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Premio per la ricerca storica e mostra sulla Regina Margherita 

Mercoledì 4 marzo 2026, nella memoria liturgica del Beato Conte di Savoia Umberto III e nel 178esimo anniversario della proclamazione dello Statuto Albertino, come ogni anno in questa data, l’Associazione Internazionale Regina Elena Odv e il Coordinamento Sabaudo inaugureranno alla Palazzina di Caccia di Stupinigi la loro mostra, che quest’anno sarà dedicata a Margherita di Savoia-Genova, prima Regina d’Italia, nel centenario della sua dipartita.
Il pubblico avrà la possibilità di ammirare magnifiche foto ritraenti la sovrana; preziosi volumi editi tra fine Ottocento ed inizio Novecento; 
una serie di cartoline postali dedicate alla Regina Madre Margherita nei primi anni del XX secolo, alcune con soggetto la Palazzina di Caccia di Stupinigi e un album fotografico della seconda metà del XIX secolo composto da 194 albumine formato “carte de visite” ove sono presenti tutti i componenti della Famiglia Reale Italiana, politici e protagonisti del periodo risorgimentale italiano, membri della Curia di Papa Pio IX e la Famiglia Reale del Regno Unito con la Regina Vittoria, i figli e le personalità del Governo inglese che appoggiarono l’Unità d’Italia.  
Come ogni anno, verrà conferito il “Premio per la ricerca storica Maura Aimar”.
Saranno presenti rievocatori di molti gruppi storici piemontesi.
Questa mostra, visitabile nel pomeriggio del 4 marzo, si inserisce all’interno di un ricco calendario di iniziative denominate “Margherita. Un secolo di storia” in programma alla “Palazzina di Caccia” di Stupinigi, fino al prossimo luglio. Questo progetto, sviluppato grazie alla collaborazione con il “MAUTO – Museo Nazionale dell’Automobile”, collezionisti privati e altre realtà non solo culturali, ha come obiettivo quello di ricordare, attraverso articolati “passaggi” della sua vita, il centenario della scomparsa della sovrana. Il filo conduttore di tutte queste iniziative è sua la straordinaria voglia di modernità.
Dal 5 marzo al 28 giugno nella “Citroniera di Ponente” sarà allestita la mostra “Sulle strade della Regina. Alle origini dell’automobile moderna”, che permetterà al pubblico di ammirare undici automobili costruite da fine Ottocento ed inizio Novecento e nove carrozze storiche provenienti dalla collezione privata “Nicolotti Furno”. I visitatori potranno scoprire la figura di questo personaggio chiave dell’Italia unita anche attraverso il percorso “Le stanze di Margherita” all’interno dell’Appartamento di Levante, dove lei introdusse nuovi comfort. Tra il 1902 e il 1915, per volontà della sovrana la Palazzina venne infatti dotata di numerosi accessori finalizzati alla sua comodità, tra i quali il potenziamento dell’impianto di riscaldamento; i servizi di ritirata all’inglese con acqua corrente e lavandini con acqua fredda e calda; la corrente elettrica e l’ascensore a pompa idraulica realizzato dalle Officine Meccaniche Stigler di Torino e dotato di una cabina lignea con porta scorrevole, vetri smerigliati nelle otto finestre e pulsantiera in bachelite. L’ascensore è stato recentemente restaurato al Centro Conservazione e Restauro La Venaria Reale, grazie al contributo della Fondazione CRT.
Il pubblico potrà inoltre assaggiare il cioccolatino “Le Perle della Regina”, ideato dal “Museo del Cioccolato e del Gianduja Choco-Story Torino” e realizzato da “Pfatisch”. Si tratta una creazione unica, nata dal cuore di nocciola Piemonte IGP
, avvolto da un delicato guscio di cioccolato bianco, lucido e perlaceo, che richiama le preziose collane di perla tanto amate da Margherita.
Il programma prevede anche il ciclo di quattro conferenze “Margherita a Stupinigi e il suo tempo”, previste il venerdì alle 16 (le prossime saranno il 27 marzo, il 17 aprile e il 22 maggio), che affrontano la figura della prima Regina d’Italia attraverso temi contemporanei (moda, automobili, cucina, design) e le visite guidate “Margherita e Stupinigi”, in programma il secondo venerdì del mese alle ore 15.45.
La “ciliegina sulla torta” sarà la rievocazione storica “I giorni di Margherita” a cura del gruppo storico “Le vie del tempo”, che permetterà al pubblico di immergersi appieno nell’atmosfera della Palazzina di Caccia di Stupinigi nei primi anni nel Novecento.

