ilTorinese

Ristorazione scolastica: al centro la qualità dei pasti

Più di 150 milioni di euro per il nuovo appalto mense

In seguito alla pubblicazione in Albo Pretorio, sono illustrate le novità del bando di gara d’appalto delle mense scolastiche per il periodo 2023-2027: in base agli indirizzi contenuti nella delibera dalla giunta comunale approvata nei mesi scorsi, il nuovo servizio prevede una maggiore qualità senza ribassi dei costi. La spesa presunta per questo servizio ammonta a più di 150 milioni di euro, per fornire la più alta qualità possibile dei pasti ad alunni ed alunne e alle loro famiglie.

Il servizio di ristorazione scolastica è rivolto a tutte le scuole comunali e statali, dai nidi d’infanzia alla secondaria di primo grado per un totale di circa 340 plessi scolastici: il menù è differenziato per fascia di età e per stagione, tiene conto dei diversi orientamenti religiosi e culturali (con circa 4mila menù personalizzati) e delle numerose patologie alimentari (con mille menù individualizzati). Nell’anno scolastico ancora in corso, che terminerà il 31 agosto 2022, sono stati distribuiti oltre 5 milioni di pasti.

L’indirizzo è quindi quello di verificare la capacità del concorrente di fornire con l’offerta tecnica un rialzo qualitativo del servizio, assegnando il massimo punteggio possibile all’offerta qualitativa e fissando un prezzo base di €5,50 per ogni pasto (€2 per le derrate fresche, €0,30 per le merende). Una gara senza ribasso permetterà di intensificare l’attenzione su elementi come, ad esempio, l’estensione graduale della mensa fresca, dove possibile: la sperimentazione è stata già avviata su due scuole primarie e con la nuova gara il numero di mense fresche salirà a 16, 2 per ogni lotto. Si tratta della tipologia 2 di mensa fresca, con pasti cotti in cucine collocate nei pressi della scuola. Tutte le scuole del pre-obbligo, invece, si servono della tipologia 1 di mensa fresca, con cucine in loco: ogni scuola ha la propria cucina, per un totale di 180.

Un obiettivo principale del nuovo bando di gara è la lotta agli sprechi, con conseguente riduzione dei rifiuti da smaltire, per un uso più efficace delle risorse umane ed economiche coinvolte. Il più importante strumento per realizzare questo obiettivo sono i Criteri Ambientali Minimi: introdotti nel 2020, prevedono una percentuale minima obbligatoria di alimenti da agricoltura biologica.

Altro obiettivo fondamentale è l’aumento delle iscrizioni, ma soprattutto del gradimento degli utenti che fruiscono di questo servizio. Infatti, tramite una sezione del sito web della ristorazione scolastica (http://www.comune.torino.it/servizieducativi/ristorazionescolastica) le famiglie potranno fare segnalazioni o suggerire miglioramenti. In questo modo, sarà possibile monitorare costantemente la soddisfazione di alunne ed alunni e migliorare più velocemente il servizio, mantenendo inalterati gli equilibri nutrizionali ed alimentari senza tralasciare la qualità e l’appetibilità dei pasti. Con il nuovo appalto saranno quindi valorizzati tutti gli attori in gioco. Inoltre, la società di ristorazione aggiudicataria, le scuole e le famiglie collaboreranno nell’ambito di un Patto Educativo tra Città, attraverso diverse attività di co-progettazione: educazione alimentare permanente, campagne di comunicazione e informazione sulla ristorazione scolastica, introduzione di esperti terzi e del “menù dello chef”, per migliorare l’appetibilità dei pasti.

“La Città di Torino ha deciso di investire molto sul tema alimentare nelle scuole e nel farlo abbiamo dato importanza assoluta alla qualità ed eliminato il ribasso negli appalti” commenta il Sindaco Stefano Lo Russo. “È una scelta politica chiara: qualità accertata, provenienza garantita e di conseguenza studenti più soddisfatti del servizio, ribadendo l’utilità pubblica del tempo pasto che deve avere una valenza educativa pari al tempo che le ragazze e i ragazzi passano nelle loro classi. Iniziare fin dai primi anni di scuola con una maggiore cultura alimentare e con l’attenzione alla qualità del cibo contribuisce a rendere cittadini più attenti al benessere e ridurre lo spreco”.

