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Torna il Festival Bardomont per conoscere la montagna

Sono i cinque sensi il filo conduttore della seconda edizione del Festival BardoMont, la manifestazione dedicata a far conoscere, far vivere e raccontare la montagna, organizzata dal Comune di Bardonecchia insieme all’associazione Star, con il sostegno del Consiglio Regionale del Piemonte, il patrocinio della Regione Piemonte e della Città metropolitana di Torino, sostenuta dalla Compagnia di San Paolo e sponsorizzata dall’Enel. Tanti gli appuntamenti, che si svolgeranno nelle quattro giornate al Palazzo delle Feste e al Palazzetto dello Sport di Bardonecchia, pensati per pubblici di diverse età.

L’evento, presentato ufficialmente giovedì 27 novembre nella sala panoramica al 15° piano della sede della Città metropolitana di Torino, prenderà il via venerdì 5 dicembre con una mattinata rivolta alle scuole e agli studenti universitari e con alcuni incontri sul tema dei cambiamenti climatici e sull’impatto che hanno sui ghiacciai, realizzati in collaborazione con il Dipartimento di Scienza della Terra dell’Università di Torino, con il Comitato Glaciologico del CNR e con il Parco Alpi Cozie. Sarà anche possibile sentire il suono dei ghiacciai, grazie all’artista e musicista Sergio Maggioni.

Sempre il 5 mattina aprirà l’escape room dedicata alla transizione ecologia e al tema dei rifiuti, a cura di “Xchè? Il laboratorio delle curiosità”. Si tratta di un progetto Interreg Alcotra Francia-Italia, di cui è capofila la Città di Chambery, insieme a Città metropolitana di Torino, Uncem e Galerie Eureka. Nei giorni seguenti al Palazzo delle Feste si succederanno incontri con studiosi, ricercatori, alpinisti, atleti, giornalisti e scrittori: da Piero Bianucci allo scienziato Nicola Pugno, da Roberto Mantovani al bardonecchiese Ian Matteoli, la nuova stella dello snowboard italiano, tre volte sul podio in Coppa del Mondo e medaglia di bronzo nei Mondiali Juniores del 2023. Presenti anche i campioni dello sci alpinismo Matteo Eydallin, capace di vincere sia nei Mondiali che in Coppa del Mondo, ed Ilaria Veronese, più volte protagonista nei campionati italiani e in Coppa del Mondo. La passione per lo sport e per la montagna sarà testimoniata anche da Andrea Lanfri, primo atleta con disabilità a scalare l’Everest nel 2023. Gli altri nomi illustri presenti a BardoMont sono quelli dell’alpinista Francois Cazzanelli, degli scrittori Franco Faggiani ed Irene Borgna, del campione olimpico di Slalom nei Giochi Invernali di Innsbruck 1976 Piero Gros, dell’allenatore bardonecchiese della Valanga Azzurra Gino Senigagliesi, del collega Dario Borsotti e dell’ex azzurro, valtellinese di nascita ma bardonecchiese d’adozione, Fabio De Crignis, capace di salire per due volte sul podio negli Slalom di Coppa del Mondo.

Sempre al Palazzo delle Feste si potrà partecipare a Workshop del Gusto con i prodotti tipici del territorio, a un momento dedicato ai balli occitani, oltre alle letture per i più piccoli in collaborazione con la biblioteca di Bardonecchia.

Nella giornata di sabato 6 dicembre al Palazzetto dello Sport saranno proposti una lezione di yoga, un workshop teorico e pratico dedicato alla paura di cadere con la freeclimber e mental coach Marta Carminati e prove di arrampicata per bambini e ragazzi con le Guide Alpine Valsusa.

A portare il saluto della Città metropolitana di Torino nella conferenza stampa di presentazione di BardoMont è stata Sonia Cambursano, consigliera delegata alle attività produttive, allo sviluppo economico, alla pianificazione strategica e al turismo, la quale ha sottolineato che “a Bardonecchia, dal 5 all’8 dicembre si parlerà di montagna a 360 gradi, dai temi ambientali al turismo, dagli sport che nelle Terre Alte possiamo praticare 12 mesi all’anno alla ricerca di attività alternative e complementari allo sci, che nell’ultimo secolo ha evitato lo spopolamento di intere vallate. Sono temi su cui la Città metropolitana è fortemente impegnata, con progettualità di respiro nazionale ed europeo, tutte volte a rinsaldare l’alleanza tra le vallate alpine e l’area metropolitana torinese, nel rispetto delle rispettive peculiarità e con l’obiettivo di valorizzare ambiente, cultura e opportunità turistiche”.

“Il Festival BardoMont – ha sottolineato la sindaca di Bardonecchia, Chiara Rossetti -, è un appuntamento a cui la nostra amministrazione comunale crede molto e che indica la nostra visione del vivere questi territori con rispetto, attenzione ai cambiamenti in corso, volontà di accogliere e passione per le nostre bellezze naturali”.

