ilTorinese

Il Po, l’anima lenta di Torino

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SCOPRI – TO  ALLA SCOPERTA DI TORINO

C’è un momento della giornata in cui il Po sembra fermarsi. Succede verso sera, quando la luce scende dietro la collina e il fiume si colora di riflessi dorati, mentre le sagome dei ponti si allungano sull’acqua. Torino, spesso raccontata per le sue piazze eleganti e i viali ordinati, trova proprio qui una dimensione diversa, più intima e naturale. Il Po non è solo un corso d’acqua che attraversa la città: è una presenza costante, un luogo di incontro, di sport, di passeggiate e di storie che si intrecciano da generazioni.

Le barche storiche e la tradizione sul fiume

Tra le immagini più amate dai torinesi ci sono le due imbarcazioni storiche che solcano il Po durante la bella stagione: la Valentina e la Valentino. I loro nomi, quasi a voler incarnare lo spirito romantico della città, richiamano il Parco del Valentino e quel tratto di fiume che da sempre è sinonimo di tempo libero. Non sono semplici barche turistiche, ma un modo per riscoprire Torino da una prospettiva insolita, navigando lentamente tra i ponti e osservando le facciate dei palazzi riflesse nell’acqua. A bordo si respira un’atmosfera sospesa, fatta di racconti, di curiosità storiche e di quel silenzio interrotto solo dal rumore lieve del motore e dallo sciabordio contro lo scafo.

Il legame tra Torino e il Po affonda le radici lontano nel tempo. Le società remiere, i circoli storici e gli atleti che si allenano ogni giorno lungo le sponde raccontano una tradizione sportiva viva e sentita. Canottieri e vogatori trasformano il fiume in una palestra a cielo aperto, mentre i passanti si fermano a osservare le barche sottili che fendono l’acqua con movimenti sincronizzati.

Murazzi Fabio Liguori
Murazzi foto Fabio Liguori

Murazzi, passeggiate e vita all’aperto

Scendendo verso i Murazzi, il fiume cambia ancora volto. Le arcate che costeggiano l’acqua sono state per anni il cuore della movida torinese e, ancora oggi, rappresentano uno spazio che si reinventa tra locali, eventi e iniziative culturali. Camminare lungo il Po significa attraversare una Torino dinamica, dove studenti, famiglie e turisti condividono lo stesso panorama.

Il Parco del Valentino, con i suoi viali alberati e i prati che si aprono fino alla riva, è uno dei luoghi più frequentati nelle giornate di sole. Qui si viene per correre, andare in bicicletta, leggere un libro all’ombra o semplicemente per sedersi su una panchina a guardare il fiume scorrere. Poco distante, il Borgo Medievale aggiunge un tocco fiabesco al paesaggio, mentre la collina torinese, dall’altra parte, offre uno sfondo verde che cambia colore con le stagioni.

Mario Alesina Fiume Po
Foto Mario Alesina Fiume Po

Mangiare e rilassarsi con vista sull’acqua

Il Po è anche un luogo dove fermarsi a tavola. Lungo le sue sponde si trovano ristoranti e locali che propongono aperitivi al tramonto, cene all’aperto e serate con musica dal vivo. Sedersi a pochi metri dall’acqua, con il rumore del fiume in sottofondo, regala una sensazione di evasione che sorprende chi pensa a Torino soltanto come città industriale o sabauda. In realtà, qui il rapporto con la natura è parte integrante dell’identità urbana.

Tra un giro in battello, una pedalata lungo la ciclabile e una cena affacciata sul fiume, il Po continua a essere uno dei luoghi più autentici della città. Non ha la monumentalità delle grandi piazze né la solennità dei palazzi storici, ma possiede qualcosa di più sottile e duraturo: la capacità di far rallentare il passo, di far sentire Torino meno frenetica e più vicina al ritmo dell’acqua che la attraversa da secoli.

Noemi Gariano

Al Monferr’Autore Festival è il momento di Violante Placido

Con un omaggio a Jannacci e alla Banda Osiris

Saranno Violante Placido e gli omaggi a Iannacci e alla Banda Osiris i protagonisti delle prossime date del Monferr’Autore Festival, la rassegna diffusa di musica e cultura diretta da Enrico De Regibus, che anima la provincia di Alessandria tra concerti, incontri e spettacoli, con la direzione organizzativa di AccademiaMonferrato.

Violante Placido, tra le attrici più affermate e apprezzate del nostro Paese, ma anche cantautrice di talento, sarà di scena giovedì 25 giugno, alle 21, a Rivarone, in piazza del Vecchio Asilo, in via Contrada Grande 27. L’artista, che si divide tra produzioni cinematografiche nazionali e internazionali, musica e teatro, si racconterà a Enrico Deregibus, proponendo brani suoi e di altri. Con lei, in veste di guest star, Scarlett Rivera, leggendaria violinista statunitense spesso al fianco di Bob Dylan. La serata è a entrata libera.

