ilTorinese

Piemonte Film TV Fund, in arrivo 5 milioni

Annunciato, in occasione del Torino Film Industry, lo stanziamento di nuove risorse di 7 milioni di euro per il 2026 e ulteriori 5 milioni per il 2027 destinate al Piemonte Film TV Fund, principale strumento regionale a sostegno della produzione cinematografica e audiovisiva.

Il nuovo bando, che sarà pubblicato entro la prossima primavera, conferma la volontà della Regione Piemonte di rafforzare con continuità l’impegno verso un settore strategico per la crescita culturale, economica e occupazionale del territorio.

L’assessore Chiarelli

Alla nuova misura si aggiungono altri 600.000 euro destinati a finanziare la prosecuzione dei bandi triennali per la promozione delle attività cinematografiche e per la valorizzazione delle sale, confermando la coerenza di una visione politica che integra interventi sulla produzione, sull’infrastruttura culturale e sulla diffusione territoriale.

“Con le nuove risorse – dichiarano il presidente della Regione Alberto Cirio e gli assessori alla Cultura Marina Chiarelli e alle Attività produttive Andrea Tronzano – rafforziamo una strategia pluriennale che ha già portato risultati concreti. Il cinema è cultura, ma anche industria, lavoro e identità. La Regione Piemonte lo sostiene con strumenti efficaci, una programmazione accurata e investimenti che generano valore reale. Il nostro obiettivo è fare del Piemonte un territorio sempre più attrattivo e competitivo, capace di dialogare con le grandi produzioni internazionali e di valorizzare le sue eccellenze locali”.

Il percorso

Il nuovo investimento si inserisce in un percorso già avviato con determinazione nel triennio 2023-2025, durante il quale la Regione ha stanziato oltre 21 milioni di euro a sostegno dell’intera filiera.

Nell’ambito del solo Piemonte Film TV Fund sono stati stanziati 8 milioni tra il 2023 e il 2024, che hanno permesso di finanziare 28 progetti, generando una spesa diretta sul territorio di 26.920.000 euro e un moltiplicatore economico di 3,36. Nel triennio il fondo raggiungerà una dotazione complessiva di 15 milioni, consentendo il finanziamento di 41 progetti tra film, serie e animazione e confermando il suo ruolo centrale nella strategia regionale di attrazione e sostegno alle produzioni.

Accanto al sostegno alla produzione, la Regione ha investito 750.000 euro per la promozione di rassegne, festival e circuiti, e 1.050.000 euro per la valorizzazione delle sale cinematografiche indipendenti attraverso bandi triennali. Altri 5 milioni sono stati destinati a un bando a sportello, attivo fino al 2026, per interventi strutturali e tecnologici finalizzati all’ammodernamento e alla riattivazione delle sale esistenti.

“Non è solo il momento dei numeri, ma della continuità e del consolidamento – ha affermato l’assessore Tronzano – Abbiamo costruito una politica pubblica capace di generare risultati misurabili, dialogando con imprese, operatori culturali e istituzioni. Con le nuove risorse per il 2026 confermiamo la traiettoria: fare del Piemonte un’area attrattiva e dinamica per il cinema e con una filiera pronta a cogliere le sfide del futuro”.

