A cura di piemonteitalia.eu
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https://www.piemonteitalia.eu/it/enogastronomia/ricette/agnolotti-di-stufato
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Cent’anni fa, nella notte tra il 15 e il 16 febbraio del 1926 Piero Gobetti moriva in una gelida Parigi non ancora venticinquenne a causa delle complicazioni subentrate dopo un forte attacco di bronchite. Aveva da poco lasciato l’Italia fascista dopo aver subito brutali aggressioni squadriste che l’avevano pesantemente debilitato nel corpo, ma non certo nello spirito fiero e intransigente oppositore del fascismo, promotore di un liberalismo progressista, fondatore di riviste importantissime come Energie nuove e La rivoluzione liberale. Nato a Torino il 19 giugno 1901, questo giovanissimo e raffinato intellettuale liberale e antifascista seppe comprendere il fascismo prima di altri e lo seppe spiegare in quella che sarebbe diventata la sua forma autoritaria, violenta, dittatoriale. Mussolini lo considerò, come Gramsci, uno degli avversari più pericolosi.
In un telegramma, inviato il 1 giugno 1925, al prefetto di Torino, il Duce ordinò di “rendere nuovamente difficile vita questo insulso oppositore governo e fascismo“. Fu aggredito, picchiato, costretto a rifugiarsi nella capitale francese dove, in una clinica di Neuilly-sur-Seine, chiuse la sua vita terrena. La sua tomba è situata nella parte più elevata del Père-Lachaise, nel Plateau de Charonne, all’interno della divisione 94, poco distante dalla tomba (oggi cenotafio) dei fratelli Nello e Carlo Rosselli. Una tomba molto semplice. Si possono leggere, oltre alle date di nascita e di morte, una targa in ricordo della sua figura, posta per volontà del Comitato Nazionale per il centenario della nascita (“nel ricordo della sua solitaria sfida al fascismo e della sua lezione di intransigenza etica e politica”) e un’altra del governo italiano con incisa in lingua francese una frase di Gobetti stesso: “Mon language n’était pas celui d’un enclave” (Il mio linguaggio non era quello di uno schiavo). In quella zona a sud del più celebre cimitero parigino che racchiude tante storie e memorie si trova il muro dei Federati, luogo-simbolo dove – il 28 maggio del 1871 – furono fucilati dalle truppe di Thiers gli ultimi 147 comunardi sopravvissuti alla “semaine sanglante”, la settimana di sangue che pose fine al sogno ribelle della Comune di Parigi. Non distante sono sepolti, tra gli altri, la fotoreporter tedesca Gerda Taro – compagna di Robert Capa – e Jean-Baptiste Clément, musicista che compose “Les temps des cerises”, il tempo delle ciliegie, famosa canzone che ricorda metaforicamente la rivoluzione fallita della Comune paragonandola ad un amore perduto.

Come scrisse l’olandese Cees Nooteboom nel suo libro “Tumbas. Tombe di poeti e pensatori”, “la maggior parte dei morti tace. Per i poeti non è così. I poeti continuano a parlare“. Lo stesso vale per i pensatori e i rivoluzionari. E “all’ombra de’ cipressi e dentro l’urne confortate di pianto“, come scriveva Ugo Foscolo, non pare proprio che rimpiangano niente. Quasi che, dalla sua tomba nella 97sima divisione, Edith Piaf cantasse ancora con la sua voce potente e malinconica “Non, rien de rien / Non, je ne regrette rien / Ni le bien qu’on m’a fait, ni le mal / Tout ça m’est bien égal“. In tanti ricorderanno, è augurabile, il centenario di Gobetti. Uno dei tanti modi sarà quello di omaggiarne la tomba a Parigi.
Marco Travaglini
Per la stagione Iperspazi 2025-2026 di Fertili Terreni Teatro andrà in scena a OFF Topic, in via Pallavicino 35, per la prima volta a Torino, giovedì 12 febbraio prossimo, la pièce teatrale ‘BOILER ROOM, Generazione Y’, creazione e ideazione di Ksenija Martinovic, con la coreografia e drammaturgia nella danza di Matilde Ceron. In
scena i performer Federica d’Angelo, Alessio Genchi, Matteo Prosperi e Margherita Varricchio.
Lo spettacolo presenta luci stroboscopiche non adatte a un pubblico fotosensibile e risulta adatto ad un pubblico di età maggiore dei 14 anni.
