ilTorinese

Il ministro Pichetto a Salbertrand

Incontro fra il Sindaco di Sauze d’Oulx, Mario Meneguzzi, e il Ministro dell’Ambiente, Gilberto Pichetto Fratin

Il Sindaco del Comune di Sauze d’Oulx e Presidente dell’Unione Montana Comuni Olimpici Via Lattea, Mauro Meneguzzi, ha incontrato il Ministro dell’Ambiente e della sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin, nella giornata di venerdì 19 dicembre.

L’occasione è stata la visita del Ministro Pichetto Fratin alla sede dell’Ente di gestione delle aree protette delle Alpi Cozie a Salbertrand per il saluto al nuovo presidente e al rinnovato consiglio del Parco.

“Tra i vari temi segnalati al Ministro – ha dichiarato il Sindaco Mauro Meneguzzi –  sicuramente centrali sono quello della presenza e della gestione del lupo sui nostri territori, e per le nostre Montagne Olimpiche il tema della captazione delle acque superficiali e dell’ampliamento dei bacini per l’innevamento programmato che sono ormai indispensabili per la vita delle nostre stazioni”.

Mara Martellotta

Il successo del turismo a Torino: boom negli hotel e nuovi record per eventi internazionali

Nel corso del 2025 l’occupazione media delle camere alberghiere ha raggiunto il 70%, confermando e rafforzando i risultati positivi degli ultimi due anni. Parallelamente si registra una lieve ma costante crescita dei turisti stranieri, che sempre più spesso abbinano al soggiorno in città la visita ad altre mete piemontesi di eccellenza.

Rispetto al 2024, i mesi che hanno evidenziato i maggiori incrementi sono gennaio, con un’occupazione prossima al 60%, luglio oltre il 65% e agosto sopra il 55%. Dati che testimoniano il successo delle politiche di destagionalizzazione, sostenute dalla scelta di programmare grandi eventi anche nei periodi tradizionalmente considerati di bassa stagione. In particolare, il mese di agosto ha beneficiato della presenza di importanti manifestazioni internazionali, come i Mondiali di Twirling e la Vuelta. Maggio e ottobre hanno registrato tassi di occupazione vicini all’80%, mentre novembre si conferma uno dei mesi di punta della destinazione, con valori compresi tra l’80% e l’85%.

Torino si afferma così come una destinazione sempre più trasversale, capace di intercettare tutte le principali tipologie di turismo – leisure, business, sportivo, congressuale e fieristico – beneficiando anche della significativa crescita del comparto MICE, che nel 2024 ha fatto registrare un aumento del 12,83% degli eventi rispetto all’anno precedente (fonte: Turismo Torino).

Secondo Federalberghi Torino, questi risultati rendono il territorio sempre più attrattivo per nuovi investimenti. Per consolidare ulteriormente il posizionamento della destinazione e attivare un circuito virtuoso anche sul piano occupazionale e sociale, l’Associazione auspica un deciso rafforzamento del segmento MICE, attraverso lo sblocco di progetti strategici rimasti a lungo in sospeso. In questo contesto viene accolta positivamente l’apertura di SET – Scalo Eventi Torino, struttura polivalente capace di ospitare eventi di diversa natura. Si avverte inoltre la necessità di istituire una cabina di regia snella ma rappresentativa, affidata a professionisti del settore, in grado di promuovere e commercializzare la destinazione, anticipare le candidature ai grandi eventi internazionali e offrire servizi dedicati a organizzatori e visitatori, aumentando l’attrattività complessiva del territorio anche oltre la dimensione turistica.

L’incremento del turismo internazionale e l’attrazione di eventi di alto profilo richiedono servizi moderni e competitivi: in quest’ottica appare prioritario superare le criticità normative legate all’apertura dei servizi interni agli hotel, in particolare bar e ristoranti, anche alla clientela non alloggiata.

