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Malinpensa by La Telaccia, in mostra Vanni: “Natura assoluta”

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Dal 5 al 21 marzo 

Vanni vive e lavora in Umbria circondato da una natura incontaminata, che spesso suggerisce trame artistiche che trovano poi la loro narrazione sulle sue tele, con quei tratti cromatici legati alla luce mediterranea a lui tanto cara.

Dopo i primi studi artistici compiuti a Roma, Vanni ha perfezionato il suo percorso pittorico a Parigi, città dove ha vissuto per parecchi anni, entrando in contatto con il variegato mondo artistico della capitale francese e frequentando “Les Etudes des Beaux Arts de Paris”. L’artista ha poi perfezionato i suoi studi presso gli atéliers di affermati espressionisti contemporanei, i cui insegnamenti hanno tracciato il suo indirizzo pittorico, l’osservazione degli spazi circostanti e della loro cromaticità. Figurano al suo attivo numerose esposizioni personali e collettive in Italia, Francia, Belgio, Ungheria, Lussemburgo e Grecia, cosiccome diverse sono le manifestazioni culturali cui l’artista ha preso parte, riscuotendo sempre successo di critica e di pubblico.

Il linguaggio pittorico di Vanni si concretizza in opere che testimoniano inequivocabilmente la fascinazione provocata nell’artista dalla luce mediterranea, caratterizzata da visioni terse e luminose e da contrasti di colore netti e abbaglianti. Tali contrappunti orientano la produzione di Vanni alla perenne ricerca di un codice chiaroscurale più marcato ed evidente. Colori dominanti, decisi e filtrati in uno sguardo abbagliato dal sole, in grado di cogliere i contorni delle cose. Di qui una palette intensa, ricca di colore, data senza compiacimenti cromatici, e che sembra scolpire nello spazio ciò che lo sguardo coglie.

“Vanni dialoga con la natura – spiega la curatrice della mostra, Monia Malinpensa, direttrice della galleria d’arte Malinpensa by La Telaccia –  la osserva e la restituisce in chiave lirica, facendo emergere la forza del gesto, la sapienza della stesura materica e la densità emotiva che avvolge ogni soggetto da lui raffigurato. Le sue creazioni, sempre ancorate al mondo naturale, si distinguono per il rigore tecnico e la tessitura materica, tanto da evidenziare una tecnica personale e irripetibile. La costante vibrazione della bellezza naturale, che l’artista Vanni traduce in scenografie di grande incisività, sospese tra sogno e realtà, segnano un’indagine pittorica di grande dedizione e qualità artistica”.

Galleria d’arte Malinpensa by La Telaccia – c.so Inghilterra 51, Torino – tel: 0115628200 – info@latelaccia.it – www.latelaccia.it

Mara Martellotta

Microlino e Valcastello Polo Club, l’eleganza sportiva dello Snow Polo ad alta quota

 

Valcastello, 04 marzo 2026 – Nello scenario mozzafiato delle Dolomiti ha preso vita una collaborazione che ha ridefinito i confini dell’eleganza. Microlino annuncia la sua partecipazione in qualità di Technical Sponsor di Valcastello Snow Polo Showcase, in occasione dell’esibizione internazionale che il 28 febbraio ha visto contrapposte le Nazionali di Polo di Italia e Francia.

L’evento, organizzato con il supporto della FISE (Federazione Italiana Sport Equestri) e della FIP (Federation of International Polo), si è svolto in un momento particolarmente propizio per gli sport invernali. Inserito ufficialmente nel calendario di eventi “Italia dei Giochi” della Fondazione Milano Cortina, questo Test Match non è stato solo una competizione agonistica, ma un tassello fondamentale nel progetto di avvicinamento dello Snow Polo ai Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali del 2030.

La collaborazione con questo prestigioso appuntamento sportivo, nasce da una convergenza valoriale chiara: sostenibilità, contatto con la natura e spirito competitivo. Microlino incarna una nuova mobilità urbana green, agile e coerente con uno stile di vita attivo e responsabile. In questa partnership si esprime pienamente un’idea di mobilità Made in Italy che unisce attenzione all’ambiente, design e alta manifattura italiana, rafforzando un posizionamento comune”, ha dichiarato Uberto Gavazzi, Country Manager Italy Microlino.
Questa sinergia non è casuale, ma nasce da una passione condivisa per uno stile di vita ricercato, dove la bellezza e la qualità affondano le radici nell’eccellenza del talento nazionale.

