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Rivoli: inaugurata la nuova sede di Banco Farmaceutico Torino

È stata inaugurata a Rivoli, in via Pavia 68, la nuova sede di Banco Farmaceutico Torino OdV, un presidio territoriale stabile che rafforza in modo concreto il contrasto alla povertà sanitaria e consolida il ruolo della città come punto di riferimento per le politiche di cura, solidarietà e inclusione.

La nuova sede, con oltre 400 metri quadrati di spazi, nasce per garantire continuità e sviluppo alle attività di Banco Farmaceutico: circa 100 mq sono dedicati agli uffici, mentre la parte restante è destinata alla ricezione, registrazione e lavorazione dei farmaci e dei beni sanitari donati da privati e aziende. Un luogo operativo, ma anche aperto alla comunità, pensato per favorire il lavoro di rete con enti, istituzioni, volontari e partner del territorio.

All’interno dell’area magazzino è stata inoltre realizzata una sala polivalente, dedicata alle attività con e per i volontari, alla formazione, agli incontri e alle iniziative di volontariato aziendale, rafforzando la vocazione della sede come spazio di collaborazione e responsabilità condivisa.

All’inaugurazione hanno preso parte numerosi rappresentanti delle istituzioni e del mondo associativo, tra cui il Presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio, la Vicesindaca di Torino Michela Favaro, gli assessori alle politiche sociali di Regione e Comune Maurizio Marrone e Jacopo Rosatelli, il Sindaco di Rivoli Alessandro Errigo ed Elide Tisi della Pastorale Sociale e del Lavoro della Diocesi di Torino, la Presidente di Banco Farmaceutico Torino Odv Paola Saglietti, insieme a fondazioni e partner che hanno sostenuto il percorso di apertura della sede.

«Siamo molto contenti che Rivoli ospiti la nuova sede di Banco Farmaceutico Torino, una realtà che da anni svolge un lavoro prezioso e silenzioso a sostegno delle persone più fragili. Rivoli è una comunità che crede nella cura, nella responsabilità condivisa e nella capacità di fare rete, e l’apertura di questo nuovo presidio rappresenta un passo importante nel rafforzare il contrasto alla povertà sanitaria sul territorio – afferma il Sindaco di Rivoli Alessandro Errigo – La salute è un diritto fondamentale e questa sede diventa un punto di riferimento stabile per intercettare i bisogni, recuperare risorse preziose e trasformarle in aiuto reale per chi è in difficoltà. Non solo un luogo operativo, ma anche uno spazio di collaborazione, volontariato e responsabilità condivisa, dove istituzioni, terzo settore e cittadini lavorano insieme. Un esempio virtuoso di come una città solidale sappia prendersi cura delle persone per non lasciare indietro nessuno».

I numeri restituiscono con chiarezza il valore di questo impegno: in Piemonte Banco Farmaceutico sostiene oltre 60.000 persone in condizione di povertà sanitaria, grazie alla collaborazione con più di 160 enti del Terzo Settore. Nel solo 2025, a livello regionale sono state recuperate oltre 281.000 confezioni di farmaci, per un valore superiore ai 4,39 milioni di euro, attraverso le Giornate di Raccolta del Farmaco, il recupero di medicinali validi non scaduti e le donazioni aziendali.

Con l’apertura della nuova sede, Rivoli rafforza il proprio ruolo all’interno di una rete territoriale ampia e strutturata, confermando l’impegno dell’Amministrazione comunale nel sostenere iniziative capaci di trasformare la solidarietà in risposte concrete ai bisogni di salute delle persone più fragili.

Pronto? Ci sei?

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Quante volte ci è capitato di parlare di lavoro o, tra amici, di chiacchierare amabilmente notando che uno dei presenti sembra distratto, assente, quasi non capisse di cosa si stia parlando.

In virtù del pensiero unico, ormai imperante, diamo per scontato che quella persona a) si dia arie e si ritenga superiore agli altri, b) non stia capendo il discorso, sicuramente per limiti suoi, c) è timido e non riesce ad inserirsi nel discorso.

