ilTorinese

Sandokan tra violenza e buonismo natalizio: uno specchio della realtà

IL COMMENTO di Pier Franco Quaglieni

E’ finito ieri sera il ciclo televisivo dedicato a Sandokan. Ne ho seguito qualche puntata perché ricordavo l’edizione televisiva del 1975 e volevo tentare di riviverla dopo mezzo secolo. Due versioni non confrontabili, quest’ ultima davvero  grondante di sangue e violenza. Lo spirito avventuroso e fantastico di Salgari è naufragato nella spettacolarizzazione della violenza, non immaginabile cinquant’anni fa. Forse perché viviamo un clima di guerra in Medio Oriente e nell’Est europeo in cui continuano a morire uomini, donne, bambini, la spettacolarizzazione televisiva della violenza appare particolarmente urticante. I paesaggi mitici immaginati dalla  sbrigliata fantasia di Salgari diventano uno sfondo inquietante. Se poi pensiamo al risorgere del terrorismo  islamico ed antisemita  in Australia e ai pericoli che rischiamo di rivivere anche noi, i romanzi salgariani d’avventura diventano motivi di incubo. Se pensiamo inoltre che Salgari  è interrotto da una pubblicità televisiva  martellante che esalta il Natale e suoi riti fatti  di buonismo e di intimità  famigliare, abbiamo ancora più chiaro il divario tra la realtà, la finzione e la fantasia. Anche Sandokan diventa pretesto per rappresentarci una realtà che si vive drammaticamente nel conflitto di aggressione russo e in quello israeliano dove la versione di un Iman diventa la vulgata del 7 ottobre fatta propria da parte  di molti che scorrazzano per le strade, esaltando la Palestina e diffondendo violenza e vandalismo.  Che brutto Natale vivremo quest’anno. E’ davvero difficile credere alla favola bella della pace in terra  agli uomini di buona volontà, espressione del Vangelo di Luca, recentemente ritradotta  forse perché la buona volontà è divenuta un’espressione sempre più utopistica. Davvero l’annuncio degli Angeli a Betlemme appare lontano. Oggi, tralasciando  le guerre, abbiamo una violenza nelle nostre città dove bande di malvissuti attentano alla nostra vita e alla nostra sicurezza. Ogni giorno e in ogni ora.

Bagni indecenti alla fermata Racconigi

Ci scrive il lettore Luigi Gagliano, autore della foto: “Una giornata come tante, scendi dal bus 42 alla fermata Racconigi ti incammini per raggiungere l’ufficio, fai pochi passi e non puoi non vedere e “sentire” i gabinetti. Tre gabinetti  a pochi metri dalla fermata del bus, tutti intasati maleodoranti e traboccanti di feci umane. L’aria ammorbata, nonostante la pioggerella incessante. Uno spettacolo da quarto mondo in un angolo della nostra città. Chi sono i responsabili? Difficile poterlo dire, certamente incivili che usano inopinatamente quei bagni”.

Borse di studio universitarie, Regione conferma 100% aventi diritto

Crescono gli aventi diritto, che quest’anno arrivano a oltre 20.000. La Regione conferma la volontà di finanziare dalla prima all’ultima borsa di studio, nonostante un incremento di spesa che porta a circa 110 milioni la cifra investita per il Diritto allo Studio

Con l’approvazione della graduatoria delle borse di studio per l’anno accademico 2025/2026, la Regione Piemonte ribadisce con chiarezza la propria volontà politica: garantire il diritto allo studio universitario e arrivare, anche quest’anno, alla copertura del 100% degli aventi diritto.

I numeri fotografano una crescita significativa. Gli studenti aventi diritto passano da 18.601 dello scorso anno accademico a 20.153 di quest’anno, con un incremento di oltre 1.500 unità. Aumenta di conseguenza anche il fabbisogno complessivo, che sale da 102 a circa 110 milioni di euro, otto milioni in più rispetto al 2024/2025.

In questo contesto, la Regione Piemonte si dimostra ancora una volta virtuosa e responsabile. A dicembre 2024 le risorse disponibili per le borse di studio ammontavano a 82,7 milioni di euro; oggi sono salite a 87,7 milioni, consentendo di pagare immediatamente gli studenti vincitori della graduatoria 2025/2026. A queste risorse si aggiungeranno i circa 10,5 milioni di euro di fondi PNRR, che, insieme agli stanziamenti già previsti, una volta approvato il bilancio regionale permetteranno di completare il pagamento di tutti gli idonei dopo l’approvazione del bilancio della Regione.

