John Elkann, a fronte dell’esito della vicenda giudiziaria dei 183 milioni di euro di frode fiscale versati, come stabilito svolgerà la messa alla prova dai Salesiani di Torino insegnando ai giovani “fragili”. Il Corriere della sera anticipa che il manager lavorerà all’ufficio pastorale giovanile ‘Maria Ausiliatrice’ per 30 ore settimanali, occupandosi della progettazione e pianificazione di modelli educativo-formativi per giovani in situazioni di vulnerabilità e a rischio di dispersione scolastica e di progetti di avvicinamento al mondo del lavoro e di orientamento scolastico-professionale in qualità di tutor. La procura ha dato il benestare e ora il piano dovrà essere approvato anche dal gip lunedì.
Apre a Mirafiori Sud, negli spazi rinnovati e rifunzionalizzati di un ex edificio scolastico, il nuovo Punto di servizio bibliotecario di via Negarville, che offrirà al quartiere uno spazio dedicato alla lettura, allo studio e alla partecipazione culturale. All’inaugurazione, questo pomeriggio, hanno partecipato il sindaco della Città di Torino Stefano Lo Russo, l’assessora alla Cultura Rosanna Purchia e il presidente della Circoscrizione 2 Luca Rolandi.
“Sulla cultura, sul libro e sulle biblioteche – ha spiegato il sindaco Stefano Lo Russo – abbiamo deciso di investire molte delle risorse del Pnrr e, come in questo caso, anche della Città. Questo nuovo spazio sarà un luogo di diffusione di cultura ma anche un centro di aggregazione e di socialità positiva per le persone del quartiere. Nella nostra visione di città, le biblioteche sanno essere luoghi inclusivi, intergenerazionali e interculturali, dove ragazze e ragazzi, adulti e anziani possono entrare e trovare servizi e spazi accoglienti per loro”.
Nel corso della cerimonia inaugurale, accompagnata dagli interventi musicali a cura della Banda Musicale del Corpo di Polizia Municipale della Città di Torino, la scrittrice e traduttrice torinese Marta Barone, madrina del nuovo punto bibliotecario, ha offerto una riflessione sul valore della lettura come esperienza di comunità. La giornata si è conclusa con il laboratorio per famiglie “Leggere per giocare”, curato dalle Biblioteche civiche con la collaborazione di volontarie e volontari del Servizio civile.
“Con questa apertura – ha dichiarato l’assessora alla Cultura Rosanna Purchia – la Città rinnova il suo impegno per rendere la cultura accessibile e vicina a tutte e a tutti. A Mirafiori Sud, accanto alla Biblioteca Cesare Pavese e al Mausoleo della Bela Rosin, nasce così un nuovo spazio di comunità, in linea con un’idea di biblioteca quale luogo vivo, in cui si coltiva la curiosità e si intrecciano relazioni. È un segno concreto di quanto crediamo nella diffusione della cultura e nella rete delle Biblioteche civiche come presidio di prossimità al servizio dei cittadini”.
GLI INTERVENTI DI RIQUALIFICAZIONE
Avviati nel dicembre 2024, i lavori hanno permesso di rinnovare gli spazi interni e rendere più accogliente e funzionale la struttura, con interventi su ingresso, servizi igienici e impianti di sicurezza, oltre che sull’area verde esterna, per un costo complessivo di circa 40 mila euro. A queste risorse si aggiunge un investimento di 15 mila euro per l’acquisto di libri e periodici destinati alla fase di avvio.
I nuovi spazi comprenderanno una sala da 20 posti a sedere per attività rivolte ai giovani; una seconda, dotata di proiettore, potrà accogliere fino a 50 persone per incontri e conferenze; una terza sarà destinata invece alla lettura e allo studio, con una capienza fino a 30 persone. La nuova sistemazione degli ambienti ha previsto inoltre un’area di circa 100 metri quadrati per incontri ed eventi informali.
La nuova biblioteca metterà a disposizione della cittadinanza circa cinquemila volumi, riviste e periodici. Come in tutte le biblioteche della rete BI.TO (Biblioteche integrate del Torinese), sarà inoltre possibile accedere alla piattaforma digitale MediaLibraryOnline per il prestito e la consultazione di migliaia di ebook, periodici e risorse multimediali quali musica, film e audiolibri.
