ilTorinese

Tentato furto con scasso al Centro Pannunzio

Ci scrive il prof. Pier Franco Quaglieni, fondatore e direttore del Centro Pannunzio di Torino

Stamattina ho inoltrato denuncia contro ignoti per il tentato furto con scasso alla sede del Centro in via Maria Vittoria 35 H con grave danno alle due porte di ingresso, una delle quali divelta. L’antifurto entrato in funzione ha indotto i ladri alla fuga, il danno e’ ingente. Il pronto intervento della Segretaria Luisa Millari e del presidente del Comitato Direttivo Dott. Morelli ha consentito di tenere egualmente la conferenza di ieri e di proseguire nell’attività. Questo momento già difficile di per se’ richiede da parte di tutti i soci senso di appartenenza e di solidarietà verso il Centro Pannunzio. Come diceva Mario Soldati, sempre in alto il “Pannunzio”!

Pier Franco Quaglieni

LA BOHÈME Il Teatro Regio inaugura  con la sua opera simbolo

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Inaugurazione della Stagione d’Opera e di Balletto 2022
Teatro Regio, sabato 12 febbraio 2022 ore 20

L’inaugurazione della Stagione d’Opera e di Balletto 2022 del Teatro Regio è sabato 12 febbraio alle ore 20 e non poteva che essere con La bohème di Giacomo Puccini, l’opera che proprio al Regio andò in scena in prima assoluta il 1° febbraio 1896. Una scelta doppiamente simbolica, dato che questo nuovo allestimento riprende i disegni originali della prima assoluta e che la stessa produzione venne cancellata a pochi giorni dalla messa in scena nel marzo 2020, quando ci fu il primo lockdown.
La bohème. Immagine di Marzia Caruso | Accademia Albertina di Belle Arti di Torino
Il Teatro Regio dunque riapre e accoglie finalmente il pubblico in sala, grazie alla conclusione della prima e più importante tranche dei lavori di adeguamento e rinnovamento dell’impianto scenico del Teatro, lavori che si collocano all’interno del finanziamento di 8,5 milioni di euro messo a disposizione dal Ministero della Cultura, e che porteranno il Regio, nato nel 1740 e uno dei teatri più antichi d’Europa, a essere uno dei più tecnologici del mondo. I lavori sulla meccanica di scena superiore del palcoscenico del Regio in numeri: 27.000 ore di lavoro per la progettazione, la costruzione e l’installazione dei nuovi impianti; 21 km di funi in acciaio per i tiri di scena; aumento dell’80% delle prestazioni delle nuove macchine, dotate di una forza motrice di 0,7 Mega Watt; 22,5 tonnellate è il peso delle scenografie che si potranno appendere contemporaneamente; 75 tonnellate di vecchi impianti rimossi. La seconda tranche di lavori sarà da giugno a settembre 2022 e prevede interventi sulla meccanica di scena inferiore del palcoscenico del Regio e la ristrutturazione degli impianti e delle luci di scena e di sala del Piccolo Regio Puccini.

Guido Mulè, Direttore generale, afferma: «Desidero anzitutto ringraziare Intesa Sanpaolo che, come da tradizione, si riconferma nostro partner per il titolo inaugurale, proseguendo il proprio impegno con il Regio nel segno di una lunga collaborazione che vede la Banca accanto al Teatro nella realizzazione delle sue produzioni; e Italgas, che ha scelto di sostenere questo titolo fin dall’inizio nel 2020. Queste partnership assumono un significato particolare, soprattutto in un momento in cui la cultura è ingrediente fondamentale del processo di ripartenza. Senso di gratitudine anche per gli Amici del Regio, che sono costantemente al nostro fianco. E infine, grazie alla Città di Torino che ha concesso il patrocinio per la Stagione 2022».

Sebastian F. Schwarz, Direttore artistico, dichiara: «È una vera emozione vedere La bohème tornare in scena e attendo con trepidazione il momento in cui il sipario si aprirà e sentiremo gli applausi calorosi del pubblico. Abbiamo atteso due anni e ora finalmente il nostro lavoro avrà il tanto desiderato compimento: la curiosità e la soddisfazione di gustare dal vivo la messa in scena che realizza l’originale di 126 anni fa».

«La riapertura del Regio, così attesa, sia di buon auspicio per il rilancio di Torino. Intesa Sanpaolo non poteva mancare questo appuntamento, che è allo stesso tempo un traguardo e una ripartenza per la vita culturale della Città. Sono i giovani i protagonisti di questa rinascita e La bohème del Regio lo conferma. Non si è mai interrotto il sostegno di Intesa Sanpaolo alla musica classica e lirica, perché la cultura è un elemento organico per la Banca, come lo è per l’Italia», commenta Fabrizio Paschina, Executive Director Comunicazione & Immagine Intesa Sanpaolo.

