ilTorinese

Ad Avigliana la 43ª edizione del Palio Storico dei Borghi

Sabato 20 e domenica 21 giugno Avigliana (TO), la città medievale dal cuore verde, è tornata nel XIV secolo con la 43ª edizione del Palio Storico dei Borghi, una delle manifestazioni storico-folcloristiche più importanti del Piemonte, che ricorda il passaggio in città nel 1389 di Valentina Visconti. La nobildonna, figlia di Gian Galeazzo, Signore di Milano e poi duca a partire dal 5 settembre 1395 e di Isabella di Valois, era diretta a Melun dove avrebbe incontrato suo marito Luigi di Valois-Orléans, fratello minore del Re di Francia Carlo VI. I due, che erano anche cugini di primo grando, si erano sposati per procura a Milano l’8 aprile 1387, ma Valentina, che al momento delle nozze aveva solo quindici anni, fu impedita dal padre di raggiungere il marito e poté farlo solamente nel 1389.
Il 24 giugno di quell’anno partì da Pavia in direzione Melun portando in dote a Luigi la Contea di Asti, sottomessasi ai Visconti nel 1342 (che comprendeva importanti città come Bra, Cherasco, Cisterna d’Asti, Priocca, Calosso, Castelnuovo, oltreché il Castello di Bagnasco) e quella di Vertus (che Gian Galeazzo Visconti aveva ricevuto in dote da Isabella di Valois), 200.000 fiorini d’oro (l’anticipo dei 450 mila promessi dal padre), monili, specchi istoriati con immagini religiose, calici d’argento, stoffe preziose, ambra, corallo, cristalli di rocca e pietre preziose (150 diamanti, 28 smeraldi, 310 zaffiri, 85 rubini e 7000 perle).
A Milano vennero organizzati dodici giorni di festeggiamenti in suo onore.
Accompagnata da trecento cavalieri e da suo cugino il Conte di Savoia Amedeo VII, detto il “Conte Rosso”, che la scortò fino a Chambéry, Valentina fece tappa ad Alessandria, Asti (dove sostò nel Rione San Silvestro), Chieri, Torino, Rivoli ed Avigliana, dove il Conte Rosso, insieme al cugino Amedeo di Savoia-Acaia, organizzò grandi festeggiamenti che durarono più giorni, videro la presenza di tutti i nobili della zona e si conclusero con un torneo di giochi ed un palio dei cavalli.
Questo evento è ricordato ogni anno con il Palio Storico dei Borghi, in occasione del quale si sfidano in diverse competizioni i s
ette borghi storici del paese: Borgo Drubiaglio, Borgo Nuovo, Borgo Paglierino, Borgo Pertusera, Borgo San Pietro, Borgo Sant’Agostino e Borgo Vecchio.
Le competizioni dell’edizione 2026 avevano preso il via nel pomeriggio di sabato 13 giugno quando si era disputata la gara di canoe sul Lago Grande, che aveva visto Borgo Drubiaglio conquistare il gradino più alto del podio, aggiudicandosi la prima posizione assoluta nella classifica generale. Nella categoria femminile aveva vinto Borgo Pertusera, mentre tra gli uomini a prevalere era stato Borgo Drubiaglio.
Sabato 20 giugno alle ore 17 è stata celebrata una Santa Messa nel Santuario della Madonna dei Laghi, edificato attorno al pilone decorato l’affresco raffigurante l’icona della Madonna del Latte, davanti al quale era solita recarsi in preghiera Bona di Borbone chiedendo la grazia di avere un erede maschio. Il suo desiderio venne esaudito ed il 24 febbraio 1360 nel castello nacque il futuro Conte di Savoia Amedeo VII. Bona volle che attorno a quel pilone fosse costruita un’edicola, affidata agli Agostiniani, che nel Seicento venne fatta trasformare dal Duca di Savoia Carlo Emanuele I nell’attuale santuario.
