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Franca Fagioli “Torinese dell’anno”

Il 49° Premio “𝐓𝐨𝐫𝐢𝐧𝐞𝐬𝐞 𝐝𝐞𝐥𝐥’𝐀𝐧𝐧𝐨” è stato assegnato oggi alla professoressa Franca Fagioli, direttrice del Dipartimento di Patologia e Cura del Bambino dell’Ospedale Infantile Regina Margherita.

Durante la festa, organizzata al Teatro Alfieri dalla Camera di commercio di Torino , è stato consegnato anche il 73° Premio della Fedeltà al Lavoro e per il Progresso Economico a 196 lavoratori, lavoratrici , pensionati, pensionate, imprenditori e imprenditrici.
Premiati infine 97 diplomati e diplomate eccellenti degli istituti tecnici e professionali di Torino e provincia.

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La comunità ortodossa romena di Settimo Torinese inaugura la nuova chiesa parrocchiale

 

La comunità ortodossa romena di Settimo Torinese ha vissuto giorni di particolare intensità spirituale e di grande gioia con l’avvio delle celebrazioni liturgiche nella nuova chiesa parrocchiale, recentemente completata e benedetta. L’evento rappresenta una tappa importante nella vita della comunità romena presente in questa zona del Piemonte.

Le celebrazioni si sono svolte nell’arco di più giornate e hanno visto la partecipazione di Sua Eccellenza Reverendissima Padre Siluan, Vescovo della Diocesi Ortodossa Romena d’Italia. Nel suo intervento, il Vescovo ha evidenziato il valore spirituale e comunitario di questo nuovo luogo di culto, sottolineando come la chiesa rappresenti non solo uno spazio di preghiera, ma anche un punto di riferimento per la vita religiosa, culturale e identitaria dei romeni che vivono lontano dalla propria patria.

La realizzazione della chiesa è stata possibile grazie alla benedizione e al sostegno della Diocesi Ortodossa Romena d’Italia, alla generosità e al sacrificio dei fedeli e al contributo significativo del Dipartimento per i Romeni all’Estero, che ha sostenuto il progetto destinato a rafforzare la presenza spirituale e culturale della comunità romena in Italia.

Un ruolo importante è stato riconosciuto anche al Consolato Generale di Romania a Torino, guidato dal dott. Cosmin Dumitrescu, per la costante vicinanza dimostrata alla comunità romena e per il sostegno offerto alle iniziative culturali e spirituali organizzate dalla parrocchia.

Nel contesto delle celebrazioni inaugurali sono state conferite alcune distinzioni patriarcali, offerte a nome di Sua Beatitudine Daniel, Patriarca della Chiesa Ortodossa Romena, come segno di gratitudine verso le autorità locali e le persone che hanno sostenuto la vita della comunità.

La Sindaca della città di Settimo Torinese, Elena Piastra, è stata insignita dell’Ordine “Madre di Dio Oranta”, mentre il Consiglio Comunale di Settimo Torinese ha ricevuto il Diploma d’Onore “Sant’Andrea Apostolo – Protettore della Romania”, riconoscimento attribuito dal Patriarcato Romeno per il sostegno costante offerto alla comunità ortodossa romena.

Il Console Generale di Romania a Torino, dott. Cosmin Dumitrescu, ha ricevuto una Gramata di riconoscenza per il suo contributo e la sua attenzione verso la comunità romena del territorio.

Durante le stesse celebrazioni sono stati inoltre conferiti riconoscimenti anche al Parroco, Rev. Padre Paul Porcescu, insignito dell’Ordine “San Dionisio l’Esiguo” per il clero, e alla Presbitera Luiza Daniela Porcescu, che ha ricevuto l’Ordine “San Dionisio l’Esiguo” per i laici, come segno di apprezzamento per l’impegno dedicato alla costruzione e allo sviluppo della parrocchia.

Alla manifestazione hanno partecipato il Rev.mo Vicar Gheorghe Militaru, il Rev.mo Padre Maxim Drăguț, il Rev.mo Protopresbitero Cristian Ștefan, insieme a numerosi sacerdoti e a rappresentanti delle autorità civili e consolari.