“Abbiamo scelto la qualità come requisito principale perché riteniamo che sia la chiave di volta per un servizio all’altezza delle aspettative” dichiara l’Assessora alle Politiche Educative Carlotta Salerno“Questa gara d’appalto lo dimostra soprattutto nella misura in cui non vi è concorrenzialità sul prezzo: con un costo base fisso diamo priorità agli ingredienti a km0 e alle mense fresche, facciamo attenzione agli sprechi, avviamo cooperazione tra tutti i soggetti coinvolti a più livelli. Ognuno, a suo modo e con le proprie competenze, è protagonista e ha la possibilità di contribuire al meglio per la realizzazione del servizio, ad un unico scopo: il benessere e la salute delle alunne e degli alunni. Una menzione e un ringraziamento particolare va agli uffici della ristorazione scolastica che hanno lavorato incessantemente e per mesi affinché questo bando venisse alla luce.”

Slide di presentazione della gara d’appalto (pdf)

Rifondazione: un ponte verso la transizione ecologica

GIOVEDÌ 28 LUGLIO ALLE 11 RIFONDAZIONE COMUNISTA MANIFESTA A TORINO SUL PONTE DELLA GRAN MADRE.

 

Il 28 luglio è l’Earth Overshoot Day: il Giorno del Superamento Terrestre, il giorno in cui l’umanità consuma le risorse che il pianeta produce nel corso dell’anno. Ciò dovrebbe coincidere, in teoria, col 31 dicembre di ogni anno: invece, il 28 di luglio le risorse sono già esaurite, e si inizia ad intaccare quelle dell’anno successivo. E’ una data simbolo, per ricordarci l’urgenza di una vera transizione ecologica, proprio nel momento in cui la guerra in Ucraina diventa un tragico pretesto per dichiarare: “Indietro tutta, verso il ritorno al carbone e al nucleare!”, quando il problema è che il nostro pianeta non regge più questo modello di sviluppo estremo e incontrollato, indotto dal capitalismo, di cui il caldo infernale e la siccità che inaridisce i fiumi e i campi sono un esempio evidente. In questa giornata Rifondazione Comunista organizza una serie di eventi in contemporanea, da Torino al Pian del Re, dalle risaie del vercellese a Pavia, Ferrara, fino ad Occhiobello, nel Polesine. Questo è il senso della nostra iniziativa del 28 luglio dalle 11 alle 13 sul ponte della Gran Madre che intende così salutare lo svolgimento, proprio a Torino, delle giornate Climate Social Camp dei Fridays for Future.

Magliano: “Rinnovo patenti, il grande ingorgo”

Il grande intasamento dei rinnovi delle patenti diventa giorno dopo giorno più intricato:

le visite richiedono tempi biblici non solo all’ASL To4, ma, verosimilmente, anche in altre ASL piemontesi, con appuntamenti fissati dopo la fine dell’estate e talvolta ancora più tardi. Ho portato il tema in Consiglio Regionale con un Question Time. Anche in questo ambito, in questa Regione, le liste d’attesa sono interminabili. Sono molti gli automobilisti che, non volendo aspettare tanto e dovendo utilizzare l’auto per questioni personali o professionali indifferibili, scelgono di rivolgersi, a pagamento, ai centri di scuola guida autorizzati. La Giunta ha provato a ridimensionare il problema, ma la risposta secondo la quale “il servizio riscuote il favore dell’utenza, pur tra qualche difficoltà” di certo non consola gli automobilisti, recentemente, si sono sentiti suggerire dagli stessi operatori di «rivolgersi a una Scuola Guida per espletare la pratica», ovviamente a pagamento. I tempi di attesa sono spesso più lunghi dei due mesi indicati dalla Giunta e spesso non sono migliorati rispetto al 2021 (anno particolarmente negativo). Altro fatto grave: non possiamo accettare che, per i cittadini, anche solo ricevere risposta a un’email diventi un’impresa impossibile e l’abbiamo esplicitamente fatto notare a verbale. Faremo un approfondimento in Commissione per verificare quali siano le reali tempistiche sul territorio regionale e se sia eventualmente necessario assumere personale per tornare a tempistiche più consone alle esigenze e alle aspettative degli automobilisti della nostra regione. La Giunta ha identificato tre cause per l’attuale situazione di criticità: le nuove procedure nazionali, la concomitante cessazione delle proroghe delle patenti al 30 giugno 2022 e il maggior afflusso di utenti a livello regionale.

