Verranno messi all’asta da Adam’s gli orecchini ispirati al cioccolatino, realizzati dall’orafa Emanuela Burgener
Il cioccolato diventa alta gioielleria e l’iconica forma dei Pentagoni di Giraudi ha ispirato l’orafa Emanuela Burgener, fondatrice e direttrice creativa della Maison Margherita Burgener, nella creazione dei nuovi “Pentagoni Chocolate Earrings”
Gli orecchini saranno battuti all’asta da Adam’s martedì 15 settembre alle ore 16, portando per la prima volta il segno distintivo del cioccolatiere piemontese nel settore dell’alta gioielleria. Nati nel laboratorio di famiglia, a Valenza, i gioielli esprimono quale senso di leggerezza e cura del dettaglio che caratterizza le creazioni della Maison, e incontra in questo progetto il lavoro di Giraudi, a Castellazzo Bormida. Il dialogo parte dalla forma pentagonale, firma inconfondibile dell’azienda cioccolatiera, e approda alla lavorazione delle superfici. Nei cioccolatini originali, ogni pentagono è decorato a mano da Giacomo e Davide Boidi, padre e figlio. Un’identità estetica e artigianale che l’alta gioielleria ora traduce in una nuova materia.
“Vedere uno dei segni più riconoscibili di Giraudi reinterpretato attraverso i codici dell’alta gioielleria, e arrivare fino a un’asta internazionale come Adam’s, dà a questo progetto un valore particolare. Il pentagono nasce da un lavoro molto preciso sulla forma – commenta Giacomo Boidi – geometria, proporzioni, superfici e finitura concorrono all’identità del cioccolatino tanto quanto il ripieno. Emanuela Burgener ha saputo unire questi elemento e trasferirli in un’altra materia, mantenendo intatta la riconoscibilità. Proprio da questo passaggio, dal cioccolato al gioiello, racconta quanto mondi apparentemente lontani possono incontrarsi attraverso progettazione, manualità e ricerca del dettaglio”.
“Nel design – spiega Emanuela Burgener – l’ispirazione può nascere anche da una forma, da una materia o da una percezione sensoriale. Nel pentagono di Giraudi ho riconosciuto subito una geometria molto forte, costruita su proporzioni nette e su una superficie capace di restituire luce e profondità. Ho lavorato su questi elementi traducendoli nel linguaggio dell’alta gioielleria attraverso l’oro diciotto carati e i diamanti. Non una semplice riproduzione, ma una reinterpretazione che conserva l’identità visiva del cioccolatino e la trasferisce in una materia destinata a durare. L’incontro con Giraudi è nato proprio da questa affinità progettuale, dalla stessa attenzione alla forma, alla lavorazione artigianale e al dettaglio”.
Mara Martellotta
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