In segno di riconoscenza, anche il Consiglio Parrocchiale, insieme ai fondatori e benefattori della chiesa, ha ricevuto Gramate di ringraziamento per il sostegno offerto nel corso degli anni alla realizzazione di questo importante progetto ecclesiale.

Tra gli ospiti presenti vi è stato anche il Sindaco della città di Borșa (Romania), giunto a Settimo Torinese nell’ambito del percorso di gemellaggio tra le due comunità.

Le celebrazioni hanno messo in luce la proficua collaborazione tra la Chiesa, la comunità romena, le autorità locali italiane e le istituzioni dello Stato romeno, collaborazione che contribuisce a rafforzare l’integrazione e a promuovere i valori della fede, della cultura e della solidarietà.

Rev. Padre Paul Porcescu
Parroco della comunità ortodossa romena di Settimo Torinese

Foto Mihai Bursuc

Una piazza per l’artista Alberto Bertazzi

Sabato 13 marzo si è svolta a Balzola, nella piazza antistante la Casa di riposo, l’intitolazione ad Alberto Bertazzi, grande artista a cui il paese ha dato i natali nel 1953 e scomparso prematuramente nel 1993.

Presenti alla cerimonia l’onorevole Enzo Amich, il sindaco Marco Torriano con l’intera giunta, i consiglieri comunali con il vice sindaco Luca Graziotto, oltre all’assessore alla sanità regionale piemontese Federico Riboldi che ha sottolineato l’importanza di conservare la memoria di un personaggio che ha dato lustro al paese.

Presenti anche i sindaci Fabrizio Bremide di Villanova, Andrea Manachino di Rive e il vicesindaco di Morano Maura Tosi.

Dopo lai benedizione impartita dal parroco  don Taddeo, ha preso la parola il critico d’arte Giuliana Romano Bussola che conobbe Bertazzi e gli curò molte mostre, in particolare la antologica postuma nel castello di Casale Monferrato.

E’ stata riportata in vita la prepotente personalità del geniale pittore e scenografo dalle varie sfaccettature, apparentemente contraddittorie  ma armonizzate dal viscerale amore per l’arte.

Si conciliano in lui, infatti, due anime, da una parte quella semplice che guarda la quotidiana realtà contadina, risaie, campi di grano, rogge contornate dai gelsi, con occhio limpido e sereno e un’affettuosità pari ad un Jean Francois Millet;  dall’altra l’anima tormentata e inquieta che s’addentra nel mondo dell’occulto, dell’esoterico e del mistico con una visione romantica della natura attraverso la rappresentazione dei fenomeni più inquietanti tra fulmini, lampi tenebrosi, luci misteriose e sublimi, apparizioni sconvolgenti e apocalittiche.

Sono questi i dipinti che affascinano maggiormente e rendono la sua arte personalissima e immediatamente riconoscibile  attraendo  e al tempo stesso causando turbamento accostandosi alla poetica del Sublime.

Una nota piacevole è stata data dai bambini delle scuole elementari con piccoli deliziosi dipinti con tematiche contadine ispirate dalle opere di Bertazzi.

Gasolio oltre i 2 euro, l’allarme degli autotrasportatori del Piemonte: “Costretti a spegnere i motori”

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“Con il costo del carburante oltre i 2 euro, le spese di esercizio di un automezzo superano di gran lunga i ricavi con la conseguenza che gli autisti saranno, purtroppo, costretti a spegnere i motori per non andare in perdita”.

È l’allarme lanciato dalle imprese del trasporto merci di Confartigianato Imprese Piemonte, che segnalano come i rincari del gasolio registrati dall’inizio del conflitto in Iran stiano incidendo sempre più pesantemente sulla sostenibilità economica delle aziende del settore.

