ilTorinese

Arriva a Torino The Portal, un’esperienza unica tra esoterismo, storia e gastronomia

Sta per arrivare a Torino, nella giornata di sabato 31 gennaio prossimo, un’esperienza unica nel suo genere, un progetto che unisce esoterismo, storia e gastronomia, ideato e organizzato da Valentina Gaido, founder di Virgo Torino, punto di riferimento in città per l’esoterismo, e Isotta Rosboch, gastronoma, comunicatrice e consulente gastronomica in Italia e all’estero.

The Portal sarà un percorso guidato alla scoperta di tutte quelle strade e piazze torinesi cariche di magia, un vero e proprio cammino immersivo nella città, tra i suoi luoghi energicamente potenti e simbolici, nascosti e misteriosi.

Durante il cammino, numerose realtà di spicco del panorama gastronomico torinese, e non solo, prenderanno parte all’esperienza realizzando assaggi inediti, pensati appositamente per The Portal, concepiti come veri e propri simboli gastronomici, in dialogo con i luoghi attraversati e con l’immaginario esoterico della città.

Valentina Gaido e Isotta Rosboch, che oltre ad essere le ideatrici dell’evento sono anche le guide del tour, hanno concepito The Portal come un momento di esplorazione sensoriale e culturale, in cui i partecipanti saranno invitati ad “assaggiare” Torino in una forma diversa dal consueto, attraverso preparazioni non convenzionali, cariche di significato e suggestione.

Quattro ore di esperienza che rappresentano il primo appuntamento di una serie che, durante l’anno, andrà a comporre e completare il progetto The Portal in forme e percorsi differenti, mantenendo sempre al centro il dialogo tra città, simboli, gusto e dimensione rituale.

Info e prenotazioni: virgo.torino@gmail.com – isotta.rosboch@gmail.com

Gian Giacomo Della Porta

“Album” alla SOMS di Racconigi

La bolognese Compagnia “Kepler 452” porta in scena lo spettacolo vincitore del bando “Stronger Peripheries”

Venerdì 23 gennaio, ore 21

Racconigi (Cuneo)

Quante volte ci è capitato di sfogliare un album di fotografie? Più o meno lontane nel tempo, più o meno cariche di memorie, piacevoli e spiacevoli, che ti strappano un sorriso o ti impediscono di trattenere una lacrima. Dentro c’è tutta una vita. Dentro ci sono tante vite. “Lavori” conclusi e “lavori” ancora in corso”.

A farcene buon ricordo è “Album”, lo spettacolo teatrale portato in scena, il prossimo venerdì 23 gennaio (ore 21) – nell’ambito della terza edizione della Rassegna “Raccordi” – negli spazi della “SOMS”, antica “Società Operaia di Mutuo Soccorso”, oggi luogo vivo di teatro e altri eventi culturali, sito in via Carlo Costa 23, a Racconigi (Cuneo). Ospite sul palco la Compagnia bolognese, fondata nel 2015 e fresca vincitrice del “Premio UBU” per il miglior spettacolo dell’anno, “Kepler 452”, Compagnia dallo strano nome – preso a prestito da un “esopianeta” simile alla Terra, ma fuori dal nostro “Sistema Solare” e scoperto per l’appunto grazie al “telescopio spaziale Kepler” – per simboleggiare la ricerca di realtà lontane, trasformando storie vere di persone comuni in spettacoli di “teatro civile e politico”.

Vincitore del bando “Stronger Peripheries”“Album” vuole essere un’indagine scenica incentrata sul rapporto tra memoria, malattia di Alzheimer e catastrofi ambientali, creato a partire dall’esperienza vissuta dalla Compagnia durante la drammatica alluvione del maggio 2023 in Emilia Romagna. In scena Nicola Borghesi su testi di Enrico Baraldi, dello stesso Borghesi e di Riccardo Tabilio. Tutti concordi nello spiegare: “Un album di fotografie è una macchina del tempo: ogni immagine custodisce una storia, ogni storia apre una finestra su un altrove, verso noi stessi di ieri, verso i nostri cari, verso i luoghi che abbiamo vissuto. Lo spettacolo esplora il confine tra ricordo e oblio, tra memoria che sfuma e memoria che resiste: quella fisiologica, segnata dal tempo e dalle malattie; quella materiale, travolta da catastrofi come un’alluvione che cancella tracce di vita; quella sociale, che dimentica ciò che siamo stati e ci rende incapaci di immaginare ciò che potremmo diventare”.

