CRONACA- Pagina 3

I collettivi universitari occupano Palazzo Nuovo

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I collettivi universitari di Torino oggi hanno occupato Palazzo Nuovo, sede delle facoltà umanistiche, dopo il presidio di ieri al Rettorato. L’azione è scattata al termine dell’assemblea delle 18, svoltasi negli stessi spazi, organizzata per protestare contro la decisione del Rettorato di chiudere l’edificio per due giorni, scelta che ha impedito lo svolgimento di un evento musicale contro lo sgombero di Askatasuna.

“La rettrice chiude, noi apriamo, Se l’università sceglie il controllo, noi scegliamo il conflitto. Palazzo nuovo è occupato!” dicono gli studenti.

L’occupazione arriva a meno di tre giorni dalla manifestazione nazionale indetta per il 31 del mese, anch’essa contro lo sgombero del centro sociale.

Dopo il diniego all’organizzazione dell’evento, i collettivi spiegano le proprie ragioni dichiarando: “È così che l’università smette di essere un luogo di sapere critico e diventa un dispositivo disciplinare. Un modello del genere ci preoccupa e ci sta stretto: vogliamo ristabilire con chiarezza che l’Università appartiene all3 student3 e a chi ci lavora”.

Arresto cardiaco in piscina a Rivarolo: 82enne salvato dai soccorsi

È stato colpito da un malore mentre stava nuotando in piscina, andando in arresto cardiaco: salvato in extremis dai soccorsi. È successo nel primo pomeriggio di oggi nella piscina comunale di via Trieste a Rivarolo Canavese, quando un 82enne si è sentito male. L’anziano è stato immediatamente soccorso dai bagnini, che hanno iniziato a rianimarlo e chiamato il 112.

Sul posto sono intervenuti subito i soccorsi del 118 Azienda Zero, facendo ripartire il cuore dell’uomo. Dalle manovre di soccorso, l’uomo è riuscito a riprendere conoscenza ed è stato portato in ambulanza all’ospedale di Ivrea. Le sue condizioni di salute sono buone, ma sarà necessaria una continua supervisione nelle ore successive.

VI.G

Piemonte sempre più competitivo

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“La fotografia che ci restituisce l’indagine di Confindustria Piemonte conferma con forza che l’internazionalizzazione è e deve continuare ad essere un pilastro strategico per la crescita del nostro sistema produttivo. Le imprese piemontesi, anche nei contesti più complessi, continuano a innovare, esportare e investire. Compito delle istituzioni è accompagnare questa capacità con strumenti efficaci e visione di lungo periodo”. Così l’assessore regionale al Bilancio, Attività produttive e Internazionalizzazione Andrea Tronzano commenta i risultati emersi dalla II Indagine sull’internazionalizzazione 2025 presentata oggi da Confindustria Piemonte.

Andrea Tronzano

 

“Sono numeri che evidenziano in modo netto – prosegue Tronzano – come oltre il 58% delle imprese abbia rapporti strutturati con l’estero: il 40% ha incrementato il fatturato export negli ultimi tre anni e cresce l’attenzione verso mercati ad alto potenziale quali Emirati, India, Canada, Giappone. A fronte di una competizione globale sempre più serrata, il Piemonte dimostra di avere imprese pronte e ambiziose”. L’assessore richiama le principali iniziative messe in campo dalla Regione. “Con il nuovo ciclo dei Progetti Integrati di Filiera 2026–2029 abbiamo stanziato 27,1 milioni di euro, il 40% in più rispetto al triennio precedente, e introdotto due nuove filiere chiave – Agritech e Microelettronica – per rispondere alla trasformazione tecnologica in atto. I PIF si confermano uno strumento solido, cresciuto in numeri e in efficacia, capace di generare oltre 8.000 occasioni di business solo nel biennio 2024–2025”.

Inoltre le missioni di sistema per la Regione sono un asset strategico. “Dopo il successo delle missioni in Michigan e all’Expo di Osakanel 2026 andremo in Canada, nelle Province di Ontario e Quebec. Si tratta di mercati dove il Piemonte può giocare un ruolo da protagonista. La collaborazione con Confindustria, Unioncamere, Ceipiemonte e il sistema universitario sarà decisiva per attrarre investimenti, promuovere le nostre eccellenze e aprire nuove relazioni di lungo periodo. Il Piemonte è pronto a raccogliere la sfida dell’internazionalizzazione. Lavoriamo perché sempre più imprese possano uscire dai confini regionali e portare nel mondo il valore delle nostre competenze, tecnologie e produzioni”, conclude Tronzano.

