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A Moncalieri nuovo ristorante Mc Donald’s

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Sabato 28 febbraio prossimo aprirà a Moncalieri il nuovo ristorante Mc Donald’s, sito in corso Trieste 95.
34esimo MC Donald’s in provincia, ha portato a sessanta nuove assunzioni, un team di lavoro che proviene dal Comune di Moncalieri e dall’area limitrofa di Torino Sud.
Sabato 28 febbraio, alle ore 17, si terrà la cerimonia di taglio del nastro alla presenza del sindaco Paolo Montagna.

“Sono entusiasta di annunciare l’apertura di un  nuovo ristorante Mc Donald’s proprio qui a Moncalieri – commenta Giacomo Coluccio, licenziatario Mc Donald’s – Il mio obiettivo, insieme a tutto il mio team, è quello di offrire momenti unici di convivialità e il nostro pieno supporto al territorio locale, generando non solo occupazione, ma anche valore sociale. Sono sicuro che, con i nostri servizi e la nostra offerta di ristorazione in questa parte della città,  potremo diventare un punto di riferimento per tutta la comunità locale”.

Il nuovo Mc Donald’s conta, infatti, un totale di 206 posti a sedere ed è dotato di kiosk digitali  che permettono di ordinare in totale autonomia, personalizzando alcune ricette e modificando alcuni ingredienti, secondo un’innovazione che consente ai clienti di attendere il proprio ordine comodamente seduti al tavolo del ristorante.
Il locale mette a disposizione dei suoi clienti anche il Mc Café, un luogo di ritrovo ideale per condividere con gli amici o in famiglia la colazione mattutina, per fare una pausa caffè veloce o per ritagliarsi un momento di gusto nel corso della giornata. Qui i clienti possono non solo gustare un caffè  di qualità,  ma anche scegliere  fra le varie specialità di bevande fresche, spremute, gustosi prodotti da forno , tutti provenienti da aziende italiane,

Il ristorante ha anche una corsia Mc Drive grazie alla quale è possibile ordinare, pagare e ricevere il proprio ordine direttamente dalla propria auto.
Mc Donald’s ha anche pensato ai più piccoli, con uno spazio interamente dedicato ai bambini, con una serie di servizi che regalano alle famiglie  momenti di spensieratezza e divertimento.  All’esterno del locale vi è  un’area giochi a loro dedicata. Sempre alle famiglie è dedicato il servizio che permette ai più  piccoli di festeggiare il proprio compleanno, organizzando una festa a tema all’interno del ristorante.
Il nuovo Mc Donald’s sarà aperto tutti i giorni dalle 7 alle 24, la corsia Mc Drive da lunedì a giovedi dalle 7 alle 3, venerdì sabato domenica h 24. Nel locale sarà attivo anche il servizio Mc Delivery.

Mara Martellotta

La Stampa: “I nostri valori non sono in vendita”

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Oggi, 25 febbraio, i colleghi giornalisti de La Stampa hanno scioperato manifestando sotto il Comune, in Piazza Palazzo di Città, alla presenza del sindaco Lo Russo.


A fronte dell’incertezza che lo storico quotidiano torinese sta affrontando, noi del Torinese esprimiamo solidarietà ai colleghi giornalisti e fotoreporter. Pubblichiamo pertanto il loro comunicato, auspicando una risoluzione positiva e quanto più rapida.