Quasi nessuno, complice il QI in caduta libera almeno nei Paesi occidentali, pensa che quella persona preferisca ascoltare prima di parlare, che voglia acquisire elementi per poter giudicare oggettivamente, che stia valutando tutte le persone coinvolte.

Al QI in coma si aggiunge l’ormai consolidata prassi del pensiero unico: il primo che sui social lancia un commento, critica o approva un post, viene preso inconsciamente a modello di perfezione, a guru indiscusso dell’argomento e chiunque osi dissentire o anche solo astenersi dal commentare viene indicato come fallito, incapace, boomer o peggio.

Un adagio orientale dice “Il saggio parla poco e pensa molto” a indicare che se vuoi esprimere concetti attendibili devi avere tempo e modo di valutare tutti gli elementi, anche quelli meno evidenti.

Chi mi conosce bene sa che io non sbaglio quasi mai l’impressione che ho di una persona, già al primo contatto, a condizione che mi sia dato il tempo per studiarlo; il che avviene anche parlandogli insieme, proponendo temi di conversazione apparentemente banali, informandomi sui suoi gusti, hobbies, ecc.

Quando vedo una persona che ascolta come se faticasse a comprendere il senso del discorso, per mia forma mentis penso stia valutando il senso delle parole, formandosi un’idea del contesto, valutando la propria posizione rispetto alle tesi emerse e la cosa non può che farmi piacere perché personalmente preferisco una persona riflessiva, che magari fornisca una risposta in ritardo ma dopo averla ponderata, piuttosto che un soggetto impulsivo che cambia idea dieci volte, che parla solo per sentire la sua voce o per dimostrare la sua attività neuronale in un raro momento di lucidità.

I social hanno incancrenito un problema preesistente, specie nel nostro Paese; il nostro triathlon è composto da lancio delle accuse, sollevamento delle polemiche e tiro del sasso nascondendo poi la mano; giudicare senza conoscere, esprimere pareri non avendo competenza in merito e alzando la voce per sostenere la propria tesi sono quanto di peggio un cervello umano possa partorire.

Partiamo dalla considerazione che il nostro giudizio su un determinato fatto dipende da alcuni fattori come esperienza, cultura, carattere e convenienza: se consideriamo che l’ignoranza (non solo a livello scolastico) sta dilagando a macchia d’olio, diventa facile comprendere come la maggior parte delle persone siano sempre più ignoranti, più litigiose, più superficiali, più venali e che, dunque, rispondono positivamente ad un numero esiguo di messaggi, eventi, discorsi ritenendo che tutto il resto non sia meritevole di esistere, sia dannoso per loro, sia censurabile a priori.

Il grosso pericolo che tutti noi corriamo è di venire trascinati in questo modus cogendi e, per non complicarci la vita, non soffrire, non stressarci, tralasciare ogni giudizio su un fatto diventando anche noi ignoranti.

Einstein sosteneva che la curiosità è sinonimo di intelligenza: se davvero è così la maggior parte delle persone che ci circondando ha il QI di un protozoo stante ciò che riescono a concepire.

A proposito di concepimento: speriamo che la riduzione del QI viaggi di pari passo con quella degli spermatozoi; sarebbe un segno incontrovertibile che la natura sa rimediare ai danni dell’uomo.

Sergio Motta

Bilancio Regione, Ravello (FdI): “Piemonte sulla rotta del risanamento”

