ilTorinese

25 treni in più, Magliano (Lista Cirio): “Servizio decisivo per famiglie e studenti”

Con il nuovo orario invernale, in vigore dal prossimo 15 dicembre, 25 treni in più del Servizio Ferroviario Metropolitano SFM3, da e per Bardonecchia, fermeranno nei giorni feriali alla stazione di Sant’Antonino-Vaie, aggiungendosi a quelli della tratta di Susa che normalmente servono la stazione della Bassa Valle.

La fermata anche dei convogli della linea Torino PN-Bardonecchia offrirà ai residenti di gran parte della bassa Valle di Susa maggiori opportunità per gli spostamenti verso il capoluogo con un treno in pratica ogni mezz’ora in entrambe le direzioni.

Silvio Magliano, Presidente del Gruppo consiliare Lista Civica Cirio Presidente Piemonte Moderato e Liberale, da sempre vicino alla Valle di Susa e a Sant’Antonino, ha lavorato insieme all’Assessore ai Trasporti della Regione Piemonte, Marco Gabusi, per dare riscontro alla richiesta dei Comuni della zona, oltre a Sant’Antonino e Vaie, Sant’Ambrogio, Chiusa di San Michele, Condove, Borgone e Bruzolo: “Ringrazio davvero l’Assessore Gabusi per aver dato riscontro alle necessità del territorio: questi treni in più sono davvero importanti per i pendolari, per gli studenti, per tutti gli abitanti della bassa Valle di Susa e rappresentano un incremento dell’attrattività del territorio. Se il nostro obiettivo è valorizzare le aree interne e renderle più vivibili, questo cambiamento non può che partire dall’incremento dei servizi. Mi rallegro che il dialogo con il territorio e con gli Enti Locali abbia prodotto un altro risultato importante”.

Soddisfatto anche il sindaco di Sant’Antonino di Susa, Andrea Andolfatto: “La nuova fermata feriale a Sant’Antonino di Susa produrrà un notevole impatto sulla vita dei nostri cittadini”.

Esprimono soddisfazione anche l’Assessore Donata Cappuccio e il Vicesindaco Roberto Giuglard: “Ringraziamo l’Assessore Marco Gabusi per la disponibilità e l’attenzione verso il territorio e i cittadini della bassa Val Susa e il Consigliere regionale Silvio Magliano, da sempre vicino alla nostra valle e a Sant’Antonino, per l’impegno profuso nel rendere possibile l’incremento del servizio. Questo prezioso risultato si deve certamente anche al Presidente dell’Unione Montana Valle di Susa, Pacifico Banchieri, e a tutti i Sindaci dei Comuni della tratta che hanno sottoscritto la richiesta: Silvano Barella di Sant’Ambrogio, Riccardo Cantore di Chiusa di San Michele, Jacopo Suppo di Condove, Diego Mele di Borgone e Roberto Barbon di Bruzolo. Lavorando insieme possiamo ottenere risultati importanti per il nostro territorio”.

Autunno in Fattoria Sociale Paideia, workshop inclusivi nella natura

A Baldissero, in provincia di Torino, il 7 dicembre prossimo, e a Caramagna, in provincia di Cuneo, il 14 dicembre, si svolgeranno attività-laboratorio per famiglie alla scoperta degli animali, della terra e dei suoi frutti. Due sedi e un’unica missione: quella di sostenere le iniziative solidali di Fondazione Paideia. Dopo il successo delle stagioni precedenti, gli appuntamenti del fine settimana si moltiplicano e coinvolgono ancora di più le famiglie con proposte inclusive, pensate per vivere esperienze autentiche all’aria aperta. La fattoria sociale Paideia è un luogo aperto a tutti, con una particolare attenzione ai bambini con disabilità e alle loro famiglie. Gli spazi d’attività sono progettati per garantire accessibilità, accoglienza e benessere attraverso il contatto con gli animali, la cura delle piante e laboratori immersivi nella natura. L’attività delle due sedi contribuiscono concretamente a sostenere i progetti di Paideia, che da oltre 30 anni offre aiuto e sostegno ai bambini con disabilità e alle loro famiglie.

A Baldissero si raccolgono le erbe aromatiche dell’orto per preparare gustosi biscotti, ricchi di sostanze genuine. Nella nuova sede di Caramagna Piemonte, oltre 6 mila mq di natura accolgono famiglie e gruppi in un contesto accessibile e inclusivo, ed è qui che i giovani esploratori potranno conoscere meglio gli asini della fattoria. Tutte le date e la possibilità di iscrizione sono disponibili su www.fattoriasocialepaideia.it/eventi.

