CRONACA- Pagina 179

Una statuina per il presepe a Monsignor Repole

Consegnata da Confartigianato Torino e Coldiretti 

Il  nuovo personaggio del Presepe 2025 rappresenta il lavoro nei settori della agricoltura e delle costruzioni con l’obiettivo di far emergere I temi dell’integrazione e dell’inclusione anche attraverso la cultura della sicurezza sul lavoro. L’obiettivo è  quello di aggiungere al presepe figure che ci parlino del presente ma anche del futuro.
Il simbolo del Made in Italy sarà consegnato lunedì 22 dicembre alle 9.30 da Confartigianato Torino insieme a Coldiretti all’arcivescovo di Torino , monsignor Roberto Repole.
L’iniziativa si inserisce nel progetto pluriennale di Confartigianato nazionale insieme a Coldiretti e a Symbola e  intende valorizzare la tradizione  del presepe con la consegna della statuina ai Vescovi delle Diocesi di tutto il Paese. Obiettivo è quello di aggiungere ogni anno al presepe figure che parlino del presente, ma guardino anche al futuro.
Il presepe è  una delle tradizioni che trasmette speranza e serenità anche nei momenti difficili che stiamo attraversando, è  la Buona Novella che diventa presente e significa rinascita, mettersi in cammino, stare vicino alle persone e al territorio, includere, è  la famiglia.
Con la spinta di energie buone raccolte sotto l’egida del Manifesto di Assisi, Fondazione Symbola, Confartigianato, Coldiretti, con la partecipazione della Fondazione ‘Fratelli Tutti’ e Avvenire, vogliono portare un loro contributo, volto a diffondere la straordinaria attualità e forza di questa narrazione gentile.  Il Presepe è la rappresentazione della nascita di Gesù ma, attraverso i suoi personaggi, serve anche a raccontare la realtà della vita di tutti i giorni e quindi, insieme al Bambinello, ritroviamo filatelici, agricoltori,  pastori e gli animali.
Per rafforzare l’attualità di questo messaggio aggiungiamo ogni anno nuove figure e nuovi Mestieri.
Nel 2020 la statuina rappresentava i valori della solidarietà durante il Covid, nel 2021 l’innovazione digitale, nel 2022 la sostenibilità e il rispetto per l’ambiente, nel 2023 la formazione e l’apprendistato, nel 2024 la qualità del cibo Made in Italy.
“La statuina di quest’anno – sottolinea Dino De Santis, presidente di Confartigianato Torino  – rappresenta la capacità  degli imprenditori artigiani di costruire comunità intorno al lavoro, promuovendo integrazione, rispetto e collaborazione. L’opera richiama l’importanza del tema della sicurezza sul lavoro come attenzione concreta verso le persone, perché ogni attività produttiva deve essere prima di tutto capace di tutelare vita e dignità.  Questa iniziativa vuole essere un segno di speranza e inclusione, in linea con lo spirito del Presepe, che da sempre racconta la quotidianità delle nostre comunità. Anche quest’anno il manufatto è  stato realizzato dal maestro artigiano leccese Claudio Riso, che ha saputo tradurre questi valori in un simbolo semplice e immediato. Con Fondazione Symbola e Coldiretti rinnoviamo l’impegno a valorizzare i territori e i misteri,  offrendo un contributo alla narrazione gentile che il Presepe porta nel Paese”.
“Anche una statuina da posare con cura nella scena cristiana del Presepe – afferma il presidente di Coldiretti Torino Bruno Mecca Cici  – può essere un segnale di attenzione verso la dignità del lavoro. Vorremmo che chiunque noti questa statuina, diversa dalle altre, così attuale, pensi a quanto troppo spesso non si riconosca il giusto valore al lavoro, ad iniziare dal lavoro degli agricoltori. Ma la statuina è anche un messaggio intenso verso quella cultura della sicurezza che deve essere la prima preoccupazione di tutti, perché non c’è dignità del lavoro senza formazione,  senza consapevolezza e senza attenzione verso la salute e la sicurezza, propria e degli altri “. La statuina è  stata consegnata anche ai vescovi di Pinerolo , monsignor Dario Olivero, e di Ivrea, Monsignor Daniele Salera.

