[C.R.] Cecchi Point, la Casa del Quartiere di Borgo Aurora, è stato visitato ieri pomeriggio dalla IV commissione Servizi sociali. Guidati da Vincenzo Camarda e accompagnati dalle giovani responsabili della struttura, i consiglieri e consigliere hanno potuto effettuare una breve ma completa panoramica delle attività che si svolgono nell’ampio comprensorio situato al civico 17 di via Antonio Cecchi, nel cuore di un quartiere complesso e sotto molti aspetti problematico, il quale è tuttavia caratterizzato da un’intensa effervescenza associativa.
Al Cecchi Point, gestito dall’associazione di secondo livello “Il Campanile”, i residenti della zona trovano una molteplicità di servizi: dagli sportelli di ascolto e consulenza alla distribuzione gratuita di prodotti di prima necessità (una cinquantina i nuclei familiari in difficoltà che ne usufruiscono), da molteplici attività culturali e ricreative al servizio di assistenza psichiatrica per migranti, senza parlare dei laboratori di teatro, dello sport, delle Officine Creative dove esperti artigiani volontari aiutano chi vuole ripararsi la bici o fare qualche piccolo lavoro di falegnameria.
In questo periodo, poi Cecchi Point è anche centro estivo per bambini e adolescenti. All’arrivo della delegazione consiliare, gli spazi all’aperto erano affollati da una vivacissima campionatura del mondo, con giovanissimi utenti, italiani oppure di origine africana, esteuropea e asiatica. Le attività di educativa nei confronti di bambine, bambini e adolescenti, è stato spiegato nel corso dell’incontro, sono anche un modo per entrare in rapporto con i loro nuclei familiari e di verificarne eventuali situazioni di fragilità.
Gli spazi di via Cecchi 17 sono aperti a varie associazioni, con le rispettive attività. Tramite dei fondi ottenuti nell’ambito del PNRR verranno prossimamente allestiti nuovi spazi e servizi di comunità. (CittAgora’)

Sabato scorso ho partecipato insieme a Franco Pizzetti, Agostino Ghiglia, Mario Camisani Calzolari, Roberto Sarcinelli, con la sapiente moderazione di Alberto Culatina, ad un convegno su “Privacy e’ libertà” organizzato dall’Universita’ di Pavia. Pur con punti di vista diversi tutti i relatori hanno concordato sui pericoli che corre la libertà in assenza di una reale ( e forse oggi impossibile ) tutela della privacy che soprattutto internet rende molto problematica. Una società trasparente non concepisce la riservatezza e neppure uno iato tra vita pubblica e vita privata. I giornalisti alla T r a v a g l i o sono una delle cause maggiori della violazione della dignità della persona messa a repentaglio da chi divulga notizie magari talvolta senza tutte le verifiche del caso, distrugge prima di un processo l’immagine di chi apprende di un avviso di garanzia a suo carico dai giornali (come di recente è capitato ad un noto deputato del PD ) e usa intercettazioni che dovrebbero rispettare il segreto istruttorio. L’abuso delle intercettazioni, per non dire dei trojan, viola la stessa Costituzione e io mi auguro il Ministro Nordio vada avanti deciso nel realizzare la sua riforma liberale della Giustizia. Nel convegno l’avv. Sarcinelli ha ricordato il saggio di Orwell “1984“ uscito a puntate sul” Mondo “ di Pannunzio nel 1950. Esso fu preceduto da un intervento di Benedetto Croce sul “Mondo” dal titolo “La città del Dio ateo” uscito l’anno precedente in cui il filosofo della libertà metteva in evidenza come il totalitarismo staliniano era uno stravolgimento “più vasto e più forte della caduta della civiltà greco- romana“ . Croce fu tra i pochi a considerare “1984” la denuncia coraggiosa di un sistema oppressivo che negava la stessa dignità umana. Un qualcosa di simile aveva scritto Gustaw Herling in “Un mondo a parte “ in cui parlava dei gulag sovietici dove era stato prigioniero. Il libro “1984” non venne considerato dalla cultura italiana schierata a sinistra e Togliatti così si espresse con il suo solito linguaggio astioso che cozza vistosamente con la sua fama di raffinato intellettuale : “Il libro e’ una buffonata informe e noiosa, strumento di lotta che uno spione ha voluto aggiungere al suo arsenale anti comunista apparsa in una sedicente rivista liberale“. L’attacco togliattiano ad Orwel e al “Mondo“ ci dice molto sulle posizioni della sinistra di allora. Il fatto che la Privacy nella Costituzione sia prevista in modo esplicito solo per la corrispondenza e’ un elemento sufficiente per comprendere che i tempi non erano maturi, ma che anche molti costituenti non erano assolutamente sensibili ad un tema che in altri paesi era invece già ben presente. Un Togliatti, un Dossetti, forse anche un Moro non avevano nessuna sensibilità al tema. Il fatto che la tutela della privacy sia stata affidata inizialmente ad un giurista come Stefano R o d o t a’ che nella sua giovinezza scriveva sul “Mondo” e divenne deputato eletto dal PCI e fu il primo presidente del PDS non è stato certo un buon inizio: il suo giacobinismo illiberale era evidente, persino esibito con arroganza da una persona sicuramente colta che aveva smarrito per strada il liberalismo originario. Negli ultimi anni divenne la caricatura di se’ stesso e venne candidato alla presidenza della Repubblica dai grillini.