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Valli del Gran Paradiso: un modello di comunità, identità e territorio

Il presidente della Commissione Ambiente Sergio Bartoli a Valprato Soana / Ceresole Reale

20 luglio – Una giornata all’insegna delle tradizioni e della montagna viva per il Consigliere Regionale Sergio Bartoli, Presidente della V Commissione (Ambiente), che ieri ha preso parte alle celebrazioni patronali di San Silverio a Valprato Soana e San Nicolao a Ceresole Reale, nei due versanti del Parco Nazionale del Gran Paradiso.

“Due comunità straordinarie – ha dichiarato Bartoli – che dimostrano quanto la montagna piemontese sia ancora viva, partecipata e profondamente radicata nei suoi valori. Dalla Val Soana alla Valle Orco, ho respirato la forza delle nostre radici e la bellezza delle relazioni tra territorio e cittadinanza.”

Al mattino, Bartoli ha preso parte alla celebrazione a Valprato Soana, insieme al Sindaco Francesco Bozzato, agli amministratori locali, al Sindaco di Ronco Canavese Lorenzo Giacomino e ai Carabinieri di Ronco, partecipando alla messa celebrata da Don Gian Paolo Bretti, accompagnata dalla Banda musicale di Valperga e dai tradizionali costumi della Valle Soana. Il consigliere Bartoli ha espresso “Un ringraziamento speciale a Don Gian Paolo e al Diacono permanente Massimo Pignocco, per la dedizione e la cura con cui hanno animato la celebrazione, insieme a tutti coloro che, con discrezione e spirito di servizio, contribuiscono alla vita liturgica e comunitaria della parrocchia”.

Nel pomeriggio, la visita è proseguita a Ceresole Reale, dove il Consigliere ha partecipato alla celebrazione in onore di San Nicolao, officiata da S.E. Mons. Daniele Salera, Vescovo di Ivrea, alla presenza del Sindaco Alex Gioannini, del Presidente del Parco Gran Paradiso Mauro Durbano, del consiglio comunale e dei Carabinieri di Locana.

“Ringrazio entrambi i Comuni, i sindaci e le comunità per l’accoglienza – ha proseguito Bartoli –. Queste giornate non sono solo celebrazioni religiose, ma anche occasione di coesione e presidio umano del territorio. Come Regione, dobbiamo continuare a sostenere queste realtà con politiche concrete.”

“Come Presidente della Commissione Ambiente, ritengo essenziale che le valli piemontesi vengano ascoltate, valorizzate e messe in condizione di prosperare. Non c’è transizione ecologica possibile senza i territori che la vivono ogni giorno.”

Stellantis incorona Filosa nuovo ad. Ma preoccupano le voci di cessione di Iveco

A Torino i timori per l’aggravarsi della crisi del settore automotive e per il futuro di Mirafiori si accentuano, complice il diffondersi delle voci su una possibile cessione al gruppo indiano Tata dello storico marchio dei veicoli industriali Iveco.

Una delle eccellenze del gruppo Agnelli-Elkann potrebbe ora passare di mano, alimentando preoccupazioni e tensioni nel mondo industriale e sindacale da tempo preoccupato per le sorti del mono ex Fiat.

Si tratta, per ora, solo di indiscrezioni. Ma a renderle più concrete c’è la mancata smentita da parte di Exor, la holding della famiglia Agnelli-Elkann. Il potenziale acquirente sarebbe il colosso indiano Tata, già proprietario di Jaguar Land Rover. Tanto basta per scatenare l’interesse degli investitori: il titolo Iveco ha chiuso la settimana con un balzo dell’8,32% in Borsa.

Le voci, però, non passano inosservate tra i sindacati. Quale sarà il futuro di Iveco e anche di Mirafiori? La Fiom ha chiesto al governo di intervenire per impedire qualsiasi ipotesi di vendita che possa mettere a rischio gli impianti e i posti di lavoro – oggi circa 14mila. L’Ugl sollecita la convocazione urgente di un tavolo ministeriale, mentre il leader di Azione, Carlo Calenda, invoca l’attivazione del golden power: lo strumento che consente all’esecutivo di bloccare o condizionare operazioni considerate strategiche per l’interesse nazionale.

Il tutto accade nello stesso momento  in cui, ad Amsterdam, l’assemblea straordinaria di Stellantis nomina Antonio Filosa nuovo amministratore delegato del gruppo. Un segnale di continuità e riorganizzazione che si intreccia con le incertezze italiane, rendendo ancora più incerto il futuro dell’industria automotive nel nostro Paese e in particolare a Torino.

