ilTorinese

Fine febbraio: occhio agli scioperi anche a Torino

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Alla fine di febbraio 2026 anche a Torino ci  si prepara a giorni complessi sul fronte dei trasporti, con una serie di scioperi che potrebbero incidere in modo significativo sulla mobilità nazionale. Le mobilitazioni, proclamate da sigle come Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uiltrasporti e Usb Lavoro Privato, riguardano in particolare il comparto aereo e quello ferroviario, con possibili ripercussioni anche sul trasporto pubblico locale in diverse città.

La giornata più delicata dovrebbe essere giovedì 26 febbraio, quando è previsto uno stop di 24 ore nel settore dell’aviazione civile, con il coinvolgimento del personale di compagnie come ITA Airways, easyJet e Vueling, oltre agli addetti aeroportuali e ai servizi di assistenza a terra. Non si escludono cancellazioni e ritardi, anche se resteranno in vigore i servizi minimi garantiti previsti dalla normativa. Lo sciopero era stato inizialmente ipotizzato in una fase precedente del mese ma è stato riprogrammato per evitare sovrapposizioni con eventi di rilievo internazionale.

A seguire, tra la sera di venerdì 27 e la sera di sabato 28 febbraio, è annunciata un’astensione dal lavoro nel comparto ferroviario che coinvolgerà il personale del gruppo Ferrovie dello Stato Italiane, inclusa Trenitalia. Anche in questo caso saranno previste fasce di garanzia per i treni a lunga percorrenza e regionali nelle ore di maggiore affluenza, ma si prevedono comunque variazioni alla circolazione e possibili soppressioni.

Le ragioni delle proteste ruotano attorno al rinnovo dei contratti collettivi, alla richiesta di adeguamenti salariali in linea con l’aumento del costo della vita e a una riorganizzazione dei turni di lavoro, tema particolarmente sentito in un settore che negli ultimi anni ha registrato carenze di organico e carichi crescenti. I sindacati chiedono un confronto più rapido con le aziende e con le istituzioni, mentre le controparti invitano a proseguire il dialogo per evitare disagi ai cittadini.

Per chi deve viaggiare negli ultimi giorni di febbraio è consigliabile monitorare costantemente le comunicazioni ufficiali delle compagnie aeree e ferroviarie, verificare l’elenco dei servizi garantiti e, se possibile, valutare soluzioni alternative o biglietti flessibili. La fine del mese si profila dunque come un banco di prova per il sistema dei trasporti italiano, stretto tra le rivendicazioni dei lavoratori e l’esigenza di assicurare continuità agli spostamenti di milioni di persone.

“Hai notato che l’uomo nero spesso ha un debole per i cani?“

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Music Tales, la rubrica musicale 

“Hai notato che l’uomo nero
Spesso ha un debole per i cani?
Pubblica foto coi suoi bambini
Vestito in abiti militari
Hai notato che spesso dice
Che noi siamo troppo buoni
E che a esser tolleranti poi
Si passa per coglioni?”
.
“L’uomo nero” è uno dei brani più intensi e disturbanti del repertorio di Brunori Sas; repertorio che, personalmete amo in tutte le sue sfaccettatire. Questa però non è solo una canzone: è una confessione generazionale, un atto d’accusa e, allo stesso tempo, un’autopsia morale dell’Italia contemporanea.
Il titolo richiama la figura archetipica dell’“uomo nero”, lo spauracchio dell’infanzia, il mostro evocato per mettere paura ai bambini (me lo ricordo bene anche io).
 Ma Brunori ribalta la prospettiva: l’uomo nero non è fuori dalla porta, non è l’estraneo, il diverso, il nemico mediatico. L’uomo nero siamo noi.
Il brano affonda nelle contraddizioni dell’uomo medio: razzismo latente, rabbia repressa, paura del cambiamento, bisogno a tutti i costi di un capro espiatorio.
La scrittura di Brunori è anche qui chirurgica: evita il moralismo, ma non risparmia nessuno. Ogni verso è uno specchio che riflette le nostre piccole ipocrisie quotidiane.
Il tema centrale è la proiezione: temiamo nell’altro ciò che non accettiamo di noi stessi. L’immigrato, il diverso, il marginale diventano contenitori simbolici delle nostre paure. In questo senso, “L’uomo nero” è una canzone profondamente politica,
non partitica, ma etica.
Brunori utilizza una cifra stilistica che mescola ironia e dramma. La melodia, apparentemente semplice e cantautorale, contrasta con la durezza del contenuto. Questo contrasto amplifica l’effetto emotivo: la musica accompagna, quasi accarezza, mentre le parole colpiscono e affondano (chi le vuole ascoltare).
Il linguaggio è diretto, privo di barocchismi, ma denso di immagini simboliche. L’uomo nero diventa metafora universale: paura dell’altro, paura della perdita di privilegi, paura di guardarsi allo specchio. Paura di tutto, di tutti.
È una canzone che si ascolta in silenzio, che richiede attenzione.
“L’uomo nero” è una canzone necessaria perché non consola, non divide in buoni e cattivi, ma invita alla responsabilità individuale. È uno specchio crudele ma onesto.
Personalmente amo questo tipo di cantautorato, profondo e a volte violento nei testi ma accompagnato da un arrangiamento che non carica eccessivamente e ne rafforza l’intimità del messaggio.
Vi prego, ascoltatelo per bene e fatene pensiero profondo per voi stessi, come ho fatto io, uomo nero in mezzo a voi.
“Nel buio, l’uomo nero assume la forma dei nostri pensieri più cupi”.
CHIARA DE CARLO
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Export e produzione in frenata: segnali negativi per il tessuto artigiano piemontese

