ilTorinese

 Trofeo Fulvio Albanese: TDN sul podio 

 

Tre giorni di gare, da venerdì pomeriggio a domenica sera, per il Trofeo Fulvio Albanese, l’appuntamento organizzato in memoria del tecnico che contribuì a rendere grande il nuoto piemontese e scomparve prematuramente nel 2012, all’età di 56 anni. Gare su batterie e finali, a serie per le distanze più lunghe, in vasca corta a cui si aggiunge un’ultima sessione in vasca lunga con un ulteriore fitto programma di eventi. In questi tre giorni di competizioni molto impegnativi per il Team Dimensione Nuoto, presente praticamente a ranghi compatti al Palazzo del Nuoto di Torino, sono emersi spunti di altissima qualità e miglioramenti cronometrici significativi che hanno portato anche alla conquista di una lunga serie di medaglie. Nella prima parte della manifestazione, disputata in vasca corta, Leonardo Surico (Ragazzi) vince i 200 stile libero in 1’56”35, centra il secondo posto sia nei 50 farfalla in 25”81, sia nei 50 rana in 29”85, ed è terzo nei 100 farfalla in 57”71. Numerosi podi anche per Alessio Hincu (Juniores) a segno nei 200 misti in 2’02”30, secondo nei 100 rana in 1’01”68, terzo nei 50 rana in 28”37 e nei 50 farfalla in 25”36. Sale sul gradino più alto del podio anche Lucia Tassinario (Seniores), che vince i 100 dorso in 1’00”83 ed è seconda nei 50 stile libero in 26”37. Arianna Rosso (Ragazze) conquista un bel bottino personale: è seconda nei 100 stile libero in 1’00”63 e nei 100 dorso in 1’06”42, poi chiude al terzo posto i 50 dorso (30”62), i 200 dorso (2’23”49) e i 200 misti (2’29”57). Piazzamenti da podio per Tommaso Dadone (Cadetti), secondo nei 100 dorso in 56”19, Maddalena Bertelli (Juniores), terza nei 50 dorso in 30”08, e Egle Pintimalli (Juniores), terza nei 200 dorso in 2’20”21. Infine, i podi delle mististe: Emma Olivero (Juniores) centra la seconda posizione nei 400 misti in 5’10”87 davanti alla compagna di squadra Giulia Grieco (Juniores), terza in 5’12”43. Giulia conquista anche la terza piazza nei 200 misti in 2’28”50. Nella seconda fase dell’evento del weekend, quella dedicata alle gare in vasca lunga, Lucia Tassinario vince 50-100 farfalla in 27”71 e 1’02”14 ed è terza nei 50 dorso in 29”79 mentre Alessio Hincu, che nei giorni scorsi ha preso parte al raduno con la Nazionale juniores a Ostia, chiude al secondo posto i 200 misti in 2’08”63. Proprio nei 200 misti, Emma Olivero (Juniores) sale sul terzo gradino del podio in 2’33”93. Infine, una bella doppietta per Leonardo Surico (Ragazzi) che si impone nei 200 stile libero in 1’59”74 e nei 200 farfalla in 2’12”69.

Roberta Bruzzone al teatro Colosseo con “Amami da morire”

Mercoledì 18 febbraio, alle 20.30, presso il teatro Colosseo, sarà ospite Roberta Bruzzone, volto noto della cronaca e della divulgazione scientifica, psicologa forense e criminologa tra le più autorevoli in Italia, che presenterà “Amami da morire – Anatomia di una relazione tossica”. Affronterà uno dei fenomeni più inquietanti del nostro tempo, quello dei giovanissimi che si trasformano in assassini.
Attraverso un percorso nel lato oscuro dell’adolescenza, tra storie vere e analisi psicologiche, nella cornice inquietante della cosiddetta “epoca della rabbia”, si snoderà un racconto legato ai sempre più frequenti episodi di cronaca nera, in cui la violenza esplode senza apparente movente o sotto la spinta di fragilità, insicurezze e distorsioni dell’identità. Con il suo sguardo lucido e rigoroso, la criminologa ricostruisce con precisione scientifica i percorsi emotivi che possono condurre a questi esiti estremi, aprendo una riflessione necessaria sul ruolo degli adulti, sul fallimento educativo e sul bisogno di strumenti nuovi per decifrare la mente dei ragazzi della società contemporanea.

