Barbera Blues Band, debutto vincente ad Accasa

 

TORINO – Una serata di musica autentica e grande partecipazione ha accompagnato il ritorno sul palco della Barbera Blues Band, protagonista sabato sera da Accasa – Dinner & Live Music.
Il concerto ha segnato il debutto della nuova formazione del gruppo torinese, accolto da un pubblico numeroso e attento. Nata circa dieci anni fa dall’iniziativa di Pino Galari e Mauro Della Rocca, la band si ripresenta oggi con rinnovato entusiasmo e una line-up arricchita dalla voce di Michela Remondino, dalle tastiere di Luca Cabianca e dal basso di Livio Aimone Querio.
Sul palco è emersa subito una forte sintonia tra i musicisti, capace di dare vita a uno spettacolo coinvolgente che ha attraversato diverse sfumature del blues, tra energia, intensità e momenti più raffinati. Un repertorio ispirato alla grande tradizione blues e blues-rock, ma interpretato con personalità e senza cedere alla semplice riproposizione dei classici.
Gli applausi del pubblico hanno accompagnato l’intera esibizione, trasformando la serata in qualcosa di più di un concerto: un nuovo inizio per una band che sembra pronta a ritagliarsi uno spazio importante nella scena musicale dal vivo.
Un debutto convincente che lascia ben sperare per i prossimi appuntamenti della Barbera Blues Band.

Enzo Grassano

Inaugurato il percorso di Guglielmo da Volpiano

Storia, accessibilità e rete territoriale per valorizzare le radici di territorio

Sono stati inaugurati  sabato 13 giugno 2026, a Volpiano i nuovi pannelli turistico-informativi dedicati alla figura di Guglielmo da Volpiano, il monaco benedettino protagonista dell’Europa monastica dell’XI secolo. L’iniziativa ha rappresentato una nuova tappa del progetto di valorizzazione del patrimonio storico e culturale del territorio, attraverso strumenti innovativi e inclusivi che accompagneranno cittadini e visitatori alla scoperta delle proprie radici.

Il percorso è stato realizzato grazie alla collaborazione tra il Comune di Volpiano, l’Associazione Terra di Guglielmo ODV e tabUi – piattaforma digitale specializzata nella promozione dei territori – e si sviluppa attraverso una rete di pannelli informativi accessibili ed è culminato in una camminata storica fino all’Abbazia di Fruttuaria, nel vicino Comune di San Benigno Canavese.

L’obiettivo dell’iniziativa è duplice: promuovere le eccellenze storiche e culturali locali e garantire un’accessibilità reale ai contenuti grazie a strumenti digitali innovativi, come audioguide e approfondimenti consultabili tramite smartphone.

Ad aprire la cerimonia è stato il sindaco di Volpiano, Giovanni Panichelli, che ha sottolineato il valore simbolico dell’iniziativa: «L’inaugurazione di questi pannelli rappresenta un gesto semplice ma significativo, perché rende accessibile a tutti un pezzo della nostra storia comune. Conoscere le proprie radici è un passaggio fondamentale per costruire una comunità forte e capace di affrontare le sfide del futuro».

Il sindaco ha inoltre evidenziato il carattere corale del progetto, ringraziando i numerosi partner, le associazioni e tutti coloro che hanno contribuito alla sua realizzazione mettendo a disposizione competenze, documentazione e, soprattutto, passione. «La passione per la storia e per le proprie radici non è qualcosa di scontato: richiede impegno, cura e perseveranza», ha affermato.

Alla cerimonia erano presenti, tra gli altri, la consigliera regionale Paola Antonetto, presidente della Commissione Cultura della Regione Piemonte; il vicesindaco di San Benigno Canavese Michele Cavapozzi; l’assessora alla Cultura del Comune di Volpiano Barbara Sapino; rappresentanti delle associazioni coinvolte e numerosi cittadini.

Il vicesindaco di San Benigno Canavese ha evidenziato come il progetto rappresenti un esempio concreto di collaborazione istituzionale: «Due Comuni e due comunità che si uniscono per custodire e tramandare le proprie radici. Le nostre radici sono la nostra storia e ciò che oggi siamo è il frutto di quanto chi ci ha preceduto ci ha lasciato».

Anche la consigliera regionale Paola Antonetto ha espresso apprezzamento per l’iniziativa: «Momenti come questo rendono orgogliosi del patrimonio storico, culturale e architettonico del Piemonte. È importante riscoprire e valorizzare questi spazi, rendendoli vivi e accessibili».

