ilTorinese

Negli occhi di Luca Beatrice una luce che resterà nel cuore

Di Irma Ciaramella

Avevo visto Luca, giovedì, come non mai entusiasta, divertito, pieno di energia. Il suo approccio appassionato e visionario al mondo dell’arte si faceva materia prendeva finalmente forma grazie alla ‘sua’ quadriennale di Roma.

Era stato chiamato dal Ministro Sangiuliano a presiedere la mostra, e aveva voluto intitolarla ‘fantastica’, tanto aggettivo, quanto verbo, un monito a usare l’immaginazione che è poi il primo passo della creazione, il prodromo dell’azione…
Che la sua mostra sarebbe stata bellissima l’aveva detto chiaramente lui stesso, raccontandoci di voler non solo un grande evento espositivo, ma un progetto culturale, coinvolgente, inclusivo ed articolato, un’esperienza culturale totale, capace di coniugare contemporaneità e storia, un fil rouge tra passato e presente tra contemporaneità (tutti gli artisti viventi molti alla loro prima quadriennale un inno alla contemporaneità) e passato, con la rievocazione, in una sezione della mostra, della grande quadriennale del 1935.

Un progetto plurale e corale “io credo in una visione plurale sono scettico sull’uomo solo al comando che sia uomo o donna preferisco una visione plurale’. Di qui l’idea di affidarla a cinque curatori diversi per esperienza, per formazione, per area geografica. Questo aveva detto giovedì scorso alla Fondazione Sandretto Re Rebaudengo , ospiti di Patrizia Sandretto per antonomasia l’arte contemporanea a Torino e in Italia, in occasione della prima tappa di un road show di presentazione della sua quadriennale di Roma, che aveva voluto principiare proprio nella sua Torino.

‘Questa quadriennale ha tanto di Torino’ aveva detto, dall’approccio rigoroso torinese a cominciare dalla puntualità, alla disciplina, l’attenzione e rispetto del lavoro del team di grandi professionisti già presenti nella struttura, ai tanti da Walter Guadagnini a Luca Massimo Barbero Francesco Bonami, prima di tutto amici con i quali avere un dialogo costante.

E poi due curatrici di formazione e di respiro internazionale quali Emanuela Mazzonis e Alessandra Troncone, che dimostrano, aveva detto, come le donne giovani siano più brave degli uomini (si proprio cosi’ …)

E la cura , la passione e l’attenzione scrupolosa non solo verso la storia della quadriennale, l’aspetto artistico, ma anche verso l’allestimento, il design, la comunicazione al pubblico la narrazione, lo storytelling.

‘Di tanto in tanto mi telefona qualcuno e mi dice vengo a vedere la quadriennale. Ed io rispondo allora vieni a vedere un ufficio, perché noi siamo un bel ufficio in Villa Carpegna, a Roma Nord, ma non siamo un museo, facciamo una mostra ogni quattro anni. E quindi bisogna raccontare queste cose, bisogna spiegarle, vuol dire che è necessario comunicarle. E l’idea di comunicare passa anche attraverso un allestimento che sarà molto particolare’.

E infine anche un occhio attento alla geografia del nostro Paese, fatto non solo di grandi città, ma anche di province e di periferie, un riguardo alla complessita’ del Paese e anche all’internazionalità dell’evento,
ci danno la misura di quanto valore Luca Beatrice avesse immesso in questa sua Presidenza, in questa sua creatura.

Questo era anzi e’ il suo grande progetto, il suo viatico, l’apice di una carriera luminosa. E la luce negli occhi di Luca nel presentarlo per la prima volta davanti ad una platea gremita di tanti amici, tutto il mondo dell’arte contemporanea e della cultura torinese, mi rimaranno nel cuore.

Non potremo non onorare il suo invito di andare tutti Roma a vedere la sua Fantastica Quadriennale.

‘Venite tutti quanti a Roma e spero che vi divertiate’.

Verremo, ci divertiremo, non potremo fare a meno di pensare quanto di te ci sia in ogni cosa e faremo tesoro del tuo lascito.

