Giovedì 17 settembre, dalle 18 alle 23
L’associazione TAG Torino Art Galleries annuncia la 26ª edizione della sua storia a iniziativa “Ouverture”, che si terrà presso le gallerie associate a TAG, a Torino, giovedì 17 settembre prossimo dalle ore 18 alle 23. La manifestazione “Ouverture” è realizzata grazie al sostegno della Fondazione CRT, unico ente sostenitore fin dalla sua prima edizione, avvenuta nel 2000. Dopo quella dello scorso anno, che testimonia una continuità sorprendente del progetto TAG, questa nuova edizione è guidata dal gallerista Umberto Benappi, subentrato alla presidente Elisabetta Chiono.
“Ouverture” è una manifestazione artistica di rilievo per la città di Torino. Sin dalla sua fondazione, TAG ha contribuito in modo significativo alla crescita e alla diffusione dell’arte contemporanea a Torino, accompagnando decine di migliaia di visitatori alla scoperta dei luoghi che, da sempre, ne sostengono la ricerca e la produzione, ovvero le gallerie d’arte. Attraverso il lavoro dei galleristi, questi spazi hanno promosso nel tempo artisti e artiste capaci di sperimentare nuove forme espressive e di contribuire all’evoluzione dei linguaggi contemporanei. L’appuntamento si articola in una mostra diffusa nel territorio cittadino, che riunisce in un’unica serata le inaugurazioni delle esposizioni ospitate dalle gallerie associatea TAG. Su 16 gallerie cittadine, 13 sono le partecipanti. L’accesso agli spazi sarà libero e gratuito, e il programma offrirà uno sguardo sulla pluralità delle ricerche che caratterizzano la scena contemporanea, confermando “Ouverture” come uno degli appuntamenti più importanti e attesi della scena torinese.
“Ouverture – dichiara il presidente di TAG, Umberto Benappi – è un momento fondamentale per la vita delle gallerie torinesi e per la città, capace di creare un’esperienza condivisa dell’arte contemporanea. La continuità di questa iniziativa testimonia la forza di un progetto nato dalla volontà delle gallerie di fare rete e di contribuire concretamente allo sviluppo della scena artistica cittadina”.
L’Associazione TAG Torino Art Galleries ha per scopo la promozione e la diffusione dell’arte contemporanea quale elemento di crescita culturale del territorio e della comunità locale, favorendo lo sviluppo di una sensibilità artistica attraverso l’incontro delle arti plastichee figurative con il pubblico, gli appassionati e le nuove generazioni.
Con “Ouverture 2026”, l’arte contemporanea torna a disegnare una mappa diffusa di Torino: le gallerie di TAG aprono i propri spazi componendo un itinerario che attraversa il centro e si spinge verso Vanchiglia, Aurora e le aree postindustriali della città. Un possibile punto di partenza è rappresentato dalla galleria Mazzoleni di piazza Solferino, dove dall’8 settembre è in programma “Presenze”, che ha inaugurato la stagione autunnale della galleria. Pochi passi di distanza conducono alla Tucci Russo Chambre d’Art, in via Bertolotti 2, che presenta Harald Klingelhöller nella mostra “And the world apart, twice (horizont)”. Da qui si può raggiungere Weber & Weber, in via San Tommaso 7, al primo piano, dove è presenta la mostra “Pittura condivisa 2016-2026”, progetto realizzato da Idem Studio, a cura di Chiara Manca e Fabio Vito Lacertosa. Il percorso prosegue in via Stampatori 4, dove palazzo Scaglia di Verrà accoglie oggi le gallerie Giorgio Persano, che presenta l’artista Lina Fucà con “Torniamo a casa”, e la nuova sede di Simóndi, che inaugura la mostra dal titolo “Inspira, trattieni, esplora cap 1. Ogni nuovo inizio richiede un tempo d’ascolto”; 15 artisti compongono una mostra che è anche un rito d’apertura del nuovo spazio, mettendo in relazione memoria e trasformazione, questioni ambientali, conflitti, migrazioni e fragilità sociali. Durante l’inaugurazione di “Outsider Live” di Roberto Casti, farà entrare nella galleria i suoni registrati nel quartiere, rielaborandoli in tempo reale. Presso la Pick Gallery è proposta una riflessione sulla memoria come materia viva e continuamente trasformabile con la mostra “Carnalia a Plot For Memory Resistance”. In “Domingo”, José Victor De Castro costruisce una pittura sospesa tra memoria e invenzione, tra cristianità, esoterimo, mitologia e cultura brasiliana. Risalendo verso Borgo Nuovo, la galleria Photo&Contemporary, in via dei Mille 36, propone la mostra “30 Years of Photo&Contemporary. Lights&Shadows Part 2”. A poca distanza, Rocca 3 articola la propria proposta in due spazi: in via della Rocca 3/b, la mostra pone in relazione un ampio gruppo di autori appartenenti a generazioni diverse, quali Francesco e Felice Casorati, Italo Cremona, Francesco Menzio, Giulio Paolini, Salvo e Sandro De Alexandris, in una sorta di attraversamento della storia artistica torinese e italiana del Novecento. Al civico 4, “Il sipario” è il titolo della mostra di Michel Gribinski, offrendo un contrappunto monografico alla coralità della mostra principale. Luce Gallery, in largo Montebello 40, propone la personale di Shanee Roe dal titolo “Entangled Fragments”, che accoglie i collages che riflettono la vita e le figure vicine all’artista. In corso San Maurizio 73/f, Metroquadro presenta Jean Paul Charles con la personale “Everyday”, curata da Roberto Mastroianni: visione, colore, gesto e segno diventano strumenti di un‘indagine filosofica, estetica e spirituale, nell’ambito di una pittura postconcettuale che cerca la meraviglia nella materia del quotidiano. In via vanchiglia 16, la galleria Febo & Dafne presenta “Pottery Invaders” di Pierre De Felice, a cura di Carina Leal. La terracotta smaltata invade la pittura. Proseguendo verso nord, si raggiunge in via Parma 66 D La Chiono Resova Art Gallery, dove è presente la mostra “Living Architectures” dell’artista catalana Bea Sarias. L’architettura non è un organismo immobile, ma spazio attraversato da luce, memoria e tracce di presenza umana. Il percorso si conclude negli spazi di Gagliardi & Domke, in via Cervino 16, con due “Solo Show Visioni” di Giulio Mosca e “De Coloribus” di Paolo Basso. In occasione di TAG Ouverture si terrà il talk “Creazione. Generazioni a confronto”, durante il quale i due artisti, lontani per generazione e linguaggio, converseranno fa di loro.
Mara Martellotta
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