Nursing Up Piemonte: «Prestazioni aggiuntive al limite»

 

Servono fondi immediati e assunzioni per evitare tagli a posti letto e servizi

Nursing Up Piemonte lancia l’allarme sulla delicata situazione che sta attraversando il sistema sanitario regionale. Le risorse destinate alle prestazioni aggiuntive per gli infermieri, i professionisti sanitari e gli operatori del comparto risultano insufficienti e, secondo le stime, si esauriranno già nel primo trimestre del 2026.

La carenza di personale infermieristico, stimata in circa 7.000 unità, rappresenta un problema strutturale che si trascina da anni. Le prestazioni aggiuntive hanno finora costituito uno strumento indispensabile per garantire i livelli essenziali di assistenza, evitando la chiusura di posti letto, l’accorpamento dei reparti e l’ulteriore allungamento delle liste d’attesa.

«Le prestazioni aggiuntive non sono un privilegio ma una misura emergenziale che ha consentito di tenere in piedi i servizi», afferma Claudio Delli Carri, segretario regionale del Nursing Up Piemonte Valle d’Aosta, evidenziando che «senza un rifinanziamento immediato il sistema non sarà più in grado di garantire gli standard assistenziali minimi».

Gli infermieri, i professionisti sanitari e gli operatori del comparto stanno già assicurando la continuità dei servizi rinunciando ai riposi e lavorando oltre l’orario ordinario, in un contesto di crescente pressione organizzativa e responsabilità clinica. «Non è più sostenibile continuare a coprire i turni scoperti con ordini di servizio continui», prosegue Delli Carri, aggiungendo che «il rischio concreto è la chiusura di servizi e reparti, con conseguenze dirette sui cittadini e sui territori».

Il sindacato ribadisce che la priorità deve essere rappresentata dalle assunzioni di nuovo personale per affrontare la carenza strutturale e ridurre il ricorso sistematico alle prestazioni aggiuntive. Senza interventi strutturali, avverte Nursing Up Piemonte, si potrebbe assistere anche a un ritorno all’esternalizzazione di attività sanitarie pubbliche, con possibili ricadute sulla qualità dell’assistenza.

«Chiediamo alla Regione di attivarsi subito per sbloccare e incrementare i fondi destinati alle prestazioni aggiuntive, oggi del tutto insufficienti rispetto all’emergenza in atto», dichiara Delli Carri, sottolineando che «a livello nazionale è necessario rivedere i vincoli che ne limitano l’utilizzo, così da consentire alle aziende sanitarie di fronteggiare una carenza di personale ormai strutturale».

Resta centrale il tema di medio-lungo periodo: la professione infermieristica deve tornare attrattiva. Oggi i pensionamenti superano le nuove iscrizioni ai corsi di laurea in Infermieristica, aggravando progressivamente il deficit di organico.

«Servono politiche strutturali, investimenti e una reale valorizzazione economica e professionale per invertire questa tendenza», conclude Delli Carri, ribadendo che «le prestazioni aggiuntive non possono diventare la soluzione permanente a una carenza cronica, ma restano uno strumento straordinario per affrontare un’emergenza che richiede risposte immediate e scelte politiche coraggiose».