“BardoMont – ha spiegato Riccardo Topazio, coordinatore del Festival -, è un’occasione speciale per vivere la montagna attraverso i cinque sensi. Nelle giornate della manifestazione saranno moltissimi gli ospiti, che racconteranno le Terre Alte, la ricchissima biodiversità alpina, l’appeal che attrae sempre più giovani alla pratica dell’arrampicata e a scegliere questi territori. Vogliamo raccontare varietà e differenze, la connessione emotiva che nasce da un incontro. Tutto questo per noi è BardoMont e vogliamo raccontare e trasmetterlo a molti”.

“In questa manifestazione – ha commentato Roberto Mantovani, giornalista e scrittore -, vogliamo condividere lo spirito che ci guida: la montagna come luogo di inclusione, dove atleti con abilità si incontrano sullo stesso terreno, spinti dalla stessa passione. Le storie che presenteremo non parlano di limiti, ma di modi diversi di interpretarli, trasformandoli in forza. Incontreremo Andrea Lanfri, paralimpico della Nazionale Italiana di Atletica Leggera e oggi alpinista indomabile, e Francois Cazzanelli, guida alpina, astro dell’alpinismo mondiale. Voci diverse unite dal grande amore e rispetto per la montagna”.

“Dal Festival BardoMont – ha svelato Davide Ugetti, esponente della quinta generazione di una nota famiglia di pasticceri bardonecchiesi -, nascerà anche una piccola golosità, dedicata proprio a questo importante appuntamento: il cioccolatino BardoMont, creato con ingredienti locali, pensato per raccontare in un solo assaggio i profumi, le tradizioni e l’energia delle nostre montagne”.

Giachino: “Aeroporto Torino solo 13°, ma quarta città per abitanti”

L’aeroporto di Torino continua a dare un apporto alla economia cittadina e regionale al di sotto delle sue possibilità. Anche nel 2025 solo tredicesimo in Italia mentre la nostra Città è la quarta per numero di abitanti come dimostra il report.
Mancanza di collegamento con le aree economiche più importanti dalle quali potrebbero arrivare una clientela business. Sovente chi viene a Torino per affari e costretto ad arrivare a Malpensa o Linate pernotta a Milano e a Torino ci viene solo per l’appuntamento business. Tutto questo succede sia perché gli azionisti privilegiano altri aeroporti sia per la scarsa attività fieristica di Torino sia per la assenza di iniziativa da parte del Comune di Torino.
Rilanciare le fiere , i congressi e i collegamenti del nostro aeroporto confrontandoci con gli azionisti tra cui il S. Paolo sarà una delle nostre priorità.
Mino GIACHINO 
Commissario torinese UDC

Sant’Anna, PD: “Non è pianificazione, ma confusione mascherata da modernità’”

1° dicembre 2025 – “La delibera che la Giunta sottopone all’esame del Consiglio regionale non rappresenta una semplice riorganizzazione tecnica, né tanto meno un aggiustamento amministrativo. È un’operazione politica che smantella il progetto sanitario più importante per il Piemonte degli ultimi trent’anni, scaricando il peso di questa scelta sulle categorie più fragili: donne in gravidanza e bambini. Il progetto di trasformare l’Ospedale Infantile Regina Margherita (OIRM) in un IRCCS autonomo, a cui si aggiunge l’incomprensibile accorpamento con l’Ospedale Sant’Anna, scorporandolo dal futuro Parco della Salute, è un’operazione che solleva gravi criticità economiche, cliniche e organizzative” dichiarano il Consigliere regionale del Partito Democratico Mauro Salizzoni e la Presidente del Gruppo PD in Consiglio regionale Gianna Pentenero.

“Dall’analisi del testo si evince chiaramente che si tratta di un paradosso economico e gestionale.
Isolato, costretto a duplicare i costi e a pagare per consulenze che oggi sono gratuite: questo sarà il destino del nuovo IRCCS. Ogni consulenza specialistica fornita dal polo per adulti – dalla neurochirurgia alla diagnostica avanzata – non sarà più una collaborazione interna, ma una prestazione da fatturare, con milioni di euro di costi aggiuntivi. A tutto questo si somma la necessità di ricreare da zero l’intera macchina amministrativa e gestionale, duplicando servizi già centralizzati come informatica, gare, manutenzione, ingegneria clinica e farmacia. Un aggravio di spesa non quantificato e difficilmente sostenibile” spiegano gli esponenti dem.

“Come abbiamo ribadito più volte un ospedale pediatrico non può essere un’isola: ha bisogno di contare sugli specialisti dell’adulto. Separare l’OIRM dal contesto integrato della Città della Salute significa spezzare una rete di protezione che oggi salva vite ogni giorno. In caso di emergenza, ogni minuto perso per trasferimenti e procedure burocratiche può costare una vita. Lo stesso vale per il Sant’Anna: scorporarlo significa indebolire la sicurezza delle pazienti, costrette a percorsi più lunghi e rischiosi. Il confronto con gli altri IRCCS pediatrici è impietoso: l’OIRM registra circa 13.000 ricoveri annui, contro i 30.000 del Gaslini e del Meyer e i 75.000 del Bambin Gesù. L’attrattività da fuori regione è ferma al 6%, contro medie che arrivano al 43%. La Regione Piemonte spende 13,6 milioni di euro per ricoveri fuori regione (mobilità passiva), mentre l’OIRM ne attira solo per 1,88 milioni (mobilità attiva). Anche la casistica trattata non è da polo nazionale: solo il 6% dei ricoveri è ad alta complessità. Nonostante ciò, il progetto chiede nuovi posti letto, nuove sale operatorie e più personale, quando già oggi l’occupazione media è bassa e il rapporto ricoveri/medico è superiore ai benchmark nazionali” aggiungono Salizzoni Pentenero.