L’assessora alla Cultura Barbara Sapino ha ricordato come il progetto abbia saputo creare una rete virtuosa tra istituzioni, associazioni e realtà del territorio, con particolare attenzione alle nuove generazioni. Oltre ai pannelli informativi, il percorso prevede infatti ulteriori azioni di valorizzazione, tra cui la realizzazione di un murale in collaborazione con la confraternita e la parrocchia e la produzione di materiali divulgativi dedicati ai più giovani, tra cui un fumetto digitale già presentato al Salone Internazionale del Libro di Torino.

Fondamentale anche il contributo dell’Associazione Terra di Guglielmo ODV. Il presidente Luigi Camoletto ha illustrato le caratteristiche dei nuovi strumenti: «Abbiamo realizzato pannelli che raccontano la storia di Guglielmo e del territorio, integrandoli con audioguide e contenuti digitali pensati per essere utilizzati da tutti. Con un semplice click è possibile ascoltare la storia passeggiando tra questi luoghi, approfondire i contenuti e visualizzare immagini e documenti. Un’esperienza completa, intuitiva e realmente inclusiva».

I pannelli raccontano, in particolare, il legame tra Volpiano e l’Abbazia di Fruttuaria attraverso il percorso storico della cosiddetta “Stratella”, l’antica via che collegava il territorio alle principali direttrici medievali.

L’iniziativa si inserisce nel più ampio progetto di valorizzazione territoriale “Territori in Luce” finanziata dalla Fondazione Compagnia di San Paolo, e conferma la volontà delle istituzioni locali di investire nella cultura come strumento di coesione sociale, promozione turistica e trasmissione della memoria collettiva.

Con questo nuovo percorso, Volpiano e San Benigno Canavese rafforzano il loro legame, trasformando la storia condivisa in un’opportunità di crescita culturale, partecipazione e sviluppo per l’intero territorio.

 

Margherita Oggero presenta il suo ultimo libro “Le piccole viltà”al Museo Pietro Micca

 

 Continua la serie Dialoghi al Museo.

Prosegue con un appuntamento con la rassegna “Dialoghi al Museo”, ospitata dal Museo Pietro Micca di Torino. Lunedì 16 giugno alle 17.30 il pubblico incontrerà una delle voci più amate della narrativa italiana contemporanea, Margherita Oggero, che presenterà il suo nuovo romanzo Le piccole viltà, pubblicato da Einaudi. A dialogare con l’autrice sarà la giornalista Maria La Barbera, in un confronto che si preannuncia ricco di spunti, riflessioni e suggestioni. Torinese, insegnante per molti anni prima di dedicarsi completamente alla scrittura, Margherita Oggero ha conquistato lettori e critica grazie a uno stile limpido, ironico e profondamente umano. Autrice di numerosi romanzi di successo, è nota anche per aver dato vita al personaggio della professoressa-investigatrice Camilla Baudino, protagonista di libri che hanno ispirato fortunate trasposizioni televisive. Nella sua produzione letteraria Oggero ha sempre mostrato una particolare attenzione ai rapporti umani, alle fragilità individuali e alle contraddizioni della società contemporanea. Con Le piccole viltà l’autrice torna a esplorare il territorio complesso delle relazioni e delle scelte quotidiane. Il romanzo racconta storie che si intrecciano attorno a comportamenti apparentemente insignificanti, quei piccoli compromessi, quelle omissioni e quelle esitazioni che fanno parte della vita di ciascuno. Non si tratta delle grandi colpe che segnano irrimediabilmente un’esistenza, ma di quelle debolezze più sottili e comuni che spesso passano inosservate e che proprio per questo risultano particolarmente interessanti da osservare. Con la sua consueta capacità di cogliere sfumature e dettagli psicologici, Oggero costruisce personaggi credibili e vicini al lettore, invitandolo a interrogarsi sui confini tra coraggio e convenienza, sincerità e opportunismo, responsabilità e paura. Le vicende narrate diventano così uno specchio nel quale riconoscere qualcosa di sé, delle proprie incertezze e delle proprie contraddizioni.