Sabato 27 giugno, alle 21, a Castelletto Monferrato, verrà fatto un omaggio a un artista di grande levatura, Enzo Jannacci. La produzione originale è di AccademiaMonferrato, che ripercorrerà la storia artistica fin dai primi anni dell’artista milanese. Sul palco, la voce di Alfredo Borroni, Gianni Robotti (sax alto, clarinetto e cori), Mirco Bracale (chitarra, basso e cori), Luca Naclerio (pianoforte e cori), Upali Guna Sekera (batteria). La serata si terrà in piazza Vittorio Veneto a ingresso gratuito ed è sostenuta dalla Cassa di Risparmio di Alessandria.

Giovedì 2 luglio si esibirà alle 21, a Balzola, la Banda Osiris, nell’anfiteatro dei Giardini Pubblici, in via Roma, con lo spettacolo “Le dolenti note”. Nata come ensemble di musicisti di strada, la banda si è esibita nei principali teatri italiani ed europei, ed è considerata la massima espressione in Italia applicata alla musica , capace di fondere teatro, satira, mimo, abilità strumentali in uno stile travolgente e dissacrante, tra gag, parodie e invenzioni spettacolari continue. Entrata gratuita.

Intanto manca pochissimo alla scadenza del bando del Monferrato Music Contest, fissata al 1⁰ luglio 2026 con iscrizione gratuita. Si tratta di un concorso per solistime gruppi della provincia di Alessandria che siano autori delle proprie canzoni e che abbiano meno di 35 anni. La finale sarà a settembre, in data da stabilire , al C9untry Sport Village di Mirabello Monferrato, che organizza l’iniziativa in collaborazione con Radio Gold. Le successive date della manifestazione saranno con Bruno Gambarotta, l’11 luglio a Gamalero, in un’anteprima del festival letterario di San Lorenzo, è con Paolo Migone, il 12 luglio a Occignano, per riprendere poi a settembre con ulteriori appuntamenti che saranno annunciati prossimamente.

Il Monferr’Autore si propone come una manifestazione dalla natura trasversale, che intreccia il canzoni d’autore, rock, folk, ma anche teatro, cinema, umorismo, letteratura e altro ancora. L’obiettivo di Monferr’Autore è quello di creare un dialogo tra la bellezza e varietà del paesaggio e lo spessore e varietà dei contenuti – ha spiegato il direttore artistico Enrico Deregibus– un festival lungo e diffuso che vuole trasformare ambienti e luoghi storici in spazi di incontro e condivisione”.

Mara Martellotta

Torino policulturale: Porta Palazzo

 

Torino sul podio: primati e particolarità del capoluogo pedemontano

Malinconica e borghese, Torino è una cartolina daltri tempi che non accetta di piegarsi allestetica della contemporaneità.
Il grattacielo San Paolo e quello sede della Regione sbirciano dallo skyline, eppure la loro altitudine viene zittita dalla moltitudine degli edifici barocchi e liberty che continuano a testimoniare la vera essenza della città, la metropolitana viaggia sommessa e non vista, mentre larancione dei tram storici continua a brillare ancorata ai cavi elettrici, mentre le abitudini dei cittadini, segnate dalla nostalgia di un passato non così lontano, non si conformano allirruente modernità.
Torino persiste nel suo essere retrò, si preserva dalla frenesia delle metropoli e si conferma un capoluogo a misura duomo, con tutti i pro e i controche tale scelta comporta.
Il tempo trascorre ma lantica città dei Savoia si conferma unica nel suo genere, con le sue particolarità e contraddizioni, con i suoi caffè storici e le catene commerciali dei brand internazionali, con il traffico della tangenziale che la sfiora ed i pullman brulicanti di passeggeri sudaticcima ben vestiti.
Numerosi sono gli aspetti che si possono approfondire della nostra bella Torino, molti vengono trattati spesso, altri invece rimangono argomenti meno noti, in questa serie di articoli ho deciso di soffermarmi sui primati che la città ha conquistato nel tempo, alcuni sono stati messi in dubbio, altri riconfermati ed altri ancora superati, eppure tutti hanno contribuito e lo fanno ancora- a rendere la remota Augusta Taurinorum così pregevole e singolare.

