La Polizia di Stato ha arrestato un ventunenne italiano per detenzione di sostanza stupefacente ai fini di spaccio e denunciato alla locale Procura della Repubblica due persone nel quartiere Barriera Milano.
Durante un servizio di controllo del territorio Alto Impatto, con il concorso di personale del Reparto Prevenzione Crimine Piemonte, del Reparto Mobile e di una unità cinofila della Polizia di Stato, i poliziotti dell’ufficio investigativo del Commissariato di P.S. Barriera Milano hanno notato un giovane sospetto. Sottoposto a controllo, il 21enne è stato trovato in possesso di un borsone, al cui interno celava 1 kg di cocaina ancora da tagliare. Il giovane è stato pertanto arrestato.
La Procura della Repubblica ha richiesto e ottenuto la convalida dell’arresto, disponendo la misura degli arresti domiciliari.
L’attività, effettuata anche con l’ausilio di personale della Guardia di Finanza, dell’Arma dei Carabinieri, della Polizia Locale, si è poi concentrata in Corso Giulio Cesare, Via Cigna, Via Martorelli, via Brandizzo, Largo Sempione e vie limitrofe, consentendo di rilevare delle irregolarità in alcuni degli esercizi commerciali controllati, fra cui delle sale scommesse.
In una di queste, il titolare è stato deferito all’Autorità Giudiziaria per l’assenza del preposto durante l’orario di apertura.
Inoltre, una volante del Commissariato è intervenuta in una panetteria di corso Vercelli, dove ha rilevato un allaccio abusivo alla corrente elettrica del palazzo; qui, il titolare è stato denunciato alla Procura della Repubblica sia per l’allacciamento abusivo che per istigazione alla corruzione, in quanto offriva agli agenti del denaro allo scopo di evitare la denuncia.
Come tutti ben sappiamo, e da sempre, in politica conta chi detta l’agenda politica. E
Non sono ancora note le cause del rogo, sono in corso accertamenti. L’allarme è stato lanciato immediatamente e il teatro è stato evacuato. L’intervento dei vigili del fuoco di Torino, giunti in breve tempo sul posto, ha permesso di spegnere l’incendio in pochi minuti, impedendo che il fuoco si estendesse ad altre aree dell’edificio.
Una piccola, ma significativa novità nel viaggio a Istanbul di Papa Leone: ha visitato la moschea blu, il massimo monumento religioso ottomano, ma non è entrato in Santa Sofia, attigua alla moschea, a sua volta diventata moschea dopo la caduta dell’impero bizantino. I suoi predecessori erano entrati anche in Santa Sofia. Papa Leone non ha pregato nella moschea blu, ma l’ha visitata, guidato dal gran mufti’. Non è andato a Santa Sofia, tornata mosche nel 2020 per volontà del dittatore turco, dopo che era stata trasformata laicamente in museo. L’integralismo musulmano della Turchia ha azzerato la Turchia laica imposta dalla grandiosa rivoluzione di Ataturk, creatore di un paese moderno sulle ceneri dell’impero ottomano dopo la sconfitta della I Guerra mondiale.