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Dalla rilevazione congiunturale relativa al primo trimestre del 2026 emerge un quadro previsionale che evidenzia un generale deterioramento delle prospettive economiche del comparto artigiano piemontese. I principali indicatori mostrano infatti un peggioramento rispetto alla precedente rilevazione.

La crisi morde ancora

“Possiamo incolpare le tensioni globali quanto vogliamo ma le storture dell’ideologia Green e anni di misure pittoresche dell’Unione Europea stanno presentando un conto salato e si sommano a problemi tutti italiani, peggiorati negli ultimi due anni, come il peso del fisco, il carico di burocrazia, la difficoltà di accesso al credito, le carenze infrastrutturali e il caro energia (386 milioni di euro)”.

Le stime occupazionali indicano quindi una contrazione di circa quattro punti percentuali, mentre il dato relativo all’eventuale inserimento di apprendisti evidenzia una flessione significativa. Rimane inoltre negativo l’indicatore relativo alla produzione complessiva, che peggiora ulteriormente passando dal -16,65% al -22,45%.

Il saldo legato ai nuovi ordinativi conferma un valore negativo, con una riduzione consistente dal -11,27% al -22,72%. Parallelamente diminuisce, seppur lievemente, la quota di imprese che non prevedono investimenti, scendendo dal 73,22% al 71,64%. Si accentua invece la previsione negativa riguardante l’acquisizione di nuovi ordini per esportazioni.

Sul fronte della liquidità, cala la previsione di incassi regolari, che passa dal 64,22% al 61,33%. Aumentano invece i ritardi nei pagamenti, mentre resta marginale la previsione di anticipi negli incassi, in ulteriore diminuzione.

Commenta Giorgio Felici presidente di Confartigianato Imprese: “La congiuntura economica piemontese dell’artigianato relativa al primo trimestre del 2026 peggiora rispetto all’ultimo trimestre 2025. La crisi morde ancora”.

I dati emergono dall’indagine trimestrale realizzata dall’ufficio studi di Confartigianato Imprese Piemonte.

“Permangono i problemi di sempre, ulteriormente peggiorati, come il peso del fisco, il carico di burocrazia, la difficoltà di accesso al credito, le carenze di infrastrutture e il caro energia. A tal proposito il Governo non ha ancora sciolto, attraverso il nuovo decreto energia, il nodo che pesa sulle piccole e medie imprese, rendendole meno competitive, ossia il caro energia. Voglio ricordare che l’extracosto causato dal differenziale di prezzo dell’energia elettrica con UE in Piemonte è di 386 milioni di euro (7,2% del totale), pari a 0,26% del Pil della regione”.

Il mercato del lavoro mostra ulteriori segnali di difficoltà, con un peggioramento dell’occupazione e una riduzione delle prospettive di inserimento di apprendisti.

