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Oltre il benessere di facciata: costruire una solidità interiore che resista al tempo

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Essere consapevoli riguardo alla propria condizione psicofisica non è un fattore scontato

Avere la capacità di leggersi veramente in un’epoca in cui il benessere viene spesso raccontato attraverso immagini curate, frasi motivazionali e routine perfette, richiede sforzo e dedizione. Sui social e nei contesti professionali sembra che tutti sappiano sempre come gestire emozioni, relazioni e difficoltà. Tuttavia, dietro questa narrazione levigata, molte persone sperimentano fragilità profonde e silenziose. Non è un caso che sempre più individui si rivolgano a professionisti, siano essi in presenza o a distanza come il dott. Davide Caricchi di Psicologo online 24, per comprendere come costruire una stabilità emotiva che non dipenda dall’approvazione esterna o dall’assenza di problemi, ma da basi interiori più solide e durature.

Benessere reale e benessere percepito

La psicologia distingue tra benessere soggettivo e benessere autentico. Il primo è legato alla percezione immediata di piacere o soddisfazione; il secondo riguarda la coerenza tra valori, scelte e identità personale. È possibile che i due non coincidano, portando a sentirsi temporaneamente bene senza essere davvero in equilibrio. Il benessere di facciata è fragile perché dipende dalle circostanze: successo lavorativo, riconoscimento sociale, relazioni senza conflitti.

Al contrario, la solidità interiore si costruisce su elementi più stabili: consapevolezza di sé, capacità di regolare le emozioni, accettazione dei propri limiti. Numerosi studi mostrano che le persone che sviluppano queste competenze sono più resilienti di fronte agli eventi stressanti. Non è l’assenza di difficoltà a determinare la forza, ma il modo in cui le si attraversa.

La resilienza come competenza allenabile

La resilienza non è una dote innata riservata a pochi. Le ricerche in ambito psicologico dimostrano che può essere sviluppata nel tempo attraverso pratiche concrete: riflessione sulle esperienze, costruzione di relazioni di supporto, rielaborazione degli errori. Imparare a dare significato alle difficoltà riduce il loro impatto destabilizzante.

Un elemento centrale è la capacità di distinguere tra ciò che dipende da noi e ciò che non possiamo controllare. Questa distinzione, presente in molte tradizioni filosofiche e confermata dalla psicologia moderna, aiuta a ridurre il senso di impotenza. Concentrarsi sulle proprie azioni, anziché sulle variabili esterne, rafforza il senso di efficacia personale.

Emozioni: accoglierle, non negarle

Un altro pilastro della solidità interiore è il rapporto con le emozioni. Spesso si tende a reprimere tristezza, paura o rabbia per mantenere un’immagine di equilibrio. Tuttavia, evitare sistematicamente le emozioni negative non le elimina: le rende solo meno visibili, ma più influenti. Le emozioni ignorate trovano comunque il modo di emergere.

Le evidenze scientifiche indicano che riconoscere e nominare le proprie emozioni ne riduce l’intensità e migliora la capacità di gestione. Questo processo, chiamato regolazione emotiva, è associato a una maggiore stabilità nel tempo. Accettare la propria vulnerabilità è un segno di maturità, non di debolezza.

Coerenza tra valori e scelte

La solidità interiore si rafforza quando le azioni quotidiane sono coerenti con i propri valori. Le persone che vivono in dissonanza – ad esempio, perseguendo obiettivi imposti dall’esterno – sperimentano livelli più alti di stress e insoddisfazione. Al contrario, agire in linea con ciò che si ritiene importante favorisce un senso di integrità personale.

Questo non significa vivere senza compromessi, ma mantenere un orientamento chiaro. Chiedersi “Perché lo sto facendo?” è spesso più utile che chiedersi “Sto facendo abbastanza?”. La direzione conta più della velocità, soprattutto in un contesto sociale che valorizza la performance continua.

Relazioni come fondamento della stabilità

Numerosi studi longitudinali hanno evidenziato che la qualità delle relazioni è uno dei fattori più importanti per il benessere a lungo termine. Non si tratta della quantità di contatti, ma della presenza di legami autentici e di sostegno reciproco. La connessione umana agisce come fattore protettivo contro lo stress.

