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Il torinese Alfredo Mulè premiato al Coni

Una celebrazione sentita e partecipata ha segnato gli 80 anni del Centro Nazionale Sportivo Libertas, andata in scena al Salone d’Onore del CONI di Roma. Un evento non solo commemorativo ma carico di significato civile e sociale. Al centro dell’incontro, intitolato “Storie di Sport e Persone Straordinarie”, il ruolo dello sport come strumento di coesione, inclusione e impegno civico. Un messaggio chiaro e potente, sottolineato dagli interventi delle autorità presenti. A fare gli onori di casa è stato Andrea Pantano, Presidente della Libertas, che ha ricordato le origini del movimento nato nel secondo dopoguerra: “Libertas nacque per proteggere l’Italia dalle divisioni post-belliche, usando lo sport come leva di pace e aggregazione. Oggi continuiamo a essere presidio civile nei territori, a fianco delle comunità.” Tra gli ospiti d’onore anche il Presidente del CONI Giovanni Malagò e l’ex Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, che hanno ribadito il valore dello sport come collante sociale, soprattutto nelle periferie e nei centri di prossimità. Uno dei momenti più toccanti è stata la consegna del Premio “Libertas 80”, assegnato a personalità che si sono distinte per l’impegno nello sport sociale. Tra i premiati, Alfredo Mulè, dirigente della sua associazione sportiva dilettantistica, che da anni mette lo sport al servizio del territorio, diventando punto di riferimento per giovani e famiglie. “La sua è una storia di sport come cittadinanza attiva, lotta all’emarginazione e costruzione di legami veri,” si legge nella motivazione del premio. La giornata si è chiusa con uno sguardo al futuro: Libertas, forte di otto decenni di storia, ribadisce il suo impegno per uno sport che unisce, educa e dà forza alle comunità. E rilancia: “Fare sport significa costruire libertà, responsabilità e giustizia sociale.”

Riaperta al traffico la Strada Provinciale 168 per Pramollo

Soddisfazione per la riapertura al traffico della Strada Provinciale 168 per Pramollo, interrotta il 17 aprile scorso, nella fase più acuta dell’ondata di maltempo, a causa del cedimento del muro al km 4+800; impegno per la completa messa in sicurezza del tratto stradale, con la realizzazione di un altro tratto di scogliera in massi ciclopici a valle della carreggiata al km 4+850: è questo in sintesi ciò che è emerso nel pomeriggio di mercoledì 21 maggio nel corso del sopralluogo a Pramollo del Vicesindaco metropolitano Jacopo Suppo.

Incontrando nella sala consiliare del Comune il Sindaco di PramolloRenzo Costantin, e visitando il cantiere sulla Provinciale 168, il Vicesindaco Suppo ha raccolto l’apprezzamento degli amministratori locali e degli abitanti delle frazioni TorniniRuata, PellenchiBocciardi e Bocchiardoni per la celerità con cui gli interventi in somma urgenza per garantire la riapertura della strada sono stati progettati e realizzati e per la contestuale messa in sicurezza della strada forestale che, staccandosi dalla S.P. 168 al km 4+100, ha permesso di bypassare il tratto chiuso durante le quattro settimane in cui la Provinciale non è stata transitabile.

Oltre a ringraziare la Città metropolitana, il Sindaco Costantin ha sottolineato l’impegno della ditta appaltatrice, la STANE di Varese, che ha operato anche nei giorni festivi del 25 aprile e del 1° maggio e non si è fermata neanche nelle giornate in cui le piogge intense ostacolavano i lavori. Il primo cittadino ha anche voluto sottolineare l’impegno della popolazione per superare la fase più acuta e la riconoscenza verso la Direzione Viabilità 2 della Città metropolitana e verso la ditta appaltatrice.

