ilTorinese

L’è tutto sbagliato, l’è tutto da rifare

Il compianto Gino Bartali era solito commentare con questa frase gli insuccessi nelle sue tappe ciclistiche o, quanto meno, i successi ridotti rispetto alle aspettative.

È noto che i toscani sono spesso polemici e, dunque, autocritici.

Negli ultimi anni, al contrario, assistiamo al fenomeno inverso: l’intelligenza in caduta verticale porta non soltanto a non saper compiere il minimo gesto “normale” ma anche, e soprattutto, a criticare qualsiasi atto compiuto da altri, spesso per invidia.

Non saper esprimere un concetto, non comprendere il significato di un testo o di un discorso, non riuscire ad esprimere una propria opinione su un argomento anche banale dovrebbe mettere in disparte il soggetto e relegarlo al silenzio, con buona pace di chi lo circonda, anche in senso virtuale.

Purtroppo, queste persone sono spesso avvelenate verso chiunque perché, nel bene o nel male, questi ha fatto più di loro: scrivere, auto-criticarsi, esprimere il proprio pensiero, avanzare un ipotesi, criticare in senso costruttivo chiedendo delucidazioni.

Proprio come nello sport, dove se sei fuori allenamento rischi di perdere una competizione, nei rapporti sociali se non alleni il cervello a pensare e giudicare, rischi di perdere una buona occasione per fare bella figura tacendo (o non scrivendo), togliendo così ogni dubbio in merito alle tue ridotte attitudini mentali.

I prossimi referendum sulla giustizia ne sono un esempio: tra i pochi commenti di chi realmente comprende la materia e, democraticamente, esprime il proprio parere con cognizione di causa, troviamo molti più commenti scritti per sentito dire, perché “me l’ha giurato il meccanico del cognato della custode di mia sorella”, “perché sono tutti fascisti”, ecc. “Perché ve lo dico io”, poi, batte tutti i commenti ed è il migliore argomento a favore dell’abrogazione del suffragio universale.

La scuola è sicuramente tra i maggiori responsabili di questo status quo: mancanza di analisi del pensiero, di abitudine alla critica, di comprensione del testo portano a questo stato di cose; qualcuno obietta che la colpa sia dei genitori che hanno prodotto figli simili. Considerando che la scuola ha iniziato il suo peggioramento dalla fine degli anni’70, cioè quando i genitori degli attuali trentenni frequentavano a scuola, ritorniamo all’assioma precedente.

La soluzione? Non esiste o, quantomeno, non è somministrabile per decreto, salvo effettuare un passo indietro e iniziare una revisione che potrebbe durare decenni.

L’unico vero rimedio potrebbe essere acquisire la consapevolezza dei propri limiti e dedicare qualche minuto ogni tanto all’approfondimento di temi di discussione, argomenti del momento o materie su cui siamo chiamati ad esprimerci; ma come possiamo acquisire la consapevolezza se non ci rendiamo conto di essere ignoranti?

Non sarà che qualcuno, dagli anni ‘70, ha inteso mantenere o, addirittura, aumentare il tasso di ignoranza perché gli ignoranti passano, ipso facto, da cittadini a sudditi?

Sergio Motta

Rischia di soffocare per merendina, salvato da insegnante

Un ragazzino di 11 anni ha rischiato di soffocare mentre stava mangiando una merendina, ma è stato prontamente soccorso dalla sua insegnante.

L’episodio è avvenuto in una scuola media di Piscina, nel Torinese.

La docente è intervenuta immediatamente praticando le manovre di disostruzione, tra cui la manovra di Heimlich, riuscendo così a liberare le vie respiratorie del ragazzo e a fargli riprendere a respirare.

