ilTorinese

Altenote, musica da camera con il Quartetto Cavour a Sauze di Cesana

È risultata molto ricca l’edizione 2025 intitolata ‘Altenote’, rassegna estiva di musica da camera ideata dalla Filarmonica TRT, che ha accompagnato turisti e non dal 2 agosto al 21 agosto.
Si conclude, infatti, la rassegna giovedì 21 agosto con un duplice concerto, alle 16.30 e alle 18, nella chiesa parrocchiale di San Restituto di Sauze di Cesana, dove sarà  protagonista il Quartetto Cavour, formato da Basak Baraz al violino, Martina Mancuso al violino, Carmen Verzino alla viola e Cecilia Caminiti al violoncello. Il quartetto è  nato sulla base dell’Obiettivo Orchestra, un progetto formativo promosso dalla Filarmonica Trt che vede coinvolte anche come insegnanti compagini dell’orchestra. “Esperienza orchestra” consente a giovani talenti di suonare a fianco di professori durante la stagione sinfonica. La scelta per il concerto conclusivo di Altenote è stato il Quartetto in La minore  di Wolf-Ferrari e il Quartetto n. 5 di Pugnani, un programma interamente italiano. Il festival “Altenote” su concluderà così con un’esibizione capace di esaltare la bellezza e il fascino della musica da camera.

Mara Martellotta

Torino per l’Ucraina, rinnovato il call center che assiste i profughi

La Città di Torino continuerà a sostenere il servizio di call center per il supporto e l’assistenza ai profughi ucraini presenti sul territorio cittadino, grazie ad una nuova convenzione con Red Nova – Connecting Actions, Defending Rights E.T.S. Un servizio che, attivo in più lingue, rappresenta un punto di riferimento essenziale per orientare, informare e accompagnare le persone in fuga dal conflitto, garantendo un aiuto concreto nell’accesso ai servizi.

Fin dall’inizio del conflitto in Ucraina, Torino si è attivata per garantire accoglienza e sostegno alle persone costrette a fuggire dalla guerra, aderendo alle misure nazionali e regionali e collaborando con le reti associative del Terzo Settore. Tra queste iniziative, il call center gestito da Red Nova si è affermato come strumento chiave, offrendo informazioni in lingua ucraina, russa, italiana e inglese su servizi di accoglienza, assistenza legale, traduzioni e orientamento lavorativo e sociale.

A seguito del trasferimento di competenze in materia di assistenza dei profughi ucraini alle Prefetture e della conclusione dei precedenti accordi con la Protezione Civile regionale, Red Nova ha chiesto alla Città di Torino un supporto logistico per continuare l’attività del call center.

Questa mattina la Giunta comunale, su proposta dell’assessore alle Politiche sociali Jacopo Rosatelli, ha approvato il nuovo schema di convenzione con l’Ente del Terzo Settore, che garantirà a Red Nova la possibilità di poter proseguire la sua attività per almeno 12 mesi.

“Con questo atto la Città di Torino conferma il suo impegno concreto a favore delle persone in fuga dalla guerra in Ucraina – dichiara l’assessore Jacopo Rosatelli -, dando continuità al lavoro e all’impegno di Red Nova, e mantenendo attivo un servizio indispensabile per l’accoglienza e l’orientamento. Questo call center è molto più di un numero di telefono: è un punto di riferimento per oltre 15mila cittadine e cittadini ucraini, un luogo di ascolto, assistenza e inclusione che supporta chi si trova in una situazione di grande difficoltà e che mostra come  Torino continua a lavorare con tutte le realtà del territorio per costruire una comunità accogliente e solidale.”

L’accordo in particolare prevede la concessione da parte della Città di Torino di un locale di proprietà comunale, situato al piano terra di corso Regina Margherita 137, dotato di tre postazioni telefoniche fisse e di connessione.

Qui Red Nova proseguirà la sua fondamentale azione di accoglienza e informazione e, attraverso un coordinamento costante con il Servizio Stranieri, l’Ufficio Minori Stranieri e numerosi enti pubblici e privati, tra cui Questura e Prefettura, potrà continuare a offrire un servizio efficiente e integrato sul territorio. Il call center, che opera grazie a fondi dell’Unione europea e della Fondazione Compagnia di San Paolo, garantirà un presidio costante e qualificato per rispondere alle esigenze emergenti della comunità. Sarà operativo dal lunedì al venerdì, dalle 9 alle 17, rispondendo al numero 011.01125500.