Attraverso una “spazialità non frontale”, proiezioni audiovisive e forme teatrali di presa diretta, la compagnia raccoglie storie e immagini da comunità di tutta Italia e Europa, componendo un vero “album scenico” che ci invita a riflettere sulla memoria “come filo invisibile che ci lega al mondo e agli altri”.

Ispirandosi a un fenomeno naturale straordinario – le anguille che percorrono migliaia di chilometri per ritrovarsi e rinascere – lo spettacolo diventa “un viaggio poetico sulle tracce della vita, del tempo e del destino condiviso”.

E anche “Album”, al pari di tutti i “formati teatrali” realizzati da “Kepler 452”, si muove, dunque, nell’ambito del “teatro documentario”, spaziando dal coinvolgimento in scena di “non-professionisti” (o “attori-mondo”, come i “Kepleriani” preferiscono chiamarli), al “reportage”, alla creazione di “percorsi audioguidati” e ad altri dispositivi di emotiva interazione con lo “spazio urbano”.

Un modo singolare e felicemente bizzarro di “giocare sul serio al teatro”, che alla Compagnia bolognese ha portato premi e apprezzabili riconoscimenti. Tra i vari Premi, “Kepler 452” vince il “Premio Rete Critica” nel 2018 per “Il Giardino dei Ciliegi, trent’anni di felicità in comodato d’uso”, in cui il testo di Cechov incontra la storia di uno “sgombero abitativo” realmente accaduto. Nel 2020 vince, per il proprio percorso, il Premio “Gli asini”, attribuito dall’omonima rivista diretta da Goffredo Fofi e nel 2023 il “Premio Speciale Ubu” per il percorso di ricerca nell’ambito della realizzazione de “Il Capitale, un libro che non abbiamo ancora letto”.

g.m.

Nelle foto: immagini da “Album” (Ph. Elisa Vettori)

 “Seeing Auschwitz”, la mostra in piazzetta Mollino

È  stata inaugurata giovedì 22 gennaio scorso la mostra dal titolo “Seeing Auschwitz” all’Archivio di Stato di piazzetta Mollino, dove rimarrà visibile gratuitamente fino al 31 marzo prossimo.
La mostra presenta un centinaio di scatti mai esposti prima in Italia e realizzati tra il 1941 e il 1944 all’interno del campo di sterminio nazista.  Le immagini compongono un  reportage di straordinaria forza documentaria sulla vita e la morte di oltre un milione di prigionieri, offrendo un triplice sguardo sul più grande centro di sterminio della storia.
Da un lato vi sono le fotografie scattate in gran parte dai carnefici nazisti che documentano le diverse fasi del processo di eliminazione dei deportati, dall’arrivo nel campo fino alle camere a gas. A queste si affiancano alcuni rari scatti realizzati clandestinamente dai prigionieri, che restituiscono il punto di vista delle vittime.  Completa poi il percorso lo sguardo degli Alleati che, sorvolando l’area, riprendono dall’alto ciò che accade.

Fa così tappa a Torino la mostra commissionata da ONU e Unesco e realizzata dall’ente culturale spagnolo Musealia in collaborazione  con il Museo Statale di Auschwitz Birkenau. L’esposizione è già stata ospitata in importanti sedi internazionali tra cui Madrid, Londra, Parigi e diverse città degli Stati Uniti. Il suo arrivo a Torino è stato reso possibile grazie alla Comunità Ebraica di Torino, alla Fondazione di Studi Gaetano Salvemini e all’Ambasciata di Polonia in Italia e all’ospitalità dell’Archivio di Stato.
La mostra si articola in nove aree tematiche distribuite in quattro spazi. “Le straordinarie immagini dell’orrore di Auschwitz” , come sono state definite da Dario Disegni , presidente della Comunità Ebraica di Torino,, sono comunque concepite come una mostra divulgativa pensata per essere proposta anche alle scuole.

Mara Martellotta

Torino scambia più spesso immagini IA per fotografie reali

 

Il team di MPB ha condotto un nuovo studio per scoprire cosa pensano gli italiani delle immagini generate dell’intelligenza artificiale online, e dove il pubblico sia più propenso a confondere con immagini autentiche. Secondo la ricerca, Torino, prima di Bari, Genova, Catania, Bologna e Milano, si posiziona al primo posto in Italia per persone che hanno confuso immagini IA per reali (78,9%). Agli italiani è stato chiesto inoltre quali aspetti delle  immagini generate dall’IA li preoccupano maggiormente: a Torino, la principale preoccupazione è la possibile falsificazione o distorsione di persone ed eventi (51%l, seguita dalla diffusione di fake news o disinformazione (44%), e dal rischio di scambiare fotografie IA per immagini reali (40%).

