ilTorinese

La rubrica della domenica di Pier Franco Quaglieni

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SOMMARIO:

Via Po pedonale è una corbelleria – I diritti di giornalisti, fotografi, tipografi e impiegati – D’Orsi e Don Bosco – Lettere

Via Po pedonale è una corbelleria
Bisogna fermare subito la proposta assurda, dannosa, inutile di rendere pedonale Via Po. Queste sono idee peregrine  che fanno arretrare la città a Diego Novelli, l’ex sindaco precursore della pedonalizzazione e distruttore della nascente Metropolitana.
La decadenza di Torino è nata con Novelli con le sue giunte di socialisti peggiori dei comunisti come Marzano e le sue piste ciclabili.
Bloccare via Po al traffico significa bloccare la Città a favore di quattro perdigiorno che, invece dei portici, vogliono in esclusiva la via, magari bloccando anche i numerosi tram. Torino deve essere funzionale anche a chi lavora. Chiudere via Po significa isolare il Centro e tutte le vie perpendicolari a via Po. Una follia. Ci pensi l’ opposizione a farsi sentire. E ci pensi la maggioranza perché  su questi provvedimenti demagogici rischia di perdere le elezioni. Il governo della Città non può essere delegato agli estremisti.

 

I diritti di giornalisti, fotografi, tipografi e impiegati

Tutti i giornali, di qualsivoglia tendenza, sono un presidio della democrazia. Anche quelli faziosi che censurano le notizie e pubblicano solo le idee degli amici, hanno un ruolo. Se non piacciono, essi non vengono comprati ed è quanto accade a parecchi giornali italiani precipitati in pochi anni a ruoli marginali. Ci sono direttori come Giannini  che per la loro faziosità hanno contribuito ad allontanare lettori. Un giornale che non dà spazio al dibattito fino a giungere ad eliminare la rubrica delle lettere, è indifferente al rapporto con i propri lettori o non riceve più un numero sufficiente di missive  che possa giustificare la rubrica delle lettere. Anche i giornalisti e, in primis, i direttori sono responsabili della crisi dei loro giornali.

 

Ciò detto, la campagna di odio che si è scatenata sui social  contro “Repubblica” e “La Stampa” appare, più che esagerata, indecente. L’editore non è certo immune da colpe perché, come ha detto Carlo De Benedetti, tutto ciò che egli ha avuto in mano lo ha rotto. Io ho comunque rispetto per i giornalisti, i fotografi, i tipografi, gli impiegati che si trovano su due ex corazzate che rischiano l’affondamento. Aggiungo che diffido delle solidarietà senza riserve espresse dai politici e  soprattutto mi infastidisce il presidente del Senato che si offre incredibilmente  come mediatore tra venditore e acquirente, esorbitando ancora una volta dal suo ruolo istituzionale. Sui due giornali in balia delle onde in un passato molto lontano ho anche scritto; non rinnego di averlo fatto, pur avendone un ricordo non del tutto  positivo. Ma questo non mi impedisce di  augurare  a tutti quelli che lavorano nei due giornali di ottenere il riconoscimento dei diritti che Elkann, come ha fatto con gli operai Fiat, non ha mai  rispettato.

D’Orsi e Don Bosco

Lo storico Nunzio dell’Erba ha fatto  sapere che Angelo d’Orsi (il quale  si ritiene “censurato”  insieme ai suoi esimi compagni di merende politiche, dai Salesiani che non lo hanno accolto a Valdocco) che il professore rosso espresse durissimi giudizi su Don Bosco e la Società Salesiana, denunciandone “un rifiuto assoluto della modernità”, “l’odio d’ogni forma di secolarizzazione” e un’ ”evidente misoginia e un’ossessione del peccato”. L’abilità di Don Bosco sarebbe stata, secondo d’Orsi , quella di “spremere i ricchi per alimentare le sue case e i suoi oratori”.