Non si tratta di uno spettacolo teatrale ma di un’esperienza sensoriale a tutto tondo. ‘BOILER ROOM Generazione Y’ è un’opera site-specific, installazione sonora alimentata da luci fluorescenti e stroboscopiche che pulsano a ritmo di musica, invitando il pubblico a seguirne il movimento ininterrotto. Si tratta di una performance che travalica l’idea stessa di teatro, richiedendo allo spettatore di vivere in prima persona la ricerca di altri immaginari, di spazi altrove, dove poter dar corso a un riconoscimento culturale con al centro l’idea di cittadinanza e fragilità delle nuove generazioni.
Il tutto trae ispirazione da un interrogativo preciso su quale potrebbe essere il punto di rottura della musica in una determinata zona di confine e di guerra, di solitudine e di resistenza.
Partendo dalla storia personale della Dj palestinese Sama Abdulhadi che, grazie alla BOILER Room diventa virale e conosciuta in tutto il mondo quale “Palestian Techno Queen” , performer e pubblico saranno protagonisti di un viaggio di musica, luci e colori confrontandosi su domande relative a un’intera generazione.
Prima ci sono stati i “Baby boomers”, nati dopo la seconda guerra mondiale, poi è arrivata la generazione X degli anni Settanta e Ottanta, da ultimo è stato il turno della Generazione Y o dei cosiddetti MIllenians, nati tra la metà degli anni Ottanta e i primi anni del Duemila, ragazzi e ragazze facenti parte di un’umanità definita dai sociologi come pigra e narcisista, superficiale, individualista e concentrata su di sé, definizione poco ottimistica, per lo meno raddrizzata dalla capacità a lei riconosciuta di adattarsi molto rapidamente a un mondo che, altrettanto ripidamente, si modifica.
Digitali per definizione, nati con telefonini e tablet in tasca, i Millenians sono da decenni oggetto di studi sociologici, essendo la prima generazione globale del World Wide Web con abitudini e modi di pensare condivisi e, indipendentemente dalla parte del mondo in cui vivono, risultano però i soggetti più colpiti dalla crisi economica.
Il progetto ‘BOILER ROOM- Generazione Y’ mette al centro della propria indagine le teorie di Mark Fisher, il filosofo prematuramente scomparso nel 2016 che nel suo libro “Realismo capitalista” analizza i giovani millenians suggerendo plausibili risposte alla perenne precarietà della generazione dei trentenni di oggi. Tale progetto si sviluppa intorno a quello che Fisher definisce “edonismo depressivo”, metafora perfetta di una società sempre più tecnologica dove tutto è a portata di un solo clic.
A corollario allo spettacolo si segnala l’iniziativa 100×100 Gaza, campagna di solidarietà attiva nata nel 2025 per dare una risposta collettiva alla catastrofe umanitaria provocata dal genocidio inflitto da Israele alla popolazione di Gaza, con la possibilità di contribuire alla raccolta fondi a sostegno dei progetti attivi nella striscia di Gaza.
L’iniziativa si inserisce all’interno delle cento ore di solidarietà attiva previste da mercoledì 11 a domenica 15 febbraio 2026.
Per il biglietto il costo è di 13 euro se acquistato online, 15 euro in cassa la sera dell’evento.
Resta la possibilità di lasciare il biglietto sospeso tramite donazione online o con satispay e di entrare gratuitamente per alcuni under 35, grazie ai biglietti messi a disposizione attraverso la collaborazione con Torino Giovani.
I biglietti si possono acquistare online sul sito www.fertiliterreniteatro.com
Mara Martellotta
Domenica 15 febbraio, lunedì 16 e martedì 17 febbraio prossimi, sempre alle ore 16.30, la Casa del Teatro Ragazzi e Giovani di Torino si trasformerà in un luogo di festa e meraviglia con Carnevalzer, spettacolo fuori abbonamento pensato per tutta la famiglia. Tra risate, stupore e acrobazie mozzafiato il Carnevale prende letteralmente il volo con artisti sospesi tra cielo e palco, che sfidano l’equilibrio con numeri spettacolari fatti di volteggi, capriole aeree, sorprendenti contorsioni e danze in aria. I corpi si trasformano in maschere viventi, in un intreccio di tecnica, fantasia e gioiosa follia, dove ad essere protagonista è l’imprevedibile.
In un’atmosfera ricca di colori, musica ed energia, Carnevalzer invita il pubblico a lasciarsi sorprendere e giocare con lo stupore, perché, come vuole la tradizione, a Carnevale ogni scherzo vale, anche quando a scherzare sono i corpi in volo. Ogni salto si fa sorriso, ogni atterraggio un applauso; tra cielo e palco gli artisti di ARTEMAKIA, guidati da Milo Scotton, sfidano l’equilibrio con acrobazie aeree, sorprendenti contorsioni , danze sospese e gesti che parlano senza parole. In un’atmosfera fatta di colori, musica e fantasia, il Carnevale diventa occasione per rallentare i ritmi della vita, per osservare e lasciarsi attraversare dall’imprevedibile.
