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Al teatro Gobetti in scena da martedì 28 aprile la pièce teatrale intitolata “Breve apologia del caos per eccesso di testosterone nelle strade di Manhattan”
Martedì 28 aprile , alle ore 19.30, debutterà al teatro Gobetti la pièce teatrale “Breve apologia del caos per eccesso di testosterone nelle strade di Manhattan” scritto dal drammaturgo uruguayano Santiago Sanguinetti e tradotto da Teresa Vila. Adattamento e regia sono di Simone Luglio, che sarà in scena insieme a Daniele Marmi, Eleonora Angioletti e Giorgio Castagna. Disegno, luci e suoni sono di Piermarco Lunghi.
Chiusi in un anonimo appartamento newyorchese, quattro disadattati sognano di incendiare il mondo. Sono persone comuni, fuori posto, allergiche al sistema, che, però, hanno un’idea, quella di rovesciare il capitalismo colpendo il suo cuore pulsante. In che modo? Con un virus che altera con le biotecnologie le caratteristiche biochimiche di tutti gli individui, per arrivare a distruggere così le fondamenta del modello socioeconomico che prevale in tutto il pianeta. Una mutazione che amplifica il testosterone, accende gli istinti più primordiali e trasforma l’umanità in una massa guidata da sesso, potere e caos.
Questa commedia irriverente narra il disincanto, la depoliticizzazione, la perdita di quadri di riferimento che caratterizzano così tanto la nostra epoca. Attraverso l’umorismo, il grottesco e la farsa, l’autore interroga momenti chiave del passato e del presente, smonta discorsi riduttivi e manipolatori, invitando lo spettatore alla riflessione.
“Ho sempre pensato che questo testo – spiega il regista Santiago Sanguinetti – che parla di un gruppo di uruguayani che si recano con grande fatica ed esborso di soldi a New York per mettere in atto un piano strampalato di rivoluzione, nel suo adattamento italiano potesse risultare (per usare aggettivi tendenziosi) datato, obsoleto e sorpassato. I temi trattati dall’utopia rivoluzionaria contro il capitalismo, Stalin, la Coca-Cola e l’antiamericanismo, per il pubblico italiano apparivano secondo me ormai sbiaditi, e questo rischiava di influire sul risultato dell’intera messa in scena.
La materia rivoluzione non è mai semplice da trattare anche perché ogni qual volta si progetta qualcosa di rivoluzionario, c’è sempre il rischio che l’idea che ha generato il desiderio di rivoluzione risulti già datata, obsoleta, sorpassata. Proprio questo ragionamento mi ha portato a focalizzare la mia attenzione sui protagonisti di questa storia, sul perché ognuno di loro fosse lì, quale fosse la motivazione che li spingesse ad essere lì. E così mi sono ritrovato a parlare della solitudine, una solitudine mossa da un’apparente comunione di intenti alla ricerca di un’utopia sociale.
C’è il vecchio e nostalgico Nicolas che spera in un ultimo e disperato tentativo di riscatto per resistere ed esistere. C’è il giovane nipote Benjamin che, intriso dei racconti utopici dello zio, crede di aver trovato la soluzione per realizzarli e per questo coinvolge la sua fidanzata Belen , totalmente all’oscuro del piano che, ribaltando l’ordine gerarchico maschilista, scoprirà di essere la pedina fondamentale per realizzarlo. Poi c’è Riccardo, che tutti chiamano Richard, che sogna un futuro da cantante nelle metropolitane di New York.
Abbiamo cominciato in scena a porci le giuste domande senza la presunzione di trovare le giuste risposte , perché a occuparsi dell’utopia si finisce sempre per trattarla come se fosse materia ragionabile. Ecco perché Belen, Benjamin, Nicolas, Riccardo, pur non interessandosi di utopia, riescono a cavalcarla fino in fondo, tanto da scoprire che ormai è troppo tardi e non resta che combattere finché vinca il più forte”.
Info teatro Gobetti, via Rossini 8, Torino.
Orario degli spettacoli martedì giovedì e sabato ore 19.30, mercoledì e venerdì ore 20.45, domenica ore 16
Biglietteria teatro Carignano, piazza Carignano 6, Torino.
Tel 0115169555 email biglietteria@teatrostabiletorino.it
Orario: da martedì a sabato dalle 13 alle 19, domenica dalle 14 alle 19. Lunedì riposo.
Mara Martellotta
Dal 7 al 10 maggio 2026 la città di Cuneo tornerà ad essere il fulcro del nuoto artistico italiano con i Campionati Italiani Primaverili Assoluti di Nuoto Artistico, uno degli appuntamenti più prestigiosi del calendario nazionale FIN.