La sovrana dal 1901 fino alla sua morte avvenuta a Bordighera il 4 gennaio 1926, trascorse l’autunno alla Palazzina di Caccia di Stupinigi e proprio qui la notte del 14 settembre 1904 apprese la notizia della nascita al Castello Reale di Racconigi di suo nipote il futuro Re Umberto II. Nonostante il forte temporale che imperversava, partì in piena notte guidando personalmente l’auto per andare a vedere il piccolo.
Con Margherita di Savoia-Genova la Palazzina di Caccia di Stupinigi visse i suoi ultimi “fasti Sabaudi” e la sua memoria è rimasta viva nei cuori della popolazione.
Per informazioni consultare il sito 
www.ordinemauriziano.it

ANDREA CARNINO

Che peccato! La Juve vince ma saluta l’Europa

 

Nei playoff di UEFA Champions League la Juventus vince ma saluta l’Europa. Allo Stadium finisce 3-2 contro il Galatasaray dopo i tempi supplementari: un successo generoso ma insufficiente per ribaltare il pesante 5-2 dell’andata in favore dei turchi.
I bianconeri partono con coraggio e trovano il vantaggio nel primo tempo grazie a un rigore trasformato da Locatelli. L’inerzia sembra cambiare, ma a inizio ripresa l’espulsione di Kelly complica i piani della squadra italiana. Nonostante l’inferiorità numerica, la Juve non si arrende e trova il raddoppio con Gatti, alimentando le speranze di rimonta.
Il 3-0 firmato da McKennie fa sognare lo Stadium, ma la fatica si fa sentire e nei supplementari emerge la maggiore lucidità del Galatasaray. Prima Osimhen accorcia le distanze, poi Baris Alper segna il gol che vale la qualificazione.
La Juventus esce tra gli applausi per carattere e determinazione, ma è il Galatasaray a festeggiare il passaggio del turno.

Enzo Grassano

Niente social in carcere per il “re dei maranza”

E’ sotto sorveglianza speciale e non può accedere ai social don Ali’ il cosiddetto ‘Re dei maranza’ di Torino.

Così ha stabilito il tribunale, su richiesta della questura, per il 25 enne noto su internet per i video delle bravate  da “boss” che realizzava a Torino, che era stato arrestato a novembre dopo avere minacciato un maestro di scuola in una strada. Ora è in carcere ad Aosta per altre irrevocabili condanne a suo carico.

Nuovi scioperi anche a Torino: ecco i possibili disagi

Alla fine di febbraio 2026 anche a Torino ci  si prepara a giorni complessi sul fronte dei trasporti, con una serie di scioperi che potrebbero incidere in modo significativo sulla mobilità nazionale. Le mobilitazioni, proclamate da sigle come Filt-CgilFit-CislUiltrasporti e Usb Lavoro Privato, riguardano in particolare il comparto aereo e quello ferroviario, con possibili ripercussioni anche sul trasporto pubblico locale in diverse città.

La giornata più delicata dovrebbe essere giovedì 26 febbraio, quando è previsto uno stop di 24 ore nel settore dell’aviazione civile, con il coinvolgimento del personale di compagnie come ITA AirwayseasyJet e Vueling, oltre agli addetti aeroportuali e ai servizi di assistenza a terra. Non si escludono cancellazioni e ritardi, anche se resteranno in vigore i servizi minimi garantiti previsti dalla normativa. Lo sciopero era stato inizialmente ipotizzato in una fase precedente del mese ma è stato riprogrammato per evitare sovrapposizioni con eventi di rilievo internazionale.