 

1. Torino capitale… anche del cinema!

2.La Mole e la sua altezza: quando Torino sfiorava il cielo

3.Torinesi golosi: le prelibatezze da gustare sotto i portici

4. Torino e le sue mummie: il Museo egizio

5.Torino sotto terra: come muoversi anche senza il conducente

6. Chi ce lha la piazza più grande dEuropa? Piazza Vittorio sotto accusa

7. Torino policulturale: Porta Palazzo

8.Torino, la città più magica

9. Il Turet: quando i simboli dissetano

10. Liberty torinese: quando leleganza si fa ferro

 

7. Torino policulturale: Porta Palazzo

 

Quanto mi piaceva andare al mercato di Porta Palazzo.
Ci andavo con mio padre, all’inizio, quando abitavo in precollina: si prendeva il tram 3 e si sbarcava direttamente in quel caos olente e chiassoso, un conglomerato multietnico di signore anziane con buste troppo piene e signori eccessivi dietro i banchi che si sgolavano per ottenere l’attenzione dei passanti.
Adoravo la vista di tutte quelle “cose” in simultanea, abiti colorati, formaggi appesi, collanine luccicanti, CD-ROM, videocassette, MP3,
walkman, salumi giganteschi, interi e sezionati, verdure di ogni tipo, spezie, ortaggi e poi d’improvviso quel mefitico odore di pesce.
Un pezzo di città che percepivo come un mondo a parte, un mini-universo intricato e confuso, un bailame da cui si andava e si veniva attraverso le navicelle spaziali che erano pullman e tram.
Ho continuato a fare delle “scappate” con le amiche in seguito, soprattutto in occasione del “Gran Balon”, che ancora oggi si svolge ogni seconda domenica del mese, all’interno del Cortile del Maglio, ad opera
dall’Associazione Commercianti Balon.


Torino è tante realtà, c’è la periferia e c’è il centro, c’è la “movida” e c’è il silezio dei parchi e c’è poi un cuore cosmopolita e indaffarato che pulsa brulicante tra lingue differenti e dialetti “impestati”.
Ed è proprio a “Pòrta Pila” -o anche “Pòrta Palass”- per dirla in piemontese, che si cela un altro record torinese: il mercato di Porta Palazzo è infatti il mercato all’aperto più grande d’Europa.
Inoltre, mi pare opportuno menzionare un altro primato del capoluogo, che si trova proprio lì, nei pressi del noto “bazar” locale, ossia la Porta Palatina di Torino, considerata una delle testimonianze di “porta romana” meglio conservate al mondo.
Si sta parlando di una zona dalla forte identità, tant’è che essa viene ritenuta un quartiere a sé stante -anche se non lo è a livello amministrativo-.
La denominazione deriva da una delle porte dell’antica Augusta Taurinorum, mentre l’inizio dei lavori, voluti dal Re Vittorio Amedeo II, avviene nel 1701, nell’ambito di un progetto più complesso il cui scopo era dare un nuovo assetto alla città.
È tuttavia solo dal 1835 che qui si stabiliscono i mercati, a seguito
di un’epidemia di colera che comporta il divieto – almeno in centro città- della macellazione degli animali e della manipolazione dei pesci. Vengono allora edificati due palazzi in stile neoclassico -appositamente per le attività di macello- dei locali sotterranei adibiti a ghiacciaie, a cui si aggiungerà più tardi – molto più tardi in effetti, nel 1916- il padiglione dell’orologio, la più grande costruzione in ferro e vetro di tutta Torino.
Nucleo centrale della zona è senza dubbio “il quadrato” all’imbocco di via Milano, dove, fino al Settecento, si trovava la “posterla” di San Michele, una piccola porta secondaria utilizzata per accedere all’ingresso nord della città, in sostituzione della romana e vetusta Porta Palatina. Tale passaggio scompare a seguito dei progetti di Juvarra, il quale propone la realizzazione di una struttura ad arco trionfale, portici e paraste. L’abbattimento delle mura avviene però nell’Ottocento, per volere di Napoleone, solo a quel punto la piazza assume l’ampiezza attuale, con il prolungamento della piazzetta verso nord e l’aggiunta del grande spiazzo ottagonale che caratterizza l’odierna piazza della Repubblica.
Non cambia nel tempo il segno distintivo del luogo: “l’incontro”. Così infatti ne parla Fiorenzo Oliva ne “Il mondo in una piazza. Diario di un anno tra 55 etnie” (edito nel 2009): “Porta Palazzo è profumo di frutta e verdura, colori vivaci,vociare straniero mescolato agli svariati dialetti italiani, contatto con popoli lontani. A Porta Palazzo vivono, si incontrano e si scontrano l’Europa, l’Africa e l’Asia”.
Non basta tuttavia passeggiare tra le bancarelle, vi sono anche altri punti d’interesse da tenere in considerazione. I Padiglioni IV, II e V ad esempio: il primo è considerato simbolo per eccellenza del grande mercato, edificato nei primi del Novecento, è conosciuto dai torinesi come “l mercà dij busiard” (il mercato dei bugiardi), nonostante il soprannome poco cortese, la struttura è sempre stata zona di grandi affari; gli altri due edifici invece vengono eretti nel 1836, su progetto dell’ingegner Barone, uno dedicato al mercato del pesce e l’altro invece agli altri generi alimentari.
Da non dimenticare assolutamente poi il PalaFuksas, progetto realizzato da Doriana e Massimiliano Fuksas tra il 1998 e il 2005, dopo la demolizione del preesistente “Mercato dell’Abbigliamento” del 1963.
L’edificio, noto anche come “Centro Palatino”, viene inaugurato il 25 marzo 2011, ospita al suo interno
due delle più antiche ghiacciaie sotterranee della piazza, rinvenute durante gli scavi per i lavori.
La struttura presenta una forte estetica contemporanea, caratterizzata dall’utilizzo del vetro e del metallo brunato, a sottolineare l’unione tra il moderno e le architetture eterogeee sviluppatisi nell’area negli ultimi tre secoli.

