CRONACA- Pagina 295

Salute: Twist – Dai un giro alla tua vita

La strategia dell’Asl TO3 contro la sindrome metabolica

«È stata un’esperienza molto importante, in cui ho imparato nozioni nuove sulla mia salute e ho capito perché avrei dovuto cambiare abitudini alimentari e fare delle camminate tutti i giorni. Ho imparato nuove ricette per cucinare sano e adesso vedo le cose in modo più positivo…».

«Io abito a Pomaretto e posso dire che il percorso Twist ha funzionato per me, è stato uno stimolo per migliorarmi, ho aumentato le uscite a piedi, allungando i percorsi e ho ridotto l’uso dell’auto».

«Il percorso intrapreso nel progetto Twist a Grugliasco, nella sede della Promozione della Salute, è stato interessante e utile, perché crea una presa di coscienza sulla condizione psico-fisica e fornisce una giusta e importante motivazione per reagire e migliorare lo stile di vita e la salute in modo cosciente e sostenibile».

Queste sono le testimonianze di alcuni dei primi trenta cittadini che hanno partecipato alla fase sperimentale del progetto Twist, avviato dall’Azienda Sanitaria Torino 3 di Collegno e Pinerolo su tre Comuni (Grugliasco, Pianezza e Pinasca) e che sta per essere esteso a tutto il territorio, a partire dalle nuove Case di Comunità.

«Lavorare sul rischio di ammalarsi, anziché sulla malattia – racconta Alda Cosola, responsabile della Promozione della Salute dell’Asl TO3 – è il presupposto teorico del progetto. L’obiettivo è quello di ridurre l’incidenza della sindrome metabolica, una condizione complessa, caratterizzata da alcuni fattori di rischio come ipertensione, sovrappeso, vita sedentaria. La sindrome, che colpisce circa il 20-25% della popolazione adulta, aumenta la probabilità di insorgenza di problemi cardiaci, ictus e disturbi vascolari. Riducendo i fattori di rischio è possibile rallentare e posticipare l’insorgenza della patologia, portando benefici al paziente e ricadute positive sui costi dell’assistenza».

Il progetto agisce con il coinvolgimento del territorio, a cominciare dai medici di medicina generale. L’equipe è multidiscliplinare e comprende non soltanto figure sanitarie: infatti a farne parte ci sono medici, infermieri, educatori, psicologi, cuochi, dietisti. I Medici di Medicina Generale rivestono un ruolo fondamentale, poiché è loro il compito di ingaggiare i cittadini che rientrano nel target individuato dall’equipe: persone tra i 50 e i 65 anni con sindrome metabolica e condizioni di svantaggio sociale (basso titolo di studio, contesto socio-economico sfavorevole).

Il medico indirizza il cittadino al servizio di Promozione della Salute Asl TO3, che, attraverso un colloquio motivazionale, seleziona i candidati e li organizza in piccoli gruppi, con un minimo di 8 e un massimo di 12 persone. Ogni gruppo è affiancato da un facilitatore, formato dalla stessa Promozione della Salute. «Si tratta di operatori sanitari che – spiega ancora Cosola – hanno seguito un percorso di addestramento specifico, ma il progetto prevede anche una formazione “laica” aperta a tutti i cittadini interessati».

Il facilitatore non istruisce, ma accompagna attraverso l’esperienza, che può riguardare attività fisica, approccio al pensiero positivo, gestione dello stress, sonno, alimentazione. Il progetto prevede anche l’affiancamento di un cuoco professionista, con cui sperimentare la spesa, la preparazione, la cottura e la messa in tavola di piatti sani.

A fine percorso, che ha una durata di circa due mesi, ai partecipanti viene proposta l’attivazione di un Gruppo di Auto Mutuo Aiuto, altra specificità dell’Asl TO3, cioè gruppi di persone che condividono la stessa problematica e che seguono la metodologia, appunto, dell’auto mutuo aiuto: reciprocità, condivisione e partecipazione attiva delle persone nel mantenere il proprio benessere.

