Cosa succede in città- Pagina 314

Teatro Stabile: da Shakespeare a Ibsen, da Pirandello a Brecht

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Presentata la stagione 2021 – 2022 del Teatro Stabile di Torino

 

Sarà “Casa di bambola” di Ibsen ad aprire al Carignano il 4 ottobre prossimo (repliche per l’intero mese) la nuova stagione del Teatro Stabile di Torino – Teatro Nazionale, regia e interpretazione di Filippo Dini con Deniz Özdogan nel ruolo di Nora, in una lettura curiosa nella sua novità, non legata soltanto al tema del femminismo e della rivolta familiare – ritroveremo il regista genovese tra marzo e aprile al Gobetti con “Ghiaccio” dell’inglese Bryony Lavery, un dramma pluripremiato, un thriller psicologico, un testo di rimorso, punizione e redenzione, un’opera che dolorosamente affronta un tema scabroso della società di oggi, come è quello della pedofilia.

Parole di grande ottimismo durante la conferenza stampa di presentazione di un calendario (“abbiamo debuttato con ‘Molto rumore per nulla’, ora facciamo molto rumore per qualcosa che funzione davvero”, “in questa Italia vincente il teatro è vincente”) che è presentato dai responsabili, presidente Vallarino Gancia e direttori Fonsatti e Binasco grande intrattenitore, nella sua completezza – da metà settembre a metà giugno -, che poggia sul tanto lavoro sui tanti mesi di chiusura dei teatri e ben oltre, sul rapporto di fiducia del pubblico, sul sostegno continuo della Regione, del Comune e degli Enti bancari maggiori. La riapertura vuol dire “primo amore” ovvero lo spettacolo dal vivo (l’icona annuale mostra due giovanissimi, un lui e una lei ancora ben distinti, sotto l’albero della valle dell’Eden in versione 2.0, con lui tra l’imbronciato e il sospettoso a mostrare nella mano sinistra una rossa mela, mentre lei guarda immobile in macchina incorniciata da una riccioluta chioma bionda), il ritorno a casa definitivo, le poltrone della sala forse a poco a poco tutte utilizzabili, il ritrovarsi e l’abbracciarsi, il tiepido accendersi di qualche discussione (antica costante ormai pressoché spenta). Il luminoso versante ottimistico accoglie in primo luogo le 7 nuove produzioni esecutive, le 5 coproduzioni, le 4 riprese e i 32 titoli ospiti (62 titoli suddivisi tra Carignano, Gobetti e Fonderie Limone), tra i quali s’attendono con curiosità e interesse l’applaudita prova di Kriszta Székely “Il cerchio di gesso del Caucaso”, il 19 gennaio alle Fonderie dal Katona di Budapest (la regista mise in scena da noi un moderno “Zio Vania” nel gennaio 2020 e la vedremo con una nuova produzione sempre per lo Stabile di casa nostra nell’autunno 2022), lo shakespeariano “Antonio e Cleopatra” firmato per il Teatro Nacional D. Maria II di Lisbona da Tiago Rodrigues (da pochi giorni nominato nuovo direttore del Festival di Avignone), ancora alle Fonderie il 27 marzo, e infine “Come tu mi vuoi” di Pirandello, dall’Odéon parigino al Carignano il 27 maggio, con la regia di Stéphane Braunsschweig.

