ilTorinese

Vaccini; fare chiarezza sugli obblighi della dose booster

Nell’incontro avuto  con il ministro della Sanità, l’assessore regionale alla Sanità del Piemonte Luigi Icardi ha ribadito l’opportunità che venga fatta chiarezza sull’allineamento tra l’algoritmo usato dall’Agenzia delle Entrate e quello applicato dal Sistema sanitario per la gestione della campagna vaccinale anti Covid-19, in modo da sgombrare il campo dalle contrastanti interpretazioni sugli obblighi della somministrazione della quarta dose e dei conseguenti provvedimenti sanzionatori.

Le stime attuali, riferisce l’assessore regionale alla Sanità del Piemonte, indicano come la popolazione piemontese che abbia contratto l’infezione a seguito del completamento del ciclo primario nel periodo antecedente il 1° febbraio 2022, sia di oltre 20 mila persone, delle quali alcune migliaia rientranti nella categoria degli esercenti le professioni sanitarie, gli operatori di interesse sanitario e i lavoratori impiegati in strutture residenziali, socio-assistenziali e socio-sanitarie.

E’ pertanto indispensabile che, alla luce dell’impatto che le indicazioni e le scelte di applicazione del sistema sanzionatorio legate all’obbligo vaccinale a livello nazionale hanno sui cittadini e sul sistema sanitario regionale, sia dal punto di vista organizzativo che economico, vengano fornite interpretazioni chiare in merito al valore giuridico e sanitario della guarigione dall’infezione da Covid-19 a seguito del completamento del ciclo primario e, nel caso tale evento sia considerato al pari di quanto previsto nell’ambito del ciclo primario, si provveda alla formale autorizzazione, da parte del Ministero della Salute, alla somministrazione di quella che a tutti gli effetti si configurerebbe come “second booster”, alle fasce di popolazione soggette ad obbligo vaccinale.

I buddhisti celebrano il Vesak

Si sono aperte ieri alla presenza delle Istituzioni e delle autorità torinesi le celebrazioni del Vesak, la festività principale del buddhismo che celebra nascita, illuminazione e parinirvāṇa del Buddha Shakyamuni, promossa dall’Unione Buddhista Italiana che si svolgerà sino a domenica 29 presso San Pietro in Vincoli.

Il Vesak rappresenta un momento fortemente unitario per l’Unione Buddhista Italiana: sotto un unico evento, si riuniscono le diverse tradizioni buddhiste che si incontrano per vivere insieme un momento di condivisione e ricompattarsi intorno ai valori condivisi della generosità e dell’amore universale.

Quest’anno i buddhisti italiani ribadiscono l’importanza di porre fine alle ostilità in Ucraina – così come in tutte le parti del mondo – affermando con forza che la guerra e ogni forma di sopruso è un atto innaturale, privo di qualsiasi giustificazione e di senso. Per questa ragione, i Centri associati all’UBI si impegnano a firmare una solenne Dichiarazione di Pace per le vittime della guerra, ponendole così al centro delle pratiche spirituali di questo Vesak.

Il 2022 è, inoltre, un anno particolarmente importante per l’Unione Buddhista Italiana, perché ricorrono i dieci anni dalla firma dell’Intesa con lo Stato italiano che ha riconosciuto i diritti dei praticanti del Dharma in Italia. L’intesa ha permesso a UBI non solo di proseguire la diffusione del Dharma – per chi ne nutrisse il desiderio – ma anche di intervenire in modo incisivo nella società, divenendo nel tempo un attore sociale attivo e un interlocutore saldo per le istituzioni. L’intesa ha permesso all’Unione Buddhista Italiana di poter agire in campo sociale, umanitario, culturale, ambientale ed educativo, attivandosi non solo su progetti lungimiranti, ma anche per intervenire anche sulle più imminenti urgenze, come sono state il Covid-19 e l’attuale guerra in Ucraina.