Un percorso che conferma una strategia chiara: nessuno studente avente diritto deve restare indietro.

«Il diritto allo studio non è uno slogan, ma una scelta politica concreta» ha dichiarato Elena Chiorino, vicepresidente della Regione Piemonte e assessore al Diritto allo Studio Universitario. «L’aumento degli aventi diritto e dei costi complessivi non ci ha fatto arretrare di un passo: al contrario, rafforza la nostra determinazione a garantire il 100% delle borse di studio. È un impegno importante, non scontato e che non tutte le Regioni riescono ad assicurare. In Piemonte crediamo davvero che il merito e il talento non debbano mai essere frenati dalle condizioni economiche delle famiglie».

«Investire sul diritto allo studio – ha concluso Chiorino – significa investire sul futuro del Piemonte, nella consapevolezza che l’istruzione e la formazione possano diventare settore di traino per le transizioni in atto come quella dell’intelligenza artificiale, verde e digitale. Ma significa anche investire sul futuro della Nazione, sui nostri giovani e sulla possibilità per ciascuno di costruire il proprio percorso con dignità e opportunità reali».

Michele Paolino e il suo “Profeta”

Dalla Liguria arriva a Torino, per la sua XIII edizione, il prestigioso Premio Letterario Internazionale “Sarzanae”

Sarzana (La Spezia)

Torinese, classe ’66, una laurea in “Scienze Politiche”, scrittore e giornalista, è il “nostro” Michele Paolino, con il suo ultimo romanzo “Il profeta del lungo termine” (Collana “Piemonte in noir”, Edizioni del Capricorno), il vincitore – nella categoria “noir” – della XIII edizione del Premio Letterario Internazionale “Sarzanae” (già “Premio Città di Sarzana”) organizzato, nella gestione dell’evento e nella selezione dei vincitori, dall’Associazione Culturale spezzina “Poeti solo poeti poeti”.

Il libro si è meritato l’ambito Premio “per la qualità dello stile – queste le motivazioni della Giuria – la ricchezza dei personaggi, l’originalità dell’intreccio e l’efficacia con cui fonde ironia e suspense”. Qualità a noi non nuove. Proprie di uno stile e di un modo di concepire il piacere del “raccontare” (in chiave “noir” o “thriller”) di cui Paolino ha già dato ampia prova nelle sue precedenti produzioni letterarie (sempre per “Edizioni del Capricorno”), da “La ballata di Borgo San Paolo” (2019) a “Hanno ucciso Babbo Natale in Borgo San Paolo” (2021), fino a “Il giorno prima del voto” (scritto nel 2022, a quattro mani con l’ex sindaco Sergio Chiamparino) e a “La versione del professore” (2023).

L’attuale“Il profeta del lungo termine” è un libro  che “diverte – si legge ancora e piace riportarlo nella Motivazione della Giuria –  inquieta e cattura. Paolino dimostra grande controllo della materia narrativa e un raro talento nel costruire intrecci complessi senza mai perdere la limpidezza dello stile (…). Una narrazione densa, ricca di personaggi memorabili, dove nulla è realmente ciò che sembra e ogni dettaglio contribuisce a un mosaico complesso e affascinante (…). Il giallo si intreccia con l’umorismo, il ‘noir’ con la critica sociale, il ‘thriller’ con il racconto corale. Torino e la sua provincia diventano un personaggio vivo”.

Lungi da me l’idea di spoilerare oltre il giusto consentito. Lasciatemi solo anticiparvi che tutto ha inizio in una mattina nebbiosa, quando nelle campagne del Torinese, un piccolo aeroplano da turismo precipita con a bordo un carico prezioso. Cosa? “Il volto sensuale e implorante di una donna cinquecentesca raffigurata su una tela”. Questo il misterioso “incipit” di un giallo che, via via, per 192 pagine, si snoda nelle austere vie di una Torino “specchiata nella memoria e nel rimpianto”, con una luogotenente del “Nucleo Tutela del Patrimonio” dei Carabinieri, tal Serena Valente, impegnata in un’indagine che “parte da due dipinti scandalosi e una serie di tavole inquietanti”. In uno strano, curioso balletto di personaggi, che vanno da un elegante e spregiudicato avvocato presenzialista ad un imprenditore “nerd” con la fissa per il “lungoterminismo”. E non è finita. Tutt’intorno, ecco muoversi, appesi alle corde dell’ acuto scrittore – burattinaio, un contadino innamorato del suo trattore, un “emù” in fuga, un pittore che vive a Mougins, in Costa Azzurra, una seducente gallerista, un vice commissario di Polizia e un sostituto procuratore in preda a tic nervosi, per finire con fuoristrada e cadaveri che scompaiono, mogli in secondo piano, intrighi internazionali ed eventi mondani. Un “pastone” difficile, ma allettante, da districare, mentre “la storia della città incombe come una cicatrice con i suoi misteri e le sue vestigia”.