“Il carburante rappresenta una delle principali voci di costo per le imprese dell’autotrasporto che, mediamente e in condizioni normali, incidono tra il 25% e il 35% dei costi operativi di una flotta – spiega Giovanni Rosso, Presidente autotrasportatori di Confartigianato imprese Piemonte – quindi basta un aumento di pochi centesimi al litro per generare migliaia di euro di spesa in più all’anno per ogni mezzo pesante”.

“L’aumento esponenziale dei costi di esercizio dei mezzi – conclude Rosso – rischia di innescare una pericolosa reazione a catena sull’intera filiera logistica, con inevitabili ripercussioni sull’approvvigionamento delle merci e sui prezzi dei beni al consumo. Consigliamo, quindi, alle imprese di fare valere i propri diritti attivando immediatamente la clausola di adeguamento al costo del carburante (fuel surcharge) nei contratti di trasporto.”

Secondo un’analisi dell’Ufficio Studi di Confartigianato, un mezzo pesante percorre mediamente circa 100 mila chilometri all’anno, con consumi che si attestano intorno a un litro ogni tre chilometri. In queste condizioni, anche un incremento contenuto del prezzo del gasolio può trasformarsi rapidamente in diverse migliaia di euro di costi aggiuntivi per ogni veicolo.

Lo studio ricostruisce anche l’andamento dei prezzi negli ultimi anni: nel 2021 il diesel alla pompa costava circa 1,35 euro al litro; l’anno successivo, con la crisi legata alla guerra in Ucraina, il prezzo è salito a 1,65 euro al litro, con un aumento del 22,3%. Oggi, invece, il costo ha superato la soglia dei 2 euro al litro.

Le stime di Confartigianato indicano che, mentre con un prezzo di 1,65 euro al litro i costi operativi incidevano per circa il 50% sull’operatività del mezzo, con il gasolio oltre i 2 euro l’incidenza supera ormai l’85%.

Tuttavia, secondo l’associazione di categoria, l’andamento dei prezzi osservato negli ultimi giorni non può essere attribuito esclusivamente alla situazione internazionale.

“Se vogliono che fermiamo gli automezzi lo dicano – commenta Giorgio Felici, Presidente di Confartigianato Imprese Piemonte -. Gli imprenditori stanno già mettendo in campo ogni sforzo possibile per ottimizzare le operazioni: dalla riduzione dei chilometri a vuoto alla formazione per una guida più efficiente, fino al potenziamento della manutenzione preventiva e all’uso della telematica. Quando però ci si scontra con una mentalità degna della sinistra più arcaica rimane poco da fare”.

“È evidente che esistano tensioni internazionali che influenzano il mercato energetico – conclude Felici – ma è ovvio che siamo di fronte ad una speculazione di cui il governo sembra voler approfittare. Il risvolto grottesco e stupefacente sta nelle scuse addotte per non tagliare le accise. Avessero ammesso che la circostanza fa comodo per fare cassa lo avremmo capito, ma dire che “il carburante lo consumano i ricchi” lascia pochi dubbi sull’approccio ispirato al socialismo reale da parte dell’esecutivo, con buona pace dei valori liberali cui sostiene di volersi ispirare.”

“Piemonte, anni 50 e 60 qui in cerca di lavoro: ora la situazione è capovolta”

