ilTorinese

Meglio Bernardini de Pace che Boldrini

IL COMMENTO di Pier Franco Quaglieni

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La violenza contro le donne va condannata nella maniera più ferma e senza giustificazionismi  di sorta. Le donne restano il sesso debole, secondo un’antica espressione che pensavamo superata in nome di una parità sia pure faticosamente raggiunta. Oggi tuttavia nel rapporto uomo-donna, esse non sono solo la parte debole. A volte sono la parte forte anche nel momento di un divorzio. Lo sostiene una paladina delle donne come l’avvocato Anna Maria Bernardini de Pace che della battaglia contro la   violenza sulle donne è un presidio attivo e giuridicamente straordinario e insuperabile. Ieri mattina ho partecipato come socio all’assemblea dell’associazione “Marco Pannella“, un altro grande presidio di libertà in una società dove ogni forma di violenza e di odio, in primis quello antisemita, minacciano la libertà di pensare e di vivere. L’aggressione al giornale “La Stampa“ rivela un impazzimento collettivo molto preoccupante. Nel mio intervento di ieri ho affermato che la legge contro la violenza alle donne nel punto relativo al consenso “libero e attuale”  dell’atto sessuale va chiarito e precisato giuridicamente. Così come è formulato adesso, è fonte di condanne aprioristiche ingiuste.  Non si può andare a letto con il telefonino o con un contratto da aggiornare magari in itinere. Si tratta di un qualcosa di grottesco e persino ridicolo. Ricorda un’espressione odiosa di tempi lontani: le marchette, il gettone che le prostitute ricevevano ad attestare le loro prestazioni: il sesso contabilizzato che ne distrugge il valore vitale. E’ strano che se ne siano accorti solo  i leghisti, anche se la presenza di una giurista come Giulia Bongiorno fa la differenza. L’onere della prova di innocenza è giuridicamente inconsistente perché il principio giuridico è esattamente all’opposto. L’onere della prova spetta alla parte che fa valere un diritto in giudizio e non viceversa. Immemori delle improvvise  denunce, vecchie di anni, che hanno riempito le pagine dei giornali dedicate a registi, attori ed attrici, coloro che hanno perseguito una legge con un  voto unanime non hanno considerato che l’unanimita’ su un tema così delicato sacrifica la complessità dei problemi, semplificando in modo draconiano la realtà. Ho detto con una battuta un po’ semplicistica , ma vera,  che a dettar legge è l’on. Boldrini, eroina di un manicheismo spesso settario e sempre ideologico. A me piacerebbe leggere un testo proposto dall’avvocato Bernardini de Pace che ha accumulato un’esperienza unica nel corso di una lunga  carriera in rapporto costante con le donne. Inoltre la violenza nei rapporti non credo sia limitata solo al rapporto eterosessuale, come dimostrano le cronache. La verità è che l’amore è anche passione e seduzione e gelosia, tre sentimenti che nessun leguleio potrà facilmente regolamentare con certezza assoluta. Il problema si può tentare di risolverlo con l’educazione, ma non con quella degli improvvisati cultori di discipline che non conoscono: sociologi, psicologi, tuttologi, apprendisti stregoni. L’Eros resta un aspetto vitale carico di misteri, di piaceri e di sofferenze che ciascun essere umano deve affrontare o rinunciare a vivere. Sotto le coperte non valgono leggi , dicevano i vecchi liberali, contro i moralisti bacchettoni. Ho un’età tale da  poterne parlarne con il distacco che viene dalla pace dei sensi e dall’esperienza di vita. Certe Erinni non possono stravolgere la vita umana. Ripeto, tuteliamo le donne con leggi severe, ma esse debbono essere chiare e giuste. Direi umane. Io sono convinto che Marco Pannella avrebbe condiviso questo discorso, anche se non è mia intenzione “usarne“ il nome che resta legato ad un contesto storico diverso da un oggi in cui prevale la deriva irrazionalistica degli estremisti. Ma certo Marco Pannella è stato anche un maestro libertario di vita.

