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Biennale di Venezia, c’è Andreas Angelidakis di Luci d’Artista

 Luci d’Artista Torino si congratula con Andreas Angelidakis, autore dell’opera luminosa VR Man realizzata per la scorsa edizione, per la nomina a rappresentare il Padiglione della Grecia alla 61ª edizione della Biennale d’Arte di Venezia nel 2026, uno degli appuntamenti internazionali più prestigiosi dedicati all’arte contemporanea.

Il curatore di Luci d’Artista, Antonio Grulli, esprime il proprio entusiasmo per questo importante traguardo:

Sono davvero felice della partecipazione di Andreas Angelidakis nella prossima Biennale Arte di Venezia come rappresentante della Grecia. Poter esporre alla principale rassegna d’arte al mondo è la consacrazione per qualsiasi artista.

Per noi di Luci d’Artista è motivo di grande orgoglio poter vantare, tra le nostre installazioni, una sua opera destinata a illuminare Torino negli anni a venire. Collaborare con Andreas è stato non solo un piacere, ma un vero onore.”

La nomina di Andreas Angelidakis al Padiglione della Grecia alla Biennale Arte di Venezia conferma il valore delle collaborazioni sviluppate nel tempo da Luci d’Artista. A lui vanno le congratulazioni di tutto il gruppo di lavoro e i migliori auguri per questo prestigioso riconoscimento.

Luci d’Artista, ha visto Andreas Angelidakis tra i protagonisti della 27ª edizione con l’opera luminosa VR Man, installata in Piazza Vittorio Veneto a Torino.

VR Man, figura luminosa ispirata alla statuaria classica greca e romana, rappresenta uno degli esempi più emblematici della poetica dell’artista: un dialogo costante tra memoria storica e tecnologie contemporanee, tra corpi antichi e visioni digitali. Un gigante di luce, al tempo stesso atleta e pensatore, cariatide e cyborg, testimonianza della capacità dell’artista di reinterpretare l’eredità classica attraverso un’estetica radicalmente attuale. L’opera VR Man, realizzata in occasione e con il supporto di Torino 2025 FISU Games Winter e il sostegno di Audemars Piguet Contemporary, si riferisce alla pratica atletica come fondamento dei giochi olimpici ma anche come disciplina indissolubile dall’attività intellettuale e spirituale, così come era vista durante il periodo classico greco.

Luci d’Artista è progetto e patrimonio della Città di Torino, realizzato da Fondazione Torino Musei con il sostegno di Fondazione Compagnia di San Paolo, Fondazione CRT, Consulta per la Valorizzazione dei Beni Artistici e Culturali di Torino, Unione Industriali Torino, Torino 2025 FISU World University Games Winter Audemars Piguet Contemporary. Main sponsor: Gruppo Iren.

 

Andreas Angelidakis (Atene, 1968), vive e lavora ad Atene. Le sue opere indagano lo spazio dove arte e architettura si sovrappongono e in cui le nuove tecnologie influenzano l’architettura e il modo di vivere.  Nel suo lavoro presenta riconsiderazioni delle rovine greche spesso sotto forma di video digitale, sculture morbide e mobili, dando vita a un’interpretazione giocosa che offre un’esperienza fisica diretta al visitatore. Ha partecipato come artista a diverse mostre internazionali, tra cui: The State of the Art of Architecture alla prima Biennale di Architettura di Chicago, la 12° Triennale del Baltico al Centro d’Arte Contemporanea di Vilnius. Nel 2019 ha partecipato alla Bergen Assembly, mentre ha contribuito al Parlamento dei corpi di Paul B. Preciado per documenta 14 nel 2017, nonché alla Biennale dell’Immagine in Movimento alle OGR di Torino. Nel 2020 ha realizzato la grande installazione POST-RUIN Bentivoglio a Palazzo Bentivoglio a cura di Antonio Grulli e nel 2022 Center for the Critical Appreciation of Antiquity l’opera d’arte più ambiziosa mai realizzata, commissionata da Audemars Piguet Contemporary e presentata all’Espace Niemeyer, Parigi (11-30 ottobre 2022) a Parigi. Tra le mostre che l’artista ha curato ricordiamo The System of Objects alla Deste Foundation di Atene, Super Superstudio al PAC di Milano, Fin de Siècle allo Swiss Institute di New York, Period Rooms al Het Nieuwe Instituut di Rotterdam e OOO Object Oriented Ontology alla Kunsthalle di Basilea.