Il progetto ha anche un’edizione, prima sperimentale ed ora confermata, dedicata ai dipendenti, che vengono reclutati tramite il Medico Competente aziendale.

Il progetto “Twist – dai un giro alla tua vita” ha vinto a dicembre scorso il primo premio degli Innovation Awards Asl TO3 2024, un riconoscimento interno all’Azienda Sanitaria, volto a promuovere idee progettuali di sviluppo e innovazione.

Giovanni La Valle, Direttore Generale Asl TO3: «I buoni risultati della fase sperimentale ci hanno indotto a proseguire e ad ampliare il progetto su tutto il territorio dell’Asl TO3, partendo dalle nuove Case di Comunità, che abbiamo già attivato e via via apriremo. Anche attraverso questo progetto, le Case di Comunità entrano nel vivo del loro ruolo, valorizzando una delle loro funzioni principali che è quella della promozione della salute».

«Con Twist – sottolinea Federico Riboldi, Assessore alla Sanità della Regione Piemonte l’Asl TO3 è riuscita a unire in un unico progetto multidisciplinarietà e servizi territoriali all’interno delle Case di Comunità che, lo ricordo, per la sola Asl TO3 vedranno un investimento di quasi 18 milioni di euro per la loro realizzazione. Un plauso, quindi, alla direzione e a tutti gli operatori dell’Azienda Sanitaria che non solo hanno proposto questo interessante progetto di prevenzione, ma lo renderanno stabile su tutto il territorio».

Nella foto parte dell’equipe Twist Asl TO3 (da sx): Roberta Franzin, Domenica Zarbo e Rossella Sappè

Confagricoltura: “Soppresse le aree inidonee al fotovoltaico”

 

Occorrono subito norme chiare per le energie rinnovabili e la tutela delle produzioni di pregio

 

 

Dopo la sentenza del Consiglio di Stato che, di fatto, apre alla possibilità di realizzare impianti fotovoltaici a terra anche in aree agricole di elevato interesse agronomico, le produzioni di eccellenza della nostra regione potrebbero essere a rischio.

 

Il 14 luglio scorso, con la sentenza n. 6160/2025, il Consiglio di Stato ha soppresso gli articoli delle due delibere della Regione Piemonte che vietavano la collocazione di impianti fotovoltaici nelle aree agricole di elevato interesse agronomico (areali individuati dai disciplinari delle produzioni agricole D.O.P., I.G.P., D.O.C., D.O.C.G. e terreni agricoli ricadenti nella prima e seconda classe di capacità d’uso del suolo). Questo provvedimento, insieme a quello del Tar del Lazio, che in parte annulla il decreto interministeriale che disciplina l’individuazione delle superfici e aree idonee per l’installazione di impianti a fonti rinnovabili, crea un vuoto normativo in cui potrebbero più facilmente inserirsi speculazioni dannose per le produzioni agricole, ma anche per gli agricoltori stessi che volessero diversificare le attività aziendali con l’introduzione del fotovoltaico.

 

La produzione di energia sta diventando un elemento sempre più importante nell’economia delle imprese agricole – afferma Enrico Allasia presidente di Confagricoltura Piemontesu questa materia, come associazione agricola, abbiamo però sempre avuto una posizione molto chiara, l’azienda deve poter compiere le sue scelte imprenditoriali in piena autonomia, all’interno di una cornice normativa stabile e omogenea che consenta lo sviluppo delle energie rinnovabili e la tutela delle produzioni senza dare spazio a manovre puramente speculative, che rischiano di sottrarre all’agricoltore la disponibilità dei suoi terreni, oltre ad avere un impatto molto forte in termini paesaggistici e di consumo di suolo”.