Nuovo Ospedale, le ragioni del NO

Caro direttore,

sempre in merito alla questione delle aree industriali dismesse da utilizzare, gradirei porre l’attenzione sulle ragioni che hanno coloro che si oppongono alla realizzazione del nuovo Ospedale Torino Nord all’interno del Parco della Pellerina, poiché esistono già due aree nel quadrante nordoccidentale di Torino che potrebbero fornire il suolo necessario per costruirlo senza devastare un parco pubblico: l’area ex ThyssenKrupp di corso Regina Margherita e l’ex mattatoio di via Traves.
Il nuovo ospedale va sicuramente realizzato, ma non si può affermare che la scelta di edificarlo mediante uno scempio ambientale ai danni del Parco della Pellerina sia inevitabile: se ci fosse la reale intenzione di perseguire una soluzione ecocompatibile e funzionale, unita ad opere di riqualificazione condotte seriamente e nel rispetto delle normative vigenti, si potrebbe costruire il nuovo ospedale senza intaccare il parco. Risulta assurdo ed incomprensibile che Torino sia una città dove si intende cementificare un’area verde pubblica quando esiste già altro suolo urbanizzato da utilizzare: è questo il modello di sviluppo sostenibile di cui tanto si parla ed in nome del quale si asserisce di dovere e volere orientare le politiche di governo, dal livello comunale a quello mondiale? Scelte come questa, inoltre, alimentano le peggiori dietrologie sui criteri e sulle ragioni che hanno condotto a tali determinazioni, la cui conseguenza è la crescita dell’antipolitica.
Ringrazio per la gentile attenzione ed auguro un buon lavoro.
Walter Nicolosi

A Camera un percorso di educazione alla fotografia

NEW DOCUMENTARY PRACTICES – FUTURES 2025

UN PERCORSO DI EDUCAZIONE ALLA FOTOGRAFIA

CON GLI ARTISTI

OLIVER FRANK CHANARIN E LORENZO VITTURI

Dal 2 al 5 dicembre

due workshop con i fotografi

per quattro giorni di incontri, lectures e talk

 NEW DOCUMENTARY PRACTICES – FUTURES 2025 è un percorso di educazione alla fotografia che si terrà a CAMERA Torino dal 2 al 5 dicembre 2025, rivolto a giovani artisti, curatori e appassionati di fotografia e linguaggi visivi.

Il 2 dicembre si inizia con un panel aperto al pubblico alle ore 18 che vedrà il curatore del progetto, Giangavino Pazzola, presentare la sua ricerca sulle Nuove Strategie Documentarie, in dialogo con la fotografa Marina Caneve. Si prosegue, il 3 e il 4 dicembre con i due workshop tenuti da Oliver Frank Chanarin e Lorenzo Vitturi. I fotografi saranno inoltre protagonisti di un talk aperto al pubblico previsto il 4 dicembre alle 18.30.

Il format NEW DOCUMENTARY PRACTICES mira a incrementare le competenze professionali e il network dei partecipanti al workshop e ad allargare la partecipazione attiva delle varie tipologie di pubblici alla fotografia contemporanea attraverso un programma strutturato.

L’attività si inserisce inoltre all’interno del programma pensato per FUTURES – la rete internazionale per la promozione della fotografia contemporanea di cui CAMERA è il punto di riferimento in Italia. Questo filone di ricerca permette all’istituzione torinese di compiere una mappatura dei principali protagonisti e protagoniste della fotografia contemporanea emergente in Europa.

I due workshop ruoteranno intorno agli usi innovativi del linguaggio fotografico, orientato all’ideazione di storie e di immaginari inediti che derivano dalla messa in discussione delle modalità tradizionali di approccio al genere documentario e dall’invenzione di altri criteri per interrogare la realtà. A seconda della propria scelta tra i due workshop, ogni partecipante potrà immergersi così nell’esperienza che più lo ispira.

Nel workshop Ama il peccatore, odia il peccato con Oliver Frank Chanarin, si lavorerà a stretto contatto con l’artista per combinare fotografie, parole e codici informatici. Verranno prese in esame le diverse modalità con le quali la produzione e la circolazione delle immagini sono state radicalmente trasformate nell’era digitale, dando vita al riutilizzo e ricombinazione di immagini autoprodotte, trovate e fotografie d’archivio per creare una nuova opera meccanica collettiva che sarà esposta alla fine del workshop.

Nel workshop Tra fotografia e scultura con Lorenzo Vitturi, invece, gli studenti saranno coinvolti in un processo multidisciplinare che sfida la bidimensionalità della fotografia per abbracciare un’ibridazione di questa con la scultura. Ogni partecipante verrà accompagnato in passeggiate urbane e sarà incoraggiato a sperimentare utilizzando materiali raccolti durante queste esplorazioni. Assemblando questi elementi in forma scultorea, i partecipanti al workshop dovranno poi trasformare forma e senso di questi per integrare il tutto in una propria personale narrazione visiva. I lavori finali rifletteranno tale approccio, combinando risultati visivi con sculture e installazioni effimere.

