l “Premio di Narrativa” promosso a Casale Monferrato da “Neos Edizioni”
Casale Monferrato (Alessandria)
Primo premio allo scrittore, ma soprattutto poeta ligure (oggi residente ad Ovada, nell’Alto Monferrato) Domenico (Nico) Priano. A regalargli l’alloro, un suggestivo racconto sul grande Fausto Coppi, ambientato nel suo paese natale, Castellania, dal 25 marzo del 2019, “Castellania Coppi”, per celebrare, proprio in quella data, il centenario della nascita dell’indimenticato “Campionissimo”. Insieme a Priano, altri quattro gli scrittori saliti sul podio, qualche giorno fa, nella cornice del “Salone del Senato” della “Biblioteca Civica” di Casale Monferrato, dove si è tenuta la cerimonia di premiazione della terza edizione del premio letterario “Parole in collina”, promosso dalla torinese “Neos Edizioni” in collaborazione con il “Club per l’UNESCO” di Vignale Monferrato. Patrocinato da “Regione Piemonte”, “Province di Alessandria e Asti”, “Città di Alessandria, Asti, Casale Monferrato” e dallo stesso “Club per l’UNESCO”, il Concorso si è mosso, per l’edizione 2025, intorno al tema“Gente del Monferrato”, ispirando racconti “dedicati a personaggi storici, figure reali e protagonisti della tradizione popolare locale, narrati in forma letteraria”.
I venti racconti selezionati sono stati pubblicati nell’antologia omonima, presentata in occasione dell’evento. Cinque, si diceva, gli scrittori premiati. Accanto a Nico Priano, a Marianna Giglio Tos è andato il secondo premio per un racconto incentrato sull’invenzione dei “krumiri” da parte della “Pasticceria Rossi” di Casale, mentre al terzo posto si sono piazzati, in “ex aequo”, Marco Bernardi ed Orietta Ravizza, che hanno mirabilmente raccontato la storia dei “Fratelli Baluardo”, campioni di “tamburello”. Ad Alfio Bonelli, con il suo “patriarca” ricco di dignità e a Maria Luisa Mosele con pagine che vedono fra i protagonisti anche l’“Ulisse” Davide Lajolo, è andato infine il quinto premio.
Accanto a questi cinque vincitori, sono stati selezionati anche quindici racconti finalisti a pari merito, scelti dalla Giuria e pubblicati anch’essi nell’antologia “Gente del Monferrato”.
“Il progetto – ha sottolineato Silvia Maria Ramasso, fondatrice e Amministratore Unico di ‘Neos Edizioni’ – è nato per valorizzare questa terra affascinante, intreccio virtuoso fra natura e umanità, con una interpretazione lontana dall’oleografia, dove le radici storiche e le memorie sono le fondamenta per nuove opportunità di sviluppo. Farlo attraverso la narrazione letteraria significa coinvolgere a tutto tondo la sensibilità del lettore, cercare di appassionarlo e fargli condividere gli obiettivi del progetto”.
Patrizia Monzeglio, Presidente del Comitato Organizzatore, ha inoltre sottolineato le novità dell’edizione 2025, tra cui l’importante istituzione del “Premio Speciale Città di Casale”, dal valore di Mille euro, e l’innovativa collaborazione con la Borsa di Studio “Short & Surprise – Franco Francescato”, rivolta agli studenti delle scuole medie di Canelli, che ha visto vincitrice Lara Vaccaneo, 14 anni, pubblicata fuori concorso nell’Antologia, insieme a Maria Francesca Ramorino e a Silvano Palotto, che hanno narrato una vicenda legata al Comune di Fontanile, rappresentato sulla copertina del libro grazie a uno dei murales realizzati da Luigi Amerio.
A impreziosire ulteriormente il volume, anche un racconto della stessa Presidente Monzeglio e una galleria di ritratti della “gente monferrina”, selezionati dal “Club per l’UNESCO” di Vignale Monferrato.
