CRONACA- Pagina 219

Al Congresso Forense omaggio ai carabinieri caduti

Si è aperto oggi al Teatro Regio il XXXVI Congresso Nazionale Forense (i lavori proseguiranno dalle 14.30 al Lingotto di Torino e fino al 18 ottobre) indetto dal CNF – Consiglio Nazionale Forense – dal titolo LAvvocato nel futuro. Pensare da Legale, agire in Digitale“.

Francesco Greco, presidente del CNF, ha preso la parola e ha chiesto alla platea un minuto di silenzio per ricordare i carabinieri caduti a Castel D’Azzano e ribadito la vicinanza dell’Avvocatura all’Arma dei Carabinieri e a tutte le forze di polizia che ogni giorno, mettendo anche a repentaglio la loro vita, proteggono i cittadini. Dopo l’Inno nazionale e l’Inno europeo, ha quindi letto il messaggio del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

 

“Gli avvocati svolgono un ruolo di grande importanza nella promozione dei valori costituzionali, oltre che nello sviluppo del pensiero giuridico. Il tema scelto per il XXXVI Congresso Nazionale Forense testimonia l’ambizione e la consapevolezza del ruolo dell’Avvocatura nel promuovere la tutela dei diritti in una delicata fase di transizione, che include la sfida delle tecnoscienze. Per continuare a concorrere a garantire il rispetto dei diritti fondamentali e la corretta applicazione della legge, al servizio dei cittadini, la professione forense esige piena autonomia e responsabilità, con il rispetto da parte delle istituzioni e con l’osservanza di rigorose regole deontologiche. Il Congresso rappresenta un significativo appuntamento di confronto e di dibattito sulla funzione dell’Avvocatura in una realtà inedita in cui le innovazioni tecnologiche rischiano di porre in discussione la stessa centralità della decisione umana, anche nelle professioni intellettuali e nel sistema giustizia. Con l’auspicio che dal dibattito e dal confronto emergano riflessioni e proposte utili e stimolanti per l’intero Paese, formulo a tutti i presenti auguri di buon lavoro”.

Giulio Biino presidente della Fondazione Circolo dei Lettori

La giunta regionale nella riunione odierna, su proposta dell’assessore alla Cultura, Marina Chiarelli, ha designato Giulio Biino presidente della Fondazione Circolo dei Lettori. Come previsto dal bando, l’incarico avrà la durata di un anno con l’obiettivo di conseguire più strutturati rapporti con il Ministero della Cultura e dare così al Circolo dei lettori un maggiore rilievo a livello nazionale, di cui possa anche beneficiare il prossimo Salone internazionale del libro, con le conseguenti modifiche statutarie. 
La scelta di Biino avviene in continuità con il mandato precedente, per l’approfondita conoscenza tecnica e giuridica in materia di fondazioni e associazioni e una proficua pregressa esperienza acquisita sugli enti di diritto privato, in particolare nell’ambito delle fondazioni, quale è appunto il Circolo.

Marco Politi, il pontificato di Papa Francesco

Questa domenica, presso la Casa della Madia, Marco Politi ha condotto un’attenta e approfondita riflessione sul pontificato di Papa Francesco, sullo stato della Chiesa cattolica dopo la sua morte e sull’avvio del nuovo corso sotto Papa Leone XIV.
L’incontro si apre con un’introduzione di Padre Bianchi, che presenta Marco Politi come una delle voci più autorevoli dell’analisi ecclesiale italiana, in quanto capace di leggere le dinamiche profonde della Chiesa cattolica e della società.
L’arrivo di Papa Francesco aveva, infatti, rappresentato un momento di spartiacque tra quella Chiesa che era stata definita dal Cardinale Martini come un’istituzione “rimasta indietro di cento anni” e quella “Chiesa in uscita”, missionaria e meno referenziale, cui auspicava Papa Bergoglio.
Nonostante i numerosi scontri, Papa Francesco è riuscito a concedere la comunione alle persone divorziate risposate e ad avviare un processo di inclusione a favore delle persone omosessuali: “Chi sono io per giudicare?” sono le parole del Papa che, secondo Politi, hanno cambiato radicalmente la percezione morale della Chiesa.
Altre innovazioni da parte del Pontefice sono state l’introduzione delle donne nei ruoli di vertice della Curia, il concedere loro il diritto di voto nei sinodi e l’apertura verso la possibilità di un diaconato femminile. Tutto questo ha rappresentato, secondo Politi, un passo irreversibile verso una Chiesa più partecipativa, sebbene il percorso rimanga ancora incompiuto.
Inoltre, un’azione importante da parte del Pontefice, è stata quella di osservare la Chiesa dall’interno, iniziando a correggere situazioni corrotte, quali la mancanza di ripercussioni nei confronti degli ecclesiastici accusati di pedofilia.
Tuttavia, resta sempre evidente come gli slanci innovativi di Bergoglio trovassero limitazioni da parte della struttura rigida della Chiesa. Per questo, l’augurio che ci si pone è quello di vedere nel nuovo Pontefice colui che potrà concretizzare le innovazioni iniziate da Papa Francesco.
Al suo arrivo, Papa Leone XIV, ha trovato una Chiesa che è in trasformazione ma che è anche profondamente lacerata: “Non si può essere perfetti, ma si deve essere credibili” sono state le parole del nuovo Pontefice, che Politi interpreta come un’accogliere, da parte del nuovo Papa, quanto ereditato da Bergoglio, senza indietreggiare.
La Chiesa che ha ereditato si muove in direzione di una vita più comunitaria, dove il popolo di Dio è chiamato ad essere protagonista del proprio destino: è una Chiesa che ha imparato a camminare, ma che non sa ancora dove la condurrà il cammino.
Sebbene il percorso verso una Chiesa davvero comunitaria resta lungo e fragile, in un mondo in continua trasformazione, e la rivoluzione di Papa Francesco sia rimasta incompiuta, resta comunque certo che le riforme che il Pontefice ha introdotto non sarà possibile dimenticarle.