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Di Mino Giachino *

La realtà anche se alcuni vogliono nasconderla ogni giorno ci presenta il conto. Stamane Marianna Filandri professoressa associata di sociologia dice che il Piemonte e’ la regione peggiore del Nord per crescita di diseguaglianze. Se il Piemonte da 25 anni cresce meno della media nazionale , come dico dal 2008 inascoltato da chi amministra, anche il PIL procapite cala. Nel 2003 il PIL procapite piemontese era 120 sui 100 della media europea . Come ci ha ricordato Eurostat ora siamo sotto i 100. Certo come dice Banca d’Italia e’la diminuita crescita economica di Torino che abbassa il PIL regionale ma tant’è . Il PIL procapite è il livello cui vive la media dei piemontesi quelli che sono distanti dalle luci del centro città , che le vetrine le guardano con tanta tristezza. Quelli che vanno nei bar dove c’è anche il giornale in lettura, quelli che acquistano camice he maglie nei mercati , quelli che girano nei supermercati che costano di meno e mangiano una porzione di tacchino a poco più di 1 euro o 4 porzioni di minestrone a pochi euro. Come dice da tempo il Direttore della Caritas torinese la povertà è in aumento malgrado da 33 anni sia governata dalla sinistra con l’appoggio determinante di alcuni cattolici , di ex Dc e di alcuni torinesi simpatici che si proclamano moderati . Eppure ogni giorno c’è chi invece sui giornali o nelle interviste televisive racconta una realtà diversa. Fino a quando non si sa perché come è noto anche le formiche si incazzano. I giornali possono nascondere le voci scomode ma prima o poi la realtà prende il sopravvento. Certo anche la metà della Città che sta male deve fare sentire la propria voce andando a votare . Il voto è lo strumento più importante gratuito e offerto in modo eguale a tutti, belli e brutti, ricchi e poveri, anzi per i poveri vale molto di più perché consente nel segreto dell’urna di bocciare finalmente chi ha amministrato una Città senza accorgersi che più della metà della città era emarginata, impoverita e insicura. D’altronde dopo trentatré anni di amministrazioni di sinistra alleate al sistema Torino in qualsiasi parte del mondo cambierebbero.
Così difenderemo meglio l’industria,   accelereremo la costruzione della TAV, miglioreremo la tangenziale, rilanceremo fiere e aeroporto,  porteremo lavoro anche in periferia unico modo serio per fermare degrado sociale e violenza. Solo il rilancio  della crescita economica può diminuire le diseguaglianze .
Buona Domenica
* Responsabile torinese UDC

Accordi FSC per l’autonomia energetica del territorio

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La firma degli accordi per il Fondo di Sviluppo e Coesione (FSC) tra il Presidente della Regione Alberto Cirio, l’Assessore Vignale e il Sindaco di Giaglione, Enzo Campo Bagatin, segna un passo decisivo verso l’autonomia energetica del territorio. L’intervento, focalizzato sulla transizione ecologica, si concentra sul completamento di una rete di teleriscaldamento alimentata a cippato di legno. Partendo dal primo lotto che ha riqualificato il municipio, il progetto entra ora nelle fasi cruciali (Lotto 2 e 3) con l’obiettivo di estendere i benefici del calore green all’edificio scolastico e alla struttura polivalente. Questa strategia non solo mira a sostituire i vecchi impianti a gasolio, ormai obsoleti e a rischio malfunzionamento, ma trasforma il centro abitato in un modello di gestione virtuosa delle risorse locali, garantendo continuità nei servizi pubblici e una drastica riduzione dei costi di gestione per la comunità. L’operazione si configura come un investimento strutturale che coniuga risparmio economico e tutela ambientale. Grazie al sovradimensionamento della centrale termica originaria, i nuovi lotti permetteranno di servire ulteriori immobili comunali, rendendoli energeticamente efficienti e riducendo al minimo le emissioni in atmosfera. La centralizzazione degli impianti è la chiave di volta di questo progetto: oltre a limitare l’impatto ecologico, la rete di teleriscaldamento permetterà di ottimizzare la manutenzione e abbattere le spese correnti dell’ente. L’adeguamento degli impianti interni e l’estensione della rete verso fabbricati ad uso plurimo rappresentano la chiusura di un cerchio che vede Giaglione all’avanguardia nella lotta allo spreco energetico, trasformando la biomassa solida in una risorsa strategica per il benessere collettivo e la salute del clima.

