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Città più verdi contro il clima che cambia: nasce GreenUP Piemonte

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GreenUP Piemonte: parte il grande patto per il verde urbano, 31 Comuni insieme per la rigenerazione ambientale

Ha preso il via ieri, presso il Grattacielo Piemonte di Torino, GreenUP Piemonte, il progetto biennale promosso da Fondazione Agrion e Regione Piemonte, in collaborazione con Legambiente Piemonte e Valle d’Aosta e ANCI Piemonte. L’iniziativa coinvolge 31 Comuni piemontesi in un percorso strutturato di analisi e pianificazione per rafforzare e riqualificare il patrimonio verde urbano, con l’obiettivo di contrastare il cambiamento climatico e migliorare la qualità della vita nelle città.

Le aree urbane rappresentano oggi il fulcro della sostenibilità territoriale: ospitano la maggior parte della popolazione e sono i luoghi in cui gli effetti della crisi climatica si manifestano con maggiore intensità — isole di calore, perdita di biodiversità, peggioramento della qualità dell’aria e crescente impatto sulla salute e sul benessere delle comunità. In questo contesto, il verde urbano diventa una vera infrastruttura strategica.

GreenUP Piemonte nasce per mettere a disposizione dei territori l’esperienza scientifica maturata da Fondazione Agrion, traducendola in strumenti concreti per la progettazione e la gestione sostenibile degli spazi verdi. Il progetto introduce un sistema di analisi ESG basato su dati oggettivi e misurabili, che consente di valutare lo stato ambientale dei Comuni e di pianificare interventi mirati, monitorabili nel tempo. L’assunto di fondo è chiaro: solo attraverso dati certi è possibile costruire politiche efficaci e durature.

Il percorso coinvolge i Comuni di Alba, Argentera, Bra, Borgo Ticino, Busca, Burolo, Cavour, Cumiana, Cherasco, Carpeneto, Condove, Candiolo, Cuneo, Elva, Fossano, Govone, Lagnasco, Manta, Monasterolo di Savigliano, Moretta, Orbassano, Ovada, Pianezza, Pancalieri, Pinasca, Piozzo, Rivarolo Canavese, Saluzzo, Santena, Settimo Rottaro e Oleggio Castello, che per due anni saranno accompagnati in un processo di miglioramento continuo e strutturato.

Come sottolineato dal presidente di Agrion, Giacomo Ballari, il progetto integra pianificazione e ricerca applicata, traducendosi in protocolli operativi per la progettazione del verde urbano e nello sviluppo di tecnologie innovative per una gestione più efficiente e inclusiva degli spazi pubblici. L’obiettivo è incrementare la biodiversità, tutelare insetti impollinatori e migliorare la salute dei cittadini, riconoscendo al verde la stessa dignità infrastrutturale riservata a strade e ponti.

Anche l’assessore regionale Paolo Bongioanni ha evidenziato il valore strategico dell’iniziativa, inserendola in una visione più ampia di rafforzamento dell’identità piemontese e della competitività internazionale del territorio. GreenUP viene definito un progetto innovativo a livello nazionale, capace di riportare la natura al centro delle città e di generare benefici ambientali, sanitari e turistici.

Per Fondazione Agrion, come spiegato da Marika Cattaneo, l’obiettivo è trasformare la sostenibilità da principio astratto ad azione concreta, accompagnando i Comuni in un percorso che tenga insieme ambiente, economia e benessere sociale. Un modello collaborativo che ha trovato pieno sostegno anche nei partner istituzionali.

Il presidente di ANCI Piemonte, Davide Gilardio, ha definito GreenUP un’opportunità concreta per le amministrazioni locali, mentre Alice De Marco, presidente di Legambiente Piemonte e Valle d’Aosta, ha parlato di un cambio di passo culturale: il verde urbano viene finalmente riconosciuto come infrastruttura essenziale per città più sane e resilienti.

Nel corso dell’evento è intervenuto anche il Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, Gilberto Pichetto Fratin, che ha ribadito il ruolo chiave delle aree verdi urbane nella mitigazione climatica, richiamando l’impegno del Ministero anche attraverso gli interventi previsti dal PNRR per la piantumazione di nuove specie arboree nelle città metropolitane.

Ampio spazio è stato dedicato anche all’innovazione e alla sperimentazione: dai protocolli per la creazione di spazi dedicati alla biodiversità ai giardini terapeutici, fino allo sviluppo di un campo sperimentale di ricerca applicata che fungerà da dimostratore di buone pratiche. Tra le soluzioni in fase di studio figurano tappeti vegetali alternativi ai prati tradizionali, aiuole dedicate agli insetti utili, alberate miste e sistemi di gestione dell’acqua capaci di migliorare la resilienza urbana.