 

Rissa Collegno, CNDDU: “non un episodio isolato, ma un sintomo”

L’urgenza di una risposta educativa sistemica

Caro direttore,

il Coordinamento Nazionale Docenti della Disciplina dei Diritti Umani (CNDDU) esprime forte preoccupazione in merito ai fatti avvenuti nella serata del 17 luglio a Collegno, in Piazza I Maggio, dove due giovanissimi si sono affrontati in un vero e proprio scontro fisico, sotto lo sguardo incitante e passivo di decine di coetanei.

La scena, documentata da residenti e rilanciata dagli organi di stampa, ha riportato alla luce dinamiche già note, ma troppo spesso ignorate: la spettacolarizzazione della violenza, la normalizzazione del linguaggio volgare e offensivo, l’assenza di figure adulte e di riferimenti educativi sul territorio.

Non si tratta di un caso isolato. Episodi simili si registrano in diverse città italiane, nelle periferie come nei centri storici, durante l’orario scolastico come nei mesi estivi. Sarebbe un errore ridurre il fatto a una “bravata giovanile”, a un semplice problema di ordine pubblico o a un deficit di vigilanza. Ci troviamo di fronte a un deficit di senso, e dunque a una questione eminentemente educativa.

Il CNDDU ritiene che l’accaduto imponga una riflessione collettiva sulla qualità delle relazioni educative oggi disponibili ai giovani. Il contesto di Piazza I Maggio non è solo una cornice urbana: è lo specchio di una comunità chiamata a interrogarsi sulle proprie responsabilità.

L’educazione ai diritti umani, alla gestione non violenta dei conflitti, al riconoscimento del valore dell’altro deve essere rafforzata nelle scuole, nelle famiglie, nei luoghi di aggregazione giovanile. Non può essere affidata alla buona volontà dei singoli, né affrontata in modo episodico o emergenziale.

Per queste ragioni il CNDDU propone:

  • L’introduzione sistematica di percorsi stabili di educazione ai diritti umani e alla cittadinanza attiva all’interno delle scuole secondarie, attraverso moduli trasversali e interdisciplinari.

  • La promozione di progetti di presidio sociale nei luoghi pubblici frequentati dai giovani, coinvolgendo educatori di strada, mediatori culturali, psicologi ed esperti.

  • L’attivazione, in collaborazione con gli enti locali, di osservatori civici giovanili, strumenti partecipativi per responsabilizzare i ragazzi nella cura degli spazi comuni.

La realizzazione di campagne pubbliche di sensibilizzazione, rivolte non solo ai giovani, ma anche agli adulti, affinché si recuperi il valore della corresponsabilità educativa.

Non è il tempo della semplificazione o della rassegnazione. È il tempo di costruire alleanze territoriali forti e durature tra scuola, istituzioni, famiglie e società civile, per restituire ai giovani un orizzonte fatto di rispetto, ascolto e senso di appartenenza.

Rivolgiamo un appello ai decisori politici, nazionali e locali: la prevenzione della violenza giovanile passa prima di tutto dalla cura della relazione educativa. E questa cura non può più essere rimandata.

prof. Romano Pesavento

presidente CNDDU

Possesso responsabile dei cani: fondi ai Comuni

Sono 13 i Comuni piemontesi che riceveranno dalla Regione complessivamente 60.000 euro dopo aver partecipato alla prima edizione del bando per la diffusione di progetti a sostegno di campagne educative, formative ed informative sul possesso responsabile dei cani.

Si tratta di Vercelli, Verbania, Novara, Volpedo (AL) e Isola d’Asti (AT), nel Cuneese Bra, Ceva, Ormea e Mondovì e nella Città metropolitana di Torino Collegno, Nichelino, Ivrea e Sangano.

“Ringrazio questi Comuni per essersi resi parte attiva nella predisposizione di un progetto che, valorizzando le sinergie presenti sul territorio, consente di diffondere la cultura del possesso responsabile, che è un tema attuale sempre ma ancor più alle porte del periodo di vacanza che sappiamo essere sempre uno dei più sensibili per l’abbandono degli animali”, commenta il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio, che ha voluto tenere tra le deleghe della Presidenza anche quella del Benessere animale.

