pagina Passione Astronomia, insieme al presidente di PLANit Gianluca Ranzini.

COME PARTECIPARE

Sarà possibile pre-iscriversi agli eventi attraverso l’apposito FORM (non obbligatorio) inserito nella pagina dell’evento.

La partecipazione sarà totalmente gratuita, ma per chi vorrà donare è attiva l’apposita pagina del sito. Il nostro sogno è raccontare a tutti le meraviglie del cielo. Ci impegniamo ogni giorno per progettare e creare nuovi contenuti da vivere in Museo, in Planetario e con le attività del nostro canale digitale Infini.to@home. Se condividi la nostra passione per l’Astronomia puoi aiutarci con una donazione libera: clicca sul tasto e dona con PayPal o con carta di credito!

DOVE TROVARCI

Sarà possibile seguire gli interventi live e fare domande tramite chat sul profilo Youtube e Facebook del Planetario.

CREDITI IMMAGINE: Infini.to-Planetario di Torino e Evans&Sutherland

“Le reazioni da ipersensibilità ai vaccini”: incontro all’Accademia di Medicina

Venerdì 12 marzo alle 17.30, l’Accademia di Medicina di Torino organizza una seduta scientifica on line dal titolo “Le reazioni da ipersensibilità ai vaccini”.

Introduce l’incontro Umberto Dianzani, socio dell’Accademia di Medicina e Professore di Immunologia presso l’Università del Piemonte Orientale. Il relatore sarà Giovanni Rolla, Direttore del reparto di Allergologia e Immunologia clinica presso l’Ospedale Mauriziano a Torino.

Le vaccinazioni rappresentano il più efficace intervento di sanità pubblica, che ha ridotto significativamente mortalità e morbidità di molte malattie infettive. Raramente, con una frequenza stimata tra 1: 50000 a 1: 1000000 possono manifestarsi reazioni di ipersensibilità, la più temibile delle quali è l’anafilassi. La relazione all’ Accademia di Medicina tratterà i meccanismi alla base di queste reazioni, i relativi  fattori di rischio, solo in parte noti, e il modo di eseguire in sicurezza le vaccinazioni, con riferimento particolare alla recente vaccinazione anti Covid.

In ottemperanza alle disposizioni del DPCM relative alle misure di contenimento della pandemia, si potrà seguire l’incontro solo collegandosi al sito

www.accademiadimedicina.unito.it.

Samsung Innovation Camp: al via la nuova edizione

Presso il Dipartimento di Management, la Scuola di Scienze Umanistiche e il Dipartimento di Lingue e Letterature Straniere e Culture Moderne dell’Università degli Studi di Torino

 

Il progetto, sviluppato in collaborazione con Randstad, offrirà a tutti gli studenti e le studentesse una formazione completa in ambito digitale e la possibilità di cogliere nuove opportunità professionali

 

In totale dal 2017 sono 30.000 gli studenti e le studentesse che hanno partecipato all’iniziativa provenienti da 20 atenei in tutta Italia

 

Samsung Electronics Italia annuncia l’avvio della nuova edizione di Samsung Innovation Camp presso il Dipartimento di Management, la Scuola di Scienze Umanistiche e il Dipartimento di Lingue e Letterature Straniere e Culture Moderne dell’Università degli Studi di Torino. L’iniziativa, sviluppata in collaborazione con Randstad, agenzia internazionale specializzata in servizi HR, nasce con l’obiettivo di accompagnare gli studenti e le studentesse delle università italiane in un percorso formativo dedicato all’innovazione digitale, volto a offrire quelle competenze sempre più richieste dal mercato del lavoro e prepararli a costruire profili professionali del futuro.

 

Il programma, nato nel 2017 e giunto alla seconda edizione nel capoluogo piemontese, ha formato fino ad ora 30.000 studenti e studentesse provenienti da 20 atenei in tutta Italia. Quest’anno sarà incentrato non solo su nuove tecnologie e uso dei dati, ma avrà anche un focus sulla sostenibilità ambientale e in particolare sull’impatto positivo del digitale in percorsi di sviluppo sostenibile.