Silvio Magliano – Presidente Gruppo Consiliare Moderati, Consiglio Regionale del Piemonte.

“Si sta come / di notte / sui cavi elettrici / i funamboli”

SPETTACOLO

Venerdì 29 luglio alle ore 21.30

la compagnia TEATRO AL FEMMINILE sarà in scena con lo spettacolo

Si sta come / di notte / sui cavi elettrici / i funamboliper il festival LArte nel Pagliaio (direzione artistica e organizzazione dellAssociazione Crack24) presso la Cascina Duc di Grugliasco (TO)

Si sta come / di notte / sui cavi elettrici / i funamboli è una lente di ingrandimento sul fenomeno sociale della disoccupazione under 35. Lo spettacolo si basa su recenti report, dati e fatti di cronaca del nostro Paese, come ad esempio quando lo scorso agosto, lazienda Logista multinazionale monopolista nella distribuzione del tabacco ha licenziato 90 dei suoi dipendenti tramite un messaggio whatsapp e con un preavviso di 36 ore.

Attraverso le esperienze di un poco più che trentenne, vengono rappresentate alcune tappe che si

affrontano quando ci si immerge nel mondo del lavoro. Un mondo fragile, precario e ignorato, che

divora speranze, sogni e aspirazioni. Un mondo in contrasto con lingenuità, lottimismo e la capacità di sdrammatizzare dei giovani.

Lo spettacolo ha vinto il bando di residenza “Dalle Stelle alle Stalle” proposto dal festival LArte nel Pagliaio.

scritto e diretto da Virginia Risso

con Matteo Bianco Dolino, Gaia Contrafatto, Mirco Tosches

scene e costumi di Maria Donzella

disegno luci di Massimo Forchino

Teatro al Femminile è una realtà nata a Torino nel 2017. Una compagnia eterogenea che nei suoi spettacoli cerca di lottare contro le discriminazioni e dar voce agli emarginati.

DATA, ORARI E COSTI DELLO SPETTACOLO

Venerdì 29 luglio alle ore 21.30

Lo spettacolo è a offerta libera.

Prima dello show, dalle 19.30, è possibile cenare con i prodotti della cascina.

DOVE: Cascina Duc Strada del Portone 197 Grugliasco (TO)

INFO E PRENOTAZIONI: arte.pagliaio@gmail.com

Furibonda lite tra il Ds Vagnati e il tecnico granata Juric

Ultim’ora

Tanto tuonò che piovve ed, aggiungiamo noi, era inevitabile che accadesse prima o poi. Urla, spintoni, minacce, insulti: il tutto ripreso da un telefonino all’Interno dell’albergo che ospita il Torino. È da troppo tempo che Juric sta zitto perché i rinforzi promessi non arrivano.Vagnati ha pagato stasera ma statene certi i prossimi strali saranno contro l’unico “responsabile” del non mercato granata:il presidente Cairo.Cosa succederà adesso? Dimissioni Juric? Vagnati licenziato?Contestazione furibonda dei tifosi granata per cacciare Cairo? Ogni giorno,ora,minuto è valido perché accada qualunque cosa! Per esempio un bel segno di pace con baci ed abbracci e gli arrivi dei 5 calciatori chiesti dal tecnico granata Juric.
Enzo Grassano

Amichevole Torino-Apoel Limassol 1-0

Sanabria al 40’ST

Si chiude il ritiro estivo del Toro, in terra austriaca,con la terza vittoria consecutiva contro la squadra campione di Cipro:l’Apoel Limassol.Nel primo tempo scende in campo una
squadra rivoluzionata dal tecnico granata Juric,un Toro B con tutte le riserve, alcuni giovani della primavera ed altri giocatori che lasceranno il Toro in quanto non fanno parte del progetto granata “Europa “targato Juric.
Tanta volontà,qualche buona giocata ma manca la qualità ed infatti il punteggio rimane bloccato sullo 0a0.
Poi nel secondo tempo,con la girandola delle sostituzioni,entrano in campo i titolari e si vede! Belle giocate ad ampio respiro,difesa sicura, centrocampo propositivo ed attacco in gol con un bella rete di Sanabria.A breve arriveranno i 4 rinforzi chiesti da Juric e così il progetto “Europa” decollerà in maniera definitiva.

