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Il 250° anniversario di Fondazione OMI

Opera Munifica IstruIos compie 150 anni e li celebra con un evento “Le Radici del futuro” con Davide “Boosta Di Leo e Gianluca Favetto

La Fondazione Opera Munifica Istruzione compie 250 anni e in questa occasione, lunedì 2 marzo, alle ore 11, nella splendida cornice del coro di Santa Pelagia, ha annunciato i primi appuntamenti del programma previsto per la celebrazione di questo importante traguardo e presentato il nuovo logo dei 250 anni.
L’incontro è avvenuto alla presenza di un folto pubblico, tra cui l’assessora alla Cultura della Città di Torino Rosanna Purchia, l’assessora alle Periferie e Progetti di Rigenerazione Urbana, Politiche Educative e Giovanili Carlotta Salerno e il consigliere regionale dei Moderati Silvio Magliano.

La Fondazione OMI venne fondata  nel marzo 1776 con il riconoscimento della Regia Patente che istituiva l’Opera della Mendicità istruita e perseguiva l’obiettivo di soccorrere e istruire i più fragili, offrendo strumenti concreti di emancipazione sociale attraverso la carità.
Nel 1789 l’Opera apriva le ”Scuole di carità”, che furono tra le prime scuole elementari gratuite in Piemonte e in Italia, affermandosi come un punto di riferimento fondamentale nella storia dell’istruzione italiana e accogliendo migliaia di bambini e bambine e accompagnandoli in processi educativi e professionali.
Dal 2024 l’OMI è diventato Ente Filantropico ETS con sede nello storico complesso che comprende la chiesa di Santa Pelagia e il Convento delle monache agostiniane a Torino. La Fondazione promuove attività educative, culturali e sociali rivolte all’infanzia, ai giovani e agli adulti, contribuendo alla costruzione di comunità inclusive e alla valorizzazione del patrimonio come bene comune.

“Celebrare 250 anni significa onorare una storia che ha saputo attraversare epoche, trasformazioni sociali e culturali,  mantenendo intatta la propria vocazione, quella di mettere al centro le persone e il valore dell’educazione come motore di crescita individuale e collettiva – ha dichiarato la Presidente della Fondazione OMI Maria Cristina Bonansea – Questo anniversario rappresenta non solo un momento di memoria, ma soprattutto un’occasione per rinnovare il nostro impegno verso il futuro”.
L’inaugurazione del 250esimo anniversario della Fondazione OMI sarà affidato a un evento speciale, giovedì 5 marzo, alle ore 21, presso il Coro di Santa Pelagia, in via San Massimo 21, con ingresso libero su prenotazione.
Si tratta di un evento che unisce musica e parole, un racconto musicale e narrativo che attraversa due secoli e mezzo di impegno e visione, dal titolo “Le radici nel futuro”, per la ideazione di Pierumberto Ferrero.

La narrazione si sviluppa in dialogo con la musica del tastierista dei Subsonica Davide “Boosta” Di Leo, che costruisce paesaggi sonori capaci di amplificare la dimensione emotiva del racconto, mentre lo scrittore  e giornalista Gian Luca Favetto restituisce forza e profondità alle parole. Attraverso letture e narrazione, il pubblico viene accompagnato in un percorso  che attraversa il tempo, a partire da una lettera di don Bosco fino alle riflessioni di autori del Novecento che hanno indagato il valore del lavoro e dei percorsi formativi come strumento di crescita personale e collettiva, passando per la Costituzione Italiana.

Mercoledì 11 marzo, alle ore 18, nella Sala Gymnasium di via Giolitti 35 si terrà  l’incontro con lo psicoanalista e saggista Massimo Recalcati , che terrà uno speech dedicato ai temi dell’educazione contemporanea e al suo ultimo libro “Che cosa significa insegnare”. La conferenza fa parte del ciclo “Crescere dalla Beta alla Zeta”  ed è promosso dall’Associazione Forme in Bilico APS con il sostegno della Fondazione OMI e in collaborazione con il Comune di Torino. Un  appuntamento rivolto a genitori, insegnanti ed educatori per riflettere sull’adolescenza, sullo sviluppo emotivo e su nuovi modelli educativi.
Sempre per il ciclo “Crescere dalla Beta alla Zeta” sarà ospite il 30 aprile prossimo, l’artista MIchelangelo Pistoletto che, con Titti Postiglione, Davide Boosta Di Leo, Tea Taramino, Paola Zanini, assisterà alla realizzazione del Terzo Paradiso di Pistoletto con il coinvolgimento delle scuole del territorio, in collaborazione con i Servizi Educativi della Città di Torino.