Sul tema della tassa di soggiorno, Federalberghi Torino ribadisce la propria contrarietà, ritenendola una misura fortemente iniqua, chiedendo al contempo che le risorse raccolte vengano destinate in modo mirato al rafforzamento del posizionamento competitivo della destinazione. L’Associazione invita inoltre il Comune a una riflessione approfondita sulle strategie di promozione della città, sui canali di comunicazione, sulla qualità delle campagne, sui messaggi veicolati e sui mercati e target di riferimento.

«Il turismo è un settore trasversale, capace di generare benefici diffusi, favorire la coesione sociale e attrarre investimenti anche in altri comparti – dichiara Fabio Borio, presidente di Federalberghi Torino –. Torino consolida i risultati degli ultimi anni, rafforzando il proprio posizionamento nel mercato turistico e confermandosi tra le principali destinazioni per eventi nazionali e internazionali. Il turismo rappresenta un asset strategico per il tessuto economico e sociale del territorio, al di là di sterili contrapposizioni con altri settori produttivi. Le nostre destinazioni sono cresciute, ma possono compiere un ulteriore salto di qualità affrontando e risolvendo alcune criticità storiche. Apprezziamo il lavoro svolto da Regione, Comune e Camera di Commercio, ma ora è il momento di osare: massimizzare l’eredità dei grandi eventi, rafforzare il comparto fieristico-congressuale, coinvolgere maggiormente i professionisti del settore nella governance del turismo, risolvere il tema dei servizi agli esterni, riconoscere pienamente il settore nel PRGC e istituire uno sportello unico per le attività turistico-ricettive. Solo così sarà possibile rispondere alle evoluzioni del mercato, aumentare la competitività delle imprese e migliorare in modo duraturo l’esperienza del visitatore e l’attrattività delle nostre destinazioni».

Fiera della Giora, progetto per un distretto della carne piemontese

Si è  svolta con  esito molto positivo domenica 14 dicembre scorso, presso il Foro Boario di Piazza Italia, la 33esima Fiera Regionale del Bovino di Razza Piemontese e della Giora, tradizionale appuntamento fieristico dedicato alla valorizzazione dei migliori capi di razza piemontese.
L’evento, ormai consolidato nel panorama agricolo e zootecnico regionale, ha visto la partecipazione di allevatori, agricoltori e numerosi visitatori, confermandosi come un importante momento di promozione dell’eccellenza carmagnolese e di incontro tra operatori del settore pubblico.
La piazza mercatale è stata animata da una significativa presenza di macchine agricole e da apprezzate degustazioni gratuite di panini  con cotechino di Giora, a cura dei macellai di Carmagnola, e di prosciutto bovino piemontese, offerto dalla Cooperativa  Carni Valle Belbo.
Nel corso della giornata si è  inoltre svolta l’iniziativa “Fattoria in città “, la mostra mercato dei piccoli animali che ha riscosso particolare interesse tra i visitatori.
Nell’ambito della Fiera ha anche trovato spazio la Mostra mercato del Porro lungo dolce di Carmagnola, con la partecipazione dei produttori Anna Maria Traversa, Mario Giraudi, Piero e Daniela, e la collaborazione dell’istituto Baldissero Roccati sezione Agraria, a testimonianza del forte legame tra tradizione agricola, formazione e territorio.
A completamento del programma fieristico si sono svolti i mercati straordinari di Natale di via Valobra e di viale Garibaldi, oltre al Mercantico in corso Matteotti, contribuendo ad animare il centro cittadino e a rafforzare l’offerta commerciale nel periodo pre-natalizio.
Per la categoria Giora, il primo premio è stato assegnato  all’azienda Guido Rattalino di Chieri , che si è  aggiudicata anche il riconoscimento per la Giora meglio presentata e quello per la categoria Vitelli Maschi. Nella categoria Buoi primo classificato è stato Migliore Andrea di Caraglio, per la categoria Manzi Adulti  il primo premio è  andato alla macelleria Mario Burzio di Carmagnola, mentre nella categoria Manzi Giovani si è  distinta la macelleria La Qualità di Giacomo Sandri di Carmagnola.
L’azienda Carlo Pelassa di Carmagnola ha ricevuto il primo premio per la categoria Vitelli Castrati  e Vitelle Femmine. Il primo premio nella categoria Giora Giovane è stato conferito alla Società Agricola La Cassanese di Riva presso Chieri.