La Festa del Piemonte al Colle dell’Assietta

NICCO: “LUOGHI CHE PARLANO DI CORAGGIO E RADICI, VALORI DA TENERE VIVI”

Un paesaggio mozzafiato, una data storica, e un popolo che non dimentica. Anche quest’anno il Colle dell’Assietta è stato il palcoscenico naturale della Festa del Piemonte, che celebra la storica battaglia del 19 luglio 1747 e il coraggio di chi seppe difendere la propria terra.

“Essere qui, oggi, con tanti sindaci, amministratori e cittadini è un’emozione unica. Questo è un luogo che incanta per la sua bellezza, ma anche che parla. Parla di coraggio, identità, radici”, le parole del Presidente del Consiglio regionale, Davide Nicco, che ha portato il suo saluto a nome di tutta l’Assemblea legislativa piemontese.

“Qui – ha proseguito – un manipolo di uomini scelse di non arretrare. ‘Nojàutri i bogioma nen’ non fu solo un grido di battaglia, ma una dichiarazione d’amore per la propria terra, per il Piemonte”.

Durante il suo intervento, Nicco ha ringraziato l’Associazione Festa dël Piemont al Còl ëd l’Assieta, la Protezione Civile, il personale del Parco Naturale del Gran Bosco di Salbertrand, e Sua Eccellenza Monsignor Derio Olivero, vescovo di Pinerolo, “per aver voluto ricordarci, anche nella lingua delle nostre radici, che la fede e i valori cristiani sono stati per secoli la bussola del nostro popolo. E lo sono ancora”.

Il Presidente ha poi sottolineato il valore attuale della ricorrenza:
“La Festa del Piemonte, istituzionalizzata due anni fa e fortemente voluta dall’ex Presidente Stefano Allasia, è un momento in cui ci ritroviamo come comunità. Per guardare indietro con gratitudine e avanti con speranza. Per ricordarci che valori come la libertà, la dignità e il senso del dovere non passano mai di moda”.

Nella sua chiosa finale, Nicco ha invitato tutti a custodire e tramandare ciò che l’Assietta rappresenta:
“Questi valori non ci appartengono per caso. Ci sono stati consegnati. Ora tocca a noi tenerli vivi, con l’impegno concreto di ogni giorno. Perché finché ci sarà anche solo un uomo o una donna pronta a dire “nojàutri i bogioma nen”, nulla andrà perduto. Ieri, oggi, sempre”, ha concluso il Presidente.

Dazi USA, oltre 15.000 posti di lavoro a rischio in Piemonte


L’analisi di ReportAziende: automotive, meccanica, salumi e formaggi Dop tra i comparti più colpiti. A rischio oltre 2,8 miliardi di euro di export regionale.
“Il rischio è strutturale per le filiere internazionalizzate”

L’introduzione dei nuovi dazi statunitensi minaccia seriamente il tessuto produttivo piemontese, con ripercussioni importanti per l’industria manifatturiera e l’agroalimentare della regione.

Secondo uno studio condotto da ReportAziende.it, basato su dati Istat ed Eurostat aggiornati al 2024, le esportazioni piemontesi verso gli Stati Uniti nei settori coinvolti dalle nuove tariffe ammontano a oltre 2,8 miliardi di euro. Particolarmente esposte risultano le province di Torino e Cuneo, dove sono presenti filiere strategiche legate all’automotive, alla meccanica di precisione e ai prodotti agroalimentari certificati.

Il comparto automobilistico torinese, ancora centrale per l’economia locale, è strettamente connesso al mercato americano, soprattutto per quanto riguarda componentistica, elettronica di bordo e sistemi di sicurezza. La meccanica di precisione e gli impianti industriali, diffusi anche nella provincia di Alessandria, destinano circa il 6% del proprio fatturato agli Stati Uniti. A Cuneo e Asti, l’attenzione è rivolta al settore agroalimentare di qualità, dove i formaggi stagionati, i salumi tipici e alcuni vini rossi Docg risultano fortemente penalizzati dal nuovo scenario tariffario.

A livello nazionale, l’export italiano verso gli USA supera i 70 miliardi di dollari annui, pari a circa 63 miliardi di euro. Di questi, oltre 30 miliardi interessano direttamente i comparti soggetti ai nuovi dazi. Le prime proiezioni stimano una perdita diretta fino a 9 miliardi di euro, che potrebbe salire tra i 18 e i 22 miliardi considerando anche gli effetti indiretti su filiere, investimenti e consumi, nel biennio 2025–2026.

Export italiano verso gli USA per comparto

I settori più colpiti includono farmaceutica, meccanica generale, automotive, macchinari industriali, vino e bevande, moda e pelletteria, arredo, metallurgia e acciaio, ed elettronica medicale. Il Piemonte è presente trasversalmente in quasi tutte queste categorie, grazie alla sua struttura produttiva integrata e alla forte incidenza di piccole e medie imprese esportatrici.

