Riapre domenica 1⁰ marzo la statua di San Carlo, ad Arona

Dopo la chiusura invernale, si celebra l’apertura della statua di San Carlo, ad Arona, domenica 1⁰ marzo alle ore 10 e alle 14.30, pensate per accompagnare i visitatori tra la storia e le curiosità legate a questo imponente monumento dedicato a San Carlo Borromeo. La statua di San Carlo Borromeo, rinominata affettuosamente “San Carlone”, è una delle più alte al mondo accessibili all’interno, ed è stata voluta nel Seicento da Federico Borromeo per celebrare il cugino santo nato ad Arona nel 1538. Da oltre tre secoli domina il lago Maggiore con gli oltre 35 metri d’altezza, ed è da sempre punto di riferimento spirituale e identitario del territorio. Durante la visita, una scala a chiocciola conduce al terrazzo panoramico, ai piedi della statua, da cui si apre una suggestiva vista sul lago Maggiore. Per chi desideri vivere l’esperienza completa è possibile accedere all’interno del monumento grazie a una scala alla marinara. Il biglietto d’ingresso comprende l’accesso al giardino botanico, ideale per una sosta nel verde, arricchito dalle sculture di Marco Mantovani, artista neoilluminista riconosciuto a livello internazionale e allievo di maestri come Lodovico Pogliaghi e Francesco Messina. La statua di San Carlo è gestita da Archeologistics, impresa sociale impegnata nella valorizzazione di beni e monumenti culturali per conto della Veneranda Biblioteca Ambrosiana, proprietaria del complesso.

Visite guidate: 1 marzo ore 10 e 14.30 – orari di marzo: venerdì, sabato, domenica 10-17. Ultimo ingresso 16.30

Biglietti: intero 13 euro – ridotto 8 euro per ragazzi dai 6 ai 16 anni – 5 euro per persone con disabilità e accompagnatore e abbonamento Musei Piemonte.

Contatti: statuasancarlo@ambrosiana.it

Telefono:0322 249669 – 328 8377206

Gian Giacomo Della Porta

Stupinigi: Evviva l’anno del Cavallo

Domenica 22 febbraio, ore 15.45

Per il Capodanno Cinese una visita speciale alla scoperta delle “cineserie” della Palazzina di Caccia

 

 

In occasione del Capodanno Cinese, la Fondazione Ordine Mauriziano organizza una visita speciale alla scoperta di un mondo lontano e delle influenze orientali presenti all’interno del percorso di visita della Palazzina di Caccia di Stupinigi.

L’appuntamento “Evviva l’anno del Cavallo” di domenica 22 febbraio è un viaggio verso Oriente, un’immersione nei racconti dei grandi viaggiatori, attraverso la Via della Seta e fino in Cina. Dai paesaggi ad acquerello delle carte da parati alle stoffe, dall’esotica Sala da Gioco ai bizzarri animali del serraglio: nella Palazzina di Caccia di Stupinigi si possono ripercorrere le influenze ed il gusto per le “cineserie” e l’esotismo diffuso nelle residenze sabaude.

Il fascino dell’Oriente conquista l’Europa a partire dal 1600 con l’arrivo nel Vecchio Continente di merci preziose quali lacche, sete, carte da parati e porcellane che vanno ad abbellire le dimore di re e principi. In Italia, i Savoia, influenzati anche loro dall’esotismo, creano ambienti che riecheggiano questi luoghi lontani. I Gabinetti Cinesi, ad esempio, hanno una tappezzeria di carta dipinta a tempera, importata dalla Cina meridionale, con scene che si sviluppano dal basso verso l’alto, tratte dalla vita e dai costumi popolari dell’antica Cina.