“Da oggi i residenti delle frazioni possono tornare alle loro case transitando nuovamente in auto sulla Provinciale 168, anche se su di un piano viabile ancora non asfaltato. Le operazioni per la riapertura sono state agevolate dalla natura rocciosa del versante interessato dal dissesto. – sottolinea il Vicesindaco metropolitano Jacopo Suppo – Gli interventi eseguiti con procedura di somma urgenza hanno comportato una spesa di circa 300.000 euro: soldi spesi bene, vista la soddisfazione e la riconoscenza dei pramollini“.

Gli interventi messi in atto sul corpo di frana principale, che ha causato il crollo del muro, sono stati lo scavo di sbancamento per raggiungere di piano di fondazione idoneo, operazione molto delicata e complessa data la morfologia del versante; la realizzazione di una scogliera in massi ciclopici lunga 50 metri, parzialmente cementata nei primi strati, con inserimento di tubi di drenaggio; il riempimento a tergo della scogliera per la ricostruzione del corpo stradale con un ultimo strato in misto granulare stabilizzato. Restano da eseguire la pavimentazione in conglomerato bituminoso e il ripristino dei muretti parapetto, che verranno eseguiti al termine del secondo intervento. “Ora dobbiamo dare dare avvio ai lavori per il ripristino dell’ammaloramento del muro di sostegno 50 metri più a monte. – annuncia il Vicesindaco Suppo – L’intervento potrebbe richiedere una nuova chiusura al traffico veicolare, necessaria per scongiurare un nuovo crollo al prossimo evento di pioggia rilevante, ma siamo costantemente in contatto con il Comune per coordinare le operazioni”.

 

“Letti di Notte”, il programma del Festival Letterario di Carmagnola

Saranno 5 gli ospiti di fama nazionale per altrettante serate dedicate ai loro libri. È stato annunciato il programma definitivo del Festival Letterario pop “Letti di Notte 2025”, che si svopge a Carmagnola dal 10 al 14 giugno prossimi. L’evento è giunto alla sua nona edizione consecutiva, e viene ospitato all’interno del parco di Cascina Vigna, in via San Francesco di Sales 188, organizzato dal Gruppo di Lettura Carmagnola e dal Comune di Carmagnola nell’ambito delle iniziative del “Mese Cultura”, con l’obiettivo di infondere il piacere della lettura facendo abbracciare tutte le arti. Confermata la formula pop del festival che lo scorso anno ha fatto registrare sold out in tutte le serate, con una media di oltre 500 spettatori; gli autori ospiti presentano le loro opere e dialogano con i giornalisti intervistatori, rispondendo anche alle domande del pubblico e rendendosi disponibili per il farmacopea a fine serata. Il programma 2025 è il seguente: martedì 10 giugno Marco Bocci presenterà il libro “Nelle tue mani, nella sua pelle”(Salani); mercoledì 11 giugno Paolo Ruffini sarà intervistato da Attilio Celeghini sul libro “Benito presente!”(Baldini&Castoldi); giovedì 12 giugno Marco Maccarini sarà intervistato sul libro “Un decimo di te”(Limina) da Simona De Cero; venerdì 13 giugno Lucia Annibali con il libro “Il futuro mi aspetta”(Feltrinelli) sarà intervistata da Natalia Ceravolo; sabato 14 giugno Rita Pavone sarà intervistata da Beppe Gandolfo a proposito del suo libro “Gemma e le altre” (La Nave di Teseo). Tutti gli incontri hanno inizio alle ore 21 a ingresso gratuito, fino a esaurimento posti. Non è prevista la prenotazione. Sono trasmessi anche in diretta streaming online sulla pagina youtube ufficiale Gruppo do Lettura Carmagnola, e sulle pagine social dei partner. I partecipanti sono invitati a portare con sé il proprio libro preferito. È disponibile un ampio parcheggio e un servizio bar fino alle 22. In caso di maltempo sarà presente una tensostruttura.