Premi e riconoscimenti letterari a Travaglini

Il Centro Studi Cultura e Società di Torino ha assegnato a Marco Travaglini la prima posizione assoluta nella sezione narrativa breve della V° edizione del concorso nazionale Tesori della Natura. Il racconto che è valso il premio al giornalista e scrittore di Baveno, torinese d’adozione e collaboratore de Il Torinese, si intitola “Dantès e la Lettera 22 dell’Olivetti”. La giuria ha motivato il riconoscimento perché il racconto “conquista per la sua capacità di fondere storia industriale, innovazione e umanità in un racconto delicato e luminoso. Attraverso gli occhi curiosi del piccolo terrier Dantès, l’autore restituisce l’atmosfera vitale della Ivrea olivettiana, simbolo di un’Italia che credeva nel progresso etico e nella dignità del lavoro”. La narrazione, definita “ densa di tenerezza e ironia”, secondo la giuria “celebra un modello di impresa a misura d’uomo e di natura, dove la tecnologia è al servizio del benessere collettivo. Dantès diventa emblema di leggerezza e armonia, portavoce inconsapevole di quella visione in cui l’ambiente, umano e naturale, respira all’unisono con il sogno di Adriano Olivetti: un futuro dove produttività e felicità potessero convivere”. Quest’ultimo premio si aggiunge al secondo posto nella sezione giornalismo della 16° edizione del Premio letterario internazionale Andrea Testore – Plinio Martini – Salviamo la Montagna, con un articolo dedicato allo scrittore Benito Mazzi e al suo legame con la valle Vigezzo, e al posizionamento tra i finalisti del premio letterario Mario Soldati-Lalla Romano bandito dal Centro Pannunzio di Torino con il libro di racconti Il seggio del peccato. Dulcis in fundo il settimanale Eco Risveglio, al quale Travaglini collabora da anni, offrirà in regalo agli abbonati per il 2026 un volumetto con i suoi racconti intitolato La guerra delle ciliegie. Si tratta di racconti che parlano del territorio all’estremo nord del Piemonte, di personaggi esistiti e altri no, di storie capaci di trasportare i lettori qua e là tra il lago e le montagne, suoi luoghi d’origine. Già, perché Marco Travaglini, scrittore, giornalista, ex-politico, ha trasformato la sua passione per la scrittura, ma soprattutto per i personaggi e le storie che incontra, in veri e propri spaccati di vita. Da sempre, concentra l’attenzione prima di tutto sugli ultimi, su quelle persone “dimenticate” che invece, attraverso i suoi occhi, meritano di essere raccontate, conosciute, vissute, di rimanere impresse per sempre. Ed ecco, allora, che hanno vita le storie, tra aneddoti divertenti e spunti di profonda riflessione. E’ la capacità di raccontare di Travaglini a prevalere su tutto, a trasportare chi si avvicina ai suoi scritti in altri tempi, altri luoghi e altre avventure.

Canalis (Pd): “Colpo di spugna sulle case della salute”

 BEINASCO, PIANEZZA, CUMIANA E VIGONE

Ieri Giovanni La Valle, Direttore dell’Asl To3, ha scritto ai quattro Sindaci e alla Giunta regionale per comunicare la fine di un’esperienza virtuosa iniziata vent’anni fa.

26.11.2025 – Sotto la scure della spending review dell’assessore regionale Riboldi finiscono anche le 4 storiche case della salute della nostra Regione, nate vent’anni fa a Beinasco (Borgaretto), Pianezza, Cumiana e Vigone. Questa è la sanità in salsa Fratelli d’Italia: invece di estendere all’intera Regione il modello sorto nell’Asl To3 e diventato presto un fiore all’occhiello delle cure di prossimità, si tagliano i fondi e si cancella tutto, nascondendosi dietro alla necessità di introdurre il nuovo modello delle AFT (Aggregazioni Funzionali Territoriali).

Le Case della Salute rappresentavano un modello sanitario perché consentivano ai medici di dedicarsi all’attività clinica e delegare a segreterie e infermieri le altre attività.

Qualcuno spieghi a Riboldi che la spending review per risanare i conti malati della sanità piemontese non si fa tagliando la sanità territoriale, ma verificando la spesa farmaceutica e gli appalti per pannoloni e altri dispositivi sanitari.

Riboldi sta tagliando presidi territoriali fondamentali come Via del Ridotto e Via le Chiuse a Torino, ed ora Vigone, Cumiana, Beinasco e Pianezza. A giugno avevamo esultato per il rinnovo della convenzione delle 4 case della salute con l’Asl To3 fino a fine anno, nelle more della trasformazione in AFT. La Valle aveva assicurato che a tutto il personale, anche dopo la nuova scadenza di fine anno, sarebbe stata garantita la continuità contrattuale. Il contributo ASL (che era su base pro capite, cioè 7,5 euro pro capite all’anno) a giugno era stato trasformato in un contributo su base progettuale e lievemente ridotto perché alcuni servizi sarebbero stati svolti direttamente dall’Asl. In prospettiva, era stato detto, la casa della salute di Vigone sarebbe diventata una casa della comunità “hub”, mentre le case della salute di Cumiana, Pianezza, Borgaretto e anche Collegno sarebbero diventate case della comunità “spoke”.