A chiusura delle iniziative di dicembre, mercoledì 17 si è tenuto presso il Foro Boario di Carmagnola l’ultimo appuntamento delle aste mensili dei bovini, che non proseguiranno a partire dal primo gennaio 2026.
Il progetto delle aste mensili, unico nel suo genere in Piemonte, fortemente voluto dall’amministrazione comunale, era stato avviato con l’obiettivo di rilanciare il mercato locale del bestiame e di sostenere concretamente il comparto zootecnico.
L’esperienza maturata nel corso di questi anni ha posto le basi per l’elaborazione di un nuovo e più ampio progetto di sviluppo del Distretto della Carne Piemontese, dedicato alla valorizzazione e alla promozione di questa eccellenza anche a livello internazionale, che l’amministrazione comunale sta attualmente sviluppando, con l’obiettivo di rafforzare ulteriormente il ruolo di Carmagnola come punto di riferimento per il settore e di generare ricadute positive sull’economia locale e sull’intero sistema produttivo piemontese.

“Con l’asta del 17 dicembre si conclude un percorso importante che, nel corso degli anni, ha riportato con continuità gli allevatori e gli operatori del settore a confrontarsi in un luogo centrale come il Foro Boario – ha dichiarato l’assessore all’Agricoltura Roberto Gerbino – restituendo valore al mercato e al dialogo diretto sul futuro dell’agricoltura e della zootecnia. In questo progetto sono transitati complessivamente 613 vitelli attraverso 23 aste mensili e due aste straordinarie in occasione delle fiere, numeri che testimoniano la solidità e l’efficacia dell’iniziativa.
L’esperienza maturata consente oggi di guardare avanti e di lavorare a un progetto ancora più strutturato a livello regionale, dedicato alla valorizzazione della carne piemontese”.

“Questa fiera rappresenta un momento importante per la nostra comunità – ha affermato il sindaco di Carmagnola Ivana Gaveglio – perché unisce tradizione agricola, economia locale e identità del territorio.  Il bilancio positivo di questa edizione e il percorso avviato negli ultimi anni confermano il ruolo della nostra città come punto di riferimento per il comparto zootecnico regionale “.