“Investimenti su sanità, welfare e sviluppo. Chi ha gridato ai sotterfugi non ha saputo parlare nel merito”.
Con buona pace di chi ha urlato ai sotterfugi e ci ha accusato di falsificare le carte, il Bilancio di previsione la Regione Piemonte conferma una traiettoria di serietà e risanamento dei conti, unita a scelte politiche chiare a sostegno di territori, famiglie e imprese“. Ad affermarlo Roberto Ravello, vice Capogruppo di Fratelli d’Italia e Presidente della Commissione Bilancio di Palazzo Lascaris.
Il documento, che ha ottenuto il parere positivo definitivo dei revisori, garantisce equilibri finanziari e rafforza gli investimenti strategici: quasi 11 miliardi per la sanità, risorse confermate – aggiunge Ravello – per il welfare e le politiche sociali, sostegno alle attività produttive e all’innovazione, attenzione a giovani, pari opportunità, sport e cultura. Prosegue il percorso di riduzione del debito e del disavanzo, mentre crescono occupazione e attrattività del territorio. Importanti gli stanziamenti su infrastrutture, ambiente, montagna ed enti locali, così come il rilancio dell’agroalimentare e del turismo“.
E’ un bilancio – conclude Ravello – che non si limita a far quadrare i numeri, ma orienta le risorse verso una visione di sviluppo sostenibile, coesione sociale e competitività del Piemonte, anche in una fase economica complessa. Siamo soddisfatti e rivendichiamo con orgoglio il lungo e costruttivo lavoro che insieme alla Giunta abbiamo fatto in questi mesi in Commissione“.

Lista Civica Cirio Presidente: «Impegni  su sociale, ambiente, sanità e cultura» 

Interventi su 14 azioni importanti per i cittadini e le Amministrazioni locali

Sono 14 gli Ordini del Giorno collegati al Bilancio di Previsione 2026-2028 presentati dalla Lista Civica Cirio Presidente PML e approvati dal Consiglio regionale su temi sollevati da cittadini ed Enti Locali e da tempo al centro del lavoro dei Consiglieri: si tratta di atti che impegnano la Giunta regionale a stanziare risorse nella prossima Variazione al Bilancio per dare corso a interventi su tematiche sociali, culturali, ambientali e della Pubblica Amministrazione.

Gli Ordini del Giorno del Capogruppo Silvio Magliano prevedono lo stanziamento di risorse per l’esaurimento della graduatoria per il Bando della Cultura (LR 11/18), per iniziative di sostegno ai bambini e alle bambine che presentano mutismo selettivo, per la libertà di educazione, con l’impegno a erogare contributi per il Voucher per le scuole paritarie a tutte le domande ammesse, per la promozione della cultura della donazione di organi, tessuti, midollo osseo e sangue, anche con il coinvolgimento dei Comuni per sensibilizzare i cittadini sulla scelta al momento del rinnovo della Carta d’Identità, come previsto dalla normativa.

«Lavoriamo su un’idea di Cultura a 360 gradi – commenta Magliano -:  da una parte l’istruzione e il diritto alla libera scelta educativa, dall’altra la consapevolezza che conoscere disturbi meno noti, ma non per questo meno gravosi per chi li vive e le famiglie, è la strada perché chi è fragile non resti indietro; quindi il sostegno per associazioni ed enti culturali; infine la cultura della donazione , al fine di promuovere il valore fondamentale di scegliere la vita attraverso l’atto di donare organi, midollo e sangue».

Sergio Bartoli, attraverso i suoi Ordini del Giorno, ha richiesto alla Giunta l’impegno per la sperimentazione di metodi di trattamento per malattie neurologiche attraverso metodi basati sulla neuroplasticità, come il metodo Feldenkrais, per la rimozione dell’amianto dagli edifici pubblici nei piccoli comuni, per il Museo Ferroviario Diffuso, in particolare per stazioni e materiale storico delle linee Ciriè-Lanzo e Canavesana, per la sostituzione di caldaie a legna nelle abitazioni private, per la tutela della biodiversità e il sostegno al Centro Grandi Carnivori, per lo scorrimento della graduatoria del Bando Obiettivo Comuni dedicato alla realizzazione di opere strategiche nei comuni con meno di 35mila abitanti.

«Il mio lavoro – commenta Bartoli – nasce dal rapporto con il territorio e gli Enti Locali: le tematiche su cui ho chiesto l’impegno della Giunta sono particolarmente rilevanti per lo sviluppo delle piccole comunità e del nostro territorio e per la tutela del nostro patrimonio ambientale».