Queste citazioni sono tratte da un volume curato da Valerio Castronovo che i troppi impegni portarono ad essere molto “tollerante” con i suoi collaboratori. Perché chiedere ospitalità proprio ai Salesiani e in più a Valdocco dove ebbe inizio l’ardua e nobile impresa di Don Bosco? Al Palazzetto dello Sport dove parlava Berlinguer, i compagni di   d’Orsi si troveranno a casa loro. Barbero in passato vantava di avere la tessera del PCI autografata personalmente dal leader comunista.

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LETTERE scrivere a quaglieni@gmail.com

Onorificenze

Su richiesta di un lettore lei ha scritto delle onorificenze non riconosciute dalla Repubblica e quindi vietate in Italia. Mi spiegherebbe l’Ordine al Merito della Repubblica che ha sostituito gli ordini monarchici soppressi?  Luigina Arese

L’Ordine al Merito della Repubblica e’ stato istituito dal Presidente Luigi Einaudi nel 1951 ed è formato da cinque gradi : cavalieri di Gran Croce (20 all’anno), grandi ufficiali (80), commendatori (300), ufficiali (500), cavalieri (2600). Un numero quindi molto limitato che rende l’Ordine al Merito della Repubblica rapportabile, nel suo grado più alto, alla Legion d’onore francese.
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L’Unesco ha  riconosciuto  la cucina italiana
L’Unesco ha  riconosciuto  la cucina italiana come bene immateriale dell’ umanità. Sono indignata per il fatto che i giornali non abbiano dato adeguato spazio all’Accademia italiana della cucina al momento del riconoscimento da parte dell’ UNESCO della cucina italiana. Insieme a Casa Artusi l’accademica, diffusa a livello internazionale, è  stata la prima  protagonista di quella battaglia. Vittoria Figliuolo
Concordo pienamente con Lei.  Aggiungo un particolare: i giornali hanno dato invece  ampio spazio a Carlin Petrini che ha visto la cucina italiana come  prodotto del meticciato (!) con gli emigranti e delle trattorie. Niente di più falso perché l’identità riconosciuta dall’UNESCO è tipicamente italiana, anzi direi nazionale. Con Caterina de’ Medici la cucina italiana andò a contaminare quella francese che, secondo alcuni studiosi, fu quasi rivoluzionata. Petrini deve studiare la storia in cui proprio non ha mai  brillato.
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Dove sono le ricette piemontesi?
Ho letto che sono 20 le ricette simbolo della cucina italiana patrimonio UNESCO; non ho  visto una sola ricetta  piemontese. Peccato! Giuseppe Groppo
In effetti ho letto anch’io delle 20 prelibatezze: dalle lasagne bolognesi, agli spaghetti alla carbonara  e cacio e pepe, alle tagliatelle e ai tortellini bolognesi, alle trofie al pesto, alla pizza, al risotto alla milanese, agli spaghetti al pomodoro e alla cozze, alle melanzane alla parmigiana, agli arancini, alla cotoletta alla Milanese. Non un solo piatto piemontese e ci sarebbe solo l’imbarazzo della scelta. Ad esempio, una bella fonduta con tartufi e/o una buona bagna cauda. Le specialità langarole e monferrine non mancano certamente.  Forse c’è chi nel tripudio per il riconoscimento tende a tirare acqua al suo mulino, privilegiando alcune regioni. Il premio in ogni caso parla di cucina italiana. Da quanto vedo anche la cucina veneziana non è citata, eppure i bigoli in salsa e il baccalà mantecato sono delle vere e proprie delizie.

Serie A, 15ª giornata, Torino-Cremonese 1-0. 3 Punti salvezza!