“A incidere negativamente sull’andamento occupazionale è la crisi della manifattura, della moda e dell’automotive che coinvolge le imprese artigiane che lavorano nell’indotto. Un altro comparto in sofferenza è quello del settore del trasporto merci, ad oggi il più normato e burocratizzato dell’intero universo delle piccole medie imprese. Infatti, per la prima volta il costo del personale supera quello del gasolio, da sempre la principale voce di spesa del settore: 35% per il lavoro contro il 30% per il carburante. Siamo di fronte a un cambiamento strutturale il trasporto merci non soffre per mancanza di lavoro, ma per un disequilibrio economico crescente che rende sempre più difficile stare sul mercato, soprattutto per le micro e piccole imprese. Accanto al costo del personale e del carburante, pesano in modo significativo anche gli aumenti delle spese di magazzino, delle officine, della logistica e dei servizi collegati, oltre ai rincari energetici e ai costi di manutenzione dei mezzi. Un insieme di fattori che riduce i margini operativi e spinge molte imprese a rinviare investimenti strategici”.

“I dati relativi alla produzione diminuiscono ancora – continua Felici – passando da -16,65% a -22,45%. Preoccupante il dato relativo all’acquisizione di nuovi ordini che sottolinea l’aumento della negatività del saldo che raddoppia passando dal -11,27% al -22,72%. Si denota però un sostanziale miglioramento per quanto riguarda la percentuale di carnet ordini da uno a tre mesi che aumenta e passa dall’39,30% al 42,22%”.

“Peggiora anche il dato relativo alla previsione di acquisizione di nuovi ordini costanti per le esportazioni – conclude Felici – che passa dal 50,85% al 46,75% (-4,1%), anche se si intravedono segnali di ripresa che arrivano da Germania, Francia e da alcuni mercati europei in forte crescita come Spagna, Polonia e Croazia. “La logica vorrebbe che in questa fase le imprese artigiane, profondamente inserite nell’essenza stessa della società, venissero sostenute. Registriamo invece scelte di segno opposto: accanimento fiscale ed esattoriale su soggetti tracciati anziché su evasori e operatori nel sommerso, aumento di burocrazia, aumento di costi, balzelli assicurativi e un lungo elenco di adempimenti di basso cabotaggio che, sommati, drenano la poca liquidità rimasta, esasperano gli imprenditori e restituiscono un’immagine poco tranquillizzante della visione economica del governo”.

L’Ufficio Studi di Confartigianato Imprese Piemonte ha realizzato la prima indagine congiunturale trimestrale del 2026 attraverso un questionario online rivolto a un campione rappresentativo di 2.250 imprese attive nei settori della produzione e dei servizi, comparti che rappresentano in modo significativo il tessuto artigiano regionale.

“Anfitrione” di Solfrizzi al Concordia

Anfitrione è una delle commedie più celebri di Plauto. La trama ruota attorno a un soldato di nome Anfitrione e al suo servo Sosia, che tornano a casa dopo una lunga campagna militare. Tuttavia, Giove, affascinato dalla bella moglie di Anfitrione, Alcmena, decide di assumerne l’aspetto per conquistarla. Nel frattempo, il vero Anfitrione ignaro, si scontra con Sosia e si sviluppano una serie di equivoci, situazioni buffe e colpi di scena. Inganni che creano una girandola di situazioni esilaranti in cui i personaggi si confondono sulla vera identità di chi hanno di fronte offrendo al pubblico uno spettacolo spassoso e leggero. Un’opera incredibilmente divertente ma anche una fonte preziosa e importante per il suo valore storico linguistico che può essere usata come lente attraverso cui analizzare e commentare la contemporaneità.

Insomma, un Plauto modernissimo: quante volte pensiamo di aver di fronte qualcuno ed invece abbiamo di fronte qualcun altro sbagliando le nostre valutazioni? O viceversa: quanto spesso non siamo all’altezza dei ruoli che gli altri ci danno? Questo ormai accade tanto nella vita vera, quella di tutti i giorni, quanto (se non soprattutto) in quella digitale, quella dei social.