Antiseri, Popper e il cattolicesimo liberale

Il ricordo di Dario Antiseri promosso dal Centro Pannunzio

Venerdì 6 marzo – ore 17.30

Fondazione De Fonseca – Via Pietro Micca 15, Torino

Ingresso libero

Venerdì 6 marzo alle ore 17.30, presso la Fondazione De Fonseca (Via Pietro Micca 15, Torino), il Centro Pannunzio promuove un incontro di studio e riflessione dal titolo: “Antiseri, Popper, il cattolicesimo liberale”. Interverranno: Danilo Breschi, docente universitario, politologo e saggista italiano e Pier Franco Quaglieni, Presidente del Centro Pannunzio. Introdurrà Mario Barbaro.

Dario Antiseri, una delle coscienze più limpide del pensiero liberale italiano, ha rappresentato una posizione rara nel panorama culturale italiano: quella di un cattolico liberale e, insieme, di un liberale cattolico. Una postura intellettuale che non cercava mediazioni opportunistiche, ma assumeva la tensione tra fede e ragione come spazio di responsabilità critica” – dichiara Pier Franco Quaglieni.

Allievo dell’Università di Perugia, dove si laureò nel 1963, perfezionò i suoi studi a Vienna, Münster e Oxford, dedicandosi alla logica matematica e alla filosofia del linguaggio. Ha insegnato in alcune delle più importanti università italiane, tra cui “La Sapienza” e “Luiss” di Roma, oltre agli atenei di Siena e Padova, formando generazioni di studiosi. Con Marcello Pera contribuì in modo decisivo alla diffusione in Italia del pensiero di Karl Popper, quando ancora il filosofo viennese era quasi sconosciuto nel nostro Paese. In un contesto spesso dominato da conformismi ideologici, Antiseri difese la centralità del metodo critico, della fallibilità, della società aperta.

Il Centro Pannunzio ricorda Antiseri non soltanto come studioso di primo piano, ma come interlocutore fedele e amico della propria storia culturale. Egli intervenne più volte alle iniziative del Centro, tra cui un incontro dedicato a Voltaire insieme a Nicola Matteucci.

Ricordare Antiseri significa riaffermare l’esigenza di una cultura capace di tenere insieme libertà e responsabilità, metodo e coscienza, critica e fede.

Centro Pannunzio – Via Maria Vittoria 35H – 10123 Torino

Tel. 011 8123023, Email: info@centropannunzio.it – Sito web: www.centropannunzio.it

Ufficio Stampa Due Punti – email: ufficiostampa@duepunti-srl.it, tel. +39 335 650 5656

IL CENTRO PANNUNZIO

Il Centro Pannunzio è un’associazione culturale laica, indipendente e apartitica fondata a Torino nel 1968 da Arrigo Olivetti, Mario Soldati, Pier Franco Quaglieni e altri giovani studiosi, in omaggio alla figura e all’eredità intellettuale di Mario Pannunzio.

Da oltre cinquant’anni rappresenta un presidio di vita culturale, libero da appartenenze politiche o religiose, aperto a tutti coloro che desiderano confrontarsi con idee, pensieri e esperienze diverse.

Il Centro promuove un ricco calendario di attività — incontri tematici, presentazioni di libri, conferenze, dibattiti, tavole rotonde e corsi — con l’obiettivo di favorire una riflessione critica sul presente attraverso la conoscenza del passato, senza filtri ideologici.
Accanto all’impegno culturale, organizza itinerari d’arte, visite guidate, viaggi culturali e occasioni di incontro con protagonisti della cultura, dell’arte e della società.

Insignito nel 1979 della Medaglia d’Oro ai Benemeriti della Cultura, della Scuola e dell’Arte dal Presidente della Repubblica, il Centro Pannunzio è noto per la sua vocazione pluralista, per la cura dell’archivio storico e per la pubblicazione periodica di testi e atti culturali che arricchiscono il dibattito civile italiano.