Siamo orgogliosi e felici di poter celebrare la festività del Vesak in una cornice così spirituale, solidale e inclusiva quale è la città di Torino” afferma Elena Seishin Viviani, vicepresidente dell’Unione Buddhista Italiana. “Quest’anno finalmente possiamo rivivere questo importante momento di condivisione e di incontro di nuovo tutti insieme, riunendoci sotto un unico testo e pregando insieme per la pace universale. In questi giorni, attraverso incontri, preghiere e meditazioni, rifletteremo insieme sull’importanza della comunità e di come, solo attraverso un percorso comune e condiviso, si possa provare a dare una soluzione ad una società individualistica.”

Si susseguiranno diversi appuntamenti di varia natura durante le due giornate di festeggiamenti del Vesak, partendo da incontri più squisitamente spirituali e riflessivi, ad altri di matrice teatrale e musicale. Durante la giornata di apertura, si è tenuto  un momento in ricordo del monaco e maestro Thich Nhat Hanh; a seguire una tavola rotonda moderata dal giornalista Andrea Franchini sul tema Comunità come profezia sociale con Lama Michel Rinpoche, Stefano Bettera, Guidalberto Bormolini, Roberto Arnaudo, modera la giornalista. In serata, spazio all’arte e alla musica con i tamburi giapponesi del gruppo Fudendaiko e lo spettacolo Free at Last a cura della compagnia teatrale Lab Perm.

Domenica 29 maggio le celebrazioni del Vesak proseguono al mattino con la Cerimonia del Vesak, un rituale a più voci per celebrare la Nascita, Risveglio e Ingresso nel Nirvana di Buddha. Nel pomeriggio, ci sarà la premiazione delle opere degli studenti dell’Accademia Albertina di Torino, a cui seguirà la Cerimonia di distruzione del Mandala della Pace di Cenresig, chiusura ufficiale del Vesak 2022.

Allerta temporali, temperature in calo di 10 gradi

E’ allerta gialla per i temporali e le possibili grandinate con forte vento sulle pianure del Piemonte, con un netto calo delle temperature massime, da 31 a 21 gradi tra sabato e domenica.

Il maltempo è annunciato da Arpa (Agenzia regionale per la protezione ambientale) a causa della  la discesa di una saccatura dalla Scandinavia che porta correnti fredde da est-nordest sulla pianura padana tra la sera di sabato e la mattina di domenica. I fenomeni si attenueranno da domenica pomeriggio. Tempo incerto con piovaschi lunedì e poi da martedì tornerà il tempo estivo.

Osvaldo Napoli: Torino merita il Centro Intelligenza Artificiale

Dichiarazione dell’on. Osvaldo Napoli (Azione), parlamentare piemontese:

     C’è una legge del Parlamento a cui il governo deve dare seguito. Quella legge prevede che sia insediato a Torino il Centro per l’intelligenza artificiale. Lo sa il ministro Messa, lo sa il sindaco Lo Russo, lo sanno i torinesi. Quindi si tratta di chiarire uno spiacevole equivoco. Sono certo che il sindaco vigilerà perché tutto sia chiarito.

Festeggia il compleanno mostrando le parti intime ai carabinieri. Arrestato

I carabinieri di Chivasso hanno arrestato per resistenza e oltraggio a pubblico ufficiale un 33enne originario della Romania che nella notte è stato trovato ubriaco e armato di coltello nelle vicinanze  di un locale. Accortosi dei militari ha buttato il coltello in un tombino, poi ha mostrato loro le parti intime e ha tentato di colpirli con sputi e testate. Una volta bloccato, i carabinieri lo hanno portato in ospedale. L’uomo, noto alle forze dell’ordine, ha pensato di  festeggiare il compleanno in questo modo.

L’Ignota di Pirandello, un fitto intrigo e un mancato approfondimento

Al Carignano, “Comme tu me veux” prodotto dal parigino Théâtre de l’Odeon

 