Il Punto di servizio bibliotecario sarà aperto anche sabato 25 ottobre dalle ore 9 alle 15. Dalla prossima settimana gli orari di apertura saranno lunedì 14–19, martedì 9–15, mercoledì 13–19, giovedì 13–19 e venerdì 9–15, con apertura a settimane alterne il sabato e chiusura la domenica. Per tenersi informati su tutte le attività della nuova biblioteca è possibile consultare il sito della Biblioteche civiche torinesi bct.comune.torino.it.
TORINO CLICK
Oggi ultima replica di “Brokeback Mountain” all’Alfieri
“Non sono finocchio io”, ci tiene a chiarire Ennis Del Mar ma, nel chiuso della tenda, il fattaccio è scoppiato e la sua passione per Jack durerà ancora per vent’anni e molto più. Nell’America per molti versi chiusa della prima metà degli anni Sessanta, in quegli stati dove l’omosessualità con la negritudine è al bando, qui tra le montagne imponenti e solitarie del Wyoming, la relazione amorosa e cresciuta a dismisura tra due esseri dello stesso sesso non poteva venir accettata, poi i propri complessi di colpa e i sospetti e le certezze degli altri, una moglie, con cui il mandriano Ennis ha messo al mondo due figlie, che ha compreso con un solo sguardo, dalla finestra della loro casa, quanto voglia dire quel lungo abbraccio tra i due uomini, la famiglia intera di Jack che causerà ritorsioni violente e morte: ogni momento sa di proibito. “Brokeback Mountain”, tratto da una novella breve di Annie Proulx, tre Oscar al cinema ad opera di Ang Lee e passato due anni fa su un palcoscenico londinese come “play with music” in una versione teatrale che si deve all’adattamento di Ashley Robinson e alle musiche di Dan Gillespie Sells, adesso vede un’operazione tutta italiana per la regia di Giancarlo Nicoletti.![]()
Dicevo, presentando nei giorni scorsi lo spettacolo in prima nazionale all’Alfieri di Torino (ultima replica oggi alle 15,30), che era difficile immaginare un paesaggio – quello che la fotografia di Rodrigo Prieto (collaboratore anche di Scorsese e Inarritu, di Oliver Stone e di Almodòvar) ci aveva dato al cinema – a far da cornice alla vicenda, i pascoli e le immancabili pecore, la solitudine e il tempo sospeso: invece Alessandro Chiti, l’ineguagliabile artefice di sempre, ha lasciato immaginare al pubblico quei panorami, tra suggestioni e convinzioni, spezzando spazi in parti triangolari, che con l’aiuto di immagini in bianco e nero rappresenteranno, anche in ristretti particolari, volti e panorami, momenti e racconti presi a prestito da quanto sta accadendo in scena. In una parte di quell’immaginario, la live band capitanata da Marco Basso al pianoforte con Giacomo Belli alle chitarre e Giulio Scarpato al basso e contrabbasso, trio eccellente: ma, non me ne vogliano, l’autentica colonna sonora essendo Malika Ayane, in un susseguirsi di belle canzoni, umanamente sentite, teatralmente interpretate e offerte con la voce meravigliosa che da sempre le riconosciamo. Un ritratto tutto a sé all’interno dell’intero spettacolo.
Del quale il peso maggiore sta sulle spalle, per qualche verso ancora acerbe, dei due interpreti Edoardo Pugatori, che è Ennis e Filippo Contri, che è Jack. Se il primo riesce già più convintamente ad approfondire il proprio personaggio, a far trapelare i tanti dubbi che Ennis ha su di sé, su quanto all’improvviso gli è calato addosso, personaggio già maggiormente controverso e arduo, il suo collega mi ha fatto supporre nel molto scorrere di un racconto che la regia di Nicoletti ha cercato di rendere il meno plumbeo possibile, che il Wyoming per una volta della propria esistenza si fosse trasportato sulle rive del biondo Tevere, tanto è l’abbondare di inflessioni e di doppie consonanti che si son sentite l’altra sera; per tacere di quella maggiore fiducia che lungo le repliche dovrà avere nella propria voce, né trovando rifugio in quell’urlato disseminato qua e là né in quel fastidioso microfono che è orrore di chi da secoli faccia teatro sulle tavole ingannevoli di un palcoscenico. Capisco la vivacità e l’amour fou pieno di gioia che ha voluto stampare in viso al ragazzo campione di rodei, ma non strafare sarebbe la strada più giusta da prendere. Per entrambi, l’uno più l’altro meno, non si tratta di andare a sciacquare i panni in Arno, ma perlomeno di italianizzarsi la bocca, questo sì. Le repliche, dicevo, provvederanno.