In un contesto alpino così magico e autorevole, la scelta di Microlino come partner tecnico per la mobilità ha sottolineato un impegno concreto verso la sostenibilità: un veicolo elettrico a zero emissioni che dialoga armoniosamente con la natura, offrendo una nuova espressione di esclusività interamente su misura.

A rendere concreta questa visione durante l’evento è stata AutoSalmaso, Microlino official dealer, che da generazioni rappresenta un punto di riferimento per l’acquisto di auto e l’assistenza tecnica specializzata, nota per la competenza e la cura sartoriale riservata ai marchi più rinomati: una flotta di 3 Microlino è stata a disposizione degli atleti e dello staff tecnico dal 23 febbraio al 1° marzo.

A testimonianza della rilevanza della partnership, in occasione del match del 28 febbraio, il logo dei partner era presente sulle maglie dei giocatori.

L’appuntamento di Valcastello ha rappresentato solo il primo capitolo di un’ambiziosa roadmap che vedrà Microlino protagonista sui palcoscenici più esclusivi di questa disciplina, mettendo le proprie vetture a disposizione di occasioni straordinarie.

La partnership proseguirà infatti con la Capri Polo Cup, che farà risplendere l’isola di eleganza per tre giorni consecutivi, a partire dal 7 maggio, con una suggestiva sfilata inaugurale di giocatori e cavalli fino alla celebre Piazzetta di Capri.

Le competizioni si sposteranno successivamente nella Capitale, per un evento di rilievo internazionale realizzato con la partnership di FISE. Dal 27 al 30 maggio, in occasione dello storico debutto del Campionato Europeo di Arena Polo targato FIP, la cornice di Piazza di Siena e del Galoppatoio di Villa Borghese ospiterà la sfida tra sei delle migliori Nazionali europee, impegnate a contendersi il primato in un confronto tra eccellenze.

L’ultima tappa del calendario toccherà il Roma Polo Club per l’attesissimo Campionato Italiano, un perfetto connubio tra sport e solidarietà al fianco di Operation Smile, anch’esso in partnership con FISE. Per questo appuntamento sono attesi nella Capitale oltre 900 spettatori di rilievo, tra artisti e membri stimati dello spettacolo che da oltre cinque anni partecipano a questo evento. Quest’anno saranno una decina le squadre che si sfideranno per conquistare il massimo titolo nazionale, sempre accompagnate da Microlino e unite da una particolare attenzione verso una mobilità che sia al contempo sostenibile, unica e rigorosamente Made in Italy.

Ferrovie piemontesi, cantieri aperti e 71 nuovi treni

“Il Progetto integrato stazioni 2026-2030 sta procedendo con diversi cantieri aperti, essendo stati già finanziati 87 milioni di euro su un totale di 203”. L’aggiornamento è emerso durante l’audizione di Trenitalia e Rfi sul servizio ferroviario metropolitano e regionale, tenutasi in Consiglio regionale nella seconda Commissione, presieduta da Mauro Fava.

All’incontro hanno preso parte i rappresentanti territoriali di Trenitalia, Giuseppe Falbo e Laura Anselmi, e quelli di Rfi, Michele Rabino, Davide Famà, Antonella Parodi e Davide Cavone. Nel corso della seduta hanno risposto alle numerose domande dei consiglieri riguardo alle criticità presenti sulle diverse linee ferroviarie che collegano il territorio piemontese.

“Quando interveniamo nelle stazioni – è stato detto – lo facciamo anche su quello che è predisposto per dare informazioni all’utenza e sempre con un particolare riguardo per l’accessibilità per tutti i viaggiatori. Tra le linee Rfi e Trenitalia e quelle della ex Gtt e della Torino-Ceres non passano le informazioni per il pubblico ed è in progetto di collegare anche quelle linee al sistema informativo di Rfi per il 2027. In questo modo si dovrebbero risolvere tutte quelle problematiche che impediscono di ricevere in tempo reale, per esempio sulla app, le informazioni su cancellazioni, soppressioni. Nel 2026 il sistema di informazione al pubblico verrà comunque attivato entro giugno sulla linea Settimo T.se-Rivarolo”.

Durante l’audizione sono stati inoltre citati alcuni interventi infrastrutturali destinati a rendere più capillare il servizio nel nodo ferroviario torinese. Tra questi figurano i lavori per le stazioni di Torino Dora e Torino Zappata, le nuove fermate previste sulla futura linea Sfm 5 — incluso il collegamento con il nuovo ospedale di Orbassano — e il cantiere della linea diretta tra Torino Porta Susa e Torino Porta Nuova.