Il direttore artistico Valerio Binasco, scommettendo anche sulle stagioni e sul loro sovvertimento, nel freddo (forse?) di fine anno inscenerà in un Carignano trasformato in un bosco fin dal foyer “Sogno di una notte di mezza estate”, testo a lungo inseguito, mentre tra maggio e giugno porterà alle Fonderie gli euripidei “Ifigenia” e “Oreste”, la vicenda che abbraccia due vittime, “un ideale percorso di indagine nel dolore dei figli, nella cupa solitudine della famiglia, nel peso delle responsabilità che innervano la storia del teatro”. Leonardo Lidi (la cui “Casa di Bernarda Alba” con Orietta Notari, Francesca Mazza e Francesca Bracchino inaugurerà il 14 settembre la stagione del Gobetti, dove era stata costretta a chiudere dopo un pugno di repliche causa pandemia) metterà in scena, avvicinandoci ai 400 anni dalla prima rappresentazione al Palais-Royal, “Il misantropo” di Molière, Fausto Paravidino ripescherà dagli impegni cancellati della scorsa stagione, con l’interpretazione di Rocco Papaleo (divenuto ormai torinese a tutti gli effetti), “Peachum. Un’opera da tre soldi), personale rivisitazione del testo brechtiano. Restando sempre in casa Stabile, il nome emergente di Emanuele Aldrovandi, “talentuoso drammaturgo”, con “L’estinzione della razza umana”, dove un virus trasforma le persone in tacchini, protagoniste due coppie divorate dalle loro contraddizioni; in ultimo, attesissimo, dopo il planetario successo di “Macbettu”, premio UBU come “migliore spettacolo dell’anno”, Alessandro Serra con “La tempesta”, ancora Shakespeare, uno spettacolo fatto intimamente di amore e di odio, di perdono umanamente abbracciato, di magia in cui è bello perdersi.

Ultima eccellente stazione. Tra le coproduzioni e le ospitalità cogliamo i mostri sacri Giulia Lazzarini e Anna Maria Guarnieri in “Arsenico e vecchi merletti”, Emma Dante, Antonio Latella con “Chi ha paura di Virginia Woolf” interpretato da Sonia Bergamasco e Vinicio Marchionni, Umberto Orsini e Franco Branciaroli, Gabriele Lavia (“Il berretto a sonaglia” al Carignano dal 22 marzo), “Moby Dick alla prova”, con Elio De Capitani regista e interprete, un progetto di Orson Welles che prese vita a New York nel 1955, lui chiaramente maestoso Achab, che prese anche la forma di un film mai completato. E ancora: Mario Martone (in video-collegamento, ha sperato “che i teatri, come le scuole, non chiudano mai più, neppure se dovesse tornare la zona rossa, sarebbe un danno gravissimo, dobbiamo evitarlo e dobbiamo stringerci tutti quanti assieme perché questo non accada”, applauditissimo dal pubblico presente, soprattutto dai tanti attori in sala che per mesi sono stati chiusi tra le mura di casa) che porterà “Il filo di mezzogiorno” di Goliarda Sapienza, eccentrica e controversa scrittrice a relazionare per autobiografia sul proprio percorso psicanalitico, Matthias Martelli alle prese a riverire (si spera anche con un briciolo di divertente humour) nel settecentesimo anniversario padre Dante “fra le fiamme e le stelle” sotto l’occhio attento di Emiliano Bronzino e soprattutto del divulgatore Alessandro Barbero, amabilmente votato alla leggerezza, “Museo Pasolini” di e con Ascanio Celestini, “Il silenzio grande” scritto da Maurizio De Giovanni con la regia di Alessandro Gassmann, Ottavia Piccolo e Paolo Pierobon con “Eichman. Dove inizia la notte”, testo di Stefano Massini, i due attori nei ruoli di Hannah Arendt e del boia incriminato, processato e condannato a morte per genocidio e crimini contro l’umanità nel 1962.

 

Elio Rabbione

 

 

Nelle immagini, Umberto Orsini, in scena con Franco Branciaroli, con “Pour un oui ou pour un non” di Nathalie Sarraute; Rocco Papaleo in “Peachum” di Fausto Paravidino (foto Tommaso Le Pera; Giulia Lazzarini e Anna Maria Guarnieri in “Arsenico e vecchi merletti” (foto Tommaso Le Pera); il pirandelliano “Comme tu me veux” dall’Odéon di Parigi (foto Simon Gosslin); “Il nodo” di Johanna Adams con Ambra Angiolini e Ludovica Modugno con la regia di Serena Senigaglia (foto Serena Serrani)

 

Lavori in Corto. Restiamo umani. I vincitori dell’ottava edizione

L’Associazione Museo Nazionale del Cinema annuncia  i vincitori dell’ottava edizione del concorso cinematografico nazionale Lavori in corto. Restiamo umani, dedicato a opere cinematografiche che ragionano sulle tematiche dei diritti umani.