Elio Rabbione
Nelle immagini gli interpreti dello spettacolo: Malyka Ayane (foto di Attilio Cusani) e Edoardo Purgatori e Filippo Contri (foto di Carlo Mogiani).
Angoli torinesi, il Bastion Verde
Il Bastion Verde di Torino, anche chiamato “degli angeli” è un luogo dove la storia militare si fonde armoniosamente con la bellezza naturale. Situato all’interno dei Giardini Reali di Torino, è una delle ultime testimonianze di quella che fu la consistente cinta fortificata della città, oggi trasformata in un’area di svago e relax, ma che conserva ancora tutto il fascino della sua origine: 800 metri lineari di mura a pochi passi dal Palazzo Reale progettato dal geniale architetto cinquecentesco Ascanio Vitozzi. Il suo nome deriva dal fatto che Vittorio Emanuele II lo fece dipingere di verde e ricoprire di edera, in omaggio a sua moglie.

Il Bastion Verde è parte del sistema difensivo che, a partire dal XVII secolo, venne costruito Per proteggere Torino dalle invasioni. La cittadella fortificata, che comprendeva bastioni, mura e torri, si estendeva lungo le colline che sovrastano il fiume Po e rappresentava uno degli esempi più significativi della fortificazione barocca in Italia. Torino, allora capitale del Ducato di Savoia, aveva una posizione strategica e un apparato difensivo che rispondeva alle esigenze di protezione contro minacce provenienti sia da sud (dalla Francia) che da altre direzioni. Come gli altri bastioni della città, faceva parte di una serie di fortificazioni che vennero realizzate tra il 1668 e il 1700, con il progetto di Amedeo di Castellamonte, uno degli architetti più influenti dell’epoca. La struttura doveva garantire un buon punto di osservazione e difesa, ma allo stesso tempo integrarsi nel contesto urbanistico e paesaggistico che Torino stava sviluppando. Oggi, il bastione è circondato da un ampio parco verde che ne attenua la severità militare originaria, donando al sito un aspetto più accogliente e rilassante, ma senza perdere la sua forte identità storica. Con il tempo, le funzioni militari del Bastion Verde sono venute meno e l’area ha subito un processo di recupero e valorizzazione che ha permesso di restituirla alla cittadinanza come un parco pubblico ben curato, dotato di panchine, vialetti e ampie zone ombreggiate che rendono l’area perfetta per passeggiate e relax. L’elemento più interessante del parco è la sua capacità di mescolare il verde con la storia. Una delle caratteristiche più apprezzate del Bastion Verde è la sua posizione sopraelevata rispetto alla città. Dal bastione, infatti, si gode di una vista spettacolare su Torino e sulla collina torinese che si estende dalle Alpi all’orizzonte, con una prospettiva che lo rende un luogo privilegiato per osservare la città dall’alto, in particolare al tramonto, quando la luce dorata avvolge il panorama.
Vari studi dimostrano che l’ambiente urbano influisce sulla salute degli abitanti. In modo diretto, attraverso l’inquinamento atmosferico, il rumore, le isole di calore, i fattori allergogeni che aumentano l’incidenza di malattie cardiovascolari, respiratorie, tumorali, neuropsichiatriche. Ma anche indirettamente, promuovendo, oppure ostacolando, stili di vita attivi.
Il tema “Urban Health” è presente nel Piano Nazionale di Prevenzione 2020-2025 e prevede un mandato istituzionale preciso: rendere gli ambienti urbani più salutari, sicuri ed equi.
Come migliorare la “salutogenicità”
La salutogenicità, intesa come capacità di favorire la salute dei contesti di vita, può essere migliorata in occasione di attività ad impatto ambientale, come ad esempio varianti urbanistiche, modifiche al piano regolatore, interventi di riqualificazione e rigenerazione, quando i Dipartimenti di Prevenzione della ASL sono chiamati a esprimere pareri.
