“L’Europa che (non) vorrei:le parole che contano” è il titolo dell’incontro che si terrà lunedì 3 aprile 2017, dalle 10.00 alle ore 12.00, presso l’Auditorium dell’Itis Majorana di Grugliasco. L’iniziativa, promossa congiuntamente dal Comitato Resistenza del Consiglio regionale del Piemonte e dall’analogo Comitato del Colle del Lys, rappresenta l’atto conclusivo dell’omonimo progetto didattico che ha visto coinvolte alcune classi delle scuole medie secondarie di secondo grado della provincia di Torino. Un percorso sulle “parole che contano” che ha inteso mettere in rilievo, attraverso temi chiave (migranti e mobilità; confini e libertà; risorse e opportunità; conoscenza e comunicazione; lingua e identità), i nodi fondamentali dell’essere cittadini europei nel XXI secolo. Anche e soprattutto in termini problematici, chiamando in causa il significato stesso dell’idea di appartenenza europea. Le varie classi hanno adottato le parole chiave, realizzando dei video che – in uno o due minuti – hanno reso “visibile” il senso del loro modo di interpretarle. All’incontro plenario di lunedì 3 aprile tutti i partecipanti – docenti e studenti – presenteranno i prodotti multimediali elaborati nel percorso. Dopo i saluti di Tiziana Calandri, dirigente scolastico dell’I.I.S. Majorana e l’intervento del Vicepresidente del Consiglio regionale, delegato al Comitato Resistenza e Costituzione, Nino Boeti, lo storico Claudio Vercelli svolgerà alcune brevi considerazioni sul percorso didattico e sui temi emersi. Seguiranno le presentazioni dei lavori da parte delle classi 4° A-B-C I.S.S.A “ Giulio Natta” di Rivoli; 4° e 5° Liceo economico sociale – I.I.S “Federico Albert” di Lanzo; 4° I.T.G.I. “Galileo Galilei” di Avigliana;4° A – Informatica e 4° C I.I.S. “Ettore Majorana” di Grugliasco. Un gioco informatico ( “Gaming Guess Emotion”) , ideato dagli allievi del Majorana coordinati dalla prof.ssa Loredana D’Orta e dal prof. Marcello Bozzi e una breve esibizione musicale del prof. Fabio Caucino, chiuderanno l’incontro. L’intera manifestazione sarà coordinata da Elena Cattaneo, del Comitato Resistenza Colle del Lys.
Marco Travaglini

Non fosse diverso il contesto sociale e differente pure l’epoca, si potrebbe parlare – parafrasando un noto film anni ’70 – di “Torino violenta”.
caso, durato dieci ore, ha avuto come vittima uno studente 18enne. Un ‘branco’ di cinque giovani, di origine marocchina, lo ha minacciato con un coltello per farsi consegnare il cellulare, un overboard, qualche decina di euro e i suoi vestiti. Rientrato a casa ha raccontato l’episodio ai genitori e sporto denuncia. La sua descrizione ha portato a un arresto. Nel secondo episodio tre giovani sono stati presi a calci e pugni. I rapinatori, italiani, due di 18 anni e uno di 22 anni, hanno rubato zaino e bicicletta: sono stati arrestati.
Diverse tonnellate di rifiuti abbandonati sono stati rinvenuti vicino alle piste da sci di San Sicario Alta, a Cesana Torinese

Il Generale di Corpo d’Armata Pietro Serino, vertice della Formazione, Specializzazione e Dottrina dell’Esercito si è recato alla Scuola di Applicazione per approfondire la conoscenza dei Comandi dipendenti.
ambito scolastico per affrontare con serenità e competenza i futuri incarichi in seno alla Forza Armata. Prima di lasciare il capoluogo subalpino e dopo aver visitato le diverse infrastrutture gestite dal Comando per la Formazione e Scuola di Applicazione, il Gen. Serino ha espresso il proprio plauso nei confronti delle attività didattiche dell’Istituto soffermandosi sui principali fattori di successo: rispetto per le tradizioni e sguardo rivolto verso un futuro nel quale internazionalizzazione degli studi e osmosi culturale con il mondo accademico, scientifico e imprenditoriale rappresentano saldi punti di riferimento.
Dopo la separazione il figlio 20enne stava dalla parte della mamma. Per questo il padre, un italiano 46enne, con una pistola semiautomatica, si è recato al bar gestito dal ragazzo
Si aggirerebbe intorno ai due milioni di euro, il valore dei beni confiscati dalla Guardia di Finanza di Torino, nei campi nomadi della città. Sulla base delle indagini svolte dai finanzieri del Nucleo di Polizia Tributaria, il Tribunale di Torino ha emesso un provvedimento di confisca di beni mobili, immobili e disponibilità finanziarie, nei confronti di 26 persone a cui è stata riconosciuta un’enorme incongruenza tra i beni posseduti e l’inesistenza di redditi fiscalmente dichiarati. L’indagine ha preso vita qualche anno fa quando, dopo le prime verifiche sui residenti dei vari campi nomadi sparsi per la città, è emerso che alcuni di loro fossero proprietari di terreni, auto e conti corrente senza mai aver avuto un lavoro e di conseguenza un reddito. Gli investigatori nel corso di questi anni hanno raccolto molte prove che confermerebbero come la maggior parte dei 26 indagati, vivesse grazie al bottino dei furti commessi nel torinese: tutti gli immobili, le autovetture e il denaro in possesso degli indagati, non parrebbero giustificabili da alcuna lecita fonte di ricchezza. In base a tali indagini, il Tribunale di Torino ha disposto la confisca di tutto il patrimonio.
DALLA PUGLIA
A Torino dalla Romania per fare la babysitter, ma l’hanno messa in strada, costretta a prostituirsi. L’organizzazione criminale è stata smantellata dalla polizia.