Ieri invece è arrivata la retromarcia.

Un modello che ha fatto da apripista in Piemonte cessa di esistere. È un segnale drammatico non solo per l’Asl To3, ma anche per tutte altre buone pratiche che abbiamo ragione di credere verranno presto tagliate.

Monica CANALIS – consigliera regionale PD

“Umanə”, di e con Camilla Violante Scheller per “Iperspazi 2025-2026”

Per la stagione “Iperspazi 2025-2026” di Fertili Terreni Teatro, presso Offtopic, venerdì 28 novembre prossimo, alle ore 20, andrà in scena “Umanə”, di e con Camilla Violante Scheller, con lo sguardo esterno di Carla Emanuelli, disegno e luci di Fabrizio Visconti e costumi di Donatella Cianchetti. È stato vincitore del premio della Critica Fringe Mi 2025. La replica si inserisce all’interno del progetto “COM’È? Umane visioni !”, bando Circoscrizioni “Che Spettacolo… dal Vivo 2025”.
Lo spettacolo è adatto ad un pubblico maggiore di 14 anni, e presenta luci stroboscopiche non adatte a un pubblico fotosensibile. Ogni giorno i mezzi di informazione ci pongono di fronte a racconti di guerra e notizie di morte, tragedie sbattute in faccia senza un perché, impossibilitati a non reagire se con con un senso di impotenza. “Umanə”, nella sua forma di concerto-spettacolo per voce umana d loop station, vuole essere un tentativo irriverente, tragicomico e disarmato di colpire il senso di vuoto che si crea, inghiottendoci come in un abisso, quando realizziamo le molteplici manifestazioni della tragedia umana. Spaziando tra teatro-canzone e spoke music, tra dream pop ed elettronica, l’insieme di musica, voci e suoni diventeranno tante invettive taglienti quanto carezze della buonanotte, versi inconsulti , ma anche delicati, in un alternarsi di immagini sonore, associative all’apparenza surreali, ma di evidente concretezza.
“Da quasi cinque anni a questa parte – spiega Camilla Violante Scheller – dopo una decade di lavoro a servizio di progetti altrui come interprete e collaborazione artistica, ho avviato un processo di ricerca con lo scopo di maturare un mio linguaggio personale, capace di unire e diffondere le esperienze maturate fino ad allora, alla passione che ho per le arti performative in generale e la musica. Il progetto spazia dalla performance musicale alla poesia performative, fino al teatro. Non mi precludo nulla. Sotto il nome di Navëe, ho pubblicato il mio primo EP, di cui ho elaborato una forma di live musical teatrale dal titolo ‘Rêv Òlution’. Lo spunto di ‘Umanə’, nello specifico, nasce dall’invito che mi è stato rivolto da parte dell’artista e scultore Davide Dall’Osso, con cui ho già lavorato nel 2021 nella performance ‘In un mondo perfetto’, di creare un happening intorno all’esposizione di alcune sue opere durante il Fuori Salone di Milano 2023. L’esposizione portava il titolo di ‘Umanità’. Conosciamo bene le contraddizioni intrinseche a questi eventi, legate a fiere mondane, talvolta ipocrite e vuote. Di qui nasce la necessità di creare un accadimento che mettesse in luce queste contraddizioni, deridendole. Il progetto è rimasto in cantiere per un po’ di tempo, finché non è maturata in me l’esigenza di realizzarlo in maniera più elaborata, meno site-specific, sotto la forma di un vero e proprio spettacolo. ‘Umanə’ prende spunto da un disagio personale provocato dalle guerre, dalle tragedie in atto e dalla nostra condizione di persone appartenenti a una cultura occidentale comunque privilegiata e al senso di impotenza e colpa che ne deriva. La capacità di empatia negli esseri umani è messa a repentaglio dalla rappresentazione eccessiva del dolore da parte dei media e dal senso di manipolazione che avviene nella mente di ognuno. La musica, le suggestioni sonore e la parola poetica messe in scena secondo una logica antinarrativa ma associativa, sono strumenti molto coerenti per il mio gusto, adatti a raccontare questa inquietudine. Sono presenti brani originali, che variano dal teatro-canzone contemporaneo al dream pop, fino all’elettronica-rumorismo. Le parole si muovono all’interno di una dimensione da standup comedy e da altre di spoken music, fino a momenti più lirici.
Biglietti: intero 13 euro se acquistato online su www.fertiliterreniteatro.com -15 euro in cassa la sera dell’evento. È possibile attuare la formula del biglietto sospeso tramite donazione online o satispay –  alcuni giovani under 35 potranno entrare gratuitamente grazie alla collaborazione di Torino Giovani.
Mara Martellotta

