Corso Giambone: “Un incrocio pericoloso”
Caro direttore,
nonostante le mie segnalazioni, che durano da anni, sulla pericolosita’ dell’ incrocio di corso Giambone/ via Guala/via Marchesini, teatro di tragici incidenti, con conseguente richiesta di inserire un semaforo, sia il comune che la circoscrizione, non prende nessun provvedimento e non risponde ai messaggi e alle suddette segnalazioni. Invio foto dell’incrocio interessato.
Franco Lana
IL COMMENTO di Pier Franco Quaglieni
E’ sicuramente utile tornare a parlare di cultura classica in una società e in una scuola che hanno scacciato il latino e il greco come un inutile fardello, un odioso fastidio per gli studenti, considerato un retaggio dell’ oscurantismo. Ma gli incontri torinesi voluti dall’ex preside di Ivrea Ugo Cardinale non hanno certo lo scopo di portare alla ribalta la classicità. Basti pensare al fatto che è stato Alessandro Barbero , già docente di storia medievale a Vercelli, a inaugurare la kermesse torinese, parlando di San Francesco d’Assisi, con dubbio gusto perché il tema è il titolo di un suo libro che contende il primato ad Aldo Cazzullo, anche lui diventato negli stessi mesi studioso apprezzatissimo di San Francesco. Un altro tema di incontro del Festival chiarisce ulteriormente le idee: ”Da Omero a Tik Toc.” Ho letto che Cardinale vuole avvicinare al classico la Generazione Z, forse con questi sistemi riuscirà a scuotere la loro “divina indifferenza” per dirla con Montale, ma i discorsi non saranno certo quelli volti a recuperare il senso della cultura di Manara Valgimigli e di Concetto Marchesi, anni – luce lontani da Cardinale. Infatti il centro degli interessi dei nuovi classicisti classisti è Luciano Canfora glottologo antico di fama, ma soprattutto polemista gramsciano temerario, agguerrito e molto fazioso. Chiuderà l’iniziativa un incontro rivelatore del vero intendimento su “L’odierna sfida al capitalismo selvaggio” dove l’aggettivo “odierno” tradisce i veri intendimenti. Peccato che non abbiano previsto qualcosa sulla Palestina naturalmente in chiave pro Pal, ma in effetti i Romani decretarono la fine degli Ebrei e provocarono la diaspora. Un tema scivoloso che l’ex insegnante per molti anni a Trieste, l’esimio prof. Cardinale (che era contemporaneamente anche preside a Ivrea) ha preferito non toccare. Il suo tema era “Da Aristotele a Elon Musk”. Il richiamo all’odioso Musk appare una scelta volta a gettare in politica odierna anche Aristotele. Un soccorso rosso che i glottologi dalla penna rossa hanno anche quest’anno voluto generosamente portare a sostegno della politica militante di oggi. Il festival del Classico è poco più che un pretesto. Si sono dimenticati di invitare il compagno Angelo d’Orsi. Una dimenticanza davvero grave, se consideriamo la figura del censurato – censuratore più noto oggi a Torino, area metropolitana compresa. Sulla pagina Wikipedia dedicata al professore eporediese- mitteleuropeo leggo anche riferimenti a Bice Mortara Garavelli che conobbi e che frequentai. Trascuro cosa mi verrebbe voglia di scrivere in proposito, ma mi astengo perché accostare Bice, ordinaria di Grammatica italiana, a questi signori mi appare indelicato e inopportuno.Natale 2025, non solo panettone



Il fuso di Kronos: ultimi giorni
In esposizione al “Museo del Tessile” di Chieri il Progetto artistico – interdisciplinare del kazako, d’origine, Lev Nikitin
Dal 13 novembre al 13 dicembre
Raccontare la propria vita, impresa tutt’altro che facile, attraverso gli strumenti, i più vari, dell’agire artistico. E, attraverso l’arte, cercare e , forse, trovare una via di fuga da quel terribile “fuso di Kronos” ( Kronos, ricordate? Il più giovane dei Titani, padre di Zeus, che nell’antica mitologia greca mangiava i suoi figli per paura di esserne spodestato) che imbriglia nella fitta rete della crudeltà l’esistenza di chi è altro da noi, del più debole, dei reietti, degli invisibili e degli espulsi dal comune vivere sociale. In un pensoso, toccante “Autoritratto” ad olio, con la pelle tormentata da simboliche presenze volatili che gli mortificano il viso, Lev Nikitin racconta proprio questa condizione dell’esistere “che è metafora – racconta – della violenza che si ripete”. E ancora: “ Kronos che divora i suoi figli non è solo un mito antico: è la logica attuale dei sistemi educativi, sociali, giuridici, artistici. E noi, per non essere divorati, gettiamo ogni giorno nella sua bocca simulacri filati con il nostro stesso’ fuso’ dell’essere”.