Il progetto coinvolge inoltre l’Istituto superiore G. Vallauri di Fossano, che partecipa alle attività di progettazione e sperimentazione, contribuendo alla formazione delle nuove generazioni impegnate nella rigenerazione urbana.

La componente tecnologica è garantita anche dalla collaborazione con Betacom e Viso-Drones, che mettono a disposizione strumenti digitali e droni per la mappatura e il censimento del verde urbano.

A chiudere l’incontro è stato il presidente della Regione, Alberto Cirio, che ha sottolineato come GreenUP Piemonte rappresenti un nuovo modello di gestione del verde urbano: un sistema integrato che combina tecnologia, dati scientifici e politiche ambientali, offrendo alle amministrazioni strumenti concreti per pianificare interventi misurabili e verificabili nel tempo.

Al termine della presentazione, i 31 Comuni aderenti hanno ricevuto l’attestazione ufficiale di partecipazione al progetto, sancendo l’avvio di un percorso condiviso verso città più verdi, resilienti e orientate al futuro.

Il Piemonte si promuove a Sanremo

Da martedì 24 a sabato 28 febbraio, nei giorni del 76° Festival della Canzone italiana, il Piemonte si racconta a Sanremo con “Piemonte Is – Eccellenza Piemonte”.

Si tratta di un’iniziativa itinerante pensata per coinvolgere il pubblico e i turisti della città attorno all’evento più importante della musica italiana con attività coinvolgenti in centro e nei luoghi più frequentati della città: Lungomare Italo Calvino, Giardini Vittorio Veneto, via Matteotti, Molo Nord, Lungomare Sud. Cinque kart elettrici brandizzati diventano veri e propri salottini mobili in grado di accogliere chi, incuriosito, salta a bordo e ogni giorno dalle 9 alle 12.30 e dalle 15 alle 18 faranno conoscere il Piemonte grazie a una sorprendente e originale serie di momenti interattivi col pubblico e ogni pomeriggio distribuendo gratuitamente al pubblico i suoi prodotti agroalimentari d’eccellenza: cioccolato e giandujotti di Torino, nocciole Piemonte Igp, riso di Baraggia Dop, mele di Cuneo Igp, formaggio Bra Dop, Vermouth di Torino Ig.

Turisti, passanti e personalità del mondo della musica e dello spettacolo saranno coinvolti con quiz, domande curiose e interviste veloci sulla loro conoscenza del Piemonte, del suo territorio e della sua enogastronomia. Il tutto pensato con un’attitudine molto social: le attività itineranti previste diventeranno contenuti visibili sui nuovi canali Instagram piemonteis_eccellenzapiemonte e Facebook Piemonteis Eccellenza Piemonte, e quelli istituzionali della Regione Piemonte.

giovedì 26 febbraio alle ore 17 nei locali di via Roma 88 il Piemonte propone i suoi vini e sapori in un aperitivo con salsiccia del Consorzio Salsiccia di Bra, salame del Consorzio salame Piemonte Igp, formaggi Valgrana, carne della macelleria Gaveglio, Cuneesi e baci di dama Bramardi, accompagnati dai vini dei Consorzi di tutela Brachetto d’Acqui Docg e Asti Docg.

A spiegare la filosofia dell’iniziativa l’assessore al Commercio, Agricoltura e Cibo, Turismo Paolo Bongioanni: «Il Festival di Sanremo è un appuntamento dove non si può mancare. Attorno ad esso si muove una mole di appassionati, fan, turisti, addetti ai lavori, media e opinion leader. Essere presenti significa poter intercettare un pubblico potenziale enormein una modalità leggera e coinvolgente, social e pop. A questo si aggiunge la vicinanza della Riviera e dei suoi turisti alle mete piemontesi, su cui stiamo costruendo strategie di promozione comune con la Regione Liguria, e che è un vero e proprio invito a venire a scoprire il territorio dove nascono i prodotti fregiati dal marchio di qualità “Piemonte Is – Eccellenza Piemonte”, che vogliamo far conoscere in tutta la loro prelibatezza».

Caso Lear: le reazioni politiche

“Abbiamo appreso della volontà di Lear di interrompere le trattative relative alla reindustrializzazione del sito produttivo di Grugliasco. Si tratta di un passaggio delicato che riguarda il futuro di centinaia di lavoratori e di un presidio industriale strategico per il nostro territorio.