 

INFO

Palazzina di Caccia di Stupinigi

Piazza Principe Amedeo 7, Stupinigi – Nichelino (TO)

Domenica 22 febbraio 2026, ore 15.45

Evviva l’anno del Cavallo

Durata dell’evento: 1 ora e 15 minuti circa

Prezzo visita guidata: 5 euro + biglietto di ingresso

Biglietto di ingresso: intero 12 euro; ridotto 8 euro

Gratuito: minori di 6 anni e possessori di Abbonamento Musei Torino Piemonte e Royal Card

Prenotazione obbligatoria entro il venerdì precedente

Info e prenotazioni: 011 6200601 stupinigi@biglietteria.ordinemauriziano.it

www.ordinemauriziano.it

Giorni e orari di apertura Palazzina di Caccia di Stupinigi: da martedì a venerdì 10-17,30 (ultimo ingresso ore 17); sabato, domenica e festivi 10-18,30 (ultimo ingresso ore 18).

Gianrico Carofiglio in scena: “Elogio dell’ignoranza e dell’errore”

Teatro Concordia Venerdì 20 febbraio, ore 21

Biasimare gli errori e stigmatizzare l’ignoranza sono considerate pratiche virtuose. Necessarie. Ma le cose, forse, non stanno proprio così. Prendendo spunto da aneddoti, dalla scienza, dallo sport, da pensatori come Machiavelli, Montaigne e Sandel, ma anche da Mike Tyson, Bruce Lee e Roger Federer, Gianrico Carofiglio racconta la gioia dell’ignoranza consapevole e le fenomenali opportunità che nascono dal riconoscere i propri errori. Imparando, quando è possibile, a trarne profitto. Una riflessione inattesa su due parole che non godono di buona fama. Un’allegra celebrazione della nostra umanità.  GIANRICO CAROFIGLIO Nato a Bari, è stato pubblico ministero, specializzato in indagini sulla criminalità organizzata, consulente della Commissione parlamentare antimafia e senatore della Repubblica. Ha esordito nella narrativa nel 2002 con Testimone inconsapevole, primo romanzo della serie con protagonista l’avvocato Guido Guerrieri, cui sono seguiti Ad occhi chiusi, Ragionevoli dubbi, Le perfezioni provvisorie, La regola dell’equilibrio, La misura del tempo e L’orizzonte della notte. Ha creato il personaggio del maresciallo dei Carabinieri Pietro Fenoglio, protagonista della trilogia composta dai romanzi Una mutevole verità, L’estate fredda e La versione di Fenoglio. Tra le sue opere più note figurano anche i romanzi Il passato è una terra straniera, Il silenzio dell’onda, Il bordo vertiginoso delle cose e Le tre del mattino; le raccolte di racconti Non esiste saggezza e Passeggeri notturni; e i saggi Della gentilezza e del coraggio, La nuova manomissione delle parole e Elogio dell’ignoranza e dell’errore. Il personaggio di Penelope Spada, ex pubblico ministero, compare per la prima volta ne La disciplina di Penelope e torna come protagonista del romanzo Rancore. I libri di Gianrico Carofiglio sono tradotti, o in corso di traduzione, in tutto il mondo e disponibili anche in audiolibro, letti dall’autore. Gianrico Carofiglio ha ideato e conduce la trasmissione televisiva di approfondimento etico e culturale Dilemmi, giunta alla quarta edizione; tiene conferenze e seminari su linguaggio e scrittura nelle maggiori università italiane e straniere; è autore e interprete di lectio sceniche a teatro e in festival e manifestazioni letterarie. Dai suoi romanzi sono tratti film per il cinema e serie tv di successo.

Info Teatro della Concordia, corso Puccini, Venaria Reale (TO) Venerdì 20 febbraio 2026, ore 21 Elogio dell’ignoranza e dell’errore Di e con Gianrico Carofiglio Produzione: Charlotte Spettacoli Biglietti: intero 20 euro, ridotto 18 euro www.teatrodellaconcordia.it

Torino festeggia il Capodanno cinese 2026, “L’Anno del Cavallo”

Il 17 febbraio si è aperto “l’Anno del Cavallo”, e l’Istituto Confucio dell’Università di Torino celebrerà il Capodanno cinese con un ricco programma di eventi aperti al pubblico.