«Italgas e il Teatro Regio di Torino rappresentano i termini di un binomio che si consolida all’insegna dell’identità e della cultura della Città. Siamo lieti che questa collaborazione prosegua sempre più salda, e che quest’anno ci permetta di sostenere la produzione di un’opera apprezzata in tutto il mondo; un capolavoro che torna nello stesso Teatro in cui nel 1896 fu rappresentato per la prima volta».

«Gli Amici del Regio, vogliono essere un supporto continuo alle attività e alle necessità del Teatro; infatti il nostro ultimo intervento è una concreta risposta alle esigenze dei professori d’orchestra, ai quali doniamo 102 sedie ergonomiche che verranno inaugurate in occasione de La bohème. Una nuova dotazione che contribuirà al benessere dei musicisti e che diventerà un segno tangibile del forte legame nato con il Regio 10 anni fa».

Da sabato 12 febbraio, per 10 recite, potremo finalmente vedere – per la prima volta dal vivo – La bohème nel nuovo allestimento realizzato dal Teatro Regio, che unisce la regia, firmata da Paolo Gavazzeni e Piero Maranghi, a scene e costumi ripresi dai bozzetti e dai figurini originali di Adolf Hohenstein, disegnati per la prima assoluta torinese del 1896 e custoditi dall’Archivio Storico Ricordi di Milano. Le prove di questo nuova produzione si interruppero nel marzo 2020, quando la pandemia ci costrinse al lockdown; l’opera venne quindi presentata in video nel gennaio 2021, quando venne trasmessa da Classica-Hd, e in streaming sul sito web del Regio. Il maestro Pier Giorgio Morandi dirige l’Orchestra, il Coro e il Coro di voci bianche del Teatro Regio. Nel cast voci fresche, adattissime al ruolo, come quelle di Maritina Tampakopoulos (Mimì), Valentin Dytiuk (Rodolfo), Valentina Mastrangelo (Musetta) e Biagio Pizzuti (Marcello). Completano il cast: Jan Antem (Schaunard), Riccardo Fassi (Colline) e Matteo Peirone (Benoît e Alcindoro). Curatrice delle scene è Leila Fteita, curatrice dei costumi è Nicoletta Ceccolini, pittore scenografo Rinaldo Rinaldi.

Nel corso delle dieci rappresentazioni, dal 12 al 27 febbraio si alterneranno nei ruoli principali Francesca Sassu (Mimì), Matteo Lippi (Rodolfo), Cristin Arsenova (Musetta), Ilya Kutyukhin (Marcello), Vincenzo Nizzardo (Schaunard), Bozhidar Bozhkilov (Colline), Sabino Gaita / Alejandro Escobar (Parpignol), Desaret Lika / Riccardo Mattiotto (Sergente dei doganieri), Marco Tognozzi / Marco Sportelli (un doganiere). Il maestro Giulio Laguzzi, sostituirà sul podio il M° Morandi, mercoledì 23 e venerdì 25 febbraio. I Cori sono istruiti rispettivamente dal maestro Andrea Secchi e dal maestro Claudio Fenoglio.

Pier Giorgio Morandi, torna a dirigere le compagini artistiche del Regio dopo la sua prova in Madama Butterfly al Regio Opera Festival. Morandi ha al suo attivo un vastissimo repertorio operistico ed è regolarmente direttore ospite nei più importanti teatri italiani e internazionali; apprezzato interprete anche del repertorio sinfonico, ha al suo attivo numerose registrazioni con la Sony.

Maritina Tampakopoulos ha preso parte al programma Artist Diploma in Opera Studies della Juilliard School di New York. Laureata con lode in Musica nel 2014 al Conservatorio Nazionale Greco, si è perfezionata a Vienna con Glenys Linos e James Pearson alla Wiener Staatsoper, ha ottenuto diversi premi internazionali e ha debuttato nell’estate 2021 al Macerata Opera Festival nella produzione di Aida; tra i prossimi impegni: Hélène in Les Vêpres siciliennes (Teatro Massimo di Palermo), debutto nel ruolo di Elisabetta di Valois in Don Carlo (Breslavia) e Aida (Opera Nazionale di Praga). Artista principale all’Opera Nazionale dell’Ucraina, Valentín Dytiuk si è diplomato all’Accademia Musicale Nazionale Čajkovskij a Kiev per poi specializzarsi all’Accademia di Kiev con Marina Shaguch, Massimiliano Bullo e Raimundas Banionis. Ha già calcato i principali palcoscenici italiani e internazionali, misurandosi con importanti ruoli: Rodolfo ne La bohème (Teatro Verdi di Salerno) e Pinkerton in Madama Butterfly (Teatro Filarmonico di Verona), Vaudemont in Iolanta di Čajkovskij (Palau de les Arts di Valencia), Riccardo/Gustavo in Un ballo in maschera (Opera di Tel Aviv). Valentina Mastrangelo ha conseguito il diploma di canto con lode presso il Conservatorio Martucci di Salerno, per poi perfezionarsi con Mariella Devia. Nel 2013 ha frequentato l’Accademia Rossiniana di Pesaro ed è stata scelta per debuttare il ruolo di Madama Cortese ne Il viaggio a Reims al ROF. Numerose le affermazioni in prestigiosi concorsi internazionali: è stata vincitrice del ruolo di Donna Anna nel Don Giovanni al Concorso AsLiCo.; inoltre ha vinto il Primo Premio al 5° Concorso Internazionale Anita Cerquetti 2015, il Premio Miglior voce italiana al Concorso internazionale di Portofino 2015, e al XXI concorso internazionale Spazio Musica di Orvieto ha vinto il ruolo di Musetta ne La bohémeBiagio Pizzuti si sta rapidamente affermando come una delle voci italiane di baritono più importanti e richieste. Diplomatosi con il massimo dei voti, si è specializzato con Aldo Ciccolini, Walter Alberti, Renato Bruson e Cinzia Forte. Recentemente ha preso parte alla produzione di Damiano Michieletto Il viaggio a Reims ad Amsterdam con la direzione di Stefano Montanari, e ha cantato nel ruolo di Schaunard ne La bohème al Teatro di San Carlo di Napoli.