Al termine della funzione religiosa sono stati benedetti il Palio, dipinto quest’anno dai pittori Sergio Aimasso Mauri e Lucia Sconfienza e le bandiere dei borghi.
Gli Sbandieratori e Musici della Città di Avigliana e i rievocatori del Gruppo Storico “La Corte del Conte Rosso”, seguiti dai rappresentanti dei borghi, hanno quindi sfilato fino al Campo CGA in Via Oronte Nota, ai piedi della Chiesa di San Pietro, edificata tra il IX e il X secolo, dove il Primo Cittadino Andrea Archinà ha consegnato le chiavi della città al Conte di Savoia Amedeo VII.
La serata è proseguita con la gara dei tamburini, nella quale ha primeggiato Borgo Nuovo e con la sfida di tiro alla fune, che ha visto la vittoria di Borgo Sant’Agostino.
Il numeroso pubblico ha potuto gustare menù conviviali di stampo medievale presso le taverne dei borghi; il tutto è stato accompagnato da spettacoli vari, tra i quali l’esibizione dell’Associazione “Sbandieratori e Musici della Città di Avigliana”, i combattimenti dell’ “Asti Buhurt Club” e i balli del gruppo “Belly…ssime”. Il fulcro della serata è stato alle ore 22 quando i rievocatori del Gruppo Storico “La Corte del Conte Rosso APS-ETS” in collaborazione con l’Associazione “La Terra dei Cavalli” di Giuseppe Raggi hanno portato in scena la grande rievocazione “Filippo di Savoia, Principe d’Acaia, che dalla storia passò alla leggenda”. Questa magnifica rappresentazione ha permesso al pubblico di apprendere la storia di Filippo II di Savoia-Acaia, il quale per essersi ribellato a suo cugino il Conte Verde venne rinchiuso nelle segrete del Castello di Avigliana e fu ucciso per annegamento nelle acque del Lago Grande il 21 dicembre 1368. Il suo fantasma aleggerebbe ancora oggi sulle acque.
La serata di sabato 20 giugno si è conclusa dalla performance del gruppo artistico “Il Carro delle Illusioni”.
Il giorno seguente alle ore 15 da Piazza del Popolo è partito il corteo storico, che guidato dall’Associazione “
Sbandieratori e Musici della Città di Avigliana”, dalla Corte, dai borghi e dai Cavalieri del Conte Verde, capeggiati da Giuseppe Raggi, il quale magistralmente impersonava il Conte di Savoia Amedeo VI, alle ore 16 ha raggiunto il Campo CGA, dove si è disputato il Palio Storico. Dopo l’esibizione degli “Sbandieratori e Musici della Città di Avigliana” e la gara di tiro con l’arco, vinta da Borgo Paglierino, si è tenuta l’attesissima corsa dei cavalli, che ha decretato il vincitore dell’edizione 2026 del Palio; a primeggiare, per il secondo anno consecutivo, è stato Borgo Vecchio.
La festa è continuata in Piazza Conte Rosso, ai piedi delle rovine del maniero che dal 1046, anno delle nozze tra Adelaide di Torino e Oddone di Savoia, quartogenito di Umberto I Biancamano, il fondatore della Dinastia Sabauda, fino al XV secolo fu una delle sedi della Corte quando essa risiedeva al di qua delle Alpi. Qui si è tenuta la cena “Al Banchetto del Conte Rosso”.
Alle ore 22,15 il corteo storico, percorrendo Via Cavalieri di Vittorio Veneto ha raggiunto Piazza del Popolo, dove si è tenuto un grande spettacolo di luci, suoni e colori.