Con l’aumento smisurato delle immagini sui social e market place, un nuovo studio condotto dagli esperti di fotografia MPB rivela che la fiducia nei confronti dei cintenuti visivi è sempre più messa a dura prova: basata su un sondaggio condotto tra il pubblico italiano, la ricerca  esplora il modo in cui gli italiani percepiscono le immagini generate da IA, se si fidino dei marchi che le utilizzano e cosa significa questo cambiamento per il futuro della fotografia e della narrazione visiva. Solo il 26% degli italiani si sente sicuro di poter identificare le immagini create con l’IA, il 55% ammette di aver confuso immagini IA per fotografie reali, il 63% concordato sul fatto che utilizzare immagini IA al posto di foto di stock sia fuorviante, il 74% vorrebbe l’etichettatura obbligatoria delle immagini generate con IA e teme che rendono più difficile la fiducia verso ciò che si vede online. Il 66% nutre preoccupazioni etiche nei confronti delle immagini IA e il 77% è preoccupato per l’impatto ambientale causato dalle tecnologie IA.

I dati raccolti tramite social listening mostrano che il sentimento nei confronti delle immagini IA, in Italia, è sostanzialmente neutro: il 22% negativo supera quella positivo, 9%. Regioni come la Sicilia e l’Emilia Romagna evidenziano molto scetticismo. Etica e creatività sono messe a dura prova: oltre alla fiducia, gli italiani stanno mettendo in discussione l’impatto generale delel immagini IA. Mentre più della metà non ha nulla in contrario al fatto che l’IA venga addestrata su immagini con copyright previo consenso, il 40% non ritiene etico che l’IA replichi lo stile unico di un artista. Con il rapido aumento dei contenuti generati dall’IA, che hanno raggiunto il livello di decenni di stock reali in soli 3 anni, il rapporto indica che la novità sta sfumando, venendo rimpiazzata dallo scetticismo e dal rinnovato apprezzamento verso immagini reali e trasparenti.

https://www.mpb.com/it-it/contenuto/mpb-news/rapporto-sulla-fiducia-e-trasparenza-nell-ai

Mara Martellotta

Trent’anni di gare di gare di sci d’epoca a Sauze d’Oulx

Si inaugura domenica 25 gennaio, presso l’Ufficio Turismo di Sauze d’Oulx, la mostra “1992-2026 -le locandine della gara di sci d’epoca”, a cura di Amedeo Macagno. In mostra le locandine che hanno promosso, da oltre trent’anni, la gara di sci d’epoca. Da sempre promotore di questa manifestazione, che si corre con i vecchi legni dai primi anni del Novecento agli anni Settanta del secolo scorso, Macagno, giornalista e storico dello sci, non vuole celebrare solo la gara dello sci d’epoca ma, attraverso la sua collezione di “affiches”, intende ricordare alcuni personaggi che hanno fatto la storia di questo nobile sport.

“Forse non tutti sanno che la prima edizione di questa gara andò in scena nel 1992 – spiega Amedeo Macagno – a quei tempi avevo già raccolto un numero considerevole di antichi sci, non solo per collezionarli, ma anche e soprattutto per rimetterli in pista, come si faceva già da tempo con le auto e le moto d’epoca. Nasce così la Gara di sci d’epoca, negli anni copiata un po’ dappertutto, che con 34 edizioni, compresa quella di quest’anno del 7 marzo 2026, corse fra Sauze d’Oulx e Sestriere. Questa gara di sci d’epoca intende far rivivere personaggi del calibro di Adolfo Kind, colui che dal 1896 introdusse lo sci in Italia, ripreso in una affiche della Gara mentre sale con gli sci in spalla verso Sauze d’Oulx, oppure Carlo Mollino, noto architetto e sciatore, a cui fu dedicata la locandina della prima Gara di sci d’epoca, e ancora il campione austriaco Hans Nobl, icona di Sestriere, disegnato dal famoso illustratore Mario Puppo, e poi altri grandi artisti che hanno fatto scuola nella cartellonistica pubblicitaria d’epoca, da Carlo Pellegrini a Franz Lenhart, tutti artefici e protagonisti di quella montagna di sole, colori e sport invernali che hanno conquistato il turismo dagli albori dello sci fino ai giorni nostri”.