Costruire relazioni basate su fiducia e reciprocità richiede tempo e autenticità. Anche questo è un antidoto al benessere di facciata: mostrarsi per ciò che si è, senza maschere eccessive, crea legami più stabili e soddisfacenti. La solidità interiore cresce quando non dobbiamo difendere continuamente un’immagine.

Dal successo esteriore alla forza interiore

Andare oltre il benessere apparente significa spostare l’attenzione dall’immagine alla sostanza. Non è un percorso rapido, né lineare. Richiede introspezione, pazienza e disponibilità al cambiamento. Tuttavia, i benefici sono duraturi: maggiore equilibrio, capacità di affrontare le crisi, senso di continuità nel tempo.

La vera stabilità non nasce dall’assenza di problemi, ma dalla capacità di restare centrati mentre la vita cambia. In un mondo che premia l’apparenza e la velocità, scegliere di costruire una solidità interiore è un atto di consapevolezza che permette di resistere alle oscillazioni esterne e di mantenere una direzione personale anche quando il contesto si trasforma.

 

 

“Donne in vista”, la mostra di Thorimbert fino al 2 giugno a CAMERA

In occasione di EXPOSED Torino Photo Festival, fino al 2 giugno, la project room di CAMERA ospita la mostra dedicata a Toni Thorimbert, dal titolo “Donne in vista”. Il progetto, ideato da Luca Beatrice, nasce come omaggio del fotografo italo-svizzero e di Valter Guadagnini, direttore artistico di EXPOSED, all’amico prematuramente scomparso lo scorso anno. Il progetto espositivo raccoglie una selezione di circa 60 fotografie, tutte dedicate alla figura femminile. Realizzate nell’arco di oltre trent’anni di attività, gli scatti ritraggono figure celebri e altre anonime, mettendo in evidenza la capacità del fotografo di muoversi tra registri diversi. L’allestimento si muove fluidamente tra ritratti ufficiali, scatti privati e fotografie di moda, dimostrando la capacità di Thorimbert di catturare l’essenza del soggetto oltre la superficie dell’immagine. In mostra convivono figure note della cultura e dello spettacolo, accanto a don e comuni, tutte accomunate da una ricerca  estetica capa e di esaltarne la presenza e l’identità. Il percorso si snoda attraverso immagini cardine e simboliche: i ritratti della madre e della figlia dell’autore. Due fotografie che condensato il senso del progetto e suggeriscono una riflessione sulla fotografia come spazio in cui esperienza personale e ricerca della bellezza si incontrano, indipendentemente dal soggetto ritratto e dal contesto.Tra le figure pubbliche ritratte da Thorimbert ricordiamo Victoria Avril, Francesca Neri, Natalia Ginzburg, Inge Feltrinelli, Ornella Vanoni, Eleonora Giorgi, Nancy Brilli e Monica Bellucci. Attraverso la ricerca della bellezza, Thorimbert narra la propria esistenza e il proprio sguardo sul mondo, celebrando il corpo e il volto femminile come custodi di storie e una memoria visiva senza tempo, radicata nella vibrante atmosfera di Milano e non solo.

Mara Martellotta

“Tra indivisibile e dicibile”. Bruno Mangiaterra ed Enzo Bersezio dialogano tra loro

CSA Farm Gallery annuncia l’apertura della mostra intitolata “Tra indivisibile e dicibile” sabato 23 maggio prossimo alle ore 17. Si tratta di un progetto espositivo articolato, che vede protagonisti due interpreti rigorosi della ricerca contemporanea, Bruno Mangiaterra e Enzo Bersezio. L’evento è anche curato da un saggio critico di Gianfranco Ferrisi. Il progetto si sviluppa attraverso una narrazione complementare in due spazi distinti. Presso CSA Farm Gallery, Bruno Mangiaterra presenterà la sua ricerca in una mostra personale che ne ripercorre alcune tappe fondamentali; contemporaneamente, nell’Atelier Bersezio, le sue opere si porranno in un incontro diretto e serrato con quelle di Enzo Bersezio. Secondo l’analisi di Gianfranco Ferlisi, le opere in mostra non sono semplici esiti formali, ma processi di attraversamento. Per Bruno Mangiaterra l’arte è interrogarsi in maniera radicale sul linguaggio: la sua r8cerca affonda le radici nel dialogo con k’arte povera e il concettualismo, e abita l’incompiuto in ma ieri deliberata. L’atto artistico è un movimento continuo che cerca di intercettare la vibrazione poetica del mondo ancor prima che diventi parola definita. Le sue opere si possono considerare eventi contingenti, tracce di una adorazione laica che sfida la soglia fra l’estetica e una dimensione cosmogonica originaria. In questo spazio di tensione si inserisce l’opera di Enzo Bersezio, incentrata sull’architettura invisibile della creazione. Ispirandosi alla suggestione secondo cui il mondo è stato creato attraverso la parola e il segno, Bersezio utilizza i numeri primi e le lettere dell’alfabeto ebraico quali punti cardinali. Nelle sue sculture lignee, il numero smette di essere quantità per diventare matrice generativa. L’artista utilizza il legno inciso e lavorato, che allude a una grammatica segreta della realtà che l’uomo non crea ma tenta di interpretare.