Opera Munifica del Territorio

Via San Massimo 21

Tel 0118178968

Info@operamunificaistruzione.it

Mara Martellotta

Infrastrutture, entro il 2033 concluse 42 opere in Piemonte per 30 miliardi

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Torino, 2 marzo 2026 – Il sistema infrastrutturale piemontese mostra segnali di avanzamento secondo quanto emerge dall’edizione 2026 del Rapporto Oti Piemonte, che analizza 71 interventi ritenuti strategici per la competitività del territorio. Entro la fine dell’anno è prevista la chiusura di 15 cantieri, mentre l’orizzonte al 2033 indica il completamento di 42 opere per un investimento complessivo stimato in 30 miliardi di euro.

Dal primo monitoraggio avviato nel 2001 sono state portate a termine 24 infrastrutture tra linee metropolitane, collegamenti stradali, tratte ferroviarie, interporti e trafori alpini.

Il rapporto, promosso da Unioncamere Piemonte e Confindustria Piemonte con il contributo di Regione Piemonte, Fondazione Slala e delle Accademie di filiera, fotografa una situazione articolata: 27 interventi sono in fase progettuale, 9 restano allo stadio di proposta, 30 risultano già cantierati e 4 sono stati ultimati nel corso del 2025.

Un impulso importante è arrivato dal Pnrr, che ha sostenuto nove opere incluse nel monitoraggio e che contribuirà a determinare l’avanzamento previsto nel 2026.

Amalberto: segnali incoraggianti, ma non basta

“I segnali positivi che emergono da questa edizione dell’Osservatorio Oti Piemonte vanno nella direzione giusta ma non sono però certo risolutivi poiché sono ancora molte le infrastrutture che le imprese aspettano. Si tratta di un freno, tra i tanti, che negli ultimi 30 anni hanno rallentato lo sviluppo della nostra economia. Questo osservatorio in 25 anni è stato una sentinella attiva, segnalando e rimarcando di volta in volta la mancanza di fondi, le progettazioni a rilento e quelle poche opere che hanno visto la luce, meno di una all’anno. Grazie al Pnrr c’è stata un’accelerazione, come imprese siamo a disposizione per fornire pieno supporto affinché stabilmente il Piemonte arrivi a poter usufruire nel 2033 delle opere oggi in fase di realizzazione. Questi investimenti sono le fondamenta su cui far sviluppare la complessa transizione che la manifattura vive da alcuni anni, ma anche il principale asset per aumentare l’attrattività di questo territorio” dichiara Andrea Amalberto, presidente Confindustria Piemonte.

Stato di avanzamento: equilibrio stabile, ma crescono i ritardi gravi

Nel dettaglio, 31 opere risultano coerenti con il cronoprogramma, un dato sostanzialmente invariato rispetto all’anno precedente. Sono 22 invece i progetti che hanno registrato rallentamenti nell’ultimo anno, mentre salgono da 5 a 9 quelli classificati in grave ritardo. Restano 7 le opere ferme in attesa di una proposta progettuale definitiva.

Tra i 30 interventi già avviati, 19 procedono secondo i tempi previsti, 10 accumulano ritardi e uno presenta criticità significative: si tratta dei lavori sulla Statale 33 del Sempione, dove il cantiere di Villadossola non è ancora partito.

Per quanto riguarda le opere in progettazione (27 in totale), aumentano quelle in fase preliminare e quelle in progettazione definitiva, mentre si riduce il numero degli interventi nelle fasi più avanzate. Le proposte progettuali salgono a 9, includendo nuovi collegamenti viari e infrastrutturali.