È stato inoltre ricordato che entro giugno dovrebbero concludersi gli interventi finanziati con fondi Pnrr, mentre per settembre è prevista la riapertura della tratta Germagnano-Ceres.

Nel corso dell’incontro si è parlato anche del rinnovo della flotta ferroviaria, che entro la fine dell’anno sarà potenziata con l’arrivo di 71 nuovi treni, oltre a un rafforzamento dell’attenzione alle attività di manutenzione.

Il presidente Fava ha infine sottolineato l’importanza che la Commissione venga costantemente informata sugli interventi più rilevanti e sulle eventuali sospensioni o cancellazioni dei treni che interessano il territorio piemontese. Secondo Fava, Trenitalia e Rfi dovrebbero quindi comunicare tempestivamente alla Commissione le situazioni che causano i maggiori disagi ai viaggiatori, così da permettere ai commissari — definiti vere e proprie sentinelle del territorio — di fungere da punto di raccordo con le comunità locali.

Venaria Reale, nuovo supermercato Borello in piazza Michelangelo

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 “Una risposta concreta ai cittadini”

Una novità importante per i residenti di Venaria Reale: nella mattinata di lunedì 2 marzo è stata annunciata ufficialmente l’apertura di un nuovo punto vendita Borello in piazza Michelangelo. La notizia è stata accolta con entusiasmo dai cittadini del quartiere, che da tempo chiedevano un supermercato nella zona.

Il marchio Borello Supermercati, fondato nel 1985 da Fiorenzo Borello, è oggi una realtà consolidata della grande distribuzione locale, con oltre 50 supermercati presenti in tutta la provincia di Torino e nell’area metropolitana.

L’annuncio è stato dato proprio dal fondatore, affiancato dalla moglie Antonella e dai figli Aurora e Gianluca che gestiranno il punto vendita, durante un incontro pubblico che ha visto la partecipazione del sindaco di Venaria RealeFabio Giulivi, e dell’assessore al Commercio Monica Federico. Presenti anche una cinquantina di residenti del quartiere, visibilmente soddisfatti per una richiesta che finalmente trova risposta.

Fiorenzo Borello

«Questo nuovo negozio è figlio della determinazione di una residente, la signora Agnese – ha raccontato Fiorenzo Borello – che quasi ogni mese ci inviava una mail chiedendoci di valutare l’apertura di un punto vendita in piazza Michelangelo. Alla fine abbiamo deciso di dire sì, anche grazie a una petizione e a un lungo confronto con il sindaco Giulivi e con l’assessore Federico, amministratori che hanno dimostrato grande attenzione verso la città».

Secondo Borello, quando una comunità si mobilita con una richiesta così forte, significa che esiste un bisogno reale. «Quando dei cittadini danno vita a una petizione di questo calibro – ha aggiunto – vuol dire che noi di Borello possiamo davvero fare la differenza nella vita quotidiana del quartiere».

La partnership con Unes non cambia l’identità Borello

Nel frattempo, l’azienda ha avviato una nuova partnership con Unes, una collaborazione strategica nel settore della distribuzione. Tuttavia, per i clienti non cambierà nulla.

Il marchio Borello continuerà infatti a essere presente in tutti gli oltre 50 punti vendita, mantenendo gli stessi standard di qualità, la stessa attenzione ai prodotti e il legame con il territorio che da sempre contraddistingue l’insegna.

L’obiettivo della collaborazione è rafforzare ulteriormente la rete e i servizi offerti, senza modificare l’identità dei supermercati Borello né l’esperienza di acquisto dei clienti.

Con l’apertura del nuovo negozio in piazza Michelangelo tra pochi mesi, Borello conferma quindi la propria volontà di crescere restando vicina alle comunità locali, ascoltando le esigenze dei cittadini e investendo nei quartieri. Una scelta che a Venaria Reale nasce proprio dalla voce dei residenti e che presto diventerà una nuova realtà commerciale per il territorio.