Lutto in Forza Italia per la scomparsa di Cherio

UN OTTIMO PROFESSIONISTA, CI MANCHERA’ LA SCHIETTEZZA

“La scomparsa di Alessandro Cherio ci rattrista enormemente. Era un ottimo professionista che si è saputo distinguere nella vita professionale e come molte persone vincenti nel 1994 aderì agli ideali di Forza Italia rappresentandoci in Consiglio comunale. Ci mancherà la sua schiettezza, la sua concretezza ma soprattutto le sue battute sul Toro, la sua grande passione. Ci stringiamo alla famiglia in questo momento di dolore”. Ad affermarlo il senatore Roberto Rosso e Marco Fontana rispettivamente segretari provinciale e cittadino di Forza Italia a Torino e i vicesegretari cittadini Beatrice Rinaudo, Romina Lauretta, Giacinto Marra e Filippo Vallone.

Donna derubata dei contanti mentre attende di pagare alla cassa

Per guadagnarsi la fuga, l’uomo spintona l’amica intervenuta in soccorso

Torino, quartiere San Salvario – I Carabinieri della Stazione San Salvario, impegnati insieme al personale dell’Esercito Italiano nel servizio “Strade Sicure”, giovedì pomeriggio hanno tratto in arresto un quarantenne centrafricano responsabile di aver commesso una rapina impropria all’interno di un piccolo supermarket di Via Nizza, a due passi dalla Stazione Ferroviaria di Porta Nuova.
L’uomo, dopo essere entrato nel punto vendita, si è avvicinato alla cassa e, con un gesto fulmineo, si è impossessato di una banconota da 50 euro che una donna teneva in mano in attesa di pagare la spesa. Subito dopo, il soggetto si è dato alla fuga, ma è stato prontamente inseguito da un’amica della vittima, intervenuta per bloccarlo. Nel tentativo di sottrarsi all’inseguimento, il quarantenne ha spintonato la donna e proseguito la sua corsa con l’obiettivo di far perdere le proprie tracce.
I militari, già in servizio nelle vicinanze, hanno udito le richieste di aiuto e, raccolta una descrizione dettagliata dell’uomo dalle due donne, hanno avviato immediatamente le ricerche, avvalendosi anche del supporto di una seconda pattuglia giunta sul posto.
Il riconoscimento dell’uomo da parte delle due testimoni e le immagini di videosorveglianza presenti all’interno del supermarket che hanno ripreso l’intera scena, hanno consentito l’arresto dell’autore del fatto. L’uomo è stato condotto presso la locale Casa Circondariale a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.

Torino, piazza San Carlo: gli affreschi dedicati alla Sindone

Due opere per celebrare uno dei simboli della città 

La Sacra Sindone rappresenta molto per Torino. Il suo  fascino misterioso e senza tempo racconta, attraverso un telo di lino bianco in uso nella cultura ebraica per la sepoltura dei morti, la Passione di Cristo. Emblema del confronto tra Chiesa e scienza, rimane la reliqua piu’ famosa disempre, capace di far peregrinare milioni di persone devote ad ogni sua sontuosa ostensione, un evento molto sentito e solenne. Questo lenzuolo, carico di storia, ma anche di miti e leggende, appare nella storia nel 1353 quando Goffredo di Charny, cavaliere e scrittore medievale francese, lo   porto’ dalla Terra Santa nella cittadina francese di Lirey dove fececostruire una chiesetta per custodirlo. Successivamente fu venduto al Ducato di Savoia,che aveva il suo capoluogo a Chambery, dove fu conservato fino al 1532 nella Sainte-Chapelle duSaint-Suaire quando un incendio, che fortunatamente non lo distrusse completamente,  gli provoco’ degli evidenti segni di bruciatura.

 

Dopo vari spostamenti il  sacro lino fu portato da San Carlo Borromeo, particolarmente devoto, da Milano a Torino per ordine di Emanuele Filiberto di Savoia, “testa di ferro”. Lo spostamento fu un vero e proprio pellegrinaggio che duro’ 4 giorni, con intervalli di meditazione spirituale ed esercizi di pieta’,  percorso a piedi scalzi e  accompagnato da un gruppo  di quattordici persone. Appena arrivato a Torino  fu subito onorato con una ostensione pubblica a cui parteciparono numerosissimi fedeli.

