ilTorinese

Il museo di anatomia umana Luigi Rolando

Tra i reperti i calchi del cranio di  Napoleone Bonaparte e Raffaello Sanzio

Situato a pochi passi dal Parco Valentino, in zona San Salvario a Torino, il Museo di Anatomia Umana offre una interessante collezione di riproduzioni del corpo umano in carta pesta, cera, ma anche reperti originali, grazie a diverse e generose  donazioni. L’area espositiva si sviluppa in una stanza unica ampia e  lunga dove si respira l’aria ottocentesca del positivismo torinese e di una scienza che tra meta’ e fine del 1800 trova il suo apice anche attraverso le prime esposizioni che avvengono nel Palazzo dei Regi Musei (oggi Museo Egizio e Accademia delle Scienze). A fine secolo le collezioni, ulteriormente arricchite, vengono spostate presso l’Ospedale Maggiore di San Giovanni Battista per essere trasferite definitivamente nella sede attuale in via Massimo D’azeglio 52. Luigi Rolando docente di Anatomia presso l’universita’ di Torino viene coinvolto nell’attivita’ del museo grazie anche alle sue competenze di ceroplastica che trasmettera’ai tecnici modellatori che si occuperanno per il museo delle riproduzioni di alcuni organi del corpo umano.


I percorsi espositivi
, oltre all’ anatomia umana, affrontano temi come la criminologia, la biodiversità, le differenti culture del mondo, la storia della scienza e la vita degli scienziati torinesi nell’Ottocento, un approccio multidisciplinare molto utile alla comprensione da parte di chi non conosce la materia e un ottimo approfondimento per chi, invece, e’ piu’ avvezzo a questi argomenti scientifici.

Il museo ripropone volutamente l’atmosfera di quel passatostorico con teche, vetrine e mobili originali, che, seppur limitanti e vecchie a livello espositivo, regalano una suggestione affascinante del mondo scientifico ottocentesco, a tratti cupo. Il materiale e’molto interessante e istruttivo, ma per la particolarita’ dei temi  trattati e soprattutto per l’approccio che vede una fedele ricostruzione dei vari organi del corpo umano potrebbe risultareun po’ inquietante, quindi e’ meglio prepararsi.

 

Alcune collezioni, non ancora restaurate, come quella strumentaria medica, sono incluse in futuri progetti  espositivi; al momento sono in vetrina esempi anatomici in cera, da poco riqualificati,  preparati a secco e in liquido, la raccolta craniologica e quella frenologica con calchi in gesso di crani di personaggi famosi come Raffaello Sanzio, Napoleone Bonaparte, il Principe di Talleyrand, il Conte di Cavour, Goffredo Mameli, Vincenzo Bellini, oltre a criminali famosi, come Giorgio Orsolanodetto “la iena di San Giorgio”.

Molto apprezzabile l’impegno di creare dei servizi educativi per gli studenti di ogni eta’, dall’infanzia alle scuole superiori, con laboratori e visite guidate specifiche e adattate con l’obiettivo di ampliare la conoscenza e approfondire questa materia, a moltissimi ignota.

Torino si conferma la citta’ dei musei, preziosi, differenti, utili e arricchenti. Una citta’ che offre ai suoi cittadini e a chi la visita un tesoro formidabile di arte, storia e cultura.

MARIA LA BARBERA

https://www.museoanatomia.unito.it/info/biglietti-orari/

La compagnia Orsini porta in scena “Pasticceri, io e mio fratello Roberto”

 