Mara Martellotta

Una statuina per il presepe a Monsignor Repole

Consegnata da Confartigianato Torino e Coldiretti 

Il  nuovo personaggio del Presepe 2025 rappresenta il lavoro nei settori della agricoltura e delle costruzioni con l’obiettivo di far emergere I temi dell’integrazione e dell’inclusione anche attraverso la cultura della sicurezza sul lavoro. L’obiettivo è  quello di aggiungere al presepe figure che ci parlino del presente ma anche del futuro.
Il simbolo del Made in Italy sarà consegnato lunedì 22 dicembre alle 9.30 da Confartigianato Torino insieme a Coldiretti all’arcivescovo di Torino , monsignor Roberto Repole.
L’iniziativa si inserisce nel progetto pluriennale di Confartigianato nazionale insieme a Coldiretti e a Symbola e  intende valorizzare la tradizione  del presepe con la consegna della statuina ai Vescovi delle Diocesi di tutto il Paese. Obiettivo è quello di aggiungere ogni anno al presepe figure che parlino del presente, ma guardino anche al futuro.
Il presepe è  una delle tradizioni che trasmette speranza e serenità anche nei momenti difficili che stiamo attraversando, è  la Buona Novella che diventa presente e significa rinascita, mettersi in cammino, stare vicino alle persone e al territorio, includere, è  la famiglia.
Con la spinta di energie buone raccolte sotto l’egida del Manifesto di Assisi, Fondazione Symbola, Confartigianato, Coldiretti, con la partecipazione della Fondazione ‘Fratelli Tutti’ e Avvenire, vogliono portare un loro contributo, volto a diffondere la straordinaria attualità e forza di questa narrazione gentile.  Il Presepe è la rappresentazione della nascita di Gesù ma, attraverso i suoi personaggi, serve anche a raccontare la realtà della vita di tutti i giorni e quindi, insieme al Bambinello, ritroviamo filatelici, agricoltori,  pastori e gli animali.
Per rafforzare l’attualità di questo messaggio aggiungiamo ogni anno nuove figure e nuovi Mestieri.
Nel 2020 la statuina rappresentava i valori della solidarietà durante il Covid, nel 2021 l’innovazione digitale, nel 2022 la sostenibilità e il rispetto per l’ambiente, nel 2023 la formazione e l’apprendistato, nel 2024 la qualità del cibo Made in Italy.
“La statuina di quest’anno – sottolinea Dino De Santis, presidente di Confartigianato Torino  – rappresenta la capacità  degli imprenditori artigiani di costruire comunità intorno al lavoro, promuovendo integrazione, rispetto e collaborazione. L’opera richiama l’importanza del tema della sicurezza sul lavoro come attenzione concreta verso le persone, perché ogni attività produttiva deve essere prima di tutto capace di tutelare vita e dignità.  Questa iniziativa vuole essere un segno di speranza e inclusione, in linea con lo spirito del Presepe, che da sempre racconta la quotidianità delle nostre comunità. Anche quest’anno il manufatto è  stato realizzato dal maestro artigiano leccese Claudio Riso, che ha saputo tradurre questi valori in un simbolo semplice e immediato. Con Fondazione Symbola e Coldiretti rinnoviamo l’impegno a valorizzare i territori e i misteri,  offrendo un contributo alla narrazione gentile che il Presepe porta nel Paese”.
“Anche una statuina da posare con cura nella scena cristiana del Presepe – afferma il presidente di Coldiretti Torino Bruno Mecca Cici  – può essere un segnale di attenzione verso la dignità del lavoro. Vorremmo che chiunque noti questa statuina, diversa dalle altre, così attuale, pensi a quanto troppo spesso non si riconosca il giusto valore al lavoro, ad iniziare dal lavoro degli agricoltori. Ma la statuina è anche un messaggio intenso verso quella cultura della sicurezza che deve essere la prima preoccupazione di tutti, perché non c’è dignità del lavoro senza formazione,  senza consapevolezza e senza attenzione verso la salute e la sicurezza, propria e degli altri “. La statuina è  stata consegnata anche ai vescovi di Pinerolo , monsignor Dario Olivero, e di Ivrea, Monsignor Daniele Salera.