Vendite auto: l’Europa cresce, Stellantis scende

La  situazione è poco incoraggiante per Stellantis: negli ultimi dieci mesi il gruppo ha registrato in Europa una flessione delle vendite del 4,7%, in contrasto con l’andamento generale del mercato che, nello stesso periodo, è cresciuto dell’1,9%. Nel solo mese di ottobre il gruppo italo-francese ha immatricolato quasi 160 mila vetture (157.350 unità), un incremento del 4,6% rispetto all’anno precedente, mantenendo la propria quota al 14,4%. Tuttavia, questa crescita si è rivelata meno dinamica rispetto al mercato europeo, che nello stesso mese ha segnato un aumento del 4,9%. Il risultato positivo di ottobre non è riuscito a compensare le difficoltà dei mesi precedenti: tra gennaio e ottobre, infatti, Stellantis ha venduto 1,6 milioni di auto, pari a un calo del 4,7% sullo stesso periodo del 2024, con una riduzione della quota di mercato dal 15,7% al 14,7%. Nel contesto generale, ottobre si è chiuso in Europa (considerando Unione Europea, Regno Unito e Paesi EFTA) con 1.091.904 immatricolazioni, il 4,9% in più rispetto allo stesso mese dell’anno scorso; nei primi dieci mesi del 2025 le vendite complessive hanno raggiunto 11.020.514 unità, con una crescita complessiva dell’1,9%, secondo i dati Acea.

Roberto Bolle si esibirà al Teatro Regio con il nuovo “Caravaggio”

Roberto Bolle è pronto ad approdare al Teatro Regio con uno spettacolo corale insieme ai suoi immancabili “Friends” dal 27 al 29 novembre, il “Balletto di Caravaggio”. La mostra “Caravaggio 2025”, che si è chiusa a Palazzo Barberini, a Roma, e che ha conquistato 450 mila persone, ha affascinato anche Roberto Bolle, che a marzo ha deciso di passare una notte immerso in quei 24 capolavori al fine di realizzare la coreografia dei suoi sogni, “Caravaggio”, che i seguito è andato in onda sui Rai 1 il 26 marzo scorso.

Luci ed ombre, corpi svelati e sensuali: il mondo di Michelangelo Merisi, in arte Caravaggio, ispira i coreografi per la sua opera e biografia irrequieta. Sono loro gli artisti che, come il pittore, sanno lavorare sulla plastica della muscolatura umana, esaltata dall’uso scenografico della luce. Il pittore de “Il fanciullo con il canestro”, e di quello morso da un ramarro, di Bacco e della Maddalena penitente, dei musici, di Giuditta e Euroferne, del David con la testa di Golia, di Amor vincit Omnia, che nacque a Milano e non nel Marchesato di Caravaggio, attivato della corrente naturalistica, precursore del Barocco e maestro dell’uso drammatico del chiaroscuro, ha ispirato a Mauro Bigonzetti, coreografo italiano neo-postclassico, un balletto nel nome di Caravaggio, più conturbante, creato nel 2008 per le qualità della star ucraina Vladimir Malakov, allora alla testa della Statsoper Berlin. Chi ha amato, con Roberto Bolle e Melissa Hamilton, il duo da questo Caravaggio nel galà “Bolle and Frineds” del gennaio scorso, sempre al Teatro Regio, ne amerà anche l’estensione a serata intera, che il nostro ballerino icona produce per sé e per il gruppo scelto che darà vita a una danza scultorea, fra luci, ombre e corpi che si ispirano a Michelangelo Merisi. Saranno due ore di danza accompagnate dalle musiche di Claudio Monteverdi e orchestrale da Bruno Moretti. Il Light Design è di Carlo Cerri, in dialogo con i costumi pelle di Lois Swandale e Kristopher Milar. La produzione è di Artedanza.