“Diffondere una cultura del possesso responsabile – precisa il presidente – è un principio che la Regione ha voluto sostenere e richiamare con una specifica legge approvata lo scorso anno, la n.16/2024, consapevoli di quanto la presenza di un ‘amico a quattro zampe’ rappresenti un valore e una ricchezza nella vita di una persona e di una famiglia, ma anche un impegno importante di cui è necessario essere coscienti per garantire il benessere di tutte le vite coinvolte”.

La citata legge regionale n.16/2024 promuove e sostiene programmi e campagne di sensibilizzazione sulla cultura del possesso responsabile dei cani, oltre che sul contrasto al fenomeno dell’abbandono e sull’affidamento e adozione consapevole degli animali d’affezione.

Per quanto riguarda nello specifico il possesso responsabile di cani intende ottenere precisi risultati: sensibilizzare sul corretto rapporto tra le persone, l’animale e l’ambiente nel rispetto delle esigenze e delle caratteristiche fisiologiche, comportamentali e comunicative della specie; massimizzare gli effetti benefici della relazione uomo-animale, in particolare nell’età evolutiva e nelle situazioni di disagio soggettivo o socio-economico; educare al possesso e all’adozione consapevole anche relativamente ai doveri e alle responsabilità civili e penali correlate; contrastare il randagismo e l’abbandono; incentivare le adozioni e gli affidi temporanei degli ospiti dei canili/rifugi; prevenire i casi di comportamenti indesiderati e di aggressività non controllata.

La rubrica della domenica di Pier Franco Quaglieni

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SOMMARIO: Trump, il buzzurro che vorrebbe comandare il mondo –  Israele al Comune di Torino – Lettere

