ilTorinese

Timeless Hair Art Exhibition, un viaggio nella storia dell’acconciatura

Nel cuore di Torino, tra bellezza, arte e memoria collettiva, la profumeria Sinatra Galerie de Beauté ha ospitato questo pomeriggio l’inaugurazione della mostra fotografica Timeless Hair Art Exhibition, un viaggio attraverso le immagini più iconiche della storia dell’acconciatura e del beauty internazionale. L’esposizione resterà visitabile fino a lunedì 18 maggio.

L’evento, iniziato alle 16.30, ha richiamato appassionati del settore, professionisti e curiosi, trasformando gli spazi della boutique in un luogo di confronto culturale sul ruolo dell’hairstyling nella società contemporanea. Ventiquattro scatti selezionati raccontano infatti come capelli, tagli e acconciature abbiano contribuito nel tempo a definire identità, mode e persino miti dello star system.
A curare l’esposizione è stato lo staff di EsteticaHair, storica rivista di riferimento per il mondo dell’acconciatura fondata nel 1946, oggi presente anche a livello internazionale con numerose edizioni nel mondo.

Cuore dell’incontro è stata anche la presentazione di Hairitage – Le venti eredità, il saggio storico-biografico firmato dal giornalista ed editore Roberto Pissimiglia, che ripercorre la storia dell’acconciatura attraverso i grandi protagonisti che ne hanno cambiato il linguaggio e l’immaginario collettivo. Un’opera monumentale, costruita tra testimonianze dirette, aneddoti e ricostruzioni storiche, che attraversa oltre un secolo di costume, moda e società.
Nel libro trovano spazio più di seicento protagonisti del mondo dell’hairstyling internazionale, con continui intrecci tra coiffure, arte, cinema, letteratura e alta moda. Dalle intuizioni imprenditoriali di Matilda Harper, pioniera del franchising al femminile tra Otto e Novecento, fino alla rivoluzione estetica di Marcel Grateau e delle sue ondulazioni permanenti; dall’eleganza rivoluzionaria di Antoine, artefice del caschetto simbolo dell’emancipazione femminile, fino allo star system creato da Alexandre de Paris, parrucchiere delle grandi dive internazionali e delle maison dell’alta moda.
Pissimiglia intreccia poi la sua esperienza personale ai racconti dei grandi maestri del Novecento: Vidal Sassoon, considerato l’architetto dei capelli moderni, Sam McKnight, celebre per il look di Lady Diana, fino ad Aldo Coppola, definito nel libro “l’Andy Warhol dell’acconciatura”. Non mancano storie sorprendenti e profondamente umane, come quella del parrucchiere britannico Tony Rizzo, che trasformò un dramma personale in un grande progetto benefico internazionale a sostegno della ricerca contro la leucemia infantile.
Più che un semplice volume dedicato al beauty, Hairitage si presenta così come un racconto culturale sull’evoluzione dell’immagine e sull’impatto che i capelli hanno avuto nella costruzione dei miti contemporanei. Un tema che ha attraversato anche il talk del pomeriggio, durante il quale si è parlato di estetica, identità e comunicazione visiva, ma anche del rapporto tra bellezza e potere mediatico.

Accanto all’autore sono intervenuti due ospiti d’eccezione. Paola Gribaudo, curatrice di libri d’arte, Presidente dell’Archivio Gribaudo e già
Presidente dell’Accademia Albertina di Belle Arti di Torino, presente in qualità di curatrice della postfazione del volume, ha approfondito il dialogo tra arte, editoria e fotografia, sottolineando come l’acconciatura sia spesso diventata nel tempo una vera forma espressiva già a partire dagli antichi egizi
Molto atteso anche l’intervento di Diego Dalla Palma, autore della prefazione del libro, che ha condiviso riflessioni e aneddoti sul mondo della bellezza, sul rapporto tra immagine e personalità e sull’evoluzione dell’estetica nel costume contemporaneo.
Nel corso dell’incontro è emersa con forza l’idea che un taglio di capelli non rappresenti soltanto una scelta estetica, ma un vero linguaggio sociale e culturale. Un concetto che Pissimiglia sintetizza anche nel suo libro: dietro ogni trasformazione dell’immagine si nasconde spesso una ricerca personale, un cambiamento, il desiderio di mostrarsi al mondo in una nuova luce.
Dopo la presentazione, gli ospiti hanno potuto visitare l’esposizione allestita negli spazi inferiori della location, soffermandosi davanti agli scatti che hanno segnato la storia dell’hairstyle internazionale e che ancora oggi continuano a influenzare tendenze e immaginario collettivo.