“Amadeus” di Peter Shaffer Debutta al teatro Carignano

 il 24 febbraio prossimo , per la regia di Ferdinando Bruni e Francesco Frongia, con i costumi di Antonio Marras
Debutto al teatro Carignano, martedì 24 febbraio prossimo, alle 19.30, di “Amadeus” di Peter Shaffer, pièce teatrale di Ferdinando Bruni, che ne è anche interprete e ne firma la traduzione, con i costumi di Antonio Marras. Lo spettacolo, prodotto dal teatro dell’Elfo con il contributo di NEXT, resterà in scena per la stagione in abbonamento dello Stabile fino a domenica 1⁰ marzo. “Amadeus” di Peter Shaffer non è solo la storia di due musicisti, ma anche un duello feroce di desiderio di gloria e l’impossibilità di contenerlo. Al centro della vicenda la storia piu celebre della musica classica: Antonio Salieri, artista rispettato, ma prigioniero dei propri limiti, avvelena il giovane Mozart, incarnazione di un talento naturale, sfrontato e incontrollabile. Dal debutto londinese nel 1979 al trionfo del film di Miloš Forman, con i suoi otto Premi Oscar, quest’opera ha affascinato perché racconta la rabbia di sentirsi oscurati e il piacere e il tormento di vivere accanto a un genio che ci riduce a comparse. Nella sua versione, il testo prende la forma di un sogno barocco e visionario, che si piega in incubo, in gioco di potere e ossessione in cui musica, parole e immagini diventano lo specchio dei nostri conflitti più intimi.
La regia di Ferdinando Bruni e Francesco Frongia esalta la forza del testo che ha il ritmo e la profondità di un classico, imprimendo l’andamento di un capriccio allucinato e sontuoso, un sogno che piano piano assume i contorni di un incubo.
Ferdinando Bruni interpreta il personaggio di Salieri che, attraversando l’età della vita come un “deus ex machina”, evoca dal passato i personaggi della “sua” storia. Accanto a lui, nel ruolo del giovane e irriverente Mozart, Daniele Fedeli, l’attore rivelazione di “Lo strano caso del cane ucciso a mezzanotte”. Lo stilista Antonio Marras firma costumi e vestiti degli interpreti con sontuosi abiti di un Settecento immaginario dagli inserti molto contemporanei. La scena è rappresentata da un salone trasfigurato dalla luce di una lanterna magica, nella quale si muovono musicisti, nobili e dignitari della corte di Giuseppe II.
“La leggenda che Peter Shaffer rielabora nel suo testo – afferma il regista Ferdinando Bruni – si basa su voci e pettegolezzi dell’epoca, cui gli storici non accreditano alcun fondamento; più probabilmente nasce da un’invenzione di Puškin, che nel suo microdramma ‘Mozart e Salieri’ ne racconta per la prima volta la favola. Antonio Salieri è uno dei più famosi compositori della sua epoca, vive in una posizione di assoluto privilegio, le sue opere sono note e apprezzate ed è un artista raffinato e riconosciuto. Niente e nessuno dovrebbe preoccuparlo. È arrivato ad occupare questa invidiabile posizione grazie a un patto fra lui e Dio, di devozione in cambio di successo, il primo sintomo di una follia che lo porterà a vedere nel genio di Mozart un tradimento del Creatore nei suoi confronti”.
Teatro Carignano – piazza Carignano 6, Torino
“Amadeus” – 24 febbraio/1⁰ marzo – orari: martedì, giovedì e sabato ore 19.30 – mercoledì e venerdì ore 20.45 – domenica ore 16 – lunedì riposo.
Telefono: 011 5169555 – biglietteria@teatrostabiletorino.it  – orario biglietteria: da martedì a sabato dalle 13 alle 19 / domenica dalle 14 alle 19 – lunedì riposo e attivo un’ora prima dello spettacolo per l’acquisto dei biglietti per la recite del medesimo giorno.
Mara Martellotta

Graffiti. Il pugilato casalese metà ‘900

Gli anni ’50 riportarono alla ribalta uno sport nobile e popolare dimenticato a causa del secondo conflitto mondiale, la Boxe. 

Sulla scia internazionale del pugile di Borgo San Martino Erminio Spalla campione europeo dei pesi massimi, cantante lirico, scultore e attore cinematografico, diversi dilettanti monferrini intrapresero questa attività sportiva anche senza gli spazi di informazione dell’epoca. Il peso piuma Antonello Roccheri classe 1932, nonostante non fosse in possesso di misure eccezionali, era dotato di spirito combattivo, forza incredibile e grande coraggio. Il suo esordio avvenne a soli 14 anni durante i tornei cittadini ai quali partecipavano anche militari in servizio nelle nostre caserme. Non avendo uno sponsor ufficiale, le spese organizzative degli incontri e del materiale agonistico erano sostenute da Giovanni Pagliano, titolare con il figlio Carlo del negozio di arredamenti in via Paleologi a Casale Monferrato. I pomeriggi pugilistici avvenivano in diversi punti della città: piazza Mazzini, palestra Leardi, giardini pubblici, palestra dello stadio, mostra di San Giuseppe e in alcune feste patronali del territorio con grande partecipazione di pubblico.
I continui successi del pugile emergente lo proiettarono alle fasi finali piemontesi e nel 1948 fu contattato per la pubblicazione di una sua immagine dalla rivista illustrata “La Settimana Incom” dove lavoravano firme importanti come Indro Montanelli, rivista romana che vide il proprio declino a causa dell’avvento della TV. Il matrimonio del 1954 con Anna Capra di Murisengo segnò la fine della sua breve carriera pugilistica. Per salvaguardare l’economia familiare trovò occupazione come operaio nella fabbrica di amianto Eternit, tragico destino di tante persone casalesi. I pugili dilettanti del periodo postbellico favorirono la nascita dell’Associazione Sportiva Boxe Casale, fondata nel 1955 da un gruppo di appassionati. Nel 1959 il sodalizio prese il nome di Franger Frigor Casale Ring portando a livello nazionale ottimi pugili come Bruno Zorzan, Paolo Amisano, Umberto Simbola e nel 1965 fu mutuato in Casale Ring Lambretta Innocenti. Dopo il declino inevitabile degli anni d’oro del pugilato casalese, oggi vengono organizzati incontri di diverse arti marziali quali Lotta Libera e Greco-Romana, Kick Boxing, Shorinji Kempo, Karate, Judo e Boxe tradizionale maschile e femminile come associazioni sportive dilettantistiche.
Armano Luigi Gozzano

