ilTorinese

La chiesa Maramures

La deliziosa cappella scolpita in legno che  viaggiò dalla Transilvania a Moncalieri.

Costruita nell’omonima regione rumena del Maramures, al confine tra Ungheria e Ucraina, è  un raro gioiello realizzato in legno, uno dei pochi  e preziosi esempi di chiesa ortodossa cristiana del suo genere, in Italia ne esiste solo uno: a Moncalieri. Nessun chiodo, solamente incastri, hanno tramutato questo edificio in una struttura portatile e, a parte la Romania, dove questi luoghi di culto costruiti perlopiù tra il XVII e il XVIII secolo sono inseriti nella lista del Patrimonio Unesco, nel mondo se ne contano solo altri 5: in Venezuela, Cipro, Svizzera, Francia e Svizzera.

Arrivata nella cittadina piemontese pezzo per pezzo e ricostruita come si farebbe con i moderni Lego, la speciale tecnica con cui è stata costruita è statasviluppata in conseguenza ad una regola emanata dalla Corona Ungherese che proibiva l’edificazione delle chiese in pietra, ma probabilmente anche per la necessità di far sparire gli edifici  di culto cristiani a causa delle persecuzioni religiose.

Dedicata ai Quaranta Martiri di Sebaste e inaugurata nel 2016, la chiesa Maramures  è a pianta rettangolare e affaccia sul sagrato esterno attraverso un sistema di portici che creano una “C”. La casa parrocchiale ospita l’appartamento del sacerdote, una sala polivalente e una foresteria, l’edificio è circondato da un bel giardino curato e piante di rose.

Arrivando a via Papa Giovanni XXIII a Moncalieri si nota subito il suo bel campanile alto 25 metri, il colore caldo  del legno, la forma tipica di queste impiantiarchitetturali vernacolari che utilizzano i materiali tipici secondo le tradizioni del luogo, in questo caso la Transilvania. Entrando dal cancello è naturale ammirare l’imponente portale ricco di intarsi, le arcate e le catene create da un pezzo unico di legno. L’interno invece, meno lavorato rispetto all’esterno, è delicatamente decorato con icone e immagini sacre su un fondo bianco e incorniciate dalle travi lignee.

Visitando questo luogo sacro si avrà la sensazione di fare un viaggio temporale, ci si sentirà in un’altra dimensione geografica, immersi in tradizioni etno-religiose diverse dalle nostre ma perfettamente integrate nel territorio.

MARIA LA BARBERA

Scritte a Palazzo Nuovo: Bernini posta foto choc

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“Queste sono alcune delle immagini comparse negli spazi occupati dell’Università di Torino alla vigilia della manifestazione a sostegno di Askatasuna di sabato scorso. Non si tratta soltanto di uno sfregio di spazi pubblici né di una grave offesa alla comunità accademica torinese e all’intero sistema universitario italiano”. Così su X il ministro dell’Università e della Ricerca, Anna Maria Bernini. “Queste immagini – continua – rappresentano un manifesto politico esplicito: la violenza elevata a metodo di azione, l’aggressione alle forze dell’ordine rivendicata come pratica politica, l’attacco allo Stato come forma di eversione e la negazione stessa delle istituzioni democratiche. Di fronte a fatti di questa gravità, la sola condanna non è più sufficiente. Il Ministero dell’Università e della Ricerca, in pieno sostegno all’Università di Torino – annuncia Bernini -, intende presentare denuncia per individuare e perseguire i responsabili di questo gesto inaccettabile. L’Università è e deve restare un luogo di libertà, di confronto e di rispetto. La violenza non è un’opinione”.

Nuovo volo diretto Torino – Palermo con Wizz Air

La seconda compagnia aerea in Italia per quota di mercato amplia l’offerta con un nuovo collegamento operato da maggio tutti i giorni, che rafforza la connettività strategica tra il Piemonte e l’isola.

 

Caselle Torinese, 4 Febbraio 2026 – Wizz Air, seconda compagnia aerea in Italia per quota di mercato, annuncia oggi una nuova importante tappa della sua espansione: il nuovo collegamento diretto tra Torino e Palermo. La compagnia introduce così una rotta che punta a rendere il capoluogo piemontese sempre più connesso con le eccellenze del Sud Italia.

Torino – cuore tecnologico e industriale d’Italia – e Palermo, centro nevralgico degli scambi nel Mediterraneo, due perle Italiane diverse ma accomunate da secoli di storia. Il nuovo volo quotidiano crea un comodo collegamento tra due città meravigliose, permettendo al tessuto produttivo piemontese di dialogare senza sosta con quello siciliano, e viceversa.

