Nell’ambito della SAA University & Wellness Sport and Business Campus, hanno vinto la prima edizione del Business Game Microlino e Alberto Marchetti. In campo vi erano dieci aziende, sessanta studenti e un’intelligenza artificiale. Uno storyboard che mostra la differenza tra il conducente, stressato a bordo del suo mega Suv, a causa della difficoltà nel traffico e a trovare parcheggio, contro la facilità con cui la Microlino elettrica riesce ovunque a superare le difficoltà del traffico cittadino. Le dimensioni contano. È questo il primo progetto del Best Creative Award della SAA University & Wellness, che si è tenuto lo scorso 29 febbraio presso il club Ronchiverdi di corso Moncalieri 466, attraverso la formula del business game ideata dalla SAA U&W. La creatività dei suoi giovani studenti, unita alla professionalità del general manager di Microlino, Michelangelo Liguori, e con il supporto dell’intelligenza artificiale, hanno generato un progetto vincente e innovativo, secondo le motivazioni espresse dalla giuria durante la cerimonia di premiazione, dello scorso 20 marzo, nella sede della SAA in via Ventimiglia 115.

“È sempre un vero piacere collaborare con l’Università e i ragazzi– spiega Michelangelo Liguori – Si tratta di menti fresche e sono contento di aver partecipato all’evento. Gli studenti hanno dimostrato rigore nell’affrontare il tema e risolvere la questione. Hanno interpretato molto bene la missione della lavoro di gruppo, facendo emergere un progetto ben fatto, e facendosi supportare in maniera corretta dall’intelligenza artificiale”.
Il team di Alberto Marchetti, storico maestro gelataio di Torino, si aggiudicato il Best Creative Award per la “tecnica perfetta” con cui è riuscito a realizzare il progetto di lancio sul mercato dei nocciolini di Chivasso firmati Marchetti, che a breve saranno messi in commercio.
“Mi sono molto divertito a lavorare con questi ragazzi – spiega Alberto Marchetti – su un progetto molto importante per me perché si tratta di un prodotto non an ora sul mercato, ma in procinto di esserlo. Ho trovato una squadra preparata e motivata”.
Entrambe le squadre hanno ottenuto un premio del valore di 600 euro l’uno. A tutti partecipanti è stato consegnati un “certificate”che ne attesta la partecipazione, e verrà consegnato il Digital Open Badge, di fondamentale importanza per il proprio curriculum. Il workshop ha avuto l’obiettivo principale di esplorare l’impatto dell’intelligenza artificiale generativa sul panorama tecnologico industriale, per fornire competenze teoriche e pratiche, rafforzando le competenze digitali e argomentative degli studenti, sviluppando le potenzialità di decision making, team working e time managing per la progettazione e la realizzazione di un progetto finale. A partecipare all’evento, oltre a Marchetti e Microlino, sono state le aziende Vergnano, Leone, Rai, Pignatelli, Rinascente, Martini, Laperla, In Estasi. A breve saranno comunicate le date del prossimo Business Game.
Mara Martellotta







E in America restiamo ancora con “WOUNDED KNEE Indiani alla riscossa”, con il racconto, attraverso gli scatti di Angelo Quattrocchi, di quel febbraio del 1973 quando circa 200 nativi americani (Oglala Sioux) della riserva di Wounded Knee – Sud Dakota (già occupata nel 1890) decisero di ribellarsi agli abusi e al non rispetto dei trattati da parte degli Stati Uniti. “Furono settanta giorni di guerra, in cui pochi guerrieri, con qualche vecchio fucile, combatterono contro mille agenti della FBI, la polizia Indiana (fatta di rinnegati), la CIA e i carri armati. Il grande momento (tutti i giornali del mondo ne parlarono) in cui gli indiani, il popolo più bello del mondo e il più oppresso, voltarono pagina e storia, buttandosi alla riscossa. E da allora combattono ancora contro l’uomo bianco, per essere liberi e per essere un popolo”. Parole scritte dallo stesso Quattrocchi nell’omonimo libro (ne ha scritti una ventina) seguito alla realizzazione delle foto: “Wounded Knee: indiani alla riscossa”(Golena Edizioni, 2012).