 

Il Torino ritrova il sorriso e torna alla vittoria battendo di misura la Cremonese grazie al gol decisivo di Vlasic. Un successo pesante per i granata di Baroni, che conquistano tre punti d’oro in chiave salvezza contro una delle sorprese del campionato, guidata dall’ex Nicola.
Il Toro mostra solidità e ordine, controllando il match senza correre grandi rischi. La manovra è fluida e l’atteggiamento convincente, con Vlasic protagonista nel momento chiave della gara. Dall’altra parte, la Cremonese appare meno brillante del solito e fatica a trovare spazi, risultando spesso imprecisa.
Una vittoria che dà fiducia e continuità al Torino, capace di gestire la partita con maturità e di portare a casa un risultato fondamentale davanti al proprio pubblico.

Enzo Grassano

Fondazione Rotariana di Chivasso: borse di studio anche a due giovani volpianesi

 

La Fondazione Rotariana di Chivasso “Vincenzo Gribaldo”, da oltre quarant’anni impegnata nella promozione del merito e del diritto allo studio, ha organizzato la tradizionale cerimonia di consegna delle Borse di Studio destinate a studenti e studentesse particolarmente meritevoli del territorio.

L’evento si è tenuto sabato 13 dicembre 2025, presso la Chiesa degli Angeli di Chivasso, alla presenza delle autorità civili, dei rappresentanti della Fondazione, delle famiglie e della comunità scolastica.

Le borse di studio rappresentano non solo un sostegno economico, ma soprattutto un riconoscimento del valore dell’impegno, della costanza e della responsabilità dimostrati dai giovani nel loro percorso formativo.

«Da più di quarant’anni la nostra Fondazione investe nei giovani perché crediamo fermamente che il merito, quando viene riconosciuto e sostenuto, diventi un motore di crescita per l’intera comunità – ha dichiara Riccardo Barbero, presidente della Fondazione Rotariana di Chivasso “Vincenzo Gribaldo” – Ogni borsa di studio racconta una storia di impegno e di speranza, ed è per noi motivo di grande orgoglio poter accompagnare questi ragazzi nel loro cammino».

Tra le storie di eccellenza premiate figurano anche due studentesse residenti a Volpiano.

Noemi Bigano, diplomata al Liceo delle Scienze Umane con indirizzo Economico-Sociale, ha ricevuto la borsa di studio per cinque anni consecutivi, distinguendosi per risultati scolastici di assoluto rilievo e per una straordinaria continuità di impegno. Oggi Noemi prosegue con successo il suo percorso universitario.

Accanto a lei, Sophie Russotto, studentessa del primo anno del Liceo “Europa Unita” di Chivasso, indirizzo L.E.S. – Economico Sociale, si è distinta per serietà, curiosità intellettuale e partecipazione attiva alla vita scolastica fin dall’inizio del suo percorso alle scuole superiori.

Il Sindaco di Volpiano, Giovanni Panichelli, ha voluto esprimere un sentito plauso alle due giovani concittadine: «Desidero rivolgere le mie più vive congratulazioni a Noemi Bigano e Sophie Russotto per i brillanti risultati raggiunti. Il loro impegno rappresenta un motivo di orgoglio per tutta la comunità di Volpiano e un esempio positivo per tanti altri giovani. Ringrazio la Fondazione Rotariana di Chivasso per l’attenzione e il sostegno costante che da anni dedica ai nostri studenti».

Con questa cerimonia, la Fondazione Rotariana di Chivasso rinnova il proprio impegno a favore delle nuove generazioni, confermando la volontà di investire nel talento come risorsa fondamentale per il futuro del territorio.