Avigliana protagonista delle Giornate FAI di Primavera

Sabato 21 e domenica 22 marzo tornano le Giornate FAI di Primavera, il grande appuntamento che permette al pubblico di scoprire luoghi solitamente inaccessibili o poco conosciuti del patrimonio storico, artistico e naturalistico italiano. Durante questa manifestazione, giunta alla 34esima edizione, apriranno ben 780 luoghi in 400 città, visitabili grazie a 17mila apprendisti ciceroni su base volontaria, a contributo libero.
In Piemonte grande protagonista sarà Avigliana, la città medievale dal cuore verde, con ben cinque siti da scoprire, quattro dei quali ubicati nel centro storico. Ad organizzare queste aperture sarà la Delegazione FAI della Valle di Susa, guidata da Marilena Gally insieme al Gruppo FAI giovani.
L’iniziativa si svolge con il patrocinio e la collaborazione del Comune di Avigliana ed è resa possibile grazie alla disponibilità del Liceo Norberto Rosa di Bussoleno; di Azimut Yachts e Fondazione Vitelli; dell’Asilo Picco; di Enrico Allais e del progetto Cultura a porte aperte.

Sarà possibile visitare le seguenti meraviglie:

–        Palazzo Comunale e Piazza Conte Rosso: il pubblico potrà scoprire le bellezze di Piazza Conte Rosso, che nel medioevo era sede di mercati e fiere; qui aveva sede il tribunale e venivano pesate le merci con il peso pubblico comunale. La piazza, contornata da edifici a portici ogivali con riprese architettoniche barocche, è dominata dai ruderi dell’imponente maniero fatto costruire intorno al 960 d.C. dal Marchese Arduino III detto “il Glabro”. In questo maniero, distrutto definitivamente il 29 maggio 1691 dal generale francese Nicolas de Catinat, nacquero almeno tre sovrani: il Beato Conte di Savoia Umberto III il 4 agosto 1136; il Conte di Savoia Amedeo VII detto il “Conte Rosso” il 24 febbraio 1360 e la sfortunata Bona, Duchessa di  Milano, il 10 agosto 1449.
Dopo aver visitato la piazza il pubblico, guidato dai narratori FAI, si traferirà nel Palazzo Comunale, dove accederà alla Torre civica del XIII secolo e successivamente all’ufficio del sindaco e alla vecchia sala consiliare, i cui arredi e decorazioni sono neo-medievali.
Orari di visita: Sabato e domenica 10:00 – 18:00 (ultimo ingresso 17:30). Turni di visita max 20 persone, con durata della visita di 30 minuti. Non è richiesta prenotazione.

–        Scuola Picco: si trova in Piazza Conte Rosso. Nel 1870 un comitato di cittadini aviglianesi, su impulso di quello che accadeva nei comuni limitrofi, decise di dare vita ad una struttura dove accogliere i bambini da 3 a 6 anni d’età, d’ambo i sessi. L’obiettivo era quello di avere una scuola a vantaggio generale della popolazione e a beneficio di tutti i bimbi di Avigliana, aiutando le famiglie povere, in modo che i genitori potessero recarsi al lavoro senza il problema di dover lasciare soli i loro figli. Tra i 100 soci, il Comune si impegnò a versare 300 Lire. L’Asilo Picco venne istituito l’8 luglio 1871 con Regio Decreto di Re Vittorio Emanuele II e per i primi 5 anni ebbe sede nel salone messo gratuitamente a disposizione dalla Congregazione dei Sacerdoti presso la Casa Riva. Nell’estate 1872 si tenne un ballo di beneficenza con lotteria a premi a favore della scuola infantile. La signora Emilia Gaggiotti vedova Belitrandi mise a disposizione gratuitamente il suo ampio salone e la Società Filarmonica Santa Cecilia si esibì senza richiedere alcun compenso. I fondi raccolti furono utilizzati nel dicembre dello stesso anno per acquistare l’immobile che è tutt’oggi sede della scuola. Nell’ottobre 1876 l’educazione dei bambini venne affidata alle Suore della Piccola Casa della Provvidenza, che vi restarono fino all’anno scolastico 1982/83.
La scuola materna riuscì a svolgere la sua attività grazie a molti benefattori, tra i quali la Contessa Clementina Carron di San Tommaso, la Società Dinamite Nobel, la Cassa di Risparmio di Torino, la Società Militari in Congedo di Avigliana, la Società Filarmonica di Santa Cecilia, molti privati e molte famiglie. La scuola è stata recentemente riqualificata grazie alla Fondazione Paolo Vitelli. Il pubblico, guidato dai volontari FAI accompagnati dal Presidente della scuola, potrà visitare eccezionalmente i locali dell’asilo, che mantengono la struttura ottocentesca.
Orari di visita: Sabato e domenica 10:00 – 18:00 (ultimo ingresso 17:30). Gruppi di massimo 15 persone, con durata della visita di 30 minuti. Non è richiesta prenotazione.