Sono stati oltre cento i film di giovani autori under 35 da tutta Italia che si sono iscritti per concorrere all’assegnazione dei seguenti premi:

>il Primo Premio Armando Ceste con un valore di 1.000 Euro, offerto da Nova Coop, la cooperativa della grande distribuzione
>il Gran Premio della Giuria, dedicato quest’anno a Vittorio Arrigoni, con un valore di 600 Euro

>il Premio assegnato dalla Fondazione Montessori Italia al miglior film che tratterà i diritti dell’infanzia, con un valore di 600 Euro

La giuria di Lavori in Corto si è composta di: Presidente Stefano Francia di Celle, storico del cinema e Direttore del Torino Film Festival, Maria Elena Delia, amica e collaboratrice di Vittorio Arrigoni, a cui è dedicato il concorso quest’anno, in rappresentanza della Fondazione Vik Utopia Onlus, Marcella Filippa, Direttrice della Fondazione Vera Nocentini, Carmen Riccato, Direttrice del Disability Film Festival, Paola Ramello di Amnesty International Italia, Halah Mohammed Mohsen, giornalista e attivista per i diritti umani yemenita, Barbara Sassano, formatrice della Fondazione Montessori Italia e da Vittorio Canavese, socio dell’AMNC e consigliere nazionale dell’Associazione Italiana Formatori.

MENZIONI e PREMI di Lavori in Corto. Restiamo umani

>>MENZIONI LAVORI IN CORTO. RESTIAMO UMANI 2021

> Menzione eHabitat a Il muro bianco di Andrea Brusa e Marco Scotuzzi

La menzione di eHabitat per i corti a tema ambientale va a Il muro bianco di Andrea Brusa e Marco Scotuzzi. L’opera tratta di una tematica molto importante, purtroppo ancora attuale e che non va tralasciata. L’amianto è rappresentato come un nemico invisibile, attraverso la metafora dello spettro (gli errori) del passato che minacciano i bambini (il futuro) trasformando ciò che dovrebbe sostenere i propri sogni (gli adulti, la scuola, ma se vogliamo, il muro che sostiene i disegni) in qualcosa che in realtà li minaccia. Inoltre, Il muro bianco ha una perfezione di scrittura che passa dal reale al metaforico in maniera efficace, oltre che a un sapiente uso delle inquadrature senza sbavature o prolissità. Per noi della redazione di eHabitat si tratta di un corto che riesce a fotografare una realtà difficile senza cadere nello scontato o nel banale.

> Menzione Speciale a En Camino – Messico, machismo e nuvole di Cortese Fenucci e Vattese

La Giuria assegna una menzione speciale a En Camino – Messico, machismo e nuvole di Cortese Fenucci e Vattese con la seguente motivazione: riteniamo doveroso menzionare questo lavoro, anzitutto per la sua capacità di testimoniare efficacemente un atto di resistenza, delle donne di Città del Messico, offrendo al contempo, un sostenibile modello del modo in cui l’autorganizzazione di contesti urbani protetti autogestiti su base solidale, diventino strumento di consapevolezza del proprio essere persone con umani diritti attraverso la reciprocità del confronto e dello scambio.

> Menzione Speciale Umar di Francesco Cibati

La Giuria riconosce a Umar di Francesco Cibati, presentato in anteprima assoluta, una menzione speciale per il suo approccio potente e delicato nello stesso tempo, che ci offre uno sguardo sulla rotta balcanica, attraversata da tanti migranti in condizioni precarie e privi di tutele. Un corto che attraverso piccoli gesti di solidarietà, come il lavare i piedi a un migrante, gesto fortemente simbolico, o la cura degli oggetti personali, il cibo che unisce, la preghiera come identità e bisogno, ci racconta la storia di un giovane che dal Pakistan giunge a Trieste, e di altri come lui che cercano una casa, un luogo accogliente, libertà e tutela dei diritti fondamentali, che rendano la vita degna di essere vissuta.

