ilTorinese

Pinerolo, scontro auto-bici: ciclista in gravi condizioni

Un’auto contro una bicicletta, e nell’impatto il ciclista è in gravi condizioni. È successo a Pinerolo, all’incrocio tra corso Torino e via Molino delle Lime, poco prima di mezzogiorno. Il ciclista, un uomo di 31 anni, è stato trasportato d’urgenza all’ospedale Cto di Torino con trauma cranico e frattura del femore. Sul posto anche la polizia locale per ricostruire la dinamica. Secondo alcune testimonianze, l’automobilista, alla guida di una Volkswagen, si è fermato subito dopo lo scontro.

 

VI.G

La Rinascita Subalpina: “la sinergia dei Team Vannacci che dà nuova forza al Piemonte”

Riceviamo e pubblichiamo 

All’interno del movimento Il Mondo al Contrario, in Piemonte sta crescendo una rete sempre più compatta di cittadini, professionisti e famiglie che si riconoscono nei valori promossi dal generale Roberto Vannacci: amore per la Patria, disciplina, libertà di pensiero, famiglia tradizionale quale perno fondante della società e senso autentico di comunità.

Dall’impegno congiunto di dieci Team Vannacci attivi sul territorio nasce quella che molti stanno definendo la “Rinascita Subalpina”: non un’organizzazione formale, ma l’effetto concreto della collaborazione tra gruppi locali che condividono visione, obiettivi e un modo nuovo di vivere la partecipazione civica.

Nei prossimi mesi i team saranno presenti nelle piazze piemontesi con banchetti, gazebo e attività di informazione per incontrare i cittadini e sensibilizzarli sui temi della sicurezza, considerata una priorità tanto per la rete subalpina quanto per il pensiero vannacciano.

Il primo grande evento unitario è previsto a Torino entro marzo 2026, con un focus sulla sicurezza urbana, sulla rinascita delle periferie e sull’emergenza rappresentata dall’immigrazione irregolare e dall’illegalità dilagante che ne deriva, fenomeni che minano ogni giorno la qualità della vita e la coesione sociale. L’iniziativa prevede la partecipazione del generale Roberto Vannacci e anticipa uno dei temi centrali della campagna elettorale del 2027.

La Rinascita Subalpina è dunque la manifestazione di un lavoro collettivo: una rete viva, coerente e determinata che, legando fra loro diverse realtà del territorio regionale, vuole riportare al centro ordine, merito, sicurezza e orgoglio nazionale, in linea con i valori del movimento Il Mondo al Contrario.

I team firmatari di Rinascita Subalpina 

– Edmondo De Amicis – Pinerolo | team.deamicis@ilmondoalcontrario.it

– Amedeo VI di Savoia – Giaveno | team.amedeo@ilmondoalcontrario.it

– Cesare Abba – Chierese | team.abba@ilmondoalcontrario.it

– Incontro al Futuro – Chierese | team.futuro@ilmondoalcontrario.it

– Domizio Ulpiano – Torino | team.ulpiano@ilmondoalcontrario.it

– La Marmora – Torino | team.lamarmora@ilmondoalcontrario.it

– Augusto Imperatore – Torino | team.augusto@ilmondoalcontrario.it

– Cattaneo – Torino | team.cattaneo@ilmondoalcontrario.it

– Nuovi Orizzonti – Torino | team.nuoviorizzonti@ilmondoalcontrario.it

– Alessandro Antonelli – Novara | team.antonelli@ilmondoalcontrario.it

E’ grave bimba partorita in casa

Questa mattina il 118 è intervenuto in un’abitazione di Ciriè, dove una donna ha partorito in casa. La neonata, trovata in condizioni critiche, è stata rianimata dal personale dell’ambulanza e trasportata prima all’ospedale di Ciriè e successivamente all’ospedale Maria Vittoria.

La madre, seguita dai servizi sociali, avrebbe partorito nel bagno dell’appartamento. La sua posizione è ora al vaglio dell’autorità giudiziaria. Le condizioni della piccola risultano gravi.

La Procura di Ivrea coordina le indagini, affidate ai Carabinieri. A contattare il 112 è stato il fratello della donna, che ha trovato lei e la neonata nel bagno. La bambina sembra si trovasse in acqua. Ora gli investigatori stanno cercando di chiarire le circostanze del fatto, senza escludere al momento alcuna ipotesi.

La donna, ricoverata all’ospedale di Ciriè, sarà ascoltata non appena le sue condizioni lo consentiranno.