A seguire, tra la sera di venerdì 27 e la sera di sabato 28 febbraio, è annunciata un’astensione dal lavoro nel comparto ferroviario che coinvolgerà il personale del gruppo Ferrovie dello Stato Italiane, inclusa Trenitalia. Anche in questo caso saranno previste fasce di garanzia per i treni a lunga percorrenza e regionali nelle ore di maggiore affluenza, ma si prevedono comunque variazioni alla circolazione e possibili soppressioni.

Le ragioni delle proteste ruotano attorno al rinnovo dei contratti collettivi, alla richiesta di adeguamenti salariali in linea con l’aumento del costo della vita e a una riorganizzazione dei turni di lavoro, tema particolarmente sentito in un settore che negli ultimi anni ha registrato carenze di organico e carichi crescenti. I sindacati chiedono un confronto più rapido con le aziende e con le istituzioni, mentre le controparti invitano a proseguire il dialogo per evitare disagi ai cittadini.

Per chi deve viaggiare negli ultimi giorni di febbraio è consigliabile monitorare costantemente le comunicazioni ufficiali delle compagnie aeree e ferroviarie, verificare l’elenco dei servizi garantiti e, se possibile, valutare soluzioni alternative o biglietti flessibili. La fine del mese si profila dunque come un banco di prova per il sistema dei trasporti italiano, stretto tra le rivendicazioni dei lavoratori e l’esigenza di assicurare continuità agli spostamenti di milioni di persone.

Macbeth e Muti: un evento allo stesso tempo mondano e popolare al Regio di Torino