>>PREMI LAVORI IN CORTO. RESTIAMO UMANI 2021

Premio della Fondazione Montessori Italia a Diciotto di Laura D’Angeli, Maria Colomer Canyelles e Dafne Lechuga Maroto

La Giuria ha deciso di assegnare il Premio della Fondazione Montessori Italia a Diciotto di Laura D’Angeli, Maria Colomer Canyelles e Dafne Lechuga Maroto per aver messo in luce il valore profondamente umano della Cura, qui esplicata quale ponte educativo tra l’infanzia e l’età adulta, e per aver narrato le sfumature complesse dell’essere accolti e dell’accogliere con rispetto e senza aspettative.

Gran Premio della Giuria Vittorio Arrigoni ad Assomoud – House of the resilient children di Francesca Zonars

Gran Premio della Giuria Vittorio Arrigoni ad Assomoud – House of the resilient children di Francesca Zonars presentato in anteprima assoluta a Lavori in Corto. La giuria ha ritenuto Assomoud un’opera capace di restituire, attraverso la storia straordinaria del progetto della “Casa dei Bambini Resistenti”, anche una fotografia equilibrata, lucida e onesta della drammatica situazione che i profughi palestinesi sono costretti a vivere da decenni. Grazie ad una minuziosa ricerca di materiale d’archivio, perfettamente integrato all’interno della narrazione del presente, Francesca Zonars è riuscita a mettere contemporaneamente in luce il dramma dei palestinesi, ma anche la grandezza di un’umanità capace non solo di resistere, ma anche di progettare e costruire.

Primo Premio Armando Ceste a Libertà di Savino Carbone

Primo Premio Armando Ceste a Libertà di Savino Carbone: Il documentario, con attenzione emotiva, narrativa e formale attraverso il diretto racconto dei protagonisti, ci presenta la speranza di trovare in Italia il rispetto per i diritti umani e le libertà fondamentali che sono negati nei loro paesi di origine e lancia una forte richiesta di responsabilizzazione nei confronti dei migranti.

Torino, dettagli da scoprire

La Parrocchia di Maria Regina della Pace, il Cottolengo e il Borgo medievale.

Nelle fotografie di Loredana Frisoli vengono messi in evidenza dettagli che forse non tutti avevano notato prima d’ora.

Terza edizione del concorso letterario e cinematografico che parla del carcere, LiberAzioni: “Vivere questo tempo”

Cosa ha significato vivere e convivere all’interno del carcere in tempo di emergenza sanitaria? E dopo cosa succede?

Questa la domanda da cui muove il terzo Concorso nazionale di scrittura di Liberazioni – festival delle arti dentro e fuori. Il tema del bando, aperto sia a detenuti di qualsiasi istituto penitenziario italiano, sia a persone in misura alternativa, deve essere svolto con narrazioni inedite in forma di racconto breve per ricordare passioni, paure, detti e non detti e come queste hanno cambiato i molteplici spazi e tempi della reclusione durante la pandemia.