 

Innovation Camp è un vero e proprio corso di formazione che si integra con i percorsi universitari già avviati e che consentirà agli universitari partecipanti di sviluppare nuove competenze digitali ma anche manageriali e di marketing, particolarmente richieste dal mondo del lavoro attuale. Organizzato in più fasi, il corso prevede un primo modulo di 25 ore di formazione online aperto a tutti in Data Analysis, Sicurezza, Marketing e Comunicazione digitali, a cui seguiranno un webinar con esperti Samsung e Randstad, per conoscere più a fondo le nuove sfide affrontate dalle aziende attraverso casi studio reali.

 

Gli studenti e le studentesse che avranno conseguito i punteggi più alti al test avranno poi accesso alla seconda fase di formazione: una serie di workshop con professionisti di Samsung e Randstad, per scoprire come applicare con successo l’innovazione digitale ai modelli di business e conoscere i nuovi scenari del mercato e, infine, l’assegnazione di un project work, a cui gli studenti e le studentesse lavoreranno suddivisi in team di lavoro multidisciplinari, con l’obiettivo di avere un primo confronto diretto con il mondo dell’impresa. Il project work sarà assegnato con la collaborazione di due aziende del territorio, partner dell’iniziativa: Italdesign Giugiaro Spa, azienda torinese specializzata da oltre 50 anni nel design e progettazione automobilistica e di prodotti industriali, e L.M.A. s.r.l., che da più di 50 anni opera nell’ambito dell’aeronautica, civile e militare, e dell’aerospazio, fornendo a big player nazionali ed internazionali lavorazioni meccaniche di altissima precisione.

 

“Con Innovation Camp vogliamo contribuire a ridurre il cosiddetto skill mismatch ovvero il divario sempre più ampio tra le competenze richieste dal mercato del lavoro e quelle realmente disponibili. Il digitale infatti sta creando nuove professioni e nuovi profili che le aziende faticano a trovare sul mercato perché mancano le competenze adeguate. Fenomeno questo sempre più frequente nel nostro paese che sfavorisce l’occupazione e rallenta la crescita, quanto mai cruciale in questo momento storico” ha commentato Anastasia Buda, Corporate Social Responsibility Manager di Samsung Electronics Italia.

 

Siamo ben lieti di supportare e promuovere tra i nostri studenti e le nostre studentesse il progetto Innovation Camp, il quale mira a stimolare capacità creative ed imprenditoriali inespresse. Un progetto che punta alla formazione di nuovi talenti attraverso attività di gruppo e, soprattutto, multidisciplinari. Innovation Camp offre “una cassetta degli attrezzi” per confrontarsi, in modo concreto, con i temi del cambiamento e dell’innovazione legati allo sviluppo del digitale. La sfida sarà ambiziosa e permetterà ad ogni studente e ad ogni studentessa di testare le proprie competenze  e di allenare le proprie capacità imprenditoriali e manageriali attraverso una contaminazione incrociata tra il Dipartimento di Management, la Scuola di Scienze Umanistiche ed il Dipartimento di Lingue e Letterature Straniere e Culture Moderne dell’Università degli Studi di Torino” ha commentato Veronica Scuotto, Senior Researcher (RtD B), qualified as a Full Professor in Business Enterprise and Management; Fellow of the Higher Education Academy (FHEA) qualification, referente del progetto per il  Dipartimento di  Management, la Scuola di Scienze Umanistiche ed il Dipartimento di Lingue e Letterature Straniere e Culture Moderne dell’Università degli Studi di Torino.