Mara Martellotta

Case Salute, Canalis (Pd): “La politica si fa con gli atti”

Monitoreremo la tutela dei 22 lavoratori e la trasformazione in case della comunità spoke.

A novembre l’ASL To3 minacciava la chiusura entro fine anno delle 4 Case della salute dell’ASL To3, che dal primo gennaio dovevano essere retrocesse a semplici AFT, come testimoniato dalla lettera di La Valle del mese di novembre. Oggi invece, in conferenza stampa, Cirio e Riboldi hanno fatto una bella retromarcia, affermando di volerle trasformare in case della comunità spoke.

Bene la retromarcia, ma ora dobbiamo essere sicuri che la trasformazione non sia un mero annuncio.

Ad oggi infatti non c’è alcun atto formale, giuridicamente e finanziariamente vincolante.

Il DM 77/2022 prevede la creazione delle case della comunità spoke a fianco di quelle hub, per rendere più capillare la medicina territoriale e sgravare gli ospedali, ma in Piemonte non ne è ancora nata neppure una.

Come mai?

Queste strutture resteranno lettera morta?

Cosa sta facendo concretamente la giunta Cirio?

Sta sollecitando la conferenza stato-regioni?

Ad oggi non è dato saperlo.

Così come non c’è assoluta certezza giuridica che i lavoratori rimasti in carico ai Medici di medicina generale (4 a Vigone, 3 a Cumiana, 7 a Beinasco e 3 a Pianezza) potranno proseguire, non essendoci un legame contrattuale diretto con l’Asl.

In particolare, preoccupa la situazione dei 9 lavoratori della casa della salute di Beinasco-Borgaretto, dal momento che in questa Casa i medici non si sono ancora costituiti in soggetto giuridico per contrattualizzare i lavoratori. Il risultato è che 7 lavoratori sono ancora gestiti dalla cooperativa Coesa e non dai medici e 2 hanno lasciato il contratto a tempo indeterminato per essere assunti da un’agenzia di lavoro interinale con un contratto peggiorativo.

Ci saremmo aspettati che l’ASL facesse di più per subentrare nei contratti di questi lavoratori.

Insomma: bene la conferenza stampa a favore di telecamera, ma la politica si fa con gli atti e gli atti mancano.

Ad oggi, come temevamo, ci sono 4 case della salute trasformate in AFT.

Monica CANALIS – consigliera regionale Pd

Terre Alte da abitare, un confronto a Cumiana 

Cosa significa davvero scegliere la montagna come luogo di vita e di lavoro oggi? Per rispondere a questa domanda, l’associazione Cumiana Outdoor organizza per sabato 21 febbraio prossimo l’incontro “Terre Alte da abitare”, uno spazio di confronto concreto che mette in dialogo analisi sociali ed esperienze personali vissute in quota. L’appuntamento sarà a partire dalle 12.30 nel rifugio Alpe del Capitano di Cumiana, e si tratterà di un pomeriggio di incontro, racconto e confronto dedicato a nuovi modi di vivere e abitare la montagna, per riflettere su scelte di vita, trasformazioni sociali e prospettive delle terre alte, tra cambiamento climatico, spopolamento e nuove opportunità di ripopolamento.
L’iniziativa si aprirà con un pranzo conviviale pensato come un momento di benvenuto e condivisione, e proseguirà con una tavola rotonda aperta al pubblico in compagnia di tre ospiti d’eccezione: Andrea Membretti, docente di Sociologia del territorio e coordinatore del progetto della Città Metropolitana di Torino “Vivere e lavorare in montagna”, e Silvia Vettori e Davide Zambon, autori del progetto editoriale “Bagaglio leggero”.
Per chi non partecipasse all’escursione del CAI dalla Pradera dei Picchi al rifugio Alpe del Capitano, con partenza alle 10.30, il rifugio è raggiungibile in auto, con parcheggio al “Truc d’la Bufa” e proseguendo a piedi per 700 metri, oppure dalla borgata Ravera, seguendo il sentiero 004, di 2 km.