Escono dal monitoraggio quattro opere completate nel 2025: il potenziamento della stazione ferroviaria di Rivalta Scrivia, il raddoppio del traforo autostradale del Frejus, l’autostrada Asti-Cuneo e la tangenziale di Fossano. Rimane inoltre incluso nel quadro l’Autostrada Ferroviaria Alpina (AFA).

Coscia: infrastrutture decisive per la competitività

“Lo sviluppo infrastrutturale è uno dei temi centrali per il rilancio dell’economia nell’attuale congiuntura economica e per una strutturata capacità di internazionalizzazione per le nostre imprese, peggiorata da un’incertezza geopolitica internazionale. In una congiuntura complessa come quella che stiamo attraversando, lo sviluppo infrastrutturale rappresenta una delle chiavi di volta per la tenuta dell’economia nazionale. Far parte del progetto OTI Piemonte è per noi strategico perché il programma rientra appieno nelle politiche delle Camere di commercio: monitorare le criticità e raccontare lo stato di avanzamento dei progetti infrastrutturali ritenuti strategici per il territorio è un elemento imprescindibile per sostenere la nostra economia e le nostre imprese” commenta Gian Paolo Coscia, Presidente Camera di commercio di Alessandria-Asti.

Malabaila: pianificazione e manutenzione al centro

“Nei prossimi anni sarà decisivo fare sistema affinché gli investimenti infrastrutturali generino una ricaduta stabile sul Piemonte. Dobbiamo, quindi, sin da ora impostare un piano pluriennale per la manutenzione delle infrastrutture, integrare le connessioni dell’ultimo miglio e i collegamenti di verso le nuove e vecchie opere. Le Zone logistiche semplificate vanno bene ma dobbiamo anche predisporre incentivi e bandi per la digitalizzazione e l’ammodernamento dei terminal logistici, mappare aree per nuovi investimenti per la logistica per attrarre investimenti, sostenendo la conversione modale con il “ferrobonus”. Infine, c’è il tema della formazione e delle competenze nel settore logistico e costruzioni, che va sostenuto insieme alle Accademie di filiera e la Regione” dichiara Paola Malabaila, presidente Ance Piemonte e presidente della Commissione Infrastrutture e Urbanistica di Confindustria Piemonte.

Il convegno di presentazione

Il Rapporto Oti Piemonte 2026 è stato illustrato nel corso del convegno “Infrastrutture e logistica: necessità strategica per la competitività di territori e imprese”, che ha visto la partecipazione di rappresentanti delle istituzioni locali, del mondo imprenditoriale e dei principali soggetti coinvolti nella pianificazione e gestione delle grandi opere.

Il quadro che emerge è quello di una regione che sta recuperando terreno sul fronte infrastrutturale, ma che dovrà garantire continuità negli investimenti e maggiore rapidità esecutiva per trasformare i cantieri aperti in un reale vantaggio competitivo per imprese e territori.

Torna il Torino Jazz Festival, il 5 marzo c’è Fabio Giachino

Il Torino Jazz Festival 2026, con la direzione artistica di Stefano Zenni e in programma a Torino dal 25 aprile al 2 maggio 2026, avvia, nell’ambito delle iniziative promosse dalla Città di Torino a sostegno dei festival del territorio, una serie di coproduzioni con tre manifestazioni cittadine tra marzo e maggio, per la sua XIV edizione, con l’obiettivo di rafforzare il dialogo tra linguaggi artistici e valorizzare le energie culturali del territorio.

Il primo appuntamento, in coproduzione con Seeyousound – International Music Film Festival, è in programma giovedì 5 marzo alle ore 18.30 al Cinema Massimo, Sala 1. Al centro della serata, la live performance “Nothing Wrong” del pianista torinese Fabio Giachino (pianoforte e live electronics), coprodotta da Torino Jazz Festival e Seeyousound. Un progetto che nasce da un’idea semplice e radicale: non esistono errori.

Ispirato a un celebre episodio che ha visto protagonisti Herbie Hancock e Miles Davis, “Nothing Wrong”indaga l’errore come spazio creativo capace non di interrompere il flusso, ma di trasformarlo. Nella musica proposta da Giachino, la dissonanza diventa linguaggio, l’imprevisto occasione di dialogo e rinnovamento espressivo, offrendo al pubblico un’esperienza sonora in cui composizione e improvvisazione convivono in equilibrio, tra tensione e scoperta. La performance restituisce così una riflessione musicale contemporanea sulla libertà, sull’ascolto e sulla capacità di trasformare l’inatteso in possibilità.