 

Per partecipare, è possibile iscriversi direttamente sul sito Samsung: https://www.innovationcamp.it/iscriviti

Riccardo Muti sul podio dell’Orchestra e Coro del Teatro Regio

COSÌ FAN TUTTE: La regia è firmata da Chiara Muti

Streaming sul sito del Regio da giovedì 11 marzo 2021 ore 20

Giovedì 11 marzo alle ore 20 sul sito del Teatro Regio l’appuntamento in streaming è di quelli da non mancare: il Maestro Riccardo Muti dirige – per la prima volta – l’Orchestra e il Coro del Regio nel Così fan tutte, dramma giocoso di Wolfgang Amadeus Mozart. Chiara Muti firma la regia di questa coproduzione del 2018 tra il Teatro San Carlo di Napoli e la Wiener Staatsoper. Il sestetto tutto italiano dei protagonisti è composto da Eleonora Buratto (Fiordiligi), Paola Gardina (Dorabella), Alessandro Luongo (Guglielmo), Giovanni Sala (Ferrando), Francesca Di Sauro (Despina) e Marco Filippo Romano (Don Alfonso).
La produzione di Così fan tutte si avvale del contributo di Reale Mutua, Socio Fondatore del Teatro Regio: «Siamo lieti di sostenere anche quest’anno uno dei teatri più prestigiosi del panorama artistico e musicale internazionale, partecipando alla stagione operistica con il capolavoro Così fan tutte, diretto per la prima volta a Torino dal grande direttore d’orchestra Riccardo Muti, ha dichiarato Luigi Lana Presidente di Reale Mutua. La storia della musica italiana è la più lunga e importante al mondo e il Maestro Muti è un punto di riferimento per tutti coloro che hanno nel cuore la musica classica; ecco perché per Reale Mutua, Socio fondatore del Teatro Regio da anni, questo sostegno assume un significato particolare, soprattutto in un momento in cui la cultura è ingrediente fondamentale del processo di ripartenza».

Il Coro del Teatro Regio è istruito da Andrea Secchi. Le scene minimali, ma da “lanterna magica”, sono di Leila Fteita, i bellissimi costumi di gusto settecentesco di Alessandro Lai e le luci limpide di Vincent Longuemare. Maestro al fortepiano è Luisella Germano, assistente alla regia Tecla Gucci.
Riccardo Muti è, senza dubbio, uno dei più prestigiosi direttori d’orchestra al mondo. La sua brillante carriera, unita a una personalità magnetica, è fonte di fascino e ispirazione. «Sono sinceramente commossa che il Maestro Muti abbia accolto con entusiasmo il mio invito di venire a dirigere la nostra meravigliosa Orchestra e il nostro raffinatissimo Coro – afferma Rosanna Purchia Commissario straordinario del Teatro Regio – il mio lungo rapporto di stima e amicizia con il Maestro, rafforzato dalle nostre comuni origini partenopee, ha dato questo straordinario risultato. La presenza del Maestro, in un momento di tale difficoltà per il Teatro, è un segno importante, che dà a me e a tutti noi una forza straordinaria».

Per il Maestro Muti, quest’opera è «un universo misterioso e colmo di ambivalenze, proiettato verso una fine disincantata e cinica», che è la lettura professata da Don Alfonso: nessuno è immune dal tradire l’amato o l’amata e con questo occorre saper convivere. In totale sintonia con il sentire della regista, Chiara Muti che descrive Così fan tutte come «il dramma giocoso del disincanto. Amiamo veramente o per gioco? E che cos’è veramente l’amore se non una scelta di tempo e di luogo, un caso, un incontro? In quest’opera l’illusione è più reale della realtà stessa e la scena immaginata è come una lanterna magica fatta di specchi che riflettono ciò che siamo nell’immaginario di chi ci sta intorno. Così fan tutte è un’opera metafisica! Una riflessione profonda sull’essenza del nostro essere. Noi siamo attraverso lo sguardo degli altri».

Prima di apprendere quest’amara lezione filosofica ed esistenziale, i giovani Guglielmo e Ferrando, Fiordiligi e Dorabella vivono nella spensieratezza della loro età, ridendo e scherzando: proprio così ce li mostra la regista, con mano spigliata, in un’atmosfera da commedia con allusioni ai doppi sensi erotici del libretto. La musica trasforma in gioco scenico le trame, visto che il teatro di Chiara Muti nasce dalla musica e si snoda con naturalezza nella recitazione.