Chantar l’Uvèrn

La XVII edizione di “Chantar l’Uvèrn- Dalla Candelora al 1⁰ maggio, frammenti di lingua e cultura occitana, francoprovenzale e francese” torna a Sauze d’d’Oulx.
E lo fa sabato 28 febbraio alle ore 18, presso la Sala Conferenze dell’Ufficio del Turismo, in viale Genevris 7, con il concerto a ballo del gruppo “Parenaperde” che, in patois, significa “Niente da perdere”. Il gruppo propone musica tradizionale dell’alta Valle Dora . La loro formazione è  composta da Simone Del Savio voce, violino, mandolino e bassetto; Massimo Falco, voce , clarinetto, musette e piffero; Giorgio Fasano organetto e bouzuki, Riccardo Micalizzi voce e organetto.
“L’entusiasmo di poter proporre musica popolare dalla tradizione alpina dal vivo, condiviso con un  gruppo di amici ballerini – spiegano I “Parenaperde”- ha fatto sì  che questo progetto si realizzasse riportando nelle nostre valli suoni d’altri tempi. Il repertorio musicale proposto seleziona musiche  e danze dell’Alta Valle di Susa e di tutta l’area occitana in genere, con particolare attenzione alle vallate francesi transalpine così ricche di cultura musicale tradizionale da ascolto e da ballo”.
I “Parenaperde” hanno collaborato con l’associazione  ArTeMuDa ed in particolare con Renato Sibille nei progetti “Vira’ virandole” e “Per far una buona musica, sempre suonare” realizzando due pubblicazioni corredate da CD audio contenenti una raccolta inedita di musiche e canti  della tradizione in Alta Valle di Susa.
Ricordiamo ancora che Chantar l’Uvèrn rappresenta una rassegna culturale nata in occasione delle Olimpiadi 2006 con l’iniziativa “Occitan lenga Olimpica”. Edizione dopo edizione ha abbracciato tante comunità che, unite, offrono nel periodo invernale un ricco programma di evento per vivere il rterritorio e la sua identità.  L’offerta culturale si è  sempre distinta per la ricchezza e la varietà delle proposte che pongono in primo piano il valore della cultura, dele lingue di moniranza e della biodiversità.
L’iniziativa è da sempre stata coordinata dal Parco Naturale del Gran Bosco di Salbertrand e l’Ecomuseo Colombiano Romean (oggi area protetta Alpi Cozie), dall’Associazione Chambra d’Oc e dal Centro di Documentazione Memoria Orale di Giaglione con il supporto fondamentale della Città Metropolitana di Torino.
La rassegna 2026 ha anche l’appoggio di Regione Piemonte, Unione Montana Valle Susa, Unione Montana Alta Valle Susa e Unione Montana Comuni Olimpici della Via Lattea.
Mara Martellotta

Gtt, in calo il mancato pagamento dei biglietti sui mezzi pubblici

GTT Gruppo Torinese Trasporti annuncia in una nota che “prosegue il proprio impegno per garantire standard di servizio sempre più rispondenti alle esigenze dei cittadini, intervenendo su sicurezza, assistenza e contrasto all’evasione tariffaria”.

I numeri dell’attività di controllo nel 2025

  • 2.990.868 controlli totali

  • 272.367 nel mese di gennaio

 

Nei primi giorni del 2026, l’incremento del personale ha già prodotto risultati concreti:

  • 377.187 controlli effettuati (gennaio)

  • + 38% rispetto a gennaio 2025

  • – 24% di evasione tariffaria

 

Parallelamente, si consolidano le iniziative di controllo avviate nel corso del 2025 in collaborazione con le forze dell’ordine e agenzie di sicurezza privata. Il progetto Linea Sicura ha visto coinvolte 13 linee GTT, mentre per il  Safe Tram sono stati effettuati oltre 6.300 controlli.

I dati confermano dunque l’effetto deterrente di una presenza capillare sulla rete e l’efficacia delle politiche di prevenzione messe in campo. Nel corso del 2026 è previsto un nuovo potenziamento dell’organico dedicato al controllo e all’assistenza, che a regime potrà contare su 300 addetti alla clientela, e l’introduzione di ulteriori body cam, dopo le sperimentazioni avviate lo scorso anno, rafforzando in modo strutturale il presidio del servizio sul territorio, con l’obiettivo di migliorare tutela e assistenza agli utenti.