GIULIANA PRESTIPINO

Auto si schianta su un’altra parcheggiata e piomba in vetrina

Un violento impatto a catena tra un’ auto contro un’ altra ha animato il tardo pomeriggio di ieri in via Rovereto, nel tratto compreso tra gli incroci con via Mombarcaro e via Barletta. Un’Audi con a bordo una famiglia è finita contro una Fiat Panda parcheggiata, ha urtato i cassonetti dei rifiuti e ha concluso la sua corsa sfondando la vetrina di un centro massaggi.

L’incidente, avvenuto senza feriti gravi, ha richiesto l’intervento immediato della polizia locale per i rilievi tecnici, supportata da altre forze dell’ordine e dai vigili del fuoco. Sul posto, le operazioni di soccorso e rimozione dei veicoli si sono concluse senza complicazioni ulteriori.

Le cause dell’urto sono al vaglio degli agenti, che hanno provveduto a mettere in sicurezza l’area.

VI.G

Levante in visita ai piccoli pazienti dell’ospedale Regina Margherita di Torino

Un pomeriggio musicale per i pazienti dell’Oncoematologia pediatrica dell’ospedale Infantile Regina Margherita di Torino. Claudia Lagona, in arte Levante, ha visitato i piccoli ricoverati qualche ora prima del concerto che terrà in serata a Venaria. La giornata è stata organizzata da U.G.I. (Unione Genitori Italiani). Levante, accompagnata dal Direttore generale Adriano Leli e dalla Direttrice del Dipartimento Patologia e Cura del Bambino Franca Fagioli, ha dapprima raccontato la storia della sua carriera musicale rispondendo alle curiosità e poi si è intrattenuta in sala giochi suonando la chitarra e cantando alcune delle sue canzoni più famose. Un pomeriggio particolare che verrà ricordato dai bambini, dai ragazzi e dai genitori che desiderano soltanto vivere momenti di leggerezza ed essere coinvolti, malgrado il periodo di sofferenza e grande incertezza che stanno vivendo.
“Ci sono luoghi che raccontano la vita, la speranza e i sogni, più di molti altri.
Indimenticabili gli occhi di chi ama e di chi è amato, mentre la convinzione d’essere lì per alleggerire chi ha bisogno di cure lascia il posto alla contezza di star ricevendo la cura piu grande: le storie degli altri” ha commentato Levante al termine del pomeriggio.

L’11 maggio 1947, allo Stadio Comunale di Torino…

IL PALLONE RICORDA

Ci sono partite che vanno oltre il risultato e diventano memoria collettiva. L’11 maggio 1947, allo Stadio Comunale di Torino, l’Italia affrontò l’Ungheria in un’amichevole destinata a entrare nella storia del calcio azzurro. Davanti a 65 mila spettatori, la Nazionale vinse 3-2, ma il dato che ancora oggi rende unico quel pomeriggio è un altro: dieci giocatori su undici appartenevano al Grande Torino.
Una fotografia irripetibile di un’epoca dominata dalla squadra granata, simbolo di talento, forza e identità nazionale. Quel Torino non era soltanto il club più forte d’Italia, ma il cuore pulsante della Nazionale, capace di dettare stile e gioco anche con la maglia azzurra.
Un ricordo che attraversa il tempo e continua a raccontare la grandezza del Grande Torino, patrimonio eterno del calcio italiano.