E Valentina Visconti che fine fece?

Scortata dal Conte Rosso fino a Chambéry, la capitale della Contea di Savoia, venne in seguito affidata a Mâcon ai delegati del Re di Francia. Dopo una breve tappa a Digione per incontrare suo zio il Duca Filippo di Borgogna, raggiunse il suo sposo a Melun il 17 agosto. Il 22 agosto la coppia fece il suo ingresso trionfale a Parigi, dove nella Cattedrale di Notre-Dame ricevette gli omaggi dell’aristocrazia francese.
Dalla loro unione nacquero nove figli, tra i quali Carlo (1394-1465), Duca d’Orléans, che fu il padre del Re di Francia Luigi XII, salito al trono nel 1498; Giovanni (1400-1467), Conte d’Angouleme, che fu il nonno paterno del Re di Francia Francesco I, salito al trono nel 1515 e Margherita (1406-1466), Contessa di Vertus, che sposò Riccardo di Bretagna, Conte d’Étampes e fu la madre del Duca Francesco II di Bretagna.
Valentina fu accusata da sua cugina e cognata la Regina Isabella di aver stregato Re Carlo VI con l’obiettivo di far salire al trono suo marito Luigi e dovette quindi lasciare la Corte, trasferendosi prima ad Asnières e poi al Castello di Blois, nella Valle della Loira.
Disperata, in una lettera alla Corte milanese scrisse: “
Non sono più né di Francia né d’Italia, ma del dolore che divide le due”.
Luigi il 23 novembre 1407 venne fatto assassinare dai sicari del Duca Giovanni di Borgogna detto “senza Paura”, il quale desiderava conquistare il trono di Francia che era stato di suo nonno Re Giovanni II.
Valentina morì a trentotto anni il 4 dicembre 1408, molto probabilmente a causa del dolore causatole dalla perdita del consorte.
E’ l’antenata degli attuali capi dei due rami della Casa Reale francese: Luigi XX di Borbone, discendente da Re Filippo V di Spagna, nipote del Re Sole e Giovanni IV d’Orléans, discendente da Filippo, Duca d’Orléans, fratello minore di Re Luigi XIV.

ANDREA CARNINO

“Il Canto della Terra” di Mahler nel libro di Paola Capriolo e Teresa Maresca

Paolo Capriolo, nota per le sue traduzioni dal tedesco di autori come Goethe, Kafka, Kleist e Thomas Mann, vincitrice del Premio Berto per l’opera “La Grande Eulalia”, dei Premi Rapallo e Selezione Campiello per “Il Nocchiero” e del Grinzane Cavour per “Il Doppio Regno”, è l’autrice de “Il Canto della luna” (Bibliotheka Edizioni, 2026), libro scritto a quattro mani con l’artista e scrittrice Teresa Maresca, pittrice figurativa e visionaria tra le più apprezzate e originali in Italia.

Uscito in libreria il 29 maggio scorso, e disponibile su tutte le maggiori piattaforme dedicate alla vendita dei libri, il testo unisce letteratura, pittura e musica in quello che si configura come un lavoro di rivisitazione di uno dei grandi capolavori della musica novecentesca, il ciclo di lieder, risalente al 1908, “Il Canto della Terra”, del compositore austriaco Gustav Mahler (1860-1911). Nell’autunno del 1907 fu pubblicata in Germania l’antologia “Il flauto cinese”, contenente un centinaio di liriche di autori compresi tra il XII secolo a.C. e la contemporaneità. Proprio sette di quelle poesie, per la maggior parte scritte da Li Po, il grande poeta cinese della Dinastia Tang, annegato, secondo la leggenda, nell’intento di abbracciare la luna riflessa sull’acqua (consigliata, a riguardo, la lettura della raccolta “La clessidra di bambù”, pubblicata da Bibliotheka Edizioni e curata dal poeta Roberto Mussapi) ispirarono Gustav Mahler per la sua composizione de “I Canti della Terra”, scritta sulle Dolomiti tre anni prima della sua morte, avvenuta nel 1911.

“Il Canto della luna” intreccia quindi le parti vocali della Sinfonia mahleriana, proposte nella traduzione di Paola Capriolo con testo originale a fronte, alla poetica per immagini e ai colori di Teresa Maresca, andando così a creare una percezione stratificata dell’opera che l’arte, quando nasce da una vera ispirazione, consente attraverso le sue molteplici connessioni.

