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Festività all’insegna della cultura nei musei torinesi

Nel giorno di Natale resta aperto il Museo del Cinema, mentre le altre sedi museali prevedono orari straordinari durante le festività.

Il periodo natalizio non rappresenta solo una ricorrenza religiosa o un momento dedicato agli acquisti, ma può trasformarsi anche in un’occasione di arricchimento culturale, grazie all’ampia proposta di musei visitabili a Torino e nell’area metropolitana il 25 dicembre. Tra questi figura il Museo Nazionale del Cinema, che anche quest’anno accoglierà il pubblico nel pomeriggio di Natale. A partire da Santo Stefano, il museo sarà aperto con orario continuato dalle 9 alle 19; la Vigilia di Natale chiuderà invece alle 18. Il 31 dicembre l’orario sarà dalle 9 alle 18, mentre il 1° gennaio l’apertura è prevista dalle 14 alle 19.

All’interno del museo sarà possibile visitare la mostra “Pazza idea. Oltre il ’68: icone pop nelle fotografie di Angelo Frontoni”, curata da Carlo Chatrian insieme a Roberta Basano ed Elena Boux, allestita nell’Aula del Tempio. Spazio anche ai Manifesti d’artista, a cura di Nicoletta Pacini e Tamara Sillo.

Il 25 dicembre resteranno chiusi i musei della Fondazione Torino Musei — GAM, Palazzo Madama e MAO — che apriranno invece il 24 dicembre dalle 10 alle 14 e il giorno di Santo Stefano dalle 10 alle 18. Il Museo Egizio non sarà visitabile né a Natale né a Santo Stefano; sarà aperto alla Vigilia fino alle 14 e in diverse date successive — sabato 27, domenica 28, martedì 30 dicembre, sabato 3 e domenica 4 gennaio — dalle 9 alle 20. Lunedì 5 gennaio l’orario sarà dalle 9 alle 18.30.

La Reggia di Venaria chiuderà il 24 dicembre alle 15 e riaprirà il 26 con il consueto orario; dal 26 dicembre al 5 gennaio sarà inoltre possibile visitarla anche in fascia serale, per vivere un’atmosfera particolarmente suggestiva. Il Museo del Risorgimento resterà chiuso il 24 e 25 dicembre e riaprirà da Santo Stefano con il percorso espositivo dedicato alla mostra “Briganti, storie, immagini dal Risorgimento a oggi”.

Il MAUTO consentirà di ammirare una delle più importanti collezioni automobilistiche al mondo nel pomeriggio di Natale, dalle 14 alle 19. Il 24 e il 31 dicembre l’apertura sarà dalle 10 alle 14, mentre il 1° gennaio dalle 14 alle 19. Le Gallerie d’Italia saranno aperte il 24 dicembre dalle 9.30 alle 18, resteranno chiuse il giorno di Natale e riapriranno a Santo Stefano dalle 9.30 alle 19.30. Il 31 dicembre l’orario sarà dalle 9.30 alle 15, il 1° gennaio dalle 14 alle 19.30 e lunedì 5 gennaio dalle 9.30 alle 19.30. Infine, la Fondazione Accorsi Ometto sarà visitabile il giorno di Santo Stefano dalle 10 alle 19, resterà chiusa il 31 dicembre e riaprirà il giorno di Capodanno dalle 14 alle 20.

Mara Martellotta

Soffocato da un boccone di cibo muore 47enne

Tragedia durante le feste  per un boccone di cibo, forse panettone o un frutto, che ha bloccato le vie respiratorie, uccidendo un uomo di 47 anni. E’ deceduto nel pomeriggio della vigilia di Natale  a Settimo Torinese a casa dei genitori. A nulla sono valsi i soccorsi.

