ilTorinese

Accordo Integrativo Regionale della Pediatria di Libera Scelta

Il presidente Cirio e l’assessore Riboldi: «Dopo quasi un anno di lavoro, un altro passo decisivo verso una salute universale e il rafforzamento dell’assistenza territoriale»

È stata sottoscritta in Grattacielo Piemonte l’intesa sull’Accordo Integrativo Regionale (AIR) della Pediatria di Libera Scelta, che recepisce i contenuti dell’Accordo Collettivo Nazionale del 25 luglio 2024 e rafforza in modo concreto il modello dell’assistenza territoriale pediatrica in Piemonte.

L’accordo riguarda oltre 370 mila bambini da 0 a 14 anni e circa 320 pediatri di libera scelta, rappresentando un passaggio fondamentale verso una sanità territoriale più organizzata, coordinata e vicina alle famiglie.

Il documento introduce un assetto organizzativo strutturato sulle Aggregazioni Funzionali Territoriali (AFT), con l’obiettivo di:

  • rafforzare il coordinamento tra i professionisti;

  • garantire una presa in carico più efficace e continuativa dei bisogni di salute dei minori;

  • adattare l’organizzazione dei servizi alle diverse realtà territoriali del Piemonte, dalle aree urbane a quelle più periferiche e disagiate.

Tra i principali ambiti disciplinati dall’Accordo ci sono la prevenzione e promozione della salute, con particolare attenzione alle vaccinazioni, il governo clinico e la qualità delle cure, lo sviluppo della medicina di iniziativa per intercettare precocemente i bisogni di salute, la valorizzazione di modelli organizzativi differenziati più o meno articolati in base al contesto territoriale e la definizione degli aspetti economici, comprese le quote variabili legate agli obiettivi di salute, le indennità operative e quelle previste per le zone disagiate.

«L’intesa sottoscritta – commentano il presidente Alberto Cirio e l’assessore alla Sanità Federico Riboldi – è un risultato importante, che dà continuità al lavoro avviato nei mesi scorsi e rafforza in modo concreto l’assistenza ai nostri bambini. Con questo accordo il Piemonte compie un passo decisivo verso una pediatria territoriale più moderna, organizzata e capace di rispondere ai bisogni delle famiglie. Il documento sottoscritto si inserisce in un percorso chiaro, iniziato ad agosto con la decisione della Regione di integrare il fondo della pediatria di libera scelta con ulteriori 5 milioni di euro: un impegno economico e politico che conferma la volontà di investire sui professionisti e sulla qualità dei servizi territoriali».

E concludono: «Il rafforzamento delle Aggregazioni Funzionali Territoriali rappresenta uno dei pilastri della nuova sanità territoriale: significa garantire continuità delle cure, maggiore coordinamento e una presa in carico più efficace anche dei più piccoli, ovunque vivano».

A Torino torna la settimana della  ceramica

Si inaugura il 4 dicembre prossimo, con avvio degli appuntamenti da venerdì 5 dicembre, la terza edizione della settimana della ceramica, organizzata da PotteryLab APS, associazione culturale nata nove anni fa a Torino, nel cuore di San Salvario.

Quest’anno la manifestazione propone un articolato programma di workshop condotti da ceramisti di rilievo internazionale,  dalle sessioni di tornio per principianti e avanzati con Giacomo Scapin, alle tecniche di marmorizzazione dell’argilla di Monica Poggi, fino ai laboratori artistici di decalcomania e collage su ceramica guidati da Madeleine Frochaux.

La settimana si conclude con la decorazione su maiolica insieme a Etzi Maria José, per un viaggio che unisce tradizione, sperimentazione  e creatività condivisa.

La settimana della Ceramica è stata resa possibile grazie alla campagna lanciata in primavera sulla piattaforma di crowfunding EPPELA, in collaborazione con la Fondazione CRT.

Tutte le attività si svolgeranno presso le sedi del Pottery Lab a Torino, in via San Pio V 15 e in via San Pio V 13  angolo via Principe Tommaso.

Pottery Lab APS nasce dall’incontro di cinque donne che nella ceramica hanno trovato una nuova strada professionale e un terreno di espressione condivisa. Il laboratorio, oggi articolato in due sedi, rappresenta uno spazio dinamico in cui si tengono corsi di tornio, modellazione manuale, kintsugi, decorazione della ceramica, oltre ad attività pensate per gruppi, feste di compleanno, addii al nubilato e team building.

La realtà contribuisce alla vita del quartiere con collaborazioni con locali di San  Salvario in occasione degli AperiPottery e con progetti mirati a valorizzare i benefici psicofisici della lavorazione dell’argilla, che sono riconosciuti, essendo un’attività manuale, capace di coinvolgere anche la sfera cognitiva.

