CRONACA- Pagina 332

Confronto sulle Comunità Energetiche Rinnovabili

Convegno  in sala Trasparenza sul presente e sul futuro delle comunità energetiche rinnovabili per fare il punto sul progetto promosso da Unioncamere Piemonte insieme a Regione Piemonte, Fondazione Piemonte Innova e RSE

 

 

Mattinata di confronto, visione e racconti al Grattacielo della Regione Piemonte, dove istituzioni, imprese e cittadini si sono ritrovati per parlare del futuro – già presente – delle Comunità Energetiche Rinnovabili (CER). L’evento, dal titolo “CER.Piemonte – Storie e futuro di energia condivisa”, ha fatto il punto sul progetto promosso da Unioncamere Piemonte insieme a Regione PiemonteFondazione Piemonte Innova e RSE, portando in primo piano casi di successo, modelli organizzativi e scenari possibili per una reale e sostenibile transizione energetica di imprese, istituzioni e territori.

I lavori, moderati da Francesco Antonioli, si sono aperti con i saluti dell’assessore regionale all’Ambiente ed Energia Matteo Marnati, di Roberto Strocco, responsabile Area progetti e sviluppo del territorio di Unioncamere Piemonte e del direttore Ambiente Energia Territorio di Regione Piemonte, Angelo Robotto.

«Quello di oggi è un ulteriore evento sul tema delle Comunità Energetiche Rinnovabili, una tematica al centro da tempo delle politiche regionali che da anni facciamo con Unioncamere, partner indispensabile – ha affermato l’assessore regionale all’Ambiente ed Energia Matteo Marnati – Oggi, più che mai, le comunità energetiche rappresentano una delle sfide chiave per il futuro del nostro territorio. In Piemonte abbiamo sempre guardato con estrema attenzione a questa tematica e siamo stati pionieri a livello nazionale, tanto da essere stati la prima Regione in Italia a dotarsi di una legge specifica. Il tema dell’energia è fondamentale e strategico per il raggiungimento dell’autonomia sotto il profilo energetico, un obiettivo sfidante che richiede di essere più coraggiosi. Noi stiamo mettendo in campo molte risorse puntando alla neutralità tecnologica»

«La transizione energetica è una realtà che richiede impegno collettivo. Le Comunità energetiche rinnovabili ne sono il fulcro, promuovendo un modello innovativo di produzione e consumo di energia condivisa – ha affermato Gian Paolo Cosciapresidente di Unioncamere Piemonte – Le CER democratizzano l’energia, garantiscono sostenibilità ambientale, generano risparmio economico e rafforzano la resilienza energetica locale. Unioncamere Piemonte, in collaborazione con la Regione Piemonte e con il supporto tecnico di Fondazione Piemonte Innova e RSE, ha voluto realizzare CER.Piemonte – Infodesk Imprese, un servizio dedicato alle micro, piccole e medie imprese con sede in Piemonte. L’obiettivo è supportare le aziende a comprendere vantaggi e opportunità, guidandole nella valutazione della possibilità di realizzare o aderire a una CER. Da questo servizio è stato istituito un tavolo di lavoro regionale con l’obiettivo di promuovere un confronto continuativo e strutturato tra i principali attori del territorio impegnati nei temi della sostenibilità ambientale, dell’innovazione tecnologica e dello sviluppo locale. L’evento odierno rappresenta un chiaro esempio dei risultati concreti che possono derivare da questo processo collaborativo e partecipato, testimoniando l’efficacia del lavoro svolto e la rilevanza del metodo adottato»

«Le Comunità Energetiche Rinnovabili sono al centro della strategia piemontese per una transizione energetica giusta e partecipata. Oltre al progetto CER.Piemonte, la Regione è attiva con il progetto RECROSSES, che supporta concretamente cittadini ed enti locali nella loro attivazione – ha sottolineato Angelo Robotto, direttore Ambiente Energia Territorio di Regione Piemonte – Accanto alle CER, la Regione agisce in modo integrato su più fronti: ad esempio con GASLESS e i finanziamenti del POR FESR promuove l’efficientamento del patrimonio pubblico, mentre con l’individuazione delle aree idonee accelera la diffusione delle rinnovabili nel rispetto del territorio. Un modello di governance multilivello che fa del Piemonte un laboratorio europeo per la decarbonizzazione locale»