Martedì 17 febbraio il nuovo anno si è inaugurato con l’apertura della mostra di carte intagliate cinesi, dal titolo “Poesia di carta”, visitabile fino al 15 marzo prossimo presso Torino Outlet Village. Le carte intagliate rappresentano una forma di arte antichissima riconosciuta dal 2006 quale Patrimonio immateriale dell’Umanità, che si esprime con particolare vivacità nelle immagini augurali del Capodanno. Sarà esposta una selezione di opere di due importanti esponenti della tradizione delle carte intagliate: Xi Xiaoqin e Chu Chunzhi.

Sempre all’Outlet Village, nei fine settimana del 21-22 febbraio, 28 febbraio-1marzo, l’Istituto Confucio proporrà ai visitatori una serie di laboratori culturali per adulti e bambini, che spaziano dalla calligrafia alle carte intagliate, fino al trucco delle maschere dell’Opera di Pechino. Sarà inoltre proposto un laboratorio di narrazione di favole cinesi legate al Capodanno.

Sabato 21 febbraio  l’Istituto Confucio approderà a Barolo, in provincia di Cuneo, per un’iniziativa dell’artista Enrico Arfero, realizzata in collaborazione con la città di Barolo. Da tempo il muro di contenimento alle porte del Comune langarolo si è trasformato in un’esplosione di colori e suggestioni artistiche, grazie all’installazione di street art, nota sotto il nome “Barolo Wall”.

Per l’occasione, l’Istituto Confucio ha proposto un tema capace di coniugare la cultura cinese a quella del nostro territorio. Il valore e la funzione del buon bere, per cimentare amicizie e collaborazioni e per conservare un patrimonio prezioso di tradizioni e conoscenze. I cinesi conoscono e apprezzano sempre di più i nostri vini, in particolare il Barolo, riconosciuto vino nobile di pregio. Nel contempo, la cultura cinese tramanda da millenni una raffinata tradizione delle libagioni, seppur non basata sul vino d’uva,  che si intreccia a una filosofia di vita che mette al centro i temi della buona compagnia e della convivialità. Su queste basi, l’Istituto Confucio ha proposto di portare simbolicamente a Barolo il grande poeta cinese Li Bai, noto come artista sommo che nell’alcol trovava ispirazione. Nel pannello artistico che lo raffigura, Li Bai cerca la Luna, rappresentata dalla divinità femminile Chang’e, e richiamata anche dalla presenza di una navicella spaziale, a testimonianza delle conquiste tecnologiche di un Paese che non dimentica le sue radici e che a quella divinità ha voluto intitolare i suoi programmi spaziali.

Barolo è pronta così ad accogliere con dell’ottimo vino, e idealmente con Li Bai, i cinesi che vorranno visitare le sue colline attraversate dai vigneti.

Venerdì 27 febbraio, l’Istituto Confucio saluterà il nuovo anno presso il Circolo dei Lettori con il recital “Tra bel canto e poesia cinese”. La soprano Cao Yaqiong e il pianista Li Weijie daranno vita a un recital sospeso tra tradizione liederistica europea e quella belcantistica italiana.

Infine, su invito del Consolato della Repubblica Cinese di Milano, che anche questa volta desidera porgere i propri auguri al popolo torinese, l’Istituto Confuncio ha realizzato la grafica dell’ideogramma “fu” (felicità). Il carattere prende le caratteristiche dell’animale dell’anno, il cavallo, e come da tradizione, si illuminerà sulla cupola della Mole Antonelliana, facendo scendere sui torinesi un augurio di letizia.

Istituto Confucio dell’Università di Torino  – segreteria@istitutoconfucio.torino.it –  011 6703913

Mara Martellotta

Dopo la tragedia di Crans-Montana, intensificati accertamenti a Venaria

In ottemperanza alle recenti raccomandazioni della Prefettura di Torino, relative alla necessità di rafforzare i controlli sul rispetto delle prescrizioni a tutela della sicurezza e dell’incolumità pubblica all’interno dei locali di pubblico spettacolo e dei pubblici esercizi, anche alla luce dei gravi fatti avvenuti a Capodanno nella località svizzera di Crans-Montana, il Corpo di Polizia Municipale di Venaria Reale ha effettuato negli ultimi giorni diversi controlli sul territorio.