“La conseguenza più grave di questa operazione è il rallentamento del Parco della Salute e della Scienza, il vero progetto strategico atteso da anni. Le Molinette attuali sono al collasso strutturale e il Parco rappresenta la risposta a questa emergenza. Lo scorporo, invece, paralizza e ostacola il percorso, moltiplicando tavoli decisionali, diluendo responsabilità e allungando i tempi. Si sta frenando il progetto strategico con un’operazione satellite confusa, costosa e clinicamente pericolosa sottolineano i Consiglieri regionali Pd.

“Quella presentata dal centrodestra non è pianificazione sanitaria, ma confusione amministrativa mascherata da modernità. Il Gruppo Pd chiede che delibera sia subordinata alla preventiva presentazione e approvazione di un Piano attuativo completo, corredato da analisi economico-finanziaria e organizzativa. Prima i dati, poi le decisioni: solo così si tutela davvero la sanità piemontese” concludono Salizzoni e Pentenero.

Mauro SALIZZONI – Consigliere regionale del Partito Democratico

Gianna PENTENERO – Presidente del Gruppo Pd in Consiglio regionale

Rivoli e Collegno, sindaci insieme per i lavori della Metro: “si faccia presto”

“Dopo 6 anni di cantiere e vista la situazione che si è venuta a creare con la ditta appaltatrice chiediamo di concentrare fin da subito le risorse e forze per chiudere i cantieri di superficie nel più breve tempo possibile, riducendo gli spazi occupati laddove non si possa eliminarli del tutto, e restituendo, almeno in parte, normalità alla viabilità e al commercio locale”. Lo chiedono in una lettera a Infra.To i due sindaci di Collegno e Rivoli Matteo Cavallone e Alessandro Errigo dopo le notizie di stampa dei giorni scorsi sul precipitare della situazione finanziaria della ditta appaltatrice dei lavori.

Il cantiere aperto dal 2019 grava infatti da oltre sei anni su cittadini e attività di corso Francia. «La viabilità è congestionata, i commercianti vedono calare i fatturati e la manutenzione stradale nell’area è quasi impossibile», scrivono i sindaci. Una situazione che, senza un cambio di passo, rischia di esasperare ancora di più territori che attendono la metro come opera strategica per ridisegnare la mobilità dell’area ovest.

Al centro delle preoccupazioni delle Amministrazioni vi sono lo stato della viabilità e delle principali infrastrutture stradali dei territori di Collegno e Rivoli, insieme alla necessità di ottenere garanzie certe sul completamento del prolungamento della Linea 1 della metropolitana fino a Cascine Vica. Pur confermando la fiducia nella capacità di Infra.To di gestire la nuova situazione, i Sindaci chiedono un maggiore coinvolgimento nei processi decisionali che riguarderanno le scelte operative dei prossimi mesi.

Il sindaco di Collegno ha ricordato che le stazioni di Certosa e Collegno Centro sono realizzate per oltre l’80% e che, con un’impresa solida, «mancherebbe meno di un anno a fine lavori». Se serviranno nuove risorse per i lavori in superficie, ha assicurato, il Comune «farà la sua parte sia a livello economico sia per mantenere alta l’attenzione da parte del Ministero» – dichiara Matteo Cavallone.

«È indispensabile – soprattutto in questa fase – dare continuità al cantiere principale e garantire le lavorazioni, perché dopo oltre cinque anni di cantieri aperti è urgente chiudere e ridurre il più possibile le interferenze in superficie. I residenti, i commercianti e la viabilità di corso Francia stanno vivendo difficoltà significative e prolungate, e per la nostra comunità questo pesa ancora di più: i lavori, partiti da Collegno, hanno lasciato il cantiere di Rivoli in una situazione ancor più arretrata rispetto agli altri tratti. – afferma il sindaco di Rivoli Alessandro Errigo – Per questo chiediamo che venga data priorità assoluta alla chiusura dei cantieri in superficie e alla messa in sicurezza della circolazione stradale. Nel frattempo, come Comune, abbiamo già predisposto il progetto di riqualificazione del tratto di corso Francia tra via Tagliamento e via Pavia, con risorse stanziate e con la recente integrazione della relazione paesaggistica richiesta dalla Soprintendenza.

