redazione il torinese

Michele Lovisolo. Narrare con i colori

Il mondo pulito e colorato di Michele, in mostra all’Associazione Artistico-Culturale “TeArt” di Torino
 
In parete, fra i 24 lavori esposti, c’è un acchiappante – vorticoso ma assolutamente equilibrato – “Spruzzi di fiori rossi”, realizzato in ecoline nel 2016. Il dipinto è una piacevolissima esplosione di colori. Fiori esplosi, per l’appunto, che nell’aria hanno lasciato correre e librarsi in libertà cromie intense, bizzarre, improbabili, folletti divertiti e divertenti; una pagina di “scrittura automatica”, generata dall’improvvisazione, dalla casualità e dall’estro, assolutamente libera dall’urgenza del segno o di linee che, se ci sono, altro non sono che “punti – come diceva Paul Klee – andati a fare una passeggiata”. Del 2017 sono, invece, una ponderata, scolastica “Natura morta” e una “Rosa rosa in vaso”: tecniche miste dove il segno rivaleggia con il colore, essenziali, precise e accurate nella definizione della forma. Ecco, la mostra del giovane Michele Lovisolo, ospitata negli spazi dell’Associazione Artistico-Culturale “TeArt” di via Giotto a Torino, è un incessante alternarsi di “momenti” affidati alla pura voce e alla suggestiva magia del colore, attraverso cui Michele confida a noi (e a sé stesso) l’emozione di un attimo – o di una vita – capace di stupirti anzi che no, ad altri di impeccabile e composto rigore narrativo, in cui passano ritratti ( delizioso l’“Autoritratto” del 2014), paesaggi e perfino dotte “citazioni” con cui faticosamente cimentarsi e trarre poi inesorabilmente i conti: da Malevich al “Pagliaccio” di Picasso o al “Pino sul mare” di Carrà accanto alle “Donne e uccelli al chiaro di luna” di Mirò così come all’“Ombrellone bianco” di Aime. In quest’ottica va letta e gustata la rassegna dedicata dalla “TeArt” a Michele, che dal 2002 segue con grande interesse e profitto le premurose lezioni di Anna Borgna, da anni fra le protagoniste della scena artistica torinese e ottima maestra, capace di coinvolgere appieno in quel gioco dell’arte a lei perfettamente noto in tutti i suoi risvolti e segreti, mettendo insieme e passando in eredità, a quanti a lei s’affidano, rigore e fantasia, l’essenzialità dei passi base del mestiere, non meno che la libertà di muoversi in piena autonomia aprendo le ali ai moniti – anche ai più estrosi – della creatività e della fantasia. E in tal senso, passi da gigante li leggiamo senz’ombra di dubbio anche nelle più recenti opere di Michele, che già nel 2012 aveva esposto nell’Associazione di via Giotto con una personale che bene titolava “Scintille di emozioni”. Le stesse, in fondo, filtrate attraverso cifre stilistiche indubbiamente più mature e consapevoli, che oggi ritroviamo in quella strepitosa tempesta cromatica– brillante intuizione creativa – che è il “Cerchio di colori”, collage di pittura del 2017. Singolare nella sua totale anarchia compositiva. Altra cosa dal “Prugno a San Martino” o da altre pagine paesistiche, dove il racconto segue invece parametri pittorici ben precisi, pur senza rinunciare all’inconscia volontà di raccontare “mondi” attinti dal reale ma trasformati “in altro” dalla purezza e dalla sensibilità di un cuore grande grande. Sono i “mondi” di Michele. Mondi buoni, perfetti e gentili. Forse sogni. Sogni trasferiti in pittura. Ideali. Per lui. E per noi. Diceva Van Gogh: “Sogno di dipingere e poi dipingo il mio sogno”. Ora, non so se Michele sia solito sognarsi con colori e pennelli in mano, ma certo i suoi dipinti portano ben impresse, al loro interno, le suggestioni di sogni belli. Lontani anni luce dalle tristezze e dalle brutture del vivere reale.