CS

Il caso Stampa & Repubblica: i diritti di giornalisti, fotografi, tipografi e impiegati

IL COMMENTO di Pier Franco Quaglieni

Tutti i giornali, di qualsivoglia tendenza, sono un presidio della democrazia. Anche quelli faziosi che censurano le notizie e pubblicano solo le idee degli amici, hanno un ruolo. Se non piacciono, essi non vengono comprati ed è quanto accade a parecchi giornali italiani precipitati in pochi anni a ruoli marginali. Ci sono direttori come Giannini  che per la loro faziosità hanno contribuito ad allontanare lettori. Un giornale che non dà spazio al dibattito fino a giungere ad eliminare la rubrica delle lettere, è indifferente al rapporto con i propri lettori o non riceve più un numero sufficiente di missive  che possa giustificare la rubrica delle lettere. Anche i giornalisti e, in primis, i direttori sono responsabili della crisi dei loro giornali. Ciò detto, la campagna di odio che si è scatenata sui social  contro “Repubblica” e “La Stampa” appare, più che esagerata, indecente. L’editore non è certo immune da colpe perché, come ha detto Carlo De Benedetti, tutto ciò che egli ha avuto in mano lo ha rotto. Io ho comunque rispetto per i giornalisti, i fotografi, i tipografi, gli impiegati che si trovano su due ex corazzate che rischiano l’affondamento. Aggiungo che diffido delle solidarietà senza riserve espresse dai politici e  soprattutto mi infastidisce il presidente del Senato che si offre incredibilmente  come mediatore tra venditore e acquirente, esorbitando ancora una volta dal suo ruolo istituzionale. Sui due giornali in balia delle onde in un passato molto lontano ho anche scritto; non rinnego di averlo fatto, pur avendone un ricordo non del tutto  positivo. Ma questo non mi impedisce di  augurare  a tutti quelli che lavorano nei due giornali di ottenere il riconoscimento dei diritti che Elkann, come ha fatto con gli operai Fiat, non ha mai  rispettato.

Maria Vittoria a 150 anni dalla sua morte, primo evento a Reano

Maria Vittoria Dal Pozzo della Cisterna, ultima discente della famiglia originaria di Biella, consorte del Duca d’Aosta Amedeo di Savoia, muore a Sanremo l’8 novembre 1876. Per commemorare il 150° anniversario dalla sua morte è stato ufficialmente costituito un comitato che coordinerà un vasto programma di eventi nel corso del 2026.
Il comitato, al quale la Città metropolitana di Torino ha aderito attraverso un decreto del vicesindaco Jacopo Suppo, nasce su iniziativa del Comune di Reano e dell’Associazione Internazionale Regina Elena.
L’adesione della Città metropolitana sottolinea il profondo legame storico con la figura di Maria Vittoria. L’Ente, infatti, custodisce nel suo patrimonio Palazzo Cisterna, sede aulica dell’Ente e antica dimora della famiglia Dal Pozzo.
L’antico complesso situato a Torino, nella centralissima via Maria Vittoria 12, esempio architettonico di notevole pregio, è attualmente oggetto di un progetto di restauro e valorizzazione. Questo ampio progetto di restituzione di spazi della città alla città ha già avuto inizio nell’aprile 2025 con la riapertura al pubblico del giardino del palazzo.
L’obiettivo del Comitato è conservare e trasmettere alle nuove generazioni il patrimonio spirituale, morale, culturale e storico dell’edificante opera di Maria Vittoria.
Il Comitato è presieduto dal sindaco del Comune di Reano, Piero Troielli, mentre la vicepresidenza è stata affidata alla Città metropolitana di Torino. Ne fanno inoltre parte, con un ruolo operativo, Nadia CappaiAndrea Carnino dell’Associazione Regina Elena e la Proloco di Reano.
Consorte del Principe Amedeo di Savoia, terzogenito di Re Vittorio Emanuele II, Maria Vittoria divenne Regina di Spagna dal 1871 al 1873. Nonostante la breve permanenza sul trono, si distinse per la sua instancabile attività filantropica e sociale. A Madrid, promosse la costruzione di asili infantili per i figli delle lavandaie e finanziò l’edificazione di un ospedale per ciechi e una mensa per i poveri. Fu inoltre promotrice di un atto rivoluzionario per l’epoca: l’abolizione della schiavitù nelle colonie spagnole di Cuba e Portorico.Scomparsa prematuramente a soli 29 anni, Maria Vittoria lasciò un ricordo indelebile, legato al suo atto di generosità finale, con cospicue elemosine a favore del Cottolengo e dell’Ospedale San Giovanni. Toccante fu anche l’omaggio delle lavandaie di Madrid, la cui corona è tutt’oggi accanto alla sua tomba nella Basilica di Superga.
Con un forte accento sulla sensibilizzazione delle nuove generazioni, il comitato ha avviato le sue attività a novembre. La prima è avvenuta nella scuola materna e primaria di Reano, dove, grazie al progetto C’era una volta una principessa, i bambini hanno realizzato una serie di disegni dedicati alla figura della Regina.
I lavori saranno premiati domenica 21 dicembre alle 11 nella chiesa di San Giorgio Martire, con una cerimonia ufficiale in cui verrà presentato, oltre alle iniziative già in corso, il calendario completo per il 2026 dei numerosi e significativi appuntamenti culturali e commemorativi, a Reano e nel giardino di Palazzo Cisterna a Torino, per mantenere viva l’eredità della Duchessa d’Aosta.