Spettacoli: Giovedì 27 novembre – ore 20 / venerdì 28 novembre – ore 20 / sabato 29 novembre – ore 14.30 e ore 20.

Teatro Regio – Piazza Castello 215, Torino

Mara Martellotta

Furti seriali nelle case di anziani: due arresti

La Polizia di Stato, nell’ambito di un’attività di indagine coordinata dalla Procura della Repubblica di Torino, diretta da Giovanni Bombardieri, ha dato esecuzione ad un’ordinanza di applicazione della misura cautelare della custodia cautelare in carcere e degli arresti domiciliari a carico, rispettivamente, di un trentaseienne e di un quarantunenne, entrambi appartenenti a nuclei familiari di etnia sinti dimoranti in provincia di Torino.

I due sono gravemente indiziati di aver commesso, fra il marzo 2024 e il marzo 2025, otto furti aggravati in abitazione in danno di persone anziane nei comuni di Grugliasco, Pinerolo, Vinovo e Rivoli.

L’attività investigativa, condotta dalla Squadra Mobile, ha avuto inizio nei mesi scorsi a seguito dell’analisi della dinamica di alcuni furti effettuati con il medesimo modus operandi: finti tecnici dell’impianto di riscaldamento, asserendo di dover effettuare un controllo sui termosifoni o sulle tubazioni dell’acqua, riuscivano ad accedere all’interno delle abitazioni degli anziani, depredandoli dei loro averi.

Le attività infoinvestigative svolte sul territorio dagli operatori di polizia hanno consentito di individuare  i “veicoli da lavoro” dei due malviventi, specialisti in truffe e furti ai danni di anziani,  così riuscendo a identificare i presunti responsabili e a contestare loro 8 episodi, con valore dei beni sottratti quantificabile in circa 52.000 euro tra gioielli e contanti, oggetti aventi anche un rilevante valore affettivo per le vittime.

Il Tribunale di Torino, stante i gravi indizi di colpevolezza, ha accolto la richiesta cautelare della locale Procura, emettendo il provvedimento restrittivo nei confronti dei due indagati.

Champions League, Bodo/Glimt-Juventus 2-3

La Juventus di Spalletti conquista il primo successo europeo in una gara ricca di emozioni. Dopo un buon avvio, i bianconeri calano e il Bodo passa con Blomberg. Nella ripresa la Juve reagisce: Openda pareggia, poi McKennie firma il 2-1 dopo un gol annullato a Miretti. Nel finale Cabal concede un rigore trasformato da Fet per il 2-2, ma al 91’ la magia di Yildiz apre a David il varco per il decisivo 3-2. Tre punti sofferti, ma pesantissimi.

Enzo Grassano

Donna aggredisce ex compagno e prende a pugni carabiniere

Una donna di 35 anni e’ accusata di maltrattamenti in famiglia e di resistenza a pubblico ufficiale. E’ in carcere a Vercelli, arrestata dai carabinieri a Domodossola. L’ex compagno ha detto che, dopo avere accompagnato a casa i figli, lei lo ha aggredito, in evidente stato di alterazione e ha colpito con un pugno anche un carabiniere intervenuto.

L’arte è un pugno. Negli spazi di OFF TOPIC

Si ricorda la figura di Leone Jacovacci, il grande pugile italo – congolese “stroncato” dai pregiudizi razziali del regime fascista