Gianni Milani

“Michele Lovisolo. Narrare con i colori”
Associazione Artistico-Culturale “TeArt”, via Giotto 14, Torino; tel. 011/6966422
Fino all’11 giugno
Orari: dal mart. al sab. 17/19
***
Nelle foto

– “Spruzzi di fiori rossi”, ecoline a spruzzo, 2016
– “Rosa rosa in vaso”, tecnica mista, 2017
– “Cerchio di colori”, collage di pittura, 2017
– “Prugno a San Martino”, acrilico, 2016

 

Premiato Jecky il cane eroe

Una premiazione speciale per un cane speciale: Jecky, matricola militare 2262, in forza al nucleo Carabinieri Cinofili di Volpiano (TO), ha tre anni e con il suo fiuto ha scoperto un “tesoro” da 1,3 milioni di euro, in lingotti e banconote. Oggi, a Milano, in occasione del 205.o anniversario dell’Arma dei carabinieri, questo campione della lotta al narcotraffico ha ricevuto la meritata decorazione insieme con i colleghi umani, ma, su invito dei Carabinieri stessi, l’ha ricevuta dalle mani dell’on. Michela Vittoria Brambilla, presidente della Lega italiana per la Difesa degli Animali e  dell’Ambiente, storica paladina dei diritti degli animali, e ideatrice della fortunata trasmissione televisiva “Dalla parte degli animali”.
Durante il controllo di un magazzino per depositi a lungo termine, Jecky ha segnalato una traccia positiva all’esterno di un box. Si pensava che fossero stupefacenti, data l’eccezionale capacità del cane di scovarli. Invece i borsoni, utilizzati in precedenza per portare la droga, contenevano 75 lingotti d’oro del peso di 250 grammi ciascuno e quasi 606 mila euro in banconote sotto vuoto: in totale un “tesoro” illecito da 1,3 milioni di euro. I responsabili sono stati arrestati.
“Jecky – afferma l’on. Brambilla – è la prova vivente della grande generosità e dedizione che i nostri amici a quattro zampe ci regalano ogni giorno. Un cane come lui ha salvato tante vite umane, consentendo alle forze dell’ordine di intercettare e sequestrare enormi quantitativi di droga: anche a questo piccolo ma grande eroe deve andare la nostra incondizionata riconoscenza. Mi auguro che sia un altro spunto di riflessione per la creazione di una nuova coscienza di amore e rispetto per gli animali, troppo spesso vittime di crudeltà, abusi, indifferenza. Buona e lunga vita a Jecky, cane-eroe che ho avuto l’onore di premiare, e grazie al Generale di Corpo d’Armata Gaetano Maruccia, al Generale di Brigata Antonio De Vita, al Colonnello Luca De Marchis e a tutta l’Arma dei Carabinieri non solo per l’impegno quotidiano a tutela della sicurezza e della legalità, ma anche per la sensibilità dimostrata verso un “milite” non umano”.

La polizia scopre “fabbrichetta” di capi di moda contraffatti

Nei giorni scorsi gli agenti del Commissariato “Dora Vanchiglia” hanno scoperto in corso Regina Margherita, all’interno di un garage interno cortile, un ingente quantitativo di merce contraffatta. L’attività info-investigativa ha consentito di individuare il responsabile: si tratta di un cittadino marocchino di 37 anni, regolare sul Territorio Nazionale.

L’uomo, all’interno del box-magazzino, aveva allestito un vero e proprio laboratorio di contraffazione. Acquistava la merce personalmente in alcune città del sud Italia, e poi a Torino, all’interno della sua “fabbrichetta”, con macchine da cucire e bobine di filo, applicava sui capi i relativi marchi, seguendo meticolosamente i modelli autentici in possesso.

 

Si evidenzia una manifattura accurata e la presenza di certificati di garanzia, che indurrebbero in errore qualsiasi acquirente, sia dunque per la qualità del prodotto che per rifinitura nel confezionamento dello stesso.

Nello specifico sono stati rinvenuti: 296 paia di scarpe, 34 magliette, 9 camicie, 7 pochette, 39 cinture, 1 portafogli, 54 giubbotti, 1 scatola di cerniere, 2 buste di ganci, 3 scatole di adesivi e etichette, 1 scatola di bobine di filo e 3 macchina per cucire.

 

Il locale è stato posto sotto sequestro ed il trentasettenne marocchino è stato denunciato per i reati di contraffazione e ricettazione.

 

M.Iar.

La polizia scopre "fabbrichetta" di capi di moda contraffatti

Nei giorni scorsi gli agenti del Commissariato “Dora Vanchiglia” hanno scoperto in corso Regina Margherita, all’interno di un garage interno cortile, un ingente quantitativo di merce contraffatta. L’attività info-investigativa ha consentito di individuare il responsabile: si tratta di un cittadino marocchino di 37 anni, regolare sul Territorio Nazionale.

L’uomo, all’interno del box-magazzino, aveva allestito un vero e proprio laboratorio di contraffazione. Acquistava la merce personalmente in alcune città del sud Italia, e poi a Torino, all’interno della sua “fabbrichetta”, con macchine da cucire e bobine di filo, applicava sui capi i relativi marchi, seguendo meticolosamente i modelli autentici in possesso.
 