Trump, il buzzurro che vorrebbe comandare il mondo
L’altra sera una piacevole cena in riva al mare rischiava di essere un po’ compromessa  da una discussione animata  su Trump e sui dazi che vuole imporre all’Europa. Il tono del confronto mi ha portato a rinfrescare alcuni dati  storici: dalle economie curtensi stagnanti  del Medio Evo  a quelle dell’età comunale e delle Signorie fondate sul commercio e sulle banche, sia pure ancora limitate dai pedaggi che gravavano sulla libera circolazione delle merci. Ho ricordato il mercantilismo delle monarchie assolute settecentesche fondate sui dazi e il protezionismo. Quest’ultima esperienza rivelò la negatività delle scelte che danneggiarono in primis chi praticava il protezionismo e impediva un’economia dinamica fondata sulla libera concorrenza. La tentazione dei dazi come soluzione dei problemi di un’economia in crisi è tornata spesso nel corso di epoche successive con risultati deludenti.
Appare quindi  di tutta evidenza che un buzzurro come Trump assolutamente privo di cultura politica ed economica e anche di semplice ed elementare cultura abbia riscoperto ricette superate di cui non conosce neppure la storia. Gli Stati Uniti hanno votato un presidente inaffidabile che in un quadro già turbato da due guerre innesca una possibile guerra dei dazi a danno degli alleati europei. La situazione difficile richiederebbe un’America capace di un ruolo internazionale equilibratore , anche se va riconosciuto che la Ue è diventata quasi nulla, lasciando ai singoli Stati  delle politiche nazionali e nazionaliste incompatibili con  l’idea di Europa, come la definiva Federico Chabod. Forse il professore ha prevalso sul commensale e posso aver annoiato. La mia cena poi, all’arrivo di un piatto molto invitante, è proseguita in tutta calma ed allegria perché i commensali, da veri liberali, hanno deciso che ognuno si teneva le sue idee. Questa tolleranza un po’ epicurea  in fondo andrebbe allargata dalle cene al nostro vivere civile. Ne trarrebbe vantaggio quel che resta della democrazia liberale che si fonda sul rispetto di tutte le idee anche quelle più intollerabili e quelle di Trump appartengono a questa ultima categoria.
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Israele al Comune di Torino
Ho letto con attenzione il circostanziato ordine del giorno elaborato dalla consigliera comunale Sara  Diena e votato da 23 consiglieri con sole due astensioni. Ci vorrebbe un lungo ragionamento storico per contestare l’ordine del giorno almeno in alcune sue parti del tutto da rifiutare: l’interruzione di rapporti con Israele, riprendendo la tesi degli studenti filo palestinesi, è sbagliata e non si concilia con la storia della città. Inoltre l’ipotesi di un ritorno ai confini precedenti la guerra del 1967 è da rifiutare perché  quella  guerra  difese Israele da un’aggressione dei paesi arabi sconfitti in pochi giorni. Nel ‘67 Primo Levi donava il sangue per Israele e il ritorno a quei confini sarebbe sbagliato oltre che impossibile.
Ho letto che un solo consigliere comunale leghista  ha fatto un intervento contrario. Dov’era la opposizione? Ho cercato di documentarmi, ma non ho trovato traccia di interventi e soprattutto di voti. L’informazione su quell’ordine del giorno non è stata adeguata. Va riconosciuto che i filopalestinesi hanno atteso in piazza senza ricorsi alla solita violenza: un atteggiamento diverso  in fondo, si sarebbe tradotto in fuoco amico. Una bella testimonianza di coraggio e di  libero pensiero, come si addice ai docenti degni di questo nome,  ha dato il Politecnico di Torino che ha preso le distanze da posizioni ideologiche e politiche che non si addicono ad un Ateneo. Peccato che invece l’Universita’ di Torino abbia ceduto già oltre un anno fa alla demagogia filo palestinese che ha invaso Palazzo Nuovo e il Campus Einaudi.
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LETTERE  scrivere a quaglieni@gmail.com
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Le guardie del Pantheon
Esiste un istituto delle guardie d’onore alle tombe  reali del Pantheon fondato nel decennale della Marcia su Roma nel 1932 come ente morale.
Questo istituto, malgrado le tombe al Pantheon riguardino solo i primi due re d’Italia, continua ad esistere. Non è un’associazione combattentistica o d’arma fin dalle sue origini, anche se ambirebbe a diventarlo, malgrado si sia contraddittoriamente  aperto a chiunque ,anche non militare o ex militare. L’istituto è presieduto da vent’anni sempre dalla stessa persona  e partecipa a manifestazioni  pubbliche  chiaramente monarchiche in cui è presente come ospite d’onore il principe ballerino Emanuele Filiberto di Savoia. L’istituto andrebbe commissariato dal ministero della Difesa o soppresso come ente inutile , dannoso persino alla Causa monarchica. Umberto Oddone
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Non so risponderle. Ho conosciuto per caso  qualche guardia  in Liguria e debbo dire che ne ho tratto una pessima impressione. Spesso si è tratta di gente che non ha mai fatto il servizio militare. Esibiscono un vistoso  mantello come quello dei Lancieri di Montebello con un certo sussiego, quasi un po’  da operetta. D’altra parte il servizio di leva è stato abolito e quindi per sopravvivere l’Istituto doveva aprirsi a tutti. Certo un istituto sottoposto al Ministero della Difesa della Repubblica deve stare attento a muoversi, anche se nessun governo è mai intervenuto , constatando la sua irrilevanza.
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Milano trema
Lo scandalo di vastissime dimensioni che emerge a  Milano impone di riproporre una questione morale . Al di là dell’arresto di un assessore , il sindaco Sala e ‘ indagato per falso e induzione indebita. Cosa aspetta a dimettersi? Anna  Soldini
Non ho mai avuto simpatia per il sindaco di Milano Sala per mille motivi: è un demagogo in doppio petto che non incarna certo lo spirito della città che solo il sindaco Albertini ha saputo degnamente rappresentare.  Non ne chiedo tuttavia le dimissioni perché il garantismo deve sempre prevalere. Semmai mi domando che sorte avrà l’assessore all’ Urbanistica torinese implicato nello scandalo milanese.
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La Malfa e il Campo Largo
L’85 enne Giorgio La Malfa che distrusse il partito repubblicano con Tangentopoli  e fu anche ministro di Berlusconi, scrive ancora articoli, consigliando come si possa battere la Meloni . Uno stratega tanto poco credibile  non andrebbe preso in considerazione. Ha sempre sbagliato tutto. Ugo Stella
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Ho letto su Facebook che il figlio di La Malfa continua a scrivere articoli che sistematicamente non leggo. Non ho mai avuto stima di lui che ho conosciuto bene.  Non parlo quindi per partito preso. Dovrebbe riposare la mente e stare zitto, questo mestierante della politica passato da sinistra a destra e poi da destra a sinistra. Adesso si schiera per il Campo Largo, ma lui è solo esperto di campi stretti, anzi strettissimi, oggi quasi inesistenti. Vuole trovare posto sotto la “tenda” di Bettini. Ridicolo e patetico.

