“Manca un mese alle Olimpiadi, e dobbiamo lavorare affinché i Giochi Invernali, vent’anni dopo Torino, siano in montagne e paesi aperti, inclusivi per tutti e tutte – ha dichiarato Marco Bussone, presidente nazionale UNCEM – Cortina e il Cadore per tutte e tutti non chiuse. Vale per tutte le località che ospiteranno le discipline, in particolare per le comunità che vivono e operano nei territori in cui si svolgono le competizione. La montagna deve essere aperta e inclusiva. A due decenni dal 2006, sembra assopito un tema centrale, ovvero come le montagne stiano insieme alle città. Senza valli alpine, Milano non potrebbe ospitare le Olimpiadi invernali, ma pecca un po’ a non riconoscerlo. Serve un ragionamento culturale vero, alto e profondo, che arrivi in Parlamento, una spinta politica e istituzionale, affinché le città assopite nella loro crescita e nei loro problemi, superino le distrazioni verso le aree montane, e questo vale in Veneto come in Lombardia. Si parla poco di Giochi Olimpici invernali, ancora, ma a un mese dall’inizio non si parla dei legami tra i sistemi territoriali e i flussi. Si tratta di un bel problema. Nessuno neghi le sinergie, e trovi il modo per costruirle, operative e visionarie. La Francia, con Alpi 2030, ci sta lavorando da tempo, hanno già parlato delle Alpi, a differenza nostra”.
Mara Martellotta