TORINO CLICK

Nosiglia ricoverato per polmonite

Da qualche giorno l’Arcivescovo emerito di Torino, mons. Cesare Nosiglia, è ricoverato  per una polmonite all’ospedale Gradenigo. Non è in pericolo di vita. L’alto prelato, 80 anni, lasciò il suo incarico pastorale nel 2022.

Treni e stazioni, 4mila controlli a Ferragosto

1 arrestato, 9 indagati e più di 4000 persone controllate nell’ambito dell’intensificazione dei servizi predisposti dal Compartimento Polizia Ferroviaria Piemonte e Valle D’Aosta dal13 al 18 agosto.

310 le pattuglie impegnate nelle stazioni e 50 quelle a bordo treno per un totale di 129 treni scortati. In relazione al maggior flusso di viaggiatori sono stati potenziati i servizi antiborseggio in abiti civili per contrastare il fenomeno dei furti, sia in stazione che a bordo treno. 2083 gli stranieri identificati. 6 le sanzioni amministrative elevate, di cui 3 in materia di sicurezza ferroviaria.

Durante tutto il weekend sono stati intensificati i servizi di prevenzione e vigilanza con il personale della Specialità impiegato anche nelle stazioni non presidiate di Torino Lingotto, Bardonecchia e Mondovì. Le citate stazioni, infatti, in concomitanza con le partenze previste per il Ferragosto verso le località turistiche sulla costa ligure e in montagna, hanno fatto registrare una significativa presenza di viaggiatori. Particolare attenzione è stata posta anche nella stazione di Fossano (CN), in relazione al transito dei cosiddetti treni mare, che in questo periodo, durante tutti i fine settimana, fanno registrare un flusso di passeggeri più che triplicato rispetto alla quotidianità. Nella settimana di intensificazione dell’attività di specialità evidenziata, è stata inserita anche l’operazione “Viaggiare Sicuri”, giornata di controlli promossa dal Servizio Polizia Ferroviaria a livello nazionale che, nel giorno del 13 agosto, ha visto impegnati 83operatori della Polizia Ferroviaria nelle stazioni ferroviarie del Piemonte e della Valle d’Aosta, coadiuvati da contingenti del Reparto Prevenzione Crimine e dalle Unità Cinofile messe a disposizione dalla Questura di Torino. Si segnala, ancora, che proprio grazie all’ausilio dell’unità cinofile, nell’ambito di detta attività, è stato possibile recuperare della sostanza stupefacente occultata da un cittadino italiano in transito.

Uncem: tutti i numeri del turismo in montagna

Il turismo vale il 6,7% del PIL delle montagne italiane. È un valore in linea con quello dell’intero Paese. Il 90% degli intervistati da IPSOS sul Rapporto Montagne Italia realizzato da Uncem ritiene le aree montane italiane “un’importante attrattiva per i turisti”. E il 56% un luogo dove vivere. Nell’estate dell’aumento dei flussi verso le montagne italiane, il Rapporto realizzato dall’Unione nazionale dei Comuni, Comunità, Enti montani, fa un quadro in tutte le aree montane del Paese. Alpi e Appennini sono suddivisi in 387 “comunità territoriali”, aree omogenee di Comuni che già lavorano insieme in strategie e piani di sviluppo locale. Il riferimento ai dati del Rapporto è il 2023. Nelle Alpi e negli Appennini vi sono 19,3 posti letto alberghieri ed extralberghieri ogni 100 abitanti. Il numero di presenze (pernottamenti) registrate nel corso di un anno negli esercizi alberghieri ed extralberghieri è in media di 1200 ogni 100 abitanti. La durata media delle permanenze, dividendo il numero delle presenze per quello degli arrivi, cioè dei turisti, è di 3,1 giorni di permanenza.