Che cosa fa la Regione Piemonte
La Regione Piemonte ha predisposto un “Documento di indirizzo per la valutazione della salutogenicità dell’ambiente urbano” a supporto dei Dipartimenti di Prevenzione delle ASL. In collaborazione con iiSBE Italia R&D sta definendo un metodo di analisi multicriteria per la valutazione delle implicazioni di salute negli interventi urbani. I criteri individuati sono già oggetto di sperimentazione in quattro territori pilota regionali (Chivasso, Leinì, Gassino Torinese e Venaria Reale) e sono oggetto di ulteriore aggiornamento nell’ambito del progetto Interreg Central Europe SuPeRBE.
Il progetto SuperBe
La Regione Piemonte è partner di SuperBe, il progetto europeo cofinanziato dal programma Interreg Central Europe 2021-2027 che ha l’obiettivo di rafforzare la resilienza urbana ai cambiamenti climatici e supportare autorità e stakeholder nell’adottare strategie di adattamento in ottica One Health.
La formazione a professionisti e operatori pubblici
Per migliorare la capacità di agire delle amministrazioni locali e regionali, è stato predisposto un sistema formativo e l’erogazione di corsi pilota. Il materiale, disponibile in cinque lingue, include presentazioni, video-lezioni, esercitazioni ed esempi pratici, test di autovalutazione, output e deliverable del progetto, manuali d’uso degli strumenti. La piattaforma di e-learning SuPeRBE è ospitata su European Skills Registry (https://skillsregistry.eu/).
Workshop “Strumenti per l’adattamento climatico”
Il 29 ottobre si terrà a Torino il primo workshop di formazione rivolto a decisori, tecnici degli enti pubblici e professionisti. L’obiettivo è fornire conoscenze e competenze per comprendere la relazione tra cambiamento climatico e ambiente costruito e per gestire i processi di adattamento climatico a livello edilizio e urbano utilizzando le metodologie, gli strumenti e il modello decisionale definiti e sperimentati nel progetto.
Raccolti a Ozegna oltre 28mila euro per Casa UGI
”Una comunità che sa essere campione di solidarietà”
Oltre 28mila euro raccolti in una sola giornata: è questo il risultato straordinario dell’evento benefico “Un Giorno da Campioni”, organizzato da un Giorno Da Campioni in collaborazione con il Comune di Ozegna dalla Pro Loco, con il patrocinio del Comune di Ozegna e la collaborazione di numerose associazioni del territorio.
Un’iniziativa che ha unito sport, spettacolo e beneficenza, destinando l’intero ricavato all’UGI – Unione Genitori Italiani contro il tumore dei bambini, per il sostegno dei piccoli pazienti dell’Ospedale Regina Margherita di Torino.
Protagonista d’eccezione della giornata, il campione europeo di rally Chris Ingram, che con grande disponibilità ha fatto vivere ai partecipanti l’emozione unica di un giro a bordo di un’auto da competizione. Emozioni forti anche grazie alla possibilità, per i donatori, di sorvolare il Canavese in elicottero, offrendo un punto di vista inedito sul territorio e sull’energia di un evento che ha saputo unire divertimento e solidarietà.
Grande soddisfazione da parte del Sindaco di Ozegna, Federico Pozzo, che ha coordinato con competenza e passione un’organizzazione impeccabile:
“Oggi Ozegna ha dimostrato di essere una comunità viva, capace di fare squadra e di unire le forze per una causa importante. È un orgoglio vedere come il nostro paese e tutto il Canavese abbiano risposto con generosità, partecipazione e spirito di solidarietà. Il mio grazie più sincero va alla Pro Loco, alle associazioni, ai volontari, agli sponsor e a tutti i cittadini che hanno reso possibile questo traguardo”.
Soddisfazione anche nelle parole del Consigliere Regionale Sergio Bartoli (Lista Civica Cirio Presidente, presente all’evento:
“Ozegna è la prova che anche i piccoli Comuni possono essere grandi quando si tratta di solidarietà. Raccogliere oltre 28mila euro in un solo giorno è un risultato che racconta la forza e il cuore di una comunità che non smette mai di stupire.