Nel 2019 partono importanti lavori di riqualificazione, dopo la chiusura di diversi punti vendita, viene così inaugurato il Mercato Centrale, che offre numerosi angoli gastronomici e ristoranti tipici in rappresentanza dei vari territori italiani.
Altro riferimento della zona è senz’altro il SERMIG, cruciale per quel che riguarda un concreto aiuto per alleviare le problematiche migratorie e sociali dovute a povertà e degrado.
Dal contemporaneo all’epoca romana, mi pare doveroso citare ancora l’antica Porta Principalis Dextera, “Pòrta Palatin-a o Tor Roman-e” in piemontese, l’originario accesso da settentrione per il capoluogo piemontese. Si tratta della principale testimonianza archeologica dell’epoca romana della città, nonché di una delle porte urbiche del I secolo a.C. meglio conservate al mondo; la struttura è compresa nell’area del Parco Archeologico, inaugurato nel 2006, insieme a Palazzo Reale e al Teatro Romano.
Un tempo nota come “Porta Doranea”, a causa della vicinanza con la Dora Riparia, oggi meglio conosciuta come Porta Palatina, dicitura derivante probabilmente dal latino “Porta Palatii.” I resti dell’architettura sono imponenti ed è più che visibile la somiglianaza strutturale con la Porta Decumana, inclusa nella successiva struttura medievale dell’attuale Palazzo Madama, entrambi gli ingressi rappresentano dunque un tipico esempio di “porta ad cavædium”, ovvero una struttura a doppia porta con “statio”,
un cortile quadrangolare sul lato interno. Vicino è ancora presente parte del basolato, sempre di epoca romana, su cui è ancora possibile visionare i solchi sulle pietre provocati dal transito del carri. È opportuno specificare che le statue bronzee raffiguranti Cesare Augusto e Giulio Cesare non sono originali ma copie risalenti al restauro del 1934.
La struttura si è di recente ritrovata sotto i riflettori, grazie all’opera dello street artist francese Saype, il quale nell’ottobre 2020 ha realizzato un murale lungo il prato del parco. L’opera,
raffigurante una catena di mani e braccia che si stringono tra di loro e che attraversano idealmente la Porta, può essere visualizzata esclusivamente dall’alto e non per sempre, infatti l’utilizzo di vernici biodegradabili la rende sì rispettosa dell’ambiente ma anche destinata a scomparire.
A Torino nulla è banale, nemmeno fare la spesa, ce lo insegna Gozzano: “Passiamo tra banco e banco, tra le cataste di stoffa, tra il gaio sventolare dei nastri e dei pizzi sospesi alle travi, ecco l’odore acre delle stoffe, mitigato, sostituito dall’aroma dei fiori; passiamo oltre, tra le chincaglierie, le terraglie, i vetri; veniamo alla nota vera, predominante di Porta Palazzo: quella gastronomica”.

Alessia Cagnotto

 

 

Lionel Messi, l’uomo dei record diventa un fumetto

The Graphic Novel

 

Mentre a quasi 39 anni riscrive ancora la storia del calcio mondiale diventando il miglior marcatore di sempre ai Mondiali, arriva in libreria per Gremese il graphic novel dedicato alla leggenda argentina.

