Fermato dagli agenti del Commissariato Dora Vanchiglia
Ieri pomeriggio, gli agenti del Commissariato Dorava Vanchiglia hanno arrestato per tentato omicidio un cittadino nigeriano di 31 anni.
I poliziotti, poco dopo le 17.30, intervengono in corso Vigevano angolo via Giaveno per la segnalazione di una rissa in corso. Al loro arrivo, gli agenti vedono il trentunenne accanirsi contro un suo connazionale a terra che viene colpito ripetutamente al collo e alla testa con un coccio di bottiglia. I poliziotti bloccano l’aggressore il quale tenta di disfarsi del coccio lanciandolo a distanza. In attesa dell’arrivo del personale medico, gli agenti prestano i primi soccorsi alla vittima tamponando le diverse ferite. Trasportato in ospedale, per le plurime lesioni l’uomo riceverà una prognosi di 60 giorni.
Dalle informazioni raccolte dagli agenti, emerge che la vittima alcuni giorni fa era stata aggredita a scopo di rapina da tre persone. Ieri pomeriggio, la vittima incontra nuovamente i tre i corso Vigevano, uno di questi, il trentunenne arrestato, prima chiede spiegazioni alla vittima sulla denuncia che la vittima aveva sporto per la rapina e poi aggredisce il suo interlocutore. Al pestaggio partecipano anche le altre due persone in compagnia dell’arrestato che però si danno alla fuga all’arrivo della polizia.
A seguito di accertamenti emerge che l’arrestato, con diversi precedenti di polizia a carico e denunciato in stato di libertà per la rapina patita sabato dalla vittima, era destinatario di un ordine carcerazione dovendo espiare una pena di oltre un anno e tre mesi poiché condannato per associazione a delinquere finalizzata alla tratta e allo sfruttamento della prostituzione.
L’uomo ha immediatamente telefonato allo 011.0111 e i ‘civich’ sono subito arrivati sul posto. Gli agenti del Comando Territoriale VI hanno preso in custodia i cuccioli che al momento del loro arrivo stavano giocando dentro la scatola.
La famiglia stessa ha scelto un necrologio austero privo di titoli che ha impedito, se non a pochi, di collegare quel nome a quello di una grande donna di scienza meritevole di un adeguato ricordo. Per chi ha frequentato la Facoltà di Lettere e Filosofia tra il 1968 al 1975, la Cracco Ruggini è stata un mito. Io la ricordo negli ultimi anni Sessanta tenere delle splendide lezioni di storia romana in una università devastata dalla contestazione. Con lei scompare l’ ultima esponente di spicco di un periodo storico della nostra Università e della Facoltà di Lettere in particolare che ebbe tra i suoi docenti Franco Venturi, Giovanni Tabacco, Giorgio Gullini, Giovanni Getto, Antonio Maddalena, Aldo Garosci, Aldo Bertini, Oscar Botto tanto per citare qualche nome. Una Facoltà che dopo di loro non ebbe più maestri, ma solo professori. I suoi trecento lavori parlano per lei. Era accademica dei Lincei e delle Scienze, una studiosa di livello internazionale che aveva mosso i primi passi all’Istituto italiano di Studi storici di Napoli fondato da Benedetto Croce e diretto da Federico Chabod .Dalle aule di Palazzo Filomarino passo’ il meglio della storiografia italiana, da Romeo a De Felice. Io avevo scelto la Storia del Risorgimento e successivamente la Storia contemporanea a cui mi sono dedicato e continuo ad occuparmi. Gli studi di storia antica mi interessavano poco. Ma ricordo ancora il valore scientifico e la passione che si potevano cogliere nelle lezioni della Cracco Ruggini.