Il Rapporto Uncem – edito da Rubbettino e realizzato nell’ambito del Progetto ITALIAE della Presidenza del Consiglio dei Ministri, Dipartimento Affari regionali e per le Autonomie, https://uncem.it/uncem-presenta-il-rapporto-montagne-italia-2025/ – fa una analisi complessiva dei sistemi montani, nei quali il turismo non sarebbe possibile senza agricoltura e senza gestione dei versanti. “Il turismo c’è perché ci sono paesi e comunità – evidenzia Marco Bussone, Presidente nazionale Uncem – È importante e in crescita. È a nostro giudizio sbagliato parlare di overtourism nella montagna. Possiamo piuttosto parlare di picchi in alcuni periodi dell’anno, di aumento di flussi in alcuni giorni e in poche aree. Ma non di overtourism. Come è invece necessario parlare di limiti, prima di tutto di chi affronta i territori per motivi ludico-sportivi. Uno dei limiti è non capire che nelle aree montane, più che nelle città e nelle coste, si va in sistemi complessi, ecologici e antropici. E che le comunità dei paesi, che non sono borghi turistici, sono fondamentali. Accolgono e sono decisivi per il turismo stesso. Evitarli, pensare non ci siano, è assurdo e inopportuno. Chi sale non porti tutto da casa. Compri in valle, faccia vivere quei negozi e quei bar. Non chiediamo assistenzialismo, ma buonsenso e incontro. Comunione con le comunità dei territori. Che sono la vita delle montagne stesse”.

I dati complessivi della Montagna italiana nel Rapporto

La Tav. 7.6 del Rapporto Montagne Italia misura la consistenza della occupazione turistica in ciascuna Comunità Territoriale rappresentando semplicemente il numero totale di occupati. Nella classe nella quale il numero di occupati è maggiore si superano i 940 occupati per singola Comunità Territoriale; in quelle nelle quali il numero è minore non si raggiungono i 70 occupati per ciascuna Comunità Territoriale; il valore medio è di 650 occupati per singola Comunità Territoriale.
La Tav. 7.8 misura sul lato dell’offerta la dotazione di posti letto negli esercizi alberghieri ed extralberghieri (escluse quindi le seconde abitazioni private in proprietà o in affitto) di ciascuna Comunità Territoriale rapportandola alla consistenza della popolazione; nella classe dove la dotazione è maggiore si superano i 30 posti letto per 100 abitanti, in quella dove è minore abbiamo meno di un posto letto per abitante; la media è di 19,3 posti letto per 100 abitanti.
La Tav. 7.9 misura sul lato della domanda il numero di presenze (pernottamenti) registrate nel corso di un anno negli esercizi alberghieri ed extralberghieri (escluse quindi le seconde abitazioni private in proprietà o in affitto) di ciascuna Comunità Territoriale rapportandola alla consistenza della popolazione; nella classe dove la le presenze sono più numerose si superano le 1.400 presenze (pernottamenti) per 100 abitanti, in quella dove sono meno numerose abbiamo meno di 24 presenze  per abitante; la media è di circa 1.200 presenze per 100 abitanti.
La Tav. 7.10 misura, sempre sul lato della domanda, la durata media delle permanenze, dividendo il numero delle presenze per quello degli arrivi, cioè dei turisti; nella classe dove la durata è maggiore si superano le 4 giornate di durata media, in quella dove è minore abbiamo meno di due giornate per ciascuna vacanza; la media è di 3,1 giorni di permanenza.
Relativamente più complesso l’indicatore rappresentato nella Tav. 7.7 che misura l’incidenza percentuale del valore aggiunto della filiera turistica (considerando quindi il complesso delle attività che concorrono direttamente o indirettamente alla produzione dei servizi di accoglienza e di ospitalità), sul totale del valore aggiunto di ciascuna Comunità Territoriale, dunque è la misura più significativa della importanza del turismo nella economia locale; nella classe dove la incidenza è maggiore il turismo concorre per circa l’11% e oltre al PIL;, in quella questa incidenza è minore si arriva a poco più dell’1% del PIL totale; la incidenza media è di circa il 6,7% del PIL, in linea con il valore medio nazionale.