Effetti sull’occupazione in Piemonte

Secondo le stime di ReportAziende.it, il potenziale impatto occupazionale in Piemonte supera i 15.000 posti di lavoro, con effetti concreti attesi già entro la fine del 2025. A livello nazionale, la perdita stimata varia tra 115.000 e 145.000 occupati, con circa il 75% delle conseguenze localizzate nel Nord Italia.

Effetti sul mercato interno

Oltre alla riduzione degli ordini esteri, è previsto un effetto domino sul mercato interno dovuto all’accumulo di scorte e alla compressione dei margini. In Piemonte, ciò potrebbe generare un aumento dei prezzi al consumo fino al 10% in alcune categorie a elevata specializzazione, come formaggi Dop, salumi stagionati, componenti meccanici di precisione e veicoli di fascia intermedia.

Il Piemonte è storicamente una regione manifatturiera e agroindustriale, con filiere complesse e proiettate verso l’estero. L’esposizione al mercato statunitense è più alta di quanto si creda, anche in settori che non sempre compaiono sotto i riflettori. La nostra analisi segnala un rischio sistemico per le aziende fortemente legate all’export Usa. È necessario predisporre strumenti rapidi di supporto, basati su una comprensione puntuale dei territori e delle filiere coinvolte”, afferma il team di Analisi Economico Finanziarie di ReportAziende.it.

Lo studio si basa su fonti ufficiali Istat, Comext ed Eurostat, con dati aggiornati al biennio 2023–2024. Il report completo è disponibile su richiesta per enti istituzionali, associazioni di categoria e media.

Le Promesse di Cairo: “Toro al 90% e mercato super” (forse su Subbuteo)

 

Torino – Anche quest’anno, come le zanzare e i tormentoni estivi, torna l’annuncio rassicurante di Urbano Cairo: “Siamo al 90%, manca poco. Faremo un super mercato.”
Nel frattempo, Baroni – nuovo allenatore, nuovo entusiasmo, stessa pazienza di Giobbe – osserva silenzioso, mentre aspetta almeno un esterno vero ed altri due titolari. Forse arriveranno. Forse no. Ma intanto c’è fiducia. Tanta. Troppa.
I tifosi, ormai esperti di percentuali, sanno che il 10% mancante è sempre il più importante: quello dei colpi veri. Per ora, più che mercato super, pare un mercato super vago.
Ma tranquilli, è solo luglio. E come ogni luglio, il Toro… è quasi pronto.
Ahhhh scusate ho omesso che sto scrivendo del Toro “Subbuteo” il meraviglioso gioco da tavolo del calcio!

Enzo Grassano

“Ogni giorno arriva un dato economico o sociale negativo per Torino”

L’intervento

Ecco perché dopo  32 anni occorre cambiare musica in Comune.

Caro Direttore,

Benedetto Croce, il grande filosofo , diceva che la lettura dei giornali al mattino è la preghiera laica per chi, dico io, si interessa dei problemi della Città , delle sue aziende e della sua gente. Nella presentazione alla Camera dell’ultimo mio libro il dott. Gianni LETTA aveva sottolineato per primo la mia affermazione secondo la quale  sento come miei i problemi e le difficoltà di persone e aziende ed è per questo che sono determinato a cercare soluzioni. Non mi bastava essere incavolato perché il Comune di Torino a guida cinque stelle aveva detto NO alla TAV e così prima lanciai una petizione e poi mi decisi a organizzare quella grande Manifestazione SITAV che salvò l’opera più importante per rilanciare TORINO anche grazie all collaborazione delle Madamin. Mercoledì al convegno di Repubblica il sindacalista AIRAUDO ricordava agli ottimisti che il PIL piemontese , a causa della bassa crescita di Torino, è sceso all’undicesimo posto sulle 20 regioni italiane. La Confesercenti oggi ci dice che i nostri imprenditori stanno invecchiando , Banca d’Italia ci ha ricordato quanti giovani dopo gli studi vanno cercare lavoro all’estero e così noi perdiamo le energie migliori. Invece di fare qualcosa in Comune Lo Russo e i suoi amici, invece di cambiare marcia e trovare nuove soluzioni,  pensano a non perdere alle prossime elezioni amministrative in programma tra 22 mesi. Stamane Torino Cronaca ci dice che il Sindaco molte volte non partecipa al Consiglio Comunale, che è un po’ il consiglio di amministrazione della azienda Torino. Non una idea su come recuperare posizioni nella economia, la Fiat , nonostante l’appello del Cardinale, continua a pensare di investire all’estero, negli USA o in Marocco e addirittura pensa a vendere agli indiani la importantissima IVECO senza che venga proclamato uno sciopero. Stanotte i soliti teppistici hanno assaltato il cantiere della TAV, l’opera di gran lunga più importante per il futuro di Torino perché inserirà la nostra Città dentro la economia europea e dentro i traffici economici e turistici del futuro. Ultimi arrivano i dati Findomestic che dimostrano l’impoverimento della nostra gente.
Come abbiamo fatto tanti cattolici impegnati in politica a votare e sostenere queste amministrazioni mi risulta incomprensibile . Riconfermare una amministrazione di sinistra dopo che da trentadue anni amministra Torino sarebbe un suicidio che dovrebbe i cittadini che non hanno votato alle ultime elezioni a andare in massa alle prossime per cambiare musica e facce in Comune. Dobbiamo riprendere le idee e le proposte delle amministrazioni DC degli anni 50 che guidarono la rinascita della Città più bombardata.