 

Aosta, incontro tra Cirio e Testolin

Si è svolto  ad Aosta l’incontro tra il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio e il presidente della Regione Valle d’Aosta Renzo Testolin. Si è trattato un’occasione di consolidamento dei buoni rapporti esistenti tra le due Regioni e di un momento di confronto e scambio su alcuni temi di reciproco interesse.
Uno degli argomenti centrali affrontati ha riguardato le vie di comunicazione e di trasporto tra il Piemonte e la Valle d’Aosta. L’incontro ha permesso di condividere l’avanzamento dei lavori di elettrificazione della tratta ferroviaria Ivrea-Aosta, lo stato degli interventi sulla bretella Ivrea-Santhià, in particolare per quanto riguarda il Viadotto Camolesa, in riferimento alle circostanze che si verificano in occasione dei picchi di affluenza turistica, e la situazione della frana in località Chiappetti a Quincinetto, per la quale è stata ribadita la massima attenzione per l’ultimazione del manufatto di contenimento, che pone le basi per le future iniziative di ulteriore diminuzione del rischio.
Alla luce del rilievo delle tante questioni aperte, il presidente Testolin e il presidente Cirio hanno convenuto sull’opportunità di costituire un Tavolo di lavoro permanente per affrontare con continuità e concretezza il tema legato alle infrastrutture e ai trasporti, un argomento che tocca profondamente le due Regioni.
Nel corso dell’incontro, si è parlato anche del Parco Nazionale del Gran Paradiso. A questo proposito, i presidenti hanno evidenziato la funzione cruciale del Parco sul territorio e  ribadito l’importanza del coinvolgimento delle comunità locali in tutte le scelte e le decisioni che riguardano la sua gestione, riaffermando la volontà che Valle d’Aosta e Piemonte lavorino in pieno accordo per la valorizzazione delle realtà comprese nei confini del Parco, tenendo sempre in considerazione le istanze espresse dalle comunità di riferimento.
«Ho voluto essere oggi ad Aosta per incontrare il presidente Testolin rieletto alla guida della Regione che con il Piemonte ha rapporti non solo geografici ma anche di storia, cultura e legami storici – ha spiegato il presidente Cirio – È stata l’occasione per fare il punto sui tanti dossier aperti, a partire dalle infrastrutture tra le due regioni, ma anche sugli studi che sono in corso sul raddoppio del tunnel del Monte Bianco. Abbiamo convenuto di istituire un Tavolo permanente tra Piemonte e Valle d’Aosta, che si riunisca tre volte l’anno, per affrontare insieme le tematiche legate ai collegamenti e alle infrastrutture e monitorare gli interventi in corso e quelli che partiranno. Abbiamo anche affrontato il tema del Parco del Gran Paradiso, un patrimonio prezioso che ci unisce: nelle prime settimane del 2026 incontreremo insieme i vertici del Parco per fare il punto sulle attività anche in occasione del rinnovo del Cda».
«È stato un momento costruttivo – ha detto il presidente Testolin – È per noi importante potere condividere temi e prospettare soluzioni comuni con la Regione Piemonte, perché insieme potremo approfondire meglio le criticità e dar più forza alla nostra azione. Ringrazio il presidente Cirio per la disponibilità che ci ha dimostrato e mi auguro che il nostro confronto possa proseguire con regolarità. In particolare, come condiviso nell’incontro di oggi, per quanto riguarda le questioni legate alla viabilità da e verso la nostra regione, ma che insistono sul territorio piemontese, per il tema della ferrovia e per la situazione del Parco Nazionale del Gran Paradiso. Quest’ultima rappresenta una priorità per le comunità interessate e richiede un’attenzione particolare, anche nell’ottica di un’eventuale rivisitazione del suo perimetro».

L’ex Cacao va a bando, si riqualifica il Valentino

La Città di Torino ha pubblicato  un bando esplorativo per valutare l’affidamento della sua proprietà di Viale Ceppi 6, all’interno del Parco del Valentino, che in passato ospitava il locale noto come “Cacao”.

L’intenzione della Città è dare nuova vita all’area “ex Cacao”, riconoscendone il potenziale strategico anche in virtù della sua posizione baricentrica all’interno del Parco del Valentino, e questo attraverso l’assegnazione in concessione (o altro titolo idoneo) a soggetti terzi interessati.

Il bando esplorativo scadrà il 26 febbraio alle ore 12 e servirà a raccogliere possibili manifestazioni d’interesse e proposte progettuali e a definire la scelta e l’attivazione della successiva procedura di evidenza pubblica per l’affidamento.