Per la stagione di Fertili Terreni Teatro a San Pietro in Vincoli

Per “Iperspazi”, la stagione 2025-2026 di Fertili Terreni Teatro, a San Pietro in Vincoli, venerdì 27 e sabato 28 febbraio prossimi, alle ore 19, andrà in scena “Pasticceri, io e mio fratello Roberto”, una produzione della compagnia Orsini, di e con Roberto Abbiati e Leonardo Capuano.
Lo spettacolo è programmato in collaborazione con Piemonte dal Vivo nell’ambito del progetto “Cortocircuito” ed è adatto a un pubblico maggiore di 14 anni. Dopo più di vent’anni di repliche, imperversa ancora nei teatri italiani “Pasticceri, io e mio fratello Roberto”, divertente commedia con tanto di meravigliosi dolci preparati in tempo reale; per ogni replica si consuma non meno di un kilo e mezzo di zucchero, con protagonisti due fratelli gemelli pasticceri che, come Cyrano e Cristiano, aspettano la loro Rossana, e vivono l’attesa nella loro pasticceria. Uno ha i baffi, l’altro no; uno balbetta e l’altro parla in scioltezza, e all’interno di un rapporto simbiotico attraversato da piccole e grandi tensioni, come da inaspettate tenerezze, l’uno crede che la crema pasticcera sia delicata, meravigliosa e bionda come una donna, mentre l’altro conosce la poesia, i poeti e i loro versi, arrivando a declamarli, come chi non ha altro modo per parlare. Fronte e retro di una medesima medaglia, tra di loro complementari, a tal punto che a immaginarli abbracciati sembrerebbero le due metà di un unico insieme. L’uno è convinto che le bignoline siano esseri viventi fragili e indifesi, l’altro che vadano prodotte in serie e vendute, pena la mancata sopravvivenza economica per entrambi. Il laboratorio di pasticceria in cui trascorrono le loro giornate è la loro casa, microcosmo e campana di vetro per rifugiarsi dalle brutture del mondo esterno, dove l’orologio si è fermato alle 4 di mattina tra pasta sfoglia leggera come una nuvola e cioccolata sfusa, pan di Spagna e meringhe come neve, ma anche frittura araba, torta russa, biscotti alle mandorle e bavarese: vivono di notte e le loro creazioni sono piccole opere d’arte, realizzate ascoltando alla radio tanta musica, in grado di renderli ancora più simili e di avvicinarli e distrarli, fosse anche solo per un attimo, dal loro essere artigiani di dolci creazioni.

Biglietti: 13 euro intero, se acquistato online – 15 euro in cassa la sera dell’evento – 11 euro ridotto, se acquistato online, 13 euro in cassa la sera dell’evento. Resta la possibilità di lasciare il biglietto sospeso tramite donazione online, satispay, e di entrare gratuitamente per alcuni under 35 grazie ai biglietti messi a disposizione attraverso la collaborazione con Torino Giovani. Biglietti acquistabili sul sito www.fertiliterreniteatro.com

Spettacolo in scena venerdi 27 e sabato 28 febbraio alle ore 19, presso San Pietro in Vincoli

Mara Martellotta

 Palazzina di Caccia di Stupinigi: “A tavola con la Regina”

Venerdì 27 febbraio , alle ore 16, si terrà un incontro nelle cucine della Palazzina di Caccia di Stupinigi dal titolo “A tavola con la Regina. I menù di Margherita”, per raccontare miti gastronomici e rituali di corte all’epoca della prima regina d’Italia.
Dalla pizza più famosa d’Italia ad un gesto sorprendentemente informale come mangiare il pollo con le dita. L’appuntamento dal titolo “A tavola con la regina. I menù di Margherita” trasporta i visitatori in un percorso che intreccia curiosità gastronomiche a gusto personale e rituali conviviali di fine Ottocento, restituendo un ritratto vivace e inedito della sovrana.
Il riferimento più celebre è quello alla pizza Margherita, tradizionalmente legato alla visita della regina a Napoli nel 1889; pomodoro, mozzarella e basilico, i colori della bandiera italiana, divennero non soltanto una ricetta, ma anche un simbolo capace di unire cultura popolare e immagine istituzionale.
Si tratta di un episodio entrato nell’immaginario collettivo che testimonia come  la tavola potesse trasformarsi in strumento di comunicazione politica e culturale.

Accanto al mito gastronomico emerge il gusto personale della regina Margherita, orientato verso preparazioni eleganti e armoniose, con una particolare predilezione per i dolci e l’estetica del piatto, oltre al racconto di aneddoti curiosi, come quello che la vede gustare il pollo con le dita, rompendo l’etichetta formale di corte e restituendo un’immagine più umana e autentica della sovrana.
Porcellane pregiate, argenteria, centrotavola floreali e una mise en place studiata nei minimi dettagli rendevano la tavola un vero e proprio palcoscenico in cui sapore e bellezza dialogavano per esprimere modernità e prestigio. L’incontro offrirà la possibilità di compiere un viaggio tra tradizione, rappresentanza e creatività, attraverso l’analisi dei menù storici, delle abitudini alimentari e delle cerimonie ufficiali e private, rivelando come la tavola fosse non soltanto un luogo di consumo di cibo, ma spazio simbolico di relazione, diplomazia e costruzione dell’immagina pubblica della monarchia, specchio dei gusti e delle trasformazioni sociali di un’epoca.