PotteryLab collabora con associazioni e strutture  che lavorano con persone con disabilità  e ha attivato progetti didattici anche all’interno dell’ Istituto Ferrante Aporti.

Per iscrizioni potterylab16@gmail.comwww.potterylab16.com

Mara Martellotta

Rock Jazz e dintorni a Torino. I Negrita e i Modà

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GLI APPUNTAMENTI MUSICALI DELLA SETTIMANA 

Lunedì. Al teatro Colosseo suonano i Negrita. All’Inalpi Arena si esibisce Elodie.

Martedì. Al teatro Concordia è di scena Fabri Fibra. Al Vinile si esibisce Alex Vaudano. All’Inalpi Arena suonano i Modà.

Mercoledì. Al teatro Colosseo arriva Cristiano De Andrè. Al teatro Concordia si esibisce Il Tre. Al Vinile è di scena Tosello. All’Osteria Rabezzana suona il trio di Enzo Zirilli. Al Charlie Bird si esibisce Carlo Peluso. Al Blah Blah sono di scena i Demented Are Go.

Giovedì. Al Magazzino sul Po suonano Umarell,Nancy, Ggiovanni, Nora Lang. All’Hiroshima Mon Amour si esibisce Tripolare.

Venerdì. Al Magazzino sul Po è di scena Dadà. Al Folk Club suona Elijah Wald. Al teatro Colosseo si esibisce Marco Masini. Allo Spazio 211si esibiscono Absu W / Zemial + Ancient + Tivax. Al Blah Blah suonano : Assalti Frontali+ Ellie Cottino+ Il complesso+ Perry Watt+ (special guest) Fonzie. Allo Ziggy sono di scena Men Of Mayhem + Palm in Forest.

Sabato. Al Blah Blah suonano Hell in the Club + Brilliperi. Al Magazzino sul Po si esibisce Nicolò Carnesi. All’Inalpi Arena è di scena Anna Vera Baddie. Al teatro Concordia l’evento Sunshine Gospel Choir.

Domenica. Alle OGR và in scena “OGR Charity Night Amici di Piero”. Giunto alla 26 à edizione, il concerto dedicato alla memoria di Piero Maccarino e Caterina Farassino. Suoneranno : The Originals (Africa Unite & The Bluebeaters), Statuto , Persiana Jones, Fratelli di Soledad, Willie Peyote, Casino Royale, Meg, Samuel e molti altri.

Pier Luigi Fuggetta

Ai “Gardens” dell’olandese Knibbe il premio per il miglior film del 43° TFF… e l’anno prossimo sarà Marilyn!

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Va all’olandese Morgan Knibbe per il suo “The Gardens of Eartly Delights” il premio per il miglior film del 43° Torino Film Festival, con i suoi 20.000 euro, scelta della giuria guidata da Ippolita Di Majo con altri quattro membri a rappresentare Francia, Belgio, Ucraina e Italia. Inevitabilmente, ognuno rimarrà della propria idea portandosi nel cuore i titoli che più l’hanno interessato o entusiasmato o le scelte che già aveva osato fare uscendo dalla settimana di proiezioni del TFF (come a dire che rimangono per primi nella memoria la solitudine disperata e il rapporto non più ricostruibile di Eugen con il padre in “Mo papa” e le simbologie del nipponico “Black Ox”): ma ha convinto appieno tutti quanti la vicenda di Ginto e del suo migliore amico Jojo che vagano per le strade di Manila, riempiendo le giornate e le notti di metanfetamine, tra piccoli furti e la lotta che intraprendono per un sacco di immondizia, tra le luci del quartiere della prostituzione e lo squallore della baraccopoli in cui vivono mentre la sorella del primo, Asia, si prostituisce nella speranza di una vita migliore, mentre il turista che scivola a poco a poco nella infelice frenesia personale del turismo sessuale li osserva dall’alto della piscina posta sul terrazzo del suo albergo. Una realtà lontana da noi, certo, ma “ho iniziato a scrivere il film cercando di spingere il pubblico a riconoscere e accettare l’umanità di chi è stato disumanizzato per secoli”, confessava il regista Morgan Knibbe, una lunga storia di sfruttamento, di forza e di mancanza di ogni rispetto, una storia che si disperde attraverso le fabbriche e le miniere, le piantagioni e i bordelli. Prostituzione giovanile e perversioni adulte, avevamo scritto, strade contorte verso un vuoto e desolato giardino delle delizie, esistenze senza vie d’uscita, con un racconto estremamente crudo, che guarda al caso personale ma che farebbe in fretta a espandersi per l’intera città, che non nasconde nulla, anzi mette lo spettatore dinanzi a una quotidianità da raccapriccio. Knibbe si fa ammirare nel rendere in maniera esatta la discesa agli inferi, all’interno di un girone che non sappiamo neppure immaginare, alla infelicità di tutti, ai sensi di colpa, all’urlo fatto per sopravvivere, lo fa senza compiangere, senza accusare, paradossalmente senza giudicare, lucidamente. Lasciando però più di un immenso amaro in bocca.