Arrestato giovane che sparò contro vetrina di un barbiere

E’ finito agli arresti il motociclista che, nel settembre 2024, sparò contro la vetrina di un barberie in via Paisiello, a Torino. La polizia di Stato ha eseguito un’ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari, emessa dal gip del Tribunale su richiesta della Procura, diretta da Giovanni Bombardieri, nei confronti di un giovane  italiano di 23 anni. E’ indagato per minacce aggravate dall’uso delle armi e detenzione e porto in luogo pubblico di arma da sparo.

Incendio a Rivalta: a fuoco tetto e primo piano di una villetta

Per un guasto alla canna fumaria, il primo piano e il tetto di una villetta prendono fuoco. È successo a Rivalta di Torino, in un’abitazione all’incrocio tra via Balma e via Regina Margherita, nella notte di ieri. Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco dei distaccamenti di Rivalta e Rivoli e, secondo i rilievi, a provocare l’incendio è stato proprio un malfunzionamento del condotto fumario. Il tetto e il primo piano mansardato sono rimasti distrutti dalle fiamme e risultano inagibili. Non si registrano feriti: tutti gli occupanti sono riusciti a salvarsi. Sul luogo anche i carabinieri di Orbassano.

VI.G

 

Amandola sulle orme di F&L presenta “L’uomo del lunedì”

