La settimana più calda per gli sport da combattimento è ufficialmente iniziata. Domenica 28 giugno, la struttura del ONE si trasformerà nell’epicentro europeo del Fighting per l’attesissima “Torino Fight Night”, un evento che ha già registrato il tutto esaurito per le tribune numerate e i tavoli a bordo ring, confermando la fame di grande sport della città. Non si tratta della solita riunione di pugilato, ma di una vera e propria notte di campioni che metterà in palio ben tre cinture internazionali, portando sul ring i migliori fighter del momento. Il momento clou della serata vedrà l’idolo di casa, Juri Farcas, dare l’assalto al titolo intercontinentale ISKA, in una battaglia senza esclusione di colpi contro il temibile Gautier. A infiammare ancora di più il pubblico ci penserà Allena, pronto a incrociare i guantoni con Garcia per la conquista del titolo mondiale WKU, mentre per la grande boxe, Priolo sfiderà Bajrami per il prestigioso titolo mediterraneo WVC.
La Torino Fight Night affonda le sue radici nel tessuto cittadino, portando sotto i riflettori i nome della scuderia Torino Kombat e i talenti più duri del territorio, tra cui figurano Giorgia Pieropan, Rober Sciortino e Davide Scarano, pronti a dare spettacolo nella Main Card contro avversari di caratura internazionale. Sabato 27 giugno, alle 18, 24 ore prima del match, sempre presso il ONE, andrà in scena la cerimonia ufficiale del peso e il Face – Off. Un momento ad alta tensione aperto alla stampa e ai fan, in cui I fighter si guarderanno negli occhi per l’ultima volta prima di chiudersi nel ring.
Domenica 28 giugno, l’apertura dei cancelli e l’inizio dei match è fissato per le 18.30. Con l’area VIP e il bordo ring letteralmente polverizzati in prevenuta, rimangono solo più i ticket standard, acquistabili sul sito ufficiale www.one-torino.it. Le eventuali giacenze saranno messe a disposizione della cassa del ONE la sera dell’evento.
Un evento di questa portata è stato possibile grazie al patrocinio della Regione Piemonte, della Città metropolitana di Tirino e Città di Torino.
Mara Martellotta

un fiasco di vino. Solo Giovanni stava zitto. Parlò solo quando venne sollecitato (“E tu, Giovanni, cosa porti?”), rispondendo con noncuranza: “Io porto mio fratello”. Ariberto, nato e cresciuto nelle case torinesi della barriera di Milano, era un tontolone, un pezzo di pane, un gariboja. In piemontese per indicare uno sciocco si usa dire “a l’é furb coma Gariboja”. Non si tratta certamente un epiteto lusinghiero poiché non si segnala la destrezza di chi se la cava con l’imbroglio ma bensì la dabbenaggine dell’individuo. Gianluigi, professore di storia e grandissimo scassatore di scatole, ci ha raccontato che il nome Gariboja risale ad un francese originario della Borgogna, tale Jean Gribouille, personaggio popolare in Francia e molto simile al nostro Bertoldino, altro bell’esempio di credulone. Oltralpe fu protagonista del romanzo La Sœur de Gribouille scritto nel 1862 da Sophie Rostopcina, contessa di Ségur. Importato da noi in Piemonte il buon Gariboja è diventato l’emblema di una ingenuità spinta ai confini della stoltezza, tant’è che vi sono moltissime espressioni che lo riguardano. Si diceva che nascondesse i soldi in tasca degli altri per timore di essere derubato (così se qualcuno li rubava non erano più soldi suoi), che la paura di bagnarsi sotto la pioggia lo induceva a nascondersi nell’acqua o che tentasse di spaccare le noci con le uova. Anche sul commercio aveva le sue idee come, ad esempio, quella di acquistare le uova a dodici soldi la dozzina per rivenderle a un soldo l’una, immaginando di ottenere un guadagno sulla quantità. Per questo l’essere furbo come Gariboja non era propriamente un complimento. Fatto sta che una sera, uscendo dall’osteria dopo aver ecceduto un tantino con le libagioni, ci avviammo sul sentiero che attraversava i campi fino a raggiungere l’alta recinzione che circondava la centrale.