Mario Salvatore Castello ha invece richiesto l’impegno della Giunta regionale per contributi alle aziende che attuano iniziative per la riduzione delle emissioni di gas climalteranti, quali anidride carbonica, metano, fluorurati e protossido di azoto, e per le relative certificazioni.

«L’impegno delle nostre aziende per la tutela dell’ambiente è innegabile, anche per l’approfondita normativa vigente, e richiede investimenti onerosi – commenta Castello -; sostenerne lo sforzo è un riconoscimento per il lavoro importante svolto in quest’ambito cruciale e un segnale di attenzione verso investimenti doverosi, ma che in molti casi rischiano di comportare uno svantaggio competitivo sui mercati».

Per Elena Rocchi l’impegno è dedicato al sostegno ai piccoli Comuni per il rinnovo degli strumenti urbanistici, a partire dal Piano regolatore e allo scorrimento della graduatoria del Bando per attrezzature fieristiche per Pro Loco e Associazioni combattentistiche.

«Sappiamo tutti quanto sia importante per moltissimi comuni l’apporto dato dalle Pro Loco e dalle Associazioni d’arma, sempre presenti e attive – spiega Rocchi -; il Bando per i contributi per il rinnovo e la messa in sicurezza del materiale fieristico, nonostante alcuni stanziamenti aggiuntivi, non ha ancora esaurito la graduatoria del progetti ammessi: con il mio Ordine del Giorno impegniamo la Giunta a raggiungere questo traguardo. Il secondo atto approvato dal Consiglio, invece, viene incontro alle esigenze dei piccoli comuni che devono rinnovare i propri piani regolatori o altri strumenti urbanistici, azione necessaria ma difficoltosa per costi e complessità tecniche, eppure decisiva per lo sviluppo delle nostre comunità».

Daniele Sobrero ha richiesto l’impegno della Giunta, infine, per riproporre una misura che la Lista Cirio aveva già inserito nel Bilancio del 2025 e che aveva ottenuto positivi risultati: lo stanziamento di risorse per i lavori di manutenzione straordinaria tra 5mila e 15mila euro nelle case popolari piemontesi.

«Sono appartamenti – afferma Sobrero – che necessitano di piccoli lavori per essere nuovamente assegnati: nel 2025 lo stanziamento di 300mila euro in aggiunta a fondi nazionali ha consentito di rendere nuovamente assegnabili oltre 100 alloggi, offrendo una soluzione ai problemi abitativi di altrettante famiglie».

Torino tra birra, storia e cultura. Il febbraio artigiano del birrificio Metzger

Torino si scopre camminando, ascoltando e degustando e a febbraio lo fa attraverso le esperienze firmate birrificio Metzger, che prosegue con il suo calendario di eventi capaci di intrecciare storia urbana, artigianalità brassicola e convivialità.
Dopo la riapertura dello storico birrificio torinese di via Catania 37, nel cuore di borgo Rossini, Metzger si conferma protagonista di una nuova stagione culturale torinese, dove la birra diventa strumento di relazione e di narrazione. Due gli appuntamenti di febbraio organizzati dal birrificio Metzger.
Si comincia sabato 7 febbraio dalle 15 alle 17.30, con il Walking Tour dal titolo “ Dall’Art Nouveau alla birra di Torino”, una passeggiata guidata tra le architetture liberty e le memorie industriali di borgo Rossini, capace di condurre i partecipanti in un viaggio lungo un secolo di trasformazioni urbane. Il percorso si conclude nel birrificio, con visita e degustazione, per un’esperienza da assaporare, passo dopo passo.

Si continua poi domenica 22 febbraio prossimo con la Metzger Experience, visita guidata alla scoperta della produzione della birra. Si tratta di un’immersione completa nel mondo Metzger, con welcome beer, visita agli spazi produttivi, degustazione guidata e laboratorio sensoriale insieme ai birrai. Un appuntamento pensato per chi desidera comprendere da vicino il valore dell’artigianalità, le tecniche produttive e il linguaggio del gusto.
L’esperienza si ripeterà ogni quarta domenica del mese, mentre i walking tour proseguiranno ogni secondo sabato del mese fino a giugno.