Per info: “Capricorno Edizioni”, corso Francia 325, Torino; tel.011/3853656 o www.edizionidelcapricorno.com

g.m.

Nelle foto: Michele Paolino (in mano il “Premio”) e cover “Il profeta del lungo termine”

Tosco e Zonghetti con Orietta Moscatelli sul romanzo “Stalingrado”

Mercoledì 17 dicembre, alle ore 18, presso il Circolo dei Lettori di Torino in via Bogino 9, è in calendario l’appuntamento “Fattori umani #3”, per il ciclo “Fattori umani – viaggi geopolitici fra letteratura, filosofia e tecnologie”, a cura di LIMES e Fondazione Circolo dei Lettori, in collaborazione con la casa editrice Adelphi. Protagonista dell’incontro sarà il romanzo “Stalingrado” di Vasilij Grossman: Pietro Tosco e Claudia Zonghetti dialogheranno con Orietta Moscatelli a partire dal romanzo incentrato sull’irrompere della guerra nelle vite dei personaggi e sull’intreccio tra la dimensione privata e la tragedia storica.

“Pur trattandosi di un romanzo storico – afferma la traduttrice Claudia Zonghetti – il focus è estremamente intimo: l’occhio di Grossman è puntato sulle vicende della famiglia Sapošnikov e dintorni, mentre le loro vite vengono sconvolte dall’imminente battaglia di Stalingrado. L’enorme offensiva di Hitler sul fronte orientale ha spinto le forze sovietiche a una ritirata prolungata, e Stalingrado, che sorge su una scogliera vicino al fiume Volga, è tutto ciò che separa i nazisti dalla steppa Kazaka, ricca di petrolio. La portata della storia raccontata da Grossman è immensa, contemporaneamente microscopica e panoramica, ed è proprio in questo approccio che risiede la sua potenza narrativa. Il romanzo si apre nell’aprile del 1942, quando il treno di Mussolini si ferma alla stazione di Salisburgo, dove Hitler è in attesa di discutere di una grande offensiva tedesca nella Russia meridionale. Subito dopo, il punto di vista è quello di un semplice contadino russo, Petr Semënovič Vavilov, che ha appena ricevuto i documenti per la convocazione e si preoccupa di non avere abbastanza tempo per lasciare alla propria famiglia la legna che li potrà tenere al caldo per il resto dell’inverno”.

Ingresso libero fino a esaurimento posti. È possibile prenotare i posti nelle prime file tramite la carta Io Leggo di più. Sempre a Torino, lo scorso venerdì, è stata inaugurata la mostra “Vasilij Grossman – la forza dell’umano nell’uomo”, visitabile a ingresso libero fino al 31 gennaio 2026 presso il Polo del ‘900, in via del Carmine 14, a Torino.

Circolo dei Lettori – via Bogino 9, Torino

“Faber” 2025-2026: giovani under 35 impegnati nella creatività digitale

Metti in gioco il tuo talento

“Faber. Quando la creatività incontra l’impresa” è un’iniziativa che coinvolge oltre sessanta imprese del settore a sostegno dei giovani, dell’innovazione e della creatività digitale in Piemonte. È il principale luogo d’incontro tra nuovi talenti e imprese che credono nel valore della creatività e nel potere delle nuove generazioni. Uno degli elementi distintivi dell’iniziativa è il ruolo attivo delle aziende partner, che mettono in gioco competenze, visione e tempo per individuare nuovi linguaggi, talenti e possibili collaboratori, contribuendo alla crescita di un ecosistema creativo dinamico e aperto.