Ogni sera si esibiranno le artiste di Essenza Danza, con momenti di ballo ispirati ai vari libri e agli scrittori presenti sul palco. Quest’anno si prosegue con “Letti di Notte Kids”, realizzato in collaborazione con la Fondazione di Comunità Carmagnola e Musli Torino: un laboratorio letterario gratuito per bambini. Novità per il 2025 sarà la presenza nel parco, durante i giorni del festival, delle opere d’arte contemporanea del collettivo Cracking Art, realizzate per sollecitare una riflessione collettiva sui temi dell’effetto antropico sull’ambiente naturale, tramite azioni performative coinvolgenti in cui installazioni fuori scala invadono i luoghi più vari degli spazi deputati all’arte e a quelli della vita quotidiana. Il messaggio che si vuol far giungere ai partecipanti è il seguente: rigenerare la plastica significa sottrarla alla distruzione tossica e devastante per l’ambiente, domandone nuova vita, farne delle opere d’arte significa comunicare attraverso un linguaggio estetico innovativo, esprimendo una particolare sensibilità nei confronti della natura. Tanti gli eventi collaterali previsti. A partire da inizio giugno è in vendita per il terzo anno consecutivo la bookpie, dolce speciale ideato dalle panetterie cittadine in onore della manifestazione. Quest’anno la croccante frolla al cioccolato comprende una sorprendente farcitura alle ciliegie. Per festeggiare l’arrivo di una estate che si preannuncia torrida, i gelataio cittadini propongono la Bookcream, gelato ispirato ai sapori della Bookpie, ognuno con una libera interpretazione, ma sempre con protagonisti il cioccolato, le ciliegie e le amarene. La novità del 2025 è anche una frolla estiva rivisitata dai mastri pasticceri cittadine, con il nome di Booksacker. Duemsono imconcorsi per scuole superiori del territorio, con premiazione durante le sere del festival. Il contesto di scrittura “Adesso scrivo io” sul tema del cibo, che ha visto protagonisti gli studenti dell’istituto Norberto Bobbio di Carignano. In programma anche la presentazione del nuovo libro contenente i migliori racconti, edito dalla casa editrice Bundia Books di Torino. Allievi e allieve del Baldessano Roccati di Carmagnola si sono cimentati nel contesto video “Un libro in tre minuti”: dopo la lettura di un libro, hanno dovuto creare il booktrailer.

“Letti di Notte 2025, sulla scia delle edizioni precedenti, si conferma una manifestazione in grado di portare sul palco di Cascina Vigna tanti personaggi di rilievo, ciascuno nel proprio ambito, in grado di appassionare anche lettori occasionali – dichiara Maurizio Liberti, direttore artistico della manifestazione- il festival mira anche a far abbracciare le arti ponendosi come momento di festa e approfondimento culturale, di socialità e svago, in un’atmosfera vivace di scambio e conoscenza”.

Info e contatti: visitare la pagina Facebook “Letti di Notte Carmagnola” o il sito www.gruppodilettura.net – in aggiunta scrivere a gdlcarmagnola@gmail.com – 392 5938504

Mara Martellotta

Stadio Olimpico Grande Torino, cade l’ipoteca. Il Sindaco: “Si aprono nuovi scenari”

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Non verrà rinnovata l’ipoteca sullo Stadio Olimpico Grande Torino, in scadenza il prossimo 2 luglio. Lo comunica l’Agenzia delle Entrate Uniriscossioni, rispondendo all’istanza formale con cui, nei mesi scorsi, il sindaco Stefano Lo Russo chiedeva di non rinnovare l’iscrizione ipotecaria ventennale che gravava sul bene, di proprietà della Città di Torino.

Siamo davvero molto contenti – commenta il sindaco Lo Russo – che l’Agenzia delle Entrate abbia accolto la nostra istanza. Questa decisione ci consentirà di poter ragionare su nuovi scenari di utilizzo e valorizzazione dello Stadio, che verranno esplorati nei prossimi mesi. L’interesse dell’amministrazione era quello del superamento di questa ipoteca che bloccava di fatto ogni ipotesi di investimento di lungo periodo. Lo Stadio Olimpico Grande Torino è il cuore di un più ampio progetto per una città dello sport e questa notizia rappresenta un ulteriore passo avanti verso questo traguardo”.