Non è mostra di facile intesa, ma gradevolissima e di alta qualità, “Il fuso di Kronos” (titolo emblematico di quanto sopraddetto) che, da giovedì 13 novembre a sabato 13 dicembre, la “Fondazione Chierese per il Tessile e per il Museo del Tessile” di Chieri dedica (con il sostegno della “Città di Chieri” e della “Regione Piemonte” e con il patrocinio dell’Associazione Culturale “Russkii” di Torino e della “Fondazione “Osten” di Skopje) al giovane Lev Nikitin. Nel complesso, sono 20 (un’installazione “site specific”, oli su tela e costumi teatrali) le opere dell’artista e attivista russo (ormai chierese d’adozione) accolto in residenza dal 2024.
Nato nell’ ’85 in Kazakistan, Nikitin si trasferisce in Russia nel 1993. Lascia Mosca nel 2022, in seguito al conflitto Russo-Ucraino e alle crescenti politiche discriminatorie nei confronti della comunità LGBTQ+. Nel 2023 ottiene asilo politico in Italia., aprendo un nuovo capitolo nella sua vita e nel suo lavoro. Dopo essersi sentito ignorato nel suo Paese d’origine, dove ha affrontato marginalizzazione e omofobia, l’artista trova in Piemonte e a Chieri l’opportunità di ricostruire il proprio senso di identità. E proprio questa nuova situazione aprirà un importante processo di “rinascita e ricostruzione della materia e dello spirito” attraverso la pittura, la scultura, la performance e il medium tessile.
L’abilità nel percorrere il gesto e il senso estremamente misurato e delicato (a tratti misteriosamente “sbiadito”) del colore gli derivano, in particolare nella pittura a olio, dalle “avanguardie” della grande Scuola della pittura russa post-espressionistica, corrente che molto, nelle sue varie articolazioni, ha influito sulla sua capacità di “trasformare – sottolinea Melanie Zefferino, presidente della ‘Fondazione chierese per il Tessile e Museo del Tessile’ – passamanerie chieresi un poco ‘fané’ in scintillanti corpetti che possiamo immaginare indossati da ‘performer’ memori della Compagnia dei ‘Ballet Russes’ fondata da Sergej Pavlovič Djagilev e dei meravigliosi costumi di Léon Bakst”. “Approdato qui viaggiando sul filo dell’arte – prosegue la presidente Zefferino – Lev Nikitin ha portato a Chieri la sua personale visione del mondo espressa creativamente con una tecnica tesa alla perfezione, facendo onore alle tradizioni culturali e artistiche di cui reca il prezioso bagaglio … E così abbiamo fatto noi perseguendo valori di inclusione e sviluppo dei talenti, così da poter oggi assecondare la ‘danza’ di Nikitin a Chieri e al suo Museo, ‘theatrum’ delle arti tessili con protagonisti internazionali in dialogo con le identità di una comunità plurale”.
“Comunità plurale” che è obiettivo principe del Nikitin uomo ed artista. Arduo percorso, per la cui uscita “io artista – racconta Nikitin – come Penelope al telaio, lavoro segretamente disfacendo le trame di una tela ordita dal Titano più crudele”. Un processo che lo impegna nel campo multiforme di una tecnica ineccepibile, ma soprattutto sul piano dell’emotività e di antiche dolorose memorie difficili da mettere a parte; “un progetto artistico che si estrinseca – conclude Nikitin – anche come struttura teatrale traendo ispirazione dal ‘Teatro della crudeltà’ di Antonin Artaud: un teatro che colpisce il corpo dello spettatore, che lacera il linguaggio, che rompe il ritmo e nega il conforto. In questo senso, il mio ‘teatro della crudeltà’ è precursore di un’etica di resistenza al vuoto. Rifiuta la narrazione, la mimica, l’illusione. Non spiega, ma costringe a vivere”. Dipanando, senza sosta, quella terribile infinita matassa del “fuso di Kronos”.