UDC risponde ad Appendino: sulla FIAT hanno dormito Sindaci  e Governo Giallorosso

Onorevole Appendino sulla FIAT e sul settore auto chi ha dormito sono stati gli ultimi Sindaci Torino e il Governo giallorosso, Conte – PD.  Sbaglio’ Castellani nel 1993, quando diede per scontato che l’industria avrebbe contato di meno nella economia torinese  e quando scelse di puntare tutto su turismo, cultura e loisir. Gli esperti di sinistra non sapevano che il valore aggiunto dell’industria è tre volte il V.A del turismo, così dagli inizi del 2000 Torino ha una crescita economica sotto la media nazionale e in vent’anni ha perso 20 punti di PIL rispetto a Bologna e di conseguenza è la capitale dell cassa integrazione con impoverimento di decine di migliaia di famiglie e del commercio.

L’operazione FIAT-Peugeot venne annunciata nel 2019 , Governo nazionale e Città guidate dai Cinquestelle , e conclusa nel gennaio 2021. Se il Governo Conte avesse messo il golden power oggi lo Stato italiano sarebbe azionista di Stellantis al pari del governo francese e Tavares non avrebbe penalizzato l’indotto italiano. Invece di polemizzare col Governo le forze politiche e sindacali dovrebbero sostenere la azione della Meloni in Europa per un forte cambiamento della delibera europea che ha messo in crisi l’industria dell’euro europea.  Chi ha assistito acriticamente allo spostamento delle produzioni all’estero delle produzioni Fiat non può puntare il dito contro nessuno.
Questo non è il momento delle polemiche, quanto di sostenere  il Governo che in Europa sta spingendo a una nuova politica industriale dell’auto perché, contrariamente a quanti dicono che l’industria dell’auto non  è finita, la mobilità è in aumento nel mondo e Torino con il suo grande know how, fatto di centinaia di aziende, con il Politecnico e il nuovo Centro per la IA può continuare a   giocare un ruolo nell’ industria della mobilità del futuro.
.
Mino GIACHINO commissario cittadino UDC
Paolo Greco Lucchin, Vicesegretario nazionale UDC

“Il flamenco dell’Andalusia”, in scena la compagnia Assemblea Teatro

Sabato 21 febbraio prossimo, alle ore 21, il palcoscenico dell’Auditorium Franca Rame di Rivalta si riaccende con la magia ipnotica del baile andaluz  per antonomasia, ossia il flamenco, con i suoi passi, la sua musica, i suoi canti , la sua poesia.
“Il flamenco dell’Andalusia” è il titolo dello spettacolo e a interpretarlo sarà la bailadora ed attrice Manuela Carretta con i suoi musicisti della compagnia Soleàlma. Questi raffinati artisti approdano all’Auditorium Franca Rame grazie alla compagnia Assemblea Teatro che presenta il cartellone “Una sera a teatro-Adulti”.

