ilTorinese

Natale alla Reggia di Venaria e al Borgo Antico

La Reggia di Venaria e il Borgo Antico cittadino ospitano la quinta edizione
di “Immaginaria”, la rassegna-evento delle festività natalizie promossa dal
Consorzio delle Residenze Reali Sabaude e dalla Città di Venaria Reale
Videomapping, aperture serali, concerti, spettacoli, laboratori, sfilate e mercatini di Natale
si alternano dal 6 dicembre 2025 al 6 gennaio 2026 nella magica cornice del Centro
Storico cittadino e della Reggia di Venaria, con il ricco programma di Immaginaria
2025.
Il Centro Storico e il Borgo antico diventano un palcoscenico unico di luci e suoni che
ricreano la suggestiva atmosfera del Natale, inglobando le facciate della Reggia che si
animano con forme e colori attraverso le proiezioni di Luminographie realizzate
dell’artista Gaspare Di Caro. Il videomapping d’artista a sua volta rappresenta l’ultimo atto
di “Into the Light”, il programma culturale della Reggia di Venaria dedicato al tema della luce

A partire dal 7 dicembre gli spazi barocchi della Reggia ospitano concerti, laboratori e
attività per famiglie a tema natalizio, e dal 26 dicembre fino al 5 gennaio, nel cuore
delle festività, la proposta si arricchisce con le Sere di Natale alla Reggia: aperture
serali fino alle ore 22 del Piano Nobile e della mostra in corso Fernand Leger! accessibili
con un biglietto a tariffa speciale. Un’occasione per vivere la magia del Natale tra luci,
atmosfera regale, arte e architettura.

La Reggia di Venaria si colora delle magiche atmosfere natalizie e accoglie il pubblico con un grande albero di Natale posto al centro della Piazza della Repubblica, in fronte alla Torre dell’Orologio, e con le affascinanti Luci d’Artista lungo Via Mensa, nel Borgo Antico.

A partire dal 22 dicembre, ad impreziosire e rendere speciale la visita del pubblico che raggiungerà la Reggia nel periodo delle festività natalizie, La Venaria Reale presenta il Presepe del Re: un meraviglioso presepe con 120 figure artistiche del settecento napoletano, messe a disposizione dall’Istituto Centrale per la Demoetnoantropologia di Roma (già Museo Nazionale delle Arti e Tradizioni Popolari). Con la progettazione e la costruzione scenografica di Nicola Maciariello e l’allestimento di Nicolò Giacalone, il presepe espone una parte della raccolta di figure presepiali formatasi in occasione della grande Mostra di Etnografia italiana tenutasi a Roma in piazza d’Armi per l’Esposizione Internazionale del 1911 per il Cinquantenario dell’Unità d’Italia.

Il magico e affascinante Presepe del Re, attende i visitatori della Reggia nella Sacrestia della Cappella di Sant’Uberto, al termine del percorso di visita, ed è compreso nel biglietto di ingresso alla Reggia, alla mostra “Cavalieri. Dai Templari a Napoleone” e ai Giardini.
Gli orari di visita al presepe sono i medesimi della Reggia.
Dal Martedì al Venerdì: 9 – 17; Sabato: 9 – 21.30; Domenica: 9 – 20.

La Cappella di Sant’Uberto ospiterà, alla mezzanotte del 24 dicembre la Messa di Natale.
A partire dalle ore 23, ci sarà la veglia di preghiera presso la Chiesa della Natività di Maria Vergine, in Piazza dell’Annunziata, nel Borgo Antico di Venaria Reale.
Una processione attraverso via Mensa, condurrà alla Cappella di Sant’Uberto, dove verrà celebrata la Santa Messa di mezzanotte.

La Vuelta a España in Piemonte: più di 40 milioni di euro di impatto 

 

La Vuelta a España 2025 è stata per Torino e per il Piemonte una grande festa di sport e allo stesso tempo un vero e proprio laboratorio di ricadute economiche, sociali e culturali. La decisione di ospitare la Salida Oficial, disputata tra il 21 e il 26 agosto, ha rappresentato per il territorio un’occasione straordinaria di promozione internazionale, capace di attrarre spettatori, media, atleti e operatori economici e di generare benefici diretti e indiretti di grande rilievo.