Di Renato Verga

Il Macbeth di Giuseppe Verdi rappresenta la prima, decisiva immersione del compositore nel teatro di William Shakespeare, cui tornerà più tardi con Otello e Falstaff, mentre un progettato Re Lear resterà incompiuto. È un momento di svolta: Verdi sceglie un soggetto cupo, tragico, dominato dall’analisi psicologica e dall’elemento soprannaturale, rinunciando in parte alle convenzioni più rassicuranti del melodramma italiano. La centralità non è più l’esibizione vocale, ma il dramma.
Il libretto di Francesco Maria Piave non convinse pienamente il compositore, che chiese l’intervento di Andrea Maffei, raffinato traduttore di Shakespeare e Schiller. Il contributo di Maffei non fu strutturale, ma qualitativo: intervenne nei passaggi cruciali elevandone la resa poetica e rafforzando l’aderenza all’originale shakespeariano. Emblematico è il coro “Patria oppressa!” dell’atto IV, che nel clima del Risorgimento italiano assunse un forte valore simbolico, non lontano da quello del celebre “Va’ pensiero” del Nabucco.
Dal punto di vista musicale, Macbeth segna uno scarto rispetto alla produzione coeva. Verdi non elimina le forme tradizionali (cavatina, cabaletta, concertato), ma le trasforma dall’interno, comprimendole e svuotandole della loro funzione meramente virtuosistica. L’opera tende verso una maggiore continuità teatrale: parola, gesto e suono convergono in una sintesi tragica di sorprendente modernità. L’orchestrazione si fa più densa e scura; cromatismi insinuanti e impasti cupi di legni e ottoni creano un paesaggio sonoro inquietante. Il coro, in particolare quello delle streghe, non è elemento decorativo ma forza propulsiva dell’azione, incarnazione collettiva del destino.
Dopo la prima versione del 1847, presentata al Teatro della Pergola di Firenze, Verdi rielabora profondamente l’opera nel 1865 per il Théâtre Lyrique di Parigi. Non si tratta di semplici ritocchi, ma di una vera revisione strutturale. Vengono aggiunti i ballabili, secondo le consuetudini parigine; Lady Macbeth ottiene una nuova aria, “La luce langue”, che ne approfondisce la dimensione demoniaca e introspettiva; il coro “Patria oppressa!” viene rielaborato con maggiore intensità; il finale è completamente riscritto: scompare l’aria di morte di Macbeth, che ora muore fuori scena, e l’opera si chiude con un grande coro trionfale.
Questa revisione comporta anche un’evoluzione psicologica dei personaggi. Il Macbeth del 1847 conserva tratti ancora eroici e legati alla tradizione baritonale; quello del 1865 è più tormentato, più introverso, meno incline all’affermazione vocale. Lady Macbeth diventa ancora più centrale e moderna, figura di inquietante complessità. L’oscurità psicologica si accentua, anticipando il teatro maturo di Otello.
Nelle recenti rappresentazioni al Teatro Regio di Torino, Riccardo Muti sceglie coerentemente la versione parigina, come già in precedenti occasioni alla Scala, al Maggio Musicale Fiorentino e all’Opera Academy di Tokyo. La sua lettura è severa, concentrata, quasi ascetica: la musica serve la parola con rigore assoluto. I tempi sono serrati, il lirismo ridotto all’essenziale, la tensione drammatica costante. Rispetto alla trasparenza timbrica e al respiro lirico di Claudio Abbado, Muti privilegia l’introspezione e la precisione espressiva. Le streghe risultano più ambigue che telluriche; la tragedia diventa interiore.
A Torino il maestro ripristina anche i ballabili, raramente eseguiti oggi. La regia di Chiara Muti punta su un impianto visivo simbolico e ricco di elementi scenici, con un’estetica che insiste sull’elemento soprannaturale. Pur tecnicamente curata — efficace, ad esempio, l’apparizione del fantasma di Banco — la messa in scena tende talvolta all’accumulo iconografico, mentre l’opera sembrerebbe giovarsi di maggiore sobrietà.
Sul piano vocale spicca Lidia Fridman come Lady Macbeth: timbro aspro, fraseggio incisivo, forte presenza scenica, in linea con la richiesta verdiana di una vocalità anti-ornamentale, capace di rendere l’allucinazione e la ferocia del personaggio. Luca Micheletti offre un Macbeth misurato e tormentato, più attento al declamato che all’enfasi. Buona la prova di Giovanni Sala come Macduff e del coro del Regio, particolarmente efficace in “Patria oppressa!”.
Lo spettacolo ha riscosso un grande successo di pubblico, confermandosi come uno degli eventi centrali della stagione torinese: un incontro tra un capolavoro di svolta del primo Verdi e una lettura interpretativa rigorosa, che ne esalta la dimensione tragica e morale.

Troppo smog, scatta il livello rosso

Da oggi, giovedì 26 febbraio, e fino a venerdì 27 febbraio compreso (prossimo giorno di controllo), le misure di limitazione del traffico passeranno al livello 2 (rosso). I dati previsionali forniti oggi da Arpa Piemonte evidenziano infatti il superamento per tre giorni consecutivi del valore di 75 mcg/mc di concentrazione media giornaliera di PM10 nell’aria.

Oltre alle limitazioni strutturali in vigore, continua dunque il blocco dei veicoli diesel adibiti al trasporto persone e al trasporto merci, con omologazione Euro 5, tutti i giorni, festivi compresi, dalle ore 8 alle 19.
Si ricorda che eventuali variazioni del semaforo antismog in vigore, con le relative misure di limitazione del traffico, vengono comunicate il lunedì, mercoledì e venerdì, giorni di controllo sui dati previsionali di PM10, ed entrano in vigore il giorno successivo.

L’elenco completo delle misure antismog a tutela della salute, delle deroghe e dei percorsi stradali esclusi sono disponibili alla pagina www.comune.torino.it/schede-informative/misure-antismog-tutela-della-salute

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Tari 2026: definite scadenze e modalità di pagamento

 

Modalità di pagamento più articolate, con uno slittamento della prima rata per le utenze domestiche, e conferma degli strumenti digitali per il versamento: sono questi i principali contenuti della delibera che definisce modalità e scadenze della Tassa sui Rifiuti (TARI) per il 2026 a Torino.

