Scontro fra due auto, muore 31enne

Questa sera un automobilista di 31 anni è morto dopo un incidente stradale avvenuto in corso Europa a Volpiano. Si sono scontrati violentemente un suv e una Fiat Panda.

Rissa in campo: daspo per i genitori dei due calciatori minorenni

La vicenda, che aveva suscitato forte indignazione e grande eco mediatico, si è conclusa con una dura sanzione. I due padri dei giovani calciatori minorenni, intervenuti la sera del 31 agosto nella rissa scoppiata tra i figli al campo sportivo “Paradiso” di Collegno, non potranno assistere alle partite per uno e due anni rispettivamente. La questura di Torino ha infatti disposto nei loro confronti due Daspo. Le immagini del video girato dagli spalti quella sera avevano chiarito senza ambiguità la dinamica degli scontri tra i ragazzi in campo e documentato anche il grave episodio dell’aggressione: il padre di un giocatore che si scaglia contro il portiere tredicenne del Volpiano Pianese, contribuendo a rendere l’episodio ancora più grave e scioccante. La rissa era iniziata al fischio finale quando uno degli spettatori, padre di uno dei due calciatori, era entrato in campo aggredendo il portiere. L’altro genitore era  in campo come dirigente della società calcistica “Gsd Volpiano”.

In piazza Statuto la Drogheria Cavaletto

Venerdì 9 gennaio dalle ore 11 s’inaugura in piazza Statuto 4 a Torino la Drogheria Cavaletto,
lo spazio espresso. Un progetto contemporaneo che affonda le radici in un piccolo pezzo di storia
della monumentale piazza Statuto.
Affacciata sotto i portici, la Drogheria Cavaletto per decenni è stata un punto d’incontro per i
gourmet della città. Dapprima nel 1934 come bottega di spezie, pasta, olio e caffè, avviata da
Francesco Berta che aveva appreso l’arte della tostatura da Luigi Lavazza in via San Tommaso 10.
Poi nel dopoguerra come piccolo tempio di dolci e prelibatezze scelti con cura dalla moglie
Marianna Cavaletto e dalla figlia Renata Berta che avevano continuato l’attività di Francesco
morto sotto i bombardamenti della seconda guerra mondiale.
Negli Anni Sessanta, Giovanni Toppino, marito di Renata, attuò la seconda trasformazione
puntando su vini selezionati, cioccolato artigianale e prodotti ricercati che richiamarono clienti da
tutta la città, affascinati anche dalle celebri vetrine con cartelli realizzati a china e slogan originali.
Oggi la Drogheria Cavaletto torna a vivere come “spazio espresso”, per vendere, esporre
e festeggiare. Un format nuovo che riporta la bottega nel presente senza cancellarne la memoria:
cento metri quadrati modulabili su due livelli, grandi vetrine, salotto e cucina per ospitare
temporary store, pop up, eventi, mostre e tanto altro. Vetrina per le imprese ma anche luogo per
accogliere progetti e nuove idee, per incontrare e incontrarsi.
E con questo spirito, Drogheria Cavaletto è lieta di accogliere per l’inaugurazione l’artista
Francesca Casale , aka SENSU, la cui ricerca intreccia arte olfattiva e visiva. Qui presenta
Smell of Love una installazione già parte della mostra In Your Life di K-Way®. Il progetto intende unire creatività e olfatto, ispirandosi ad uno dei simboli iconici del design moderno: la Moka
Express Bialetti®. L’opera è costituita da tre stazioni olfattive, che trattengono al loro interno l’odore
del caffè a intensità differenti. I filtri delle moka sono contenuti nel cuore di sacche che invitano lo
spettatore a sperimentare memoria, emozione e narrazione attraverso l’olfatto.
Benvenuti allo “Spazio espresso”. Alma Toppino e Vittoria Lupo vi aspettano venerdì 9 gennaio dalle
ore 11, in piazza Statuto 4, per condividere storie, aromi e sapori.

Sandokan a Torino

 

Esattamente cinquant’anni fa, la sera di domenica 6 gennaio 1976, nella calza della befana, i telespettatori italiani trovano una vera e propria novità sul piccolo schermo: lo sceneggiato “Sandokan”, liberamente tratto dai romanzi del ciclo malese di Emilio Salgari. Sei puntate ambientate nel periodo della colonizzazione britannica dell’India che narrano le avventure del principe malesiano spodestato e pirata gentiluomo per vendetta, noto come la “Tigre di Mompracem”, interpretato dall’affascinante Kabir Bedi. Più di 27 milioni di italiani si appassionano alle gesta dell’eroe amato da intere generazioni e a quelle della “Perla di Labuan”, la bellissima Carole Andrè sulle note di una musica molto orecchiabile – ” Sandokan, Sandokan, giallo il sole la forza mi dà” – di Guido e Maurizio De Angelis, i mitici Oliver Onions. Rimasto famoso nel tempo è pure l’indimenticabile e spettacolare combattimento tra Sandokan ed una tigre. Incredibilmente un personaggio inventato quasi un secolo prima senza particolari clamori diventa un successo strepitoso.