“Incontro con il capolavoro”, Jan Vermeer a Palazzo Madama

Per oltre quattro mesi  Torino ospita un’opera – icona seicentesca del maestro del “secolo d’oro” olandese

Dal 5 marzo al 29 giugno

Sono state soprattutto le donne, quelle rappresentanti la più semplice intimità domestica, i soggetti ispiratori delle sue tele. Ritratte solitamente in interni (“vere nature morte con esseri umani”), con quegli altalenanti effetti di luce che arrivano sempre, si è notato, da sinistra – probabilmente la parte del suo studio munita di finestre – e che riescono perfino “a rappresentare l’umidità dell’aria”. E allora ecco, su questa linea, anche quella magnifica, lineare “Donna in blu che legge una lettera”, arrivata a Torino in “Palazzo Madama”, dove resterà in esposizione al pubblico in “Sala Atelier” da giovedì 5 marzo a lunedì 29 giugno, proveniente dal “Rijksmuseum” di Amsterdam. Olio su tela, databile intorno al 1663, il dipinto porta la firma di Jan (Johannes) Vermeer (Delft, 1632 – 1675), esponente di spicco del “secolo d’oro” della pittura olandese, e si presenta come prima opera del Progetto “Incontro con il capolavoro”, nuovo ciclo espositivo – a cura di Clelia Arnaldi di BalmeAnna La Ferla e Giovanni Carlo Federico Villa, rispettivamente “conservatrice”, responsabile “sezione didattica” e “direttore” di “Palazzo Madama” – dedicato ai grandi protagonisti della storia dell’arte antica e moderna. E’ questa la prima volta che Torino accoglie in uno dei suoi “santuari” espositivi, un’opera di Vermeer, artista (allievo di quel Carel Fabritius, tra i più dotati discepoli di Rembrandt) collocabile sicuramente ai vertici più alti della pittura europea del Seicento. L’opera passò per varie Collezioni private, finché, nel 1839, venne acquistata dal banchiere Adriaan van der Hoop, che la donò in seguito alla Città di Amsterdam, con l’intera sua raccolta di 225 dipinti ( tra cui, pare, anche la “Sposa ebrea” di Rembrandt). Al “Rijksmuseum” arrivò nel 1885, primo quadro di Vermeer nelle sue Collezioni.

Ben chiaro il soggetto, suggerito dallo stesso titolo. Il dipinto rappresenta una giovane donna dalla figura statuaria intenta a leggere una lettera e presumibilmente incinta data la morbida rotondità del ventre e la casacca blu – giacca da letto – chiusa da piccoli fiocchi dello stesso colore. Chissà? Forse la missiva l’ha interrotta nell’esercizio delle attività quotidiane, come parrebbe indurre il libro e la collana di perle posata sul tavolo e che magari stava per indossare. L’atmosfera è silente ed essenziale, in quella sua “esaltazione della quotidianità” che è cifra costante della narrazione segnica e cromatica (tutta giocata sui toni dell’azzurro – bluastre anche le ombre sulla parete – del giallo e dell’ocra) dell’artista olandese. La ragazza è in piedi, vicino a un tavolo, in parte coperto da un drappo, accanto a due sedie con borchie; alle sue spalle il muro è in parte coperto da una grande “carta geografica della Frisia e dell’Olanda occidentale, realmente esistita (disegnata nel 1620 da Balthasar Forisz van Beckenrode e pubblicata da Willem Jansz Blaeu, qualche anno dopo) e che compare anche in un altro dipinto di Vermeer, in quel “Soldato con ragazza sorridente”, databile intorno al 1658 e conservato nella “Frick Collection” di New York.

“L’esposizione – annotano i curatori – propone una lettura di Vermeer e della sua opera non solo come ‘maestro della luce’ e degli ‘interni domestici’, ma come autore di una autentica ‘pittura mentale’, il cui fulcro visivo è la ‘macchia azzurra’ dell’abito della giovane, che domina l’intera composizione con una forza silenziosa e magnetica”. “Il blu – proseguono – non è un semplice elemento cromatico, ma un vero campo di energia visiva … ottenuto attraverso l’utilizzo di un pigmento raro e prezioso, il ‘lapislazzuli’, importato attraverso le grandi rotte commerciali che collegavano l’Europa all’Asia”. Concepito, al di là della semplice lettura estetica,  come occasione preziosa di studio ed approfondimento, l’allestimento del dipinto è accompagnato da pannelli tematici dedicati nello specifico alla conoscenza della “pittura olandese” e a quella sua certosina capacità di rappresentare il “reale”, arrivando finanche all’uso della “camera obscura” che permetteva a Vermeer (e a molti altri artisti fiamminghi come Van Eyck o, in epoca barocca, allo stesso Caravaggio e a Velàzquez) una sorprendente precisione “fotografica” e fisiognomica, accanto ad alcuni effetti “fuori fuoco”, tipici proprio della moderna “tecnica fotografica”.

