Nata nel 2012 nella Parrocchia Madonna della Guardia di Borgata Lesna, la compagnia teatrale COMFRA – Combriccola Francescana è un gruppo di giovani e adulti che porta in scena spettacoli dal forte valore umano e cristiano.
L’idea è semplice ma potente: usare il teatro come mezzo per trasmettere messaggi di fraternità, solidarietà e speranza, coinvolgendo la comunità in momenti di riflessione, gioia e condivisione. La COMFRA è cresciuta all’interno dell’oratorio parrocchiale e continua a essere un punto di riferimento per chi desidera mettersi in gioco, imparare e donare qualcosa agli altri attraverso l’arte.
Negli anni la compagnia ha realizzato musical e spettacoli teatrali, portando il proprio messaggio anche fuori dalla parrocchia, sempre con entusiasmo e spirito francescano.
Chiunque voglia partecipare o saperne di più può visitare il sito ufficiale:
www.combriccolafrancescana.it
Enzo Grassano



Qualche anno fa, quando fui invitato alla Fondazione “Natalino Sapegno” nel castello di Morgex (Aosta ) a presentare il mio libro “Figure dell’Italia civile”, venni fatto oggetto – al di là della gentilezza nell’accoglienza – di una durissima reprimenda per il mio anticomunismo che appariva dal libro. Fui accusato di essere un vetero seguace di Croce;l’educazione e il cortese invito ricevuto mi impedirono di ritorcere contro il mio illustre interlocutore l’accusa di vetero applicata al suo entusiasta ed esibito “catto-comunismo” , come lui stesso disse, ricordando che si era avvicinato al PCI proprio negli anni in cui Berlinguer propose il compromesso storico con i cattolici, una scelta che forse lo stesso Sapegno non condivideva pienamente. Fu comunque un bel dibattito ricco di spunti conflittuali che di norma mi entusiasmano più dei consensi formali, magari espressi solo per motivi di diplomazia. Io sapevo che Natalino Sapegno (che conobbi di persona insieme al suo amico -ex gobettiano come lui -Mario Soldati che non lo apprezzava particolarmente) da iniziale fervido crociano era diventato comunista, ma ritenevo questo passaggio graduale nel tempo. Me lo confermò anche Carlo Dionisotti, amico di Gobetti, che mai cedette alle infatuazioni gramsciane.