“A tavola con la regina. I menù di Margherita” rappresenta la prima delle quattro conferenze del ciclo “Margherita a Stupinigi e il suo tempo”, che narra il gusto, le passioni e il ruolo della prima regina d’Italia nella cultura del suo tempo, in occasione del centenario della morte della regina più moderna d’Italia.

Palazzina d Caccia di Stupinigi

Piazza Principe Amedeo 7 Stupinigi- Nichelino ( Torino)

La conferenza e la visita sono comprese nel biglietto d’ingresso

Giorni e orari di apertura: da martedì a venerdì 10-17.30 ( ultimo ingresso ore 17), sabato, domenica e festività 10-18.30 (ultimo ingresso ore 18)

Biglietteria 0116200634

stupinigi@ biglietteria.ordinemauriziano.it

Mara  Martellotta

Carmagnola, nuova vita per la biblioteca civica

“Spesso ci si chiede cosa fa concretamente l’Unione Europea per i cittadini. Oggi possiamo constatare quello che la coesione e la concertazione nei territori possono ottenere in termini di sostegno finanziario comunitario”: lo ha sottolineato il Vicesindaco metropolitano Jacopo Suppo intervenendo alla cerimonia di riapertura ufficiale al pubblico della biblioteca civica Rayneri-Berti di via Valobra 102 a Carmagnola. La struttura è stata completamente rifunzionalizzata, fa parte della rete BI.TO-Biblioteche Integrate del Torinese e, come ha precisato il Vicesindaco metropolitano Jacopo Suppo “rappresenta un importante tassello del più ampio PUI-Piano Urbano Integrato ‘Carmagnola 4I – Inclusivo, Integrato, Innovativo, Insieme’, finanziato con 6 milioni di euro finalizzati alla rigenerazione urbana, con la ristrutturazione e l’efficientamento energetico di tre fabbricati comunali di grande valenza storica e culturale: Palazzo Lomellini, la chiesa di San Filippo e, appunto, la biblioteca”. Il PUI viene attuato dalla Città metropolitana di Torino, che ha selezionato l’intervento presentato dal Comune di Carmagnola, soggetto sub-attuatore, nell’ambito del bando rivolto ai Comuni del territorio metropolitano.

All’inaugurazione della biblioteca hanno partecipato la Sindaca di Carmagnola Ivana Gaveglio, il Vicesindaco Alessandro Cammarata(che ha seguito da vicino l’iter amministrativo e progettuale dei lavori), il Vicesindaco metropolitano Jacopo Suppo, il Presidente del Consiglio Regionale Davide Nicco, le Consigliere regionali Giovanna Pentenero e Laura Pompeo. Madrina e testimonial dell’evento l’atleta paralimpica dell’handbike e dello sci nordico Francesca Fenocchio, a testimonianza dei valori di accessibilità, inclusione e partecipazione che caratterizzano il progetto, inserito in una strategia di rigenerazione urbana più ampia. Le persone che si spostano in carrozzina tra i diversi piani della biblioteca di Carmagnola hanno ad esempio a disposizione un montascale il cui acquisto è stato finanziato dalla Fondazione Martoglio.

Il progetto C.A.S.A. per la cultura dell’affido e dell’adozione

Entra nel vivo il progetto C.A.S.A. (Comunità, Alleanze e Solidarietà per l’Accoglienza) volto a promuovere l’accoglienza dei minori e la solidarietà familiare attraverso l’affido e l’adozione, ponendo l’accento su solidarietà, utilità sociale, cooperazione nazionale, educazione e inclusione, e mettendo al centro il valore della persona umana grazie a reti di volontariato.Oggi oltre 30 mila bambini vivono fuori dalla propria famiglia, e molti vengono accolti in strutture; per questo servono più sostegno, più famiglie disponibili e comunità più consapevoli. Il progetto C.A.S.A. agisce su tre fronti: sensibilizzazione all’accoglienza, formare operatori, famiglie e comunità, fornire supporto nei percorsi di affido e adozione. Dal mese di marzo cinque sono gli appuntamenti in programma. Il programma verrà ufficialmente presentato in Regione Piemonte nella giornata di martedì 17 marzo prossimo, mentre venerdì 13 marzo Daniele Racca presenterà il suo libro “Supereroi in affido”(edizioni San Paolo).