ENZO GRASSANO

La polizia sospende licenza a bar di Torino: possibile base di spaccio

Questore di Torino ha sospeso per 10 giorni, ai sensi dell’art. 100 TULPS, la licenza di un esercizio pubblico sito nel quartiere San Donato, in via Lessona.
Il provvedimento è stato emesso a seguito dei plurimi controlli effettuati dalla Polizia di Stato nella zona, nel corso dei quali sono stati identificati molti avventori gravati da precedenti penali e di polizia.
Nel corso dei ripetuti controlli i poliziotti hanno rinvenuto, indosso ad alcuni degli avventori del bar, teatro di liti violente che hanno reso necessario l’intervento delle Volanti, diverse dosi di hashish e cocaina pronte allo smercio.
Alla luce dei fatti accertati, il Questore di Torino ha ritenuto che il bar, oggetto di costante monitoraggio da parte delle Forze dell’Ordine in ragione dell’assidua frequentazione da parte di soggetti gravati da precedenti penali e di polizia, in larga parte riconducibile allo spaccio di sostanze stupefacenti, rappresenti un pericolo costante ed imminente per l’ordinata convivenza dei consociati essendo divenuto verosimilmente punto di aggregazione e base logistica per soggetti dediti ad attività illecite, generando un pericolo attuale e concreto per la collettività.
Per tali ragioni per il locale è scattata la sospensione della licenza, con contestuale e immediata chiusura dell’attività per 10 giorni.

Ecco il calendario scolastico in Piemonte: giorni di scuola, feste, ponti

Inizio il 14 settembre e 200 giorni in aula

È  stato definito il calendario scolastico 2026-2027,  con l’anno che inizierà il 14 settembre 2026 per terminare giovedì 10 giugno 2027, per le scuole per l’infanzia mercoledì 30 giugno.
Il calendario approvato dalla Giunta regionale, su proposta dell’assessore all’Istruzione e Merito Daniela Cameroni, comprende 206 giorni di lezione negli istituti in cui si frequenta dal lunedì al sabato, 173 in quelli in cui si resta in classe fino al venerdì.

Potranno ridursi di un giorno per la ricorrenza del Santo Patrono. In considerazione del servizio svolto, le scuole dell’infanzia potranno anticipare l’inizio delle lezioni.
Sono stati definiti anche i periodi di sospensione delle attività didattiche:
Da lunedì 7 e martedì 8 ponte dell’Immacolata,

Da mercoledì 23 dicembre a mercoledì 6 gennaio 2027 per le vacanze di Natale, con ripresa delle lezioni giovedì 7 gennaio
Da sabato 6 febbraio a mercoledì 10 febbraio per le vacanze di Carnevale
Da giovedì 25 marzo a martedì 30 marzo per le vacanze di Pasqua
Sabato 1⁰ maggio festa del Lavoro
Mercoledì 2 giugno Festa della Repubblica.

“Il calendario scolastico rappresenta molto di più di una semplice scansione di date – ha dichiarato Daniela Cameroni, assessore all’Istruzione e Merito della Regione Piemonte – è  l’organizzazione del tempo in cui crescono i talenti, le competenze, il futuro. Come Regione Piemonte abbiamo voluto definire un impianto equilibrato, capace di garantire continuità didattica, attenzione alle esigenze delle famiglie e qualità del percorso educativo.
La scelta di far partire l’anno scolastico a inizio settimana non è  casuale, ma pensata per garantire una ripartenza ordinata, evitando di spezzare i primi giorni di lezione e andando incontro alle esigenze organizzative delle famiglie. Allo stesso modo abbiamo voluto valorizzare il periodo delle vacanze di Carnevale, consapevoli di quanto quei giorni rappresentino un momento importante per le famiglie, per il tempo libero e per il comparto turistico, a partire dalla montagna, che per il Piemonte rimane una risorsa strategica”.
“ Si tratta di un calendario costruito con attenzione, equilibrio e buon senso, mettendo al centro studenti, famiglie e personale scolastico. La scuola resta il primo grande investimento sulla nostra comunità e sui giovani. È  lì che si costruiscono opportunità e consapevolezze. Continueremo a lavorare  per valorizzare gli studenti, mettendo al centro un’istruzione sempre più solida e moderna” conclude Daniela Cameroni.

Mara Martellotta

A Torino l’Osservatorio dell’impatto del digitale sullo sviluppo cognitivo

È stato ufficialmente istituito l’ODAC – Osservatorio Regionale Piemonte dell’impatto del digitale su apprendimento e sviluppo cognitivo, una nuova piattaforma di cooperazione interistituzionale, dedicata allo studio dell’impatto delle tecnologie digitali sulle capacità cognitive e sul capitale umano.