Domenica 7 dicembre, dalle ore 10 alle 12.30, a Baldissero, sarà la volta dei biscotti golosi. In una passeggiata nell’orto si andrà alla ricerca delle erbe aromatiche, cercando di distinguerle e riconoscerle meglio. Con il raccolto si prepareranno biscotti gustosi e ricchi di sostanze genuine, quali miele, cannella e frutta. Domenica 14 dicembre l’appuntamento è a Caramagna, con gli asini. I bambini potranno conoscere meglio gli asini della fattoria e creare per loro un ambiente arricchito, che ne stimoli l’esplorazione e il gioco.

Fattoria Sociale Paideia – strada Pino Torinese 15/1, Baldissero Torinese (TO) – strada Vicinale Oia 20, Caramagna Piemonte (CN)

Mara Martellotta

Pirandello tra farsa, incubo e verità

Di Renato Verga

Prodotto da Teatri di Pistoia–Centro di Produzione Teatrale insieme al Teatro Nuovo Giovanni da
Udine, L’uomo, la bestia e la virtù approda al Teatro Gobetti, dove resterà in scena fino al 7
dicembre 2025, portando con sé tutta l’ironia corrosiva e l’inquietudine che caratterizzano il
Pirandello più spiazzante. Fin dal debutto del 1919, questo testo ha destabilizzato pubblico e critica:
era una farsa? Un incubo mascherato da commedia? Un esercizio grottesco? Probabilmente tutto
allo stesso tempo. Pirandello mette in campo uno dei suoi lavori più anomali, un’opera che fa
coesistere comicità e perturbazione, leggerezza e crudeltà, lasciando lo spettatore sospeso tra realtà
e sogno.

Al centro del racconto c’è un triangolo amoroso di esemplare complessità: un marito assente e
brutale, una moglie virtuosa e trascurata, e l’amante di lei, un professore dall’apparenza
irreprensibile. Da questo intreccio nasce un gioco di specchi che svela desideri repressi,
convenzioni soffocanti e l’ambiguità profonda dell’animo umano. Pirandello costruisce la vicenda
sul paradosso: i personaggi indossano maschere rigide che schiacciano passioni e volontà, mentre il
perbenismo agisce come una corazza pronta a incrinarsi. Perfino la “bestialità”, concetto chiave del
testo, non coincide affatto con l’immagine superficiale che i personaggi proiettano.

Il capitano Perella, che incarna la Bestia almeno in apparenza, passa più tempo tra viaggi e amanti
che dentro casa. Sua moglie, simbolo della Virtù soffocata, vive nel decoro e nella solitudine.
Paolino, l’Uomo, è un professore stimato e precettore del figlio dei Perella, ma intrattiene con la
signora una relazione clandestina. L’imminente gravidanza della donna rischia di far crollare ogni
apparenza. Per evitarlo, Paolino escogita uno dei più improbabili – e comici – stratagemmi dello
sterminato repertorio pirandelliano: somministrare al capitano un afrodisiaco potentissimo, con la
complicità del medico e del farmacista, entrambi interpretati dal versatile Massimo Grigò, per
indurlo, nell’unica notte che trascorre a casa, a consumare il matrimonio e legittimare così il
bambino. Da questo espediente nasce una spirale tragicomica che rimette in discussione i ruoli:
l’Uomo è davvero tale? La Bestia lo è davvero? E la Virtù è così irreprensibile?

L’allestimento diretto da Roberto Valerio amplifica questa tensione e la spinge verso un registro
insieme farsesco e inquieto. Il ritmo è serrato, i personaggi si muovono come creature in bilico tra
umano e animale, secondo una linea che attinge direttamente alla poetica pirandelliana: la civiltà si
sgretola e l’istinto prende il sopravvento, mentre il pudore si dissolve. L’ambiente scenico ha una
tonalità sinistra, quasi allucinata. L’ingresso dei personaggi è accompagnato da un tappeto sonoro
inquietante di Anselmo Luisi, tra thriller e surreale; le luci fredde e stranianti di Emiliano Pona
amplificano il senso di disorientamento; i cambi scena, rapidi e compiuti dagli stessi attori in
maschere spersonalizzanti, avvengono su una musica stridente.