Il programma si rivolge a giovani autori e autrici appassionati alla fotografia e all’arte – provenienti non solo da percorsi formativi in Accademie di Belle Arti e Scuole di Fotografia italiane e straniere, ma anche in scuole di formazione in Scienze Sociali, Architettura e Discipline Artisticheintenzionati ad esplorare le molteplici opportunità dello storytelling, dalle modalità di progettazione di narrazioni fittizie e reali, dall’uso della fotografia combinato con altri media.

Le posizioni aperte per le iscrizioni dei partecipanti ai workshop sono venticinque al costo ognuno di 300 Euro iva inclusa.

Nel caso giungano candidature in numero superiore alla disponibilità di posti, CAMERA si riserva di valutare l’adeguatezza dei profili e di effettuare, a suo insindacabile giudizio, eventuali selezioni.

Per informazioni: didattica@camera.to

Per scaricare il programma e il modulo di iscrizione: www.camera.to

NEW DOCUMENTARY PRACTICES – FUTURES 2025

Dal 2 al 5 dicembre 2025

CAMERA – Centro Italiano per la Fotografia di Torino, via delle Rosine 18, Torino

Martedì 2 dicembre

Nuove Strategie Documentarie. Una ricerca

ore 18:00

Giangavino Pazzola presenta, in dialogo con la fotografa Marina Caneve, il progetto di ricerca Nuove Strategie Documentarie che è sostenuto da Strategia Fotografia 2024, un’iniziativa della Direzione Generale per la Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura italiano.

Partner FUTURES Foundation Amsterdam, Fotodok Foundation Utrecht e CAMERA Centro Italiano per la Fotografia.

Mercoledì 3 e giovedì 4 dicembre

Workshop con Oliver Frank Chanarin: ama il peccatore, odia il peccato

Workshop con Lorenzo Vitturi: tra fotografia e scultura

ore 10:00 – 13:00 e 14:00 – 17:00

Giovedì 4 dicembre

Hybrid Visions: The Language of Documentary Practices Today / Visioni ibride: il linguaggio delle pratiche documentarie oggi

ore 18:30

Talk, in inglese, con Oliver Frank Chanarin e Lorenzo Vitturi insieme al direttore artistico di CAMERA François Hébel e il curatore Giangavino Pazzola.

Venerdì 5 dicembre

Finalizzazione dei workshop e sessioni di restituzione

ore 10:00 – 13:00 e 14:00 – 17:00

APPROFONDIMENTI

Workshop con Oliver Frank Chanarin: ama il peccatore, odia il peccato

I partecipanti lavoreranno a stretto contatto con l’artista per combinare fotografie, parole e codici informatici al fine di creare una serie di strane macchine. Il workshop prende le mosse dalla frase biblica “ama il peccatore, odia il peccato”. Attribuita al santo del VI secolo Agostino, questa sequenza di parole può essere invertita – ama il peccato, odia il peccatore – per capovolgerne il significato. In questo workshop ci saranno molti giochi di parole assurdi. L’installazione innovativa di Oliver Frank Chanarin, “Apparatus”, funge da utile introduzione ai temi del workshop. “Apparatus” è costituito da un robot realizzato dall’artista che appende e riattacca un archivio fotografico in continua evoluzione per tutta la durata della mostra. Funzionando secondo un algoritmo imperscrutabile, la macchina seleziona e giustappone immagini da oltre un centinaio di opere incorniciate conservate in pile sul pavimento della galleria. Appropriandosi del linguaggio dell’automazione, la macchina estrae e raccoglie, trattando le singole opere d’arte come oggetti da elaborare, valutare, ordinare, esporre e conservare, trasformando così lo spazio in qualcosa che a volte assomiglia più a una fabbrica che a una galleria. In questo workshop verranno presi in esame i modi in cui la produzione e la circolazione delle immagini sono state radicalmente trasformate nell’era dell’algoritmo. I partecipanti saranno liberi di utilizzare e combinare qualsiasi tipo di fotografia – immagini trovate, immagini d’archivio o immagini proprie – per creare una nuova opera meccanica che sarà esposta insieme alla fine del workshop.