Il Comunicato della redazione de La Stampa

“La redazione de La Stampa oggi sciopera e chiede all’azienda di rispondere, una volta e per tutte, alle indiscrezioni che hanno alimentato e continuano ad alimentare confusione e incertezza sul futuro del nostro giornale.
Da mesi lavoratrici e lavoratori vivono una condizione di profonda preoccupazione e chiedono informazioni chiare e ufficiali sul processo di vendita. Un timore che non riguarda soltanto il nostro futuro occupazionale, ma investe la qualità e la pluralità dell’informazione nel Paese.
Abbiamo vissuto una prima fase di svendita al buio, durante la quale si è lasciato intendere che mancassero offerte. Ma le proposte ricevute confermano invece il valore di questo giornale, nonostante sia ormai chiara a tutti la volontà di Exor e del nostro editore, John Elkann, di disfarsene.
Ancora oggi, durante una trattativa esclusiva, viviamo in un continuo flusso di indiscrezioni contraddittorie e spesso svilenti: crediamo sia doveroso che la proprietà confermi o smentisca con chiarezza le informazioni in nostro possesso, ovvero che alcuni importanti imprenditori abbiano manifestato interesse per l’acquisizione de La Stampa.
La redazione oggi si ferma per chiedere risposte e garanzie sul suo futuro. Inoltre, riteniamo che chi vende non possa e non debba sottrarsi dall’assicurare garanzie sui livelli occupazionali e salariali, sulla conferma dei contratti in essere, su un perimetro ben definito della cessione del ramo d’azienda e su tempi certi. Chiediamo di avere una data precisa di conclusione della due diligence in corso con il gruppo Sae e, ancor prima, la composizione della cordata acquirente.
Chiediamo anche alla politica, del territorio e nazionale, che fine abbiano fatto le promesse di sostegno e attenzione alle vicende della nostra testata. A oggi, per esempio, restiamo in attesa della data delle audizioni dei vertici del gruppo Gedi in Commissione Cultura della Camera.
Giorni fa il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, in visita alla nostra redazione a Torino, ha ricordato che «i giornali sono un pilastro della democrazia». La Stampa non è una merce qualunque: è un bene pubblico, presidio di pluralismo e libera informazione, costruito ogni giorno da oltre 150 anni, e come tale va tutelato.”

Lori Barozzino

Triplo concerto di Beethoven diretto dal maestro iraniano Hossein Pishkar

 

Sul podio dell’Orchestra Sinfonica della RAI giovedì 26 febbraio

Dopo il successo del suo debutto lo scorso gennaio, ritorna sul podio dell’Orchestra Sinfonica della RAI a Torino il direttore iraniano Hossein Pishkar, che sostituisce il maestro Ottavio Dantone, indisposto. Dirigerà l’orchestra nel concerto in programma giovedì 26 gennaio alle ore 20.30 all’Auditorium RAI Arturo Toscanini di Torino, trasmesso in diretta su Radio 3 e alle 22.50 in TV su RAI 5. Replica del concerto, sempre a Torino, venerdì 27 febbraio alle ore 20.

In apertura di concerto verrà proposta la Sinfonia n. 94 in sol maggiore  Hob:I:94 di Joseph Haydn detta “La sorpresa”, parte delle dodici Sinfonie londinesi scritte dal compositore tra il 1791 e il 1795 durante i suoi viaggi in Inghilterra. Dopo trent’anni di servizio a corte, Haydn intraprese la carriera di artista libero, accettando l’invito a Londra. Accolto con entusiasmo da un pubblico che già ne venerava le opere, trovò a Londra un’orchestra di sessanta musicisti tre volte più grande di quella abituale e la trasformò nell’elemento ideale per presentare le ultime sue straordinarie fatiche sinfoniche. Il titolo con cui conosciamo la Sinfonia n. 94, “La Sorpresa”, è  successivo e risale all’Ottocento, fu una scelta arbitraria  da parte degli editori che, per scopi speculativi, amavano battezzare le opere con nomi bizzarri e accattivanti basati su un elemento caratteristico. In questo caso il riferimento è ai bruschi contrasti dinamici del secondo movimento, dove la melodia viene interrotta da un improvviso e fragoroso colpo di timpano, tanto che un altro titolo con il quale era  nota è proprio “Il colpo di timpano”.

Nella seconda parte della serata saranno protagoniste due prime parti dell’OSN RAI,  Alessandro Milani, violino di spalla, e Luca Magariello, primo violoncello che, affiancate  dal pianista Arsenii Moon, proporranno il Triplo concerto in do maggiore per pianoforte, violino e violoncello op. 56 di Ludwig van Beethoven,  concerto nato nel biennio 1803-1804, in un periodo di incredibile fervore creativo che vide la nascita di capolavori come l’Eroica e alcune delle più note sonate per pianoforte.