La bohème – Quadro II. Bozzetto di Adolf Hohenstein per la prima assoluta al Teatro Regio
di Torino, custodito dall’Archivio Storico Ricordi di Milano
«Bohème non lascia grande impressione sull’animo degli auditori, non lascerà grande traccia nella storia del nostro teatro lirico». Così scriveva Carlo Bersezio sulle pagine de La Stampa il giorno successivo al 1° febbraio 1896, quando al Teatro Regio di Torino, con un ventinovenne Arturo Toscanini alla guida dell’Orchestra, andò in scena per la prima volta il titolo che avrebbe segnato per sempre la carriera del suo autore e la storia della musica: La bohème di Giacomo Puccini. Nonostante la diffidenza della critica musicale dell’epoca, fu il pubblico a decretare l’inizio di un successo che ancora oggi non accenna a diminuire e vede il titolo comparire regolarmente nella top five di quelli più rappresentati al mondo.

Gli ingredienti che lo hanno reso tanto amato, oltre al genio musicale di Puccini, sono la vividezza dei protagonisti, artisti e studenti bohémien nella Parigi del 1830, e la loro “vita gaia e terribile” descritta da Henri Murger nel suo celebre romanzo. Così è anche nei quadri dipinti dalla penna di Puccini e dai versi di Giacosa e Illica, in cui la crudezza della povertà e della malattia si intrecciano con la freschezza e l’ironia della gioventù; età spensierata in cui la fine di Mimì segna uno struggente addio. A distanza di più di un secolo, non sono soltanto musica e libretto, ma anche la celebre locandina, le scene e i bozzetti di ispirazione liberty realizzati dal cartellonista e scenografo Adolf Hohenstein per la prima del 1896, attualmente custoditi dall’Archivio Storico Ricordi, a essere entrati nell’immaginario collettivo del pubblico di tutto il mondo. Il nuovo allestimento che andrà in scena al Regio, firmato dalla coppia Gavazzeni – Maranghi, è interamente ispirato all’originale scaturito dalla matita di Hohenstein; occasione imperdibile per rivivere Bohème come la vide Puccini.

Si ringrazia il Verde Pubblico – Città di Torino che cura l’allestimento floreale dei foyer e della Galleria Tamagno del Regio in occasione de La bohème.

Con la Stagione 2022 riprendono anche le Conferenze del Regio: incontri con l’opera e il balletto per approfondire i titoli della Stagione. Perché ci emoziona una melodia? Che cosa ci vuol dire il compositore con quella musica? Che si sappia tutto o che si sappia poco, l’opera e il balletto sono come i grandi classici della letteratura: c’è sempre qualcosa da scoprire. Una volta guidati dalle mani esperte di giornalisti e musicologi, ed entrati in contatto con gli artisti e gli artefici degli spettacoli, andare a teatro non sarà più la stessa cosa: ci piacerà (ancora) di più. Mercoledì 9 febbraio alle ore 17.30 presso la Sala del Caminetto del Regio, il giornalista Oreste Bossini terrà la conferenza su La bohème dal titolo “Il castoro e la zimarra: la nouvelle vague di Puccini”. L’ingresso è gratuito, ma per accedere è necessario registrarsi acquisendo i biglietti sul sito del Regio.

IMPORTANTE: si ricorda che l’ingresso ai luoghi di spettacolo è consentito esclusivamente alle persone munite della certificazione verde Green Pass rafforzato che attesti la vaccinazione anti Covid-19 o la guarigione da Covid-19, e che è obbligatorio indossare la mascherina FFP2 (o di classe di protezione superiore), anche durante lo spettacolo; non è consentito l’uso di mascherine chirurgiche o di comunità.