In un sistema complesso come quello del trasporto pubblico locale, la qualità reale e percepita del servizio è strettamente legata alla possibilità per gli utenti di ricevere assistenza tempestiva, in particolari nelle fasce serali e notturne. L’obiettivo: rafforzare la sicurezza complessiva del servizio e migliorare la gestione delle situazioni complesse a bordo.

“Questi dati sono molto incoraggianti e dimostrano che siamo sulla strada giusta – ha dichiarato Salvatore Gaudiello, Responsabile Infrastrutture – La sicurezza dei passeggeri è una priorità che riguarda ogni anno oltre 250 milioni di utenti tra Torino e provincia. Le misure sperimentali introdotte nei mesi scorsi stanno producendo i risultati attesi. Il percorso è ancora in evoluzione, ma nei prossimi mesi puntiamo a rafforzare ed ampliare ulteriormente questi livelli di servizio, con l’obiettivo di garantire maggiore tutela, assistenza e qualità complessiva dell’esperienza di viaggio”.

Torino e Città Metropolitana: più efficienza con la gestione amministrativa integrata

La Giunta Comunale, su indicazione della vicesindaca Michela Favaro, ha approvato una delibera che dà il via libera a un accordo di collaborazione tra la Città di Torino e la Città Metropolitana di Torino. L’intesa, siglata ai sensi dell’art. 15 della Legge 241/90, sancisce una sinergia strutturale volta a migliorare l’efficienza amministrativa e a ottimizzare l’impiego delle risorse pubbliche.

L’accordo, della durata di due anni e rinnovabile, nasce dalla volontà di superare la frammentazione tra gli enti, puntando su una gestione condivisa di funzioni strategiche. Dopo il successo delle prime sperimentazioni relative ai Nuclei di Valutazione e agli elenchi degli operatori economici, l’amministrazione comunale compie oggi un passo decisivo verso una “governance integrata” del territorio.

L’iniziativa vedrà i due enti operare insieme su fronti cruciali come la digitalizzazione e la gestione degli appalti. Attraverso l’utilizzo di piattaforme telematiche comuni, verranno snellite le procedure di gara e la selezione dei fornitori, garantendo al contempo una regolamentazione più omogenea degli incentivi e delle prassi antiriciclaggio. Un pilastro fondamentale del progetto riguarda la valorizzazione del capitale umano: il personale sarà coinvolto in percorsi di formazione e aggiornamento condivisi, facilitando lo scambio di competenze e l’adozione di metodologie di lavoro uniformi.

Sul fronte della crescita territoriale, la collaborazione permetterà inoltre una gestione coordinata dei fondi del PNRR, assicurando un monitoraggio puntuale e una rendicontazione efficace degli impatti sociali ed economici su tutta l’area metropolitana. L’intero impianto dell’accordo è stato studiato per essere a costo zero per le casse pubbliche: l’onere per il trattamento economico del personale assegnato ai progetti sarà infatti ripartito equamente tra i due enti, alternando annualmente il carico finanziario tra Comune e Città Metropolitana, senza alcun incremento della spesa prevista a bilancio.

Questa delibera si inserisce nel più ampio quadro di modernizzazione della Pubblica Amministrazione torinese, orientata a fare della collaborazione tra enti locali la leva principale per affrontare le sfide economiche e sociali del prossimo biennio.

“Questo accordo tra Città di Torino e Città Metropolitana risponde a esigenze di integrazione amministrativa tra enti e si prefigge di aumentarne l’efficienza tramite la collaborazione – spiega la vicesindaca di Torino Michela Favaro -. Puntare sulla formazione dei dipendenti, sulla specializzazione delle mansioni, evitando duplicati, è la via giusta per far crescere amministrazioni capaci di migliorare i servizi, razionalizzando i costi”.