Tra gli elementi più riusciti figurano le scene oniriche, vere parentesi visive in cui compaiono
maschere pirandelliane che incarnano le verità sommerse dei personaggi. Queste apparizioni
trasformano il palco in una sorta di spazio mentale, dove prendono forma pensieri, paure e sensi di
colpa, conferendo allo spettacolo un’aura metafisica.

Gli interpreti si muovono con efficacia in questa atmosfera sospesa: Max Malatesta offre un Paolino
in cui goffaggine e istinto animale convivono; Vanessa Gravina dà alla signora Perella una fragilità
decisa e combattiva; Nicola Rignanese costruisce un Perella brutale, grottesco e sorprendentemente
autentico. Attorno a loro, Beatrice Fedi, Massimo Grigò, Franca Penone, Lorenzo Prestipino e
Mario Valiani compongono un ensemble equilibrato che sostiene la dimensione corale dello
spettacolo.

Con un’estetica visionaria e quasi cinematografica, l’allestimento di Valerio restituisce tutta
l’ambiguità pirandelliana, illuminando, con ironia e turbamento, la tensione perpetua tra apparenza
e verità.

I Comuni dicono no al Black Friday sulle piattaforme online

A favore dei negozi che animano il Paese

Ritorna la campagna Uncem, che diffonde l’appello e la campagna di marketing territoriale da affiggere nei negozi e nei bar per un invito a tutti a comprare nei negozi del proprio territorio. Quando Uncem lanciò, in collaborazione con le Camere di Commercio, l’iniziativa “Compra in valle, il tuo paese, la montagna vivrà”, dieci anni fa acquisì una grande attenzione mediatica e culturale, cresciuta negli anni. Si deve ripartire oggi dalla settimana del Black Friday dai negozi della valle, del territorio, dei paesi e delle città. Si chiede che gli acquisti vengano fatti nei negozi e non sulle piattaforme di logistica e sui grandi siti web. Uncem intende salvare i negozi, che nei paesi risultano essere sempre meno e sempre più deboli, visto che oltre 200 Comuni in Italia non hanno più negozi o bar, e altri 500 si trovano a rischi di desertificazione commerciale. Il Black Friday online è distruttivo per l’economia dei paesi.

Mara Martellotta

Convegno e “maratona” Satie

In occasione dell’anniversario dei 100 anni della morte di Eric Satie, l’Università e il Conservatorio di Torino organizzano il 5 e il 6 dicembre un convegno e una “Maratona” Satie nell’aula Terracini di Palazzo Nuovo. Iniziativa già svolta ad Honfleur (luogo natale e sede del museo Satie) il 31 ottobre e successivamente verrà riproposta a Catania il 9 e 10 dicembre. Il ricco programma prevede nei 2 giorni, l’alternarsi di professori e docenti italiani ed europei di varie università e conservatori. Dal pomeriggio del 5 ( ininterrottamente , notte compresa), nell’atrio di Palazzo Nuovo, si svolgerà la “maratona” Satie con uno Steinway grancoda e due maxi schermi, in programma l’esecuzione di Vexations, eseguita da 45 pianisti in successione per 840 volte… ! La sera del 5, concerto in Conservatorio degli allievi dedicato per intero a Satie.

Pier Luigi Fuggetta

Il MO.I.CA. e Carla Amoretti tra giochi d’epoca e tradizioni natalizie

Il MO.I.CA. – Donne Attive in Famiglia e Società – Piemonte APS propone un incontro dedicato alla riscoperta del Natale di un tempo, attraverso i giochi, i passatempi e i ricordi che hanno accompagnato intere generazioni. L’iniziativa si svolgerà giovedì 4 dicembre 2025, alle 15.30, presso il CSV Vol.To ETS, in via Giolitti 21, a Torino.

Ospite sarà Carla Amoretti, storica e figlia del generale Guido Amoretti, noto per la riscoperta della scala di Pietro Micca. Il suo intervento offrirà un viaggio nella memoria familiare e nella cultura materiale delle feste, mostrando come il Natale fosse un periodo ricco di riti e creatività domestica. Il cuore del pomeriggio sarà dedicato ai giochi dei primi anni del Novecento, appartenuti alle famiglie Caprile-Amoretti, custoditi come testimonianze di un’epoca scandita dalla manualità e dall’immaginazione. Accanto a questi verranno presentati i passatempi creati nelle case di tante famiglie dell’epoca, realizzati con materiali semplici a disposizione: ritagli di stoffa, scarti di legno, cartoncini, fili colorati. Oggetti costruiti con cura e inventiva, capaci di trasformare ciò che si aveva in casa in un piccolo mondo fatto di fantasia e condivisione. Questa doppia prospettiva permetterà di leggere il Natale non solo attraverso la storia di una famiglia, ma come patrimonio comune: un tempo in cui il gioco era un gesto quotidiano e affettuoso, spesso costruito insieme, e in cui la festa era fatta di attesa, partecipazione e creatività.