Per partecipare al pranzo e info: info@cumianaoutdoor.com

Mara Martellotta

Flowers Festival: l’estate che suonerà alla Certosa

C’è un punto preciso dell’estate torinese in cui la musica smette di essere sottofondo e diventa destinazione. Accade a Collegno, nel cortile della Lavanderia a Vapore, dentro il Parco della Certosa: lì dove, da fine giugno a metà luglio, il Flowers Festival torna a costruire la sua città parallela fatta di palco, luci e attese condivise. Non è solo una rassegna, ma una dichiarazione di identità culturale. Il Flowers è il luogo in cui generazioni diverse si ritrovano sotto lo stesso cielo, tra nostalgie anni ’90 e nuovi linguaggi urbani, tra cantautorato viscerale e rap metropolitano. Un equilibrio che anche quest’anno si annuncia solido, già a partire dai primi nomi ufficializzati.

Si parte il 26 giugno con La Niña e OkGiorgio, un doppio set che promette contaminazioni e sperimentazioni sonore. Il giorno dopo, 27 giugno, arriva l’intensità poetica di Mannarino, artista capace di trasformare ogni concerto in un racconto collettivo.Il 1° luglio è già una data simbolo: Tony Pitony ha registrato il tutto esaurito, segno di un pubblico che cerca energia e leggerezza. E non è finita: il 17 luglio tornerà per una seconda data, questa volta con biglietti ancora disponibili.

Il 3 luglio sarà il momento di Voglio Tornare negli Anni 90, format che trasforma il concerto in una festa generazionale, mentre il 4 luglio saliranno sul palco i Negramaro, una delle band più amate del panorama italiano, capaci di unire potenza sonora e lirismo pop.Il 5 luglio spazio alla parola e alla riflessione con Gio Evan, e il 6 luglio arriva una delle voci più incisive della nuova scena: Madame, già annunciata e attesissima. Il 7 luglio sarà la volta di The Zen Circus, band che ha fatto della dimensione live il proprio habitat naturale. Il 9 luglio l’energia cruda di Gemitaiz porterà al Flowers il linguaggio diretto dell’hip hop romano. Tra gli appuntamenti più attesi, l’11 luglio con Caparezza, già sold out: un concerto che si preannuncia come uno spettacolo totale, tra satira, teatralità e potenza musicale. Il 14 luglio toccherà invece a I Cani, ritorno che sa di culto per una generazione cresciuta tra malinconia urbana e ironia tagliente.

Il cartellone, già ricco, è solo parziale. Altri nomi verranno annunciati nelle prossime settimane, a completare una line-up che conferma la vocazione del Flowers: essere specchio fedele della musica contemporanea italiana, senza paura di mescolare linguaggi e pubblici. La forza del festival, però, non sta soltanto nei nomi. Sta nell’atmosfera. Nel momento in cui le luci si abbassano e il cortile della Lavanderia a Vapore diventa un teatro a cielo aperto. Sta nel pubblico che canta in coro, nei ragazzi seduti sull’erba prima del live, nelle coppie che si ritrovano ogni estate nello stesso punto sotto il palco. In un tempo in cui tutto corre veloce, il Flowers Festival continua a offrire qualcosa di semplice e potentissimo: la possibilità di fermarsi e ascoltare. Torino e la sua area metropolitana lo sanno bene. L’estate, da queste parti, ha un suono preciso. E comincia sempre da qui.

 Valeria Rombolà

Sprofondo Cairo

 

Il coro è sempre più forte: “Cairo deve vendere”. Attorno al glorioso Torino il clima è diventato rovente, con una grande e consistente parte della tifoseria che considera concluso il ciclo di Urbano Cairo.
Dopo anni di gestione giudicata prudente, senza il salto di qualità promesso, la pazienza sembra finita. I “245 mesi” di nulla evocati dagli striscioni e dai cori sono diventati il simbolo di un’era percepita come piatta:zero acuti,zero trofei, nessuna reale ambizione europea, troppe stagioni vissute tra anonimato e sofferenza. E ora, con la paura della Serie B che torna a farsi concreta, la frattura appare insanabile.
Quest’anno, poi, il peso è ancora più forte: ricorrono i 50 anni dall’ultimo scudetto granata, quello del 1975-76. Un anniversario che avrebbe dovuto rappresentare orgoglio e rilancio, memoria e ambizione. Invece, per tutti i tifosi, diventa il simbolo di ciò che manca: una società capace di onorare davvero quella storia con un progetto all’altezza.
Tra i sostenitori si fa strada anche un’altra convinzione: che lo stesso Cairo sia stanco. Stanco delle contestazioni, di un rapporto logorato, di un ambiente che non lo riconosce più come guida. C’è chi è certo che abbia ormai compreso come il suo ciclo sia arrivato al capolinea e che la cessione sia l’unica via per chiudere un’epoca.
Per molti tifosi la questione non è più tecnica ma strutturale: serve un cambio di proprietà, una nuova visione, investimenti e progettualità. La richiesta è netta, senza sfumature: vendere per riaccendere entusiasmo e credibilità.
Se davvero sia finita lo diranno i prossimi mesi. Ma oggi, nel mondo granata, la sensazione è chiara: il tempo delle attese è scaduto.