Un ruolo centrale nell’opera lo gioca il violoncello; molti critici ritengono che il concerto sia stato scritto su misura per questo strumento, considerando che alla ‘prima’ del 1808 il violoncellista Anton Kraft era l’unico vero professionista di alto livello. Pagina di occasione,  il Triplo concerto si distingue dalle vette intellettuali del Beethoven coevo, essendo una pagina più incline all’effetto e al virtuosismo brillante, pensata per affascinare i salotti dell’aristocrazia viennese.

Auditorium RAI Arrturo Toscanini
Biglietti per concerto da 9 a 30 euro in vendita online sul sito dell’OSN RAI e presso la Biglietteria dell’Auditorium RAI di Torino
Informazioni 0118104653
Biglietteria.osn@rai.it

Mara Martellotta

Amen Corner Golf Indoor: Gioca nei campi più celebri al mondo con il simulatore TrackMan

Informazione promozionale

Il golf entra in una nuova dimensione. Amen Corner Golf Indoor porta in città un’esperienza immersiva e altamente tecnologica grazie al simulatore TrackMan, riferimento mondiale per l’analisi delle performance nel golf professionistico.

Non si tratta semplicemente di “giocare al coperto”, ma di vivere il golf con strumenti di precisione utilizzati nei tour internazionali, con la possibilità di sfidarsi virtualmente sui campi più iconici del mondo, dodici mesi l’anno.

 

Cos’è TrackMan e perché rappresenta un salto di qualità

TrackMan è un sistema di tracciamento basato su tecnologia radar Doppler ad alta frequenza, in grado di monitorare con estrema precisione:

  • Velocità della testa del bastone

  • Angolo di attacco

  • Direzione e traiettoria della palla

  • Spin rate (rotazioni)

  • Distanza reale e carry

  • Smash factor e qualità dell’impatto

Ogni colpo viene analizzato in tempo reale con dati oggettivi e scientifici, offrendo al giocatore un livello di consapevolezza tecnica prima riservato ai professionisti.

Nel contesto indoor, questa precisione elimina le variabili esterne (vento, meteo, condizioni del terreno), consentendo un allenamento mirato, misurabile e replicabile.

Vantaggi concreti del golf indoor con TrackMan

1. Allenamento 12 mesi l’anno
Pioggia, freddo o caldo estremo non sono più un limite. L’esperienza è sempre disponibile, in un ambiente confortevole e controllato.

2. Miglioramento tecnico accelerato
I dati oggettivi permettono di intervenire in modo chirurgico su postura, swing e dinamica del colpo. Il miglioramento diventa misurabile sessione dopo sessione.

3. Realismo professionale
La simulazione grafica riproduce fedelmente topografia, green e bunker dei campi più celebri al mondo, offrendo un’esperienza immersiva e altamente realistica.

4. Accessibilità per ogni livello
Dal principiante al giocatore esperto, il sistema adatta difficoltà e parametri. Il golf diventa inclusivo e fruibile anche da chi non ha mai calcato un fairway.

5. Dimensione social e corporate
Amen Corner Golf Indoor non è solo allenamento: è anche intrattenimento, team building, eventi aziendali e momenti di networking in un contesto elegante e innovativo.

 

Innovazione e intrattenimento: una nuova cultura del golf a Torino

L’arrivo di TrackMan in città rappresenta un passo avanti nella diffusione di una cultura sportiva evoluta, che unisce:

  • tecnologia di precisione

  • esperienza immersiva

  • formazione tecnica

  • intrattenimento di qualità

Amen Corner Golf Indoor intercetta così una nuova domanda: quella di un pubblico che cerca performance, comfort e innovazione in un’unica soluzione.

Il golf, sport storicamente legato alla dimensione open air, trova oggi un alleato tecnologico capace di ampliare opportunità e pubblico, senza perdere l’autenticità del gesto tecnico.

 

 

Una sfida globale… da Torino

Giocare virtualmente sui percorsi più celebri del pianeta, confrontare le proprie performance con parametri professionali e migliorare in modo scientifico: tutto questo oggi è possibile in città.

Amen Corner Golf Indoor non è solo uno spazio sportivo, ma un laboratorio di innovazione applicata al golf.

Perché la vera eccellenza, oggi, è saper coniugare tradizione e tecnologia.