A coordinare l’incontro sarà la Presidente del MO.I.CA. Piemonte APS, Lucia Rapisarda. La giornata si chiuderà con un momento di gioco condiviso, pensato per far rivivere l’autenticità dei passatempi tradizionali e per riportare.

Gli Asili Notturni Umberto I una delle realtà sociali più straordinarie e preziose

 

Nella serata di ieri è stata organizzata una visita per conoscere da vicino i servizi offerti dalla struttura, un vero presidio di umanità, accoglienza e assistenza sanitaria gratuita per le persone più fragili.

Guidati dal Presidente Sergio Rosso, da oltre quarant’anni anima e motore di questo luogo, i partecipanti hanno potuto visitare gli spazi dedicati all’accoglienza notturna, alle cucine e agli ambulatori medici e diagnostici, dove vengono erogate cure oculistiche, odontoiatriche, ortodontiche, pedodontiche e prestazioni di medicina generale, tutte completamente gratuite.
Sono stati illustrati anche i progetti innovativi in corso, come la telemedicina per il diabete e gli screening per epatiti e tubercolosi, in collaborazione con ASL Città di Torino e importanti strutture ospedaliere piemontesi.

Presente alla visita l’Assessore regionale al Bilancio Andrea Tronzano, e il Consigliere Regionale Sergio Bartoli, Presidente della V Commissione Ambiente, che ha potuto conoscere da vicino la complessità e il valore umano di un servizio che ogni giorno garantisce dignità, cura e riparo a chi vive situazioni di estrema vulnerabilità.

Durante l’iniziativa, il Consigliere Bartoli ha espresso grande apprezzamento per il lavoro svolto dagli Asili Notturni:
«Ho avuto modo di conoscere in modo approfondito una realtà a dir poco lodevole. Qui si respira solidarietà concreta, fatta di professionalità, volontariato e attenzione verso chi spesso non ha voce. Gli Asili Notturni sono un patrimonio umano per l’intera comunità piemontese».

Un ringraziamento particolare è stato rivolto anche all’associazione dumsedafe e al suo Presidente Piero Gola — ha dichiarato Bartoli — da sempre vicini alle realtà che operano nel sociale e promotori di iniziative culturali e solidali che rafforzano il tessuto comunitario.

La visita si è conclusa con un momento conviviale preparato dai volontari, ulteriore testimonianza dello spirito di condivisione che caratterizza questa storica istituzione torinese.

Vehicle Valley Piemonte con Pininfarina e API Torino

A Cambiano (TO) un incontro dedicato allo sviluppo di sinergie tra le imprese dell’ecosistema: 15 aziende si confrontano con Pininfarina per valutare percorsi di collaborazione.

 

Torino, 27 novembre 2025. La forza di un ecosistema si misura dalla capacità di connettere le proprie eccellenze. Con questo spirito, Vehicle Valley Piemonte, insieme a due dei soci fondatori Pininfarina API Torino, ha promosso una mattinata di lavori dedicata al confronto e alla condivisione di opportunità tra diverse realtà della filiera. L’iniziativa, che si è svolta oggi all’headquarter di Pininfarina a Cambiano, nasce dalla volontà di sfruttare appieno le potenzialità della rete VVP, mettendo a sistema le eccellenze presenti al suo interno.

Protagoniste della giornata sono state 15 aziende, tra associate Vehicle Valley e API Torino, che hanno avuto l’opportunità di incontrare i referenti di Pininfarina, in un momento di scambio per esplorare e valutare concrete possibilità di collaborazione industriale. L’evento è il primo di questo nuovo format pensato per moltiplicare le occasioni di contatto all’interno dell’ecosistema. L’obiettivo è trasformare la vicinanza territoriale e l’appartenenza alla stessa rete in un vantaggio competitivo reale, facilitando il dialogo tra grandi player e PMI qualificate.