 

Occorre pertanto riaprire al più presto un confronto, a livello nazionale e regionale, che possa portare alla definizione di una normativa equilibrata per lo sviluppo sostenibile delle energie rinnovabili. Da questo punto di vista, anche le sentenze del Consiglio e del TAR non devono essere viste in modo del tutto negativo, perché vanno nella direzione di armonizzare lo sviluppo delle fonti energetiche rinnovabili sull’intero territorio nazionale, come da sempre richiesto da Confagricoltura.

Pitbull azzanna ragazza e muore soffocato

Una donna  di 33 anni è stata azzannata da un pitbull. La ragazza ha riportato serie ferite a una gamba e a un braccio. Il proprietario del cane ha cercato con forza di trattenerlo, e l’animale è morto soffocato. Il fatto è avvenuto ad Alessandria, dove i soccorritori del 118 sono intervenuti e hanno  portato la donna in codice giallo all’ospedale.

Zona Logistica Semplificata: 12 nuovi Comuni piemontesi

Il Comitato di Indirizzo della Zona Logistica Semplificata (ZLS) “Porto e Retroporto di Genova”, che si è riunito a Genova il 22 luglio, ha approvato l’ingresso di 12 nuovi Comuni piemontesi: Asti, Basaluzzo (AL), Borghetto Borbera (AL), Casale Monferrato (AL), Castelletto Monferrato (AL), Castelnuovo Scrivia (AL), Mondovì (CN), Pozzolo Formigaro (AL), Serravalle Scrivia (AL), Silvano d’Orba (AL), Tortona (AL) e Villanova d’Asti (AT), a cui si aggiungono gli interporti di SITO (Orbassano – TO) e CIM (Novara).

Il passaggio successivo sarà la trasmissione della delibera alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, che dovrà approvare con DPCM l’inserimento ufficiale delle nuove aree nella ZLS entro 60 giorni. “Grazie a questa iniziativa si amplia significativamente la presenza del Piemonte all’interno di uno degli strumenti strategici più rilevanti per lo sviluppo logistico e industriale del Nord-Ovest – dichiarano il presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio e l’assessore alle Infrastrutture strategiche e Logistica, Enrico Bussalino –. Con la riunione odierna, abbiamo deliberato l’ingresso di ulteriori 12 Comuni individuati dalla Regione Piemonte già nel 2021. Entro fine anno anche questi territori potranno contare su iter autorizzativi semplificati e Sportelli Unici dedicati agli investitori”.

Il primo nucleo ZLS, composto da sette Comuni dell’Alessandrino (Rivalta Scrivia, Arquata Scrivia, Novi Ligure, Alessandria, Castellazzo Bormida, Ovada e Belforte Monferrato), era già stato deliberato il 18 aprile scorso, ed è oggi operativo con l’attivazione di uno Sportello Unico per le Attività Produttive (SUAP) dedicato, che gestisce in forma semplificata le autorizzazioni legate a insediamenti produttivi e attività logistiche.

“Grazie alla presenza dello Sportello Unico semplificato – aggiunge l’assessore Bussalino – le imprese interessate a insediarsi potranno contare su un percorso agevolato, che dimezza le tempistiche burocratiche e rende più attrattivo il nostro territorio per nuovi investimenti, soprattutto in ambito logistico e industriale”.

La ZLS “Porto e Retroporto di Genova” comprende oltre 3.600 ettari, di cui 2.141 in Piemonte, distribuiti tra il porto di Genova e i principali retroporti del Nord-Ovest. Il Piemonte si conferma così snodo logistico essenziale, anche grazie ai collegamenti con la rete transeuropea dei trasporti (TEN-T), il Terzo Valico dei Giovi e la futura Torino-Lione.

L’obiettivo è creare condizioni favorevoli allo sviluppo sostenibile, all’attrazione di capitali e alla crescita occupazionale nei territori coinvolti, attraverso un modello amministrativo snello e competitivo su scala europea.

