ilTorinese

Streets for Citizens: urbanismo tattico con l’Environment Park 

Un modello di urbanismo tattico e di mobilità sostenibile a misura di città media e piccola, capace di coinvolgere attori e amministratori e di creare una rete urbana territoriale e dei modelli replicabili nei contesti urbani del Mediterraneo. Questo è l’obiettivo di Streets for Citizens, progetto europeo co-finanziato nell’ambito dei programmi interreg Euro MED. Il progetto introduce strumenti operativi, capacità building e azioni pilota per supportare le amministrazioni locali nella transizione verso modelli di città più accessibili, resilienti e partecipate, affrontando due sfide principali,  il traffico cittadino e la pericolosità delle strade, la mancanza di spazi verdi  e di spazi vivibili per l’intera comunità.
Tra i partner di questo progetto Streets for Citizens, che coinvolge oltre all’Italia, la Spagna,  il Portogallo, la Grecia, Cipro, Slovenia e Bosnia Erzegovina, vi è l’Environment Park, parco tecnologico  per l’ambiente, operativo da quasi trenta anni a Torino, punto di riferimento per chi, sia esso soggetto pubblico o azienda privata, si impegna per trasformare il rispetto dell’ambiente in motore di ricerca, sviluppo e competitività.

Envipark contribuisce al progetto sviluppando modelli di trasferibilità, metodologie  di valutazione dell’impatto e strumenti operativi per le amministrazioni locali, per definire un nuovo paradigma di urbanismo tattico applicabile ai contesti urbani di piccola scala.
In Italia, il partner responsabile del progetto pilota è  ANCI Lazio che sta realizzando in collaborazione con il Municipio IX di Roma Capitale la pedonalizzazione temporanea di una via d’accesso all’Istituto Comprensivo Matteo Ricci, creando pertanto una piazza scolastica. Obiettivo è  quello di trasformare l’area intorno alla scuola attraverso un processo partecipativo con il coinvolgimento attivo di cittadini e istituzioni per migliorare sia la sicurezza sia l’accessibilità  e incentivare la mobilità sostenibile.
Le città italiane tra i ventimila e centomila abitanti costituiscono un contesto strategico con centri storici di pregio, spazi pubblici sottoutilizzati e disponibilità limitate di risorse economiche  e tecniche, che rendono difficile la realizzazione di progetti complessi di rigenerazione urbana. L’impiego di interventi di natura temporanea offre la possibilità di sperimentare innovazione a basso costo ma con elevata visibilità.  La misurazione degli impatti durante la fase di intervento permette di ottenere importanti informazioni utili per la programmazione definitiva dell’attività.  Gli interventi di urbanismo tattico prevedono la partecipazione attiva della cittadinanza fin dalla creazione dell’intervento cosicché possa diventare parte integrante della città e del suo cambiamento.
Le attività del progetto Streets for Citizens mirano ad affrontare le resistenze culturali e la mancanza di skills e di capacità progettuale interna. Oltre alle azioni pilota dimostrative e al coinvolgimento attivo della popolazione, il progetto prevede la realizzazione di un toolkit per le amministrazioni pubbliche per fornire un supporto nella fase di progettazione e replicabilità degli interventi.