Gianni Milani
“Il fuso di Kronos”
Museo del Tessile”, via Santa Clara 6, Chieri (Torino); tel. 329/4780542 o www.fmtessilchieri.org
Dal 13 novembre al 13 dicembre. Orari: mart. 9/13; merc. 15/18 e sab. 14/18
Nelle foto: Lev Nikitin: “Autoritratto”, olio su tela; Parte dell’allestimento e “Costume teatrale”
Da “Combo” a Torino, anteprima sull’Egitto d’oggi
Domenica 14 dicembre, ore 17,30
Quando nel 1922, fu chiesto al famoso archeologo britannico Howard Carter che cosa mai riuscisse a vedere dallo spioncino di una tomba, scoperta in Egitto nella Valle dei Re, durante gli scavi finanziati da Lord Carnarvon, Carter rispose con la celebre frase “Nothing But Gold – Nient’altro che oro, solo oro”. Ma quella non era una tomba “qualunque” e quella scoperta segnò un’era. La tomba, infatti, era quella di Tutankhamon (nota anche come “KV62”), giovane faraone della XIII dinastia – durante il periodo della storia egizia noto come “Nuovo Regno” – che salì al trono a solo nove anni e morì nove anni dopo, a 18. Tomba ritrovata quasi intatta, la sua scoperta ricevette ai tempi una copertura mediatica mondiale, suscitando un rinnovato interesse pubblico per l’Antico Egitto, per il quale proprio la “maschera funeraria” del giovane faraone, conservata nel “Museo Egizio” del Cairo, rimane forse il simbolo più popolare. Tant’è che reperti provenienti dalla sua tomba hanno compiuto negli anni il giro del mondo. E perfino le parole pronunciate da Howard Carter divennero lapidarie nel loro esaltante stupore. E dunque, eccole ancor oggi accompagnare, nel titolo, “Egitto. Nothing But Gold”, la mostra – parte del più ampio Progetto “A occhi aperti” – del fotografo analogico torinese (di base a Palermo) Al Salerno, ospitata in una decina di eccellenti e suggestivi scatti negli spazi del “Combo”, innovativo “hub culturale e ricettivo” situato a Porta Palazzo nell’ex “Caserma dei Vigili del Fuoco”, in corso Regina Margherita 128, a Torino.
Curata dal fotografo torinese Stefano Carini, l’esposizione è visibile la prossima domenica, 14 dicembre, alle 17,30, nell’ambito del pomeriggio culturale “Spedizione in Egitto”, pensato per raccontare, in modo particolare, l’Egitto di oggi e per mostrare e raccontare il nuovo “Museo Egizio” de Il Cairo – riaperto il 4 novembre scorso con i suoi oltre 100mila reperti, tra cui l’intera collezione del “tesoro di Tutankhamon” esposta per la prima volta al completo – per finire con l’esposizione delle immagini del “Deserto Bianco”, chiuso alle rotte turistiche per oltre dieci anni a causa di problemi di sicurezza.
L’intera organizzazione dell’evento si deve ad “Archètravel”, tour operator torinese che, da sempre, si occupa non solo di organizzare viaggi, ma anche di proporsi come “motore d’iniziative culturali”. Dopo aver dato vita, negli scorsi anni, a “Guide” e “Podcast”, ora “Archètravel” organizza anche iniziative culturali dal vivo: la giornata torinese sarà la prima e verrà poi replicata a Milano, Bologna e Roma. Non solo. A queste ne seguiranno, infatti, altre su Paesi diversi e la proposta non si fermerà a questo: “La nostra concezione del viaggio – spiegano infatti i responsabili, Andrea Dattoli e Tiziano Salerno – nasce dal significato originario del ‘Grand Tour’, quello che si sviluppò tra il XV e il XVI secolo: un percorso pensato per la formazione dell’individuo attraverso l’incontro con il mondo. Non un viaggio di mera fruizione, ma un’esperienza per crescere, osservare, dialogare, lasciarsi attraversare dalla storia, dall’arte, dalle comunità”.