Workshop con Lorenzo Vitturi: tra fotografia e scultura

Lorenzo Vitturi è da sempre interessato al rapporto tra fotografia e scultura, tra ciò che è materiale e ciò che è effimero, e ai diversi modi di tradurre visivamente questa tensione. Come ci relazioniamo con il cosiddetto mondo inanimato? In che modo possiamo creare una narrazione visiva utilizzando oggetti trovati e materiali di scarto? Quali strategie possono essere impiegate per dare nuovi significati a questi materiali, concentrandosi sulle storie e sui valori che essi portano con sé? E quali implicazioni concettuali derivano da questo processo? Queste sono alcune delle domande che l’artista vorrà affrontare durante il workshop. L’obiettivo del workshop è coinvolgere gli studenti in un processo multidisciplinare che metta in relazione la fotografia con la scultura. Per sottolineare l’importanza del processo creativo, i partecipanti saranno incoraggiati a utilizzare principalmente materiali raccolti e riciclati, che dovranno essere trasformati e integrati nella loro narrazione visiva. I lavori finali rifletteranno questo approccio, combinando risultati visivi con sculture e installazioni effimere. L’esplorazione si baserà sul contesto urbano di Torino, con particolare attenzione al quartiere di San Salvario, una zona vivace e multietnica in cui coesistono comunità diverse. Attraverso ricerche sul campo, osservazioni e incontri all’interno di questo territorio, gli studenti esamineranno come i materiali circolano, si accumulano, vengono utilizzati, scartati o riutilizzati nella vita quotidiana. Confrontandosi con le storie stratificate e le trame culturali di San Salvario, saranno incoraggiati a riflettere su come l’ambiente urbano e le sue dinamiche sociali possano influenzare i processi artistici. Il workshop inviterà i partecipanti a considerare come la materia e il territorio si influenzino reciprocamente e come i materiali raccolti in situ possano diventare portatori delle narrazioni racchiuse in questo quartiere unico nel suo genere.

APPROFONDIMENTI

Oliver Frank Chanarin (Londra, 1971) è un artista che lavora principalmente con la fotografia ed è vincitore del prestigioso Image Vevey Photography Grant 2024. La sua pratica artistica, di ampio respiro, è caratterizzata da un’apertura alla sperimentazione e alla collaborazione. Pur nascendo dalla fotografia e da un approccio critico al fotogiornalismo, il suo lavoro culmina in diversi media, tra cui libri, installazioni, robotica e fotografia. Chanarin ha studiato Intelligenza Artificiale all’università e ha ricoperto la carica di professore di fotografia alla Hochschule für bildende Künste (HFBK) di Amburgo (2016-2022). Chanarin è anche membro fondatore del programma di master in fotografia presso la Royal Academy of Art (KABK) nei Paesi Bassi. È uno dei due membri del duo Broomberg & Chanarin, le cui opere sono conservate in importanti collezioni pubbliche e private, tra cui Centre Pompidou – Parigi, Tate Modern – Londra, MoMA – New York, Stedelijk – Amsterdam, Jumex – Città del Messico, Victoria and Albert Museum – Londra, The Eye – Amsterdam, Art Gallery of Ontario, Cleveland Museum of Art e Baltimore Museum of Art. Tra i premi ricevuti figurano il Deutsche Börse Photography Prize (2013) per il progetto War Primer 2, l’ICP Infinity Award (2014) per il progetto Holy Bible e l’Arles Photo Text Award (2018).

Lorenzo Vitturi (Venezia, 1980) lavora nel campo della fotografia, della scultura e dell’installazione. Dopo la sua esperienza come scenografo cinematografico, Vitturi costruisce scenografie temporanee e sculture effimere, in studio e in loco, utilizzando sia materiali organici che artificiali. Partendo da specifiche località geografiche e dall’incontro con le comunità locali, il suo lavoro esplora le economie informali e la fusione di culture diverse, concentrandosi sul movimento di oggetti e persone in un mondo globalizzato. Tra le recenti mostre personali ricordiamo EARTH. Foundation, Verona (2024); Fondazione MAST – Foto Industria, Bologna, (2021); Centre Photographique Rouen Normandie (2021), FOAM Museum, Amsterdam, (2019); The Photographers’ Gallery, Londra (2017), Contact Gallery, Toronto (2015) e CNA Centre National de l’Audiovisuel, Lussemburgo (2014). Vitturi ha inoltre partecipato a mostre collettive al MAXXI di Roma, al Centre Georges Pompidou di Parigi, al Palazzo Reale e alla Triennale di Milano, al BOZAR di Bruxelles, al K11 Art Museum di Shanghai e al Barbican Centre di Londra.

“Cous Cous Party”, la storia di Andrea, giovane scultrice e street artist

Per la stagione 2025-2026 di Fertili Terreni Teatro andrà in scena al Bellarte, da venerdì 5 a domenica 7 dicembre

Per “Iperspazi”, la stagione 2025-2026 di Fertili Terreni Teatro, nella sala piccola Bellarte, andrà in scena venerdì 5 dicembre, alle ore 21, e sabato e domenica 7 dicembre, alle ore 19, la pièce teatrale “Cous Cous Party”, di e con Francesca Cassottana e Giulia Angeloni, per la regia di Francesca Cassottana. Lo spettacolo è adatto a un pubblico maggiore di 14 anni.