L’incontro al Museo Pietro Micca rappresenta un’opportunità preziosa non soltanto per conoscere più da vicino il nuovo lavoro della scrittrice, ma anche per riflettere sul ruolo della letteratura come strumento di comprensione della realtà e dell’animo umano, il pubblico potrà entrare nel laboratorio creativo dell’autrice e approfondire i temi che attraversano il romanzo, in un pomeriggio dedicato alla lettura, al confronto e alla scoperta. Un appuntamento che conferma la vocazione dei “Dialoghi al Museo” a essere un luogo d’incontro tra cultura, memoria e attualità, offrendo occasioni di confronto con protagonisti di primo piano del panorama letterario italiano.

Info e prenotazioni: museopietromicca@comune.torino.it

Museo Civico Pietro Micca – via Gen. Guido Amoretti 7°- Torino

seopietromicca@comune.torino.it

museopietromicca@comune.torino.it

opietromicca@comune.torino.it

Mille partecipanti alla Stracandiolo

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RACCOLTI 15 MILA EURO PER L’ISTITUTO DI CANDIOLO – IRCCS

 La “gara per la ricerca” è organizzata dalla Fondazione Allegra Agnelli per la Ricerca sul Cancro in collaborazione con Torino City Marathon. 

Sono stati circa mille i runner che hanno partecipato questa mattina alla 25ª edizione della Stracandiolo, la “corri per la ricerca” che unisce sport e solidarietà e che è ormai diventata un appuntamento classico del podismo piemontese. Partenza e arrivo si sono svolti, come di consueto, all’interno dell’Istituto di Candiolo – IRCCS.

Quest’anno la Stracandiolo assume un significato ancora più speciale, inserendosi nelle celebrazioni per il 40° anniversario della Fondazione Allegra Agnelli per la Ricerca sul Cancro: un importante traguardo fatto di impegno, solidarietà e risultati condivisi, raggiunti grazie al sostegno di migliaia di persone.

L’intero ricavato delle iscrizioni è stato devoluto alla Fondazione, organizzatrice dell’evento in collaborazione con Torino City Marathon e Torino Road Runners ASD. Quest’anno sono stati raccolti 15.000 euro, destinati a sostenere le attività di cura e ricerca dell’Istituto.

La gara competitiva di 8,2 km, riservata agli atleti tesserati FIDAL, Runcard o EPS, è stata vinta in campo maschile da Said Hachchach (Torino Road Runners) con il tempo di 27’47”, mentre in campo femminile il successo è andato a Francesca Mentasti (Pro Sesto Atletica Cernusco) in 28’15”. Accanto alla competizione si è svolto anche un percorso ludico-motorio: una camminata aperta a persone di tutte le età, con la possibilità di partecipare in squadra con pettorali personalizzati.

Commentando il successo dell’edizione 2026 della Stracandiolo, il Direttore Generale della Fondazione Allegra Agnelli per la Ricerca sul Cancro, Gianmarco Sala, ha dichiarato: “Dal 1999 la Stracandiolo – Corri per la Ricerca accompagna la crescita dell’Istituto di Candiolo – IRCCS e sostiene le attività della Fondazione Allegra Agnelli per la Ricerca sul Cancro. Questa edizione è ancora più speciale perché coincide con i 40 anni della Fondazione: quarant’anni di cura, ricerca e visione che hanno portato Candiolo a diventare ciò che è oggi, grazie alla generosità di chi ha scelto di stare al nostro fianco. Ogni risultato raggiunto porta la firma dei nostri sostenitori. Vogliamo crescere sempre di più per continuare a mantenere la promessa fatta a chi ha bisogno di cure e a chi, da quarant’anni, rende possibile tutto questo”.

 

Crisi vino, le attese degli agricoltori

I tavoli regionali di consultazione sono importanti e utili, ma chi deve decidere è la politica. Il momento del vino è tale da non consentire più alcun tentennamento. Dopo aver ascoltato tutti, ci aspettiamo che l’assessore regionale all’Agricoltura decida, ben sapendo che non potrà dare ragione a tutti. Rispetto a un anno fa, nulla è cambiato, se non che la situazione è ulteriormente peggiorata, perché le vigne non hanno il rubinetto che si può chiudere per limitare i danni. Il momento non è facile per nessun settore, oltre a chiedere il comparto del vino deve saper assumere le proprie responsabilità.

È questa in estrema sintesi la posizione espressa dal Gruppo di interesse economico Viticoltura di Cia Agricoltori Italiani Piemonte e Valle d’Aosta dopo l’incontro di mercoledì pomeriggio con l’assessore regionale all’Agricoltura e Cibo, Paolo Bongioanni.