Mara Martellotta

“Make some noise”, torna SeeYouSound

L’anno si chiude con una prima anticipazione sul SEEYOUSOUND International Music Film Festival, un unicum in Italia per la sua line up dedicata al cinema a tematica musicale, che tornerà dal 3 all’8 marzo a Torino, per la sua dodicesima edizione. Nelle sale del Cinema Massimo di Torino, risuonerà di nuovo l’inconfondibile mix di suoni e immagini, quest’anno al grido “make some noise”, un invito a farsi sentire, scuotere se stessi e chi ci è accanto dal torpore in cui la società attuale ci vuole immersi. SEEYOUSOUND incoraggia il pubblico a reagire, richiamando l’importanza del cinema, della musica e della cultura tutta come appigli concreti e resistenti cui aggrapparsi per risollevarsi oggi, domani e sempre. Molti titoli del cartellone si fanno portatori di questo messaggio, su tutti quelli inseriti nella rassegna “Rising Sound – Music is the weapon”, che incarna da sempre l’anima più impegnata del Festival. I temi scelti dalla curatrice Juanita Àpraez Murillo, e dal suo team, si concentrano sul potere trasformativo e identitario della musica nella società contemporanea, una forza capace di cambiare la Storie e le storie, di ispirare il vissuto individuale e di innescare processi di rivolta e trasformazione collettiva. Quest’anno il cartellone porta al festival cinque documentari, tutti in anteprima italiana, che accompagneranno il pubblico di SYS alla scoperta di personaggi, epoche e luoghi diversi Uniti da un filo comune. La musica come pratica di vita, capace di riverbera nel tempo, e di continuare a ispirare e mettere in relazione  individui e comunità. Il primo di questi si intitola “Legacy”, diretto da Manal Masri, è che racconta la storia di alcuni fra i più grandi musicisti jazz afroamericani che, tra gli anno Cinquanta e Settanta, trovarono rifugio e successo in Scandinavia per sfuggire al razzismo dilagante negli Stati Uniti. Il film, realizzato nel 2024, ripercorre i passi di Dexter Gordon, Don Cherry e Quincy Jones, che in Svezia sono stati accolti per il loro talento. Oggi i figli raccontano questo storia di razzismo ed esilio, e il prezzo che i figli a volte pagano per la libertà dei padri. La storia di ciò che resta nelle vite degli altri quando si compie una scelta radicale.
Il secondo documentario, diretto nel 2025 da Fabien Pisani, si intitola “Para Vivir: The Implacable Times of Pablo Milanés”, è un affresco intimo del leggendario musicista cubano Pablo Milanese, cofondatore del movimento della Nueva Trova. Attraverso filmati d’archivio e interviste, il documentario ripercorre la vita dell’artista, fatta di battaglie personali, e il suo complesso rapporto con il panorama politico e culturale a Cuba negli anni Sessanta e Settanta. Restituisce così il bilancio esistenziale di un uomo la cui arte si è intrecciata indissolubilmente con la storia della sua nazione, e che ha vissuto sulla sua pelle un sogno collettivo.

“Sun Ra do the impossible” approfondisce l’eredità di Sun Ra, visionario musicista jazz, visionario poeta dell’afrofuturismo, e la sua influenza come pensatore e leader del collettivo musicale Arkestra, da lui fondato negli anni Cinquanta. La regista, Christine Turner, che ha presentato il documentario al Tribeca FF di New York lo scorso giugno, ci accompagna in un viaggio illuminante nella vita di questo grande artista, bilanciando con grazia i ricordi dei membri dell’Arkestra, con interviste a studiosi di musi a e indimenticabili filmati di Sun Ra Live. Il risultato è un ritratto stimolante e fedele di un personaggio privo di compromessi artistici, che ha contribuito a plasmare non solo il jazz, ma tutto il panorama culturale del Novecento e oltre.

“The Banyo Boys” è un titolo fresco d’uscita in Gran Bretagna, che segna il debutto nel lungo del regista britannico Johann Naiar, con radici in Guiana, Malesia e India. Il documentario, per la prima volta in Italia grazie a SYS, racconta l’ascesa dei Madalitso Band, un duo di musicisti di strada del Malawi, composto da Yobu Maligva e Yosefe Kalekeni. Il film ripercorre la loro avventura, dall’incontro nel 2002 al tour tra Europa e USA nel 2023, la loro trasformazione in musicisti passati dalle strade Lilongwe fino a divenire star internazionali dop essere stati scoperti da Neil Nayar.

