A Torino, indetto dalla casa editrice Gian Giacomo Della Porta
Per la prima volta si è tenuto a Torino il Premio di Poesia dedicato alla poetessa torinese Maria Luisa Spaziani, promosso dalla casa editrice Gian Giacomo Della Porta Editore. La giuria era presieduta dallo scrittore e poeta romano, che vive attualmente a Varese, Silvio Raffo. La cerimonia di Premiazione si è tenuta presso la Sala Conferenze dell’Istituto San Giuseppe, in via San Francesco da Paola 23.
Sono risultati vincitori per la “Sezione Opera Edita” Eva Villani, prima classificata, seguita da Anna Bani e Adriana Tasin. Per la “Sezione Opera Inedita” la prima classificata è risultata Tiziana Mainoli, seguita da Valeria Castagnini, seconda classificata, e Edith Dzeduszucka.
Per la Sezione Poesia Singola la prima classificata è stata Giovanna Panzolini, seguita da Anna Maria Gargiulo e Annalisa Rodeghiero.
Nell’ambito della “Sezione Opera Edita” la poetessa Eva Villani ha scritto la silloge intitolata “Affioramenti”; Anna Bani è l’autrice della silloge “Icaro o della giovinezza”; Adriana Tasin ha ricevuto il terzo Premio per la silloge “Il gesto è compiuto”. Nell’ambito della “Sezione Opera Inedita” ha ottenuto il primo premio la autrice varesina Tiziana Mainoli, in arte Edith Sara Levi, con la silloge “L’erranza”.
Per la “Sezione Poesia singola” ha ottenuto il primo Premio Giovanna Panzolini con la poesia intitolata “Fuoco di vita”; il secondo posto lo ha ottenuto Anna Maria Gargiulo con la poesia intitolata “Come il vento d’autunno”. Il terzo lo ha ricevuto Annalisa Rodeghiero con la poesia dal titolo “Come un bambino io porto la mia croce”.
La cerimonia, accanto alla premiazione degli autori delle opere vincitrici, ha ottenuto ampio consenso per la lectio magistralis tenuta dal poeta e scrittore Silvio Raffo, autore di libri di successo, tra cui il romanzo “La voce della pietra”, che è stato trasposto a Hollywood nel film omonimo, interpretato da Emilia Clarke e Remo Girone.
Maria Luisa Spaziani, più volte candidata al Premio Nobel, fu docente di Lingua e Letteratura francese all’Università di Messina, e fondatrice del Centro Internazionale Eugenio Montale, con il Premio intitolato al grande poeta ligure, insignito del Nobel per la letteratura nel 1975. Si può considerare una delle voci poetiche più significative del Novecento e, con la raccolta di poesie “Geometria del disordine”(1981), ha ottenuto il Premio Viareggio.
Il bando del prossimo Premio dedicato a Maria Luisa Spaziani verrà pubblicato nel gennaio 2023.
Mara Martellotta
Ad aprire il percorso é espositivo un imponente elefante bianco compostamente seduto davanti a un giovane monaco in preghiera con gli occhi fissi su un libro aperto, tenuto fra le mani. E’ l’“Omaggio a Colbert”, in polistirolo e resina, realizzato dallo scultore bresciano Stefano Bombardieri, al quale si deve l’onore e l’onere di fare da apripista – con un’opera simbolo di buon augurio e capacità di rimuovere eventuali ostacoli – alla rassegna di stupefacente godibilità sotto l’aspetto estetico, ma anche sotto quello di creativa e pervasiva (oltre ogni limite) narrazione, ospitata con il titolo di “Animali a corte” nei “Musei Reali” di Torino, con la curatela di Stefania Dassì e Carla Testore, fino al prossimo 16 ottobre. Venticinque le installazioni presentate a firma di sedici artisti italiani, in parte torinesi, sapientemente allocate fra il “Palazzo” e i “Giardini Reali”, la “Galleria Sabauda” e l’“Armeria”. Inserita all’interno del più ampio progetto “Vite sulla Terra”, iniziato a dicembre 2021 con l’esposizione “Animali dalla A alla Z. Una mostra dedicata ai bambini”, l’intento è quello di portare l’attenzione del pubblico di ogni età sulle molteplici forme di vita che abitano il Pianeta. E in particolare sugli animali. Il tutto a briglia sciolte. Con piena libertà di volo concessa ad abilità tecniche e a sfoghi d’immaginazione creativa da parte di artisti (di alto e altissimo livello) che, in tal senso, hanno sempre fatto ruotare i congegni e le più singolari “trovate” del loro lavoro. “La mostra intende premiare – spiega Enrica Pagella, direttrice dei “Musei Reali” – la creatività degli artisti che si sono formati e hanno iniziato la propria carriera in Italia, per arrivare fino alla fama internazionale, dando loro l’opportunità di mostrare il proprio lavoro in un contesto di prestigio e a una platea vasta e variegata, per avvicinare nuove fasce di pubblico all’ambito della creatività contemporanea, rimasta molto isolata negli ultimi due anni di pandemia”. Attenzione, dunque. Superato l’innocuo ostacolo del grande elefante bianco (già presentato da Bombardieri alla 52^ Biennale di Venezia) il percorso, una sorta di plastico bizzarro divertissement, vi proporrà, nella “Sala dei Corazzieri”, la scenetta degli “Struzzi” che ballano fra loro. A grandezza naturale e realizzati dal saluzzese Nicola Bolla, nientepopodimenoche con carte da gioco, cartapesta e metallo.
Intendasi ciò che si vuole. Il gioco è totalmente libero. Siete stanchi? Niente di meglio della “Panchina Alveare” in bronzo della romana Jessica Carroll, collocata nel “Boschetto del Giardino del Duca”. Nessuna paura. Le api di Jessica non pungono. A completare il tour per questo strano “zoo silenzioso e statico”, il varano di Michele Guaschino, bestiaccia che simbolicamente dilania “La verità che esce dal suo pozzo” quadro del francese fervente anti-impressionista Jean-Léon Gérome (1896), e il “Passo delle balene”” di Paolo Albertelli e Marigrazia Abbaldo, insieme ai “Bachi di Setola”di Pino Pascali e alle “ombre” della volpe e della lepre di Fabrizio Cornelli, accompagnate alla “Kimera” del torinese Diego Dutto e al “Cavalluccio marino” di Nazareno Biondo. Vedere per credere!