È davvero una bella notizia – aggiunge l’assessore allo Sport Domenico Carretta – che permetterà di allargare il campo dei ragionamenti sul futuro dello Stadio rispetto alla sola concessione di lungo periodo, aprendo a nuove prospettive finora impossibili. Ringrazio gli uffici comunali del lavoro di questi mesi”.

TORINO CLICK

Lucia Tassinario sigla il personale nei 50 farfalla a Torino

Perché è importante segnalare sempre alle forze dell’ordine i reati

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Intervista al dott. Clemente Gnarra, segretario generale M.I.A. Patria (sindacato Militari Associati Patria). Perché è importante segnalare sempre alle forze dell’ordine i reati di cui si è testimoni? Essere testimoni di un reato può essere un’esperienza difficile e spesso anche stressante. Tuttavia, è fondamentale ricordare quanto sia importante segnalare sempre alle forze dell’ordine qualsiasi reato si abbia modo di vedere o conoscere. Questo gesto, anche se può sembrare piccolo o scomodo, ha un impatto enorme sulla sicurezza della comunità e sulla lotta contro la criminalità. Proteggere la comunità e prevenire il crimine! Segnalare un reato aiuta a mantenere il territorio più sicuro per tutti. Quando le forze dell’ordine vengono informate tempestivamente, possono intervenire prontamente, arrestare i responsabili e prevenire che il reato si ripeta o coinvolga altre persone. La collaborazione tra cittadini e forze dell’ordine è un elemento chiave per creare un ambiente più protetto e tranquillo. Aiutare le indagini e la giustizia. Le testimonianze sono spesso fondamentali per le indagini. Segnalare un reato fornisce agli investigatori informazioni preziose che possono fare la differenza tra risolvere o meno un caso. Più dettagli si condividono, più è probabile che si possa arrivare alla verità e assicurare alla giustizia chi ha commesso il reato. Responsabilità civica e solidarietà Segnalare un reato è anche un gesto di responsabilità civica. Significa prendersi cura della propria comunità e contribuire a creare un ambiente più giusto e sicuro per tutti. È un modo per dimostrare solidarietà e attenzione verso il benessere collettivo. Come segnalare correttamente Se si assiste a un reato, è importante fornire tutte le informazioni utili alle forze dell’ordine: dettagli sul luogo, l’orario, le persone coinvolte e qualsiasi altra cosa possa essere rilevante. È consigliabile contattare le forze dell’ordine tramite i numeri di emergenza o recarsi direttamente presso le stazioni di polizia. Segnalare sempre i reati di cui si è testimoni è un gesto semplice ma potente. Aiuta a proteggere sé stessi, la propria famiglia e l’intera comunità. Ricordiamoci che la sicurezza di tutti dipende anche dalla nostra responsabilità e collaborazione!

Francesco Valente

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Il Bal do Sabre a Bagnasco il 25 maggio… con il treno a vapore!

