La ‘festa che ama tutti’ genera ben 200 posti di lavoro per i giovani del territorio. Un’opportunità di occupazione in un evento internazionale che arriva per la prima volta a Torino.
Torino, luglio 2024 – Si scaldano i motori per la prima edizione dell’Oktoberfest di Torino, in programma al Parco della Pellerina dal 19 ottobre al 3 novembre, e si aprono interessanti opportunità per i giovani, e meno giovani, del territorio in cerca di lavoro. La Paulaner Oktoberfest Torino prevede, infatti, l’assunzione di 200 figure professionali per i 16 giorni di manifestazione con diversi profili professionali: cameriere e camerieri, prendi comande, addetti all’accoglienza, aiuto cucina, controllo, manutenzione e pulizia.
Organizzato da Partners Eventi con il patrocinio della Città di Torino, l’Oktoberfest ricrea fedelmente il festival originale di Monaco di Baviera, includendo costumi tradizionali bavaresi per lo staff e servendo birra Paulaner e specialità culinarie bavaresi. L’ingresso è gratuito.
Lavorare all’Oktoberfest Torino è un’esperienza speciale. La manifestazione riproduce, infatti, fedelmente l’Oktoberfest di Monaco, offrendo anche a chi vi opera un’immersione totale nella cultura bavarese. L’evento, che si prevede attirerà circa 200.000 persone, con un enorme beer garden coperto, un grande luna park con 90 attrazioni, musica live e piatti tipici bavaresi preparati al momento sarà una versione in miniatura ma autentica del celebre festival tedesco.
I candidati selezionati avranno l’opportunità di vivere un’esperienza lavorativa diversa dal solito, a partire dalle divise, che riproducono gli abiti tradizionali bavaresi: i Kellner (camerieri) e le Kellerine (cameriere) sfoggeranno lederhosen e dirndl mente le Bretzeline passeranno tra i tavoli con ceste di brezel, creando un’atmosfera ancora più coinvolgente. I team di cucina saranno, invece, impegnate nella preparazione dei deliziosi piatti tipici bavaresi come stinco di maiale, schnitzel, gulasch, spätzle e tanto altro, per un evento gastronomico autentico per tutti i partecipanti.
Le candidature per le selezioni del personale devono essere inviate entro il 23 agosto. Per candidarsi, è necessario accedere alla sezione “Lavora con noi” sul sito www.oktoberfest.torino.it o sui social dell’evento. I requisiti includono la maggiore età e, per i candidati extra-comunitari, il possesso del permesso di soggiorno. I candidati idonei saranno successivamente contattati per partecipare ai casting, che si svolgeranno dal 7 al 14 settembre nella sede di Ascom Confcommercio Torino e provincia in via Massena 20.
«Lavorare come Kellner, Kellerine o Bretzeline o in tutte le altre posizioni non è solo un lavoro, ma un’esperienza culturale davvero intrigante – sottolinea Carlo Pallavicini, organizzatore dell’evento -. È un’occasione per immergersi nella tradizione bavarese e offrire ai visitatori un’autentica esperienza Oktoberfest. Ogni dettaglio, dalla birra ai piatti tipici, sarà rigorosamente bavarese. ‘La festa che ama tutti’, questo il claim della manifestazione, ama infatti anche il territorio e i suoi giovani e vuole coinvolgerli il più possibile offrendo opportunità lavorative che permettono di entrare in contatto con una cultura ricca e affascinante, e di vivere un’esperienza lavorativa che va oltre le comuni proposte stagionali».
Partners Eventi Srl, con il patrocinio della Città di Torino e di Ascom Confcommercio Torino e provincia, è l’organizzatore di questa prima edizione dell’Oktoberfest Torino, che riproduce fedelmente il celebre festival di Monaco di Baviera. «Oktoberfest Torino– evidenzia Carlo Pallavicini – rappresenta anche un’occasione per il tessuto economico torinese, con ricadute positive che coinvolgeranno numerosi settori: dalle strutture ricettive e ristorative, ai commercianti, artigiani, servizi di trasporto, vigilanza e assistenza sanitaria. Questo evento contribuisce, infatti, a creare un indotto, valorizzando fortemente le risorse locali».
L’Oktoberfest Torino offrirà a tutti l’opportunità di vivere l’esperienza unica dell’Oktoberfest di Monaco di Baviera, senza dover viaggiare fino in Germania.

L’Art Nouveau apre la strada all’architettura moderna e al design. Determinante per la diffusione di quest’arte è sicuramente l’Esposizione Universale di Parigi del 1900, tuttavia anche altri canali ne segnano l’importanza: ad esempio la pubblicazione di nuove riviste, come L’art pour tous, e l’istituzione di scuole e laboratori artigianali. La massima diffusione del nuovo stile è comunque da rapportarsi all’Esposizione internazionale d’arte decorativa moderna di Torino del 1902, in cui vengono presentati progetti di designer provenienti dai maggiori paesi europei, tra cui gli oggetti e le stampe dei famosi magazzini londinesi del noto mercante britannico Arthur Lasemby Liberty. La nuova linea artistica, in rottura con la tradizione, è presente nelle grandi capitali europee, come Praga, con la grande figura di Moucha, Parigi in cui Guimard progetta le stazioni per la metropolitana, Berlino, dove nel 1898 i giovani artisti si dissociano dagli stili ufficiali delle accademie d’arte, intorno alla figura di Munch, Vienna, dove gli artisti della secessione danno un nuovo aspetto alla città. Una delle caratteristiche più importanti dello stile, che presenta affinità con i pittori preraffaelliti e simbolisti, è l’ispirazione alla natura, di cui studia gli elementi strutturali, traducendoli in una linea dinamica e ondulata, con tratto “a frusta”, e semplici figure sembrano prendere vita naturalmente in forme simili a piante o fiori. Si stagliano in primo piano le forme organiche, le linee curve, con ornamenti a preferenza vegetale o floreale. Tra i materiali, vengono adoperati soprattutto il vetro e il ferro battuto. In gioielleria si creano alti livelli di virtuosismo nella smaltatura e nell’introduzione di nuovi materiali, come opali e pietre dure, nascono monili in oro finemente lavorato e smaltato; i diamanti vengono accostati ad altri materiali, come il vetro, l’avorio e il corno. Solo in Italia, a differenza degli altri territori prima chiamati in causa, il Liberty non si contrappone al passato o alla tradizione accademica dell’insegnamento e dell’esercizio delle arti, con la conseguenza che qui, sulla nostra penisola, non si consolidò mai una scuola di riferimento identificabile con il movimento Liberty, al contrario ci furono singole personalità artistiche che si dedicarono ad approfondire i caratteri dello stile floreale ed epicentri per la diffusione del gusto dell’arte nuova, tra questi poli di profusione ci fu proprio Torino. Nei prossimi articoli considereremo nel dettaglio alcuni palazzi e quartieri della città sabauda particolarmente suggestivi e rilevanti dal punto di vista decorativo e architettonico, che testimoniano la meravigliosa trasformazione della nostra città, ancora oggi conosciuta come capitale del Liberty italiano.