Biglietti e card in vendita alla Biglietteria del Teatro Regio, piazza Castello 215 – Tel. 011.8815.241/242 e nei punti vendita Vivaticket, on line su www.teatroregio.torino.it. Prezzi dei biglietti: recita del 12 febbraio € 160 – 125 – 105 – 80 – 55; recita del 25 febbraio € 60 – 55 – 50 – 45 – 30; tutte le altre recite € 90 – 80 – 70 – 65 – 30. Biglietti ridotti del 20% per gli under 30 e del 10% per i gruppi di almeno 20 persone (esclusa la recita del 25 febbraio) e per gli Abbonati alla Stagione 2022. Le card danno diritto a scegliere un posto in qualsiasi settore e possono anche essere utilizzate da più persone per lo stesso spettacolo (a esclusione recita del 12 febbraio). Per l’acquisto dei biglietti e delle card è possibile utilizzare i voucher ottenuti a titolo di rimborso per gli spettacoli e i concerti della Stagione 19-20 e annullati causa Covid-19.

Per il pubblico delle scuole sono previsti biglietti ridotti e attività dedicate. Per informazioni e prenotazioni: scuolallopera@teatroregio.torino.it.

La Biglietteria osserva i seguenti orari: da lunedì a sabato 13-18.30; domenica 10-14; e un’ora prima degli spettacoli. Si accettano solo pagamenti con carte, bancomat e Satispay, non sono consentiti pagamenti in contanti.

Servizio informazioni: da lunedì a venerdì ore 9-17.30 – Tel. 011.8815.557 – info@teatroregio.torino.it.

Per tutte le informazioni su La bohèmeclicca qui.

Torino, 1 febbraio 2022

LA BOHÈME
Opera in quattro quadri
Libretto di Giuseppe Giacosa e Luigi Illica
dal romanzo Scènes de la vie de Bohème di Henri Murger
Musica di Giacomo PucciniPersonaggi e interpreti
Mimì soprano Maritina Tampakopoulos / Francesca Sassu*
Rodolfo, poeta tenore Valentin Dytiuk / Matteo Lippi*
Musetta soprano Valentina Mastrangelo / Cristin Arsenova*
Marcello, pittore baritono Biagio Pizzuti Ilya Kutyukhin*
Schaunard, musicista baritono Jan Antem / Vincenzo Nizzardo*
Colline, filosofo basso Riccardo Fassi / Bozhidar Bozhkilov*
Benoît, padrone di casa e Alcindoro, consigliere di stato basso Matteo Peirone
Parpignol, venditore ambulante tenore Sabino Gaita / Alejandro Escobar
Sergente dei doganieri basso Desaret Lika / Riccardo Mattiotto
Un doganiere baritono Marco Tognozzi / Marco SportelliDirettore d’orchestra: Pier Giorgio Morandi / Giulio Laguzzi (23, 25)
Regia di Paolo Gavazzeni e Piero Maranghi
Curatrice delle scene: Leila Fteita
Curatrice dei costumi: Nicoletta Ceccolini
Bozzetti per la prima assoluta al Regio custoditi dall’Archivio Storico Ricordi: Adolf Hohenstein
Pittore scenografo: Rinaldo Rinaldi
Maestro del coro di voci bianche: Claudio Fenoglio
Maestro del coro: Andrea Secchi

ORCHESTRA, CORO E CORO DI VOCI BIANCHE TEATRO REGIO TORINO
Nuovo allestimento Teatro Regio Torino

Teatro Regio
Sabato 12 Febbraio 2022 ore 20
Domenica 13 Febbraio 2022* ore 15
Martedì 15 Febbraio 2022  ore 20
Venerdì 18 Febbraio 2022  ore 20
Sabato 19 Febbraio 2022* ore 20
Domenica 20 Febbraio 2022  ore 15
Mercoledì 23 Febbraio 2022* ore 20
Venerdì 25 Febbraio 2022* ore 15
Sabato 26 Febbraio 2022  ore 20
Domenica 27 Febbraio 2022* ore 15

Addio al commendator Alfredo, storico gioielliere

E’ morto a 80 anni Alfredo Ravizza, storico commerciante cuneese.
Inizio’ l’attività con un negozio di vernici, finché negli anni 90 con la moglie Maresa Quaranta, apri’ la gioielleria Ravizza in via Roma, nel centro storico.
Commendatore della Repubblica, negli anni Ottanta fu dirigente del Cuneo Calcio. Lascia la moglie Maresa, i figli  Barbara e Alberto, la sorella Delia e i nipoti. I funerali  lunedì 14 febbraio, alle 10, nella cattedrale di Cuneo.