Le ricadute economiche dell’evento sono state illustrate  in una conferenza stampa al Grattacielo Piemonte. Per la Città di Torino era presente l’assessore allo Sport e ai Grandi eventi, Domenico Carretta, che ha messo in evidenza come in meno di due anni Torino abbia accolto le tre più grandi corse ciclistiche a tappe del mondo, a conferma di una vocazione solida e profonda nell’organizzare e ospitare grandi eventi sportivi di respiro internazionale. “La città ha accolto la Vuelta a España con una festa lunga tre giorni tra sport, spettacolo e cultura – ha aggiunto l’assessore -, in una mobilitazione collettiva che ha attraversato luoghi iconici della città come piazzetta Reale e il Motovelodromo intitolato al campione Fausto Coppi, coinvolgendo migliaia di volontari e oltre 200 associazioni, rafforzando il senso di comunità e l’orgoglio locale. Un risultato straordinario, e i numeri ne sono la dimostrazione, in termini di ricadute economiche e di visibilità internazionale”.

Secondo il report “Economic Impact of La Vuelta in Piedmont” del Dipartimento di Management dell’Università di Torino, curato dal prof. Alberto Sardi, la manifestazione ciclistica ha prodotto risultati straordinari: nel pieno della stagione estiva, tradizionalmente dedicata alle vacanze, le quattro tappe piemontesi hanno richiamato circa 200 mila spettatori, distribuiti tra grandi città e piccoli centri. Torino, Venaria, Novara, Alba, Limone Piemonte, San Maurizio Canavese, Ceres e Susa sono diventati teatro di un’intensa mobilitazione collettiva, con significativi aumenti delle presenze turistiche e delle prenotazioni alberghiere.

Si è stimato un impatto economico lordo diretto superiore ai 18 milioni di euro. Ma l’impatto della Vuelta non si esaurisce nella semplice somma delle transazioni: grazie a una regia logistica e organizzativa efficace, la Regione Piemonte ha trasformato ogni euro investito in un volano per il tessuto produttivo locale. Ristoratori, hotel, negozi e attività outdoor hanno beneficiato del grande afflusso di pubblico, mentre la domanda di servizi di trasporto locale ha registrato un forte incremento.

Il moltiplicatore economico ha generato ulteriori 22 milioni di euro di impatto indiretto e indotto. L’impatto economico totale supera dunque i 40 milioni di euro, mentre il valore prudenziale dell’impatto netto immediato è stimato in 33 milioni di euro, a fronte di una spesa pubblica complessiva di 6,7 milioni di euro.

“La Vuelta è stata una grande occasione per tutto il Piemonte – hanno dichiarato il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio, l’assessore allo Sport e Turismo, Commercio, Agricoltura e cibo, Parchi, Caccia e pesca e post-olimpico, Paolo Bongioanni e l’assessore al Bilancio e alle Attività produttive, Andrea Tronzano -. È stata un’importante gara ciclistica, ma soprattutto un grande progetto di promozione turistica, economica e culturale che ha visto lavorare insieme istituzioni, comuni, imprese ed enti locali. I numeri lo dimostrano: abbiamo generato ricavi concreti, sostenuto il comparto turistico e commerciale, portato il Piemonte sotto i riflettori di milioni di spettatori nel mondo. Il nostro territorio è stato protagonista con le sue eccellenze, la sua accoglienza e la sua capacità organizzativa. Questi risultati ci incoraggiano a continuare a puntare sui grandi eventi sportivi e sulla valorizzazione delle nostre risorse”.

Il grande ciclismo è stato anche un fattore di coesione civica e valorizzazione territoriale. Più di 200 associazioni e oltre 9.000 persone coinvolte, tra atleti, staff, media, volontari e operatori hanno collaborato per il successo dell’evento, rafforzando il senso di appartenenza e coinvolgendo anche studenti e realtà sportive locali.

L’esperienza è stata occasione di crescita, aggregazione e apertura con effetti destinati a dispiegarsi ben oltre i giorni della gara. La copertura mediatica ha portato il Piemonte sotto i riflettori di 190 Paesi, con oltre 15.000 ore di programmazione TV e 13 milioni di contatti digitali. Le immagini di paesaggi, eccellenze enogastronomiche, cultura e tradizioni sono diventate patrimonio globale, rafforzando l’appeal turistico e la reputazione della nostra regione.

L’analisi condotta dal team dell’Università – attraverso interviste, analisi dati e benchmarking con altri grandi eventi – ha evidenziato tanto gli effetti tangibili quanto quelli intangibili della manifestazione, dal rafforzamento del brand territoriale al consolidamento delle reti tra pubblico e privato.

“Queste cifre confermano ciò che abbiamo già percepito durante la partenza ufficiale in Piemonte: un successo clamoroso – ha sottolineato il direttore generale della Vuelta Ciclista a España, Javier Guillen -. Il coinvolgimento delle istituzioni, la risposta del pubblico e l’impatto economico e sociale generato mostrano l’enorme potenziale di questa collaborazione. Per La Vuelta è stato un privilegio iniziare in Piemonte l’edizione 2025 e lavorare con un territorio così impegnato è stata una garanzia di successo”.