Amen Golf Indoor ti aspetta in Via San Tommaso 16/C a Torino. Golf, tutto l’anno. Anche quando il campo non c’è.

 

Le capogruppo di opposizione solidali con La Stampa

“Abbiamo voluto esprimere insieme, come capogruppo di opposizione in Consiglio regionale, la nostra totale vicinanza e solidarietà alle giornaliste e ai giornalisti de La Stampa, oggi in sciopero per difendere la dignità del proprio lavoro e il futuro del quotidiano. Siamo al loro fianco, così come al fianco di tutti gli operatori dell’informazione del Gruppo Gedi e riteniamo cruciale che l’editore faccia al più presto chiarezza sulle condizioni di questa operazione, sul futuro de La Stampa e delle redazioni locali. Su questo, è importante che le istituzioni, compresa la Regione, facciano la loro parte e richiamino Exor alle sue responsabilità. Sostenere la redazione significa infatti tutelare l’informazione del nostro territorio e il diritto di tutti i cittadini a essere informati. La salvaguardia di un’informazione libera e di qualità non riguarda soltanto i lavoratori coinvolti, ma rappresenta un pilastro essenziale per la nostra democrazia. Per queste ragioni, abbiamo chiesto in Capigruppo che si affronti nella prossima seduta del Consiglio, prevista per martedì 3, la questione a partire da un documento unitario.”

Gianna Pentenero, Partito Democratico
Alice Ravinale, Alleanza Verdi Sinistra
Sarah Disabato, Movimento 5 Stelle
Vittoria Nallo, Stati Uniti d’Europa

Specchio dei Tempi festeggia i suoi primi cinquanta anni di storia

C’è un sottile fil rouge che dal 1976 ad oggi unisce migliaia di storie: è il filo della solidarietà concreta, quella che ogni giorno la Fondazione La Stampa – Specchio dei Tempi tesse insieme alla sua comunità.

“Quest’anno celebriamo 50 anni di impegno, vicinanza e cura verso chi vive momenti di difficoltà. Lo facciamo con uno sguardo pieno di gratitudine verso chi ha camminato con noi, volontari, donatori, lettori, beneficiari, progettisti, amiche e amici della Fondazione che non si sono mai tirati indietro.
Cinquanta anni di azioni concrete, in Italia e nel mondo, accanto agli anziani, alle mamme sole, ai bambini, ai giovani, a chi è senza fissa dimora, a chi affronta un’emergenza o ha bisogno di cure”.
Così una nota di Specchio dei Tempi in occasione del 50° compleanno.

Mara Martellotta

“MonumenTO, Torino Capitale”. Palazzo Madama “specchio” della scultura monumentale

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Suggestivo “Pantheon” di un secolo di grande Storia italiana

Dal 26 febbraio al 7 settembre

Facciamo un’eccezione. Per meglio capirci, partiamo dal sottotitolo dell’imponente “rassegna” ospitata per oltre sette mesi nella “Sala del Senato” di “Palazzo Madama” a Torino: da quel “La forma della memoria”, sottotitolo appunto, che ben sintetizza gli obiettivi della Mostra “MonumenTO, Torino Capitale”, aperta nel “Museo Civico d’Arte Antica” di piazza Castello, da giovedì 26 febbraio a lunedì 7 settembre prossimo.