Nel corso del talk, moderato dalla giornalista Chiara Priante, si potranno ascoltare i racconti di Alberto De Min, Tour Leader e Travel Designer, e Federico Genre, Product Manager di “Archètravel”, che racconteranno l’Egitto di oggi, al di là delle rotte più note, oltre alla voce del fotografo Al Salerno e del curatore Stefano Carini, nonché a quella dei fondatori di “Archètravel” ed esperti viaggiatori, Tiziano Salerno e Andrea Dattoli.
“ ‘Nothing But Gold’ – spiega il curatore Stefano Carini – è un diario visivo che trasforma un’esperienza individuale in un linguaggio condivisibile. Ciò che l’autore restituisce non è l’Egitto come concetto, ma l’Egitto come incontro: una terra stratificata, complessa, in cui la bellezza convive con l’inesorabile. E dentro questa complessità, ciò che emerge con più forza – nelle persone, nei colori, nella luce – è quella stessa percezione che Carter tentò di tradurre un secolo fa aprendo per la prima volta da millenni la tomba di Tutankhamon: un sentimento di meraviglia che, pur non essendo mai spettacolare, rimane innegabile”.
Parole che ben concordano con le affermazioni dello stesso fotografo Al Salerno: “Non ho nessun dubbio su cosa sia la cosa che più mi ha colpito tra caotiche città e deserti silenziosi: l’anima della gente. La gentilezza dei volti, l’empatia mai centellinata. Il mio viaggio è stato questo e questi sono i miei ricordi in fotografia. E quando qualcuno mi chiederà che cosa ho visto laggiù non potrò che rispondere in un solo modo: ‘Nothing But Gold’”.
Attenzione! Nel corso della serata è previsto anche un aperitivo. Per partecipare: https://www.archetravel.com/live/evento-egitto-torino/
Per info: “Archétravel”, via Frassinetto 49, Torino; tel.011/19821722 o www.archetravel.com
Gianni Milani
Nelle foto: Al Salerno “Alle piramidi di Giza”, Il Cairo, 2025; “Templi di File ad Aswan: Alberto De Min, Tiziano Salerno e Alberto Salerno”; “Al mercato di Downtown”, Il Cairo, 2025
Dicembre “sabaudo” al Mercato Centrale di Torino
Per tutto il mese di dicembre Mercato Centrale Torino si trasforma in un luogo incantevole ricco di eventi dedicati a grandi e piccini, all’insegna della tradizione, del gusto e della creatività con tanti appuntamenti, promozioni, offerte speciali, degustazioni e masterclass che coinvolgeranno le botteghe del mercato in una grande festa di sapori e divertimento.
L’11 dicembre dalle 20 alle 21 gli amanti del vino potranno partecipare a Natale & Vini, in collaborazione con Cantina Social. Questa esperienza di degustazione prevede un percorso tra cinque etichette che celebrano la tradizione natalizia, dal metodo classico allo spumante dolce. Il costo del biglietto è di 20 euro. Il 12 dicembre dalle 18 alle 23 il Mercato Centrale darà vita a una grande festa di Natale, organizzata 8n collaborazione con Allegramente , Free Voices Gospel e The Mentalist Emanuele Spina. Sarà un’occasione di intrattenimento per tutti, animazione per bambini, un concerto gospel e uno spettacolo di magia, ad accesso gratuito.
Il 14 dicembre dalle 9 alle 20 si svolgerà il primo Mercato Sabaudo, un evento a ingresso gratuito, che rappresenta al contempo una festa, una fiera e una seria dichiarazione d’amore per il territorio, in collaborazione con Emporio Sabaudo, Eat Piemonte , Wineppy e ToRadio. Lo spazio Fare del Mercato si riempirà di specialità gastronomiche e vini piemontesi, con oltre 25 postazioni di produttori locali. Il claim “Metti in tavola le eccellenze piemontesi” non è un consiglio, ma diventa quasi un monito. Un appello a onorare le Feste perché il Piemonte non solo una regione dalla rigorosa eleganza, ma anche la culla di un patrimonio enogastronomico la cui ricchezza è pari alla sua storia.