Accanto all’evento sportivo, la Vuelta 2025 ha valorizzato anche l’incontro tra Piemonte e Spagna a tavola, con un percorso enogastronomico progettato insieme ai Cuochi della Mole. Il menù ha celebrato affinità e differenze tra le due tradizioni con proposte creative: dal “Sangretto” alle “Tapas sabaude” fino alla “Padella Piemontese” (rivisitazione locale della paella) e ai dolci torinesi, per celebrare in cucina le affinità tra i due territori.

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Piemonte da vivere: quando il viaggio diventa esperienza e il territorio si vive e si respira

Tra colline, borghi e montagne, il Piemonte offre incontri autentici e percorsi lenti che trasformano il modo di scoprire un territorio.

C’è un momento, in ogni viaggio, in cui ci si accorge di non essere più semplici visitatori, può succedere mentre si ascolta il racconto di un artigiano, mentre si impara un gesto antico in una cucina di famiglia, o mentre si cammina su un sentiero che qualcuno percorre da una vita, è lì che comincia il turismo esperienziale.

Sempre più persone oggi non cercano solo luoghi da vedere, ma incontri da vivere. Vogliono sentirsi parte di un territorio, anche solo per un giorno. Lontano dalle visite veloci e dalle fotografie scattate di corsa, emerge il desiderio di rallentare, di entrare nella trama quotidiana dei luoghi, di ascoltare chi li abita. È un modo di viaggiare che richiede apertura, curiosità, disponibilità a lasciarsi sorprendere.

Il turismo esperienziale nasce da qui: dall’idea che un luogo non si conosce davvero finché non si incrociano gli sguardi delle persone che lo custodiscono. È un modo di viaggiare che mette al centro le comunità locali, non più comparse, ma protagoniste. Chi accoglie non offre solo un servizio: condivide un pezzo della propria vita, quel gesto crea una relazione che arricchisce entrambe le parti. Il viaggiatore porta rispetto e attenzione, chi ospita ritrova valore nelle proprie tradizioni e nella propria storia. È un equilibrio delicato, che può diventare una forma di turismo sostenibile e responsabile, capace di generare economie diffuse senza snaturare l’identità dei territori.

In questo scenario il tempo assume un nuovo ritmo. Non è più una risorsa da ottimizzare, ma un compagno di viaggio. Si scopre che fermarsi, ascoltare, prendersi un’ora in più per capire un gesto o un racconto, non è una perdita: è il cuore stesso dell’esperienza. Il turismo esperienziale invita a lasciarsi condurre con lentezza, a vivere i luoghi con la stessa intensità con cui si vive un incontro importante.

Il Piemonte è una regione che invita naturalmente al turismo esperienziale, qui ogni territorio racconta qualcosa e lo fa attraverso le persone che lo abitano, le tradizioni che resistono e i paesaggi che cambiano volto a ogni stagione.

Nelle Langhe, nel Roero e nel Monferrato, l’esperienza nasce spesso intorno al vino e alla terra. Entrare in una piccola cantina significa ascoltare storie di famiglia, capire la fatica dietro un vigneto, scoprire gesti tramandati che trasformano l’uva in un racconto liquido. Le colline non si attraversano soltanto: si vivono camminando tra i filari, parlando con chi li cura ogni giorno, lasciandosi guidare dai ritmi lenti del paesaggio. Spostandosi verso le montagne, nelle valli alpine l’esperienza prende la forma di una passeggiata con una guida del posto, di una visita a una baita, di un laboratorio in cui si impara un antico mestiere. Qui il viaggio diventa immersione: il silenzio, la natura e le storie degli abitanti accompagnano chi arriva e lo portano a rallentare, a osservare, a sentire i luoghi con maggiore intensità.

Anche nelle città e nei borghi, il Piemonte offre un turismo esperienziale fatto di incontri e dettagli. Nei giardini storici, nelle botteghe artigiane, nelle strade che custodiscono memoria, si scopre un patrimonio che vive grazie alle persone che lo raccontano, ai loro aneddoti, alla passione con cui aprono le porte del proprio lavoro o della propria casa.

Questo modo di viaggiare funziona qui perché la regione ha scelto di valorizzare la sostenibilità, il rispetto per l’ambiente e il coinvolgimento delle comunità locali. L’esperienza non è costruita a tavolino: nasce dalla vita reale dei luoghi, dalla loro identità.