Mara Martellotta

“Gli allevatori che producono energia da biogas vanno sostenuti”

Non si può accettare il,taglio dei prezzi minimi garantiti

“Non possiamo accettare che non venga tutelata una produzione energetica strategica per il Paese come il biogas agricolo – afferma il Presidente di Coldiretti Torino, Bruno Mecca Cici – siamo assolutamente contrari al taglio dei prezzi minimi garantiti agli allevatori per l’elettricità, prodotta da impianti che sono costati investimenti di centinaia di migliaia di euro, e che stanno affiancando alla produzione già strategica, come quella del cibo, l’altrettanto strategica produzione di energia di cui sono affamate le nostre città e le nostre industrie”.

Così Mecca Cici ha commentato la notizia del taglio ai prezzi minimi per il biogas, contenuto nella bozza del DL Bollette.

“Il biogas prodotto negli allevamenti è ormai una fonte energetica insostituibile, assolutamente pulita e rinnovabile, una fonte che contribuisce all’abbattimento della CO2 e del metano emessi in atmosfera, e che rappresenta la giusta strada per produrre energia pulita proprio da quegli allevamenti che vengono attaccati perché ritenuti inquinanti. Abbiamo sempre letto i dati ISPRA e ARPA, che confermano l’ininfluenza delle emissioni degli allevamenti sulla qualità dell’aria delle grandi città, ma abbiamo scelto di fare comunque la nostra parte, affinché investimenti epocali per una famiglia di agricoltori, come quelli necessari per un impianto di biogas, siano effettivamente remunerativi nel tempo. Uno strumento equo è quello della garanzia di un prezzo minimo garantito a chi produce, eppure lo si vuole tagliare. Siamo sempre alle solite, all’agricoltore devono andare le briciole, anche se il prodotto, in questo caso energetico, viene pagato a caro prezzo dai consumatori, in questo caso dagli utenti. Come agricoltori e come cittadini non ci stiamo”.

In provincia di Torino sono attivi 54 impianti di produzione elettrica del biogas, con una tendenza in crescita negli ultimi anni. 24 di questi sono di potenza installata sotto i 300 kw, 6 sono tra i 300 e i 600 kw, 24 sono impianti da oltre 600 kw, fino a 1 mw. Se si guarda all’intero Piemonte, terza regione italiana per impianti di biogas, si arriva a 250 impianti, di 135 fino a 300 kw, 18 fra 300 e 600 kw, 97 da 600 kw a 1 mw. L’intrattenimento potenza prodotta dagli allevamenti torinesi è immessa in rete soddisfacendo il consumo elettrico annuo di circa 20 mila famiglie. Se passiamo alla scala regionale, la potenza installata può generare l’energia elettrica in grado di soddisfare i consumi annui di 150 mila famiglie.

Mara Martellotta

Torino, rafforzate le misure di sicurezza in vista della manifestazione di sabato 

Si è riunito nuovamente il Comitato provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica, presieduto dal Prefetto di Torino Donato Cafagna, con la partecipazione del Questore e dei Comandanti provinciali dell’Arma dei Carabinieri e della Guardia di Finanza, per definire le misure di tutela in vista della manifestazione in programma sabato 31 gennaio nel capoluogo piemontese.

Al centro dell’incontro, l’analisi dei profili di rischio connessi all’evento e la pianificazione delle modalità di gestione dell’ordine pubblico. Grazie al costante confronto tra la Questura e i promotori dell’iniziativa, sono state individuate le linee guida per il percorso e lo svolgimento del corteo, che saranno formalizzate con specifiche indicazioni della Questura.

Il corteo partirà dalle stazioni di Porta Susa e Porta Nuova, per poi convergere lungo corso Vittorio Emanuele II in direzione del lungo Po, dove si ricongiungerà con il gruppo di manifestanti proveniente da Palazzo Nuovo. La manifestazione proseguirà attraverso il quartiere Vanchiglia e si concluderà in zona Regio Parco, area individuata dagli organizzatori come punto di sosta per i pullman degli attivisti.