Enzo Grassano

Capodanno Cinese, alla Palazzina di Caccia di Stupingi visita speciale 

Domenica 22 febbraio prossimo, alle ore 15.45, in occasione del Capodanno Cinese una visita speciale alla scoperta delle cineserie della Palazzina di Caccia di Stupinigi.
In occasione del Capodanno cinese, la Fondazione Ordine Mauriziano organizza, infatti, una visita speciale alla scoperta di un mondo lontano e delle influenze orientali presenti all’interno della Palazzina di Caccia di Stupinigi.
L’appuntamento dal titolo ‘Evviva l’anno del Cavallo’ di domenica 22 febbraio rappresenta un viaggio verso Oriente,  un’immersione nei racconti dei grandi viaggiatori, attraverso la via della Seta fino alla Cina.

Dai paesaggi ad acquerello delle carte da parati alle stoffe, dall’esotica Sala da Gioco ai bizzarri animali del serraglio, nella Palazzina di Caccia di Stupinigi si possono ripercorrere le influenze e il gusto per le cineserie e l’esotismo diffuso nelle residenze sabaude.

Il fascino dell’Oriente conquista l’Europa a partire dal Seicento con l’arrivo nel Vecchio Continente di merci preziose quali lacche, sete, carte da parati, porcellane che vanno ad abbellire le dimore di re e principi .
In Italia i Savoia, influenzati anche loro dall’esotismo, creano ambienti che riecheggiano luoghi lontani, i Gabinetti cinesi, che hanno una tappezzeria di carta dipinta a tempera, importata dalla Cina meridionale  con scene che si sviluppano dal basso verso l’alto, tratte dalla vita e dai costumi popolari dell’antica Cina.

Info

Palazzina di Caccia di Stupinigi

Piazza Principe Amedeo 7, Stupinigi- Nichelino ( TO)

Domenica 22 febbraio 2026, ore 15.45

Evviva l’anno del Cavallo

Prezzo visita guidata 5 euro più biglietto di ingresso ( intero 12 euro, ridotto 8 euro)

Gratuto: minori di 6 anni e possessori di Abbonamento Torino Musei Torino Piemonte e Royal Card.

