RITRATTI TORINESI
Internocortile Atelier rappresenta una realtà abbastanza unica nel panorama torinese per le creazioni e la vendita di gioielli di design e che si esprime attraverso le tante collaborazioni che la titolare, Silvia Tardy, fin dal 2012 ha intessuto con designer e orafi, creando una selezione di gioielli ampia e dai differenti contenuti.

Appassionata da sempre di design, e dopo tanti anni di esperienza nel mondo dell’arte contemporanea, Silvia Tardy ha trasferito la sua attività denominata Internocortile Atelier in via Fratelli Calandra 7 a Torino, nel 2016. Specializzata nel gioiello d’autore ma ergonomico, ovvero quello funzionale ad essere indossato nella vita di tutti i giorni e che si differenzia dal “gioiello d’artista”, appartenente all’estetica concettuale degli oggetti d’arte, offre una proposta di una decina tra designer e orafi, ognuno con la sua ispirazione particolare basata su esperienze e vissuti che confluiscono nella creazione del gioiello.

Gli orafi e designer che collaborano con Silvia Tardy basano, per lo più, le loro creazioni su un forte legame con la natura, utilizzando pietre semipreziose accompagnate da una base di bronzo o argento. Tutti i gioielli qui in vendita sono rigorosamente made in Italy, anche se non tutti i loro creatori sono italiani. In questo negozio si possono trovare anche numerosi gioielli a prezzi contenuti, che conferiscono al luogo un taglio meno elitario, incentrato sulla bellezza del manufatto e la cura del cliente.

“Del gioiello ho sempre amato il senso di bellezza e armonia che è capace di trasmettere su chi lo indossa – spiega Silvia Tardy – è una vera e propria espressione artistica, in quanto portatore di bellezza e piacere, un modo di ‘sentire’ la vita Il gioiello svela e racconta la personalità di chi lo crea e di chi lo sceglie evidenziandone sensibilità e gusti. Citando Simone de Beauvoir, ‘il gioiello è il fiore nato dalle profonde radici della poesia interiore’.
Il lavoro che svolgo con passione e professionalità è basato sul contatto diretto con il cliente, di cui cerco di individuare il senso estetico intimo, non solo fisiognomico, al fine di far risaltare la sua personalità attraverso la bellezza del gioiello. Questa intenzione è simboleggiata in particolare dalla mia Balena, su verso la luce, un ciondolo rappresentante appunto una balena, emblema della capacità di andare a fondo, di acquisire nuove consapevolezze e di saper tornare in superficie con nuova leggerezza”.
Mara Martellotta










Quanto è accaduto il 7 ottobre 2023 con il massacro efferato da parte di Hamas a danno di Israele ci costringe a ricordare dopo un anno l’aggressione subita dagli israeliani uccisi o diventati ostaggi. I rapporti tra Palestinesi e Israele sono stati sempre difficili. Ma ad un anno di distanza io resto più che mai vicino ad Israele in coerenza con la mia storia anche personale. L’antisemitismo internazionale e quello nostrano e’ l’erede di Hitler e anche di Stalin. Questa e’ la verità che può dare fastidio ad alcuni, ma resta storicamente l’unica lettura possibile di una pagina drammatica della nostra storia. Essere oggi filo palestinesi appare, nella migliore delle ipotesi, il frutto di una crassa ignoranza e di una faziosità grossolana. Gli unici olocausti sono stati quelli di cui furono vittime gli Ebrei e gli Armeni. Chi parla di un olocausto palestinese dice una menzogna priva di ogni fondamento. E’ indispensabile infine denunciare la totale assenza dell’Unione Europea in questa vicenda che è molto più vicina a noi di quanto si possa pensare. E’ un’Europa impotente ed impaurita che si barcamena e non sa decidere.
Verrà inaugurata una lapide sulla casa di via Sacchi 66 abitata da Norberto Bobbio. Un’ottima e anche una doverosa idea per onorare un grande del ‘900. A pochi torinesi è stato riconosciuto questo onore e Bobbio lo merita sicuramente. Ma leggere sugli inviti, insieme al Comune di Torino, anche il Centro Gobetti con il nome del suo presidente Revelli costituisce un precedente inedito e anomalo perché mai nessuna associazione è stata inserita con questa ufficialità. E poi avrei dei dubbi sul fatto di identificare Bobbio col Centro Gobetti di cui il filosofo solo negli ultimi tempi è stato presidente. Il Centro Gobetti è stato da sempre filo- comunista in modo esasperato. Ricordo l’estremismo di Carla Gobetti che fu molto intollerante. Bobbio per anni non fu un gobettiano. I suoi riferimenti culturali erano più complessi e raffinati rispetto all’acerbo pensiero in nuce del pur geniale
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