Per accelerare gli interventi stiamo valutando di suddividerlo in lotti: questo ci permetterà di partire subito nelle aree già libere dai cantieri, in particolare nel tratto tra via Pavia e via Tevere, restituendo ai cittadini spazi riqualificati e una viabilità più fluida nel più breve tempo possibile»

Le Amministrazioni chiedono di completare l’opera nel minor tempo possibile e di accelerare la chiusura dei cantieri di superficie, garantendo al contempo sicurezza e continuità delle lavorazioni. Dove la chiusura non è immediata, si sollecita una riduzione delle aree di cantiere per contenere l’impatto su viabilità e attività locali.

Nella notte tra domenica e lunedì esercitazione  lungo il Passante Ferroviario

 

Si è svolta nella notte tra domenica 30 novembre e lunedì 1 dicembre un’esercitazione finalizzata a testare il Piano di Emergenza Esterno del Passante ferroviario di Torino. Il Piano sarà aggiornato a seguito del collegamento con la linea Torino-Ceres, al termine di un lavoro durato circa un anno che ha coinvolto la Protezione Civile comunale, la Polizia locale, i Vigili del Fuoco e le altre forze dell’Ordine, sotto il coordinamento della Prefettura.

Il Passante ferroviario cittadino è una infrastruttura sotterranea lunga circa 20,6 km, lungo la quale sono dislocate 60 uscite di emergenza per l’esodo di passeggeri e operatori in caso di emergenza. Nell’area dell’esercitazione è stato simulato il malore del conducente di un convoglio, costretto a fermarsi lungo la tratta sotterranea in corrispondenza di corso Principe Oddone, dopo il transito dalla stazione di Porta Susa.

La simulazione, prevista dalla normativa, è servita a verificare l’efficacia delle comunicazioni fra i vari centri di comando, le procedure operative e le tempistiche di intervento necessarie alla messa in sicurezza dei passeggeri.

All’esercitazione hanno partecipato personale della Prefettura di Torino, della Protezione Civile comunale, della Polizia Locale, del Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco, dell’Emergenza Territoriale 118, di RFI, della Questura e delle altre Forze dell’Ordine, oltre a circa 50 volontari delle organizzazioni di Volontariato di Protezione Civile convenzionate con la Città, incluso il Gruppo Comunale.

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Inalpi Arena e Teatro Regio, due scenari d’eccezione per il Capodanno di Torino

Un doppio concerto che abbraccia generi e pubblici diversi e luoghi simbolo della città. Quest’anno il Capodanno della Città di Torino si sposta al chiuso, ospite di due spazi iconici e prestigiosi: il 31 dicembre all’Inalpi Arena, per una grande notte di musica con artisti di primo piano della scena italiana e internazionale, il 1° gennaio al Teatro Regio, per il tradizionale concerto di musica classica.“Ci prepariamo a dare il benvenuto al nuovo anno – dichiara il sindaco Stefano Lo Russo – con due grandi spettacoli e una proposta musicale in grado di accontentare un pubblico davvero trasversale. Quest’anno, con il cantiere in corso per la pedonalizzazione di via Roma, non festeggeremo in piazza ma in due luoghi simbolo della nostra città: l’Inalpi Arena, che ha da poco salutato il successo delle Nitto ATP Finals, e il Teatro Regio, che ha fatto da cornice all’apertura del Torino Film Festival appena concluso. Due luoghi e due programmi da non perdere con cui daremo il benvenuto al 2026 insieme alle torinesi, ai torinesi e alle turiste e ai turisti che sceglieranno Torino per festeggiare l’anno nuovo”.

Tutte le informazioni e gli aggiornamenti relativi ai due concerti di Capodanno sono disponibili sul sito della Città di Torino alla pagina eventi.comune.torino.it.

“TORINO TIME”, IL CONCERTO DEL 31 DICEMBRE ALL’INALPI ARENA

Dal pop al rock, dall’urban all’elettronica, tra artisti affermati e nuove voci della scena contemporanea: “Torino Time”, il concerto del 31 dicembre, sarà un racconto musicale collettivo, capace di intrattenere e divertire un pubblico variegato. Una grande festa, ma anche un omaggio alla storia, ricordando gli 80 anni dal referendum del 1946 e il primo voto delle donne italiane.

“Grazie a una proposta musicale ampia e trasversale, che mette in dialogo generi e stili differenti, Torino Time sarà una grande festa aperta a tutta la comunità cittadina – dichiara l’assessore ai Grandi eventi Domenico Carretta -. La scelta dell’Inalpi Arena, la venue indoor più capiente d’Italia, ci permette di accogliere fino a 14 mila persone, accomunate dalla voglia di divertirsi nell’unico modo che ormai Torino conosce: insieme”.

Ad accompagnare il pubblico verso la mezzanotte, una line-up che combina fenomeni musicali amatissimi, icone della scena elettronica italiana e talenti della creatività torinese. Apriranno lo spettacolo le giovani irossa, gruppo nato dal contest Pagella Non Solo Rock e finalista del Torino Music Forum. Seguiranno le Bambole di Pezza, storica formazione rock-pop-punk tutta al femminile, attiva da oltre vent’anni e impegnata sui temi dei diritti e dell’uguaglianza di genere. La festa proseguirà con una delle realtà italiane più conosciute nel mondo, i Planet Funk, collettivo che da 25 anni segna la scena elettronica internazionale con album, collaborazioni e brani entrati nell’immaginario collettivo.