La Regione è in contatto costante con Lear, FIPA, le rappresentanze sindacali e con il Ministero delle Imprese e del Made in Italy: nelle prossime ore sarà convocato un tavolo ministeriale nel quale la questione verrà approfondita in ogni suo aspetto. È in quella sede che si dovranno assumere le necessarie responsabilità e chiarire definitivamente il quadro industriale. Da parte nostra l’obiettivo è uno e uno soltanto: la tutela piena di tutti i lavoratori coinvolti in questa complessa fase di transizione. Su questa partita la Regione non arretrerà di un solo centimetro”.

Lo ha dichiarato Elena Chiorino, vicepresidente e assessore al Lavoro della Regione Piemonte, in merito alla vicenda Lear.

“Dopo due mesi di silenzio seguiti all’accordo Lear-Fipa del 29 dicembre scorso, ho portato oggi in aula, con un’interrogazione urgente, la forte preoccupazione delle lavoratrici e dei lavoratori, ancora in attesa di capire se esista per loro un futuro” dichiara la consigliera regionale AVS Valentina Cera.

“La Regione Piemonte – continua Cera – che insieme al Ministero si era fatta garante dell’intesa, non ha avuto nemmeno il coraggio di dichiarare chiaramente che quell’accordo è saltato. Dopo una vertenza durata anni, i lavoratori Lear si ritrovano ancora una volta senza prospettive: scompare dall’orizzonte la reindustrializzazione del sito produttivo e ricomincia il balletto di ipotesi fantasiose su presunti nuovi soggetti interessati. L’unica certezza, oggi, è quella che l’Assessora Chiorino ha evitato di ammettere in aula: dopo due mesi di silenzio, l’accordo che avrebbe dovuto consentire la ripresa della produzione alla Lear e garantire i posti di lavoro è definitivamente fallito. È giunto davvero il tempo che la giunta regionale smetta di perseguire la politica degli annunci e degli slogan sulla pelle di lavoratrici e lavoratori e agisca immediatamente per garantire un futuro industriale a questa regione”.

“Il fallimento dell’accordo per la reindustrializzazione della Lear arriva dopo mesi di silenzio e  incertezza per lavoratrici e lavoratori. Regione Piemonte, e Ministero delle Imprese e del Made in Italy si erano fatti garanti di un’intesa con Fipa che non c’è, ora abbiano il coraggio di dire la verità e spiegare le ragioni di quanto accaduto. I lavoratori e le loro famiglie hanno il diritto di sapere se davvero esistono altri investitori e che ne sarà del loro futuro” – lo dichiara il Vicecapogruppo di AVS alla Camera, Marco Grimaldi.

“I timori e i dubbi che avevamo manifestato, qualche giorno fa, sulla situazione di stallo in cui versava l’accordo tra Lear e Fipa per la reindustrializzazione dello stabilimento di Torino erano, purtroppo, fondati. E’ di poco fa la notizia, diffusa a mezzo stampa, del venire meno dell’intesa ed è ancora tutta da verificare quella di un nuovo interessamento da parte del gruppo Zetronic.

La situazione è estremamente allarmante e questa notizia, comunicata oggi da Lear, Fipa e dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy, apre un ulteriore fronte di incertezza per 374 lavoratrici e lavoratori, già da mesi in cassa integrazione straordinaria per area di crisi complessa. L’ipotesi di un nuovo investitore, il gruppo Zetronic, deve essere valutata con la massima trasparenza e credibilità: non possiamo permettere che si ripetano annunci privi di solide garanzie industriali.

In questa vicenda troppi sono gli elementi opachi e ribadiamo la richiesta di un’informativa in Commissione o in Aula dell’Assessore regionale al Lavoro. È indispensabile che la Regione eserciti fino in fondo il proprio ruolo di vigilanza e coordinamento, soprattutto in vista dell’incontro convocato al MIMIT per il 9 marzo. Non possiamo lasciare soli i lavoratori, né accettare che il futuro di un sito industriale strategico per Torino venga gestito senza un confronto pubblico e responsabile.

Auspichiamo il massimo impegno per individuare un percorso di reindustrializzazione serio, credibile e verificabile che tuteli l’occupazione e garantisca prospettive reali al territorio”. questo invece il commento di Monica Canalis vice presidente commissione lavoro e attività produttive del Consiglio Regionale e Laura Pompeo consigliera regionale Pd

Canalis (Pd): “Ecco la legge per ricordare le conquiste giuridiche del 1848”

Verrà celebrata il 17 febbraio, in memoria della cittadinanza riconosciuta ai valdesi e agli ebrei nel 1848.