Danzano le sciabole sui monti dell’Alta Valle Tanaro per ricordare le invasioni saracene di oltre mille anni fa. Nelle giornate limpide e terse, dalle Alpi liguri si può scorgere il mare all’orizzonte. Da quel mare giunsero le vele nere dei Mori che dopo aver saccheggiato i paesi del litorale ligure si nascosero nelle grotte del Marguareis, del Mongioie e del Pizzo d’Ormea prima di lanciarsi con ferocia sui paesi dell’entroterra. E proprio in quei borghi della Valle Tanaro, tra rovine di castelli e antiche torri di avvistamento, dove si mangia la polenta saracena, le patate di montagna e il Raschera d’alpeggio, si raccontano ancora oggi storie ricche di tradizioni, usanze e cultura alpina. La manifestazione che più ricorda il passaggio in Piemonte dei guerrieri dell’islam è la danza degli spadonari di Bagnasco nel cuneese. E festa sarà in questo piccolo paese di novecento anime in alta Valle Tanaro che domenica 25 maggio rievocherà l’arrivo funesto dei saraceni con un’antica danza contadina che ogni anno richiama folle di turisti.
Ondate di saraceni urlanti armati di scimitarre ricurve scesero dalle montagne terrorizzando la popolazione di Bagnasco, Garessio, Ormea, le prime località del Piemonte a subire l’invasione dei Mori. Fu un bagno di sangue, uomini e donne uccisi, chiese e palazzi incendiati, giovani rapiti, portati via e ridotti in schiavitù nelle terre arabe e in Spagna. È il “Bal do sabre”, il ballo delle sciabole che anima le vie del paese sui cui muri grandi murales illustrano l’antica danza con giullari, araldi, tamburini, scimitarre e saraceni in costumi moreschi. Si narra la vicenda di un contadino bagnaschese, un tal Protasio Gorrisio che avendo rifiutato di dare la propria figlia a Ramset, capo dei saraceni invasori, viene condannato a morte e giustiziato in piazza. In realtà sono diversi i significati della festa. La leggenda araba si incrocia infatti con i riti rurali della civiltà contadina, propiziatori della fertilità della terra, con l’arrivo della primavera che sconfigge l’inverno e i semi che ricominciano a germogliare. Ma con il passar del tempo si è affermato un racconto collegato alle scorrerie dei Saraceni che nell’Alto Medioevo invasero questi paesi. Che sia inventata o che abbia un fondamento storico, la leggenda ha lasciato comunque tracce profonde nella tradizione popolare del paese che fa riferimento ai resti di un castello costruito su un’altura dominante la valle, alla torre “saracena” tra Garessio e Ormea, a una serie di personaggi con costumi in stile moresco e alla presenza dei Mori come scorta del condannato.
Vecchie tradizioni popolari vengono portate in scena da dodici spadonari, dodici come i mesi dell’anno, che indossano costumi saraceni, con sciabole danzanti tra roboanti tamburi e urla di menestrelli, insieme a un Capitano, alcuni Mori, tamburini, arabi e portabandiere. I Saraceni sono finalmente cacciati dalla valle. La danza rurale, sospesa per lungo tempo, è rinata alla fine degli anni Sessanta grazie alla passione per la storia locale di un gruppo di ragazzi e da allora non si è più fermata. Dagli anni Sessanta un gruppo di Bagnasco partecipa ai raduni di “spadonari” in vari Paesi europei, dalla Francia alla Croazia, dalla Spagna all’Inghilterra. Domenica 25 maggio ci sarà un’attrazione in più per chi si recherà in queste zone del Piemonte. Tornerà a fischiare sui binari il Treno storico a vapore Torino-Ormea con fermate a Nucetto, Ormea e Bagnasco lungo il corso del Tanaro. Si parte da Porta Nuova alle 8.00 e si torna alle 21.00. Un’occasione speciale per riscoprire i paesaggi dell’Alta Valle Tanaro, con eventi folcloristici e tradizionali mercatini. A Bagnasco l’attenzione sarà ovviamente tutta per la danza delle spade alle ore 17.00. L’iniziativa del treno a vapore è organizzata dall’associazione “D’acqua e Di ferro”.
Per maggiori informazioni:
Per il treno a vapore dacquaediferro@gmail.com – 389 2559948
Per la danza delle spade a Bagnasco www.baldosabre.it – 339 7071843
Filippo Re

Giornata esofagite eosinofila: a Torino illuminata di magenta la Mole

Roberta Giodice, presidente ESEO Italia – Associazione di famiglie contro l’esofagite eosinofila: “Ringrazio a nome di tutti i pazienti per aver aderito, con grande spirito di vicinanza e solidarietà, alla nostra campagna di sensibilizzazione. Desideriamo essere forza propulsiva per coloro che, tra esperti e Istituzioni, hanno la possibilità e la responsabilità di mettere in atto azioni concrete di tutela e miglioramento della qualità della vita dei malati“.