Con Così fan tutte, l’ultima opera buffa scritta da Mozart e andata in scena a Vienna nel 1790, si conclude la trilogia di opere italiane scritte su libretto di Lorenzo Da Ponte dopo Le nozze di Figaro (1786) e Don Giovanni (1787). Nel libretto, Da Ponte mette in scena la crudeltà dei rapporti tra i sessi e la pretesa maschile del dominio fisico ed esclusivo su una persona ma, per la prima volta nell’opera buffa, la fedeltà messa alla prova è quella di due dame della buona società. Nonostante l’originalità della vicenda, il librettista veneto si concede un fitto intreccio di citazioni che spaziano da Ovidio a Boccaccio, Ariosto, Marivaux e Goldoni.
La Napoli del ’700 fa da sfondo alle avventure di due giovani ufficiali, Guglielmo e Ferrando che, per provare la fedeltà delle rispettive fidanzate Fiordiligi e Dorabella, le corteggiano sotto mentite spoglie. Le avances hanno successo, ma ognuna si lascia conquistare dal fidanzato dell’altra. Il cinico Don Alfonso e la cameriera Despina, per amore della burla, organizzano un finto matrimonio, poco prima del quale viene svelato l’intrigo. Le ragazze chiederanno perdono e le due coppie, finalmente riconciliate, si ricomporranno.
Il cast pare “cucito” sulla musica e le intenzioni del compositore e indubbiamente si sposa all’idea registica. Eleonora Buratto, tra i soprani lirici più acclamati del mondo, inizia la sua carriera proprio con il Maestro Muti e ha al suo attivo collaborazioni con i più importanti direttori della scena internazionale, da Zubin Mehta a Teodor Currentzis, da Daniele Gatti a Michele Mariotti. Questa è la sua seconda prova nel ruolo di Fiordiligi, già sostenuta con gran successo al Teatro alla Scala lo scorso gennaio. Paola Gardina (Dorabella) è fra i mezzosoprani più talentuosi del panorama italiano e straniero. Ha calcato i palcoscenici dei più importanti teatri al mondo, dal Teatro alla Scala alla Bayerische Staatsoper, dalla Fenice al Teatro Real di Madrid. Del suo personaggio racconta: «Io e Dorabella siamo “amiche”, ormai in me c’è qualcosa di lei. È un personaggio frizzante, sbarazzino e fresco, una ragazza che racconta una storia di sentimenti che nei secoli si ripete immutata e sempre attuale». I due ufficiali Ferrando e Guglielmo sono interpretati rispettivamente da Giovanni Sala e Alessandro Luongo. Il primo colpisce per la voce e l’interpretazione appassionata, il calore, la sensibilità e lo slancio con cui delinea i personaggi. Proveniente da una famiglia di musicisti, la musica è stata per Giovanni Sala il primo respiro e oggi lo possiamo anche apprezzare nelle sue esibizioni con il Gruppo vocale Famiglia Sala. Alessandro Luongo, classe 1978, è fra i baritoni più promettenti della sua generazione: ha collaborato con prestigiosi direttori quali Riccardo Muti, Zubin Mehta, Fabio Luisi, Michele Mariotti, Seiji Ozawa, Bruno Campanella ed Evelino Pidò, e con registi come Pier Luigi Pizzi, Jean-Louis Grinda, Cristina Mazzavillani, Ruggero Cappuccio. Il giovanissimo mezzosoprano Francesca Di Sauro debutta il ruolo di Despina. Ha già al suo attivo collaborazioni con il Maestro Riccardo Muti e con artisti come Leo Nucci e registi come Emma Dante. Marco Filippo Romano è uno splendido Don Alfonso, tra i più amati baritoni buffi della scena internazionale, ed è un habitué del palcoscenico torinese, dove è stato interprete con grande successo ne L’italiana in AlgeriIl barbiere di SivigliaIl turco in ItaliaLa donna serpenteLa CenerentolaTurandot e Il matrimonio segreto.
Lasciamoci, dunque, sedurre da questo splendido Così fan tutte, che contiene la pagina mozartiana forse più sublime di tutte e cioè il terzetto “Soave sia il vento”: nulla cura l’anima più della musica di Mozart. Occasione da non perdere!