Ringrazio il Sindaco Federico Pozzo per la sua leadership e la Pro Loco per l’eccezionale lavoro di squadra: quando passione e impegno civico si uniscono, il territorio diventa protagonista e genera valore autentico. È questo il Piemonte che vogliamo promuovere: quello delle persone che costruiscono, donano e credono nel bene comune.”
Un ringraziamento speciale va a tutti coloro che hanno contribuito al successo della giornata: la Pro Loco di Ozegna, le associazioni locali, i volontari, gli sponsor, i piloti, i team tecnici, le forze dell’ordine, i vigili del fuoco, la Protezione Civile e le tante famiglie che hanno partecipato con entusiasmo e generosità.
Un evento che resterà nel cuore del Canavese, esempio concreto di come la solidarietà possa davvero diventare motore di comunità.
Il mare del Piemonte è a quadretti
Il riso e il Piemonte, un binomio di gusto e tradizioni che narra una storia fatta di paesaggi cangianti, terre d’acqua, solide architetture, duro lavoro e grande ospitalità…
Leggi l’articolo su piemonteitalia.eu:
https://www.piemonteitalia.eu/it/in-evidenza/il-mare-del-piemonte-%C3%A8-quadretti
Scrivere a mano
GLI EFFETTI POSITIVI DI USARE CARTA E PENNA E’ vero, scrivere al computer è comodo, veloce e pratico. Si digita con dinamicità, si corregge premendo un comando senza lasciare traccia dell’errore, si può salvare in diverse versioni, stampare e inviare con pochi click, tutto questo è innegabilmente efficiente e per certi versi insostituibile.
L’uso frequente della tecnologia e dei nuovi codici lessicali però, per quanto funzionanti ed efficaci, ha contribuito all’impoverimento della scrittura, della nostra bella lingua, della comunicazione in genere. Abbreviazioni, linguaggio contratto, emoticon che sostituiscono interi concetti, opinioni e pensieri, costituiscono un vero e proprio imbarbarimento del nostro vocabolario e dell’intera modalità espressiva.
Sarebbe opportuno quindi fare una riflessione sull’importanza che il recupero della scrittura con la penna, in corsivo soprattutto, potrebbe avere, senza con questo sottovalutare i vantaggi assicurati dai moderni strumenti di composizione.
La psicologia si è occupata in maniera approfondita del linguaggio e della scrittura ed è grazie a vari studi ed analisi che sono venuti alla luce i differenti benefici e facoltà della scrittura manuale. E’ provato infatti che usare la penna per la redazione di documenti, appunti o diari coinvolge diverse aree del cervello che coordinano la componente sensoriale e percettiva con il movimento grafico integrando così sensazioni e controllo delle azioni e del pensiero; al contrario queste aree cerebrali non vengono implicate nella digitazione attraverso la tastiera e il gesto, meramente automatico, risulta impersonale e standardizzato.
La memoria grazie alla scrittura manuale migliora indiscutibilmente, si esercita. Chi prende appunti utilizzando la penna, a causa dell’impossibilità di annotare tutto ciò che viene detto, sviluppa sensibilmente la capacità di elaborazione e di sintesi e stimola il potenziamento di quel processo atto alla raccolta di concetti e nozioni di rilievo, in sostanza quelli più importanti da ricordare. Anche l’apprendimento trae benefici grazie all’utilizzo di carta e penna, soprattutto quello dei bambini. Scrivere manualmente è infatti quella attività che permette di trasformare le idee ed il pensiero in segni concreti, di veicolare gli stati d’animo, di liberare la creatività ed entrare in contatto con le nostre emozioni. Secondo le neuroscienze, nel momento in cui l’idea astratta diviene parola scritta si attivano diverse aeree corticali del cervello che favoriscono i processi cognitivi mentre tutto ciò avviene in misura decisamente minore nella scrittura tecnologica. Inoltre i bambini che scrivono di più sanno leggere meglio.