In Piemonte chi viaggia non solo vede, ma partecipa. Va via con un ricordo che non è una semplice immagine: è un profumo, una voce, un gesto imparato. È il privilegio di aver toccato l’essenza di un territorio che ama raccontarsi lentamente, e’ un nuovo modo di viaggiare che non e’ turismo, ma conoscenza e fusione con l’ambiente circostante, naturale e umano.

Maria La Barbera

Sant’Anna, Nallo (Italia Viva): “Sullo scorporo solo propaganda”

“L’Assessore ignora università e cittadini”

– Torino 04 dicembre 2025 – “Questi giorni hanno svelato la realtà: la maggioranza prosegue con lo scorporo del P.O. Sant’Anna da Città della Salute senza una visione e senza chiarezza su costi, organizzazione o ricadute sui pazienti, che rischiano di doversi spostare tra poli diversi per ottenere le cure oggi erogate in un unico percorso”. Così la Consigliera Regionale Vittoria Nallo (Stati Uniti d’Europa per il Piemonte), intervenendo in dichiarazione di voto sullo scorporo del Sant’Anna dalla Città della Salute e l’accorpamento al Regina Margherita. “L’aspetto più grave? L’esclusione dell’Università di Torino, attore imprescindibile nella formazione, nella ricerca e nella qualità dell’assistenza. Una riforma che stravolge l’assetto degli ospedali senza coinvolgere chi forma i medici è una riforma sbagliata. La “rivoluzione tranquilla” di Riboldi – prosegue Nallo – funziona sui social e agli eventi di Fratelli d’Italia, ma non per i cittadini piemontesi, che nel frattempo rinunciano alle cure e affrontano liste d’attesa insostenibili. Qui non c’è alcun progetto di rilancio della sanità piemontese: c’è un’operazione di potere e propaganda, mentre la sanità resta in crisi.”

Vitamine Jazz Festival: la musica che cura

Quarta edizione al Teatro Juvarra di Torino

Sabato 6 dicembre 2025, ore 16.45

Il 6 dicembre 2025, alle 16.45 si terrà, presso il Teatro Juvarra di Torino, la quarta edizione del “Vitamine Jazz Festival”, con una rappresentanza dei musicisti che volontariamente, , donano la loro arte nei reparti dell’Ospedale S. Anna per rispondere all’appello della Fondazione Medicina a Misura di Donna onlus.

Emanuele Cisi e Barbara Raimondi docenti del Dipartimento Jazz del Conservatorio G. Verdi di Torino, Sergio Di Gennaro e Elis Prodon nomi eccellenti del jazz torinese, i giovani Mattia Basilico e Nicolo’ Di Pasqua fra i freschi vincitori del prestigioso concorso Massimo Urbani, dal Brasile Roberto Taufic, Gilson Silveira, Val Coutinho e Sabrina Mogentale: sono solo alcuni dei musicisti che arricchiscono il ghiotto cartellone del Festival di Vitamine Jazz di quest’anno.

Il ricavato della serata sarà destinato a progetti concreti per la salute e il benessere delle donne, con particolare attenzione alla prevenzione e alla diagnosi precoce delle patologie femminili.

Le “Vitamine Jazz”, varate nel settembre 2017 dalla Fondazione Medicina a Misura di Donna, in accordo con la Direzione dell’AOU Città della Salute e della Scienza e l’Università degli Studi di Torino, sono il più articolato, ampio e longevo programma al mondo di esecuzioni di jazz realizzate in un ospedale. La Fondazione ha mobilitato, con la Direzione Artistica di Raimondo Cesa, le

istituzioni culturali del territorio e la comunità degli artisti che hanno messo a disposizione della causa tempo e competenze in modo gratuito.

Il progetto si colloca nel percorso strategico sull’alleanza virtuosa tra “Cultura e Salute” varato dalla Fondazione nel 2011 che vede coinvolti istituzioni culturali, medici, esperti nelle scienze sociali, economisti della cultura per portare in Ospedale esperienze pilota esportabili in altri contesti.

All’Ospedale Sant’Anna di Torino, il più grande d’Europa dedicato alle donne, sono stati superati i 485 appuntamenti musicali con la partecipazione di oltre 450 jazzisti di fama nazionale e internazionale.

Le note del jazz hanno dato il benvenuto alle nuove vite nei reparti maternità, accompagnato le pazienti durante le cure chemioterapiche nel Day Hospital oncologico, ingannato il tempo dell’attesa nelle sale d’aspetto e al pronto soccorso.