Paola Capriolo
vive e lavora a Milano.
Ha esordito nel 1988 con i racconti de “La Grande Eulalia” (Premio Berto), in seguito “Il Nocchiero” (Premio Rapallo, Premio Selezione Campiello), Il Doppio Regno (Premio Grinzane Cavour), e, tra gli altri, “Una Luce Nerissima”, “Il Pianista Muto”, “Mi ricordo”, “Marie e il signor Mahler”, “Irina Nikolaevna”.
Tutti i suoi romanzi sono stati tradotti in molte lingue. Ha tradotto classici della letteratura tedesca, tra cui Goethe, Kafka, Kleist, Thomas Mann.

Teresa Maresca
vive a Milano dagli anni ’80.
Con una pittura figurativa e visionaria lavora sui temi del paesaggio, spesso rivisto attraverso la memoria cinematografica o la poesia.
Hanno scritto di lei Carlo Sini, Sergio Givone, Lalla Romano, Roberto Sanesi, Paolo Biscottini.
Ha pubblicato il libro “Il Primitivo del Sogno” su arte, natura e pensiero primitivo e ha in preparazione la mostra-installazione “Stars&Bones” per la Fabbrica del Vapore di Milano.

Mara Martellotta

Cultural Trail Pedanea torna in possesso di Niccolò Biazzetti

Il bellissimo borgo torinese di Loranzè ha ospitato l’edizione 2026 del Cultural Trail Pedanea, e questa è stata davvero l’edizione della svolta, con un’alta partecipazione nei due percorsi previsti. La manifestazione, fortemente voluta dalla Pro Loco locale, con il sostegno dell’Amministrazione Comunale, ha visto tanti podisti accedere alla sede di partenza posta nel centro storico di questo borgo. La gara, lunga 19,5 km per 600 metri di dislivello, ha visto il ritorno al successo di Niccolò Biazzetti, già vincitore nella prima edizione, del 2023, a suon di record. Questa volta, la prestazione  del portacolori dell’ATL Canavesana è stata leggermente più alta dal punto di vista cronometrico.

Prima posizione fra le ragazze, è stata quella di Tania Rosa, dell’APD Pont Saint Martin, alle sue spalle Chiara Bertino, dell’Equilibra Running Team, e terza Federica Spadafora, dell’APD Pont Saint Martin.

Nel percorso di 8,5 km, per 230 metri di dislivello, il primo posto è stato conquistato da Davide Nicco, di APD Pont Saint Martin, in 35 minuti e 34 secondi, con un minuto di vantaggio sul maratoneta Stefano Velatta, e 1 minuto e 5 secondi su Claudio Cabodi, di ATL Cafasse. La gara femminile è stata vinta da Elena Cristina Masili, della ATL Monterosa Fogu Arnad, a seguire Miriam Di Vincenzo, dell’ATL Cafasse, e terza Nicoletta Di Nucci della POD Torino.

In una domenica con il caldo tipico del solstizio d’estate, la quarta edizione della Cultural Trail Pedanea ha raccolto ben 266 classificati, senza considerare la prova non competitiva. Si è trattato di un successo senza precedenti, che rappresenta un invito a insistere su questa strada per festeggiare al meglio, il prossimo anno, il primo lustro di vita.

Mara Martellotta

Torna in funzione la Fontana Igloo di Mario Merz

È tornata a funzionare la Fontana Igloo di Mario Merz, una delle opere di arte contemporanea più note della città, situata tra corso Mediterraneo e corso Lione. Ad annunciarlo è stato il sindaco di Torino, Stefano Lo Russo, che nella giornata di domenica scorsa, attraverso un video pubblicato sui canali social, ha comunicati ai cittadini il completamento dell’importante lavoro manutentivo che ha permesso il ripristino dell’opera, con la riattivazione del suo sistema idraulico e luminoso. Nel 2025, il Comune aveva deciso, per il suo ripristino, un investimento tra i 30 e i 70 mila euro. L’opera, firmata da uno dei principali esponenti dell’Arte Povera, Mario Merz, sarà godibile dalle ore 8 alle ore 24.