“Faber” nasce alla consapevolezza che le imprese creative rappresentano un motore strategico dell’innovazione e della transizione digitale. Non a caso, più del 90% delle edizioni considera Faber una tappa fondamentale del proprio percorso professionale. La sfida si articola in due momenti: il concorso nazionale, aperto fino al 13 marzo 2026, dedicato ai giovani creatività, attivi nei settori relativi quali animazione, design, gaming, realtà aumentata, web, app, IoT e altre aree di crescita, e il primo punto di contatto con le imprese partner. Il premio si concretizza al Faber Meeting, in programma il 22 e 23 maggio 2026: due giornate in cui i vincitori incontrano aziende grandi e piccole, partecipano a workshop guidati dai partner e accedono a premi dall’alto valore economico, come tirocini, collaborazioni retribuite, accessi gratuiti a eventi e membership, oltre a servizi e opportunità reali. L’evento finale è una gradevole occasione di connessione e collaborazione, un luogo dove imprese e giovani talenti costruiscono idee, prototipi e nuove possibilità. L’obiettivo è quello di ampliare il mercato digitale coinvolgendo le PMI, gli artigiani, le startup e le realtà dell’innovazione sociale, generando domanda di nuovi servizi creativi.

“Il FaberMeeting è una grande festa dei talenti digitali  – afferma Carlo Boccazzi Varotto, il direttore – si tratta di un evento che sperimenta, anticipa trend e parla i linguaggi di oggi, mettendo al centro il valore delle imprese creative nella transizione digitale. Non a caso sempre più aziende decidono di partecipare attivamente, condividendo competenze e dando una mano concreta ai giovani talenti, edizione dopo edizione, per migliorare il progetto”.

Dal 2007 Faber ha coinvolto oltre 1200 giovani, collaborato con 150 imprese e premiato 180 progetti. Le sette edizioni hanno raccolto 561 lavori di 732 creativi e ospitato 136 eventi tra workshop, talk e tavole rotonde. I partner sono cresciuti da 14 nel 2008 agli oltre 60 di oggi. In occasione del ventennale è nato il percorso speciale “Faber Back to the skill-percorsi di scoperta”, un’iniziativa pensata per rafforzare il dialogo tra formazione, talento e futuro, facendo crescere il ruolo del FaberMeeting come luogo di innovazione, partecipazione e valorizzazione dei talenti emergenti. Il progetto è rivolto ai giovani tra i 16 e i 29 anni, selezionati attraverso la call Action Unlock della Fondazione Compagnia di San Paolo all’interno del programma Città dell’Educazione 16+. Il coinvolgimento di questi giovani rappresenta un valore aggiunto significativo per il FaberMeeting, poiché la loro partecipazione attiva contribuirà a creare uno spazio dinamico di confronto. Attraverso l’incontro diretto con i vincitori, il percorso offrirà nuove opportunità d’orientamento, permettendo ai partecipanti di esplorare competenze, visioni professionali e traiettorie per il proprio futuro. È possibile candidare lavori individuali o di gruppo realizzati negli ultimi 24 mesi nei seguenti ambiti: live action, animazione, visual e graghic design, gaming e realtà aumentata, comunicazione web, app e social media. I progetti saranno valitati dalle aziende partner che selezioneranno i partecipanti ammessi al FeberMeeting, in programma il 22 e 23 maggio 2026 a Tool Box Coworking di Torino

Info per partecipare al concorso: www.fabermeeting.it

Gian Giacomo Della Porta

Centri Impiego, Canalis (Pd): “Fondi spesi ma nebbia sulla riforma”

Gli interventi per la ristrutturazione e l’ammodernamento dei Centri per l’Impiego, finanziati con risorse nazionali e PNRR, procedono nel rispetto delle scadenze, ma non è ancora chiara la riforma ventilata dall’assessore Chiorino

16.12.2025 – Nel rispondere al mio Question time odierno, l’assessore Chiorino ha rassicurato sui tempi di spesa delle risorse PNRR per i Centri per l’impiego e per il programma GOL entro la scadenza di giugno 2026, ma non ha offerto chiarimenti sulla riforma complessiva dei Centri per l’impiego, più volte ventilata.

Ad oggi sono stati impegnati 52 dei 68 milioni di euro, risorse nazionali e PNRR, per rafforzare la formazione degli operatori dei Centri per l’impiego, per i sistemi informativi e le infrastrutture.