A piazza san Carlo, cosi’ nominata in memoriadel viaggio del Santo con il famoso lenzuolo, ci sono due affreschi, di piccole dimensioni e poco conosciuti, che narrano i fatti accaduti quell’ottobre  del 1578 quando la Sacra Sindone arrivo’ a Torino con la promessa scritta di Emanuele Filiberto, mai mantenuta, di riportarla a Chambery in breve tempo. Questi dipinti murali commemorativi, dall’autore ignoto e che un tempo erano ben 4, si trovano all’estremita’ della piazza, il primo, che raffigura la Madonna con Emanuele Filiberto e San Carlo Borromeo,nell’angolo con via Alfieri e l’altro, dove si riconosce ancora la Vergine Maria, questa volta con San Francesco D’Assisi e un frate, e’ sito all’angolo con via Santa Teresa. Gli altri due dipinti sono purtroppo andati perduti durante i bombardamenti della seconda guerra mondiale.

Nella Chiesa di San Carlo Borromeo, inoltre,  si possono ammirare due affreschi che celebranol’arrivo a piedi di San Carlo a Torino e  il Santoin adorazione del piu’ famoso telo.

MARIA LA BARBERA 

Insediata unità gestione liste d’attesa

Si è insediata al Grattacielo Piemonte l’Unità centrale di gestione dell’assistenza sanitaria e dei tempi e delle liste di attesa della Regione Piemonte, istituita lo scorso dicembre dalla Giunta regionale.

«Come previsto dalla legge che il Governo Meloni ha promulgato per il contenimento dei tempi delle liste di attesa, abbiamo dato vita a questa nuova unità che si aggiungerà alle molte iniziative che abbiamo già messo in campo a livello regionale e che ci permetterà di proseguire spediti su questo fronte», ha commentato l’assessore alla Sanità, Federico Riboldi.

Presieduta e coordinata proprio dall’Assessore alla Sanità, l’Unità centrale di gestione dell’assistenza sanitaria e dei tempi e delle liste di attesa della Regione Piemonte sarà composta anche dal Direttore della Direzione Sanità, dal Dirigente del Settore Programmazione dei Servizi Sanitari e Sociosanitari, dal Dirigente del Settore Rapporti con Erogatori Sanitari e Sociosanitari, dal Dirigente del Settore Sistemi Organizzativi e Risorse Umane del SSR, dal Dirigente del Settore Controllo di gestione. sistemi informativi, logistica sanitaria e coordinamento acquisti, dal Direttore Sanitario di Azienda Zero e dal Dirigente della Struttura – CUP e Liste di attesa di Azienda Zero.

«A breve l’Unità centrale di gestione dell’assistenza sanitaria e dei tempi e delle liste di attesa individuerà il Responsabile Unico dell’Assistenza Sanitaria (RUAS) – ha spiegato l’assessore Riboldi – la figura di raccordo con l’Osservatorio nazionale e che avrà un ruolo principalmente di verifica e controllo degli adempimenti previsti dalla normativa nazionale. Accanto a questo, come detto, come Regione Piemonte proseguiamo con determinazione a mettere in campo azioni concrete per affrontare il problema delle liste di attesa, come quella di dare obiettivi vincolanti ai nuovi direttori generali delle Aziende Sanitarie Regionali o l’avvio del nuovo Cup integrato con l’intelligenza artificiale».

Ottiglio, la Grotta dei Saraceni e la “Maga Alcina”

 

I Romani ritempravano anima e corpo nelle acque sulfuree e curative che abbondavano in questo angolo della provincia di Alessandria per cercare un po’ di benessere dopo cruente battaglie mentre i saraceni vi nascondevano i bottini delle razzie compiute nelle vallate del Piemonte terrorizzando la popolazione. Tutto ciò accadeva nella zona di Ottiglio, piccolo comune del Monferrato casalese, tra vigne di barbera e grignolino, dove vi è una caverna nota come la “Grotta dei Saraceni”. Situata nei pressi di Moleto, la cavità era già conosciuta dai Romani che avrebbero eretto al suo interno un tempio dedicato a una divinità. La grotta ha una storia che risalirebbe al III secolo a.C. quando una guarnigione romana si insediò in questa zona e costruì un luogo di culto sotterraneo dedicato al dio Mitra.