Sul palco sarà presente anche la rapper torinese Beba, in doppia veste di performer e co-conduttrice insieme a Marco Maccarini, figura di riferimento della scena musicale televisiva e radiofonica italiana, già volto dei programmi cult di MTV, conduttore di due edizioni del Festivalbar e protagonista di trasmissioni radiofoniche e format musicali.

Lo spettacolo continuerà anche dopo la mezzanotte, con Deejay Time Live, progetto dal vivo nato dallo storico format radiofonico creato da Albertino con FargettaMolella e Prezioso. Un viaggio nei successi dagli anni ’90 a oggi, con visual, luci e un impatto scenico da grande evento, che celebrerà la storia della dance italiana nel mondo.

“Torino Time” sarà anche un omaggio alla storia d’Italia e della nostra città. Il 2026 non è un anno qualunque per il nostro Paese: segna la ricorrenza degli 80 anni dalla nascita della Repubblica Italiana, avvenuta con il referendum del 2 giugno 1946, il primo voto libero dopo la fine della guerra, a cui parteciparono anche le donne. Una pagina fondamentale della storia italiana, che sarà omaggiata dalle esibizioni di Beba, le Bambole di Pezza e Margherita Anna Ferracini degli irossa, tre voci diverse e contemporanee del protagonismo femminile nella musica.

Immagine guida della comunicazione grafica dell’evento è il Toret, la storica fontanella torinese, reinventata in chiave pop con grandi cuffie da DJ, un omaggio all’identità cittadina e allo spirito festoso della serata.

L’ingresso al concerto sarà gratuito previa cauzione di 5 euro, modalità già sperimentata con successo lo scorso anno, grazie al supporto del partner Satispay. Ai partecipanti all’evento la cauzione sarà automaticamente restituita, mentre in caso di mancata partecipazione la cauzione sarà trattenuta e devoluta alla Fondazione Ricerca Molinette. Ciascun partecipante potrà prenotare il proprio posto nel palazzetto, che sarà assegnato, sia in tribuna sia nel parterre, fino al raggiungimento della capienza massima.

Per favorire un’organizzazione ottimale, la vendita dei biglietti avverrà secondo un sistema a scaglioni. Una prima finestra early bird sarà aperta mercoledì 3 dicembre alle ore 12.30, in collaborazione con Satispay. I restanti biglietti saranno resi disponibili, fino a esaurimento dei posti disponibili, in più tranche nelle date di lunedì 8, lunedì 15 e lunedì 22 dicembre. Ogni partecipante potrà scegliere il proprio posto, che sarà sempre assegnato, sia in platea che nel parterre. Ulteriori informazioni sulle modalità di accesso e di prenotazione saranno disponibili sui canali ufficiali della Città di Torino.

 “Torino Time” è un progetto della Città di Torino, prodotto da Eventi 3 Srl, partner NH Hotels & Resorts e NH Collection Hotels & Resorts, parte di Minor Hotelsvenue Inalpi Arena.

“TORINO SEI REGIO!”, IL CONCERTO DI MUSICA CLASSICA DEL PRIMO GENNAIO

Il nuovo anno si aprirà nel solco della tradizione, con il concerto di musica classica del primo gennaio, giunto alla sua terza edizione e ospitato al Teatro Regio. “Torino Sei Regio!” sarà una serata all’insegna della grande musica, che proporrà alcune tra le pagine più amate dell’opera – da Verdi a Puccini, Rossini, Bizet, Zandonai e Mozart – ma anche un momento per celebrare il Teatro Regio e con esso tutta la città, attraverso una serie di proiezioni che ripercorrono la storia del Teatro, dalle origini settecentesche fino alle più recenti produzioni, passando per i grandi successi del Novecento, il ricordo dell’incendio del 1936 e la rinascita nel 1973.

“Il concerto di musica classica del primo gennaio – dichiara l’assessora alla Cultura Rosanna Purchia – è un appuntamento consolidato e partecipato del calendario culturale della nostra città. Dopo due edizioni in piazza Castello, protagonista l’Orchestra Filarmonica di Torino, la terza edizione coinvolgerà un’altra eccellenza del nostro territorio, il Teatro Regio, e ne omaggerà la sua storia secolare e il suo prestigio, che ne fanno oggi il secondo teatro d’opera in Europa. Una serata ricca di bellissima musica, che abbiamo voluto il più possibile condivisa e inclusiva e che infatti sarà proiettata anche al Teatro Alfieri, in diretta tv grazie a Sky Classica e in differita grazie a Rete 8. Questo evento è il frutto di un grande lavoro di squadra. I miei più sentiti ringraziamenti vanno quindi a tutti i partner che hanno contribuito al valore artistico dell’iniziativa e alla sua realizzazione”.