Il programma si sviluppa in dialogo con il personale dei reparti coinvolti ed è stato valutato molto positivamente da pazienti e operatori sanitari.

Attendiamo gli appuntamenti con curiosità e meraviglia. La musica ci stimola e ci ha aperto nuovi mondi” affermano le infermiere intervistate. Gli stessi musicisti definiscono l’ospedale “un grembo armonico” e considerano l’esperienza dell’esecuzione ad personam un arricchimento personale e professionale.

La musica si è dimostrata una importante alleata nel percorso di cura e per questo siamo riconoscenti a tutti gli Artisti che hanno risposto con grande generosità ed entusiasmo al nostro appello” afferma la prof.ssa Chiara Benedetto, Presidente della Fondazione Medicina a Misura di Donna.

Neppure il Covid è riuscito a fermare “Vitamine Jazz”! Nei due anni di forzata assenza dalle corsie del Sant’Anna il mondo jazzistico si è attivato per prendere parte a quelle che sono state chiamate “Vitamine Jazz Virtuali”, inviando telematicamente video dedicati da ogni parte del mondo. L’esempio più eclatante è il video registrato in Brasile per le Vitamine Jazz Torinesi da Roberto e Eduardo Taufic con il grande Ivan Lins!

La musica è conversazione, comunicazione in armonia. Il jazz in particolare è condivisione continua. Dall’interazione fra musicista e spettatore nascono le successive improvvisazioni”, afferma con orgoglio Raimondo Cesa che cura la rassegna e presidia ogni incontro.

Torino diventa Capitale delle Università Europee 

 Quattro giorni dedicati all’innovazione e alle soluzioni per il cambiamento climatico

Dal 21 al 24 maggio 2026, Torino ospiterà la prima edizione dello European University Festival – Climate Change, tenuto sotto l’Alto Patrocinio del Parlamento Europeo e del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR).

Il Festival è un grande evento internazionale dedicato all’innovazione, al futuro e alla risoluzione delle sfide globali, con un focus inaugurale sul cambiamento climatico.
L’obiettivo è creare una rete scientifica e culturale permanente per le nuove generazioni, coinvolgendo università, studenti, ricercatori e partner da tutto il mondo.
Il Festival si aprirà il 21 maggio 2026 in uno dei simboli più iconici di Torino, con una cerimonia a impatto globale, trasmessa in diretta mondiale e con la partecipazione di star internazionali.

L’evento inizierà con uno spettacolare show di raggi laser che attraversano l’atmosfera, un effetto visivo unico ripreso dai satelliti, che evidenzia la dimensione globale dell’iniziativa.
A seguire, il Concerto Globale per l’Azione Climatica, una performance internazionale di beneficenza a sostegno delle soluzioni universitarie per il clima.
La direzione artistica è affidata a Oscar Generale, produttore e manager hollywoodiano.
Per quattro giorni, Torino diventerà un laboratorio internazionale in cui le università presenteranno i loro progetti di ricerca, dove i ricercatori proporranno soluzioni innovative per contrastare il cambiamento climatico e gli studenti e i giovani talenti collaboreranno in un ambiente creativo e competitivo.

I migliori progetti saranno selezionati e finanziati dal Comitato Scientifico e inseriti nel Manifesto Universitario per il Clima, un documento che raccoglie le proposte più innovative provenienti dalle università europee e internazionali.
Il Comitato Scientifico comprenderà esperti e istituzioni di fama mondiale nei settori del clima, della scienza e dell’innovazione, dal Prof. Luca Mercalli, Coordinatore del Comitato Scientifico, Presidente della Società Meteorologica Italiana, al Prof. Michael Oppenheimer, Geosciences and International Affairs, Princeton University; Participant in the Nobel Prize winning Intergovernmental Panel on Climate Change (IPCC), dal Prof. Claudio Cassardo del Dipartimento di Fisica dell’Università di Torino; esperto di fisica dell’atmosfera, al Prof. Salvatore Bitonti, Direttore dell’Accademia Albertina di Belle Arti di Torino. E ancora Giorgio Chiellini, Campione sportivo internazionale, Capitano della Nazionale Italiana di Calcio, vincitore di UEFA Euro 2021 e altri ospiti e ricercatori di fama mondiale.
L’iniziativa sarà ufficialmente lanciata nel febbraio 2026 con una conferenza presso il Parlamento Europeo, segnando l’inizio di un Festival destinato a diventare un punto di riferimento globale.