–        Casa Cantamerlo: ubicata in Via Norberto Rosa 2, uno degli stretti vicoli che sale al castello, è privata e verrà aperta eccezionalmente grazie alla disponibilità del proprietario. Così chiamata per via di un merlo dipinto sulla volta della sua torre, in passato era la casa canonicale della Parrocchia dei Santi Giovanni e Pietro. Nel 1860 fu venduta dal Parroco Giovanni Maria Vignolo all’avvocato, musicista, pittore, poeta e giornalista aviglianese Norberto Rosa, che qui visse fino alla sua morte, avvenuta nel giugno 1862. L’edificio, in stile neogotico nell’Ottocento, si sviluppa attorno ad una corte. Su uno dei muri è affrescata una copia della “Danza dei Folli”, la stessa che si ammira sulla facciata di un edificio nel Borgo Medievale del Valentino: l’opera originaria era presente sulla facciata di un’osteria di Lagnasco che oggi non esiste più. Molto caratteristica è la sua torre.
Il pubblico, guidato dagli apprendisti ciceroni della classe terza A ad indirizzo scientifico tradizionale del Liceo Norberto Rosa di Bussoleno, avrà la possibilità di scoprire l’interessantissima storia di questa dimora, dove vennero ospitati illustri personaggi, tra i quali Re Vittorio Emanuele III e la Regina Elena nel 1938.
Orari di visita: Sabato e domenica 10:00 – 18:00 (ultimo ingresso 17:30). Turni di visita di max 15 persone, con durata della visita di 30 minuti. Non è necessaria prenotazione.

–        Oratorio del Gesù: ubicato in Via XX Settembre, nel centro storico, nel cuore del Borgo Vecchio, risale al XV secolo. All’interno presenta un aspetto barocco mentre all’esterno è caratterizzato da finestre a sesto acuto. L’altare è seicentesco. Quest’Oratorio faceva parte della residenza della nobile famiglia dei Le Cocq, il cui esponente più illustre è stato il Beato Antonio Le Cocq (Avigliana 1390 – Chiusa Pesio 1458). Nel luogo di culto si riuniva la Confraternita del Santissimo Nome di Gesù, fondata ad Avigliana da San Bernardino da Siena a metà Quattrocento.
Il pubblico sarà guidato dai narratori FAI.
Orari di visita: Sabato e domenica 10:00 – 18:00 (ultimo ingresso 17:30). Turni di visita di max 15 persone, con durata della visita di 30 minuti. Non è necessaria prenotazione.

–        Azimut Yachts – luogo riservato agli iscritti FAI: Azimut Yachts, con sede ad Avigliana in Via M.L. King, 9, è un brand del Gruppo Azimut|Benetti, che fa capo alla famiglia Vitelli e che da ventisei anni detiene il primato di primo produttore al mondo di megayacht. Questo polo d’avanguardia unico rappresenta un distretto nautico d’eccellenza, dove lavorano oltre 1000 persone e vengono costruiti yacht fino ai 26 metri. Gli iscritti FAI, guidati dagli ingegneri e gli artigiani che quotidianamente danno forma agli yacht, avranno la possibilità di scoprire una realtà d’eccezione, normalmente non aperta al pubblico per tutelare la riservatezza delle innovazioni. Il percorso di visita terminerà nella piscina del cantiere, dove gli yacht superano il test finale per poi andare a solcare mari ed oceani.
Orari di visita: Sabato e domenica 10:00 – 18:00 (ultimo ingresso 16:30). Turni di visita di max 15 persone, con durata della visita di 90 minuti. Visite riservate agli iscritti FAI.