Alla luce delle ripercussioni sempre più critiche che la sfera digitale sta provocando, in particolar modo, sulla vita e sulla psicologia delle nuove generazioni – basti guardare alle recenti condanne negli States di Meta e Google per aver causato dipendenza dai social – questa mattina è stata presentata al Centro Congressi dell’Unione Industriali Torino l’iniziativa creata appositamente a livello regionale – e probabilmente una delle prime in Italia – per studiare e prevenire il fenomeno.

L’Osservatorio è stato creato grazie all’Assessorato Politiche Sociali della Regione PiemonteDistretto Rotary 2031SAA – Scuola di Amministrazione Aziendale dell’Università di TorinoDipartimento di Management dell’Università di TorinoUnione Industriali TorinoConfindustria PiemonteFondazione HPL e CPD – Consulta per le Persone in Difficoltà e si propone come uno strumento permanente di analisi, studio e supporto alle politiche pubbliche.

Opererà su più fronti, coniugando ricerca, analisi dei dati e interventi concreti sul territorio, mettendo al centro dell’attività la raccolta e l’elaborazione di dati a livello regionale e la costruzione di indicatori dedicati al capitale cognitivo, affiancate da studi interdisciplinari e dal confronto con le migliori esperienze internazionali.

Accanto alla ricerca, saranno sviluppate linee guida per scuole, imprese e pubbliche amministrazioni, insieme a progetti pilota e sperimentazioni territoriali mentre grande attenzione sarà riservata anche alla dimensione educativa, con programmi rivolti a genitori, docenti, caregiver e campagne di comunicazione per promuovere un uso più consapevole degli strumenti digitali.

Inoltre, sul piano degli interventi concreti, sono previsti programmi strutturati di educazione digitale nelle scuole, iniziative formative dedicate a famiglie e insegnanti oltre alla diffusione di modelli educativi innovativi basati su evidenze scientifiche.

Un focus specifico sarà dedicato al “brain rot digitale”, il termine con cui si indica l’insieme degli effetti cognitivi e comportamentali, derivanti da un’esposizione prolungata a contenuti digitali ad alta stimolazione e basso valore informativo, con possibili conseguenze quali la riduzione della capacità attentiva, l’impoverimento del pensiero critico e l’alterazione dei processi decisionali.

Al fine di favorire il raggiungimento dei suoi obiettivi, l’Osservatorio si è dotato di un Comitato Scientifico composto da esperti designati dagli enti partecipanti quali: Regione Piemonte, SAA – Scuola di Amministrazione Aziendale, Dipartimento di Management dell’Università di Torino, Fondazione HPL ETS e Associazione CPD ODV.

Alla conferenza di presentazione dell’Osservatorio sono intervenuti: Maurizio Marrone – Vicepresidente Regione Piemonte e Assessore Politiche SocialiMarco Gay – Presidente Unione Industriali TorinoMaurizio Montagnese – Presidente Fondazione HPL e CPDRiccardo Petrignani – Amministratore Delegato SAAFelice Invernizzi – Governatore Distretto Rotary 2031Orazio Pirro – Responsabile Scientifico Fondazione HPL e Paola De Vincentiis – Direttrice Dipartimento di Management Università di Torino.

 

Con la nascita dell’Osservatorio, la Regione Piemonte si pone all’avanguardia a livello nazionale nel promuovere politiche basate su evidenze scientifiche per la tutela del capitale cognitivo, con un approccio integrato che unisce ricerca, ascolto, prevenzione e intervento mirato sul territorio.

Le tecnologie digitali – dichiara Maurizio Marrone, Vicepresidente della Regione Piemonte – sono uno strumento e come tale possono aiutare le nuove generazioni nello studio, nella ricerca e nelle relazioni interpersonali, così come ridurre invece la capacità di apprendimento, la concentrazione e quindi la produttività. Sta tutto nella consapevolezza e nella padronanza del fenomeno, che in Piemonte diventa per la prima volta oggetto di osservazione, approfondimento e sperimentazione grazie ad un’ampia rete di collaborazione tra l’istituzione regionale, terzo settore e privato profit”.