Il nuovo volo è dunque una risposta strategica alla crescente domanda di mobilità di un territorio, quello piemontese, che ricerca collegamenti efficienti e convenienti verso le maggiori città siciliane. La rotta sarà operata tutti i giorni a partire dal 4 maggio 2026, garantendo una copertura costante, ideale sia per chi viaggia per impegni professionali tra i due poli industriali, sia per i turisti alla ricerca delle bellezze artistiche e culinarie di Palermo. I biglietti sono già disponibili su wizzair.com e sull’app ufficiale WIZZ, con tariffe a partire da €14,99.

L’avvio di questa rotta conferma l’impegno di Wizz Air nel mercato italiano, dove opera con una flotta di Airbus A321neo di ultima generazione. Questi aeromobili, i più moderni e tecnologicamente avanzati della categoria, permettono di offrire un servizio puntuale migliorando l’esperienza di viaggio e riducendo l’emissione sonore e di CO2[1]. L’operazione non solo arricchisce le opzioni di viaggio per i passeggeri, ma genera un indotto positivo per l’economia locale, confermando l’aeroporto di Torino come un asset strategico per lo sviluppo del Nord-Ovest.

Salvatore Gabriele Imperiale, Corporate Communications Manager di Wizz Air, ha dichiarato: “L’apertura della rotta Torino-Palermo rappresenta per noi un traguardo importante nel percorso di espansione in Italia. Abbiamo voluto rispondere concretamente alla grande richiesta di mobilità del territorio piemontese, offrendo un collegamento quotidiano che punta tutto sulla comodità e sull’efficienza dei nostri Airbus A321neo. Non stiamo solo annunciando una nuova rotta, ma stiamo gettando un ponte stabile tra le Alpi e il cuore della Sicilia, rendendo i viaggi tra queste due realtà finalmente diretti, semplici e alla portata di tuttiLet’s Wizz, Torino“.

Andrea Andorno, Amministratore Delegato di Torino Airport ha commentato: “Siamo molto felici che Wizz Air avvii il nuovo collegamento per Palermo, andando ad ampliare la sua offerta di voli nazionali da Torino. Sappiamo che la domanda per questa destinazione è molto elevata e questo nuovo collegamento consentirà ai nostri passeggeri una maggiore flessibilità di orari e giorni di viaggio a prezzi vantaggiosi”.

Con l’aggiunta di questa nuova rotta, la compagnia aerea porta a 10 il numero di rotte operate verso7 paesi. Il volo Palermo-Torino si inserisce così nel novero delle destinazioni offerte dal capoluogo piemontese, che ad oggi comprende collegamenti verso Albania (Tirana), Ungheria (Budapest), Italia (Catania), Moldavia (Chișinău), Polonia (Varsavia), Romania (Bucarest Băneasa, Iași e Bucarest Otopeni) e Regno Unito (Londra Luton).

Dal punto di vista operativo, Torino rappresenta uno scalo molto importante per la compagnia: dall’avvio delle operazioni nel 2014 sono stati trasportati quasi 3 milioni di passeggeri in totale. Solo lo scorso anno, i passeggeri prenotati da e per il capoluogo piemontese hanno superato quota 458 mila, a fronte di una capacità complessiva offerta di oltre 485 mila posti, a conferma della solidità della domanda e del ruolo dell’aeroporto nel network della compagnia.

Questo nuovo collegamento si inserisce in una fase di forte sviluppo di Wizz Air sul mercato italiano, sostenuta dalla riapertura della base di Palermo e dai continui investimenti lungo tutta la penisola: un percorso che consente oggi alla compagnia di raggiungere una quota di mercato di oltre il 10% e di posizionarsi come seconda compagnia aerea in Italia.

Nel 2025 Wizz Air ha trasportato oltre 21 milioni di passeggeri in Italia (+8% vs 2024) e operato più di 92.000 voli; nel 2026 opererà su 26 aeroporti italiani offrendo oltre 27 milioni di posti (+20% vs 2025) e pianificando oltre 120.000 voli. Con 33 aeromobili basati durante l’anno e quasi 280 rotte attive verso oltre 30 Paesi, l’Italia si conferma il principale mercato della compagnia per passeggeri trasportati a livello internazionale.

