
Al Mercato Pavia il Mercatino dell’Antiquariato di luglio
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Quando la passione diventa collezione. Quale miglior titolo per una mostra di ceramiche europee dove le capacità manuali, unite alla fantasia ed al colore ed alla poesia, danno materialità ad oggetti stupendi. L’esposizione si terrà in concomitanza con l’edizione di luglio del Mercatino dell’Antiquariato, organizzata da Monferrato Eventi in liquidazione al Salone Tartara del Mercato Pavia in piazza Castello. Lo spazio dedicato alle ceramiche sarà il sabato 9 e domenica 10 dalle ore 8 alle 18. Piatti, vasi, centrotavola, oggetti da uso per l’arredo tavola ed altri da parata, tutti uniti da un denominatore comune, l’amore del bello, il piacere di stupire. Il visitatore della mostra avvertirà subito la passione di chi, con tanto amore, pazienza e dedizione per il collezionismo, ha unito tutti i pezzi che la compongono e sarà avvolto da un insieme di emozioni. I decori, per la maggior parte floreali, rappresentano le forme stilistiche tipiche del periodo che va dalla fine del diciannovesimo sino a primi del ventesimo secolo. Fiori, animali, mascheroni, elementi naturalistici, creano piacevoli combinazioni, a volte magari eccessive, ma sempre raffinate. Contemporaneamente a questo evento collaterale, ci sarà la consueta esposizione prevista dal Mercatino dell’Antiquariato che si rinnova ogni mese la seconda domenica ed il sabato che la precede, con i suoi numerosi banchi e le molte bellezze artistiche e le curiosità che si rinnovano, attirando visitatori ed espositori da tutto il Nord Italia.
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STORIE DI CITTA’ 
maggioranza degli utenti sono donne. Renzo Brunelli presidente e Antonietta Giusti vicepresidente soddisfano le nostre domande. Chi sono i vostri utenti? Per il 97 percento non italiani indigenti. Purtroppo aumenta il numero degli italiani.145 paesi dal 1994 a dicembre 2015, 43mila persone per un
totale di 170mila prestazioni. Nell’ultimo bilancio sociale sono state 4474 le persone
assistite (4230 nell’ambito medico, 94 formativo e 150 socio sanitario), aumentano le prestazioni assistenziali. 100 volontari (50 personale medico) e otto dipendenti che svolgono il ruolo di mediatori culturali. Diverse le religioni “rappresentate” ma vi assicuro che di fronte alla malattia le reazioni sono simili. Si riassume il tutto in queste cifre: 332.682 conto economico valorizzazioni 835.844
valorizzazioni lavoro volontari 144.185 valorizzazione prestazioni o servizi sostenuti da soggetti diversi. Totale 1.312.711. E siamo in comodato d’uso gratuito dall’ Opera Pia Barolo. Nel mentre si scatena Piero fotografando tutto e tutti e si propone per le sue peculiarità professionali per contribuire all’attività. Nel 1992 il primo presidente e
fondatore Corrado Ferro, sindacalista e
parlamentare europeo. L’ispirazione del Cardinal Pellegrino. Teresa Paladino insegnante in pensione e volontaria ci fa visitare il “Salone delle mamme” , attiguo al poliambulatorio, offre una serie di attività di sostegno ed accoglienza alle famiglie, per supportarle alla prevenzione sanitaria, nell’insegnamento sociale, nell’istruzione dei figli e nelle difficoltà economiche. Anche qui
Piero è “incontenibile” nel fotografare e chiede il permesso. Una graziosa ragazza di colore da’ il permesso e donne velate con dolci sorrisi, gentilmente lo negano. Ed io continuo nel pensare che il bene non fa rumore ma deve cominciare a fare notizia. Finito il giro, gli ultimi convenevoli. Vorrei ritornare e mi confutano sottolineando: porte aperte a tutti…scusi, ci dà una mano a trovare volontari dentisti?
Aumentano le richieste e le liste di attesa. Assolutamente, sarà fatto. Mezzogiorno ed usciamo con il sole che rimbalza. Sono proprio persone che se non esistessero dovremmo inventarle.E’ proprio vero il bene deve fare rumore e notizia.
STORIE DI CITTA’
In tutta Italia solo Torino ha un coordinamento Pride? Come mai?
In occasione del Classical Music Festival la città di Torino apre nuovamente al pubblico le principali corti dei suoi palazzi barocchi. La mostra ‘Arte alle Corti’, percorso di sculture e installazioni d’arte contemporanea, diventa il palcoscenico per i concerti di Musica alle Corti che durante le giornate del Festival vanno a completare il cartellone, dedicato quest’anno alle suggestioni d’Oriente.








Si sono svolti oggi a Torino, in piazza Benefica, nella Chiesa di Gesù Nazareno, i funerali di Claudia D’Antona, la donna-‘imprenditrice di 55 anni uccisa barbaramente
nella strage di Dacca
Bangladesh a favore delle donne sfigurate con l’acido. In chiesa erano presenti i familiari: il marito Giovanni Boschetti, la sorella Patrizia, la sindaca Chiara Appendino, il presidente della Regione Sergio Chiamparino e l’ex sindaco Piero Fassino. Per il lutto cittadino alle 14 si è tenuto davanti al Municipio, il minuto di silenzio.
In piazza erano presenti anche Lorenzo e Simone Barbero, il marito e il figlio di Antonella Sesino, la dipendente municipale rimasta vittima nell’attentato al museo del Bardo in Tunisia, in segno di solidarietà.