Ladro entra nella camera di un residence mentre l’occupante sta guardando il Festival

Arrestato per tentato furto

 

Disavventura per uno studente universitario che si ritrova in camera un ospite indesiderato. Domenica notte il giovane dopo aver finito di vedere la serata finale del Festival di Sanremo se ne torna nella sua camera in un residence del quartiere San Salvario. Qui, però, si accorge che la sua stanza è occupata e chiusa dall’interno. Per tale ragione lo studente contatta il 112 NUE.

Udendo la telefonata l’intruso apre la porta e, come se nulla fosse, dice al ragazzo che se ne va, che gli lascia libera la stanza. Lo studente, però, si accorge che l’uomo indossa le sue costose scarpe sportive e un suo giubbino di marca. In quel frangente arrivano degli agenti della Squadra Volante che fermano l’intruso un ventunenne cittadino marocchino con precedenti di polizia: Lo stesso viene trovato in possesso di un rasoio elettrico e di un paio di cuffie wireless, oggetti del valore complessivo di 200 euro.

Il ventunenne cittadino nordafricano viene arrestato per tentato furto.

Baby bulli minacciano e picchiano 14enne che finisce in ospedale

Circa quindici giorni fa hanno minacciato e picchiato un ragazzino di 14 anni, residente nel Canavese. Gli hanno rubato il cellulare vicino alla stazione di Settimo Torinese dove i tre si erano dati appuntamento. I due aggressori hanno 15 e 16 anni e sono stati denunciati dai carabinieri.  Il ragazzino è finito in ospedale ed è stato dimesso con dieci giorni di prognosi. I due baby bulli sono stati identificati e denunciati al tribunale dei minori dopo la denuncia del ragazzo rapinato, accompagnato nella caserma dell’Arma a Volpiano dalla madre.

Carlo Levi alla Gam

La Gam di Torino celebra i centoventi anni dalla nascita di Carlo Levi con una mostra curata da Elena Loewenthal e Luca Beatrice, allestita negli spazi della Wunderkammer, e inserita all’interno di un progetto di incontri, riflessioni e approfondimenti per la rilettura di questa composita figura di pittore, giornalista e protagonista della vita culturale e sociale di gran parte del Novecento italiano.

 

Sono trenta i dipinti realizzati dall’artista tra il 1923 e il 1973 presenti nell’esposizione, che si focalizza sul significato complessivo della vita di Carlo Levi. Si tratta di opere che testimoniano i diversi sviluppi stilistici della sua ricerca, a partire dalla prima giovinezza, in cui diede vita a una pittura fortemente “oggettiva”, per poi orientarsi verso una rappresentazione più espressionistica della realtà e, nel secondo dopoguerra, virare verso un moderno realismo. La scelta da parte dei due curatori, Elena Lowenthal e Luca Beatrice, mette in luce due degli aspetti che meglio caratterizzano l’arte figurativa di Carlo Levi, il ritratto e il paesaggio, ordinando il percorso  con i dipinti provenienti dalla Fondazione Carlo Levi di Roma, con otto opere attinte dal patrimonio della Gam, oltre che dalla Pinacoteca Carlo Levi di Aliano, in provincia di Matera, e da collezioni private. Nella vasta produzione di questo artista sicuramente predomina il ritratto, che ne rappresenta una delle tematiche più frequenti. Il suo significato teorico è stato esaminato in una serie di suoi numerosi scritti. Si tratta di ritratti realizzati soprattutto in ambito familiare, ma i cui modelli molto spesso appartengono a personalità illustri del mondo della cultura e della politica italiana e straniera. Delle venticinque opere che di Carlo Levi sono custodite alla Gam, realizzate tra il 1923 e il 1953, giunte in museo tramite acquisizioni istituzionalmente importanti, quali quella della Fondazione  Guido e Ettore De Fornaris, si è scelto di inserire in mostra otto lavori, tra cui il celebre ritratto intitolato “Edoardo Persico che legge” del 1928, che ritrae il critico d’arte napoletano vestito con un impermeabile, il volto pallido e la bombetta nera, a testimonianza della duratura amicizia tra Levi e questo intellettuale e animatore culturale. Di grande intensità  anche l’enigmatico ritratto dell’architetto Carlo Mollino e il piccolo autoritratto familiare intitolato “Il letto” ( “A letto), scelto alla Biennale di Venezia nel 1930, esempio significativo per la sintesi compositiva dei piani contrapposti. Del ciclo intitolato “Cristo si è fermato a Eboli”, anch’esso acquistato alla Biennale di Venezia del 1954,  fa parte un’opera esposta di grande impatto emotivo, dal titolo “I fratelli”. Paesaggi naturali  e vedute urbane costituiscono l’altro importante tema nella produzione figurativa di Carlo Levi, negli anni compresi tra il 1926 e il 1974. Si tratta di dipinti che realizzò e dedicò  a realtà  con le quali aveva intessuto un intenso rapporto affettivo e culturale, quali Torino, Alassio, Parigi, la Lucania e Roma. Sono paesaggi che costituiscono un percorso  biografico ma anche esistenziale fondamentale per l’artista, da cui emerge un legame molto forte tra l’uomo e il paesaggio, come nell’opera intitolata  “Lungomare”, realizzata ad Alassio nel 1928, fino a approdare a “Gli amanti della Terra” del 1973, in cui figure e sfondo non si distinguono più l’uno dall’altro. Affianca la mostra un interessante progetto elaborato dal Circolo dei Lettori che si propone di restituire al presente questa figura di artista assolutamente  poliedrico, che prevarica gli schemi tradizionali, per mostrare una profonda attenzione nei confronti del mondo circostante. “Tutta la vita è  lontano” rappresenta un progetto integrato e multidisciplinare, specchio della versatilità  dell’opera di Levi, del suo impegno politico, civile, pittorico, capace di abbracciare anche i campi del cinema, della fotografia, della musica, oltre che quello della pittura. Uno tra i critici d’arte del Novecento più attenti all’opera pittorica di Carlo Levi è  stato Carlo Ludovico Ragghianti, che instaurò  con l’artista un rapporto di amicizia culturale e politica. Nel 1946 Ragghianti, a proposito di una personale che la galleria romana dello Zodiaco dedicò a Levi, affermò  che “il fatto che mi colpì di più nella sua pittura, specie al confronto  delle esperienze pittoriche che era dato allora verificare fra i più intelligenti e dotati, fu il modo con il quale egli dimostrava di dominare un complesso di esperienze che si identificavano con la ramata formazione del linguaggio pittorico moderno”. Carlo Ludovico  Ragghianti  ebbe l’intuizione di cogliere nelle opere pittoriche di Levi alcuni riferimenti essenziali che spaziavano “dall’impressionismo al postimpressionismo, la pennellata, il taglio delle composizioni, la sintesi cromatica, la sensibilità nella scelta delle apparenze significanti dell’oggetto, alcuni frammenti non esauriti di problemi e curiosità”.