IRENE CANE

«Fine della vita oggi», convegno al Cottolengo

Venerdì 17 ottobre convegno alla Piccola Casa di Torino

 

Dalle ore 8.30 alle 17 nella Sala Convegni (via Cottolengo 12) in occasione della Giornata Mondiale della Bioetica

 

In occasione della Giornata Mondiale della Bioetica (Unesco), venerdì 17 ottobre 2025 dalle ore 8.30 alle 17 nella Sala Convegni della Piccola Casa di Torino (via Cottolengo 12), si tiene il convegno «’Non c’è diritto senza limiti’ (Valerio Onida). Una prospettiva medica e giuridica sulla fine della vita oggi».

 

Il seminario formativo, voluto dal Padre generale della Piccola Casa Padre Carmine Arice e dalla Direzione generale dell’Ospedale Cottolengo, vede la partecipazione di medici e infermieri palliativisti, bioeticisti, giuristi e pastoralisti che a vario titolo sono impegnati in prima persona nell’assistenza ai malati in fase avanzata e nel dibattito legislativo e bioetico. I lavori in particolare intendono offrire uno spazio di riflessione poliedrica sul tema del fine vita. La giornata si propone di fornire ai partecipanti mattoni fondamentali per una personale riflessione in materia che permetta di comprendere meglio i nodi di una tematica complessa e spesso fraintesa.

 

Intervengono:

 

  • Padre Carmine Arice, Padre generale della Piccola Casa;
  • Gian Paolo Zanetta, Direttore generale dell’Ospedale Cottolengo;
  • Antonio Spagnolo, Coordinatore della Sezione di Bioetica e Medical Humanities del Dipartimento di Scienza e Bioetica;
  • Claire Fourcade, medico in Cure palliative, già Presidente della Société Francaise de Soins Palliatifs;
  • Stefano Canestrari, Professore ordinario di Diritto penale all’Università di Bologna e membro del Comitato Nazionale per la Bioetica (CNB);
  • Mauro Ronco, Professore emerito di Diritto penale all’Università di Padova, Vicepresidente del CNB, Presidente del Centro Studi Rosario Livatino;
  • Ferdinando Garetto, medico in Cure palliative, responsabile medico del Cottolengo Hospice di Chieri (TO)

 

Moderano:

 

  • Ferdinando Cancelli, medico palliativista, membro della Pontificia Accademia per la Vita e collaboratore del quotidiano “Il Foglio”;
  • Lucetta Scaraffia, storica e giornalista, membro del Comitato Nazionale per la Bioetica, organismo del Governo italiano

«Le tematiche sulla fine della vita», spiegano i promotori del convegno, «occupano una parte sempre più rilevante del dibattito pubblico, non solo in Italia. A fronte però della rilevanza di un argomento che tocca tutti sia dal punto di vista medico e umano che etico e giuridico, le argomentazioni portate a sostegno di diritti reali o presunti non sono sempre chiare e giustificate da una riflessione pacata. Il rischio, in un momento in cui anche la politica deve prendere decisioni delicate, è quello di cadere nell’ideologia piuttosto che ragionare su dati ed evidenze».

 

 

 

Iscrizioni

 

 

 

L’evento è accreditato per tutte le professioni sanitarie.

 

Per iscriversi: https://forms.office.com/e/B2WSwx7aRT

 

 

 

La Segreteria Organizzativa è a cura del Centro di Formazione dell’Ospedale Cottolengo.