La live performance segue la proiezione di “Herbie” di Patrick Savey, ospite del festival Seeyousound, film omaggio a Herbie Hancock, fra i musicisti più innovativi e trasversali della storia della musica contemporanea. Attraverso le testimonianze di collaboratori e compagni di viaggio come Wayne Shorter, Marcus Miller e Miles Davis, il documentario ripercorre una carriera straordinaria, capace di attraversare jazz, funk, elettronica e hip hop, mettendo in luce non solo l’evoluzione musicale di Hancock ma anche la sua filosofia di vita e la costante tensione verso la sperimentazione.

I biglietti per la serata sono acquistabili su www.boxol.it/seeyousound e, a partire dal 3 marzo, al Cinema Massimo.

Il Torino Jazz Festival è un progetto della Città di Torino, realizzato da Fondazione per la Cultura Torino, con i Main Partner Intesa Sanpaolo e Iren, il sostegno del Ministero della Cultura e della Fondazione CRT, in collaborazione con Turismo Torino e Provincia e GTT – Gruppo Torinese Trasporti, Charity Partner Fondazione Ricerca Molinette, Media Partnership Rai Cultura, Rai Radio 3 e Musica Jazz.


INFO, TICKET E PASS SCONTATI TJF

BIGLIETTI SINGOLI

I biglietti dei primi quattro singoli concerti annunciati sono disponibili esclusivamente online, in prevendita con uno sconto del 10%, a partire dalle ore 10.30 di martedì 17 febbraio fino a mercoledì 25 marzo, sul sito ufficialewww.torinojazzfestival.it.

In fase di acquisto sarà possibile donare 1€ a Fondazione Ricerca Molinette.

“Donne per le Donne 2026”: diritti, bellezza e inclusione

Torino ha fatto da splendida cornice a Donne per le Donne 2026, lo shooting fotografico a impatto sociale realizzato nel cuore della città per dare voce e volto a storie di resilienza femminile e sensibilizzare su temi fondamentali come inclusione, diritti umani, prevenzione sanitaria e contrasto alla violenza di genere. La location in Piazza Carlo Alberto ha contribuito in modo significativo alla riuscita della manifestazione, trasformando lo spazio urbano in un palcoscenico di partecipazione e consapevolezza.

L’evento è stato organizzato dall’Associazione Venezuela in Piemonte, insieme a Indira Acosta, ideatrice del format — un progetto moderno e inclusivo che attraverso fotografia e narrazione sociale promuove i diritti delle donne e valorizza storie di rinascita.

Particolarmente importante è stato il patrocinio e la presenza istituzionale dei Vicepresidenti del Comitato per i Diritti Umani del Consiglio regionale del Piemonte, Gianpiero Leo e Sara Zambaja, che hanno portato i saluti del Presidente del Consiglio regionale, oltre alla partecipazione del Consigliere Silvio Magliano, intervenuto per conoscere da vicino l’iniziativa. Un sostegno che testimonia l’attenzione delle istituzioni verso i diritti civili e le tematiche femminili.

La giornata si è svolta tra fotografie, interviste, musica dal vivo e collegamenti con radio locali, producendo materiali destinati alla diffusione mediatica per raccontare la realtà delle donne oggi. Durante gli interventi è stato inoltre rivolto un pensiero alle donne che nel mondo vivono situazioni drammatiche, dalle prigioniere politiche alle donne iraniane e alle famiglie dei detenuti politici in Venezuela, ribadendo che la difesa dei diritti non ha confini.

L’evento ha voluto lanciare un messaggio chiaro: la bellezza non è un limite, ma uno strumento per promuovere libertà, dignità e cambiamento sociale, con l’auspicio che Torino sia sempre più protagonista nella promozione dei diritti umani per tutti.