Una mostra che vuole, in certo senso, rammentarci e farci con più convinzione partecipi, dell’enorme importanza e ricchezza di quella “pubblica statuaria” che fa del nostro Paese e della nostra Città, in ampia misura, il “più grande museo a cielo aperto del mondo”. Il tutto grazie a “monumenti” e a “statue commemorative” che hanno attraversato i secoli, dall’Umanesimo (e molto prima ancora) al Rinascimento, per “trovare una straordinaria intensità espressiva nei decenni successivi all’Unità d’Italia”. A sottolinearlo, a ragion veduta, sono gli stessi curatori – in collaborazione con la civica Amministrazione – della mostra, Giovanni Carlo Federico Villa e Cristina Maritano (rispettivamente direttore e conservatore di “Palazzo Madama”), il cui lavoro è partito sollecitato, in modo particolare, dalla “capillare campagna fotografica” condotta dal torinese Giorgio Boschetti che, attraverso i suoi visionari scatti notturni (quasi spettri formali scolpiti nei loro tratti di maggiore ed emotiva intensità) riescono alla perfezione non solo a “documentare”, ma a “riattivare” spazi mnemonici da tempo “in disuso”, trasformando la città in un vero e proprio “Teatro della Memoria”. Immagini suggestive, firmate da un vero “poeta” dello scatto, cui fa riscontro l’imponente “mappa di Torino” realizzata a “china su carta” dall’architetto Alessandro Capra, dove (secondo un suo singolare modus operandi) la “veduta zenitale” del cuore antico della città, incentrata su piazza Castello e su Palazzo Madama, lascia gradatamente il posto a una “veduta a volo d’uccello”, che termina all’infinito meridiano sul Monviso. Nella fitta rete di vie e di piazze che compongono il tessuto urbano, si collocano i 79 monumenti pubblici di Torino, numerati in pianta e rappresentati ad uno ad uno in singole formelle lungo i bordi, così da consentire a chi guarda di cogliere l’insieme dei monumenti e la loro distribuzione sul territorio.

 

Il percorso espositivo, che prende avvio dal 1838 con il “Monumento equestre a Emanuele Filiberto”, il celebre “Caval ‘d brons” di piazza San Carlo, capolavoro di Carlo Marochetti e si estende fino agli anni Trenta del Novecento, riunisce in totale circa cento opere, fra modelli in gesso, bronzetti, disegni progettuali, periodici, fotografie e manifesti (provenienti in parte dalla “GAM”, ma anche da altre Istituzioni italiane, pubbliche e private) che illustrano il lavoro degli artisti coinvolti nell’impresa di “monumentalizzazione” della città: in primis, Carlo Marochetti, per l’appunto, e il bolognese (di nascita) Pelagio Palagi, prediletti dal re Carlo Alberto ed esponenti della “Scuola Romantica”, cui subentra dopo il 1850 il ticinese Vincenzo Vela, che con il suo magistero presso l’“Accademia Albertina” seppe imporre la propria “visione verista” al modo di concepire la scultura monumentale. Nutrita la schiera dei suoi seguaci, da Giovanni Albertoni a Odoardo Tabacchi (solo per citarne alcuni), via via fino all’avvento del “Liberty” e ai primi anni del Novecento, con i vari Pietro CanonicaArturo MartiniEugenio Baroni ed Edoardo Rubino, i cui bozzetti in gesso realizzati per il “Monumento al Carabiniere Reale” e appartenenti alle raccolte della “GAM” hanno potuto usufruire, grazie al contributo di “Intesa San Paolo” “CRC”, di un prezioso restauro realizzato dal “Centro di Restauro di Venaria Reale”.  Inoltre, grazie ai fondi messi in campo dalla “Fondazione Torino Musei” in occasione della mostra, sono stati finanziati i restauri dei “Dioscuri” (1846) di Abbondio Sangiorgio (su disegno di Palagi) dei “Musei Civici” di Bologna e di “tre bozzetti” in gesso dei monumenti a Lagrange, Gioberti e Mazzini di proprietà dei “Musei di Varallo Sesia”.

 L’esposizione evidenzia – dato decisamente confortante – come in nessun’altra città europea la “scultura monumentale” legata alla storia patria abbia avuto un “ruolo così centrale” come a Torino, prima capitale dello “Stato sabaudo” e poi, per un breve ma decisivo periodo, del “Regno d’Italia”. Anche per questo la mostra ha trovato la sua ideale sistemazione, e non a caso, a “Palazzo Madama”, già sede del primo “Senato d’Italia”, davanti al quale fu posizionato nel 1859 il primo monumento verista, l’“Alfiere dell’Esercito Sardo” di Vincenzo Vela, la prima “dichiarazione politica in marmo” del nostro Risorgimento. Valida ieri quanto oggi quanto domani. Poiché “è in questa esposizione alla durata e al conflitto – sottolinea Giovanni Carlo Federico Villa – che il monumento conserva, ancora oggi, la sua funzione civile”.

