ilTorinese

Upskill Piemonte 2026 punta sulle filiere artigiane identitarie

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Generare valore culturale ed economico per il territorio, favorire l’incontro tra imprese e giovani talenti, sostenere l’innovazione nei distretti simbolo del Made in Italy piemontese. È questo l’obiettivo di Upskill Piemonte 2026, quarta edizione del progetto promosso da Fondazione Sviluppo e Crescita CRT, ente impact oriented di Fondazione CRT, in collaborazione con Upskill 4.0 e UniCredit.
Dopo le esperienze maturate nelle edizioni precedenti, il progetto compie un ulteriore passo avanti e concentra la propria azione su tre filiere identitarie del Piemonte: il tessile biellese, l’oreficeria di Valenza e il comparto dolciario e del cioccolato tra Alba e Cuneo. Settori che rappresentano un patrimonio produttivo, culturale e manifatturiero di grande valore e che oggi sono chiamati a rafforzare la propria capacità di dialogo con le nuove generazioni.
Il contesto è chiaro: i distretti piemontesi continuano a esprimere una forte rilevanza economica e una riconosciuta eccellenza produttiva, ma la sfida èrenderli sempre più attrattivi anche come luoghi in cui costruire futuro, competenze, identità professionale e realizzazione personale. Upskill Piemonte 2026 nasce proprio con questa finalità: trasformare l’alto artigianato piemontese in una leva di innovazione, orientamento e sviluppo locale.
Il progetto coinvolgerà 9 imprese artigiane piemontesi, selezionate attraverso una manifestazione di interesse, e attiverà 9 cantieri di co-progettazione in collaborazione con tre Istituti Tecnici Superiori (ITS Academy) del territorio: ITS TAM di Biella, ITS Turismo e Attività Culturali e ITS Agroalimentare del Piemonte. Gli studenti saranno chiamati a confrontarsi con sfide reali proposte dalle imprese, lavorando allo sviluppo di prototipi, soluzioni progettuali e nuovi strumenti tecnologici.
Il percorso sarà articolato in più fasi. La prima, dedicata all’attrazione delle imprese e alla definizione delle sfide, prevede visite aziendali, interviste, workshop strategici e momenti di confronto nei territori. La seconda fase, in programma tra settembre e novembre 2026, sarà invece dedicata allo sviluppo dei cantieri insieme agli studenti ITS, con attività di co-progettazione, prototipazione e accompagnamento metodologico. A chiudere il progetto sarà un evento finale previsto il 2 dicembre 2026 presso UniCredit Corporate University, occasione di restituzione pubblica dei risultati raggiunti.
Attraverso la metodologia del design thinking e il supporto del team di Upskill 4.0, le imprese partecipanti potranno lavorare su sfide concrete e personalizzate: dal racconto della propria identità ai contenuti digitali, dal packaging alle esperienzialità, fino a nuovi servizi, processi o modalità di relazione con il mercato e con i giovani. L’obiettivo non è soltanto sviluppare prototipi, ma attivare un processo capace di rafforzare il posizionamento delle imprese e il valore dei distrettinel loro complesso.
Il progetto prevede inoltre la realizzazione di un sito dedicato, contenuti editoriali e video-interviste aziendali, strumenti di comunicazione e valorizzazione utili a raccontare le imprese partecipanti, il loro patrimonio di competenze e la loro visione di futuro. In questo modo, Upskill Piemonte 2026 intende costruire non solo innovazione progettuale, ma anche una nuova narrazione dell’alto artigianato piemontese come spazio vivo, contemporaneo e generativo.
Per gli studenti, il progetto rappresenta un’occasione concreta di confronto con il mondo del lavoro e con imprese ad alto valore identitario; per le aziende, una possibilità di aprirsi a nuove competenze, linguaggi e visioni; per il territorio, uno strumento per consolidare il legame tra manifattura, formazione e sviluppo.
Come partecipare
Le imprese interessate possono presentare la propria manifestazione di interesse entro le ore 18.00 del 10 giugno 2026, compilando il modulo Google disponibile al seguente indirizzo:
La documentazione è consultabile sul sito della Fondazione Sviluppo e Crescita CRT: Upskill Piemonte – quarta edizione.
Con la quarta edizione di Upskill Piemonte, la Fondazione Sviluppo e Crescita CRT intende alimentare la sinergia generativa tra le eccellenze dei nostri distretti produttivi e l’energia dei giovani talenti degli ITS Academy – dichiara Cristina Di Bari, Presidente di Fondazione Sviluppo e Crescita CRT –. Attraverso il progetto ‘I Distretti del Futuro’, puntiamo a modernizzare i processi produttivi nell’eccellenza artigiana delle piccole e medie imprese – dal tessile all’oreficeria, fino al dolciario – affinché non sia più visto solo come una preziosa eredità, ma come un ecosistema dinamico, innovativo e capace di attrarre le nuove generazioni. Investire nell’incontro tra il ‘saper fare’ tradizionale e le competenze digitali dei giovani significa generare un impatto sociale ed economico duraturo e costruire oggi la competitività e l’attrattività del nostro territorio per il domani.”