La rappresentanza dell’Organizzazione agricola regionale presieduta da Gabriele Carenini esorta la Regione a cogliere l’occasione della crisi per riprogrammare il comparto vitivinicolo, non soltanto in funzione dell’emergenza di oggi, ma guardando al futuro da qui ai prossimi dieci anni, tenendo conto dei tempi richiesti dalla natura per adeguarsi alle nuove esigenze produttive del settore.

Nell’immediato, l’indicazione è di utilizzare tutte le risorse disponibili per la vendemmia verde e di contingentare al massimo al 5 per cento i superi, se non abolirli. In sostanza, non diminuire le rese, ma togliere i superi.

Va detto, secondo i rappresentanti regionali del settore vitivinicolo di Cia Piemonte e Valle d’Aosta, che le criticità del settore non sono riscontrabili ovunque in Piemonte con la medesima gravità, però bisogna fermare e programmare estirpi e nuovi impianti secondo le necessità specifiche caso per caso.

Rimane un punto fermo per l’Organizzazione agricola la richiesta che le risorse pubbliche destinate all’agroindustria vengano indirizzate esclusivamente alle realtà che impiegano materie prime piemontesi. Analogamente, viene auspicato il rispetto di un “patto non scritto tra gentiluomini” che impegni i soggetti beneficiari degli aiuti pubblici a riconoscere ai loro conferitori un prezzo minimo delle uve non inferiore a 90 centesimi al chilo, per restituire dignità al lavoro del viticoltore, che non fa solo vino, ma è il perno di un sistema complesso di tutela dell’ambiente e della biodiversità, oltre che della promozione turistica, una componente sempre più rilevante per l’economia locale. Alla Regione, è stato inoltre richiesto uno sforzo per superare il momento di crisi relativo all’aumento delle giacenze.

Visto tutto il lavoro compiuto sulle Doc piemontesi (fascette, Sian, fascicolo, eccetera), sarebbe opportuno avere a disposizione dai Consorzi i dati dell’imbottigliato e del fascettato, perché dai dati si capiscono tante cose ed insieme si possono fare dei ragionamenti.

Pensierini della domenica

Caro Direttore,
La Domenica è il giorno in cui si legge e si pensa di più. Ti scrivo tre pensierini di oggi.
Dopo aver letto sul Corriere una intervista nella quale il Sindaco dice che lui pensa a risolvere i problemi stamane i giornali danno mezza pagina alla nomina da parte del Sindaco nel Consiglio di amministrazione della SMAT di uno dei leader di Alleanza Verdi e sinistra, che so non essere felice del Pappa e ciccia con quelli di Askatasuna , così il Sindaco pensa di avere tutti i voti della  forza politica che ha partecipato con più convinzione ai cortei finiti in violenze di Askatasuna. Ha risolto un problema per la sua rielezione e chissennegrega se Askatasuna va a tirare di tutto al cantiere dell’opera più importante per il futuro di Torino, là TAV?
Secondo pensierino. Passo da corso Novara dove c’era una volta la Lavazza e leggo il pensiero gentile per le forze di polizia che , facendo il loro dovere , nell’ultimo mese hanno arrestato 80 persone: ”PIÙ SBIRRI MORTI”. Proseguo e entro nella Chiesa al centro dei problemi di Torino , la Madonna della Pace.Qui in Barriera , ci sono tanti di quei problemi da risolvere che Ti raccomando , ma il Comune preferisce frequentare altre zone.  In Chiesa mi si apre il cuore , ci sono tre battesimi di figli di italiani e di Paesi africani . Bella gente. Nell’omelia però i problemi vengono fuori e Don Marco dice che vede in giro tanta gente stanca non solo fisicamente e si chiede “Non so come faranno”… Lo scrivo perché quel “non so come faranno” deve arrivare a chi ha dimenticato Barriera, Aurora, Madonna di Campagna e tutti gli altri posti dove gli echi delle feste del centro città non arrivano e là metro 2 come la 12 dovranno aspettarle ancora anni. Tanta attenzione per i diritti civili zero interesse per i problemi sociali e del lavoro. Come è cambiata la sinistra…. Un altro motivo per cambiare alle prossime elezioni, andando a votare però.