Maxi controlli a Torino: 3.500 identificati, arresti e droga sequestrata a Barriera Milano

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Solo negli ultimi giorni, la Polizia di Stato ha controllato 3500 persone nel corso di servizi di controllo del territorio svolti nella città di Torino.

 

In particolare, l’attività di contrasto allo spaccio di sostanze stupefacenti svolta nel quartiere Barriera Milano, delle volanti dell’U.P.G.S.P. e del Commissariato di zona, ha portato: all’arresto di tre persone per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti, resistenza a P.U. e per un ordine di carcerazione; a due denunce una per spaccio e una per inottemperanza all’ordine di espulsione del Questore. Inoltre, è stato emesso di un ordine di allontanamento del T.N emesso dal Questore.

 

Gli interventi hanno riguardato la zona di Largo Giulio Cesare ed in particolare l’asse tra corso Giulio Cesare e corso Palermo, abituale ritrovo di gruppi di soggetti stranieri dediti allo spaccio.

 

Durante due diversi controlli in Largo Giulio Cesare le Volanti dell’UPGSP hanno fermato due cittadini senegalesi, di ventinovenne e trentaquattro anni, che alla vista della Volante si allontanavano, nascondendo in bocca la sostanza stupefacente che avevano in mano, cercando di ingoiarla. I poliziotti riuscivano però ad aprirgli la bocca e a recuperare alcuni frammenti di crack e cocaina che i senegalesi stavano masticando. I due venivano inoltre trovati in possesso di 530 euro in contanti, probabile provento dell’attività illecita.

 

Gli equipaggi del Commissariato “Barriera Milano” notavano due soggetti nordafricani scambiarsi della merce; alla vista degli operatori, il primo si allontanava, mentre il secondo entrava all’interno di un esercizio commerciale, del quale sosteneva di essere il proprietario. Una volta entrati, i poliziotti notavano subito sul bancone due confezioni di compresse che, analizzate risultavano contenere Ecstasy e MDMA oltre che altri principi attivi di natura stupefacente e psicotropa, detenute senza alcuna prescrizione medica.

Dalla perquisizione locale venivano rinvenuti, inoltre, 345 euro in contanti, 2 telefoni e capi di abbigliamento contraffatti.

Durante i controlli svolti dagli equipaggi di Volante, inoltre, venivano individuati 4 senegalesi infra-quarantenni: il primo, destinatario di un ordine di espulsione al quale risultava inottemperante, è stato denunciato all’A.G; al secondo, irregolare sul T.N., veniva notificato l’ordine di allontanamento dal T.N. del Questore.

Gli altri due venivano fermati e trovati in possesso di circa 1191 euro in contanti, provento di attività illecite e a seguito di accertamenti uno dei due è stato arrestato in quanto destinatario di un ordine di carcerazione.

 

I procedimenti penali scaturiti dagli arresti in argomento sono attualmente nella fase delle indagini preliminari e, pertanto, vige la presunzione di innocenza fino a sentenza definitiva degli indagati.

 

Aperta la prima sessione di BeST – Beni Senza Tempo, di Fondazione CRT

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Torino, 2 marzo 2026 – È aperta la prima sessione di BeST – Beni Senza Tempo, il bando della Fondazione CRT dedicato agli interventi di recupero e valorizzazione del patrimonio artistico e culturale del Piemonte e della Valle d’Aosta.
In continuità con il precedente programma “Restauri Cantieri diffusi”, il bando – riservato a enti pubblici, enti religiosi e organizzazioni senza scopo di lucro – finanzia, con un contributo massimo di 50.000 euro per cantiere, il restauro di beni immobili, di organi, statue, affreschi, decorazioni, parchi e giardini storici di interesse culturale (artistico, storico, botanico, paesaggistico).
L’obiettivo del bando è far rivivere il patrimonio storico-artistico rendendolo parte attiva dei percorsi turistici e culturali, coinvolgendo le comunità locali e rafforzando il senso di appartenenza. Particolare attenzione sarà riservata alla sostenibilità economica dei progetti e alla capacità delle organizzazioni di strutturare una rete di partner per favorire le occasioni di fruizione del bene nonché di definire un piano di valorizzazione replicabile nel tempo.
La scadenza per la prima sessione è fissata al 31 marzo 2026.
La seconda sessione sarà aperta dal 1° al 31 luglio 2026.
Dal 2004 a oggi la Fondazione CRT ha sostenuto oltre 3.400 cantieri, destinando più di 57 milioni di euro per tutelare, valorizzare e restituire alla collettività il patrimonio artistico e culturale.
Il bando è consultabile sul sito: www.fondazionecrt.it