Ritorna la partecipazione politica dei cattolici

LO SCENARIO POLITICO di Giorgio Merlo

Sì, lo sappiamo tutti e da molto tempo. La Democrazia Cristiana è archiviata. Il pluralismo politico,
e soprattutto elettorale, dei cattolici è un dato largamente acquisito e consolidato. E, in ultimo, –
almeno per il momento – non è all’ordine del giorno la formazione di partiti e movimenti politici di
ispirazione cristiana e popolare riconducibili al patrimonio culturale del cattolicesimo politico
italiano.
Ora, dando per acquisito questi elementi, è altrettanto indubbio che si registra una sorta di
risveglio politico, e pubblico, dei cattolici italiani. Non direttamente riconducibile ad
un’appartenenza di partito o ad una coalizione politica. Ma, semmai e al contrario, una voglia di
partecipazione e di impegno su singoli temi che sono anche, e soprattutto, il frutto di una
seminagione culturale e spirituale da parte della Chiesa e dell’associazionismo di base declinato
in questi ultimi anni. Quello che un tempo, nella cosiddetta prima repubblica, si chiamava
semplicemente mondo cattolico.
Certo, per un cristiano/cattolico, come per qualsiasi altra realtà culturale, la testimonianza
personale e di gruppo è più efficace se non è disgiunta dalla rappresentanza. E quando lo è, la
stessa partecipazione si ferma inesorabilmente ed irreversibilmente al pre politico. Serve, cioè,
adesso fare un salto di qualità. Ma l’impegno politico non nasce mai per caso. È sempre il frutto e
la conseguenza di una maturazione culturale e di un impegno che partono dai valori e che
richiedono poi di essere tradotti concretamente nella società. Del resto, è appena sufficiente
rileggere le biografie e i percorsi personali dei grandi e qualificati leader e statisti della prima
repubblica, e in parte anche della seconda repubblica, per rendersi conto che la militanza,
l’impegno e la presenza nella politica e nelle istituzioni sono sempre la conseguenza di una
identità e di una formazione culturale e spirituale specifica e precisa. E, al di là dei singoli e dei
rispettivi percorsi individuali e collettivi, di questa cultura, di questa tradizione e di questo
pensiero ogni c’è bisogno. Non lo dicono solo i cattolici – che restano, tuttavia, ancora troppo
dispersi e frammentati nella vita pubblica – ma lo sostengono apertamente anche e soprattutto gli
storici detrattori della Dc, del Ppi e della stessa presenza organizzata dei cattolici nella vita
pubblica del nostro paese. Ed è anche per queste ragioni, semplici ma oggettive, che il risveglio
politico contemporaneo dei cattolici non può che essere salutato positivamente. Per arricchire la
politica italiana e, al contempo, per dare un contributo decisivo alla qualità della nostra
democrazia, alla credibilità delle nostre istituzioni democratiche e, probabilmente, alla stessa
efficacia dell’azione di governo.
E, forse, questo rinnovato, ed auspicato, impegno politico e pubblico dei cattolici rientra a pieno
titolo in una fase più generale di partecipazione dei cittadini alla vita pubblica. I dati dell’ultimo
referendum costituzionale sulla giustizia, al di là del suo esito concreto, lo confermano. Ma tutto
ciò richiede, pur non anticipando i tempi e senza piegare questo rinnovato e potenziale impegno
ad una precisa scelta politica o di schieramento, un salto di qualità sul terreno della grammatica
politica. E questo salto di qualità, cioè dalla seppur legittima ed importante testimonianza pre
politica alla presenza nei partiti e nelle istituzioni, sarà ulteriormente facilitato rileggendo anche e
soprattutto il magistero dei nostri leader e statisti del passato. Anche perchè, senza rileggere il
passato, nessuno è in grado di costruire il futuro e governare il presente.