Lo streaming di Così fan tutte è gratuito e resterà disponibile on-demand fino al 30 settembre 2021.  Si ringrazia RMMUSIC (www.riccardomutimusic.com), società che detiene i diritti di registrazione e di immagine di Riccardo Muti.

Dall’11 marzo sarà disponibile sul sito del Teatro Regio la presentazione del libro fotografico Attraverso, di Chiara Muti e Silvia Lelli (edito da Seipersei nel 2020), in un video realizzato negli splendidi ambienti del Museo Storico di Reale Mutua. Uno sguardo sapiente della fotografa Silvia Lelli che racconta in immagini le regie d’opera di Chiara Muti, tra cui il Così fan tutte di Mozart.

Per ulteriori informazioni e per gli streaming: www.teatroregio.torino.it

Un ciclo di trasmissioni per raccontare la città che cambia

URBAN LAB ON AIR TRASMETTE CITTÀ

Un set televisivo per un nuovo ciclo di trasmissioni che racconta come sta cambiando la città.

Giovedì 11 marzo (ore 18) il primo appuntamento: spazio alla scuola

 

Urban Lab presenta Urban Lab On Air, un nuovo ciclo di appuntamenti trasmessi in diretta streaming e dedicati ai principali temi che le città stanno vivendo in questo periodo.

Un format agile, dal taglio televisivo, in cui al dibattito in diretta si alterneranno video, interviste e filmati animati.

Il primo incontro sarà dedicato a un tema attuale: gli spazi per la scuola.

Il progetto durerà tutto l’anno, parte in diretta dallo sede di Urban Lab e arriva nei quartieri per costruire con gli abitanti un racconto attuale della città.

“Spesso le piccole eccellenze di quartiere rischiano di essere disconnesse tra loro e dalla visione d’insieme della città – spiega il direttore Valentina Campana – l’obiettivo di Urban Lab On Air è metterle in relazione, cercando di valorizzarle. In questo momento complicato è importante per Urban Lab mantenere il contatto diretto con i cittadini, trovando nuovi modi dinamici per coinvolgerli sui temi che riguardano la città e invitandoli a intervenire durante il programma che trasmetteremo in diretta sui nostri canali facebook e youtube.”

Con questo progetto infatti si vuole tornare a raccontare il territorio, nonostante i rallentamenti dovuti all’emergenza pandemica. La fruizione a distanza di incontri e approfondimenti ci ha spinto a studiare in questi mesi un approccio maggiormente inclusivo, provando a realizzare un set televisivo, con l’inserimento di video interviste e contributi animati, per raggiungere un pubblico sempre più ampio.

La nuova sede di Urban Lab, inaugurata nell’ottobre scorso, si trasforma oggi in punto di riferimento dal quale trasmettere il programma.

I temi su cui saranno centrati i primi incontri saranno di attualità: dopo la scuola parleremo di verde, modi e spazi dell’abitare e luoghi per lo sport.

L’obiettivo della prima puntata di Urban Lab On Air è fare il punto sugli spazi per la scuola e sul loro rapporto con la città, raccogliendo testimonianze, individuando questioni aperte e buone pratiche.

Nello studio televisivo allestito all’interno di Urban Lab giovedì 11 marzo alle ore 18 parleremo quindi in diretta con Cristina Renzoni (urbanista, Politecnico di Milano), Mira Francesca Carello (dirigente scolastico, I.C. Regio Parco, Torino) e Pietro Villa (rappresentante degli studenti, Liceo Classico e Linguistico Gioberti, Torino).