Sabato 14 marzo, al teatro San Giuseppe di Torino, si terrà un concerto dell’orchestra da camera Magister Harmoniae, con Fabrizio Sandretto al pianoforte. Martedi 17 marzo, a Grugliasco, si terranno gli interventi di Adriano Bordignon e Roberto Gontero, presidente nazionale e presidente regionale del Forum delle Associazioni familiari. Venerdì 20 marzo, all’Oasi OMG di Diego Rizzi a Torino, verrà presentato il libro “Scegli me” con l’autrice Muluye Feraboli. Il progetto C.A.S.A. è finanziato dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, e ha una durata di 18 mesi, e vede il Forum delle Associazioni Familiari come capofila, affiancato da undici associazioni.

Info, dettagli e prenotazioni: forumfamigliapiemonte5@gmail.com

Mara Martellotta

Comuni, fino al 24 marzo bando per l’attività sportiva di base

È pubblicato da  mercoledì 24 dicembre 2025, sul sito della Regione Piemonte il bando che mette a disposizione risorse per oltre 1,4 milioni di euro (esattamente 1.441.115,80 €) destinate ai Comuni e altri Enti locali piemontesi per la promozione dell’attività sportiva di base sui territori. Sono risorse provenienti dallo Stato per interventi di riqualificazione, realizzazione e allestimento di aree, spazi e percorsi attrezzati per l’attività sportiva di base sul territorio regionale. Il bando resta aperto fino alle ore 12 del 24 marzo 2026.

Lo annuncia l’assessore al Commercio, Agricoltura e Cibo, Turismo, Sport e Post-olimpico, Caccia e Pesca, Parchi della Regione Piemonte Paolo Bongioanni, che illustra: «È una misura innovativa per la promozione dell’attività sportiva di base sui territori, che non ha precedenti e che testimonia la sensibilità e attenzione del Governo Meloni e del ministro dello Sport Andrea Abodi per il ruolo fondamentale di cui sono investiti i nostri Comuni per dare a tutti la possibilità di avvicinarsi allo sport e ai suoi valori e benefìci in una logica che riesca a coniugare in modo equilibrato qualità e prossimità dell’offerta. È un bellissimo esempio di come Stato e Regione riescono a mettere a disposizione le risorse disponibili a sostegno dei piccoli Comuni – troppo spesso afflitti da penuria di mezzi e rigidità burocratiche – per offrire a tutti la possibilità di accedere alla pratica sportiva con strutture di qualità e vicino a casa».

Il bando prevede la concessione ai Comuni piemontesi con popolazione fino a 15.000 abitanti, e alle Unioni di Comuni composte da Enti tutti con popolazione fino a 15.000 abitanti, di contributi per interventi di nuova realizzazione, risistemazione e allestimento di:

  • Percorsi ludico-sportivi, multidisciplinari;

  • Spazi per favorire l’attività motoria e sportiva per le scuole senza palestra (all’interno o all’esterno degli istituti scolastici);

  • Aree attrezzate per le attività sportive, fisico-motorie all’aperto.

Per essere ammessi i progetti dovranno avere un importo minimo totale di 10mila euro ciascuno. Il sostegno del bando copre in conto capitale l’80% del costo di ogni singolo progetto fino a un importo massimo di 100mila euro. Ogni ente potrà presentare un solo progetto. I criteri di valutazione assegnano in sede di valutazione un punteggio crescente meno è il numero di abitanti del Comune, proprio per favorire i centri più piccoli. Lo stesso criterio premiale è riservato ai Comuni privi di impianti sportivi. I lavori dovranno concludersi entro 24 mesi dalla data di ammissione al contributo.

Questo bando segue di pochi giorni la pubblicazione della graduatoria di quello che ha finanziato 232 realtà sportive del Piemonte per l’organizzazione e realizzazione di eventi agonistici. Imminente la pubblicazione di quello, molto atteso, per la riqualificazione dell’impiantistica, e dei due bandi per l’efficientamento energetico e l’uso di energie rinnovabili, in arrivo in primavera. Commenta l’assessore Bongioanni: «A inizio 2026 lanceremo il bando con l’importante dotazione di 5 milioni di euro per riqualificare il sistema impiantistico del Piemonte: dai grandi eventi allo sport di base. La Regione Piemonte è attiva con il massimo impegno su tutti i fronti per assicurare il sostegno e incentivare la possibilità di una pratica sportiva con le migliori strutture e la miglior capillarità sul territorio».

Le domande di contributo potranno essere presentate esclusivamente per via telematica, tramite Servizionline – Bandi Cultura, Turismo e Sport e Commercio – FINanziamenti DOMande all’indirizzo web:

https://bandi.regione.piemonte.it/contributifinanziamenti/avviso-pubblico-di-finanziamento-ai-comuni-piemontesi-la-promozione.