 

Mara Martellotta 

Pannunzio Magazine

 

“Carlo  Levi.  Viaggio in Italia” fino all’ 8 maggio 2022.

Gam Galleria d’arte Moderna

Orari

Martedì mercoledì  venerdì  sabato e domenica dalle 10 alle 18.

Giovedì  dalle 13 alle 21.

Lunedì  chiuso.

Chiusura delle biglietterie un’ora prima.

Prenotazione consigliata ma non obbligatoria.

Tel 0115211788.

Tragico incidente di caccia: muore a 33 anni

Sono in corso le indagini dei carabinieri per capire la dinamica del tragico incidente durante una battuta di caccia in cui è morto un uomo di  33 anni, è morto a causa di un tragico incidente nel corso di una battuta di caccia. I fatti sono avvenuti stamane a Baldissero d’Alba, in provincia di Cuneo. In mattinata i sanitari del 118 hanno ricevuto una chiamata. I dettagli sull’accaduto non sono ancora noti.  La vittima è  di Carmagnola.

In arrivo più di 200 milioni di euro per la sanità di Torino e area metropolitana

DARANNO VITA A 48 CASE E 15 OSPEDALI DI COMUNITÀ 

E 23 CENTRALI OPERATIVE TERRITORIALI

Interventi anche di ammodernamento tecnologico e antisismico. Il presidente Cirio e l’assessore Icardi:  «Oggi nasce la medicina territoriale in Piemonte: dal 2014 non si investiva su nuovi posti letto»

La Giunta regionale ha approvato il piano di potenziamento del sistema sanitario attraverso le risorse del Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) e altri finanziamenti.

Per Torino e la sua Area Metropolitana l’investimento complessivo è di oltre 205 milioni di euro, che serviranno per 48 Case di comunità (per un totale di 72 milioni di euro), 15 Ospedali di comunità (37,5 milioni di euro) e 23 Centrali operative territoriali (per un totale di 2,3 milioni di euro), a cui si aggiungono per l’ammodernamento tecnologico circa 37 milioni e altri 57 milioni per l’adeguamento sismico ( dettaglio nella tabella allegata ).

Al di fuori del piano, verranno anche riservati mille metri quadrati per una Casa di comunità all’interno del Maria Adelaide di Torino, dove l’Ente regionale per il diritto allo studio universitario del Piemonte (Edisu) e i competenti assessorati stanno mettendo a punto un progetto per la realizzazione di uno Studentato.

Fanno parte del piano che ricade nella competenza dell’Asl To4 anche la casa e l’ospedale di comunità di Crescentino nel Vercellese e in quella dell’Asl To5 la casa di comunità di Castelnuovo don Bosco nell’Astigiano.