L’incontro fra i due artisti è significativo perché crea un campo magnetico unico: se in Mangiaterra il linguaggio tende a diffondere il dicibile, in Bersezio il numero e la materia tendono a tenere e concentrare l’indivisibile.

“Forse l’opera non è altro che questo – scrive il critico Ferlisi – un tentativo di leggere, facendo arte, ciò che è stato scritto. Nei numeri che non si dividono, nelle lettere che non tacciono, nella materia che trattiene memoria. La mostra rimarrà aperta nella sua sede di via Vanchiglia 36, interno cortile, fino al 20 giugno, offrendo un’opportunità unica per offrire la ricerca di Mangiaterra e il suo dialogo elettivo con la poetica di Bersezio”.

Info: “Tra indivisibile e dicibile” – Bruno Mangiaterra e Enzo Bersezio – CSA Farm Gallery, inaugurazione sabato 23 maggio, via Vanchiglia 36, interno cortile. Da mercoledì a sabato dalle 16 alle 19.30 – info@csafarmgallery.it

Mara Martellotta

Neanche Lo Russo e’ riuscito a rilanciare economia e lavoro a Torino

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L’OPINIONE 

L’ultima domanda dell’intervistatore al dibattito che si è tenuto ieri nelle splendide sale di Palazzo Carignano in occasione del 150* anniversario del più importante settimanale diocesano La Voce il Tempo, ha chiarito che neanche Lo Russo è riuscito a rilanciare economia e lavoro a Torino mentre le difficoltà della metà della Città che è in difficoltà come disse l’Arcivescovo NOSIGLIA sono ancora aumentate.
Avremo la seconda Biblioteca d’Europa, via Roma sara’ pedonalizzata, nel 2027 partiranno finalmente i lavori della Linea 2 della Metro ma i primi risultati si vedranno nel 2033-4. Nel frattempo chi non ce la fa a arrivare a fine mese e fa fatica a mangiare due volte al giorno dovrà contare sui pasti delle Caritas parrocchiali o sulle 12 Mense dei poveri. In questi anni la distanza tra il Centro e la periferia è ancora aumentata. Il degrado in Barriera e Aurora è sicuramente cresciuto.
Cosi dopo 33 anni di Giunte di sinistra che si definiscono progressiste a Torino le diseguaglianze sono aumentate. Quanto manca a Torino la cultura democratica cristiana che aveva una sensibilità e una attenzione agli ultimi che derivava dai Santi sociali. Non avendo difeso  l’industria sottovalutata da Castellani e seguaci oggi il 75% dei giovani ha un lavoro precario perché da chi collabora alla lavorazione dei film ai grandi eventi trova occupazioni a tempo parziale da 1 mese a tre mesi massimo. Torino nello studio Zangola sul lavoro figura agli ultimi posti tra le Città italiane.
In qualsiasi azienda privata di fronte a questi risultati si cambierebbe guidatore. Nella attesa  degli incontri sulla nuova strategia di Stellantis con FILOSA e’ evidente che la carta più grande non può essere il sogno delle Olimpiadi del 2040 ma l’arrivo della TAV di cui però nessuno parla piu’ . Dimenticata nel dibattito di ieri, dimenticata dai giornali su spinta del PD fortemente diviso al suo interno. In un dibattito subito chiuso di repubblica e’ emerso come sia stato il PD a frenare l’opera dalla parte italiana negli ultimi anni. L’opera si farà solo perché noi SITAV avemmo il coraggio di organizzare la grande Piazza Castello del 10.11.2018. Anche se qualcuno , dimenticando di gestire fondi pubblici e di essere pagato edita  pubblicazioni molto parziali.