Estate 2026 con Openjob Metis, oltre 2 mila opportunità lavorative 

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L’estate si conferma un periodo favorevole per chi è alla ricerca di un’occupazione, sia stagionale sia continuativa. Anche nel 2026 Openjob Metis, agenzia per il lavoro tra i principali player del settore in Italia, registra un fabbisogno complessivo che supera le 2 mila posizioni su tutto il territorio nazionale, tra contratti stagionali e opportunità a più lungo termine. L’analisi dei dati evidenzia come la domanda si distribuisca in modo capillare in tutta Italia, con una forte concentrazione nelle aree a vocazione turistica e nei distretti produttivi. Nel Nord risulta il motore principale della domanda, con il Veneto in testa. Qui si registra il più alto numero di posizioni aperte, con un volume complessivo che supera le 300 unità nel periodo tra maggio e settembre. Il Veneto offre uno spaccato interessante della varietà del lavoro estivo: accanto alle figure del retail, 50 addetti vendita tra le province di Padova, Vicenza e Venezia, emergono esigenze significative nel comparto produttivo con picchi di domanda per operai di produzione e addetti al settore alimentare. Nelle aree più turistiche, come il veneziano e Jesolo, sono in crescita le richieste nella ristorazione, nei servizi e nella grande distribuzione, che testimoniano la presenza di un ecosistema economico fortemente interconnesso. Il turismo è uno dei maggiori esempi occupazionali della stagione. Dalla Sardegna alla Calabria, passando per l’Emilia-Romagna e la Toscana, le strutture ricettive e la ristorazione trainato il mondo del lavoro. In Sardegna, tra costa Nord-Est e Sud, si concentrano numerosi opportunità per camerieri, addetti fast food, bagnini e personale alberghiero, oltre a figure legate a figure essenziali come per la raccolta rifiuti, fondamentale nei periodi di massima influenza turistica. La costa adriatica dell’Emilia-Romagna e le località balneari della Calabria mostrano un fabbisogno costante di personali per hotel, ristoranti e GDO. Accanto al turismo, vengono a rafforzarsi il ruolo della logistica e dei servizi collegati. In diverse regioni, dalla Liguria al Piemonte, fino alle Marche, si registra una domanda significativa di magazzinieri, autisti e addetti al carico-scarico delle merci. Si tratta di un comparto sostenuto sia dall’incremento dei consumi estivi sia dalle esigenze di rifornimento delle varie località turistiche.

Fondamentale anche il contributo del settore produttivo e agroalimentare: l’Emilia-Romagna si distingue con numeri importanti nella lavorazione della frutta e nella logistica industriale, con posizioni quali addetti alla cernita, carrellisti, operatori di magazzino nell’area di Castelfranco Emilia, in provincia di Modena. Altre regioni come le Marche si confermano per la centralità dell’attività di confezionamento agroalimentare, soprattutto nel distretto produttivo di Perugia. Il quadro complessivo ci fornisce una mappa di un mercato del lavoro estivo sempre più articolato e dinamico, in cui convivono esigenze diverse, dalla flessibilità tipica dei lavori stagionali alla crescente ricerca di profili fenici e specializzati.