 

INFORMAZIONI SULLA ROTTA

ROTTE FREQUENZA A PARTIRE DA PRIMO VOLO
TORINO – PALERMO Tutti i giorni 14,99€ 4 maggio 2026

Michel Gondry al Museo del Cinema per la “Stella della Mole”

Il Museo Nazionale del Cinema di Torino ospiterà, dal 27 al 29 maggio prossimi, il poliedrico artista Michel Gondry, una delle figure più originali del cinema contemporaneo. Premio Oscar nel 2005, Gondry riceverà il premio “Stella della Mole” e terrà una masterclass oltre ad accompagnare gli spettatori in una retrospettiva dei suoi apprezzati lavori. Grazie a un’importante partnership, la Scuola Holden ospiterà dal 22 al 31 maggio prossimo “L’Usine de films amateur”, laboratorio pratico ispirato al suo film “Be kind rewind”. Si tratta di un evento partecipativo volto alla realizzazione di cortometraggi che, in linea con lo spirito della Holden, vuole rendere accessibile a tutti il cinema, permettendo di vivere il processo di produzione.

“Siamo molto contenti di questa collaborazione con la Scuola Holden – dichiara Enzo Ghigo, presidente del Museo Nazionale del Cinema – uscire dagli spazi fisici della Mole Antonelliana e trovare le interconnessioni con il territorio rappresenta uno degli asset della nostra Fondazione, che si propone di comunicare la cultura e di incuriosire le nuove generazioni alla scoperta della settima arte. Siamo sempre pronti a collaborare con Enti e istituzioni, poiché siamo convinti che dalle sinergie possano nascere grandi e interessanti momenti culturali”.

“Pochi artisti hanno colto e tradotto l’impatto che la rivoluzione del digitale ha operato sulle nostre vite e nel nostro modo di percepire la realtà come Michel Gondry – ha sottolineato Carlo Chatrian, direttore del Museo Nazionale del Cinema  – a partire dalla sua collaborazione con Bjork, per continuare con i suoi cortometraggi, il regista e sceneggiatore francese ha saputo sorprendere combinando materiali scenografici digitali ad effetti tradizionali. Affidandosi a star del cinema come Jim Carrey e Kate Winslet, Gaël Garcia Bernal e Charlott Gainsbourg , e sposando un modello di produzione a basso budget, Gondry ha dato al cinema, come atto visionario e onirico, una nuova dimensione”.

Affermandosi negli anni Novanta con videoclip musicali innovative, ha ottenuto un successo internazionale sul grande schermo con il film “Eternal Sunshine of the Spotless Mind”, del 2004, scritto insieme a Charlie Kaufman. Il film, diventato un manifesto d’estetica del nuovo millennio, combina fantascienza e dramma sentimentale, esplorando il tema della memoria, dell’amore e dell’identità. Tra le sue opere più note figurano “The Science of Sleep” del 2006, commedia romantica che indaga il confine fra sogno e realtà, “Be kind rewind”, film dal tono giocoso e nostalgico che celebra il cinema come esperienza collettiva artigianale, e “Mood indigo” (2013), adattamento cinematografico del romanzo di Boris Vian, una storia d’amore tragica ambientata in un universo surreale, in cui le emozioni influenzano la realtà fisica in un mondo visivo ricchissimo. Lo stile di Michel Gondry si distingue per un approccio artigianale e sperimentale, prediligendo effetti pratici, scenografie costruite a mano, tecniche analogiche, come lo stop motion, e riducendo al minimo l’utilizzo del digitale, con soluzioni visive che rendono tangibile il mondo interiore ed emozionale dei suoi personaggi.

Mara Martellotta

Il Caffè Mulassano celebra i 100 anni del tramezzino

TORINO 1926 – 2026

Dai tramezzini stellati del centenario al ritratto di Angela, dal cibo come valore identitario al contest con i giovani dell’alberghiero, ecco alcune novità promosse dal Caffè Mulassano per celebrare il centenario.

  
Il Caffè Mulassano di Torino celebra i 100 anni del sandwich più famoso e copiato al mondo, creato nel 1926 da Angela Demichelis Nebiolo conosciuta come “La Signora del Mulassano”. Sotto i portici di Piazza Castello dal 1879, scrigno di bellezza e di storia, il Caffè Mulassano promuove una serie di iniziative culturali e gastronomiche per esaltare la bontà e la versatilità del tramezzino, un piccolo ma grande snack amato da tutti, che nei suoi cento anni è stato reinventato ovunque in mille gusti, farciture e preparazioni.

Nell’anno in cui si celebra l’anniversario il famoso locale torinese che per primo nella storia ha offerto il tramezzino dedica un tributo ad Angela Demichelis Nebiolo, pioniera dell’importazione del gusto e delle mode americane nel primo Novecento.

Angelina è una donna italiana straordinaria per il suo tempo, una figura femminile che sarebbe da inserire nella storia delle donne del Novecento per le sue iniziative e la sua personalità. A quindici anni parte per Detroit dove sposa Onorino Nebiolo e con lui condivide anni di gestione di ristoranti e locali negli Stati Uniti. È una delle prime donne in assoluto a prendere la patente e a guidare una macchina. Una donna caparbia e intraprendente che ha vissuto in pieno il periodo del proibizionismo negli States.