 

 

Accoltella suo padre nella notte: ferito, l’anziano riesce a fuggire

Un 24enne ha accoltellato il padre nel sonno a Grignasco nel Novarese  nella notte tra domenica e lunedì. Il genitore  è riuscito a fuggire e si è recato al pronto soccorso di Borgomanero. I  carabinieri hanno arrestato il giovane con l’accusa di tentato omicidio. La  moglie della vittima, madre dell’arrestato, ha detto che il ragazzo si sarebbe svegliato improvvisamente durante la notte e avrebbe colpito con un coltello da cucina  il padre che dormiva sul divano del soggiorno. Il 72enneha  riportato lesioni  al volto, al collo e alle mani.

Nei Distretti del commercio il futuro dei piccoli centri

 

Il commercio di prossimità come presidio sociale e motore di sviluppo è stato al centro dell’incontro “Commercio e distretti, un patto per lo sviluppo”, organizzato martedì 15 ottobre  da Confesercenti Torino e Provincia nella sede della Città metropolitana di Torino. L’appuntamento ha riunito istituzioni, amministratori locali, rappresentanti delle imprese e delle associazioni di categoria per fare il punto sull’esperienza dei primi quattro anni dei distretti del commercio, una delle innovazioni più significative delle politiche regionali a sostegno del settore.

Promossi dalla Regione Piemonte e sostenuti dalla Città metropolitana di Torino, i distretti rappresentano una rete di collaborazione tra enti locali, operatori economici e associazioni di categoria, finalizzata a rafforzare la competitività delle attività di vicinato e la vitalità dei centri urbani. Oggi in Piemonte sono attivi 94 distretti, urbani o diffusi, che hanno generato oltre 30 milioni di euro di investimenti, di cui 8 milioni a fondo perduto, destinati a interventi di riqualificazione degli spazi pubblici, innovazione tecnologica, formazione e valorizzazione del commercio locale.

“La presenza dei negozi di vicinato è un presidio fondamentale contro lo spopolamento – ha sottolineato Sonia Cambursano, consigliera metropolitana per lo sviluppo strategico –. Il nostro obiettivo è far continuare a vivere i territori e in questo i distretti del commercio sono nostri grandi alleati. Auspichiamo che si integrino sempre più con le altre politiche di sviluppo locale.”

“Lo strumento dei distretti è una delle innovazioni più importanti di questi anni – ha aggiunto il vicesindaco Jacopo Suppo –. Nelle nostre comunità anche un solo negozio fa la differenza per la qualità della vita. Con la regia della Città metropolitana potremo consolidare le collaborazioni e creare nuove opportunità di crescita condivisa per il futuro.”

L’incontro è stato aperto dagli interventi di Giancarlo Banchieri, presidente di Confesercenti Piemonte, e di Massimiliano Cipolletta, presidente della Camera di Commercio di Torino. Hanno partecipato Carlo Chiama, direttore di Confesercenti Torino e Provincia, Ermanno Torre dell’Arecom e Luca Tamini, docente del Politecnico di Milano, che ha illustrato il contributo dei Distretti del commercio allo sviluppo locale.

Nei saluti in collegamento video, l’assessore regionale al Commercio Paolo Bongioanni ha confermato l’impegno e l’interesse della Regione Piemonte per il rafforzamento dei distretti e per la prosecuzione delle politiche di sostegno al commercio di prossimità.

Le conclusioni sono state affidate a Nico Gronchi, presidente nazionale di Confesercenti, che ha sottolineato il valore della cooperazione istituzionale come condizione per il rilancio delle economie locali e che proprio per questo le proposte attualmente avanzate al governo sono indirizzate alla prospettiva della rigenerazione urbana.

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Addio all’ultimo cugino piemontese di Papa Francesco

È scomparso all’età di 79 anni Armando Giglio Bergoglio, cugino di Papa Francesco e ultimo erede maschio della stirpe Bergoglio originaria di Bricco Marmorito, una frazione di Portacomaro Stazione, nell’Astigiano. Il  19 novembre 2022 Papa Francesco tornò a Portacomaro, il paese delle sue origini, per una visita privata. In quell’occasione, dopo anni di attesa e rinvii dovuti ai problemi di salute di Armando, i due cugini si abbracciarono commossi nella piazza del paese. La parentela risale al XIX secolo, quando il bisnonno di Armando, nato nel 1850, era fratello del bisnonno del Pontefice argentino, che successivamente emigrò in Sud America. Un legame profondo custodito nel tempo grazie alla memoria di famiglia e all’affetto sincero che Armando ha sempre nutrito per il Santo Padre.