Debora Cilio, ricercatrice di RSE, ha presentato la prima mappatura regionale delle CER attive e in fase di progettazione, evidenziando una crescita costante e una diffusione sempre più capillare sul territorio, anche grazie a un’azione di sistema territoriale davvero unica in cui il progetto CER.Piemonte rappresenta una chiara evidenza dell’impegno istituzionale e associativo.  Un Attivismo fruttuoso dimostrato dai numeri della mappatura sviluppata da RSE che identifica in Piemonte oltre un centinaio di progetti CER nelle diverse fasi di sviluppo, a fronte di 54 CER attive censite dal GSE. Numeri in continua crescita e che identificano la regione Piemonte come una delle regioni più dinamiche rispetto allo strumento CER e che, al contempo, dimostrano l’importanza di sostenere le iniziative nella fase di start up.

Al centro della mattinata, cinque buone prassi di CER già attive in Piemonte e che rappresentano i modelli di governance che si stanno evolvendo e che corrispondono alle sfide territoriali. Ogni realtà ha portato il proprio esempio di energia condivisa, mettendo in luce i benefici concreti – ambientali, economici e comunitari – di un modello che coinvolge cittadini, imprese e istituzioni nella produzione e messa a valore condiviso di energia da fonti rinnovabili.

Non è mancato lo sguardo verso il domani: la seconda tavola rotonda ha esplorato le prospettive future, con i contributi dei rappresentanti di alcuni dei componenti del tavolo di lavoro attivato dal progetto CER.Piemonte: API Torino, Compagnia di San Paolo, Confcooperative Piemonte Confindustria Piemonte, Environment Park, Legacoop Piemonte e Politecnico di Torino.

A chiudere l’incontro, l’intervento di Stefania CrottaDirettore Generale del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE), che ha sottolineato il ruolo chiave delle CER nel quadro della strategia nazionale ed europea.

«Le CER rappresentano un modello innovativo di cooperazione all’interno delle comunità che nel coinvolgere localmente i cittadini, le imprese e le istituzioni, li rende protagonisti del processo di transizione energetica, investendoli della possibilità di utilizzare la generazione e la condivisione di energia rinnovabile anche come contrasto alla povertà energetica – ha affermato Stefania Crotta, direttore generale del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica – L’impegno del Piemonte per garantire sostegno allo sviluppo delle CER è stato di ispirazione per il MASE nella ideazione del progetto RENOSS che coinvolge la rete nazionale delle Agenzie per l’Energia nella creazione, in coerenza con l’articolo 18 della nuova Direttiva sulla prestazione energetica nell’edilizia, di One Stop Shop, strutture inclusive di assistenza tecnica capillarmente presenti sul territorio nazionale per favorire l’accompagnamento nel processo di transizione energetica». 

 

L’evento si inserisce nel percorso del progetto CER Piemonte, che lavora per costruire un ecosistema regionale favorevole alla nascita e allo sviluppo di comunità energetiche, attraverso strumenti, accompagnamento tecnico e coordinamento tra stakeholder.

Un lavoro corale che coinvolge i principali stakeholder del territorio, tra cui Camera di commercio, enti finanziari, associazioni d’impresa, atenei, diocesi e ordini professionali che si sono riuniti oggi per condividere un momento di bilancio, certo, ma soprattutto uno sguardo al futuro, per un’energia più sostenibile e partecipata.

cs

Parlare bene del proprio lavoro: un atto di civiltà

“Perché Rear ne è l’esempio concreto”

Caro direttore,

in un’epoca in cui lamentarsi del proprio lavoro sembra quasi diventata la norma, parlare bene dell’azienda in cui si lavora rappresenta un gesto controcorrente. Ma, soprattutto, è un segnale di grande civiltà, educazione civica e rispetto per la comunità professionale di cui si fa parte.
Rear Società Cooperativa è un esempio virtuoso di come un’organizzazione possa meritarsi pienamente questo riconoscimento da parte dei propri collaboratori. Nata con una visione umana e solidale del lavoro, Rear ha saputo coniugare l’efficienza manageriale con un clima interno familiare, costruendo un ambiente di lavoro sano, rispettoso e orientato al bene comune.
Ciò che distingue Rear è la sua capacità di guardare al futuro senza mai perdere di vista il valore delle persone. Ogni scelta strategica è improntata ad una visione inclusiva, dove nessuno viene lasciato indietro. Questo si traduce in politiche aziendali attente ai bisogni dei lavoratori, formazione continua, valorizzazione del merito ed una concreta attenzione alla qualità della vita lavorativa.
Rear è molto più di una cooperativa: è una comunità di persone che lavorano insieme con passione, competenza e spirito di solidarietà. E raccontarlo con orgoglio non è solo legittimo, ma doveroso. Perché quando un’azienda funziona bene, quando si lavora in un clima positivo e costruttivo, è giusto dirlo. Non per retorica, ma per testimoniare che un altro modo di fare impresa è possibile. Rear lo dimostra ogni giorno.