Le migliori esperienze da vivere a Torino nel periodo di dicembre

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Torino a dicembre è una città che incanta con la sua atmosfera elegante, fatta di luci, tradizioni e scoperte culturali capaci di affascinare visitatori da tutta Italia e dall’estero. È anche un periodo in cui molte realtà professionali scelgono il capoluogo piemontese come location per riunioni aziendali a Torino, unendo appuntamenti di lavoro a momenti di piacere, cultura e intrattenimento. Ma ciò che rende davvero speciale la città in questa stagione è la varietà di esperienze che offre, trasformando ogni giornata in un percorso ricco di emozioni, profumi e scenari unici.

Il rito del bicerin: la tradizione più amata dell’inverno torinese

Tra le prime esperienze da vivere non può mancare il bicerin, la bevanda simbolo della città. Preparato con cioccolato, caffè e crema di latte, è una coccola calda e avvolgente perfetta per affrontare le giornate fredde di dicembre. Degustarlo nei caffè storici — magari in una piccola tazza fumante mentre fuori brillano le decorazioni natalizie — permette di entrare immediatamente in sintonia con l’anima autentica e accogliente di Torino. È un rito che scalda il cuore e che racconta, in un solo sorso, la storia gastronomica del capoluogo sabaudo.

Chocobus Cabrio: il tour più dolce e panoramico della città

Una delle attività più suggestive è il Chocobus Cabrio di Somewhere Tour & Events, un tour che combina la magia delle Luci d’Artista con la degustazione del miglior cioccolato torinese. A bordo del bus scoperto, ci si immerge in un percorso romantico e goloso che attraversa alcune delle installazioni luminose più iconiche della città.

Torino Sotterranea: un viaggio nel cuore nascosto della città

La Torino Sotterranea offre invece un’esperienza completamente diversa: cunicoli, gallerie e rifugi antiaerei che raccontano un passato misterioso e affascinante. Il contrasto tra la città illuminata in superficie e la quiete del sottosuolo rende il tour ancora più emozionante nel periodo natalizio.

Passeggiare nel Parco del Valentino

Una pausa nella natura invernale del Parco del Valentino permette di respirare l’essenza più romantica della città. Il Po, gli alberi spogli, il Borgo Medievale e gli scorci panoramici rendono questo luogo ideale per un momento di tranquillità.

I caffè storici: eleganza sabauda e gusto autentico

I caffè storici come Fiorio, Baratti & Milano e Mulassano custodiscono la tradizione sabauda. Tra velluti, marmi e luci soffuse si possono gustare gianduiotti, cioccolate calde e, naturalmente, altri bicerin, riscoprendo l’atmosfera raffinata della Torino ottocentesca.

Palazzo Reale e Giardini Reali: splendore sabaudo d’inverno

Il Palazzo Reale e i Giardini Reali rappresentano due tappe irrinunciabili per chi desidera vivere la storia sabauda immerso in ambienti eleganti, arricchiti da decorazioni e scenografie invernali.

Mole Antonelliana e Museo del Cinema: il simbolo da vedere almeno una volta

La Mole Antonelliana, con la sua vista spettacolare sulla città illuminata, è una delle esperienze più emozionanti del periodo natalizio. All’interno, il Museo del Cinema offre percorsi immersivi per adulti e bambini.

Museo Egizio: un viaggio nella civiltà faraonica

Il Museo Egizio, celebre nel mondo per la sua collezione unica, permette di vivere un pomeriggio culturale tra sarcofagi, statue, papiri e storie millenarie.

Teatro Regio: vivere la magia dello spettacolo

Il Teatro Regio propone nel mese di dicembre una programmazione ricca di opere, concerti e spettacoli che rendono ogni serata speciale e memorabile.

Gustare le specialità piemontesi

Le trattorie torinesi propongono piatti tipici come brasato al Barolo, agnolotti del plin, tajarin e bagna cauda, ideali per scaldare il cuore e scoprire la tradizione culinaria locale.

Aperitivo in Piazza Carignano

Infine, un aperitivo in Piazza Carignano, avvolti da architetture barocche e luci natalizie, rappresenta uno dei momenti più caratteristici dell’inverno torinese.