Il provvedimento, approvato dalla Giunta comunale su proposta dell’Assessora al Bilancio Gabriella Nardelli, sarà ora trasmesso al Consiglio Comunale per l’approvazione definitiva, come previsto dall’iter istituzionale.

“Il nostro obiettivo è rendere il pagamento della TARI più semplice e sostenibile per tutti”, spiega l’Assessora al Bilancio Gabriella Nardelli. “Si tratta di un impegno preciso nei confronti della città da parte di un’Amministrazione che vuole semplificare gli adempimenti, ridurre gli oneri amministrativi per i cittadini e garantire un accesso equo e trasparente ai servizi pubblici.”

Per le utenze domestiche il pagamento sarà suddiviso in cinque rate complessive: quattro di acconto e una rata di saldo. La prima rata di acconto slitta al 30 maggio 2026, con successive scadenze il 30 giugno, 30 luglio e 30 settembre, mentre il saldo è fissato al 16 dicembre 2026. Lo slittamento di un mese rispetto agli anni precedenti è stato previsto per consentire al Comune di recepire i dati necessari all’applicazione del bonus sociale rifiuti e riconoscere le agevolazioni già in sede di acconto. L’acconto sarà calcolato applicando il 55% delle tariffe 2025, mentre il saldo verrà determinato con le tariffe 2026, con conguaglio rispetto a quanto già versato. Resta la possibilità di pagare l’acconto in un’unica soluzione entro il 30 giugno; per importi pari o inferiori a 30 euro sarà proposta direttamente la rata unica.

Per le utenze non domestiche, come negozi, uffici e imprese, le rate saranno sette: sei di acconto in scadenza il 30 marzo, 30 aprile, 30 maggio, 30 giugno, 30 luglio e 30 settembre, e una rata di saldo il 16 dicembre 2026. L’acconto sarà calcolato sull’85% delle tariffe 2025, con conguaglio finale sulla base delle tariffe 2026. Anche in questo caso è prevista la possibilità di pagamento in un’unica soluzione e, per importi fino a 100 euro, sarà proposta direttamente la rata unica.

Se una scadenza coincide con il sabato o con un giorno festivo, il termine si intende automaticamente prorogato al primo giorno lavorativo successivo.

Il pagamento degli avvisi bonari avverrà tramite il sistema PagoPA, con gestione affidata a Soris S.p.A.. I contribuenti potranno utilizzare tutti i canali abilitati, inclusa la domiciliazione bancaria o postale.

Proseguirà inoltre la sperimentazione del pagamento della TARI abitazioni tramite l’app IO, attraverso la quale sarà possibile visualizzare l’avviso e pagare direttamente.

Anche per il 2026 il recapito degli avvisi di pagamento, inviati in due momenti distinti (acconto e saldo), sarà curato da Soris S.p.A. con modalità differenziate. Per gli utenti registrati al servizio “Estratto Conto online” l’avviso non sarà spedito in formato cartaceo, ma sarà reso disponibile nell’area riservata sul sito della società, con comunicazione via e-mail e/o SMS dell’avvenuto deposito e possibilità di scaricare e stampare i modelli PagoPA. Chi è registrato al servizio e ha indicato un indirizzo e-mail non riceverà quindi l’avviso cartaceo a domicilio. L’invio tramite PEC riguarderà imprese, professionisti, pubbliche amministrazioni e ditte individuali obbligate per legge, nonché i cittadini che hanno eletto il domicilio digitale o aderito al bando comunale per la fornitura gratuita di PEC. Per tutti gli altri contribuenti continuerà l’elaborazione, stampa e spedizione dell’avviso cartaceo con i modelli PagoPA precompilati.

Il percorso sulla TARI proseguirà nei prossimi mesi con l’approvazione delle tariffe 2026 entro i termini di legge e con eventuali ulteriori misure che saranno oggetto di successiva comunicazione.