I misteri sindonici/2

SECONDA PARTE

I negazionisti insistono sulla produzione pittorica, partendo dai primi esami al carbonio 14 che datano il telo fra Medio Evo e Rinascimento. Per rispettare al meglio l’integrità del documento, i primi esami si fecero su parti periferiche del telo, rispetto alla figura centrale. Ciò creò l’errore fondamentale che facilitò la tesi del ‘manufatto medievale’.

Oltre ai citati pollini, il grasso umano rinvenuto soprattutto sui bordi del lino cosa ci suggerisce? E’ noto che continue furono nel tempo le esposizioni pubbliche, tante mani aprirono e chiusero il telo, oltre alle riparazioni fatte dalle suore Clarisse a seguito del famoso incendio a Chambéry del 1532. Fondamentale è inoltre considerare quanto la totale assenza di igiene di quei lontani periodi (ma più recenti, rispetto al 33 d.C.) abbia inevitabilmente ‘ringiovanito’ il telo e creato confusione alla scienza di fine XX secolo.

Quindi si può ipotizzare un dipinto? Questa è tesi ancora molto accreditata. Altri esami hanno però escluso la presenza di pigmenti (sono state trovate solo tracce del tutto insufficienti a produrre un’immagine visibile), inoltre l’immagine non presenta direzionalità, come avviene invece in qualsiasi disegno o pittura. Noto è che i pennelli dispongano il colore da un punto verso un altro; parimenti non risulta evidente un qualsiasi “stile artistico” prodotto in epoca medievale, o al più tardi rinascimentale.

Per quanto ciò possa urtare la nostra mentalità razionale … quel corpo si sarebbe ‘semplicemente’ sottratto alla fasciatura (stretta) del telo di contenimento, senza alcun movimento fisico della salma. E’ come se sia letteralmente passato attraverso i tessuti del lino.

Come fa la Sindone a provare questo? Questa è una delle poche certezze. Lo dice l’osservazione al microscopio dei coaguli di sangue. Sia per la precedente fustigazione che per la crocifissione, enormi fiotti ematici penetrarono nelle fibre del lino in vari punti, formando grossi coaguli che poi seccati, divennero grumi di un materiale duro che, pur se fragile, incollò la carne al tessuto, come sigilli di ceralacca. Nessuno di questi coaguli risulta spezzato e la loro forma è integra proprio come se la carne incollata al lino fosse rimasta esattamente al suo posto, fino al momento dell’irradiazione”.

A conferma di quanto sopra descritto, lo studio dei coaguli al microscopio rivela che quel corpo si è sottratto al lenzuolo senza alcuno strisciamento o altri movimenti. In laboratorio, grazie alla Strinatura (bruciatura superficiale), per mezzo di un bassorilievo riscaldato, alcuni studiosi sono riusciti a produrre immagini visivamente molto simili. Le loro caratteristiche fisiche e microscopiche sono però risultate differenti da quelle della Sindone. Le novità che proponiamo vengono però da un interessante documentario programmato in tv sul canale Focus. Nel 2010, laboratori di Fisica dell’Enea di Frascati hanno prodotto esami con sorprendenti conclusioni che si appoggiano alle tesi scritte sui Sacri Testi.

Un laser della Facoltà ha sì riprodotto in laboratorio un’immagine accostabile alla Sindone, ma su un telo con superficie di pochi centimetri. Con le attuali tecnologie, per riprodurre l’immagine corrispondente a un uomo di altezza approssimativa 180 centimetri sui due lati, ci vorrebbero 10.000 esposizioni simultanee con altrettante apparecchiature di ultima generazione.

Le nostre attuali tecnologie non sono in grado di raggiungere simili risultati. L’esposizione al calore è un altro dato sorprendente. Il corpo fu sottoposto a un calore intenso ma non troppo (una temperatura troppo energica avrebbe bruciato il telo). La velocità di irradiazione sui tessuti è inoltre stata velocissima, con un tempo ben più rapido del misterioso lampo globulare o l’Effetto Corona più volte chiamati in causa. Anche senza essere dei tecnici, è logico considerare che se si irraggia un qualsiasi materiale, la parte direttamente esposta alla fonte resta chiaramente più ‘offesa’ dal calore rispetto a quelle più nascoste. I lini sindonici – che per facilitarne la comprensione li possiamo paragonare a cordini – con questa particolare irradiazione cambiano struttura nella loro totalità. Non esiste traccia di gradualità termica sul materiale. Il tessuto non direttamente esposto resta candido, senza alcuna deformazione. Questo fatto è impossibile da verificarsi nello stato di natura.