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Movida, sospensione dell’attività per quattro minimarket e un bar

 

Prosegue l’attenzione della Città nel contrasto al fenomeno della “malamovida”. La Polizia Locale di Torino ha intensificato i controlli focalizzandosi sul rispetto delle ordinanze che limitano la vendita di bevande in vetro e alcolici da asporto oltre l’orario consentito e la somministrazione ai minorenni. Un’operazione che ha portato all’accertamento di sanzioni per un importo complessivo che supera i 30mila euro.

La Polizia Locale ha notificato, nei giorni scorsi, a quattro minimarket, situati in corso Brescia, lungo Dora Firenze, via Napione e via Rossini, il provvedimento della Prefettura di sospensione dell’attività, tra i 15 e i 30 giorni, per reiterate violazioni dell’articolo 6 comma 2 bis del decreto legge n.177/2007. I proprietari hanno venduto bevande alcoliche e superalcoliche da asporto oltre l’orario consentito, ignorando le restrizioni orarie.

Il Regolamento di Polizia Urbana prevede che, su tutto il territorio cittadino, siano vietati la vendita e il consumo di bevande in contenitori di vetro o metallo dalle 24 alle 6 del mattino, mentre nelle 20 aree individuate, dove si registravano maggiori criticità legate agli assembramenti e al consumo di alcol in strada, l’amministrazione ha deciso di anticipare il divieto alle 21.

I controlli, però, non si sono limitati solo alla vendita di alcol oltre l’orario previsto, ma anche alla somministrazione di alcol ai minorenni. È stato, infatti, notificato anche un provvedimento a un esercizio pubblico di via Giulia di Barolo perché, gli agenti della Polizia Locale, per più di una volta, hanno accertato la violazione dell’art.14 ter della Legge n.125/2001 che prevede la richiesta di esibire il documento di identità prima di somministrare cocktail alcolici a minorenni. Per questo bar la chiusura imposta è di 20 giorni, dal 27 febbraio al 18 marzo.

“Operazioni – spiegano gli assessori alla Sicurezza e Polizia Locale Marco Porcedda – e al Commercio Paolo Chiavarino – che abbiamo incrementato nelle ore serali del fine settimana, anche recependo le segnalazioni dei cittadini e dei commercianti di alcune zone. Grazie alla collaborazione con le altre forze dell’ordine, ciascuno nell’ambito delle proprie competenze, intendiamo rafforzare la sicurezza dei quartieri interessati dal fenomeno, con l’obiettivo di conciliare il diritto al divertimento dei più giovani con il rispetto delle norme e del decoro dello spazio urbano. L’obiettivo è di perseguire chi non rispetta le norme a discapito anche di quei commercianti che, invece, operano nel rispetto delle regole. Vogliamo tutelare la qualità della vita dei ragazzi e proteggere chi è più vulnerabile, ma allo stesso tempo colpire chi infrange i regolamenti”

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Pallavolo, a Torino la Final Four della CEV Champions League maschile

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Torino si conferma sempre più casa dei grandi eventi sportivi. Dopo le finali della Frecciarossa Coppa Italia di volley femminile e la Frecciarossa Final Eight di basket, la nostra città rafforza il proprio ruolo di palcoscenico internazionale con un nuovo appuntamento di prestigio: le Final Four della CEV Champions League maschile.

L’evento si terrà il 16 e 17 maggio 2026 all’ Inalpi Arena, un impianto che negli anni è diventato sinonimo di sport d’élite. L’accordo tra la Confédération Européenne de Volleyball, la Federazione Italiana Pallavolo e le istituzioni locali punta a capitalizzare il successo delle Super Finals ospitate nella stessa sede nel 2023.

Dalle Olimpiadi Invernali di Torino 2006 in avanti, Torino ha costruito una solida reputazione nell’organizzazione di eventi di caratura mondiale, tra cui le ATP Finals, la fase finale del Campionato Mondiale maschile FIVB 2018 e le Super Finals della CEV Champions League 2023. Un percorso che testimonia la capacità della città di accogliere atleti e tifosi in un contesto moderno ed efficiente.