ANDREA CARNINO

Osteria Amarotto, quando la cucina piemontese diventa esperienza

Nel centro storico di Casale Monferrato, tra le strade che custodiscono la cultura gastronomica del Monferrato, l’Osteria Amarotto rappresenta uno degli indirizzi più interessanti per chi desidera conoscere da vicino la cucina piemontese più autentica. Qui la tradizione non è soltanto un richiamo al passato, ma una pratica quotidiana che si rinnova attraverso piatti curati, ingredienti selezionati e una forte identità territoriale.

Una storia di famiglia lunga decenni

La storia dell’osteria affonda le sue radici negli anni Quaranta, quando la famiglia Amarotto avviò la propria attività nel settore gastronomico a Casale Monferrato. Da allora il locale ha attraversato generazioni, mantenendo sempre lo stesso obiettivo: proporre una cucina capace di rispettare le ricette della tradizione piemontese, senza rinunciare a una certa capacità di evolversi nel tempo.

Nel corso degli anni l’osteria è diventata un punto di riferimento per residenti e visitatori, grazie a una proposta culinaria che coniuga memoria gastronomica e sensibilità contemporanea.

I piatti simbolo della cucina piemontese

Il menù è costruito attorno ai grandi classici della cucina del territorio. Le preparazioni seguono fedelmente le ricette tradizionali, ma sono realizzate con attenzione alla qualità delle materie prime e alla stagionalità degli ingredienti.

Tra le specialità più rappresentative figurano la bagna cauda, la carne cruda all’Albese, gli agnolotti ripieni e i secondi piatti a base di carne, come il bollito o il brasato al Barolo. Non mancano salumi e formaggi locali, mentre la pasta fresca viene preparata artigianalmente in cucina. A chiudere il pasto, una selezione di dolci fatti in casa che richiama la tradizione delle antiche trattorie piemontesi.

Ogni proposta gastronomica punta a valorizzare i sapori genuini del territorio monferrino, offrendo un’esperienza culinaria che rimane fedele alla cultura locale.

Ingredienti di qualità e cucina espressa

Uno degli aspetti più apprezzati dell’osteria è la scelta di privilegiare ingredienti di provenienza locale e prodotti selezionati con attenzione. Molte materie prime arrivano infatti da aziende del territorio, una scelta che permette di mantenere un legame diretto con la filiera agricola del Monferrato.amarotto

La cucina viene preparata al momento, seguendo una filosofia che punta su freschezza e semplicità, due elementi fondamentali per esaltare i sapori della tradizione piemontese.

Il ruolo del vino

Accanto ai piatti, un ruolo centrale è riservato al vino. La carta propone numerose etichette piemontesi, con particolare attenzione ai grandi rossi della regione. Barolo, Nebbiolo e Barbera accompagnano il percorso gastronomico, permettendo agli ospiti di scoprire alcuni dei vini più rappresentativi del territorio.

Un indirizzo per scoprire la cucina del Monferrato

Grazie a un ambiente accogliente e a una cucina che affonda le radici nella tradizione locale, l’Osteria Amarotto continua a essere uno dei luoghi ideali per chi vuole conoscere la gastronomia del Monferrato. Un ristorante dove la cultura culinaria piemontese si esprime attraverso piatti genuini, attenzione ai dettagli e un’autentica passione per la buona tavola.

https://www.osteriaamarottocasale.it/

Scontro tra auto e moto, muore centauro torinese

Un motociclista torinese ha perso la vita nelle scorse ore in un incidente stradale avvenuto a Gabiano, nel Monferrato. L’uomo, poco più che sessantenne, era in sella alla sua moto quando si è scontrato con un’auto lungo la strada provinciale della zona.

Sul posto sono intervenuti i sanitari del 118 e i carabinieri, ma per il motociclista non c’è stato nulla da fare. La conducente dell’auto, una donna di 54 anni, è stata soccorsa e trasportata in ospedale in gravi condizioni.

Sono in corso gli accertamenti delle forze dell’ordine per chiarire la dinamica dell’incidente.