Mara Martellotta

Future mamme: disturbi alimentari aumentano rischi

PROBLEMI RESPIRATORI INFANTILI
Una nuova ricerca appena pubblicata sulla rivista Thorax ha esaminato le associazioni tra disturbi del comportamento alimentare materni ed esiti respiratori nella prole. Allo studio ha partecipato la coorte NINFEA, il cui progetto ventennale è condotto in collaborazione tra la Città della Salute e della Scienza di Torino e l’Università di Torino
Fino ad oggi la ricerca scientifica sugli effetti della salute mentale materna sulla salute respiratoria dei bambini si è concentrata prevalentemente su depressione, ansia e stress in senso lato, con prove limitate su condizioni meno comuni come i disturbi del comportamento alimentare (DCA).
Sebbene la depressione e l’ansia materne siano state associate a esiti respiratori avversi nell’infanzia, il possibile ruolo dei DCA rimane poco chiaro. Per questo lo studio Maternal eating disorders and respiratory outcomes in childhood: findings from the EU Child Cohort Network, pubblicato sulla prestigiosa rivista scientifica internazionale Thorax, ha analizzato se i disturbi alimentari nelle madri possano influenzare la salute respiratoria dei bambini considerando i sottotipi di DCA, i periodi in cui si manifestano e l’eventuale presenza contemporanea di depressione o ansia. Sono stati analizzati i dati di 131.495 coppie madre-figlio in sette coorti dell’EU Child Cohort Network. Alla ricerca ha partecipato il progetto NINFEA, la più grande coorte italiana arruolata tramite Internet che raccoglie dal 2005 dati su più di 7000 coppie di mamme e bambini sull’intero territorio italiano.
Lo studio
La prevalenza dei disturbi alimentari materni prima della gravidanza variava da quasi l’1% al 17% nelle sette coorti, mentre la prevalenza di depressione/ansia coesistente tra le donne con disturbi alimentari variava dall’11% al 75%. La prevalenza del respiro sibilante in età prescolare variava dal 21% a quasi il 50%, mentre quella dell’asma in età scolare variava da poco più del 2% a quasi il 17,5%, riflettendo le differenze tra le popolazioni incluse nello studio.
Un disturbo alimentare prima della gravidanza è stato associato a un rischio complessivo aumentato del 25% di respiro sibilante in età prescolare, sebbene questo variasse considerevolmente da una coorte all’altra.  È stato inoltre osservato un rischio aumentato del 26% di asma in età scolare, un risultato che risultava molto più coerente tra le coorti. Questi rischi aumentati si sono solo leggermente attenuati dopo aver escluso le madri affette da depressione o ansia. Associazioni simili con l’asma in età scolare sono state riscontrate per anoressia nervosa e bulimia nervosa, mentre il respiro sibilante in età prescolare è stato associato solo alla bulimia nervosa. Sebbene le associazioni osservate differissero leggermente nei diversi periodi di esposizione (prima, durante o dopo la gravidanza) non è emersa una finestra temporale distinta di suscettibilità.
Trattandosi di uno studio osservazionale, non è possibile trarre conclusioni definitive sul rapporto di causa ed effetto. Inoltre, la prevalenza di disturbi alimentari materni e dei problemi respiratori nei bambini varia ampiamente tra le coorti.
“Sebbene questo possa rendere alcuni dei risultati meno comparabili, la direzione e l’entità delle associazioni sono risultate relativamente stabili in tutte le analisi”, spiega Maja Popovic, docente e ricercatrice del Dipartimento di Scienze Mediche dell’Università di Torino e prima autrice della pubblicazione, che aggiunge: “i meccanismi alla base delle associazioni tra salute mentale materna ed esiti respiratori infantili rimangono poco chiari.”
Secondo i ricercatori, diversi fattori potrebbero spiegare il legame tra disturbi alimentari materni e salute respiratoria nei bambini. Lo stress e gli squilibri ormonali associati alla salute mentale della madre possono interferire con lo sviluppo dei polmoni e del sistema immunitario del feto. I disturbi alimentari, inoltre, sono spesso associati a complicazioni della gravidanza ed esiti perinatali avversi, come crescita fetale ridotta, prematurità e basso peso alla nascita, tutte condizioni che possono compromettere la salute respiratoria del bambino. È possibile, infine, che disturbi mentali e asma condividano alterazioni immunitarie e infiammatori, suggerendo una base genetica condivisa che possa contribuire a entrambe le condizioni.
I dati italiani
Questo progetto si inserisce nel solco delle ricerche già condotte nella coorte NINFEA che da anni indaga l’impatto della salute mentale materna sugli esiti di salute dei figli. Un precedente studio, il pilota di questo lavoro, aveva suggerito un possibile legame tra disturbi del comportamento alimentare materni e respiro sibilante nei neonati, soprattutto quando il disturbo alimentare si manifestava durante la gravidanza. Poiché tali risultati non erano stati ancora replicati né approfonditi in relazione ad altri esiti respiratori in età scolare, l’attuale progetto è stato avviato per replicarli in diverse popolazioni e contesti differenti. La coorte italiana NINFEA ha contribuito a questo studio con più di 5000 coppie madre-bambino, tra le quali circa il 2% delle madri ha riportato una diagnosi medica di anoressia nervosa o bulimia nervosa. Circa il 22% dei bambini ha presentato respiro sibilante nel primo anno di vita e circa il 2% aveva asma all’età di 7 anni. Le stime di associazione osservate in NINFEA sono risultate coerenti con quelle delle altre coorti coinvolte nello studio.
Alla luce dei risultati, lo studio sottolinea la necessità di garantire un’assistenza mirata alle donne con disturbi alimentari, non solo durante la gravidanza ma anche nel periodo successivo, così da tutelare anche la salute respiratoria dei loro bambini. Per i clinici, questo significa adottare un approccio realmente olistico al benessere materno, che includa non solo la salute fisica, ma anche quella psicologica e nutrizionale. Una maggiore consapevolezza di questi possibili effetti può aiutare a promuovere un’assistenza più integrata per le madri che convivono, o hanno convissuto, con un disturbo alimentare.