Gli altri premi vanno a “Ida who sang so badly even the dead rose up and joined her in song” di Ester Ivakič, storia della ragazzina di un piccolo villaggio sloveno convinta di impedire la morte della nonna entrando nel coro della scuola (premio speciale della Giuria, 7000 euro) e ad “Ailleurs la nuit” della canadese Marianne Métivier, l’intrecciarsi delle giornate di quattro giovani donne nel corso di una torrida estate, premio per la miglior sceneggiatura, lontanissimo dalle preferenze di chi scrive. La giuria composta dai critici cinematografici Igor Angjelkov (Macedonia), Chiara Spagnoli Gabardi (Italia) e Paul Risker (Regno Unito) assegna il premio FIPRESCI (Premio della Federazione Internazionale della Stampa Cinematografica) a “La anatomìa de los caballos” del regista Daniel Vidal Toche, produzione Perù/Spagna, con la motivazione: “Il film riflette su una verità necessaria: la rivoluzione è fatta di azione e spargimento di sangue, ma è uno stato d’animo destinato al fallimento. Questa sensibile esplorazione della cultura indigena prende vita attraverso un realismo magico, attingendo allo spirito di Eadweard Muybridge. Come opera di poesia visiva, inattaccabile dal tempo, il film dimostra che ciò che l’uomo ha tenuto in cattività è più libero dell’essere umano”.

Intanto il Comitato di Gestione del Museo Nazionale del Cinema, presieduto da Enzo Ghigo, ha deliberato il rinnovo a Giulio Base (“per l’ottimo lavoro sin qui svolto”; non soltanto il suo, quello anche di Dame Tiziana Rocca in Base, statuaria e bionda, efficientissima tessitrice di trattative, di arrivi e partenze dei vari divi che in questi giorni Torino ha ricevuto, con la gibigianna delle Stelle della Mole o no, delle visite per la città a tallonarli e proteggerli come un granatiere, un lavoro che crediamo davvero di fino e che – volenti o nolenti, simpatizzanti o rimpiangenti – ha portato il TFF fuori della propria nicchia per spalancarlo forse al mondo) quale direttore artistico del Torino Film Festival per l’edizione 2026. Lui ha immediatamente messo sul tavolo la sua prima carta vincente. A Marilyn Monroe (sarà il centenario della nascita di Norma Jeane Mortenson Baker) verrà dedicata l’immagine e la retrospettiva del TFF numero 44: “Dopo due centenari che era doveroso celebrare, Brando e Newman – ha detto il direttore -, nel 2026 la retrospettiva sarà dedicata a una donna, nel centesimo anniversario della sua nascita. Non soltanto attrice, ma un mito, un’icona luminosa dell’immaginario collettivo. L’immagine scelta per il 44° Torino Film Festival proviene dal suo ultimo servizio fotografico, realizzato pochi giorni prima della scomparsa: uno scatto che custodisce bellezza e fragilità, con quel lieve senso di nostalgia del futuro, come se sapesse di essere destinata a vivere nell’eternità più che nel presente.” Un’immagine che venne scattata dal fotografo George Barris a Santa Monica il 13 luglio 1962, all’interno di un servizio conosciuto come “The Last Photos”. Nel 1997 il Museo Nazionale del Cinema di Torino ha comprato all’asta a Los Angeles tre stampe fotografiche con i ritratti realizzati sulla spiaggia che riportano la firma del fotografo e che sono oggi esposte alla Mole in un corner dedicato all’attrice e alla diva, insieme ad altre foto, oggetti personali e gioielli.

Elio Rabbione

Nelle immagini, Marilyn Monroe fotografata da George Barris e icona del prossimo TFF 2026, ancora sotto la direzione di Giulio Base; Il giovane protagonista del film vincitore, “The Garden of Earthly Delights” dell’olandese Morgan Knibbe e “La anatomia de los caballos”, premio Fipresci.