“L’obiettivo dell’amministrazione – spiega la vicesindaca di Torino Michela Favaro -, è quello di lavorare per far si che quell’area torni un presidio di socialità, andando a completare la riqualificazione di una zona in grande trasformazione”.

Il Parco del Valentino è attualmente oggetto di un importante intervento di riqualificazione, ancora in corso, finanziato dal Piano Nazionale Complementare al PNRR – Programma D.1 “Piano degli investimenti strategici sui siti del patrimonio culturale, edifici e aree naturali”, che prevede – tra le altre opere – la realizzazione di un nuovo parcheggio interrato con una capacità di quasi 600 posti auto all’interno del Padiglione 5 e la sistemazione superficiale dello stesso Padiglione con la realizzazione di un nuovo skate park. Le lavorazioni relative al Padiglione 5 sono in corso d’esecuzione e una porzione dell’area “ex Cacao” è stata predisposta quale area di cantiere. La conclusione dei lavori è prevista nel primo trimestre dell’anno 2026.

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Malgrado tutto Buon Natale!

IL COMMENTO di Pier Franco Quaglieni

Questo è un Natale speciale, messo in mezzo  a due guerre e due abortiti tentativi di pace. I pacifisti stanno dalla parte di chi fomenta la guerra e riempiono le strade di proteste e di violenza. Gli Angeli si asterranno dallo scendere sulla grotta di Betlemme e staranno nell’alto dei cieli. Chi dovrebbe stare dalla parte della pace sostiene per ignoranza che la forza difende la pace. La forza è parola di difficile definizione. E’  una lettura bignamesca di Machiavelli, priva di qualsivoglia caratura storica e intellettuale perché a tutelare la pace è la buona politica che non c’è più perché è affidata ad improvvisatori, magari dotati  di grossa o minima  corporatura, ma molto carenti di intelligenza politica. La democrazia è in crisi perché mancano i politici e quasi tutto è affidato alle  mani sbagliate di chi non legge, non studia, non conosce, non sa neppure parlare con correttezza sintattica e grammaticale. Il mio vecchio amico Gallino metteva già in luce anni fa che, quando la filosofia teoretica è latitante, anche il normale ragionamento ne risente. Stiamo perdendo il senso della storia e della politica e la pace dipende soprattutto da queste due componenti diventate molto rare. Anche una visione cristiana della vita è in crisi: le banalizzazioni populistiche di Papa Francesco hanno dato un contributo non indifferente ad un laicismo scristianizzante. Tornando al tema di questi giorni, vi confido cosa ho deciso. Per gli eventuali pro Pal, in realtà antisemiti persi, e i filoputiniani ho fatto una scelta molto semplice: ho allentato i rapporti con loro  fino  al punto da renderli inesistenti. Tentare di aprire gli occhi ai sempliciotti  e ai fanatici è impresa troppo onerosa, se non impossibile. Non leggo più le cose che scrivono e che   non meritano neppure mezzo minuto di attenzione. A Torino ci siamo per ora liberati della mina vagante tra il capoluogo e la Valle di Susa. Ho notato che ci sono potenziali facinorosi sostenitori per ora verbali del centro sociale che fa della violenza e del vandalismo la sua  unica ragione di vita. Troppi si sono rivelati a favore di Askatasuna. Anche qui farò lo stesso: chiudere ogni possibile futuro  rapporto. Con gli intolleranti, insegnava Popper,  si deve essere intolleranti. Io aggiungo che con i sostenitori a parole degli intolleranti bisogna essere intollerantissimi. Bisogna partire da certi professori che non possono imitare Toni Negri senza pagare il dazio. E  da certe professoresse indegne di salire in cattedra, sia pure  di scuole medie. Tra i vili sostenitori, magari sottovoce, dei violenti, paradossalmente, preferisco i violenti che offrono il petto agli idranti della polizia, che purtroppo  non riescono a raffreddare le teste calde portate  a delinquere. Certe teste sarebbe interessante sottoporle a Lombroso come se dovessimo fare un gioco perché esse non hanno nessun valore e nessuna utilità. E’ un brutto Natale, ma rifiuto la menzogna dei bottegai che attribuiscono la colpa di un Natale agitato alla Polizia e non al centro sociale che da trent’anni sconvolge la vita pacifica dei torinesi e dei valsusini. Speriamo che a Natale e Santo Stefano facciano tutti festa, astenendosi dai pensieri e dalle azioni abituali. Chissà che possano  recuperare  un po’ di responsabilità. Sarebbe un ottimo risultato che contribuirebbe ad una migliore  convivenza civile.
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Nella foto, la scritta apparsa sulla facciata della Gran Madre a Torino

Polizia di Stato, uno spot per augurare buone Feste

La Polizia di Stato anche quest’anno augura buone feste con uno spot che ha come protagonista la gente.