Enzo Grassano

Feste di laurea Green. Plastic Free sostiene il Politecnico

 

Plastic Free Onlus esprime pieno sostegno all’iniziativa “Joyful Green Together!“, lanciata dal Politecnico di Torino in collaborazione con il Comune e Amiat | Gruppo Iren, per promuovere feste di laurea più rispettose dell’ambiente. Un progetto concreto che unisce gioia e responsabilità, puntando a ridurre l’impatto ambientale delle celebrazioni accademiche.

Ogni anno, migliaia di studenti festeggiano il traguardo della laurea riversandosi in piazze, cortili e spazi pubblici, spesso lasciando dietro di sé coriandoli, spray coloranti e rifiuti non biodegradabili. Con la nuova campagna, l’Ateneo torinese propone un decalogo di buone pratiche: bolle di sapone al posto dei coriandoli, decorazioni riutilizzabili, stoviglie compostabili, buffet a filiera corta e brindisi plastic-free.

Non possiamo che applaudire questa scelta di civiltà – dichiara Flavia Faccia, referente regionale di Plastic Free Onlus per il Piemonte –. Il Politecnico di Torino dimostra che si può festeggiare con gioia e intensità senza per forza sporcare, anzi: proprio i momenti più belli e simbolici della vita dovrebbero essere anche i più consapevoli“.

I primi riscontri sono incoraggianti. Nelle ultime sessioni di laurea si è registrata una diminuzione significativa di materiali non biodegradabili e un miglioramento tangibile nella pulizia degli spazi pubblici. Un segnale che le scelte intelligenti, se ben comunicate, possono diventare pratiche condivise.

Sostituire gesti inquinanti con piccoli riti sostenibili – continua Faccia – educa al rispetto del bene comune e rafforza il senso di appartenenza alla comunità. Non si tratta solo di estetica, ma di costruire una cultura della festa che sia in armonia con il nostro tempo e con le sfide ambientali che ci attendono“.

L’impegno per la sostenibilità non si esaurisce nella teoria. Solo nell’ultimo anno e mezzo, in Piemonte Plastic Free ha organizzato 133 eventi ambientali tra attività di pulizia del territorio, raccolte di mozziconi e passeggiate ecologiche, coinvolgendo 2.660 volontari. In totale, sono stati rimossi 75.276 kg di plastica e rifiuti. A queste azioni si aggiungono 71 sensibilizzazioni scolastiche, che hanno raggiunto 4.539 studenti, e 19 sensibilizzazioni cittadine, che hanno coinvolto 1.958 cittadini.

Festeggiare non deve significare inquinare – aggiunge Luca De Gaetano, fondatore e presidente di Plastic Free Onlus –. Al contrario, può diventare l’occasione perfetta per dimostrare che il cambiamento è possibile, senza rinunciare alla bellezza e alla gioia del momento. Anche la nostra associazione, da mesi, lavora a fianco delle Università della rete Plastic Free e, con la ripartenza dell’anno accademico a settembre, proporrà tra le prime iniziative proprio un progetto per rendere sostenibili i festeggiamenti di laurea“.

Plastic Free continuerà a monitorare e sostenere progetti che puntano alla riduzione dell’inquinamento da plastica e alla diffusione di buone pratiche ambientali, valorizzando il ruolo attivo di cittadini, istituzioni e università nella transizione ecologica.

Extinction Rebellion: “38°C a giugno: non è caldo è crisi climatica”

Questo pomeriggio Extinction Rebellion ha calato uno maxi striscione dal ponte Vittorio Emanuele I, con scritto “38°C a giugno: non è caldo è crisi climatica”, mentre alcune persone distribuivano dei ventagli lungo i Murazzi del Po.

Dicono gli attivisti: “Un’azione per denunciare la cecità della politica, di fronte alla dichiarazioni del ministro Schillaci: “Nessun aumento della mortalità per il caldo”. Mentre l’ondata di calore che ha attanagliato l’Europa nelle ultime settimane infrangeva nuovi terribili record e causava 2.300 morti in Europa, di cui oltre due terzi riconducibili al riscaldamento globale”.