Nello specifico, nel corso del controllo in un’accurata ispezione presso un pubblico esercizio di somministrazione di alimenti e bevande, sono state accertate diverse violazioni della normativa vigente, tra cui l’utilizzo di un’area destinata alla somministrazione in assenza delle necessarie autorizzazioni. Tale utilizzo ha comportato una trasformazione del locale non conforme a quanto risultava dagli atti in possesso del Comune, con conseguente mancanza delle verifiche e delle certificazioni previste dalla legge.

A 11 mila euro corrisponde il totale delle sanzioni amministrative per le violazioni riscontrate. Il locale è stato chiuso con ordinanza del Comune di Venaria Reale fino al ripristino delle condizioni di regolarità. Ulteriori accertamenti saranno svolti nei prossimi giorni, anche in collaborazione con altri Settori comunali ed Enti esterni competenti.

“La sicurezza dei cittadini e degli avventori è una priorità assoluta – ha dichiarato Fabio Giulivi, Sindaco di Venaria Reale – i controlli effettuati dimostrano l’attenzione costante dell’Amministrazione comunale nel far rispettare le regole e nel prevenire situazioni di potenziale rischio. Il rispetto delle norme non è un adempimento formale, ma una condizione essenziale per garantire la tutela delle persone e la corretta convivenza sul territorio”.

“L’attività di controllo svolta rientra in un più ampio piano di verifiche mirate a garantire il rispetto delle prescrizioni di sicurezza nei pubblici esercizi – ha dichiarato Alberto Pizzocaro, Comandante della Polizia Municipale – gli accertamenti proseguiranno anche nei prossimi giorni, con il coinvolgimento degli uffici comunali competenti e degli enti preposti, al fine di assicurare condizioni di piena regolarità e tutela dell’incolumità pubblica”.

Mara Martellotta

Federico Zanasi: “Condividere”, a Eataly Torino Lingotto

Venerdì 27 febbraio prossimo tornerà a Eataly Lingotto Federico Zanasi, chef del ristorante “Condividere”, una stella Michelin, a Torino, questa volta in veste di autore per illustrare in prima persona il suo libro “Condividere”. L’appuntamento sarà alle 18.30 in sala Punt & Mes, dove lo chef dialogherà con il giornalista esperto di enogastronomia Marco Trabucco. Sarà l’occasione  per assaggiare due proposte direttamente dalla cucina di “Condividere”: “l’oliva sferica”, piatto iconico di El Bulli, presente in carta anche nel ristorante Condividere, e il gelato al Parmigiano “Bob Noto”, racchiuso tra due cialde croccanti e l’aggiunta di marmellata al limone, creato da chef Zanasi in omaggio al celebre fotografo e gourmet torinese Bob Noto. In accompagnamento un calice di bollicine dell’enoteca di Eataly Torino. A seguire, firmacopie con l’autore. L’evento è gratuito fino a esaurimento posti, ma si consiglia la prenotazione sul sito www.eataly.it.

Il libro racconta la genesi del progetto che ha portato al ristorante “Condividere”, un’idea corale che ha visto partecipe, fin dall’inizio, Ferran Adrià, considerato tra i padri della gastronomia contemporanea mondiale. Verranno approfonditi il contesto storico e culturale, la sua identità fortemente radicata nella città di Torino e i personaggi che hanno contribuito a dargli vita e forma, per citarne uno tra i più significativi, Dante Ferretti, scenografo italiano pluripremiato agli Oscar, che ha progettato gli interni del ristorante. Il lettore viene così accompagnato in un viaggio graduale, sempre più ravvicinato, dalla porta del ristorante fino al tavolo e dietro le quinte, grazie a racconti coinvolgenti di parole e immagini riferite a una giornata al ristorante, e attraverso 45 ricette create dallo chef Federico Zanasi, che ne individuano la cifra stilistica e creativa.