Un omaggio ai grandi Fruttero & Lucentini, ma anche una sfida letteraria disputata fra giallistica e humour. Ce n’è per tutti in questo giallo che più torinese non si può, dai Savoia agli Agnelli, Fino ai personaggi dell’economia strana che s è impadronita della città dopo la Fiat. Fra turismo, puttane e spaccio, immigrazione fra sfruttamento e racket, tecnologia e finanza. Come ne “La donna della Domenica”, un omicidio sulla collina torinese.
Sei colpi di pistola che aprono uno squarcio nella testa del rentier Alberto Ellano, ma anche nei nuovi e vecchi vizi, amori clandestini e odi di quelli della collina. Sempre meno privilegiati, sempre più preda dalla delinquenza della città. Una morte forse da nuova delinquenza torinese, molto diversa da quella di 50 anni fa. Una morte che sembra un sacrificio (ma in questo giallo tante cose sembrano e poi non sono) sull’altare di un business d’avanguardia finanziaria fra bitcoin e cryptovalute. Ma forse dal primordiale sesso, o addirittura dalle follie senili nelle antiche ville collinari in decadenza tragicomica. Possono essere tutti assassini, quelli della collina, qualcuno è convinto di esserlo. Magari è un’uccisione come ai tempi delle sfide fra i nobili feudatari dei Savoia che si spartivano la collina.
A indagare c’è Carlo Torquace. Se nell’ultima giallistica, l’indagine la “famola strana”, quella di Torquace lo è di più. Lui è un detective dell’aldilà, soffre di mancamenti, morti apparenti, durante i quali “vede” le soluzioni dei misteri di questo assassinio. Napoletano, quando è nell’”aldiqua” lui indaga col caffè Kafa, che dà la “cazzimma” cioè “la furbizia per fare le cose”. Per affrontare il mistero della prostituta che era con l’assassinato, che non si trova, non si sa se è l’omicida, se è vittima fatta sparire. Per capire cosa c’entra l’uomo che poco prima litigava sui bitcoin con la vittima. Torquace cerca di non perdersi nella Torino di Notte fra Puttan Tour e guerra delle mafie del sesso a pagamento. Carabinieri si aggirano sotto i lampioni fra le vecchie prostitute di via Ormea e i Trans i via Cavalli. E scoprono manager, grandi nomi di Torino, che quando cala la notte vanno caccia di “carne fresca” sulle “piste” di polverina bianca.
Un’ indagine zero: nessuna traccia dell’assassino, nessuna della donna, unico incomprensibile indizio un foulard su cui è stampato un quadro di Edward Munch espressionista horror. Un’indagine all’incontrario, perché la soluzione è nell’unico assassino mai sospettato.
L’autore, Gian Piero Amandola è un giornalista inviato della Rai. In passato ha collaborato con La Stampa, Stampasera, Espresso, Panorama, Gazzetta del Piemonte, Venerdì di Repubblica, Corriere della Sera Cultura.

Ghezzi Segretario Provinciale Nuovo Psi Liberali e Riformisti

Il Senatore Lucio Barani Segretario Nazionale del Nuovo Psi Liberali e
Riformisti ha nominato il Prof. Alessandro Ghezzi Segretario Provinciale di Torino.
Alessandro Ghezzi laureato in Filosofia e in Teologia, è specialista in Storia della
Chiesa moderna e contemporanea. Si occupa di ricerca in ambito storico e filosofico
moderno. E’docente di Religione nelle scuole statali secondarie di secondo grado a
Torino. È stato componente eletto del Senato Accademico nonché dei Consigli di
Laurea e di Facoltà del Corso di Lettere e Filosofia dell’Università del Salento. Da
sempre appassionato di politica, ha al suo attivo alcune collaborazioni parlamentari
come membro della segreteria del già Sindaco di Lecce e Senatore Udc Salvatore
Meleleo e del Senatore PD Alberto Maritati. Si è occupato inoltre di comunicazione e
marketing territoriale e politico. E’ideatore del gruppo di aggregazione e opinione in
ambito politico-sociale Centristi e Riformisti. Si è interessato di politica attiva come
Segretario di Noi di Centro e Coordinatore di Centro Democratico per la città
metropolitana di Torino.

Grandi eventi, sviluppo culturale e una nuova identità: la Fondazione per la Cultura Torino presenta il programma 

 

Per la prima volta dalla sua nascita, nel 2012, la Fondazione per la Cultura Torino presenta in anteprima le linee strategiche e il palinsesto delle attività dell’anno successivo. Una novità che rappresenta un passaggio significativo nel percorso di crescita della Fondazione, con un ruolo sempre più centrale e operativo all’interno delle politiche culturali della Città di Torino. La road map del 2026 è stata presentata  nel foyer del Teatro Regio dal segretario generale Alessandro Isaia, alla presenza del sindaco e presidente della Fondazione Stefano Lo Russo e dell’assessora alla Cultura Rosanna Purchia.