“We want the funk” di Stanley Nelson e Nicole London, che rappresenta un viaggio sincopato nella storia e nell’evoluzione del funk, dalle radici che affondano nella musica africana, nel soul e nel jazz, fino alla sua affermazione nell’immaginario collettivo. Ne segue lo sviluppo attraverso figure chiave come James Brown, la psichedelia di Parliament Funkadelic, l’impatto culturale dell’afrobeat di Fela Kuti e la trasformazione del Girl Group Label, mostrando anche come il funk abbia influenzato poi la new wave e l’hip hop, celebrando come linguaggio universale di libertà, ritmo e resistenza.

Il programma della dodicesima edizione si completerà con le sezioni competitive dedicata a documentari e lungometraggi di finzione, cortometraggi, videoclip e sonorizzazioni, e la rassegna Into the Groove, un mix eclettico di titoli accomunati da u ‘anima pop.

Mara Martellotta

Giachino (UDC): Ieri una bruttissima giornata per Torino”

“Pesante sconfitta della Amministrazione Comunale. Torino non è scesa in piazza contro chi aveva assaltato La Stampa e in piazza sono scesi coloro che l’hanno assaltata”

Caro Direttore,
Scrivo a Te per dirlo anche alla politica democratica e all’associazionismo torinese.
Ieri è stata una bruttissima giornata per Torino , sconfitta la Amministrazione comunale che tentava un accordo con quelli di ASKATASUNA , spinta da un ex magistrato molto vicino alla lotta dei No Tav e da alcuni esponenti del sindacato e della sinistra .
Torino non è scesa in piazza dopo l’assalto a La Stampa e dopo il blocco delle stazioni ferroviarie  e invece sono scesi in piazza coloro che hanno assaltato La Stampa e che hanno bloccato le stazioni ferroviarie.  Nessuno può tirarsi fuori perché abbiamo visto tutto e ascoltato tutto sui video in diretta del Corriere della Sera o di Torino Cronaca .
Ai microfoni degli organizzatori si sono alternati i portavoce di Askatasuna che hanno urlato chiaramente il loro programma a partire dal “non abbiamo delegato a quattro politici di strapazzo le decisioni sul nostro futuro” a “non abbiamo paura di far paura”.
Far aprire il corteo da un gruppo di genitori con bambini era chiaramente una messa in scena perché la ideologia di chi ha per vent’anni occupato Askatasuna e’ una ideologia alternativa e antisistema che si è rafforzata in tanti anni di battaglie dove era possibile farle in particolare contro il cantiere della TAV. La lentezza dei lavori ha aiutato di fatto la lotta di Askatasuna e l’ha fatta assurgere a simbolo nazionale. Ieri la guida la avevano ragazzi che quando ci fu la prima opposizione alla TAV erano appena nati o andavano alle elementari. Il tentativo di legalizzare Askatasuna li ha aiutati tantissimo a crescere . Così come avere in tutta Italia 125 occupazioni di stabili rischia di diventare una miscela esplosiva .  Governare una Città o un Paese è un compito difficile e la sinistra ha fallito . La regola è che se si tratta si sospende la lotta . Qui trattavano e nel frattempo i ragazzi di Askatasuna continuavano ad assaltare il cantiere italiano della TAV e partecipando ai cortei dei pro PAL li usavano per bloccare stazioni ferroviarie  fino all’assalto a La Stampa. Il fallimento della Amministrazione ieri è stato sublimato dalla partecipazione di un assessore comunale , di una consigliera regionale e di altri esponenti politici e sindacali al corteo conclusosi con l’assalto alle forze dell’ordine a fianco a fianco con ragazzi che denti gli zaini avevano pietre, bombe carta etc.
Dopo 32 anni di amministrazioni di sinistra Torino non solo e’ impoverita e ancora in cerca di un futuro ma ha lasciato crescere un movimento antagonista che ormai è una guida a livello nazionale. Un movimento antagonista che se ne frega dei nuovi poveri, dei quartieri periferici dove sono cresciuti  il degrado e la insicurezza. Un Movimento  che ora alla lotta alla Tav aggiunge la lotta contro il settore dell’aerospazio e della difesa. In altri tempi la sinistra democratica avrebbe chiesto le dimissioni alla Giunta comunale. E’ evidente che Torino deve voltare pagina con una nuova Amministrazione che rilanci la economia e il lavoro , la risposta migliore ai problemi sociali.
Ora si capirà quanto fu importante la mia iniziativa che portò il  10 Novembre 2018 alla grande Piazza Castello SITAV con la quale senza insultare o spaventare nessuno salvammo l’opera più importante per il futuro di Torino e del Paese.  Non è il momento delle auto candidature a guidare alla Città, e’ il momento di chiamare a raccolta la stragrande maggioranza dei torinesi che non vuole fare paura a nessuno , che vuole fare uscire la Città dal declino e vuole costruire un futuro migliore per tutti i torinesi a partire dai ragazzini che ieri erano in testa al corteo , per gli abitanti di Vanchiglia , di Barriera, Aurora, Mirafiori.
Mino Giachino
UDC Torino