Accanto all’Orchestra del Teatro Regio si esibirà un cast composto dal soprano Roberta Mantegna, dal mezzosoprano Antoinette Dennefeld, dai tenori Julien Henric e Pablo Martínez, dal baritono Roberto de Candia e dal basso Davide Giangregorio. Sul podio il Maestro Marco Alibrando, chiamato a bissare il successo del concerto dello scorso primo gennaio.

Il programma si aprirà con la sinfonia e l’aria “Mercé, dilette amiche” dai Vespri siciliani di Verdi. Seguirà “Ehi di casa, buona gente” dal Barbiere di Siviglia di Rossini. Dalla Carmen di Bizet sono tratti invece la ”Habanera” e “Je vais danser en votre honneur”, a cui seguirà l’aria “Paolo, datemi pace!” dalla Francesca da Rimini di Riccardo Zandonai, titolo che ha inaugurato la stagione del Regio. Di Puccini saranno eseguiti l’Intermezzo sinfonico da Manon Lescaut e due momenti da La bohème: il duetto “O soave fanciulla” e la romanza “Vecchia zimarra”. Conclude la serata la celebre aria di Leporello “Madamina, il catalogo è questo” dal Don Giovanni di Mozart.

L’accesso all’evento avverrà attraverso una formula che coniuga accessibilità e solidarietà. Il biglietto avrà un costo simbolico di 5 euro oltre commissioni. L’intero ricavato sarà devoluto alla Fondazione Piemontese per la Ricerca sul Cancro. I biglietti saranno acquistabili a partire da martedì 2 dicembre sulla piattaforma Vivaticket.

Una volta esauriti i posti al Regio, sarà possibile prenotare gratuitamente un posto al Teatro Alfieri, dove il concerto sarà trasmesso in diretta streaming e tramite la piattaforma +Classica. Il concerto sarà anche trasmesso in diretta televisiva alle ore 18 su Sky Classica (canale 121 della piattaforma Sky e 125 sugli apparecchi Sky Glass) e in differita alle ore 23.30 su TV8.

In linea con lo spirito di festa e condivisione che caratterizza il Capodanno torinese, il concerto sarà anche un momento di convivialità: grazie alla collaborazione con Confesercenti ed Epat Ascom, a tutti i partecipanti verrà consegnato un voucher che darà la possibilità di gustare una cioccolata calda presso i bar aderenti all’iniziativa.

“Torino Sei Regio!” è un progetto della Città di Torino, realizzato da Fondazione per la Cultura TorinoSky Classica e Teatro Regio, in collaborazione con Turismo TorinoTeatro AlfieriEPAT e Confesercenti, main sponsor Intesa Sanpaolo, con il sostegno di Fondazione CRT, sponsor Enel, charity partner Fondazione Piemontese per la Ricerca sul Cancro.

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Storie di fumetti resistenti

“Churubusco” si riferisce principalmente alla Battaglia di Churubusco del 1847, durante la guerra messico-statunitense, una vittoria americana decisiva che portò alla caduta di Città del Messico.  Infine é anche il titolo di un graphic novel di Andrea Ferraris che racconta la battaglia da una prospettiva diversa.  Il disegnatore di graphic Nobel genovese torna a Torino il 5 dicembre con “Storie di fumetti resistenti” all’Emporio Altromercato via San Marino 65 telefono info: 011 3249540.

Sarà presentata anche la graphic novel la cicatrice disegnata su tremiladuecento chilometri è lungo il confine tra Messico e Stati Uniti, più di un terzo dei quali segnato dal muro. La frontiera. Quella che un tempo era l’icona della conquista dell’occidente, oggi è una ferita della società contemporanea, una cicatrice, attorno alla quale si alternano oscurità e luce, violenza e umanità. Su quei territori gli autori si sono spinti in prima persona, per guardare i paesaggi, ascoltare le voci e raccogliere le storie di chi vive in prima linea quella realtà.
Il risultato è un libro a fumetti che è narrazione e testimonianza, invenzione stilistica e rigore documentario, una fusione di linguaggi per restituire la complessità della frontiera. Disegnata e elaborata con Renato Ciocca. Qui di seguito i curriculum dei nostri:

Andrea Ferraris, dopo il liceo artistico, frequenta un corso di grafica e scenografia tenuto da Gianni Polidori ed Emanuele Luzzati. Lavora a Milano come aiuto-scenografo per la televisione e ad Alessandria per il teatro lirico, quindi decide di assecondare una sua grande passione iscrivendosi ad un corso di fumetto a Bologna dove conosce, tra gli altri, Marcello Jori, Vittorio Giardino ed Andrea Pazienza.

Nel 1992 comincia una collaborazione con Disney Italia realizzando, per oltre 15 anni, storie di Topolino e Paperino. Nel 2007 si trasferisce a Barcellona per lavorare nello studio creativo di Egmont, editore di Copenaghen. Disegna tuttora per Egmont storie di Donald Duck su quattro strisce seguendo lo stile di Carl Barks. Ha disegnato illustrazioni e fumetti per Alias La Lettura inserti dei quotidiani Manifesto Corriere della Sera. Collabora con la rivista Internazionale.