La TAV che fa parte di un corridoio che collega un quinto del PIL europeo porterà traffici commerciali e turistici 365 giorni l’anno e ci renderà più attrattivi di investimenti esteri . A quel punto forse anche i capitalisti torinesi ,che oggi investono sulla piazza di Londra o N. York, torneranno ad investire su Torino.

Mino GIACHINO
UDC Torino

La rubrica della domenica di Pier Franco Quaglieni

Sommario: La passeggiata Mario Soldati a Tellaro – Gli Alpini a Genova – Edoardo Massimo Fiammotto – Lettere

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La passeggiata Mario Soldati a Tellaro
Tellaro, amena località marina  nel comune di Lerici, in provincia di La Spezia, quasi ai confini con la Toscana, sta per dedicare ufficialmente  la  sua passeggiata a mare a Mario Soldati, lo scrittore e regista che scelse di vivere nel golfo dei poeti per molti anni. La intitolazione è per festeggiare i 120 anni della nascita di Soldati a Torino nel 1906. La benemerita società di  Mutuo  Soccorso di Tellaro, animata dall’entusiasmo di Silvio Vallero, il 30 luglio insieme al Comune di Lerici, ricorderà, in una mitica e suggestiva  terrazza sul mare Soldati.
Ho provato  mesi fa a sentire in modo informale  il Comune di Torino per promuovere un’iniziativa in ricordo di Soldati, ma ho trovato freddezza, malgrado Soldati fosse stato nominato cittadino onorario ed abbia una via a  lui intitolata per iniziativa del sindaco Valentino Castellani.
Forse il sindaco Lo Russo  potrebbe essere decisivo, insieme alla Città metropolitana, per promuovere un evento nella città più soldatiana d’Italia ,anche se Soldati è vissuto soprattutto a Roma e a Milano, pur ma tendo la residenza sempre a Torino. Il sindaco Fassino lo onoro’ nella Sala rossa del Consiglio Comunale con una solenne cerimonia a cui partecipai insieme ad Ugo Nespolo. Il sindaco Zanone gli consegno’ la pergamena di cittadino onorario. Una lapide ai Murazzi ricorda  il suo gesto eroico di sedicenne che si buttò nelle acque del Po in piena per salvare un compagno di scuola dell’Istituto  sociale che stava annegando. Per quell’episodio ebbe la medaglia d’argento al valor civile. In una Torino che sta  inevitabilmente perdendo sempre più la sua identità più profonda,forse ,avrebbe un senso ricordare Soldati. Al cimitero monumentale dove è sepolto andarono a rendergli omaggio i presidenti della Regione Cirio (nella foto) e Bresso, oltre al sindaco Castellani che partecipò ai suoi funerali privatissimi  nel 1999.
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Gli Alpini a Genova
Che il femminismo oltranzista si schieri contro l’adunata degli Alpini che porterà a Genova un numero incredibile di persone, non è un bel segno. Generalizzare un piccolo episodio  che ebbe protagonista in passato  un gruppetto di penne nere, e’  sbagliato ed è ingiusto. Alle adunate si aggregano o  addirittura si aggiungono senza controlli  persone che non hanno nulla a che vedere con l’ Associazione Nazionale Alpini. Nelle feste nelle piazze e nelle vie si possono mescolare persone che acquistano per l’occasione un cappello alpino. Invece di distinguere e dare il benvenuto agli alpini, la sindaca di Genova Salis prende lo spunto dalle proteste di una parte di femministe, per acuire ancora di più il dissenso espresso nei confronti di un episodio che non ebbe mai contorni certi e precisi. La sindaca avrebbe avuto invece il dovere anche di ricordare cosa fanno gli alpini nel caso non solo delle grandi calamità nazionali. E questo proprio nell’anniversario del terremoto del Friuli che nel 1976 devastò quelle terre che seppero riprendersi con coraggio e capacità impensabili.
A dare un soccorso immediato ed  importante furono proprio gli alpini. La sindaca di Genova avrebbe dovuto ricordarlo. Le associazioni d’arma – per quanto decimate dall’abolizione della leva obbligatoria – sono una parte sana del Paese e il loro richiamarsi ai valori patriottici è un antidoto al clima di violenza generato dai tanti estremisti che invadono le piazze ed attaccano le Forze dell’ordine. Gli alpini portano sempre una parola solidale che va ben oltre al folclore. In periodo di guerra come il nostro può sembrare arcaico o addirittura assurdo parlare di associazioni combattentistiche,perché il desiderio di tutti è la pace. Le associazioni d’arma sono un’altra cosa e rappresentano la storia italiana, come ci ha insegnato il generale degli alpini Franco Cravarezza un uomo e un soldato davvero “fuori ordinanza”.
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Edoardo Massimo Fiammotto
Ai primi di giugno sarà un anno dalla morte improvvisa di Edoardo Massimo Fiammotto, giornalista e politico liberale che negli ultimi anni collaborò fattivamente con il Centro Pannunzio di cui sarebbe divenuto direttore se un cavillo statutario non l’avesse impedito per la mancanza del requisito di anzianità di associazione. Sarebbe comunque diventato direttore in futuro. Fiammotto morì di un infarto a neppure 60 anni.
Molti sentono il vuoto che ha lasciato, soprattutto io che lo ebbi leale, prezioso e colto collaboratore. Seppe diventare da uomo di partito, anche un po’ deluso di un PLI che fece una fine ingloriosa, uomo di cultura. Proprio un anno fa a Ivrea lo ascoltai in una magistrale relazione che affrontava i temi del pensiero liberale, andando molto oltre il liberalismo di partito. Cito’ Bobbio e Gobetti, dimostrando una cultura non superficiale, cumulata negli anni. Spero che sia ricordato almeno nella città, Pinerolo, dove fu consigliere comunale ed assessore.
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LETTERE scrivere a quaglieni@gmail.com