Nella scuola di cucina del Mercato Centrale Passaparola Vinovo attiverà anche una masterclass di 3 ore dal costo di 40 euro a persona dedicata alle ricette natalizie.
Dalle ore 14, in aula didattica, si susseguiranno una serie di Masterclass del vino dal costo di 5 euro condotte da Fabrizio Gallino. Per gli appassionati di cucina, dal 18 dicembre, dalle 19 alle 22, si terrà una masterclass di pasta creativa natalizia con la maestra pastaia Veronica Vittoria.
Il costo della masterclass, con prenotazione obbligatoria, è di 40 euro.
Il 26 dicembre, dalle 16 alle 21, si terrà l’Aperiswing Xmas Edition, un evento gratuito con swing dance e musica dal vivo, perfetto per smaltire i pranzi natalizi. Il programma prevede Open lesson a tema natalizio, dj set a cura di Turincats e Musica Live con la band The Longs’Valley Blues Band festival Scheol Dilu Miller. Tutti i partecipanti riceveranno buono del 10% da utilizzare presso i bar e le botteghe del Mercato che, in occasione delle festività natalizie,ha rinnovato il suo look. Ogni giorno sono disponibili promozioni e prodotti speciali, tra cui i panettoni firmati Mercato Centrale. Le botteghe, comprese pescheria ed enoteca, offrono delle gift card come la card Mangia&bevi, utili per gustare le prelibatezze in loco o da asporto, caricando un credito prepagato da regalare a chi si desidera, con validità a scelta. La card è spendibile presso tutte le botteghe del Mercato Centrale.
Mara Martellotta
Per la regia di Gabriele Vacis con gli artisti e le artiste di PoEM
Martedì 16 dicembre, alle 19.30, al teatro Gobetti, tornerà in scena Novecento di Alessandro Baricco, per la regia di Gabriele Vacis e interpretato per tre decenni da Eugenio Allegri, per il quale il monologo era stato scritto.
Ora si tratterà di una lettura corale che vedrà in scena Pietro Maccabei, Enrica Reabudo, Letizia Russo, Lorenzo Tombesi, Gabriele Valchera e Gabriele Vacis. Scenografia e ambienti sono di Roberto Tarasco, il suono di Riccardo Di Gianni. Lo spettacolo è prodotto dal teatro Stabile di Torino-Teatro Nazionale in collaborazione con PoEM, impresa Sociale Potenziati Evocati Multimediali. Sarà replicato fino a domenica 4 gennaio prossimo. Benny Boodmann, T.D. Lemon Novecento, pianista geniale e imprevedibile, cresce e vive sul transatlantico Virginian. Misterioso, libro irresistibile, lascia il mondo a bocca aperta scegliendo di non scendere mai dalla sua nave. Oggi il personaggio rivive in una rilettura corale con gli artisti e le artiste di PoEM. Le scenografie di Roberto Tarasco accompagnano ogni passaggio, mentre la musica che ha reso celebre la storia è la stessa e continua a incantare. Novecento cresce, esiste nel mate della musica in un viaggio emozionante, senza fine, che ha coinvolto migliaia di persone in tutto il mondo.
Teatro Gobetti – 16 dicembre 2025/ 4 gennaio 2026
Il 16, il 18 e il 20 dicembre ore 19.30/ il 17 e 19 dicembre ore 20.45/ domenica 21 dicembre ore 16/ dal lunedì 22 a giovedì 25 dicembre riposo/ venerdì 26 dicembre e sabato 27 dicembre, lunedi 29 e martedi 30 dicembre ore 19.30/ domenica 28 domenica, domenica 4 gennaio e giovedì 1 gennaio ore 16/ la recita di mercoledì 31 dicembre è fuori abbonamento e si terrà alle 20.30/ venerdì 2 gennaio ore 20.45.