Mara Martellotta

Terminati i lavori del ponte sul torrente Chiusella

Anas ha completato i lavori di manutenzione del ponte sul torrente Chiusella, infrastruttura lunga circa 106 metri al km 26,500 della statale 26 “della Valle d’Aosta” a Romano Canavese (TO). Con l’ultimazione delle lavorazioni è stato rimosso il senso unico alternato e il tratto è tornato regolarmente percorribile senza limitazioni.

Il programma di intervento, finalizzato a elevare il livello di servizio dell’infrastruttura, ha previsto il rifacimento dell’impermeabilizzazione dell’impalcato e dei cordoli (la base armata su cui sono installate le barriere laterali), l’installazione di nuove barriere di protezione, la sostituzione dei giunti di dilatazione, il ripristino delle superfici e la costruzione della nuova pavimentazione.

Dal Gruppo Iren 120 computer rigenerati a enti e associazioni 

Sono stati consegnati  120 computer rigenerati del Gruppo Iren destinati alla Rete delle Case del Quartiere e a una rete di associazioni attive sul territorio, individuate dall’azienda con la collaborazione della Città di Torino e il coordinamento di Eduiren, settore educational del Gruppo Iren.

Alla consegna hanno partecipato l’Assessora alle Politiche educative e giovanili della Città di Torino, Carlotta Salerno, il Presidente della Circoscrizione 6, Valerio Lomanto, la Direttrice Tecnologie e Sistemi Informativi del Gruppo Iren, Maria Greco, e Erika Mattarella, Direttrice della Casa del Quartiere Bagni Pubblici di via Agliè.

La rigenerazione dei computer consegnati consente di evitare lo smaltimento prematuro di apparecchiature ancora funzionanti, ridurre la produzione di rifiuti elettronici e contenere il consumo di risorse naturali. Si tratta di un esempio concreto di economia circolare, in cui ciò che sarebbe considerato scarto torna a essere una risorsa utile per la comunità.

Gli apparecchi supporteranno infatti attività educative, sociali e culturali di facilitazione digitale e supporto allo studio, promosse dalle Case del Quartiere e da associazioni particolarmente attive nell’area di Barriera di Milano, un territorio in cui sono già in corso progettualità condivise tra Eduiren e la Città.

La consegna si inserisce, per il Gruppo Iren, all’interno di un più ampio programma di azioni parte del progetto “C’è un futuro nei RAEE” dedicato al riuso, alla raccolta e al riciclo dei RAEE (Rifiuti da Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche), e che ha coinvolto tutti i territori in cui l’azienda opera.

«Mettere a disposizione computer rigenerati significa sostenere concretamente il diritto allo studio, l’accesso alle competenze digitali e le opportunità di crescita di ragazze e ragazzi, dentro e fuori la scuola – dichiara Carlotta Salerno, assessora alle Politiche educative e giovanili della Città di Torino – e, allo stesso tempo, contribuire alla riduzione dei rifiuti elettronici, coniugando inclusione sociale e sostenibilità ambientale. Un sentito ringraziamento va al Gruppo Iren per il lavoro svolto: grazie a questa collaborazione rafforziamo presìdi educativi di prossimità che, nei quartieri, affiancano giovani e famiglie nei percorsi di apprendimento, socialità e partecipazione, aiutando a ridurre le disuguaglianze e il divario digitale».

«Con questa iniziativa, trasformiamo un problema ambientale in una soluzione concreta – dichiara Maria Greco, Direttrice Tecnologie e Sistemi Informativi del Gruppo Iren –. Stiamo offrendo un’opportunità: questi PC consentiranno di ridurre il divario digitale, aiutando le associazioni sul territorio torinese. Inoltre, riduciamo la produzione di rifiuti elettronici, promuovendo un virtuoso principio di economia circolare».