Mara Martellotta

Cristina Zaccanti, PdF: “Ora la Regione punti al Reddito di Maternitá”

“Non è la prima volta che in qualità di Coordinatore regionale del Popolo della Famiglia esprimo apprezzamento per l’operato dell’amministrazione regionale e, in particolare, dell’assessore regionale alle Politiche Sociali, Maurizio Marrone – dichiara Cristina Zaccanti – Ovviamente apprezziamo l’assegnazione di maggiori investimenti al fondo “Vita Nascente” per finanziare nuovi ambiti e nuove attività, stanziamento che l’opposizione denuncia come “regalo” ai pro life e un attacco alla 194. Magari lo fosse! Il Popolo della Famiglia, a differenza di tutte le forze politiche al governo, contesta infatti una legge che comunque legittima un omicidio.

Apprezziamo ovviamente il sostegno ai parti in anonimato come l’incentivo al lavoro di squadra delle istituzioni pubbliche di assistenza con il volontariato privato di aiuto alla vita.

Noi auspichiamo però un salto di qualità ulteriore: le risorse regionali finanzino quella che sarebbe davvero una soluzione rivoluzionaria. Mi riferisco alla versione regionale del Reddito di Maternità (RdM), proposta di legge di iniziativa popolare, lanciata nel 2018: 1000 € al mese alla mamma che decidesse di occuparsi in esclusiva della cura del proprio bambino per i primi 8 anni di vita. Rinnovabile al secondo e terzo figlio successivi, per diventare vitalizio al quarto figlio o qualora il bambino fosse disabile.

Questa misura incentiverebbe le nascite determinando un cambio di mentalità, l’apertura alla vita contro il suicidio di una civiltà, la primavera contro l’inverno demografico.

Consideriamo Vita Nascente e l’assessore Marrone apripista coraggiosi e intelligenti. Con l’attuazione di un RdM regionale davvero il Piemonte potrebbe diventare un modello di ispirazione anche per altre Regioni, e non solo quelle governate dal centrodestra.

Cristina Zaccanti        

Bando Neve: i progetti finanziati dalla Regione sono un investimento sulla montagna piemontese

La Regione Piemonte ha presentato i progetti finanziati attraverso il Bando Neve, lo strumento che, per entità e ambizione, rappresenta l’intervento più significativo degli ultimi anni a sostegno del comparto sciistico piemontese.

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Un’iniziativa che segna l’avvio di una nuova fase per l’intero sistema neve regionale, in cui innovazione tecnologica, sicurezza degli impianti e sostenibilità ambientale diventano assi portanti di una strategia che guarda al futuro delle vallate alpine.

La presentazione, al Grattacielo Piemonte, ha visto la partecipazione del presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio, dell’assessore allo Sviluppo e Promozione della Montagna e Sistema Neve Marco Gallo, l’assessore al Turismo Paolo Bongioanni, e gli assessori Enrico Bussalino e Gian Luca Vignale. Presenti anche i rappresentanti delle istituzioni locali e degli enti beneficiari del bando.

Il presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio«Con il Bando Neve la Regione Piemonte investe sulla montagna che è il primo prodotto turistico del territorio nel corso di tutto l’anno, dallo sci al turismo estivo e alla mobilità dolce. L’intervento mette in campo oltre 50 milioni di euro che, sommati ai 20 milioni già stanziati per le montagne che hanno ospitato le Universiadi e ai cofinanziamenti, raggiunge 100 milioni complessivi per impianti di risalita, stazioni sciistiche e sistema neve. Risorse destinate ai Comuni per rendere il comparto sempre più moderno, efficiente e sicuro. L’investimento ha anche un valore strategico per tenere il passo con Lombardia e Veneto e guarda con decisione al futuro  anche in vista della nostra candidatura per le Olimpiadi Invernali del 2030 nelle Alpi francesi che rappresenta per noi l’occasione per riportare il Piemonte nel circuito olimpico e proiettare le nostre montagne ancora di più in una dimensione internazionale».

L’assessore allo Sviluppo e Promozione della Montagna e Sistema Neve, Marco Gallo, ha illustrato il percorso che ha portato alla selezione dei progetti: «I risultati di questo bando dimostrano che il Piemonte ha scelto di investire con responsabilità e visione. Abbiamo sostenuto interventi che mettono al centro sicurezza, efficienza energetica e qualità dei servizi. Ma soprattutto abbiamo scelto di investire su una montagna viva tutto l’anno: capace di attrarre, di offrire lavoro, di generare economia e turismo. Da oggi il sistema neve piemontese ha una traiettoria chiara e concreta di sviluppo».