Una donna, con un passato di ballerina nei più malfamati locali berlinesi ed un presente diviso tra la passione dello scrittore Salter e quella della figlia di lui Mop, viene un giorno riconosciuta dal fotografo Boffi come la moglie di un suo amico, Bruno Pieri, scomparsa da dieci anni. Malgrado le proteste di chi ancora la vorrebbe legata a sé (Salter tenta anche il suicidio), la donna, presa la decisione di seguire Boffi per poter rivedere il preteso consorte, si ritrova tra le pareti di una grande villa presso Udine a rivivere il “suo” passato attraverso le parole di zia Lena e di zio Saverio: il marito, al ritorno dalla guerra aveva trovato la villa distrutta e la moglie scomparsa, l’aveva cercata certo nei suoi pensieri che, oltraggiata dai soldati di passaggio, fosse fuggita in preda alla disperazione e alla vergogna. L’Ignota, come è chiamata la donna sempre avvolta da un velo di urticante ambiguità, pare aver trovato tra quelle persone una propria dimensione, ristabilita seppur precaria: sino a quando Salter annuncia con una lettera di aver ritrovato la vera Cia, la vera moglie scomparsa, in un manicomio di Vienna, e di essere disposto a condurla in villa per dimostrare a tutti che l’Ignota non ha nulla a che fare con quella triste vicenda. All’apparire della povera Demente che continua a ripetere un solo nome, “Lena”, tutti restano increduli e sconvolti, mentre l’Ignota – “un corpo senza nome” – confessa la propria impostura, nell’auspicato raggiungimento di un’esistenza serena, andandosene ancora una volta con Salter, ricacciando la certezza dell’essere e appropriandosi dell’apparire, legandosi alla realtà non come ci appare ma come ognuno di noi vorrebbe che fosse, all’interno di se stesso. Disseminando ancora certezze e più o meno percettibili ambiguità che certamente non sgombrano il campo dai dubbi.

In “Comme tu me veux”, che il parigino Odéon – Théâtre de l’Europe porta per la regia (e la scenografia) di Stéphane Braunschweig, per sole tre recite all’interno della stagione dello Stabile di Torino – Teatro Nazionale (lo spettacolo è in lingua francese con soprattitoli in italiano), c’è tutta “la filosofia” di Luigi Pirandello che è passato in un lungo percorso di novelle e drammi attraverso, solo per citare due tappe, “Il fu Mattia Pascal” e “Così è (se vi pare)” – siamo ormai nel 1930, l’Ignota è di diritto Marta Abba che lo rappresentò per la prima volta -, che ha posto le radici del dramma dentro lo svolgimento del caso Bruneri-Casella, che appassionò l’Italia intera, che ha visto nascere e crescere il nazismo hitleriano e il fascismo di Mussolini. In un’Italia che è uscita dalle rovine della Grande Guerra e che s’è incamminata verso un ventennio di altre distruzioni e di altri lutti, di discorsi roboanti dinanzi a folle oceaniche e plaudenti (il quadro ci è offerto attraverso immagini e filmati d’epoca). Braunschweig, mentre cadono i veli verdi che abbracciavano l’inizio della sua messinscena e si prepara una sala della villa che, con buona pace delle ampie indicazioni dell’autore di Girgenti, si riduce “all’ingombro” di tre divani, dove passeranno a fatica gli attori, con poca fantasia e con qualche momento di vera noia, ci tiene a porci visivamente di fronte alle macerie del prima e del dopo, di quella terra che l’Ignota ha lasciato un tempo per farvi ritorno poi, nella speranza di una nuova vita. “Come tu mi vuoi”, nelle mani di Pirandello – mani che per l’occasione non hanno forse saputo snellire e districare una materia che si costruisce per grandi blocchi (l’interminabile, compatto inizio del secondo atto, a soli due personaggi, a spiegarci con troppa ricchezza l’antefatto della vicenda: a rimpiangere, in altre parole la frammentazione e l’esatta geometricità della signora Frola e del signor Ponza, il cicaleccio furiosamente curioso del gruppo), che s’affida troppo, dall’interno, alle parole della protagonista – diventa un thriller, una ricerca della verità fine a se stessa, nel fitto intrigo di violenze, di interessi, di ricordi sfocati e costruiti, di ambiguità e su questo versante pare volgersi soprattutto l’attenzione del regista.