Al via i Giochi Nazionali Invernali di Special Olympics Italia

Dalle Alpi al cuore del Paese: nel solco del ciclo olimpico 2025–2026, l’Italia si conferma Nazione pienamente olimpica

L’Aquila, 2 marzo 2026 – Dal 2 al 6 marzo 2026 il Centro Italia ospiterà i XXXVII Giochi Nazionali Invernali di Special Olympics Italia. Cinquecento atleti con e senza disabilità intellettive, provenienti da ogni parte d’Italia, stanno raggiungendo l’Abruzzo per animare un evento che, per la prima volta, approda nel cuore della Penisola, portando con sé energia, inclusione e autentico spirito olimpico.

Un appuntamento che rappresenta molto più di una competizione sportiva: è la celebrazione del talento, della determinazione e del valore dello sport unificato, cifra distintiva del Movimento di Special Olympics Italia, dove atleti con e senza disabilità intellettive si allenano e gareggiano insieme, abbattendo barriere e costruendo comunità.

Un evento dentro il grande ciclo olimpico italiano

I XXXVII Giochi Nazionali Invernali si collocano pienamente nella scia del ciclo olimpico che l’Italia sta vivendo. Un percorso avviato nel marzo 2025 con gli Special Olympics World Winter Games, ospitati tra Torino, Bardonecchia, Sestriere e Pragelato, proseguito con le Olimpiadi Invernali (6–22 febbraio 2026) e destinato a concludersi con le Paralimpiadi Invernali, in programma dal 6 al 15 marzo 2026.

Si tratta di un cammino che ha attraversato l’intero arco alpino, unendo territori e comunità sotto un’unica grande visione. Con Special Olympics sulle Alpi Occidentali torinesi e con Olimpiadi e Paralimpiadi sulle Alpi di Lombardia, Trentino e Veneto, la torcia ideale dello sport ha percorso tutta la dorsale alpina, passando simbolicamente di mano in mano lungo l’Italia.

Un cammino che racconta una Nazione pienamente olimpica, capace di promuovere lo sport come strumento di crescita, coesione e partecipazione. In questo scenario, i Giochi Nazionali Invernali rappresentano l’approdo nel Centro Italia di questo grande abbraccio sportivo che ha idealmente coperto l’intero Paese.

La Cerimonia di Apertura e la Fiamma della Speranza

La Cerimonia di Apertura si svolgerà il 3 marzo a L’Aquila, nella suggestiva cornice di Piazza Duomo, cuore simbolico della città.

Protagonista sarà la Fiamma della Speranza, che nei giorni scorsi ha attraversato la regione Abruzzo in sei tappe, coinvolgendo 250 runner tra atleti, familiari, forze dell’ordine, volontari e studenti delle scuole del territorio. Il suo ingresso in Cerimonia, con l’accensione del tripode, segnerà ufficialmente l’inizio dei Giochi, suggellando un percorso di partecipazione e condivisione che ha già saputo unire comunità e generazioni.

Le discipline e lo sport unificato

Le competizioni si articoleranno in quattro discipline: sci alpino, sci nordico, corsa con le racchette da neve e snowboard.

Ad eccezione dello snowboard, tutte le discipline prevedono gare unificate, con formazioni miste di atleti con e senza disabilità intellettive che gareggeranno insieme, unendo le forze per raggiungere il traguardo. Un traguardo che non è soltanto sportivo, ma anche umano: fatto di gioco di squadra, rispetto reciproco, amicizia e crescita condivisa.

Dal 2 al 6 marzo, il Centro Italia diventerà così il cuore pulsante dello sport unificato. Cinque giorni di gare ed emozioni che confermano, ancora una volta, come lo sport sia davvero per tutti e come l’Italia, nel segno del ciclo olimpico 2025–2026, sappia essere protagonista di un’unica grande storia di inclusione.