Poi c’è la storia a parlare, in quanto gli scritti evangelici corrispondono totalmente al destino riservato all’Uomo della Sindone. Il lino racconta fedelmente cosa successe al condannato, peculiare per destino alla ‘ritualità’ riservata dai Romani ai condannati a morte. I trattamenti subiti dall’Uomo della Sindone indicano che probabilmente solo una creatura sovrumana avrebbe potuto resistere per tanto tempo alla condanna di Ponzio Pilato (personaggio storicamente individuato). Pur se inflitta a un uomo giovane e robusto, già la pesantissima fustigazione con il flagrum avrebbe potuto essere letale.

Questo flagello era una particolare frusta con lacci ai quali erano attaccati artigli metallici o altro, che provocavano tremende lacerazioni, quando non fratture. Dopo la fustigazione, debolezza fisica, perdite di sangue, trasporto fino al Colgota di un legno di circa 70 chili, dolore dei chiodi a mani e piedi, avrebbero provocato il decesso a chiunque, eppure la sua vita continuò fino al pietoso colpo di lancia inflitto dal centurione Longino.

Ci rendiamo conto quanto macabri siano questi particolari, ma restano fondamentali per avvicinarci a dati che la scienza sta faticosamente cercando di far combaciare. Quanto sopra descritto è stato meticolosamente riscontrato da attenti esami, fra i quali quelli di Baima Bollone, professore di medicina legale recentemente scomparso nella nostra città, che ha diretto a lungo il Centro Internazionale di Sindologia.

Pluriennale ricerca e incarichi internazionali gli hanno reso la reputazione di uno dei massimi esperti mondiali del settore. Ben noto è il suo testo, che unisce le sue competenze medico-legali con la ricerca storica, dal titolo “Sindone. Storia e scienza”. Per concludere, questi recenti esperimenti dimostrano che ‘certa’ Scienza non è più interessata a confutare a ogni costo la fede (sospetti invalidanti sono a carico di centri scientifici composti da scienziati protestanti e atei). Da anni si cerca infatti di avvicinare i testi evangelici – pur sotto rigida riprova scientifica – all’enorme mistero che da duemila anni coinvolge l’Uomo della Sindone.

Chi sarebbe costui, cosa rappresenta questa statuaria ombra umana impressa su un telo funebre?

Fu un disgraziato essere umano dall’infausto destino (per altro comunissimo ai tempi), morto per croce in una marginale provincia del vasto impero romano, oppure è la sacra testimonianza di un Dio, il Dio che da sempre ci chiede di credere in lui?

Le tracce ci sono e fanno riflettere, ma senza ancora la prova definitiva. Forse però è proprio al Mistero che dobbiamo credere, senza desiderare di essere come San Tommaso che “ha creduto perché ha visto”. Ci viene semplicemente chiesto di Credere, Credere anche senza mettere il nostro dito nella piaga.

Semplice o difficile? Dipende …

Ferruccio Capra Quarelli

“I due papi” di Anthony McCarten con Giorgio Colangeli e Mariano Rigillo

Debutto al teatro Gobetti martedì 12 maggio

Martedì 12 maggio , alle 19.30, debutterà al teatro Gobetti la pièce teatrale dal titolo “ I due papi” di Anthony McCarten, da cui è  tratto l’omonimo film del 2019 con Jonathan Pryce e Anthony Hopkins.