Si evidenzia una manifattura accurata e la presenza di certificati di garanzia, che indurrebbero in errore qualsiasi acquirente, sia dunque per la qualità del prodotto che per rifinitura nel confezionamento dello stesso.

Nello specifico sono stati rinvenuti: 296 paia di scarpe, 34 magliette, 9 camicie, 7 pochette, 39 cinture, 1 portafogli, 54 giubbotti, 1 scatola di cerniere, 2 buste di ganci, 3 scatole di adesivi e etichette, 1 scatola di bobine di filo e 3 macchina per cucire.
 
Il locale è stato posto sotto sequestro ed il trentasettenne marocchino è stato denunciato per i reati di contraffazione e ricettazione.
 

M.Iar.

Festa dell'Arma: reati in calo dell'8 per cento

Nel 2018 in Piemonte e Valle d’Aosta, i carabinieri hanno arrestato 4.245 persone e ne hanno denunciate 30.753. Questo il bilancio dell’attività dell’Arma presentato  dal Comandante della Legione, generale Mariano Mossa,  alla cerimonia per la festa dei Carabinieri alla  caserma Cernaia di Torino. “La sfida  è contro una criminalità che si confonde nella complessità delle città e nell’ordinato vivere dei piccoli centri, sotto forma di pericolose organizzazioni”, ha detto il generale. La lotta alla ‘ndrangheta ha portato all’arresto di 54 persone, alla denuncia di 163 con il sequestro di 250 milioni di euro. Importanti risultati sono stati conseguiti anche nel settore del terrorismo internazionale e nel contrasto al traffico di droga, con l’arresto di 178 persone e si è verificata una riduzione generale dei reati dell’8%

Festa dell’Arma: reati in calo dell’8 per cento

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La Festa dell'Arma

Nel tardo pomeriggio di oggi mercoledì 5 giugno 2019 i Carabinieri del Comando Provinciale di Cuneo celebreranno la ricorrenza del 205° Annuale di Fondazione dell’Arma dei Carabinieri con una cerimonia militare che si terrà, a partire dalle ore 18:00 in corso Marcello Soleri 7, presso la Caserma “Gonzaga” sede del Comando Provinciale. Sebbene il Corpo dei Carabinieri Reali venne istituito da Vittorio Emanuele I di Savoia il 13 luglio 1814, la festa dell’Arma viene celebrata il 5 giugno poiché proprio il giorno 5 giugno del 1920 la bandiera dell’Arma fu insignita della prima Medaglia d’Oro al Valor Militare, quale tributo per le gesta compiute da numerosi reparti nel corso della prima guerra mondiale. La cerimonia vedrà lo schieramento di una rappresentanza dei Carabinieri delle 8 Compagnie e delle 75 Stazioni del Comando Provinciale di Cuneo. Nel dettaglio sarà schierata al cospetto delle massime autorità civili, militari e religiose della provincia, una Compagnia di formazione composta da un plotone formato da una rappresentanza dei Comandanti di Stazione della provincia, un plotone di Carabinieri in Grande Uniforme Speciale, un plotone formato da militari delle specialità, Carabinieri Forestali, Carabinieri di quartiere, unità di Aliquote Radiomobili e Carabinieri rocciatori. Al fianco dei reparti in armi, saranno anche presenti i labari dell’istituto Nastro Azzurro, delle Associazioni Nazionali Carabinieri e delle Associazioni Combattentistiche e d’Arma della provincia. A fare gli onori di casa insieme a tutti i suoi Carabinieri, sarà il Col. Rocco Italiano, Comandante Provinciale dei Carabinieri di Cuneo, il quale interverrà con un’allocuzione sui progetti e le finalità dell’azione dell’Arma cuneese. Nel corso della manifestazione verranno infine consegnati alcuni riconoscimenti conferiti ai Carabinieri del Comando Provinciale di Cuneo, distintisi in particolari operazioni di servizio