Mino GIACHINO
UDC Torino

Villa Lascaris a Pianezza, Dungeons&Dragons

Domenica 21giugno, Villa Lascaris, a Pianezza, dedica il solstizio d’estate e la sesta edizione di Parco Aperto alle famiglie, con tavoli di Dungeons&Dragons per ragazzi, laboratori creativi per bambini, una caccia al tesoro nel parco e attività di benessere per gli adulti. La manifestazione proposta da Villa Lascaris, casa di spiritualità e cultura dell’Arcidiocesi di Torino, si rinnova e amplia la propria proposta, mettendo al centro bambini e ragazzi. La tradizionale giornata dedicata alla scoperta della storica dimora ottocentesca appartenuta al Marchese Agostino Lascaris, e del suo parco, si trasforma in un’esperienza diffusa, capace di coniugare il divertimento delle nuove generazioni con la cultura, lo svago e il benessere degli adulti.

In collaborazione con UNECON, Università per l’Educazione Continua, e con il patrocinio del Comune di Pianezza, la visita si rivolge a tutti, seguendo i propri interessi e ritmi. La bellezza della natura è dell’arte dialogheranno con la letteratura, il gioco intelligente, la memoria storica e la cura di sé. Negli ampi spazi del parco prenderanno vita diverse aree tematiche, pensate per giocare, esplorare, rilassarsi e partecipare. Lo spazio Giovani, Parco TEENS, comprende la citroniera e il prato antistante, che saranno interamente dedicati ai ragazzi dai 9 ai 14 anni. Si tratta di un’occasione unica per mettersi alla prova a, con tavoli di gioco di ruolo e sessioni introduttive a Dungeons&Dragons, guidate da Master esperti. .è attività prenderanno il via alle 14.30 e proseguiranno lungo tutto il pomeriggio, offrendo ai ragazzi u ‘esperienza di gioco e socializzazione immersi nella natura.

All’ombra di un maestoso cedro, nel Parco KIDS, i bambini dai 4 agli 8 anni potranno viaggiare con la fantasia partecipando alle attività o ai laboratori di Creafavole negli orari delle14.30, 16, 17.30 e 19. Il kit completo per partecipare alla successiva caccia al tesoro verrà consegnato gratuitamente a tutte le famiglie all’ingresso.

A cura delle guide volontarie di UNECON, saranno proposte visite guidate alla Villa e al suo parco storico. Alle 15, la visita comprenderà le sale auliche e i loro aspetti artistici, alle 16.30 una iamatologa e un botanico proporranno una visita dal titolo paesaggi in dialogo tra Europa e Giappone, un viaggio culturale tra il Sol Levante e l’Occidente. La giornata si concluderà alle 19 con una passeggiata tra le statue seicentesche e le luci della sera, che avvolgono la Valle di Susa e la Sacra di San Michele all’orizzonte. Alle ore 18 si terrà l’evento centrale della sezione culturale, la presentazione del romanzo “L’agguato di notte” di Giuseppe Conte, libro che racconta la vicenda di Maria Bricca, eroina di Pianezza del 1706. L’incontro è arricchito dalla presenza del Gruppo Storico della Fenice, in abiti d’epoca.

Nella Giornata Internazionale dello yoga, un’area immersa nel verde ospiterà mini sessioni di yoga e pilates della durata di 30 minuti ciascuna, pensate per consentire ai genitori di dedicarsi al relax mentre i figli partecipano alle attività di gioco.

I grandi prati della Villa ospiteranno aree relax e uno spazio dedicato al book crossing, in modo tale che i visitatori possano porterà con sé una coperta o una stuoia per una pausania verde. Sarà inoltre attivo pertanto il pomeriggio un punto di ristoro per la merenda di grandi e piccini.

“Giunto alla sua sesta edizione, Parco Aperto rappresenta pienamente l’identità di Villa Lascaris – spiegano gli organizzatori – in un’epoca caratterizzata dalla velocità abbiamo voluto creare un luogo dove bambini, ragazzi e genitori possano trascorrere un pomeriggio insieme, alternando gioco, natura e cultura. Ogni attività, dal gioco di ruolo dedicato ai ragazzi e alle ragazze, ai laboratori dei più piccoli, fino allo yoga sul prato e alla cultura, è pensata per rimettere al centro la qualità del tempo condiviso, immersi nella bellezza della natura e dei luoghi”.