Le realtà beneficiarie comprendono le Case del Quartiere Barrito, Cecchi Point, Bagni Pubblici di via Agliè, Casa nel Parco a Mirafiori, Più SpazioQuattro, Officine CAOS, Casa del Quartiere San Salvario e Cascina Roccafranca, insieme a numerose associazioni tra cui AMECE, Zhi Song, Angi, il Comitato per lo sviluppo della Falchera, l’Associazione Araba Falchera, Il Nodo, Marchesa, Il Volo ODD, ASLM studenti e lavoratori del Mali, Cascina Macondo, Guineani Torino, l’Oratorio Maria Regina della Pace, ASAI, il Gruppo Abele – Educativa di strada, Dar El Forqan, Noi Risurrezione del Signore, 1000 genitori, Antica Abbadia, Contesto e Aye.

TorinoClick

Festeggiare in sicurezza, l’invito del Comune di Pino Torinese

In vista del periodo delle Festività, il Comune di Pino Torinese rivolge ai cittadini l’invito di festeggiare in modo responsabile. Il periodo delle feste natalizie, e in particolare la notte di San Silvestro, rappresenta un momento di gioia e condivisione, ma è importante ricordare che i comportamenti imprudenti possono mettere a rischio la sicurezza di tutti. L’utilizzo di materiali pericolosi, come petardi e fuochi d’artificio, può rappresentare un pericolo per le persone e per gli animali. Si ricorda che l’uso dei botti è vietato durante tutto l’anno, come stabilito dall’articolo 68 del regolamento comunale di Polizia Urbana. Oltre a rischi fisici, botti e rumori improvvisi provocano forte stress negli animali domestici e selvatici, che vivono questi momenti con paura e disorientamento. Un comportamento attento e rispettoso contribuisce a tutelare anche la fauna che condivide il nostro territorio.

“Il rispetto delle regole e il buonsenso sono fondamentali per far sì che le Feste siano un momento di gioia e serenità per tutti – afferma la Sindaca di Pino Torinese Alessandra Tosi – festeggiare non vuol dire mettere in pericolo se stessi o gli altri, ma vivere con responsabilità uno dei periodi più belli dell’anno, garantendo un ambiente sereno e rispettoso per tutta la comunità. Approfittiamo di queste Feste ciò che conta: amicizia, solidarietà e bene comune”.

Mara Martellotta

Manifestanti in piazza per Askatasuna, Torino blindata

/

I manifestanti si sono dati appuntamento alle 14,30 davanti a Palazzo Nuovo, storica sede delle facoltà umanistiche dell’università. Il corteo, aperto dallo striscione “Torino Partigiana que viva Askatasuna”cercherà di raggiungere la questura, la prefettura e Palazzo Civico. La  manifestazione vede la partecipazione di rappresentanti antagonisti provenienti da Genova e Bologna, dalla Lombardia e dal Veneto. Imponente lo schieramento delle forze dell’ordine con centinaia di agenti in tenuta antisommossa.

La polizia locale sequestra 55 capi contraffatti

Continua l’impegno della Polizia Locale nel contrasto al commercio abusivo.

È di 55 capi contraffatti sequestrati dagli agenti del Reparto Operativo Speciale il bilancio di un controllo avvenuto nel pomeriggio di domenica 14 dicembre, verso le ore 15. Il centro cittadino era affollato di turisti e di persone impegnate nello shopping natalizio.

Giunti in prossimità di via Garibaldi, gli agenti del Ros, in pattuglia in abiti borghesi, hanno individuato un ambulante abusivo che esponeva su di un telo poggiato a terra numerosi capi di abbigliamento e accessori con visibili marchi di famose griffe, poi rivelatesi contraffatte.

Mentre lo stavano raggiungendo, il venditore ha intuito di essere stato scoperto ed è fuggito dileguandosi in mezzo alla folla e abbandonando la merce.

I capi sono stati posti sotto sequestro giudiziario ai sensi degli artt. 474 e 648 del codice penale (importazione e commercio illegale di prodotti con segni falsi e ricettazione). Tra i 55 pezzi contraffatti c’erano giubbotti ma anche cinture, scarpe, borse.

Regina Margherita, l’ospedale dei bimbi del mondo

Questa mattina all’ospedale pediatrico Regina Margherita di Torino si è svolta la cerimonia di dedica dell’ospedale ai bambini del mondo, alla presenza del ministro degli Esteri Antonio Tajani, del presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio, dell’assessore regionale alla Sanità Federico Riboldi, del commissario Franco Ripa e della direttrice del Dipartimento Patologia e Cura del Bambino Franca Fagioli, insieme ai bambini che sono in cura, accolti a Torino insieme alle loro famiglie. La scelta nasce dalla vocazione che il Regina Margherita ha consolidato negli anni accogliendo decine di piccoli pazienti da ogni angolo del mondo garantendo assistenza a cura a loro e ai famigliari.