Un incanto che si ricrea con la chitarra, le percussioni del cajon e dall’handpan,  per volare con la fantasia sotto il sole dell’Andalusia, cullati dai versi di Federico Garcia Lorca, letti dagli attori di Assemblea Teatro Cristiana Voglino e Luca Occelli.
Così all’Auditorium Franca Rame inizierà un viaggio spirituale  per l’Andalusia: “Cordova / Lontana e sola/ Puledra nera, luna grande/ e olive nella mia bisaccia […]” (Federico García Lorca, Canzone del Cavaliere)

L’Andalusia non è semplice folklore, ma una vera pelle che ti abita fin da giovane diventando molto di più di un fatto culturale, ma vero e proprio DNA.
Grazie alle parole di Federico Garcia Lorca e la danza di Manuela Carretta, si dispiega il racconto dell’Andalusia, con il sole di Cadice, il colore della gente e del vivere quotidiano, la passione d’amore, la festa in famiglia e tutte le emozioni dell’animo umano. Un viaggio nel cuore del flamenco  che  è patrimonio universale Unesco dal 2010.

Sabato 21 febbraio 2026 ore 21
Auditorium Franca Rame
Viale Cadore 133. Rivalta di Torino

Mara Martellotta

Pompe (PD): “Proteggere i nostri ragazzi dagli alcolpops è un dovere”

 “L’accesso all’alcol da parte dei minori è una delle emergenze educative e sanitarie più sottovalutate del nostro tempo. I dati piemontesi parlano chiaro: l’età del primo consumo si abbassa, cresce il binge drinking tra gli adolescenti, soprattutto tra le ragazze, e aumentano gli accessi in Pronto Soccorso per intossicazione alcolica. Di fronte a questo scenario non possiamo restare a guardare” afferma la Consigliera regionale del Partito Democratico Laura Pompeo che ha presentato un ordine del giorno in Consiglio regionale per impegnare la Giunta a rafforzare le attività di prevenzione dell’accesso all’alcol da parte dei minori, con un focus specifico sulle bevande alcolpops, i cosiddetti “ready-to-drink”.

“Queste bevande rappresentano un vero cavallo di Troia: dolci, colorate, a basso costo e percepite come innocue, sono spesso la porta d’ingresso verso un consumo rischioso e precoce. È nostro compito smontare questa falsa percezione e proteggere i ragazzi in una fase delicatissima dello sviluppo neurologico” spiega la Consigliera Pd.

“Con il mio atto di indirizzo chiedo alla Giunta regionale di adottare misure concrete e immediatamente attuabili, tra le quali: l’istituzione di un Tavolo Tecnico Permanente sugli alcolpops, con l’Osservatorio Epidemiologico delle Dipendenze e Dipartimenti di Prevenzione, per monitorare in modo specifico il consumo tra i minori di 16 anni e orientare meglio le azioni dei programmi PP01 e PP04 del Piano Regionale di Prevenzione, il rafforzamento dei Patti per la Sicurezza Urbana, con fondi straordinari ai Comuni per intensificare i controlli serali e notturni, in particolare sui distributori automatici H24 che non verificano l’età tramite lettura ottica dei documenti, l’estensione dei laboratori esperienziali “Alcol & Friends” a tutti gli Istituti Secondari di Secondo Grado del Piemonte entro il 2026, con nuovi kit e formazione aggiuntiva per gli operatori dei Dipartimenti Patologie delle Dipendenze e, infine, una campagna istituzionale dal titolo “Non è una bibita”, rivolta a famiglie e adolescenti, con il coinvolgimento strutturato di Pediatri di Libera Scelta, Medici di Medicina Generale e Infermieri di famiglia o di comunità, per spiegare i rischi neurotossici dell’alcol sul cervello in sviluppo” precisa Laura Pompeo, entrando nel merito dell’atto di indirizzo.

“La prevenzione non è un capitolo accessorio: è un investimento sulla salute pubblica, sulla sicurezza urbana e sulla qualità della vita delle nostre comunità. Chiedo alla Giunta di assumersi la responsabilità politica di un intervento deciso, coordinato e strutturale. Proteggere i minori è un dovere, non un’opzione. Non possiamo lasciare che la facilità di accesso agli alcolici nei supermercati o nei distributori automatici diventi un varco aperto verso l’abuso. La Regione ha gli strumenti per intervenire: ora serve la volontà politica. I nostri ragazzi meritano un Piemonte che li protegga davvero” conclude la Consigliera Pompeo.