Gli attivisti Viviana Codemo e Sami Hallac ospiti del Quadila Festival

APPUNTAMENTO VENERDI’ 25 LUGLIO ALLE 21AD ALBUGNANO UNA SERATA PER RIFLETTERE SULLA PALESTINA 

 

Il Quadila Festival di Albugnano (Asti) – organizzato da Lo Stagno di Goethe – si conferma attento all’attualità e, nel ricco programma, organizza una serata di pensieri e riflessioni intitolata “Leggenda e popolo ai tempi della Palestina sterminata”.

Venerdì 25 luglio, alle 21, il Cortile dell’Antica Canonica di Albugnano ospita uno “scambio di saperi” con la ricercatrice Viviana Codemo e l’educatore palestinese Sami Hallac, entrambi attivisti, accompagnato da letture teatrali a cura di Anna Delfina Arcostanzo, con attori e attrici de Lo stagno di Goethe e gli interventi musicali di Chiara Galliano. Il loro sarà un racconto accorato sulla situazione in Palestina, fatto di storie di vita, suoni e parole.

In caso di pioggia la serata si sposta nella Sala Camilla Serafino, via Roma 9 – Albugnano (sopra l’Enoteca). La partecipazione è gratuita, con possibilità di offerte libere a sostegno del Festival.

Bio

Viviana Codemo, ricercatrice e attivista, si occupa di Palestina da oltre trent’anni. È socia di PCRF (Palestine Children Relief Fund), ong deputata alle cure mediche dei bambini palestinesi, che in questi mesi sta svolgendo un’azione fondamentale di sostegno alla popolazione. Per progetti di sostegno all’infanzia, è stata diverse volte in Palestina e a Gaza, dove ha amici che oggi stanno disperatamente cercando di sopravvivere al massacro.

Sami Hallac, palestinese, originario di quella parte della Palestina occupata nel 1967. Vive in Italia dal 1977 dove lavora in qualità di educatore professionale presso i servizi sociali di Torino. Fa parte dell’Udap (Unione Democratica Arabo Palestinese) e di Kalimaat – Parole da e per la Palestina. Entrambe le associazioni sono impegnate a promuovere iniziative politiche, culturali e sociali con l’obiettivo di sensibilizzare l’opinione pubblica circa la Causa Palestinese e di sostenere la lotta e la resistenza del suo popolo. Ha tradotto “Diario da Gaza” di Wi’am Qudaih, con prefazione di Francesca Albanese.

 

Addio a Rosanna Uva titolare della storica pasticceria torinese

È mancata Rosanna Uva, la titolare sempre presente alla cassa,  della omonima  pasticceria Uva di  via San Secondo a Torino. Qui nacque la famosa “Torta Tropeziana” diventata tradizione torinese in occasione di festività e ricorrenze. La pasticceria venne fondata nel 1965, e da allora è goloso punto di riferimento per generazioni di torinesi.