Nel febbraio del 1976 il Sandokan televisivo arriva accolto dalle folle anche a Torino, e si affaccia per salutare l’innumerevole pubblico dalla finestra dell’abitazione di Emilio Salgari, in corso Casale 205. Ma se si torna indietro nel tempo qui a Torino troviamo anche il primo Sandokan, quello cinematografico: l’attore Luigi Pavese, nato ad Asti, della dinastia artistica torinese dei Pavese, insieme al fratello Nino e sua figlia Paila e poi spalla insuperabile di Totò, che nel 1941 interpreta contemporaneamente ben due film tratti da Salgari: “I pirati della Malesia” diretto da Enrico Guazzoni e “Le due tigri” per la regia di Giorgio Simonelli, girati a Cinecittà. Mentre anni e anni dopo, nel 1974, ma poco prima però dello sceneggiato dallo strepitoso successo realizzato dal regista Sergio Sollima, sempre a Torino il grande Ugo Gregoretti viene invitato dalla Rai a ridurre per la Tv dei ragazzi “Le tigri di Mompracem, il primo romanzo che narra le gesta di Sandokan.

Con l’audacia e l’originalità che sempre lo hanno contraddistinto Gregoretti realizza con la scenografia ed i costumi del torinese Eugenio Guglielminetti, una delle cose migliori che abbia fatto la televisione grazie soprattutto ad un giovane Gigi Proietti con tanto di turbante che dà un saggio strepitoso delle sue capacità mimiche che poi apprezzeremo tutti nell’arco della sua carriera. Per rimanere invece ai giorni nostri in questo periodo al Mufant, il Museo del Fantastico e della Fantascienza di Torino, in piazza Riccardo Valla, si può visitare sino al 26 marzo 2026 la mostra “Sandokan. Il ritorno della tigre”, dal giovedì alla domenica dalle 15.30 alle 19. Un bel viaggio nel mondo avventuroso di Emilio Salgari tra romanzi, cinema, fumetti e tv, dal celebre sceneggiato con Kabir Bedi alla nuova serie con Can Yaman.

Igino Macagno

Cannelloni della Befana al Castelmagno

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Una teglia di cannelloni di magro dal gusto delicato, ricco ed avvolgente. Assolutamente indimenticabili

Un antico detto afferma “L’Epifania tutte le feste si porta via”… Approfittiamo di questa ottima occasione per festeggiare ancora una volta insieme ai nostri cari offrendo loro un primo piatto della tradizione rivisitato in veste “chic” : una teglia di cannelloni di magro dal gusto delicato, ricco ed avvolgente. Assolutamente indimenticabili.

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Ingredienti per 8 persone:

2 confezioni di sfoglia per lasagna (tipo Rana)

4 porri dolci di Cervere

6 patate

200gr. di formaggio Castelmagno

200gr. di Taleggio

50gr. di grana grattugiato

burro, sale,olio q.b.

Per la besciamella:

800ml di latte intero

50gr.di burro

40gr.di farina

noce moscata, sale q.b.

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Lavare e tagliare i porri a rondelle, stufarli con olio,una noce di burro e sale per 20 minuti circa. Lessare le patate, schiacciarle come per fare un pure’ ed unirle ai porri. Mescolare bene, unire i formaggi a dadini, il grana grattugiato e il sale. Preparare la besciamella  con il latte, il burro, la farina, il sale e la grattata di noce moscata. Preparare i cannelloni stendendo sulla sfoglia (lato piu’ corto) il ripieno ed arrotolare. Procedere sino ad esaurimento degli ingredienti. Ungere la teglia con burro fuso, sistemare i cannelloni e ricoprire con la besciamella, ciuffetti di burro e grana grattugiato. Cuocere in forno a 200 gradi per 30 minuti circa o sino a completa gratinatura. Buon appetito e buon anno a tutti i lettori !

Paperita Patty

 

Produzione in (lieve) ripresa e occupazione stabile: industria piemontese, nuovo ciclo nel 2026?

Torino e Piemonte industriali, 2025 anno di svolta lenta

Il 2025 si chiude per l’industria piemontese con un bilancio fatto di prudenza, segnali di recupero e molte incognite ancora aperte. Dopo due anni di rallentamento, il sistema produttivo regionale ha cominciato a rimettersi in moto, ma senza ancora imprimere una vera accelerazione. Torino resta al centro di questa fase di riassestamento, tra la crisi dell’automotive tradizionale e la crescita dei comparti tecnologicamente più avanzati.