 

«In questi mesi abbiamo lavorato per portare in Italia e curare tanti bambini da varie zone di guerra: ringrazio l’ospedale Regina Margherita e  il presidente Cirio perché hanno sempre risposto con generosità quando abbiamo chiesto alla Regione Piemonte di accogliere bambini rifugiati dall’Ucraina e dalla Palestina. Adesso sto guardando con grande preoccupazione alle condizioni di molti minori in Sudan. Un volo italiano arriverà in Sudan il giorno di Natale per consegnare beni alimentari; prima di Pasqua invieremo anche una nave carica di altri aiuti. Non escludo che chiederemo un aiuto alla Regione Piemonte per accogliere anche bambini dal Sudan, dove è in corso una guerra civile di cui si parla poco» dichiara il vicepremier e ministero degli Esteri, Antonio Tajani.

«Da oltre dieci anni l’ospedale Regina Margherita di Torino accoglie e cura bambini malati provenienti da ogni parte del mondo e in particolare dalle zone più difficili e dagli scenari di guerra, come è accaduto per i piccoli che siamo andati a prendere in Ucraina o per chi è arrivato dalla Striscia di Gaza, solo per citare gli esempi più recenti – dichiara il presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio – Si tratta di decine di bambini che nei loro Paesi non avrebbero potuto avere le cure necessarie e che qui invece le hanno trovate e sono stati accolti insieme alle loro famiglie, perché, quando si ammala un bambino, si ammala tutta una famiglia, e curare lui significa prendersi cura anche dei genitori e dei fratelli. Ed è quello che si fa qui, abbracciando chi ha bisogno di una cura che è sì del corpo, ma anche dell’anima. Oggi scegliamo quindi di dedicare questo ospedale, che è un’eccellenza della nostra sanità piemontese, ai bambini del mondo, perché ovunque, nel mondo, i bambini devono sapere che a Torino c’è un luogo dove, se hanno bisogno, possono essere accolti e curati. E di questo vogliamo ringraziare il ministero degli Esteri, e il ministro Tajani, con cui collaboriamo per portare qui i bambini, e i nostri medici e il nostro personale sanitario per il loro lavoro quotidiano e straordinario».

 

«Il Regina Margherita è da sempre un luogo di cura, ma oggi diventa anche un simbolo universale di solidarietà e speranza. Dedicare questo ospedale ai bambini del mondo significa riconoscere il valore di una sanità che non conosce confini e che mette al centro la tutela dei più fragili, indipendentemente dalla loro provenienza o dalle tragedie che hanno vissuto – aggiungono gli assessori alla Sanità, Federico Riboldi, e alla Cooperazione internazionale, Maurizio Marrone – Qui, ogni giorno, professionalità straordinarie si uniscono a un profondo senso di umanità per offrire cure, protezione e futuro a bambini colpiti dalla guerra e da gravi malattie. Come Regione Piemonte siamo orgogliosi di sostenere un presidio che rappresenta un’eccellenza clinica e, al tempo stesso, un messaggio potente di pace e cooperazione internazionale».

 

«Lospedale Infantile Regina Margherita è molto più di un ospedale: è un luogo in cui l’eccellenza clinica si unisce all’umanità della cura. Accogliamo bambini da tutto il mondo, prendendoci cura di loro e delle loro famiglie in modo globale, con attenzione alla persona, alle relazioni e al futuro senza distinzione di nazionalità, lingua o provenienza, affermando il diritto universale alla cura e alla speranza. Per questo il Regina Margherita è davvero l’ospedale dei bambini del mondo», spiega la direttrice Franca Fagioli.