I numeri nelle Comunità Territoriali descritti nel Rapporto
Andiamo nel dettaglio dei territori. Quello con la maggiore “occupazione turistica” è in Alto Adige, provincia di Bolzano. È l’area di Villabassa, Alta Pusteria, per intenderci quella Villabassa. 84mila abitanti, per 12.849 occupati nella filiera turistica. Numeri molto rilevanti, nella zona del Lago Braies. Sul “podio” del numero di occupati nel turismo vi sono altre due aree dell’Alto Adige: la Comunità territoriale di Verano e quella di Tires. A seguire, le Dolomiti Bellunesi. Al fondo dell’elenco, sempre sul fronte dell’occupazione nel turismo, vi sono tre zone montane delle isole e del Mezzogiorno: Bassa Valle del Tirso e Grighine (Sardegna), Vette dei Nebrodi (Sicilia), Locride.
Le Dolomiti hanno la meglio sull’incidenza percentuale del valore aggiunto della filiera turistica sul totale del valore aggiunto di ciascuna Comunità Territoriale. Podio nel Rapporto Uncem tre aree del Trentino, ovvero le Comunità Territoriali di Trento (72%), Soraga di Fassa (62%), Tires (59%). Buoni i numeri dell’area di Tenno (Trentino), della Elimo Ericini (Sicilia) e ancora in Trentino della Comunità Territoriale Villabassa Alta Pusteria. In 63 Comunità Territoriali montane descritte nel Rapporto, l’incidenza è sotto l’1%. “Più in basso” troviamo le aree del Monte Mauro (Molise), Gerrei (Sardegna), Krimisa (Calabria), e della Bassa Valle del Tirso e Grighine (Sardegna).
Sui posti letto alberghieri ed extralberghieri, numeri altissimi a Soraga di Fassa, Trentino-Alto Adige, con 254, seguita dall’area Walser Monte Rosa in Val d’Aosta con 239. Poi l’Unione Montana del Baldo-Garda in Veneto (220), la Comunità Territoriale di Spormaggiore (nel Parco Adamello-Brenta, in Trentino-Alto Adige) con 197 posti letto ogni 100 abitanti, seguita dall’area Valdigne-Mont-Blanc in Valle d’Aosta con 170. Bene anche l’Alta Val Susa con 149 e nel Mezzogiorno la Comunità Montana Lambro Mingardo.

Per quanto riguarda le presenze turistiche (numero pernottamenti nell’anno negli esercizi alberghieri ed extralberghieri, escluse quindi le seconde abitazioni private in proprietà o in affitto, di ciascuna Comunità Territoriale rapportati alla consistenza della popolazione), in testa troviamo le Comunità Territoriali di Soraga di Fassa (30mila), Spormaggiore (27mila), l’area del Baldo-Garda (19mila), di Luserna (13mila), di Vermiglio (12mila).
La durata media delle permanenze, ottenuta nel Rapporto Montagne Italia Uncem dividendo il numero delle presenze per quello degli arrivi, cioè dei turisti, vede con ottimi numeri l’Alto Maceratese, nelle Marche, con 13 giorni di durata media. Seguono l’area della Comunità Territoriale del Versante Ionico, in Calabria, poi Terre di Castelli in Emilia Romagna, l’Area Grecanica e la Sila Greca in Calabria, il Metauro nelle Marche e la Comunità montana Lambro e Mingardo in Campania
cs

Torino, ritirate cinque patenti

Continuano i servizi delle Forze dell’Ordine finalizzati a rendere le strade più sicure. Nella notte tra sabato 9 e domenica 10 agosto la Polizia di Stato-Sezione Polstrada di Torino e la Polizia Locale di Torino hanno svolto nella zona centrale della città controlli congiunti con specifici dispositivi per contrastare comportamenti pericolosi, come la guida in stato di ebbrezza alcolica o sotto l’effetto di sostanze stupefacenti.

Il servizio ha visto impegnate tre pattuglie della Polizia di Stato, con la partecipazione di personale dell’Ufficio Sanitario del Reparto Mobile di Torino, il tutto coordinato da un Funzionario e l’impiego di apposito ufficio mobile dotato di specifica strumentazione per rilevare l’assunzione di sostanze stupefacenti; la Polizia Locale di Torino ha disposto l’impiego di tre pattuglie del Radiomobile e Aliquota Pronto Impiego, coordinate da un Ufficiale.

Il servizio ha consentito il controllo di un totale di 35 veicoli e 55 persone, di cui 4 conducenti sono risultati in stato di ebbrezza alcolica: in particolare, uno con un tasso alcolemico superiore a 0,80 g/l è stato deferito alla locale Procura della Repubblica, uno è stato altresì deferito all’A.G. in quanto neo patentato è risultato positivo all’assunzione di sostanze alcoliche, pur rientrando in una di quelle categorie di soggetti che ai sensi dell’art. 186 bis C.d.S. devono avere un tasso pari a zero; due sono stati sanzionati amministrativamente in quanto risultati avere un tasso compreso tra 0,5 e 0,8 g/l. Le patenti di guida sono state contestualmente ritirate.