A maggio 2026 saranno le quattro migliori squadre maschili d’Europa a contendersi il trofeo continentale. Tra i protagonisti attesi anche i campioni in carica della Sir Sicoma Monini Perugia, pronti a difendere il titolo.

Il presidente della CEV, Roko Sikirić, ha dichiarato: «Credo che tutti noi conserviamo ricordi molto piacevoli delle Super Finals di grande successo tenutesi a Torino nel 2023. Vogliamo capitalizzare quell’esperienza per offrire un’altra Final Four memorabile e un’esperienza indimenticabile a squadre, tifosi e stakeholder. Sono grato alla Federazione Italiana Pallavolo e alle autorità locali per il loro sostegno in questa importante impresa, che ci aiuterà a mostrare il meglio della pallavolo. I tifosi si preparino a un epico scontro finale che coronerà una stagione già ricca di colpi di scena».

Soddisfazione anche da parte del sindaco di Torino, Stefano Lo Russo: “Siamo davvero orgogliosi che, a distanza di soli tre anni, Torino torni a ospitare le Final Four della CEV Champions League di pallavolo. È un appuntamento di grande rilievo che conferma la centralità della nostra città nel panorama sportivo nazionale e internazionale, grazie a capacità organizzative di primo livello e a impianti di eccellenza come l’Inalpi Arena. Dopo le finali di Coppa Italia femminile e in attesa degli Europei maschili di settembre, la grande pallavolo tornerà protagonista con due giornate di straordinario spettacolo. Un evento che arricchisce un 2026 già denso di appuntamenti e rappresenta un’ulteriore occasione di crescita e visibilità internazionale per tutta la città”.

Il presidente della FIPAV, Giuseppe Manfredi, ha sottolineato: “La decisione di organizzare a Torino la Finale della Champions League maschile 2026 è stata presa di comune accordo con la CEV, in un clima di piena collaborazione. L’Inalpi Arena ha già regalato grandi soddisfazioni al volley nazionale e internazionale, come la finale del Mondiale 2018 e le Super Finals 2023. Torino è una garanzia in termini di competenza, passione e capacità organizzativa. Siamo certi che saprà rispondere ancora una volta con entusiasmo, creando un’atmosfera degna della massima competizione europea per club. La scelta è stata dettata anche dalla volontà di non sovrapporre l’evento con la fase finale dei Campionati Europei maschili ospitati da Milano, valorizzando al meglio entrambi gli appuntamenti”.

Sulla stessa linea il presidente del Comitato Regionale Piemonte della FIPAV, Paolo Marangon: “Per noi è un onore ospitare per la seconda volta l’atto conclusivo della Champions League. È la conferma che Torino e il nostro movimento sono un punto di riferimento per la pallavolo mondiale. Impianti all’avanguardia, un movimento vivo, il supporto delle istituzioni e capacità organizzative consolidate: in Piemonte non manca nulla per la buona riuscita di eventi internazionali e per lo sviluppo della pallavolo”.

Ulteriori dettagli, compresa l’apertura della vendita dei biglietti, saranno comunicati prossimamente. Intanto le date sono già da segnare in agenda: Torino si prepara a vivere un’altra grande festa dello sport, rafforzando la propria vocazione internazionale e il legame sempre più stretto con la grande pallavolo europea.

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Premi a Nichelino per “Carnevale in Vetrina”

La cerimonia ieri durante il Consiglio Comunale

 

La prima edizione del concorso che ha coinvolto il commercio di vicinato nichelinese durante il carnevale è stata un successo.

Siamo contentissimi della risposta che c’è stata da parte dei commercianti – commentano il Sindaco Giampiero Tolardo e l’Assessora al Commercio Giorgia Ruggiero -. Il concorso Carnevale in Vetrina è stata una scommessa che si è giocata in pochissimi giorni ed è stata vincente. Questa prima edizione è stata partecipata e ha saputo cogliere un’esigenza, quella di mettersi in gioco e farsi conoscere sempre più dai cittadini-consumatori”.