I XXXVII Giochi Nazionali Invernali Special Olympics, Ovindoli 2026 sono realizzati grazie al supporto di:

Cisalfa, Banca di Credito Cooperativo, Coca-Cola, Energean, Soroptimist International d’Italia, Würth    e Toyota in qualità di mobility partner.

Le stanze di Margherita

Palazzina di Caccia di Stupinigi (TO)

Il percorso che racconta la Regina attraverso gli spazi che ha abitato nell’appartamento di Levante 

Dal 5 marzo 2026

 

 

 

Non solo una Regina, ma una donna con un gusto preciso, abitudini quotidiane, affetti, rituali e un’idea moderna dell’abitare. Con “Le stanze di Margherita”, la Palazzina ci Caccia di Stupinigi, in occasione del centenario della morte, invita i visitatori ad entrare nella dimensione più privata e concreta di Margherita di Savoia, ultima sovrana ad abitare la residenza prima della sua trasformazione in museo.

Il percorso restituisce l’ultima stagione vissuta di Stupinigi come dimora reale, tra il 1901 e il 1919. In quegli anni la Palazzina non fu più soltanto una residenza di caccia, ma una casa vissuta, adattata, trasformata per rispondere alle esigenze quotidiane della Regina Madre. Attraverso una serie di pannelli tematici con grafica dedicata, collocati nell’Appartamento e nell’Atrio di Levante e nell’area dell’ascensore storico, il percorso mette in dialogo fotografie d’epoca, immagini tratte da riviste del primo Novecento e ambienti attuali, permettendo ai visitatori di confrontare passato e presente in modo immediato e suggestivo. Un QR code, inoltre, consentirà di approfondire la storia attraverso testi e immagini di inizio Novecento.

Ne emerge il ritratto di una regina sorprendentemente contemporanea. Margherita abitò nell’appartamento più articolato ma meglio esposto e confortevole, destinato nel Settecento al duca del Chiablese e a inizio Ottocento a Napoleone. Gli ambienti, da lei rivisitati, furono fotografati e pubblicati sulle riviste dell’epoca come esempio di stile, innovazione e cultura dell’abitare per il sapiente accostamento eclettico di arredi barocchi, con un amore particolare per le opere di Piero Piffetti e moderni arredi in giunco, fantasie di pizzi, ricami, piume e grandi piante esotiche. La regina Margherita fu vivace e curiosa, attirata dalla modernità che il nuovo secolo portava con sé e scelse per tutte le sue residenze dotazioni di comfort e innovazione. A Stupinigi arrivò la corrente elettrica, utilizzata anche negli ambienti della servitù attrezzati con sistemi di campanelli collegati alle stanze della regina. Ogni appartamento era dotato di servizi igienici con acqua corrente calda e fredda e water-closet, fatti giungere a Torino dall’Inghilterra. Il sistema di riscaldamento fu potenziato, un ascensore a pompa idraulica collegava il piano nobile con gli appartamenti della corte al primo piano e un passavivande portava dalle cucine del piano interrato le pietanze nella sala da pranzo della Regina.

Il percorso accompagna il visitatore stanza dopo stanza, affrontando temi che intrecciano vita privata e rappresentanza: la regina “glamour” e il suo gusto negli arredi; il servizio di corte e il cerimoniale di una residenza di villeggiatura; gli affetti familiari e le grandi occasioni ufficiali; il rapporto con il giardino; il tema della mobilità tra carrozze e prime automobili, fino al valore simbolico delle innovazioni tecniche introdotte negli ultimi anni della sua vita.

 

INFO

Palazzina di Caccia di Stupinigi

Piazza Principe Amedeo 7, Stupinigi – Nichelino (TO)

Il percorso di visita è compreso nel prezzo del biglietto

Biglietti: intero 12 euro; ridotto 8 euro per ragazzi 6-17 anni e over 65.