Info

Teatro della Concordia, corso Puccini, Venaria Reale (TO)

Martedì 24 febbraio 2026, ore 21

Anfitrione

Di Plauto

Regia Emilio Solfrizzi

Con Emilio Solfrizzi, Giovanni Moschella, Ivano Falco, Beatrice Schiaffino, Federico Gatti, Beatrice Coppolino, Vincenzo D’Amato

Scena Fabiana Di Marco

Luci Mirko Oteri

Costumi Alessandro Benaduce

Foto Riccardo Bagnoli

Musiche Michele Marmo

Biglietti: intero 23 euro, ridotto 21 euro

www.teatrodellaconcordia.it

Giachino: “La Torino felice che vota a sinistra”

Le Due Torino, quella felice va a votare, vota la sinistra che guida la Città da 33 anni, la seconda abita nella Città impoverita, va poco a votare e perde, rimanendo sempre in terza fila. Il prossimo anno non dovrà più essere così e Torino cambiando musica in Sala Rossa potrà finalmente rilanciare uno sviluppo più equilibrato socialmente e territorialmente 

di Mino GIACHINO *
La metafora delle due Città e’ stata usata autorevolmente dall’Arcivescovo emerito Cesare Nosiglia la prima volta nella Messa di Ferragosto alla Consolata. A Torino, disse l’Arcivescovo dal cuore tenero, la metà della Città che sta bene non si accorge della metà della Citta’ che sta male”. Una bocciatura di fatto delle Amministrazioni PD sostenute da una parte dei cattolici . Chi amministrava invece di studiare i numeri della questione sociale trovò qualche giustificazione nella crisi ecomomjca del 2008 e continuò’ come prima. Ma alle elezioni del 2016 la Città si ribellò puntando sui grillini capeggiati dalla Sindaca che aveva studiato alla Bocconi e con buoni rapporti con alcuni parroci del centro. Ma Torino non difendendo il settore auto e dicendo No alla TAV non si riprendeva , anzi. E non era vero che non si poteva far meglio perché in venti anni Bologna superava la nostra Città di ben venti punti di PIL . Per fortuna noi SITAV il 10 novembre 2018 riuscimmo a portare in piazza Castello 40.000 cittadini pacifici ma chiari nell’obiettivo: NO alla DECRESCITA, salvammo l’opera più importante per il futuro della Città ‘.Purtroppo quella Piazza non ha voluto farsi rappresentare in Regione così la TAV e’ in grave ritardo e Torino perde terreno. La mia proposta di far entrare nell gestione dei porti liguri Comune e Regione , Cirio la porta avanti oggi ,dopo 15 anni. Alle elezioni del 2021 la metà della Città che sta bene , che vota le Giunte del PD ricevendo in cambio tanta benevola attenzione sia sulla urbanistica che nelle nomine nei vari Enti, a partire dalle Fondazioni bancarie che ogni anno versano centinaia di milioni agli eventi del Comune alle attività culturali importanti ma necessarie finché la parte della Città che sta bene non si annoi, andò in massa a votare LoRUSSO anche perché il Direttore de la Stampa aveva garantiti che er il più competente dei candidati. La metà della Città che stava male e che oggi dopo 52 mesi di Amministrazione PD sta peggio , invece non andò a votare in massa, delusa dalla politica , ma così facendo aiutò senza volerlo, la sinistra.
Oggi il distacco economico e sociale tra le due Città è ancora cresciuto così come la metà della Città che sta male e’ ancora aumentata come hanno detto la Caritas e lo stesso Cardinale Repole. Ma la  divisione dei livelli di benessere rimane aiutata dalla linea che porta  tutti gli eventi o iniziative della Amministrazione o delle Fondazioni bancarie nell’area centrale della Città . Tutto questo è supportato dal racconto che i personaggi che rappresentano la Citta’ e ne magnificano le sorti progressive . In qualsiasi trasmissione  a parlare di Torino  vanno Evelina Christillin e i suoi occhi belli, Del Piero , gli economisti tutti di area PD .
Poi arrivano le statistiche e ci raccontano della Torino diversa, che cresce meno della media nazionale e che fa fatica. Capitale Italia della cassa integrazione con decine di migliaia di famiglie che da anni percepiscono un introito mensile tagliato del  40%, il 75% dei giovani ha un contratto di lavoro a tempo determinato . La insicurezza e il degrado sociale nei Quartieri svantaggiati sono aumentati. Nessun lavoro di un certa importanza a 4 anni e 4 mesi dalla elezione  del sindaco è stato ultimato. I lavori finanziati dal PNRR non sono serviti a rilanciare la Città . La Giunta è costretta a pubblicizzare oggi l’acquisto dei treni della Metro che però entrerà in funzione solo nel 2033. Si darà l’avvio dei lavori della Linea 2 della Metro prima delle elezioni dimenticando che nella classifica europea delle Metropolitane è afli ultimi posti. La GTT funziona a singhiozzo. Inoltre oggi i Sindaci PD della bassa Valle sino a Rivoli mettono in discussione la TAV. La Città oltraggiata è deturpata dagli estremisti andati a scuola da Askatasuna e appoggiati apertamente dal più forte degli alleati di Lo Russo . Metà dei torinesi non risparmiano e pertanto sarebbero in gravi difficoltà se gli capitassero problemi straordinari , mentre il 15% dei torinesi investe i suoi risparmi all’estero a partire dalla grande famiglia cui il governo giallorosso fece il regalo di non mettere il golden power allorché John nel 2021 vendette un patrimonio ai francesi dimenticando che moralmente era in parte della Città che alla  sua grande azienda aveva dato tutto , anche l’anima.
Ecco perché noi che ci rifacciamo all tradizione dei grandi Sindaci torinesi come Peyron e Grosso e dei Governi De Gasperi , che con i loro provvedimenti ci diedero il Boom economico, che produsse una crescita della economia e del lavoro come mai prima nell’ storia Italia, ci battiamo per portare dopo 33 anni democraticamente l’alternativa.