L’allestimento è inoltre provvisto di una tavola con riproduzione del dipinto in alta definizione e disegno in rilievo: tramite tre “Qrcode” è possibile accedere a una descrizione audio in “lingua italiana” e “inglese” e a una descrizione in “LIS – Lingua dei Segni Italiana” con sottotitolazione.

Gianni Milani

“Vermeer. Donna in blu che legge una lettera”

Palazzo Madama – Museo Civico d’Arte Antica, piazza Castello, Torino; tel. 011/4433501 o www.palazzomadamatorino.it . Dal 5 marzo al 29 giugno; Orari dal lun. alla dom. 10/18. Chiuso il martedì

Nelle foto: Johannes Vermeer “Donna in blu che legge una lettera”, olio su tela, ca. 1663; Particolare allestimento (Ph. Perottino)

Tre condanne a Torino per il patrimonio di Pinuccia

Il processo di primo grado sul caso di una donna soprannominata Pinuccia si è concluso a Torino con tre condanne. La donna era morta nei primi mesi del 2021, a 71 anni, e solo dopo il decesso era emersa l’esistenza di un patrimonio di circa sei milioni di euro che non aveva mai detto di possedere.

Al centro della vicenda giudiziaria c’è un commerciante italiano di 57 anni. L’uomo ha sostenuto di aver avuto una relazione con la donna e di aver scoperto soltanto dopo la sua morte di essere stato indicato come erede universale. I giudici lo hanno condannato a due anni e quattro mesi di reclusione, ma hanno escluso il reato di circonvenzione di incapace.

Altri due imputati, considerati suoi presunti complici, hanno ricevuto una pena di un anno e otto mesi ciascuno. Per loro sono stati accertati i reati di frode informatica e sostituzione di persona.

Al Teatro di Monteu da Po fino al 22 marzo “Una vita per il jazz”

Dal 28 febbraio  al 22 marzo prossimo Monteu da Po , nel suo Teatro Comunale, ospita una mostra dal titolo “Una vita per il jazz”, promossa da ErreMusica A.P.S. con il patrocinio del Comune di Monteu da Po, in collaborazione con AICS Comitato Provinciale di Torino.

L’esposizione pone in dialogo due linguaggi artistici la pittura digitale e la fotografia,  per raccontare l’irrepetibilità della musica dal vivo attraverso lo sguardo di Sarah Bowyer e Toni Laminarca. La  mostra  nasce dall’esperienza promossa da AICS Comitato Provinciale del Memorial dedicato a Sergio Ramella, figura centrale nella storia del jazz italiano, musicista e promotore culturale,  capace di creare reti, incontri e nuove possibilità espressive sul territorio torinese.
Dalle sonorità di quel primo concerto tributo prende forma una narrazione visiva, costituita dai dipinti digitali realizzati live da Sarah Bowyer durante l’esecuzione musicale alle fotografie d’autore  di Toni Laminarca, testimoni dell’energia e dell’intimità dell’improvvisazione.
Pennellate e scatti concentrati sugli stessi soggetti restituiscono prospettive differenti e complementari, facendo emergere un dialogo potente dove l’immagine non è  solo puro documento , ma interpretazione e trasformazione del gesto musicale in esperienza emotiva condivisa.
“Una vita per il jazz” diventa così una riflessione sull’ improvvisazione come atto creativo e sulla capacità della musica di generare, in ognuno di noi, una dimensione unica e inattesa.

Toni Laminarca rappresenta un punto di riferimento della fotografia jazz a Torino  e, con uno sguardo discreto e profondo, è stato capace di raccontare per anni concerti, musicisti e festival, contribuendo alla costruzione della memoria visiva della scena jazz torinese e piemontese.
Le sue immagini in bianco e nero trasformano il gesto musicale in un racconto umano.

Sarah Bowyer, artista britannica diplomata all’Accademia di Belle Arti di Torino, ha sviluppato un percorso internazionale che attraversa arti visive, scenografia digitale, performance e collaborazioni con il mondo della musica e del teatro.
La sua ricerca unisce tecnologia e sensibilità pittorica, dando forma a performance visive realizzate in tempo reale durante l’esecuzione musicale.

Mara Martellotta

Una nuova vita per il Parco Europa

La Giunta comunale, su indicazione della vicesindaca Michela Favaro e in accordo con l’assessore al Verde pubblico Francesco Tresso, ha approvato una delibera che definisce le linee guida per la valorizzazione del Parco e per la rifunzionalizzazione degli immobili presenti all’interno dell’area verde nel borgo collinare di Cavoretto.