Per quanto riguarda il programma GOL, al 30 novembre 2025, 165.632 persone hanno trovato lavoro e tutti i 294 milioni di euro assegnati sono stati impegnati.

Il nodo della riforma dei Centri per l’impiego sarà cruciale per garantire continuità ed efficienza: servono assunzioni di nuovi operatori e c’è un problema di sedi e di spazi fisici.

Monitoreremo che entro il 30 giugno venga conclusa la formazione delle restanti persone disoccupate e soprattutto che questa grande mole di fondi europei erogata in maniera straordinaria durante la pandemia abbia un seguito e non resti una cattedrale nel deserto.

Monica CANALIS – vice presidente commissione lavoro e attività produttive del Consiglio Regionale

Al via il piano neve di Anas

ANAS, società del Gruppo FS, come ogni anno in questo periodo, sta per avviare il “Piano Neve”, insieme alle Forze dell’Ordine, per fronteggiare le emergenze meteo e garantire la sicurezza e transitabilità di tutta la propria rete stradale e autostradale. Il piano prevede una serie di azioni necessarie per affrontare le criticità stradali in condizioni meteorologiche avverse. Per la stagione invernale 2025/2026, ANAS ha individuato, lungo la propria rete, 8 mila km ad alta rischiosità neve, 7mila e 600 km a media rischiosità e 11.900 km a bassa rischiosità. Tra le misure previste, l’obbligo per i veicoli a motore di essere muniti di pneumatici invernali o catene fino al 15 aprile 2026, e la prescrizione di limitazione al traffico in caso di meteo avverso. Per garantire la sicurezza degli autisti dei mezzi pesanti, ANAS ha individuato 496 aree di stazionamento nelle aree a rischio neve. In Valle d’Aosta questi obblighi sono partiti già da ottobre. Il provvedimento, emanato in base alle norme del codice della strada, è segnalato mediante apposita segnaletica verticale. Durante il periodo di validità, i ciclomotori e motocicli potranno circolare solo in assenza di neve o ghiaccio sulla strada o ancora precipitazioni nevose in corso.

“Il nostro presidio h24 – ha spiegato Claudio Andrea Gemme, AD ANAS – ci consente interventi immediati in caso di maltempo, cosiccome per la sicurezza degli automobilisti. ANAS sta pianificando gli interventi di spargimento sale per contrastare la formazione di gelo sul manto stradale e di sgombero neve. Risultati possibili grazie all’impiego di 2800 persone e 2200 mezzi spargisale e spazzaneve con oltre 80 turbine per fresare la neve. Gli utenti, prima di mettersi alla guida, devono controllare lo stato di efficienza del veicolo e degli pneumatici, informarsi sulle condizioni meteo attese, aggiornarsi sulle condizioni del traffico e fare attenzione alla segnaletica. Per la sicurezza dei viaggiatori, tutte le informazioni saranno veicolate attraverso i canali di ANAS”.

Per una mobilità informata, l’evoluzione del traffico in tempo reale è consultabile su smartphone e tablet, grazie all’applicazione “Vai” di ANAS, disponibile in app store e play store. Il servizio clienti Pronto ANAS è raggiungibile al numero verde gratuito 800 841148

Mara Martellotta

Torino, il nuovo Piano Regolatore Generale dopo 30 anni

 

Un passo decisivo verso il suo futuro di Torino. La giunta comunale ha approvato nella seduta di questa mattina il progetto preliminare del nuovo Piano Regolatore Generale, lo strumento che guiderà la trasformazione urbana dei prossimi anni. Dopo 30 anni (il Piano attualmente in vigore fu adottato nel 1991 e approvato nel 1995, redatto da Augusto Cagnardi e Vittorio Gregotti) l’amministrazione comunale si avvia a dotare la città di un nuovo Piano che, dopo il via libera della giunta, seguirà l’iter previsto dalla Legge Urbanistica Regionale, approdando, all’inizio del nuovo anno, nel calendario delle commissioni consiliari per la presentazione e la discussione e poi al voto dell’aula del Consiglio Comunale (dove arriverà presumibilmente nel mese di febbraio). Una volta adottato, il Piano sarà pubblicato per la raccolta delle osservazioni di cittadini e portatori di interesse e successivamente sarà avviata la conferenza di copianificazione per la valutazione da parte degli enti sovraordinati. L’iter si concluderà con l’approvazione finale del progetto definitivo.