Nuova apertura a Torino per l’azienda Marlù

Marlù amplia la propria rete commerciale con l’apertura di un nuovo store monomarca, in franchising, nel cuore di Torino. Il punto vendita è stato inaugurato sabato 14 febbraio scorso e si trova in via Lagrange 36/C, una delle arterie pedonali più prestigiose della città, simbolo dello shopping torinese e crocevia di brand di rilievo internazionale. Questa nuova apertura si inserisce nella strategia di crescita del marchio, orientata a consolidare la presenza sul territorio nazionale attraverso un modello di sviluppo capace di valorizzare la collaborazione con partner locali, mantenendo forte l’identità Marlù. L’insediamento in via Lagrange riflette la volontà del marchio di dialogare con contesti urbani e contemporanei di alto profilo, dove moda, cultura e lifestyle si incontrano. Il nuovo store è concepito come uno spazio accogliente e coinvolgente, pensato per interpretare la filosofia Marlù e accompagnare il cliente in un’esperienza che rende il gioiello parte integrante della vita quotidiana, espressione di emozioni autentiche e personali.

“Torino è una città dal carattere forte e profondamente contemporaneo – commenta Marta Fabbri, Cofounder e Marketing & Communication di Marlù – essere presenti in via Lagrange significa inserirsi in uno dei contesti commerciali più frequentati della città. Siamo felici di farlo attraverso un progetto in franchising che valorizza l’imprenditorialità locale e rafforza la nostra community, portando l’esperienza Marlù nel cuore dei torinesi”.

“Da oltre 15 anni conosciamo l’azienda e le sorelle Fabbri, e abbiamo visto il marchio crescere quando nella nostra città era ancora poco conosciuto – dichiara l’imprenditrice Rossella Conrotto – fino a diventare punto di riferimento per qualità, stile e riconoscibilità nel settore. Nel tempo si è creato un rapporto umano autentico, fatto di fiducia e confronto diretto, che ha reso ogni passo più semplice e naturale. Questa apertura rappresenta l’inizio di una nuova avventura”.

Gian Giacomo Della Porta

Piemonte a Birra dell’Anno 2026 conquista 7 ori

Il Piemonte si conferma tra i grandi protagonisti della birra artigianale italiana.
Alla  XXI edizione di “Birra dell’Anno”, il concorso organizzato da Unionbirrai, associazione di categoria di piccoli birrifici artigianali indipendenti, e svoltosi a Rimini durante Beer & Food Attraction, la regione Piemonte ha conquistato 28 riconoscimenti  complessivi, di cui sette medaglie d’oro, cinque d’argento, quattro di bronzo e dodici menzioni.
Al medagliere si aggiunge inoltre un premio speciale, che conferma la vitalità e la capacità di innovare tipiche del comparto regionale.
Le medaglie piemontesi coprono un ampio spettro di stili, dalle basse formazioni alle IPA, dalle belgian strong alle produzioni con cereali speciali e agli affinamenti, confermando la qualità tecnica e la solidità della scena craft piemontese.

A coronare il risultato arriva anche un riconoscimento speciale, il premio Best Collaboration Brew 2026, assegnato a Panaté Saison del Birrificio La Piazza di Torino, realizzata in collaborazione con Granda di Lagnasco in provincia di Cuneo. Si tratta di un premio che va oltre la singola categoria e valorizza la capacità di fare sistema, mettendo in rete competenze e identità territoriali.
Salgono sul podio, accanto al birrificio La Piazza, anche Soralamà di Borgone di Susa, Birra 100 Venti di Borgomanero, Croce di Malto di Trecate, Birrificio Balabiòtt di Domodossola, Birrificio Troll di Vernante, De Lab Fermentazioni di Diano d’Alba, Birrificio Elvo di Graglia, Birrificio Artigianale Alba di Canelli, Beer in di Portula, protagonisti con medaglie tra ori, argenti e bronzi.
Completano il quadro le menzioni che confermano la qualità diffusa del territorio, coinvolgendo anche Baladin a Barolo e ulteriori birrifici già presenti a medagliere.

