Ha 19 anni la ragazza investita, oggi pomeriggio a Giaveno, da un carro allegorico durante la sfilata di carnevale. E’ stata trasferita con l’eliambulanza al Cto di Torino con prognosi riservata. I carabinieri di Rivoli cercano di ricostruire la dinamica dell’incidente per capire se la giovane era a bordo del carro ed è caduta o se era in strada. I testimoni danno versioni discordanti.
(foto: archivio)
Scopre la fidanzata in discoteca insieme a un altro uomo, un amico marocchino, e lo accoltella all’uscita del locale.
Il ministro dell’Interno, Marco Minniti, ha siglato il provvedimento con il quale è stata eseguita l’espulsione di un cittadino marocchino, per motivi di sicurezza dello Stato
Dopo trent’anni trascorsi a raccontare le storie degli altri, adesso faccio notizia
Una banda truffatori è stata sorpresa dai carabinieri l Torinese. Uno dei malviventi è stato arrestato, gli altri hanno rubato l’auto a una donna dopo averla aggredita con uno spray
Non sono più accettabili divise rattoppate, in indecente stato di usura e quindi inadeguate per svolgere i compiti della polizia penitenziaria
<<Tutto parte dal nostro esposto in Procura di Torino sull'”Affare Rom”: ora che triplicano gli indagati, allargandosi ai vertici di altre coop sociali e di partecipate comunali, siamo orgogliosi di essere riusciti a dimostrare l’esistenza di un sistema di business milionario
Aveva 24 anni lo studente, originario di Fermo, nelle Marche, che frequentava l’Erasmus a Valencia, in Spagna,
Provincia di Messina ed era iscritto all’ordine dei Giornalisti dal 1973.Era fra quei pubblicisti colti di cui negli anni si è perso il conio. L’unico che sopravvive e sta per arrivare al traguardo dei cento anni, è Bruno Segre. Era consapevole del degrado progressivo della professione giornalistica già molti anni fa. Aveva fatto una bella rivista ,”Ricerca & Innovazione “, molto curata nei contenuti e nella grafica. Trattandosi di un giornale molto bello e libero non poteva avere molti lettori in un contesto che si stava già imbarbarendo, almeno a Torino. La rivista ebbe invece grande successo in tutta Italia e all’estero. La testata indica come Prestipino sapesse guardare lontano. Neppure il comune amico Giancarlo Borri, dirigente industriale prestato alla letteratura, aveva la sua stessa sensibilità per il futuro, malgrado scrivesse libri su Sinisgalli ,poeta- ingegnere, e collaborasse con il filosofo della scienza Francesco Barone alla “Civiltà delle macchine “. Ci fu un momento in cui il Centro” Pannunzio” fu davvero punto di incontro di grandi intelligenze straordinariamente capaci. Quasi non me ne rendo conto, ma in effetti è proprio così. E forse non ho saputo riconoscerle a pieno e valorizzarle nel modo dovuto. Spesso ci si incontrava con il sociologo Filippo Barbano, amico di ambedue. Barbano era uno dei pochissimi sociologi consapevoli che la sociologia non sia una scienza assoluta. Almeno, con gli amici ,si comportava così. Nascevano discussioni interessanti in cui Prestipino mediava tra chi scrive, già allora un vecchio arnese crociano, e Barbano che riteneva i percorsi sociologici incompatibili con quelli storici. Avremmo anche dovuto scrivere un libro insieme, ma poi il progetto non potè decollare.
che si trattava di un germanista -come diceva Edoardo Ballone che non lo poteva soffrire-perché andava a caccia di uccelli germani…Battuta miserabile. Alla fine ci perdonò da uomo che sapeva porsi al disopra dei personalismi. Nel 1985 fece uscire un bellissimo libro sull’arredo urbano torinese che venne presentato al Circolo della Stampa. Partecipai all’incontro e rimasi indignato dall’atteggiamento incredibile di una professoressa che aveva accettato di presentare il libro e che aveva concluso il suo intervento con parole agghiaccianti: questo libro non sarebbe mai dovuto uscire. Un atto di ingenerosità piuttosto incredibile che non mise però in difficoltà il suo autore che con calma, quasi sottovoce, replicò punto per punto alle critiche, dimostrando la non buona fede di chi lo aveva attaccato. Ho raccontato questi due episodi solo perché danno il senso dell’equilibrio di Francesco, siciliano dal cuore caldo, ma sempre con la mente fredda. Avevamo collaborato insieme per molti anni ,poi ci perdemmo. E fu un vero peccato. Mi ero ripromesso tante volte di chiamarlo. Non l’ho mai fatto, preso dai ritmi frenetici a cui siamo sottoposti. Sento rimorso per non averlo fatto. Non foss’altro, perché i suoi consigli sarebbero stati preziosi, utili e mai interessati. Quando ho saputo della sua scomparsa, ho contattato attraverso Facebook le due figlie e ho postato un breve ricordo. Ma Prestipino merita tanto di più dalla Città in cui è vissuto, ha insegnato ed ha scritto molto. E’ stato un torinese fuori ordinanza, avrebbe detto Massimo Mila.