Per Tunuè nel 2008 disegna, su testi di Giacomo Revelli, “Bottecchia”, racconto a fumetti della vita di Ottavio Bottecchia, ciclista degli anni 20, primo italiano a vincere il Tour de France.
Nel 2011 esce per Gallucci editore “Il Pinguino e la Gallina” e nel 2012, sempre per Gallucci “Cocco e Drilli” un altro libro illustrato per bambini.
Dal 2013 al 2016 vive a Parigi dove ha modo di ultimare “Churubusco”, suo primo lavoro come autore completo, racconto dell’italiano del Battaglione San Patrizio.
Churubusco è uscito in Italia per Coconino Press-Fandango, in Francia per Rackham editions, in Messico per La Cifra Editorial e, a novembre 2017, è prevista l’uscita negli Stati Uniti, per Fantagraphic. Dal 2017 vive e lavora a Torino.

Renato Chiocca è regista e sceneggiatore, lavora per il cinema, il teatro e la televisione. Ha girato documentari in Himalaya, a Lampedusa e in Tunisia, e numerosi tra cortometraggi, spot, videoclip e programmi tv. Tra cinema e fumetto ha diretto “Mattotti” (2006), sull’opera di Lorenzo Mattotti con la partecipazione del Premio Pulitzer Art Spiegelman, e “Una volta fuori” (2012), liberamente ispirato a Gli innocenti di Gipi.

Per apocalittici e integrati senza effetti collaterali o contro indicazioni.

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Aldo Colonna

Impianti di sci più sicuri: un investimento per il turismo

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La Regione Piemonte accoglie con grande favore la graduatoria pubblicata dal Ministero del Turismo relativa ai contributi del Fondo per l’ammodernamento, la sicurezza e la dismissione degli impianti di risalita e di innevamento artificiale. Una misura di carattere nazionale che, per il Piemonte, rappresenta una leva di grande rilevanza strategica per sostenere il turismo montano, aumentare la sicurezza delle infrastrutture e accompagnare i territori verso una gestione più moderna, resiliente e sostenibile del sistema neve.

Il Fondo – dotato di oltre 160 milioni di euro nel periodo 2023-2026 – finanzia interventi di ristrutturazione, manutenzione straordinaria, innovazione tecnologica, miglioramento dei sistemi di innevamento, realizzazione di bacini e opere idriche funzionali, nonché la dismissione degli impianti obsoleti. Una misura che si rivolge direttamente alle imprese funiviarie, comprese quelle aggregate in consorzi o società di gestione.

«Queste risorse rappresentano una leva strategica per il Piemonte – sottolinea l’assessore regionale allo Sviluppo e Promozione della Montagna, Marco Gallo –. Significa investire in sicurezza, innovazione e competitività. I nostri comprensori hanno bisogno di impianti moderni, efficienti, capaci di garantire qualità dell’esperienza sportiva e turistica. È un sostegno concreto alle vallate, alle imprese e all’economia della montagna, che oggi vive tutte le stagioni: non solo lo sci, ma outdoor, turismo lento e nuove forme di fruizione del territorio».

Per un territorio alpino articolato e ad alta vocazione turistica come quello piemontese, il Fondo costituisce un sostegno essenziale per aumentare la sicurezza delle infrastrutture in un contesto climatico complesso; supportare gli operatori negli investimenti più onerosi; modernizzare impianti e innevamento per garantire qualità e continuità delle attività; favorire la sostenibilità ambientale e la razionalizzazione delle strutture obsolete; rafforzare l’attrattività turistica dei comprensori alpini piemontesi.

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IMPIANTI PIEMONTESI FINANZIATI

Dalla graduatoria ministeriale risultano finanziati i seguenti soggetti piemontesi:

• Colomion Spa – Bardonecchia. Contributo: € 2.030.288,73

  • Limone Impianti Funiviari e Turistici Spa – Limone Piemonte. Contributo: € 8.811.355,43
  • Monterosa 2000 SpA – Alagna Valsesia e Alpe di Mera. Tre contributi per complessivi € 9.950.000,00

Pur non risultando finanziati in questa fase, diversi impianti piemontesi hanno ottenuto valutazioni molto elevate e rimangono in graduatoria per eventuali risorse aggiuntive:

• Prato Nevoso Spa – Frabosa Sottana

• Colomion Spa – Bardonecchia

• Artesina Spa – Frabosa Soprana

• Domobianca Srl – Domodossola

• Macugnaga Trasporti e Servizi Srl – Macugnaga

• Alpe Devero Ski Srl – Baceno

• Sestrieres Spa – Sestriere/Via Lattea

• Vigezzo & Friends Srl – Valle Vigezzo / Piana di Vigezzo

• Alpe Campo Srl – Alto Sermenza

Mercoledì 3 dicembre, presso il Grattacielo Piemonte, saranno presentati gli esiti del Bando Neve da 50 milioni di euro dedicato all’ammodernamento e alla valorizzazione degli impianti piemontesi. Misura che evidenzia la piena complementarità tra il lavoro svolto a livello ministeriale e le politiche regionali.