“Birra dell’Anno rappresenta la fotografia più autentica del nostro movimento, in cui non contano le mode, ma il lavoro, la cura e la coerenza – ha dichiarato Vittorio Ferraris, direttore generale di Unionbirrai – In un periodo complesso, con i consumi fuori casa in calo che si riflettono sull’intera filiera, questi risultati raccontano di una comunità che non arretra. Il taglio delle accise, frutto di un impegno costante portato avanti da Unionbirrai a tutela dei piccoli produttori, ha dato ossigeno al comparto e dimostra che, quando le istituzioni ascoltano il settore, le misure possono avere un impatto concreto. Trent’anni dopo il primo fermento del 1996 celebriamo un comparto maturo, piu consapevole e competitivo. Proprio per questo ‘Birra dell’Anno’ continua a fondarsi sulla degustazione rigorosamente alla cieca. È il metodo che garantisce imparzialità, tutela il merito e rafforza la credibilità del premio, assicurando che  a vincere sia solo la qualità “.

Mara Martellotta

Cantine e mercati globali: il Piemonte punta sul vino con nuovi fondi europei (quasi 20 milioni)

L’assessore al Commercio, Agricoltura e Cibo, Turismo, Sport e Post-olimpico, Caccia e Pesca, Parchi della Regione Piemonte, Paolo Bongioanni, annuncia lo stanziamento di nuove risorse europee destinate al comparto vitivinicolo piemontese, provenienti dall’Ocm Vino e ripartite secondo le priorità individuate per il biennio 2026-2027.

«Il nostro vino è una delle locomotive trainanti della promozione del Piemonte enogastronomico e turistico sui mercati internazionali, e apripista nella conquista di nuovi scenari commerciali che i rapidi cambiamenti delle condizioni economiche e geopolitiche ci incoraggiano ad andare ad aggredire con determinazione. Per queste ragioni sono stati stanziati per il 2026 18,8 milioni di euro interamente destinati al mondo vitivinicolo, e che andranno a sostenere i diversi attori della filiera nel realizzare investimenti per rafforzare il comparto e promuovere sempre più i nostri grandi vini a livello globale».

Le risorse complessive ammontano a 18,79 milioni di euro, finanziate dall’Unione Europea e quindi senza impatto sul bilancio regionale. La suddivisione prevede 7,5 milioni di euro per la promozione del vino piemontese nei mercati extra Ue, 7.390.582 euro per sostenere investimenti aziendali e 4 milioni di euro destinati alla ristrutturazione e riconversione dei vigneti. La definizione delle priorità e la rimodulazione delle somme sono state condivise con i rappresentanti della filiera vitivinicola regionale.

Spiega Bongioanni: «Se negli ultimi anni abbiamo dato un forte impulso alla realizzazione di punti vendita e degustazione in cantina per sviluppare l’enoturismo, quest’anno orientiamo il sostegno Ocm verso gli investimenti materiali e immateriali per la trasformazione e commercializzazione del vino, quali opere edili, impianti, attrezzature, contenitori e macchinari per produzione e vendita come grandi botti in acciaio, macchine imbottigliatrici e linee di confezionamento, esclusi piccoli contenitori e materiali di consumo. La dotazione per questa voce passa da 4,8 milioni del 2025 a 7,4 del 2026: un potenziamento che ci consente di sfruttare razionalmente tutte le risorse disponibili entro la conclusione della Pac e del Csr 2023-27, in chiusura a fine ottobre 2027. Lo stesso vale per gli interventi realizzabili nella ristrutturazione dei vigneti, che non hanno subito variazione nei criteri rispetto agli ultimi anni e che dovranno essere terminati entro quella scadenza».

Aumenta inoltre di 100 mila euro lo stanziamento destinato alla promozione internazionale, che raggiunge così i 7,5 milioni di euro. I contributi saranno accessibili sia a singole aziende sia a realtà associate e consorzi di tutela, permettendo loro di partecipare a fiere, eventi di settore, degustazioni, attività promozionali e iniziative di incoming. Da quest’anno tali attività potranno essere accompagnate anche dal marchio territoriale “Piemonte Is – Eccellenza Piemonte”, con l’obiettivo di rafforzare l’identità e la riconoscibilità del territorio sui mercati internazionali.

«L’Osservatorio regionale del vino, che stiamo costituendo – sottolinea Bongioanni – a regime fornirà agli operatori ulteriori indicazioni previsionali utili a programmare e orientare la propria attività nel modo più scientifico ed efficace sulla base delle caratteristiche dei mercati».