Il Piano è il principale strumento dell’amministrazione per governare l’assetto del territorio comunale: detta regole, stabilisce limiti e indica, progettandolo, il futuro della città, tanto nelle sue aree di sviluppo quanto nella trasformazione del tessuto urbano consolidato. Lo fa adottando un impianto flessibile, aggiornabile, organizzato su due livelli: un livello strategico, che definisce visione e indirizzi generali; e un livello conformativo, che stabilisce le regole puntuali per gli interventi. All’aumentare dell’intensità della trasformazione cresce la regia pubblica, secondo un principio di responsabilità che chiarisce ruoli, tempi e strumenti.

“È la mappa che traduce la nostra idea di futuro in scelte concrete – spiega il sindaco Stefano Lo Russo – a partire dalla rigenerazione del patrimonio urbano esistente, dalla riattivazione delle aree dismesse e dalla valorizzazione degli spazi già costruiti, rafforzando connessioni e servizi, progettando spazi pubblici inclusivi e infrastrutture efficienti. Quello approvato oggi è un progetto collettivo, nato da un percorso condiviso con cittadini, istituzioni, imprese e comunità locali, che mette al centro prossimità, innovazione e ambiente come leve trasversali di sviluppo. Un Piano che guarda alla città come a un sistema integrato di connessioni fisiche e digitali: reti di mobilità, infrastrutture ferroviarie e stradali, reti tecnologiche e servizi digitali come fattori essenziali di competitività, inclusione e qualità urbana. In questo quadro, le reti del trasporto pubblico locale sono funzioni abilitanti della trasformazione della città: la Linea 2 della metropolitana, insieme al sistema ferroviario metropolitano e alle linee tranviarie in sede propria, struttura le scelte urbanistiche, orienta le densità e rafforza l’accessibilità dei quartieri. La Torino del futuro che abbiamo in mente consolida il suo ruolo di città universitaria, di ricerca e di produzione avanzata, salvaguardando e potenziando la sua storica vocazione manifatturiera, che evolve verso modelli ad alto valore aggiunto, sostenibili e fortemente integrati con l’innovazione tecnologica. Poli accademici, distretti dell’innovazione, hub creativi e nuove economie locali dialogano con un sistema produttivo che resta centrale nell’identità e nello sviluppo della città.

Torino rafforza il proprio posizionamento europeo anche come nodo strategico della logistica e delle reti di scambio, grazie al potenziamento delle connessioni ferroviarie verso la Francia e la Liguria, ai corridoi transalpini e al ruolo della città nei flussi tra Mediterraneo ed Europa continentale, in un’ottica di sostenibilità e competitività.

La cultura e il turismo sono leve strutturali di questo disegno: il Piano riconosce il patrimonio storico, museale, architettonico e paesaggistico come una vera infrastruttura urbana, capace di generare valore economico, attrattività internazionale e coesione sociale. Eventi, istituzioni culturali, spazi creativi e una rete di accoglienza diffusa e accessibile rafforzano l’identità di Torino come città europea della cultura, del turismo sostenibile e della qualità dell’esperienza urbana. La natura entra nella struttura urbana come infrastruttura essenziale: fiumi, collina, parchi e corridoi ecologici formano un sistema integrato per la salute, il benessere e la resilienza climatica. Torino è inoltre il cuore della sua area metropolitana e, insieme ai Comuni vicini, condivide infrastrutture e opportunità, costruendo un sistema urbano interconnesso, aperto e competitivo su scala europea.”

Il Piano riconosce i quartieri come unità urbanistiche di prossimità. Sono 34, ciascuno analizzato nei propri caratteri territoriali, identità e dinamiche demografiche. Il Piano tutela queste specificità e valorizza le loro centralità locali – mercati, scuole, farmacie, biblioteche, spazi pubblici e aree gioco – luoghi che alimentano la vita quotidiana e la coesione sociale.

Il Piano rende possibile una concentrazione demografica sostenibile nelle aree più accessibili, lungo le linee del trasporto pubblico – metropolitana, SFM e tram in sede propria – e introduce un modello perequativo che redistribuisce valore e finanzia la città pubblica. Nuovi spazi per usi temporanei e una maggiore flessibilità funzionale consentono di riattivare rapidamente aree sottoutilizzate.