Curato da Eta Beta Scs e dall’Associazione Sapereplurale “Vivere questo tempo” è il significativo titolo scelto per il Concorso nazionale di scrittura aperto sino al 27 agosto 2021. Termine ultimo per poter inviare i testi tramite mail o posta ordinaria a Eta Beta Scs.
Successivamente entro il 10 settembre verranno selezionati i 20 racconti finalisti, tra i quali due giurie, una composta da esperti e una da persone detenute presso la Casa Circondariale di Torino “Lorusso e Cutugno”, decreteranno il vincitore del Premio in denaro del valore di 1.000€ lordi.
LiberAzioni ha una doppia anima, locale e nazionale. Infatti se Torino, il quartiere Vallette e la Casa Circondariale “Lorusso e Cutugno”, rappresentano i luoghi dove si svolgerà, tra la fine di settembre e inizio ottobre 2021 un festival della creatività, ci sono anche due concorsi, uno di cinema e uno di scrittura, a carattere nazionale. Sono ammessi fino al 31 agosto al Concorso cinematografico , curato dal Museo Nazionale del cinema di Torino, i cortometraggi di finzione, documentari e film d’animazione realizzati da autori italiani o residenti sul territorio nazionale, senza limiti d’età che riflettano sui temi della reclusione, della pena, della libertà e la relazione dentro/fuori. (https://amnc.it/liberazioni-2021-aperti-i-bandi-cinema-e-scrittura/)
Come sempre e ancora di più quest’anno LiberAzioni, vuole rappresentare un’occasione per riflettere attorno al tema del carcere e della pena, stimolando una conoscenza e uno scambio tra chi in carcere c’è o lo vive, la società ed il territorio.
LiberAzioni è possibile grazie all’impegno di Associazione Museo Nazionale del Cinema ente capofila, Eta Beta SCS, Associazione Sapereplurale, Antigone Piemonte, con il sostegno di Fondazione CRT e Coop – Novacoop, in collaborazione con Ufficio Garante dei diritti delle persone private della libertà personale della Città di Torino e Direzione della Casa Circondariale Lorusso e Cutugno.

Link per Scaricare il Bando: https://www.lettera21.org/news/liberazioni-vivere-questo-tempo.html

Dal monumento di Theimer alla monumentalità egizia

VISIONI D’EGITTO

A cura di Generoso Urciuoli e Marta Berogno

Tutti i sabati e le domeniche alle 17.30 visita guidata con l’egittologo

Museo di Arti Decorative Accorsi-Ometto, Torino

Il mondo dell’arte ha sempre subito il fascino della terra dei faraoni, anche se, da un punto di vista scientifico, la conoscenza della cultura egizia è avvenuta solo nel XIX secolo con la decifrazione del geroglifico. Dall’epoca romana ad oggi la ripresa consapevole di forme, elementi, simboli e miti tratti dall’antico Egitto è stata una componente presente e costante in pittura, scultura e architettura.

Anche Ivan Theimer ha dimostrato un profondo interesse per la cultura egizia. Questa fascinazione, tradotta nei numerosi viaggi intrapresi in Egitto e nella prolifica produzione di obelischi, viene alimentata fin dagli anni Settanta, grazie alla visita del Museo Egizio di Torino e alla possibilità di consultare i taccuini originali di Jean François Champollion, il padre dell’egittologia che nel 1822 riuscì a decifrare la scrittura geroglifica degli antichi Egizi.

Visti i numerosi riferimenti culturali ed estetici di matrice egizia nelle opere dell’artista franco-ceco, si è pensato, quindi, a una visita con l’egittologo: Generoso Urciuoli e Marta Berogno hanno studiato un percorso all’interno della mostra IVAN THEIMER. SELVA SIMBOLICA (Museo di Arti Decorative Accorsi-Ometto, Torino │ Fino al 19 settembre 2021) che permetterà di fare uno scavo archeologico virtuale nella stratigrafia dei miti e dei simboli usando l’antico Egitto come elemento di lettura.

La mostra di Theimer diventa così il punto di partenza per un viaggio attraverso l’immortalità del simbolo secondo la visione egizia.

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QUANDO: tutti i sabati e le domeniche alle 17.30

COSTO: € 8,00 oltre al biglietto d’ingresso (se dovuto)

PRENOTAZIONE OBBLIGATORIA: t. 011 837 688 int. 3

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INFORMAZIONI PER IL PUBBLICO:

MUSEO ACCORSI-OMETTO

Via Po, 55 – Torino │T. 011 837 688 int. 3 | info@fondazioneaccorsi-ometto.it

www.fondazioneaccorsi-ometto.it

Cosa fare nei fine settimana a Torino: il quartiere Aurora

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Sei ancora in città? Hai già progettato cosa fare nel fine settimana a Torino? O invece sei alla ricerca di nuovi spunti?