Nelle pieghe di una quotidianità iperconnessa, attraversata dalle scie della solitudine, vera piaga sociale, prende forma il racconto di “Cous Cous Party”, storia di una giovane scultrice e street artist, Andrea, in piena stagione pandemica, autoreclusasi nel suo mondo interiore di quattro mura, lontana dal dolore della perdita e dalla pressione di una eredità artistica ingombrante. Schiacciata dal peso di un celebre padre, la ragazza ha ogni giornomlottato per trovare la sua voce in un universo destinato a soffocarla. Una piatta e monotona quotidianità, la sua, all’improvviso sconvolta dall’arrivo di Matilde, assistente sociale che, da subito, si capisce essere il suo esatto opposto. La professionista, infatti, sembra incarnare la perfezione, il prototipo di donna capace di avere tutto sotto controllo, creando legami e risolvendo problemi, affrontando le sfide degli altri con sicurezza e maestria. Tuttavia, anche dietro una facciata impeccabile, si cela un loop di iperproduzione che la rivelerà creatura non di meno prigioniera, incapace di assaporare il risultato dei suoi sforzi. L’incontro-scontro tra le due donne, così diverse, ma unite nella ricerca di un significato, divamperà accompagnandosi a una tempesta emotiva e fisica: tanto Andrea quanto Matilde si troveranno ad affrontare ataviche paure ed insicurezze, trasformando la loro solitudine in una sorprendente connessione. Facendo l’una leva sull’altra, inizieranno un percorso che le metterà in discussione, costringendole a guardarsi dentro per ridefinire i concetti di arte e relazione, per arrivare a scoprire come anche dalle macerie possa rinascere la vita.

“Cous Cous Party” unisce la drammaturgia a una esperienza immersiva e site-specific, pensata per spazi non convenzionali. Lo spettacolo prende forma nella sala piccola di Bellarte, in  uno spazio dove non vi sarà separazione tra la scena e il pubblico. Solo così sarà prima possibile abitare lo spazio privato di Andrea, osservare da vicino le sue interazioni virtuali, per poi, con l’arrivo di Matilde, avvertire la presenza di un intruso. L’allestimento prevede un allestimento di design visivo, con l’utilizzo di un proiettore per raccontare il mondo esterno, ciò che lasciamo dietro di noi una volta entrati in casa. In tutto questo, il pubblico assume il ruolo del visitatore, una presenza ai limiti del voyeur, cui è concessa la possibilità di assistere all’intimità di Andrea, moderna incarnazione di un modello di Hikikomori, la cui volontaria reclusione non esclude del tutto le relazioni lavorative, ma solo il contatto fisico.

Il progetto nasce dal desiderio di indagare il rapporto complesso tra solitudine e bisogno di intime connessioni con l’altro, in una contemporaneità fatta di pixel, grandi città, infinite opportunità relazionali, ricerca di senso e di comunità. La compagnia I Franchi si e confrontata con diversi contesti in cui questa tematica si manifesta, dal mondo della tecnologia a quello dell’arte, dalle relazioni d’amicizia a quelle d’amore, fino alla sessualità, attraverso cui hanno sviluppato una drammaturgia originale.

Biglietti: intero 13 euro  / disponibilità di lasciare il biglietto sospeso tramite donazione online o con satispay, e di entrare gratuitamente per alcuni under 35 grazie ai biglietti messi a disposizione grazie alla collaborazione con Torino Giovani. I biglietti si possono acquistare su www.fertiliterreniteatro.com

Mara Martellotta

Voucher scuola, AVS: “Bene i fondi ma problema di equità, tempi e trasparenza”