Falchera, presentato il nuovo complesso di social housing: 263 appartamenti pronti a fine anno

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È stato presentato ufficialmente oggi il cantiere di un complesso social housing in corso di costruzione nel quartiere Falchera. Il progetto prevede 263 nuovi alloggi dedicati alla locazione a canone convenzionato con la Città di Torino, per un investimento complessivo di circa 60 milioni di euro.

L’intervento offrirà nuove opportunità abitative come risposta concreta alla crescente difficoltà di famiglie e giovani coppie ad affrontare le richieste del mercato libero, favorendo, grazie alla gestione sociale, la nascita di una comunità inclusiva e attiva.

“Siamo davvero molto soddisfatti oggi – ha dichiarato il sindaco della Città di Torino Stefano Lo Russo nell’intervento di apertura dell’incontro – di veder prendere corpo un cantiere che rappresenta il completamento di un più ampio progetto di rigenerazione urbana del quartiere Falchera avviato oltre un decennio fa che, grazie alla positiva interlocuzione con gli investitori che condividono la visione di città che come amministrazione abbiamo in mente, si arricchisce ora di questo importante e concreto tassello. Dopo il recupero dell’area dei Laghetti, il miglioramento delle connessioni viarie e di trasporto pubblico, la riqualificazione di spazi pubblici, la riapertura dell’anagrafe, per Falchera arriverà un complesso di social housing con oltre 250 appartamenti. Un investimento importante che darà una risposta concreta al crescente bisogno di abitazioni in affitto ad un canone sostenibile, contribuendo nel contempo a popolare di giovani e famiglie un quartiere che, come molti altri in città, sta vedendo un progressivo invecchiamento della popolazione. Un progetto che dimostra come la leva del partenariato pubblico-privato rappresenti una leva strategica per lo sviluppo del territorio e che arriva in una stagione di trasformazione per Torino, con i numerosi cantieri del Pnrr e l’avvio della realizzazione della metro 2, contribuendo a disegnare la Torino di domani”.

L’appuntamento ha previsto due tavole rotonde. Alla prima, “Il partenariato pubblico – privato insieme per la rigenerazione urbana – Il modello Falchera”, ha preso parte l’assessore all’Urbanistica della Città Paolo Mazzoleni insieme ad Alberto Anfossi, aegretario generale della Fondazione Compagnia di San Paolo, Livio Cassoli, responsabile Fondo Investimenti per l’Abitare di CDP Real Asset sgr, Michele Mico, senior analyst Housing & Urban Regeneration Real Estate di Finint Investments, Loreto Cipriani, responsabile Business Unit Fondi Pubblici Sinloc.e Paolo Boleso, head of Residential & Social Infrastructure di Investire SGR.

“Questo progetto – ha sottolineato l’assessore Mazzoleni – è un modello virtuoso di collaborazione tra pubblico, privato e terzo settore ed è proprio guardando a questi modelli che abbiamo costruito parte del nostro nuovo piano regolatore generale”.

Alla seconda tavola rotonda, “Abitare Falchera – Un progetto sociale per costruire comunità”, ha invece preso parte l’assessore alle Politiche Sociali Jacopo Rosatelli insieme ai rappresentanti del Comitato Falchera, della Fondazione Housing Sociale, che ha curato il progetto sociale, dello Studio Picco Architetti per il concept progettuale, della Cooperativa di Vittorio e dell’impresa COGEFA, realizzatore dell’intervento.

“La conclusione dei lavori – ha spiegato l’assessore Rosatelli – è attesa per dicembre 2026, mentre l’avvio delle assegnazioni in locazione, affidato alla Cooperativa Edilizia Di Vittorio, che avrà anche il ruolo di gestore sociale, avverrà nel 2027, successivamente all’approvazione da parte della Città di Torino della convenzione sociale”.

L’iniziativa è promossa dal Fondo Abitare Sostenibile Piemonte, gestito da Investire SGR (Gruppo Banca Finnat) con la partecipazione di CDP Real Asset SGR, della Fondazione Compagnia di San Paolo e delle maggiori fondazioni di origine bancaria piemontesi – con un programma di investimento di oltre euro 150 milioni che ha permesso di realizzare sul territorio piemontese quasi 1.000 alloggi di social housing. L’iniziativa beneficia del sostegno del Fondo Piani Urbani Integrati (Fondo PUI), gestito dalla Banca europea per gli investimenti (BEI) e finanziato con risorse del PNRR. Il Gruppo Banca Finint e Sinloc – tra gli intermediari finanziari selezionati per l’attuazione del Fondo – hanno sostenuto il progetto con un finanziamento di 10 milioni di euro provenienti dal Fondo PUI stesso.

