Nel rispetto delle normative in materia di sicurezza il commissariato di Borgo Po in via Sabaudia 36 sarà demolito e ricostruito nello stesso luogo. Lo ha definito la conferenza dei Servizi lo scorso ottobre. Dopo l’esame della Commissione Urbanistica dei giorni scorsi oggi pomeriggio il Consiglio comunale ha approvato la delibera di presa d’atto.
La nuova sede non avrà più un piano interrato come l’attuale edificio data la presenza del Rio Pattonera a pochi metri dalla struttura. La prossima primavera gli agenti in servizio in via Sabaudia saranno trasferiti nel commissariato di corso Spezia fino alla riapertura della sede precollinare prevista nel 2028.
Sempre in materia urbanistica l’assemblea di Palazzo Civico ha approvato la delibera di permesso di costruzione in deroga ( Legge 106/2011) in corso Rosselli 234/236 dove i fabbricati dell’ex falegnameria Gardino sono inutilizzati dal 1996 e anche la parte residenziale risulta inoccupata.
Dalla demolizione dei fabbricati esistenti dell’area sarà edificato un palazzo residenziale, con autorimesse interrate e box auto nel piano cortile, ampio 1500 mq. Di SLP. La Città incamera 187 mila euro di contributo di costruzione e 160 mila euro di contributo di costruzione.
I proponenti realizzeranno opere di urbanizzazione: conservazione del glicine di via Oronzo, abbattimento delle barriere architettoniche, depavimentazione del pavimento in asfalto con aiuole, nuovi marciapiedi, nuovi alberi nel giardino Piredda in prossimità dell’area cani.

Giovedì 15 gennaio alle ore 17,30 al Grattacielo della Città Metropolitana di Torino in corso Inghilterra 7 Giordano Bruno Guerri, storico e presidente del Vittoriale degli Italiani, presenterà il suo nuovo libro dedicato al Futurismo: “Audacia, ribellione, velocità. Vite strabilianti dei futuristi italiani” edito da Rizzoli. Si tratta di un libro di storia , ma anche di arte e di letteratura che illustra il Movimento più importante del ‘900 italiano e uno dei più significativi a livello internazionale. Il Futurismo fu penalizzato dal fatto che venne considerato un anticipatore del fascismo e come tale venne respinto e sottovalutato come espressione di una destra bellicista , violenta , maschilista , contraria alla cultura, volta solo a far baccano e polemiche inutilmente eclatanti. Guerri dimostra invece con la sagacia propria dello storico di razza che il Futurismo e’ qualcosa di molto più articolato e complesso. Già la mostra del 1986 sui Futurismi a Palazzo Grassi di Venezia, voluta da Giovanni Agnelli anche per rivalutare i suoi quadri futuristi comprati per pochi soldi, dimostrò la ricchezza poliedrica di una cultura rimasta nel cono d’ombra imposto dalla vulgata settaria per decine di anni. Il volume di Guerri fa il punto sulla situazione, andando oltre, con un libro che è stato definito da collezione perché le immagini che lo illustrano sono davvero preziose. Guerri ha un cognome che evoca la guerra e un nome che ricorda il martirio di un frate arso vivo per il suo libero pensiero. Guerri in realtà è il simbolo di una cultura mite, non ideologica che supera i furori novecenteschi attraverso una meditata riflessione storica. E’ un Renzo De Felice che aiuta a comprendere la storia prima di giudicarla, ma è anche un De Felice che sa scrivere in modo chiaro e attraente ,usando uno stile che è leggibile da un pubblico ampio. Molti storici scrivono per i colleghi universitari, Guerri scrive per i lettori che quindi lo amano molto. Ci sono oggi in Italia due autori, professori o giornalisti, che si ritengono gli unici divulgatori autorizzati , mentre in realtà spacciano della paccottiglia tuttologica che parte dalla preistoria e finisce nella contemporaneità, passando per il Santo di Assisi. Guerri si occupa coerentemente di storia contemporanea da quando essa era materia che scottava e portava alla scomunica e all’emarginazione. Se in Italia si è giunti a poter discutere e scrivere di storia senza l’imprimatur dell’ ANPI, èmerito di pochi storici come Guerri, dei veri chierici che non hanno tradito, come diceva Benda.