Contestualmente 24 conducenti sono stati sottoposti al test antidroga di screening rapido,che ha dato esito positivo per una persona: la patente di guida è stata ritirata cautelarmente, in attesa dell’esito dei previsti esami tossicologici di conferma sui campioni prelevati.

Il procedimento penale oggetto del presente comunicato si trova attualmente nella fase delle indagini preliminari, pertanto vige la presunzione di non colpevolezza degli indagati, sino alla sentenza definitiva.

Il Leoncavallo e la legalità

IL COMMENTO di Pier Franco Quaglieni

Il centro sociale Leoncavallo di Milano dopo 31 anni è stato finalmente  sgomberato senza incidenti. E’ un risultato non di poco conto perché in passato lo sgombero determinò scontri violenti. Oggi i leoncavallini sono in parte invecchiati anche se nelle manifestazioni, casco in testa, non mancano mai.
Il Leoncavallo è il simbolo di una stagione finita che ha avuto anche momenti di gloria, se uno strano personaggio come Sgarbi  assessore a Milano, definì la “Cappella Sistina della contemporaneità” i murales del Leoncavallo.  Per questo motivo il senatore Dario Cravero, vicepresidente del Centro “Pannunzio”, pose il veto al conferimento a Sgarbi del premio più prestigioso conferito annualmente  dall’Istituto culturale torinese.
Certo il Leoncavallo è stato  anche un luogo di aggregazione sociale e persino culturale, anche se è stato prevalentemente  un covo di violenze.
Ma al di là di questo, balza all’occhio  un problema elementare di diritto: non può essere lecito occupare una proprietà altrui. Il discorso vale per il Leoncavallo e altri centri sociali, come vale naturalmente su  sponde opposte  per Casa Pound. Occupare la proprietà altrui è vietato dalla legge a partire dagli alloggi popolari.
Se si accetta una linea contraria salta una regola della  stessa convivenza civile.
A novembre del 2024 il ministero dell’interno per la sua annosa inerzia e’ stato condannato a risarcire per mancato sgombero oltre tre milioni di euro ai legittimi proprietari dell’area. A sua volta il ministero richiese il risarcimento  alla presidente di una curiosa associazione di “mamme antifasciste” che è stata subito intervistata  dai Tg.
Il Centro sociale milanese fu coccolato da Dario Fo e Franca Rame, creatori del “Soccorso rosso” ai terroristi. E in soccorso del “Leoncavallo” e’ giunto  di corsa, tra i primi, l’ineffabile Jacopo Fo.
Che adesso esso venga esaltato come un bene culturale storico  molto prezioso fa indignare. La cultura dell’odio e della violenza non è mai cultura, ma istigazione a delinquere. Poi è evidente che in 31 anni è possibile che ci sia stato anche qualcuno che non si sia limitato alla trasgressione.
Qualcosa di buono hanno inevitabilmente fatto, creando tra di loro – pur nel clima rissoso della sinistra – una solidarietà nei fatti. Nei centri sociali si è fatto anche teatro e musica non disprezzabile di per sé. Sta già iniziando il coro di chi è indignato per lo sgombero che invece  sarebbe stato doveroso già molti anni fa. Le prime voci contro si sono già levate e non meritano repliche perché fondate solo sull’astio politico e sul travisamento del Diritto, sull’ onda della deputata europea Salis che ha teorizzato e praticato l’occupazione abusiva di case
come un diritto.

Canile di Torino, in arrivo 3 milioni per un progetto di ampliamento

Tre milioni di euro per una nuova e più spaziosa dimora per gli amici a quattro zampe della città. Il canile municipale di Torino accoglie ogni anno circa 350 ingressi e attualmente ospita 170 cani e 80 gatti. Sul fronte delle adozioni, lo scorso anno sono state 143, mentre da inizio anno se ne contano già 53.

L’amministrazione comunale ha programmato un ampliamento della struttura, con un investimento sostanzioso. L’approvazione del progetto esecutivo è prevista in autunno, mentre l’apertura dei cantieri è fissata per il secondo trimestre del 2026, con termine dei lavori previsto entro il 2027.