 Torino aderisce alla campagna ESEO Italia 2025 illuminandosi di magenta per celebrare il mese delle patologie eosinofile e le due giornate dedicate per la campagna: il 18 maggio Giornata Mondiale per le Patologie Eosinofile e il 22 maggio Giornata Mondiale dell’Esofagite Eosinofila (World Eosinophilic Esophagitis – EoE – Day). Ad illuminarsi è stata la Mole Antonelliana.

L’iniziativa promossa da ESEO Italia (Associazione di famiglie contro l’esofagite eosinofila), è replicata in oltre 40 luoghi simboli del Paese ed ha come obiettivo la promozione di una corretta educazione sanitaria attraverso attività e progetti mirati a garantire con la sensibilizzazione una riduzione del ritardo diagnostico per i pazienti con patologie gastrointestinali eosinofile, orientarli nei percorsi di cura, creare network con interlocutori nazionali ed internazionali che a vario titolo possono favorire azioni a sostegno dei pazienti, per migliorare la qualità delle cure, la salvaguardia dei diritti ed in generale la qualità di vita dei pazienti e delle loro famiglie.

Monumenti illuminati ma anche una fitta campagna di sensibilizzazione fatta di eventi e di consulenze gratuite in tanti centri distribuiti su tutto il territorio, pronti a visitare pazienti che presentano una sintomatologia sospetta. Locandine affisse negli ambulatori dei centri diagnostici più significativi del Paese.

Ringrazio a nome di tutti i pazienti per aver aderito, con grande spirito di vicinanza e solidarietà, alla nostra campagna di sensibilizzazione“, ha affermato Roberta Giodice, presidente dell’Associazione ESEO Italia. “I nostri pazienti spesso arrivano alla diagnosi dopo una lunga odissea di peregrinazioni che costano fisicamente, emotivamente ed economicamente. Desideriamo essere forza propulsiva per coloro che, tra esperti e Istituzioni, hanno la possibilità e la responsabilità di mettere in atto azioni concrete di tutela e miglioramento della qualità della vita dei malati. La condivisione tra noi famiglie, il confronto, lo scambio di esperienze e la collaborazione con le altre associazioni di pazienti sono una ricchezza che vogliamo alimentare poiché siamo consapevoli dei benefici che da queste alleanze possono avere origine“, ha concluso Giodice.

Le iniziative. La campagna di sensibilizzazione del mese di maggio coinvolgerà i principali centri di expertise nel territorio nazionale, con consulenze gratuite, open day, giornate dedicate alla divulgazione in diversi ospedali ed ambulatori specializzati; incontri dedicati alla formazione del personale medico il 21 maggio a Brescia e il 30 a Castellana Grotte (BA); un dibattito istituzionale il 22 maggio al Senato in collaborazione con il sen. Orfeo Mazzella per presentare la Giornata Mondiale dell’Esofagite Eosinofila; il 24 e 25 maggio presso Bracciano (RM) una due giorni di incontri con le famiglie di pazienti ed esperti medici.

Per dare maggiore risalto alla Giornata Mondiale dell’Esofagite Eosinofila (22 maggio) ed alla Giornata Mondiale delle Patologie Eosinofile (18 maggio) verranno illuminati di magenta numerosi luoghi o monumenti famosi ed ospedali nelle varie nazioni organizzatrici: dalle Cascate del Niagara negli Stati Uniti, alla Mole Antonelliana di Torino, al Cincinnati Hospital e numerosi altri monumenti, siti archeologici ed ospedali nella quasi totalità delle regioni italiane.