Natale Montuese 2025: eventi, comunità e attenzione alle famiglie

Continua il Natale Montuese 2025, il programma di iniziative promosso dal Comune di Monteu da Po in collaborazione con la Parrocchia San Giovanni Battista, la Pro Loco, la Cooperativa Airone, il Comitato Scuola Monteu, l’Associazione Il Giocaliffo e l’ASD Atletico Monteu.
Un cartellone ricco e variegato, pensato per coinvolgere tutte le fasce d’età e che conferma la volontà dell’Amministrazione comunale e delle realtà associative del territorio di offrire occasioni di condivisione, cultura e solidarietà, rafforzando il senso di comunità che caratterizza Monteu da Po.

“Il Natale Montuese rappresenta un momento importante per il nostro paese – dichiara il Sindaco di Monteu da Po, Maria Elisa Ghion – perché nasce dalla collaborazione tra tante realtà locali e ha l’obiettivo di creare spazi di incontro e di partecipazione, valorizzando il tempo delle festività
come occasione per stare insieme”.
Il calendario proseguirà con le “Letture sotto l’albero” per bambini organizzato dalla Biblioteca il 17 dicembre prossimo, e con i laboratori creativi “Elfi al lavoro: la spirale della luce” previsti per il 20 dicembre.
“Abbiamo voluto dedicare particolare attenzione ai più piccoli e alle famiglie – prosegue il Sindaco Ghion – perché il Natale è soprattutto un tempo di gioia condivisa e di crescita comunitaria, in cui i bambini sono protagonisti”.
Come da tradizione, uno dei momenti più sentiti e partecipati dalla comunità sarà la Vigilia di Natale, con la Santa Messa del 24 dicembre, alle ore 22.30, presso la Chiesa Parrocchiale di San Giovanni Battista, seguita dalla distribuzione di cioccolata calda e vin brulè.
Le festività si concluderanno il 6 gennaio 2026 con la tradizionale “Tombolata della Befana” al Teatro Comunale, un appuntamento che ogni anno richiama numerosi cittadini.
Il Comune di Monteu da Po ha lanciato il concorso “Fuoriporta natalizio”, un’iniziativa dedicata alla creatività e allo spirito del Natale. Tutti i cittadini sono invitati a realizzare una ghirlanda natalizia, fotografarla e inviare l’immagine entro il 20 dicembre all’indirizzo email sindaco@comune.monteudapo.to.it.
Le fotografie ricevute saranno pubblicate sulla pagina social del Comune e sottoposte a votazione. I primi tre classificati verranno premiati durante la Tombola della Befana, in programma il 6 gennaio presso il teatro.
Accanto al programma di eventi, l’Amministrazione comunale ha voluto affiancare un segno concreto di vicinanza alle famiglie. Per il Natale 2025 il Comune ha inviato un piccolo dono a tutti i residenti over 70, un buono spesa da 20 euro da utilizzare presso i banchi alimentari del mercato del lunedì e per l’acquisto di prodotti farmaceutici nelle farmacie di Lauriano, Cavagnolo e Brusasco entro metà gennaio 2026. Per i bambini di Monteu da Po fino ai 3 anni di età, inoltre, un buono spesa da 50 euro con le stesse modalità di spesa.
“È un gesto semplice ma sentito – spiegano dalla Giunta Comunale – che vuole esprimere l’attenzione dell’Amministrazione verso le persone e le famiglie, affinché il Natale sia davvero un momento di cura, solidarietà e vicinanza reciproca”.