Mara Martellotta

L’ascesa di Vladimir Putin (qui) firmata da un grandioso Paul Dano

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Sugli schermi “Il mago del Cremlino”

PIANETA CINEMA a cura di Elio Rabbione

Quando, era il 17 marzo 2014, Vladislav Surkov divenne persona posta sotto sanzioni esecutive negli States di Barak Obama e si vide congelare ogni proprietà che là possedeva, la risposta fu: “Le uniche cose che mi interessano negli Stati Uniti sono Tupac Shakur, Allen Ginsberg e Jackson Pollock. Non ho bisogno di un visto per accedere al loro lavoro”. Quattro giorni più tardi anche l’Unione Europea gli chiuse le porte ma lui in seguito venne visto a Ibiza o tra i monasteri del Monte Athos. Nel Mago del Cremlino che Olivier Assayas (già collaboratore dei “Cahiers du cinéma”, già autore di Sils Maria e Personal Shopper), con l’apporto a una sceneggiatura senza impennate di Emmanuel Carrère, ha tratto dal roman à clef omonimo del nostro scrittore e politico Giuliano da Empoli, Surkov è ribattezzato Vadim Baranov, sino al 2020 mentore instancabile e pieno di risorse e anima nera di Vladimir Vladimirovič Putin. Ovvero la costruzione di un tiranno, un nuovo “principe”, un nuovo zar. Un passato di artista rap e regista teatrale che collimava in idee ed entusiasmo con quella avanguardia che circolava nella Russia di fine millennio, una voglia improvvisa di scendere – sempre dietro le quinte – nel campo di battaglia della politica, un passato che ritorna, assai pacatamente, attraverso una summa di capitoli che guardano al panorama stretto della nazione come alle sfere territoriali circostanti, un panorama di cui lo spettatore comune dovrebbe avere maggiori conoscenze e che soltanto la Storia potrà decifrare con maggiore sguardo di lontano, un passato che nasce dai colloqui che Baranov allaccia con un intervistatore americano (Jeffrey Wright) tra le stanze e le sedute di vodka all’interno di una dacia solitaria tra le distese nevose che la circondano.

L’avanguardia disordinata e assordante, le mire verso una televisione diversa fatta di reality, di maggior gusto occidentale, l’aver compreso che business e politica e spettacolo possono coesistere, l’incontro con la sfuggente Ksenia (Alicia Vikander) sempre pronta a fare attenzione a dove spiri il vento del successo, l’apprendistato alla corte dell’oligarca Boris Berezovsky – interessante storia, all’interno dell’intera matassa di Assayas, di chi aveva nelle mani il principale canale televisivo russo, il Pervyj, di chi finanzia un partito che porterà Putin, freddo burocrate del KGB, con la sua resistibile ascesa, alle soglie del vero mondo politico, di chi è definito un boss della mafia russa, s’oppone in seguito ai disegni del Presidente, chiede asilo in Gran Bretagna, è trovato morto “chiuso a chiave in bagno e impiccato”, circostanze sulle quali il coroner non ha ancora messo la parola fine -, l’invenzione di una “democrazia sovrana”, gli anni della “direzione” tra il 2013 e il febbraio 2020, anno in cui fu esautorato da chi sino ad allora aveva seguito i suoi “consigli”, la Cecenia, il Donbass e l’Ucraina, l’inabissamento del Kursk, i giochi olimpici di Soči, e avanti ogni cosa la ricerca di un equilibrio della patria da mettere nelle mani di una persona del tutto nuova: era l’anno 2000 e la veste della Russia, all’indomani delle dimissioni di Eltsin, mentalmente e fisicamente instabile, in vero declino, doveva necessariamente cambiare foggia. L’uomo nuovo, quello sempre al riparo di un efficace paravento, era Surkov/Baranov. L’ombra, il potente Rasputin del nuovo millennio, una sorta di Machiavelli dei giorni nostri, lo stratega delle public relations, quello che predispone, che soppesa le parole e i fatti, quello che indirizza e manipola e s’allontana immediatamente dall’area che ha appena frequentato, che con uno sguardo apparentemente spento realizza. Assayas racconta, in 149’, a tratti attraverso interminabili dialoghi e confronti, per gradi e per tappe, un fiume in piena cinematografica anche a rendere l’arrembaggio confuso di quel luogo e di quegli anni, la Russia del nuovo capitalismo, cade nel colpo di pistola finale e fasullo, interessa ma si fa narratore oltre misura, più drammaturgo russo che francese ironico e distaccato.