“Siamo lieti di ospitare questa mostra curata da Amedeo Macagno, che ringraziamo – spiega l’assessore al Turismo di Sauze d’Oulx Davide Allemand – si tratta di una esposizione che celebra trent’anni di una gara che è testimonianza della storia dello sci. Per tutti l’appuntamento sarà il 7 marzo presso lo Chalet Sincero, per assistere alle discese degli sciatori in abiti d’epoca con gli sci che hanno contribuito alla disciplina dello sci alpino”.

La mostra sarà accompagnata da una pubblicazione, breve ma preziosa, soprattutto per gli appassionati di sci d’epoca, oggi più numerosi di quanto si possa immaginare. La mostra è visitabile fino al 7 marzo , dalle 9 alle 12.30 e dalle 14.30 alle 18.30, tutti i giorni presso l’Ufficio Turismo di viale Genevris 7 a Sauze d’Oulx.

Info: 0122 858009 – 3311212290

Mara Martellotta

Città metropolitana con Libera e Avviso Pubblico contro mafie e corruzioni

Il 21 marzo prossimo, a Torino si celebrerà l’appuntamento nazionale della Giornata della Memoria e dell’Impegno in ricordo delle vittime delle mafie. Una celebrazione che torna a Torino a vent’anni di distanza dall’approvazione della legge regionale, ancora vigente, in materia di prevenzione e contrasto alla criminalità organizzata.

“La Città metropolitana di Torino è al fianco di Libera e di Avviso Pubblico.Enti locali e Regioni contro mafie e corruzioni al fine di coinvolgere l’intero territorio e sensibilizzarlo a una forte partecipazione, a Torino, il prossimo 21 marzo – ha commentato il vicesindaco metropolitano Jacopo Suppo, che proprio oggi ha concordato una serie di azioni concrete, a cominciare dal coinvolgimento di quei Comuni che sono risultati beneficiari delle risorse del fondo per la legalità e per la tutela degli amministratori locali vittime di atti intimidatori: sul nostro territorio sono Avigliana, Buttigliera Alta, Carmagnola, Givoletto, Grugliasco, Lombardore, Mattie, Montalenghe, Pinerolo, Piossasco, Valgioie, Viù e Volvera – Torino da anni aderisce all’associazione Avviso Pubblico, che ha dato vita alla legge istituiva dell’aggravante per i reati commessi contro gli amministratori pubblici, all’Osservatorio Nazionale presso il Ministero dell’Interno, di cui è componente, e al fondo per la legalità e per la tutela degli amministratori locali. Dopo un confronto con il presidente di Avviso Pubblico, Roberto Montà, e con i referenti di Libera Piemonte, abbiamo ritenuto opportuno promuovere un momento di confronto sull’impiego di queste risorse, che rappresentano un’opportunità per le comunità locali e gli enti interessati, per favorirne l’utilizzo in relazione alla celebrazione nazionale del 21 marzo, che attraverserà il centro di Torino e si concluderà alle 13 in piazza Castello con l’intervento conclusivo di don Luigi Ciotti in diretta televisiva nazionale”
Il contributo erogato ai Comuni sopracitati può essere destinato alla promozione della legalità e ad azioni volte a realizzare il rafforzamento della democrazia locale, con particolare riguardo a quelle che prevedono il coinvolgimento delle istituzioni scolastiche.

Mara Martellotta

“Lui” di Ashkan Khatibi: in scena il dramma iraniano

In scena giovedì 22 e venerdì 23 gennaio prossimi, al teatro Astra, la pièce teatrale del drammaturgo e regista Ashkan Khatibi sull’oppressione del regime iraniano, tema più che mai attuale