Nel 1926 Angelina, con Onorino e i suoi due figli, Felice e Gloria, rientra in Italia, uno dei pochi casi di emigrante al contrario, proprio negli anni in cui i flussi dall’Italia verso gli Stati Uniti erano notevoli. È un’italiana che torna da Detroit a Torino, un’imprenditrice del mondo che oggi chiamiamo food & beverage e che crea un modello nuovo di “fast food” mutuato dal “toast” americano, pure quest’ultimo importato dall’imprenditrice piemontese. Angela seppe stupire la città sabauda con quei “paninetti” che Gabriele D’Annunzio battezzò col nome di “tramezzini”.

La Signora del Mulassano capisce che il gusto dei torinesi, abituati ad una cucina raffinata e di buongusto, non può fermarsi al “toast”, pure molto apprezzato, anche perché il toast è realizzato con il pane riscaldato, e dunque limita l’utilizzo di molti ingredienti, così Angela, dietro al bancone dove i clienti erano abituati a vederla intuisce che lo stesso pane – un pane con una speciale maglia glutinica, lo stesso che si utilizza ancora oggi – può essere ancor più apprezzato se utilizzato per accompagnare svariate farciture, tra cui quei gusti tradizionali molto amati dai torinesi, come i celeberrimi tramezzini con la bagna cauda o il tartufo, tra i più apprezzati anche cento anni dopo.

Il tramezzino gourmandise, è un prodotto identitario del Caffè Mulassano, nasce come accompagnamento per l’aperitivo che a quel tempo era rappresentato dal Vermouth, altro prodotto identitario del Caffè Mulassano, tant’è che l’attività della ditta Mulassano comincia nella seconda metà dell’800 con l’apertura di una bottiglieria in via Nizza, e prosegue nel 1907 con l’apertura del Caffè sotto i portici di piazza Castello dov’è tutt’ora. Quest’anno, tra l’altro, ricorrono 240 anni dalla creazione del Vermouth, liquore che sta conoscendo una forte fase di rinascita, sempre più richiesto nel mondo della mixology ma anche liscio.

Il Caffè Mulassano, che fa parte dell’Associazione dei Locali Storici d’Italia e dell’Associazione Caffè Storici di Torino e Piemonte, quale custode di questa bella storia promuove da aprile a settembre 2026 una serie di iniziative volte a raccontare, celebrare e reinventare il panino farcito per eccellenza.

Nasceranno in tre momenti diversi i tramezzini del centenario dedicati a quelle tre persone che ne hanno fatto la storia: “Angelina” in primis, omaggio alla sua creatrice, “D’Annunzio” dedicato al poeta che ne decretò il nome e “Nebiolo’s” dedicato a Onorino ma che vuole ricordare attraverso il genitivo sassone la loro vicenda d’oltreoceano con il locale “Nebiolo Cafè Dine e Dance” di Detroit, Nebiolo ricorda, inoltre, uno dei migliori vini piemontesi (pur con una b mancante).

Tre chef stellati si dedicheranno alla creazione di una farcitura speciale per questo importante anniversario, ognuno dedicando la propria creazione ad una singola figura. Le creazioni rappresenteranno l’essenza di quella “torinesità” e “piemontesità” che ha fatto da cornice a questa storia di gusto che, partendo da una cultura d’oltreoceano, ha raccontato come poche altre il genio della cultura alimentare italiana, oggi felicemente nominata Patrimonio Unesco. Le tre nuove creazioni saranno presentate al pubblico e alla stampa una al mese nei mesi di aprile, maggio e giugno 2026 al Caffè Mulassano alla presenza degli Chef che racconteranno la loro creazione per il centenario.

Oggi esiste solo una piccola targa che ricorda come nel 1926 Angela Demichelis Nebiolo inventò il tramezzino. Ma per il centenario uno dei più grandi ritrattisti italiani viventi realizzerà un ritratto di Angela che verrà collocato permanentemente all’interno del Caffè Mulassano accolto tra i suoi straordinari arredi storici. L’opera verrà svelata e presentata nel mese di giugno

A settembre lo scrittore e biografo di Angela, che ha raccolto tutta la storia de “La Signora del Mulassano” raccontandone vicende e aneddoti “tra whisky e tramezzini da Detroit a Torino”, incontrerà il pubblico per far conoscere ancor più e ricordare questa donna straordinaria.