Salvati mamma affetta da rara malattia e neonato, al Sant’Anna di Torino

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Una diagnosi difficile, un intervento ad altissimo rischio e, al centro di tutto, una straordinaria alleanza di competenze. È la storia a lieto fine che arriva dall’ospedale Sant’Anna di Torino, dove Eleonora, una donna di 38 anni, alla terza gravidanza dopo due precedenti tagli cesarei, è stata seguita e curata con successo in una delle situazioni più complesse dell’ostetricia moderna.

La paziente era stata indirizzata al Centro di ecografia dell’ospedale Sant’Anna (diretto dal dottor Andrea Sciarrone) per una placenta previa centrale con sospetto accretismo (ovvero quando la placenta si attacca tenacemente all’utero e lo infiltra a tutto spessore, occludendo anche la via di passaggio alla vagina). A 28 settimane la diagnosi si è chiarita:placenta percreta, una condizione rara e potenzialmente letale, in cui la placenta invade in profondità i tessuti circostanti, causando emorragie che possono mettere a rischio la vita della donna e del nascituro. Da quel momento, la donna è stata presa in carico dalla Ostetricia e Ginecologia 3 (diretta dal dottor Corrado De Sanctis), che ha immediatamente attivato un percorso altamente specializzato, coordinato dalla dottoressa Eleonora Pilloni e da tutta l’équipe ostetrica della Divisione.

Fondamentale l’approfondimento diagnostico con risonanza magnetica, eseguita dalle dottoresse Stephanie Gentile e Donatella Tota, che ha confermato l’estensione del percretismo fino alla cupola vescicale e al parametrio di sinistra. Un quadro clinico che non lasciava spazio all’improvvisazione.

La risposta è stata una pianificazione meticolosa: ricovero preventivo e taglio cesareo programmato alla 35ª settimana, con contestuale isterectomia (rimozione dell’utero). Il dottor Paolo Cortese, coadiuvato dal dottor Corrado De Sanctis e dal dottor Giuseppe Garbagni, ha eseguito un intervento lungo e delicatissimo, reso ancor più complesso dalle aderenze dovute ai precedenti interventi chirurgici, soprattutto a livello vescicale. In sala operatoria l’équipe anestesiologica altamente specializzata in emergenze ostetriche, coordinata dalla dottoressa Mariella Maio, e quella neonatologica, diretta dalla dottoressa Caterina Carbonara. Non ultimo limportante supporto della caposala Erika Pejrasso con tutto il personale del comparto.

A fare la differenza, però, è stata la sinergia tra ospedali e specialità: decisivo l’intervento del dottor Pierluigi Muratore della Radiologia interventistica dell’ospedale Molinette di Torino (diretta dal dottor Andrea Doriguzzi Breatta). Prima dell’intervento sono stati posizionati due cateteri a palloncino nelle arterie ipogastriche. Dopo la nascita del bambino (Riccardo di 2760 g), previo controllo degli stessi con amplicaficatore di brillanza (arco a C) in prestito dall’ospedale Infantile Regina Margherita, il loro gonfiaggio ha ridotto drasticamente l’afflusso di sangue all’utero, consentendo ai chirurghi di operare con maggiore sicurezza e visibilità.

Il risultato parla da sé: perdite ematiche contenute, in gran parte recuperate e reinfuse grazie alla tecnica dell’emorecupero, gestito dal personale ostetrico di sala cesarei dell’ospedale Sant’Anna. Nessuna trasfusione di sangue, mamma e neonato in buone condizioni, dimissione dopo soli cinque giorni dall’intervento.

Un successo che non è frutto del caso, ma di una gestione multidisciplinare impeccabile e del coordinamento della dottoressa Manuela Ceccarellidella Direzione Sanitaria di Presidio (Direttore dottor Umberto Fiandra).

Ancora una volta un esempio delle eccellenze multidisciplinari della nostra Città della Salute e della Scienza. Ringrazio i nostri professionisti, che hanno reso possibile tutto ciò. Il valore aggiunto espresso dalla Città della Salute e della Scienza di Torino è consistito nella possibilità di schierare contemporaneamente tutte le competenze mediche e sanitarie di tutte le specialità che erano necessarie per trattare nel migliore dei modi le diverse sfaccettature di questo particolare caso clinico” dichiara Livio Tranchida (Direttore generale CDSS).