Torino-Ingolstadt 1-1: Gabellini evita il ko nella prima uscita stagionale

Finisce in parità la prima amichevole del Torino di Marco Baroni, che impatta 1-1 contro l’Ingolstadt, squadra di terza serie tedesca più avanti nella preparazione.

Vantaggio tedesco nel primo tempo con un tiro dalla distanza, complice una difesa granata ancora da registrare. Nella ripresa il pareggio porta la firma del giovane Gabellini, classe 2006 che arriva dalla squadra Primavera, autore di un bel colpo di testa su cross dalla sinistra.
Un test utile per rompere il ghiaccio e iniziare a valutare uomini e idee, con il Toro ancora imballato dai carichi di lavoro.

Enzo Grassano

“Castelli Aperti”, dalle colline di Caravino ai giardini di Pralormo

CASTELLI APERTI

DOMENICA 20 LUGLIO
visite e esperienze nel cuore della provincia di Torino

Per informazioni dettagliate e aggiornamenti su tutte le aperture:
www.castelliaperti.it

Il 20 luglio anche la provincia di Torino partecipa alla grande rete di “Castelli Aperti” con alcune delle sue più affascinanti dimore storiche, in un itinerario che va dalle colline di Caravino ai giardini fioriti di Pralormo, dai saloni ottocenteschi alle esperienze immersive tra arte e natura.

Caravino sarà aperto il Castello e Parco di Masino, tra le residenze più amate del circuito FAI, con ingresso dalle 10.00 alle 18.00 (ultimo ingresso alle 17.00). Il biglietto è gratuito per gli iscritti FAI, 15€ per il pubblico intero e 8€ il ridotto.
Poco distante, a Piossasco, Casa Lajolo propone una formula di visita autonoma, arricchita da contenuti audio-video accessibili via QR code. La domenica è prevista anche l’apertura degli interni della villa. Orario di visita dalle 10.00 alle 13.00 e dalle 14.30 alle 18.00 (8€ con audioguida). Un’occasione unica per scoprire una villa nobiliare tra giardini geometrici, orti fioriti e saloni storici.
Pralormo sarà visitabile il Castello, residenza privata ancora abitata, che apre le sue sale e il parco dalle 10.00 alle 18.00 (biglietto intero 9€, ridotto 8€). Tra tappezzerie, arredi d’epoca e atmosfere letterarie, la visita è un viaggio nella vita quotidiana di una famiglia aristocratica del Piemonte.
Infine, nel cuore del Pinerolese, il Castello di Miradolo a San Secondo di Pinerolo sarà aperto dalle 10.00 alle 20.30 con prenotazione consigliata (tel. 0121/502761). L’ingresso intero è di 15€, con la possibilità di accedere sia al parco sia alle mostre temporanee curate dalla Fondazione Cosso, che trasforma il castello in un centro culturale dinamico e contemporaneo.
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Caravino – Castello e Parco di Masino: aperto con orario 10.00-18.00. Ingresso: (Castello e Parco) Intero 15€; Ridotto 8€; Iscritti Fai ingresso gratuito.
Piossasco – Casa Lajolo: dalle 10.00-13.00 e dalle 14.30-18.00. La visita si svolge in modo autonomo, con il supporto di contenuti audiovideo, scaricabili in loco sul proprio cellulare tramite Qrcode presente sui pannelli informativi. La domenica sono visitabili anche gli interni. Ingresso: Audioguida Intero 8€ .
Prenotazioni: https://castelliaperti.it/it/beni/ville/casa-piossasco.html
Pralormo – Castello di Pralormo: dalle 10.00 alle 18.00. Ingresso:  Intero 9€; ridotto 8€
San Secondo di Pinerolo – castello di Miradolo: aperto dalle 10.00 alle 20.30. Prenotazione consigliata: Tel. 0121/502761 prenotazioni@fondazionecosso.it. Ingresso: Intero 15€.


Caravino – Castello e parco di Masino
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Info e contatti
www.castelliaperti.it | info@castelliaperti.it
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https://www.instagram.com/castelliaperti/

Torino tra le province più colpite dai dazi USA: 2,5 miliardi di export a rischio

“La vera forza dell’Europa non si misura sul terreno della ritorsione commerciale, ma nella capacità di fare sistema, investire con decisione sui propri comparti produttivi, e valorizzare l’industria di qualità che ci rende unici nel mondo”.