25.2.2026 – Il nostro territorio nel 1848 fu apripista del riconoscimento dei diritti civili alle minoranze religiose. Il 17 febbraio 1848, infatti, Carlo Alberto firmò le Regie Lettere Patenti, che ponevano fine a secoli di discriminazione e persecuzione e riconoscevano ai cittadini sabaudi di religione valdese i diritti civili, i diritti politici e il diritto di frequentare gli istituti scolastici. 

Il 29 marzo dello stesso anno il Regno di Sardegna avrebbe emancipato anche gli ebrei piemontesi, che divennero finalmente cittadini.

Grazie alla legge regionale approvata oggi, di cui sono prima firmataria e il cui iter è durato un anno e mezzo, il Piemonte continua ad essere un faro del dialogo e dello stato di diritto.

La libertà religiosa e l’uguaglianza dei cittadini a prescindere dal credo professato è una conquista pionieristica piemontese che dalle Lettere Patenti del 1848 è giunta, dopo la parentesi delle leggi razziali, sino alla Costituzione italiana del dopoguerra e permane come impegno attuale.

In un’Italia in cui le identità religiose e culturali si evolvono, ritengo fondamentale che il nostro territorio continui a promuovere l’eguale libertà delle confessioni religiose, termometro di ogni altra libertà e tassello essenziale della convivenza democratica.

Ricordare le conquiste giuridiche della storia del nostro Piemonte può contribuire a far crescere la sensibilità verso quei Paesi del mondo in cui la libertà religiosa è ancora negata e verso quelle fedi religiose che in Italia attendono tutt’ora un riconoscimento. 

Può anche essere un antidoto ai recenti rigurgiti antisemiti e un monito a difendere la non confessionalità delle istituzioni civili, la moderna distinzione tra politica e religione, tra sfera temporale e sfera spirituale.

La nuova legge piemontese può anche essere un segnale extra regionale, vista l’assenza di una legge nazionale sulla libertà religiosa.

Sono molto contenta per questo risultato, frutto di una lunga e faticosa mediazione e di una paziente attività emendativa. 

Si tratta della prima legge della legislatura approvata su proposta dell’opposizione e non della maggioranza. 

Speriamo che questa apertura si traduca in iniziative concrete, per sensibilizzare la popolazione piemontese ai valori della convivenza e della tolleranza, come previsto dal testo. 

Da oggi il Piemonte ha uno strumento in più per promuovere il rispetto delle minoranze e i diritti di cittadinanza, temi attualissimi e strategici. 

Monitoreremo che la legge venga attuata.

Monica CANALIS – consigliera regionale PD, prima firmataria della nuova legge

Scandurra: “Banca di Asti, perché è importante l’autonomia territoriale”

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Pubblichiamo la riflessione di Maurizio Scandurra de ‘La Zanzara’ di ‘Radio24’. Il giornalista e opinionista si è candidato al Cda dell’Istituto inviando nei termini il proprio cv alla Società ‘Spencer Stuart’ incaricata delle selezioni.

Nel grande calderone magmatico e incandescente delle notizie che ruotano attorno a Banca di Asti, ho deciso di tuffarmici anch’io. Candidandomi spontaneamente com’è nel mio stile, effervescente (pur non essendo chi scrive un’aspirina, mi si consenta), al Cda dell’Istituto mediante invio di curriculum vitae – in data venerdì 20 febbraio 2026, e quindi nei termini – ai “cacciatori di teste” della Società ‘Spencer Stuart’: la cosiddetta “Megaditta” made in Usa di Chicago (città che di certo non brilla sotto il profilo onomatopeico) ingaggiata allo scopo. Che, ne sono certo, sicuramente si sarà divertita un mondo a scorrerlo, foto pittoresca inclusa.

Il motivo è semplice. Leggendo i profili di alcuni fra i componenti l’omonima Fondazione, ho notato l’assenza specifica di una competenza bancario-economico-finanziaria precisa. E allora mi sono detto: “Benissimo, sai che c’è? Ora ci provo anch’io!”.

Una boutade alla Fantozzi? Potrebbe essere, ma il buon Paolo Villaggio insegna come sovente, in Italia, nei ruoli-chiave vi siano le persone più impensabili e improbabili. E, altrettanto spesso, anche meno titolate possibili. Un problema atavico, e a quanto pare difficilmente risolvibile, del nostro povero e mesto stivale alle prese con filiere umane oscure e di difficile decifrazione.