I partecipanti hanno avuto tempo fino al 31 gennaio per allestire le vetrine e fino al 3 febbraio per inviare foto delle composizioni.

Una foto per ogni vetrina è stata pubblicata sulla pagina facebook della Città di Nichelino dal 5 all’11 febbraio (ore 12.00) così da essere votata dalla giuria popolare.

Il 24 febbraio si è riunita la commissione che ha valutato le vetrine e, tenuto conto anche delle votazioni (ovvero dei singoli like) online ha stilato la classifica:

1.     Le Vie del Cuore (Articoli regalo – via Torino, 202)

2.     Frutta e Verdura da Renata (via Juvarra, 30)

3.     Controvento (Abbigliamento – via XXV Aprile, 16/B)

4.     Azzurro (Abbigliamento – via S. Francesco d’Assisi, 90)

5.     Estetica Fiore (via Torino, 190)

6.     Caffè Bistrot (via Torino, 35)

7.      ex equo La Casa del pane (via Cimarosa, 17) ed Elite Parrucchieri (via Torino, 212)

8.      Farmacia S. Edoardo (via Buonarroti, 1)

9.     Tabaccheria Chanel (via XXV Aprile, 16)

La premiazione in Consiglio è stata l’occasione ufficiale per festeggiare tutti i partecipanti e il commercio nichelinese.

“Un enorme grazie a chi ha partecipato, ma anche a chi non è riuscito ad organizzarsi ma avrebbe voluto – concludono il Sindaco e l’Assessora al Commercio -. Il prossimo anno speriamo di avere ancora più concorrenti per fare sempre più bella la nostra Nichelino e dare sempre più risalto al commercio di vicinato“.

Palcoscenico Danza: da Taiwan Divine Monsters con la Hung Dance

Al teatro Astra, dal 28 febbraio al 1⁰ marzo

Per Palcoscenico Danza e la rassegna dal titolo “Divine Monsters” al teatro Astra dal 28 febbraio al 1⁰ marzo prossimo si esibirà, direttamente da Taiwan, la Hung Dance per le coreografie di Lai Hung Chung e Giovanni Insaudo.

Danced Crack rappresenta l’omaggio del coreografo Lai Hung Chung alla mitologia della sua terra natale, con le “crepe” come simbolo per esplorare la resilienza della vita e la bellezza della lotta.Il coreografo, originario di una famiglia Hakka a Pingtung, Taiwan, è cresciuto ascoltando la madre raccontare le storie del mito Hakka di Nuwa che ripara il cielo, una narrazione legata al ‘Giorno della Riparazione del cielo’. In questa giornata le persone depongono gli strumenti per permettere al cielo e alla terra di riprendersi, esprimendo gratitudine per la restaurazione di Nuwa. Attraverso i movimenti dei danzatori, le crepe assumono una forma simbolica, riflettendo le sfaccettature presenti nelle relazioni tra la natura e l’umanità,  gli individui e la collettività. Il freddo design dell’illuminazione grigia crea un’atmosfera desolata e apocalittica, con i danzatori che si muovono come placche tettoniche, convergendo e divergendo per rappresentare l’evoluzione naturale e la tensione sociale.

“Mitici” di Giovanni Insaudo esplora, invece, il rapporto tra umani e dei, la cui intersezione si manifesta come uno strano e cupo corpo alieno.

La Hung Dance rappresenta una compagnia di danza contemporanea fondata nel 2017 dal coreografo Hung-Chung Lai che ne è anche direttore artistico. Il nome della compagnia “ Hung” simbologgia il volo verso il cielo, ispirato agli elementi creativi orientali e al suo vocabolario distintivo di danza contemporanea. La compagnia emergente ha ottenuto un crescente riconoscimento a Taiwan e sulla scena internazionale,  ricevendo inviti a partecipare a concorsi di fotografia e festival di danza internazionali, visitando ben 43 città  e 19 Paesi e realizzando 212 spettacoli.

Mara Martellotta

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