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I Promessi Sposi
Cosa pensa del progetto di spostare nella scuola superiore la lettura dei “Promessi sposi” ,dal secondo al quarto anno? A me sembra un’idea condivisibile. Prof.   Anna De Giulio
Il problema della lettura del romanzo manzoniano è controverso perché in molte scuole  nel secondo anno,  da tempo e’ stato sostituito da romanzi novecenteschi relativamente recenti .
Persino in quelli che erano i ginnasi si è pensato di innovare. Si pone seriamente la questione se ragazzini di 15 anni siano in grado di capire l’opera di Manzoni che in passato veniva ripresa anche nell’ultimo anno. La riforma sul Novecento come materia  esclusiva di studio nell’ultimo anno, nota come riforma Berlinguer, ha ridotto ai minimi termini anche l’800 come tutti i secoli precedenti. Dedicare un intero anno al ‘900 fu una scelta sbagliata che non  starò qui a confutare perché ne ho scritto in passato .  In questo contesto la lettura dei “Promessi sposi“ ne ha risentito molto. Io ricordo che al ginnasio la mia lettura del romanzo si ridusse alla redazione  di pagine e pagine di riassunti. Il docente, tal Frassino di Pinerolo, non fu mai in grado di tenere una lezione decente. Lo stesso mi accade nell’ultimo anno di liceo, quando lo studio di Manzoni avrebbe consentito di approfondire anche il romanzo. Ci fu detto di rileggere per conto nostro l’opera. La rilessi di corsa perché il tempo non consentiva altro. Fu all’ Università che ripresi a rileggerlo in altro modo sotto lo stimolo di un maestro come Giovanni Getto, autore di un commento che insieme a quelli di  Momigliano e di Russo rappresentavano una riflessione critica di alto livello.  Può essere accettabile spostare al IV anno la lettura, ma tutto dipende dal tempo dedicato. Molto dipende dai professori. Quando insegnai al Classico, cercai di far apprezzare Manzoni anche se tanti colleghi lo ritenevano superato.
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Buttafuoco
Cosa pensa del suo amico in verità piuttosto recente Buttafuoco circa la scelta di ammettere alla Biennale la Russia e Israele? Adesso sono cominciate le contestazioni ai relativi padiglioni di ucraini, proPal e femministe selvagge senza reggiseno.  Roberto Leccisi
Ho sostenuto Buttafuoco nelle sue scelte perché la Biennale e Venezia sono luoghi di incontro che vanno oltre le politiche estere dei paesi e anche oltre le guerre. La cultura è somma vocazione alla pace. Lo dimostravano già le Olimpiadi nell’antica Grecia quando ogni guerra veniva sospesa. Ha torto il ministro per la cultura ad inviare ispettori. Sangiuliano non l’avrebbe fatto. Che adesso gli Ucraini, i proPal e le femministe furiose contestino e’ fatto da condannare senza ambiguità. Essi sono l’esempio dell’estremismo che porta all’odio e alla violenza. L’esatto opposto della cultura.
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D’Alema solidale
Ho letto la totale solidarietà di D’Alema a Bianca Berlinguer per un possibile azione legale del ministro Nordio, vista come una grave  minaccia alla libertà e quasi un preannuncio dell’arrivo di uno Stato autoritario .D’Alema richiama l’articolo 21 della Costituzione sulla libertà di pensiero e di stampa. Cosa ne pensa?  Nunzio Carolei
Ritengo che la conduttrice Berlinguer, sempre pronta ad interrompere i suoi ospiti televisivi , avrebbe dovuto  precisare subito che l’ipotesi di Ranucci che lo stesso non dava per certa, ma in via di accertamento , non era informazione , ma un qualcosa volto a screditare il ministro Nordio. Avrebbe dovuto intervenire  dicendo  che la deontologia giornalistica non poteva accettare le insinuazioni di Ranucci che alla fine ha dovuto chiedere scusa al ministro. Questi metodi diffamatori di Ranucci sono incompatili  in particolare con una rete pubblica come Rai tre. Fa sorridere l’indignazione solidale di D’Alema che per una vignetta non gradita di Forattini chiese un indennizzo di tre miliardi di lire. L’articolo 21 non si può invocare a corrente alternata.