Il progetto si inserisce nella più ampia strategia di rilancio del Parco Europa, una delle terrazze panoramiche più suggestive di Torino, dalla cui sommità lo sguardo abbraccia il Po, la città e l’arco Alpino. L’obiettivo è attivare un percorso strutturato di rigenerazione urbana, in sinergia con soggetti pubblici e privati interessati a contribuire alla valorizzazione di un’area dal grande patrimonio naturalistico e paesaggistico.

L’atto segna l’avvio di un percorso di rigenerazione urbana che punta a trasformare il Parco in un polo d’eccellenza per il tempo libero, la cultura e la sostenibilità. Una visione che parte dalla valorizzazione dell’asse del fiume Po, in cui il Parco Europa è uno dei tasselli di un sistema integrato tra fiume e collina, capace di connettere città, paesaggio e comunità.

“Al centro del progetto vi sono il bar-ristorante e l’ex casa del custode, per i quali la Città avvierà a breve una consultazione preliminare di mercato finalizzata a raccogliere manifestazioni di interesse – spiega la vicesindaca Michela Favaro -. L’obiettivo è individuare operatori pubblici, privati o del Terzo Settore interessati a presentare proposte di gestione e riqualificazione capaci di coniugare attività economiche e servizi di qualità per la cittadinanza”.

“Vogliamo restituire centralità al Parco Europa, una delle terrazze panoramiche più suggestive della città e importante snodo di connessione tra la città, il fiume Po e la collina – commenta l’assessore Tresso -. Lo facciamo coinvolgendo attivamente sponsor e soggetti privati che presentino proposte concrete, orientate al benessere collettivo, capaci di renderlo uno spazio ancora più vissuto, curato e attrattivo, in grado di offrire servizi e occasioni di aggregazione nel rispetto del suo valore ambientale”.

Le proposte progettuali dovranno garantire una fruizione compatibile con il valore ambientale del sito (parte della Riserva MaB UNESCO), promuovere la mobilità dolce, mettere al centro la tutela del paesaggio e la biodiversità e attivare servizi culturali e sociali che vadano oltre la semplice somministrazione, garantendo un presidio costante a servizio e tutela del parco pubblico.

L’iniziativa di fonda su un approccio innovativo orientato alla collaborazione tra pubblico e privato, attraverso modelli partecipativi e percorsi di co-progettazione per la riconversione del patrimonio pubblico. Una metodologia già sperimentata con successo dalla Città di Torino in recenti interventi di riqualificazione di aree verdi come il giardino di via Perugia, piazzetta Maria Teresa e il parco di via Calabria, di restauro del patrimonio storico come la facciata della Gran Madre di Dio, o delle riqualificazioni di aree urbane come piazza Graf e via Ramazzini.

TorinoClick

In arrivo 41 nuovi capitreno in Piemonte

Quarantuno nuovi capitreno, pronti ad entrare in servizio sui convogli del Piemonte, hanno prestato giuramento ieri a Torino. Alla cerimonia, svoltasi nella Sala Colonne di Palazzo di città a Torino, ha preso parte anche l’assessore regionale ai Trasporti, Marco Gabusi.

«Abbiamo inaugurato – ha detto l’assessore Gabusi – molti dei 65 nuovi treni che circolano sulla rete ferroviaria piemontese, ma oggi è ancora più importante festeggiare l’ingresso in servizio di tanti giovani che quei mezzi li governeranno. Un momento significativo perché, da oggi, saranno loro la nostra interfaccia e il riferimento principale dei viaggiatori».

Hanno giurato oggi a Torino 30 ragazze e 11 ragazzi, tra i 21 ed i 31 anni, selezionati tra migliaia di candidature. I capitreno sono il punto di riferimento essenziale per i viaggiatori sia a bordo treno che a terra. Accolgono, orientano e informano le persone, fornendo indicazioni, e verificano i titoli di viaggio dei passeggeri provvedendo, se necessario, alla loro regolarizzazione. Il capotreno, nello svolgimento delle proprie mansioni, assume il ruolo di Pubblico Ufficiale, sorvegliando la sicurezza e la regolarità della circolazione del treno di cui è responsabile. Le assunzioni della Direzione regionale Piemonte di Trenitalia negli ultimi tre anni sono state di 176 capitreno e di 76 macchinisti.