Massari Gioielli: l’arte, la precisione e la tradizione torinese dal 1980

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Nel cuore storico di Torino, tra i palazzi nobiliari e le botteghe di un tempo, esiste un luogo dove l’orologeria incontra l’arte orafa, dove l’esperienza diventa creatività, e dove il valore del tempo si trasforma in bellezza duratura.
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È Massari Gioielli, marchio torinese nato ufficialmente nel 1980, ma con radici che affondano negli anni ’60, quando Bruno Massari, maestro nella riparazione di orologi di pregio, iniziava a costruire la sua reputazione tra precisione, manualità e attenzione estrema ai dettagli.
La prima sede apre a Borgaretto nel 1980: un laboratorio specializzato nella riparazione di orologi di marca, capace di intervenire anche su modelli di pregio. L’affidabilità della famiglia Massari, unita alla capacità tecnica e alla cura artigianale degli interventi, pone le basi di un naturale percorso evolutivo: dalla riparazione alla creazione, dall’artigianato alla gioielleria.
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Negli anni, la bottega si trasforma in gioielleria selettiva, diventando concessionaria, tra gli altri, di marchi come Damiani, Alfieri & St. John, Chimento, MauriceLacroix, Hamilton, Tissot e Yves Saint Laurent, mantenendo però intatta quella dimensione familiare e diretta che ancora oggi rappresenta un tratto distintivo. Con il coinvolgimento del figlio, anch’egli appassionato fin da giovane all’arte orafa, il laboratorio inizia a dedicarsi a creazioni personalizzate e pezzi unici, veri e propri gioielli su misura: fedi, anelli di fidanzamento, regali importanti, oggetti simbolici destinati a durare.
Nel 2023 il trasferimento in Via Barbaroux 2, angolo Piazza Castello, in uno spazio che porta con sé una forte eredità storica. Da decenni, infatti, in questa location si sono succedute gioiellerie tra le più importanti di Torino, frequentate da personalità illustri: da Maria Callas a Fausto Coppi, fino a nomi istituzionali e dell’imprenditoria piemontese.
Qui, Massari decide di proporre il proprio marchio, scegliendo di raccontare non solo prodotti, ma una storia familiare, un’identità e soprattutto una competenza affinata in oltre sessant’anni.
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Oggi Massari Gioielli è uno spazio dove il cliente non compra solo un oggetto, ma un’esperienza:
  • Contatto diretto con il titolare, ascolto e consulenza estetica personalizzata;
  • Laboratorio interno, con riparazioni, revisioni tecniche e manutenzioni effettuate in loco con ricambi originali;
  • Unicità e autenticità del prodotto, anche su richiesta, con possibilità di creare da un disegno un gioiello esclusivo;
  • Specializzazione nel post-vendita, con puntualità e assistenza nel tempo..

Accanto ai gioielli, la boutique propone anche cristalli d’arte Moser, storica manifattura boema nata nel 1857, con pezzi completamente lavorati a mano e reperibili in una stretta rete di concessionari in città come Milano e Montecarlo. Una scelta coerente con la filosofia della casa: proporre oggetti d’eccellenza, autentici, unici, con un valore estetico e storico.
La clientela di Massari Gioielli è variegata, con un forte legame con Torino ma anche dal respiro internazionale: turisti, appassionati d’arte, piccoli industriali, famiglie storiche torinesi, professionisti e clienti che tornano dagli Stati Uniti dopo anni, conservando il ricordo di un’esperienza autentica.
Tra tradizione, maestria artigianale e cura del dettaglio, Massari Gioielli continua a essere, dal 1980, un punto fermo della gioielleria torinese. Una storia di famiglia, passione e autenticità – dove ogni creazione ha un significato, e ogni oggetto un valore che resiste al tempo.
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Massari Gioielli
 Via Barbaroux 2, Torino
 011 2630652
 Instagram: @massari_gioielli1980
Facebook: massarigioiellidal1980

Giovani Democratici Torino Nord, Beatrice Miroglio nuova Segretaria

Cambio al vertice della Giovanile del Partito Democratico nella cintura nord di Torino. Nella serata di mercoledì 19 novembre, presso la sede del Partito Democratico di Borgaro, si è tenuto il secondo congresso del Circolo Giovani Democratici Torino Nord. L’assemblea, molto partecipata, ha visto l’elezione all’unanimità di Beatrice Miroglio come nuova Segretaria del Circolo, precedentemente guidato da Andrea Borello di Caselle.

Beatrice Miroglio, borgarese, già Vicesegretaria del Circolo e Vicesegretaria nella federazione provinciale, è una giovane donna di grande esperienza politica e impegno civile. Laureanda in Gurisprudenza, negli ultimi anni si è occupata in prima linea di diritti civili e sociali, diritto al fine vita e lavoro dignitoso, contribuendo in modo determinante alle attività dei Giovani Democratici sul territorio, collaborando con associazioni ed istituzioni con proposte ed iniziative.