Noi ci batteremo molto di più per difendere l’industria torinese , per accelerare la costruzione delle grandi opere, per rilanciare i Quartieri svantaggiati portando li nuove iniziative economiche e posti di lavoro , per sviluppare le innovazioni che deriveranno dalla applicazione della IA. Per noi Il Piano Regolatore dovrà servire a rilanciare  quei Quartieri  , senza giochetti sulle aree di Mirafiori perché li potrà trovare ospitalità un secondo produttore di auto . Torino si rilancerà solo se si rilancerà la sua periferia riutilizzando le aree che ci ha lasciato la crisi industriale Questo è l’obiettivo cui gli esperti delle nostre Università, del Politecnico , manager industriali di successo dovrebbero lavorare perché Torino si rilancerà se insieme al Sindaco ci saranno finalmente Assessori di grande levatura e competenza . La nuova Amministrazione dovrà affrontare anche il tema del rilancio dell’Aeroporto, della Fiere e il completamento della tangenziale, ampliandola con la quarta corsia laddove è necessario . Ne discuteremo in ogni sede che vorrà ascoltare e discutere le nostre opinioni dalla Bocciofile alle Parrocchie, dai Centri studi alle Università . Dopo 33 anni la democrazia deve ritornare a funzionare a Torino e quindi deve vincere il ricambio.

* Responsabile torinese UDC

Locali Storici: pasticceria Barberis di Valenza

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A cura di Piemonteitalia.eu

Questo locale vanta origini nell’ultimo decennio dell’800. Non è più nella sua prima sede, ma continua a preparare le ricette originali tipiche delle migliori pasticcerie piemontesi: la ricca torta tartufata ricoperta di cioccolato, gli amaretti e i savoiardi, le “bignole”…

Leggi larticolo:

https://www.piemonteitalia.eu/it/luoghi/locali-storici-golosi/pasticceria-barberis

Aggredisce poliziotto: arrestato

La Polizia di Stato ha coordinato a Torino un controllo straordinario del territorio “Alto Impatto” nel quartiere San Salvario che ha portato all’identificazione di 135 persone, al controllo di 8 veicoli e all’arresto di un senegalese per il reato di resistenza a P.U. e falsa dichiarazione sulla propria identità.

Durante il servizio, si è provveduto tramite personale della Polizia Locale e dell’Amiat alla rimozione di alcune masserizie, tra cui materassi, che si trovavano in un’area di cantiere situata vicino al vecchio palazzo delle Poste di Via Nizza e che venivano probabilmente sfruttati per dormire da soggetti senza fissa dimora.