È questa la posizione espressa dal Presidente di Confartigianato Torino, Dino De Santis, di fronte all’inasprimento dei dazi doganali da parte degli Stati Uniti. Una misura che, secondo una recente stima dell’Ufficio studi della Cgia di Mestre, potrebbe generare per l’Italia un impatto economico complessivo fino a 35 miliardi di euro l’anno. Basti pensare che dazi al 10% sono già costati circa 3,5 miliardi, quelli al 20% potrebbero provocare danni fino a 12 miliardi, mentre un ulteriore aumento al 30% produrrebbe un effetto esponenziale, con ricadute severe su intere filiere produttive.

Il Piemonte è tra le regioni italiane più esposte: i primi tre prodotti esportati verso gli USA sono macchine di impiego generale, autoveicoli e bevande. A livello provinciale, Torino con 2,5 miliardi di euro si colloca tra le prime cinque città italiane per export verso gli Stati Uniti, insieme a Milano (6,35 miliardi), Firenze (6,17), Modena (3,1) e Bologna (2,6), che complessivamente generano quasi un terzo del valore totale delle esportazioni italiane oltreoceano.

I settori più penalizzati dalle tariffe includono farmaceutica, automotive, macchinari, raffinazione del petrolio, moda, occhialeria, arredamento e, naturalmente, l’agroalimentare. Un dazio del 30% sul vino, se confermato, metterebbe a rischio l’80% dell’export vinicolo italiano negli USA. A questo si aggiungono rincari drastici su altri prodotti simbolo del Made in Italy: +45% per i formaggi, +35% per i vini, +42% per il pomodoro trasformato, +36% per la pasta farcita e +42% per marmellate e confetture. Particolarmente allarmante il caso del Grana Padano, che potrebbe arrivare a costare oltre 50 dollari al chilo sugli scaffali statunitensi, a causa di dazi fino a 10 dollari/chilo.

Le imprese italiane potenzialmente coinvolte sono circa 44.000, in larga parte micro e piccole aziende, per le quali il mercato americano continua a rappresentare una destinazione strategica. Nei dodici mesi terminati ad aprile 2025, l’export italiano verso gli USA ha raggiunto i 66,6 miliardi di euro. Tuttavia, sotto la superficie di questi numeri, emergono segnali di sofferenza: nel primo quadrimestre dell’anno, la crescita dell’8,2% è stata trainata quasi esclusivamente dal boom del comparto farmaceutico (+74,5%), mentre gli altri settori manifatturieri hanno registrato una contrazione del -2,6%.

I dazi colpiranno non solo l’export diretto verso gli Stati Uniti, ma anche la domanda indiretta di quei Paesi che utilizzano input italiani (come semilavorati e macchinari) per produrre beni destinati al mercato americano. A questo si aggiunge un ulteriore ostacolo competitivo: il deprezzamento del dollaro rispetto all’euro, che tra gennaio e giugno 2025 ha toccato il -11,2%, aggravando la posizione delle imprese italiane sui mercati internazionali.

“A questo scenario già complicato si somma la fragilità energetica del continente – conclude De Santis – per questo la cessazione immediata della guerra in Ucraina è un’urgenza strategica: non solo per la pace, ma per ricostruire un asse economico con l’Est Europa che restituisca all’Europa risorse energetiche accessibili e sicurezza di approvvigionamento. Come categoria abbiamo bisogno strumenti per la diversificazione dei mercati, incentivi all’innovazione e investimenti infrastrutturali ed energetici che rafforzino la resilienza del nostro sistema produttivo. I nostri imprenditori artigiani hanno dimostrato di saper affrontare le sfide globali con qualità, flessibilità e radicamento nei territori. Ora serve una visione strategica che le accompagni e le tuteli in questa nuova fase di incertezza”.

Per De Santis, la chiave per rispondere a questa crisi non sta nell’inasprimento delle tensioni commerciali, ma in una nuova strategia europea: “Rilanciare un piano straordinario di investimenti europei per rafforzare la manifattura, l’artigianato evoluto e l’industria di trasformazione che si fondano su competenze, innovazione e capacità di generare valore. L’Europa è, e deve continuare a essere, la patria delle maestranze più specializzate al mondo, di saperi antichi e tecnologie di frontiera. Nessuna politica protezionista americana potrà mai replicare il nostro capitale umano”.