“La cultura – dichiara il sindaco Stefano Lo Russo – è un importante veicolo non solo di conoscenza ma anche di inclusione sociale. Per questo, come amministrazione, anche attraverso il lavoro di Fondazione per la Cultura Torino, lavoriamo per promuovere programmi culturali accessibili e adatti ad un pubblico il più possibile trasversale. In quest’ottica nasce ad esempio il progetto finanziato con le risorse del Pnrr per la nuova Biblioteca Civica Centrale, che sorgerà nell’ex Torino Esposizioni come luogo di conoscenza all’avanguardia, accessibile e digitale, pensato come spazio di studio, ricerca e cittadinanza attiva, e che punta ad essere un esempio a livello nazionale e internazionale di come si possa favorire la crescita anche attraverso le infrastrutture culturali. Insieme alla Fondazione e alle altre istituzioni cittadine, poi, siamo al lavoro per un obiettivo ambizioso: quello di candidare Torino come Capitale Europea per la Cultura 2033”.

“Negli ultimi anni le iniziative affidate alla Fondazione per la Cultura sono cresciute in modo costante – dichiara il segretario generale di Fondazione per la Cultura Torino Alessandro Isaia –. La Fondazione, nel suo ruolo di strumento operativo delle politiche culturali della Città, rappresenta un unicum a livello nazionale. Lo confermano le richieste di approfondimento giunte da altri comuni italiani interessati a replicarne il modello, così come l’efficacia del modello gestionale che ci consente di gestire numerosi progetti, mantenendo ridotti i costi di struttura”.

Tra le principali novità che accompagnano il 2026, la Fondazione rinnova il proprio logo e l’immagine coordinata, grazie al progetto vincitore del bando promosso da Fondazione Italia Patria della Bellezza e realizzato dall’Agenzia Tembo. A partire da marzo 2026, al termine dei lavori di ristrutturazione in corso, la Fondazione avrà una nuova sede operativa, aperta al pubblico: sarà un centro informativo con bookshop e biglietteria, situato di fronte a Palazzo Civico, in piazza Palazzo di Città.

Nel 2026 la Fondazione per la Cultura Torino si occuperà della gestione di 19 programmi culturali, dei quali 8 attivi lungo tutto l’arco dell’anno e 11 manifestazioni culturali, lungo un palinsesto articolato tra aprile e dicembre.

Il 2026 sarà certamente dedicato a proseguire il percorso di Torino verso la candidatura a Capitale Europea della Cultura 2033, con l’inizio del lavoro per la costruzione del dossier.

Sul fronte della formazione proseguiranno per il terzo anno consecutivo i corsi di formazione musicale, co-gestiti con la Divisione Cultura della Città di Torino, uno dei servizi culturali più consolidati e partecipati. Nell’anno scolastico 2024–2025 il progetto ha coinvolto quasi 800 iscritti, con un’offerta che spazia dall’apprendimento del singolo strumento ai laboratori di musica d’insieme classica, jazz e pop-rock.

Continuerà e si svilupperà anche nel 2026 Torino Futura, progetto dedicato alle giovani generazioni nato nel 2023 con l’obiettivo di promuovere la partecipazione del pubblico under 18 alle iniziative culturali cittadine. Dopo i risultati del 2025 – con oltre duemila presenze di studenti a Democrazia Futura e più di 700 under 14 coinvolti nelle principali manifestazioni musicali – il progetto punterà ora a trasformare i giovani nei veri protagonisti dei processi culturali. Ad esempio attraverso la nascita di un’orchestra giovanile all’interno del Torino Jazz Festival 2026, composta da studenti delle scuole secondarie di primo e secondo grado e delle scuole musicali del territorio.

Sempre nell’ambito delle politiche di partecipazione e welfare culturale, tornerà La Cultura dietro l’Angolo, iniziativa in collaborazione con la Fondazione Compagnia di San Paolo. Per il 2026 sono stati selezionati 13 soggetti culturali e 10 presidi territoriali, che proporranno un programma di 390 appuntamenti distribuiti lungo tutto l’anno.