Terminati i lavori del ponte sul torrente Chiusella

Anas ha completato i lavori di manutenzione del ponte sul torrente Chiusella, infrastruttura lunga circa 106 metri al km 26,500 della statale 26 “della Valle d’Aosta” a Romano Canavese (TO). Con l’ultimazione delle lavorazioni è stato rimosso il senso unico alternato e il tratto è tornato regolarmente percorribile senza limitazioni.

Il programma di intervento, finalizzato a elevare il livello di servizio dell’infrastruttura, ha previsto il rifacimento dell’impermeabilizzazione dell’impalcato e dei cordoli (la base armata su cui sono installate le barriere laterali), l’installazione di nuove barriere di protezione, la sostituzione dei giunti di dilatazione, il ripristino delle superfici e la costruzione della nuova pavimentazione.

Askatasuna, AVS-SE: “Siamo con la Costituzione antifascista”

 

In difesa di uno spazio della cittadinanza e di un percorso di solidarietà.

“Oggi migliaia di cittadini e cittadine si sono mobilitati per difendere uno spazio comune dalla repressione che questo Governo vuol far passare per tutela della sicurezza pubblica.

Tra di loro c’eravamo anche noi, non solo come rappresentanti delle istituzioni, ma anche come cittadini antifascisti che credono in un futuro diverso rispetto alla deriva autoritaria in cui ci sta trascinando il Governo.

Siamo fradici per gli idranti che ci hanno lavati mentre percorrevamo via Vanchiglia pacificamente, amareggiati per l’esito della giornata, frutto dello sgombero e di un clima di tensione e paura alimentato dalla militarizzazione del quartiere di Vanchiglia, voluta dal Governo.

Ogni violenza e provocazione per noi è sbagliata.

Restiamo fermamente convinti che non ci sia alternativa alla prosecuzione di un percorso collettivo e partecipato sullo spazio di corso Regina 47.

L’Assessore Jacopo Rosatelli non deve difendersi da niente: lui, come tutti noi, sta dalla parte della Costituzione, agisce alla luce del sole, con trasparenza e coerenza, mentre chi chiede le sue dimissioni partecipa a missioni oscure in Donbass a sostegno di regimi autoritari, ed è fra coloro che vogliono una Torino militarizzata e cercano sempre, scientemente, di alimentare e accrescere la tensione” – lo dichiarano il Vicecapogruppo di AVS alla Camera, Marco Grimaldi, la Capogruppo di AVS alla Regione Piemonte, Alice Ravinale, e la Capogruppo di SE al Comune di Torino, Sara Diena.

Scade il 31 gennaio il bando del Premio InediTO

“Questo nostro mondo umano, che ai poveri toglie il pane, ai poeti la pace” è tratto dalla poesia ‘Al principe’ di Pier Paolo Pasolini, scelto in occasione dei cinquanta anni dalla morte del poeta scrittore friulano, ed è  il nuovo input grafico illustrato da Francesca Rossetti del Premio InedITO Colline di Torino, giunto alla sua venticinquesima edizione, dopo aver premiato in tutti questi anni centinaia di autori e scoperto nuovi talenti di ogni età e nazionalità,  sostenendoli e accompagnandoli verso il mondo dell’editoria e dello spettacolo.