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Polizia Locale sequestra 66 capi contraffatti al Balon

 

66 tra capi di vestiario e accessori contraffatti sono stati sequestrati da agenti del Reparto Operativo Speciale della Polizia Locale di Torino sabato 21 febbraio al mercato del Balon, sempre molto frequentato da cittadini e turisti.

Intorno a mezzogiorno una segnalazione pervenuta da alcuni cittadini ha allertato la centrale. Avvertivano della presenza di persone che stavano vendendo materiale di abbigliamento griffato contraffatto in via Goffredo Mameli angolo piazza della Repubblica.

La chiamata deve aver insospettito i venditori che si sono dati alla fuga. Arrivati sul posto, i civich hanno trovato soltanto la merce contraffatta abbandonata al suolo e hanno provveduto al sequestro. Si tratta di numerosi capi di abbigliamento e accessori, tutti marchiati simulando noti brand di moda: 17 paia di pantaloni, 23 felpe, 1 paio di scarpe, 1 borsello, 1 portafogli, 13 cinture e 10 giubbotti.

La Polizia Locale è attiva nel contrasto alla vendita di merci contraffatte sia tramite il pronto intervento, sia attraverso azioni mirate e controlli sulle aree pubbliche: per quanto riguarda l’anno 2025 sono stati 399 i sequestri effettuati.

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In mostra a Chieri il “Tessile” d’antan

Un pomeriggio al “Museo del Tessile” chierese, per scoprire le preziose donazioni di beni storici da parte di generosi “benefattori” locali

Sabato 28 febbraio, ore 14 – 18

Chieri (Torino)

Attenzione! Il tempo è limitato. Un solo pomeriggio. Quattro ore, dalle 14 alle 18. Tant’è il tempo messo a disposizione dei chieresi (ma non solo) dal “Museo del Tessile” di via Santa Chiara 10, a Chieri, che, sabato prossimo 28 febbraio, spalancherà gratuitamente le sue porte al pubblico al fine di mostrare le “donazioni dei beni storici” pervenute al “Museo” nel corso del 2025 ed esposte all’uopo nell’interna “Sala polifunzionale”.

Sempre più fedele al suo motto, “Tessere il futuro con le trame del passato”, l’ex Convento di “Santa Chiara” (già “Opificio Levi”) da tempo conserva un primo importante nucleo di “oggetti” che hanno fatto la grande storia dell’attività tessile chierese (da filatoi, orditoi verticali ed orizzontali, telai a mano, fino a campionari e a strumenti di misurazione, peculiari della lavorazione di uno dei centri cotonieri più antichi e continuativi – dal Quattrocento ad oggi – in Piemonte) e che ora va significativamente ad implementarsi con nuove storiche donazioni ulteriormente rappresentative di una vocazione propria della “città collinare” e da sempre riconosciuta a livello internazionale.

Durante il “percorso di visita” programmato per sabato prossimo, sarà possibile visionare due “fondi di disegni per tessitura” del Novecento, eseguiti a tempera su carta per “telaio Jacquard”, provenienti dalle manifatture “Ronco” e “Gastaldi Giorgio” di Chieri, ricevuti in dono dal signor Angelo Defilippi. Si tratta di due fondi importanti per la memoria della Città, che fanno da contrappunto ad alcuni “disegni” prodotti dallo “Studio Serra & Carli”, che ha anche omaggiato un “ritorcitoio” ligneo manuale, macchina usata per la ritorcitura dei filati, restaurato da Bruno Eterno e Bruno Zanin. Fra i vari altri attrezzi degni di particolare attenzione, un arcolaio ottocentesco (apparecchio utilizzato per ridurre in gomitoli o in bobine il filato in matasse), lascito del signor Giancarlo Del Martini, una coeva “matassiera lignea manuale” donata dalla signora Donatella Cortassa, e un piccolo “orditoio manuale” (macchina che prepara l’ordito per essere utilizzato sul telaio, attraverso l’operazione detta “orditura”)  in legno e ferro del primo Novecento donato dal signor Guglielmo Mancin.