Al centro della mattinata, i tavoli di confronto dedicati all’approfondimento delle competenze e delle offerte tecniche delle aziende ospiti. Parallelamente, ampi spazi di networking tra i partecipanti, per stimolare la nascita di sinergie orizzontali, e la visita alla Collezione Pininfarina, simbolo di quella legame tra tradizione e innovazione che unisce tutti gli attori del distretto.

“Portare le nostre imprese al tavolo con un’eccellenza come Pininfarina significa valorizzare il nostro asset più importante: un ecosistema completo, capace di coprire ogni fase dello sviluppo veicolo con standard di livello assoluto”, ha spiegato la Presidente di Vehicle Valley Piemonte, Monica Mailander“Questo evento nasce per mettere a sistema le opportunità che possono emergere spontaneamente all’interno del nostro ecosistema. Il nostro compito è facilitare questi percorsi, creando le condizioni ideali perché i soci possano conoscersi e individuare terreni comuni di sviluppo. Iniziamo oggi con un gruppo selezionato di aziende, ma l’obiettivo è ampliare il modello man mano che cresce il numero degli associati, rendendo il ‘fare rete’ una pratica strutturata per la nostra filiera”.

L’evento conferma l’impegno di Pininfarina all’interno dell’ecosistema VVP, testimoniando l’importanza dei grandi player nel valorizzare la supply chain locale. “Nei settori dell’innovazione e delle tecnologie avanzate, la capacità di creare ecosistemi coesi è sempre stata un elemento determinante per consentire a un territorio di consolidare il proprio posizionamento in contesti altamente competitivi. Il Piemonte vanta una lunga tradizione di eccellenza in questo ambito, con un potenziale ancora significativo da valorizzare attraverso relazioni strategiche. Pur mantenendo uno sguardo attento sul panorama internazionale, il rafforzamento della rete di collaborazioni a livello regionale deve trasformarsi da semplice opportunità a vera e propria missione, da perseguire con convinzione da parte delle associazioni e dei loro membri“, ha commentato Marco Busi, Senior Vice President Operations & Coachbuilding di Pininfarina.

Fondamentale anche il ruolo di API Torino nel connettere il tessuto delle PMI con le grandi opportunità di commessa. “Uno dei ruoli fondamentali della nostra Associazione è quello di creare occasioni di incontro tra imprese con interessi comuni. Si tratta di un compito che riteniamo fondamentale soprattutto in un periodo complesso come quello che tutto il sistema economico sta vivendo. Il tema della mobilità, d’altra parte, è tra quelli che più toccano il nostro tessuto d’imprese. Rinunciare al patrimonio di conoscenze tecnologiche che le imprese del territorio detengono, sarebbe un errore fatale. Il lavoro in comune reso possibile dalla collaborazione di più realtà riunite da Vehicle Valley Piemonte è quindi prezioso e può costituire un modello anche per altri comparti”, ha aggiunto Antonio Casano, Presidente di Unionmeccanica API Torino.

L’iniziativa di Cambiano si inserisce nel calendario di attività proposte da Vehicle Valley Piemonte, confermando la volontà dell’Associazione di agire come acceleratore per la competitività del distretto automotive piemontese attraverso azioni mirate e di alto profilo.