Lo spettacolo sarà preceduto da giochi, photoset, truccabimbi, laboratori creativi che accompagneranno il pubblico nell’esperienza teatrale e si concluderà con l’immancabile battaglia dei coriandoli, gesto collettivo e liberatorio, che chiuderà la festa.
A partire dalle 15.30 buffi pagliacci, acrobazie sorprendenti e pose esilaranti e giochi coinvolgenti aspetteranno gli spettatori per un’esperienza tutta da vivere.
Biglietti: 20 euro, ridotti 18 (over 65, abbonati stagione 2025-2026, associazioni, CRAL, convenzionati), ridotto ragazzi 16 euro ( under 14), biglietto omaggio under 2
Casa del Teatro Ragazzi e Giovani. Corso Galileo Ferraris 266
Tel 389/2064590
biglietteria@casateatroragazzi.it
Mara Martellotta


«”Saremo solerti nel valutare l’assegnazione dei fondi”: così l’assessore Riboldi ha risposto alla mia Interrogazione finalizzata a conoscere le tempistiche della ristrutturazione e della riapertura del reparto dialisi dell’ospedale di Ivrea. Solerzia a parte, la risposta è chiara: non c’è nessuna tempistica». Lo afferma il consigliere regionale Alberto Avetta (Pd) a margine della discussione a Palazzo Lascaris. «L’assessore Riboldi ha ricordato che nel settembre del 2024 sono state presentate due istanze di finanziamento, attualmente “in corso di istruttoria”. Le risorse (Fondo Sviluppo Coesione) saranno assegnate nel 2026, quindi non ci sono date certe per l’inizio del cantiere. Pertanto, i 47 pazienti dializzati dovranno recarsi a Castellamonte non si sa per quanto tempo, e lo stesso vale per il personale medico ed infermieristico assegnato a Castellamonte in attesa del completamento dei lavori di adeguamento. La dialisi è un trattamento delicato, che dura circa 4 ore, ed è evidente il grave disagio per i pazienti (e per i loro familiari e accompagnatori) che devono recarsi mediamente tre volte a settimana a Castellamonte. I pazienti dializzati e le loro famiglie hanno diritto a qualche certezza in più sui tempi di riapertura del reparto di Ivrea. Manterremo alta l’attenzione».
“E’ dall’inizio del mandato che denunciamo il fatto che i contratti collettivi applicati nei servizi esternalizzati della sanità piemontese penalizzano lavoratrici e lavoratori: il caso di AMOS, che è una società interamente pubblica ma applica il contratto multiservizi e il contratto AIOP che non viene rinnovato da 8 anni, è da questo punto di vista esemplare di quello che si dovrebbe evitare, cioè avere lavoro povero e precario nella gestione di servizi pubblici.
L’audizione in Commissione delle rappresentanze sindacali, di Azienda Zero e di AMOS ci conferma che quella in discussione sarebbe una vera e propria operazione di dumping contrattuale, che rischia di tradursi in una progressiva esternalizzazione di attività oggi svolte dal servizio sanitario pubblico e di farlo sulla pelle di lavoratori e lavoratrici. Ricordiamo per esempio che le differenze salariali tra chi lavora al 112 con i contratti applicati da AMOS e chi lo fa direttamente per il SSR sono superiori al 30% a parità di mansione, come segnalato dalle organizzazioni sindacali. Una situazione che produce disuguaglianze evidenti e profondamente ingiuste.
Abbiamo già sollevato in svariate occasioni all’assessore Riboldi, ma anche all’assessore Marrone per quanto riguarda il comparto socio-assistenziale, la gravità di questa situazione: a parole ci danno ragione, ma come è emerso oggi in Commissione nulla è stato fatto per superare questa vergogna. Non a caso, il nostro emendamento al Piano socio-sanitario che chiedeva semplicemente di applicare ai servizi affidati a terzi contratti rinnovati e analoghi a quelli applicati dal pubblico è stato respinto.
Permangono inoltre forti incertezze sul futuro del personale del 118 e dell’emergenza territoriale, tema più volte rinviato, così come sull’impostazione complessiva del progetto, che non prevede un vero rafforzamento del pubblico attraverso assunzioni dirette. In una fase cruciale per la riorganizzazione della sanità territoriale, il rischio è che le nuove strutture restino prive di personale o vengano affidate alle aziende partecipate, senza generare risparmi per la pubblica amministrazione e indebolendo il servizio sanitario pubblico.