 

C’è qualcosa di profondamente cinematografico nella parabola di Lionel Messi. Il bambino gracile di Rosario, a cui venne diagnosticato un deficit dell’ormone della crescita, è diventato il calciatore che più di ogni altro ha saputo trasformare il talento in un’opera di perseveranza, sacrificio e continua reinvenzione. E proprio mentre il campione argentino continua ad aggiungere pagine alla propria leggenda, arriva in libreria per Gremese Lionel Messi – The Graphic Novel, il volume illustrato firmato dalle sorelle slovacche Zuzana e Ivana Jancová.

 

L’uscita del libro coincide infatti con un nuovo capitolo della straordinaria avventura sportiva della “Pulce”. Grazie alla doppietta realizzata contro l’Austria ai Mondiali 2026, Messi è diventato il miglior marcatore nella storia della Coppa del Mondo, raggiungendo quota diciotto reti e superando il primato che apparteneva a Miroslav Klose. Un altro record per un atleta che, a quasi trentanove anni, continua a sfidare il tempo e i limiti della propria disciplina.

 

È proprio questa dimensione, sospesa tra impresa sportiva e racconto umano, a costituire il cuore del graphic novel pubblicato da Gremese. In 120 pagine a colori, impreziosite da tavole dinamiche e sequenze dal forte impatto narrativo, il volume ripercorre i momenti decisivi della carriera di Messi: dagli esordi nei campetti di Rosario al trasferimento al Barcellona, dagli anni irripetibili sotto la guida di Pep Guardiola alle sfide affrontate con la nazionale argentina, fino alle esperienze al Paris Saint-Germain e all’Inter Miami.

 

Ma Lionel Messi – The Graphic Novel è molto più di una biografia sportiva disegnata. È il racconto di un ragazzo che ha saputo trasformare ogni ostacolo in un’opportunità di crescita, ogni caduta in una nuova ripartenza, ogni trionfo in un punto di partenza per un’altra sfida. Un percorso che mette in luce non soltanto il campione capace di vincere il Mondiale, conquistare otto Palloni d’Oro e stabilire record apparentemente irraggiungibili, ma anche l’uomo dietro l’icona globale.

 

Il volume, organizzato come un vero e proprio romanzo di formazione, accompagna il lettore attraverso le tappe fondamentali della sua vita – L’inizio del viaggioDiventare un giocatore del BarcellonaLezioni imparate lungo il camminoPiù forte di primaNuova maglia, nuova strada, fino a Oltre il campo – costruendo il ritratto di un atleta che ha fatto della tenacia, della passione e della genialità i propri tratti distintivi.

 

Con il linguaggio immediato e coinvolgente del fumetto, le autrici Zuzana e Ivana Jancová, al loro debutto internazionale, riescono a restituire l’epica contemporanea di uno dei più grandi sportivi di tutti i tempi, trasformando la sua vicenda in una storia universale di determinazione e sogni realizzati.

 

Un libro pensato per gli appassionati di calcio e per i fan di Messi, ma anche per i lettori di fumetti, gli amanti delle biografie e delle storie capaci di ispirare. Perché la vicenda di Lionel Messi, oggi più che mai, continua a ricordare che i record sono fatti per essere superati, ma le leggende sono destinate a rimanere.

AVS: “Dina e Nico finalmente liberi: la solidarietà non è reato”

<< Finalmente la notizia tanto attesa è arrivata: Dina Alberizia e Nico Centrone sono finalmente liberi dopo un mese di detenzione ingiusta.
La solidarietà non è reato, gli aiuti umanitari non sono un crimine: lo abbiamo ripetuto nei numerosi presidi a cui in questo mese abbiamo partecipato e ribadito anche nell’ordine del giorno che abbiamo presentato in Comune e Regione per chiedere la loro liberazione.
Oggi siamo felici, ma questo non ci farà abbassare la guardia: continueremo a denunciare le violazioni del diritto internazionale, gli atti illegittimi di Israele così come il genocidio palestinese. E lo faremo anche grazie alle azioni di persone come Dina e Nico>> lo dichiarano il vicecapogruppo di AVS alla Camera Marco Grimaldi, la capogruppo in Consiglio Regionale Alice Ravinale e la capogruppo in Consiglio Comunale Sara Diena

Efficienza energetica, gli interventi nelle scuole

Quasi 4 milioni di euro per migliorare l’efficienza dal punto di vista energetico di cinque complessi scolastici cittadini: Torino prosegue nel percorso di riqualificazione del proprio patrimonio pubblico, puntando su innovazione tecnologica, riduzione dei consumi e sostenibilità ambientale.

La Giunta Comunale ha approvato, su proposta dell’assessora alla Transizione energetica e Digitale Chiara Foglietta, i progetti esecutivi degli interventi che saranno realizzati da Iren Smart Solutions e che interesseranno la scuola elementare Collodi (corso Benedetto Croce 26), i complessi scolastici di via Braccini 63 e 75, il complesso scolastico di piazzetta Jona 4-6 e quello di via Terraneo 1.