In un compleanno come questo, dove si celebrano i cento anni di un prodotto che nella sua semplicità ha saputo conquistare il mondo, il Caffè Mulassano promuove un contest dedicato ai giovani dell’Istituto Alberghiero di Torino, che saranno coinvolti in una discussione creativa insieme ai loro Docenti sul valore del cibo come prodotto identitario e come spazio per la libera creatività. Anche i giovani si cimenteranno nella creazione di nuove farciture e nuove creazioni in una gara libera sul gusto torinese e piemontese tra passato e futuro. Questo appuntamento si svolgerà a settembre e chiuderà le iniziative del Caffè Mulassano per il centenario del tramezzino.

Mi ci vorrebbe un altro di quei golosi tramezzini” esclamò un giorno D’Annunzio in visita al Mulassano. È quello che tutti i giorni clienti abituali e turisti da ogni parte del mondo ripetono seduti su quegli stessi tavolini dove, nel tempo, si fermavano Achille Mario Dogliotti, Luigi Spallanzani, Italo Cremona, Macario, Mario Soldati e Gianandrea Gavazzeni.

    

Askatasuna, sette ordini del giorno in Consiglio regionale

Nella seduta di Consiglio di martedì 3 febbraio, sono stati presentati dai gruppi di maggioranza e opposizione, sette ordini del giorno relativi alle manifestazioni sfociate in violenza, che hanno visto il coinvolgimento del centro sociale Askatasuna nelle ultime settimane nel capoluogo piemontese. Gli Odg saranno votati nelle prossime sedute.

Atti di indirizzo presentati in aula:

n.573 “Condanna dei fenomeni eversivi di piazza verificatisi a Torino in occasione della manifestazione per Askatasuna e impegni conseguenti per la tutela dell’ordine pubblico e delle forze dell’ordine” primo firmatario Carlo Riva Vercellotti (FdI)

n. 571 “Solidarietà alle Forze dell’ordine e ai giornalisti aggrediti durante la manifestazione del 31.01.2026 a Torino” primo firmatario Fabrizio Ricca (Lega)

n. 574 “Condanna degli scontri violenti avvenuti sabato 31 gennaio, solidarietà alle forze dell’ordine, ai giornalisti, al Sindaco e alla Città di Torino” di Nadia Conticelli (Pd)

n. 575 “Gravi fatti di violenza del 31 Gennaio 2026 a Torino – tutela dell’ordine pubblico e del diritto di manifestare pacificamente: Il Consiglio Regionale chieda le dimissioni del Ministro dell’Interno Matteo Piantedosi” presentato da Alberto Unia (M5S)

n. 527 “Ferma condanna delle intimidazioni e delle violenze antagoniste presso l’Università degli Studi di Torino. Solidarietà istituzionale alla Rettrice, al Senato accademico, agli studenti e all’intera comunità universitaria” primo firmatario Roberto Ravello (FdI)

n. 412 “costituzione della Regione Piemonte quale parte civile nei procedimenti relativi a manifestazioni degeneranti in violenze e danneggiamenti” primo firmatario Sergio Ebarnabo (FdI)

n. 576 “Per la tutela dello Stato di diritto e il rifiuto di ogni forma di violenza in relazione ai fatti del 31 gennaio 2026 a Torino” presentato da Sarah Disabato (M5S)

Molti gli interventi da parte dei consiglieri durante la discussione generale. Tutti i gruppi hanno condannato le violenze, ed espresso solidarietà alle forze dell’ordine e ai giornalisti coinvolti.

Tra i gruppi di maggioranza Fratelli d’Italia ha affermato che “quelle di Askatasuna non sono battaglie sociali, ma azioni criminali portate avanti da chi pratica la violenza come scelta deliberata e la rivendica pure con orgoglio. La Lega ha auspicato che “tutte le forze politiche, a ogni livello istituzionale, assumano una posizione chiara, esplicita e senza ambiguità di condanna dei fatti accaduti, respingendo qualsiasi tentativo di giustificazione o legittimazione politica della violenza. Così anche Forza Italia ha rimarcato che” in città c’è un clima violento ed eversivo, non c’è possibilità di dialogo con chi ha come obiettivo quello di combattere lo Stato. Infine, la Lista Cirio ha sottolineato che “Torino e il quartiere Vanchiglia non hanno certo bisogno di luoghi sociali come Askatasuna”.