Andrà in scena giovedì 22 e venerdì 23 gennaio, alle ore 21, al teatro Astra, la pièce teatrale “Lui” di Ashkan Khatibi, classe 1979, drammaturgo, attore, regista, cantante, musicista e produttore iraniano. Dopo l’uccisione di Mahsa Amini, si è distinto come una delle voci più vicine alle istanze popolari contro la Repubblica Islamica. Dopo essere stato arrestato e violentemente interrogato dall’intelligence iraniana, ha lasciato il suo Paese, la famiglia e i suoi allievi, arrivando in Italia e proseguendo la sua vita artistica nel 2021.
“Lui” è molto più di una performance, rappresenta una lettera aperta al mondo libero, al centro della quale vi è la lotta per non farsi divorare dall’oscurità dei regimi totalitari oppressivi. Da considerarsi “mostro” è la dittatura e il protagonista cerca in maniera disperata di non trasformarsi in esso. Lo spettacolo è un grido per richiamare l’attenzione di chi non ha mai conosciuto la censura, e la repressione, come parte integrante del loro corpo, della loro anima e della loro opera. Il linguaggio scenico scelto fonde recitazione  e video design, curato da Kinia Rahman. Khatibi, attraverso una pièce teatrale in lingua farsi, con sovratitoli in italiano, composta da 13 scene, racconta la vita di scrittori e artisti che operano all’ombra della censura. In ognuna di queste scene, l’attore interpreta un personaggio che subisce violenza fisica e psicologica. Emerge, in queste scene, l’indifferenza del potere verso l’essere umano. Nonostante il titolo paia suggerire una certa solitudine esistenziale, lo spettacolo è il risultato di un intenso lavoro di squadra, con il coordinamento di Negar Mokarram Dorri e un team creativo composto da Sadaf Baghbani e Parinaz Ghasedi alla regia, Danial M. alla scenografia. La traduzione è di Sanam Naderi.

Teatro Astra- via Rosolino Pilo 6, Torino – fondazionetpe.it

Mara Martellotta

“Degustare è scoprire”, arriva il Salone del Vino

Al via (quasi) la IV Edizione del più importante evento dedicato al vino piemontese, ospitato alle “OGR” di Torino

Dal 28 febbraio al 2 marzo

Sotto il segno del tema “Degustare è scoprire” (“perché ogni nuovo vino apre un orizzonte, impone di scegliere un nuovo punto di vista e modifica la propria mappa del gusto”), s’avvia ad aprire i battenti la IV Edizione del “Salone del Vino” – la più grande “cantina aperta” del Piemonte – ospitata, da sabato 28 febbraio a lunedì 2 marzo, negli spazi delle “OGR” di corso Castelfidardo 22, a Torino. Due giornate, sabato e domenica, dedicate al grande pubblico dei “Wine Lovers” e la giornata di lunedì 2 marzo interamente riservata agli “operatori professionali” del settore (2mila gli ospiti previsti)  e animata da “buyer internazionali” provenienti da SveziaDanimarcaPassi BassiRegno Unito e Repubblica Ceca.

Organizzato dalla torinese “KLUG APS” (con il patrocinio e il sostegno di “Città di Torino”, “Camera di commercio” torinese, “Unioncamere Piemonte”, “Turismo Torino e Provincia”, “Regione Piemonte”, “Città Metropolitana” e il sostegno di “Fondazione CRT”, “Amiat”, “Gruppo Iren” e “GTT”), il “Salone” anche quest’anno anticiperà i suoi appuntamenti ufficiali con un articolato “palinsesto di avvicinamento” che accompagnerà il pubblico per tutto il mese di febbraio, con oltre 50 eventi tra cene, degustazioni e appuntamenti diffusi sul territorio a Torino e in Piemonte, culminando nella settimana del Salone. La cui “mission” rimane sempre la stessa: raccontare il  Piemonte come “sistema culturale” del vino, fatto di paesaggi, persone, lavoro, storie, ricerca e innovazione, cercando di comprendere le trasformazioni in atto e valorizzando le nuove generazioni in cantina e i giovani consumatori.

In proposito sottolinea Patrizio Anisio, direttore del “Salone”: “Raccontare il patrimonio vitivinicolo del Piemonte è un percorso di crescita culturale unico: ad ogni edizione scopriamo nuovi vini, tradizioni che vengono rinnovate, nuove cantine giovani e dinamiche, ma soprattutto vediamo come il pubblico è sempre alla ricerca di ‘esperienze immersive’, con una curiosità vivace, fluida e sempre più attenta alla sostenibilità”. E al direttore, fa eco Domenico Carretta, assessore ai “Grandi Eventi e Turismo” della “Città di Torino”: “Il ‘Salone del Vino’ è una manifestazione che rappresenta la Torino che vogliamo: una città capace di valorizzare le proprie radici, ma con lo sguardo rivolto al futuro, all’innovazione e soprattutto ai giovani. Il coinvolgimento delle cantine ‘First Generation’ e l’attenzione alla sostenibilità dimostrano che il mondo del vino piemontese è più vivo e dinamico che mai”.