Dopo aver esplorato le bellezze del Quadrilatero romano (di cui ti abbiamo parlato in questo articolo), cosa farai questa settimana che, come la scorsa, si prospetta soleggiata e asciutta? La proposta è di visitare Aurora, il quartiere che si estende oltre la Dora e poi verso nord, che si presenta come un gomitolo di strade e stradine immerse nel verde, punteggiate di bellissimi bar e ristoranti.

INDICE
  1. Cosa fare nel fine settimana a Torino: il Quartiere Aurora
  2. Cosa fare nel fine settimana a Torino: cosa visitare
      1. Nuvola Lavazza in Aurora a Torino
      2. Campus Luigi Einaudi
      3. E se non dovesse bastare…
  3. Cosa fare nel fine settimana a Torino: dove ristorarsi
  4. In conclusione ecco cosa fare in Aurora

Un milione e 200mila euro per controllare la stabilità degli alberi di Torino

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Nella seduta del 12 luglio 2021 del Consiglio Comunale di Torino, su richiesta del consigliere Damiano Carretto (M4O) l’assessore all’Ambiente Alberto Unia ha fornito comunicazioni in aula su interventi programmati e sicurezza del patrimonio arboreo cittadino.

Unia ha spiegato che i cambiamenti climatici hanno aumentato la frequenza di eventi meteo estremi, imprevedibili, con pioggia, grandine e vento violento. Ad esempio – ha aggiunto – nelle ultime tre settimane ci sono state tre allerte meteo.

La Città di Torino controlla e pota regolarmente i propri alberi e dal 2016 al 2020 – ha affermato – sono stati potati 40mila alberi: ciò non impedisce però la caduta di alberi, anche sani, in caso di eventi meteo avversi – ha dichiarato.

A breve partirà il nuovo appalto da 1,2 milioni di euro per i controlli triennali della stabilità degli alberi – ha detto – e continueranno gli sforzi per gestire e incrementare il patrimonio arboreo cittadino, mentre l’Agenda Alberi – ha concluso Unia – ritornerà in funzione a fine agosto per informare correttamente la cittadinanza.

Nel dibattito in aula, Damiano Carretto (M4O) ha ringraziato l’Amministrazione per il lavoro svolto e si è augurato che le informazioni sul patrimonio arboreo contenute nell’Agenda Alberi possano essere rese nuovamente disponibili il prima possibile. La questione sicurezza – ha affermato – va sempre messa al primo posto, finanziando controlli più approfonditi e azioni preventive di messa in sicurezza degli alberi a rischio caduta. Federico Mensio (M5S), oltre a elogiare gli Uffici tecnici comunali per l’abilità nella potatura, ha ribadito che è impossibile prevedere l’imprevedibile e che le azioni di abbattimento degli alberi sono necessarie per garantire la sicurezza della cittadinanza. Non tutti gli eventi sono prevedibili, secondo Raffaele Petrarulo (Forza Italia), ma se i casi di caduta di alberi si moltiplicano, occorre incrementare il piano del verde e della sicurezza.

Nella replica, l’assessora Unia ha specificato che, in attesa di ripristinare l’Agenda Alberi, le informazioni sul patrimonio arboreo vengono diffuse attraverso comunicati stampa.

Torino in un click: museo e hotel insieme

NUOVO ACCORDO TRA FEDERALBERGHI TORINO E FONDAZIONE TORINO MUSEI

Da oggi i turisti che visiteranno il sito della Fondazione Torino Musei https://www.fondazionetorinomusei.it/it/servizi-al-pubblico/organizza-il-tuo-viaggio potranno prenotare direttamente il loro hotel e beneficiare di servizi speciali.

Prosegue così la collaborazione tra l’associazione di categoria e la Fondazione che riunisce i musei civici della Città di Torino, la GAM – Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea, il MAO Museo d’Arte Orientale e Palazzo Madama – Museo d’Arte Antica, grazie alla quale sono attivi da anni sconti dedicati nei tre musei per i turisti che soggiornano nelle strutture associate a Federalberghi.