Alla luce degli episodi verificatisi in recenti manifestazioni analoghe – durante le quali gruppi di antagonisti travisati hanno lanciato bottiglie molotov, bombe carta e altri artifizi pirotecnici contro le forze dell’ordine – il Prefetto ha disposto, a tutela della sicurezza pubblica, l’adozione di due ordinanze contingibili e urgenti per le zone interessate dal corteo, attualmente in fase di notifica e pubblicazione.

Il primo provvedimento prevede il divieto di somministrazione da asporto e di detenzione di bevande in contenitori di vetro, alluminio o comunque idonei all’offesa. Con la seconda ordinanza viene invece vietato il possesso di oggetti e materiali atti a occultare il volto (caschi, maschere, mascherine e simili), nonché di fumogeni e materiali esplodenti di qualsiasi natura, al fine di prevenire comportamenti violenti.

Il Comune di Torino è stato infine incaricato di predisporre i necessari provvedimenti in materia di viabilità, divieti di sosta e rimozione dei cassonetti per la raccolta dei rifiuti, oltre alla comunicazione del percorso della manifestazione agli operatori economici e alla cittadinanza.

Referendum giustizia: al Liceo Majorana di Torino il primo incontro

Sensibilizzazione al voto nelle scuole superiori

Riceviamo e pubblichiamo

Si è svolto oggi, presso il Liceo Majorana di Torino, il primo di una serie di incontri di sensibilizzazione dedicati al referendum sulla giustizia previsto per il prossimo mese di marzo, rivolti alle studentesse e agli studenti delle scuole superiori.

All’iniziativa hanno partecipato la Vicepresidente del Senato Anna Rossomando e l’Avvocato Mauro Anetrini, che hanno illustrato rispettivamente le ragioni del NO e del SÌ, offrendo ai ragazzi entrambe le visioni politiche e giuridiche sul tema e garantendo un confronto equilibrato e pluralista.

Il confronto si è svolto in un clima civile, pacato e rispettoso, dimostrando concretamente come il dibattito politico possa e debba essere serio e costruttivo anche a partire da posizioni differenti. Un’occasione preziosa di approfondimento e formazione civica, che ha permesso agli studenti di porre domande, confrontarsi direttamente con argomentazioni diverse e sviluppare un pensiero critico informato.

Un ruolo centrale è stato svolto dai rappresentanti di istituto, Nicolò Donvito, Rebecca Maggiora e Alice Cassinis, che hanno promosso e moderato l’evento con competenza e senso di responsabilità, dimostrando come l’interesse per la politica sia già vivo tra i giovanissimi, e come questi ultimi, molte volte, siano sottovalutati.

“Questo dibattito dimostra che oggi i giovani hanno bisogno e cercano, tramite la scuola, di prendere parte alla vita politica del nostro Paese. 

Si sente spesso parlare di astensionismo giovanile, ma credo, e questo evento lo rappresenta, che questa disaffezione non sia data dall’indifferenza, bensì dalla poca rappresentanza che i giovani hanno oggi all’interno della politica. 

L’evento è quindi una volontà degli studenti di portare la vita pubblica all’interno della scuola” dichiara il rappresentante Nicolò Donvito.

L’incontro al Liceo Majorana rappresenta il primo appuntamento di un percorso più ampio che sta dando vita a un vero e proprio movimento studentesco di sensibilizzazione al voto: un’iniziativa promossa ed organizzata da Jacopo Geromin, che, con l’aiuto dei rappresentanti di istituto dei licei del territorio torinese, nelle prossime settimane proseguirà in altre scuole con la partecipazione della Senatrice e di altri esponenti del SÌ.