Mara Martellotta

Inchiesta Agnelli: contro Elkann Margherita chiede costituzione parte civile

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Questa mattina a Torino è iniziata l’udienza preliminare nell’inchiesta su presunte irregolarità fiscali in relazione alla residenza di Marella Caracciolo, vedova di Gianni Agnelli. Margherita Agnelli, ha chiesto di costituirsi parte civile. Sono chiamati in causa John Elkann , il commercialista di famiglia Gianluca Ferrero e, per un’altra vicenda, il notaio Remo Morone. L’udienza è stata aggiornata all’11 settembre per consentire alle difese di esprimere un parere.

Con i fondi regionali un aiuto a ricerca, sviluppo, innovazione

APPROVATE DALLA GIUNTA REGIONALE DUE “SCHEDE DI MISURA”

A DISPOSIZIONE RISORSE COMPLESSIVE DI CIRCA 84 MILIONI DI EURO

La Giunta regionale, su proposta dell’assessore alla Ricerca e Innovazione Matteo Marnati, ha approvato due provvedimenti destinati a sostenere ricerca, sviluppo, innovazione e le fasi di industrializzazione dei relativi risultati, con particolare attenzione allo sviluppo di tecnologie critiche in linea con la piattaforma europea Step, per complessivi 84 milioni di euro, a cui si aggiungono fino a 3,9 milioni per l’assistenza tecnica.

Si tratta di due “schede di misura”, ovvero i documenti tecnici che descrivono obiettivi, ambiti, criteri di ammissibilità, dotazione finanziaria e modalità attuative di una misura del programma Fesr 2021‑2027. Sono in sostanza il “manuale operativo” del bando.

Step è la “Piattaforma di Tecnologie Strategiche per l’Europa”,con cui l’Unione Europea mette a disposizione risorse per finanziare ricerca, sviluppo e produzione di tecnologie critiche (digitali, pulite, biotecnologie e difesa), con l’obiettivo di rafforzare l’autonomia tecnologica europea e attrarre investimenti.

«Con l’approvazione delle “schede di misura” mettiamo a disposizione delle imprese piemontesi risorse importanti, per circa 84 milioni di euro, a favore dell’attività di ricerca, dello sviluppo e dell’innovazione e per le fasi di industrializzazione — dichiara l’assessore Matteo Marnati -. Rinnoviamo il sostegno alle imprese, agevolando il passaggio dalla ricerca al mercato, e lanciamo un intervento strategico dedicato allo sviluppo di tecnologie critiche in linea con la piattaforma europea Step: l’obiettivo è rafforzare l’autonomia strategica delle nostre filiere, ridurre le dipendenze e accompagnare il tessuto imprenditoriale verso una transizione industriale più competitiva e ad alto tasso di innovazione».

La prima misura, denominata “Swich – edizione 2026”, sostituisce una precedente scheda e rappresenta la terza finestra di agevolazioni per progetti di ricerca industriale e sviluppo sperimentale. La seconda misura è invece dedicata allo sviluppo di tecnologie critiche (digitali, pulite e biotecnologiche) che apportino elementi innovativi emergenti con elevato potenziale economico e contribuiscano a ridurre le dipendenze strategiche dell’Unione.

Entrambe le misure, ciascuna dotata di circa 40 milioni di euro, mirano a sostenere progetti di ricerca industriale e sviluppo sperimentale delle imprese piemontesi, favorendo il trasferimento dei risultati alle fasi di avvio industriale e commerciale e sostenendo le attività intermedie di valutazione di fattibilità tecnica, economica e di mercato. L’intento è mantenere continuità con i modelli di supporto attivati nel ciclo di programmazione 2014‑2020 e promuovere la validazione e l’incorporazione dei risultati scientifici e tecnologici nei processi produttivi, con particolare attenzione alla generazione di vantaggi competitivi e opportunità di business a livello di singola impresa o di filiera.

