SCOPRI – TO
Itinerari e sorprese torinesi












Ci scrive e ci manda la foto che vedete il lettore Luigi Gagliano: “Certi automobilisti sono irrecuperabili, parcheggiano dove trovano spazio, incuranti di ciò a cui quello spazio è dedicato e la guerra dei dispetti cintinua senza sosta. I cittadini dei condomini che devono piazzare i cassonetti dei rifiuti nello spazio a ciò dedicato e lo trovano occupato, altro non possono fare che piazzarli intorno all’autovettura invadente, “imprigionandola”. Siamo in via Filadelfia a 50 metri dal Fila.
Procede positivamente l’intervento di somma urgenza per la messa in sicurezza del punto in cui convergono la Strada Provinciale 73 della Serra e la 74 di Chiaverano nei pressi della frazione Biò di Borgofranco d’Ivrea. Il tratto stradale, oggetto il 21 giugno scorso di un approfondito sopralluogo del Vicesindaco metropolitano Jacopo Suppo e dei tecnici del Dipartimento Viabilità e Trasporti della Città metropolitana di Torino, era stato interessato nello scorso mese di maggio dal cedimento del muro di contenimento, provocato da un dissesto con movimento rotazionale del versante sovrastante. L’intervento di somma urgenza in corso costa 205.000 euro e consentirà di ripristinare la circolazione a senso unico alternato. Meteo permettendo, la riapertura a senso unico alternato potrebbe essere anticipata di alcuni giorni, rispetto all’iniziale previsione di consentire la circolazione dalla fine di luglio. L’intervento di somma urgenza, approvato dal Consiglio metropolitano il 13 giugno scorso, consiste nella realizzazione di un nuovo rilevato destinato a proteggere il piede del versante e la sede stradale da eventuali nuovi scivolamenti di materiale. Dietro al rilevato verrà posizionato il terreno che, insieme al muro, dovrà proteggere la carreggiata. Nei giorni scorsi è stato inoltre realizzato un canale di gronda per la raccolta e lo smaltimento delle acque provenienti dal versante soprastante. È stata anche riprofilata la nicchia di distacco della frana. La definitiva messa in sicurezza delle Provinciali 73 e 74 sarà ottenuta grazie ad una berlinese di micropali, che consentirà di sostenere il piede del versante, rimuovere il materiale franato e proteggere stabilmente la carreggiata. (Facebook Città Metropolitana di Torino)
L’evento di beneficenza si è tenuto venerdì scorso all’esterno delle Molinette. Il ricavato del mercatino sarà interamente devoluto al reparto di Chirurgia Vascolare. (Facebook Città della Salute Torino)

Ma di loro sappiamo proprio tutto? Faceva freddo quel mattino, lunedì 18 marzo 1314. Jacques de Molay, Gran Maestro dei Templari e Geoffrey de Charnay, precettore di Normandia, vengono condotti sul rogo e arsi vivi. Sulla Senna a Parigi, di fronte alla Cattedrale di Notre Dame, si spegne per sempre il sogno dei Templari. In realtà la loro rovina era già iniziata con una grande sconfitta militare a San Giovanni d’Acri nel 1291. I Mamelucchi, i nuovi padroni della Terra Santa, gettarono in mare gli ultimi crociati e uccisero i prigionieri feriti o troppo vecchi e le giovani donne furono violentate davanti a tutti. Era la fine dei cristiani in Palestina e di quel che restava del regno crociato. Ha un ritmo incalzante la saga dei Templari raccontata da Marco Salvador e Matteo Salvador nel libro “Storia dei Cavalieri Templari”, Edizioni Biblioteca dell’Immagine. Entrambi con la passione della ricerca storica ed esperti di strutture difensive, dai castelli medioevali alle fortificazioni degli ultimi conflitti mondiali, narrano le gesta dei Cavalieri tra vittorie sul campo e sconfitte, dai primi vagiti dell’Ordine del Tempio alla conquista musulmana di Acri passando per la disfatta di Hattin nel 1187, la perdita di Gerusalemme e la presenza di Federico II in Terra Santa. Ma il libro comincia dalla fine, dalla morte sul rogo degli ultimi templari. Gli ultimi giorni, le ultime ore di vita dei cavalieri del Tempio in forma di cronaca. “Fin dall’alba era stata proclamata a Parigi la sentenza di morte e l’ora dell’esecuzione. Una folla si era radunata sulla riva della Senna, la pira era pronta e il cancelliere iniziò a leggere ad alta voce la lunga lista delle accuse di eresia, di sodomia e di adorazione ma il popolo non pareva ascoltarlo e gridava qua e là “sono innocenti”. Finita la lettura, il cardinale si mise davanti al Gran Maestro dei Templari e chiese: “avete qualcosa da dire in vostra difesa?”. Jacques de Molay, l’ultimo Gran Maestro, non gli rispose ma si rivolse alla folla proclamando l’innocenza sua e di tutto l’Ordine. Li legarono al palo, il Gran Maestro chiese di recitare le preghiere e poi gridò: “ecco, ora sarò giustiziato e Dio sa quanto ingiustamente”. Dopo quelle parole si appiccò il fuoco alle fascine che avvolsero subito i due corpi.
È stata una visita a sorpresa quella del presidente della Repubblica Sergio Mattarella che nella mattinata di sabato il capo dello Stato è giunto a Pecetto, all’Arsenale dell’Armonia del Servizio Missionario Giovani, per incontrare privatamente il fondatore Ernesto Olivero. Il responsabile del Sermig è infatti amico personale del Capo dello Stato.
I lavori prevedono la sostituzione delle pavimentazioni esistenti, impermeabili, con altre nuove riflettenti, riducendo i disagi spesso causati dal tempo di attesa alle fermate. L’intervento interesserà anche il verde circostante, che verrà riqualificato, e le pensiline, sulle quali verrà realizzata una copertura di sedum: una soluzione naturale che farà bene all’uomo e all’ambiente. Rispetto a quelle attuali, le pensiline green saranno infatti più fresche e più gradevoli alla vista e contribuiranno anche ad aumentare la biodiversità in ambito urbano.
La spesa per la realizzazione delle 4 fermate – 2 in corso Galileo Ferraris, 1 in corso Dante e 1 in corso Siracusa – è di 60mila euro. Altri 40mila della sponsorizzazione Nitto sono stati utilizzati per il rimboschimento del Parco Cavalieri di Vittorio Veneto (lato Inalpi Arena) con la messa a dimora lo scorso novembre di 50 nuovi alberi (tigli, bagolari, parrotie e un platano) nell’ambito del ’Nitto ATP Finals Green Project’. L’iniziativa, copre anche i costi della manutenzione dei nuovi alberi per i prossimi due anni.
“La riqualificazione delle fermate del trasporto pubblico, al pari dei lavori già realizzati, in corso e in programma su diversi parcheggi cittadini, contribuiranno a ridurre gli effetti delle isole di calore e delle piogge intense, restituendo spazi urbani più gradevoli e vivibili. Piccoli interventi strategici che rientrano tra le azioni previste dal ‘Piano di Resilienza Climatica’ per ridurre la vulnerabilità del territorio e delle persone ai cambiamenti climatici” commenta l’assessora Foglietta.
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