La mission. Durante il mese di maggio ESEO Italia promuoverà diverse iniziative con l’intenzione di sensibilizzare le Istituzioni e la popolazione sulle istanze e sulle necessità ancora non soddisfatte dei pazienti affetti da esofagite eosinofila e patologie gastrointestinali eosinofile, dei loro caregiver, e che prevederà una serie di attività anche a livello mondiale, con incontri e comunicazione dedicata. Obiettivo della giornata del 18 maggio delle Patologie Eosinofile e del 22 maggio dell’Esofagite Eosinofila organizzata dell’Alleanza internazionale è quello di sensibilizzare l’opinione pubblica sulla prevenzione e sull’importanza di una diagnosi precoce; incoraggiare le persone che non riescono a risolvere i loro problemi gastrointestinali o che manifestano sintomi quali difficoltà a deglutire, necessità di bere molto durante i pasti, dolore al petto o sintomi persistenti simili al reflusso a consultare un medico; chiedere alle Istituzioni un migliore accesso all’assistenza medica, a nuovi trattamenti e ai finanziamenti per la ricerca per migliorare la qualità della vita dei pazienti in tutto il mondo; sostenere i Paesi a basso e medio reddito, promuovendo maggiori investimenti nella ricerca, nella sensibilizzazione e nella formazione medica, soprattutto nelle regioni in cui sono ancora ampiamente trascurate.

CHE COS’È L’ESOFAGITE EOSINOFILA

L’esofagite eosinofila (EoE) è una malattia infiammatoria localizzata nell’esofago, caratterizzata da periodi di remissione clinica ed episodi di acuzie. Gli eosinofili sono protagonisti di questa infiammazione, attraverso i numerosi mediatori cellulari rilasciati durante la loro attività. L’incidenza annuale varia in relazione alla provenienza geografica della popolazione inclusa va da 1,6 a 10/100.000. Non ci sono dati di prevalenza in Italia.

QUALI SONO LE CAUSE

L’esofagite eosinofila è una patologia immuno-allergica; spesso è possibile trovare la causa dell’infiammazione cronica in un’allergia alimentare e/o respiratoria. Talvolta, però, nonostante i test allergologici ed i tentativi dietetici, non si riesce a comprendere la probabile causa della malattia. Fenomeni autoimmunitari che possono coinvolgere anche altri tratti dell’apparato gastrointestinale possono essere implicati nello sviluppo di questa malattia.

SINTOMI

La sensazione del cibo che si blocca e che non riesce a progredire, tempi lunghi per i pasti quotidiani, la necessità di bere per far scendere il cibo, sono tutti campanelli di allarme da considerare e da riferire al medico.

TERAPIE

Le diete di restrizioni ed i farmaci (cortisone, soprattutto locale e farmaci biologici) sono le cure al momento utilizzate e considerate efficaci, in attesa che la ricerca scientifica convalidi trattamenti più mirati per le gastroenteropatie eosinofile.

RISCHI

Le stenosi, cioè i restringimenti serrati dell’esofago, che non fanno passare né cibo né saliva, per i pazienti affetti da esofagite eosinofila oltre che la malnutrizione cronica ed i disturbi della crescita per tutti i pazienti affetti da patologie gastrointestinali eosinofile.

EPIDEMIOLOGIA

40 studi longitudinali (1976 e il 2022) in 15 paesi su 5 continenti su bambini e adulti, l’incidenza è di

5.3 ogni 100.000 persone-anno, mentre la prevalenza è di 40 su 100.000 e tale dato sarebbe frutto di un incremento del numero di biopsie esofagee, anche se al contempo sembrano aumentati gli accessi per endoscopia con indicazione disfagia. Si stima che il rapporto maschi/femmine sia 3/1 anche se al momento questo dato non presenta delle spiegazioni dal punto di vista fisiopatologico. Gli americani bianchi sembrano più colpiti (58%) rispetto agli Afro-Americani (34%) e ad altre etnie (8%).

Gastroenteropatie eosinofile (EGE)

Le EGE costituiscono invece un gruppo di malattie rare, eterogenee e maldefinite sia clinicamente che in termini eziopatogenetici. Sono diagnosticate se si rileva ipereosinofilia in 1 o più parti dell’apparato gastrointestinale in assenza di una causa nota di eosinofilia. La prevalenza riportata è diversa a seconda delle regioni geografiche, con tassi che variano da 5 0,2 casi/100.00 bambini nel Regno Unito a 8,9 casi in Australia a 43 casi/100.000 bambini negli USA.