TorinoClick

Fucili e 3kg di hashish in cantina: anziana all’oscuro di tutto

Un fucile a pompa e uno con canne mozze, 50 cartucce e una cinquantina di panetti di hashish per un totale superiore ai 3 chili: tutto sequestrato in una cantina occupata illegalmente a Borgaro Torinese durante un controllo dei carabinieri della stazione di Caselle.

La proprietaria, un’anziana signora dell’appartamento sovrastante ora in casa di riposo, non sapeva nulla di quanto nascosto là sotto.
La perquisizione è scattata grazie a una segnalazione dell’Atc, ente gestore dell’immobile, e dei servizi sociali del Cis di Ciriè. Le indagini proseguono per chiarire l’origine del materiale illegale e identificare i veri detentori.

VI.G

Regione, al via il bando per il sistema museale

L’Assessore alla Cultura, Marina Chiarelli: “La Regione investe sui musei come presìdi culturali e motori di sviluppo dei territori”

La Regione Piemonte ha aperto il Bando per il finanziamento di progetti destinati al sostegno e alla valorizzazione del sistema museale piemontese per il biennio 2025–2026, nell’ambito dell’articolo 16 della legge regionale n. 11/2018. Con questo avviso, la Regione intende sostenere i musei con sede sul territorio piemontese attraverso interventi edilizi, di conservazione, di adeguamento e di allestimento, con l’obiettivo di rafforzarne la sostenibilità e favorire una maggiore integrazione con il territorio. Al centro del bando due prerequisiti fondamentali: accessibilità e sicurezza, sia del patrimonio conservato o musealizzato sia dei visitatori.

L’importo complessivo stanziato ammonta a 3.100.000 euro per il biennio 2025–2026, così ripartiti: 1.860.000 euro (60%) a favore di soggetti privati (associazioni, enti non lucrativi, ecc.); 1.240.000 euro (40%) a favore di soggetti pubblici.

Sono ammessi alla fase istruttoria i progetti che prevedono interventi edilizi e di conservazione, di adeguamento e allestimento dei musei, in un’ottica di rafforzamento del sistema museale piemontese e di valorizzazione diffusa del patrimonio culturale regionale.

«La cultura è una leva strategica di sviluppo e coesione sociale, e i musei ne sono uno dei pilastri fondamentali. Con questo bando la Regione Piemonte sceglie di investire in modo strutturale sul sistema museale, rafforzandone sicurezza, accessibilità e sostenibilità. Vogliamo un Piemonte in cui il patrimonio culturale non sia concentrato solo nei grandi poli, ma diventi una risorsa diffusa, capace di generare valore sui territori, nelle comunità e nelle aree più periferiche. È una scelta politica che guarda al futuro, alla qualità dell’offerta culturale e al diritto di tutti di accedere alla cultura».

Le domande potranno essere presentate a partire dalle ore 9.00 del 28 gennaio 2026 fino alle ore 12.00 del 27 febbraio 2026, esclusivamente tramite procedura informatizzata, compilando il modulo telematico disponibile sul portale regionale al seguente indirizzo:

https://servizi.regione.piemonte.it/catalogo/bandi-cultura-turismo-sport-finanziamenti-domande

Nella foto l’assessore Marina Chiarelli

Morta la donna colpita dal figlio con una pistola sparachiodi

Luciana Cat Berro, la donna di 65 anni ferita gravemente dal figlio di 40 anni con una pistola sparachiodi a Caselle e’ morta in ospedale. Paolo Ferri sarà ora accusato di omicidio e si è avvalso della facoltà di non rispondere. Il giudice ha convalidato l’arresto nel carcere Lorusso e Cutugno di Torino.

Acli, Arci e Forum del Terzo Settore: “Scuola tutelata dalla Costituzione”

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Dopo che, anche nelle scuole piemontesi, è arrivato il questionario, diffuso dai ragazzi di Azione studentesca – organizzazione parte della Gioventù nazionale, compagine giovanile di Fratelli d’Italia – attraverso il quale viene chiesto agli studenti di segnalare gli insegnanti ritenuti di sinistra nello loro scuole, Acli Piemonte, Arci PIemonte e Forum del Terzo Settore in Piemonte prendono posizione.