Giovedì 27 novembre, ore 18,30

Campione italiano ed europeo dei “pesi medi” nel 1928, Leone Jacovacci (nato nel 1902 a Sanza Pombo – attualmente in Angola, ma allora facente parte del Regno del Congo – e deceduto a Milano nel 1983), padre italiano e madre principessa congolese, rappresenta ancora oggi sicuramente una delle figure “storiche” più prestigiose del “Pugilato” nazionale e internazionale. In ambito sportivo, al termine di un’adolescenza trascorsa nel viterbese (dove venne cresciuto dai nonni, dopo essere stato portato in Italia dal padre che lo sottrasse alla madre), esordì nel Pugilato professionista a Londra nel 1919 con lo pseudonimo di Jack Walker, in omaggio al fuoriclasse americano Jack Dempsey. Si stabilì definitivamente in Italia, ottenendone la cittadinanza solo nel 1925 e dopo lunghi soggiorni  contrassegnati da una brillane carriera pugilistica in Francia (dove batté il futuro campione del mondo dei “medi” Marcel Thil), Svizzera e Argentina. Atleta di straordinaria abilità tecnica, agile, tenace e brillante, in grado di parlare tre lingue e di distinguersi nel panorama sportivo dell’epoca, il regime fascista ne cancellò volutamente la memoria (come dimostrano i filmati d’archivio dell’“Istituto Luce” manipolati per oscurarne la grandezza), costringendolo al ritiro nel luglio del 1935 e determinandone il breve passaggio al “Catch Wrestling”, fino all’abbandono completo dell’attività sportiva. Morì nel 1983 a Milano, dove aveva trovato lavoro come portiere di un condominio. Vittima, fra le tante, dell’ostracismo razziale del “regime”, alla vita di Leone Jacovacci e al “ruolo socio-culturale” del Pugilato è dedicata la serata in programma giovedì 27 novembrea partire dalle 18,30, negli spazi dell’hub culturale “OFF TOPIC” di via Pallavicino 35, a Torino, in agenda nel calendario (25 – 30 novembre) di “COMÉ?”, “Festival performativo diffuso” dedicato al benessere giovanile attraverso il teatro e la cultura in genere, organizzato in varie location (o meglio “community hub”) dai collettivi di “Cubo Teatro” e di “Teatro della Caduta”.

La serata prevede la proiezione del documentario “Il Pugile del Duce”, racconto incentrato, per l’appunto sulla vita e sul beffardo destino del pugile italo – congolese, cui seguirà il dialogo con Davide Valeri (sociologo italo-etiope che indagherà il rapporto tra migrazioni, memoria coloniale e pratiche culturali) e l’attore Alberto Boubakar Malanchino (milanese di Cernusco sul Naviglio, padre italiano e madre del Burkina Faso), in un confronto con le “palestre popolari cittadine” (riconosciute come “spazi di aggregazione, resistenza e costruzione comunitaria”), e in collaborazione, in particolare, con la “Palestra Popolare Neruda” di corso Cirié, a Torino.

“Il documentario – sottolineano i responsabili – racconta parallelamente anche le motivazioni che spinsero lo studioso Diego Valeri a riscoprire la storia di Jacovacci, restituendogli il posto che merita nello sport italiano e offrendo una riflessione ancora attuale sulle forme sottili di razzismo che attraversano il nostro presente”.

Fra gli eventi in programma nell’ambito di “COMÉ?”, fino a domenica 30 novembre, ci piace segnalare in particolare ,Umanəvenerdì 28 novembre (ore 20), sempre presso “OFF TOPIC”, concerto spettacolo per voce umana e loop station, programmato in collaborazione con “Fertili Terreno Teatro” (Associazione di artisti ed organizzatori torinesi), quale “tentativo irriverente e tragicomico per colmare il senso di vuoto che si crea come una crepa dentro di noi quando ci sentiamo impotentə di fronte alle tragedie umane”.

Sabato 29 (ore 19,30) e domenica 30 novembre (ore 18), vale un pensiero “InDifference”, presso lo “Spazio FLIC Bunker” (nel cuore di Barriera di Milano, in via Paganini 0/200), spettacolo di circo contemporaneo in cui l’artista belga Jef Everaert e la milanese Marica Marinoni si scontrano con le loro differenze e sembra impossibile trovare un punto di incontro. E allora: “Cosa significa essere in due senza confondersi?”.

Per info e programma dettagliato: “Teatro della caduta”, via Fontanesi 25, Torino; tel.011/2453869 o www.lacaduta.org

g.m.

Nelle foto: Alberto Malanchino; Umanə”; “InDifference” (Ph. Kalimba)