Se davvero è esistito, il tempio potrebbe giacere sepolto sotto alcuni metri di terra. Nei secoli successivi la caverna avrebbe ospitato bande di saraceni, fuggiaschi murati vivi insieme ai propri cavalli e un favoloso tesoro nascosto costituito da gioielli d’oro e gemme preziose ancora oggi oggetto di ricerca da parte di curiosi ed appassionati. Secoli di leggende dunque a cui si aggiunge anche qualche fantasma. Nella boscaglia della Valle dei Guaraldi spunta un intreccio di cunicoli scavati nella roccia calcarea parzialmente inesplorati e si scorgono due varchi. Tali cavità sono prodotte dalle falde di acqua potabile e per le frequenti infiltrazioni sono soggette a smottamenti e crolli. È quindi molto pericoloso inoltrarsi in questi sotterranei e chi lo fa mette in pericolo la propria vita. È questa una delle tante grotte che punteggiano la terra piemontese, molte sono esplorabili in sicurezza e tante altre sono ancora da scoprire. La “Grotta dei Saraceni” di Ottiglio è una di queste. Il nome della grotta deriverebbe dalle incursioni di pirati arabi del X secolo narrate nelle “Cronache della Novalesa”. La caverna divenne il luogo ideale in cui nascondere il bottino sottratto agli abitanti. Molti predoni rimasero però bloccati per sempre all’interno delle grotte con il loro malloppo a causa del crollo di alcune gallerie. Molti altri si servirono di queste cavità, per lo stesso motivo dei “saraceni”. All’inizio del Seicento, durante le Guerre del Monferrato, le grotte divennero rifugio di disertori e briganti e quindi una minaccia per l’ordine pubblico. Le autorità ducali del Monferrato fecero sbarrare gli ingressi, e se diamo credito alla tradizione locale, al suo interno, oltre al tesoro nascosto, rimasero imprigionati molti uomini, murati vivi con i loro cavalli. E le sorprese non finiscono qui. Circolano anche storie di presenze diaboliche che si aggirerebbero in questi sotterranei, e in particolare un fantasma, una donna, la “Maga Alcina” che comparirebbe ogni anno la notte del solstizio d’inverno, il 21 dicembre, all’ingresso della grotta. Finora nulla è stato trovato nella caverna. Negli ultimi decenni diversi gruppi di speleologi hanno esplorato le gallerie ma senza risultati di rilievo.

Filippo Re

Nichelino, arriva il carnevale!

“CARRI, CORIANDOLI, CHIACCHIERE – IX Edizione”

16 febbraio 2025

Con il 2025 il Carnevale nichelinese cresce ancora ed entra a far parte del circuito del “Carnevale delle due Province” insieme alla Fondazione Amleto Bertoni, alle Pro Loco di Rivoli e di Barge e alle Città di Saluzzo, Rivoli e Barge.

A dare il via al calendario del “Carnevale delle due Province” sarà proprio la sfilata di Nichelino domenica 16 febbraio. A seguire toccherà a Rivoli il 23 febbraio, a Barge il 1° marzo per concludere con la sfilata e la premiazione finale dei migliori carri del “Carnevale delle due Province” del 2 marzo a Saluzzo.

Ma vediamo, nel dettaglio, il programma del Carnevale nichelinese.

Sabato 8 febbraio il Centro sociale “Nicola Grosa” ospiterà la cerimonia di investitura delle maschere di Nichelino e Stupinigi Madama Farina Monsù Panaté, alle quali verranno consegnate le chiavi della Città. L’evento è riservato ai gruppi carnevaleschi dei Comuni ospiti.