Del resto, le cifre parlano chiaro: oltre 500 sono le cantine coinvolte e più di 50 le “masterclass” gratuite organizzate insieme a un ricco programma di “talk”, senza contare le oltre 30 collaborazioni con gli “enti di promozione”. In particolare,  un “focus speciale” sarà dedicato alle cantine di “First Generation”, anche fuori Piemonte: “giovani realtà che stanno riscrivendo il racconto del vino, portando con sé nuove visioni di viticoltura e sostenibilità”. Cui deve andare la massima attenzione, da riservare pur anche alle altre importanti novità cavalcate dal “Salone 2026”: dalla nuova “area food” realizzata in collaborazione con i “Maestri del Gusto di Torino e Provincia” ai 10 talk di approfondimento sostenuti dalla “piattaforma DISSAPORE” che unisce giornalismo tradizionale con quello digitale fino al rafforzamento di “Aspettando il Salone del Vino”, che per tutto il mese di febbraio, con ogni sera un evento, trasformerà Torino, in un grande palcoscenico diffuso, con cene tematiche, degustazioni e appuntamenti speciali che vedranno protagoniste cantine e consorzi, accompagnando il pubblico verso il cuore della manifestazione. Tra i vari appuntamenti, non  mancherà anche quest’anno l’appuntamento con la “Notte Rossa Barbera”, progetto ideato e organizzato dall’“Associazione F.E.A”, in programma venerdì 20 febbraio. Un’occasione per vivere, in chiave pop e moderna, la piola piemontese e la tradizione della “merenda sinoira” tra buon vino, nuove leve della musica italiana e atmosfere d’altri tempi. La nuova edizione del “Salone” – doveroso ricordarlo – si racconta anche attraverso una nuova veste grafica, ideata e disegnata dall’illustratore torinese Jacopo Rosati, che  racconta tutta la filiera vitivinicola con il suo tratto chiaro e nitido, “in un immaginario, fluido e complesso, che racconta ed interroga il mondo del vino”.

Da non dimenticare anche la volontà di consolidare, in questa IV Edizione, le “collaborazioni scolastiche” per coinvolgere giovani studenti nel progetto del Salone del vino, con l’“ITS Academy Turismo Piemonte”, l’Istituto Professionale Statale “G. Colombatto” e l’ITS “Academy Agroalimentare Piemonte”. Grazie al “Dipartimento Integrato Dipendenze” dell’“ASL Città di Torino” ci sarà, poi, uno spazio dedicato di promozione della salute dove il pubblico verrà informato e portato a riflettere sul consumo consapevole di alcol.

Per info più dettagliate sul programma: www.salonedelvinotorino.it

g.m.

Nelle foto: Conferenza Stampa, Patrizio Anisio e Domenico Carretta (Ph. Andrea Borio); Salone del Vino 2025 (Ph. Marzia Benigna); La Mole Antonelliana e il Salone del Vino 2025; Notte Rossa – Barbera 2025

Volontari al Cottolengo, corso di formazione

Dal 26 gennaio all’11 febbraio

 

L’Associazione Volontariato Cottolenghino Odv (AVC), come ogni anno, organizza alla Piccola Casa-Cottolengo di Torino un corso di formazione gratuito in preparazione al servizio di volontariato.

Si terrà dal 26 gennaio all’11 febbraio 2026 il lunedì e il mercoledì dalle ore 17 alle 18.30 presso il salone “Madre Nasi” della Piccola Casa della Divina Provvidenza di Torino (ingresso da via Sa Pietro in Vincoli 12).

Lunedì 26 gennaio 2026 il percorso formativo sarà aperto alle ore 17 con i saluti di Padre Carmine Arice, Padre generale della Piccola Casa, e di Antonello Maino, Presidente AVC.

Il corso, dopo un’introduzione di fratel Mauro Ripamonti su “La mission del Volontariato Cottolenghino” (lunedì 26 gennaio) presenterà le diverse realtà della Piccola Casa in cui i volontari prestano il loro prezioso servizio: dai Centri di Ascolto alla Mensa di “Casa Accoglienza”, dalle RSA all’Ospedale Cottolengo …

Inoltre, nei sabati 31 gennaio, 7 febbraio e 14 febbraio alle ore 10 sono in programma tre visite guidate nella Piccola Casa di Torino, le prime due a cura di Suor Luisa Busato e l’ultima a cura di Suor Claudia Pedrotti.

Iscrizioni

Per iscrizioni contattare l’Ufficio Volontariato (via Cottolengo 14 – Torino):

  • Martedì e giovedì dalle ore 9 alle 12 e dalle ore 14.30 alle 17
  • Mercoledì dalle ore 9 alle 12

Per informazioni: tel. 011.5225185, mail volontariato.cottolenghino@avc-odv.org, siti https://www.avc-odv.org/ o www.cottolengo.org