Sul fronte delle opposizioni, il Movimento 5 Stelle chiede le dimissioni del Ministro degli Interni affermando che” sugli scontri la responsabilità ha un nome e cognome: si chiama Matteo Piantedosi”. Per Alleanza Verdi Sinistra “il muro contro muro è un errore, in questi anni è stato fatto un percorso per abbassare la tensione. La manifestazione di sabato è stata anche un luogo di rivendicazione di spazi comuni, da anni assistiamo alla progressiva rarefazione degli spazi di comunità”. Solidarietà al sindaco di Torino Stefano Lorusso da parte del Partito Democratico: “come rappresentante di una città ferita ha saputo mantenere un equilibrio e un alto livello istituzionale. A lui va tutto il nostro sostegno”. Il gruppo Stati Uniti d’Europa ha sottolineato il fatto che “bisogna uscire dalla propaganda, non serve un decreto sicurezza ogni due mesi, se poi non si difende lo Stato di diritto con riforme coraggiose”.

Il dibattito proseguirà nella prossima seduta, come detto, con la votazione degli ordini del giorno.

Ufficio stampa CRP

Animali e comunità: una risorsa che cura

Un Forum a Palazzo Lascaris sul valore sociale degli animali tra terapia, assistenza e inclusione

Il legame tra animali, salute e inclusione sociale entra nel cuore del dibattito pubblico con il Forum “Il valore sociale degli animali dalla terapia all’assistenza”, in programma venerdì 6 febbraio 2026, dalle 9 alle 13, nella Sala Viglione di Palazzo Lascaris. Un appuntamento che intende andare oltre la semplice testimonianza, per interrogarsi in modo strutturato sul ruolo che gli animali possono svolgere nel welfare contemporaneo, nelle pratiche terapeutiche, educative e assistenziali. Promosso dal Garante regionale dei Diritti degli animali del Piemonte, l’evento nasce con l’obiettivo di mettere in dialogo istituzioni, mondo sanitario, università e terzo settore, valorizzando esperienze già attive e aprendo nuove prospettive di collaborazione. Ad aprire e coordinare i lavori sarà Paolo Guiso, Garante regionale, che guiderà il confronto tra i diversi ambiti coinvolti. “Il Forum – sottolinea – vuole essere uno spazio concreto di proposta, capace di stimolare innovazione e sinergie nel campo degli animali sociali”. Il programma attraversa discipline e competenze differenti: dalla cinofilia di assistenza alla pediatria, dalla riabilitazione alla psicoterapia, fino alle riflessioni sull’etica pubblica e alle scienze criminologiche. A portare contributi ed esperienze saranno Susanna Coletto, Paolo Manzoni, Marco Calegari, Katia Olocco, Franco Manti e Marzia Bauco, chiamati a raccontare casi concreti e pratiche già sperimentate sul campo. Accanto alle potenzialità, il Forum non elude le questioni più delicate: la formazione degli operatori, la tutela del benessere animale, i confini etici degli interventi e il rischio di una strumentalizzazione impropria degli animali. Una tavola rotonda conclusiva offrirà uno spazio di confronto diretto tra operatori e promotori dei progetti, favorendo uno scambio aperto e critico. Le conclusioni saranno affidate a Fulvio Cerutti, direttore de “La Zampa”. In chiusura, le principali realtà di supporto al terzo settore presenteranno le proprie iniziative, mettendo in luce come una collaborazione consapevole tra tutti gli attori coinvolti possa tradursi in un miglioramento concreto della qualità della vita delle persone più fragili e in un uso più responsabile e rispettoso degli animali come risorsa sociale.

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Già scarcerati i tre fermati per le violenze al corteo di Torino

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Niente carcere per chi avrebbe scatenato la guerriglia a Torino, devastato la città, e pestato a colpi di martello un agente, con dinamiche che il ministro Piantedosi non ha esitato a definire “terroristiche”. Sono già a piede libero, come scrive su X un Matteo Salvini indignato. Proprio così. Il gip del tribunale di Torino, all’esito dell’udienza di convalida di lunedì, ha deciso gli arresti domiciliari per il 22enne originario della provincia di Grosseto arrestato in differita, sospettato di aver preso parte al pestaggio del poliziotto. Per il giovane si aprono le porte di casa. Sconto anche per gli altri due arrestati. Soltanto l’obbligo di presentazione quotidiana alla polizia giudiziaria per i due torinesi, accusati di resistenza a pubblico ufficiale e arrestati in seguito agli scontri. Per entrambi la procura aveva chiesto la convalida dell’arresto e la misura in carcere. Dichiarazioni polemiche da parte delle forze politiche di centrodestra.