Enzo Grassano

Comunicazione dell’emergenza: informazione e disinformazione al tempo della SARS-CoV-2

Fake news, informazione, disinformazione: non è solo la coronavirus di Covid-19 o SARS-CoV-2 a dover essere collegata al termine “pandemia”: già, perché anche il mondo della comunicazione, a qualsiasi livello lo si voglia intendere, è stato contagiato (e non in modo positivo) da una pandemia che ne sta mettendo ancora oggi a nudo sia i pregi che i difetti.

Bisogna ammettere che, in un periodo di scarsa stabilità politica come quello attuale è stato (ed è tutt’ora) molto difficile non tanto comunicare, ma saper comunicare. Il rischio, ormai diventato certezza, è che diverse correnti di pensiero (e non solo politiche) abbiano provato a cavalcare un’onda di “convincimento” della popolazione, prima nella gestione della pandemia nei vari Paesi, e ora nella gestione dell’uscita dalla situazione di crisi: il tutto senza considerare fino in fondo i rischi che comporta la gestione di un fenomeno ingestibile come quello della diffusione incontrollata di un virus soggetto a diverse mutazioni come la Sars-CoV-2.
Le colpe sono da ripartire su molteplici attori, perché da due anni, se da un lato i principali mezzi di comunicazione “tradizionali” come giornali e tv hanno dato voce alle varie ideologie espresse in merito sia da personaggi politici di spicco che del settore sanitario, dall’altra, sui mezzi di comunicazione di nuova generazione, quali i social media, non ha potuto fare altro che imperversare molta disinformazione gestita e provocata soprattutto da troll.
Il numero di contagiati, di ospedalizzati, di morti e, a seguire, di disagi e problemi socio-economici quotidianamente diffuso dai diversi media ha favorito la diffusione di una baraonda di informazioni – e disinformazioni – creando difficoltà in molte Nazioni nella gestione di una corretta e istituzionale informazione. Ciò ha dimostrando una sempre maggiore potenza di “fuoco” rivestita dai social network, spesso cavalcata da abili diffusori di “bufale”, capaci di un non indifferente sciacallaggio mediatico, ed d’altra parte una forte impreparazione della Pubblica Amministrazione nel comunicare e la difficoltà di trovare buoni comunicatori.
Inutile dire che l’evoluzione della comunicazione degli ultimi mesi ha dimostrato una sempre crescente esigenza dei cittadini di essere prontamente informati, il tutto (molte volte) a discapito della qualità delle informazioni ricercate e/o trasmesse.
Su social media e piattaforme digitali di messaggistica istantanea come Whatsapp, Facebook, Messenger e Telegram si è assistito alla condivisione di un numero sempre maggiore di notizie, molte delle quali infondate: eloquente il lavoro delle Forze dell’Ordine che hanno dovuto vigilare e intervenire per chiudere canali creati ad-hoc per ribellarsi al Green Pass e alla diffusione dei vaccini, nonché pagine che spesso incitano all’odio verso le Istituzioni e il settore sanitario, quello stesso settore osannato fino a pochi mesi prima e ritenuto capace di un miracolo nel 2020 alla luce dell’intera collettività. Dalle indagini condotte si è potuto capire ancora una volta come molti profili e molte pagine fossero realizzati appositamente per diffondere notizie false, prevalentemente a scopi denigratori ma non solo: contenuti fuorvianti, conditi con una grande quantità di informazioni travisate od oggetto di un framing tendenzioso, hanno avuto l’obiettivo di mettere in cattiva luce qualcuno o qualcosa e fatto leva sostanzialmente sull’analfabetismo funzionale e sulla diffusa incapacità di crearsi una propria opinione, mostrando i limiti caratteriali (e non) di una discreta fetta di cittadini.
E’ mancata ovunque la presenza di figure professionali capaci di riunire una collettività che, invece, ha visto crearsi quelle che possono ormai ritenersi vere e proprie “fazioni” differenti: nel giro di pochi mesi si è assistito alla crescita di numeri di persone che negano l’esistenza della pandemia e della SARS-CoV-2 e che si oppongono al vaccino, andando contro ogni linea di pensiero logica, alimentando ulteriormente la psicosi collettiva e modificando la percezione della realtà, a fronte di una grossa fetta di popolazione che ha scelto la strada della scienza e della tutela della propria persona.
La Pubblica Amministrazione, da questo punto di vista, ha messo a nudo tutti i suoi limiti: una quasi assente comunicazione istituzionale ha fatto da cornice a comunicatori spesso improvvisati e portavoce di esponenti politici non sufficientemente preparati a rispondere alle domande e alla paura della popolazione, portando a un crollo della tempestività di risposta che il mondo 2.0 di oggi richiede al settore comunicativo.
Soprattutto nelle fasi di emergenza, in cui la criticità è alta e si ha paura per sé e i propri cari, ognuno di noi cerca risposte alle proprie domande. Ed è in questa fase che si deve comunicare meglio, con capacità, utilizzando parole semplici, pochi tecnicismi e possibilmente nessun inglesismo e cercando di non farsi coinvolgere troppo emotivamente, diffondendo messaggi in maniera concitata e allarmante.
Il comunicatore deve essere capace di rivolgersi a una moltitudine di persone con differente età, condizione sociale e culturale. Deve essere in grado di modificare il modo di comunicare secondo le fasce d’età e secondo il mezzo di comunicazione utilizzato. E se la fetta di popolazione che ha fatto proprie le “bufale” dei no vax e i no green pass sono proprio quella tra i 30 e i 60 anni, sia per il loro livello di scolarizzazione, sia per la poca dimestichezza con l’utilizzo delle nuove piattaforme di comunicazione e dei social media, sia per il loro predisposizione a interpretare ogni evento come un complotto o parte di un complotto, occorre saper convincere costoro che la scienza e la tecnologia non è sempre parte di un film di fantascienza ne tantomeno in questo caso, si è spettatori davanti alla tv dove trasmettono una fiction.