Dal verde ai servizi: il nuovo Giardino Amendola

Inaugurato venerdì 8 maggio scorso, in via Tollegno 52 a Torino, il nuovo giardino pubblico Giorgio AmendolaÈ  stato inaugurato venerdì 8 maggio alle ore 18, in via Tollegno 52, a Torino, il nuovo giardino pubblico Giorgio Amendola. Si tratta di un intervento di rigenerazione urbana capace di restituire alla cittadinanza uno spazio condiviso e partecipato, a disposizione dei residenti di Barriera di Milano e non solo.


L’iniziativa nasce nell’ambito del progetto “Ri- creiamo: il giardino che vorrei” tra quelli selezionati dalla Città di Torino attraverso l’avviso ImpatTo, misura di innovazione sociale finanziata da PN Metro Plus, poi sviluppata tramite un patto di collaborazione con la Città di Torino e la Circoscrizione 6, con il supporto scientifico del Dipartimento di Psicologia dell’Università di Torino. Il processo è  stato avviato in uno dei quartieri con la più alta concentrazione di edilizia popolare ed è stato costruito insieme ai residenti, che continueranno ad essere i protagonisti della vita e delle attività  del giardino.
Il progetto,  con capofila la Fondazione Giorgio Amendola ETS, è  stato realizzato in partenariato con l’Associazione Gomboc, Panafricando APS, Spazio MOV ART e Panacea Social Farm SCS.
Il giardino di comunità si basa sui principi della neuroestetica, la branca delle neuroscienze che studia le basi biologiche dell’esperienza estetica, analizzando come il cervello elabori la bellezza, l’arte e la creatività.
Il progetto si avvale del supporto del gruppo di ricerca sulla neuroestetica del Dipartimento di Psicologia dell’Università degli Studi di Torino e dell’Accademia di Belle Arti, oltre alla collaborazione dello Studio Neò Natura su misura. È stato sviluppato attraverso un ampio percorso di ascolto della cittadinanza, con 300 questionari raccolti e una coprogettazione con la Città di Torino e l’Ufficio Beni Comuni.
“L’inaugurazione del giardino della Fondazione Amendola rappresenta un traguardo prezioso, raggiunto grazie al bando IMpatTo – spiega l’assessora all’Innovazione Chiara Foglietta “ Uno spazio che si trasforma diventa luogo di incontro e di servizi essenziali, offrendo un esempio prezioso di come il partenariato tra la Fondazione e realtà come Gomboc, Panafricando, Mov Art e Panacea sia in grado di generare  un impatto concreto sulle comunità. Ispirandosi ai principi di bellezza e sostenibilità del New European Bauhaus, il progetto mette al centro il benessere delle persone, trasformando un’area precedentemente poco utilizzata in un luogo di aggregazione”.
“Il nuovo giardino è  un esempio riuscito di come recuperare  gli spazi a Torino pensando davvero a chi li abita – spiega l’assessora alla Rigenerazione urbana Carlotta Salerno – “ L’intervento di riqualificazione restituisce alla città un luogo accessibile e multifunzionale. Il patto di collaborazione permetterà a quello stesso spazio di rispondere ai bisogni quotidiani del quartiere, per migliorare la qualità della vita delle persone e creare nuove opportunità di condivisione. Non si tratta solo di un’area verde, ma di uno spazio con diversi servizi, dal wifi gratuito a postazioni per lo studio  o il lavoro all’aperto, pensato per ampliare l’offerta e aprirsi al territorio “.
Il direttore della Fondazione Amendola ha assicurato sul fatto che questa inaugurazione rappresenti soltanto l’inizio di un’intensa attività  da parte della Fondazione e dei partner del progetto, in quanto già dal mese in corso prenderà il via un fitto programma di iniziative culturali, appuntamenti e spettacoli dal vivo.
Gli interventi di riqualificazione sono stati realizzati grazie al contributo della Fondazione Compagnia di San Paolo, nell’ambito del bando sulle “Pratiche collaborative di partecipazione civica 2024”.