Utilizzando il widget realizzato da Federalberghi Torino, sarà possibile prenotare un soggiorno in una delle strutture ricettive associate che hanno aderito all’iniziativa e ottenere un upgrade della tipologia di camera e il late checkout alle ore 14.

Federalberghi Torino continua così il proprio impegno, attraverso la sinergia e il dialogo con enti che si occupano a vario titolo di cultura, arte, spettacolo al fine di rilanciare Torino come destinazione turistica dopo i difficili mesi segnati dalla pandemia, offrendo nuovi servizi ai turisti che verranno a visitare la città.

Grazie alla collaborazione che ormai da qualche anno abbiamo stretto con Fondazione Torino Musei possiamo oggi ampliare la gamma dei servizi messi a disposizione dei nostri clienti offrendo inoltre dei benefit come l’upgrade gratuito della camera e il late checkout – dichiara Fabio Borio, presidente di Federalberghi Torino – chiunque visiterà il sito di Fondazione Torino Musei per reperire informazioni sulle collezioni presenti alla GAM, al MAO e a Palazzo Madama o sulle mostre temporanee avrà, senza bisogno di condurre lunghe ricerche, la possibilità di scegliere direttamente il proprio hotel in pochi semplici clic. Prosegue così il nostro impegno per il rilancio della nostra destinazione e per la modernizzazione dei servizi offerti.

 

Elisabetta Rattalino, Segretario Generale Fondazione Torino Musei dichiara – È sempre più importante la collaborazione tra le istituzioni che ogni giorno lavorano per la promozione e la valorizzazione della nostra Città. In quest’ottica nasce il progetto “Torino in un click”, in collaborazione con Federalberghi Torino. Sempre attenti alle necessità dei nostri visitatori, aggiungiamo oggi un servizio importante per l’accoglienza dei turisti.

Grandi interpreti per I Concerti del Lingotto

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“Sarà una stagione di transizione ma con una qualità e un  livello degli interpreti  prestigioso”.

Con queste parole introduttive di grande fiducia e gioia, il presidente Giuseppe Proto e il direttore artistico Francesca Gentile Camerana, hanno presentato la  nuova stagione dei Concerti del Lingotto. La stagione prevede 6 appuntamenti da ottobre ad aprile 2022. I concerti inizieranno tutti alle 20.30. Si parte mercoledì 13 ottobre con Le Concert des Nations diretti da Jordi Savall. Eseguiranno la  “Pastorale” e la settima di Beethoven. Martedì 16 novembre alle 17.30 in Sala Berlino, il convegno  “Tutto su Vivaldi”. A seguire all’Auditorium  l’Accademia Bizantina diretta da Ottavio Dantone, eseguirà 8 concerti da l’estro armonico op.3 di Vivaldi. Giovedì 9 dicembre l’ensemble Zefiro  diretto da Alfredo Bernardini, (preceduto alle 18.30 in sala Madrid dalla conferenza introduttiva del direttore),  eseguirà tutti i sei concerti brandeburghesi di Bach. Martedì 8 febbraio la Gewandhausorchester Leipzig diretta da Andris Nelsons e con la violoncellista Sol Gabetta, eseguirà il concerto per violoncello e orchestra di Dvorak  e la Sinfonia n. 6 “Patetica” di Cajkovskij. Lunedì 21 marzo concerto  per il 50° compleanno dei 12 violoncellisti dei Berliner Philharmoniker. Suoneranno attorno a una torta preparata per loro posizionata sul palco. Mercoledì 27 aprile chiusura della Stagione con l’ Orchestre de Paris diretta da Esa-Pekka Salonen. Eseguiranno “Pavane pour une infante dèfunte” di Ravel. A seguire “Il Mandarino Meraviglioso” di Bèla Bartòk e in chiusura la “Symphonie fantastique” di Berlioz. Il concerto sarà introdotto alle 18.30 in Sala Madrid da Laura Cosso. Da segnalare anche i 6 concerti della sezione giovani in Sala 500 dal 5 ottobre al 12 aprile. Proseguirà “Scrivere musica dal vivo, il concorso di critica musicale rivolto alle scuole. Al Teatro Vittoria vi saranno gli (as)saggi musicali con i talenti della musica da camera.