L’allestimento italiano,  nella traduzione di Edoardo Erba,  è  diretto da Giancarlo Nicoletti. Saranno in scena Giorgio Colangeli e Mariano Rigillo, con la partecipazione di Anna Teresa Rossini  e con Ira Nohemi Fronten e Alessandro Giova. Le scene sono di Alessandro Chiti, i costumi di Vincenzo Napolitano e Alessandro Menè. Lo spettacolo resterà in scena per la stagione in abbonamento dello Stabile di Torino fino domenica 17 maggio.
Il drammaturgo e sceneggiatore neozelandese Anthony McCarten, noto al grande pubblico per i copioni di alcuni celebri film campioni di incassi quali “Bohemian Rhapsody” , “L’ora più  buia” e “La teoria del tutto”, firma un testo teatrale che racconta uno dei momenti più sorprendenti della storia recente, le dimissioni di Benedetto XVI e l’ascesa di Papa Francesco. Cosa ha spinto il Papa conservatore a rompere con la tradizione e a lasciare il posto a un riformatore, amante del calcio? In questo incontro- scontro, fatto di tensione, ironia e inattesa complicità, è presente una riflessione sul senso del potere, della fede e dell’umana fragilità.  Lo spettatore assiste ad un dialogo serrato che, tra battute brillanti e momenti di profonda commozione, scava nelle paure e nelle speranze di due uomini chiamati a guidare milioni di coscienze.

“Quando ho visto per la prima volta la pellicola di Netflix – spiega il regista Giancarlo Nicoletti – sono rimasto stupito dall’efficacia e dalla cifra teatrale della scrittura  di Anthony  Mc Carten. Scoprire, di lì a poco, che il film era tratto da un testo teatrale dello stesso autore, sovrapponibile quasi del tutto alla sceneggiatura cinematografica, è  stata una piacevole riconferma della prima impressione.
La successiva lettura del testo della commedia mi ha nuovamente stupito perché la forza dell’incontro/ scontro tra i due protagonisti , sullo sfondo di una vicenda storica che rimarrà un unicum dei tempi contemporanei, all’interno della dimensione teatrale acquista, a mio avviso, un’urgenza e una forza, una capacità di penetrazione ancora più  grande che al cinema. Il cuore di questo incontro e del dialogo tra Ratzinger e Bergoglio, che sia veramente avvenuto o meno non importa, riguarda tutti noi, in quanto uomini, trascendendo dalla dimensione religiosa o spirituale, e oltre il pruriginoso  interesse che sempre suscitano le questioni vaticane.

“I due Papi” parla anzitutto di due uomini e allo stesso tempo parla di tutti gli uomini. Parla del potere, di come a volte sia difficile se non impossibile per un solo uomo il fardello delle responsabilità, ci pone l’interrogativo di quanto veramente sia giusto o meno perseverare e se non valga la pena, a volte, scendere dalla propria croce.
Parla del rapporto tra l’uomo e Dio, dell’etica, della aporie e degli interrogativi  di ogni giorno della contemporaneità che corre, lasciandoci il dubbio se sia giusto sposare i tempi o ammettere l’esistenza  di un che di immutabile ed eterno.
Parla dell’essere umano, di quanto possiamo essere grandi e piccoli al tempo stesso, di come il dubbio e la difficoltà di vivere siano eguali a ogni latitudine e in qualsiasi posizione sociale. Credo che, in questa universalità,  risieda il successo e l’apprezzamento trasversale, indipendentemente dal proprio credo, della pellicola di Netflix e la possibilità di portare l’operazione al suo luogo di nascita, il teatro.
Si tratta di uno spettacolo che vuole poggiarsi su un testo eccezionale e di grande forza, che sa scandagliare l’animo umano restando sapientemente nel campo della commedia attraverso un’operazione al servizio di due grandi interpreti italiani, provenienti da percorsi diversi, ma adatti a una sfida del genere. È un tentativo di regia contemporanea di gusto internazionale,  con un occhio sempre rivolto al pubblico, grazie alla traduzione del testo di Edoardo Erba e all’impianto scenico realizzato da Alessandro Chiti.
“I due Papi” rappresentano uno spettacolo vivo , capace di parlare a tutti e di trasportare lo spettatore in una dimensione varia, in quanto a viaggio, dialettica e sensazioni, fra i massimi sistemi del cielo e la concretezza quotidiana della terra”.

Teatro Gobetti 12-17 maggio

Di Anthony Mc Carten

Traduzione di Edoardo Erba

Con Giorgio Colangeli e Mariano Rigillo

Regia di Giancarlo Nicoletti

Info Gobetti, via Rossini 8

Orario degli spettacoli martedì,  giovedì e sabato ore 19.30, mercoledì e venerdì ore 20.45, domrn8ca ore 16.

Biglietteria teatro Carignano, piazza Carignano 6

Tel 0115169555

Email biglietteria@teatrostabiletorino.it

Mara Martellotta