Serie A, 13ª giornata: la Juve supera il Cagliari 2-1 e ritrova continuità

 

Dopo il successo europeo contro il Bodo/Glimt, la Juventus dà seguito al buon momento battendo il Cagliari allo Stadium per 2-1 e salendo a quota 23 punti in classifica.
La squadra di Spalletti parte con decisione, ma sono gli ospiti a colpire per primi: al 26’ Esposito finalizza al meglio un’iniziativa di Palestra, sorprendendo la retroguardia bianconera. La reazione juventina, però, è immediata. Dopo appena un minuto Yildiz trova il pareggio con un sinistro preciso e allo scadere del primo tempo completa la rimonta siglando la sua personale doppietta.
Nella ripresa il Cagliari prova a rientrare in partita con le iniziative di Conceiçao e Idrissi, ma Perin e Caprile rispondono con interventi decisivi sui due fronti. La Juve controlla il ritmo, mantiene ordine tra le linee e sfiora il terzo gol con Koopmeiners e ancora Conceiçao.
I bianconeri chiudono così una gara importante per rilanciarsi, mostrando solidità e continuità dopo le difficoltà delle ultime settimane.

Enzo Grassano

Passepartout all’appartamento di Ponente della Palazzina di Caccia di Stupinigi

Nei fine settimana del 6-7 dicembre e del 27-28  dicembre , alla Palazzina di Caccia di Stupinigi, nel Torinese, sarà eccezionalmente possibile visitare l’appartamento di Ponente prima della conclusione dei lavori di restauro prevista per la prossima primavera.

Per quattro giornate ritorna dunque accessibile al pubblico il percorso Passepartout  nell’appartamento di Carlo Felice , speculare a quello di Levante, per una visita guidata straordinaria alla riscoperta degli spazi segreti normalmente chiusi al pubblico. Attualmente in corso di restauro, l’appartamento di Ponente  comprende gli ambienti un tempo appartenuti al re Carlo Felice e alla duchessa Cristina di Borbone.

Gli spazi furono ampliati nel Settecento,  sotto la direzione di Benedetto Alfieri, per accogliere le stanze di Vittorio Emenuele, duca d’Aosta e figlio di re Vittorio Amedeo III.
L’appartamento si apre con una spazio impreziosito da due statue in marmo dei fratelli Collino, raffiguranti Meleagro e Atalanta. Seguono due anticamere decorate nella seconda metà del Settecento.  Nella prima parte sono esposte grandi marine di Francesco Antoniani e nella seconda si trovano scene di vita agreste realizzate da Angela Palanca, grandi tele che venivano utilizzate come cartoni preparatori per gli arazzi. Le sovraporte , datate 1755, raffigurano vedute marine e sono attribuibili alla maniera dell’Antoniani.

Le visite guidate passpartout sono indicate nei seguenti giorni: sabato 6, domenica7, sabato 27 e domenica 28 dicembre  alle ore 10.30, 12, 14.30.
Possono partecipare solo adulti e ragazzi al di sopra dei 12 anni e i gruppi non possono essere superiori alle 15 persone. È necessario indossare un abbigliamento comodo e calzature chiuse. Lo spazio non è accessibile a persone con disabilità.

Mara Martellotta

Prevenzione antinfluenzale Piemonte, la copertura dei vaccini potenziati 

Sensibilizzare le istituzioni sanitarie sull’importanza di implementare le coperture vaccinali nella popolazione over 65, in particolare fragile e sull’appropriato utilizzo dei vaccini potenziati, con una maggiore attenzione oltre alla salute al valore economico-sociale.

Questo è l’obiettivo del Convegno “La prevenzione antinfluenzale. Uno strumento di buona salute e sostenibilità”, organizzato da Motore Sanità, grazie al contributo incondizionato di CSL Seqirus. I dati indicano come la patologia influenzale colpisca ogni anno il 5-10% degli adulti e il 20-30% dei bambini causando 3/5 milioni di manifestazioni severe e tra i 290 e i 650 mila morti (WHO, 2019). In Italia, l’ISS indica in circa il 9-10% della popolazione colpita dall’influenza e tra 8 e i 17 mila decessi annuali correlati all’influenza ed alle sue complicanze, di cui oltre l’80% riferito a soggetti over 65 anni. All’influenza sono associati alti costi sanitari, sia diretti che indiretti, che costi sociali: in Italia, studi hanno stimato l’impatto dei costi in oltre in 3,5-4 miliardi per una stagione influenzale, causa del 10% di tutte le assenze dal lavoro, con durata media di 4,8 giorni. Per i costi sociali indiretti (inattività lavorativa) si calcola una media di 1.000 euro a persona. Il PNPV 2023-2025 certifica l’importanza dell’uso di vaccini potenziati per le persone con più di 65 anni, per garantire maggiore protezione, la situazione non è uguale in tutte le regioni italiane.