Il bando del Premio scadrà il 31 gennaio prossimo ed è dedicato alle opere inedite di tutte le forme di scrittura, dalla poesia alla narrativa, dalla saggistica al teatro, dal cinema alla musica, in lingua italiana e a tema libero, con esclusione di testi generati dall’intelligenza artificiale.

Sul successo maturato negli ultimi anni è stata dedicata una nuova sezione alla Graphic Novel. Sono state istituite le collaborazioni con la  Scuola Internazionale di Comics, il Palmosa Fest Festival Nazionale di Arte e Letteratura di Castelvetrano in provincia di Trapani, i festival “La grande invasione” di Chieri nel Torinese, e “Chiavi di lettura” di Chivasso nel Torinese, nonché la partnership con l’etichetta discografica “Sorridi Music” che premierà i vincitori e realizzerà la compilation “InediTO Music” con i brani di tutti i finalisti .

Il premio è stato inserito da diverse edizioni nella manifestazione “Il maggio dei libri” promossa dal Centro per il Libro e la Lettura , e ha ottenuto in passato il contributo e l’alto patrocinio del MIBACT. Nella scorsa edizione anche il contributo della Regione Piemonte, Consiglio Regionale del Piemonte, il patrocinio di Città Metropolitana di Torino, Città di Chieri, Città di Moncalieri e del Salone del Libro, il sostegno di Fondazione CRT, Camera di Commercio di Torino, Iren e Aurora Penne.

Mentre da questa edizione riceve nuovamente il patrocinio di ANCI Piemonte e Città di Chivasso. Collabora con Film Commission Torino Piemonte.

Possono partecipare autori già affermati o esordienti di ogni età e nazionalità. Migliaia gli iscritti in questi anni da tutta Italia e dall’estero, dall’Europa agli Stati Uniti, dall’America Centrale al Sud America, dall’Africa all’Asia, all’Australia, centinaia gli autori che il Premio ha sostenuto e accompagnato verso il mondo dell’editoria e dello spettacolo, senza abbandonarli al loro destino.

Grazie a un montepremi di 8 mila euro i vincitori delle varie sezioni riceveranno un contributo per la pubblicazione, promozione e produzione delle opere. Saranno inoltre assegnati premi quali “InediTO ritrovato”, dedicato a un’opera inedita di scrittori non viventi, conferito nelle passate edizioni a Primo Levi, Alfonso Gatto, Italo Svevo, Alessandro Manzoni, Grazia Deledda e Totò. “InediTO young”, destinato ad autori minorenni, “InediTOpic”, ispirato all’input grafico di questa edizione e “InediTOi.a.”, a un’opera realizzata tramite intelligenza artificiale.  Il concorso è organizzato dall’associazione Camaleonti di Chieri e diretto da Valerio Vigliaturo. Il comitato di lettura è presieduto da Riccardo Levi, mentre la giuria, presieduta da Margherita Oggero e, tra gli altri, il poeta Aldo Nove, Mary Barbara Tolusso, Stefania Bertola, Davide Bregola, Matteo Casali, Michele Di Mauro, Irene Dionisio, Gnut. Entro marzo la designazione dei finalisti presso la scuola Holden di Torino, che riceverà una scheda di valutazione della giuria. A maggio la proclamazione dei vincitori al Salone del Libro 2026 e la premiazione che si svolgerà attraverso la consegna dei premi e un reading degli autori vincitori.

Per il bando consultare il sito https://www.premioinedito.it/bando-2026

Info: info@premioinedito.it – cellulare: 3336063633

Mara Martellotta