Biglietteria: teatro Carignano, piazza Carignano 6, Torino / 011 5169555 / 800 235333/ biglietteria@teatrostabiletorino.it
Mara Martellotta
Giovedì 11 dicembre 2025 alle ore 18,30, in occasione dell’evento natalizio della Clinica Urologica dell’ospedale Molinette di Torino, saranno presentate le stampe del Maestro Ezio Gribaudo, donate dalla famiglia e dall’Archivio Gribaudo al reparto di week surgery diretto dal professor Paolo Gontero, alla presenza del Direttore Generale Livio Tranchida e dei vertici della Direzione Aziendale della Città della Salute e della Scienza di Torino.
Si tratta di 40 riproduzioni di opere eseguite nel corso degli anni, che raffigurano i soggetti più amati dall’artista, dai dinosauri ai viaggi, dalle nature morte agli animali.
“Mio padre sarebbe stato felice di questo nostro gesto, ci ha sempre educato a diffondere la bellezza, che ha scelto come titolo della sua biografia e del docufilm sulla sua vita – commenta la figlia Paola Gribaudo, Presidente dell’Archivio che ha il compito di valorizzare e conservare le opere e la memoria del padre. – A partire dall’antichità l’arte guarda all’anatomia e alla medicina, ogni forma artistica è terapeutica per chiunque, ammirare un’opera d’arte, leggere un libro, ascoltare musica o andare al cinema può essere un farmaco emozionale, un aiuto naturale per la mente e per lo spirito. L’idea quindi di portare l’arte negli ospedali permette di creare momenti di distacco dalla sofferenza e dall’ansia che pervade ognuno di noi quando si trova in questi luoghi di cura.
L’arte e la bellezza fanno bene alla salute e alla comunità, aiutano le persone ad essere più positive ed a porsi con più forza nei confronti della guarigione. La donazione è stato un punto di partenza che ha ispirato il legame tra l’arte come creatura viva e la tecnologia sicuramente all’avanguardia in questo reparto. Questo è il messaggio che intendiamo trasmettere con la nostra donazione e ringraziare il professor Gontero e tutti i suoi collaboratori che con la loro professionalità, dedizione e umanità hanno reso la Clinica Urologica universitaria dell’ospedale Molinette di Torino un’eccellenza a livello europeo.”
Dinosauri, cavalli in corsa, Pinocchio ed altre opere di Gribaudo saranno inoltre fruibili per la prima volta in una dimensione vivente ed animata grazie all’intelligenza artificiale (IA) ed alla visione immersiva cui sta lavorando un gruppo dedicato dell’équipe del professor Gontero. In particolare, l’arte del maestro animata dall’AI verrà testata durante alcune procedure come le medicazioni avanzate al fine di valutarne l’impatto benefico sul percorso di cura.
Natale, torna la “non stop” di Telefono Amico
NEL NATALE 2024 OLTRE 750 RICHIESTE D’AIUTO
Da dicembre 2025 due nuovi centri locali a Torino e Reggio Calabria e 100 volontari in più
Linee di ascolto attive h24 dalla Vigilia di Natale a Santo Stefano per stare accanto a chi è in difficoltà. I racconti dei volontari: «chiamano persone che vivono la solitudine in modo acuto. Non lasciarle nel silenzio è per loro già un conforto».
La rete di Telefono Amico Italia si amplia: aggiunti i due nuovi centri di Torino e Reggio Calabria.
Dicembre 2025 – L’ascolto no-stop natalizio dei volontari di Telefono Amico Italia torna anche quest’anno. Per tutta la notte di Natale e di Santo Stefano i volontari dell’organizzazione saranno a disposizione per stare accanto a tutte le persone che si sentono sole o hanno bisogno di supporto emotivo, rispondendo ininterrottamente al servizio di ascolto telefonico. A Natale 2024 sono state oltre 750 le persone che hanno contattato Telefono Amico Italia, aumentate del 21% rispetto ai giorni di festa dell’anno precedente.