In Via Ventimiglia angolo Via Corradino, personale del Commissariato di P.S. “Barriera Nizza” ha attenzionato due soggetti appiedati in atteggiamenti sospetti che, alla vista della Volante, si davano alla fuga in due direzioni diverse. Mentre il primo riusciva a far perdere le proprie tracce, il secondo, fuggiva in direzione dei giardini “Battistini”. Dopo essere stato raggiunto dal poliziotto, il ragazzo si è scagliato contro l’operatore aggredendolo per sottrarsi al controllo e riguadagnarsi la fuga, ma gli agenti riuscivano a bloccarlo.

A seguito di perquisizione, i poliziotti hanno rinvenuto 2 smartphone e 200 euro in contanti in merito al possesso dei quali il diciottenne non ha saputo fornire giustificazioni, e quindi probabile provento di attività illecita. Inoltre, durante il controllo, il senegalese ha fornito generalità che da successivi accertamenti non risultavano corrispondere alle proprie, pertanto è stato arrestato oltre che per resistenza a P.U. anche per il reato falsa attestazione a P.U.

“Spazio Neruda, basta ambiguità!”

ALESSI (CAPOGRUPPO FDI CIRCOSCRIZIONE 7 TO): SICUREZZA, SALUTE PUBBLICA E VALORIZZAZIONE DELL’EX ITIS GIACINTO BALDRACCO

La situazione del complesso “Neruda” di Corso Ciriè n. 7 ha ormai superato la soglia della criticità. Non siamo più di fronte a una “semplice” occupazione abusiva, per quanto già di per sé grave, ma a una vera e propria emergenza di salute pubblica. È lo stesso Dipartimento di Prevenzione dell’ASL Città di Torino, infatti, a sollecitare lo sgombero immediato della struttura.
Da circa un decennio, la gestione delle famiglie occupanti è riconducibile al collettivo “Prendo Casa”, legato al centro sociale Askatasuna. L’assenza di un censimento dei residenti rende impossibile monitorare e gestire adeguatamente i profili sanitari, con particolare riferimento ai recenti focolai e alle recidive di Tubercolosi (TBC). È tempo di superare ogni ambiguità: la gestione delle fragilità sociali non può essere delegata ad antagonisti, ma deve tornare in capo all’Amministrazione Comunale.
QUESTA SERA, IL CONSIGLIO DELLA CIRCOSCRIZIONE 7 discuterà un Ordine del Giorno presentato dal gruppo Fratelli d’Italia il 13 gennaio 2026, a mia prima firma, che avviene in un momento ideale viste le discussioni di questi giorni con oggetto <<RIPRISTINO DELLA LEGALITA’ E VALORIZZAZIONE DELL’EX ITIS “GIACINTO BALDRACCO” DI CORSO CIRIE’ 7 A TORINO >> dove evidenziamo:
– che l’edificio di Corso Ciriè 7 a Torino ha ospitato per oltre un secolo l’Istituto Tecnico Industriale “Giacinto Baldracco”,
-che l’immobile, in stile liberty, conserva ancora oggi un rilevante patrimonio di macchinari professionali, attrezzature tecnico-scientifiche e materiali didattici – molti dei quali risalenti ai primi decenni del Novecento – che costituiscono un esempio di archeologia industriale di particolare importanza per Torino e per il Piemonte
– che l’Istituto ha cessato l’attività scolastica nel 2013;
– che l’edificio è di proprietà del Comune di Torino, mentre la manutenzione è in capo alla Città Metropolitana. I macchinari professionali presenti al suo interno sono di proprietà del Ministero dell’Istruzione;
– che dal 31 ottobre 2015 l’immobile risulta occupato abusivamente da oltre cento persone non censite, tra cui diversi nuclei familiari con minori, in condizioni abitative precarie e prive di un adeguato controllo igienico-sanitario, con il supporto di attivisti del centro sociale Askatasuna;
-che tale situazione che impedisce qualunque intervento di recupero, tutela e messa in sicurezza del patrimonio storico-scientifico presente all’interno
-che l’associazione A.S.Co.T., costituita da ex docenti e allievi dell’ITIS Baldracco, ha da anni avviato un percorso di tutela e valorizzazione dell’edificio e del patrimonio ivi custodito, proponendo la creazione di un polo museale, archivistico e formativo dedicato alla tradizione conciaria torinese;
che il 5 dicembre 2022 il Ministero della Cultura ha comunicato ad A.S.Co.T. l’avvio di una valutazione preliminare sull’eventuale apposizione di un vincolo culturale sull’edificio e sui beni presenti;
-che l ’Istituto Baldracco, se recuperato e trasformato in un Museo potrebbe essere inserito nei percorsi turistici e didattici della Città di Torino e del Piemonte dando pregio anche al luogo in cui è sito
E IMPEGNIAMO Il Presidente della Circoscrizione 7 a prendere in considerazione quanto richiesto e:
1. a farsi parte attiva presso le Istituzioni preposte AFFINCHE’ SI PROCEDA CON LO SGOMBERO della palazzina ed il contestuale riconoscimento delle persone occupanti;
2. ad attivarsi perché, col coinvolgimento del Ministero dell’Istruzione, l’ex istituto Baldracco possa essere trasformato in Museo con la partecipazione dell’Associazione ASCOT e possa essere così inserito nei percorsi turistici e didattici della Città di Torino e del Piemonte dando pregio e riqualificazione alla zona circostante.
SPERIAMO CHE QUESTO ODG VENGA VOTATO ALL’UNANIMITA’ DA TUTTO IL CONSIGLIO

