L’opera degli antropologi Arduino Catini e Barbara Carraro, “Il respiro di Banaras”(Gondur edizioni del Centro studi Silvio Pellico, collana Etnograffi), ha innescato un’esperienza di prossimità e immersione. Dopo l’incontro all’Università di Torino, dall’11 dicembre ha avuto avvio una serie di appuntamenti sul territorio regionale. Il tour “Attraversamenti inconsueti” e stato stimolato dall’opera sopracitata, riuscito connubio tra rigore scientifico e potenza narrativa. Si tratta di un’idea di promozione nomade, capace di far vivere il libro fra le persone e le comunità, al di là delle aree e dei circuiti di distribuzione. Dall’11 al 20 dicembre, dopo l’incontro all’Università di Torino, con il prof. Gianni Pellegrini, curatore dell’opera, nel pomeriggio del 10 dicembre il tour si è attestato in Piemonte. Nei vari appuntamenti, come avvenuto nelle 40 tappe in centro Italia, sarà possibile incontrare aneddoti e personaggi del libro, tra cui la donna in catene, la lavandaia eletta “libera officiante del rito”, la delicata, saggia, lucente forza di Hari Dastyagi, il mistero e l’ombra di RudraNat, e un’umanità che si arrangia e arranca, commercia, accoglie o imprigiona, trasmette o ricerca le vie del corpos, del sacro, del sé, della saggezza e della liberazione, tra meraviglia e turbamento. Emergeranno spazi inconsueti di affermazione e libertà. Antropologi, etnografi, ricercatori, gli autori propongono ben più di una presentazione, ma un viaggio sui sentieri dell’India tra narrazione poetica, etnografia e riflessione antropologica, un testo che nasce da un percorso inconsueto tra India e Occidente.
Per immergersi nell’esperienza, il blocco del tour è su https://attraversamenti.blog/
Mara Martellotta
E’ un grande risultato raggiunto il riconoscimento internazionale dell’ UNESCO concesso alla cucina italiana. Tra i primi promotori che con costanza si sono battuti con autentica e colta coerenza e con motivazioni storiche di grande importanza risalta l’opera dell’Accademia della cucina italiana fondata da Orio Vergani nel 1953 e attualmente presieduta da Paolo Petroni. Anche Mario Soldati e Dino Buzzati furono accademici. Importante è stato anche l’apporto di Casa Artusi di Forlì. Va riconosciuto l’apporto importante dato dal governo attuale per il raggiungimento dello scopo . Si è trattato di riconoscere la storia della cucina italiana ricca di apporti regionali che hanno creato un’unità gastronomica che l’Artusi per primo ha realizzato , quasi come un novello Cavour della gastronomia. Una ricca tradizione che ha unito Nord e Sud, superando le vicende violente del brigantaggio meridionale in nome degli spaghetti. Per la Cucina è accaduto un po’ come con la lingua con Manzoni e De Amicis che con “Promessi sposi“ e “Cuore “ hanno reso unita la Patria italiana. Non è fuori luogo parlare di Patria italiana anche per una cucina amata in tutto il mondo e imitata e persino defraudata da volgari imitazioni che il riconoscimento UNESCO aiuterà a smascherare e combattere. Il solito Carlin Petrin ha limitato la portata dell’evento con la sua solita faziosità politica di vecchio comunista, parlando di meticciato e di osterie. Non merita una risposta . E’ il solito pauperismo che emerge anche tra le pentole . Non mi sono piaciuti neppure alcuni grandi chef che disertano le cucine per frequentare le televisioni. Attendo di leggere il grande Arrigo Cipriani, maestro davvero internazionale della cucina veneziana che lui, novello Marco Polo, ha portato nel mondo.






Chi è La Cuoca Insolita