I lavori rientrano nel Piano EfficienTO, il programma pluriennale avviato dalla Città di Torino che punta a migliorare le prestazioni energetiche di circa 850 immobili comunali entro il 2030, attraverso un investimento complessivo di 110 milioni di euro a carico del partner privato Iren Smart Solutions, contribuendo in modo concreto agli obiettivi di decarbonizzazione e neutralità climatica.

Nel dettaglio, alla scuola Collodi saranno realizzati interventi di sostituzione dell’illuminazione interna ed esterna con LED, l’installazione di nuove valvole termostatiche e di un sistema di gestione intelligente degli impianti (BMS), l’isolamento termico degli scambiatori di calore, l’introduzione di nuove elettropompe di circolazione con inverter e l’installazione di un impianto fotovoltaico.

Nei complessi scolastici di via Braccini 63 e 75 è prevista la sostituzione dei serramenti, con l’obiettivo di migliorare l’isolamento termico degli edifici e ridurre le dispersioni energetiche.

Il complesso di piazzetta Jona sarà interessato da interventi più articolati, che comprendono l’isolamento dell’intradosso del solaio del terrazzo e della palestra, la sostituzione dei serramenti e la realizzazione del cappotto termico sull’intero fabbricato.

In via Terraneo, infine, si procederà con la sostituzione dell’illuminazione interna ed esterna con LED, l’installazione di valvole termostatiche e di un sistema BMS, l’isolamento termico degli scambiatori di calore e la sostituzione delle elettropompe di circolazione con modelli dotati di inverter ad alta efficienza.

Grazie a questi interventi, la Città continua a investire nella riduzione dei consumi energetici e delle emissioni climalteranti del patrimonio pubblico, migliorando al contempo la qualità degli ambienti scolastici e l’efficienza complessiva degli impianti.

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“Il cattolicesimo sociale, la Cisl, Franco Marini”

IL LIBRO DI GIORGIO MERLO

Giovedì 25 giugno, ore 17, sala Koch, Palazzo Madama, presentazione libro di Giorgio Merlo: “Il cattolicesimo sociale, la Cisl, Franco Marini”.
Partecipano: Fausto Bertinotti, Dario Franceschini, Daniela Fumarola, Agostino Giovagnoli.
Modera: Luciano Ghelfi.

Cantieri Metro: parlano i sindaci di Collegno Rivoli e Grugliasco

 “SERVONO RISPOSTE CERTE. INFRA.TO CHIUDA O RIDUCA I CANTIERI DOVE POSSIBILE” 

È una notizia purtroppo confermata: la ditta ICI (Italiana Costruzioni Infrastrutture) si stava occupando dei lavori civili e strutturali per il prolungamento della Linea 1 della metropolitana di Torino, specificamente nel tratto tra Collegno e Cascine Vica (Rivoli). Negli ultimi mesi è stata riportata dai giornali la notizia di una grave crisi finanziaria di ICI. 

È su questo sentore di notizie che i Sindaci di Collegno, Grugliasco e Rivoli sono appena rientrati da un colloquio ufficiale con il Presidente e Amministratore Delegato di Infra.To, Bernardino Chiaia, durante il quale hanno affrontato direttamente la situazione del cantiere del prolungamento della metropolitana. Nel corso dell’incontro è stato ribadito che i cantieri di superficie devono essere ristretti o completati nel più breve tempo possibile, perché i disagi accumulati negli ultimi anni non sono più sostenibili per residenti, attività economiche e mobilità locale. È stata inoltre confermata la condizione di difficoltà economica della società ICI, attualmente in giudizio presso il Tribunale Fallimentare di Roma, chiedendo l’approvazione di un piano di rientro.

I tre Sindaci hanno chiesto una risoluzione celere da parte del Tribunale fallimentare di Roma per garantire continuità all’opera e tutelare l’interesse pubblico. 

Le Amministrazioni esprimono anche la loro vicinanza ai lavoratori del cantiere, che – come segnalato dalle organizzazioni sindacali – hanno maturato mesi di ritardi nei pagamenti degli stipendi. Una situazione grave, che richiede un intervento immediato e che impone, negli eventuali futuri appalti, l’inserimento di clausole di salvaguardia sociale per evitare che i lavoratori si trovino nuovamente in condizioni di incertezza.