L’obiettivo di Geromin e Donvito è costruire una rete attiva di studenti e studentesse capace di stimolare l’interesse dei giovani alla partecipazione politica, rafforzare la consapevolezza democratica costituzionale, valorizzare il pluralismo delle idee e favorire un coinvolgimento diretto in vista di un appuntamento referendario di grande rilievo per il Paese.

Manifestazione a Torino, scontro aperto sui cortei: gli organizzatori confermano tre percorsi

Si avvicina la giornata di mobilitazione prevista per sabato 31 gennaio 2026 a Torino, ma il confronto tra organizzatori e istituzioni è sempre più teso. I promotori della manifestazione hanno infatti ribadito la scelta di dare vita a tre cortei distinti, in aperto contrasto con le indicazioni arrivate dalla prefettura, che aveva chiesto una revisione del piano.

Nei giorni precedenti all’evento, agli organizzatori era stato sollecitato un cambiamento significativo: evitare il passaggio nelle zone centrali della città e accorpare la protesta in un’unica sfilata, rinunciando ai tre percorsi inizialmente comunicati. Una richiesta che non è stata accolta e che ha portato a una presa di posizione netta da parte dell’area autonoma e dei centri sociali coinvolti.

La risposta è contenuta in un documento diffuso pubblicamente, nel quale i promotori rivendicano il senso politico della scelta. “Il 31 gennaio non è un problema di ordine pubblico, è l’opposizione sociale che rompe gli argini e si prende lo spazio che le spetta“, scrivono, respingendo l’idea che la mobilitazione rappresenti una minaccia per la sicurezza cittadina.

Nel comunicato vengono inoltre contestate le motivazioni e il linguaggio utilizzato dalla prefettura. “Le parole scelte dal prefetto di Torino – replicano – sono il lessico ordinario del potere che ormai abbiamo imparato a riconoscere”. Secondo gli organizzatori, la gestione della vicenda rifletterebbe un’impostazione politica più ampia: “Abbiamo di fronte un governo che, in linea con un indirizzo politico dichiaratamente securitario, repressivo e intrinsecamente razzista, interpreta sistematicamente il conflitto sociale come un nemico pubblico, come un ostacolo da neutralizzare”.

Nel testo emerge anche una critica diretta al modo in cui viene trattato il diritto di manifestare, percepito come sempre più condizionato. “In questo quadro è del tutto conseguenza che la stessa possibilità di scendere in piazza venga trattata come una revocabile, sottoposta a condizioni, sospetti e preventiva delegittimazione”.

Alla vigilia dell’evento, resta quindi aperto il nodo della gestione della giornata di sabato. Da una parte le autorità, impegnate a far rispettare le prescrizioni sulla sicurezza; dall’altra i manifestanti, intenzionati a portare avanti la protesta secondo le modalità annunciate.

Con Caravaggio il via ai festeggiamenti per il ventennale del Forte di Bard

Al complesso fortificato della Vallée trionfa il “San Giovanni Battista-Borghese” opera tarda del grande Maestro lombardo

Fino al 6 aprile

Bard (Aosta)

Un lungo viaggio. Dalla capitolina “Galleria Borghese” ai circa cinquecento metri di altitudine del valdostano “Forte di Bard”. Grande protagonista e primattore della Festa (oltre Cinquecento le persone intervenute) tenutasi in occasione delle celebrazioni del Ventennale di attività del sabaudo “complesso fortificato”, nuovo “polo culturale” delle Alpi occidentali, è stato il celebre “San Giovanni Battista” o “Buon Pastore”, fra le ultime opere realizzate da Michelangelo Merisi detto Caravaggio (Milano, 1571 – Porto Ercole, 1610), massimo esponente della rinascimentale “Corrente naturalistica moderna”, contrapposta ai raffinati virtuosismi di “Manierismo” e “Classicismo”, nonché vigoroso sublime precursore della sensibilità barocca. Datato probabilmente intorno al 1610, ed eseguito dunque a pochi mesi dalla scomparsa, a soli 38 anni al termine di una vita “balorda” ed irrequieta, del pittore lombardo, il quadro (dato in prestito al “Forte” dalla “Galleria Borghese” di Roma) era con ogni probabilità una delle tre opere che Caravaggio portava con sé nell’ultimo drammatico viaggio da Napoli a Roma – con la speranza di ottenere la grazia dalla condanna a morte inflittagli da Papa Paolo V per l’omicidio di tal Ranuccio Tomassoni, suo rivale in amore, omicidio compiuto semplicemente, si racconta, per un “fallo” al gioco della pallacorda – e terminato invece con la sua prematura morte a Porto Ercole.