La Festa dell’Arma

Nel tardo pomeriggio di oggi mercoledì 5 giugno 2019 i Carabinieri del Comando Provinciale di Cuneo celebreranno la ricorrenza del 205° Annuale di Fondazione dell’Arma dei Carabinieri con una cerimonia militare che si terrà, a partire dalle ore 18:00 in corso Marcello Soleri 7, presso la Caserma “Gonzaga” sede del Comando Provinciale. Sebbene il Corpo dei Carabinieri Reali venne istituito da Vittorio Emanuele I di Savoia il 13 luglio 1814, la festa dell’Arma viene celebrata il 5 giugno poiché proprio il giorno 5 giugno del 1920 la bandiera dell’Arma fu insignita della prima Medaglia d’Oro al Valor Militare, quale tributo per le gesta compiute da numerosi reparti nel corso della prima guerra mondiale. La cerimonia vedrà lo schieramento di una rappresentanza dei Carabinieri delle 8 Compagnie e delle 75 Stazioni del Comando Provinciale di Cuneo. Nel dettaglio sarà schierata al cospetto delle massime autorità civili, militari e religiose della provincia, una Compagnia di formazione composta da un plotone formato da una rappresentanza dei Comandanti di Stazione della provincia, un plotone di Carabinieri in Grande Uniforme Speciale, un plotone formato da militari delle specialità, Carabinieri Forestali, Carabinieri di quartiere, unità di Aliquote Radiomobili e Carabinieri rocciatori. Al fianco dei reparti in armi, saranno anche presenti i labari dell’istituto Nastro Azzurro, delle Associazioni Nazionali Carabinieri e delle Associazioni Combattentistiche e d’Arma della provincia. A fare gli onori di casa insieme a tutti i suoi Carabinieri, sarà il Col. Rocco Italiano, Comandante Provinciale dei Carabinieri di Cuneo, il quale interverrà con un’allocuzione sui progetti e le finalità dell’azione dell’Arma cuneese. Nel corso della manifestazione verranno infine consegnati alcuni riconoscimenti conferiti ai Carabinieri del Comando Provinciale di Cuneo, distintisi in particolari operazioni di servizio

Il progetto Casa Base per l’affido familiare

A quei minori le cui famiglie attraversano difficoltà tali da non riuscire più ad occuparsene, l’affido offre un ambiente di cura e affetto che li aiuti a crescere per un periodo di tempo limitato o fino all’età adulta

 

Che cos’è l’affido familiare? Proviamo a spiegarvelo noi di Casa Base.  Il Progetto Casa Base nasce dalla collaborazione fra Cooperativa Paradigma e Fondazione Paideia. Le nostre due comunità residenziali, con sede a Chieri e Avigliana, ospitano in questo momento 20 minori in situazioni di difficoltà, che crescono aiutati da educatori e volontari. Il percorso comunitario dura in media due anni, ma al suo termine non tutti i bambini e ragazzi hanno la possibilità di rientrare presso le proprie famiglie: per questo a Casa Base ci impegniamo costantemente a promuoverne l’affido. Se tutti i nostri ospiti prima o poi devono salutare la vita di comunità, gli educatori e i tanti amici, per alcuni di loro la strada da percorrere rimane ancora in salita. E noi continuiamo a pedalare al loro fianco. A quei minori le cui famiglie attraversano difficoltà tali da non riuscire più ad accuparsene, l’affido offre un ambiente di cura e affetto che li aiuti a crescere per un periodo di tempo limitato o fino all’età adulta, potendo contare su figure di riferimento in grado di supportarli. Figure che gli permettano di continuare quello che definiamo il loro “viaggio verso il futuro”.  Per diventare affidatari non ci sono requisiti prestabiliti: possono offrire la loro disponibilità coppie sposate, conviventi, singole persone, senza limiti di età. L’affido ovviamente è un’opportunità importante che può funzionare solo se si lavora insieme per assicurare a bambini e ragazzi un futuro vincente; per questo noi di Casa Base garantiamo alle famiglie affidatarie vicinanza e sostegno durante il percorso, un aiuto competente volto a fare di questa esperienza un’occasione di crescita per il minore e per la famiglia. In questo momento stiamo cercando degli affidatari per una nostra ospite in particolare: si chiama SerenaSerena ha 14 anni, vive in comunità da due perché i suoi genitori hanno delle difficoltà nel prendersi cura di lei; è una ragazzina silenziosa, dolce e affettuosa. All’inizio si mostra un po’ riservata, ma ha stretto facilmente amicizia con tutti i suoi compagni di scuola. Sta ormai per terminare il suo primo anno di Superiori e le piace molto il cinema. Spesso si chiede cosa le riserverà il futuro. Per lei cerchiamo una risposta a quella domanda: una famiglia che possa accompagnarla nel suo percorso di crescita, regalandole la possibilità di diventare grande con tutto l’affetto di cui una ragazza di quell’età ha bisogno. Per maggiori informazioni, il nostro telefono è sempre acceso: 349.70097900.

www.progettocasabase.it