“Una situazione che non può più essere considerata sostenibile – dichiarano i Sindaci Cavallone, Gaito ed Errigo –. Non è accettabile che un’opera di questa portata resti sospesa senza un cronoprogramma chiaro e senza garanzie sulla capacità dell’impresa di portare a termine i lavori. È indispensabile che Infra.To completi rapidamente le opere di superficie e che tutte le istituzioni coinvolte si assumano le proprie responsabilità”. Le tre Amministrazioni ricordano di aver sempre sostenuto con convinzione la realizzazione della metropolitana, consapevoli del ruolo fondamentale che questa infrastruttura riveste per la mobilità dell’intera area metropolitana torinese. Tuttavia, il protrarsi dei lavori e l’assenza di un quadro certo stanno generando criticità non più ignorabili.

Il Sindaco di Collegno, Matteo Cavallone, afferma: “Collegno vive da oltre sette anni una trasformazione urbana complessa, con interi assi viari modificati, attività penalizzate e quartieri che attendono di tornare alla normalità. La metropolitana è un’opera strategica per tutta l’area ovest, ma oggi lo stallo del cantiere sta generando incertezza e preoccupazione. Non possiamo permettere che un’opera così importante resti sospesa nel limbo”.

Il Sindaco di Grugliasco, Emanuele Gaito, aggiunge: “Il nostro territorio vive da anni i disagi di un’opera incompiuta. È necessario che tutte le istituzioni coinvolte garantiscano tempi certi, risorse adeguate e un percorso chiaro per arrivare al completamento della metropolitana. I cittadini meritano risposte, non ulteriori attese”.

Il Sindaco di Rivoli, Alessandro Errigo, esprime ulteriore preoccupazione: “Rivoli convive da anni con un cantiere che ha modificato profondamente la vita dei quartieri e delle attività commerciali, senza che oggi si intraveda una data certa per la conclusione dei lavori. La nostra città, già esclusa dal sistema metropolitano e ferroviario, sta pagando un prezzo altissimo in termini di mobilità, accessibilità e qualità della vita. Abbiamo il progetto per la sistemazione di quel tratto di corso Francia con una parte di finanziamento già approvato e non vogliamo rischiare di perderlo. È indispensabile garantire la continuità dell’opera e valutare seriamente anche il prolungamento fino al centro cittadino, già progettato e approvato, per evitare di ritrovarci tra pochi anni con nuovi cantieri e nuovi disagi”.

Nel corso dell’incontro con Infra.To, i tre Sindaci hanno inoltre richiesto un aggiornamento puntuale sullo stato dei lavori e sui valori economici residui. Dai documenti forniti da Infra.To emerge un quadro aggiornato e dettagliato dello stato di avanzamento dei lavori, distinto per ciascun lotto dell’opera. Per il Lotto 1 del Prolungamento Ovest, relativo alle opere civili, alle finiture architettoniche e agli impianti non di sistema delle prima due fermate, Collegno Certosa e Collegno Centro, era stanziato un importo contrattuale di 75.011.352,52 euro. L’ultimo stato di avanzamento contabile indica un progresso dell’85,74%, con un valore dei lavori a finire pari a circa 9,9 milioni di euro, al netto delle lavorazioni già eseguite e non ancora contabilizzate.

Per il Lotto 2 del Prolungamento Ovest, anch’esso relativo alle opere civili, alle finiture architettoniche e agli impianti non di sistema delle seconde due fermate, Leumann e Cascinevica, l’importo contrattuale è pari a 90.756.746,77 euro. L’avanzamento al 31 gennaio 2026 risulta del 74,53%, mentre il valore complessivo dei lavori residui è di circa 22,2 milioni di euro. Tale importo comprende il completamento delle opere strutturali del pozzo PC3, le sistemazioni superficiali delle stazioni Leumann e Cascine Vica, gli interventi sul pozzo PC4 e la realizzazione del parcheggio di interscambio di Cascine Vica.

Per quanto riguarda il Comprensorio Tecnico di Collegno, il quadro economico si articola in due interventi distinti. L’ampliamento dell’officina manutenzione treni presenta un importo contrattuale pari a 6.728.489,20 euro, con un avanzamento del 78,86% e un valore dei lavori a finire di circa 1,5 milioni di euro, considerando anche le lavorazioni già eseguite e non ancora contabilizzate. Il nuovo deposito treni registra invece un importo contrattuale di 5.695.706,24 euro, con un avanzamento del 90,73% e un valore residuo dei lavori pari a circa 0,5 milioni di euro. Complessivamente, i lavori afferenti agli appalti in capo a ICI ammontano a 32,1 milioni di euro, mentre ulteriori 2 milioni riguardano appalti gestiti dal Consorzio Stabile Sinercons.