Nel Cuneese l’hanno capito benissimo. Ogni microarea ha la propria Cassa di Risparmio (anche un paesino da soli 700 abitanti), e il massimo che è successo è che ciascuna di esse, quali banche di credito cooperativo, finisse nell’orbita dei Gruppi ‘Cassa Centrale’ o ‘Iccrea Banca’, a seconda dei casi.

C’è invece anche chi coraggiosamente, come la ‘CR Fossano’, continua fieramente, e con numeri confortanti, a mantenere la propria indipendenza. Quel valore unico e inestimabile che, ancora oggi, fa la differenza anche in ‘Banca di Asti’.

Asset fondamentale che l’attuale Governance intende difendere per seguitare a vincere. E i cittadini-correntisti-dipendenti, interpellati in proposito da diversi sondaggi pubblici usciti sui media, vorrebbero altrettanto mantenere, consapevoli della sua strategica importanza. Incoraggiati fattualmente da risultati sempre crescenti che confermano – e comprovano – la linea di successo dell’AD e DG Carlo Demartini, uscito indenne con piena assoluzione da ogni falsa accusa giudiziaria, per cui ampiamente e chiaramente parlano dati e obiettivi centrati.

‘Banca di Asti’ va benissimo. Cresce. E’ tra le più solide in Italia. Ha un rapporto capillare con il territorio in cui opera. E’ fatta di persone gentili. Ha saputo distinguersi anche a livello nazionale per indicatori economici e patrimoniali costantemente migliorativi, elemento oggettivo. Il risultato di un trend positivo frutto di anni di ottimo lavoro in capo a un Cda capace e motivato alla guida della realtà creditizia tra i cui azionisti pure rientrano ‘Fondazione CRT’, ‘Cassa di Risparmio di Biella’, ‘Cassa di Risparmio di Vercelli’ e ‘Banco BPM’.

E, alcuni saggi riferiscono in queste ore, le suddette fondazioni sarebbero concretamente tutte (tranne, parrebbe, l’omonima astigiana, e solo lei sa perché…) per la riconferma della fiducia all’attuale Board, e al mantenimento della compagine proprietaria così com’è.

A nulla servono, infatti nei fatti, convegni strombazzanti in cui si cercano di delineare prospettive esoteriche e costrutti architettonici ectoplasmici alla ‘Ghostbusters’ volti a sostenere vantaggi mirabolanti derivanti da una possibile cessione: di certo non per Asti. “Cose ridicole”, per dirla con Vincenzo De Luca, mitologico ex governatore campano, uno che come me non le manda a dire. Chi è qui, dunque, il cosiddetto “capraio afghano” (semper De Luca docet) che non vuol sentire?

Il Team Demartini ha consegnato al proprio maggiore azionista un giocattolo sicuro e a prova di scemo. Perfetto e funzionale. E, invece di ottenerne plauso, rischia il benservito. Per giunta, senza motivo.

Sapete che c’è? Squadra che vince non si cambia. Banca che rende non si vende. Credo che qualunque persona avveduta, estranea all’uso di droghe o ai vapori dell’alcool, vorrebbe tenersi ben stretto un Istituto di credito così.

Venderlo? Cui prodest? Forse a chi che spera di intascare una maxi-intermediazione? Che comportazione è questa, esclamerebbe Zalone! Chi ha interesse a mettere a repentaglio carriere e stipendi  che rischierebbero di subire la classica scure della spending review che segue alle solite, scellerate fusioni tra banche? Spero vivamente nessuno di assennato.

Ma, chiunque eventualmente sia, si faccia furbo. Vada al bar a tirar di scopa. Oppure in qualche circoletto per anziani a giocare a carte per diletto (fa persin rima).

Ma giù le mani da quelle, ottime e promettenti, dei bilanci con cui ‘Banca di Asti’ continua a sostenere in campo – e alla grande – la partita del presente e del futuro per il bene della collettività locale. E’ una questione di identità. Di eccellenza piemontese. E, soprattutto, di onestà. Fine delle trasmissioni.

MAURIZIO SCANDURRA

Incendio dopo lo schianto: morto un uomo

Un uomo di 50 anni è morto nell’incendio che si è sviluppato dopo un incidente stradale verificatosi nel Novarese, a Romentino. Lo scontro tra un’auto e un furgone è avvenuto vicino alla tangenziale. La polizia stradale sta svolgendo accertamenti. A bordo dei mezzi viaggiavano due persone.