Racconteremo anche Torino fa scuola con gli interventi di Francesco Profumo (presidente Compagnia di San Paolo) e Raffaella Valente (Fondazione Agnelli) e visitando le scuole Enrico Fermi e Giovanni Pascoli di Torino, e il progetto Riconnessioni con Lorenzo Benussi, Chief Innovation Officer di Fondazione per la Scuola. L’incontro sarà condotto da Dario Castelletti.

Urban Lab on Air sarà trasmesso in diretta streaming sulla pagina Facebook e il canale YouTube di Urban Lab (@urbanlabto); i cittadini potranno intervenire attraverso i commenti sui social.

Per info: ww.urbanlabtorino.it

A 82 anni dona un rene e salva il figlio. L’intervento alle Molinette

Trapianto di rene da vivente record

Un record. Una storia fatta di generosità e di amore. Mai nessuno prima aveva donato all’età di 82 anni un rene per salvare il proprio figlio.

L’11 marzo 2021 è la Giornata mondiale del rene ed in questa occasione ogni anno si accendono i riflettori sulle malattie renali e sulle tante persone che ne soffrono. Alcune di queste hanno completamente perso la funzione dei reni o la stanno per perdere. Questa è proprio la storia di un paziente che dopo lunghi anni di una glomerulonefrite in lento ma progressivo peggioramento è arrivato sulla soglia della dialisi. Ha 53 anni, una famiglia, una vita normale con un lavoro, ma le cose stavano per complicarsi. Era in lista per un trapianto di rene ma l’attesa poteva durare anni. Ma non si è fatto i conti con una delle più irriducibili forze in natura: l’amore di un genitore e la sua protezione verso i figli. Infatti il padre, determinatissimo, si propone per donare un rene al figlio. E’ una situazione in realtà ormai abituale in Italia. Ma in questa circostanza il padre ha 82 anni, e, nonostante la perfetta forma, è un’età che sicuramente induce più di una riflessione. In Italia è un’età record per un donatore. Un paio di telefonate tra nefrologi, ed il paziente con il padre, provenienti da un’altra regione del Nord Italia, vengono indirizzati a Torino all’ospedale Molinette della Città della Salute di Torino, al Centro trapianti renali con la più grande esperienza in Italia ed in particolare esperienza di trapianti renali “difficili”. Il professor Luigi Biancone (Direttore della Nefrologia e Responsabile del Programma di Trapianto di Rene dell’ospedale) e la sua équipe valutano attentamente la situazione e, in considerazione delle condizioni eccellenti del padre, danno avvio alle procedure di esami per verificare l’idoneità alla donazione ed al trapianto. Tempo un mese, padre e figlio vengono ricoverati in Nefrologia per la gestione nefrologica del trapianto, che viene rapidamente effettuato con l’équipe di chirurghi vascolari e urologi (dirette rispettivamente dal dottor Aldo Verri e dal professor Paolo Gontero) e con l’assistenza anestesiologica dell’équipe del dottor Roberto Balagna. L’intervento ed il post operatorio sono regolari e padre e figlio sono già a casa ed hanno ripreso la loro vita abituale.

Il meraviglioso dono del padre ha potuto concretizzarsi ed ha salvato il figlio dall’entrata in dialisi, nella piena salvaguardia di entrambi. In questo caso organizzazione ed esperienza hanno permesso di realizzare quello che amore e generosità fortemente desideravano.

Come dice il professor Biancone: “Il trapianto da donatore vivente negli ultimi anni è in crescita anche nel nostro Paese, nella direzione dei Paesi del nord Europa. L’esperienza aumenta conseguentemente. E nelle situazioni giudicate difficili conviene rivolgersi ai centri esperti per avere un parere. La tutela del donatore è il nostro primo pensiero e per questo viene sottoposto ad una serie di esami e valutazioni molto attente per permettergli di donare con minimi rischi. Per quanto riguarda l’età del donatore non vi è un limite, ma il dato anagrafico va rapportato con i dati clinici, morfologici e funzionali che possono segnalare un’età biologica più bassa.”