Irpef regionale, la manovra in commissione

L’assessore al Bilancio Andrea Tronzano ha presentato in prima Commissione la manovra sull’Irpef regionale. “In vista della riduzione da 4 a 3 scaglioni, è stato necessario rivedere le percentuali”, ha spiegato nell’ambito delle sedute dedicate all’assestamento di Bilancio.
Nella seduta odierna, sul provvedimento generale, sono stati presentati 220 emendamenti dalle opposizioni appunto per la discussione in Commissione.
Tronzano ha detto che “per prepararci al passaggio a tre scaglioni chiesto da Roma e che comporta minori entrate per 150 milioni circa, abbiamo deciso di non incidere sulle fasce più deboli: infatti sino a 15mila euro l’anno lasciamo la situazione invariata. Poi, siccome non godiamo ad aumentare le tasse e non avremmo mai voluto farlo, abbiamo operato ritocchi minimi e viene fatta per la prima volta una programmazione triennale che salvaguarda il bilancio regionale e consente di diminuire le tasse nel 2028. Del resto molte altre Regioni si sono trovate costrette ad assumere provvedimenti analoghi”.
In sintesi, “fino a 15mila si continueranno a pagare 243 euro, da 14 a 28mila (45% della popolazione), si passerà da 371 a 404 euro; da 28 a 50mila euro si va dai 685 euro attuali a 791 euro”. Resta invariata, perché già massima, l’aliquota per chi supera i 50mila euro lordi l’anno di reddito.
“Nel piano triennale – ha aggiunto l’assessore – abbiamo già deciso una riduzione delle aliquote che comporterà una perdita di gettito pari a circa 50 milioni di euro, per confermare come questa manovra sia solo temporanea”.
Nel corso della discussione generale Alice Ravinale(Avs) ha detto che sarà necessario “prenderci del tempo per avere un quadro chiaro per entrare nel merito”.
Sarah Disabato (M5s) si è detta contraria “su questo tipo di revisione dell’Irpef. Volete aumentare il gettito, non ci sono altre vie per evitarlo?”
Fabio Isnardi (Pd): ha domandato “se sia stata valutata una soluzione alternativa. Solo l’8% della popolazione piemontese dichiara più di 45 mila euro. Bisognerebbe fare qualcosa per recuperare da qualcuno che è troppo furbo”.
Il presidente della Commissione Roberto Ravello(Fdi) ha ricordato che sul recupero fiscale è già stato fatto molto.
Carlo Riva Vercellotti (Fdi) ha fatto notare “un lavoro importante sull’evasione da parte del Governo” e che “non sfugge a Tronzano l’importanza di farlo anche come Regione. Sull’assestamento la Corte dei conti ha dato un giudizio favorevole per cui è bene andare avanti in questa direzione”.
Gianna Pentenero (Pd) ha affermato: “Eviterei di fare riferimenti al passato. La parte libera del bilancio è piccola e il bilancio è ingessato da sempre”.
In precedenza l’assessore Maurizio Marrone aveva informato i commissari circa l’assestamento di Bilancio in relazione alle proprie deleghe. La prima Commissione, riunita inizialmente in legislativa, ha anche approvato all’unanimità la legge, primo firmatario Davide Nicco, che porta da 7 a 10 i componenti del Comitato scientifico dell’Ires Piemonte. Continueranno a essere nominati dal “Consiglio di amministrazione, assicurando la presenza delle diverse aree culturali e scientifiche”. La norma, ha sottolineato Ravinale (Avs), deve anche essere “sprone a garantire maggiore equilibrio nella rappresentanza di genere all’interno del Comitato, oggi composto da soli uomini”.

A proposito della Gronda Est

Caro direttore,
 siamo nel 2035 e la Gronda Est è completata. Una carreggiata a tre corsie è stata creata, attraversa la collina torinese da Andezeno a San Raffaele Cimena. È costata molto di più dei 507 milioni previsti oggi. Nel frattempo la mobilità locale è cambiata, anche quella nazionale e europea, il lavoro e i lavoratori anche, le aziende si sono innovate e hanno trovato soluzioni che oggi non conosciamo, le ferrovie trasportano persone e merci sempre di più e si parla di costruire nuovi binari, ogni anno che passa l’Europa finanzia il ferro e non i veicoli. Questa arteria è la stessa che i nostri padri avevano pensata negli anni ottanta, ma è sempre costata troppo, oggi – 2035 – è sottoutilizzata.
Faccio un passo indietro e torno ai nostri giorni. La discussione che oggi viene fatta è suffragata da dati e analisi oggettivi – ambiente e natura torturate, rischi idrogeologici dovuti al clima, l’inquinamento che incide sulla salute delle persone. Il territorio disponibile per la costruzione di una nuova strada è pressoché scarso, ma la volontà della politica bipartisan caldeggia la nuova opera, senza prendersi cura dei dati e delle persone coinvolte. La collina torinese potrebbe essere la Langa di Torino; se ci mettessimo buona volontà e visione verso uno sviluppo sostenibile, saremmo fautori di un futuro molto più avvincente anziché fare una strada.
Luciano Gozzarino
Vicesindaco Montaldo Torinese

Arrestato un uomo per l’omicidio e occultamento di cadavere di un imprenditore nel 2016