L’ospedale Regina Margherita rappresenta da oltre un secolo un punto di riferimento fondamentale per la cura dei bambini. Nato con una forte vocazione pediatrica, è diventato nel tempo un simbolo di accoglienza, ricerca e innovazione medica. Qui, ogni giorno, medici, infermieri e operatori sanitari lavorano con competenza, dedizione e umanità per garantire cure altamente specialistiche ai piccoli pazienti, provenienti non solo dall’Italia ma anche da numerosi Paesi del mondo.

Il Regina Margherita viene dedicato come “Ospedale dei bambini del mondo” per la sua capacità di coniugare l’eccellenza scientifica con una profonda attenzione alla dimensione umana della cura, accogliendo piccoli pazienti e le loro famiglie provenienti da contesti geografici e culturali molto diversi tra loro. Accanto alle terapie all’avanguardia e alla ricerca clinica, l’ospedale offre supporto psicologico, assistenza alle famiglie e percorsi pensati per rendere l’esperienza ospedaliera il meno traumatica possibile per i bambini, grazie anche al lavoro dei mediatori culturali, che facilitano la comunicazione e l’integrazione tra famiglie straniere e il personale sanitario.

Grazie al contributo del Terzo Settore, e in particolare della signora Maria Teresa Lavazza con ADISCO, a partire dal 2013 sono state realizzate o riqualificate importanti strutture dell’ospedale Infantile Regina Margherita di Torino, tra cui ad esempio il Day Hospital e l’Ambulatorio di Oncologia ed Ematologia pediatrica, l’Isola Margherita, il Pronto Soccorso Pediatrico e alcuni reparti di degenza. Questi interventi rappresentano non solo un significativo passo avanti nell’ammodernamento dell’ospedale, ma anche un’innovazione tecnologica e culturale orientata al benessere complessivo della persona. L’obiettivo è stato quello di costruire ambienti di cura strutturati, accoglienti e flessibili, capaci di rispondere non solo alle esigenze clinico-assistenziali, ma anche a quelle educative e ricreative dei pazienti e delle loro famiglie. 

Si tratta di creare uno “spazio che cura” che si avvicini il più possibile agli ambienti di vita quotidiana del bambino e che gli consenta di guardare all’esterno, perché per i bambini, gli adolescenti e le famiglie ospedalizzate, tutto quello che c’è fuori assume la connotazione di futuro. 

Negli ultimi tre anni, l’ospedale ha accolto più di 100 bambini con i loro familiari provenienti dall’estero, di cui un terzo dai Paesi dell’Europa dell’Est, un terzo dall’Asia e dal Medio Oriente, e un terzo dall’Africa e dal Sud America. Questi dati confermano il ruolo internazionale del Regina Margherita e sottolineano l’impegno nell’offrire accoglienza, cure specialistiche e supporto umano a chi affronta viaggi complessi e situazioni di grande fragilità.

Negli stessi anni, l’ospedale ha accolto nuclei familiari provenienti da contesti di guerra e di emergenza umanitaria, in particolare 39 famiglie dall’Ucraina e 15 dalla Striscia di Gaza, consolidando il suo ruolo internazionale anche nei momenti di crisi globale. L’accoglienza ha richiesto un impegno coordinato tra Autorità nazionali e regionali, Organizzazioni umanitarie, ospedale e associazioni di volontariato, e si è configurata come una presa in carico globale e multidimensionale del paziente pediatrico e del suo nucleo familiare. Questo percorso ha compreso assistenza medica specialistica, supporto psicologico modulato in base alle esigenze dei bambini e dei caregiver (con metodologie evidence based per la stabilizzazione emotiva, interventi di gioco simbolico e tecniche di autoregolazione), interventi sociali ed educativi, continuità scolastica e inclusione sociale, oltre a supporto post dimissione, sempre nel rispetto delle specificità culturali e religiose. Fondamentale è stato il contributo dei mediatori culturali, che hanno facilitato la comunicazione, garantito la comprensione reciproca e sostenuto l’integrazione delle famiglie nel percorso di cura. In questi contesti drammatici, accogliendo bambini feriti o gravemente malati e collaborando con reti umanitarie e sanitarie internazionali, l’ospedale ha dimostrato come la medicina possa diventare strumento di solidarietà, pace e tutela dei più fragili.