“Quello che osserviamo è un cambiamento concreto. L’estate non è più solo un momento per coprire esigenze temporanee, ma una fase in cui le aziende iniziano a conoscere e valutare nuove risorse – commenta Elisa Fagotto, Candidate Manager di Openjob Metis – per molti candidati significa entrare nel mondo del lavoro più velocemente e trasformare un’opportunità stagionale in un situazione più stabile”.

Mara Martellotta

Tagliata di tonno in crema di pistacchi. Un piatto raffinato

Un secondo di mare dal gusto raffinato, un piatto speciale dal carattere leggero, senza rinunciare al gusto. Semplice e veloce.

Ingredienti

2 filetti di tonno fresco
50gr. di pistacchi non salati
2 foglie di basilico
Olio di oliva leggero q.b.
Sale, pepe q.b.

Scottare il tonno per pochi minuti per parte in una bistecchiera leggermente unta di olio.
Nel frattempo preparare la salsa. Tritare nel mixer i pistacchi ed il basilico con l’olio versato a filo, aggiungere il sale, il pepe e poca acqua, fino a renderlo cremoso. Servire subito accompagnato da una fresca insalatina verde.
Et voilà…la cena è pronta.

Paperita Patty

Mercato della Terra a San Giorgio Canavese

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Il 9 e 10 maggio 2026 il centro storico di San Giorgio Canavese (TO) torna ad animarsi con oltre cento espositori – fra Presìdi Slow Food, Prodotti del Paniere della Provincia di Torino, Maestri del Gusto ed eccellenze regionali e internazionali – che racconteranno le proprie storie attraverso i prodotti che custodiscono tradizioni, territori e saperi agricoli secolari. Parallelamente al mercato si terranno presentazioni e approfondimenti, concerti e laboratori.

 

Il tema della X edizione è “RADICATA 2026 – ORCO CHE ZUPPA”: un invito a riflettere sull’importanza del legame profondo con il territorio e, al tempo stesso, un gioco di parole che richiama i due elementi fortemente identitari del luogo: la terra e l’acqua. “Radicata” celebra il legame indissolubile con la terra, il punto esatto dove tutto ha inizio e dove la vita trova la forza di rigenerarsi. Il sottotitolo “Orco che Zuppa” è invece un omaggio al torrente Orco, linfa vitale del Canavese: è proprio sulle sue sponde, infatti, che la tradizione agricola locale trova la sua massima espressione nella coltivazione della Piattella Canavesana di Cortereggio, Presidio Slow Food.

A chiudere la festa sarà un finale da record: prima del taglio della torta dei 10 anni, verrà presentata la Zuppa dei Record: un’impresa gastronomica senza precedenti con cui il Mercato punta a entrare nel Guinness World Record per la maggiore biodiversità leguminosa mai contenuta in un unico piatto.

Il Mercato della Terra coinvolgerà anche le giovani generazioni, con la terza edizione del Festival della Biodiversità dei Ragazzi. Nel weekend del Mercato, il centro storico di San Giorgio ospiterà infatti laboratori e attività pensate per i più giovani. Dal talent show “Talenteen”, che permetterà ai ragazzi di esibirsi mostrando le proprie doti musicali e artistiche, ai laboratori manuali per realizzare una composizione floreale in vista della festa della mamma, a Lab. Brick, angolo di costruzione con i mattoncini Lego.  Mentre lunedì 11 e martedì 12 maggio il Castello di San Giorgio Canavese diventa un’aula magna per centinaia di studenti delle scuole medie e superiori del territorio. Sono in programma incontri con produttori e personaggi, tra cui: lo chef stellato Pasquale Laera, la food creator Aurora Cavallo nota come Cooker Girl e il fumettista Giulio Giordano, illustratore di Diabolik. Un investimento culturale sul futuro, in cui la biodiversità diventa linguaggio comune per immaginare un’agricoltura più giusta e sostenibile.