Potranno concorrere proposte in forma singola o partenariale, a diverso stadio di maturità purché in prossimità della fase di avvio industriale o commerciale, e caratterizzate da piani di investimento di taglio medio‑basso o medio‑alto; nei progetti collaborativi la quota minima di partecipazione delle Pmi non può essere inferiore al 20% del costo complessivo ammissibile, mentre la partecipazione degli organismi di ricerca è ammessa esclusivamente in partenariato con le imprese e fino a un limite massimo del 30% a seconda della linea di intervento.

I beneficiari sono prevalentemente imprenditoriali: Mpmi (micro, piccole e medie imprese) incluse le start‑up innovative, grandi imprese solo in partenariato con Mpmi, e organismi di ricerca in partenariato. Tutti i soggetti devono avere sede operativa e produttiva in Piemonte o impegnarsi ad attivarla prima della prima erogazione del contributo, con possibilità limitata di partecipazione per soggetti non regionali solo se la loro presenza è essenziale per competenze non reperibili localmente.

Le misure privilegiano progetti che sviluppino know‑how su tecnologie e soluzioni innovative e che conducano alla generazione, implementazione e immissione sul mercato di nuovi prodotti, processi e servizi, contribuendo così a rafforzare la competitività, la resilienza e la riorganizzazione delle filiere industriali regionali.

La polizia salva la vita a una donna

Un tempestivo intervento della Polizia di Stato, a Torino, ha permesso di salvare la vita a una donna che aveva tentato un gesto estremo.
L’allarme è scattato a seguito di una segnalazione giunta al Numero Unico di Emergenza 112 attorno alla mezzanotte da parte di una conoscente della donna, preoccupata per un messaggio inviatole sul cellulare, ritenuto indicativo di un possibile gesto autolesivo imminente.
Ricevuta la richiesta di soccorso, gli agenti del Commissariato di P.S. San Paolo hanno raggiunto rapidamente l’abitazione della signora, nel quartiere San Secondo. Dopo aver tentato invano di contattarla e aver udito deboli lamenti provenire dall’interno, i poliziotti, intuita la gravità della situazione, hanno forzato la porta d’ingresso dell’appartamento, riuscendo ad accedere.
Qui hanno trovato la donna, che è stata soccorsa successivamente da personale sanitario del 118.
Entrambi gli operatori di polizia hanno riportato lievi lesioni durante l’intervento.

Spoto Bakery conferma i tre pani del Gambero Rosso

DAL CUORE DI BORGO VITTORIA

Si è svolta alla Stazione Marittima di Napoli,  in occasione di Rotte Mediterranee – Terra Mare Visione, la presentazione della nuova Guida Pane e Panettieri d’Italia 2027 del Gambero Rosso. In questa occasione anche Alessandro Spoto di Spoto Bakery a Torino ha ricevuto la ri-conferma del massimo riconoscimento della Guida: i Tre Pani.

“Questo premio è una grande soddisfazione e voglio condividerlo con tutte le persone che fanno parte del nostro percorso – ha dichiarato Alessandro Spoto – Ringrazio il Gambero Rosso per questo riconoscimento, mia moglie Antonella e la squadra tutta al femminile che gestisce il negozio, che ogni giorno lavora con passione e dedizione ed è il vero valore aggiunto di Spoto Bakery. Ma il grazie più grande va ai nostri clienti: sono loro, scegliendoci ogni giorno, a darci la possibilità di continuare a fare il lavoro che amiamo e a guardare al futuro con entusiasmo”.