Tre Bollini Rosa all’ospedale Sant’Anna di Torino

Fondazione Onda ETS ha assegnato 3 Bollini Rosa all’ospedale Sant’Anna di Torino. Continua a crescere il circuito degli Ospedali con il Bollino Rosa, premiate 370 realtà nel nostro Paese
Il riconoscimento viene assegnato agli ospedali impegnati, in tutte le regioni italiane, nella promozione della medicina di genere, distinguendosi per l’offerta di servizi dedicati alla prevenzione, diagnosi e cura delle principali patologie femminili e non solo.
Le schede con le informazioni sui servizi degli ospedali premiati sono consultabili sul sito www.bollinirosa.it
Fondazione Onda ETS, che da vent’anni promuove un approccio alla salute orientato al genere, ha assegnato 3 Bollini Rosa all’ospedale Sant’Anna della Città della Salute e della Scienza di Torino per il biennio 2026-2027, durante la cerimonia svoltasi presso il Ministero della Salute. Questo è un riconoscimento biennale che Fondazione Onda ETS attribuisce dal 2007 agli ospedali che offrono servizi di prevenzione, diagnosi e cura, non solo delle specifiche problematiche di salute femminile, ma anche di quelle patologie trasversali a uomini e donne, per cui vengono realizzati percorsi ospedalieri ’in ottica di genere’. I 370 ospedali premiati con il ‘Bollino’ acquisiscono un valore distintivo e differenziante nel panorama sanitario nazionale. Questi ospedali fanno parte di una rete virtuosa istituzionalmente riconosciuta, contraddistinta per l’impegno e l’attenzione alle esigenze di salute femminile ed il supporto offerto alle donne nell’identificazione consapevole del luogo di cura più appropriato. Tra le 18 specialità cliniche considerate, quest’anno sono state inserite per la prima volta l’Oftalmologia e la Medicina del Dolore e Disciplina del Dolore ed è stata reinserita la Pediatria.
«Il lavoro fatto in queste 12 edizioni del Bollino Rosa è importante per rinnovare la nostra attenzione nei confronti della salute orientata al genere femminile. Questo ampliamento della rete evidenzia il nostro impegno ventennale e quotidiano: la nostra missione è stimolare gli ospedali nell’adottare un approccio attento alle specifiche esigenze della donna in ogni fascia d’età ed incoraggiare altresì le donne ad accedere a quelli che sono i percorsi di prevenzione, diagnosi e cura che gli ospedali del network offrono – commenta Francesca Merzagora, Presidente Fondazione Onda ETS – Crediamo che alimentare la conoscenza e sviluppare consapevolezza siano passi cruciali per tutelare la propria salute e compiere scelte informate per preservarla. Per questa ragione, nel corso degli anni abbiamo organizzato numerose iniziative e progetti pensati per diffondere informazioni e promuovere su tutti i livelli una cultura della salute genere-specifica e soprattutto, rendere la salute delle donne una priorità condivisa e ben supportata».
Ogni due anni Fondazione Onda ETS apre un Bando a cui gli ospedali possono candidarsi e ricevere da 0 a 3 ‘Bollini’ sulla base di alcuni criteri valutati con un questionario di oltre 500 domande: presenza di specialità cliniche femminili o trasversali uomo-donna che necessitano di un percorso dedicato al femminile, appropriatezza dei percorsi diagnostico-terapeutici in ottica multidisciplinare, offerta di servizi relativi all’accoglienza, alla degenza ed alla violenza sulle donne e sugli operatori. Un Advisory Board, presieduto da Walter Ricciardi, Professore di Igiene e Sanità Pubblica, Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma valida l’assegnazione tenendo in considerazione anche elementi qualitativi di particolare rilevanza (servizi e percorsi speciali, iniziative e progetti particolari ecc..).
«Quando nel 2007 immaginammo il Bollino Rosa, non avremmo mai previsto il successo che avrebbe avuto. Oggi, grazie all’impegno dei professionisti sanitari, il network conta 370 ospedali che offrono percorsi di cura pensati per le donne. I Bollini Rosa, assegnati ogni due anni, premiano le strutture che garantiscono specialità dedicate, percorsi multidisciplinari gender-oriented, servizi di accoglienza qualificati e supporto alle vittime di violenza. Il nostro obiettivo è chiaro: arrivare a un’Italia in cui ogni ospedale possa vantare almeno un Bollino Rosa, riconoscendo il valore della salute femminile come diritto fondamentale» dichiara Walter Ricciardi.