Il Mercato, giunto alla X edizione, è uno degli appuntamenti cardine del Festival della Reciprocità, il progetto culturale promosso dalle Tre Terre Canavesane – San Giorgio Canavese con le vicine Agliè e Castellamonte – nato per valorizzare il territorio attraverso scambi, incontri, musica, cibo e storie che uniscono culture e comunità differenti. Un modello di turismo di prossimità consapevole e di alta qualità, che dall’estate all’autunno anima i tre borghi con un ricco calendario di eventi pensati per valorizzare la cultura, le tradizioni e l’economia locale. https://www.treterrecanavesane.it/

“1898. Una spy story nel Piemonte di fine Ottocento”

Tra intrighi, anarchici e verità scomode

TORINO TRA LE RIGHE

Ci sono romanzi storici che si limitano a raccontare il passato e altri che riescono a farlo rivivere. 1898.Una spy-story nel Piemonte di fine Ottocento di Nanni Cristino appartiene senza dubbio alla seconda categoria. Ambientato nella Chieri di fine Ottocento, il romanzo trasporta il lettore in un’epoca attraversata da tensioni sociali, fermenti politici e profonde trasformazioni, restituendo con grande efficacia l’atmosfera di una città che, all’epoca, rappresentava uno dei più importanti centri tessili italiani.
La vicenda prende avvio nell’ottobre del 1898, durante il governo di Luigi Pelloux, in un momento particolarmente delicato della storia italiana. L’imminente visita del viceministro liberale Guido Meyer fa temere un attentato da parte di gruppi anarchici locali. Per questo motivo i servizi segreti del Regio Esercito inviano a Chieri il tenente Orso Falconeri, incaricato di infiltrarsi tra i sovversivi per scoprire la verità e sventare un possibile complotto.
Da questo spunto prende forma una narrazione che intreccia indagine, mistero e ricostruzione storica. Omicidi, evasioni, intrighi politici e incontri inattesi accompagnano il protagonista in un percorso che si sviluppa tra vicoli, osterie e piazze cittadine, fino a coinvolgere questioni che potrebbero cambiare il destino dell’intera nazione.
Uno degli aspetti più affascinanti del romanzo è proprio il legame con il territorio. Cristino riporta in vita una Chieri scomparsa ma ancora riconoscibile nelle sue radici: le antiche carceri di Palazzo Opesso, l’albergo del Cavallo Bianco in piazza delle Erbe, l’Osteria Aiassa e numerosi altri luoghi realmente esistiti diventano scenari vivi e pulsanti. Grazie a un accurato lavoro di ricerca condotto attraverso documenti d’archivio, vecchi giornali, riviste dell’epoca e cartoline storiche, l’autore ricostruisce con precisione una città attraversata dalle contraddizioni della fine del secolo.
Ma 1898. Una spy-story nel Piemonte di fine Ottocento non è soltanto un romanzo storico. È anche una riflessione sul rapporto tra potere, informazione e verità. Sullo sfondo delle proteste popolari e delle tensioni che caratterizzarono gli anni successivi ai moti repressi dal generale Bava Beccaris, emerge un interrogativo sorprendentemente attuale: chi decide quali siano i colpevoli? E quanto può essere manipolata la percezione della realtà quando entrano in gioco interessi politici e strategie di potere?
Al centro della storia troviamo Orso Falconeri, protagonista lontano dagli stereotipi dell’eroe impeccabile. Ruvido, disilluso, spesso in bilico tra dovere e coscienza, Falconeri si muove in una zona grigia dove nulla è davvero come appare. È un personaggio che conquista pagina dopo pagina grazie alla sua umanità e alla capacità di osservare criticamente il mondo che lo circonda.
Ad arricchire ulteriormente la narrazione c’è una figura femminile affascinante e sfuggente, capace di lasciare il segno senza mai rivelarsi completamente. Una presenza che contribuisce a rendere il romanzo non soltanto un’indagine politica, ma anche una storia di passioni, ambiguità e scelte difficili.
Nanni Cristino, nato e residente a Chieri, è laureato in Storia del Risorgimento ed è autore di numerosi testi scolastici per i licei pubblicati da De Agostini. Già apprezzato autore di thriller e romanzi noir, con 1898.Una spy-story nel Piemonte di fine Ottocento. affronta per la prima volta il romanzo storico, mettendo a frutto la propria conoscenza del territorio e delle vicende dell’Italia post-unitaria. Il risultato è un’opera che unisce il ritmo del thriller alla solidità della ricostruzione storica.
Per chi ama le storie che sanno intrattenere e allo stesso tempo far riflettere, 1898 Una spy-story nel Piemonte di fine Ottocento rappresenta una lettura coinvolgente. Un viaggio nella Chieri di oltre un secolo fa che, tra complotti, segreti e tensioni sociali, finisce per parlare anche del nostro presente. Perché la storia cambia protagonisti e scenari, ma alcune domande continuano a tornare, ostinate, attraverso il tempo.