Accogliamo positivamente lo stanziamento di ulteriori risorse che hanno permesso di ampliare la copertura del Voucher scuola. Era un passo necessario e lo diciamo da tempo.
Allo stesso tempo, però, molte famiglie ci stanno scrivendo con la stessa domanda, semplice ma inevitabile:
“Com’è possibile che si finanzino integralmente le rette delle paritarie mentre migliaia di studenti delle scuole statali e dei CFP restano esclusi dai contributi per libri, materiale didattico e trasporti?”
Una domanda che nasce dai numeri: per il Voucher A, destinato alle rette delle scuole paritarie, sono state finanziate il 100% delle domande ammesse fino a un ISEE di 26.000 euro, con un importo medio superiore ai 1.500 euro. Per il Voucher B, rivolto agli studenti delle scuole statali e dei CFP per l’acquisto di libri di testo, materiali didattici e trasporto, anche dopo l’iniezione di nuove risorse la copertura si è fermata a un livello molto più basso: sono stati finanziati solo gli studenti con ISEE fino a 8.258 euro. Il risultato è che migliaia di famiglie con ISEE basso, pur pienamente entro la soglia di bando di 26.000 euro, continuano a restare escluse dagli aiuti per le spese scolastiche essenziali.
È anche per evitare questa evidente sproporzione che avevamo presentato l’Ordine del Giorno 368, chiedendo tre interventi chiari: più risorse sul Voucher B, un tetto ISEE più basso per il Voucher A e una graduatoria unica basata sul reddito. Tre misure semplici, che vanno tutte nella stessa direzione: prima si aiutano le famiglie che hanno davvero difficoltà.
Perché chi oggi resta escluso dal Voucher B ha spesso redditi molto basso, 1.000, 1.600 euro al mese, e figli che frequentano la scuola pubblica. Sono famiglie che devono affrontare la spesa dei libri ad agosto, degli abbonamenti ai mezzi a settembre, del materiale didattico a inizio anno: spese che non possono essere rimandate.
A questo si aggiunge un tema decisivo: i tempi di pubblicazione del bando e delle graduatorie. Il bando è stato aperto dal 27 maggio al 27 giugno, ma fino a un mese prima dell’apertura non era stata ancora comunicata alcuna data ufficiale, lasciando le famiglie nell’incertezza. La prima graduatoria è uscita il 12 agosto, quando le scuole avevano già definito l’adozione dei libri e le famiglie si trovavano costrette ad anticipare la spesa per libri e materiali didattici. Il secondo aggiornamento è arrivato il 20 ottobre, quando gran parte della spesa principale era ormai già sostenuta. Solo il 27 novembre è stata raggiunta la copertura totale delle domande ammesse, a quasi fine primo quadrimestre.
Va sottolineato che i voucher non prevedono rimborsi: le famiglie non possono recuperare le spese già effettuate, e i voucher sono vincolati esclusivamente a libri di testo, materiali didattici e trasporti acquistabili dopo l’emissione del voucher stesso. Di conseguenza, la funzione del contributo si riduce drasticamente quando arriva in ritardo rispetto ai tempi reali della vita scolastica.
Infine, c’è un problema di comunicazione: parlare genericamente di “tutte le domande finanziate” senza distinguere tra Voucher A e Voucher B crea confusione e rischia di alimentare false aspettative.
Accogliamo dunque con favore ogni passo avanti, ma continuiamo a chiedere ciò che è doveroso: equità nella ripartizione, tempi compatibili con le esigenze delle famiglie e informazione chiara, completa e trasparente.
Perché strumenti come il Voucher scuola sono davvero efficaci solo quando le politiche pubbliche rispettano i tempi della vita reale, evitando lo scollamento tra decisioni politiche e bisogni concreti delle famiglie.
Alice Ravinale
Valentina Cera
Giulia Marro

Giulia Maria Levrone vince a Ljubljana

Secondo centro stagionale per Giulia Maria LEVRONE, nella prova del Circuito Europeo U14 a Ljubljana, in Slovenia, l’atleta tesserata per il Circolo della Scherma Ramon Fonst di Mirafiori Sud ha messo in fila tutte le avversarie, tra cui nella finalissima la n.2 del Ranking internazionale britannica Alexandra Pensa. Per la forte fiorettista piemontese è un inizio di stagione straordinario, dove tra gare nazionali ed internazionali non è ancora scesa dal podio, e per le prossime gare si pone come una delle favorite per la vittoria, ed uno dei migliori prospetti futuri della scherma italiana. Con questa vittoria Giulia Maria LEVRONE salirà al n.3 della classifica europea U14, e mancano ancora tre prove alla fine della stagione per dare l’assalto alla vetta.

La prova internazionale nelle parole/ del Maestro Paolo Cuccu:

“Giulia Maria è migliorata tantissimo, passando dai piazzamenti delle scorse stagioni ai podi a raffica di questo parte finale del 2025. Avendo la doppia cittadinanza italiana e romena, continuando così presto sarà attenzionata da entrambe le federazioni, che non vorranno farsi sfuggire questo giovanissimo talento, naturalmente speriamo che la continuità di risultati la porti a scegliere la maglia azzurra. Il prossimo impegno sarà a Casale Monferrato, per la 2° prova Interregionale Piemonte-Lombardia, sarà l’occasione per una rivincita con la bresciana Rosini, che l’ha battuta in semifinale nell’ultima prova nazionale”

Meno fortunati i nostri fiorettisti Luca JURAVLE e Robert GHETU, impegnati a Samorin, in Slovacchia, nella prova di COPPA DEL MONDO U20. Entrambi hanno superato il girone eliminatorio, ma non sono riusciti ad andare oltre il primo assalto di eliminazione diretta.