“La prevenzione vaccinale rappresenta uno degli strumenti più efficaci per tutelare la salute pubblica e garantire la sostenibilità del sistema sanitario – ha dichiarato Federico Riboldi, Assessore alla Sanità di regione Piemonte –  l’influenza, spesso sottovalutata, comporta ogni anno un impatto rilevante in termini di ricoveri e costi sociali: per questo è importante che sempre più cittadini, in particolare le persone anziane e fragili, aderiscano alla vaccinazione. In Piemonte la campagna è partita con grande partecipazione, con oltre 700 mila dosi già somministrate nelle prime due settimane, a conferma della sensibilità e della fiducia verso la prevenzione. Come Regione continuiamo a investire sui vaccini e a promuovere un accesso omogeneo e capillare in tutto il territorio. Vaccinarsi significa proteggere se stessi, chi ci sta vicino e contribuire a un sistema sanitario più equo, efficace e sostenibile “.

“Con l’arrivo dell’autunno ha preso l’avvio la campagna di vaccinazione antinfluenzale 2025-2026, un appuntamento importante per prenderci cura della nostra salute e di quella di chi ci sta vicino – ha spiegato Paolo Morato, Referente Area Vaccini FIMMG Piemonte – l’influenza stagionale non è un semplice disturbo passeggero: per le persone di età superiore a 65 anni e per chi soffre di patologie croniche o condizioni di fragilità, può rappresentare una minaccia seria, potenzialmente causa di complicanze, ricoveri e, nei casi più gravi, di esiti letali. Vaccinarsi è il modo più efficace e sicuro per proteggersi. Il vaccino aiuta a prevenire la malattia, riduce i ricoveri e le complicanze, e contribuisce a mantenere il nostro sistema sanitario più forte e sostenibile. È un gesto di responsabilità che unisce tutela personale e solidarietà sociale. I Medici di Medicina Generale, presenti in modo capillare su tutto il territorio nazionale, rappresentano la prima linea del Servizio Sanitario Nazionale. Conoscono la storia clinica, le abitudini e sovente il contesto familiare dei cittadini/pazienti. Questa relazione di fiducia consente di personalizzare la comunicazione, identificare tempestivamente i soggetti a rischio e promuovere la vaccinazione in modo mirato ed efficace. Oltre a ciò, le Aggregazioni Funzionali Territoriali (AFT) potranno svolgere un ruolo fondamentale nel coordinare e potenziare l’attività vaccinale, favorendo l’organizzazione condivisa delle sedute, la gestione integrata dei pazienti e la promozione di una più ampia adesione alla campagna”.

Mara Martellotta

Mercatini, la Granda in festa per Natale

Il territorio cuneese si prepara a vivere il Natale 2025 con un calendario ricco di appuntamenti, tra borghi che si vestono di luci, mercatini diffusi, iniziative culturali e tradizioni che si rinnovano anno dopo anno. Le diverse realtà coinvolte propongono format originali, capaci di unire artigianato locale, enogastronomia, cultura territoriale e atmosfere di festa, offrendo ai visitatori esperienze immersive e partecipate.

Cuneo, l’iniziativa Made in Cuneo segna l’avvio del periodo natalizio fin dalla fine di novembre 2025 negli spazi culturali cittadini. L’appuntamento si ripete poi nei sabati 6, 13 e 20 dicembre 2025, con espositori, artigiani, aziende del territorio e proposte creative aperte al pubblico lungo via Roma. Parallelamente, il Cuneo Christmas Village accende il centro storico dal 5 al 24 dicembre 2025, trasformando la città in un percorso natalizio diffuso con casette in legno, scenografie luminose, laboratori, musica e momenti dedicati alle famiglie.

Tra le valli, Dronero conferma il tradizionale mercatino nel centro storico per domenica 7 dicembre 2025, mentre l’atmosfera di Natale si diffonde anche nella frazione Monastero con Natale InChiostro, fissato per domenica 23 novembre 2025: due appuntamenti complementari, capaci di attrarre residenti e visitatori alla ricerca di prodotti artigianali e sapori locali.

Nel cuore della Valle Stura, Demonte ospiterà i suoi mercatini natalizi al Parco Borelli domenica 14 dicembre 2025, dalle 9.00 alle 17.00: una giornata dedicata alle famiglie, con stand di creatività locale, degustazioni e ambientazioni suggestive che richiamano la tradizione alpina. Nella stessa data, Busca propone il suo mercato natalizio nel centro cittadino, creando un doppio polo di attrazione in provincia e contribuendo a una rete di eventi che valorizza la vita pubblica e il tessuto economico legato all’artigianato.

Molto attesa anche l’iniziativa “Babbo Natale Bovesano”, tra i momenti più amati del territorio: tre giornate—7, 8 e 14 dicembre 2025—dedicate ai bambini e alle famiglie, con animazioni, villaggio tematico, giochi e la tradizionale possibilità di incontrare Babbo Natale nella cornice del centro storico.

Iniziative natalizie anche a Prazzo e Chiusa di Pesio. In questa ultima località si tiene a dicembre la rassegna natalizia Nel Paese Incantato.