Mara Martellotta

“Il resto è ossigeno” di Valentina Stella: quando l’aria nelle relazioni inizia a mancare

TORINO TRA LE RIGHE

 
Ci sono storie che sanno raccontare Torino senza bisogno di descriverla in ogni pagina: basta farla respirare tra le righe, lasciarle la libertà di emergere nelle scelte dei personaggi, nei loro percorsi, nei luoghi che diventano metafore di stati d’animo.
È ciò che accade in “Il resto è ossigeno”, il romanzo d’esordio di Valentina Stella, autrice torinese che dopo una laurea in Economia e un lungo percorso nel marketing ha scelto – nel 2012 – il salto più coraggioso: lasciare il lavoro da dipendente per dedicarsi alla scrittura. Una svolta che l’ha portata a pubblicare con Zandegù la sua prima raccolta di racconti, Se mi lascia non vale, e a esordire nel romanzo con Sperling & Kupfer nel 2016. Da anni racconta frammenti di vita e sensibilità sul suo blog Bellezza Rara e in riviste letterarie come Carie e Rivista Inutile.
Nel suo romanzo incontriamo Arturo e Sara, sposati da molti anni, genitori della piccola Giulia. Una famiglia che sembra funzionare, una di quelle in cui si procede con ordine, dovere e affetto. Ma l’ossigeno ha iniziato a scarseggiare da tempo.
Arturo è un uomo complesso: una laurea in Strategie di impresa e marketing conseguita più per compiacere i genitori che per vocazione, un’anima inquieta che dopo il liceo parte per la penisola iberica alla ricerca di libertà, amici e vita vissuta. A vent’anni frequenta i Murazzi, gestisce un locale, sperimenta e si perde tra notti lunghe e leggerezza. Poi arriva Sara, e con lei una vita più stabile, forse troppo.
La narrazione alterna le loro voci con una fluidità che avvicina il lettore a entrambi. Torino fa da sfondo: dai vicoli del centro, sempre più cari e sempre più magnetici, all’alba poetica di Porta Palazzo, fino alle porte della città, dove Arturo trova rifugio nel Villaggio Leumann di Collegno. È lì che decide di sparire, almeno per un po’. Decide di lasciare la casa, la moglie e la figlia. Decide di respirare.
Il messaggio che invia a Sara è una frattura netta:
“Non torno più a casa. Ho bisogno di stare da solo. Abbraccia Giulia, ti prego.”
Da quel momento i due protagonisti intraprendono percorsi opposti ma paralleli, entrambi dolorosi.
Sara precipita nell’abisso, scoprendo che spesso l’immaginazione del dolore è peggiore della realtà stessa. Mette in discussione tutto: il proprio ruolo di moglie, di madre, di donna. E, nella ferita, trova una verità sorprendente e liberatoria: non ha mai davvero amato Arturo, e non è mai troppo tardi per imparare ad amare sé stessa, per prima.
Arturo, invece, è soffocato dalla nebbia. Una nebbia che offusca il futuro e lo spinge a cercare nel presente i fantasmi della sua giovinezza sfrenata. Ma si sa: quando la nebbia si dirada, il paesaggio non è mai identico a prima.
Il titolo del romanzo arriva allora come una chiave interpretativa potente: l’ossigeno nelle relazioni non è scontato, può diminuire lentamente, senza rumore. Le persone smettono di accorgersene perché travolte da impegni, lavoro, responsabilità, dalla quotidianità che stringe. Quando l’ossigeno manca, la coppia si accartoccia come foglie secche.
il resto?
È tutto ciò che alimenta l’amore: interessi condivisi, gesti gentili, il sapere ancora sorprendere, i viaggi, la cura, la tenerezza.
Piccoli respiri che, nel corso degli anni, mantengono viva una relazione.
Con Il resto è ossigeno, Valentina Stella costruisce un romanzo che parla di noi, delle nostre crepe silenziose e delle nostre rinascite possibili. Un libro che attraversa Torino e i suoi paesaggi emotivi, ricordandoci che non si smette mai davvero di imparare a respirare.
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MARZIA ESTINI