PMI: tassi che non calano e prestiti che si contraggono

PMI: tassi che non calano e prestiti che si contraggono

E’ questa, in sintesi, la situazione in cui si trovano, ormai da decenni, le micro, piccole e medie imprese del Piemonte, costantemente alle prese con condizioni di accesso al credito molto difficoltose, se non impossibili.

Secondo le rilevazioni dell’Ufficio Studi di Confartigianato, su dati della Banca d’Italia, a giugno di quest’anno i prestiti alle micro e piccole imprese del Piemonte, fino a 20 dipendenti, sono diminuiti del 4,2% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno mentre, al contrario, i finanziamenti al resto delle attività è cresciuto del 2,0%.

“La ripresa del credito in Piemonte, come nel resto d’Italia, resta fragile e diseguale, con le micro e piccole imprese ancora penalizzate dal costo elevato dei finanziamenti e dall’assenza di un vero impulso espansivo – afferma Dino De Santis, Presidente di Confartigianato Torino – Un’adeguata disponibilità di credito è essenziale per sostenere gli investimenti e favorire la ripresa produttiva, soprattutto per le aziende più piccole”.

“Nonostante la Banca Centrale Europea abbia abbassato i tassi d’interesse – continua De Santis– gli effetti concreti di questa misura sulle imprese sono ancora difficili da percepire. La situazione resta dunque preoccupante, sia per gli imprenditori che necessitano di credito per poter investire e crescere sia per i cittadini, che hanno bisogno di finanziamenti per sostenere il mutuo e le spese quotidiane”.

Un credito, rileva Confartigianato, che non allenta i cordoni della borsa.

In aggiunta a tale condizione, vi è quella dei tassi di interesse applicati alle realtà piemontesi.

Analizzando il TAE medio applicato alle micro, piccole e medie imprese del Piemonte, risulta essere dell’8,40% contro il 5,60% applicato alle realtà di medie e grandi dimensioni, condizione che crea un gap tra le piccole e le grandi di 280 punti base.

 

Sempre a giugno di quest’anno, la totalità delle attività produttive piemontesi ha pagato in media un tasso di interesse annuo effettivo (TAE) del 5,33% contro la media nazionale del 5,22%.

Analizzando i vari settori il denaro più costoso è quello che richiedono le imprese piemontesi delle Costruzioni con il TAE al 7,00% contro una media nazionale del 6.30%. Meno cari e al di sotto della media nazionale, i prestiti alle Imprese dei Servizi: una attività del Piemonte paga un TAE del 5,26%, contro una media nazionale del 5,40%. I “più convenienti” ma al di sopra della media nazionale sono i prestiti verso il Manifatturiero: le realtà del Piemonte pagano un interesse del 5,11% contro una media nazionale del 4,82%.

“È fondamentale restituire fiducia al mondo produttivo – aggiunge De Santis – poiché il costo del denaro continua a rappresentare un ostacolo alla ripresa economica. Occorre, quindi, garantire nuovo ossigeno e maggiori opportunità di finanziamento a tutte le realtà che desiderano investire. Banche e imprese devono collaborare e muoversi nella stessa direzione individuando soluzioni alternative a un calo dei tassi che procede ancora troppo lentamente. È indispensabile evitare che questa situazione provochi ulteriori danni al sistema produttivo locale e, più in generale, a quello italiano. La marginalità delle pmi è contratta all’osso quindi anche la volontà di mettere in atto quelle misure utili ad aumentare la propria competitività”.

Sorpasso mortale, vittima un motociclista 32enne

In uno schianto stradale a San Maurizio Canavese è morto un motociclista di 32 anni. L’incidente si è verificato in via Fatebenefratelli, all’altezza del civico 122. Il centauro stava percorrendo la strada quando, durante una manovra di sorpasso, si è trovato di fronte un Fiat Doblò che si stava immettendo sulla carreggiata. Il motociclista è stato sbalzato sull’asfalto. Sul posto il 118, i Vigili del fuoco e la Polizia locale

Presi rapinatori violenti: terrorizzavano i commercianti

Due uomini, un italiano di origini maghrebine di 29 anni e un marocchino di 34 anni,  residenti nel Biellese, considerati autori di una serie di rapine aggravate commesse tra il 30 agosto e il 18 settembre scorsi in diversi esercizi commerciali del capoluogo piemontese, sono stati arrestati dalla polizia di Torino mentre si trovavano in un parco di Biella.
Le indagini, coordinate dalla Procura torinese e svolte dalla Squadra Mobile hanno portato al fermo dei due. Sono accusati di avere rapinato due supermercati, una farmacia e una gioielleria, per un bottino di oltre 47mila euro. I rapinatori agivano con estrema violenza: hanno persino minacciato un cassiere di un supermercato del quartiere Parella con un coccio di bottiglia.