L’amministrazione comunale, consapevole dell’impatto dei cantieri di sottoservizi e manutenzione stradale sulla viabilità cittadina e della necessità di programmare in modo efficiente ed ordinato i vari interventi, si è da tempo dotata di una regia cantieri, un coordinamento tra uffici comunali, polizia locale e società di sottoservizi, che si riunisce settimanalmente per raccogliere le esigenze di intervento su tutto il territorio cittadino e pianificare le ordinanze che riguardano la viabilità. Questo lavoro ha costituito il punto di partenza per realizzare la piattaforma che, attraverso la digitalizzazione di tutti i processi, rappresenta una rivoluzione del modo in cui la pubblica amministrazione e i partner strategici pianificano, gestiscono e monitorano lo spazio pubblico della città.
“Sappiamo bene – sottolinea il sindaco Stefano Lo Russo – come interventi necessari, quale ad esempio la riasfaltatura di una strada dove il manto è ammalorato, possano rappresentare un disagio per i cittadini che ogni giorno quella strada la percorrono. Ancora di più se, qualche mese dopo, quella strada viene interessata da nuove manutenzioni. Ecco perché abbiamo deciso di dotarci di uno strumento che ci aiuti a massimizzare gli investimenti riducendo al minimo i disagi. La piattaforma digitale costituisce un esempio virtuoso di come la tecnologia possa aiutarci ad efficientare i processi, con un beneficio tangibile sulla qualità della vita quotidiana dei cittadini. Grazie a una gestione integrata, ridurremo i disagi legati ai cantieri stradali, alla manutenzione del verde urbano, agli eventi, assicurando uno sviluppo del territorio coerente, coordinato e tempestivo”.
“È stato fatto un enorme lavoro di revisione delle procedure – spiega l’assessora alla Transizione Digitale e Viabilità Chiara Foglietta – con la digitalizzazione completa di processi che, sino ad oggi, avvenivano in parte ancora con modulistica cartacea. Questo strumento ci permetterà di avere un quadro sempre completo e aggiornato di quello che avviene e dovrà avvenire sul suolo cittadino, mettendoci nelle condizioni di evitare sovrapposizioni e conseguenti disagi per la viabilità e la cittadinanza”.
La piattaforma, co-finanziata tramite fondi Pon Metro Plus, è stata sviluppata dalla divisione Progetti Speciali e il servizio Sistemi Informativi e rappresenta una tappa fondamentale nel percorso di transizione digitale intrapreso dalla Città di Torino.
“La gestione dello spazio urbano in una grande città metropolitana – aggiunge la direttrice generale della Città di Torino Alessandra Cimadom – è per sua natura complessa e frammentata, coinvolgendo molteplici attori interni ed esterni. La piattaforma risponde a questa complessità con uno strumento unico, centralizzato e coordinato in grado di supportare la programmazione e la gestione di tutte le azioni di manutenzione e trasformazione del suolo pubblico. Questo include una visione d’insieme su cantieri stradali, interventi sui sottoservizi, gestione del verde pubblico, organizzazione di grandi eventi e viabilità. Per raggiungere questo risultato, è stato necessario intraprendere due grandi sfide, ovvero la digitalizzazione e reingegnerizzazione dei processi, rivedendo completamente i flussi di lavoro che determinano la trasformazione fisica della città, e la costruzione di un ecosistema decisionale basato sui dati, in cui ogni proposta di intervento è georeferenziata, permettendo così di analizzare in anticipo le sovrapposizioni temporali e spaziali (evitando, ad esempio, che una strada appena riasfaltata venga subito riaperta per altri lavori di posa di sottoservizi)”.
Un lavoro che si basa su tre pilastri tecnologici interconnessi, ciascuno dedicato a una specifica fase del ciclo di vita della pianificazione urbana:
CityBlocks: lo strumento di ingresso delle informazioni (fase di input). Consente a tutti gli operatori abilitati — inclusi gli uffici comunali, le aziende municipalizzate e i grandi utenti (come i gestori di servizi di rete) — di inserire direttamente nel sistema le proprie proposte di intervento sul suolo pubblico.