In questo quadro si inseriscono le Figure di Ricomposizione Urbana, che costruiscono continuità tra parti diverse della città e rendono Torino una città che non aggiunge semplicemente nuovi pezzi, ma ricompone, integra e connette. Sono trame che ricuciono tessuti diversi e definiscono gli elementi essenziali della qualità urbana: spazi pubblici e piani terra attivi, connessioni pedonali e ciclabili, sistemi ecologici integrati. 8 quelle individuate ovvero Porta Nord (attorno al nuovo nodo intermodale di Rebaudengo, dove convergeranno la Linea 2 della metropolitana, la rete SFM – proiettata fino all’aeroporto di Caselle – e il capolinea degli autobus extraurbani di via Fossata e l’ex Trincerone si connetterà con il rinnovato parco Sempione e con la Manifattura Tabacchi); Dora Verde (lungo il corso urbano della Dora come infrastruttura verde capace di collegare parchi, funzioni e quartieri. In questo contesto si inseriranno nuove funzioni pubbliche, come il futuro Ospedale di Torino Nord); Arena Ruffini (che riconosce nel Parco Ruffini il fulcro di un ampio sistema sportivo urbano, destinato ad ampliarsi); Centro Innovazione (dove Porta Susa, il Tribunale, le OGR, il Politecnico e le grandi sedi direzionali si affacciano su una rete crescente di spazi pubblici, servizi e percorsi pedonali e ciclabili); Forum Civico (dal Lingotto a Lingotto Fiere, dal futuro Parco della Salute al Palazzo del Lavoro, che si affacciano sul sistema del Po, cui si collegano strutture sportive e museali, come il PalaVela e il Museo dell’Automobile, e un’intelaiatura di spazi pubblici che si estende fino all’ex Moi e alla centralità di quartiere di piazza Galimberti); Nuove Economie (Mirafiori come ambito di trasformazione, dove la tradizione produttiva si evolve attraverso nuovi spazi per l’innovazione, servizi alle imprese e funzioni miste e la Linea 2 della metropolitana e la nuova piazza Mirafiori introdurranno un sistema di mobilità e di spazi pubblici che ridisegna la struttura dell’area); Spazio Futuro (che si sviluppa lungo l’asse di corso Marche, dove poli dell’aerospazio, della ricerca tecnologica e attrezzature universitarie definiscono un ambiente orientato all’innovazione avanzata e l’estensione della Linea 1 della metropolitana verso Collegno rafforzerà l’accessibilità); Settimo Asse (segue l’andamento di corso Romania verso Settimo Torinese, dove funzioni produttive, logistiche, commerciali e di servizio compongono un sistema urbano di scala metropolitana, rafforzato nella connessione dalla presenza della stazione SFM di Stura). Attorno a questi strumenti si innestano gli elementi che rendono la città una vera infrastruttura ecosistemica: standard prestazionali di sostenibilità richiesti per le nuove costruzioni e per gli interventi di demolizione e ricostruzione, aree con criteri innovativi di gestione.

“La costruzione del nuovo Piano Regolatore Generale – conclude l’assessore all’Urbanistica e al Piano Regolatore Paolo Mazzoleni – si configura come un processo pubblico complesso, che intreccia organizzazione amministrativa, metodo di lavoro e produzione di conoscenza come parti inscindibili di un unico percorso. L’elaborazione del Progetto Preliminare si fonda su un impianto metodologico che valorizza il presidio pubblico del processo, il coordinamento tra saperi specialistici e la costruzione condivisa di un quadro conoscitivo solido e aggiornato. Il documento approvato oggi è frutto del lavoro di mesi di un team di circa 70 persone, con un’età media di 37 anni e raggiunge l’obiettivo che ci eravamo prefissati, ovvero di vedere approvato il primo progetto preliminare entro la fine del 2025. Ora auspichiamo che l’iter possa procedere in tempi ragionevoli per dotare la città di un nuovo strumento più adatto alle sue esigenze e alle trasformazioni che la stanno attraversando. Torino sta cambiando — e vuole cambiare bene. Vuole essere una città europea capace di competere sulle idee, sulle infrastrutture, sulla qualità urbana e sulla qualità della vita. Il nuovo Piano Regolatore è lo strumento che unisce visione e realismo e offre una mappa condivisa per costruire, insieme, la Torino che verrà”.

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