Mara Ardizio, presidente Acli Piemonte,  Gabriele Moroni, portavoce Forum del Terzo Settore in Piemonte e Andrea Polacchi, presidente Arci Piemonte: «Apprendiamo con sgomento che un’associazione politica studentesca starebbe diffondendo, anche nelle scuole piemontesi, volantini che invitano gli studenti a segnalare i professori “di sinistra” tramite una campagna denominata “La scuola è nostra” – dicono –  Questiniziativa intimidatoria riporta alla memoria fasi storiche lontane in cui la democrazia non si era ancora affermata nel nostro Paese, e la schedatura di oppositori politici e la redazione di liste di proscrizione facevano parte degli strumenti di oppressione del regime».
Ricordano la ricorrenza che segna questo 2026: «Nell’anno che ci porta alle celebrazioni degli 80 anni della nascita della Repubblica Italiana, rinnoviamo il nostro impegno per la difesa dei valori della Costituzione nata dalle lotte della Resistenza contro il nazifascismo, e ribadiamo che la Scuola è un bene comune che va difeso, come vanno difesi la democrazia, i diritti politici ed il sano diritto al dissenso».

Acli, Forum del Terzo Settore in Piemonte e Arci si schierano a fianco della scuola: «Azioni di questo tipo sono inaccettabili e vanno contrastate senza esitazioni, perché sono fuori dal perimetro dei valori democratici. Siamo e saremo sempre accanto a studenti, docenti, istituzioni e organizzazioni sindacali impegnati nella difesa di una scuola inclusiva e pluralista».

cs

Un arresto per l’accoltellamento in Barriera di Milano

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La Polizia di Stato, nell’ambito di un’indagine coordinata dalla locale Procura della Repubblica, ha eseguito un’ordinanza dispositiva della misura della custodia cautelare in carcere emessa dal Tribunale di Torino a carico di un cittadino marocchino di 24 anni gravemente indiziato di una rapina aggravata commessa nel capoluogo.

La vittima, avendo un debito di droga con un soggetto di cui sapeva riferire solo lo pseudonimo, nel corso della nottata dal 28 novembre scorso si incontrava con il suo creditore in via Scarlatti. In tale circostanza il ventiquattrenne, a seguito di una breve discussione e dopo aver appreso che la controparte non avrebbe onorato il debito; dapprima gli strappava dal collo una collana d’oro e, successivamente, lo aggrediva con un coltello, procurandogli delle ferite.

L’aggressore si dava alla fuga. Il ferito veniva soccorso da un passante e trasportato in codice rosso presso un ospedale cittadino.

L’attività d’indagine svolta dagli investigatori della Squadra Mobile, attraverso una pluralità di riscontri convergenti, consentiva in tempi celeri di giungere all’identificazione del responsabile. In particolare, l’analisi dei sistemi di video sorveglianza presenti nei pressi del luogo ove avveniva l’aggressione, corroborata dalla conoscenza dei soggetti pregiudicati abitualmente controllati nella zona ove era stato commesso il reato, permetteva di effettuare un confronto tra le effigi di quest’ultimi e le immagini acquisite, portando all’identificazione del soggetto.

Il provvedimento restrittivo in questione veniva notificato dal personale della Squadra Mobile presso la casa circondariale “Lorusso e Cutugno”, ove l’indagato si trovava già detenuto per altri motivi.

Via Monastir e via Candiolo: diventa definitiva l’area pedonale

 

Diventa definitiva l’area pedonale nel tratto di via Monastir interno 17 e via Candiolo interno 34, in Circoscrizione 2, dopo la sperimentazione avviata nel 2025. La misura è stata approvata dalla Giunta comunale su proposta dell’assessora alla Mobilità Chiara Foglietta.

La decisione arriva al termine di una fase sperimentale che non ha evidenziato criticità e che ha ottenuto il parere favorevole della Circoscrizione 2 e del Corpo di Polizia Municipale. La proposta di pedonalizzazione era stata avanzata da un gruppo di residenti ed è stata accolta dall’Amministrazione nell’ambito del programma di progressiva pedonalizzazione di strade e spazi urbani anche di dimensioni ridotte.

I due tratti interessati sono marginali rispetto alla viabilità principale e destinati esclusivamente all’accesso alle proprietà che vi si affacciano. In prossimità dell’intersezione tra le due vie si trova inoltre l’ingresso della scuola dell’infanzia “La Giostra”, dove negli orari di entrata e uscita dei bambini erano state segnalate alcune criticità legate alla sicurezza.

Con l’istituzione definitiva dell’area pedonale, la circolazione veicolare e la sosta sono interdette 24 ore su 24, tutti i giorni, festivi compresi, salvo i veicoli autorizzati, nel rispetto delle disposizioni previste dal Codice della Strada. Restano ammessi i mezzi di emergenza, i velocipedi e i veicoli al servizio di persone con limitate o impedite capacità motorie.

L’intervento si inserisce nelle politiche della Città di Torino orientate a migliorare la sicurezza, la qualità dello spazio pubblico e la vivibilità dei quartieri, con particolare attenzione alle aree frequentate da bambini e famiglie.

TorinoClick