Qui di seguito la scheda del Gambero Rosso per Spoto Bakery in Guida Pane e Panettieri d’Italia 2027:

In un quartiere sempre vivace come Borgo Vittoria, a pochi passi dal mercato di piazza Vittoria, il grande panificio di Spoto è una vera istituzione. Qui si viene per acquistare pani e dolci, ma ci si ferma volentieri anche nei due angoli con tavolini, per una colazione con caffè, cappuccino e croissant appena sfornati, o a pranzo per gustare le pizze. La scelta di Spoto è consolidare un legame forte con la tradizione e il territorio, producendo pani “di carattere”. Predilige così i grandi formati, che si conservano più a lungo: pani di segale, il pane di farro integrale, il filone “gran rustico” con dieci cereali, il pane Perciasacchi di grano siciliano, il nero di Castelvetrano e il pan macina da 2 kg, realizzato esclusivamente con grani piemontesi. Tra le novità, il pane blend di grano duro e tenero, e i pani-gourmand, arricchiti con pomodori secchi, acciughe, sesamo e cipolla. Molto apprezzate sono anche la focaccia romana, semplice o farcita, e le lingue di pizza scrocchiarelle al pomodoro. Altra novità la linea di prodotti confezionati da asporto: cornetti, pangoccioli, pizze. E, naturalmente, non mancano crossainterie, dolci da forno, biscotti e lievitati delle feste.

Nella foto Alessandro Spoto e Antonella Bandi di Spoto Bakery 

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Piscina Monumentale, scuole e uffici: 6,2 milioni per l’efficientamento

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La Piscina Monumentale è al centro dei nuovi interventi di riqualificazione energetica approvati  dalla Giunta comunale su proposta dell’Assessora alla Transizione Ecologica e Digitale Chiara Foglietta: con quasi 2 milioni di euro è il cantiere di maggior rilievo tra quelli previsti nelle due delibere che autorizzano opere per oltre 6,2 milioni di euro complessivi su dieci edifici del patrimonio comunale, nell’ambito del Piano EfficienTO.

Per lo storico impianto di corso Ferraris è in programma un rinnovamento dell’intero edificio: verranno sostituite le finestre, isolato il tetto, rinnovati gli impianti elettrici e idraulici, introdotta l’illuminazione a LED e installati sistemi di regolazione avanzata dei consumi energetici.

Gli altri nove edifici coinvolti comprendono quattro istituti scolastici: l’I.C. Manzoni-Rayneri di corso Marconi 28, la scuola media Mila di via Germonio 12, la scuola media Pola di via Foglizzo 15 e il complesso scolastico di corso Vercelli 147; tre sedi di uffici comunali in piazza Palazzo di Città 7, via Stradella 192 e via Ormea 45; la Cascina Roccafranca di via Gaidano 76 e la Biblioteca Civica Italo Calvino di Lungo Dora Agrigento 94. A seconda delle esigenze di ciascun edificio, i lavori intervengono sugli impianti, sull’illuminazione, sull’isolamento e sugli infissi: nelle scuole sono previsti il collegamento alla rete del teleriscaldamento, l’installazione di pannelli fotovoltaici, luci a LED e sistemi digitali per la gestione intelligente dei consumi; negli uffici comunali, a Cascina Roccafranca e alla Biblioteca Calvino verrà rinnovato l’impianto di climatizzazione con apparecchiature di nuova generazione a maggiore efficienza.
Nel loro complesso, questi interventi consentiranno un risparmio energetico annuo pari a oltre 580 tonnellate di CO2, equivalente alla piantumazione di circa 28 mila alberi.

I progetti rientrano nel Piano EfficienTO, il programma pluriennale avviato dalla Città di Torino che punta a migliorare le prestazioni energetiche di circa 850 immobili comunali entro il 2030, attraverso un investimento complessivo di 110 milioni di euro a carico del partner privato Iren Smart Solutions , contribuendo agli obiettivi di decarbonizzazione e neutralità climatica.