Gianni Milani

Per info: “Palazzo Madama – Museo Civico d’Arte Antica”, piazza Castello, Torino; tel. 011/4433501 o www.palazzomadamatorino.it

Nelle foto: Carlo Marochetti “Monumento Emanuele Filiberto” (Ph Giorgio Boschetti); Odoardo Tabacchi “Giuseppe Garibaldi”, gesso, 1887;  Abbondio Sangiorgio “Castore, gesso, 1840/42 (Bologna, “Musei Civici d’Arte Antica”)

Anche cinque torinesi a Sanremo per Miss Mamma italiana

Sanremo. Trenta Mamme Miss di “Miss Mamma Italiana”, il primo ed unico concorso di interesse nazionale dedicato alla figura della mamma, giunto alla sua 33° edizione, sono state protagoniste, nella giornata di ieri a Sanremo,  di una trasmissione televisiva, condotta dal Patron di Miss Mamma Italiana e da Rosa Deriu, con la regia di Eugenio Angeli, che sarà trasmessa venerdì 27 febbraio, alle ore 17.00 da Canale Italia, rete televisiva   nazionale.

Le Mamme Miss hanno realizzato interviste ad ospiti presenti nello studio di Miss Mamma Italiana, nella “Città dei fiori”, nonché agli addetti ai lavori ed alle persone che in questa settimana, affollano dal mattino a notte fonda, le vie e le piazze sanremesi, per vivere le grandi emozioni della 76° edizione del Festival.

Tra loro, anche le Finaliste torinesi di Miss Mamma Italiana Gold 2026: Giuseppina Ballo, 49 anni di Torino; Cristina Bisello, 52 anni, di Torino; Cristina Kurocova, 46 anni, di Marentino (TO); Rosanna Chiaberto, 47 anni, di Bricherasio (TO) ed Elena Chirico, 48 anni, di Settimo Torinese (TO).

Le mamme interessate a partecipare a “Miss Mamma Italiana” (le iscrizioni sono gratuite), possono contattare la Te.Ma Spettacoli al numero 0541 344300 oppure consultare il sito www.missmammaitaliana.it

Nella foto le cinque Mamme Miss torinesi.

Comitato Sicurezza riunito a Rivoli

Il Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica si è riunito a Rivoli nell’ambito della quarta tappa del percorso “itinerante”, con l’obiettivo di promuovere una sicurezza sempre più calibrata sulle specificità del territorio.

La seduta, presieduta dal Prefetto Donato Cafagna, si è svolta nella Sala Consiliare di Villa Cane d’Ussol, sede della Città, per favorire un confronto diretto e costruttivo con le amministrazioni locali, le realtà socio-economiche e le organizzazioni sindacali dell’area. All’incontro hanno partecipato il Questore, i Comandanti Provinciali dei Carabinieri e della Guardia di Finanza, i vertici delle Specialità della Polizia di Stato e dei Vigili del Fuoco, oltre ai Sindaci di 23 Comuni della cintura Ovest del capoluogo e delle rispettive Unioni Montane, tra cui Rivoli, Alpignano, Avigliana, Collegno, Giaveno, Grugliasco e Pianezza, insieme ai rappresentanti delle forze sociali ed economiche del territorio.

Al centro dei lavori, l’analisi dell’andamento della criminalità locale, con particolare attenzione al contrasto allo spaccio di sostanze stupefacenti e ai reati predatori. Si è discusso inoltre del rafforzamento della sicurezza urbana attraverso l’implementazione dei sistemi di videosorveglianza, del potenziamento della sicurezza stradale e ferroviaria e della valorizzazione del ruolo delle Polizie locali, anche a supporto delle Forze di polizia nel presidio del territorio. Ampio spazio è stato dedicato alle iniziative di prevenzione e sensibilizzazione rivolte ai giovani, per contrastare l’uso di droghe e alcol.

Pur in assenza di indicatori di particolare criticità sul piano della delittuosità, il Prefetto Cafagna ha sottolineato la volontà di promuovere un momento di condivisione per definire misure da costruire insieme alla comunità. L’incontro ha ribadito il ruolo centrale dei Sindaci come presìdi fondamentali sul territorio e la vicinanza delle istituzioni ai Comuni, soprattutto a quelli di dimensioni più ridotte, che si confrontano con frammentazione amministrativa e necessità di gestione associata per ottimizzare risorse e servizi.