“La legge detta le regole, quelle che qualcuno fa rispettare e qualcuno calpesta senza ritegno. La legge ha i suoi meccanismi, le sue disposizioni, la sua interpretazione anche – quella che, non di rado, cambia da giudice a giudice -. Ma il fatto che tre persone arrestate dopo la devastazione di Torino in occasione del corteo per Askatasuna quando un poliziotto stava per essere ammazzato a martellate tornano tranquillamente a casa, poiché due sono stati scarcerati con obbligo di firma mentre il terzo è stato mandato ai domiciliari, è davvero difficile da digerire. Al di là dei tecnicismi giuridici, quel che resta è questo senso di impunità e di reazione blanda che sicuramente sarà ben percepito da tutti quei criminali che hanno in odio lo Stato e i poliziotti. A questi ultimi, invece, resta solo l’amaro in bocca, lo sconforto per avere la sensazione che lo Stato, attraverso i suoi diversi servitori, non remi nella stessa direzione di chi per strada ci lascia la vita o la propria incolumità, lavorando come ultimo baluardo in difesa della collettività. Ci aspetteremmo che i diversi poteri dello Stato operassero sostenendo il principio che la divisa rappresenta lo Stato e deve essere rispettata. Non ci pare che si lavori a questo usando una tale ‘delicatezza’ verso chi ha compiuto atti para terroristici”.

Così Valter Mazzetti, Segretario generale Fsp Polizia di Stato, dopo le decisioni del gip per i tre arrestati a seguito delle violenze verificatesi al corteo organizzato per Askatasuna a Torino.

Soumaila Diawara a Torino: raccontare l’Africa per rileggere il presente

Anche Torino celebra il Black History Month, il mese dedicato alla storia, alle voci e alle esperienze delle comunità nere, nato negli Stati Uniti e oggi riconosciuto a livello internazionale come spazio di memoria, riflessione e confronto. Per tutto il mese di febbraio, la città ospita incontri, presentazioni e dibattiti che mettono al centro narrazioni spesso trascurate, fondamentali per comprendere il presente globale.

In questo contesto si è inserito l’incontro con Soumaila Diawara, attivista e scrittore maliano, ospitato dalla Libreria Trebisonda, luogo simbolo del dibattito cittadino, dove le storie e i vissuti di persone e comunità diverse trovano spazio e attenzione. Un appuntamento intenso, che ha superato la classica presentazione letteraria, trasformandosi in una vera e propria lezione di storia e geopolitica.
Durante l’incontro, Diawara ha parlato del suo libro L’Africa martoriata, ma soprattutto ha guidato il pubblico in una riflessione più ampia sul continente africano, unendo storia, politica e attualità. Il libro ripercorre le ferite storiche lasciate dal colonialismo, dai massacri e dallo sfruttamento delle potenze occidentali, ma racconta anche le lotte per l’indipendenza e il coraggio di leader come Patrice Lumumba, Thomas Sankara e Nelson Mandela.
Più che una cronaca, l’opera è una voce critica che interpella il presente: Diawara invita a comprendere le conseguenze del colonialismo ancora oggi, come conflitti etnici, disuguaglianze economiche e instabilità politica, ma evidenzia anche le potenzialità straordinarie del continente africano. L’incontro ha quindi unito analisi storica e geopolitica, mostrando come il passato africano continui a influenzare le dinamiche globali.
Come sottolineato dallo stesso Diawara durante l’incontro, “non sempre c’è bisogno di un risarcimento, ma almeno di un riconoscimento”.
Soumaila Diawara è nato a Bamako, capitale del Mali, dove ha conseguito una laurea in Scienze Giuridiche e Politiche, specializzandosi in diritto privato internazionale. Fin dagli anni universitari si è impegnato attivamente nella vita politica del paese, partecipando ai movimenti studenteschi e aderendo al partito di opposizione Solidarité Africaine pour la Démocratie et l’Indépendance (SADI), assumendo ruoli di responsabilità nella guida dei giovani e nella comunicazione del partito.
Nel 2012, a seguito di un colpo di Stato che ha destabilizzato il Mali, Diawara è stato accusato ingiustamente di aggressione contro il Presidente dell’Assemblea Legislativa. Costretto alla fuga, ha attraversato Burkina Faso, Algeria e Libia, affrontando detenzioni e condizioni disumane, fino al 2014, quando è giunto in Italia grazie all’intervento di una nave della Marina Militare italiana, ottenendo la protezione internazionale e vivendo oggi come rifugiato politico.
Accanto a L’Africa martoriata, Diawara ha pubblicato altri libri che intrecciano esperienza personale, analisi politica e riflessione sociale: Sogni di un uomo, La nostra civiltà e Le cicatrici del porto sicuro, quest’ultimo un diario-testimonianza arricchito da fotografie e interviste, che documenta le cause profonde delle migrazioni e le violenze vissute dai rifugiati.