Due le rassegne musicali per Organalia

Organalia 2026 celebra quest’anno il XXV anniversario della propria attività

La prima  sarà intitolata “Da Torino verso il Ciriacese e il Canavese” e si svolgerà dal 2 maggio al 5 luglio toccando Chivasso, Mathi, Moncalieri, San Maurizio Canavese, Chiaverano, Cirié, San Carlo Canavese, Nole, Villanova Canavese, Torrazzo Piemonte , Cuorgne’, Andrate, con un concerto straordinario a Vigliano Biellese, in provincia di Biella.
La seconda rassegna è  intitolata “Alla scoperta delle valli di Lanzo” e verrà  sviluppata dal 4 luglio al 10 ottobre a Ceres, Monastero di Lanzo, Balme, Mezzenile, Corio, Viù, Usseglio, Lanzo Torinese, con tre concerti straordinari a Moncalieri, Volpiano e Feletto.
La prima rassegna avrà inizio sabato 2 maggio, partendo dalla basilica di Superga dove fu avviata l’avventura musicale denominata allora Vox Organorum, mutata poi nel marchio Organalia.
La serata sarà aperta alle ore 21 da un momento altamente significativo , la consegna della targa “Organalia alla carriera” al professor Guido Donati, organista e compositore, già docente dal 1978 al 2014 al Conservatorio Giuseppe Verdi di Torino, alla presenza dei suoi allievi e delle autorità.
Seguirà un concerto d’organo tenuto dal professor Gianluca Cagnani, già allievo del professor Donati e suo successore nella cattedra di Organo del Conservatorio torinese. Alla consolle dell’organo, costruito da Gioacchino Concone nel 1789, svilupperà un programma intitolato “Bach e l’arte dell’improvvisazione. Tra lo stylus phantasticus nord europeo e lo stile italiano”, con brani di Bach, Buxtehude, Benedetto Marcello e alcune improvvisazioni.
Questo appuntamento ha il patrocinio della Città di Torino e prevede la possibilità di una visita guidata alla basilica a cura della Fraternità della Speranza Sermig della durata di 45 minuti dalle 19.30 alle 20.15. Punto di ritrovo presso la biglietteria alle ore 19.15.

Domenica 3 maggio alle ore 17 a Castelnuovo don Bosco, nell’Astigiano, si terrà il secondo concerto di Organalia nella chiesa di San Bartolomeo. L’interprete sarà l’organista novarese Luca Canneto che, alla consolle dell’organo costruito da Giuseppe Calandra nel 1760, svilupperà un programma intitolato “L’arte di sonare: tra inventioni e passaggi”, con brani di Cima, Frescobaldi, Pasquini, Sabatini e Storace. Questo concerto si avvale dei contributi del Comune di Castelnuovo don Bosco e si svolge in collaborazione con l’associazione “When the Saints” e con il Lions Club Castelnuovo don Bosco.
Organalia si avvale del patrocinio della Regione Piemonte, Consiglio regionale del Piemonte e Città Metropolitana di Torino.
Tutti i concerti sono ad ingresso con offerta libera
È possibile scrivere ad Organalia all’indirizzo info@organalia.org