Medaglie e podi per la ValleBelbo Sport alla seconda tappa del Circuito CSI 

“Barattolo”, Pd: “La povertà non è un crimine e fa rima con legalità”

 “La Regione utilizza il mercato di libero scambio per fare opposizione politica contro il Comune di Torino” 
“Abbiamo votato contro il protocollo regionale per il mercato di libero scambio “Il Barattolo” perché le nuove norme così declinate non sono volte a garantire maggiore legalità e funzionalità ma rischiano anzi di rendere più difficile i controlli e di vanificare il progetto come contrasto alla povertà. La riduzione delle giornate da 80 a 40 non segue un criterio. La nostra proposta era di 54, una a settimana più una domenica al mese, come per il Gran Balôn, quindi circa 60.
“I venditori di via Carcano  hanno protestato di fronte al Palazzo del Consiglio regionale per spiegare, con le loro storie, come la realtà del mercatino di libero scambio “Il Barattolo” non sia una sorta di mercato senza regole, come definito in modo dispregiativo da alcuni esponenti della destra, ma una realtà fatta di azioni positive per chi si trova in condizioni di fragilità economica e di rinforzo della legalità su un territorio complesso.
“Oggi la gestione da parte di una realtà esterna e il controllo attento delle forze dell’ordine rendono “Il Barattolo” di via Carcano un luogo idoneo per lo scambio e il recupero di oggetti nella legalità, nel quale peraltro vi sono anche gli hobbisti, che con il mercato del libero scambio lavorano. Oltretutto il Comune di Torino ha normato l’attività del mercatino con un apposito regolamento, cosa che in altre città non è stata fatta, grazie a un lavoro corale con la circoscrizione e le realtà del territorio stesso durato anni.
“Il coinvolgimento dei Servizi sociali può avere senso rispetto alla presa in carico delle persone più fragili, ma non in maniera rigida e semplicemente burocratica come previsto dal protocollo imposto dalla Regione. Peraltro non sono previste deroghe per il hobbisti, che dunque dovrebbero diventare casi sociale per poter lavorare?
“Alle fragilità si risponde con investimenti sul welfare, che invece la regione ha scelto di mettere sui bonus del click day,  e creando reti anche di mutuo aiuto come quella del barattolo può essere definita”.
Nadia Conticelli, consigliera regionale PD
Gianna Pentenero, presidente gruppo regionale PD

La cucina italiana Patrimonio UNESCO: il fumetto diventa linguaggio del gusto

 

Una live per raccontare il cibo tra cultura, immaginario e nuove narrazioni

La cucina italiana è uficialmente Patrimonio Culturale Immateriale del’Umanità UNESCO.

Un riconoscimento che valorizza un intero Paese e va oltre il cibo come prodotto: riguarda territori,

filiere, saperi, gesti quotidiani, identità culturali e memoria collettiva.