Donne, anziani, uomini, bambini con in mano un addobbo natalizio della Polizia di Stato si susseguono nelle immagini a ritmo di musica: un’allegoria per dimostrare la vicinanza e l’impegno quotidiano al servizio di tutti cittadini.

Sorrisi e abbracci sono il motivo conduttore del video augurale, che si conclude con uno sguardo al futuro: una bambina che, con l’aiuto di un poliziotto, riesce a raggiungere la cima dell’albero. Un gesto simbolico del #Essercisempre della Polizia di Stato, anche vicino alle nuove generazioni e al loro fianco per la legalità.

Le origini del Natale, la festa cristiana più celebre

PERCHE’  SI CELEBRA IL 25 DICEMBRE?

Il Natale e’ la festa piu’ importante della tradizione cristiana. Il 25 dicembre si commemora l’anniversario della nascita di Gesu’ Cristo, lo sanno tutti, ma non tutti sanno quale e’ la storia che ha portato a scegliere proprio questa data considerato che ne’ il Vangelo, a parte qualche riferimento di Matteo e Luca, ne’ la Bibbia riportano in quale mese nacque Gesu’. Per un periodo ci fu anche un dibattito nel mondo ecclesiastico all’interno del quale furono proposti diversi di giorni per le celebrazioni e alla fine si arrivo’ alla data che tutti conosciamo.

E’ il mondo romano che ci ha portato a festeggiare la nascita del Salvatore proprio il 25 dicembre, infatti questa festa prende spunto da due feste pagane che sono: i Saturnalia e il Solstizio d’inverno.

Saturno era il dio dell’agricoltura e del raccolto che nell’antica Roma si celebrava tra il 17 e il 23 di dicembre, in concomitanza con il solstizio d’inverno, il periodo più buio dell’anno, quando il sole sorge più tardi e tramonta prima. In quel periodo non si lavorava la terra e tutti si riposavano, anche gli schiavi che smettevano di servire i loro padroni. Venivano organizzati banchetti, ci si scambiava visite e regali e si aspettava il nuovo anno. Il solstizio d’inverno, o bruma per i romani, fu fissato da Giulio Cesare (calendario giuliano), nel 45 a.c., proprio il 25 dicembre che corrisponde secondo il calendario gregoriano, quello da noi utilizzato, al 21-22 dicembre. Dal giorno dopo, secondo il culto del Sole Invitto, o Sole vittorioso, le giornate ricominciavano ad allungarsi, si usciva dall’oscurita’.

Il vescovo greco ortodosso Epifanio di Salamina, venerato dalla Chiesa Cattolica, intorno al 226 si rese conto che tra le due tradizioni, quella pagana e quella cristiana, c’erano dei punti di contatto come la metafora della rinascita della luce sulle tenebre; Papa Giulio I, sulla scia di questa corrispondenza, nel 337 stabili’ che il 25 dicembre sarebbe stato celebrato il Natale, probabilmente anche con la speranza di convertire i romani al cristianesimo, e l’ Imperatore Giustiniano nel 529 rese la data festa ufficiale dell’Impero.

La piu’ antica fonte che riguarda il Natale celebrato dalla Chiesa di Roma e’ il Cronografo del 354 che riporta che il Natale Invicti ricorre, appunto, il 25 dicembre nel calendario civile.

Il sole invictus, l’uscita dal buio e dall’assenza di luce, dunque, ha messo insieme l’eliolatria, l’adorazione per questa grande sfera di idrogeno ed elio che e ’il sole, da parte dei pagani romani e la figura di Gesu Cristo che con la sua nascita diventa il simbolo della luce, della speranza e dell’uscita dall’oscurita’.

MARIA LA BARBERA