Sabato 15 febbraio in Piazza G. Di Vittorio, a partire dalle 15.00, ci sarà il “Carnevale dei Bambini” con balli di gruppo e animazione a cura delle associazioni del territorio, distribuzione di tè caldo e dolci grazie ai volontari dell’Associazione AVIS di Nichelino. Inoltre, sempre in piazza, si potrà ammirare il nuovo carro cittadino “Riprendiamoci il futuro”, realizzato dall’associazione Patela Vache.

L’evento sarà presentato come sempre da Mauro Forcina con la partecipazione di Trinitube Tv, Radio Alfa e Radio Juke Box.

Domenica 16 febbraio, dalle 14.00, grande sfilata dei carri allegorici “Carri, coriandoli e chiacchiere – IX Edizione” su via Torino con partenza da piazza Camandona e arrivo in via M. D’Azeglio. La sfilata sarà aperta da una insolita Banda musicale civica “G. Puccini” e dal carro di rappresentanza di Nichelino e Stupinigi, con a bordo gli ormai popolarissimi Madama Farina e Monsù Panaté.

Sfileranno i carri di Carmagnola, Centallo – Fossano, Luserna, Mondovì, Piobesi, Racconigi, Roletto, Scalenghe, Villafalletto. A chiudere le danze sarà, come da tradizione, il carro di Nichelino che quest’anno ha come tema “Riprendiamoci il futuro”.

Presentazione dal balcone del Palazzo Comunale a cura di Elia Tarantino e Mauro Forcina. La manifestazione sarà trasmessa in differita su PrimAntenna Tv.

In caso di maltempo la sfilata dei carri allegorici sarà rinviata a domenica 23 marzo.

“Come Amministrazione continuiamo ad impegnarci per far crescere una manifestazione che, in otto anni, è partita da zero per arrivare a essere uno dei riferimenti del Carnevale piemontese – raccontano il Sindaco di Nichelino Giampiero Tolardo e l’Assessora agli Eventi e Tradizioni locali Giorgia Ruggiero -. Riuscire ad ampliare e arricchire il programma della manifestazione, entrando a far parte di un circuito che permette di lavorare in sinergia con altre importanti realtà del territorio, è un grande riconoscimento. L’organizzazione congiunta delle rispettive sfilate dei carri allegorici e un concorso finale unico per la premiazione dei migliori carri e delle migliori performance artistiche è un grande stimolo anche per i “carristi”, per la creazione di opere sempre più originali con un seguito di centinaia e centinaia di figuranti impegnati in coreografie di alto livello. Il tutto con evidenti effetti di promozione del territorio e di sviluppo turistico”.