Le due azioni – il Fondo nazionale e il Bando Neve regionale – concorrono infatti a un unico obiettivo: rafforzare il sistema neve del Piemonte, rendendolo più sicuro, moderno e competitivo. La conferenza sarà l’occasione per illustrare nel dettaglio i progetti finanziati e la strategia complessiva con cui la Regione intende sostenere il settore nei prossimi anni, integrando investimenti pubblici, innovazione tecnologica e nuove opportunità per i territori montani.

Aperto il bando del Premio Gianmaria Testa Parole e Musica

È aperto il bando per la sesta edizione del Premio Gianmaria Testa- Parole e Musica, promosso e organizzato dal Comitato Moncalieri Cultura con Produzioni Fuorivia e con il contributo della Regione Piemonte  e della Città di Moncalieri, nell’ambito del Festival  Moncalieri Legge.

Si tratta di un appuntamento che in pochi anni ha saputo diventare punto di riferimento per I giovani cantautori italiani e internazionali, un riconoscimento dedicato alla memoria e all’eredità artistica di Gianmaria Testa, poeta in musica che è stato in grado di raccontare con profondità e al tempo stesso leggerezza le fragilità del mondo contemporaneo.
Il Premio Gianmaria Testa è  nato per valorizzare la scrittura musicale come espressione d’arte, per scoprire e promuovere nuove voci che sappiano coniugare parola e melodia, nel segno di un’autenticità che attraversa le generazioni.
Possono partecipare autori e compositori under 38 di qualsiasi nazionalità,  presentando uno o due brani inediti o pubblicati da non più di sei mesi alla data di iscrizione. Le candidature dovranno essere inviate dal 10 novembre 2025 al 25 gennaio 2026 all’indirizzo premiogianmariatesta@moncaliericultura.it.

Una giuria d’eccezione, composta da protagonisti del mondo musicale e culturale italiano, sarà chiamata a selezionare i cinque finalisti che si esibiranno dal vivo nella serata finale di lunedì 9 marzo 2026 alle Fonderie Teatrali Limone di Moncalieri.
Nel corso della serata i finalisti presenteranno il proprio brano originale in concorso e interpreteranno una canzone di Gianmaria Testa, creando un ponte tra memoria e contemporaneità.
Il vincitore assoluto riceverà un premio di 1500 euro, una targa e un diploma, oltre alla possibilità di esibirsi in rassegne musicali piemontesi;  un premio speciale di 800 euro sarà assegnato alla migliore esibizione live.
Durante la serata finale sarà presente anche la direzione artistica di Resetfestival, che selezionerà tra i finalisti un artista da invitare sul palco alla prossima edizione del Festival.
“Il Premio Gianmaria Testa è diventato negli anni un luogo d’incontro tra generazioni, uno spazio in cui la canzone d’autore torna ad essere racconto e ricerca – ha dichiarato Antonella Parigi, assessora alla Cultura della Città di Moncalieri – E’ una tappa significativa del percorso con cui Moncalieri costruisce la propria candidatura a Capitale Italiana della Cultura 2028, investendo su progetti che intrecciano arte, parole e comunità”.
“Ogni anno il Premio ci sorprende – racconta Paola Farinetti, produttrice e presidente della giuria – Le parole e la musica dei finalisti ci ricordano che la canzone d’autore non è un genere del passato, ma un linguaggio vivo, capace di narrare il presente con poesia e verità. Gianmaria credeva nella forza delle parole “levigate fino alla trasparenza” e credo che oggi più che mai servano artisti che abbiano il coraggio di farle risuonare in modo autentico. Questo Premio nasce per loro, per chi prova a raccontare il mondo con delicatezza e profondità”.

Mara Martellotta

Serra di droga in casa, 22enne arrestato a Settimo

Una serra improvvisata con sei piante di cannabis alte ben un metro e ottanta, 230 grammi di marijuana e semi, e tanta altra droga: arrestato un 22enne di Settimo Torinese. Denunciata la fidanzata.

Questo è stato il controllo eseguito dai carabinieri della stazione di Fiano e della tenenza di Settimo Torinese lo scorso 21 novembre, durante il quale i militari hanno trovato nell’abitazione del giovane una piccola coltivazione artigianale ricavata in un angolo della cucina, completa di termoventilatore e illuminazione adeguata.

Il ragazzo aveva deciso di allestire proprio lì una serra domestica, all’interno della quale i militari hanno sequestrato oltre 100 grammi tra hashish e olio di hashish, 1 grammo di cocaina, 3 grammi di ketamina e tre vaschette etichettate contenenti funghi allucinogeni (psilocibina). Il giovane è stato poi posto agli arresti domiciliari, mentre la compagna, 23 anni, è stata denunciata.
Tutto il materiale è stato sequestrato insieme a 800 euro in contanti, somma ritenuta il possibile provento dell’attività di spaccio.

VI.G