Scriveva Strehler nelle note di regia che accompagnavano la sua messinscena dell’aprile 1992 in omaggio ad Andrea Jonasson: “Pirandello, già tra gli anni Venti e gli anni Trenta, ci parlava di incomunicabilità, di senso del relativo, di rovesciamento dei valori: e di tutto questo, invece di farne un gioco o una moda, come talvolta è avvenuto in seguito, ha profondamente sofferto. Con lui l’individualismo borghese, cioè la riduzione del singolo uomo nella società borghese alla più estrema solitudine, arriva a un punto disperato, al punto che la stessa consistenza della personalità del singolo si disperde, e uno può essere, per usare un titolo pirandelliano, nessuno e centomila.” È proprio l’approfondimento di quella “personalità”, “la volontà di capire se esiste una realtà umana autentica”, il gioco della realtà e della finzione, l’avventura della maschera che gli altri ci impongono e che noi ci costruiamo di fronte agli altri, ad apparire debolmente dalla regia di Braunschweig, più attento a raccontare che non a calarsi con autentica attenzione nel mondo di Pirandello; si mantiene del descrittivo e i suoi attori sono spinti a fare altrettanto se si eccettuano il bisturi di coraggio e veemenza che Chloé Réjon usa sulla sua Ignota e il grande mestiere di un’attrice come Annie Mercier, che sta veramente un gradino al di sopra dei suoi colleghi come zia Lena (e non mi si chieda per quale ragione il personaggio del cognato della protagonista, il Masperi, debba essere affidato ad un attore di colore: proprio non saprei sconsolatamente rispondere). Claude Duparfait è il troppo giullaresco scrittore Salter, il giovane Pierric Plathier è il consorte Bruno Pieri, che di quella ricomparsa s’era anche fatto bene i conti in tasca. Spettacolo imperfetto ma una buona occasione comunque per vedere un assaggio di quel che succede in Francia. Si replica ancora sabato alle 20,45 e domenica, nel pomeriggio alle 15,30.

 

Elio Rabbione

 

Le immagini dello spettacolo sono di Simon Gosselin e Juliette Parisot

Le riprese di “Fast and furious” mandano in tilt il traffico

Le riprese del film “Fast and furious” hanno reso impossibile la viabilità in zona Gran Madre. Alcuni automobilisti hanno impiegato un’ora per fare poche decine di metri, grazie anche ai tanti curiosi che si fermano nella zona a scattare foto con il telefonino. Nonostante le 20 pattuglie dei vigili urbani i disagi alla circolazione sono stati notevoli

 

IL COMMENTO Di Pier Franco Quaglieni

Il prof. Quaglieni

Dal 24 maggio al 7 giugno per le riprese del filmFast X” il divieto di transito nelle vie e nei corsi di Torino sarà a volte totale, altre volte parziale e riguarderà anche i pedoni e le biciclette oltre le odiate automobili. Due settimane di lavorazione per dieci giorni consecutivi di blocchi anche a sorpresa che genereranno il caos. Capisco che il Comune sia alla ricerca frenetica di soldi per cedere il suolo pubblico, ma in primis ci sono i diritti dei cittadini e di chi lavora. Non tutti possono bighellonare perché hanno il reddito di cittadinanza. Il discorso della promozione turistica è marginale, se si guarda da vicino l’assurdo blocco della città, forse approvato se non voluto dall’ineffabile assessor* Foglietta. Verranno inoltre vietati i permessi di sosta sulle strisce blu nelle vie limitrofe. Hanno dato in affitto la città per dieci giorni ad un colosso del cinema. Questa e’ la verità. Anche le aree taxi verranno spostate. Persino la navigazione sul Po verrà bloccata. Sono interessati la Crocetta, corso Massimo d’Azeglio,viale partigiani dietro a piazza Castello, la zona Crimea,i ponti sul Po,Lungo Po Cadorna, piazza Vittorio, piazza CLN ,via Tasso, via Milano ecc. L’elenco è molto più lungo. Vogliono costringere i torinesi a tornare ad essere dei bugia nen nel senso peggiore. Capisco tutti i discorsi di rilancio dell’immagine di Torino, ma queste operazioni in passato si facevano in agosto. Sono senza memoria i nostri amministratori. D’accordo che via XX settembre è stata bloccata per quasi un anno e che questo fatto è passato nell’indifferenza generale.  Ma lasciar mettere le mani sulla città da un’ impresa privata e’ un grave errore e uno schiaffo ai torinesi che lavorano. Signor Sindaco intervenga, per ridurre al minimo i gravi disagi annunciati ,visto che il disastro e’ fatto.  Grazie.