Si consiglia di consultare il web per eventuali aggiornamenti su orari e date delle manifestazioni

La rubrica della domenica di Pier Franco Quaglieni

SOMMARIO: A Lucca con il “Pannunzio” –  Il Procuratore Generale Maddalena e l’avvocato Bernardini de Pace – Terenzio Magliano – Lettere

A Lucca con il “Pannunzio”
A Lucca si è tenuto nel fine settimana un Convegno del Centro “Pannunzio” organizzato da Carla Sodini per conto della locale sezione della città d’origine  di Mario Pannunzio. Ho avuto modo di apprezzare l’amministrazione comunale di Lucca finalmente in mano ad Amministratori all’altezza della storia lucchese. I giornali “La Nazione“ e il “Tirreno“ hanno dato ampio spazio alle due giornate di studio. Il tema del convegno ha riguardato il giornalismo e la satira nella storia della Repubblica. Dopo la dittatura fascista che aveva mal tollerato persino la satira apolitica, vietando totalmente quella politica, la Repubblica e la Costituzione avevano aperto la vita italiana ad un giornalismo autenticamente libero garantito dall’articolo 21 della Costituzione, mai citato a senso unico, come accade oggi.
Mario Pannunzio
Di conseguenza la satira ebbe modo di manifestarsi liberamente. Nel convegno si è parlato di Longanesi, Pannunzio, Guareschi, Maccari e tanti altri. Non è stata una scelta ideologica trascurare la satira dell’area  politica comunista, perché la seriosita’ bacchettona dei comunisti e di Togliatti ha impedito a sinistra una benché minima  capacità di non prendersi solo e sempre sul serio. La sinistra rinnegò Galantara,  Scalarini e  l’anticlericalismo in nome dell’articolo 7 della Costituzione che recepì il Concordato fascista del 1929. Guareschi scolpì nei suoi disegni l’obbedienza cieca  e persino demenziale dei comunisti con una ironia irresistibile di cui erano privi i trinariciuti e in parte i cattolici del bigottismo clericale. Anche il mondo clericale infatti  non seppe uscire dal grigiore delle sacrestie  e delle censure nel mondo dello spettacolo, della Tv e dei giornali. Solo i laici liberali e la destra ebbero la capacità di caricaturizzare sè stessi.
Oggi noi leggiamo la storia del secolo scorso attraverso le caricature più che attraverso i tomi di una pseudo – storia marxista dei vari Candeloro e Tranfaglia. Ho voluto che il Convegno fosse dedicato al ricordo di Giorgio Forattini, maestro di satira e di giornalismo senza pari. Se, quando lo invitai, le condizioni di salute glielo avessero concesso, avrebbe sicuramente partecipato al Convegno di Lucca. Poi il destino, purtroppo, ha deciso per lui.A noi resta il dovere del suo  ricordo.
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Il Procuratore Generale Maddalena e l’avvocato Bernardini de Pace
Sono da sempre un ammiratore del Procuratore Generale Marcello Maddalena che  conosco fin da quando frequentai il grande grecista Antonio Maddalena che invitai a ricordare Vincenzo Ciaffi dopo il rifiuto un po’  meschino di Italo Lana che non seppe andare oltre la morte con il distacco e la generosità del maestro. Con Marcello Maddalena ho avuto tante occasioni di incontro: dal ricordo dell’avvocato Claudio Dal Piaz , a un dibattito, suo ospite nell’Aula Magna del Tribunale, sul terrorismo in Germania e in Italia.
Poi ci ha legato il libro di Valdo Fusi “ Fiori rossi al Martinetto “ di cui il Procuratore generale ha scritto una lucida prefazione. In luglio abbiamo ricordato insieme Valdo Fusi nella Sala Rossa del Consiglio Comunale di Torino. Lunedì sera ho cenato con l’avvocato Annamaria Bernardini de Pace. Una conversazione amabile, come fossimo stati vecchi amici. Il vecchio amico avv. Rossotto le  aveva parlato forse troppo bene di me. Ad un certo punto, parlammo inevitabilmente di magistrati. Quando io citai Maddalena, la Bernardini si lasciò andare ad un elogio illimitato: un mito. Anche per questo comune sentire il nostro rapporto nato una sera è destinato a proseguire. La comune stima per Maddalena è la credenziale di un idem sentire con indipendenza ed equilibrio in un mondo infettato dal settarismo e dall’odio.
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Terenzio Magliano
Mi è tornato alla mente il senatore Terenzio Magliano, socialdemocratico che nel 1975 fu l’unico in consiglio comunale a votare contro la proposta di Novelli e dei comunisti di bloccare i lavori della Metropolitana  che stavano iniziando  sotto la guida di un grande tecnico come il prof. Vittorino Zignoli che fu anche assessore liberale , ma fu soprattutto un tecnico di fama internazionale.