“Cresci Piemonte”, Bartoli: “Meno burocrazia e più strumenti per sviluppo e piccoli Comuni”

Il Consiglio Regionale del Piemonte ha approvato la legge denominata “Cresci Piemonte”, un provvedimento volto ad accelerare le procedure urbanistiche e favorire la realizzazione di investimenti strategici sul territorio regionale.

La norma introduce una significativa riduzione dei tempi per l’approvazione delle varianti urbanistiche legate a progetti finanziati con fondi europei, statali, regionali e al Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, con l’obiettivo di rendere il Piemonte più competitivo e attrattivo, facilitando la realizzazione di interventi produttivi e lo sviluppo economico.

Particolare attenzione è stata riservata ai Comuni di dimensioni minori. La legge prevede infatti il finanziamento regionale delle varianti urbanistiche per i Comuni con popolazione inferiore ai 5.000 abitanti, sostenendo concretamente gli enti locali e gli uffici tecnici, spesso sottodimensionati, nel portare avanti procedure complesse ma strategiche per il futuro delle comunità.

“Con questo provvedimento introduciamo uno strumento concreto per ridurre i tempi della burocrazia e accompagnare lo sviluppo del nostro territorio – dichiara il Consigliere Regionale Sergio Bartoli –. È una misura importante soprattutto per i piccoli Comuni, che potranno contare su un sostegno reale per adeguare i propri strumenti urbanistici e cogliere opportunità di investimento e crescita. Il Piemonte deve essere una Regione capace di attrarre sviluppo, senza lasciare indietro nessun territorio.”

Bartoli esprime inoltre un ringraziamento all’Assessore regionale Marco Gallo per il lavoro svolto nella definizione e nel coordinamento del provvedimento, frutto di un confronto istituzionale orientato a fornire risposte concrete agli enti locali e al sistema produttivo piemontese.

La legge sarà accompagnata da un sistema di monitoraggio, al fine di verificarne l’efficacia e i risultati in termini di sviluppo economico, occupazione e supporto ai territori.

Sergio Bartoli
Consigliere Regionale del Piemonte
Presidente V Commissione Ambiente

Il nuovo piano regolatore verso la Torino del futuro

Dibattito presso la Fondazione Amendola

Mercoledì 25 febbraio alle ore 18 la Fondazione Giorgio Amendola  promuoverà un incontro pubblico dedicato al nuovo piano regolatore generale della Città di Torino, con l’obiettivo di approfondire prospettive, strategie e scenari di sviluppo della Torino di domani.

Presso la sede di via Tollegno 52 si confronteranno sul tema l’assessore all’Urbanistica della Città di Torino Paolo Mazzoleni, Pierino Crema, Presidente della Commissione Lavoro del Consiglio Comunale, Tony Ledda, presidente della Commissione Urbanistica e Davide Giancola, urbanista e componente del Comitato Scientifico della  Fondazione.
L’iniziativa nasce dall’intento di offrire uno spazio di riflessione aperto a residenti, professionisti e associazioni di categoria sulle trasformazioni urbane in atto  con particolare attenzione al contesto di Barriera di Milano.

Ingresso libero fino a esaurimento dei posti disponibili

Mara Martellotta

La Regina Margherita di Savoia nel centenario della sua scomparsa

Mercoledì 4 marzo prossimo, come di consuetudine in questa data, nella memoria liturgica del Beato Conte di Savoia Umberto III e nel 178esimo anniversario della proclamazione dello Statuto Albertino, l’associazione Internazionale Regina Elena ODV e il Coordinamento Sabaudo inaugureranno alla Palazzina di Caccia di Stupinigi la loro mostra , che quest’anno sarà dedicata a Margherita di Savoia Genova, prima regina d’Italia, nel centenario della sua scomparsa.

Il pubblico potrà ammirare magnifiche foto che ritraggono la sovrana, preziosi volumi editi tra fine Ottocento ed inizio Novecento, una serie di cartoline postali dedicate alla Regina Madre Margherita nei primi anni del XX secolo, alcune con soggetto la palazzina di Caccia di Stupinigi e un album fotografico della seconda metà dell’Ottocento composto da 194 albumine formato ‘carte da visita’ ove sono presenti tutti i componenti della famiglia Reale italiana, politici e protagonisti del periodo risorgimentale italiano, membri della Curia di Papa Pio IX e la Famiglia Reale del Regno Unito con la Regina Vittoria, i figli e le personalità del governo inglese che sostennero l’Unità d’Italia.