Premio Lattes. Bravi i traduttori italiani… troppo spesso ignorati!

Annunciati le traduttrici e i traduttori dal cinese, finalisti al “Premio biennale Mario Lattes per la Traduzione”

Monforte d’Alba (Cuneo)

“Il traduttore letterario è colui che mette in gioco tutto se stesso per tradurre l’intraducibile”: Italo Calvino dixit. Quel Calvino grande scrittore che tutti abbiamo imparato a conoscere, ma anche meticoloso traduttore, perfetto pur anche nel confrontarsi con quel “bizzarro modo di scrivere” del francese Raymond Queneau de “I fiori blu”. Meticoloso e attento, parola per parola centellinata nelle più varie sfumature per non cancellare il senso profondo della scrittura d’origine. Esercizio non facile, su cui si saranno messi indubbiamente di buzzo buono anche gli otto finalisti (cinque le opere selezionate) della seconda edizione del “Premio biennale Mario Lattes per la Traduzione” promosso dalla “Fondazione Bottari Lattes” di Monforte d’Alba (in collaborazione con l’Associazione culturale “Castello di Perno” e il Comune di Monforte d’Alba) e dedicato, quest’anno, alla “letteratura contemporanea in lingua cinese”. Questi i loro nomi e le opere selezionate, edite in Italia fra il 2020 e il 2021: Marco Botosso  e Maria Teresa Trucillo traduttori di “Colora il mondo” di Mu Ming (Future Fiction); Maria Gottardo e Monica Morzenti traduttrici di “I due Ma, padre e figlio” di Lao She (Mondadori); Patrizia Liberati Maria Rita Masci traduttrici de “Il dizionario di Maqiao” di Han Shaogong (Einaudi); Nicoletta Pesaro traduttrice di “Grida” di Lu Xun (Sellerio); Silvia Pozzi traduttrice di “Pechino pieghevole” di Hao Jingfang (add editore).

La cerimonia di premiazione (ad ingresso libero, con la possibilità di essere anche seguita in diretta streaming sulla pagina Facebook della Fondazione) si svolgerà sabato 25 giugno, alle 17, nel giardino del Castello di Perno (Cuneo) nel cuore delle Langhe, “Patrimonio Mondiale dell’Umanità Unesco”,  condotta da Stefania Soma, in arte Petunia Ollister, esperta di valorizzazione dei beni culturali e comunicazione, creatrice dei #bookbreakfast da migliaia di follower su Instagram. In quell’ occasione si terrà una tavola rotonda, con le traduttrici e i traduttori finalisti, cui interverranno i giurati del Premio: Anna Battaglia, Melita Cataldi, Mario MarchettiAntonietta Pastore (membri della Giuria stabile) e Silvia Piera CalamandreiStefania Stafutti e Giovanni Vitiello (membri della Giuria specialistica per la lingua cinese). Sottolinea Caterina Bottari Lattes, presidente della “Fondazione”, nata nel 2009 con lo scopo principe di rendere memoria al nome e alla figura del marito Mario Lattes, editore scrittore artista poliedrico e fra i nomi più prestigiosi del panorama culturale del nostro Novecento: “Con il ‘Premio Mario Lattes per la Traduzione’ intendiamo porre l’attenzione sul fondamentale ruolo dei traduttori nella diffusione della letteratura e sull’impareggiabile contributo della traduzione nell’avvicinare popoli e culture differenti, abbattendo muri ideologici, creando ponti culturali e favorendo il dialogo”. Con questa iniziativa, nello specifico, la “Fondazione” si prefigge di promuovere la conoscenza di culture e autori meno noti al pubblico italiano e, al contempo, di incoraggiare la traduzione in italiano delle loro opere più significative per qualità letteraria e profondità di contenuti, riflessioni e testimonianza. “Il tutto nella piena consapevolezza – conclude la presidente – che la traduzione non si risolve in una semplice trasposizione di parole da una lingua all’altra e nello spostamento di un segno linguistico da un codice all’altro, ma è una disciplina che sa trasferire pensieri e concezioni tra culture diverse, con le quali il traduttore instaura un profondo legame”.

g.m.