Investita in via Buenos Aires: 76enne grave al CTO

È rimasta investita da un’auto ed è stata trasportata in codice rosso al CTO: grave una donna di 76 anni. L’incidente è avvenuto nella serata di ieri in via Buenos Aires, all’altezza del civico 27. La donna ha riportato un trauma cranico e nella mattinata è previsto un intervento chirurgico per stabilizzare una frattura al bacino. La prognosi resta riservata. Sul posto sono intervenuti la polizia locale e due ambulanze per prestare i soccorsi.

VI.G

Diretta su TikTok tradisce un 47enne ricercato: arrestato a Poirino

Stava facendo una diretta su TikTok insieme alla fidanzata ed è così che i carabinieri di Poirino lo hanno sorpreso e arrestato, poiché ricercato. L’uomo, 47 anni, residente nella frazione Appendini, era irreperibile dallo scorso ottobre ed è stato individuato dai carabinieri di Chieri grazie a lunghi monitoraggi sul web. Dopo aver seguito l’ennesima diretta social, i militari sono risaliti alla sua abitazione e hanno eseguito un provvedimento di carcerazione emesso dalla Procura di Ivrea. L’uomo dovrà scontare una pena di due anni e mezzo di reclusione per reati contro il patrimonio commessi in Piemonte e in altre regioni.

VI.G

MOBA lancia la seconda edizione de “Il piccolo urbanista 2.0”

Il MOBA – Movimento per i Bambini ODV annuncia l’avvio della seconda edizione del progetto “Il piccolo urbanista 2.0 – connessi al presente, costruttori del futuro”, un percorso educativo di cittadinanza attiva rivolto agli studenti della scuola primaria e secondaria di primo grado, realizzato in partenariato con la Fondazione Educatorio della Provvidenza ETS e ADN Associazione Diritti Negati, e con il contributo di Regione Piemonte. Il rigetto nasce da una domanda semplice e potente: possono gli studenti diventare protagonisti del cambiamento urbano? Con “Il piccolo urbanista 2.0” tutto questo è possibile, è il motore stesso di un cambiamento: far parlare i giovani per immaginare un futuro ideale della città. Gli studenti sono così chiamata ad analizzare e ripensare i propri quartieri, diventando dei veri costruttori di futuro, capaci di immaginare città più inclusive, sostenibili e a misura di persona. Il progetto è rivolto alle classi quarte e quinte della scuola primaria e al primo biennio della scuola secondaria di primo grado. L’obiettivo è quello di formare cittadini consapevoli, capaci di leggere criticamente il territorio e di proporre soluzioni concrete per migliorare la qualità della vita urbana. Il percorso si articola in tre fasi: la prima è dedicata all’apprendimento in classe attraverso la piattaforma digitale piccolourbanista.org, con contenuti multimediali pensati per studenti e insegnanti. La seconda fase prevede l’esplorazione critica del territorio attraverso laboratori pratici, attività interattive e passeggiate urbanistiche di quartiere, finalizzate alla mappatura degli spazi urbani. La terza fase riguarda la produzione creativa: ogni classe elaborerà il proprio progetto di quartiere ideale. Gli studenti più piccoli lo faranno in forma libera, mentre i più grandi daranno vita a un avatar basato sull’IA, un vero e proprio consulente digitale pensato per la comunità. A supporto del percorso formativo, sono previste schede didattiche e infografiche per rendere accessibile l’apprendimento. I temi comprendono mobilità sostenibile, inclusione, benessere psicofisico, educazione alimentare, finanziaria e alfabetizzazione digitale. I contenuti sono curati da esperti del settore e da realtà di rilievo come Intesa Sanpaolo Innovation Center e il Museo del Risparmio.

Le migliori idee elaborate saranno premiate all’interno di un contest e avranno l’opportunità di essere presentate alle istituzioni pubbliche come proposte e istanze provenienti dal territorio. Il progetto si svolgerà fino a maggio 2026, e coinvolgerà una rete di partner ed eventi territoriali. Con “Il piccolo urbanista 2.0”, MOBA valorizza i giovani come agenti attivi di cambiamento, restituendo alla scuola un ruolo centrale nella costruzione delle città del futuro, e promuovendo una città consapevole e orientata al domani.

Mara Martellotta