Silvio Viale: “Nessuna foto di nudi sul mio pc”

Il ginecologo e consigliere comunale dei Radicali +Europa si difende dalle accuse di molestie rivoltegli da alcune pazienti . Viale era indagato dal 2023 quando le sue sette accusatrici  hanno detto di essere state vittima di un linguaggio offensivo da parte del medico. Viale inoltre  avrebbe scattato  foto alle loro parti intime e le donne sarebbero state oggetto di  palpeggiamenti durante le visite. Il ginecologo si difende: “Non c’è alcuna foto di nudo sul mio pc. Sono sempre stato corretto con le pazienti”.

Metro, avanti con la linea 1

Si è svolto ieri, presso il Grattacielo della Regione Piemonte, un incontro tecnico-istituzionale dedicato al completamento della Linea 1 della metropolitana di Torino, con particolare attenzione al prolungamento verso Cascine Vica.

 

All’incontro hanno partecipato, tra gli altri, l’On. Elena Maccanti, i sindaci di Collegno e Rivoli, Matteo Cavallone e Alessandro Errigo, il presidente di Infra.To Bernardino Chiaia, il direttore del Patto Territoriale della Zona Ovest Rocco Ballacchino e l’assessore regionale alle Infrastrutture strategiche e Logistica, Enrico Bussalino.

 

Nel corso della riunione è stata comunicata ufficialmente l’adozione del Dpcm che assegna 8,5 milioni di euro, risorse fondamentali per garantire il completamento dell’opera.

 

L’incontro ha segnato l’avvio di una fase di concertazione tra tecnici e amministratori locali per definire interventi concreti e funzionali al completamento del tracciato. Tra le priorità emerse, la realizzazione di opere di superficie nelle aree urbane adiacenti agli accessi della metropolitana, con particolare attenzione alla mobilità ciclabile e pedonale.

 

“La Linea 1 della metropolitana di Torino rappresenta un’infrastruttura strategica non solo per l’area metropolitana ma per tutto il Piemonte – dichiara l’assessore Bussalino -. Oggi, grazie alla formalizzazione di questi fondi da parte del Governo, facciamo un passo avanti concreto per superare le criticità legate all’aumento dei costi e per pianificare interventi che migliorino la qualità urbana intorno alle nuove stazioni. Tra le priorità condivise anche l’attenzione al completamento dei lavori a terra, per liberare finalmente le aree di cantiere davanti ad abitazioni ed esercizi commerciali.”

 

Il tavolo tornerà a riunirsi nel mese di ottobre, per deliberare in via definitiva le opere da finanziare con le risorse disponibili.

Strada Provinciale 23 Pragelato, verso la fine dei lavori

Entra nel vivo la stagione turistica in Val Chisone e volgono al termine i lavori finanziati con 2 milioni di fondi del PNRR sulla Strada Provinciale 23 nei pressi della frazione Duc di Pragelato. Si è trattato di un importante intervento di consolidamento del corpo stradale, che era stato interessato da movimenti franosi, in particolare in corrispondenza dei tornanti presenti nel tratto della SP 23 tra Pragelato e Sestriere Borgata.

Iniziati nell’aprile 2024, i lavori si sono sviluppati in tratto diffuso di circa 1,5 km e hanno comportato la realizzazione di opere strutturali di consolidamento della sede stradale, in particolare lungo la banchina di valle. A seconda delle criticità da affrontare, sono state realizzate paratìe di micropali o terre-armate, con la contestuale sostituzione delle barriere di protezione stradale fortemente ammalorate.

I lavori principali strutturali di consolidamento sono terminati il 30 giugno scorso e rimangono da completare i ripristini della pavimentazione stradale e altre opere minori, per le quali si prevede l’ultimazione entro il mese di luglio.

Nel mese di giugno sono inoltre iniziati lavori lungo un tratto di circa 800 metri della Provinciale 23 a partire dalla frazione Duc a Monte di Pragelato e lungo un tratto di circa 150 metri in corrispondenza dell’intersezione tra la SP 23 e la strada comunale che scende a Sestriere BorgataSi tratta di interventi di manutenzione straordinaria delle barriere stradali esistenti, con la nuova costruzione o il ripristino dei cordoli porta barrieraNei medesimi tratti è previsto il rifacimento della pavimentazione stradale. I lavori si protrarranno per 5 mesi e la spesa prevista è di 1.650.000 Euro.