La prossima settimana la squadra ragazzi/allievi composta dal n.6 italiano Francesco Lou FORNERIS, Mattia MAUTONE e Daniel BAGATELLA sarà impegnata nel Campionato Regionale U14 per società, poi la settimana successiva ci sarà la prova Interregionale dove schiereremo anche la campionessa regionale Letizia GHIGO.

Sentieri e rifugi di montagna, interviene la Regione

La Regione compie un nuovo passo nella strategia di valorizzazione della montagna piemontese, approvando uno stanziamento di 50.000 euro per il Club Alpino Italiano, destinato alla manutenzione dei sentieri, della segnaletica, dei rifugi e dei bivacchi alpini.

Un intervento mirato, che applica e rende operative alcune delle azioni previste dal Protocollo d’intesa 2025–2030 tra Regione Piemonte e Club Alpino Italiano, firmato a Macugnaga lo scorso ottobre.

«Dopo aver definito con il CAI un quadro pluriennale di collaborazione, iniziamo subito a dare forma operativa agli impegni presi – dichiara l’assessore regionale allo Sviluppo e Promozione della Montagna, Marco Gallo –. Questi fondi sono un tassello concreto della strategia: investire su sentieri, rifugi e bivacchi significa garantire sicurezza, qualità dell’esperienza outdoor e presidio del territorio».

In particolare, i fondi contengono di finanziare l’attività svolta dal CAI in alcuni ambiti, come: aggiornare e verificare i percorsi escursionistici, le vie ferrate e i siti di arrampicata per l’inserimento nella Rete dei Percorsi Escursionistici (RPE) regionale; intervenire sulla manutenzione della segnaletica, con un’attenzione particolare ai tracciati più frequentati;  programmare lavori di cura e ripristino sui sentieri di maggiore rilevanza, come la Grande Traversata delle Alpi (GTA) e il Sentiero Italia CAI; supportare la manutenzione di rifugi e bivacchi, strutture fondamentali come presìdi di sicurezza e punti di riferimento per escursionisti e comunità locali.

Un percorso che riconosce la rete escursionistica come un’infrastruttura fondamentale per tutelare il territorio, sostenere le comunità montane, rafforzare il turismo sostenibile, e promuovere la sicurezza in ambiente naturale.

«Il Piemonte può contare su una rete di oltre 20.800 chilometri di sentieri e più di 130 strutture alpine tra rifugi e bivacchi – aggiunge Gallo –. È un patrimonio enorme, che richiede cura costante e collaborazione istituzionale. Continueremo a investire perché le nostre montagne siano sempre più accessibili, sicure e valorizzate, non solo per i turisti ma soprattutto per chi le abita ogni giorno».

Torino per la Giornata mondiale contro l’AIDS del 1° dicembre

 

Ogni anno, dal 1988, la Giornata mondiale contro l’AIDS del 1° dicembre rappresenta un momento chiave per richiamare l’attenzione pubblica sul tema dell’HIV, per promuoverne la prevenzione, combattere lo stigma e ribadire la solidarietà verso le persone che vivono con il virus.

Anche quest’anno la Città aderisce alla ricorrenza, proseguendo un percorso avviato nell’ambito della rete internazionale Fast Track Cities, alla quale Torino partecipa dal 2020, che promuove strategie locali per rafforzare prevenzione, testing, accesso ai trattamenti e contrasto alle discriminazioni.

In questa direzione, a partire dal 2022 la Città ha attivato un articolato processo di copro­grammazione e coprogettazione con il Terzo Settore che ha portato alla realizzazione del progetto “Torino Fast Track City”.

Nel quadro della Giornata mondiale 2025, la Città – insieme ai partner del progetto ASL Città di Torino e le associazioni Anlaids, Arcobaleno Aids, Casa Arcobaleno, Croce Rossa Torino, Giobbe, Gruppo Abele, Lila Piemonte – propone un programma di azioni mirate alla sensibilizzazione e all’informazione.

Tra queste, il rilancio della campagna “U=U – Impossibile sbagliare”, diffusa tramite affissioni e locandine elettroniche sui mezzi GTT, per ribadire il messaggio “Undetectable = Untransmittable” e contrastare stigma e discriminazioni.