L’assessore al Commercio, Agricoltura e Cibo, Turismo, Sport e Post-olimpico, Caccia e pesca, Parchi della Regione Piemonte, Paolo Bongioanni«È un grande bando, frutto di uno straordinario lavoro svolto dagli uffici regionali insieme ai territori per offrire stazioni sciistiche eccellenti, che facciano tornare a casa il turista con il sorriso e la voglia di raccontare la propria esperienza, poiché il passaparola è sempre lo strumento più efficace. È un bando che genera investimenti sulla qualità degli impianti e soprattutto sull’innevamento, in un segmento dove ogni euro speso dal turista sciatore nelle nostre stazioni ne genera 7 nell’indotto. Gli ultimi dati dei movimenti turistici sono incoraggianti. Le presenze crescono dell’8%, e per la prima volta i turisti internazionali superano gli italiani. Quest’anno inauguriamo la stagione l’8 dicembre con pieno innevamento naturale, e per un mese, dal 14 dicembre al 14 gennaio, promuoveremo il Piemonte bianco con un’imponente campagna di comunicazione nazionale sulle reti Rai e Mediaset. Dobbiamo diversificare sempre di più e guardare con coraggio ai nuovi mercati. Per supportare tutto questo impegno abbiamo anche riattivato la Legge 18 che sostiene l’offerta ricettiva: a fine anno avremo la graduatoria degli interventi».

«Gli interventi che interessano la Città Metropolitana di Torino restituiscono pienamente il senso del Bando Neve: investire sulle comunità, sugli impianti e sull’accessibilità della montagna come leva di sviluppo stabile. Dai grandi comprensori alle realtà più piccole delle valli, ogni progetto contribuisce a rafforzare sicurezza, qualità dell’offerta e competitività del sistema turistico. Una scelta che tutela il lavoro, sostiene l’economia locale e rende la montagna sempre più fruibile dodici mesi all’anno», dichiarano gli assessori torinesi Andrea TronzanoGian Luca Vignale e Maurizio Marrone insieme al sottosegretario Claudia Porchietto.

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Gli interventi nella Città Metropolitana di Torino

La Città Metropolitana di Torino è tra i territori maggiormente interessati dal Bando Neve, grazie a un insieme di interventi che coinvolge sia i grandi comprensori olimpici, sia le stazioni locali che garantiscono presidio e vitalità alle valli torinesi. Sono complessivamente 12 i progetti finanziati per oltre 13,5 milioni.

Nel dettaglio, le sedi di intervento sono:

  • Cesana Torinese – revisione generale degli impianti (contributo assegnato: 3,6 milioni)
  • Prali – revisioni generali seggiovie Malzat – Pian Alpet e Pian Alpet – Bric Rond (contributo assegnato: 941mila euro)
  • Usseglio e Viù – revisione generale seggiovia e sciovia e ampliamento stazione pompaggio, con innevamento pista tubby e sostituzione tappeto (contributo assegnato: 1.438.500 milioni)
  • Sestriere e Sauze d’Oulx – revisione generale impianti pubblici (contributo assegnato: 1.755.000 milioni)
  • Traversella – riqualificazione e destagionalizzazione dell’offerta turistica di Palit (contributo assegnato: 1 milione)
  • Locana – valorizzazione del comprensorio sciistico (contributo assegnato 508.939,85 euro)
  • Valprato Soana – progetto di riqualificazione aree sciabili località Piamprato (contributo assegnato: 874.900 euro)
  • Chiomonte – revisione seggiovia Chiomonte-Frais e interventi di destagionalizzazione (contributo assegnato: 720.450 euro)
  • Ala di Stura e Balme – progetto di ristrutturazione e diversificazione delle infrastrutture e dell’offerta turistica (contributo assegnato: 1.920.118,28 milioni)
  • Claviere – realizzazione copertura tappeto baby Claviere-Via Lattea (contributo assegnato: 135.000 euro)

Questi investimenti permetteranno alla montagna torinese di presentarsi con impianti più moderni, più sicuri e maggiormente resilienti ai cambiamenti climatici, rafforzando un sistema neve che rimane uno dei più importanti e riconosciuti dell’intero arco alpino.

cs

Sant’Anna, Ravinale e Cera (AVS): “La Regione non ha piani”