Tra le attività gestite direttamente dalla Fondazione il 2026 vedrà il lavoro propedeutico al decennale di Biennale Democrazia nel 2027. Sono previste attività di avvicinamento con le scuole e il pubblico, una pubblicazione dedicata ai vent’anni di attività e una serie di podcast sui temi più rilevanti delle precedenti edizioni.

In primavera prenderà il via la terza edizione di EXPOSED – Torino Foto Festival, in programma dal 9 aprile al 2 giugno. Promosso da Città di Torino, Regione Piemonte, Camera di Commercio di Torino, Fondazione Compagnia di San Paolo, Fondazione CRT e Intesa Sanpaolo, il festival sarà organizzato da CAMERA – Centro Italiano per la Fotografia. Il tema scelto per l’edizione 2026, con direttore artistico Walter Guadagnini, è “Mettersi a nudo”, un invito a interrogare il rapporto tra identità e rappresentazione, corpo e immagine, visibile e invisibile.

Dal 25 aprile al 2 maggio appuntamento con la quattordicesima edizione del Torino Jazz Festival, diretto da Stefano Zenni. Il programma, che aprirà con un concerto per celebrare la Festa della Liberazione, proporrà oltre venti concerti nelle principali sale cittadine, con grandi nomi della scena jazz internazionale, giovani talenti, produzioni originali e i tradizionali Jazz Blitz nei luoghi di cura, accoglienza e incontro. Il festival si conferma inoltre una fucina di nuove produzioni, come dimostra il recente riconoscimento SIAE Music Awards 2025 attribuito a una partitura commissionata proprio dal TJF.

Maggio sarà il mese del Salone Internazionale del Libro di Torino. La trentasettesima edizione, dal 14 al 18 negli spazi del Lingotto Fiere, vedrà la Grecia come Paese ospite. La Fondazione rinnova per il terzo anno consecutivo il proprio ruolo di co-organizzatore della manifestazione e per la prima volta contribuirà anche alla programmazione culturale del Salone.

L’estate sarà caratterizzata dai festival musicali cittadini e dalle attività nei punti estivi, culminando a settembre con MITO SettembreMusica, il festival internazionale di musica classica che sarà diretto per la prima edizione da Speranza Scappucci. Il programma, che aprirà a Milano e si concluderà a Torino, proporrà numerose produzioni originali che coinvolgeranno le principali orchestre nazionali e internazionali. A Torino proseguirà inoltre il progetto MITO per la Città, con numerosi appuntamenti itineranti nei luoghi di cura, assistenza e accoglienza.

Tra settembre e ottobre torneranno la Festa dello Sport e Circoscrizioni in Mostra, che si svilupperanno in otto giornate distribuite nei diversi quartieri cittadini, durante le quali le associazioni sportive e culturali locali coinvolgeranno la cittadinanza in numerose attività.

Nel mese di ottobre si terrà anche la quarta edizione delle Giornate della Legalità della Città di Torino, progetto che apre le porte dei luoghi simbolo del diritto e della giustizia – sedi istituzionali, sale consiliari, tribunali, caserme, istituti penitenziari – per trasformarli in spazi di dialogo, confronto, laboratori e performance.

Negli stessi giorni, la diciannovesima edizione di Portici di Carta trasformerà il centro storico di Torino in una grande libreria a cielo aperto, tra incontri con autori e autrici, dialoghi e attività per tutte le età.

Trasversale a tutte le attività resta infine l’impegno della Fondazione per la sostenibilità ambientale e sociale. Nel 2026 proseguirà l’implementazione di sistemi di gestione certificati, l’applicazione dei Criteri Ambientali Minimi previsti dal Ministero dell’Ambiente e l’adozione di pratiche coerenti con gli obiettivi dell’Agenda 2030 dell’ONU. Un percorso che mira a ridurre l’impatto ambientale delle manifestazioni e a rafforzare inclusività, accessibilità e partecipazione, affinché la cultura sia sempre più un bene comune privo di barriere.

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