L’appuntamento alla Libreria Trebisonda non è stato solo un evento letterario, ma un’occasione di ascolto, confronto e apprendimento, in perfetta sintonia con lo spirito del Black History Month. La voce di Soumaila Diawara ha restituito complessità a una storia troppo spesso semplificata, mostrando come la memoria, il riconoscimento e la consapevolezza siano strumenti essenziali per costruire un futuro più giusto. Raccontare l’Africa oggi significa anche interrogare il nostro presente e le nostre responsabilità.

Per chi desidera consultare il programma completo del Black History Month Torino 2026, prenotarsi ad altri eventi, è possibile visitare il sito ufficiale
👉 https://www.blackhistorymonthtorino.it/

GIULIANA PRESTIPINO

Il “Giorno del Ricordo”. Le iniziative a Chieri

Commemorazione delle vittime al “Parco della Rimembranza” e un Convegno alla “Biblioteca Civica”

Lunedì 9 e martedì 10 febbraio

Chieri (Torino)

“L’istituzione del ‘Giorno del Ricordo’, votata a larghissima maggioranza dal Parlamento italiano, ha contribuito a riconnettere alla storia italiana quel capitolo tragico e trascurato, a volte persino colpevolmente rimosso. La memoria storica è un atto di fondamentale importanza per la vita di ogni Stato, di ogni comunità. Ogni perdita, ogni sacrificio, ogni ingiustizia devono essere ricordati. Troppo a lungo ‘foiba’ e ‘infoibare’ furono sinonimi di occultamento della storia. La memoria delle vittime deve essere preservata e onorata. Naturalmente – dopo tanti decenni e in condizioni storiche e politiche profondamente mutate – perderebbe il suo valore autentico se fosse asservita alla ripresa di divisioni o di rancori”Sergio Mattarella dixit.

L’Amministrazione civica chierese si affida alle parole, sempre misurate e di profonda etica intensità, del nostro Presidente della Repubblica per presentare le iniziative programmate a Chieri a celebrazione, il prossimo martedì 10 febbraio, del cosiddetto “Giorno del Ricordo”. Il ‘Giorno’ istituito dal “Parlamento italiano” (con legge 30 marzo 2004 n.92) per commemorare le tante vittime delle “foibe” – quelle terribili cavità carsiche dove furono gettati (spesso dopo essere stati torturati) migliaia di italiani (militari e civili) da parte dei partigiani slavi fra il 1943 e il 1945 – e l’“esodo” degli italiani di IstriaFiumeDalmazia e Venezia Giulia sotto la feroce occupazione dei comunisti jugoslavi. Eventi di disumana tragicità avvenuti durante e dopo il secondo conflitto mondiale al “confine orientale” della nostra penisola (in particolare, a seguito del “Trattato di Pace” di Parigi del 10 febbraio 1947, di qui la data fissata per l’annuale commemorazione, che assegnò gran parte di questi territori alla Jugoslavia); eventi su cui mai avrà da ergersi il muro dell’oblio, mantenendone invece viva la memoria, onorando le vittime (giustiziate, “infoibate” o morte di stenti nei campi di prigionia comunisti) e, soprattutto, promuovendo la conoscenza di quanto accaduto fra le nuove generazioni.

Ecco dunque gli eventi programmati a Chieri per martedì 10 febbraio, anticipati da un incontro storico-letterario il giorno precedente, lunedì 9 febbraio.

Martedì 10 febbraio, il Sindaco Alessandro Sicchiero e il Presidente del Consiglio comunale Federico Ronco presenzieranno, alle 10, al “Parco della Rimembranza” (viale Caduti Senza Croce), alla cerimonia commemorativa organizzata in collaborazione con l’“Associazione Veneti Chieresi” e l’“Associazione Nazionale Famiglie dei Caduti e Dispersi in Guerra – ANFCDG”.

Lunedì 9 febbraioalle 21, alla “Biblioteca Civica” (via Vittorio Emanuele II, 1) lo storico Claudio Vercelli presenterà il libro “Capire le foibe” (Edizioni del Capricorno). Partendo dai dati assodati e da una riflessione critica lontana da pregiudizi ideologici, lo storico torinese descriverà e analizzerà con il rigore della ricerca storica le tragiche e complesse vicende che si sono svolte lungo il “confine orientale” tra il 1943 e l’immediato dopoguerra, per offrire ai lettori “diverse chiavi di lettura su una più ampia vicenda che chiama in causa l’identità italiana”. Obiettivo del libro: cercare di mettere chiarezza sulla tanto dibattuta questione delle “foibe”, rivedendo antefatti, fatti e conseguenze sotto la luce della veridicità storica.

g.m.

Nelle foto: Locandina “Giorno del Ricordo”; Claudio Vercelli; Cover “Capire le foibe” (Edizioni del Capricorno)