È tornato regolare il servizio di taxi questa mattina a Torino. E’ stato infatti raggiunto un accordo al ministero dei Trasporti a Roma e le cooperative dei tassisti hanno quindi deciso di sospendere lo stato di agitazione.La protesta, iniziata lunedì con un presidio in piazza palazzo di Città e in piazza Castello, aveva bloccato la circolazione delle auto bianche, garantendo solo il trasporto di anziani e ammalati.
(Foto: il Torinese)
Il sostegno alle giovani donne che fanno impresa l’impegno per il suo mandato fino al 2020.
Aveva sette anni la bambina morta per la caduta di un un pezzo di cornicione. Stava giocando in cortile col fratello più grande.
Questa mattina la Guardia di Finanza si è presentata negli uffici dell’Asl To1
DALLA TOSCANA
E’ stato soprannominato “Il killer delle prostitute” e oggi a quasi vent’anni dai fatti e dopo una condanna a 131 anni di carcere complessivi, Maurizio Minghella dovrà difendersi da una nuova accusa di omicidio. L’uomo è stato infatti rinviato a giudizio dal tribunale di Torino per la morte di Floreta Islami, la prostituta albanese di 29 anni trovata morta strangolata nelle campagne di Rivoli, il giorno di San Valentino di 19 anni fa. Il gup ha così accolto la richiesta del pm Roberto Sparagna che, lo scorso anno, aveva riaperto le indagini sul caso irrisolto, notificando al Minghella una misura cautelare nel carcere di Pavia dove è detenuto.
E’ stato l’esame del dna ad incastrare il killer per l’ennesima volta; tipo di accertamento quello del dna che all’epoca ( era il 1998), stava ancora muovendo i primi passi. Sulla sciarpa di lana utilizzata per strangolare Floreta Islami, sono state infatti ritrovate tracce biologiche che la polizia scientifica di Torino è riuscita a identificare come appartenenti al profilo genetico di Minghella. Dai successivi accertamenti della polizia è risultato anche che in quel periodo l’uomo era solito frequentare Corso Susa, la zona di Rivoli in cui la prostituta venne trovata morta e dove lui si intratteneva e si dilettava a spiare lei e le sue colleghe. Maurizio Minghella è stato condannato in Cassazione per l’omicidio di sette prostitute, quattro nel Genovese e tre nel Torinese. Nonostante fosse stato condannato a più di 131 anni di carcere – fu riconosciuto colpevole anche di molte rapine e stupri a danni di altre prostitute – il killer, ormai cinquantanovenne, avrebbe maturato tra pochi mesi il diritto a poter godere di alcuni permessi di uscita e più avanti, forse, anche di un possibile ritorno alla semilibertà. 
Poco dopo le 7 di questa mattina, tra le stazioni di Montanaro e Rodallo, un’ auto ha invaso i binari della linea ferroviaria ed è stata travolta dal treno regionale 20043 Novara-Ivrea. A bordo della macchina, una Lancia Ypsilon, c’erano due ragazze che fortunatamente si erano allontanate dalla vettura dopo aver capito che era rimaste in panne.
L’autista del convoglio – probabilmente anche a causa della fitta nebbia di questa mattina – ha visto l’auto all’ultimo momento e non è riuscito a frenare in tempo, schiacciando e distruggendo completamente il lato passeggero della vettura. Nessuno dei passeggeri è rimasto ferito ma il treno è stato bloccato sui binari, impedendo la circolazione sulla linea ferroviaria Chivasso-Ivrea- Aosta. Sull’accaduto sono in corso gli accertamenti dei carabinieri mentre i vigili del fuoco, insieme al personale delle ferrovie, hanno messo in sicurezza la zona. I treni tra Chivasso e Ivrea (che ovviamente non hanno potuto transitare su quella linea, composta da un solo binario) sono stati sostituiti con un servizio bus. 
Prosegue l’impegno contro le mafie della Città di Venaria Reale. Lunedì 20 febbraio in mattinata al Teatro della Concordia, le classi terze medie degli Istituti Comprensivi I e II, le classi prime del Liceo Juvarra, le scuole Formont e Casa di Carità Arti e Mestieri, parteciperanno all’iniziativa riservata alle scuole “Giornata della Memoria e dell’Impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie”.
natura si rinnovi la primavera della verità e della giustizia sociale. Dal 1996, ogni anno in una città diversa, viene letto un elenco di circa novecento nomi di vittime innocenti. Ci sono vedove, figli senza padri, madri e fratelli. Ci sono i parenti delle vittime conosciute, quelle il cui nome richiama subito un’emozione forte. E ci sono i familiari delle vittime il cui nome dice poco o nulla. Per questo motivo è un dovere civile ricordarli tutti. Per ricordarci sempre che a quei nomi e alle loro famiglie dobbiamo la dignità dell’Italia intera. E Venaria Reale lo fa con questo importante appuntamento rivolto innanzitutto ai giovani. Si ringraziano l’associazione le Aquile, gli Amici della Biblioteca e l’ANC – Associazione Nazionale Carabinieri di Venaria Reale che effettueranno il servizio d’ordine, Fondazione Via Maestra, l’Azienda Speciale Multiservizi e il Comitato della Memoria.