Prenotazione obbligatoria entro il veenrdì precedente  allo 0116200601

stupinigi@ biglietteria.ordinemauriziano.it

Mara Martellotta

“Manson” di Fanny & Alexander all’Astra

In scena dal 20 al 22 febbraio prossimo al teatro Astra la pièce teatrale dal titolo “Manson” di Fanny & Alexander, per l’ideazione, la regia, le luci e il progetto di Luigi Noah De Angelis, la drammaturgia e i costumi di Chiara Lagani. Nello spettacolo Andrea Argentieri indossa i panni dell’accusato e, a partire dalle testimonianze video e audio, e dalle numerose interviste che in vita Manson rilasciò, incarna una sorta di ritratto mimetico del suo personaggio facendoci ripercorrere, tramite l’iperbole variegata delle risposte, i meandri della mente labirintica, istrionica, scivolosa e manipolatoria di Charles Manson. È così che si imprimono nella voce e nel corpo dell’attore i ritmi, la gestualità spezzata e gli sguardi mutevoli del personaggio che gli è ora matrice, come se per un attimo ci trovassimo di fronte ad un fantasma, che ci visita nel momento in cui ci accingiamo a formulare un giudizio. La pièce teatrale pone il pubblico nello scomodo ruolo di una sorta di giuria postuma; in un buio compatto e sonoro, immersivo e da incubo, si dipingono all’improvviso frasi secche e ritmate, che conducono a una riesumazione narrativa e sensoriale degli eventi, come se per un attimo ci trovassimo nella famosa villa dell’omicidio, circondati dai passi ghiaiosi degli assassini, oppure prigionieri della loro auto in fuga tra urla e stridore di freni, o ancora circondati dai canti hippy nel famoso ranch, dove la famiglia praticava i suoi riti e, infine, nel tribunale vociante di arringhe dove Manson è stato processato. È soltanto al termine di questa fantomatica ricostruzione, che avviene per suoni e scrittura concreta, che ci si accorge di una presenza reale in sala, una specie di testimone silente che dà le spalle fin da principio alla platea. L’uomo si gira, si avvicina, invita ripetutamente il pubblico a rivolgergli delle domande. È proprio Manson , è qui di fronte a noi, il pubblico pesca da un elenco di trentadue domande che gli sono state consegnate all’ingresso a teatro e poi, singolarmente e volontariamente, rivolge il quesito scelto all’attore, che adesso risponde in inglese, sopratitolato. Poco a poco, quasi inavvertitamente l’incalzare delle domande produce una strana enigmatica trasformazione nella percezione di chi assiste. In ballo c’è davvero solo il giudizio, la condanna alle azioni di questo strano e ambiguo personaggio? Oppure ci siamo anche noi, la nostra stessa repulsione oppure l’indecifrabile attrazione verso questo caso macabro, per le parole depistanti e oblique che stiamo ascoltando? Avremo dunque la capacità, la possibilità di far luce nell’oscuro paesaggio dei significanti, di leggere nel libro nero e illeggibile del significato, delle molte rifrazioni manipolatorie del discorso? Potremo, alla fine, aprire attraverso il muro specchiante della nostra stessa voglia di sapere, del nostro bisogno di vedere, di ottenere un dettaglio e poi ancora un altro e sempre più? Che cosa è che cerchiamo esattamente? Cos’è alla fine che stiamo davvero guardando? Charles Manson nella sua dichiarazione processuale affermava “Non ho niente contro nessuno di voi. Non posso giudicare nessuno di voi. Ma penso che sia il momento buono perché voi tutti cominciate a guardarvi, e giudichiate le bugie nelle quali vivete. Voi non siete voi, siete solo dei riflessi di tutto ciò che credete di sapere, di tutto quello che vi è stato insegnato”. Teatro Astra Via Rosolino Pilo 6 fondazionetpe.it Mara Martellotta

Sanità territoriale, le Case della Salute dell’ASL TO3 diventano Case della Comunità

Le Case della Salute presenti sul territorio dell’ASL TO3 si avviano verso una fase di evoluzione organizzativa, diventando parte integrante del nuovo modello di assistenza territoriale previsto dalla riforma sanitaria nazionale. L’obiettivo è rafforzare la rete dei servizi di prossimità, garantendo continuità assistenziale e ampliando l’offerta sociosanitaria per i cittadini.

Il progetto è stato presentato al Grattacielo Piemonte nel corso di una conferenza stampa promossa dalla Regione Piemonte, alla presenza del presidente Alberto Cirio, dell’assessore regionale alla Sanità Federico Riboldi e della Direzione generale dell’azienda sanitaria. All’incontro hanno partecipato anche amministratori locali e rappresentanti istituzionali del territorio interessato.

«In Piemonte la sanità territoriale si rafforza grazie agli investimenti del Pnrr su cui ci muoviamo nel pieno rispetto dei tempi e che stanno cambiando il volto della rete di assistenza territoriale. In questo quadro le Case della Salute dell’ASL TO3 evolvono e diventano Case della Comunità spoke, con più assistenza e più servizi. Manteniamo sedi, orari e prestazioni, potenziando ambulatori, assistenza alla cronicità e integrazione sociosanitaria» ha affermato il presidente Cirio.