 

Pier Luigi Fuggetta

Come parla un ritratto. Dipinti poco noti dalle collezioni reali

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Musei Reali, Galleria Sabauda – Spazio Scoperte, dall’8 luglio al 7 novembre 2021

 

Dall’8 luglio al 7 novembre i ritratti tornano protagonisti ai Musei Reali di Torino con la mostra Come parla un ritratto. Dipinti poco noti dalle collezioni reali, ospitata nello Spazio Scoperte della Galleria Sabauda. Nata nell’ambito di un progetto didattico-formativo avviato nel 2018 con il Dipartimento Studi Storici dell’Università degli Studi di Torino, l’esposizione si concentra sui temi della ritrattistica e sulla vivacità della cultura figurativa presso la corte sabaudaTra ripresa di modelli internazionali – da Tiziano a Clouet, da Van Dyck a Meytens – suggestioni e reinterpretazioni locali, la mostra propone una serie di ipotesi che meritano nuovi approfondimenti, sia sul piano iconografico che attributivo.

 

Articolata in quattro sezioni tematiche che sottolineano i diversi aspetti della ritrattistica sabauda ed europea (“L’immagine del potere”, “La corte femminile”, “Legami di famiglia. L’infanzia” e “Alleanze internazionali”), l’esposizione ripercorre tre secoli di storia, illustrando le strategie diplomatiche elaborate dalle corti, il valore dei ritratti femminili come omaggio al potere, le “istantanee” familiari inviate a corte per possibili alleanze matrimoniali e le immagini dei bambini, simbolo di una fanciullezza messa in mostra e nello stesso tempo negata.

 

La sequenza dei ritratti presi in esame mette in evidenza il ruolo che essi hanno svolto nella rappresentazione solenne e celebrativa del potere politico e militare, nella descrizione della ricchezza e del prestigio dei soggetti effigiati, ma anche l’illustrazione degli affetti, della fisicità e della sfera psicologica dei personaggi immortalati. Molti sono, infatti, gli elementi che guidano nella lettura di un’immagine: lo sguardo e l’espressione del volto permettono di vedere oltre le apparenze per catturare la personalità di coloro che sono raffigurati, portandone alla luce emozioni e inclinazioni, al di là della loro identità a volte ignota. Alla definizione della rappresentazione contribuiscono anche la posa, i gesti delle mani, lo spazio circostante, aspetti che di frequente rispondono a regole sociali rigidamente codificate. Un ruolo fondamentale è poi svolto dalle iscrizioni, dagli elementi araldici, dagli abiti e dai gioielli spesso carichi di significati simbolici. Gli ornamenti e le onorificenze che i personaggi indossano con orgoglio attestano il loro status sociale, il potere e la ricchezza raggiunti. Spesso nella composizione sono inseriti anche elementi che alludono alla funzione del ritratto e al suo significato, come alcuni animali evocativi delle virtù delle persone ritratte, indizi che non sempre si è in grado di interpretare. I ritratti, funzionali al cerimoniale degli antichi palazzi di corte e alla storia dinastica, possono recare alcune insidie, come manipolazioni subite nel corso del tempo con false iscrizioni per aggiornamenti iconografici, modifiche delle dimensioni o inserimenti in cornici successive o ancora problemi attributivi quasi insormontabili, di fronte alla rarità di opere documentate con le quali proporre confronti.

 

Questo tema così complesso e affascinante è stato affrontato da un gruppo di 40 studenti del Corso di Laurea magistrale in Storia dell’Arte, in dialogo con docenti, studiosi, conservatori e restauratori. L’obiettivo è stato quello di avvicinare gli studenti alle esigenze della conservazione, della ricerca e della valorizzazione, grazie alla messa in campo delle differenti competenze delle due importanti istituzioni culturali.

 

La mostra è visitabile dal martedì alla domenica dalle 9 alle 19  con il biglietto ordinario dei Musei Reali.