Gratuito: minori di 6 anni e possessori di Abbonamento Musei Torino Piemonte e Royal Card, accompagnatori disabili

Giorni e orari di apertura: da martedì a venerdì 10-17,30 (ultimo ingresso ore 17); sabato, domenica e festivi 10-18,30 (ultimo ingresso ore 18)

Biglietteria: 011 6200634 stupinigi@biglietteria.ordinemauriziano.it

www.ordinemauriziano.it

“L’ultimo operaio”, il libro di Zancan al Libraccio di via Ormea

Il declino industriale e il volto del nuovo precariato: al Libraccio di Via Ormea Niccolò Zancan con l’On. Marco Grimaldi presenta L’ultimo operaio (Einaudi).

 

Torino, 6 marzo 2026 – ore 18:00 Libreria Libraccio, Via Ormea 134/B, Torino

Torino – In un quartiere che racconta la memoria della Torino industriale, la libreria Libraccio di via Ormea ospita un incontro di profonda attualità sociale. Mercoledì 6 marzo alle ore 18:00, verrà presentato il libro di Niccolò Zancan, L’ultimo operaio (Einaudi).

L’autore dialogherà con l’Onorevole Marco Grimaldi, Parlamentare alla Camera dei Deputati per Alleanza Verdi e Sinistra, da anni impegnato in prima persona nelle vertenze sindacali e nelle lotte contro il precariato. Modera la giornalista de La Stampa Giulia Ricci.

Il libro: un’indagine sulla fine di un’epoca
Dopo Antologia degli sconfitti, Niccolò Zancan torna a esplorare le ferite aperte del sistema produttivo italiano. L’ultimo operaio non è un resoconto giornalistico, ma un lavoro di ricerca anzitutto umana e poi sociologica che attraversa la storia industriale della città, analizzandone il declino e la trasformazione in un presente fatto di automazione, solitudine e nuove forme di sfruttamento. Zancan dà voce a chi è rimasto indietro, a chi abita i capannoni vuoti e a chi, nonostante il mutamento del paradigma economico, incarna ancora oggi la dignità della classe operaia.

La libreria come presidio nel quartiere San Salvario/Nizza
Situata in un quadrante della città storicamente legato all’indotto industriale e alla residenzialità operaia, la libreria si propone oggi come polmone culturale. In un quartiere che sta ridefinendo la propria identità, portare la discussione sul lavoro e sulla memoria industriale significa onorare le radici del territorio offrendo, al contempo, strumenti critici per interpretare il futuro.

Un confronto tra giornalismo e politica
L’intervento dell’Onorevole Marco Grimaldi porterà l’analisi politica dentro i nodi della crisi industriale torinese, tracciando insieme a Zancan le traiettorie necessarie per restituire centralità e dignità al lavoro in una città che non può rinunciare alla propria vocazione produttiva.

Salone del vino, boom di presenze

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Nel weekend di sabato e domenica l’affluenza ha superato le aspettative, con un numero di biglietti superiore allo scorso anno, registrando un incremento significativo rispetto all’edizione precedente

Dopo i primi due giorni iniziano a delinearsi i primi risultati del Salone del Vino Torino: oltre 5.000 persone hanno animato il mese di eventi pre-Salone, confermando l’interesse e l’energia che hanno accompagnato questa edizione sin dalle settimane precedenti.

Nel weekend di sabato e domenica l’affluenza ha superato le aspettative, con un numero di biglietti  superiore allo scorso anno, registrando un incremento significativo rispetto all’edizione precedente.

Tutte le masterclass sono andate sold out, mentre per la giornata professionale di lunedì sono previste oltre 2.000 presenze.

In crescita anche i numeri legati alle degustazioni e alle vendite: sono stati utilizzati più di 10.000 calici, con un aumento sensibile delle bottiglie acquistate.

Un chiaro segnale della vitalità e della forza della manifestazione.

B2B DI  LUNEDì 2 MARZO AL SALONE DEL VINO

Atteso l’appuntamento per la giornata B2B di lunedì 2 marzo. Prevista la partecipazione di circa 2.000 professionisti del settore dal Piemonte e da tutta Italia, tra operatori e operatrici professionali del vino, giornalisti, ristoranti, enoteche, sommelier, buyer nazionali e internazionali, per incontrare le aziende presenti e conoscere la loro storia attraverso tante masterclass.

INFO E BIGLIETTI

www.salonedelvinotorino.it