Alla cerimonia, molto partecipata, erano presenti oltre cento persone, tra cui tanti autori e autrici e numerosi rappresentanti dei Comuni monferrini.
Tra gli ospiti istituzionali, Gigliola Fracchia, assessore all’“Ambiente” della Città di Casale Monferrato, Giovanni Gugliada, sindaco di Castellania Coppi, insignita del premio “Paese raccontato 2025” e Sandra Balbo, sindaca di Fontanile.
A nome del media sponsor “Il Monferrato”, Andrea Mombello ha infine annunciato una simpatica (“top secret”) iniziativa natalizia che coinvolgerà gli autori premiati, a conferma del clima vivace e partecipato della manifestazione, conclusasi con una degustazione, molto ben accetta, dei celebri “krumiri” offerti dalla “Pasticceria Rossi”.
g.m.
Nelle foto: La premiazione del vincitore Nico Priano; Cover Antologia “Gente del Monferrato” e Silvia Maria Ramasso

La stabilità politica è tuttavia qualcosa di apparentemente irraggiungibile: tali regni risultano caotici ed effimeri, i signori sono costantemente occupati a rivaleggiare tra loro per il Regno Italico, ma nessuno è destinato a detenere il potere a lungo.
L’impresa politico – umanitaria della Flotilla si è conclusa senza danni e con una visibilità mediatica senza precedenti. I dimostranti sono stati abili nel catalizzare attorno a sé tanto interesse. Il problema di Gaza ha avuto modo di emergere come mai era accaduto prima. C’è da domandarsi perché la Cgil di Landini abbia seguito pedissequamente i Cobas nella proclamazione dello sciopero generale, diritto costituzionale che va usato con raziocinio, come seppero fare Di Vittorio e Lama e non solo loro. Le esperienze post sessantottine dell’autunno caldo furono un errore del sindacato che si lasciò assorbire irrazionalmente dal clima della contestazione studentesca. Landini che già con i referendum falliti in modo clamoroso, aveva dimostrato la sua pochezza politica, si è appiattito sui Cobas , un precedente grave che snatura la Cgil e la sua storia. L’estremismo non è mai l’atteggiamento proprio di un grande sindacato europeo. I tempi del primo sciopero generale del 1904 sono lontani e dovrebbero essere motivo di riflessione come anche il “biennio rosso”, che finì di favorire il fascismo, dovrebbe essere un altro motivo di confronto critico. Il realismo di Palmiro Togliatti fu cosa molto diversa. Non voglio utilizzare Togliatti a fini attuali perché sarebbe scorretto ,ma un pensierino su Togliatti andrebbe fatto. Soprattutto c’è da domandarsi perché solo in Italia sia stato proclamato lo sciopero generale. La Flotilla – dicevano -era un’ impresa internazionale, ma in nessun paese del mondo è accaduto qualcosa di simile. Perché lo sciopero generale solo in Italia? C’è già chi rievoca la maggioranza silenziosa degli anni ‘ 70 e la marcia dei 40mila. Una reazione che va a cozzare contro la strategia di Landini, protagonista di una stagione politica che può solo favorire la destra che, malgrado i suoi error , può trarre giovamento dall’estremismo velleitario di sinistra. Anzi, uno dei motivi della tenuta elettorale della destra è proprio ascrivibile all’avventurismo politico di Landini. Gaza si difende in altri modi, contribuendo a portare la pace. Lo sciopero generale in Italia non da’ nulla ai Palestinesi. Il movimentismo della ambientalista svedese è cosa inconciliabile con le scelte di un grande sindacato (di massa si diceva un tempo) in cui purtroppo i pensionati e non gli operai sono la maggioranza. Un sindacato che pensa di destarsi a nuova vita, affidandosi ai giovani delle scuole e dei centri sociali, ha smarrito per strada la sua funzione storica.