L’hair stylist torinese campione del mondo

SCOPRI – TO ALLA SCOPERTA DI TORINO
Quando ha aperto il suo primo salone ha rischiato di doverlo chiudere perché era definito troppo moderno, ma lui non ha mai mollato e nel 2019 vince il premio come miglior hair stylist italiano e poi nel 2022 si aggiudica il primo posto nella più importante categoria mondiale per parrucchieri. Lui è Lorenzo Marchelle, direttore del noto salone torinese “Attilio Artistic Team” che insieme alla storica barberia “Attilio barber shop” fondata dal padre, è oggi tra le eccellenze piemontesi nel settore. Lorenzo racconta a noi del Torinese come è arrivato al successo attuale.
L’INTERVISTA
D: Ciao Lorenzo, a che età hai iniziato a lavorare e come è nata questa passione?
R: Ho iniziato all’età di quindici anni da mio papà, ma volevo cambiare fare cose diverse, il mio obiettivo era differenziarmi e puntai fin da subito sul diventare un hair stylist per le donne, così nel 2012, avevo 23 anni, aprii il mio negozio, pian piano ne trasformai il nome in “Attilio Artistic Team” e qualche anno dopo proposi i miei corsi di formazione e divenni la prima accademia di parrucchieri dal vivo.
D: Da lì hai anche partecipato a numerose Fashion Week: New York, Londra, Milano, Parigi, com’è lavorare a contatto con quel tipo di realtà? Ti è mai capitato di esserti adeguato a ciò che voleva la moda attuale e non ciò che tu avresti voluto fare?
R: Partecipare alle Fashion Week e poi al Festival di Venezia sono state delle esperienze uniche, può capitare che qualcuno ti dica cosa fare, ma io non l’ho mai ascoltato, ho sempre preferito fare di testa mia, sempre chiaramente con l’umiltà di apprendere da persone ancora più esperte ma senza mai adeguarmi a cose che non erano nel mio stile. Un parrucchiere è un artista, deve poter creare come desidera per essere unico e sperimentare tutto il suo estro, se ci incaselliamo in degli standard diventiamo tutti uguali e la popolazione non può neanche più scegliere cosa gli piace davvero perché non hai più alternative, io sono per la libertà e per la scelta personale di ognuno sempre e in qualunque campo.
D: A proposito di essere artista, se una tua cliente ti chiede di acconciarla in un modo che a te non piace non glielo fai? Spesso si dice che, quando si richiede una spuntatina ai capelli, il parrucchiere poi ti crea un caschetto!
R: Mah no, non lo farei mai! (risata) quando si è alle sfilate o agli eventi dimostro me stesso al cento per cento, ma in salone per me il cliente è al centro, se la persona desidera un colore o un taglio di un certo tipo anche se, secondo me, sarebbe meglio fare diversamente posso consigliarla, ma poi eseguo precisamente quello che mi ha chiesto. È fondamentale comprendere chi abbiamo davanti, è un lavoro fatto anche di grande empatia e io ho il massimo rispetto per i miei clienti, ci tengo che escano sempre con il sorriso e abbiano voglia di tornare perché sanno di potersi fidare.
D: Tornando ai tuoi numerosissimi premi nel 2023 vieni selezionato per “l’Alternative Hair Show” di Londra, che è, per semplificare, il premio più ambito al mondo per il settore hair e vinci la categoria più importante.
R: Sì è uno show molto particolare coinvolge più di tremila spettatori dal vivo e i proventi dei biglietti vanno a favore dei bambini malati di Leucemia. In questo evento ci sono numerose sfide in cui i parrucchieri che arrivano da tutto il mondo devono superare e io sono riuscito ad aggiudicarmi il primo premio.
D: Hai mai avuto dei momenti di profonda crisi?
R: Sì spesso vado all’estero per apprendere le novità e un anno mentre ero a New York mi sono sentito perso, a Torino lavoravo sette giorni su sette, a New York avevo più tempo per me e in quel tempo ho avuto un grande momento di sconforto, ho pensato di mollare tutto, poi grazie all’aiuto di Simona la mia migliore amica e al mio fantastico team di collaboratori ho capito che avevo dato il massimo per tanti anni e che non potevo buttare tutto all’aria. Questo è successo prima di vincere il famoso premio mondiale, se mi fossi arreso non l’avrei mai vinto.
D: La tua esperienza può essere d’esempio a tante persone di qualunque età che hanno magari idee diverse dagli altri si sentono giudicate e quindi non osano, bisognerebbe invece non aver paura della propria unicità perché in un mondo che ci vuole tutti uguali è proprio quello che ci fa distinguere ed emergere dal rumore di fondo.
R: Esattamente ed è fondamentale credere in se stessi, la nostra vita è fragile, purtroppo io ho perso mio fratello Simone anni fa e ho capito quanto valga la gioia di vivere ogni giorno dando il massimo perché solo così possiamo dire di aver vissuto davvero!
Grazie Lorenzo, i tuoi spunti sono sicuramente molto interessanti e preziosi per chi ne vuole far tesoro.
Grazie a voi, è stato un piacere.
NOEMI GARIANO

A teatro Stolpersteine, pietre d’inciampo

Lunedì 27 gennaio, ore 21

Teatro Concordia, corso Puccini, Venaria Reale (TO)

 

 

 

“Stolpersteine, pietre d’inciampo” di Pasquale Savarese è uno spettacolo divulgativo a forte impatto emotivo concentrato sui protagonisti e gli eventi legati al periodo storico della Shoah. Nel Giorno della Memoria quattro giornalisti affrontano un interminabile viaggio in treno da Milano ad Auschwitz, facendo metaforicamente tappa in alcuni degli episodi più emblematici della Shoah e soffermandosi sulla cronaca degli eventi con la formula del racconto interpretato dagli stessi protagonisti.