Patrizi Alessi

Più di 100mila visitatori per la mostra di Chiharu Shiota al MAO

La mostra di Chiharu Shiota al MAO – Museo d’Arte Orientale ha fatto registrare numeri eccezionali, superando i centomila visitatori in 107 giorni di apertura.

Inaugurata il 22 ottobre, The Soul Trembles ha raggiunto in meno di quattro mesi l’importante traguardo dei 100.000 ingressi, stabilendo un primato assoluto nella storia espositiva del museo.

Inserita nel calendario culturale della Fondazione Torino Musei, la mostra ha attirato in media circa 5.000 persone a settimana, con un’impennata fino a 15.000 presenze durante le festività natalizie. Un risultato che testimonia la solidità della proposta culturale e il rinnovamento dell’approccio museologico del museo torinese, oggi capace di coniugare rigore scientifico, visione culturale e dialogo efficace con il pubblico contemporaneo.

L’esposizione ha trasformato in modo incisivo gli ambienti di Palazzo Mazzonis, mettendo in relazione le installazioni dell’artista con le opere della collezione permanente. Questo progetto rappresenta l’esito di un percorso quadriennale attraverso cui il museo ha sperimentato nuove modalità espositive e performative, ridefinendo profondamente la propria offerta culturale e intercettando un pubblico sempre più giovane e sensibile.

La personale dedicata all’artista giapponese si distingue per la forza espressiva con cui affronta temi universali come identità, relazioni, vita e morte, toccando la dimensione più fragile e intima dell’esperienza umana. Un progetto capace di attrarre visitatori eterogenei e di ampliare in modo significativo la platea tradizionale.

Accanto ai frequentatori abituali, agli abbonati e agli appassionati d’arte, si è registrato infatti un incremento rilevante nella fascia 20-29 anni, oltre a una maggiore partecipazione di persone non abitualmente interessate alle mostre e di numerose scolaresche.

Il successo si è esteso anche alla sfera digitale: la community online del museo è cresciuta costantemente, con un aumento degli iscritti alla newsletter e un rafforzamento della presenza sui social. In particolare, la visibilità organica su Facebook e Instagram ha conosciuto un significativo incremento, segnale di un coinvolgimento più ampio e continuativo.

Per un’istituzione considerata di nicchia come il MAO, questo risultato appare ancora più significativo: il progetto espositivo di Chiharu Shiota ha saputo comunicare con efficacia, unendo profondità artistica e culturale a un linguaggio di forte impatto, nel senso più autentico e positivo del termine “pop”.

Mara Martellotta

Attivati 35 gruppi di ricerca per trovare donna scomparsa

Sono stati attivati nell’Alessandrino 35 gruppi di ricerca per trovare una donna di 75 anni di cui non si hanno notizie da sabato quando si è allontanata dalla propria casa a Bassignana.

I Vigili del fuoco comunicano che le attività hanno interessato l’alveo e le sponde dei fiumi Tanaro e Po, per 18 chilometri, con l’impiego di  3 imbarcazioni, il personale TAS (Specialisti in Topografia Applicata al Soccorso), il nucleo droni e l’elicottero Drago della Direzione Regionale Piemonte, piu’ numerosi volontari della Protezione Civile e della Croce Rossa.