Per info“Fondazione Bottari Lattes”, via Marconi 16, Monforte d’Alba (Cuneo); tel. 0173/789282 o www.fondazionebottarilattes.it

Nelle foto:

–       Castello di Perno (Cuneo)

–       Caterina Bottari Lattes

28 maggio 2017, Totti gioca l’ultima partita e si ritira

ACCADDE OGGI Una data storica per i tifosi della Roma e per tutti gli amanti del calcio.L’ultima bandiera viene ammainata.All’età di 41 anni,in quel giorno,Francesco Totti gioca la sua ultima partita con il club giallorosso.La gara è  Roma-Genoa fondamentale per la Champions League e finito con il risultato di 3-2 al 90′.
Dopo la fine del match, l’ex capitano inizia un lunghissimo e commovente  giro di campo e lege una lettera di dodici minuti al suo popolo presente in uno Stadio Olimpico esaurito in ogni ordine di posti.Un modo per suggellare 25 anni di carriera, in cui l’attaccante ha disputato 786 partite e messo a segno 307 gol.
Secondo posto nella classifica dei marcatori di serie A di tutti i tempi con 250 reti,dietro solo al mitico Giuseppe Meazza.Il palmares personale del Capitano vanta

Scudetto: 1 (2000-2001)

Supercoppa italiana: 2 (2001, 2007)

Coppa Italia: 2 (2006-2007, 2007-2008)

Campionato d’Europa Under-21: Spagna 1996

Campionato mondiale: Germania 2006

Enzo Grassano

 

Sotto il Cervo. La Palazzina di Caccia apre i suoi spazi segreti

28-29 maggio 2022

PASSEPARTOUT

 

 

“Passepartout” è il programma di visite guidate straordinarie alla (ri)scoperta degli spazi segreti, normalmente chiusi al pubblico, della Palazzina di Caccia di Stupinigi. Sabato 28 e domenica 29 maggio “Passepartout” permette di raggiungere la sommità della cupola juvarrianaper camminare lungo i suggestivi balconi concavi/convessi che affacciano sul grandioso salone centrale, guardare da vicino il tetto a barca rovesciata di Juvarra dalla complessa orditura in legno e ammirare dall’alto un panorama unico che si estende a 360 gradi sotto il cervo, simbolo della Palazzina di Caccia di Stupinigi.

“Sotto il cervo”, infatti, è una visita esclusiva al meraviglioso ambiente ligneo che ospita la cupola del padiglione centrale, realizzato da Filippo Juvarra. Dal grandioso salone centrale ovale a doppia altezza si percorrono 50 gradini per raggiungere la caratteristica balconata ad andamento concavo-convesso e infine arrivare, attraverso una stretta scala a chiocciola di ulteriori 50 scalini, alla sommità della cupola juvarriana per ammirare lo straordinario tetto a padiglione sorretto da una complessa orditura in legno e riconoscere dall’alto il grandioso progetto architettonico di Juvarra che con perfette geometrie, lungo un asse longitudinale che porta con lo sguardo fino a Torino, realizza un impianto scenografico straordinario per l’epoca.

Per partecipare alla visita guidata è obbligatoria la prenotazione. I visitatori saranno muniti di caschetto di protezione. Non è consentito l’accesso con borse e/o zaini ingombranti. Lo spazio non è agibile a persone con disabilità. Le visite sono limitate a un numero massimo di 10 persone.

 

CALENDARIO

 

_Sotto il cervo – Visita alla cupola juvarriana

Sabato 28 e domenica 29 maggio, ore 10.30, 12, 14.30 e 16

Sabato 24 e domenica 25 settembre, ore 10.30, 12, 14.30 e 16

 

INFO

Palazzina di Caccia di Stupinigi

piazza Principe Amedeo 7, Stupinigi – Nichelino (TO)

www.ordinemauriziano.it

 

Le visite guidate “Passepartout” sono in programma esclusivamente nei giorni segnalati alle ore 10.30, 12, 14.30 e 16. Durata: un’ora circa.

Il costo di 20 euro comprende la visita guidata e l’ingresso a prezzo ridotto in palazzina. Prenotazione obbligatoria al numero: 011 6200634.