Ad amplificare il messaggio, si affiancano l’illuminazione della Mole Antonelliana il 30 novembre, con la proiezione del fiocco rosso e del logo U=U  a cura di IREN, la proiezione gratuita del film “Positive” di Alessandro Radaelli, programmato per il 1° dicembre al Cinema Massimo grazie alla collaborazione del Museo Nazionale del Cinema, e la promozione delle attività di testing previste dal progetto sui canali istituzionali della Città.

Il progetto “Torino Fast Track City” prevede, tra le altre azioni, la gestione degli spazi comunali di via Mazzini 44E quale check point dedicato al testing e alla promozione della salute sessuale, con attività di screening, counseling, formazione e comunicazione pubblica contro lo stigma e il minority stress. I dati riferiti alle attività di testing effettuate nel corso del 2025 attraverso Torino Fast Track City dicono che i test HIV effettuati da inizio anno, e fino al 17 ottobre, sono stati complessivamente 1175, di cui 668 quelli registrati al check point.

«Anche quest’anno la Città rinnova con convinzione il proprio impegno nella lotta all’HIV e contro ogni forma di stigma – afferma Jacopo Rosatelli, assessore alle Politiche sociali della Città di Torino -. Continuare a informare, offrire occasioni di testing e rendere visibile il nostro sostegno, anche attraverso gesti simbolici come l’illuminazione della Mole, significa ribadire che la nostra comunità è al fianco delle persone che vivono con il virus e di chi ogni giorno si impegna per contrastare discriminazioni e pregiudizi

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Ruffino (Azione): “A Moncalieri serve continuità: sì a Lorenzo Mauro”

“In questi anni Moncalieri è cresciuta, diventando più attrattiva, moderna e sicura. Azione è abituata a lavorare con pragmatismo e per questo motivo, di fronte a risultati evidenti tradotti in opere completate, valorizzazione del centro storico, interventi su cultura, innovazione e servizi, riteniamo opportuno ottenere continuità. È importante, dunque, raccogliere l’eredità dell’amministrazione Montagna attraverso la candidatura di Lorenzo Mauro, proprio perché, di fronte alla sfida per la politica territoriale, abbiamo lo stesso linguaggio e la stessa visione per una città che deve poggiarsi su basi solide e verificabili”.
Così Daniela Ruffino, deputata e segretaria di Azione Piemonte, a sostegno della candidatura di Lorenzo Mauro a sindaco per Moncalieri.
“Da questo approccio, quindi, nasce la decisione di Azione di aderire alla coalizione che si presenterà al voto a Moncalieri. Una scelta che compiamo con senso di responsabilità, dopo aver riscontrato una piena convergenza sui temi che per noi rappresentano gli assi portanti dell’azione pubblica. È fondamentale sapere programmare e non rincorrere le emergenze: ovvero, rigenerare i propri spazi, controllare il consumo di suolo, integrare con coerenza urbanistica, ambiente e mobilità. La coalizione risponde appieno a questa impostazione per noi fondamentale” – osserva la segretaria di Azione Piemonte.
Secondo Ruffino “c’è concordanza anche su tre assi che riteniamo strategici: il sostegno alle imprese, con la valorizzazione delle filiere e il lavoro di sinergia con formazione e ricerca; la coesione sociale, rendendo protagoniste scuola, sanità, cultura e politiche abitative in grado di dialogare con il tessuto urbano; la qualità della governance, intesa come una responsabilità amministrativa basata sulla trasparenza in primis, e sul dialogo con i cittadini. Siamo convinti che Moncalieri possa diventare un polo innovativo e un centro solido, migliorando la qualità della vita dei cittadini”.

Apre il Centro Servizi – Stazione di Posta “Villa Caviglietto” a Leini

Martedì 2 dicembre alle ore 11:00 a Leini inaugura “Villa Caviglietto” (via Caviglietto 8): Centro Servizi per il Contrasto alla Povertà (Cscp) e Stazione di Posta per sostenere persone e famiglie in condizioni di vulnerabilità.

L’edificio in stile liberty che ospiterà numerosi servizi è stato donato dalla famiglia Caviglietto in memoria della dottoressa Gioconda e completamente riqualificato grazie a fondi PNRR.

Il Centro offre accoglienza e orientamento ai servizi, formazione su lavoro e competenze digitali, laboratori pratici per l’auto-imprenditorialità; mentre la Stazione di Posta garantisce recapito postale e supporto anche a chi vive senza fissa dimora, con cassette dedicate a Leini, Settimo, San Benigno e Volpiano.Il progetto nasce dalla collaborazione tra Unione dei Comuni Nord Est Torino (Unione NET) e Cooperativa Animazione Valdocco, in rete con servizi socio-sanitari e realtà locali.