Mara Martellotta

 

La polizia arresta ricercato albanese con documenti falsi

Nell’ambito del progetto “Wanted” coordinato dal servizio centrale operativo e su impulso del servizio per la Cooperazione Centrale di Polizia.
Nei giorni scorsi, la Polizia di Stato all’esito di prolungate ricerche e approfondimenti info- investigativi, ha rintracciato e fermato un pericoloso latitante di origini albanese di 35 anni, ricercato da tre anni dalle Autorità albanesi poiché gravato da un provvedimento di custodia cautelare per il concorso nel reato di omicidio e da un ordine di esecuzione pena emesso dal tribunale di Tirana per la fabbricazione  e il possesso illegale di armi per il quale il cittadino albanese era stato condanno alla pena di 3 anni e 4 mesi.
Negli scorsi giorni, personale della Squadra Mobile di Torino ha fermato un soggetto nel comune di Moncalieri. L’uomo, a seguito di un controllo, ha esibito una carta d’identità elettronica e una patente di guida spagnole.
Gli operatori, insospettiti dai documenti, hanno deciso di accompagnarlo presso gli uffici della Questura per ulteriori accertamenti.
Gli approfondimenti tecnici svolti dalla Polizia Scientifica hanno confermato che la carta d’identità e la patente di guida erano integralmente contraffatte.
Le ulteriori verifiche effettuate hanno consentito di accertare che il trentacinquenne risultava destinatario di una “Red Notice” emessa dalle Autorità dell’Albania per gravi reati, tra cui associazione criminale, fornitura di mezzi per commettere omicidio e detenzione illegale di armi.
Per tali ragioni, l’uomo è stato arrestato per possesso di documenti di identificazione falsi validi per l’espatrio e sottoposto ad arresto provvisorio ai fini estradizionali.

Agliè, cultura e teatro protagonisti nel ricordo di Guido Gozzano

 

Il fascino senza tempo del liberty e la suggestione della parola scritta rivivranno ad Agliè, domenica 24 maggio prossimo, a partire dalle ore 15, nella storica villa Il Meleto, la celebre residenza estiva e ben retiro del poeta Guido Gozzano, che si trasformerà nello scenario ler un evento capace di unire letteratura, storia e teatro. L’iniziativa, nata dalla sinergia tra la scrittrice Lilita Conrieri e la casa editrice Edizioni Pedrini si propone di trasformare lo splendido giardino della villa in un salotto culturale a cielo aperto, offrendo ai visitatori un’esperienza immersiva nel mezzo delle atmosfere che ispirarono i versi più celebri del crepuscolarismo italiano.