Nelle prossime settimane verranno pubblicati i bandi attuativi, a partire da quello relativo alla ristrutturazione e riconversione dei vigneti.

 La figura dell’Assistente infermiere e il sistema salute

Tra esigenze di mercato e bisogni assistenziali
Mercoledì 18 febbraio 2026, dalle ore 9:00 alle 18:00, l’Aula Magna “Achille Mario Dogliotti” della AOU Città della Salute e della Scienza di Torino ospiterà un convegno dedicato a uno dei temi più attuali e delicati per il sistema sanitario: l’introduzione e l’inquadramento della figura dell’Assistente infermiere tra sostenibilità organizzativa, carenze di organico e garanzia della qualità delle cure.
 
L’iniziativa si propone di contribuire alla costruzione di un modello di integrazione multiprofessionale fondato su responsabilità chiare, competenze definite e tutele effettive sul posto di lavoro, con l’obiettivo di salvaguardare sia i professionisti sanitari sia la sicurezza delle cure erogate ai cittadini.
 
Tra mercato e tutela delle cure
L’istituzione della figura dell’Assistente infermiere si colloca in un contesto segnato da profonde trasformazioni: invecchiamento della popolazione, aumento della complessità assistenziale e persistenti carenze di personale. In questo scenario, il rischio è che le esigenze di mercato e di contenimento dei costi prevalgano sui bisogni assistenziali.
Il convegno si propone quindi come spazio di riflessione e confronto per individuare un equilibrio tra sostenibilità economica e qualità delle cure, valorizzando il lavoro in équipe e garantendo un perimetro chiaro di responsabilità.
Un appuntamento che si annuncia cruciale per il futuro dell’organizzazione sanitaria e per la tutela della professione infermieristica, chiamata a ridefinire il proprio ruolo all’interno di un sistema in continua evoluzione.
 
Un confronto necessario
Ad aprire i lavori sarà Nazzareno Arigò, Segretario Generale UIL FPL Torino e Piemonte, seguito dai saluti istituzionali di Stefano Lo Russo, Alberto Cirio e Livio Tranchida.
Il programma della mattinata offrirà un’analisi approfondita del contesto storico, normativo e organizzativo in cui si inserisce la figura dell’Assistente infermiere.
Laura Simionato proporrà un inquadramento storico delle figure assistenziali di supporto, ripercorrendo l’evoluzione dei ruoli e delle competenze nel tempo. Manuel Ballotta affronterà il tema degli standard europei e delle figure di supporto, mettendo a confronto qualità dell’assistenza e sostenibilità del sistema sanitario.
Mara Pavan analizzerà ruoli, competenze e responsabilità professionali, evidenziando le implicazioni organizzative e giuridiche legate alla ridefinizione dei profili. A chiudere la sessione mattutina sarà Massimiliano Sciretti, con un intervento basato sui dati relativi agli standard assistenziali e alle carenze di organico, tema centrale nel dibattito attuale.
I tavoli di confronto: sostenibilità e pratica clinica
Il pomeriggio sarà dedicato a due tavoli di confronto, pensati come momenti di dialogo tra istituzioni, professionisti e rappresentanze del settore.
Il Tavolo 1, dal titolo “La figura dell’Assistente infermiere tra scelte di sistema, sostenibilità e modelli organizzativi”, vedrà la partecipazione di Carlo Picco, Federico Riboldi, Giuseppe Danna, Luigi Baldini, Michele Assandri, Pietro Tuttolomondo, Walter De Caro e Rita Longobardi. Il focus sarà sulle scelte strategiche e organizzative che possono rendere sostenibile l’introduzione della nuova figura senza compromettere qualità e sicurezza.
Il Tavolo 2, “Ruoli, responsabilità e impatto sulla pratica clinico-assistenziale”, coinvolgerà Fabiano Zanchi, Gabriella Sella, Ivan Bufalo, Massimiliano Sciretti, Mara Pavan, Laura Simionato, Rita Longobardi, Ciro Chietti e Angelo Minghetti. L’attenzione sarà rivolta agli effetti concreti sulla pratica quotidiana e alla necessità di definire con precisione ambiti di competenza e responsabilità.
Conclusioni
Le conclusioni saranno affidate alla Segretaria Generale UIL FPL Nazionale Rita Longobardi, che tirerà le fila del dibattito evidenziando le prospettive future.