Quest’anno sono stati 145 gli ospedali insigniti con 3 Bollini, 183 con 2 e 42 con un Bollino. Gli ospedali consolidano la propria reputazione e attraverso l’appartenenza al network, hanno la possibilità di partecipare alle iniziative organizzate dalla Fondazione, come gli (H) Open Day, (H) Open Weekend e (H) Open Week, che offrono servizi gratuiti alla popolazione. Il network Bollino Rosa è inoltre uno strumento di orientamento che supporta le donne nella scelta consapevole dell’ospedale per accedere a percorsi di prevenzione, diagnosi e cura in ottica di genere, permette di ottenere informazioni chiare sui servizi offerti dagli ospedali e semplifica la ricerca di servizi tramite il sito dedicato www.bollinirosa.it.
«Il Bollino Rosa è di fatto una certificazione di qualità delle strutture ospedaliere che non fotografa una realtà statica ma uno sforzo collettivo delle Direzioni ma soprattutto degli operatori sanitari di rimodulazione e riorganizzazione dell’offerta in un’ottica di genere per rispondere alle domande sempre più complesse e personalizzate delle persone utenti. Le strutture, che da subito hanno aderito, hanno lavorato per adeguarsi a richieste sempre più complesse da parte di Fondazione Onda ETS creando ed aumentando il numero dei PDTA multidisciplinari e multiprofessionali. Hanno aderito altresì alle settimane della salute e alle giornate nazionali dedicate alle varie patologie. Non meno importante è l’organizzazione del percorso per la violenza di genere nei Pronto soccorso e quello per la riduzione della violenza nei confronti delle operatrici e operatori sanitari. Cambiare la cultura organizzativa e quella degli operatori in modo così diffuso sembrava molto difficile e per questo il risultato ottenuto ci rende orgogliosi di questo straordinario progetto» dichiara Flori Degrassi, Membro Advisory Board Bollino Rosa.
«Nel 2022 la mobilità sanitaria interregionale ha raggiunto un valore record di oltre € 5 miliardi: sempre più persone sono costrette a spostarsi per ricevere cure adeguate, affrontando costi economici, psicologici e sociali insostenibili. La migrazione sanitaria non è solo un indicatore di inefficienza, ma una misura delle disuguaglianze d’accesso alle cure. In questo contesto, il Bollino Rosa contribuisce a valorizzare le strutture che investono in qualità e equità, offrendo un riferimento concreto per le pazienti che oggi affrontano la scelta di trasferirsi per curarsi. In un Servizio Sanitario Nazionale che rischia di frammentarsi tra territori, iniziative come questa rappresentano un presidio concreto di prossimità e di diritto alla salute per tutte e tutti» commenta Nino Cartabellotta, Presidente Fondazione GIMBE.
L’iniziativa è svolta con la media partnership di Adnkronos, Baby Magazine, DottNet, Panorama della Sanità, Pazienti.it, Salutare, Tecnica Ospedaliera e TrendSanità ed è patrocinata da AGENAS – Agenzia Nazionale per i Servizi Sanitari Regionali, AIDM – Associazione Italiana Donne Medico, AIOM – Associazione Italiana di Oncologia Medica, ADI – Associazione Italiana di Dietetica e Nutrizione Clinica, AISD – Associazione Italiana per lo Studio del Dolore, AMD – Associazione Medici Diabetologi, ANISC – Associazione Nazionale Italiana Senologi Chirurghi, AOGOI – Associazione Ostetrici Ginecologi Ospedalieri Italiani, Centro Studi Nazionale su Salute e Medicina di Genere, FEDERFARMA, FIASO – Federazione Italiana aziende sanitarie e ospedaliere, Fondazione AIOM, SIAARTI – Società Italiana Anestesia Rianimazione e Terapia Intensiva e del dolore, S.I.CO.B. – Società Italiana di Chirurgia dell’Obesità e delle Malattie Metaboliche, S.I.C.O.A. – Società Italiana Cardiologia Ospedalità Accreditata, SID – Società Italiana di Diabetologia, SIDeMaST – Società Italiana di Dermatologia medica, chirurgica, estetica e delle Malattie Sessualmente Trasmesse, SIE – Società Italiana di Endocrinologia, SIFES e MR – Società Italiana di fertilità e sterilità, SIGO – Società Italiana di Ginecologia e Ostetricia, SIMG – Società Italiana di Medicina Generale e delle Cure Primarie, SIN – Società Italiana di Neonatologia, SINPF – Società Italiana di Neuropsicofarmacologia, SINU – Società Italiana di Nutrizione Umana, SIO – Società Italiana dell’Obesità, SIOG – Società Italiana di Oncologia Ginecologica, SIOMMMS – Società Italiana dell’Osteoporosi del Metabolismo Minerale e delle Malattie dello Scheletro, SIP – Società Italiana di Pediatria, SIP – Società Italiana di Pneumologia, SIP – Società Italiana di Psichiatria, SIR – Società Italiana di Reumatologia, SIUD – Società Italiana di Urodinamica, SIUrO – Società Italiana di Uro-Oncologia.