Occorre un italiano fluente, semplice, con parole chiare e comprensibile a tutti. E ancora una volta fa riflettere l’importanza di un corretto utilizzo e scelta delle parole e del loro peso. Difatti, infodemia non è l’unico neologismo figlio del Covid-19, o quanto meno venuto alla ribalda mediatica con questa epidemia. Basti a pensare a quanti inglesismi e nuovi neologismi sono usciti in questo periodo di emergenza: da no-green-pass, a lockdown, al “furbetto delle autocertificazioni, dai “furbetti del contagio”, fino al neologismo inglese di “covidiot”.
Dall’altra parte, la Pubblica Amministrazione non ha ancora capito che non può più permettersi di improvvisare nella comunicazione, non può più permettersi di avere orari d’ufficio durante le emergenze, ma deve darsi regole chiare basate su una pianificazione precisa, un glossario chiaro, una rete di comunicatori tra i vari Enti della P.A. che interscambino le informazioni e soprattutto le rendano ridondanti, prendendo una posizione unica nella gestione dell’informazione sulla gestione vaccinale e sanitaria. È anche per questo che a farne le spese, in diverse occasioni, siano stati proprio gli operatori sanitari, spesso stremati da carichi di lavoro massacranti quando non colpiti direttamente dalla malattia, come hanno dimostrato i diversi casi di aggressioni fisiche avvenuti negli ultimi mesi (tralasciando quelle verbali o scritte sui social).
Siamo in stato di crisi e la comunicazione, in stato di crisi, non è la comunicazione di tutti i giorni: il messaggio deve essere modulato correttamente, perché il compito di un comunicatore pubblico è anche quello di orientare i cittadini su quali siano gli stakeholder in grado di diffondere notizie verificate, contribuendo così a isolare le fake news.
Occorre che ci si ricordi che il cittadino non informato adatta i propri comportamenti alle proprie esigenze e si cerca l’informazione per conto proprio, andando a scovare spesso quella più confacente e “comoda” alle proprie esigenze.
Troppo poche sono le P.A. presenti nella comunicazione istituzionale, troppi comunicati stampa vuoti, troppe conferenze stampa lunghe che ripetono dati già in circolazione senza attirare l’attenzione della collettività. Troppe risposte inevase alle domande dei cittadini anche su questioni di poco rilievo ma importanti per il cittadino. Troppi numeri verdi che non rispondono o che rispondono evasivamente. Dall’altra parte, qualche “mosca bianca” ha provato a contrastare questo sistema, come accaduto alla Questura di Alessandria che durante il primo lockdown ha risposto con chiarezza sulla propria pagina Facebook a centinaia di domande dei cittadini, oppure come un sindaco di un piccolo Comune che non ha mai smesso di essere presente a informare i suoi cittadini anche quando era in quarantena.
I principali social network usati dai cittadini sono stati Facebook, Instagram e Twitter. Le pagine dei siti più seguiti sono state quelle del Ministero della Salute e dell’Istituto Superiore della Sanità, ma la caccia dell’informazione utile ha seguito le strade anche dei siti web degli enti locali. In particolare si è evidenziata l’assenza o la scarsa presenza delle ASL.
Gli insegnamenti da trarre, insomma, sarebbero tanti: ma rimane davvero molto da fare nel campo della comunicazione, soprattutto istituzionale, che dovrebbe cambiare traendo insegnamento da questa terribile esperienza.