Gli attori sono prima cronisti, poi nazisti aguzzini, ebrei deportati, fino a restare imprigionati nelle storie che documentano. Termineranno il loro viaggio sulla banchina di Auschwitz e con un salto temporale si ritroveranno nel campo di sterminio pronti ad entrare all’inferno.

Info

Teatro della Concordia, corso Puccini, Venaria Reale (TO)

Lunedì 27 gennaio, ore 21

Stolpersteine, pietre d’inciampo

Scritto e diretto da Pasquale Savarese

Con Andrea Bonati, Pasquale Savarese, Valeria Scaglia, Micaela Turrisi

Luci e suoni Michele Celentano

Produzione e scenografie Creadiva Human Attitude Lab

Biglietti: intero 13 euro + ridotto 10 euro

www.teatrodellaconcordia.it

011 4241124 – info@teatrodellaconcordia.it

 

L’Ensemble Dohnányi inaugura “Le domeniche dell’Auditorium” dell’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai

Si apre con l’Ensemble Dohnányi il ciclo di appuntamenti cameristici “Le domeniche dell’Auditorium” dell’OSN Rai, incluso nel cartellone della stagione 2024/2025. Il primo concerto è in programma domenica 26 gennaio, alle 10.30, presso l’Auditorium Rai Arturo Toscanini di Torino, registrato da Radio 3, che lo trasmetterà successivamente.

In programma il Trio numero 2 in mi minore per violino, violoncello e pianoforte op.67 di Dmitrij Šostakovič. Scritto nel 1944 in un momento drammatico per la storia sovietica e dello stesso autore, che fu bandito dal regime staliniano, è dedicato all’amico e compagno di conservatorio Ivan Sollertinskij, uno dei pochi ad essergli rimasto vicino in quel momento complicato. Il Trio op.67 è indicativo della natura schiettamente umana dell’artista, aperto ai problemi del nostro tempo e preoccupato di fornire un messaggio comprensibile a tutti. Sotto questo aspetto va notato come Šostakovič̣, dopo il disgelo culturale e politico poststaliniano, abbia sollecitato i giovani compositori del suo Paese a conoscere le correnti di moda nella musica contemporanea europea per poter combattere con maggior successo contro ogni illusoria tentazione di novità a ogni costo. Il Trio inizia con un Andante di impianto melodico piacevolmente musicale, mentre il secondo tempo ha un andamento più ritmico e inventivo. Il largo rappresenta il momento più felice della composizione, contrassegnato da un lirismo introspettivo e meditativo, che spesso affiora nella poetica di Šostakovič̣. Nella seconda parte della “domenica dell’Auditorium” viene proposto il Sestetto in do maggiore per clarinetto, corno, violino, viola, pianoforte e violoncello op.37 di Ernö Dohnányi, compositore Ungherese morto a New York nel 1960 che fornisce il nome all’Ensemble, e il cui stile è particolarmente influenzato dal tardo Romanticismo. Nel suo Sestetto vi sono elementi derivanti anche dalla musica jazz. Fu composto nel 1935 durante un periodo di malattia dell’autore, affetto da una trombosi che lo costrinse a mesi complicati. Il Sestetto contiene quattro movimenti: il primo, in forma di Sonata, è un Allegro ispirato alle sinfonie di Mahler; il secondo, un intermezzo Adagio, è una marcia; il terzo, un Allegro con sentimento è uno “scherzo” in pieno stile mendelssohniano; il quarto, un finale in Allegro vivace e giocoso, è di ispirazione jazz.

L’Ensemble Dohnányi è composto da Salvatore Passalacqua (clarinetto), Gabriele Amarù (corno), Constantin Beschieru (violino), Margherita Sarchini (viola), Amedeo Fenoglio (violoncello) a cui si aggiunge Andrea Rebaudengo al pianoforte.

I biglietti per il concerto sono in vendita online sul sito dell’OSN Rai e presso la biglietteria dell’Auditorium Rai Arturo Toscanini, in piazza Rossaro, a Torino.

 

Mara Martellotta