Tra le proposte emerse, la valutazione di un progetto di consorzio tra le Polizie locali di diversi Comuni, per garantire servizi dedicati in caso di particolari esigenze. È stata inoltre evidenziata l’importanza di intensificare il lavoro integrato tra amministrazioni, servizi sociali e autorità sanitarie per affrontare il disagio giovanile, promuovendo comportamenti responsabili e rispetto delle regole.

In conclusione, è stato richiamato il valore di strumenti quali la videosorveglianza e i protocolli di controllo di vicinato, nell’ottica di una sicurezza sempre più partecipata e condivisa.

I torinesi e la moda intellettuale

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SCOPRITO   ALLA SCOPERTA DI TORINO

La moda italiana nacque a Torino nel 1911 quando per la prima volta una donna indossò un paio di pantaloni di un sarto francese, subito suscitò incredulità e stupore ma con il tempo le persone iniziarono a prenderla d’esempio creandone nuovi modelli. Poco per volta nacque a Torino l’industria dell’abbigliamento. Dagli anni Trenta agli anni Sessanta Torino fu il polo industriale principale italiano per la produzione del tessile. Solo dagli anni Novanta in poi Milano diventò capitale della moda italiana.
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I BRAND INDIPENDENTI CHE SALVAGUARDANO IL PIANETA

Secondo numerose ricerche i torinesi si ispirano molto alle mode del momento e numerosi sono i brand indipendenti che sono nati proprio in questa città. Tra di essi il brand “Nasco Unico” di Andrea Francardo, un laboratorio artigianale dove le clienti possono scegliere come realizzare il loro capo direttamente nel laboratorio evitando così sprechi di produzione.
Un altro marchio è “Amma” di Luisella Zeppa che produce borse eco-sostenibili, con materiali naturali e lavorate con cura e maestria da tantissime generazioni.
Per chi ama invece i gioielli vi è il marchio “Raduni Ovali” realizzati con pietre preziose, ognuno unico nel suo genere grazie alle attente rifiniture a mano.
Moltissime sono le scelte dei brand e dei negozi, spesso le piccole realtà sono poco conosciute rispetto ai grandi marchi ma possono essere un’ottima occasione per indossare capi unici e con una particolare attenzione verso l’ambiente.
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COSA INDOSSARE IN BASE ALLE OCCASIONI

I grandi marchi di moda influenzano ogni anno il mercato con tessuti e colori diversi, ma per ottenere esattamente il risultato che si vuole ottenere quando indossiamo un capo non dobbiamo solo basarci sulla moda ma anche su delle precise regole di psicologia!
Secondo la scienza infatti indossare degli abiti rossi accellera il battito cardiaco di chi li porta e anche del suo interlocutore, che potrà tradurre quella sensazione in “voglia di fuggire” o “eccitazione”, questo vale soprattutto se la persona che indossa l’indumento è donna. Quindi se ad un primo appuntamento vogliamo fare colpo vestirci di rosso potrebbe essere una buona idea.
Se invece abbiamo un’occasione più formale, ad esempio lavorativa, il colore ideale è spesso il blu perché abbassa il battito cardiaco, rilassa e fa si che l’interlocutore si fidi maggiormente di noi. I politici sono spesso vestiti di blu proprio per questo motivo, Donald Trump per esempio ha il completo blu, la cravatta rossa che indica grinta e lotta e la camicia bianca che suggerisce chiarezza.
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COSA INDOSSARE CON PARSIMONIA

Vi sono poi dei colori che potrebbero non aiutarci a raggiungere il risultato sperato come il nero che suscita l’idea dell’oscuro, velato, misterioso e al contempo lussuoso.
Il bianco stimola in noi l’idea della pulizia ecco perché è molto usato nei camici da lavoro, è però un colore che non suscita emozioni, non è quindi adatto quando vogliamo creare un legame con l’altra persona.

Si occupa di colori anche l’armocromia ma in un accezione puramente estetica e non scientifica, molto utile quando il nostro obiettivo è quello di valorizzarci esteticamente.

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NOEMI GARIANO