Il CSR Centro Sportivo Roero, gestore dell’impianto, è pronto ad accogliere atleti e pubblico presso lo Stadio del Nuoto di Cuneo, una struttura già protagonista negli anni di importanti eventi nazionali e internazionali, tra cui la Coppa Europa di Nuoto Artistico 2017, il quadrangolare internazionale di pallanuoto del 2020, il Campionato Italiano Assoluto Invernale 2016 e i più recenti Campionati Italiani Assoluti di Nuoto Artistico 2025. Un percorso che testimonia l’elevata qualità degli impianti e la capacità organizzativa e ricettiva del territorio.
L’edizione 2025 ha registrato la partecipazione di circa 250 atleti e atlete provenienti da oltre 30 società sportive di tutta Italia, confermando il ruolo centrale della manifestazione nel panorama nazionale. L’edizione 2026 si preannuncia ancora più rilevante sotto il profilo sportivo e mediatico, capace di coniugare eccellenza agonistica, spettacolo e valorizzazione del territorio, grazie anche al coinvolgimento delle istituzioni e delle realtà locali.
Nel corso delle quattro giornate di gara, il pubblico potrà assistere alle competizioni delle principali specialità della disciplina – singoli, doppi femminili e misti, squadre e routine acrobatiche – con esercizi che uniscono tecnica, eleganza, forza e interpretazione artistica. Le giornate di giovedì 7 e venerdì 8 maggio saranno dedicate alle fasi eliminatorie e alle prime finali, mentre sabato 9 e domenica 10 maggio ospiteranno le finali più attese.
La diretta televisiva RAI garantirà ampia visibilità alla manifestazione, assicurando una diffusione su scala nazionale e valorizzando ulteriormente l’evento e i partner coinvolti.
L’ingresso all’evento è gratuito, offrendo a tutti l’opportunità di vivere da vicino uno spettacolo senza precedenti.
Uno degli incontri conclusivi della prima fase del progetto TILDE si è svolto mercoledì 22 aprile scorso presso la Biblioteca Archimede a Settimo Torinese. Si tratta di un’iniziativa volta a innovare il welfare locale rendendolo più efficace, coordinato e vicino ai bisogni dei cittadini, in particolare alle necessità femminili, che rappresentano il target di riferimento a cui si rivolge il progetto che ha a cuore, tra i propri obiettivi, quello di migliorare il rapporto famiglia-lavoro da parte delle donne.
“Con TILDE ha preso forma un nuovo modo di pensare e organizzare i servizi alla persona – ha dichiarato la sindaca di Settimo Elena Piastra, che è anche assessore al welfare dell’Unione Net – il principio fondante era la creazione di una rete pubblico-privato in grado di mettere in campo iniziative concrete di supporto alla cittadinanza, coinvolgendo associazioni, imprese ed enti pubblici, a partire dall’Unione NET, promotore principale dell’iniziativa sostenuta dalla Fondazione Compagnia di San Paolo nell’ambito della call for Action Equilibri”.
I numerosi soggetti coinvolti nel progetto hanno avuto come trait d’union la figura di un welfare manager, in questo caso Marsha Cuccuvé.
Grazie al progetto TILDE si è registrato un impatto positivo sul territorio, con la realizzazione di 134 inserimenti lavorativi e l’attivazione di 17 tirocini, dando così nuove opportunità di occupazione e inclusione ai soggetti femminili. Sono stati anche avviati cento percorsi di riqualificazione professionale, che hanno condotto al conseguimento di 16 patenti, strumenti fondamentali per l’autonomia e l’accesso al lavoro.
Il progetto TILDE ha coinvolto numerosi enti del terzo settore, istituti scolastici e amministrazioni locali. I Comuni interessati sono sette, Borgaro, Caselle, Leinì, San Benigno, San Mauro, Settimo e Volpiano. Questo partenariato dei Comuni è guidato dall’Unione dei Comuni Nord Est di Torino.
Molti I risultati raggiunti, tra cui il potenziamento dei servizi educativi, resi più accessibili grazie ad un approccio capace di rispondere in modo efficace ai bisogni territoriali. Tra questi un esempio è rappresentato dalla revisione dei regolamenti degli asili nido dei Comuni coinvolti, che sono stati uniformati e i cui spazi e servizi sono stati potenziati per la popolazione.
Alcune aziende del territorio hanno poi aderito al progetto TILDE, inserendo nei propri strumenti di welfare aziendale delle convenzioni con i servizi pubblici.
“Processi come quelli che TILDE ha sperimentato e innescato a livello locale dimostrano che affrontare in modo integrato lavoro femminile e percorsi educativi di qualità è fondamentale per generare cambiamenti duraturi – spiega Marzia Sica, responsabile Obiettivo Persone della Fondazione Compagnia di San Paolo – La vera innovazione risiede nei dispositivi costruiti per il territorio, come piattaforme condivise, reti tra imprese e servizi e figure di raccordo. Sono strumenti che rendono il sistema più accessibile, leggibile e capace di rispondere in modo continuativo ai bisogni della comunità, rafforzando nel contempo la collaborazione tra attori pubblici e privati”.