Info: domenica 21 giugno dalle 14 alle 20.30 – contributo d’ingresso: 7 euro adulti, 5 euro bambini dai 6 ai 12 anni, gratuito per i bambini dagli 0 ai 5 anni. Ingresso libero, ma consigliata la prenotazione scrivendo a eventi@villalascaris.it – per i laboratori dei bambini, Parco KIDS e tavoli da gioco di Ruolo, Parco TEENS, la prenotazione e anticipata è consigliata fino a esaurimento posti.

Programma completo su https://parcoapertopianezza.my.canva.site/

Mara Martellotta

Giulia di Barolo, la progressista della beneficenza e della compassione

Una straordinaria figura del nostro ‘800

Nata nel 1786 a Maulevrièr, in Francia, Juliette Françoise Victurnie Colbert discendente di una importante famiglia che aveva visto il padre Ministro delle Finanze del Re Luigi XIV, in seguito alla Rivoluzione Francese, dopo aver perso beni e parenti, si trasferi’ in Germania e in Olanda. Nel 1804, quando Napoleone Bonaparte si incorono’ imperatore dei francesi, Jiuliette, tornata in patria, divenne una delle dame di compagnia dell’imperatrice ed e’ proprio in questo rinnovato contesto che conobbe il suo futuro marito: il marchese Carlo Tancredi Falletti di Barolo appartenente ad una delle più importanti famiglie aristocratiche del Piemonte. Nonostante fu un matrimonio combinato, come si usava ai tempi, la loro unione si trasformo’ in un sodalizio molto forte dovuto sia alle loro affinita’ d’interessi, di cultura e ad una spiccata sensibilita’ per le questioni sociali, ma anche alla reciproca compensazione caratteriale, “più ardente, generosa e volitiva, intransigente nelle idee per temperamento e tradizione” lei ,” meno espansivo, più liberale e facilmente remissivo, ma non meno ricco di sentimento e di bontàlui.

Dopo il matrimonio si stabilirono nella Torino dei Savoia, ma anche di Cavour e di D’Azeglio, a Palazzo Barolo in via delle Orfane, dove iniziarono le loro attivita’ benefiche in una citta’ che soffriva molto di poverta’, vagabondaggio, criminalita’ e dove le carceri affollate versavano in terribili condizioni di igiene e invibilita’. Tutto comincio’ durante una passeggiata domenicale quando Jiuliette, oramai Giulia, incrocio’ una processione che portava il viatico ad un carcerato che ribellandosi disse che non voleva conforto, ma piuttosto del cibo. Giulia volle subito visitare le carceri, quelle maschili prima, le femminili dopo, che trovo’ in uno stato disumano. Questo terribile scenario la convinse subito a voler fare qualcosa e chiese al Re di poter insegnare loro a leggere e il catechismo, ma soprattutto di restituirgli una dignita’ oramai persa. Ci riusci’ e cosi’ comincio’ il suo percorso di supporto alle carcerate che divento’ un vero e proprio impegno istituzionale quando divento’ sovraintendente delle prigioni di Torino. Come prima cosa fece trasferire le “forzate” nelle Torri Palatine, un luogo piu’ luninoso e salutare, ma la cosa piu’ importante, per cui mise tutto il suo impegno, fu la riforma per le carceri piemontesi che si ispirava a quelle inglesi e danesi. Riusci’ a far commutare le pene in lavoro, accorcio’ i processi e trasformo’ le leggi discutendone prima con le detenute. Nacquero cosi’ dei “refugium peccatorum” dove si poteva lavorare, guadagnare, ma sopra ogni cosa era possibile essere reinserite all’interno della societa’. Dopo questi epocali cambiamenti che impattarono sul tessuto sociale i coniugi di Barolo crearono scuole e asili nido che affidarono alle suore di Sant’Anna, ma anche orfanotrofi, dove passava a dare la sua benedizione anche Don Bosco che collaboro’ molto con Giulia, e l’Ospedaletto per i bambini disabili. Per essere sicura che il suo impegno si protraesse anche quando non ci fosse stata piu’ istitui’ l’Opera Pia Barolo e fece costruire la chiesa di Santa Giulia, nel quartiere Vanchiglia, dove riposa dal 1899. Le sue iniziative, le sue idee, i progetti, ma anche i suoi pensieri sono raccolti in un diario da cui si evince la personalita’ di Giulia di Barolo, una donna straordinaria, romantica, generosa, una eroina di tutti i tempi.