Come ogni anno verrà  conferito il premio per la ricerca storica Maura Aimar e saranno presenti rievocatori di molti gruppi storici piemontesi.
La mostra , visitabile nel pomeriggio del 4 marzo, si inserisce all’interno di un  ricco programma di iniziative denominate “Margherita. Un secolo di storia “ in programma alla Palazzina di Caccia di Stupinigi fino al prossimo luglio. Questo progetto, sviluppato grazie alla collaborazione con il MAUTO  Museo Nazionale dell’Automobile, collezionisti privati e altre realtà non solo culturali, ha come obiettivo quello di ricordare, attraverso articolati passaggi della sua vita, il centenario della scomparsa della sovrana. Il fil rouge di tutte queste iniziative è  la sua straordinaria voglia di modernità.

Dal 5 marzo al 28 giugno nella Citroniera di Ponente sarà allestita la mostra “Sulle strade della Regina. Alle origini dell’automobile moderna”, che permetterà al pubblico di ammirare undici vetture costruite tra fine Ottocento e inizio Novecento  e nove carrozze storiche provenienti dalla collezione privata “Nicolotti Furno”. I visitatori potranno scoprire la figura di questo personaggio chiave dell’Italia unita anche attraverso il percorso “Le Stanze di Margherita “ all’interno dell’Appartamento di Levante, dove lei introdusse nuovi comfort, tra il 1902 e il 1915, tra cui accessori finalizzati alla sua comodità.  Tra questi si ricordano il potenziamento dell’impianto di riscaldamento, i servizi di ritirata all’inglese con acqua corrente e lavandini con acqua fredda e calda, la corrente elettrica e l’ascensore  a pompa idraulica realizzato dalle Officine Meccaniche Stigler di Torino, dotato di una cabina lignea con porta scorrevole, vetri smerigliati nelle otto finestre e pulsantiera in bachelite.

Il pubblico potrà anche degustare il cioccolatino “Le Perle della Regina”, ideato dal Museo del Cioccolato e del Gianduja Choco Story Torino e realizzato da Pfatish. Si tratta di una creazione unica, nata dal cuore di nocciola Piemonte IGP, avvolto da un delicato gusto di cioccolato bianco lucido e perlaceo che richiama le perle e le collane di perle preziose tanto amate dalla sovrana.

Il programma prevede anche il ciclo di quattro conferenze dal titolo “Margherita a Stupinigi e il suo tempo” previste il venerdì alle 16. Le prossime saranno il 27 marzo, il 17 aprile e il 22 maggio ed affronteranno la figura della prima Regina d’Italia attraverso temi contemporanei come la moda, le automobili, la cucina, il design; seguiranno le visite guidate dal titolo  “Margherita e Stupinigi”, in programma il secondo venerdì del mese alle 15.45.
Il gruppo storico ‘Le vie del tempo’ rievocherà “ I giorni di Margherita”, permettendo al pubblico di immergersi appieno nell’atmosfera della Palazzina di Caccia di Stupinigi nei primi anni del Novecento.

La sovrana dal 1901 fino al 1926, anno della sua morte avvenuta a Bordighera il 4 gennaio, amava trascorrere gli autunni a Stupinigi. Proprio la notte del 14 settembre del 1904 apprese la notizia della nascita al Castello Reale di Racconigi del nipote, il futuro re Umberto II; nonostante il forte temporale che imperversava partì in piena notte guidando personalmente la vettura per andare a vedere il nipote.
Con Margherita di Savoia- Genova la Palazzina di Caccia di Stupinigi visse gli ultimi ‘fasti Sabaudi’ e la sua  memoria è  rimasta viva nei cuori della popolazione.

Per info consultare il sito www.ordinemauriziano.it

Mara Martellotta

In 10mila alla corte di re Vermouth

Un successo oltre le aspettative quello della terza edizione del Salone del Vermouth, che ha superato le 10.000 presenze complessive in tre giorni, da sabato 21 a lunedì 23 febbraio 2026, registrando numeri in netta crescita rispetto alle edizioni precedenti. L’evento, ideato e curato da Laura Carello, anima del progetto editoriale MT Magazine, è stato realizzato con il patrocinio e il sostegno della Camera di commercio di Torino, con il patrocinio di Regione PiemonteCittà di Torino e con il supporto Turismo Torino e Provincia.

