L’audizione odierna delle associazioni Terra!, Libera e Confindustria ha offerto molte piste di lavoro per la Regione.
Il caporalato sta cambiando pelle, i dazi e i vincoli della Grande Distribuzione impattano sulla nostra agricoltura, la manodopera è sempre più scarsa e vulnerabile.
Sono i temi di cui si è discusso oggi in commissione legalità, audendo le associazioni Terra!, Libera e Confindustria.
Sono emerse molte piste di lavoro, che porteremo in Consiglio regionale: l’incentivo alle assunzioni dirette, per arginare l’intermediazione non sempre corretta delle cooperative senza terra, l’allentamento delle rigidità del decreto flussi per adattarsi meglio alle tempistiche stagionali, la responsabilizzazione della Grande Distribuzione, l’adozione di modelli abitativi innovativi, per coinvolgere anche l’Edilizia residenziale pubblica, il potenziamento dei controlli e dei meccanismi di incontro tra domanda e offerta di lavoro.
In un quadro minaccioso come quello del nuovo protezionismo commerciale innescato dagli USA, occorre agire velocemente per mettere al riparo le filiere agricole piemontesi e promuovere un lavoro agricolo redditivo e di qualità.
La redditività del comparto contribuisce al rispetto delle norme del lavoro.
Domenico ROSSI – presidente commissione legalità e segretario PD Piemonte
Monica CANALIS – vice presidente commissione lavoro e attività produttive del Consiglio regionale
Esiste a Torino una tal Ammj Traorè che è vice presidenta di Torino Bike Pride. Ho letto una sua intervista sul tema dei monopattini ed ho capito che la signora in questione vorrebbe una città a misura di monopattini, un po’ come Adriano Olivetti (si fa per dire) la voleva a misura d’uomo. Tutti, secondo l’intervistata, debbono adeguarsi al monopattino e alle sue esigenze. A dare autorevole forse involontario avallo al “libero monopattino in libera città” è stato niente di meno che un assessore, beccato in monopattino senza casco. Secondo la vice presidenta a provocare problemi è la velocità delle auto a cui va imposto il limite di 30 Km. all’ora. La realtà è diversa: per chi ancora si azzarda ad andare in auto i monopattini sono un intralcio e un pericolo costante e imprevedibile. La pretesa di rallentare il traffico per privilegiare i monopattini appare una pura follia perché guidare a Torino con le mille restrizioni operate in queste anni diventa un rebus. Anni fa un amico romano volle accompagnarmi dagli studi Rai al Pantheon. Arrivati ad un certo punto, dopo svariati tentativi, si fermò davanti ad un parcheggio di taxi e mi disse che rinunciava all’impresa e si disse disposto ad offrirmi il taxi . In effetti girare Roma in auto non è cosa semplice. Ma con l’arrivo dei divieti di transito, i ciclisti e monopattini oggi girare in auto in una città diventa impresa disperata .A Parigi nel 2024 hanno assunto decisioni drastiche per impedire ai monopattini di paralizzare la città. In Italia e a Torino si discute senza decidere. Ma i toni bellicosi della vicepresidenta fanno pensare che finiranno di prevalere i monopattini senza targa e senza regole perché dette regole potrebbero penalizzare i loro fruitori. Per capire l’assurdità di certe posizioni basta leggere che , secondo la signora ,“mancano agli incroci delle infrastrutture protette. Le piste ciclabili si interrompono improvvisamente agli incroci. “Non si riesce a capire quali sarebbero le infrastrutture necessarie agli incroci per favorire i monopattini. La signora in questione aggiunge anche che la sua associazione dà “pareri tecnici” per migliorare la circolazione. Quali essi siano è facile immaginare.