Mara Martellotta

Primo Maggio, Ravello (FdI): “A Torino violenza cercata e voluta“

“Chi sfila con i centri sociali copre e giustifica la guerriglia urbana”

“Ma quale ‘spezzone sociale’: sfilare con i centri sociali diventa, di fatto, una copertura volontaria della guerriglia urbana”. Così Roberto Ravello, vice Capogruppo di Fratelli d’Italia in Regione Piemonte, sugli scontri davanti ad Askatasuna tra Polizia e antagonisti a margine del corte del Primo Maggio.

“Non è più accettabile il copione del finto stupore e delle condanne di rito che seguono puntualmente gli scontri. Organizzatori e partecipanti continuano a fingere di non vedere ciò che è sotto gli occhi di tutti. Anche le reazioni di facciata come quella del Sindaco Stefano Lo Russo sono ormai prive di credibilità. La realtà – continua Ravello – è evidente: esiste un sodalizio radicato tra protesta e violenza”.

“Non c’è nulla di pacifico in chi marcia a braccetto con l’antagonismo più estremo e sovversivo. Chi sceglie di stare in quei cortei ne accetta consapevolmente dinamiche e conseguenze. È paradossale che nel corteo dei lavoratori trovino spazio i soliti ‘figli di papà’ che probabilmente non hanno mai conosciuto il lavoro. Una distorsione – aggiunge Ravello – che svuota di significato una giornata simbolo di diritti e dignità”.

“Torino – conclude Ravello – si conferma teatro dell’ennesimo episodio di odio e di attacco allo Stato. Non si può più tollerare che violenza e illegalità vengano sistematicamente giustificate o minimizzate. Serve una presa di posizione netta, senza ambiguità, da parte di tutti. Il tempo delle giustificazioni è finito: chi sta con la violenza ne è complice. Un ringraziamento va alle Forze dell’Ordine che, con consueta professionalità e coraggio, hanno evitato il peggio”.

Lo “spezzone sociale” si scontra con la polizia sotto Askatasuna

Al corteo del primo maggio lo spezzone  dell’opposizione sociale, composto dagli autonomi di Askatasuna, dal comitato di quartiere Vanchiglia, No Tav, pro Palestina e collettivi studenteschi, arrivato in piazza Castello, si è staccato dal resto della manifestazione e si è diretto verso il quartiere Vanchiglia, come preannunciato, per avvicinarsi il più possibile all’edificio di corso Regina. Qui ci sono stati scontri con la polizia ma la situazione è tornata normale poco dopo.

Giachino: “Primo Maggio sotto tono”

Manifestazione primo Maggio sotto tono proprio mentre a Torino il problema  del lavoro e’ cresciuto come mai. Aumentata la disoccupazione , aumentata la precarietà in particolare per i giovani ma in piazza nessuno parla della causa cioè la bassa crescita della economia torinese che dura da 25 anni che e’ la causa principale della crisi del lavoro e del commercio. Solo sette anni fa per dire SI alla TAV Torino riempi piazza Castello. Aver  puntato solo sul turismo e sugli eventi ha generato tanto lavoro a tempo parziale e quindi precario. Non basta dire che Torino è una Città industriale , l’industria andava e va difesa. Tragico l’errore del Governo CONTE PD di non mettere il golden power al momento della vendita della FIAT ai francesi. Occorre un patto Torino Governo Fiat sulla politica dell’auto . Noi come UDC sosterremo col Governo le ragioni della industria e del lavoro per un rilancio della economia che intacchi precariato e lavoro povero anche accelerando i lavori della TAV e aumentando il finanziamento  della Metro 2  I torinesi alle prossime elezioni comunali facciano la loro parte.
Mino Giachino