Il rilancio potrà arrivare dalle infrastrutture ma anche dalla difesa del settore industriale che è il settore dove c’è più innovazione e che è l’unico settore insieme al terziario avanzato che può offrire uno sbocco di lavoro ai tanti ragazzi  che da tutte le parti di Italia e anche dall’estero  vengono qui a compiere gli studi universitari. Sarebbe un importante contributo al ringiovanimento della Città .

Buona Domenica,
Mino GIACHINO

Mini zoo abusivo in precarie condizioni igieniche

In un alloggio di San Salvario 40 pappagalli, 2 tartarughe d’acqua, 1 esemplare di drago barbuto, 1 cane e 1 gatto erano tenuti in pessime condizioni. Li hanno scoperti i Carabinieri del Nucleo Cites. Gli animali erano tenuti al buio e con le finestre chiuse, sottoposti a sofferenza fisica, date le elevate temperature estive. I vicini hanno chiamato i carabinieri per il cattivo odore che fuoriusciva dall’appartamento.

Chieri aderisce al “Focus Manifattura”

 

Il progetto prevede una mappatura delle imprese manifatturiere e artigianali Il Sindaco Sicchiero: “Avremo a disposizione una preziosa banca dati”

 

La Città di Chieri ha aderito all’iniziativa “Focus Manifattura”, che CNA Torino, con il contributo della Camera di Commercio, sta attivando su vari territori dell’area metropolitana nell’ambito del progetto “Impresa Servita”.

               Obiettivo del progetto è quello di realizzare una mappatura del sistema delle attività produttive e delle imprese artigianali del Comune di Chieri, al fine di identificare i fattori abilitanti, ovvero quelli che generano le condizioni ottimali affinché le imprese possano nascere, crescere e restare competitive in un dato territorio.

               Spiega il Sindaco Alessandro SICCHIERO: «È interesse della nostra amministrazione comunale poter disporre di un dettagliato quadro esigenziale, per meglio conoscere le reali necessità delle micro, piccole e medie imprese manifatturiere e artigianali anche in relazione all’attrattività del nostro territorio, per migliorare i servizi (trasporti, mobilità, logistica) e per rilevare i fabbisogni dei lavoratori adeguando e potenziando le comodità infrastrutturali, la qualità dell’abitare e del verde. La Confederazione Nazionale dell’Artigianato e della Piccola e Media Impresa (CNA) ha individuato il Comune di Chieri come una delle 11 principali aree a vocazione manifatturiero/artigianale del torinese, proponendoci così di aderire all’iniziativa “Focus Manifattura”. Una collaborazione sancita da un apposito protocollo d’intesa siglato tra la Città di Chieri e CNA Torino. La mappatura consisterà in un’attività di censimento ragionato dello stato delle imprese, coordinato dallo Studio Arecom, in collaborazione con l’Università degli Studi di Torino. Verrà somministrato un questionario alle imprese, per censirne fabbisogni e aspettative, quindi il materiale raccolto sarà sistematizzato e analizzato, unendo la dimensione tecnico-urbanistica a quella sociologica. Ne scaturirà una banca dati georeferenziati, di cui oggi non disponiamo, particolarmente preziosa. Infatti, da un lato stiamo per avviare il percorso di partecipazione sulla Variante Generale al Piano regolatore, dall’altro è in corso di sviluppo il SIT, il nuovo sistema informativo integrato per la gestione dei dati territoriali del Comune di Chieri (si pensi alla digitalizzazione dell’archivio edilizio). Grazie ai risultati di questo progetto di mappatura potremo capire come valorizzare ancor di più le nostre imprese manifatturiere e artigianali e come migliorare l’attrattività del territorio al fine di favorire l’insediamento di nuove attività, con una particolare attenzione ai temi della competitività imprenditoriale e del capitale umano».

               Il questionario che verrà somministrato alle imprese è articolato in 5 sezioni, con domande che vertono sulla qualità insediativa dell’impresa (ad es. accessibilità per personale, fornitori e clienti; connettività digitale; qualità dei servizi erogati dal Comune), la qualità insediativa per lavoratori e lavoratrici; il personale e le politiche retributive.