La fine di una storia non è mai facile, per nessuno, neanche per chi apparentemente prende la fatidica decisione di dire basta. Non c’è età, università o professione che insegni ad affrontare nel “modo giusto” la conclusione di un rapporto d’amore. In nome dell’amore e della sofferenza ci si ritrova spesso a fare follie, a compiere gesti che non avremmo mai pensato di poter fare, spesso ci si ritrova a ragionare poco e ad agire d’istinto. Ma l’ amore è soprattutto rispetto. Rispetto per la persona che si ha avuto al proprio fianco, rispetto per quel rapporto che purtroppo a volte è destinato a giungere verso un epilogo. “Se condannate quest’uomo, voi condannate un innamorato”. Queste sono le parole che l’avvocato Antonio Genovese ha pronunciato in difesa del suo assistito, un settantenne torinese, accusato del reato di stalking contro la sua ex compagna con cui ha avuto una relazione per più di 20 anni. “La Cassazione sostiene che bastino due telefonate a integrare il reato, ma in questo caso non c’erano comportamenti persecutori” – ha aggiunto il legale – “Il mio assistito non pensava di compiere atti persecutori”.
Aveva spedito alla donna 50 rose rosse, le aveva portato, nonostante lei non ne avesse fatto alcuna richiesta, l’auto dal meccanico per fargliela controllare ed infine oltre ad alcune telefonate in cui dichiarava il suo immenso amore, le aveva addirittura comprato il suo cibo preferito per cena. Tutte azioni premurose, tutti gesti carini. Quale donna non vorrebbe certe premure?Quale donna con un po’ di romanticismo nel sangue non vorrebbe trovarsi la macchina messa a nuovo o 50 rose rosse per casa? Probabilmente lo vorrebbero quasi tutte. Probabilmente però, l’unica persona che non gradirebbe tutto ciò, è una donna che ha detto basta. Una donna che dopo 20 anni di relazione ha preso, per svariati motivi appartenenti solo a lei e al suo ex compagno, la difficile decisione di chiudere un amore durato per molto tempo. Non accettare le rose, decidere quando e dove aggiustarsi la macchina o il non voler più sentire una persona, sono tutti diritti appartenenti a qualsiasi persona.
Molto probabilmente l’uomo era in “buona fede”, molto probabilmente con i suoi atteggiamenti non credeva di commettere nessun tipo di reato nei confronti dell’ex compagna. Il 14 settembre ci sarà al Tribunale di Torino la sentenza. Ci auguriamo che nessuno condanni mai l’amore, che nessuno giudichi o punisca mai un innamorato. Speriamo invece che venga tutelato quel diritto di scelta che le persone hanno e che venga valorizzato quel concetto di “rispetto reciproco” che molto spesso viene un po’ da tutti dimenticato.



d’angolo, riuscendo poi a segnare con un tiro imparabile per l’estremo difensore gialloblù. A quel punto, quando tutti pensavano che fosse davvero finita, l’arbitro ha consentito al GSPM Torino di impostare un’ultima azione offensiva, conclusa con una spettacolare conclusione a fil di palo che ha sorpreso il portiere avversario. Ai rigori, dopo 14 tiri dal dischetto, il numero 1 piemontese D’Alessandro ha compiuto la parata decisiva, strappando il pass per la finalissima. La finale è stata la più equilibrata degli ultimi anni, con il GS San Severo che ha dimostrato ancora una volta di essere una corazzata quasi imbattibile, tenendo in mano le redini del gioco per gran parte della gara. I tempi regolamentari si sono chiusi sull’1-1 e nei supplementari Torino ha sfiorato in almeno due circostanze il colpo del KO. Dagli undici metri, i sabaudi hanno commesso tre imprecisioni, che li hanno relegati al secondo posto e hanno, di fatto, consegnato lo scudetto ai foggiani.
Al termine della trasferta in landa sarda, il responsabile del settore calcistico del Gruppo Sportivo Polizia Municipale di Torino, Franco Caporusso, ha asserito: «Ritengo che questo, malgrado la finale persa, possa essere considerato il miglior campionato che i miei ragazzi abbiano mai disputato. Per il gioco espresso, per il comportamento e per lo spirito di gruppo e di amicizia che ormai si è creato tra tutti noi, credo che si sia rivelato fondamentale il lavoro dello staff composto da Ivano Fiumanò, ex portiere della squadra che ora ci fa da team manager, Giuliano Giacobbe, allenatore insieme al sottoscritto. Ebbene, la vittoria più grande l’abbiamo ottenuta riuscendo ad amalgamare noi della vecchia guardia e i nuovi entrati. Rimane un po’ di amaro in bocca per la sconfitta, ma siamo consapevoli di aver dato tutto. Tutti i miei uomini sono stati encomiabili: mi concedo solo un complimento particolare a due ragazzi veramente stupendi, Matteo Dagnese e Davide Ossati, per l’abnegazione e l’impegno che hanno profuso durante l’anno per migliorarsi. Un plauso va anche ad Andrea La Rosa, che da novizio ha partecipato per la prima volta a questa manifestazione e, sebbene sia stato impiegato poco, è stato importantissimo nel fare gruppo. Dedico un ringraziamento speciale al nostro presidente, Massimo Re per la disponibilità e la calma che trasmette a tutti noi. Il prossimo obiettivo è la Coppa Italia ASPMI, che si terrà a novembre a Grottammare».
Un senzatetto italiano di 35 anni si è recato ieri sera al pronto soccorso dell’ospedale di Ivrea,