Lunedì 14 luglio a Pragelato inizieranno inoltre le attività preliminari per l’allestimento del nuovo cantiere al km 84+940 della Provinciale 23 per la messa in sicurezza del ponticello ad arco in muratura sul rio Comberau, che attualmente rappresenta un punto di restringimento della strada. I lavori prevedono il prolungamento del ponte verso vallecon la realizzazione di una nuova porzione in cemento armato, collegata all’esistente. Sarà così possibile l’allargamento della sezione stradale, che al termine dei lavori sarà di 10,50 metri, comprensiva di due corsie e banchine laterali. La durata dei lavori prevista da cronoprogramma è di circa 4 mesi, con una spesa di 400.000 euro.

Monopattini: bisogna distinguere tra compagnie e privati

Caro direttore, a proposito dell’articolo sui monopattini a Torino pubblicato ieri specificate che i monopattini comandano solo se guidati da chi li ha acquistati e ha il monopattino privato. Le compagnie di Dott, Bird, Lime, ecc…mettono costanti limiti di velocità che ti fanno frenare rischiando di farti ammazzare. Che poi ci sia qualche cretino che li parcheggia male, non sa rispettare pedoni e automobilisti sono super d’accordo e da persona che usa spesso Dott li odia e li mando a stendere ogni volta. Solo magari evitate di fare tutta l’erba un fascio visto che come mezzo è molto utile per chi va a lavoro o università.  Non siamo tutti cretini, maleducati e incoscienti, smettetela di fare i Salviniani.

Alessia Privitera

 

Sul tram con 95 ovuli di cocaina nella bottiglia dello yogurt

Negli scorsi giorni, la Polizia di Stato ha tratto in arresto a Torino, in differenti contesti, 4 giovani gravemente indiziati di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti.

In particolare, personale della Squadra Mobile–Sezione “Falchi” ha notato 2 cittadini tunisini sospetti all’interno dei giardini Montanaro. Uno di essi, minorenne, veniva raggiunto da un soggetto a bordo di un monopattino per ricevere una busta. Gli operatori vedevano il giovane allontanarsi, poi, insieme ad un connazionale di 23 anni e fermarsi su una panchina dove, dopo aver aperto una scatola di scarpe, occultava all’interno un calzino. Gli investigatori fermavano poco dopo i due, rinvenendo all’interno del calzino 81 pastiglie di colore rosa, verosimilmente riconducibili a ecstasy altamente pericolosa.

Da altra attività di osservazione, veniva controllata un’autovettura sospetta parcheggiata nei pressi di piazza della Repubblica: a bordo vi era un cittadino marocchino di 34 anni che aveva nascosto, all’interno del bocchettone dell’aria condizionata dell’auto, sostanza stupefacente già suddivisa in dosi pronte allo smercio; inoltre, nel parasole veniva rinvenuto un bilancino di precisione. A carico dell’uomo veniva, infine, sequestrata la somma di 220 € suddivisa in banconote di piccolo taglio.

Un ulteriore arresto avveniva a bordo del tram Linea 4, ove veniva controllato un cittadino marocchino sospetto: l’uomo aveva con sè una bottiglietta di yogurt da bere, al cui interno erano occultati 95 involucri di cocaina. La perquisizione domiciliare del suo appartamento consentiva anche di rinvenire oltre diciottomila euro suddivisi in mazzette, nascoste in alcuni mobili, probabile provento dell’illecita attività di spaccio.

Nascondeva un machete nel furgone: donna denunciata

La Polizia di Stato ha denunciato a Torino una donna quarantunenne originaria della Bosnia-Erzegovina per detenzione abusiva di armi.

Durante un servizio congiunto con il personale della Polizia Locale, gli equipaggi si recavano in via Azzi angolo via Pragelato, a fronte della segnalazione di un veicolo sospetto occupato da alcuni soggetti di etnia ROM.

Sul posto gli agenti del Commissariato di P.S. San Paolo individuavano il veicolo segnalato e, dopo avervi fatto accesso all’interno, notavano un manico di gomma nascosto tra alcuni oggetti e vestiti, risultato poi essere un machete lungo circa 50 cm con punta e taglio affilati.

Nel corso del controllo sono state anche rinvenute e messe in sicurezza due bombole di gas che venivano indebitamente utilizzate per cucinare.

Infine, il furgone veniva sottoposto a fermo amministrativo e la donna sanzionata dal personale della Polizia Locale per cambio di destinazione ed uso dei veicoli e mancato possesso di documenti di circolazione.