Dante Ferraris
 

Universiadi 2025. Bardonecchia pronta ad indossare il “Look of the city”

Oggi , presso la Regione Piemonte, il Comitato Organizzatore delle Universiadi di Torino 2025 ha presentato il “Look of the city” dedicato alle città che ospiteranno le gare.

Un nuovo passo verso questo importantissimo evento, in programma dall’11 al 23 gennaio 2025, e che vedrà Bardonecchia nel ruolo di grande protagonista, come sede di tutte le competizioni di sci Alpino, Snowboard e freestyle.

 

La località alpina conferma così, ancora una volta, la grande attenzione al mondo sportivo universitario, come testimoniano le tante attività svolte in collaborazione con la Colomion S.p.A e con il Cus Torino, le diverse edizioni dei Campionati Nazionali Universitari e, soprattutto, l’organizzazione delle Universiadi Invernali del 2007. Dopo aver collaborato con il Cus Torino nella preparazione del dossier di candidatura, ed i sopralluoghi sulle piste di gara del 4 e 5 maggio scorso da parte dei responsabili della FISU ( Federazione Internazionale Sport Universitari) e della FIS (Federazione Internazionale Sci), Bardonecchia è adesso pronta a “vestirsi” con il look individuato dal Comitato Organizzatore ed intraprendere l’entusiasmante viaggio che porterà alle gare del 2025.

 

“L’obiettivo che ci siamo posti – sottolinea il Sindaco Chiara Rossetti –  è rendere Bardonecchia Capitale dello sport all’aria aperta ed i Giochi Mondiali Universitari 2025 saranno il nostro traguardo. In questi anni la nostra sfida sarà puntare sempre più su eventi legati ai giovani ed allo sport, con l’ambizione di diventare una località sportiva universitaria”. ” L’augurio che faccio a tutti noi – conclude il primo cittadino – è quello di vivere il periodo, che ci separa dai Giochi Mondiali Universitari, mettendo in campo i valori che lo sport ci insegna: attenzione alle relazioni sociali, all’integrazione, all’inclusione, regole, rispetto, fiducia, spirito di squadra ed amicizia”.

In manette i due rapinatori terrore dei farmacisti

La Polizia di Stato di Torino, nello svolgimento delle attività investigative di contrasto al fenomeno delle rapine in danno di farmacie, condotte dalla Squadra Mobile, in data 13 c.m. procedeva all’arresto, in flagranza di reato, di due cittadini italiani, gravemente indiziati della rapina aggravata in danno di una farmacia di questa via San Marino.

Nella circostanza uno dei due soggetti, con il volto nascosto da un passamontagna, armato di coltello da cucina di grosse dimensioni, faceva ingresso nella farmacia e, con la minaccia dell’arma, si impossessava del denaro contenuto nella cassa, mentre l’altro soggetto lo attendeva all’esterno, alla guida di un’autovettura.

Gli investigatori, avvedutisi della situazione, intervenivano immediatamente dopo la commissione del fatto, per non esporre a rischio le vittime del delitto e gli altri astanti, bloccando i due soggetti, traendoli in arresto e recuperando il bottino, che veniva immediatamente restituito all’avente diritto.

L’attività di indagine, tuttora in corso ed avviata nel decorso mese di giugno a seguito di una rapina commessa in danno di un’altra farmacia della stessa zona, ha consentito di raccogliere gravi indizi di colpevolezza nei confronti dei due soggetti che, secondo l’ipotesi investigativa, potrebbero essere responsabili di analoghi episodi criminosi perpetrati in danno di altre farmacie.