Mettere le parole su carta, infine, ha un valore terapeutico. Scrivere di getto emozioni, stati d’animo, ansie, paure o ricordi permette di riviverli con il giusto distacco, di rielaborarli, di farli emergere per osservarli da una angolatura nuova, esterna e distolta. Mettere nero su bianco sentimenti e pensieri negativi è un modo per alleggerire pesanti zavorre interiori, riprendere fiato e ritrovare il buon umore. Compilare un diario permette di conoscersi a fondo, consente di accedere alla propria intimità e aprire un dialogo con se stessi senza censure e senza filtri, uno spazio privato dove affiora la propria realtà interiore.
Oltre ai numerosi benefici psicologici e cognitivi, utilizzare carta e penna per formulare le nostre comunicazioni ha un valore e un significato estetico, di stile e persino romantico. E’ vero che attraverso i nuovi strumenti di messaggistica possiamo scrivere senza sosta, esprimere il nostro stato e i nostri desideri senza limitazioni, ma nulla può sostituire la grazia, il garbo e lo spirito appassionato di un biglietto scritto a mano, in corsivo. Utilizzare la carta, scrivere e dedicare pensieri in calligrafia trasforma un gesto in una piccola opera, conferisce personalità e poesia ad una azione resa sin troppo uniforme e fredda da quella tastiera che ci segue ovunque.
Maria La Barbera
Fra le proposte più originali per le serate torinesi del periodo di Halloween vi è lo spettacolo “La vedova”, proposto dal 31 ottobre al 2 novembre prossimi presso il teatro Cardinal Massaia di Torino. Prodotto dall’Associazione “Chi è di scena”, che da quest’anno ha in capo la gestione del teatro torinese, l’horror teatrale promette una elevata dose di suspense mista a un fascino vittoriano. Dalle 20.45 di ognuna delle tre serate, il pubblico sarà avvolto in un’atmosfera misteriosa e, grazie a un uso abile e oculato di effetti live, potrà vivere uno spettacolo ancora più avvincente. Il pubblico si troverà immerso in una dimensiona spazio-temporale coincidente con l’anno 1898 a Clifton, piccolo paesino dell’entroterra della Gran Bretagna. Qui, una casa chiamata “West fen House”, appare molto diversa dalle altre: intrappolata ai margini tra il villaggio e la palude, sembra essere un’entità a sé, un’anima incatenata dal suo stesso segreto. I paesani evitano di parlarne e le mura di questa casa celano una storia oscura; anche la nebbia che l’avvolge si dice porti con sé qualcosa di molto inquietante, come la mente di chi vi è rimasto intrappolato.
Tra i personaggi vi è anche la figura di un giovane notaio, arrivato in paese per mettere in vendita la villa della defunta Emily Butler, vedova Lewis, e si accorge che la dimora non è vuota…
Il cast artistico è composto da Gioacchino Inzirillo, curatore della sceneggiatura e della regia, Gabriele De Mattheis, coordinatore dei costumi, Mariasole Fornarelli, co-regista, Francesca Melis, Mariana Bonansone, Cloe Varalli, Giulia Curreri, Alessio Ruzzante, Annagrazia Galizia e Francesco Savarino. Il team è composto anche da Nicola Barbera, coordinatore delle musiche e degli effetti live, Gianluca Inzirillo, referente per live design e audio e Silvia Mastandrea al trucco e parrucca.
Il biglietto include anche un drink presso ‘SPES- Parisi’, locale adiacente al teatro, situato in via Saorgio, angolo via Sospello, valido nel giorno dello spettacolo scelto in orario dalle 19 alle 20.30, ed anche un tour esclusivo dietro le quinte della durata di 15 minuti.
Il mese di novembre proseguirà, al Cardinal Massaia, all’insegna delle risate. Dal 7 al 9 novembre, il 7 alle 20.45, l’8 alle 16.30, approderà la commedia “Alta infedeltà”, con un cast di volti molto noti a Torino, da Carlotta Iossetti a Claudio Insegno, da Andrea Beltramo a Guido Ruffa, e ancora Elena Cascino, Daniela De Pellegrin e Ettore Lalli.
Biglietti disponibili sul sito: teatrocardinalmassaia.com
Info: 344 4104477 whtasapp e 011 2216128
Mara Martellotta
POLITICA
La dimostrazione plastica dell’immobilismo di Bruxelles. Quanto si risparmia davvero con l’ora legale? I dati Terna.
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