A completare la mostra una raccolta di quattro “Shadow Box”, ovvero “stampe” di perfetta tiratura, tratte dalle riviste “La Mode illustrée”“La Mode artistique” e “Les Modes Parisiennes” di fine Ottocento, con “resa tridimensionale” degli abiti in stoffa, merletti e accessori, donati dalla signora Biagina Garnero di Nichelino.

Dichiara Melanie Zefferino, presidente “Fondazione Chierese per il Tessile e per il Museo del Tessile”: “A nome del CdA, ringrazio i benefattori per le donazioni liberali a favore del nostro ‘Museo’, dunque in primis della cittadinanza chierese, che da quasi trent’anni a questa parte beneficia della generosità di tutti coloro che hanno voluto custodire e trasmettere la ‘cultura del tessile’ attraverso donazioni materiali, collaborazioni ‘pro-bono’ e volontariato”.

Per info: “Museo del Tessile”, via Santa Chiara 10, Chieri (Torino); tel. 329/4780542 o www.fmtessilchieri.org

g.m.

Nelle foto: “Disegno per tessitura – Gastaldi” e stampe da “La Mode Illustrée”

Bonifica  aree inquinate a Cirié, Givoletto e Rivalta per 4,7 milioni

Approvato dalla Giunta regionale del Piemonte su proposta dell’assessore all’Ambiente Matteo Marnati lo schema di atto integrativo per interventi di messa in sicurezza e bonifica di siti inquinati. «Si tratta di un passo fondamentale verso la tutela e la riqualificazione del territorio – spiega l’assessore Marnati -. Un atto necessario che ci permette di finalizzare interventi cruciali per la sicurezza ambientale in Piemonte. Grazie a sinergie istituzionali forti, che  vedono al lavoro il ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, la Città Metropolitana di Torino e i Comuni coinvolti, stiamo sbloccando e regolando risorse complessive per 4,7 milioni di euro, finanziati attraverso il Piano Sviluppo e Coesione 2014-2020. Con questi fondi portiamo a conclusione  la bonifica e la messa in sicurezza  dei siti ex Olma ed ex Chimica Industriale a Rivalta di Torino e dell’area ex  Interchim a Cirié. Interveniamo inoltre sul sito ex Lerifond a Givoletto. L’atto approvato oggi nasce dall’esigenza di aggiornare i cronoprogrammi e di disciplinare correttamente le risorse. Si tratta di un’operazione  che non solo restituisce salute e sicurezza ai cittadini di questi comuni, ma dimostra l’efficacia del lavoro di squadra tra istituzioni per risolvere le criticità ereditate dal passato e riqualificare aree strategiche  per le nostre comunità».

L’accordo, che risale al  2 settembre 2021, coinvolge ministero dell’Ambiente  e Sicurezza energetica, Regione Piemonte, Città Metropolitana di Torino ed i Comuni di Cirié, Givoletto e Rivalta di Torino. La Regione Piemonte è stata individuata come responsabile dell’attuazione degli interventi ed i Comuni quali beneficiari dei finanziamenti, nonché soggetti attuatori. I 4,7 milioni di euro sono così ripartiti tra i siti: 995.481,96 euro all’ex Interchim” a Cirié; 1.800.000 euro all’ex Lerifond” a Givoletto e 1.840.841,57 euro alle aree ex Oma ed ex Chimica Industriale a Rivalta di Torino.

Lo scorso 10 dicembre il Ministero ha richiesto ai Comuni l’aggiornamento delle schede degli interventi  per dare corso alla conclusione e rendicontazione degli interventi finanziati. La messa in sicurezza e la bonifica delle aree ex Olma ed ex Chimica Industriale a Rivalta di Torino e quelli all’ex Interchim a Cirié sono stati conclusi. Il costo totale dell’intervento a Rivalta di Torino è pari ad euro 2.000.000 di cui 159.158,43 finanziati dal Comune.