Fu il solo Magliano a saper vedere lontano, tutelando un progetto che rimase bloccato per dieci anni  di giunte rosse e anche oggi è rimasto bloccato perché una sola linea è del tutto insufficiente.
Poi Magliano fu un politico molto clientelare e spregiudicato che ebbe in gioventù precedenti fascisti che la sinistra non gli perdono’ perché socialista anticomunista. Quel suo voto di cinquant’anni fa va ricordato e rivalutato. Non era solo un cacciatore di voti e di cariche. Era impossibile intrattenere con lui rapporti di amicizia – posso confermarlo per esperienza personale –  perché era troppo cinico e spregiudicato. Ma il merito acquisito nel difendere la Metro gli va riconosciuto. Neanche la Dc capì il gravissimo errore di Novelli che lo definiva sprezzantemente l’onorevole ”mariuolo“.
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LETTERE scrivere a quaglieni@gmail.com
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Gli ordini cavallereschi nella Repubblica italiana
Un mio vicino di casa che non è neppure ragioniere (perché non ha finito gli studi) ha festeggiato con annunci e feste la nomina a cavaliere di un ordine cavalleresco sabaudo, senza neppure precisarlo. Gli ho fatto amichevolmente presente che forse tale titolo cavalleresco era illegale, ma lui mi ha trattato in malo modo, dicendomi di occuparmi dei c …. miei e mi ha revocato in modo brusco e assai poco… cavalleresco  l’invito ad un brindisi condominiale. Lei che è uno studioso di storia e di diritto cosa ne pensa? Non mi firmo per disteso  per non guastare definitivamente il rapporto con il neo cavaliere vicino di casa che è diventato irriconoscibile. Oggi è un ridicolo personaggio da operetta.  U. T.
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Cerco di essere sintetico, riportando fonti documentate senza dare giudizi personali che sarebbero favorevoli ad una rilettura della storia meno manichea: oggi le onorificenze non riconosciute dallo Stato italiano sono illecite e fregiarsene costituisce un reato sia che si precisi l’ordine , sia che- cosa ancora più grave – non si indichi l’ordine di appartenenza , creando confusioni con l’OMRI. In particolare è ancora più  grave se pubblici dipendenti e componenti delle Forze Armate si fregino di titoli non consentiti. Anche chi ricopre cariche pubbliche deve stare attento a certe nomine che magari accetta senza pensarci .Riferendoci all’Ordine Mauriziano in particolare, esso è stato trasformato in ente ospedaliero  dall’art . 14 della norma transitoria e finale della nostra Costituzione (che prevede anche  il non riconoscimento dei titoli nobiliari). È una norma mai abrogata. Detta norma, secondo insigni giuristi consultati dal senatore Dario Cravero, ex presidente dell’Ordine Mauriziano,  impedisce implicitamente  altri utilizzi del nome in Italia, anche se l’ente ospedaliero è stato sciolto  per il deficit accumulato e sopravvive  solo una fondazione Mauriziana con compiti amministrativi sulla parte residua  delle proprietà dell’ Ordine originario. E‘  soprattuto  la legge 3 marzo 1951 n. 178 che regola l’uso delle onorificenze e che vieta l’uso di quelle non riconosciute . Parlare di ordini dinastici è un escamotage che la legge non prevede e non consente.
I cittadini italiani, ai sensi dell ‘articolo 7 della citata  legge, “non possono usare ed esibire onorificenze loro conferite da ordini non nazionali (gli ordini sabaudi hanno sede a Ginevra, malgrado l’abrogazione dell’esilio) senza aver avuto preventiva autorizzazione con Decreto del Presidente della Repubblica.  Nel caso specifico sarebbe quasi un ossimoro un ordine sabaudo autorizzato dal Quirinale e quindi il richiesto riconoscimento risulta impossibile. Chi viola la legge è sottoposto ad ammende fino 2.500.000 lire. Anche l’Ordine della Santissima Annunziata e’ soppresso  a termini di legge e quindi non è un ordine dinastico per la legge italiana. C’è una circolare del ministero degli esteri del 2005 che ribadisce i divieti. C’è da aggiungere che anche il Duca Aimone di Savoia – Aosta si ritiene Gran maestro degli stessi Ordini e capo della Casa. Non sono stato in grado di verificare se anche lui conferisca  onorificenze in Italia. Forse il rigore della legge del 1951 che portò nei decreti di nomina di Umberto II da Cascais a riportare a stampa che “in Italia vigono precise norme che vietano  di fregiarsi di onorificenze non riconosciute dallo Stato“, potrebbe essere mitigato. Ma forse, secondo altri, è giusto così perché il “todos caballeros“ è un aspetto di scarsa