Il piano preliminare — i dettagli verranno resi noti nei prossimi mesi — prevede la realizzazione di almeno tre nuovi padiglioni: uno sarà destinato a canile sanitario, con 16 box e aree dedicate alla degenza dei gatti, mentre un altro sarà un’estensione del canile rifugio, con ulteriori 12 box disponibili.

Il sindaco di Torino, Stefano Lo Russo, ha espresso soddisfazione per l’iniziativa, sottolineando: “Questo è un servizio di eccellenza che il Comune di Torino svolge da tanti anni, con un’attenzione molto importante al benessere degli animali ospitati. I lavori che abbiamo programmato serviranno ad ampliare la capienza e ad alleggerire il carico lasciando più spazio agli animali”.

Sauze di Cesana, il cinema è all’aperto e a pedali

Il Comune di Sauze di Cesana prosegue con le sue iniziative culturali e, dopo quelle teatrali, ecco ora il ritorno del grade cinema “a pedali”, vale a dire che tutta l’energia elettrica necessaria alla proiezione del film trarrà origine da biciclette poste su cavalletti e collegate a generatori. Gli spettatori pedaleranno a turno generando l’energia necessaria ad alimentare il sistema audio- video per far apparire sullo schermo il film.
Sabato 23 agosto verrà proiettato, in piazza del Municipio, alle ore 21, uno dei capolavori di Mike Ross, dal titolo “Captain Fantastic”. Il film è stato presentato in anteprima mondiale al Sundance Film Festival del 2016, per essere poi proiettato nella sezione “Un certain regard” al Festival di Cannes 2016, dove ha vinto il premio per la miglior regia.

Viggo Mortensen  è il protagonista del film e veste i panni di un padre fuori dagli schemi che ha vissuto isolato con la sua famiglia, per oltre un decennio, nello stato di Washington, lontano dalla modernità e dal consumismo.
Come ha scritto la rivista Wired, questo film non è una commedia o un dramma, ma una via di mezzo, un road movie, un family movie e, perché no, anche un teen movie. Uno dei tanti messaggi che comunica è  che i libri non sono tutto e la vita va anche vissuta. Un altro messaggio che il film vuol far passare è  che non esiste la cosa giusta da fare, esistono momenti e scelte. Molto suggestiva l’ambientazione nella foresta e delle capanne dove la famiglia Cash vive. Molto ben riuscita  la realizzazione del rapporto padre-figli, al di sopra dei pregiudizi, delle critiche e delle battute facili.
La fotografia del film si avvicina alla pittura e la colonna sonora vale la pena ascoltarla ad occhi chiusi; contiene tanti brani, dagli Oasis ad Elton John fino ad Eddie Vedder.
L’ingresso è libero, l’evento è organizzato in collaborazione con l’associazione Cinedehprs e Mobile Green Power. In caso di maltempo la proiezione si terrà  nella chiesa di San Restituto.
Info: Alessandro Battaglino 3475700157.

Mara Martellotta

Ruffino (Az): “Il governo strizza l’occhio ai No vax”

Il commento dell’on. Daniela Ruffino (Azione):
     Capisco l’intenzione di tenersi buoni Salvini, Vannacci e Bagnai o di non scontentare quella parte di Fratelli d’Italia vicina alle posizioni negazioniste sui vaccini, ma la presidente Meloni farà bene a chiarirsi le idee. A cominciare dal concetto assai bislacco di “pluralismo scientifico”. La scienza non è pluralista, non lo sono le evidenze scientifiche: se un farmaco è stato sperimentato e si conoscono i suoi effetti terapeutici e quelli collaterali, siamo di fronte a un’evidenza che non ammette opinioni diverse. Se la Tachipirina abbassa la febbre, e qualcuno lo nega non siamo nel campo delle opinioni ma in quello degli imbecilli.
     Il ministro Schillaci ha azzerato il comitato Nitag dopo le pressioni del mondo scientifico non perché “dominante” ma perché composto da uomini di scienza che parlano di argomenti che conoscono un po’ meglio del ministro Lollobrigida. A settembre dovrà essere nominato il nuovo Nitag e si potrà capire se Schillaci è un ministro competente o se dovrà piegarsi alle esigenze politiche del governo.