I telefoni dell’associazione saranno attivi continuativamente dalle 9 della Vigilia di Natale fino a mezzanotte del 26 dicembre. «Per molte persone il Natale non è un momento di festa, ma un periodo in cui il senso di isolamento diventa più evidente – commenta Cristina Rigon, presidente di Telefono Amico Italia – Chi attraversa una fase di fragilità spesso vive le settimane natalizie come un tempo sospeso, in cui la distanza dagli altri sembra crescere e il silenzio pesa di più. È proprio in questi giorni che l’ascolto diventa essenziale. Per questo scegliamo di esserci, senza interruzioni, per tutte le persone che hanno bisogno di non rimanere sole. E lo facciamo grazie a volontari che mettono a disposizione i loro giorni di festa: un gesto, a volte difficile, ma prezioso, che rende possibile tutto il nostro lavoro.»
«Ciò che mi ha toccato nel profondo è stata la gratitudine sincera che ho percepito – racconta Anna, volontaria di Telefono Amico Italia, ricordando le Non Stop di Natale alle quali ha partecipato – Le persone mi hanno ringraziato di cuore, non solo per il supporto che potevo dare, ma per la semplice risposta alla loro chiamata. Il fatto di esserci proprio per loro, di non lasciarle nel silenzio, soprattutto nel giorno di Natale, è stato un gesto di per sé sufficiente a infondere conforto».
Durante il Natale 2024 si sono rivolte a Telefono Amico Italia 755 persone. L’86% lo ha fatto chiamando il servizio telefonico al numero unico nazionale (02 2327 2327), l’11% si è rivolto alla chat di Whatsapp Amico (324 011 7252) e il 3% alla mail Mail@mica (servizio mail accessibile attraverso la compilazione di un form anonimo sul sito www.telefonoamico.it). Hanno contattato Telefono Amico Italia più donne (53%) che uomini (46%). Per quanto riguarda l’età, in prevalenza hanno chiamato adulti di età compresa tra i 56 e i 65 anni (26%), tra i 46 e i 55 (22%) e tra i 36 e i 45 (19%). Il problema più comune segnalato è stata la solitudine, il bisogno di compagnia (28%), seguito da problematiche esistenziali (11%) e difficoltà nelle relazioni familiari (10%).
«Nel giorno di Natale – prosegue Anna – si ricevono soprattutto chiamate da persone che vivono la solitudine in modo acuto, molte delle quali anziane. Chiamano anche persone che, a causa di liti o incomprensioni familiari, si ritrovavano a confrontarsi con la rabbia, l’amarezza o la profonda delusione di essere rimaste sole proprio il giorno di Natale».
I NUOVI CENTRI LOCALI: TORINO E REGGIO CALABRIA. La rete di ascolto di Telefono Amico Italia diventa ancora più ampia: da dicembre 2025, infatti, con l’ingresso di Torino e Reggio Calabria, i centri diventano 23, 22 centri locali e un centro virtuale TAG – Telefono Amico Generation. «Siamo molto felici di poter dare il benvenuto a queste due nuove città e a tanti nuovi volontari – continua la presidente Rigon – Grazie a tutti loro, possiamo rispondere ad ancora più persone. Quest’anno abbiamo già ricevuto oltre 85.000 richieste d’aiuto, ma, purtroppo, le persone che hanno bisogno di parlare con noi sono molte di più. Con l’ingresso di questi due nuovi centri, possiamo, ora, contare su quasi 700 volontari ed essere ancora più presenti per tante persone.»
DIVENTARE VOLONTARI DI TELEFONO AMICO ITALIA. L’ascolto di Telefono Amico Italia è garantito da quasi 700 volontari, distribuiti in 22 centri locali lungo tutta la penisola e un centro delocalizzato, che permettono di essere presenti, per chi ha bisogno, 365 giorni all’anno, dalle 9 alle 24. Telefono Amico Italia è sempre alla ricerca di nuovi volontari che aiutino a gestire le numerose richieste d’aiuto che arrivano ogni giorno. Chiunque fosse interessato ad entrare nella squadra di Telefono Amico Italia può scrivere a volontari@telefonoamico.it; sarà indirizzato al centro locale più vicino dove potrà svolgere un corso pratico-teorico di circa 6 mesi, al termine del quale potrà iniziare l’attività di ascolto. Chi si trova in una città in cui non è presente un centro territoriale e ha un’età compresa tra i 18 e i 40 anni può fare richiesta per il centro virtuale di TAG – Telefono Amico Generation.