«La Regione prosegue il piano di potenziamento del personale che ad oggi supera le 59.000 unità (erano 55.000 nel 2019 all’insediamento della Giunta Cirio). A breve, con il maxi concorso da 700 posti previsto da Azienda Zero, ci sarà un ulteriore incremento. Questi numeri dimostrano che c’è la volontà di investire risorse, di integrare gli ospedali con il territorio e di riempire di contenuti e di servizi le strutture. A regime, grazie all’accordo con i medici di medicina generale per le Aggregazioni funzionali territoriali (prima regione in Italia) e con i pediatri di libera scelta avremo una rete capillare e diffusa che darà migliori servizi ai cittadini, in particolare ai più fragili. L’Asl TO3 è l’esempio di ciò che stiamo costruendo e lo dimostra anche l’apertura dell’Ospedale di comunità di Giaveno che è attivo ed operativo da oggi» ha dichiarato l’assessore Riboldi.

Il percorso di riorganizzazione, sviluppato in collaborazione con i Distretti sanitari, i medici di medicina generale, i Comuni e gli stakeholder istituzionali, punta a integrare le esperienze già attive all’interno del nuovo quadro normativo, senza modificare l’accesso ai servizi per i cittadini.

«È questo l’obiettivo del percorso di riorganizzazione avviato dall’Azienda, in attuazione del mandato regionale, per garantire continuità assistenziale ai cittadini e ricondurre le progettualità esistenti al quadro normativo attuale, senza creare disservizi o interruzioni nell’erogazione delle prestazioni. Il progetto, condiviso con i Distretti, la direzione strategica, i medici di medicina generale, i sindaci dei Comuni interessati e i principali stakeholder istituzionali, prevede il mantenimento e il rafforzamento dei servizi già attivi: ambulatori dei medici di medicina generale con aperture prolungate, presa in carico della cronicità, punto prelievi, attività infermieristiche e domiciliari, servizi amministrativi territoriali, integrazione con i servizi sociali, promozione degli stili di vita e, dove previsto, attività consultoriali e di psicologia delle cure primarie» ha dichiarato il direttore generale dell’Asl TO3 Giovanni La Valle.

Nel dettaglio, le strutture di Beinasco, Pianezza e Cumiana sono candidate a trasformarsi in Case della Comunità spoke, rafforzando il collegamento tra assistenza primaria e distretti sanitari, mantenendo invariati sedi, orari e servizi. La sede di Vigone proseguirà invece il proprio sviluppo all’interno della Casa della Comunità hub già attiva sul territorio.

Il personale attualmente operante nelle Case della Salute continuerà a lavorare in stretta collaborazione con i medici di medicina generale, mentre l’azienda sanitaria potrà integrare, secondo le esigenze delle singole sedi, ulteriori figure sanitarie e amministrative.

L’iniziativa rappresenta un passaggio strategico verso un modello di sanità territoriale più accessibile, coordinato e orientato alla presa in carico continuativa dei cittadini, con particolare attenzione alle fasce più fragili della popolazione.

Bardonecchia: chiuso locale non a norma

La Polizia di Stato, nei giorni scorsi, ha effettuato alcuni controlli amministrativi all’interno di locali pubblici siti nel Comune di Bardonecchia, in Regione Molino.

L’attività, svolta con l’ausilio della Polizia Locale, ha consentito di rilevare e contestare l’apertura abusiva di luogo di pubblico spettacolo all’interno di un bar-ristorante, dove i poliziotti della Divisione Polizia Anticrimine della Questura torinese hanno riscontrato, poco dopo l’una di notte, la presenza di una cinquantina di avventori intenti a ballare all’interno della sala del locale, su musica diffusa da una postazione DJ.  Non essendovi alcuna licenza di pubblico spettacolo per la serata, il titolare del locale è stato deferito all’A. G.

Nel corso dell’attività è stato, altresì, controllato un locale in cui erano presenti 80 clienti (capienza massima 99). Qui si rilevava che non erano stati compilati i registri attestanti le verifiche obbligatorie da effettuarsi prima dell’inizio dell’evento, volte a garantire la funzionalità del sistema di vie di uscita, il corretto funzionamento dei serramenti delle porte e degli impianti e delle attrezzature di sicurezza. Erano, inoltre, presenti soltanto 3 estintori al posto dei 4 previsti e mancava l’indicatore luminoso che segnala la porta dell’uscita di sicurezza e la via di esodo. Infine, erano presenti solo due dei 3 addetti al primo soccorso e all’antincendio.

Il titolare del locale è stato denunciato e l’autorizzazione dell’esercizio sospesa con ordinanza del Comune di Bardonecchia, fino all’ottemperanza delle prescrizioni.