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Nella mattinata del 22 luglio, a Torino, i Carabinieri del Reparto Operativo – Nucleo Investigativo del Comando Provinciale hanno fermato ed arrestato un sessantaduenne di origine serba, già noto alle forze dell’ordine, residente stabilmente nel capoluogo piemontese, gravemente indiziato del reato di “omicidio volontario aggravato dalla premeditazione e occultamento di cadavere” di Momcilo BAKAL, piccolo imprenditore di origine bosniaca residente a Leinì (TO), scomparso nel luglio del 2016 in circostanze misteriose, con la sua autovettura, senza lasciare tracce in Italia o nei paesi dell’ex Jugoslavia da cui proveniva.
Le ricerche, effettuate a largo raggio nelle zone limitrofe – a suo tempo vennero impiegati vigili del fuoco, cani da ricerca e sommozzatori per le aree lacustri e fluviali – non sortirono esiti tangibili. La svolta si ebbe dopo il 2023, grazie all’utilizzo di nuovi apparati tecnologici e a dei riscontri della banca dati DNA per altri reati che, in qualche modo portarono gli investigatori a focalizzare ulteriormente l’attenzione sull’indagato.
Le indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica di Ivrea, alla luce dei nuovi elementi hanno permesso ai militari dell’Arma di ricostruire i movimenti della vittima – e del suo presunto assassino – su di un ipotetico percorso che portava in un terreno in Località Villaretto, non lontano dal luogo di lavoro e dall’abitazione dello scomparso, confutando alcune testimonianze contrastanti rilasciate dall’indagato: qui, dopo una lunga e articolata attività di scavi e ricerche, nell’estate del 2024, è stato trovato il corpo di BAKAL.


Dagli accertamenti tecnico-scientifici incrociati con i pregressi riscontri investigativi, è stato possibile ricostruire gli eventi, riconducibili ad un avvelenamento messo in atto dall’indagato, che avrebbe poi occultato il corpo della vittima, simulando l’allontanamento volontario e facendone sparire anche l’autovettura. Il movente sarebbe da ricondurre a questioni economiche e disaccordi fra i due tali da indurre l’uomo a commettere l’omicidio.
L’uomo è stato arrestato previa notifica di Ordinanza di applicazione di misura cautelare in carcere, emessa dal Tribunale di Ivrea (TO) su richiesta della stessa Procura della Repubblica e condotto presso la casa circondariale “Lorusso e Cutugno” di Torino.

Due in manette per spaccio di cocaina e hashish

Nelle scorse ore, la Polizia di Stato ha tratto in arresto due persone a Torino per detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente.

L’attività scaturiva dal controllo di un uomo di 33 anni, effettuato dagli agenti del Commissariato di P.S. Barriera Milano nei pressi della Pellerina. L’uomo, di nazionalità guineana, non era in possesso di documenti di identificazione e dichiarava di essere domiciliato in via Ciriè.

Gli operatori eseguivano nell’immediatezza degli accertamenti, risalendo a una denuncia di smarrimento dei documenti presentata dallo stesso, in cui era, però, riportato un indirizzo di domiciliazione differente. I poliziotti si recavano sul posto, verificando che le chiavi in possesso del cittadino guineano aprivano il portone dello stabile.

Nel cortile, una donna incrociava l’indagato con gli operatori, dopodichè  correva precipitosamente su per le scale, accedendo a una mansarda all’ultimo piano. Gli agenti, mentre raggiungevano i sottotetti,  vedevano la donna sporgersi da una  finestra del pianerottolo e nascondere uno zaino sulle tegole: immediatamente la raggiungevano mentre tentava di fuggire.

I poliziotti, a seguito della perquisizione della mansarda, ove è stato appurato che i due indagati convivevano, oltre a delle dosi di cocaina già pronte allo smercio e a un bilancino di precisione, recuperavano lo zaino posato sul tetto, rinvenendo al suo interno 3 panetti da 100 grammi, ciascuno, di hashish.