CityPlanner: il cuore pulsante del sistema, uno strumento trasversale dedicato alla regia e al coordinamento. Permette di visualizzare in modo sinottico e integrato tutte le proposte pervenute, facilitando la programmazione temporale, la risoluzione delle interferenze spaziali e l’accettazione formale degli interventi.
CityMonitor: la componente di verifica e aggiornamento sul campo. Consente ai tecnici comunali e alle maestranze di inserire, aggiornare e monitorare in tempo reale lo stato di avanzamento delle attività e tutte le informazioni territoriali rilevanti direttamente dal luogo dell’intervento.
La piattaforma vede attivi oggi 36 soggetti, suddivisi tra 13 uffici comunali interni e 23 grandi utenti (società fornitrici di servizi, utility).
È già operativa da qualche mese in fase di test durante la quale sono state gestite interamente in digitale oltre 4mila istanze di manomissione del suolo pubblico, con una notevole riduzione dei tempi di istruttoria.
La sfida ora è di consolidare l’utilizzo di questo strumento innovativo, misurandone gli effetti nella programmazione (i primi si vedranno già tra qualche settimana) e di integrarlo di nuove funzioni: l’obiettivo infatti è di renderlo operativo su tutta la gestione del territorio. La prossima tappa riguarderà la programmazione degli interventi sul verde, mentre entro la fine del 2027 il sistema dovrebbe entrare a regime per la gestione digitale di tutti gli eventi cittadini.
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L’Art Nouveau apre la strada all’architettura moderna e al design. Determinante per la diffusione di quest’arte è sicuramente l’Esposizione Universale di Parigi del 1900, tuttavia anche altri canali ne segnano l’importanza: ad esempio la pubblicazione di nuove riviste, come L’art pour tous, e l’istituzione di scuole e laboratori artigianali. La massima diffusione del nuovo stile è comunque da rapportarsi all’Esposizione internazionale d’arte decorativa moderna di Torino del 1902, in cui vengono presentati progetti di designer provenienti dai maggiori paesi europei, tra cui gli oggetti e le stampe dei famosi magazzini londinesi del noto mercante britannico Arthur Lasemby Liberty. La nuova linea artistica, in rottura con la tradizione, è presente nelle grandi capitali europee, come Praga, con la grande figura di Moucha, Parigi in cui Guimard progetta le stazioni per la metropolitana, Berlino, dove nel 1898 i giovani artisti si dissociano dagli stili ufficiali delle accademie d’arte, intorno alla figura di Munch, Vienna, dove gli artisti della secessione danno un nuovo aspetto alla città. Una delle caratteristiche più importanti dello stile, che presenta affinità con i pittori preraffaelliti e simbolisti, è l’ispirazione alla natura, di cui studia gli elementi strutturali, traducendoli in una linea dinamica e ondulata, con tratto “a frusta”, e semplici figure sembrano prendere vita naturalmente in forme simili a piante o fiori. Si stagliano in primo piano le forme organiche, le linee curve, con ornamenti a preferenza vegetale o floreale. Tra i materiali, vengono adoperati soprattutto il vetro e il ferro battuto. In gioielleria si creano alti livelli di virtuosismo nella smaltatura e nell’introduzione di nuovi materiali, come opali e pietre dure, nascono monili in oro finemente lavorato e smaltato; i diamanti vengono accostati ad altri materiali, come il vetro, l’avorio e il corno. Solo in Italia, a differenza degli altri territori prima chiamati in causa, il Liberty non si contrappone al passato o alla tradizione accademica dell’insegnamento e dell’esercizio delle arti, con la conseguenza che qui, sulla nostra penisola, non si consolidò mai una scuola di riferimento identificabile con il movimento Liberty, al contrario ci furono singole personalità artistiche che si dedicarono ad approfondire i caratteri dello stile floreale ed epicentri per la diffusione del gusto dell’arte nuova, tra questi poli di profusione ci fu proprio Torino. Nei prossimi articoli considereremo nel dettaglio alcuni palazzi e quartieri della città sabauda particolarmente suggestivi e rilevanti dal punto di vista decorativo e architettonico, che testimoniano la meravigliosa trasformazione della nostra città, ancora oggi conosciuta come capitale del Liberty italiano.