Nel corso dell’anno la produzione industriale ha mostrato una dinamica moderatamente positiva, con una crescita media che oscilla attorno all’1% e picchi superiori al 2% nei mesi centrali del 2025. A trainare il recupero sono stati soprattutto l’alimentare, l’aerospazio e parte della meccatronica, mentre la metalmeccanica legata alla filiera dell’auto continua a scontare un rallentamento strutturale. Il risultato è un quadro a macchia di leopardo: aziende in piena trasformazione tecnologica convivono con realtà ancora ferme in una fase di attesa.

Anche sul fronte dell’occupazione il segnale è di tenuta. Nei primi mesi dell’anno il saldo regionale ha superato le duemila nuove posizioni lavorative, con la Città metropolitana di Torino che ha concentrato la maggior parte delle assunzioni. Molte imprese hanno mantenuto organici stabili e una quota crescente ha avviato piani di inserimento di figure tecniche e digitali, segnale di una domanda di competenze che sta cambiando volto.

A sostenere questa fase sono anche gli investimenti, con circa un quarto delle imprese che ha programmato spese per rinnovare macchinari, digitalizzare processi e introdurre automazione. È una trasformazione silenziosa ma profonda, che sta ridisegnando il profilo industriale piemontese, sempre meno ancorato alla monocultura dell’auto e più orientato verso produzioni ad alto valore aggiunto.

Le prospettive per il 2026 restano improntate alla cautela, ma con un clima più fiducioso rispetto al recente passato. Le attese indicano una possibile crescita più strutturata, trainata dall’aerospazio, dalla manifattura green, dall’alimentare evoluto e dalla riconversione della filiera automotive verso l’elettrico e la mobilità intelligente. I rischi non mancano: mercati internazionali instabili, concorrenza asiatica e costi energetici ancora elevati continuano a pesare sulle strategie delle imprese.

Il 2026 potrebbe però segnare l’inizio di un nuovo ciclo industriale per Torino e il Piemonte: meno basato sui grandi volumi, più orientato all’innovazione, alla qualità e alle competenze. Una crescita lenta, ma potenzialmente più solida e duratura.

“Argo” in scena al Gobetti

Debutta mercoledì 7 gennaio alle 20.45, al teatro Gobetti di Torino, “Argo”, diretto da Serena Sinigaglia con testo originale di Letizia Russo, liberamente ispirato al romanzo “Storia di Argo” di Mariagrazia Ciani.

Sul palcoscenico di via Rossini si muovono tre figure femminili interpretate da Ariella Reggio, Maria Ariis e Lucia Limonta. Sono Vera, un’anziana donna di 85 anni fragile e disorientata dall’Alzheimer, Beatrice, la figlia che insiste nel riportarla per un ultimo viaggio nella città di Pola, e Carla, trentenne, portatrice di un’eredità fatta di silenzi e nodi mai sciolti.

Lo spettacolo ripercorre la vicenda dell’esodo forzato degli istriani nel secondo dopoguerra, tema centrale anche del romanzo di Ciani. Nella memoria confusa di Vera affiora soprattutto il ricordo del cane York, dal quale fu costretta a separarsi dolorosamente durante la fuga. York diventa così una figura simbolica, richiamando il cane Argo dell’Odissea: emblema di fedeltà, ma anche di perdita.

È proprio attorno a questo legame che si intrecciano le storie delle tre donne in cammino verso Pola, la città lasciata da Vera quando era bambina e dove Beatrice desidera accompagnarla un’ultima volta. Lo strappo dell’abbandono e la violenza della partenza forzata vengono raccontati attraverso la separazione della piccola Vera dal suo cane, metafora intima e potente dell’esilio.

Nel romanzo Storia di Argo, Mariagrazia Ciani non adotta un taglio storico o documentaristico, ma costruisce il racconto per frammenti interiori, usando immagini, allusioni e metafore, evitando ogni tono polemico o saggistico.

La regista Serena Sinigaglia ha voluto ambientare la vicenda nel presente, mettendo al centro il dialogo tra generazioni di donne, scegliendo un testo capace di affrontare con delicatezza e profondità un tema complesso e sensibile come quello del peso della memoria.

Teatro Gobetti
Argo – dal 7 all’11 gennaio 2026
Via Rossini 8, Torino

Orari

  • Mercoledì e venerdì: ore 20.45

  • Giovedì e sabato: ore 19.30

  • Domenica: ore 16.00

Biglietteria Teatro Carignano
Piazza Carignano 6 – Torino
Tel. 011 5169555
Email: biglietteria@teatrostabiletorino.it

Mara Martellotta

Freddo pungente e gelate: Torino entra nella morsa polare

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Torino entra in una fase di pieno inverno, con un brusco calo delle temperature che a partire da queste ore, porterà sulla città un’ondata di aria molto fredda di origine polare. Le correnti gelide in arrivo dal Nord Europa stanno scivolando verso l’Italia settentrionale, determinando un contesto meteorologico decisamente rigido e poco favorevole a un rapido rialzo termico nei prossimi giorni.