serietà tutta italiana. Solo l’onestà assoluta del re Umberto portava a precisare nei diplomi da lui  firmati quella frase che di fatto rendeva nulla la nomina almeno  in Italia. Adesso quella frase è scomparsa non si sa bene perché. Oggi ci sono migliaia di cavalieri, commendatori, dame   ed altro che partecipano a cene e galà di beneficenza, ma anche a cerimonie inequivocabilmente politiche. Ci sono sacerdoti che si dichiarano cappellani, per non parlare della guardie d’onore al Pantheon che intervengono in tutta Italia (e non solo al Pantheon) e che, secondo una circolare, hanno persino  dei loro “comandanti”, forse parola dal sen fuggita. Un‘associazione per il culto delle tombe del Pantheon di Roma o una associazione paramilitare, come alcuni vorrebbero o sognerebbero? Il ministero della Difesa dovrebbe effettuare più stringenti controlli per le Guardie che secondo alcuni sono un ibrido vagante ai limiti della legge. Mi limito a riportare giudizi, sempre pronto ad accogliere valutazioni diverse come è nel mio stile. Molti degli insigniti di ordini non riconosciuti non distinguono neppure le differenze . A loro basta avere la rosetta e versare un obolo annuale che giustifica l’appartenenza.  Ovviamente meriterebbero un’analisi a sé gli Ordini dinastici borbonici in cui hanno un ruolo due donne: Maria Carolina & Maria Chiara de Bourbon. Si tratta di cinque ordini tre dei quali vengono conferiti anche oggi. In base a che criteri giuridici? La cosa non è affatto chiara. La legge andrebbe rispettata da tutti, vanesi,  furbi e profittatori, ingenui e cortigiani,  onesti  e gentiluomini,  senza eccezioni per nessuno. Questo è lo spirito della Repubblica che non riconosce privilegi a nessun cittadino. Ho conosciuto in passato un impiegato  torinesissimo della Fiat  innamorato dei Savoia che aveva scritto sul biglietto Barone, se non ricordo male, di Castellammare di Stabia o comune limitrofo Conobbi anche un monarchico sabaudista  fiorentino a capo di una “legione azzurra”, che venne nominato conte da un Gran Duca di Toscana. In realtà ce n’è davvero per tutti i gusti . La norma 14^ della Costituzione è finale, ma non è affatto transitoria. Va ricordato che vige sempre anche oggi.
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Umberto al Principe di Piemonte di Viareggio
Ricordo la Sua proposta di porre nell’ hotel Principe di Piemonte di Viareggio un ritratto del principe Umberto di Savoia a cui era dedicato,ma vedo che nulla è accaduto .Mi sembrerebbe doveroso. Lei e’ rimasto uno dei pochi difensori della storia.  Carlo Ceruli
Feci la proposta che cadde nel vuoto assoluto. Non c’era in me nessun intento nostalgico ,anche se Umberto II lo frequentai più volte ,ebbi con lui uno scambio epistolare anche attraverso il ministro Lucifero.Quando mi sposai, Umberto  mi invio’ un suo dono di nozze .C’era , essendo stato cliente più volte dell’ hotel , la  sola  e ben viva consapevolezza di uno iato  tra le origini dell’ albergo e il suo presente del tutto sradicato dal suo passato che anche oggi ne giustifica il presente .Avevo proposto non solo una fotografia ,ma anche un breve testo che ricordi in modo “asettico” l’ultimo Re perché davvero con Umberto II è finita ,in modo moralmente altissimo ,la storia della Monarchia in Italia .Il suo esilio, per evitare una nuova guerra civile ,è storicamente riconosciuto da tutti o quasi gli storici
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Il caso Garlasco
Il caso Garlasco continua a dominare l’attenzione morbosa del pubblico dei delitti che c’e’ sempre stato. Pensiamo al caso Montesi che solo Pannunzio rifiutò di cavalcare contro il Dc Piccioni  che ebbe la carriera politica distrutta, malgrado l’assoluzione del figlio Piero. Mi sembra che sul caso Garlasco stiano esagerando.   Gabriella Filippini  Rossi
Concordo, anche se credo che la ricerca della verità almeno processuale sia una priorità anche molto  difficile da raggiungere dopo sentenze contrastanti e molti pasticci accomulatisi nelle  diverse indagini. Ma credo vada posto anche un altro problema: il costo che si sta dilatando a dismisura. Pongo il problema che alle persone di buon senso viene spontaneo. Quanto ci costa e ci è costato il caso Garlasco? Scrissi la scorsa estate che ero contro a chi voleva non riaprire il caso con argomenti poco credibili. Ma ogni caso non può neppure andare all’ infinito. La  povera Chiara Poggi ha tra l’altro anche il diritto al silenzio e non deve essere usata per diatribe che nulla hanno a che fare con la giustizia.