Addio a Sergio Campana, storico presidente dell’AIC

Lutto nel mondo del calcio: è morto a 90 anni Sergio Campana, ex centravanti e figura storica dell’Associazione Italiana Calciatori. Avvocato di professione, guidò l’AIC per oltre quarant’anni, diventando un punto di riferimento nella difesa dei diritti dei calciatori.

Fondatore dell’associazione nel 1968, Campana ha contribuito in modo decisivo alla crescita del ruolo professionale dei giocatori in Italia. Il mondo del calcio lo saluta con gratitudine e rispetto.

Enzo Grassano

Festival Gran Paradiso dal Vivo: Topi con la pelliccia 

Domenica 20 luglio, ore 16.30

Spettacolo itinerante per bambini

 

 

L’ultimo appuntamento del Festival Gran Paradiso dal Vivo, domenica 20 luglio a Sparone, in borgata Frachiamo, è lo spettacolo itinerante per famiglie di Compagni di Viaggio Topi con la pellicciaAttraverso le voci di alcuni animali, nutrie e lontra, lo spettacolo parla di noi e del presente, mescolando divertimento e spunti di riflessione in grado di divertire adulti e bambini.

La nutria è un animale esotico, imparentato con i castori, ma anche con i topi. È stato importato in Italia per via del suo pelo con cui si faceva la cosiddetta pelliccia di “castorino”. Quando quel tipo di pelliccia è passato di moda molti esemplari sono stati liberati in natura e hanno colonizzato parecchi corsi d’acqua diventando un problema per il territorio. La lontra, animale protetto, vive come la nutria presso i ruscelli, ma è molto prezioso per l’ecosistema. L’incontro tra questi due animali è oggi poco probabile, ma le trasformazioni del territorio e dell’ambiente potrebbero portare un giorno, chissà, a ritrovarsi negli stessi luoghi.

 

SINOSSI

Boss e Baby sono due nutrie molto attente al loro aspetto e alla loro pregiata pelliccia. Insieme stanno progettando la conquista del mondo. Cioè dall’albero laggiù alla roccia lassù. Si sentono belle, ricche e non hanno paura di nessuno. Un giorno però fanno un incontro inatteso con un carnivoro solitario che è entrato nel loro territorio. Un serpente? Un coccodrillo? Uno strano pesce? In realtà si tratta di una lontra. Che fare? Sottometterla o farle la guerra? E se ci fosse un’altra via?

 

GRAN PARADISO DAL VIVO

Gran Paradiso dal Vivo è l’unico festival zero impact di teatro in natura in un parco nazionale, Sul versante piemontese del Parco Nazionale Gran Paradiso, il più antico d’Italia, vanno in scena per l’ottava edizione, dal 5 al 20 luglio, con un’anteprima il 25 maggio, 9 spettacoli unici e irripetibili, senza quinte e sipario, totalmente immersi nel contesto naturale per un’autentica esperienza immersiva nei luoghi e nei territori dei comuni di Alpette, Ceresole Reale, Frassinetto, Locana, Noasca, Ribordone, Ronco Canavese, Sparone, Valprato Soana.

 

Gran Paradiso dal Vivo è ideato e promosso dal Parco Nazionale Gran Paradiso con il contributo di Unione Montana Gran Paradiso, Unione Montana Valli Orco e Soana, Fondazione CRT, Iren, Smat e il patrocinio della Città Metropolitana di Torino. La rassegna vede anche quest’anno l’organizzazione di Compagni di Viaggio e la direzione artistica di Riccardo Gili. Media partner Freecards.

Domenica 20 luglio, ore 16.30

Sparone, Frazione Frachiamo

In caso di pioggia: Teatro della Parrocchia

Topi con la pelliccia

Di Riccardo Gili

Con Costanza Maria Frola e Marzia Scala

Costumi Italia Furlan

Spettacolo itinerante per bambini dai 5 anni con merenda a cura dei Compagni di Viaggio

Biglietti: 5 euro, merenda inclusa

 

Info

Gran Paradiso dal Vivo

www.granparadisodalvivo.it

Prenotazioni: 346 2422756 biglietteria@cdviaggio.it

Facebook @cdviaggio

Instagram @cdv_compagnidiviaggio

I luoghi del festival sono facilmente raggiungibili da Milano (autostrada A4 fino a Ivrea e poi strada statale) e Torino (autostrada A5 fino a San Giorgio Canavese e poi statale)

Ufficio stampa