In vista dello sciopero globale per il clima lanciato da Fridays For Future, i segretari regionale del Piemonte-VdA e provinciale di Torino di Rifondazione Comunista, Alberto Deambrogio e Fausto Cristofari dichiarano: «Sindemia e guerra hanno brutalmente rivelato quanto sia aberrante la “normalità” in cui ci siamo cullati. La crisi attuale va vissuta come prefigurazione della possibile fine del pianeta – uno scenario non più da film di fantascienza, ma reale, a cui concorrono, oltre agli effetti dell’emergenza sanitaria e delle guerre devastanti indotte dal nazionalismo dilagante, i dati sul surriscaldamento climatico, mai così allarmanti negli ultimi anni.»
«Eppure – continua la dichiarazione – a uscire stritolata dalla “tempesta perfetta” di sindemia e guerra è proprio l’emergenza climatica: sembra meno urgente, meno grave, si dice comporti costi che con la pandemia e la guerra non ci possiamo permettere. Questo sarebbe il ‘”realismo”. La realtà è che queste tre crisi sono inestricabilmente intrecciate tra loro: appropriazione distruttiva della natura, specismo, patriarcato, neocolonialismo, crescente precarizzazione e marginalizzazione del lavoro si saldano nel modo di produzione capitalistico, cioè nel sistema economico dominante.»
«Con le sue spaventose disuguaglianze – continuano ancora Deambrogio e Cristofari – il capitalismo è socialmente, ecologicamente e anche economicamente insostenibile – questo è realismo. La lotta per il clima deve saldarsi, in un momento in cui a essere in pericolo è la sopravvivenza stessa del pianeta, alla mobilitazione per la pace e alla lotta per un nuovo sistema economico. Il punto di convergenza fra diversi movimenti oggi è “imposto” dalle circostanze, ma può trasformarsi in un nuovo inizio a partire dalla lotta al nucleare in ogni sua forma. Le enormi risorse sarebbero destinate alla sua produzione vanno convertite in fondi per una riconversione ecologica che non lasci indietro nessuno, né nei rapporti fra diverse regioni del mondo né all’interno dei singoli Stati.»
«La guerra – affermano infine i segretari regionale e torinese di Rifondazione Comunista – non ha “sconfitto Greta”, come ha scritto qualche idiota; ma rischia di sconfiggerci tutte e tutti, annientandoci o, nel breve termine, per lo scoppio della terza guerra mondiale o, nel giro di pochi anni, per lo sfruttamento e l’uso sempre più devastante dei carburanti fossili. Siamo nelle strade e nelle piazze con tutte e tutti quelle e quelli che, ad iniziare da Fridays for Future, non si arrendono al necrorealismo, alla violenza, al dominio cieco: Pace con la terra!»
Venerdì 25 marzo 2022 le federazioni di Rifondazione Comunista Piemonte e Valle d’Aosta parteciperanno allo Sciopero globale per il clima convocato da Fridays For Future a Torino in piazza XVIII Dicembre dalle ore 10.
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La sua innovativa capacit
Non sono mai stati srotolati prima d’ora né sono stati esposti in mostre o convegni di studi. Da otto secoli sono conservati e protetti in una sorta di forziere. I documenti non si sono mai visti alla luce del giorno, sono un po’ polverosi ma intatti, perfettamente conservati e protetti. Si trovano nell’archivio storico della biblioteca comunale di Chieri. “Il Torinese” li ha fatti uscire allo scoperto per la prima volta e chissà, magari un giorno, verranno esposti in una grande mostra sulla presenza dello svevo nelle terre piemontesi. Cosa spinse Federico II, lo Stupor Mundi, ad avvicinarsi al territorio chierese? Amore sfrenato per la cittadina alle porte di Torino? Lui che conosceva bene il Piemonte, che aveva alleati in queste terre ribelli manteneva un’attenzione particolare per Chieri, quasi ossessiva. Si nascondeva forse una delle tante amanti del sovrano, reduce dall’avventura con la contessa astigiana Bianca Lancia, la sua ultima moglie? No, era solo volontà di dominio, di potenza, aveva bisogno che Chieri finisse sotto la sua autorità per controllare meglio il territorio alle porte di Torino.
In un secondo documento, del 1245, l’imperatore la sottrae a tutti i vincoli stabiliti in precedenza con qualunque signore liberando la comunità chierese da patti e convenzioni stretti con località o con privati cittadini. Lo Stupor Mundi cercava amici e alleati anche in una terra ribelle che osteggiava la dinastia germanica degli Hohenstaufen. Cent’anni prima l’esercito di Federico I Barbarossa, nonno di Federico II, passò da queste parti, distrusse Chieri e devastò il chierese. Non è una novità che i depositi degli archivi storici conservino preziosi tesori. Un gioiello appartenuto allo stesso imperatore svevo, rimasto per decenni chiuso in una cassaforte, è ora in mostra all’Istituto italiano di cultura di New York. Si tratta del quarzo che adornava la fibula del mantello con cui Federico II venne deposto in un sarcofago nella Cattedrale di Palermo. La pietra non era mai stata esposta e ora è tra i tesori della rassegna dedicata alle donne che furono fondamentali per l’imperatore. Quattro donne di potere, legatissime a Federico II e tutte battezzate con il nome Costanza: la madre, Costanza d’Altavilla, la prima moglie Costanza d’Aragona, l’imperatrice Costanza, figlia di Federico II e Bianca Lancia e infine la regina Costanza, figlia di Manfredi, altro figlio di Federico II. Filippo Re