Opera intensa, quella in mostra al “Forte di Bard” fino a lunedì 6 aprile, che racconta in veste inedita ed essenziale, in un inquietante passionale rincorrersi di luci e ombre, la figura del Santo, privando il giovane martire dei soliti ripetitivi attributi iconografici (la ciotola d’acqua o favo di miele, l’agnello, il lungo bastone sormontato dalla croce e dalla scritta Ecce Agnus Dei, fino in più casi alla testa mozzata e posta su un vassoio) per proporcelo nella figura assorta di un giovane Pastore affiancato da un montone/ariete (molteplici, in ciò, le interpretazioni critiche) ritratto nell’atto di rosicchiare alcune foglie di vite e rivolto verso l’interno di un dipinto che ci offre una nuova visione del Santo “congelato – secondo lo storico dell’arte Eberhard Konig – nella vaga malinconia di colui che tace e medita in attesa del Verbo”.

“Capolavori al Forte” – Con il “San Giovanni Battista – Borghese” del Caravaggio prende il via il progetto triennale “Capolavori al Forte” (promosso con la collaborazione di “MondoMostre” e della “Galleria Borghese” di Roma) che vedrà alternarsi ogni anno, sino al 2028, un grande capolavoro dell’arte italiana all’interno della ex “Cappella militare”. Obiettivo: la volontà di valorizzare opere uniche, rispecchianti non solo il genio di grandi Maestri italiani ma anche “storie e iconografie eccezionali”.

Spiega, in proposito, la presidente dell’“Associazione Forte di Bard”, Ornella Badery:  “Per onorare nel migliore dei modi questa tappa importante della seconda vita del Forte di Bard, trasformato da fortezza di difesa a luogo di arte e cultura, abbiamo pensato, come primo ‘ospite’ ad un artista capace di esprimere in modo significativo e universale la qualità e l’importanza delle opere che dal Rinascimento all’epoca moderna il mondo ci invidia; la risposta unanime nella scelta è stata Caravaggio”.

“Lux in tenebris” – Appuntamento di grande interesse, sempre collegato alle celebrazioni del Ventennale e all’esposizione del Caravaggio, è anche l’omaggio musicale dedicato al grande artista e in programma domenica 18 gennaio (ore 15,30) nella “Sala Olivero” del “Forte”, con il concerto “Lux in tenebris” dell’Ensemble vocale chivassese de “Gli Invaghiti”. L’organico vocale e strumentale sarà ricco e variegato, suddiviso in tre momenti caratterizzanti la vita dell’artista, attraverso la propria formazione a Milano, Roma e Napoli. Ad arricchire il contesto culturale del concerto, saranno proposti anche alcuni “madrigali” che lo stesso Caravaggio ha dipinto sulle varie versioni del “suonatore di liuto”. Il tema dei contrasti chiaroscurali, così come in ambito pittorico proprio del Caravaggio, verrà esaltato attraverso la riproposizione di brani che alternano tematiche sacre a quelle profane, in andamenti ritmici diversi fra loro.

Gianni Milani

“Capolavori al Forte: protagonista il Caravaggio”

Forte di Bard, via Vittorio Emanuele II, Bard (Aosta); tel. 0125/833811 o www.fortedibard.it

Fino a lunedì 6 aprile

Orari: feriali 10/18; sab. dom. e festivi 10/19; lunedì chiuso

Nelle foto: Caravaggio “San Giovanni Battista” e opera in allestimento (Ph. Mauro Coen B.); “Gli Invaghiti”