Ma come si racconta oggi questo patrimonio? E quali linguaggi possono renderlo vivo, accessibile e

comprensibile anche alle nuove generazioni? A queste domande prova a rispondere la live condivisa

Parla Con Me® × RipartiAmo, dal titolo: “La cucina italiana Patrimonio UNESCO – Il fumetto diventa

linguaggio del gusto”, in programma:

Martedì 16 dicembre 2025

Ore 18:00

Live su LinkedIn (profilo di Simona Riccio – LinkedIn Top Voice Italia)

Live su YouTube (canali RipartiAmo e Parla Con Me®)

L’incontro sarà condotto da Simona Riccio, digital strategist e founder di Parla Con Me®, e da Paola

Triaca, founder e voce di RipartiAmo, e proporrà una riflessione sul racconto del cibo come fatto

culturale, non solo gastronomico o produttivo.

Al centro della live, il fumetto come strumento di narrazione: un linguaggio che trasforma il cibo in

immagini ed emozioni, rende visibili gesti e valori e crea un ponte tra tradizione e immaginario, dove il

cibo non è solo ciò che si mangia, ma ciò che si racconta.

Ospiti della live:

• Francesco D’Ippolito, fumettista italiano, colaboratore storico di Topolino e docente presso

l’Accademia Ligustica di Bele Arti e la Scuola Internazionale di Comics di Genova. Atraverso il

suo lavoro, il fumetto diventa uno strumento potente per raccontare mondi, identità e

patrimoni culturali.

• Chef Ojisan (Carlo Mele), docente di arti gastronomiche, cuoco professionista, maestro e

storico di ramen, pioniere del Manga & Anime Food in Italia. Da anni studia il ruolo narrativo

e simbolico del cibo negli anime e nei manga, dimostrando come il cibo sia parte integrante

della costruzione di personaggi, relazioni ed emozioni.

Imam, AVS-SE: “Gioia immensa per la sua liberazione”

“La nostra gioia per la liberazione di Mohamed Shahin dal CPR di Caltanissetta è immensa. E sappiamo di condividerla con tantissime e tantissimi torinesi che in queste settimane si sono mobilitati e che ringraziamo. La Corte d’appello di Torino ha accolto il riesame sulla convalida del suo trattenimento, rilevando che non sussistono elementi per affermare che sia un soggetto pericoloso, anzi che la difesa ha dimostrato ‘un concreto e attivo impegno del trattenuto in ordine alla salvaguardia dei valori su cui si fonda l’ordinamento dello Stato italiano’. Il Tribunale sottolinea come elementi nuovi e degni di rilievo il fatto che il procedimento relativo alle frasi ‘incriminate’ sia stato immediatamente archiviato dalla Procura della Repubblica, perché quelle espressioni non configuravano estremi di reato, e i fatti relativi al blocco stradale del 17.5.2025 in cui la condotta di Shahin è stata pacifica e non pericolosa. Soprattutto, rileva che gli atti relativi a tali procedimenti non sono stati secretati, a differenza di quanto riportava la sentenza, sulla base di informazioni non chiare provenienti dal Ministero, su cui abbiamo provato a far luce. Se si fosse saputo prima che l’indagine era stata archiviata e che non c’era alcun atto secretato in Procura, oggi non parleremmo nemmeno di espulsione. È gravissimo che il Ministro Piantedosi abbia costruito un decreto su basi inconsistenti, mentendo al Paese e alimentando un clima di sospetto verso una persona innocente e soffiando sul fuoco dell’islamofobia. Questa vicenda è l’ennesima dimostrazione di come si pieghi il concetto di sicurezza nazionale per fini politici. Shahin è stato privato della libertà senza motivo. La giustizia ha fatto il suo corso, ma il danno umano e civile resta. Ora il governo chieda scusa, cambi rotta e ritiri il decreto di espulsione: non si gioca con i diritti fondamentali delle persone” – lo dichiarano il Vicecapogruppo di AVS alla Camera, Marco Grimaldi, la Capogruppo di AVS in Regione Piemonte, Alice Ravinale, e i consiglieri comunali di Torino di Sinistra Ecologista, Sara Diena ed Emanuele Busconi, che in queste settimane sulla vicenda avevano presentato diverse interrogazioni e richieste di comunicazione.

