COVID PIEMONTE: IL BOLLETTINO DELLE ORE 17
LA SITUAZIONE DEI CONTAGI
Oggi l’Unità di Crisi della Regione Piemonte ha comunicato 391 nuovi casi di persone risultate positive al Covid-19 (di cui 147dopo test antigenico), pari allo 0,6% di 60.642 tamponi eseguiti, di cui 51.725 antigenici. Dei 391 nuovi casi gli asintomatici sono 206 (52,7%).
I casi sono così ripartiti: 155 screening, 167 contatti di caso, 69 con indagine in corso.
Il totale dei casi positivi diventa quindi 390.657,così suddivisi su base provinciale: 32.214 Alessandria, 18.717 Asti, 12.308 Biella, 56.278 Cuneo, 30.204 Novara, 208.082 Torino, 14.535 Vercelli, 13.857 Verbano-Cusio-Ossola, oltre a 1.615 residenti fuori regione ma in carico alle strutture sanitarie piemontesi. I restanti 2.847 sono in fase di elaborazione e attribuzione territoriale.
I ricoverati in terapia intensiva sono 21 (nessuna variazione rispetto a ieri).
I ricoverati non in terapia intensiva sono198 (-8 rispetto a ieri).
Le persone in isolamento domiciliare sono 4.501
I tamponi diagnostici finora processati sono 8.631.189 (+60.642 rispetto a ieri), di cui 2.394.251 risultati negativi.
I DECESSI DIVENTANO 11.826
Due decessi di persone positive al test del Covid-19 (nessuno di oggi) sono stati comunicati dall’Unità di Crisi della Regione Piemonte (si ricorda che il dato di aggiornamento cumulativo comunicato giornalmente comprende anche decessi avvenuti nei giorni precedenti e solo successivamente accertati come decessi Covid).
Il totale diventa quindi di 11.826 deceduti risultati positivi al virus, così suddivisi per provincia:1.587 Alessandria, 724Asti, 436 Biella, 1.468 Cuneo, 950 Novara,5.647 Torino, 533 Vercelli, 377 Verbano-Cusio-Ossola, oltre a 103 residenti fuori regione ma deceduti in Piemonte e 42 in fase di elaborazione e attribuzione territoriale.
374.111 GUARITI
I pazienti guariti diventano complessivamente 374.111 (+225 rispetto a ieri), così suddivisi su base provinciale: 30.241 Alessandria, 17.782 Asti, 11.760 Biella, 54.087 Cuneo, 29.089 Novara, 199.901 Torino, 13.830 Vercelli, 13.370 Verbano-Cusio-Ossola, oltre a 1.513 extraregione e 2.538 in fase di definizione.
Doppia inaugurazione nei giorni scorsi alla “GAM-Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea” di Torino. Con la prima si é inteso presentare il nuovo allestimento delle Collezioni permanenti del “Contemporaneo” alla luce di un rafforzato percorso che mette in mostra 56 opere (molte delle quali mai esposte negli ultimi anni, se non per brevi periodi) a firma di 33 grandi artisti di diverse generazioni, appartenenti alla più blasonata scena artistica dell’avanguardia internazionale: dalla serba naturalizzata statunitense Marina Abramovic, la “nonna della performance art” (sua autodefinizione), al sudafricano William Kentridge, al cubano Kcho, fino al britannico Liam Gillick, solo per citarne alcuni. La seconda, dal titolo “Luigi Ontani. Alam Jiwa & Vanitas”, ha invece focalizzato l’attenzione su oltre 130 opere su carta alle quali l’artista settantottenne di Vergato ha rimesso mano negli ultimi due anni. La personale di Ontani, visitabile fino al 30 gennaio del prossimo anno, a cura di Elena Volpato, è un “meraviglioso” gioiello di istrionica fantasia che non poteva che trovare spazio nella “Wunderkammer” del Museo di via Magegenta.
coerentemente nei decenni successivi, come già dimostrato con la mostra “Strangers. Tra informale e pop dalle collezioni GAM”, realizzata nel 2012. Non solo. Se infatti, fino a pochi decenni fa, era normale, in certo senso, aprirsi in primis all’arte parigina e a quella americana, negli ultimi 25-30 anni nella collezione GAM sono altresì entrate, accanto ad opere di provenienza europea, altre arrivate da culture e linguaggi espressivi estremamente diversi – dalla Cina, da Cuba e dall’Africa ad esempio – ormai itineranti e ampiamente accolte nel più sofisticato circuito artistico globale.
Con “Alam Jiwa & Vanitas” Luigi Ontani porta in mostra 130 opere su carta, che sono una rivisitazione pittorica di disegni a china realizzati fra gli anni Ottanta e Novanta: un affascinate “microcosmo intriso del suo immaginario”, cui già ci aveva abituato con i celebri “tableaux vivants” e con la “Stanza delle Similitudini”. Qui si aggiungono estranianti elementi di “sacro” e “profano”, cui non poco deve avere influito il suo ritiro a Bali durante il periodo del lockdown. “Anche questa mostra – scrive Elena Volpato – è un ambiente-mondo attraversato da un’unica ghirlanda allegorica di innumerevoli figure e significati, sacri e profani, della cultura d’Oriente e d’Occidente”. Il tutto sotto il segno della “Natura dell’anima” (come recita il titolo dal balinese) e della “Vanità”. Segni da scoprire “come una cifra nascosta, tra le sinuose linee dell’opera di Ontani”.