COVID PIEMONTE: IL BOLLETTINO DELLE ORE 16.30
LA SITUAZIONE DEI CONTAGI
Oggi l’Unità di Crisi della Regione Piemonte ha comunicato 147 nuovi casi di persone risultate positive al Covid-19 (di cui35dopo test antigenico), pari all’1% di 14.993tamponi eseguiti, di cui10.473antigenici. Dei 147 nuovi casi, gli asintomatici sono 85 ( 57,8%).
I casi sono così ripartiti: 49 screening, 80 contatti di caso, 18 con indagine in corso; RSA/Strutture Socio-Assistenziali: 4 casi; casi importati: 2 da altre regioni, 1 dall’estero .
Il totale dei casi positivi diventa quindi 371.643così suddivisi su base provinciale: 30.241 Alessandria, 17.626 Asti, 11.659 Biella, 53.570 Cuneo, 28.902 Novara, 198.405 Torino, 13.905 Vercelli, 13.236 Verbano-Cusio-Ossola, oltre a 1.528 residenti fuori regione, ma in carico alle strutture sanitarie piemontesi. I restanti 2.571 sono in fase di elaborazione e attribuzione territoriale.
I ricoverati in terapia intensiva sono 4 (invariato rispetto aieri).
I ricoverati non in terapia intensiva sono 105 (+3rispetto a ieri).
Le persone in isolamento domiciliare sono 3.024
I tamponi diagnostici finora processati sono 6.075.045(+14.993rispetto a ieri), di cui 1.930.127risultati negativi.
I DECESSI RESTANO 11.701
Nessun decessodi persona positiva al test del Covid-19 è stato comunicato dall’Unità di Crisi della Regione Piemonte.
Il totale rimane quindi 11.701 deceduti risultati positivi al virus, così suddivisi per provincia: 1.566 Alessandria, 713 Asti, 433 Biella, 1.454 Cuneo, 944 Novara, 5.592 Torino, 525 Vercelli, 374 Verbano-Cusio-Ossola, oltre a 100 residenti fuori regione ma deceduti in Piemonte.
356.809GUARITI
I pazienti guariti sono complessivamente 356.809(+177rispetto a ieri), così suddivisi su base provinciale: 28.219 Alessandria, 16.848 Asti, 11.109 Biella, 51.701 Cuneo, 27.589 Novara, 191.523 Torino, 13.252 Vercelli, 12.713 Verbano-Cusio-Ossola, oltre a 1.445 extraregione e 2.410 in fase di definizione.
La mensa verrà rinnovata sia nella sala da pranzo per le aree di somministrazione dei pasti ai commensali che nella realizzazione di un punto cottura esclusivamente dedicato alla fase di rigenerazione delle preparazioni gastronomiche provenienti dal centro di cottura e le preparazioni espresse, realizzato nelle immediate vicinanze della sala da pranzo.
Gente senza qualità, come diceva Musil. E’ gente che non ha mai letto seriamente un libro in vita sua. Alcuni hanno evidenti ascendenze neo-fasciste, velocemente e solo provvisoriamente occultate. Non sanno che la libertà per i liberali è sempre e soltanto libertà responsabile e che la libertà si è fusa, a partire dal secolo scorso, in modo indissolubile con la democrazia. Non a caso, nella loro confusione mentale, sostengono la democrazia illiberale di Orban e di fronte alla pandemia invocano invece in Italia atteggiamenti che ammantano di un liberalismo di facciata appreso in un corso accelerato al Cepu. Mettersi nelle condizioni di infettare il prossimo è un atteggiamento barbaro, anzi da cavernicoli. Il liberalismo nacque molto dopo e fu una grande conquista civile e culturale sia nella versione inglese, sia nella versione francese. Anche la versione italiana ha avuto esponenti del calibro di Croce e di Einaudi che furono sempre uomini di cultura eticamente responsabili. Oltre ai neofascisti a dare lezioni di liberalismo si aggiunge l’ex comunista Cacciari, del tutto estraneo alla cultura liberale. Da liberale da oltre cinquant’anni, appartenente ad una famiglia liberale che può vantare il nome di Marcello Soleri, sento il dovere di denunciare l’appropriazione indebita di una concezione etico-politica che è del tutto estranea a chi crea confusione e proteste ingiustificate , dicendo di voler difendere la libertà. Lo scrivo a nome di tutti i liberali: da Cavour a Giolitti, da Croce a Einaudi, da Pannunzio a Malagodi, da Badini Confalonieri a Zanone, da Altissimo a Biondi. I liberali che hanno avuto come simbolo la bandiera tricolore, hanno sempre avuto il senso dello Stato che hanno fondato nel 1861 come stato liberale di diritto. E hanno avuto sempre la capacità di essere patrioti soprattutto nei momenti più drammatici della storia italiana ed europea. E in momenti tragici come questi i patrioti stanno dalla parte di chi vuole una libertà solidale senza ambiguità che si ponga l’obiettivo di salvare vite umane. Che la mia ex allieva Laura Marruccelli nipote dell’eroico generale Giuseppe Perotti capo del comitato militare del CLN piemontese fucilato al Martinetto, abbia fatta la scelta di difendere le ragioni della tutela della salute pubblica è un fatto che mi conforta e mi riempie di orgoglio.