E’ possibile rivivere la storia dei marchesi di Barolo visitando il Palazzo omonimo a Torino che fu il piu’ famoso salotto del Risorgimento di Torino e dove venne ospitato Silvio Pellico.

MARIA LA BARBERA

Candiolo compie 40 anni: nasce la Fondazione Allegra Agnelli

Quarant’anni di ricerca, cura e visione e un nuovo ambizioso piano di sviluppo per l’Istituto di Candiolo. È quanto annunciato  a Candiolo, dove la Fondazione Piemontese per la Ricerca sul Cancro ha celebrato il proprio anniversario presentando una nuova fase della sua storia: il cambio di nome in Fondazione Allegra Agnelli per la Ricerca sul Cancro e un investimento da oltre 200 milioni di euro per costruire l’oncologia del futuro.

Il piano strategico 2026–2035 punta a raddoppiare la capacità di ricerca e l’impatto clinico dell’Istituto di Candiolo – IRCCS. Un progetto che prevede l’ampliamento degli spazi da 60.000 a oltre 95.000 metri quadrati, con nuovi edifici dedicati alla ricerca e alla degenza, integrati tra loro e concepiti per favorire il dialogo continuo tra scienza e assistenza. Al centro, anche una nuova attenzione alla qualità degli ambienti: il verde diventerà parte integrante del percorso di cura, con parchi, giardini e spazi naturali, mentre il nuovo hospice sarà progettato come un luogo accogliente e domestico, pensato per garantire dignità e vicinanza ai pazienti e alle loro famiglie.

La nuova fase si fonda su una storia iniziata nel 1986 grazie all’intuizione di Allegra Agnelli e resa possibile, in questi quarant’anni, dalla generosità di centinaia di migliaia di donatori. Un impegno collettivo che ha trasformato quello che inizialmente sembrava un progetto irrealizzabile in un centro di eccellenza riconosciuto.

“Quarant’anni fa costruire da zero un centro oncologico all’avanguardia, sostenuto dalla generosità dei cittadini, sembrava un’impresa impossibile – ha ricordato la presidente Allegra Agnelli –. Oggi Candiolo è una realtà di eccellenza e guardiamo al futuro con la stessa determinazione. Il futuro che immagino per questa Fondazione è più grande di quanto abbiamo già realizzato: dobbiamo andare avanti, finché il cancro non sarà vinto”.

Per la Città di Torino all’evento c’era l’assessora alle Politiche educative e giovanili Carlotta Salerno, che ha detto: “Celebriamo oggi 40 anni di eccellenza e di straordinario coraggio. La Fondazione conferma sempre più la sua umanità e lungimiranza, poiché con questo importante anniversario si lancia un progetto ambizioso ma soprattutto visionario. La sua forza, che la rende un modello a livello nazionale ed internazionale, è proprio quella di sapersi innovare, restando al tempo stesso un saldo riferimento, capace di accompagnare ogni singola persona nel percorso di cura e di incidere profondamente nella storia di ciascuno. La città di Torino ringrazia di cuore la Fondazione Candiolo, ora Fondazione Allegra Agnelli per la Ricerca sul Cancro, per aver costruito un patrimonio collettivo immenso, il cui contributo continua ad abbracciare la comunità e generare sviluppo”.

A sottolineare il ruolo determinante della comunità è stato il direttore generale Gianmarco Sala: “Ogni risultato della Fondazione porta la firma di chi ha scelto di sostenerci. La generosità è il motore di Candiolo: oggi lanciamo un nuovo sogno fatto di nuovi edifici, reparti e tecnologie sempre più avanzate, per mantenere la parola data ai pazienti e a chi ci sostiene”.

Sul valore scientifico del progetto è intervenuta la direttrice scientifica Anna Sapino, che ha evidenziato come il nuovo piano rappresenti un salto di scala: “Più laboratori, più collaborazioni internazionali e più trial clinici significano più opportunità di trasformare una scoperta in una terapia. Crescere vuol dire ampliare la capacità di dare risposte concrete ai pazienti”.

Il progetto delineato segna dunque l’inizio di una nuova fase per Candiolo: non solo un ampliamento infrastrutturale, ma una visione che mira a consolidare il ruolo dell’Istituto tra i principali centri di ricerca oncologica a livello internazionale, continuando a coniugare innovazione scientifica e attenzione alla persona.

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