La Diagnosi si basa per lo più su 3 criteri diagnostici:

1.     presenza di sintomi aspecifici gastrointestinali (diarrea, vomito, dolori addominali)

2.     infiltrazione eosinofila in uno o più tratti dell’apparato gastrointestinale

3.     esclusione di altre cause di eosinofilia gastrointestinale (malattia infiammatoria cronica, infezioni parassitarie, immunodeficienze primarie).

La presentazione clinica della EGE varia in base al tratto gastrointestinale interessato, ma le manifestazioni più frequenti sono caratterizzate da vomito, diarrea, dolore addominale, perdita di peso o mancato accrescimento dovuto a malassorbimento e perdita delle proteine, sanguinamento franco od occulto, anemia e ittero ostruttivo. Le EGE vengono poi classificate in base al tratto intestinale coinvolto (gastrite, gastroenterite, colite, proctocolite etc) o in base alla localizzazione degli eosinofili a livello tissutale (serosica, mucosale o muscolare). La forma mucosale è la forma più frequente e la muscolare la più rara. Data la rarità di queste malattie, prima di fare diagnosi di EGE, devono essere escluse cause comuni di eosinofilia tissutale quali infezioni parassitarie, malattia infiammatoria intestinale, malattie del connettivo, allergia a farmaci, disordini linfoproliferativi. Se sono coinvolti gli strati muscolari, dolori addominali, crampi e ostruzione intestinale possono essere i sintomi di presentazione e in rari casi si può avere una perforazione d’organo. Le forme a carico delle sierose sono associate ad ascite e distensione addominale.

ESEO Italia

L’associazione di pazienti ESEO Italia è nata nel 2017 e persegue finalità di informazione, sensibilizzazione, assistenza sociale e sociosanitaria, ricerca e promozione scientifica in relazione all’Esofagite Eosinofila e alle patologie gastrointestinali eosinofile. Anche se giovane ha creduto nel valore e nella possibilità di cooperare a sostegno dei malati per poter migliorare la loro qualità di vita e con il suo impegno ha tessuto network con stakeholder nazionali ed internazionali che, a vario titolo, potessero contribuire a migliorare le condizioni dei pazienti. Le sue numerose attività possono essere rintracciate sul sito www.esoitalia.it.

Condividere le immagini radiologiche dell’ictus acuto

AZIENDA ZERO METTE IN CAMPO IL PROGETTO 

Un sistema in cloud capace di elaborare automaticamente gli esami radiologici dei pazienti con ictus ischemico acuto. È questa l’importante novità che Azienda Zero ha portato all’interno delle Aziende Sanitarie Regionali.

«In Piemonte è già presente una rete ospedaliera, organizzata in cinque quadranti, che assicura una ramificata copertura geografica e un accesso diffuso ai servizi per l’ictus ischemico acuto. Nonostante questo, si riscontravano ancora disomogeneità nei percorsi diagnostico-terapeutici, soprattutto nella fase iniziale, dove la rapidità è determinante. Differenze nella disponibilità di imaging avanzato, nei tempi di elaborazione e nei meccanismi di condivisione dei dati rendevano svantaggiati i territori più periferici. Ecco quindi che con Azienda Zero stiamo andando a risolvere questa criticità, premettendo equità di accesso, qualità omogenea delle prestazioni e riduzione dei tempi decisionali, eliminando trasporti non necessari e centralizzando il monitoraggio dei flussi», ha spiegato l’assessore alla Sanità, Federico Riboldi.

Un progetto realizzato grazie a fondi PNRR e che proprio in queste settimane è arrivato alla fase dei collaudi nelle singole aziende: «Azienda Zero ha acquisito e installato in tutti i presidi un sistema in cloud capace di elaborare automaticamente gli esami TC dei pazienti con stroke acuto, condividendo in tempo reale tale immagini con tutti i medici della rete tempo-dipendente reperibili in quel momento, con evidenti migliori risultati in termini di efficacia della diagnosi. Un sistema che si ispira a esperienze virtuose già attive in contesti europei come Catalogna, Andalusia, Ungheria e Oxfordshire», ha aggiunto il direttore generale di Azienda Zero, Adriano Leli.

cs