Nel capoluogo piemontese il cambiamento sarà percepibile soprattutto tra la notte e le prime ore del mattino, quando i termometri scenderanno frequentemente sotto lo zero. Le gelate interesseranno non solo le zone periferiche e la cintura torinese, ma anche diversi quartieri cittadini, con possibili formazioni di brina su auto, marciapiedi e superfici esposte. Anche durante il giorno le temperature faticheranno a salire, mantenendosi su valori bassi e inferiori a quelli normalmente attesi per questo periodo dell’anno.

Il freddo, tuttavia, non sarà necessariamente accompagnato da piogge o nevicate diffuse. Anzi, molte giornate potrebbero risultare stabili e in parte soleggiate, ma con un’aria pungente che renderà l’atmosfera particolarmente rigida. L’umidità tipica della Pianura Padana contribuirà ad accentuare la sensazione di gelo, facendo percepire temperature più basse di quelle effettivamente registrate.

Questa situazione richiederà particolare attenzione, soprattutto nelle ore mattutine, quando le superfici stradali potrebbero risultare scivolose. È consigliabile proteggersi adeguatamente con abbigliamento caldo, coprendo bene mani, collo e testa, e prestare prudenza negli spostamenti, in particolare a piedi o in bicicletta.

Le attuali tendenze indicano che il clima invernale resterà protagonista ancora per diversi giorni, senza segnali evidenti di un immediato ritorno a condizioni più miti. Torino, dunque, si prepara a vivere una settimana caratterizzata da un freddo secco e persistente, che riporta la città in una dimensione pienamente invernale, fatta di mattine gelide, aria frizzante e temperature che invitano a riscoprire cappotti, sciarpe e guanti.

Rilanciare l’aeroporto di Torino perché aiuti il rilancio della Città e della Regione

Caro Direttore,
Da almeno dieci anni dico che l’aeroporto di Torino, una delle strutture, o Asset come si dice oggi, più importanti per lo sviluppo e la crescita della nostra economia cittadina e regionale, viaggia al di sotto delle sue potenzialità e quindi non dà alla nostra economia il contributo di PIL di cui avremmo bisogno visto che da venticinque anni cresciamo al di sotto delle prime città del nostro paese. Crescere di più vorrebbe dire creare nuovi posti di lavoro, vorrebbe dire dare una spinta a tutte le nostre attività commerciali, dagli alberghi ai negozi, ai taxi etc. Un aeroporto efficiente attira investimenti di nuove aziende etc.etc. Ma complici anche giornalisti e pubblicità si guarda sempre il dito cioè il numero dei passeggeri e dei voli senza guardare alla Luna e cioè alla classifica degli aeroporti italiani, nella quale Torino è solo tredicesima per numero di passeggeri, uno scandalo. Bologna ha due volte il numero di passeggeri.
Che l’aeroporto sia tra i più importanti motori di sviluppo della Città lo dimostra il fatto che una volta il Comune e la Regione erano azionisti nell’aeroporto che solo la limitata visione della sinistra portò a intitolare a Pertini invece di intitolarlo al più grande Statista italiano, nato e morto a Torino, Camillo Benso Conte di Cavour. Comune e Regione con bilanci difficili hanno venduto le proprie azioni ma avrebbero potuto contare nella gestione strategica dell’aeroporto se avessero tra i consiglieri comunali e regionali un esperto di trasporti. Per scarsa capacità strategica dei partiti e per colpa degli elettori che scrivono il nome sulla scheda elettorale,  in Comune e in Regione non c’è un esperto di trasporti e di logistica. Il risultato è che è bastato che venissero dirottati 5 voli da Bergamo e il nostro aeroporto è andato in tilt. Ora finalmente si sono mossi i sindacati ma il compito più importante spetta a Comune e Regione. Se ne discuterà finalmente in Consiglio Comunale e Regionale. Se vogliono, come feci per la TAV,  preparo gratis un documento strategico per rilanciare l’aeroporto torinese e conseguentemente l’economia della nostra Città e della nostra Regione.
Buona Befana
Mino GIACHINO 
responsabile torinese UDC

Uomo accoltella donna che non conosceva

Un uomo di 40 anni è stato arrestato dalla polizia a Novara. Ha accoltellato nel cortile di casa una vicina, 62 anni. La donna è stata ferita al petto ma non è in pericolo di vita. L’aggressore ha agito per un disagio psicologico, ma non conosceva la donna.