Bimbe e bimbi … tutti al “Teatro per famiglie”!

“Cheap Chips”: fra mimo, giocoleria e circo, spettacolo per famiglie al completo  (bimbi in prima linea) al torinese “Spazio Kairos”

Domenica 30 novembre, ore 16

Aveva ben ragione il grande Pablo Picasso, quando, riferendosi all’“arte tutta” (quella “teatrale” compresa) diceva che “tutti i bambini sono degli artisti nati”. Aggiungendo, però, “il difficile sta nel fatto di restarlo da grandi”. E allora perché non dare un impulso a quest’innata attitudine, abituando, fin da piccini, le nostre bimbe e i nostri bimbi a frequentare (per puro gioco e divertimento, per carità!) quelle (non troppe, ahinoi!) sale teatrali che nella loro programmazione non dimenticano di inserire “testi” adatti a loro, “testi” come “lungo braccio”, con qualche guizzo inventivo in più, dei giochi praticati in casa o a scuola o ai giardinetti insieme ai loro compagnucci?! E addosso e dentro, tanta voglia di scoprire “nuove realtà”, storie fantastiche recitate su un palcoscenico e in cui calarsi per dare spazio all’immaginazione, alla fantasia e alla creatività, insieme a mamme e papà o ai nonni, lontani dai troppi video, tv, cellulari e “social” (sempre più) di ambigua origine e provenienza. Che bell’idea! Realizzabile. A dimostrarlo è, a Torino, lo “Spazio Kairos”, ex fabbrica di via Mottalciata 7 (fra “Barriera di Milano” e “Aurora”) convertita qualche anno fa in “Circolo Arci con un teatro dentro” aperto alla più varia aggregazione attraverso spettacoli, concerti, performance e corsi teatrali tenuti dalla subalpina Compagnia “Onda Larsen” che qui ha casa.

E proprio qui, domenica prossima 30 novembrealle 16, torna a far capolino, in attesa delle Feste di fino anno, il “Teatro per famiglie”. Biglietto unico, 9 euro; pacchetto famiglia (acquisto di almeno 4 biglietti per lo stesso evento), 28 euro.

Si inizia, cosa giusta e lodevole, con il servizio – merenda, per poi (a pancia piena) dare spazio allo spettacolo “Cheap Chips” di e con l’artista torinese (oggi assistente pedagogica e docente nell’“Atelier Teatro Fisico” di Philip Radice, a Torino) Giorgia Dell’Uomo. Con lei, mimo, giocoleria circo irrompono in scena: e i bambini (lo spettacolo è adatto a un pubblico dai 4 anni in avanti), alla fine, possono conoscere l’artista e giocare, fra di loro e con lei, sul palco. Sicuramente una bella avventura. Difficile da scordare.

Da cosa nasce l’idea dello spettacolo?

“ ‘Cheap Chips’ – si sottolinea – nasce dall’idea di tornare ad un contatto con l’altro semplice ed autentico e, per questo, sceglie il linguaggio del clown che per eccellenza abbatte schemi e distanze per vivere a stretto contatto con chi ha di fronte. Non c’è quarta parete ma un’interazione continua e la storia va avanti grazie al pubblico stesso che è sia spettatore che elemento attivo. Pochi elementi scenografici e pochi oggetti, quelli necessari a stimolare l’immaginazione e la fantasia, per dare invece spazio alla relazione, al gioco e alle emozioni che nascono. Il clown condivide con il pubblico il suo mondo interiore e insieme ad esso trasforma la sua esistenza, ritrovandosi protagonisti insieme”. E Giorgia Dell’Uomo ne è ben convinta, dopo anni di lavoro e approfondimento del ruolo di “clown”.

Varie le tappe.

Nel 2017 lavora come “clown” nel “Circosoluna”, circo itinerante con carovane e cavalli facendo il giro della Slovenia.

Nel 2018 insieme a Silvia Borello e a Giulia Rabozzi fonda la compagnia “The Clown Angels” e nel 2021 debutta con lo spettacolo di “clown” e teatro fisico “Bang Bang!” replicato in molti Festival in Italia e all’estero.

Dal 2022 collabora con il “Network Pagliacce” alla realizzazione del “Pagliacce Festival” e, sempre nel 2022, vince il bando di “borsa di studio” per una residenza presso il “Teatro C’Art” a Castelfiorentino, durante la quale sotto l’occhio esterno del regista italo-brasiliano André Casaca inizia lo sviluppo del lavoro che darà vita a “Cheap Chips”.

Oggi è altresì formatrice all’“Associazione Educatori senza frontiere”, nella quale tiene regolarmente laboratori sull’importanza del corpo, del movimento e del teatro nella pratica educativa. È stata “responsabile” di progetti di “clown e teatro” in ambito sociale in Italia, Romania, Albania, Honduras, Brasile e Bolivia.

Per ulteriori info: “Spazio Kairos”, via Mottalciata 7, Torino; tel. 351/4607575 o www.ondalarsen.org

G.m.

Nelle foto: Giorgia Dell’Uomo “clown” in due momenti dello spettacolo