Ribadiamo che la delibera sullo scorporo del Sant’Anna da Città della Salute e sul suo accorpamento al Regina Margherita è un non-sense. Nella stessa delibera Riboldi cita in premessa l’importanza della centralizzazione dei servizi, approva lo scorporo, ma rinvia ad un successivo atto “i criteri e le modalità di gestione”, cioè esattamente quello che serve per procedere effettivamente con lo scorporo stesso.
Nel corso della Commissione del 10 novembre 2025, in cui era stata per la prima volta illustrata la delibera, ci avevano detto che – tanto sul Regina Margherita quanto sul Sant’Anna – c’era un cronoprogramma e una previsione certa di costi. Ma questo piano non c’è: il documento, che abbiano richiesto a seguito della Commissione e inviato solo negli scorsi giorni, è privo di qualsiasi concreta prospettiva e programmazione.
Oltre al piano, mancano le risorse. Come abbiamo già rilevato in relazione al Regina Margherita, senza coperture finanziarie è impossibile procedere allo scorporo che, anche a fronte delle necessarie nuove assunzioni di personale amministrative (250 solo per il Regina Margherita), costerà decine di milioni di Euro alla sanità piemontese. Una spesa che, visto lo stato dei conti che emerge proprio dai bilanci di Città della Salute, la Regione non si può permettere, così come non si può permettere una gestione separata da Città della Salute del Sant’Anna e del Regina Margherita, che costerà molto di più.
Alle criticità economiche e gestionali si uniscono quelle cliniche: nella mattinata, sotto il Consiglio regionale, si è tenuto un presidio della rete +194, che ha espresso forte contrarietà allo scorporo e ha chiesto trasparenza, garanzie cliniche e tutela dei percorsi integrati.
Abbiamo ottenuto che la rete +194 Voci venisse ascoltata dall’assessore Riboldi e dalle consigliere e consiglieri. Anche da loro sono arrivate osservazioni molto puntuali sulle criticità dello scorporo, sul rischio di indebolire la medicina di genere e sulla mancanza di una visione complessiva.
Continuiamo a ripeterlo: separare Ostetricia-Ginecologia dalle specialità medico-chirurgiche dell’adulto significa indebolire la medicina di genere, frammentare i percorsi di cura e creare rischi per la sicurezza clinica. Su questo Riboldi continua a dare rassicurazioni, ma vogliamo impegni concreti: per questo chiediamo, con emendamenti e con un ordine del giorno collegato alla delibera a prima firma Cera, di garantire la multidisciplinarietà a tutela delle donne.
Alice Ravinale
Valentina Cera

Pentenero (PD): “Sant’Anna, assurdo non coinvolgere Università”

4 dicembre 2025 – “I Consiglieri regionali del Gruppo del Partito Democratico voteranno, convintamente, contro la delibera sullo scorporo del Sant’Anna che rappresenta un “non senso” e un passo indietro. Questo testo non rappresenta una semplice riorganizzazione tecnica, né tanto meno un aggiustamento amministrativo. È un’operazione politica che smantella il progetto sanitario più importante per il Piemonte degli ultimi trent’anni, scaricando il peso di questa scelta sulle categorie più fragili: donne in gravidanza e bambini. Inoltre, l’invarianza finanziaria presente nel provvedimento non è credibile. I fatti ci daranno ragione e vedremo presto che i costi ci saranno!” afferma la Presidente del Gruppo Pd in Consiglio regionale Gianna Pentenero.

“Inoltre, la vicenda dello scorporo dell’ospedale Sant’Anna dalla Città della Salute conferma, ancora una volta, un metodo che non possiamo accettare: decisioni assunte senza il necessario coinvolgimento di tutti i soggetti istituzionali interessati. La rettrice dell’Università di Torino, Cristina Prandi, ha giustamente denunciato di non essere stata interpellata su un’operazione che riguarda direttamente l’Azienda ospedaliera universitaria. È un fatto grave: l’Università è parte integrante della governance sanitaria e non può essere relegata a spettatrice di scelte che incidono sulla didattica, sulla ricerca e sulla qualità dell’assistenza. L’Assessore alla Sanità Riboldi avrebbe dovuto aprire un confronto serio e trasparente con l’Ateneo prima di tirare dritto e portare in Aula la delibera sullo scorporo. Non farlo significa indebolire il sistema e creare fratture istituzionali che rischiano di compromettere il futuro del Parco della Salute e la stessa credibilità della Regione” prosegue Gianna Pentenero.

“Invece di potenziare la sanità, si frammenta ulteriormente il sistema, moltiplicando centri di spesa e confusione amministrativa. La delibera avrebbe dovuto essere subordinata alla presentazione di un Piano attuativo completo, con analisi economico-finanziaria e organizzativa. Quella voluta dal centrodestra non è pianificazione sanitaria, ma confusione amministrativa mascherata da modernità, una decisione che pagheranno le cittadine piemontesi e che dimostra tutta la miopia di Cirio, della sua Giunta e del centrodestra” conclude Gianna Pentenero.