La denuncia dei tre Sindaci della Zona Ovest di Torino è chiara e diretta: “Chiediamo chiarezza immediata sul futuro dell’opera e tempi certi per il completamento, oltre che il rispetto dei livello occupazionali ed il rispetto dei pagamenti e dei diritti dei lavoratori che stanno costruendo la Metropolitana. È necessario che Infra.To trovi rapidamente il modo per chiudere i cantieri di superficie e che venga definito con precisione il fabbisogno tecnico ed economico in caso di nuovo affidamento. Serve un impegno concreto del Governo affinché la metropolitana venga riconosciuta come infrastruttura strategica nazionale e riceva le risorse necessarie e delle norme ad hoc di semplificazione burocratica per essere completata senza ulteriori ritardi”.

Blackout rete elettrica, Ireti rinforza le squadre: 150 tecnici disponibili h24

Dopo l’ordinanza emessa dal Sindaco della Città di Torino sui  disagi relativi alla rete elettrica cittadina, Ireti comunica di “aver prontamente attivato al suo interno dal 19 giugno 2026 lo stato di emergenza, come previsto dalle proprie procedure rendicontate puntualmente all’Autorità di Regolazione per Energia, Reti e Ambiente (Arera).

Lo stato di emergenza era stato proclamato da Ireti, secondo le proprie procedure interne, anche nel periodo dal 24 maggio all’8 giugno 2026, in occasione della precedente ondata di calore verificatasi”.

Prosegue Ireti: “Come previsto dal piano, in entrambe le occasioni è immediatamente scattato il rinforzo delle squadre e dei mezzi operativi, incrementando la forza lavoro e arrivando fino a 100 tecnici espressamente dedicati alla gestione dell’emergenza.

Nelle ultime ore, anche per effetto dell’ordinanza, Ireti sta ulteriormente incrementando il numero dei tecnici, arrivando a un totale di circa 150 risorse disponibili 24 ore su 24, attingendo a dipendenti specializzati e formati per la gestione dell’emergenza da altri territori in cui è presente il Gruppo, da altre business unit, nonché attraverso il personale di fornitori esterni. Sono stati inoltre dirottate sulla gestione dell’emergenza tutte le squadre impegnate nei cantieri programmati per lavori non urgenti.

Ireti, infine, comunica che durante entrambe le emergenze, ha mantenuto contatti continui con gli organi istituzionali, con la polizia locale, con i mezzi di informazione e con gli stakeholder coinvolti a vario titolo nella gestione delle criticità”.

Messaggi forti del Cardinale per San Giovanni

Da anni  le “prediche” di S. GIovanni, sono diventate sempre più sferzanti , prima con l’Arcivescovo NOSIGLIA che denunciava la esistenza di due Torino, quella che sta bene che non si accorge della metà che sta male, ora col Cardinal REPOLE che l’anno scorso denunciava la fuga dei capitali torinesi dalla Città per essere investiti all’estero alle fortissime denunce di oggi di uno dei più giovani Cardinali. Un Cardinale che chiama per nome i suoi interlocutori. Ciao Mino mi ha detto mentre entrava benedicendo con l’acqua santa. Ha aperto la S. Messa di oggi spiegando come la distribuzione del pane serva a creare la Comunità, che cerca di stare vicini alle persone più in difficoltà e fragili. Non bastano le leggi c’è bisogno anche della Carità per creare una Comunità vera, in cui i più fragili non si sentano emarginati.
Ma il piatto forte è nella omelia, dedicata ai giovani  che vanno sempre più integrati nella catena di comando della società odierna e che vanno compresi di più. Sconfessato ogni gesto di violenza,  il Cardinale ha chiesto di essere più attenti ai giovani dei Movimenti per la pace. Lo sconcerto è stato forte perché tutti abbiamo negli occhi come le manifestazioni pro Pal terminassero tutte con l’assalto a stazioni ferroviarie o a La Stampa e così le manifestazioni organizzate da Askatasuna, molto partecipate, ma sfociate tutte  con scontri violenti con la polizia. Senza dimenticare che le lotte dei NOTAV cui i ragazzi di Askatasuna, dai quali personalmente abbiamo ricevuto minacce pesanti,  ha offerto grande collaborazione oltre a non rispettare le deliberazioni del Parlamento, hanno rallentato economia e lavoro.
Assente il Sindaco forse per evitare contestazioni da parte dei torinesi colpiti dai tantissimi blackout di questi giorni, la Vice sindaca non ha dato risposte che passeranno alla Storia. Quest’anno i veri fuochi di artificio la politica torinese li ha trovati nei messaggi del suo Cardinale. Noi come UDC li ascolteremo con attenzione e li discuteremo con passione e senza soggezione per il bene comune e per il rilancio di una Città che in questi anni ha messo la sordina purtroppo a messaggi che meritavamo molto ma molta più attenzione.

Mino GIACHINO
UDC Torino