«Beatrice non è stata solo la mia Vicesegretaria – ha dichiarato il Segretario uscente Andrea Borello – ma una parte complementare ed essenziale di tutto il percorso politico del nostro circolo. In tre anni abbiamo costruito dal nulla una realtà oggi tra le più grandi della provincia e della Regione. Abbiamo insistito su tutto il territorio con eventi, banchetti, presidi e campagne, crescendo in numeri, responsabilità e credibilità. Ora Beatrice saprà portarci ancora più lontano».

La serata è stata arricchita da numerosi interventi, tra cui quello della capogruppo del PD in Consiglio Regionale Gianna Pentenero, che ha sottolineato l’importanza del protagonismo giovanile nella politica e nelle istituzioni, riconoscendo al Circolo Torino Nord il ruolo di presidio attivo e innovativo sul territorio.

La neo-eletta Segretaria, Beatrice Miroglio, ha ringraziato il Circolo per la fiducia e ha ribadito l’impegno a proseguire il lavoro avviato, rafforzando la partecipazione, la presenza sul territorio e la capacità dei Giovani Democratici di essere punto di riferimento per la comunità. «Fare politica nella Giovanile del Partito Democratico vuol dire anche fare comunità, costruire un luogo in cui tutti e tutte si sentano accolti e siano liberi di esprimere la loro opinione, con l’obiettivo di crescere sia a livello personale, sia a livello politico».

Più di trenta ragazze e ragazzi hanno preso parte all’assemblea, riempiendo la sala e dando vita a un dibattito ricco di proposte sulle iniziative future, sia locali sia nazionali. Un segnale concreto della vitalità e della centralità della militanza giovanile, oggi più che mai decisiva per costruire una politica capace di parlare al presente e al futuro.
I Giovani Democratici Torino Nord Insistono sul territorio tra Venaria e Gassino, passando per Borgaro, Caselle, Cirié, Leinì, Mappano, Settimo, Volpiano e San Mauro.
Circolo Giovani Democratici Torino Nord

Giaveno commemora il rastrellamento nazifascista

Domenica 30 novembre la Città di Giaveno, la sezione ANPI Giaveno Val Sangone e l’Ecomuseo della Resistenza della Val Sangone terranno la commemorazione dell’81° anniversario del rastrellamento nazifascista del 27, 28 e 29 novembre 1944, costato la vita a 14 partigiani e 38 civili. La cerimonia, patrocinata dalla Città metropolitana di Torino, inizierà alle 14 con l’omaggio ai caduti di piazza San Lorenzo e a quelli ricordati nelle lapidi di via Ruata Sangone angolo via Beale, nel pilone della borgata Tetti Via e nella chiesa della borgata Mollar dei FranchiAlle 15, nella chiesa di San Michele Arcangelo in borgata Provonda, sarà celebrata una Messa in suffragio dei caduti, animata dalla cantoria parrocchiale San Lorenzo e Santa Cecilia di Sangano, diretta dal maestro Gianfranco Accastello. A seguire l’omaggio al sacrario nel cimitero di Provonda.