AGENDA AMICA 2026: L’IDEA REGALO PER SUPPORTARE TELEFONO AMICO ITALIA – Per sostenere Telefono Amico Italia è possibile acquistare l’Agenda Amica 2026, edita da Helvetia Editrice. Ogni pagina dell’Agenda Amica riporta una frase motivazionale o un’idea per coltivare il proprio benessere, per ricordarci di prenderci cura di noi stessi, ogni giorno dell’anno. Le frasi sono state raccolte dai volontari di Telefono Amico Italia in occasione del 10 settembre (Giornata Mondiale per la Prevenzione del Suicidio) e dell’evento di sensibilizzazione Non parlarne è 1 suicidio, durante il quale ai passanti è stato chiesto di condividere ciò che li aiuta a recuperare il proprio benessere emotivo.
L’agenda è acquistabile al costo di 15€ presso i principali riveditori online.
Per info e acquisti: https://www.telefonoamico.it/
LA COLLABORAZIONE CON CHERRY BANK. Telefono Amico Italia quest’anno è protagonista dell’iniziativa di sensibilizzazione recentemente lanciata da Cherry Bank e dedicata alla cultura dell’ascolto: “HARK! Ascoltare è forte, fallo di più”, che nasce con l’obiettivo di promuovere un atteggiamento più empatico e consapevole nei confronti delle persone grazie alla collaborazione con Cento Canesio, uno dei maggiori esponenti italiani del graffiti writing contemporaneo. Nell’ambito dell’iniziativa, il progetto solidale HARK! X Cherry way prevede la destinazione di una linea esclusiva di accessori, alle cherries, le persone che lavorano in Banca. La capsule collection sosterrà direttamente Telefono Amico Italia e la sua attività di ascolto quotidiano.
Maddalena Ganz, Head of Brand & Communication di Cherry Bank, afferma: «HARK! significa “ascolta”, è un imperativo, un termine poco conosciuto della lingua inglese, che per questo incuriosisce. Un invito all’ascolto attivo, supportato in questa iniziativa di sensibilizzazione da un linguaggio visivo immediato, universale e d’impatto, che confidiamo possa veicolare questo importante messaggio alla comunità intera. A rendere ancora più tangibile questo impegno, quest’anno il progetto solidale “Cherry way”, ideato e promosso da Cherry Bank dal 2022, sosterrà Telefono Amico Italia. Una partnership volta a sostenere il lavoro dei tanti volontari impegnati nel supporto alle persone in condizione di disagio o difficoltà, che troverà ulteriori espressioni in nuove progettualità con le quale inviteremo il nostro Paese a stringersi e fare rete».
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IL NUMERO UNICO. Telefono Amico Italia è raggiungibile attraverso il numero 02 2327 2327 e risponde 365 giorni all’anno grazie a quasi 700 volontari. Il servizio è gratuito e attivo in tutta Italia dalle 9.00 alle 24.00. A carico di chi chiama solo il costo vivo della telefonata: tutti coloro che hanno piani tariffari che prevedono minuti illimitati non devono sostenere nessun costo, tutti gli altri sostengono solo il costo di una qualunque chiamata verso fisso. È possibile accedere al servizio anche via chat, attraverso il numero WhatsApp 324 011 7252, e via mail, attraverso la compilazione di un form anonimo sul sito www.telefonoamico.it. |
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I CENTRI. I volontari di Telefono Amico Italia operano in 22 centri locali distribuiti su tutto il territorio nazionale e un centro delocalizzato. Calabria – 1 centro locale
Campania – 1 centro locale
Emilia-Romagna – 2 centri locali
Friuli-Venezia Giulia – 1 centro locale
Lazio – 1 centro locale
Lombardia – 5 centri locali
Piemonte – 1 centro locale
Sardegna – 1 centro locale
Sicilia – 1 centro locale
Toscana – 1 centro locale
Trentino-Alto Adige – 2 centri locali
Veneto – 5 centri locali
TAG – TELEFONO AMICO GENERATION. È il centro virtuale di Telefono Amico Italia, composto da volontari under 40 che rispondono al telefono da remoto, da ogni parte d’Italia. Per info ulteriori informazioni: www.telefonoamico.it/ |