Nello specifico degli investimenti, proprio per rendere il più possibile diffusa la rete delle nuove strutture di prossimità, la Regione ha rimediato ai tagli operati dal Governo centrale trovando risorse alternative per finanziare la realizzazione delle 5 Case di comunità rimaste escluse dal Pnrr (2 a Torino in via Pellico e via Ferinelli, 1 a Oulx, 1 a Crescentino e 1 a Carignano).

«Oggi nasce la medicina territoriale in Piemonte – sottolinea il presidente della Regione Alberto Cirio –. La pandemia ha dimostrato la grave mancanza di un sistema ramificato in grado di curare i cittadini a casa propria o attraverso servizi di prossimità. Con questo enorme investimento di oltre 205 milioni di euro per Torino e la sua Area Metropolitana, ma che supera 430 milioni per tutto il Piemonte, lo potremo finalmente fare. In alcuni casi le risorse serviranno per potenziare strutture già esistenti e in altri casi per riaprirle o realizzarle ex novo. È un momento storico, perché dal 2014 i posti letto del servizio sanitario in Piemonte hanno sempre subito tagli e riduzioni, mentre oggi per la prima volta torniamo a incrementarli attivandone mille in più. Nelle prossime settimane condivideremo questa proposta con il Consiglio regionale e con i territori per arrivare al più presto all’approvazione finale del Piano e renderlo immediatamente operativo».

«Si tratta di un investimento – osserva l’assessore alla Sanità Luigi Genesio Icardi – che va a rafforzare in modo significativo l’assistenza sanitaria di prossimità, attraverso strutture intermedie come Case e Ospedali di comunità, oltre che Centrali operative territoriali, con l’obiettivo di promuovere un nuovo modello di presa in carico del paziente che garantisca il migliore rapporto di continuità assistenziale nel percorso di cura tra ospedale e territorio e viceversa».

L’obiettivo è di giungere all’approvazione definitiva del Piano entro la fine di febbraio.

«Dopo anni di tagli, la Regione torna a investire sul nostro territorio – sottolineano gli assessori regionali torinesi Maurizio Marrone, Fabrizio Ricca e Andrea Tronzano -. Veniamo da due anni di pandemia che hanno messo in evidenza le conseguenze di decenni di tagli subiti dalla sanità della nostra provincia. Oggi invece gettiamo concretamente le basi per offrire ai cittadini torinesi le migliori cure, non solo in ospedale ma anche a casa propria, dando vita a una vera medicina di territorio»

Le Case di Comunità sono strutture in cui opera un’équipe multiprofessionale di medici di famiglia, medici specialistici, infermieri di comunità, altri professionisti della salute e che può ospitare anche assistenti sociali.

L’Ospedale di Comunità è una struttura della rete territoriale a ricovero breve, destinata a pazienti che necessitano interventi sanitari a bassa intensità clinica, intermedia tra la rete territoriale e l’ospedale (di norma dotata da 20 a massimo 40 posti letto).

La Centrale Operativa Territoriale è uno strumento organizzativo che svolge una funzione di coordinamento della presa in carico del cittadino/paziente e di raccordo tra servizi e soggetti coinvolti nel processo assistenziale nei diversi setting assistenziali: attività territoriali, sanitarie e sociosanitarie, ospedaliere e della rete di emergenza-urgenza.

«È importante che l’opportunità della riorganizzazione della Sanità sul territorio venga colta al meglio delle possibilità – continua Icardi –chiudendo il cerchio con i nuovi investimenti che abbiamo già messo in campo per la costruzione dei sei nuovi ospedali del Piemonte a Torino, Ivrea, Vercelli, Savigliano, Alessandria e Cuneo, insieme al cantiere già avviato del Parco della Salute e della Scienza di Torino».

Piemonte Regione europea dello Sport, ecco il logo e il sito

E’ stato presentato  il logo per Piemonte Regione Europea dello Sport 2022, importante riconoscimento assegnato da Aces-Europe e vinto dal nostro territorio. Questo titolo prevede una lunga serie di iniziative di promozione sportiva che interesseranno capillarmente la nostra Regione. Il logo vincitore, selezionato tramite bando, è stato disegnato da un’agenzia di comunicazione torinese che seguirà anche la campagna di promozione di questo anno dello sport. Al contest per la selezione avevano partecipato 21 agenzie di comunicazione di 5 regioni italiane.

Il sito web che promuoverà le tante iniziative previste per il 2022 è stato realizzato come sezione interna di VisitPiemonte ed è raggiungibile all’indirizzo www.piemontesport.org. Al suo interno le associazioni sportive del territorio potranno promuovere i loro eventi.