Non accetteremo che la riorganizzazione della sanità passi attraverso l’abbassamento dei salari e dei diritti: difendere la sanità pubblica significa investire nel lavoro pubblico e nella qualità dei servizi”.
L’auto si ribalta in un canale a bordo della carreggiata ed esce di strada: morto il conducente. È accaduto nel pomeriggio di oggi in via Mappano, a Caselle Torinese, quando la vettura, una Fiat Panda diretta verso il centro, è sbandata fuori strada e si è capovolta sul ciglio destro.
Sul posto sono intervenuti i soccorsi del 118 Azienda Zero, con l’elisoccorso, che hanno tentato invano di salvare l’uomo, ma purtroppo il conducente, un 55enne residente sul posto, ha perso la vita. Presenti anche i vigili del fuoco con le squadre dei distaccamenti di Caselle Torinese, Torino Stazione e del nucleo speleo-alpino-fluviale. I carabinieri della Compagnia di Venaria Reale hanno effettuato i rilievi per ricostruire la dinamica dell’incidente. Per le operazioni di soccorso e rimozione, la polizia locale ha chiuso al traffico la strada provinciale 12.
VI.G
La Regione Piemonte introduce nuove opportunità di sostegno per imprese e lavoratori autonomi, stanziando 4,7 milioni di euro destinati a favorire l’autoimprenditorialità sul territorio.
L’iniziativa rappresenta uno strumento concreto di politica attiva del lavoro, pensato per supportare l’avvio di nuove attività professionali e imprenditoriali, promuovendo forme di occupazione stabile e duratura.
Elena Chiorino, vicepresidente e assessore regionale al Lavoro, puntualizza che «questo bando è una dichiarazione di fiducia nel Piemonte che crea e che costruisce. Mettiamo in campo 4,7 milioni per sostenere chi sceglie di non aspettare, ma di rimboccarsi le maniche e trasformare un’idea in lavoro e futuro. È una scelta politica precisa: crediamo nell’impresa come motore di crescita della nostra Nazione. Con finanziamenti a tasso zero, garanzie regionali e strumenti concreti accompagniamo l’autoimpiego e la creazione d’impresa come vere politiche attive del lavoro. L’attenzione rafforzata all’imprenditorialità femminile è un atto di giustizia e di visione: valorizzare il talento delle donne significa rafforzare l’economia e la coesione sociale del Piemonte. La Regione vuole liberar energie, per questo sceglie di stare a fianco di chi crea lavoro».
Le agevolazioni sono rivolte a lavoratori autonomi, imprese individuali, società di persone e società di capitali costituite da non oltre 24 mesi, con sede legale e operativa in Piemonte.
Un’attenzione particolare è riservata all’imprenditorialità femminile: per lavoratrici autonome, imprenditrici individuali e aziende a prevalente partecipazione femminile il termine per accedere alle agevolazioni viene esteso fino a 36 mesi dalla costituzione dell’attività.
Il bando sostiene progetti di autoimpiego e creazione d’impresa attraverso finanziamenti agevolati che coprono fino al 100% delle spese ammissibili. Il 70% dell’importo è finanziato con fondi regionali a tasso zero, mentre il restante 30% proviene da istituti bancari convenzionati con tassi di mercato calmierati.
È inoltre prevista, su richiesta, una garanzia regionale gratuita che copre fino all’80% della quota di finanziamento erogata dalla banca.
Le risorse sono destinate a sostenere gli investimenti necessari all’avvio e allo sviluppo delle attività, comprendendo sia spese materiali sia immateriali, come l’acquisto di macchinari e attrezzature, software, interventi di adeguamento dei locali e altre voci strettamente collegate al progetto imprenditoriale.
Le richieste di finanziamento devono essere inoltrate a Finpiemonte entro 24 mesi dalla costituzione dell’impresa oppure dall’apertura della partita Iva per i lavoratori autonomi. Le domande vengono presentate tramite procedura telematica a sportello e sono valutate secondo l’ordine cronologico di arrivo, fino all’esaurimento delle risorse disponibili.
Ulteriori informazioni sono disponibili ai seguenti link:
https://bandi.regione.piemonte.it/contributifinanziamenti/presentazione-delle-domande-di-accesso-alle-agevolazioni-nuove-imprese
https://www.finpiemonte.it/agevolazioni/autoimpiego-creazione-impresa