Il programma della giornata è fitto e articolato: ad aprire il pomeriggio saranno le visite guidate alla Casa-Museo, gioiello architettonico che conserva ancora arredi e cimeli d’epoca intatti. Due i turni previsti per permettere al pubblico di scoprire l’intreccio tra la vita del poeta e le sue opere. Il primo gruppo partirà alle 15, il secondo alle 16. Il cuore letterario dell’evento sarà concentrato nel giardino della villa, dove sul palco si alterneranno tre autori di rilievo. Alle 15.30 Silvia Bardesono presenterà “Il canto di Vega”, seguita alle 16.30 da Luigi Cunti con l’opera “Il sole si fermò- e se Giosuè e Galilei avessero avuto entrambi ragione?”, volume che promette di stimolare riflessioni profonde fra scienza e fede. Il finale sarà affidato a Danilo Alberto, con il suo “Sussurro del bagatto”. La presentazione sarà arricchita da una performance scenica della compagnia teatrale Voci nel Frutteto-Macedonia d’arte, che porterà in scena “La notte delle leggende”, suggestivo artefatto del romanzo.

La proposta culturale sarà arricchita da “La biblioteca in giardino”, uno spazio dove il pubblico potrà acquistare o consultare una selezione curata da Edizioni Pedrini con titoli storici legati al territorio, come l’antologia “Gotta”, “Una volta c’era Ivrea e Canavese” e i classici di Giuseppe Giacosa e Nino Costa. Le visite guidate avranno la durata di circa 45 minuti e sono accessibili su prenotazione fino a esaurimento posti, al numero 348 6955290. Il costo dell’ingresso all’evento è 6,50 euro a persona. Si tratta di un appuntamento per riscoprire l’anima letteraria del Canavese.

Mara Martellotta

Campionato nazionale CSI, “settimana ritmica”

Dall’11 al 17 maggio, oltre 1.700 atlete si sfideranno al Palasport Bella Italia per l’assegnazione di oltre duecento titoli nazionali. Ogni gara trasmessa in diretta sul canale Youtube del Centro Sportivo Italiano

Tutto è pronto per l’inizio della “settimana ritmica” del Campionato nazionale CSI. Il Palasport Bella Italia di Lignano Sabbiadoro ospiterà, da lunedì 11 a domenica 17 maggio, una kermesse sportiva di altissimo livello che vedrà protagoniste le eccellenze della ginnastica ritmica italiana.
L’evento vedrà la partecipazione di 1.750 ginnaste appartenenti a 74 società sportive, in rappresentanza di 12 regioni e 33 Comitati italiani. Il programma è densissimo, con ben 1.930 esercizi previsti nell’arco della settimana.
Lombardia ed Emilia-Romagna sono le regioni più rappresentate, con quasi mille finaliste complessive. Solo Milano conta 527 iscritti, mentre l’Emilia-Romagna risponde con 495 atlete di 8 Comitati diversi. Il Club Atletico Faenza si distingue come la società con il maggior numero di atlete iscritte (89) alla vigilia della partenza, seguito dalle milanesi Muovimusica (83),  la società con il maggior numero di atlete iscritte (89) alla vigilia della partenza, seguito dalle milanesi Muovimusica (83),  Rhythmic’S Team (74) e Gymnasium 97 (66).
Il campionato si caratterizza per una fortissima impronta giovanile: il 68% delle finaliste ha meno di 14 anni, con oltre 1.100 giovanissime atlete in pedana. Le categorie più numerose risultano essere quelle delle Allieve, Ragazze e Tigrotte. In quasi tutte le categorie sono iscritte atlete special, a testimonianza dell’impegno del CSI verso lo sport inclusivo.

Le atlete si misureranno nell’individuale, in coppia e nelle prove a squadre, utilizzando tutti gli “attrezzi del mestiere”: fune, cerchio, palla, clavette e nastro, oltre alle esibizioni a corpo libero. Una giuria qualificata valuterà ogni performance basandosi su criteri di difficoltà, esecuzione e composizione.
Le gare, che inizieranno nella mattinata di lunedì 11 maggio con le Squadre Esordienti Small e si concluderanno domenica 17 maggio con le prove delle categorie Senior (super e advanced) e Master large, saranno trasmesse tutte in diretta streaming sul canale YouTube del Centro Sportivo Italiano.