“Dopo aver festeggiato per l’assegnazione del titolo di Regione Europea dello Sport, entriamo in una fase operativa e ci dotiamo degli strumenti che ci serviranno per affrontare al meglio il 2022 che ci attende – afferma l’assessore regionale allo Sport Fabrizio Ricca -. Con questo sito, già operativo, forniamo un agile collettore di eventi che servirà alle realtà sportive del territorio per promuovere tutto quello che stanno organizzando. Il lavoro che abbiamo fatto con Aces e con VisitPiemonte è una ricchezza che avrà effetti importanti negli anni a venire. Puntiamo sullo sport di base, puntiamo sui nostri comuni e sulle nostre associazioni sportive”.

“Questo logo ben rappresenta l’asso nella mancia che oggi il Piemonte si trova ad avere in mano. La candidatura della Regione al titolo di Regione Europea dello Sport 2022 parte dal territorio, dai comuni e sicuramente porterà a ospitare grandi eventi ma la vera ricchezza di quello che ha pensato il Piemonte sta nell’aver puntato sullo sport di base – afferma Enrico Cimaschi, coordinatore Italia Settentrionale Aces-Europe -. È anche questo ad aver premiato la Regione quando si è candidata: aver pensato al fatto che lo sport vada diffuso su tutto il territorio, in modo capillare”.

“Questo portale ci serviva per creare un collettore di informazioni e dati che arrivano da territorio. Saranno tante le realtà sportive coinvolte che avranno bisogno di coordinare le loro attività con il resto del territorio e con questo strumento vogliamo facilitarle – afferma Beppe Carlevaris, presidente del Consiglio di Amministrazione di VisitPiemonte -.Il sito sarà composto da tre sezioni: uno con i grandi eventi sportivi, ricercabili per tipo di sport o per località, uno con approfondimenti sulla cultura dello sport, una galleria mediatica che raggruppa video promozionali, foto, locandine. In soli due giorni sono già 150 gli eventi caricati sul portale. E’ evidente che funzioni e d è evidente che ci sia voglia di comunicare cosa si sta organizzando”.

 Assoutenti critica il Comune su spegnimento Mole: misura ipocrita

Non aiuta famiglie e imprese

 

Centinaia di comuni italiani detengono partecipazioni nelle società energetiche e guadagnano grazie a caro-bollette. Utili siano interamente destinati a contrasto dell’emergenza energia Amministrazioni comunali e Governo intervengano per tassare i 27,9 miliardi di euro di extra-profitti delle società dell’energia

 

 

Una misura ipocrita che non aiuta famiglie e imprese e non porta a benefici concreti contro il caro-bollette. Lo afferma Assoutenti, che critica la decisione del Comune di Torino di spegnere le luci della Mole Antonelliana per sensibilizzare il governo sugli effetti del caro-energia sui bilanci degli enti locali.

“224 comuni italiani tra cui anche TORINO, in base ai più recenti dati Ifel (Istituto per la Finanza e l’Economia Locale (IFEL) detengono quote di partecipazione nelle società che erogano servizi di fornitura luce e gas e, quindi, vedono crescere enormemente le proprie entrate grazie agli abnormi rincari di luce e gas – spiega il presidente Furio Truzzi – Un paradosso assurdo, perché le amministrazioni che oggi spengono la luce in segno di protesta sono le stesse che stanno guadagnando dal caro-bollette, e che potrebbero utilizzare tali profitti per aiutare famiglie e imprese schiacciate dall’aumento dei costi energetici”.

Proprio gli extra-profitti incamerati dalle società dell’energia grazie alla differenza tra i costi di produzione e i prezzi sui mercati internazionali di elettricità e gas, valgono nel solo 2022 la bellezza di 27,9 miliardi di euro, un pozzo al quale il Governo, anche su sollecitazione dei sindaci, può e deve attingere per reperire risorse da destinare alla riduzione delle bollette pagate da utenti e imprese.

“Chiediamo al Comune di Torino e a tutte le altre amministrazioni comunali di destinare interamente gli utili garantiti dalle partecipazioni nelle società energetiche alla lotta al caro-bolletta, superando la logica del profitto che in questo momento appare inaccettabile e immorale, e rinunciando – così come fatto durante la pandemia – all’esigenza del pareggio di bilancio” – conclude Furio Truzzi.

Assoutenti

Tra i principali comuni che detengono partecipazioni nelle società di luce e gas figurano:

COMUNE DI ROMA (Acea)

COMUNE DI MILANO (A2A)

COMUNE DI TORINO (Iren)

COMUNE DI BOLOGNA (Hera)

COMUNE DI BARI (Rete Gas Bari)

COMUNE DI GENOVA (Iren)

COMUNE DI REGGIO EMILIA (Iren)

COMUNE DI PARMA (Iren)

COMUNE DI PIACENZA (Iren)

COMUNE DI MODENA (Hera)

COMUNE DI IMOLA (Hera)

COMUNE DI RAVENNA (Hera)

COMUNE DI TRIESTE (Hera)

COMUNE DI PADOVA (Hera)

COMUNE DI UDINE (Hera)