Dopo il bel tempo arriva il gelo: nevicate previste in Piemonte

A partire da oggi, lunedì 15 dicembre 2025, il Piemonte si prepara ad affrontare una settimana meteorologica caratterizzata da un significativo cambiamento nelle condizioni atmosferiche. I primi giorni della settimana, in particolare lunedì, si prevede siano ancora contraddistinti da tempo relativamente stabile, con cieli parzialmente sereni o poco nuvolosi. Le temperature saranno miti per il periodo, ma non mancheranno nebbie locali al mattino nelle zone di pianura. Tuttavia, già nel corso della giornata si verificherà un indebolimento dell’alta pressione, con un aumento delle nubi e una crescente instabilità.

Il momento di maggiore instabilità è atteso per martedì 16 dicembre, quando una perturbazione proveniente da ovest raggiungerà il Nord-Ovest. Questo porterà piogge diffuse su gran parte della regione e un notevole abbassamento delle temperature. Le nevicate, inizialmente previste a quote elevate sulle Alpi, potrebbero estendersi anche a quote più basse nel corso della giornata. Sui rilievi del basso Piemonte, in particolare nel Cuneese e nelle Langhe, la neve potrebbe arrivare fino a 600-800 metri, con la possibilità di fiocchi anche su colline più basse, soprattutto in caso di precipitazioni particolarmente intense.

Tra mercoledì e giovedì, l’instabilità comincerà a diminuire, ma non mancheranno ancora momenti di cielo nuvoloso alternati a schiarite, con occasionali piogge residue. Le temperature si manterranno in valori relativamente bassi, con massime che non supereranno gli 8-11°C in pianura, mentre le minime tenderanno a scendere ulteriormente durante le ore più fredde, in particolare quando saranno in corso le precipitazioni. Il miglioramento del tempo è atteso dal fine settimana, con un ritorno di condizioni più stabili e temperature che si riporteranno leggermente sopra la media stagionale.

Questo cambio di tempo rappresenta una tipica fase di transizione verso l’inverno, con l’alternarsi di periodi di alta pressione e passaggi di perturbazioni atlantiche che portano neve e piogge, soprattutto sulle zone montuose e collinari del Piemont

Imam, Ravello (FdI): “Normalizzare l’odio è una ferita alla democrazia”

“Basta ambiguità: antisemitismo va condannato senza se e senza ma”

“La decisione di non confermare il trattenimento in CPR dell’imam che aveva giustificato il 7 ottobre e il massacro di Hamas rappresenta un passo pericoloso verso la normalizzazione dell’odio e dell’intolleranza, proprio mentre nel mondo assistiamo a episodi inquietanti di antisemitismo. Una scelta che va completamente nella direzione sbagliata, lanciando un messaggio sociale molto pericoloso”. Ad affermarlo Roberto Ravello, vice Capogruppo di Fratelli d’Italia in Regione Piemonte.
“L’antisemitismo non è un’opinione, è un crimine d’odio che mina i valori fondamentali della nostra democrazia. Consentire interpretazioni ambigue e trattamenti giudiziari o politici che tendono alla giustificazione di frasi o comportamenti che negano violenze o incitano all’odio è un errore storico e morale. Occorre – continua Ravello – una condanna netta, chiara e senza ambiguità di qualsiasi forma di antisemitismo o giustificazione di atti violenti”.
“Le Istituzioni – conclude Ravello – devono ribadire con fermezza che le parole hanno conseguenze, e che coloro che giustificano la violenza, la discriminazione o la negazione di diritti non possono trovare spazio nella comunità civica. Non possiamo permettere che la sottovalutazione dell’odio si insinui nelle nostre città. La libertà di espressione non copre la negazione della dignità altrui. Ogni altra ambiguità o indecisione sarebbe un cedimento inaccettabile di fronte a un’emergenza civica e umana”.