Il 27 novembre 1944 due colonne tedesche, provenienti dalla Valle di Susa e dalla Val Chisone, attaccarono la Val Sangone con l’obiettivo di convogliare nel fondovalle e circondare le formazioni partigiane. In previsione del secondo inverno di guerra i comandi della Resistenza avevano trasferito in pianura la maggior parte degli effettivi. Le forze rimaste in quota avrebbero dovuto adottare un atteggiamento difensivo, appoggiandosi ai numerosi rifugi e depositi ben occultati nei boschi e nelle zone più impervie della valle. La tattica si rivelò efficace: il 27 novembre, frazionate in piccoli distaccamenti, le formazioni partigiane riuscirono a sfuggire all’accerchiamento. Gli scontri furono limitati e le perdite contenute. Mancato il loro obiettivo primario, i nazisti rivolsero la loro aggressività contro la popolazione civile. La valle fu isolata e alla popolazione fu imposto il coprifuoco. Il 28 novembre i tedeschi iniziarono a incendiare le borgate di Provonda, Mollar dei Franchi, Pian Paschetto e Tetti Via. Nei centri di fondovalle, drappelli di soldati, nei quali c’erano anche italiani, entrarono nelle case sfondando le porte che non venivano loro aperte, perquisirono, malmenarono gli occupanti, spaccarono i mobili e rubarono cibo, scarpe, vestiti, denaro e oggetti preziosi. Nelle borgate sospettate di dare aiuto ai partigiani molti civili furono uccisi sul posto: a Provonda vennero fucilate due giovani sorelle; in borgata Ceca un ragazzo di quattordici anni, sua madre, sua zia e un’altra anziana parente morirono bruciati vivi del rogo della loro casa. Il 30 novembre in piazza San Lorenzo a Giaveno vennero fucilati 17 partigiani, alcuni dei quali presi dalle carceri di Torino. La popolazione fu costretta ad assistere all’esecuzione e i corpi degli uccisi furono lasciati in piazza fino al giorno successivo.Il 1° dicembre, forse per un errore di comunicazione, gli Alleati effettuarono un lancio di armi, munizioni, viveri e abiti nella zona a monte di Maddalena. La colonna tedesca, appena partita, risalì in valle e riprese il rastrellamento, le uccisioni, i saccheggi e gli incendi. Nelle borgate Prafieul, Chiarmetta, Alpe Colombino, Prese Vecchie e Re centinaia di civili furono fermati e sottoposti a interrogatori. Alcuni vennero arrestati e tradotti in carcere: tra questi, anche i parroci di Trana e Maddalena e altri preti della valle. Tedeschi e fascisti decisero di impiantare presidi permanenti nei maggiori centri e di intensificare le azioni di rastrellamento. Alcuni rifugi e depositi vennero scoperti e una parte delle forze partigiane ancora in valle decise di scendere in pianura scivolando fra le maglie degli occupanti. Lo fecero, in molti casi, con l’aiuto della popolazione locale, che ben conosceva i sentieri e i boschi. Franco Nicoletta, comandante partigiano, dirà poi che “se non ci fossero stati i civili, forse non avremmo superato la crisi. Noi comandanti tenevamo i contatti, eravamo sempre in movimento da un nucleo all’altro, ma senza la popolazione non sarebbe bastato”. Una storia destinata a trasformare la memoria della valle, che ancora oggi, dopo ottant’anni, è uno dei tratti fondanti della sua identità.

A Teatro 27 vagoni di cotone: il Sud profondo di Tennessee Williams arriva a Torino

In occasione della giornata contro la violenza sulle donne, la  Compagnia Teatrale Elefthería porta in scena l’intenso dramma 27 vagoni di cotone di Tennessee Williams. Appuntamento il 25 novembre 2025 alle 20.45 al Teatro San Barnaba, con la regia di Claudio Destino e Federica Tucci.

Nel cuore del Deep South, tra campi di cotone e un’aria che sa ancora di piantagioni, prende forma la vicenda di Flora, giovane donna inchiodata a un matrimonio che la annienta. Il marito, Mr. Meighan, cotoniere in declino, è un uomo burbero, violento, frustrato: la svalutazione costante che riserva alla moglie si traduce in una quotidianità asfissiante, dove lei sopravvive aggrappandosi a brandelli di attenzioni tanto fugaci quanto ambigui.

L’equilibrio, già precario, si spezza quando Jake Meighan medita di rovinare il vicino Vicarro, affarista duro e cinico, incendiandogli la sgranatrice pur di accaparrarsi il lavoro sui suoi ventisette vagoni di cotone. Nel baratto perverso che ne consegue, a essere messa sul piatto è la stessa Flora: offerta come moneta di scambio in un duello di potere tra uomini.

Williams attraversa questo triangolo soffocante con la sua consueta lucidità. Flora è una donna ridotta all’infanzia, privata di voce e autonomia; Jake è il padrone che esercita controllo per sopravvivere alla propria insignificanza; Vicarro utilizza il potere economico come un’arma. Il corpo di Flora diventa il terreno di scontro tra mascolinità ferite, specchio di una cultura che non concede alla donna lo status di soggetto, ma la relega a spazio da occupare.

Il testo, articolato in tre quadri, racchiude molti dei nuclei drammaturgici tipici di Williams: solitudine, frustrazione, desideri soffocati, personaggi che si consumano dentro un’esistenza che non riescono a modificare. Il mondo che ne esce è quello di anime arrendevoli, intrappolate in una rassegnazione che suona più tragica della violenza stessa.

Sul palco, a dare corpo a questo intreccio teso e crudele, saranno Maryam Ainane, Giorgio Cavalieri e Claudio Destino. Musiche e luci sono curate da Marcello Coco, chiamato a delineare l’atmosfera sensoriale del Sud profondo, tra buio, calore e oppressione.

Info e prenotazioni
12 € intero – 10 € ridotto (under 26, over 65)
eleftheria.teatro@gmail.com
WhatsApp/SMS: +39 340 789 6306

Lori Barozzino