 

«La terza edizione segna un cambio di passo decisivo – dichiara Laura Carello, direttrice del Salone del Vermouth –. Superare le 10.000 presenze e registrare un’affluenza tale da aprire al pubblico anche la giornata B2B significa aver costruito, in questi tre anni, un format solido, attrattivo e credibile. Il vermouth si conferma protagonista di un rinnovato interesse culturale e commerciale, capace di unire tradizione, territorio e visione internazionale. Il nostro impegno è continuare a crescere consolidando Torino e il Piemonte come capitali mondiali del Vermouth. Il pubblico non è solo curioso, ma profondamente interessato: questi numeri sono la prova concreta di come investire sulla cultura e la conoscenza di questo prodotto rappresenti un asset strategico anche per il turismo e per il brand Torino, non solo a livello nazionale ma anche internazionale. Ringrazio il Museo Nazionale del Risorgimento per aver sostenuto il Salone fin dalla prima edizione e, da quest’anno, il mio ringraziamento sentito va anche alle istituzioni coinvolte – Regione Piemonte, Città di Torino, Camera di commercio di Torino e Turismo Torino e Provincia – per il supporto e la fiducia dimostrati»

 

La forte affluenza registrata durante il weekend ha inoltre portato a un cambiamento di programma straordinario: la giornata B2B di lunedì 23 febbraio è stata aperta anche al pubblico, per permettere un afflusso maggiore di visitatori. La manifestazione, ospitata presso il Museo Nazionale del Risorgimento Italiano, ha visto non solo sale costantemente gremite, ma anche una grande partecipazione ai talk – completamente sold out – e un’importante affluenza dell’aula didattica, segno di un interesse sempre più marcato verso l’approfondimento culturale del Vermouth.

 

La quarta edizione è confermata a febbraio 2027, sempre al Museo Nazionale del Risorgimento Italiano, con l’obiettivo di continuare a diffondere la cultura del Vermouth a livello nazionale e internazionale.

 

Tutti i numeri del Salone: 10 talk e 8 aule didattiche

Durante il lungo weekend, al centro del Salone del Vermouth si è confermata l’area talk, cuore della divulgazione culturale della manifestazione.

Tra sabato e domenica si sono svolti 10 talk, guidati dal giornalista Carlo Carnevale, che hanno raccolto oltre 500 iscrizioni complessive, con sale partecipate e un forte coinvolgimento sui temi affrontati. Un risultato che conferma la qualità dei contenuti proposti e il crescente interesse verso momenti di approfondimento e confronto.

 

Ottima anche la risposta per l’area formativa: le 8 aule didattiche hanno registrato circa 150 iscritti, con una partecipazione attiva e costante durante tutte le sessioni in programma. Le attività formative si sono confermate uno degli elementi centrali dell’evento, contribuendo a rafforzarne il valore culturale e professionale.

 

L’edizione si chiude dunque con un bilancio estremamente positivo: numeri, partecipazione e qualità dei contenuti consolidano il posizionamento del Salone come appuntamento di riferimento per il pubblico e per gli addetti ai lavori.

 

I numeri del FuoriSalone: 45 eventi, 32 location

Dal 16 al 22 febbraio, un programma diffuso ha coinvolto istituzioni, musei, ristoranti, cocktail bar, librerie, piazze e luoghi simbolo della città. In calendario 45 eventi e 32 location protagoniste di una settimana che ha intrecciato cultura, mixology, gastronomia e turismo esperienziale.

Il programma ha incluso 12 guest shift con bartender ospiti da tutta Italia e 5 cene in pairing dedicate, confermando il ruolo centrale dell’ospitalità e della contaminazione creativa.

 

Il calendario si è aperto il 16 febbraio con una tavola rotonda istituzionale dal titolo “Cosa cambia perché nulla cambi – Capitolo 2”, momento di confronto sul futuro del Vermouth nei prossimi cinque anni. Al centro del dibattito, sostenibilità e strategie di esportazione del brand Torino nel mondo. Sono intervenuti Guido Bolatto Segretario Generale della Camera di commercio di Torino, Beppe Musso (Master Blender), Matteo Bonoli (Master Herbalist) e Piero Bonnet per Baldoria.

A seguire, il palinsesto ha alternato talk culturali, presentazioni editoriali, tour tematici, visite guidate nei musei, esperienze immersive, degustazioni tecniche e appuntamenti serali nei locali cittadini.

 

Il Vermouth si è affermato così come filo conduttore di un racconto contemporaneo capace di unire tradizione e innovazione: dai marchi storici ai produttori artigianali emergenti, dai classici dell’aperitivo torinese alle interpretazioni creative che dialogano con cucina, caffè e cultura.