È peraltro ottimamente aiutato da una coppia d’attori in autentico stato di grazia. Jude Law è un perfetto Putin, è “teatralmente” potente, lo reiventa saggiamente e spettacolarmente nel suo muoversi, negli sguardi sghembi, nello stropicciare le labbra nell’attesa di una risposta, nell’attraversare i corridoi e al riparo delle grandi ante dorate che lo spingono ad avanzare nelle sale del palazzo. Ma è su Paul Dano – grandioso – che deve posarsi l’attenzione di chi vedrà il Mago, al percorso ininterrotto di questo attore che regge dalla prima all’ultima scena, oggi poco più che quarantenne (esploso come figlio di Daniel Day-Lewis nel Petroliere nel 2007 e poi come l’instabile e presunto rapitore di bambine nel Prisoners di Denis Villeneuve, tralasciando Sorrentino e Spielberg), alla sua performance tutta trattenuta ma esplosiva, tranquillamente soffusa e chiusa nella fissità di quel suo faccione tondo, nei gesti trattenuti, nelle cose non dette e a tratti nemmeno lasciate trasparire, in quel carico di lentezze e movenze calibrate di cui riveste la personalità forte del suo Baranov.

Tracollo Juve: il Galatasaray dilaga 5-2

Andata playoff Champions League

Serata da incubo per la Juventus, travolta 5-2 dal Galatasaray nell’andata del playoff di UEFA Champions League. Nella bolgia di Istanbul, i bianconeri crollano nella ripresa dopo un primo tempo combattuto.
I padroni di casa passano subito con Gabriel Sara, ma la reazione juventina è immediata: Koopmeiners firma l’1-1 dopo appena un minuto e poi completa la rimonta con una doppietta che illude la squadra italiana. Prima dell’intervallo, però, arriva un duro colpo con l’infortunio di Bremer, sostituito da Gatti.
Nella ripresa cambia tutto. L’ex Napoli Lang sale in cattedra e realizza una doppietta che ribalta l’inerzia del match. In mezzo, il rosso a Cabal complica ulteriormente la situazione per la Juve, che cede definitivamente sotto i colpi di Sanchez e Boey.
Finisce 5-2: tra una settimana servirà un’impresa ai bianconeri per conquistare gli ottavi di finale.

Enzo Grassano

Investito in autostrada muore in ospedale

Un cinquantenne è morto ieri in serata all’ospedale Maggiore di Novara. Era rimasto coinvolto in un incidente sull’A4 Torino-Milano quando alle 18,30  sull’autostrada, in direzione di Torino,  tra Balocco e Carisio, ha accostato sulla corsia a scorrimento più lento forse per il veicolo guasto. L’automobilista è stato travolto da un altro mezzo ed è stato sbalzato sull’asfalto a  metri di distanza.

Volano sedie al bar: 15 ragazzi denunciati per una violenta rissa

Sono 15 le denunce dei carabinieri  della sezione radiomobile di Ivrea nei confronti dei presunti autori della rissa avvenuta l’8 febbraio nel dehors del bar della stazione della cittadina. Il violento litigio probabilmente si era verificato per qualche sguardo di troppo fra i giovani. Da qui  una violentissima zuffa con lanci di sedie. Diversi i ragazzi feriti e insanguinati