Milan e Juventus non vanno oltre uno 0-0 che riflette perfettamente l’andamento della gara. Il big match è stato intenso ma estremamente tattico, con le due squadre attente più a non scoprirsi che a colpire.
Nel primo tempo i rossoneri trovano anche la via del gol con Thuram, servito da Conceiçao, ma l’esultanza viene spenta dal fuorigioco. Nella ripresa l’occasione più nitida capita a Saelemaekers, che però si vede negare la gioia del gol dalla traversa.
Un punto che muove comunque la classifica: il Milan resta terzo, a due lunghezze dal Napoli, mentre la Juventus consolida il quarto posto, mantenendo tre punti di vantaggio su Como e Roma. Un pareggio che sa di equilibrio, ma anche di occasione mancata per entrambe.
Enzo Grassano
Allo stadio Olimpico Grande Torino va in scena un pareggio che sa di riscatto. Sugli spalti prevalgono i colori nerazzurri, complice l’assenza del tifo organizzato granata in segno di protesta, ma in campo è il Torino a prendersi la scena nella ripresa.
Per lunghi tratti, la partita sembra il riassunto perfetto della stagione granata: ritmi bassi, qualche errore tecnico di troppo e una certa arrendevolezza che permette all’Inter di portarsi sul doppio vantaggio senza eccessive difficoltà. Il Torino appare spento, incapace di reagire.
Poi cambia tutto. Il gol di Simeone, nato da una giocata di qualità insieme a Ilkhan, riaccende improvvisamente l’orgoglio della squadra. Da quel momento i granata ritrovano intensità, convinzione e coraggio. L’Inter accusa il colpo e il Torino ne approfitta: è Vlasic, dal dischetto, a completare la rimonta fissando il risultato sul 2-2.
Un punto che vale molto più della classifica: è un segnale di carattere, una reazione che il Toro dovrà trasformare in continuità.
Enzo Grassano
Emanuele Ladetto è il vincitore dell’edizione 2026 della 9 Miglia Alladiese. La classica podistica di Aglié (TO) ha portato un numero clamoroso di concorrenti ad affrontare i suoi 14,5 km per una sfida, valida per il Criterium Podistico Piemonte, che si è disputata in un clima di anticipo dell’estate, considerando temperature che si aggiravano intorno ai 30°.
La gara, inserita nel calendario regionale Fidal, ha visto Ladetto, portacolori della Borgaretto ’75, riuscire a scavare un margine di sicurezza nei confronti degli avversari dopo il 5° km, fino a concludere in 51’18”, tempo che risente fortemente del clima molto caldo per questo periodo della stagione. Alle sue spalle seconda piazza per Andrea Vittoni (Olimpiatletica) a 35”, terzo a 1’12” il suo compagno di colori Antonio Giardiello. Fuori dal podio Cristian Nurri (Atl.Santhià) a 1’44” e Giampiero Chiocchi, anche lui della Borgaretto ’75, a 2’02”. Sesta piazza per uno dei favoriti della vigilia, Michele Belluschi (Naviglio Running Team), vincitore domenica scorsa della Liuc Run a Gallarate, a 2’42”.
Fra le donne vittoria per Elisa Viora (Torino Road Runners), unica a scendere sotto l’ora, che in 59’54” han prevalso per 1’03” su Emma Giaccone (Borgaretto ’75), terza posizione per Debhora Li Sacchi, anche lei targata Borgaretto ’75 a 2’01”.
Premiate a fine gara le società più numerose presenti all’evento: Podistica Torino, Equilibra Runner, Olimpiatletica. Ben 367 gli arrivati al traguardo, un risultato di spicco per il Team Peretti che ha sempre puntato molto sulla sua creatura organizzativa, dedicata alla memoria del Geometra Daniele Ferrando e che ha goduto del patrocinio del Comune di Aglié. Tanti i volontari sparsi sul percorso e dediti alla gestione dei servizi: se la 9 Miglia Alladiese è stato un successo anche quest’anno è merito anche loro.
Nelle scorse ore, in concomitanza con il 25 aprile, è stato appiccato il fuoco sulla lapide che ricorda il sacrificio dei partigiani in Largo Montebello a Torino. Nel corso degli anni l’atto vandalico è stato ripetuto più volte. Reazioni di condanna da parte della politica torinese, ad incominciare da Sinistra ecologista: “Un gesto contro la memoria della Liberazione”. E sul web c’è chi chiede la mobilitazione dell’Anpi.